INDAGINE V.T.A. VISIVA STABILITÀ DI DUE PLATANI Piazzale Cialdini, Mestre - Comune di Venezia COMMITTENTE Redazione: Dr. For. Andrea Rizzi Padova, 31 ottobre 2013
Premessa La presente relazione costituisce l analisi di stabilità eseguita mediante il metodo V.T.A. (Visal Tree Assessment) effettuata su due piante di platano (Platanus hyspanica) localizzate in Piazzale Cialdini a Mestre nel Comune di Venezia. 1 Cenni metodologici del V.T.A. (Visual Tree Assessment) Il V.T.A. è un sistema di diagnosi delle piante e di valutazione della stabilità elaborato da Claus Matteck (direttore del Reparto di Biomeccanica presso il Centro di Ricerca di Karlsruhe) nel 1994. Il metodo trae origine dall Assioma della tensione costante, valido per tutte le strutture biologiche. Ciò significa che le strutture biologiche si sviluppano in modo da garantire una regolare e uniforme distribuzione delle tensioni sulla loro superficie. Fintantoché tale distribuzione rimane costante gli alberi mantengono un portamento e un aspetto esterno normale. Infatti, la distribuzione ottimale dei carichi e quindi delle forze, dell intera struttura della pianta, permette alla stessa di vegetare senza rischi di rottura. Quando subiscono una sollecitazione di vario genere (una carie o una rottura che possono agire aumentando localmente la pressione sulla struttura), i tessuti vivi reagiscono formando più legno nel punto danneggiato e ristabilizzando lo stato di stress costante. Si trova quindi di fronte alla necessità di ricostruire il precedente equilibrio con un dispendio energetico tale da compromettere, in molti casi, la stessa vitalità. Questa formazione di materiale di riparazione è un segnale o un sintomo delle presenza di difetti meccanici e fisici all interno dell albero. Ad esempio, in prossimità di cavità, si possono avere rigonfiamenti o depressioni, mentre in corrispondenza di fenditure si possono formare delle costolature. Il metodo V.T.A. consta di tre fasi principali: 1) Analisi visiva dei difetti esteriori. Per le piante che manifestano segnali di anomalie interne si passa alla fase successiva: l analisi strumentale. 2) Analisi strumentale: esame più approfondito delle anomalie interne con apparecchi di vario tipo. 3) Determinazione della categoria di rischio predefinita (Failure Risk Classification). 1.1 L analisi visiva E la prima fase del metodo V.T.A. e consiste nell individuazione dei punti deboli della pianta, nonché nella misurazione di tutti i parametri vitali. Attraverso un attenta osservazione vengono annotati i principali difetti che possono interessare le varie parti della pianta (colletto, fusto e chioma). All osservazione si accompagna la determinazione del rapporto di snellezza, o indice di rastremazione, che analizza la conformazione della pianta e si ricava dal rapporto dell altezza dell albero con il diametro misurato a 1,30-1,50 m di altezza (h/d). Si ritiene che il cedimento, di solito ad una altezza intermedia del fusto, dovuto ad un diametro del tronco alla base troppo sottile, inizi a circa h/d = 50. In questi casi anche alberi sani possono cadere in condizioni di vento moderato o per il carico pioggia-vento.
Il parametro h/d, soppesato all età dell albero nell attribuzione alla classe di rischio fitostatico, distingue i seguenti casi: h/d < a 35: pericolo di schianto e ribaltamento basso; h/d tra 35 e 50: pericolo di schianto e ribaltamento medio-basso; h/d tra 51 e 70: pericolo di schianto e ribaltamento medio; h/d tra 71 e 100: pericolo di schianto e ribaltamento alto; h/d > a 100: pericolo di schianto e ribaltamento molto alto. Si prevede l immediata riduzione della pianta o, se accompagnata da altri difetti strutturali, l abbattimento. Dopo aver rilevato visivamente un sintomo, si passa ad una diagnosi più approfondita attraverso l analisi strumentale. 1.2 L analisi strumentale Le piante con evidenti sintomi esterni sono soggette ad analisi più approfondite mediante l utilizzo di strumentazione (dal comune Succhiello di Pressler, al Resistografo o al Martello con impulsi ad ultrasuoni) allo scopo di sondare ed analizzare le parti interne della pianta. Una volta individuati i punti critici della pianta (come ad esempio la presenza di una fenditura verticale) si effettua un approfondimento strumentale con lo scopo di descrivere, a livello quantitativo, i danni o le lesioni presenti. 1.3 Determinazione della categoria di rischio predefinita L ultima fase del V.T.A. è la determinazione della categoria di rischio predefinita per le piante sottoposte ad analisi. In questo modo è possibile da un lato programmare gli interventi di manutenzione e dall altro di effettuare un monitoraggio periodico adeguato. Con la classificazione FRC (Failure Risk Cassification) le piante vengono raggruppate in diverse classi sulla base dei risultati delle analisi precedenti. A Vengono inseriti in questo gruppo tutti i soggetti che non manifestano ne difetti di forma riscontrabili con il V.T.A., ne significative anomalie rilevabili strumentalmente. I rischi di schianto e caduta sono legati ad eventi statisticamente non prevedibili. B C C-D Su queste piante l'osservazione visiva (V.T.A) ha rilevato lievi difetti di forma e piccole anomalie strutturali. I rischi di schianto e caduta sono riconducibili a quelli del gruppo A, tenendo presente che i lievi processi degenerativi e le anomalie morfologiche possono aggravarsi nel tempo. In questi soggetti si sono rilevati significativi difetti di forma e/o strutturali verificabili strumentalmente. Si prevede un ulteriore aggravamento delle anomalie riscontrate nel breve periodo. Questi alberi potranno passare in una categoria di rischio statico più elevata. In questa categoria vengono inserite le piante che presentano gravi difetti a livello morfologico e/o strutturale. L abbattimento di questi soggetti può essere evitato intervenendo con opportune operazioni finalizzate alla messa in sicurezza degli stessi (riduzione della chioma, consolidamento, etc.). In mancanza degli interventi sopra citati la pianta è da ascriversi tra i soggetti di classe D. Fanno parte di questa classe tutte le piante che per difetti morfologici e strutturali riscontrati D devono ascriversi alla categoria statisticamente ad alto rischio di caduta e schianto. Per questi soggetti la cui prospettiva di vita è gravemente compromessa ogni intervento di risanamento risulterebbe vano. Le piante appartenenti a questo gruppo devono essere sostituite. Tabella 1. Tabella FRC Failure Risk Classification (Classificazione del rischio di fitostatico degli alberi).
2 Schede V.T.A. Seguendo le indicazioni sopra descritte si riporta quanto eseguito nell indagine di stabilità per gli alberi oggetto di indagine V.T.A. visivo. 2.1 Scheda n. 1 Nome scientifico: Platanus hyspanica Famiglia: Platanaceae Nome volgare: platano di Spagna Origine: antropica Fig.1. Esemplare di platano di Spagna oggetto di indagine V.T.A.. Posizione: albero ornamentale inserito al perimetro sud-ovest dell aiuola di Piazzale Cialdini in corrispondenza di un lampione di illuminazione pubblica e delle grate di ventilazione del garage sotterraneo.
Dati Dendrometrici Stato vegetativo: Buono Circ.za alla base: 1,82 m a 1,30 m di altezza: 1,30 m Altezza totale: 18,00 m Altezza inserzione branche: 3,70 m Area di incidenza N E S W 2,50 m 5,00 m 8,00 m 5,50 m Esame visivo Colletto: terreno costipato, presenza di contrafforti radicali a sud, ad ovest e a nord (Fig. 4 e 5), apparato radicale limitato nello sviluppo dal pozzetto di ispezione e dalla grata di ventilazione del garage sotterraneo (Fig. 2 e 3). Fusto: leggermente inclinato in direzione sud-est, presenza di edera (Hedera helix), con monconi da potatura ben cicatrizzati nel lato nord ed ovest (Fig. 6 e 7). Chioma: molto irregolare, sviluppata in altezza soprattutto a sud-ovest; di fatto a nord-est la chioma è poco sviluppata perché limitata nella crescita dalla presenza di un altro platano (localizzato a solo 1,40 m di distanza Fig. 8 e 9). Fig. 2 e 3. Colletto alla base del fusto del platano oggetto di indagine: nella foto di sinistra si nota la presenza del pozzetto di ispezione e del palo dell illuminazione; nella foto a destra si nota le grate del garage sotterraneo. Fig. 4 e 5. Colletto alla base del fusto del platano oggetto di indagine: la foto a sinistra mostra la presenza di contrafforti radicali in direzione sud ed ovest; la foto a destra li mostra anche in direzione nord.
Fig. 6 e 7. Fusto inclinato avvolto dai rami di pittosporo e presenza di edera (a sinistra); monconi di ramo per interventi di potatura (a destra). Fig. 8 e 9. Particolare dell inclinazione del fusto (a sinistra) e dello sviluppo irregolare della chioma (a destra). Indice di snellezza (h/d) L indice di snellezza risulta uguale a 44, per cui ricade tra il 35 e il 50 con il quale si individua la classe del pericolo di schianto e di ribaltamento medio-basso. Analisi strumentale L esame visivo del platano non ha evidenziato alcuna sintomatologia tale da richiedere una più approfondita analisi strumentale.
2.2 Scheda n. 2 Nome scientifico: Platanus hyspanica Famiglia: Platanaceae Nome volgare: platano di Spagna Origine: antropica Fig. 10. Esemplare di platano di Spagna oggetto di indagine V.T.A.. Posizione: albero ornamentale inserito al perimetro dell aiuola di Piazzale Cialdini, in direzione nord rispetto al platano della scheda n. 1; la distanza alla base dei fusti dei due esemplari di platano è solamente di 1,40 m.
Dati Dendrometrici Stato vegetativo: Sufficiente Circ.za alla base: 1,43 m a 1,30 m di altezza: 0,90 m Altezza totale: 16,00 m Altezza inserzione branche: 3,20 m Area di incidenza N E S W 7,50 m 4,50 m 3,00 m 2,00 m Esame visivo Colletto: terreno costipato, presenza di contrafforti radicali a nord e a sud (Fig. 12). Fusto: inclinato in direzione nord; alla base ad ovest presenta una cavità in cui avviene l ingresso di acqua e quindi probabilmente di carie o di altri agenti patogeni (Fig. 13 e 14). Sembra che l apertura sia dovuta alla rottura di una branca secondaria all inserzione con il fusto. Ad un altezza di circa 6 m, in direzione sudovest, è presente un altra piccola cavità (Fig. 16). Sino all inserzione della chioma sono presenti monconi di ramo causati da tagli di potatura (Fig. 15). Chioma: irregolare, sviluppata prevalentemente in direzione nord. In direzione est ed ovest lo sviluppo è stentato per la presenza del platano della scheda n. 1. Il getto apicale ha perso la dominanza e si biforca all altezza di circa 12 m in due branche che poi costituiscono l apice della chioma (Fig. 17). Indice di snellezza (h/d) L indice di snellezza risulta uguale a 55, per cui ricade tra il 51 e il 70 con il quale si individua la classe del pericolo di schianto e ribaltamento medio. Analisi strumentale L esame visivo del platano non ha evidenziato alcuna sintomatologia tale da richiedere una più approfondita analisi strumentale. Fig. 12 e 13. Colletto costipato alla base del platano oggetto di indagine: a sinistra si nota la presenza di una cavità alla base del fusto in direzione ovest e a destra la fuoriuscita di acqua dalla stessa.
Fig. 14 e 15. A sinistra è riportato il particolare dell inclinazione del fusto in direzione nord; a destra la rastremazione del fusto e i monconi dei vecchi tagli di potatura. Fig. 16 e 17. A sinistra si riporta il particolare della cavità presente a sud-ovest del fusto e a circa 6 m di altezza; a destra la forma irregolare della chioma con la biforcazione.
3 Considerazioni finali L indagine V.T.A. visiva dei due esemplari di platano, necessaria per definire il rischio fitostatico o di propensione al cedimento, ha portato all analisi e al riconoscimento delle seguenti anomalie. Scheda n. 1: la posizione dell albero, accanto alle grate di areazione del garage sotterraneo e del pozzetto d ispezione, determina un limitato accrescimento radicale possibile soltanto in direzione nord-est. Infatti il limitato sviluppo radicale, accompagnato dalla concorrenza con il vicino platano, inducono il fusto ad essere nettamente inclinato a sud. La concorrenza col vicino platano influisce inoltre con l armonioso sviluppo della chioma. Sebbene l indice di snellezza classifica la pianta con possibilità di schianto e ribaltamento medio-basso, le anomalie riscontrate la fanno rientrare nella categoria C della classificazione di rischio fitostatico. Scheda n. 2: la fenditura basale con possibile presenza di carie, l inclinazione del fusto in direzione nord, la piccola cavità nel fusto a 6 m di altezza e l irregolarità della chioma costituiscono importanti anomalie. L indice di snellezza classifica la pianta con possibilità di schianto e ribaltamento medio e, per quanto concerne la classificazione di rischio fitostatico, il platano rientra nella categoria C-D. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale di entrambi gli alberi sia drasticamente ridotto. Anche considerando che solo la pianta n. 2 abbia gravi difetti, la compenetrazione delle chiome dei due individui è tale da ritenerle un tutt uno sotto il profilo strutturale; per tale motivo ambedue gli alberi devono essere abbattuti. CONCLUSIONI Considerando il basso pregio ornamentale dei due platani e in base alle indagini svolte si ritiene necessario l abbattimento di entrambi i platani. Padova, 31 ottobre 2013 Dr. For. Andrea Rizzi