Discorso di apertura



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3 Incontro delle IUS Discorso di apertura Roma, 13 luglio 2001 Luc Van Looy, sdb Iniziamo un incontro che si trova tra memoria e futuro, in un punto importante della storia umana e della congregazione e della missione salesiana. All inizio di questo millennio conviene che ci poniamo la domanda sulla significatività e sull incisività della presenza salesiana nel complesso contesto sociale, culturale, educativo e politico. La fedeltà a don Bosco ci fa dirigere lo sguardo a tanti elementi della realtà in modo da scoprire le urgenze e cercare di rispondere a partire dalla propria visione ispirata dalla vicinanza a Dio. Tra le sfide dell umanità oggi c è senza dubbio il progresso della scienza, confrontata con le tendenze etiche e con la dignità della persona. Il diritto umano, la solidarietà tra i popoli e il grande tema della pace e della guerra richiedono all uomo e alla donna della nostra epoca una coscienza vitale per definire il loro ruolo e il loro pensiero. Sempre di più la grande massa, ossia il popolo, cerca di esprimere la sua opinione su questi grandi temi e di influire sull andamento della politica e della storia. Sarà un frutto del cammino democratico dell umanità, che allo stesso tempo deve rendersi conto della potenzialità, ma anche dei pericoli che questa comporta. In questa presa di coscienza dell umanità, il mondo dell educazione ha un grande ruolo. Vediamo che in molti paesi una riforma istituzionale dell educazione si sta realizzando. Sempre più giovani, in tutti i continenti, vogliono prepararsi meglio per affrontare la loro vita. L opinione pubblica, stimolata dai mezzi di comunicazione, vuole avere sempre più voce in capitolo, ognuno deve formarsi una idea personale su molti temi, per il fatto che le istituzioni influiscono sempre di meno sul pensiero, ossia non sono più la Chiesa o la scuola che danno le norme di condotta o i criteri di pensiero. Il pluralismo e la libertà comandano su tutti i fronti

Contemporaneamente a questo sviluppo, che avrebbe bisogno di molta più precisione e al quale dobbiamo prestare attenzione. Nel nostro ambito carismatico notiamo uno sviluppo spontaneo di vitalità, abbracciando sempre più la fascia più alta della gioventù. Ci confrontiamo così con quella porzione dell umanità che cerca il senso della propria vita. Come educatori istituzionali, ci rendiamo conto di poter dare un contributo alla ricerca dei giovani, offrendo loro strumenti per la propria educazione che li mettano in grado di entrare nella società in modo libero e responsabile, capaci di collaborare alla trasformazione della società, basandosi su criteri ben fondati. Dal 1995 a Brasilia fino ad oggi persone ed istituzioni hanno fatto un cammino di presa di coscienza di quanto sta accadendo nel nostro ambito. Ci siamo domandati qual è la risposta salesiana a questa società complessa, qual è una via per dare sostanza umana e cristiana a tanti giovani che si trovano ai margini di tutto quello che sta succedendo. Ci chiediamo come essere presenti in modo qualificato laddove si elaborano le politiche dell educazione dei nostri giovani. La genuina preoccupazione per i giovani che hanno meno opportunità, per le famiglie che non sanno come elevare la cultura dei loro figli, ci ha portato spontaneamente a iniziative di educazione a un livello più elevato di quanto originariamente intrapreso. Sembra proprio che siamo in linea con don Bosco, pensando al fatto che presto dopo la fondazione dell oratorio e l apertura dei corsi professionali, si dedicava alla formazione classica attraverso il collegio di Valsalice. Abbiamo fatto un cammino di presa di coscienza a livello di istituzioni universitarie salesiane, e la presenza di tante persone a questo incontro mostra eloquentemente che siete proprio interessati allo sviluppo di questa attività salesiana. Siamo presenti con 48 istituzioni, tra autorità accademiche e religiose (rettori, professori, ispettori e delegati, salesiani, FMA e laici). Rappresentiamo circa 70.000 studenti e 4.500 docenti, 320 tra SDB e FMA, e il nostro lavoro si sta incamminando su una trentina di siti internet. Ora è venuto il momento della valutazione del momento storico nel quale ci troviamo. - Si è fatto un rilevamento dei dati, che vogliamo conoscere e valutare. - È stato redatto un documento sull identità delle IUS che vogliamo tenere presente. - Si aspetta un contributo di pensiero e suggerimenti verso una politica appropriata della congregazione salesiana per il futuro.

Ci troviamo in mezzo a un cammino dinamico con molto lavoro svolto e molto da fare, abbiamo lavorato in sinergia e abbiamo descritto la nostra identità. Ci siamo resi corresponsabili di una realtà non indifferente nella società e nella Chiesa. Ora è il momento di consolidare il cammino e di allargare la nostra coscienza. Ci troviamo in una situazione particolare, e da qui l importanza storica e anche la delicatezza del momento che viviamo in questo incontro. Don Vecchi avrebbe dovuto essere presente con la sua parola di padre e di pensatore. La vicinanza al Capitolo Generale 25 ci fa capire che offriamo idee per il futuro. Questi due fatti danno un tono particolare al nostro studio, che sarà - studio qualificato - verso una proposta qualificata - che avrà modo e tempo per maturare nelle varie istituzioni e nella congregazione per essere matura e sperimentata nel momento in cui il nuovo Rettor Maggiore con il suo Consiglio la prenderà in mano per darle ufficialità. Siamo ricercatori durante questo incontro, per offrire elementi sufficienti, chiari e sperimentati a chi deve tracciare le linee di governo per le IUS. Il futuro dipenderà dalla qualità dell incontro che viviamo. Ci stimolerà - a continuare e consolidare; - a tenerci in rapporto stretto e collaborando nello scambio dei doni; - a riflettere e descrivere costantemente il cammino specificamente salesiano delle IUS; - a realizzare un cammino formativo attraverso il corso on-line. Questo incontro introduce un periodo comune di maturazione e di formazione, per poter prendere in mano con responsabilità condivisa la realtà che viviamo. Questo lo faremo a tutti i livelli istituzionali, nelle varie località, ispettoriale e congregazionale. È dunque un processo di consolidamento e di coordinamento più che di espansione o di apertura verso frontiere o opere nuove.

Rifletteremo sulla realtà università salesiana con conoscenza della materia e con coscienza di dover continuare il dato carismatico della missione salesiana e il contributo scientifico culturale alla società. Abbiamo il ruolo di far conoscere il carisma di don Bosco, il sistema preventivo, la vocazione salesiana al mondo delle scienze, delle istituzioni, della politica. Cosa diciamo alle altre università, come ci considerano le persone della cultura e della politica? Siamo una presenza carismatica riconosciuta? Quale profilo progettiamo, qual è la nostra capacità di comunicazione del nostro specifico? Le nostre istituzioni svolgono un ruolo non solo educativo, ma anche evangelizzatore? L incidenza del nostro lavoro istituzionale è importante e sarà possibile nella misura in cui cresciamo in qualità. Nel documento sull identità è data importanza all incidenza nella società. È questione di camminare con la testa alta, e imprimere nel mondo degli studi il progetto educativo salesiano. Siamo promotori di una cosa grandissima. Don Viganò insisteva sulla nostra presenza laddove si elabora la politica educativa dei paesi. Saremo promotori di una educazione valida se riusciremo a far coincidere i valori del Vangelo con i criteri della scienza. Pensiamo ai nostri giovani, sono essi il motivo del nostro impegno. I giovani di oggi cercano libertà. Noi offriamo loro la verità che ci fa liberi. Dice Giovanni Paolo II che una cultura senza verità non è una garanzia, ma piuttosto un rischio per la libertà (Giubileo delle Università, 9 settembre 2000). I giovani cercano il senso della vita. Noi offriamo apertura al trascendente. La grandezza dell uomo sta nel suo accettare la presenza di Dio nella vita. È questa che rende capaci di prendere coscienza di sé. I giovani cercano, nelle università, scienza. Noi offriamo fede e scienza in un unico orizzonte. La fede non germoglia sulle ceneri della ragione. Al contrario, il sapere è aperto alla verità e all assoluto (Giovanni Paolo II, o.c.). I giovani cercano amicizia, il gruppo, i compagni. Noi offriamo loro educatori, compagni, professori, adulti che accompagnano. Vogliamo che i nostri docenti siano - testimoni più che maestri

- membri di una comunità educativa - esecutori comuni di un progetto - animatori che introducono gli studenti in un mondo complesso, con serenità - persone di fiducia. I giovani le vogliono presenti, accompagnatrici - promotori di una politica educativa Riflettiamo sull università - in quanto laboratorio culturale che dialoga tra teologia, filosofia, scienze dell uomo, scienze della natura; - come proposta di anima per il processo economico, sociale, globalizzante; - come proposta di un vero senso di democrazia. Riflettiamo sull università salesiana - con un impegno particolare nel campo dell educazione. Uno studente che termina i nostri curricoli dovrebbe essere un vero educatore, per prendere in mano il suo compito di futuro padre o madre di famiglia, di educatore dei giovani, di costruttore di una società nella quale viene dato spazio ai giovani; - con la capacità di far sprigionare creatività, spontaneità, abilità, di sviluppare i rapporti umani; - che sveglia la riflessione etica, la valenza culturale, il riconoscimento della propria storia e della storia della sua gente; - che dirige verso un futuro con una visione corretta sull uomo. L università salesiana è come un oratorio, nel seno della quale si promuove il sistema preventivo, lo si fa conoscere e lo si studia per proporlo al mondo educativo come metodo di qualificazione e di sviluppo di un umanesimo che trova il suo fondamento in Cristo, uomo nuovo. L icona della nostra ricerca è sempre don Bosco - cosciente dei problemi giovanili; - richiedente della collaborazione di molti; - imprenditore e creativo, che non risparmia sforzi quando si tratta della crescita dei suoi giovani; - scrittore e divulgatore del buon pensiero, della storia e della scienza; - ammiratore delle creature diverse.

Riconosciamo in lui il santo che passava - la giornata con i ragazzi; - le serate a rispondere alle lettere; - le notti a scrivere libri; - i momenti disponibili per andare a trovare collaboratori e benefattori. Sono tutte cose indispensabili per il nostro impegno educativo - lo stare con gli studenti; - la riflessione sulla situazione attuale; - lo studio e la produzione di testi; - la collaborazione con persone e istituzioni. Siamo felici di avere una icona di questa grandezza e concretezza allo stesso tempo e speriamo di poterlo avvicinare nel nostro lavoro come educatori a livello universitario.