I comuni attravero due documenti Nel corso dell XI secolo nell Italia del nord e in Europa, gruppi di cittadini o di abitanti del contado danno origine a nuovi ordinamenti giuridici, politici ed economici. Nascono così i Comuni. Leggi ora con attenzione il seguente documento: si tratta di un passo di un opera scritta da Ottone, vescovo di Frisinga (1115 circa 1158) e zio dell imperatore Federico Barbarossa. Gli italiani imitano ancor oggi la saggezza degli antichi romani nella struttura dei comuni e nel governo dello stato. Essi amano infatti la libertà tanto che per sfuggire alla prepotenza dell'autorità (feudale) si reggono con il governo dei consoli anziché dei signori, e perché i consoli non diventino troppo potenti li cambiano quasi ogni anno. Ne consegue che, essendo la terra suddivisa fra i comuni, ciascuno di essi costringe quanti abitano nella diocesi a stare dalla sua parte ed a stento si può trovare in tutto il territorio qualche nobile o qualche personaggio importante che non obbedisca agli ordini dei comuni. I comuni si avvantaggiano non solo per la saggezza delle loro istituzioni, ma anche per l'assenza dei sovrani che abitualmente rimangono al di là delle Alpi. In un punto tuttavia si mostrano immemori dell'antica nobiltà e rivelano i segni della rozzezza barbarica, cioè che mentre si vantano di vivere secondo le leggi, non obbediscono alle leggi. Infatti mai o quasi mai accolgono con il dovuto rispetto il sovrano a cui dovrebbero mostrare volenterosa obbedienza a meno che non siano costretti dalla presenza di un forte esercito a riconoscerne l'autorità Adattamento da Ottonis et Rahewini Gesta Friderici I imperatoris, a cura di G.Waitz B.De Simson, pp.116-117. Rispondi adesso alle seguenti domande: Perché i comuni si sono dati nuove istituzioni? Chi governa all interno dei comuni?
Quanto tempo durano in carica i governanti? Quali sono gli elementi che avvantaggiano i comuni? I nobili e i personaggi importanti che vivono nel contado, riescono a imporre la loro volontà ai comuni? Come si comportano i comuni con il sovrano? Dal tono del documento si capisce che Ottone ammira alcune cose delle istituzioni comunali, ne disapprova altre. Ottone approva Ottone disapprova
Adesso leggi con attenzione il seguente documento. Si tratta di un brano tratto dalla Cronica di Giovanni Villani. Nel 1207 i fiorentini ebbero la prima signoria forestiera, fino allora la città era stata governata con signoria di consoli cittadini, col consiglio del senato, cioè di cento buoni uomini; i consoli, come succedeva nell antica Roma, tutto guidavano e governavano e rendevan ragione e facevan giustizia; il loro incarico durava un anno. I consoli erano quattro per tutto il tempo in cui la città fu divisa in quartieri; poi furono sei, quando la città fu suddivisa in sestieri. Ma poi, cresciuta la città di gente e di vizi e facendosi più azioni malvagie, decisero che fosse meglio per il comune che i cittadini non avessero l incarico di governare, e ordinarono di chiamare uno gentile uomo d'altra città, che fosse loro podestà per un anno e amministrasse con i suoi collaterali e giudici e facesse le esecuzioni delle condanne e delle pene corporali. E il primo che fu podestà in Firenze fu nel primo anno Gualterotto da Milano e abitò al vescovado, perché ancora non c era palazzo di comune in Firenze. Quale cambiamento politico si verificò a Firenze nel 1207 (spiega bene il significato dell espressione signoria forestiera? Chi aveva governato a Firenze fino al 1207? Che ruolo aveva il senato? Chi governa a Firenze dopo il 1207?
Come si chiamava il primo podestà di Firenze?. Il documento che hai appena analizzato è tratto, come hai già appreso, dalla Cronica di Giovanni Villani. Da quale città veniva? Che compiti aveva il podestà?.. Chi erano secondo te i collaterali del podestà?...... Perché si preferì il podestà (forestiero) ai consoli (cittadini)?. Nato a Firenze intorno al 1276, il Villani esercitò l attività di mercante e di banchiere. Partecipò anche alla vita pubblica, ricoprendo tre volte la carica di priore; nel 1317 divenne membro della commissione per le nuove gabelle; nel 1324 sovrintese alla costruzione delle mura e fu ufficiale addetto a far fronte alla carestia che attanagliava Firenze nel 1329. Nel 1331 cominciò il suo declino dalla scena politica, fu coinvolto nel fallimento bancario dei Buonaccorsi e incarcerato. Morì di peste nel 1348. La fama di Giovanni Villani è legata soprattutto alla sua Cronica, immenso resoconto che partendo dalla torre di Babele arriva fino ai suoi tempi. La Cronica, scritta a partire dal 1322, venne lasciata incompiuta a causa della morte dell'autore. L opera, suddivisa in dodici libri, racconta la storia di Firenze dall'antichità agli anni Quaranta del Trecento. I primi sei libri, hanno un andamento leggendario e favoloso e trovano la loro principale ragione d'essere nella orgogliosa rivendicazione delle origini romane di Firenze. Gli ultimi sei, dedicati alle vicende del periodo 1265-1348, sono i più nuovi ed interessanti, per la ricchezza di informazioni anche statistiche che contengono, e per la notevole capacità d osservazione dell autore.
... Dove risiedeva il primo Podestà di Firenze?.. Dal documento è possibile ricavare anche il significato originario della parola quartiere. Prova a spiegarlo.... Le cose più importanti che ho imparato: A partire dall XI secolo si affermano i Comuni, città indipendenti dal potere feudale e che obbediscono al volere dell imperatore solo se costrette dall esercito. I comuni riescono ad imporre il loro volere anche ai nobili che vivono nel contado. Nella prima fase della loro storia, i comuni sono governati da magistrati chiamati Consoli, eletti ed aiutati da un assemblea cittadina detta a volte Senato. I consoli, esattamente come accadeva ai tempi dell antica Roma, duravano in carica un solo anno, per evitare che divenissero troppo potenti. Dalla fine XII secolo, dalla fase consolare si passa a quella podestarile: il governo del Comune viene affidato ad un forestiero (il Podestà) che ha il compito di governare la città e di amministrare la giustizia. A Firenze il passaggio dai consoli al podestà secondo Giovanni Villani, autore di una Cronica, avviene perché nel comune, divenuto molto grande, si radicano i vizi e si verificano molte azioni malvagie. Tutto ciò rendeva violenta la lotta politica all interno del Comune. Si preferì allora dare il potere ad un forestiero che non prendesse parte per nessuno e potesse governare la città con equilibrio ed imparzialità.