quattro storie in quattro semi



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quattro storie in quattro semi

L IDEA Le Salentine nascono dal desiderio di creare un mazzo di carte da gioco legato al territorio e alla sua storia pur mantenendo una giocabilità pari a quella delle carte regionali napoletane, a cui si ispirano e di cui conservano la peculiarità dell aspetto cromatico. Il mazzo è composto da quattro semi che si richiamano alla tradizione e ne diventano sintesi simbolica: le brocche (per le coppe), i lecci (per i bastoni), le tarante (per i denari) e le zappe (per le spade). Le figure del nove e del dieci sono di nuovo impianto: al posto del cavallo e del re ci sono rispettivamente l asino, omaggio alla cultura contadina, e il santo. Gli abiti delle figure dell otto e del nove di tutti i semi sono ispirati alle illustrazioni dei costumi tradizionali del 1700 di vari comuni salentini. Le Salentine sono state stampate da Modiano e prodotte da Kurumuny. Brocche per le coppe Tarante per i denari Zappe per le spade Lecci per i bastoni Soffitto Cattedrale - Otranto (retro delle carte) IL SITO INTERNET Il progetto si completa con un sito internet www.cartesalentine.it, ricco di approfondimenti storico artistici sulla costruzione dei quattro semi. C'è poi una sezione chiamata racconti da osteria che raccoglie, attraverso testimonianze dirette, preziose informazioni aneddoti e curiosità, offrendo uno spaccato dei contesti sociali e conviviali dove si praticava il gioco delle carte.

LE BROCCHE Le brocche sono un omaggio alla produzione di ceramiche locali, un tempo largamente diffusa in tutta la penisola salentina, usate principalmente per contenere vino e acqua. L asso di brocche è decorato con un inserto che raffigura un galletto, immagine archetipica della cultura salentina, mentre le altre carte riportano la tipica decorazione a fiori. Gli abiti dell otto e del nove sono ispirati ai costumi tradizionali di Cutrofiano. Il dieci è san Martino. In Salento nel giorno di san Martino si rievoca un rituale rimasto intatto nel corso degli anni: l undici novembre si assaggia il vino novello. Asso di brocche (decorazioni tipiche) Otto di brocche (costume di Cutrofiano) Nove di brocche (costume di Cutrofiano) Dieci di brocche (il re) (San Martino)

Vasai - Cutrofiano Brocche - bozzetti originali Brocca da vino in ceramica con le tipiche decorazioni Vasai - Cutrofiano

LE TARANTE Nel seme convivono più simboli: la taranta, l uroboros, ossia il serpente che si morde la coda, presente in molti luoghi sacri, il tamburello, strumento per eccellenza della terapia del tarantismo, rito studiato dall etnologo Ernesto de Martino nel 1959. Infine il dio che danza, inciso nella grotta dei Cervi a Badisco, il complesso pittorico neolitico più imponente d Europa. L otto è una donna che balla la pizzica. Il nove è vestito con gli abiti tradizionali di Gagliano del Capo. Il dieci è san Paolo, protettore di tutti gli animali striscianti e delle tarantate. È festeggiato con san Pietro il 29 giugno. Conformazioni del seme (simboli del tarantismo) Otto di tarante (ballerina di pizzica) Nove di tarante (costume di Gagliano del Capo) Dieci di tarante (il re) (San Paolo)

Tarantate - Galatina (giugno 1983) Taranta Dio che danza (Grotta dei Cervi) Uroboros - cimitero di Galatina Tarante - bozzetti originali

I LECCI I lecci fanno riferimento alla presenza, in epoca medievale, di una grande macchia che influenzava e determinava l economia e la vita di intere comunità e la cui essenza fondamentale era appunto il leccio. Gli inserti gialli sui lecci sono un richiamo all arte barocca leccese. Il volto del tre di lecci, infatti, è un elemento decorativo della basilica di Santa Croce. Gli abiti della figura femminile riprendono quelli tradizionali di Gallipoli e per l uomo quelli di Otranto. Il dieci è sant Oronzo, protettore della città di Lecce, nel cui stemma sono presenti una lupa incedente e un albero di leccio coronato da cinque torri. Tre di lecci (capitello di S.Croce - Lecce) Otto di lecci (costume di Gallipoli) Nove di lecci (costume di Otranto) Dieci di lecci (il re) (Sant Oronzo e la lupa)

Sant Oronzo - Lecce Stemma di Lecce Lecci - bozzetti originali Costruzione di una carbonaia per produrre il carbone Pianta del leccio (in dialetto lizza ) Capitello della Basilica di S. Croce - Lecce

LE ZAPPE Le zappe sono un riferimento alla cultura contadina, così come la corda e il ferro di cavallo. La zappa, in qualità di attrezzo agricolo, richiama il legame con la terra, che dava lavoro e pane. La foggia degli abiti dell otto e del nove richiama per la donna i costumi tradizionali del paese di Calimera e per il nove quelli di Martano. Il dieci è san Giuseppe, il santo lavoratore, a cui è dedicato il rituale delle Tavolate in alcuni paesi del Salento che si affacciano sull Adriatico. Le Tavolate sono imbandite il 19 marzo e le pietanze sono quelle tipiche della tradizione e vengono consumate a mezzogiorno dai cosiddetti santi impersonati da amici e parenti.vv Quattro di zappe (simboli contadini) Otto di zappe (costume di Calimera) Nove di zappe (costume di Martano) Dieci di zappe (il re) (San Giuseppe)

Tavolate di S. Giuseppe - Uggiano la Chiesa Asinello Asso di zappe Contadini leccesi Zappe - bozzetti originali

www.cartesalentine.it Le Salentine sono state disegnate interamente a mano cartesalentine cartesalentine