ECOLOGIA E DIFFUSIONE DELLE ZECCHE IN VENETO



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ECOLOGIA E DIFFUSIONE DELLE ZECCHE IN VENETO Fabrizio Montarsi Laboratorio di Parassitologia ed Ecopatologia Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie LE ZECCHE: PERICOLO CONCRETO PER L UOMO? L - S. BONIFACIO (VR) 13-06 06-0909

SISTEMATICA DEI VETTORI PHYLUM ARTROPODA SUBPHYLUM CHELICERATA TRACHEATA CRUSTACEA CLASSE ARACHNIDA HEXAPODA MIRIAPODA Ordine Scorpioni Araneae (ragni) Acaridida (acari) Ixodida (zecche)

CARATTERISTICHE DELLA FAMIGLIA IXODIDA Separazione fra prosoma ed opistoma non evidente Regione anteriore del prosoma trasformata (ipostoma) Stigmi respiratori

CARATTERISTICHE DEGLI IXODIDAE Specie conosciute nel mondo: circa 900 Specie conosciute in Italia: 40 (7 Argasidae e 33 Ixodidae) Specie adattate agli animali domestici: 10% Specie associate agli animali selvatici: 90% Specie trovate almeno una volta sull uomo: circa 10

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE 4 stadi vitali: uovo, larva, ninfa, adulti resti della muta ninfa-adulto Larva esapode

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE CARATTERI DIAGNOSTICI maschio femmina

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE CARATTERI DIAGNOSTICI Scudo dorsale Solco anale Spine su coxe Elementi del capitulum

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE CARATTERI DIAGNOSTICI Stessi caratteri delle femmine Placche ventrali (anale, adanale e mediana)

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DIFFERENZE MORFOLOGICHE TRA ZECCHE DURE E ZECCHE MOLLI ARGASIDAE (zecche molli) prive di scudo dorsale rostro ventrale e invisibile dorsalmente negli adulti poche differenze morfologiche fra maschi e femmine IXODIDAE (zecche dure) presenza dello scudo dorsale dimorfismo sessuale nelle larve e nelle ninfe rostro sporgente anteriormente

FATTORI CHE INFLUENZANO IL CICLO VITALE presenza ed abbondanza degli ospiti Temperatura aria Umidità relativa Vegetazione

CARATTERISTICHE ECOLOGICHE Parassiti obbligati temporanei o periodici di rettili, uccelli e mammiferi Si nutrono su uno o più ospiti diversi Specie endofile ed esofile

CARATTERISTICHE ECOLOGICHE LA RICERCA DELL OSPITE Le zecche attendono l arrivo dell ospite sui fili d erba o sui cespugli Sensibili alle vibrazioni del terreno e alla CO 2 nell aria IL PASTO DI SANGUE La zecca incide la cute con i cheliceri, poi introduce l ipostoma Secerne enzimi e altre sostanze anticoagulanti e cementanti La puntura degli ixodidi non è dolorosa, quella degli argasidi si Il pasto di sangue è continuo e graduale, dura diversi giorni nell adulto; più breve per larve e ninfe

CARATTERISTICHE ECOLOGICHE L AMBIENTE Sottobosco Pascoli poco soleggiati Radure Molto rara sopra i 1300 m Importante è l umidità ambientale GLI OSPITI Gli argasidi soprattutto su uccelli (piccione) Larve e ninfe degli ixodidi di preferenza su piccoli mammiferi e uccelli Gli adulti di ixodidi su grandi mammiferi L uomo è un ospite accidentale

SPECIE PIU DIFFUSE ZECCHE MOLLI Argas reflexus A. persicus ZECCHE DURE Ixodes ricinus I. acuminatus I. hexagonus Haemaphysalis concinna H. inermis H. punctata Hyalomma marginatum Dermacentor marginatus Rhipicephalus sanguineus R. turanicus Boophilus annulatus

GLI ARGASIDI pasto di sangue in più volte per periodi di breve durata (30-40 minuti), esclusivamente notturni durante il giorno generalmente riposano nel ricovero dell ospite la femmina depone 20-150 uova in più volte, poi muore RUOLO PATOGENO Causano gravi irritazioni Alcune specie sono vettori della Peste suina Africana, di varie spirochete, febbre Q Altre specie possono causare la paralisi da zecche

IXODES RICINUS E la zecca più diffusa in ambiente selvatico in Europa ed in Italia, specie al Nord Solitamente si nutre su 2 ospiti Endofila negli stadi immaturi (nidi di piccoli animali, sottobosco, anfratti) ed esofila negli adulti (ambienti forestali)

IXODES RICINUS Ciclo biologico dalle uova nascono le larve 1 ospite la larva ingorgata cade a terra 1 ospite l adulto cade di nuovo a terra e qui depone le uova la larva muta a ninfa 3 ospite 2 ospite l adulto trova un nuovo ospite 2 ospite la ninfa si stacca di nuovo e muta in adulto

IXODES RICINUS Attiva da Febbraio a Novembre. In Italia due picchi di attività: primavera ed autunno. La durata media del ciclo in natura è di 3 anni

IXODES RICINUS Il pasto dura da 3 a 12 giorni nell adulto, a volte anche alcune settimane Il maschio non si nutre e può fertilizzare la femmina sia sull ospite che a terra Le femmine depongono 500-5000 uova in una sola volta (10-30 giorni), poi muoiono cute della femmina molto elastica (può aumentare il proprio volume fino a 20 volte)

RUOLO PATOGENO IXODES RICINUS Trasmette: TBE Babesia Theileria Rickettsia Borrelia Anaplasma Francisella

RHIPICEPHALUS SANGUINEUS Strettamente associata al cane domestico Cosmopolita Trifasica. Ospite il cane in tutti gli stadi Endofila (assente nelle aree forestali, presente in ogni dimora del cane: cuccia, garage, casa, canile ecc.)

Ciclo biologico RHIPICEPHALUS SANGUINEUS

RHIPICEPHALUS SANGUINEUS Le larve e le ninfe vivono in genere 3-4 mesi Gli adulti circa un anno La femmina depone a terra circa 1000-1300 uova, che schiudono in 3-4 settimane Se le condizioni climatiche sono avverse (ad es. d inverno) la troviamo esclusivamente sul cane In condizioni ambientali ottimali anche su erbivori domestici (volpe, pecora, bovino, cammello)

RHIPICEPHALUS SANGUINEUS RUOLO PATOGENO Trasmette: babesia varie rickettsiosi filariosi (Dipetalonema) molte malattie virali

Dermacentor marginatus ALTRE SPECIE DI ZECCHE Presente in tutta Italia in zone arbustive e pascoli di alta e media montagna Gli immaturi parassitano piccoli mammiferi e uccelli, gli adulti gli erbivori ed i canidi. Attacca l uomo Hyalomma marginatum Presente in tutta Italia dai pascoli di alta montagna fino alla macchia mediterranea Gli immaturi parassitano piccoli mammiferi e uccelli, mentre gli adulti si trovano soprattutto su erbivori domestici e cinghiale. Attacca l uomo

FATTORI CHE REGOLANO LA DIFFUSIONE DELLE ZECCHE Fattori che determinano un aumento del numero delle zecche e la loro dispersione Modificazioni climatiche favorevoli alle zecche Aumento di parchi e aree protette Aumento delle popolazioni di alcune specie di animali selvatici e dei loro areali di distribuzione Spostamento degli animali da reddito (pascolo e alpeggio) Fattori che determinano un aumento della probabilità di contatto tra zecche, uomo e animali domestici Spostamento della popolazione in aree suburbane Maggior frequentazione di aree naturali (ecoturismo) Scarsa cura dei sentieri e delle zone intorno alle abitazioni

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE EPIDEMIOLOGIA DELLE PRINCIPALI MALATTIE TRASMESSE DA ZECCHE IN QUATTRO AREE CAMPIONE E STIMA DEL RISCHIO ZOONOTICO IN VENETO E ALTO FRIULI SCOPO DEL PROGETTO Definire la diffusione di TBE, Lyme ed HGA (Anaplasmosi) sul territorio in esame tramite: Analisi dinamica delle zecche in aree campione Ricerca degli agenti eziologici nel vettore

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE PERIODO DI STUDIO Da giugno 2005-2008 MATERIALI E METODI PROVINCE MONITORATE Udine, Pordenone, Vicenza, Treviso, Verona e Padova SITI MOBILI Siti campionati una sola volta per definire la distribuzione degli ixodidi nell ambiente. SITI FISSI Siti campionati mensilmente per definire la densità stagionale delle popolazioni di Ixodes ricinus.

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE Per ogni sito sono stati annotati dati di posizione, climatici e biotici. Le zecche sono state raccolte con il metodo della coperta strisciata (dragging)

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE RISULTATI IN PROVINCIA DI VERONA Siti mobili monitorati: 17 Siti positivi per presenza zecche 12 (70%) Totale zecche raccolte dai siti mobili: 127 Tutte le zecche raccolte appartenevano a Ixodes ricinus

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE Siti monitorati solo una o poche volte (siti mobili) Comune Località Anno Larve Ninfe Adulti TOTALE Selva di Progno Giazza 2005 2 6 0 8 Selva di Progno Parlatoni 2005 4 2 0 6 Selva di Progno Casa Vaiezzo 2005 0 0 0 0 Selva di Progno Gison 2005 1 5 0 6 Tregnago Simonetti 2005 0 0 0 0 Tregnago Monte Beloca 2005 2 0 0 2 Vestenanova Collina 2006 41 6 0 47 Badia Calavena Antonelli 2006 0 7 0 7 Tregnago Bovi 2006 0 5 1 6 Tregnago Centro 2006 0 0 0 0 Vestenanova Monte Porgo 2006 0 2 0 2 S. Mauro di Saline Varalta 2007 0 0 0 0 S. Zeno di Montagna Prada 2007 10 15 1 26 Ferrara di Montebaldo Novezzina 2007 0 0 0 0 Ferrara di Montebaldo Valfredda 2007 3 9 2 14 Selva di Progno Lago secco 2007 0 3 0 3

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE RISULTATI GAULI (SELVA DI PROGNO) 2005-2008 Totale campionamenti a Gauli: 29 Totale zecche raccolte: 405 249 larve 148 ninfe 8 adulti (7 maschi e 1 femmina) Tutte le zecche raccolte appartenevano a Ixodes ricinus

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE Gauli (Selva di Progno). Sito monitorato mensilmente dal 2005 al 2008 (sito fisso) 30 GAULI 2005 n esemplari 25 20 15 10 Larve Ninfe Adulti 5 0 giu lug ago set ott

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE 60 GAULI 2006 n esemplari 50 40 30 20 10 0 Larve Ninfe Adulti apr mag giu lug ago set ott nov

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE 30 GAULI 2007 n esemplari 25 20 15 10 Larve Ninfe Adulti 5 0 apr mag giu lug ago set ott nov

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE GAULI 2008 n esemplari 12 10 8 6 4 2 Larve Ninfe Adulti 0 mar apr mag giu lug ago set ott nov

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE Gauli (Selva di Progno). Andamento medio stagionale dei diversi stadi vitali 120 n totale zecche 100 80 60 40 Larve Ninfe Adulti 20 0 mar apr mag giu lug ago set ott nov

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE Gauli (Selva di Progno). Andamento dal 2005 al 2008 16 n di zecche media/mese 14 12 10 8 6 4 2 0 Larve Ninfe Adulti 2005 2006 2007 2008

IL MONITORAGGIO DELLE ZECCHE CONCLUSIONI Le zecche risultano presenti in quasi tutte le zone monitorate (70%) Le densità possono essere considerate mediamente basse (8 zecche/sito) Il periodo più a rischio è tra maggio e giugno Sono state trovate dai 465 m (Badia Calav.) fino a 1308 m (Valfredda-Ferrara di M. Baldo)

GRAZIE PER L ATTENZIONE.