GLI ALBERI IN AMBIENTE URBANO
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- Franca Caruso
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2 GLI ALBERI IN AMBIENTE URBANO Fattori critici - spazio vitale - interferenze spaziali (ipogee ed epigee) - inquinamento ambientale - danneggiamenti (all'apparato radicale, al tronco e alla chioma) Definizione di un protocollo per gestire la foresta urbana
3 LA COLTIVAZIONE DELLA FORESTA URBANA: I PRINCIPI - La gestione (da non confondere con cura e manutenzione) - Le emergenze (in funzione della riduzione del pericolo) - La ciclicità dei processi (che devono essere continui e reiterati) - Le conoscenze tecniche
4 LE FASI DEL PROCESSO - Conoscenza - Monitoraggio - Gestione - Rinnovo
5 LA CONOSCENZA La conoscenza della consistenza del patrimonio arboreo che si è chiamati a gestire è fondamentale per definire il livello di dettaglio delle successive fasi. Alla base della conoscenza c'è l'esecuzione del censimento che può avere differenti livelli di approfondimento. Il livello prestazionale minimo non deve in ogni caso scendere al di sotto della conoscenza complessiva della dotazione patrimoniale, attraverso l'individuazione del numero complessivo di alberi, della loro classificazione botanica e dell'ubicazione (alberata stradale o area verde).
6 LA CONOSCENZA: strumenti per la gestione informatica
7 LA CONOSCENZA: strumenti per la gestione informatica
8 MONITORAGGIO Il monitoraggio è fondamentale per poter pianificare al meglio le fasi di gestione ed eventualmente il rinnovo del patrimonio arboreo. Come per la conoscenza, anche per questa attività possono sussistere differenti livelli di approfondimento, subordinati sia alle disponibilità finanziarie sia alla consistenza del patrimonio gestito. Questa attività peraltro, può consentire di giungere ad una valutazione dei rischi e alla conseguente programmazione degli interventi in funzione della sicurezza.
9 MONITORAGGIO: le reiterazioni delle indagini Dagli esiti del monitoraggio, che deve essere reiterato e continuativo nel tempo, devono emergere i fattori di criticità che, se parametrati alle analisi di rischio derivanti dalla localizzazione delle alberature sul territorio, nonché all'appartenenza di specie botaniche meno resistenti, possono fornire il piano di intervento e indicare le priorità. La periodicità e la reiterazione dei controlli, infatti, generano un flusso di dati che è indispensabile per avviare corretti criteri di gestione.
10 GESTIONE La gestione deve consentire di affrontare gli esiti del censimento e del conseguente monitoraggio. La delicatezza consiste nella capacità di pianificare, sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello operativo, le necessità manutentive emerse nelle due precedenti fasi. Ne consegue il piano di gestione, uno strumento che supera il consueto approccio basato sul trattamento dei singoli alberi. Nel caso di esternalizzazione del servizio di censimento e monitoraggio, la fase di gestione è quella in cui le responsabilità, delegate ai professionisti, ricadono nuovamente sui tecnici delle Amministrazioni, che devono avere, di conseguenza, la capacità di dare corso a quanto necessario.
11 RINNOVO Il concetto di rinnovo periodico delle alberature in contesto urbano è purtroppo ancora difficilmente applicabile in Italia. Occorre, in proposito, tenere presenti le valenze paesaggistiche (spesso vengono mantenuti alberi che hanno subito pesanti interventi cesori che ne hanno completamente snaturato il portamento), ecologiche (come la capacità di fotosintetizzare di una pianta matura) e ambientali (con particolare riferimento alla cattura di inquinanti e polveri sottili). Occorre in ogni caso eseguire una dettagliata analisi costi / benefici per ogni intervento di rinnovo che si intende attuare.
12 RINNOVO: GLI INTERVENTI STRAORDINARI Il rinnovo di intere alberate deve essere definito sulla base di criteri di priorità (riconducibili alla maturità o senescenza, alle condizioni vegetative e fitosanitarie degli alberi, alla loro efficacia ed efficienza), che devono costituire la base per la definizione della pianificazione di tale tipologia di interventi, per i quali ogni singola Amministrazione deve stanziare specifici finanziamenti (non possono ricadere nell ordinarietà). E' implicito che il rinnovo di intere formazioni arboree deve essere accompagnato da studi sulle specie più idonee in contesto urbano e da campagne informative nei confronti della cittadinanza.
13 USIAMO LE PIANTE CHE ASSORBONO MAGGIORE CO2
14 Acero campestre - Acer campestre, Famiglia Aceraceae CO2 IMMAGAZZINATA COME BIOMASSA in 8 anni dall impianto Pianta di III grandezza (h 8-15 m) con accrescimento rapido soprattutto nei primi anni di età. Chioma articolata e densa, corteccia rugosa, foglie ovate lunghe fino a 6 cm con area pari a cm2. A livello microscopico: superficie epidermica fogliare liscia, senza ornamentazioni cuticolari; peli semplici, radi, distribuiti prevalentemente sulle nervature fogliari; cere non presenti; elevata densità stomatica (570 stomi per mm2). 163 Kg di CO2* Non Allergenica Capacità potenziale di mitigazione ambientale EMISSIONE DI VOC FORMAZIONE POTENZIALE DI OZONO ASSORBIMENTO POTENZIALE DI INQUINANTI GASSOSI CATTURA POTENZIALE DI POLVERI BASSA BASSA MEDIO MEDIA
15 RINNOVO: GLI ORIENTAMENTI Gli orientamenti alla base delle operazioni di rinnovo del patrimonio arboreo urbano sono riconducibili a: Senescenza delle alberature Miglioramento della sicurezza del patrimonio Miglioramento della qualità estetica del verde pubblico Necessità di adattare il patrimonio urbano ai cambiamenti climatici Adeguamento dei sesti di impianto Diversificazione della composizione floristica (biodiversit à) Sostenibilità dei costi gestionali delle alberature
16 RINNOVO: ALCUNI ESEMPI
17 RINNOVO: IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE Una corretta comunicazione nei confronti della cittadinanza è importante in qualsiasi fase del processo gestionale, ma lo è soprattutto nel caso di attuazione di interventi di rinnovo del patrimonio arboreo. Ai cittadini devono essere spiegate le ragioni e le motivazioni tecniche che conducono alla sostituzione integrale di un alberata, evidenziandone gli aspetti finanziari, ambientali, ecologici e gestionali. Gli strumenti attraverso i quali attuare una corretta campagna di comunicazione sono, per esempio: Assemblee pubbliche Affissioni nei pressi dei cantieri Comunicati stampa
18 ALCUNI ESEMPI DI COMUNICAZIONE
19 ALCUNI ESEMPI DI COMUNICAZIONE
20 Area 315P- Via dello Scalo Ulmus minor n : altezza 16 m, diametro del fusto 53 cm. L'albero presenta il fusto inclinato di 15 verso la sede stradale e una branca principale presenta gravi lesioni con alterazioni dei tessuti legnosi. Le prove strumentali eseguite alla branca con il Resi PD 400 hanno rilevato gravi alterazioni dei tessuti legnosi con parete residua insufficiente. Da abbattere entro 30 giorni. Area317P -Via Inviti Celtis australis n : altezza 8 m, diametro del fusto 36 cm. L'albero presenta il fusto inclinato di 15 verso la sede stradale e presenta un apparato radicale fuori suolo per un ampiezza di circa 180. Diverse di queste radici presentano gravi lesioni con alterazioni dei tessuti legnosi. Le prove strumentali eseguite al colletto con il Resi PD 400 hanno rilevato gravi alterazioni dei tessuti legnosi. Da abbattere entro 30 giorni. In relazione ai dati ricavati dalle prove strumentali e all'urgenza d'intervenire, gli abbattimenti sono stati programmati entro il 10/12/2016. Le piante, compatibilmente con i sesti di impianto a disposizione, verranno sostituite.
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