L'ORIGINE DELLE SPECIE

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Transcript:

L'ORIGINE DELLE SPECIE Sulla Terra oggi vive una grande varietà di organismi, semplici e complessi, adattati a diverse condizioni ambientali: La presenza di tante specie, così diverse l'una dall'altra, è il risultato di una lenta e costante evoluzione, iniziata al momento in cui è nata la vita, e tuttora in atto. Per capire i meccanismi attraverso i quali è avvenuta l'evoluzione degli esseri viventi, prendiamo in considerazione le teorie più importanti IPOTESI DEL FISSISMO e DEL CREAZIONISMO Il primo a formulare questa ipotesi fu ARISTOTELE che pensava che ci fosse una scala della natura dove l'uomo era in cima e gli organismi più semplici un gardino più in basso. Secondo Aristotele gli organismi viventi erano sempre esistiti ed erano rimasti immutati nel corso del tempo; ogni specie era perfettamente adattata all'ambiente in cui viveva. Col passare degli anni fu introdotto il concetto di creazionismo, cioè tutti gli organismi viventi, così come li vediamo, sono stati creati da un atto divino, secondo gli insegnamenti della Bibbia Il più famoso sostenitore di queste teorie fu lo svedese carlo LINNEO (1707 1778) che nel libro Sistema naturae espose la sua classificazione degli esseri viventi, usata ancor oggi, basata sul concetto di specie, ognuna delle quali esiste fin dal momento della creazione ed è fissa e immutabile. Questa teoria non fu abbandonata fino alla fine del '700, cioè fino a quando grazie alla Rivoluzione francese e alle nuove idee degli Illuministi, cominicairono a farsi strada nuove ipotesi.

LA TEORIA DELLE CATASTROFI All'inizio dell'ottocento era ancora salda la convinzione che tutte le specie fossero comparsa dal nulla per intervento divino. Per una errata interpretazione del libro della Genesi fu fissata anche data e ora della creazione: 23 Ottobre 4004 a.c. Ore 9.00. Infatti, fino alla metà del XIX secolo, l'età della Terra veniva stimata intorno a 5.000 6.000 anni, di gran lunga inferiore all'età reale. Le prime scoperte dei fossili e gli studi di una nuova scienza, la Paleontologia, misero in crisi l'idea dell'immutabilità delle specie. I fossili, infatti, dimostrarono l'esistenza nel passato, di specie diverse da quelle attuali. Quindi, se le specie erano immutabili, come giustificare l'estinzione di ammoniti, trilobiti, dinosauri e la successiva comparsa di nuove specie? George CUVIER (1786 1832), un paleontologo francese, considerato il padre dell'anatomia comparata, fermo oppositore dell'idea di evoluzione diffusa proprio in quegli anni da LAMARCK,aggirò l'ostacolo e propose la teoria delle catastrofi. Secondo Cuvier, sulla Terra si sarebbero succeduti, nel corso del tempo, diversi eventi catastrofici ( come il Diluvio universale descritto nella Bibbia), che avrebbero causato la scomparsa di numerose specie. In seguito ad ogni catastrofe sarebbe avvenuta una creazione di nuove specie e così via. I principali punti delle sue critiche a qualunque forma di trasformazione sono i seguenti: Le trasformazioni presuppongono tempi lunghissimi, mentre la Terra si è formata di recente ( anche se la sua teoria di numerosi cicli di distruzioni e creazioni metteva in risalto che la Terra era molto più antica di quanto si pensasse) Gli organismi presenti negli affreschi egiziani sono gli stessi presenti attualmente, come testimoniqano i reperti mummificati ritrovati nelle tombe egizie le varietà che si osservano in natura non originano specie nuove e quelle create dall'uomo artificialmente attraverso l'allevamento. Se tornate allo stato selvatico, tendono a riassumere la forma originaria.

LE TEORIE DELL ' EVOLUZIONE Il primo evoluzionista fu ANASSIMANDRO (610 546 a.c.) Secondo Anassimandro i primi animali - uomo compreso - nacquero nell'elemento acquatico, ricoperti di una scorza spinosa; cresciuti in età lasciarono l'acqua e vennero all'asciutto, ed essendosi lacerata la scorza che li copriva, dopo poco cambiarono il loro modo di vivere 1. Siamo di fronte ad una teoria sconcertante nella sua modernità, correlata all'ipotesi che la comparsa della vita sulla Terra sia contemporanea alla nascita della fauna acquatica e che le varie specie si siano formate ed evolute in simbiosi con l'habitat che li ospitava, ossia, con terminologia scientifica, attraverso un processo di adattamento graduale all'ambiente circostante. Inoltre egli affermava che la Terra era curva, anche se non sferica. EMPEDOCLE Empedocle invece, disse che "le particelle degli elementi primordiali si combinarono tra loro senza alcun ordine prestabilito e i primi esseri viventi nacquero per caso. Spuntarono tempie senza collo, braccia nude erravano prive di spalle e occhi solitari vagavano senza fronti, da ogni parte si scorgevano piedi striscianti con innumerevoli mani e molti nacquero con due volti e due petti, e si videro stirpi bovine con volti umani e stirpi umane con volti bovini. Col passare del tempo però i miscugli peggio assortiti cominciarono a morire e restarono in vita solo quegli esemplari le cui membra meglio di tutte si accordavano.

TEORIA EVOLUZIONISTICA DI LAMARCK Dopo secoli di Fissismo, la prima vera teoria dell'evoluzione fu esposta, nel 1809, dal naturalista francese Jean- Baptiste de LAMARCK nella sua opera Philosophie zoologique. Egli aveva ampliato e arricchito il sistema di calssificazione di Linneo. Secondo Lamarck gli esseri viventi non sono sempre stati come oggi noi li vediamo, ma ogni specie deriva da altre vissute precedentemante che si sono trasformate per adattarsi all'ambiente. La sua teoria si articola in questo modo. In tutti gli esseri viventio c'è sempre un sorprendente adattamento all'ambiente. L'adattamento è dovuto alla perfetta corrispondenza tra la forma di certi organi ed il compito da essi svolto La perfezione degli organi però non è dovuta ad una originaria creazione, ma è stata raggiunta gradualmente attraverso piccoli miglioramenti che si sono sommati durante le generazioni Il graduale miglioramento degli organi ha dato luogo a specie diverse da quelle degli antichi progenitori.quindi, contrariamente a quanto persava Linneo, per Lamarck nessuna specie può essere considerata antica come la natura, ma è il risultato di una continua e incessante evoluzione. Lamarck illustrava queste sue idee con l'esempio della giraffa. Gli antenati della giraffa erano molto simili alle antilopi ed erano abituati a brucare l'erba. Ma le foglie degli alberi erano molto appetitose, quindi alcuni di essi si sono sforzati ad allungare il collo per raggiungerle. I piccoli allungamenti del collo, acquisiti dagli antenati durante la vita, si sono trasmessi ai loro figli per eredità ( EREDITARIETA' DEI CARATTERI ACQUISITI) Attraverso questo meccanismo e per un gran numero di generazioni, il collo della giraffa si è adattato sempre più all'ambiente, allungandosi fino a raggiungere le foglie più alte. Secondo Lamarck, l'allungamento del collo era frutto di una spinta interna al miglioramento, ma non tutti gli animali della stessa specie hanno questa spinta. Per questo motivo alcune giraffe hanno mantenuto il collo corto, hanno continuato a brucare l'erba e hanno dato origine ad altri erbivori. Dallo stesso gruppo di animali uguali tra loro, si erano prodotte quindi diverse specie di animali con diversi adattamenti all'ambiente Lamarck concudeva che tutte le specie animali erano collegate tra loro perchè tutte derivate da un unico progenitore La teoria di Lamarck contiene contemporaneamente un'idea fondamentale per la nascita della biologia moderna e due errori che ancor oggi sono fonte di pregiudizi. IDEA FONDAMENTALE: Mentre per Linneo il tempo non ha importanza, per Lamarck il tempo diventa uno dei principali protagonisti del mondo vivente.la vita sulla Terra ha una storia passata e tutti gli esseri viventi hanno una somiglianza di fondo che li accomuna. PRIMO ERRORE: I caratteri acquisiti durante la vita non vengono mai trasmessi a i figli SECONDO ERRORE. Secondo lamarck il fine ultimo della Natura sia quello di condurre tutte le specie, uomo compreso, sulla via di un continuo progresso ( spinta interna al miglioramento). La scoperta di resti fossili molto diversi da quelli attuali dimostra invece che ci sono state delle estinzioni di massa non causate dall'uomo. La teoria di Lamarck, rivoluzionaria per il suo tempo, fu causa di accese dispute tra i naturalisti dell'epoca