OpenFlow GARR virtual test-bed

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Transcript:

OpenFlow GARR virtual test-bed Presentazione dell attività svolta

Il lavoro di ricerca svolto su OF Borsista GARR 2011/2012 Scopo della borsa: studiare le potenzialità delle SDN, in particolare del protocollo OpenFlow Fasi di lavoro Studio del protocollo e degli strumenti tecnologici Sviluppo di un test-bed di rete virtuale installato localmente su hardware di GARR ospitato a INFN - Milano Bicocca Sviluppo di tre casi d uso Raccolta dati e analisi dei risultati Partecipazione a workshop e stesura articoli (EWSDN 2012) Stesura documentazione e report trimestrali 2

AGENDA Software Defined Networks Il protocollo OpenFlow Architettura Switch e controller Il test-bed virtuale: studio delle potenzialità di OpenFlow Struttura del test-bed Funzionalità e casi d uso implementati Conclusioni e possibile utilità in GARR Domande 3

Software Defined Networks (SDN) Fino ad ora Internet basato su device configurabili protocolli + ACL via CLI o API Modalità di configurazione e funzionalità dipendenti dai vendor e dai modelli Con l evoluzione della tecnologia aumenta anche la complessità delle infrastrutture Cloud computing e virtualizzazione: Vantaggi ma la gestione dei DC diventa sempre più complessa Necessità di maggiore automazione Infrastrutture di rete datate Bisogno di gestire la rete in modo più furbo e dinamico 4

Software Defined Networks (SDN) La rigida distinzione tra strato di rete e strato applicativo, tipica delle tradizionali reti a pacchetto, potrebbe essere superata Le applicazioni possono accedere alle risorse hardware di rete parlare con gli switch e anche programmarli È possibile instradare il traffico in base allo stato dell intera infrastruttura IT programmando adeguatamente il controller centralizzato La logica è definita dal codice (open source) scritto dall utente Uniformità per il piano di controllo (centralizzato!) Apparati di rete di diversi vendor usano lo stesso protocollo 5

Un implementazione di SDN - OpenFlow OpenFlow è proposto da Stanford nel 2007 come esempio di SDN Ad oggi è considerato dalla maggior parte dei produttori hardware e software uno standard de facto, un concorrente per un singolo dominio a MPLS Trattamento del traffico basato sul concetto di flusso Un flusso è una sequenza di pacchetti identificabili da uno od un insieme di etichette comuni (indirizzo IP, MAC address, porta, ) Il nodo di rete fa solo forwarding Piano di controllo (esterno ai router/switch switch) disaccoppiato da quello di forwarding. Un computer esterno intelligente + tanti switch/router semplici 6

Un implementazione di SDN - OpenFlow Interfaccia standard verso i device di diversi produttori (HW e SW) Tanti switch scambiano messaggi OpenFlow standard con un controller centralizzato attraverso un canale sicuro (TCP/SSL) Tabelle dei flussi: regole + azioni + statistiche Se un pacchetto non fa parte di un flusso noto, è inviato al controller che decide cosa fare I flussi scadono 7

Device OpenFlow enabled Diversi produttori credono e investono in OpenFlow Già presenti apparati sul mercato che implementano nativamente il protocollo Cisco, Juniper, HP, NEC, Dell, IBM, Carot: Switch a basso costo OpenFlow 1.3 certified Meno di 1000 per 8 porte 1Gb OpenWRT: firmware OpenFlow compilant per diversi apparati di categoria inferiore Un alternativa software: Open vswitch Funzionalità di livello enterprise Usato anche in diversi hypervisor, es. Xen Validità oltre la semplice simulazione 8

OpenFlow: presente e futuro Attualmente la versione maggiormente implementata è la 1.0 Ethernet IPv4 TCP, UDP Oltre a MPLS, VLAN, PBB, VXLAN (plugin) A breve, versione 1.2 e 1.3 Controllo a layer fisico per controllare le WAN Controllo lambda, circuiti ottici Configurazione PBB (MAC-in-MAC) IPv6 Configurazione L3 tunneling / MPLS / GRE Drastici cambiamenti nel software lato controller per cambio di semantica 9

I controller OpenFlow Controller disponibili NOX/POX Beacon FloodLight Perché? Java Multi-piattaforma Thread-oriented Usati in test-bed di grandi dimensioni (+150 switch) Modularità 10

Focus: Instradamento del traffico La logica con la quale sono instradati i pacchetti nella rete è implementata centralmente nel controller e quindi le regole inviate ai nodi rete I controller prevedono due metodi per l inoltro dei pacchetti: LearningSwitch: Emulazione di un switch L2 Le tabelle dei MAC sono memorizzate nel controller Problema: non si possono gestire i loop nativamente (se non supportato dagli switch) Routing: Non è il routing che conosciamo, è la vera novità introdotta da OF! Pacchetti instradati (a flussi) grazie ad una conoscenza globale della rete Mappa è mantenuta aggiornata grazie a Device e Topology manager Topology si occupa dei collegamenti switch switch Device memorizza i punti di connessione device switch 11

Il test-bed virtuale Obiettivo: sperimentazione delle potenzialità offerte da OpenFlow 12

Use Case 1 - Instradamento del traffico in base all applicazione Problema: Fino ad ora costoso/complesso re-direzionare i pacchetti verso gateway diversi in base al loro contenuto. Obiettivo use case 1: Re-direzionare il traffico di rete verso gateway differenti in base all analisi del traffico Se possibile, i pacchetti devono sempre seguire il percorso minimo per arrivare al router di destinazione Soluzione: Discriminare il tipo di traffico attraverso un analisi multi-layer Filtrare i pacchetti in ingresso al controller prima che siano processati da Learning Switch e cambiare il MAC address di destinazione. 13

Test: traffico di ricerca Due router Router primario per best-effort Router secondario per traffico della ricerca Pacchetti diretti normalmente verso il router primario (def. gateway) Se porta TCP_dst superiore a 35000 (tipico grid) Cambio indirizzo MAC address di destinazione e instrado il pacchetto con L2Switch Niente porte di uscita statiche Funzionalità di L2 switch rimangono! (MAC table) 14

Use case 2 - Loop-free e fast-failover Problema: Il modulo di L2Switch dei controller non supporta i loop di rete (a meno che non lo facciano nativamente gli switch) Obiettivi: Usare L2Switch con looped topologies Offrire funzionalità di recovery e fail-over Additional requirement: risparmiare energia Soluzione: Sfruttare il modulo topology per calcolare il Minimum Spanning Tree della rete e spegnere le porte che non ci servono 15

Implementazione in Beacon Creazione di un nuovo modulo: GreenMST Input: eventi di cambio topologia tra gli switch (Topology) Costruzione di MST (Kruskal) Modifica dello stato delle porte attive attraverso comandi OF Minimizzazione comandi inviati agli switch (ricordo lo stato precedente) Gli L2 switch fanno il forwarding dei pacchetti solo attraverso i percorsi minimi, grazie alle porte aperte a loro disposizione 16

Use case 3 - Floodlight e modulo di routing Modulo di routing: evoluzione del modulo di LearningSwitch L algoritmo originario: Benefici: Superato il concetto di Spanning Tree Protocol Ho sempre la mappa aggiornata della rete grazie ai moduli Device e Topology Problema: Per ogni nodo della rete costruisce l albero di broadcast Installa adeguatamente i flussi sugli switch Niente loop, flooding solo su albero di broadcast In caso di recovery devo ricalcolare tutti gli alberi di broadcast 17

Soluzione: K-Shortest path algorithm Obiettivo: Non dover ricalcolare ad ogni cambio di topologia gli alberi di broadcast per ogni nodo di rete Soluzione: Adozione dell algoritmo di K-Shortest-Path (KSP): per ogni coppia di nodi calcola i k cammini minimi in ordine di peso Nuovo algoritmo: Cache Costruzione dinamica broad. tree Calcola KSP per ogni nuovo nodo Se un percorso si guasta annullalo Se tutti i k percorsi sono invalidati per una coppia di nodi ricalcola KSP 18

Un caso d uso realistico L algoritmo ha calcolato i primi quattro percorsi tra il nodo 11 e il nodo 21 In caso di fallimento del percorso minimo (rosso = 2 hop) Selezionato il percorso minimo disponibile (arancione = 2 hop) e così via 19

Conclusioni Lo sviluppo del test-bed e dei protocolli ha permesso in tempi brevi di acquisire la conoscenza del protocollo OF e di contribuire al suo sviluppo Feedback positivi da partecipanti conferenza EWSDN, anche commerciali Validato ampio spettro applicativo: È possibile re-direzionare i flussi di traffico in base all analisi dei loro pacchetti Si possono usare tecnologie loop-free con LearningSwitch, anche con switch OpenFlow non muniti di STP Grazie al modulo GreenMST, risparmiare energia all interno dei DC Sono state migliorate le tempistiche e le performance, in caso di recovery, del modulo di routing Il protocollo permette infinite possibilità grazie alla introduzione dello strato SW (SDN) Va adeguatamente progettato e sviluppato 20

Campi di applicabilità di OF per GARR Grazie al multi layer switching è semplice e rapido controllare un grande numero di device L2/L3 definendo e gestendo policy multi-layer Routing Firewall Traffic engeneering Reti virtuali per utente Possibile alternativa alle tecnologie per creazione delle tradizionali VPN VLAN, Q-in-Q, PBB, MPLS, Possibile semplificazione nella gestione del layer2 di GARR-X 21

Prossimi passi Valutazione di un test-bed con risorse anche fisiche Partecipazione a progetti europei Sviluppo di eventuali collaborazioni Introduzione di FlowVisor: Ambiente multi-controller distribuiti Sperimentazione Analisi della sicurezza, isolamento del traffico Semplificazione dell esperienza utente Interfaccia web + client desktop Analisi dei principali tool di amministrazione e debug Integrazione dei dati provenienti dal monitoring passivo SNMP Database + Netflow 22

GRAZIE Domande 23

Reference Software Defined Networking Nick McKeown, Software Defined Networking, Infocom April 2009, Brasil Open Networking Foundation (ONF): https://www.opennetworking.org Sito originale OpenFlow: http://www.openflow.org Controllers: Beacon: https://openflow.stanford.edu/display/beacon/home Floodlight: http://floodlight.openflowhub.org Open vswitch: http://www.openvswitch.org EWSDN 2012: http://www.ewsdn.org Materiale su OpenFlow prodotto fino ad ora: https://wiki.garr.it/bin/view/ep/ofsdn 24