RISCHIO DI CADUTA E USO DEI SISTEMI ANTICADUTA

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RISCHIO DI CADUTA E USO DEI SISTEMI ANTICADUTA Rischio di Caduta Il tempo di esposizione a tale rischio senza protezioni deve essere uguale a zero RISCHIO DI CADUTA E USO DEI SISTEMI ANTICADUTA Rischi susseguenti alla caduta Sollecitazioni trasmesse al corpo dall imbracatura in seguito all arresto di una caduta Urto contro ostacoli dovuto alla oscillazione del corpo in fase di caduta (effetto pendolo) o allo scarso spazio verticale sottostante (tirante d aria) Sospensione inerte del lavoratore in condizioni di incoscienza, soccorso entro pochi minuti 1

06/04/2011 carico di rottura disco intervertebrale: Femmine = 400 Kg Maschi = 580 Kg 2

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TIPOLOGIE DI CADUTA Caduta Libera Caduta compresa tra: 60 cm e 1,5 metri 4

TIPOLOGIE DI CADUTA Caduta Libera Limitata Max 60 cm TIPOLOGIE DI CADUTA Caduta Contenuta Max 60 cm 5

TIPOLOGIE DI CADUTA Caduta Totalmente Prevenuta SISTEMI ANTICADUTA I Sistemi Anticaduta sono Dispositivi di Protezione Individuale complessi destinati a salvaguardare dal rischio di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente. Sono pertanto definiti di terza categoria Come tutti i DPI, devono essere impiegati solo quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con altre misure di prevenzione. 6

SISTEMI ANTICADUTA Il Datore di Lavoro forma e informa i lavoratori ed organizza uno specifico addestramento sull'uso corretto e pratico dei Sistemi Anticaduta I lavoratori utilizzano i Sistemi Anticaduta secondo l'addestramento, l'informazione e la formazione ricevute Segnalano immediatamente qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione. SISTEMI ANTICADUTA Devono essere corredati di Dichiarazione di Conformità, Marcatura e Nota Informativa contenente, oltre al nome del fabbricante, informazioni su: istruzioni di uso, pulizia e manutenzione; accessori; data o termine di scadenza dei DPI; imballaggio appropriato per il trasporto dei DPI; significato della marcatura; La nota informativa deve essere redatta in modo preciso, comprensibile e nella lingua dello Stato membro destinatario. Ogni componente deve essere marcato in modo chiaro e indelebile con anno di costruzione, nome del fabbricante, numero di lotto o di serie. 7

SISTEMI ANTICADUTA Ogni sistema anticaduta deve essere dotato di istruzioni per l uso comprensive di: scheda di controllo indicazioni su posizione e resistenza dell ancoraggio controlli da effettuare prima dell uso necessità di sostituzione indicazione di verifica dopo che ha arrestato una caduta modalità di pulizia istruzioni per l immagazzinaggio indicazioni sulle verifiche periodiche, almeno annuali, da persona competente o dal fabbricante; SISTEMI ANTICADUTA A) ANCORAGGIO Un sistema anticaduta è composto da diversi elementi B) COLLEGAMENTO C) IMBRACATURA 8

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Progettati per accettare il DPI ed evitarne il distacco involontario Se composti da più elementi non possono apparire correttamente assemblati se non sono saldamente bloccati Bordi o angoli arrotondati o smussati Parti metalliche protette contro la corrosione DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO La norma UNI EN 795 divide gli ancoraggi in 6 classi A1 ancoraggi per superfici verticali, orizzontali ed inclinate A2 ancoraggi per tetti inclinati B ancoraggi provvisori portatili C linee di ancoraggio orizzontali flessibili D ancoraggi con rotaia rigida orizzontale E ancoraggi a corpo morto per superfici orizzontali 9

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe A1 per superfici verticali, orizzontali ed inclinate Prova statica su campione, con una forza di 10 kn per 3 min. Prova di resistenza dinamica con una massa di 100 kg lasciata cadere per 2,5 m. Su acciaio o legno verifiche mediante calcoli da parte di un ingegnere. Su altri materiali l'installatore dovrebbe verificare ogni ancoraggio strutturale applicando una forza di trazione di 5 kn per 15. DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Piastra di ancoraggio di classe A1 secondo la EN 795 Peso contenuto (circa 100 gr.) montaggio con un solo bullone o tassello diam. 12 mm 10

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe A2 per tetti inclinati Prova statica su campione, con una forza di 10 kn per 3 min. Prova di resistenza dinamica con una massa di 100kg lasciata cadere per 2,5 m. Su acciaio o legno verifiche mediante calcoli da parte di un ingegnere. 11

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe B provvisori portatili Prova statica con una forza di 10 kn per 3 min. Prova di resistenza dinamica con una massa di 100kg lasciata cadere per 2,5 m L'affidabilità dovrebbe essere verificabile da parte di un ingegnere qualificato. DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe B provvisori portatili 12

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe C per linee di ancoraggio flessibili orizzontali Inclinazione massima non superiore ai 15. L ancoraggio mobile non deve potersi staccare involontariamente, almeno 2 movimenti manuali consecutivi e volontari per lo sgancio. Prova statica su un campione applicando fino a 1,5 la forza consentita da progetto per 3 min. DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe C per linee di ancoraggio flessibili orizzontali Prova di resistenza dinamica con una massa di 100 kg lasciata cadere in modo che sviluppi almeno 6 kn. Ulteriore prova con massa analoga ma sollevata in modo da sviluppare almeno una forza di 12 kn Le istruzioni per l uso devono riportare il numero massimo di lavoratori collegabili, esigenza di assorbitori di energia e requisiti sulla distanza dal suolo 13

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe C per linee di ancoraggio flessibili orizzontali Se non è possibile sottoporre la struttura alla prova, tutti gli ancoraggi strutturali di estremità e intermedi devono essere verificati mediante calcolo da un ingegnere. Ogni ancoraggio dopo l'installazione, dovrebbe essere sottoposto a una prova di trazione di 5 kn per 15. 14

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe D per rotaie di ancoraggio rigide orizzontali Prova statica su campione con una forza di 10 kn per 3 min. Se è previsto l uso da parte di due o più persone per la prova statica deve essere aggiunto 1 kn per ciascuna persona oltre la prima. Prova di resistenza dinamica con una massa di 100kg lasciata cadere per 2,5 m. DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe D per rotaie di ancoraggio rigide orizzontali Su acciaio o legno verifiche mediante calcoli da parte di un ingegnere. Su altri materiali l'installatore dovrebbe verificare ogni ancoraggio strutturale applicando una forza di trazione di 5 kn per 15. 15

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe E a corpo morto Solo su superfici orizzontali, inclinazione massima 5. Non devono essere utilizzati in presenza di rischio di gelo o in condizioni di gelo. Prova di resistenza dinamica con una massa di 100kg lasciata cadere per 2,5 m. DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO Classe E a corpo morto Le istruzioni per l uso devono riportare il numero massimo di lavoratori collegabili, esigenza di assorbitori di energia e requisiti relativi alla distanza dal suolo. Sul dispositivo deve essere presente una marcatura permanente il materiale di costruzione e le condizioni di esercizio. I dispositivi di ancoraggio a corpo morto a carico d acqua dovrebbero essere messi fuori servizio se si verifica qualsiasi perdita. 16

CONNETTORI I connettori si devono aprire con almeno 2 movimenti manuali consecutivi e devono avere la richiusura automatica PORTATA DEI CONNETTORI 17

PORTATA DEI CONNETTORI USO SCORRETTO DEI CONNETTORI 18

CORDINI Cordino di posizionamento Cordini di trattenuta senza dissipatore di energia Utilizzabili solo in caso di rischio di caduta limitata o contenuta, max 60 cm, oppure totalmente prevenuta CORDINI CON DISSIPATORE DI ENERGIA Da utilizzare in caso di rischio di caduta libera Il cordino completo di dissipatore di energia, connettori e terminali non deve mai superare i 2 metri 19

RISCHI PER LA COLONNA VERTEBRALE CARICHI DISCALI (c.d.) - stare in piedi c.d. = 70 Kg - stare coricati c.d. = 30 Kg - valori accettabili di c.d. (sec. NIOSH): femmine 275 Kg maschi 400 Kg - carico di rottura (sec. Ulin et al.): femmine 400 Kg maschi 580 Kg 20

DISSIPATORI DI ENERGIA Il dissipatore di energia limita a max 6 kn la forza di impatto dell arresto della caduta Per assorbire l impatto il dissipatore si allunga in modo considerevole (max 1,75 metri) Prima di utilizzarli verificare sulle note informative del fabbricante quale è il tirante d aria, spazio libero sottostante, necessario Di solito il tirante d aria richiesto è di 5-6 metri Calcolo del tirante d aria 1 Distanza di partenza 2 Allungamento dissipatore 3 Lunghezza cordino 4 Distanza tra golfare e piedi operatore 5 Spazio residuo 21

DISPOSITIVI RETRATTILI 1 solo operatore per volta Ancorare il retrattile in un punto al di sopra dell operatore DISPOSITIVI RETRATTILI Il cavo viene bloccato se fuoriesce dal retrattile ad una velocità eccessiva (> 2 2,5 m/s) 22

DISPOSITIVI RETRATTILI Effetto pendolo DISPOSITIVI RETRATTILI Dispositivo retrattile con dissipatore esterno 23

IMBRACATURE 24

ALCUNE TIPOLOGIE DI IMBRACATURA Imbracatura classica con attacco dorsale Imbracature con cintura di posizionamento incorporata e attacco sia dorsale che sternale ATTENZIONE!! NON UTILIZZATE LE ATTREZZATURE SBAGLIATE Imbracatura bassa per arrampicata sportiva Cintura di posizionamento 25

PRIMA DELL INDOSSAMENTO Addestramento efficace Scelta del tipo di imbragatura Presenza marcatura Scadenza Individualità del dispositivo con nome utilizzatore Integrità generale Integrità cuciture portanti Integrità cinghie portanti Funzionamento connettori e fibbie INDOSSAMENTO IN ZONA SICURA Sospensione dal golfare Apertura cosciali ed eventualmente cinghia addominale Indossamento con eventuale aiuto Regolazione cosciali e cinghie Applicazione moschettoni e connettori Primi movimenti di adattamento Sospensione dal golfare 26

ATTACCO IN ZONA SICURA Scelta punto di ancoraggio Idoneità punto ancoraggio Aggancio collegamento all ancoraggio Corretta chiusura connettori Aggancio imbragatura al connettore Corretta chiusura connettori ENTRATA IN ZONA CON RISCHIO DI CADUTA Da questo momento sempre agganciati Ogni necessità di sganciarsi è TASSATIVAMENTE subordinata all uscita dalla zona con rischio di caduta 27

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