I PERSONAGGI PRINCIPALI Nel mondo reale è una studentessa di 12 anni, ma a Centopia si trasforma in un elfa coraggiosa. È un elfa guerriera fuori dal comune: in volo può fare acrobazie impressionanti. Figlio di Re Raynor, è un elfo gentile e attento, ma anche timido con le ragazze.
Introverso e dall animo romantico, è l amico leale di Mia nel mondo reale. Compagna di stanza di Mia, inizialmente è ostile nei suoi confronti. Vanitosa, astuta e un po snob, cerca sempre di mettere in difcoltà Mia.
Re e regina degli elf. Entrambi sono stati coraggiosi guerrieri in passato. Gran chiacchierone e pessimo fautista, si considera il più grande inventore di tutti i tempi. Indomabili, liberi e molto timidi. La polvere che si sprigiona dai loro corni mantiene rigogliosa la natura di Centopia.
Regale, dolce e premurosa, è il primo unicorno che Mia incontra a Centopia. Estremamente vanitosa ed egocentrica, è la peggior nemica degli unicorni. Comandante dell esercito dei Munculus, è al servizio della perfda Panthea. 6
1 UN LIBRO SPECIALE ia era appena arrivata alla sua nuova scuola e già voleva essere mille miglia lontano da lì. Firenze era una delle città più belle al mondo, e il collegio in cui avrebbe studiato era molto prestigioso, ma alla fne dei conti non era altro che una prigione dorata. Si sedette su una panchina del cortile, mentre sua zia andava a dire alla preside che era arrivata. Mentre aspettava, notò una studentessa con l uniforme della scuola che correva davanti al portone, mentre un ragazzo un po gofo la 7
inseguiva gridando: «Ridammelo! È mio!». La ragazza si voltò, ridendo, e lanciò il libro a una compagna, che a sua volta lo rilanciò, ma sbagliò mira. Il libro cadde ai piedi di Mia, che lo raccolse, e la ragazza che aveva lanciato il libro per ultima si avvicinò, con un sorriso di scherno sulle labbra lucide di gloss rosa. I capelli scuri perfettamente stirati, la sottile linea nera sugli occhi, la smorfa del nasino all insù tutto di lei diceva: Io sono la migliore, e voi non siete nessuno!. «E questa chi è?» esclamò la ragazza. «Guardate com è vestita!» intervenne una delle sue compagne. La ragazza con il gloss rosa allungò un braccio. «Grazie per il libro» disse, con un tono che non ammetteva repliche. 8
Ma Mia non si fece intimorire e porse il libro al ragazzo, che lo aferrò rivolgendole un sorriso timido e grato. La ragazza con il gloss rosa lanciò a Mia uno sguardo di sfda, ma lei non abbassò gli occhi. Prima che una delle due potesse dire qualcosa, arrivò la zia. «Vieni, Mia! Dobbiamo andare!» Mia aferrò il trolley e si allontanò, con un ultimo sguardo alla ragazza snob. Sapeva che presto avrebbe dovuto incontrarla di nuovo, ma si augurò lo stesso che fosse il più tardi possibile. Mia entrò nella sua nuova stanza. La camera era spaziosa e luminosa, c erano fori in un vaso sul comodino e due letti afancati, coperti da cuscini colorati. Non sembrava male, ma tutto lì dentro le ricordava che la sua vecchia vita non 9
c era più come i suoi genitori. Sospirò e si lasciò cadere a sedere sul letto. La zia la guardò con tenerezza. Non era facile, a dodici anni, afrontare cambiamenti così drastici: Mia era molto coraggiosa, e meritava un premio. Si sedette accanto a lei, prese la sua grande borsa nera e tirò fuori un enorme scatola regalo, legata da un nastro rosso. «I tuoi genitori ti hanno lasciato questa» disse, porgendola a Mia. «Avrei dovuto dartela per il tuo compleanno, ma preferisco che tu l abbia adesso. Ora torno dalla preside per completare l iscrizione, poi vengo a salutarti, d accordo?» aggiunse, e uscì dalla stanza. Mentre la zia chiudeva la porta dietro di sé, Mia aferrò il nastro che legava la scatola e sciolse il nodo. Poi tolse il coperchio, sollevò la carta velina che proteggeva il regalo e scoprì di cosa si 10
trattava. Nella scatola c era un grosso libro rosso, con i bordi rinforzati in metallo dorato e la copertina tempestata di pietre preziose. Il titolo brillava alla luce del giorno: La leggenda di Centopia. «Centopia!» esclamò Mia. «Me n ero dimenticata!» Centopia era il mondo fantastico di cui suo padre le raccontava quando era piccola, prima di dormire. Era un regno fatato, popolato da elf, unicorni e draghi: era passato così tanto tempo dall ultima volta che ne aveva sentito parlare! Suo padre le leggeva un capitolo del libro ogni sera. Era scritto in rune antiche, 11