Soccavo: da casale a quartiere Soccavo anni 80, in costruzione la bretella Vomero-Soccavo Soccavo nei primi decenni del 900 Realizzazione della mostra: Gruppo Archeologico Napoletano Onlus Testi e ricerche d archivio a cura di Gaetano Barbarulo, Anna Chiaro e Antonia Riviello. Le foto moderne sono di Salvatore Pastore Soccavo il versante occidentale Grafica e impaginazione: Serena Del Buono Marco Giglio Vittorio Palma
Soccavo: : origini e storia Nei primi secoli del Medio Evo, non più in uso gli antichi sistemi di drenaggio delle acque pluviali provenienti dalle colline, Soccavo subì, come altre periferie napoletane, un significativo processo d impaludamento. La ripresa agricola che caratterizzò intorno all anno mille l intera Europa, è testimoniata per Soccavo da un atto notarile del 1030 che perfezionava la compravendita dei terreni. Tale atto è particolarmente importante per la storia locale, in quanto: compare per la prima volta il toponimo suptus caba da cui successivamente Sub cava, Succava, infine Soccavo, toponimo chiaramente collegato alla presenza ed allo sfruttamento nel territorio di cave di piperno e di tufo; testimonia che i proprietari dei fondi agricoli sono famiglie nobili o benestanti, nonché enti ecclesiastici; riporta i nomi dei più antichi soccavesi Cuculo e Nasugacta ai quali i fondi erano stati dati in concessione per lo sfruttamento. I documenti dell epoca ci mostrano come il territorio dell antico borgo gravitasse sotto il profilo economico su Napoli. Soccavo viene infatti annoverato tra i casali di Napoli nel XIII secolo, durante la dominazione sveva. A partire dalla metà del 400, la popolazione di Soccavo, costituita per lo più da braccianti, vive un incremento demografico ed un miglioramento economico dovuto allo sfruttamento delle cave di piperno, pietra utilizzata nell ampliamento delle mura della città di Napoli. Soccavo, in epoca greca, si presenta come area agricola ai margini dell antica strada collinare che collegava Napoli a Pozzuoli nota, successivamente, come via per colles o via Antiniana. In epoca romana i ritrovamenti archeologici lasciano ipotizzare l esistenza di piccoli insediamenti costituiti da ville rustiche e, forse, da qualche piccolo villaggio. Tra i reperti più significativi possiamo annoverare: il Colombario, monumento funebre posto all inizio dell odierna Via Pigna, connesso forse ad una villa rustica, oggi scomparsa. Costruito in opus reticulatum, presenta una serie di piccole nicchie in cui erano allocate le urne cinerarie. Nella nicchia grande era probabilmente collocata la statua del proprietario; il cippo miliario venuto alla luce nel 1959 durante i lavori per la costruzione del Rione Traiano, la cui iscrizione in latino ricorda il restauro della via per colles iniziato dell imperatore Nerva (I sec. d.c.) completato dall imperatore Traiano (102 d.c.); il materiale di spoglio: - rocchi di colonne in marmo, epigrafi in latino, opus reticulatum ancora oggi presente lungo via Contieri, nelle antiche masserie di Soccavo e nelle parti sottostanti la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Si definisce intanto, nei secoli successivi, la tipica forma dell abitare contadino, la MASSERIA, edificio sito nel fondo agricolo, in cui si abitava e venivano lavorati i prodotti della terra. Oltre agli insediamenti masseriali, sparsi nelle campagne, si venne a formare intorno alla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, lungo la strada che collegava Antignano ed il Vomero con Pianura ed Agnano, un piccolo borgo, il nucleo del Casale di Succava (pianta del duca di Noja). Agli inizi dell 800, nel periodo dell occupazione francese, il villaggio divenne comune autonomo. Ebbe un suo stemma, che rappresentava stilizzata, la collina dei Camaldoli con l imboccatura di una cava di piperno. Nel 1876 fu costruito il palazzo municipale, ancora esistente in stato di totale abbandono, in via Bottazzi angolo pazza San Pietro. Accorpato alla città nel 1926, nell ambito del progetto della grande Napoli che voelva, in ossequio al mito demografico, creare una metropoli con più di un milione di abitanti, ne divenne un quartiere periferico, ma mantenne a lungo l antica anima rurale. Il radicale cambiamento è avvenuto con l incontrollata crescita edilizia degli anni 60-70, che ha trasformato i vecchi casali in anonime periferie. IL CASALE DI SOCCAVO come appare dalla carta del Duca di Noja, nel 700 era costituito da più nuclei insediativi. Una strada principale la attraversava trasversalmente. Questa si dipartiva dall altezza di torre San Domenico e si immetteva nella Cupa Cintia, strada di collegamento con Fuorigrotta e Pianura. Il nucleo principale gravitava intorno alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo, sorta su un antica cappella, ed era costituito da alcune case a corte con campagna retrostante che si affacciavano sulla via principale e sui vicini percorsi trasversali di Via Pia e Via Monti.
Soccavo: : cartografia storica Carta Petrini del 1748 Carta Werner del 1720 Anni 80 : Pianta del quartiere completamente urbanizzato. Dal confronto con la carta del Duca di Noja si rileva : 1) la totale scomparsa del territorio agricolo; 2) la trasformazione dell antico borgo in un centro periferico densamente popolato.
Soccavo: : Croce di Piperno e Via Scherillo Incrocio tra le vie Scherillo e Croce di Piperno nei primi decenni del 900: Palazzo Marcone e Croce di Piperno al centro del viottolo Via Scherillo in direzione Piazza S. Pietro. Anno 2007 Croce di Piperno ad angolo Via Scherillo e Via dello Sport. Anno 2007 Via Croce di Piperno. Sito su cui sorgeva il Palazzo Marcone. Anno 2007 Via Canonico Scherillo. Edificio della ASL sulla area della casa del Canonico. Anno 2007
Soccavo: : via Bottazzi già via Emanuele Gianturco Via Bottazzi angolo Via Monti. Anni 80 Via Bottazzi anno 2007 Palazzo a corte su via Bottazzi prospiciente via Monti dopo il terremoto del 1980 Lo stesso palazzo ristrutturato recentemente Via Emanuele Granturco inizio 900 oggi via Bottazzi Tratto di via Bottazzi in direzione della Croce di Piperno, oggi
Soccavo: : Piazza S. Pietro Piazza San Pietro e parrocchia nei primi decenni del 1900 Piazza San Pietro e parrocchia, oggi Il municipio oggi Il municipio dei primi decenni del 900 Il monumento ai caduti; inaugurazione negli anni 20 il monumento ai caduti oggi
Soccavo: : il Palazziello e la casa Varriale a Via Bottazzi La casa V arriale danneggiata dopo il terremoto : ripresa frontale Visione laterale della casa Varriale su via Bottazzi dopo il terremoto Via Eneide angolo via Bottazzi: strada di nuova costruzione sull area della casa a corte abbattuta dopo il terremoto. Portone d ingresso del Palazziello anno 1973 Il Palazziello anno 2007 Finestra ; particolare della facciata anno 1973
Soccavo: : Via Monti e le Cortiglie Le Cortiglie con la Cappella di Sant Anna, anni 80 Salita di Via Monti, anni 80 Stemma sovrastante l arco di ingresso di una casa delle Cortiglie Via Monti : ospizio di S.Egidio, anni 80 Scorcio di un interno delle Cortiglie anni 70 Ospizio di S. Egidio restaurato dopo il terremoto Le Cortiglie oggi Via del triumvirato dopo il terremoto Spazio attrezzato con rampe di collegamento fra le Cortiglie e piazza S. Pietro creato dopo il terremoto dell anno 1980
Soccavo: : vie Risorgimento e IV Novembre (antica Via Napoli) Antica via di accesso all alveo Arena S. Antonio ( o Lacco) La via di accesso all alveo, oggi L alveo: oggi completamente cementificato L alveo negli anni 80 Cortina edilizia ottocentesca su Via IV Novembre: veduta degli anni 90 La cortina edilizia dopo il recente restauro
Soccavo: : c era c una volta il cinema Ingresso del cinema Risorgimento, attuale centro dialisi Locandina dell epoca sala durante l inaugurazione, anno 1952 Gli operatori Via Risorgimento angolo Via Verdolino negli anni 90