Quasi stelle di Marcella Bettini Illustrazione di Simonetta Fratini
Quasi-stelle C era una volta una casa con tante finestre con le persiane verdi a pallini blu che, quando si aprivano, sembravano ali di farfalle distese al sole. Dietro quelle persiane c erano le vetrate più allegre di tutto il paese perché ogni giorno si riempivano di quasi-stelle. Cioè, di disegni che somigliavano molto alle stelle e che pulsavano di luce come lanterne. Erano disegni misteriosi perché apparivano la mattina e sparivano la sera e un giorno erano di un colore e il giorno dopo erano di un altro. Il dirimpettaio raccontava di aver visto delle piccole mani che spalancavano le persiane a farfalla e in tre minuti disegnavano le quasi-stelle. Diceva: <<O sono mani di gnomi o di folletti o di qualcosa del genere>>. Il pizzicagnolo, che aveva la bottega lì accanto e controllava attentamente i movimenti della finestra, era sicuro che le persiane le apriva il vento e i disegni sui vetri erano solo illusioni ottiche. Il postino che passava di lì ogni mattina alle nove insisteva nel dire che dietro quelle finestre c era qualcuno che si divertiva a fargli gli scherzi e. <<Se lo scopro quel birbaccione gliele faccio vedere io le stelle>>.
Di una cosa tutti erano certi: quei disegni avevano qualcosa di straordinario, un po perché somigliavano a stelle che non si erano mai viste in cielo, un po perché non si capiva chi fosse il pittore. Nel campanello di quella casa con le persiane a farfalla e le finestre con le quasi-stelle c erano scritti 2 nomi: Alba e Aura. Si diceva che fossero sorelle e che avessero più di 100 anni ma, quando uscivano tenendosi sottobraccio procedevano con piedi sicuri e salivano i gradini della chiesa leggere come piume. Chi le incontrava per strada le vedeva soffermarsi solo quando incrociavano lo sguardo di qualche bambino. In quell attimo gli occhi si parlavano e sbocciavano i sorrisi. Le sorelle Alba e Aura vivevano da così tanto tempo in quella casa che nessuno si ricordava più chi l avesse abitata prima. Insomma in quel paese si faceva un gran parlare del perché e del percome avvenissero queste stranezze, tanto che il brusio dei pettegolezzi riempì le strade e le piazze. <<Te lo dico io che me ne intendo, quelle sorelle sono due che si nascondono e se uno si nasconde >> <<Ma che si nascondono! Sono tutti i giorni su e giù per la strada! Caso mai sono due straniere che non parlano italiano!>> <<Ma se alla messa cantano perfettamente tutti i salmi!>> <<Allora sono due matte.>> <<Ma no, sono così signorili! Saranno due contesse in incognito.>> <<Forse due regine!>> <<Ma quali regine! Sono due fate!>>
<<Due fate, e perché?>> <<Perché i bambini le guardano dritte negli occhi>>. <<E sorridono>>. <<E smettono di piangere>>. <<E le quasi-stelle di tutti i colori le sanno disegnare solo le fate>>. <<O i bambini>>. <<Ma quali bambini?>> <<Quelli che giocano e ridono dentro quella casa.>> <<Cosa?!?!?>> <<State zitti un attimo>>. I pettegolezzi si acquietarono e, finalmente, il dirimpettaio, il bottegaio, il postino e tutti gli altri tesero le orecchie per ascoltare i suoni che uscivano dalle finestre con le persiane verdi a pallini blu. Potevano essere scambiati per cinguettii di canarini, ma bastò qualche minuto di silenzio per cominciare a distinguere voci di bambini e di bambine che cantavano una specie di filastrocca: <<E se oggi è il giorno rosso lo gridiamo a più non posso: non è il giorno adatto a me, Cappuccetto, tocca a te!>> E una vocina graziosa disse: <<Va bene, va bene, lo so. Per prima cosa disegno delle belle quasi-stelle rosse sul vetro della finestra, poi vi racconterò la mia storia. Ecco fatto. Amici, un attimo di silenzio, per favore!
Alice smetti di chiaccherare con quel coniglio bianco che vedi solo te. Pinocchio, chiudi l abbecedario tanto non sai ancora leggere. Pollicino non buttare i sassolini per terra perché oggi non hai perso la strada. Piccola Fiammiferaia spengi quel fiammifero perché qui non fa assolutamente freddo. Hansel e Gretel smettete di leccare la porta, tanto non è di cioccolata. Insomma, oggi è il mio giorno e si parla di me e del mio difficile viaggio in un bosco pieno di pericoli. Allora: Un giorno la mamma mi chiamò e mi disse: <<Cappuccetto Rosso obbediscimi, devi andare dalla nonna e.>>. Mentre le quasi-stelle pulsavano sempre più intensamente, tutta la storia si dipanò e si ripetè per ore fino all imbrunire, seguita dalla voce di tutti gli altri bambini che trattenevano a fatica la voglia di raccontare presto subito ora! la paura e il coraggio della loro storia. Ad un certo punto le voci decise delle due sorelle sovrastarono le altre. <<Ragazzi, ora basta! Tornate tutti nei vostri libri!>> <<Alice ricordati che domani è il giorno bianco e tocca a te.>> <<Scancellate le quasi-stelle rosse dal vetro e buonanotte!>> <<Buonanotte sorella Alba!>> <<Buonanotte sorella Aura!>>
Le persiane verdi a pallini blu chiusero le ali. Nella penombra il dirimpettaio, il bottegaio, il postino e tutti gli altri allungarono il passo verso casa mormorando: <<Ve l avevo detto che l Alba e l Aura sono due fate.>> <<Certo, se parlano con i bambini protagonisti delle fiabe, qualcosa di magico ci deve pur essere.>> <<Quelle due sorelle sono due sante, ecco chi sono!>> Dietro le finestre della casa si sentirono dei risolini. Il cielo si riempì di vere-stelle. FINE