IMPIANTO di ILLUMINAZIONE

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Relazione Tecnico-Descrittiva IMPIANTO di ILLUMINAZIONE Servizi generali, esterno, inteni Pomigliano, 8 marzo 2008 Pagina 1 di 14

Introduzione La seguente relazione tratta le modalità di progettazione e di realizzazione dell'impianto di illuminazione generale delle aree comuni, interne; illuminazione di sicurezza e di emergenza. I dettagli tecnici e i calcoli sono riportati a parte. L impianto oggetto dello studio è costituito da un piano uffici situato al primo piano di uno stabile commerciale; l ufficio ha pavimento flottante e controsoffitto. L'impianto si suddivide in ordinario, di sicurezza e di emergenza; quest ultimo in caso di guasto o mancanza dell alimentazione garantisce un illuminamento necessario per l'esodo. Impianto illuminazione ordinario. Le aree dove esiste l'esigenza di eseguire un calcolo di tipo illuminotecnico sono: Open space postazioni di lavoro Corridoio-ingresso Azienda Esterno-rampa per diversamente abili Sala multimediale Open space- postazioni di lavoro Si tratta di un locale in cui sono ubicate postazioni di lavoro per una attività d ufficio. Le plafoniere utilizzate sono del tipo Corpo illuminante a tubi fluorescenti da incasso 4x18W - diff. Specchio e reattore elettronico, con classe di isolamento IP 40. Pagina 2 di 14

Per eseguire il calcolo è stato scelto un valore di illuminamento medio di. Lux, in armonia con quanto previsto dalle NORME UNI 10380 e NORMA CEI 34-21 ed è stato ipotizzato un locale con pareti di colore grigio chiaro, un soffitto bianco e una pavimentazione con pavimento flottante di colore chiaro antiriflesso La distribuzione verrà eseguita sottopavimento o a soffitto, a seconda delle esigenze, entro tubi rigidi o corrugati in pvc. Ingresso Azienda a- Corridoio Interno La plafoniera va montata entro controsoffitto con distribuzione in controsoffitto ed entro tubo corrugato. Mediante un controllo dimmerabile verrà abbassato il livello di potenza nelle ore di minor frequentazione del locale per ridurre i consumi. Ingresso condominiale rampa per diversamente abili La plafoniera scelta è: Corpo illuminante a tubi fluorescenti da incasso 4x18W - diff. Specchio e reattore elettronico, con classe di isolamento IP 40. Il calcolo è stato eseguito ipotizzando un illuminamento medio di 250 lux e una tonalità di colore delle pareti tendente al bianco con pavimentazione di color marmo del tipo Trani chiaro. Modalità di posa e messa in opera sono le medesime del punto precedente. Corridoi e pianerottoli La plafoniera scelta è Corpo illuminante a tubi fluorescenti da incasso 4x18W - diff. Specchio, con classe di isolamento IP 40, alimentate da reattori elettronici separati per poter utilizzare una doppia accensione. Diversamente dalla luce scale la seconda accensione viene manovrata da sensori di presenza che operano per ogni singolo piano, costituendo un notevole risparmio energetico nel tempo a discapito del costo di realizzazione dell'impianto. Il calcolo è stato eseguito ipotizzando un illuminamento medio di 150 lux e una tonalità di colore delle pareti tendente al bianco antiriflesso con pavimentazione di Pagina 3 di 14

color grigio chiaro. Modalità di posatura e messa in opera sono le medesime di quelle precedentemente esposte. Sulla rampa per diversamente abili, sono state altresì posti dei faretti a luce radente del tipo segnagradino-segnapassi con lampada fluorescente compatta da 16W caduna. Oltre ad avere la funzione di illuminare la rampa, i faretti svolgono anche la funzione di guidare la carrozzina senza urtare le pareti laterali. ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA In molti ambienti è necessario che ci sia illuminamento anche in mancanza dell illuminazione ordinaria, conseguente al distacco dell alimentazione, in modo che sia assicurata la salvaguardia delle persone e il completamento dei cicli di lavoro pericolosi. L illuminazione destinata a funzionare quando l illuminazione ordinaria viene a mancare è definita dalla norme CEI 34-22 illuminazione di emergenza. L illuminazione di emergenza comprende l illuminazione di riserva e l illuminazione di sicurezza; l illuminazione di riserva è destinata a consentire di terminare con sicurezza un ciclo di lavoro in corso, al fine di evitare danni alle persone e alle cose. Pagina 4 di 14

L illuminazione di sicurezza è destinata a consentire l identificazione dei percorsi di sfollamento (corridoi, scale, porte, ecc.) permettendone l uso anche in condizioni di estrema emergenza come in caso di incendi, terremoti, ecc., al fine di assicurare la sicurezza delle persone. Le più recenti norme tecniche (UNI EN 1838) hanno introdotto un ulteriore suddivisione dell illuminazione di sicurezza in: illuminazione per l identificazione delle vie di esodo e delle uscite di emergenza; illuminazione antipanico; illuminazione attività ad alto rischio (non necessaria nel ns. caso). L illuminazione di esodo è destinata a garantire l evacuazione delle persone in sicurezza attraverso vie di fuga e uscite di sicurezza opportunamente illuminate e segnalate, al fine di individuarle con assoluta certezza; inoltre deve essere assicurata la pronta identificazione degli allarmi e delle attrezzature antincendio lungo le vie di uscita. L illuminazione antipanico è destinata a evitare il panico e a fornire l illuminamento necessario affinché le persone possano raggiungere un luogo in cui identificare una via di uscita. L illuminazione attività ad alto rischio è destinata a garantire la sicurezza delle persone coinvolte in operazioni o situazioni potenzialmente pericolose e a consentire procedure d arresto adeguate alla sicurezza dell operatore e degli occupanti dei locali. L illuminazione di emergenza si può pertanto schematizzare nel seguente modo: Illuminazione di emergenza Illuminazione di riserva-- continuità di servizio Antipanico (in mancanza di illum. ordinaria) Illuminazione di sicurezza Esodo (incolumità delle persone) Pagina 5 di 14

Norme generali Le principali norme che regolamentano l illuminazione di emergenza sono: - per gli apparecchi: CEI 34-21: apparecchi di illuminazione parte 1: prescrizioni generali e prove; CEI 34-22: apparecchi di illuminazione parte 2: prescrizioni particolari apparecchi di emergenza - per impianti e prestazioni illuminotecniche: CEI 64-8: impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua; UNI EN 1838 : illuminazione di emergenza; DPR 246/1987: norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione. PROGETTO DELL ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA Per la realizzazione dell impianto dell illuminazione di emergenza si sceglie l utilizzazione di apparecchi di emergenza autonomi. La scelta è dovuta a molteplici motivi: innanzitutto, l uso di apparecchi autonomi è preferibile all utilizzo di un sistema centralizzato per la semplicità di installazione e di esercizio: l apparecchio autonomo infatti, essendo per definizione un apparecchio nel quale sono contenuti la lampada, la batteria, l unità di comando e gli eventuali dispositivi di prova e di segnalazione, può essere collegato direttamente alla rete che alimenta gli apparecchi di illuminazione ordinaria. Questo tipo di impianto offre un elevata sicurezza in quanto, essendo gli apparecchi autonomi, un possibile guasto può provocare il malfunzionamento o l esclusione del solo apparecchio evitando di interessare l intero impianto di emergenza. Uno svantaggio dell utilizzo di apparecchi di emergenza autonomi è però dovuto al fatto che richiedono un controllo periodico del loro stato Pagina 6 di 14

Schema di intervento a zone dell illuminazione di sicurezza - impianto con apparecchi di emergenza autonomi Dallo schema seguente si nota il posizionamento degli apparecchi per l illuminazione ordinaria e di emergenza e delle apparecchiature di comando e protezione dei circuiti. Con i collegamenti così realizzati, l illuminazione di emergenza interviene solo nel momento in cui intervengono le protezioni e manca quindi l illuminazione ordinaria; è possibile così, ad esempio, effettuare operazioni di manutenzione sugli apparecchi per l illuminazione ordinaria, agendo sul dispositivo di comando e senza che intervenga l illuminazione di emergenza. Pagina 7 di 14

Segnaletica di sicurezza Si collocheranno gli apparecchi e la segnaletica nei punti obbligati a) ad ogni uscita di emergenza b) vicino ad ogni uscita in modo che sia illuminata direttamente c) vicino ad ogni cambio di livello del pavimento d) sul segnale di uscita e) vicino ad ogni cambio di direzione f) vicino ogni diramazione di corridoi g) vicino ad ogni allarme antincendio h) vicino ad ogni attrezzatura antincendio i) all esterno di ogni uscita j) vicino alla cassetta del pronto soccorso La segnaletica deve essere del formato e delle dimensioni appropriate. Pagina 8 di 14

Il segnale è costituito unicamente da un pittogramma (uomo che corre), scritte come uscita di emergenza possono essere previste ma, in linea di principio, non sono più considerate a livello normativo europeo. I segnali di sicurezza devono essere visibili da ogni punto della via di uscita, mentre la massima distanza di osservazione è pari a 200 volte l altezza del segnale per quelli ad illuminazione interna e a 100 volte l altezza per quelli illuminati indirettamente. E necessario prevedere apparecchi specifici per assicurare il livello di illuminamento minimo richiesto, nelle vie di esodo, misurandolo ad 1m dal piano del calpestio. Deve essere garantito un illuminamento non inferiore a 2 lux ad 1m nelle aree aperte ed in quelle attraversate dalle vie di esodo. Pagina 9 di 14

Caratteristiche Tecniche Illuminazione emergenza DARDO 2 esecuzione in quadro BOX LXHXP 240x340x150 mm Sistema per il controllo da posizione centralizzata di lampade di tipo autonomo adattate allo scopo mediante apposito circuito di interfaccia. Costituito da una centralina, con funzionamento autonomo, in grado di controllare una o due linee di lampade autonome con un max di 96 lampade per linea; ogni linea può essere suddivisa in zone tante quante sono le lampade. La centralina esegue il test funzionale e di autonomia fornendo direttamente i risultati tramite una stampante incorporata collegata attraverso una linea RS 232 e alimentata a 220V. La stampante fornisce oltre alle singole lampade guaste, anche la data e l ora esatta di ogni evento significativo. Il sistema può configurare fino ad un massimo di 4 centraline con l utilizzo di una solo stampante, per un massimo di 768 apparecchi controllabili. Pagina 10 di 14

CARATTERISTICHE TECNICHE CENTRALINA Funzionamento autonomo con stampante incorporata. Test funzionale ogni 7gg. Test di autonomia ogni 84gg. Stampa immediata dei risultati 1 Gruppo Lampade numerate pari. 2 Gruppo Lampade numerate dispari Identificazione lampade da 1h o 3h di autonomia con dip switch su circuito di interfaccia Stampa per ogni lampada guasta. Comando REST MODE / UTILITY / RESTORE. Collegamento con altre CENTRALINE, per l utilizzo della stessa stampante incorporata nella CENTRALE PRINCIPALE * Collegamento con circuito di interfaccia con linea bifilare foto accoppiata. * Uscita seriale RS485 per verifica stato impianto da PC remoto - COMANDI IMMEDIATI PER LE SEGUENTI OPERAZIONI: REST MODE LINEA 1 REST MODE LINEA 2 UTILITY RESTORE TEST FUNZIONALE TEST AUTONOMIA 1 GRUPPO TEST AUTONOMIA 2 GRUPPO AZZERAMENTO DATE TEST (TUTTI) INIBIZIONE TEST - LED DI SEGNALAZIONE PER: UTILITY REST LINEA 1 REST LINEA 2 LINEA 1 IN TEST Pagina 11 di 14

LINEA 2 IN TEST FAULT SU LINEA 1 FAULT SU LINEA 2 COMANDI OCCUPATI (BUSY) - ALTRE CARATTERISTICHE TECNICHE: Rilevamento presenza rete nelle 4 zone con circuito di interfaccia Collegamento ad eventuale STAMPANTE esterna con linea RS232 Collegamento con altre CENTRALINE (max 4) Due uscite per 96 CIRCUITI DI INTERFACCIA ciascuna Batteria 6V. 4Ah per funzionamento continuo Contenitore : versione contenitore metallico hxlxp 340x240x150 mm peso 4.5 kg per guida DIN STAMPANTE Ad impatto, matrice 6 x10 pt. Larghezza carta 57.5 mm. Velocità stampa 60 caratteri al secondo Alimentazione da dardo 2 Assorbimento 30 VA - CIRCUITO DI INTERFACCIA Costruito con un Processore PIC16C54 SMD Isolamento galvanico fra IN/OUT Comando per test della singola lampada Rilevazione rete presente (sensore di zona) da 01 a 04 Numeratore per lampade da 05 a 96 Commutatore 1h / 3h Ingombro 85x25x10mm. - CARATTERISTICHE DARDO BOX * ALIMENTAZIONE 220/240V 50/60Hz. * BATTERIA INTERNA 6V 4Ah Pb * AUTONOMIA (IN TEST) 3h * AUTONOMIA MAX. 10h * TEMPO DI RICARICA < o = 24h * ASSORBIMENTO 15VA * LINEE DI USCITA 2 * MAX DISTANZA TRA DARDO LAMPADE E DARDO BOX 400 mt. CON 2x1.5mm2 200 mt. CON 2x1mm2 * MAX ESTENSIONE DELLE LINEE DARDO LAMPADE 1000 mt. * MAX LUNGHEZZA LINEA STAMPANTE 50 mt. CON 3x0.5mm2 * MAX ESTENSIONE DELLE LINEE DI INTERCONNESSIONE DELLE DARDO 400 mt. CON 2x1.5mm2 * COLLEGAMENTO STAMPANTE TIPO RS 232 * COMANDO PER INTERRUZIONE LINEE SA IN TEST ( RISERVATO A LAMPADE DI VECCHIA PRODUZIONE) INGRESSO PER SEGNALE DI ALIMENTAZIONE ORDINARIA Pagina 12 di 14

Soluzione adottata APPARECCHIO DI SEGNALAZIONE SIGNAL MONO BASSO Apparecchio per la segnalazione di sicurezza Ova slim signal predisposto al funzionamento permanente e non permanente con indicazione monofacciale verso il basso. Costruito in materiale plastico autoestinguente resistente alla fiamma, conforme alle norme 34-21 e CEI EN 60598-2-22. Grado di protezione IP 42 Tubo fluorescente a catodo freddo a lunga durata Distanza di visibilità del segnale di 24 mt., secondo EN 1838. Apparecchi nonofacciali per posa a soffitto, a parete, a sospensione ed a bandiera con apposite staffe da prevedere in funzione del tipo di installazione. Accumulatori ermetici al Ni-Cd autonomia minima di 1h con ricarica completa in 12h, Modo di riposo dell'emergenza conforme alle norme CEI EN 60598-2-22 tramite telecomandi Teleur Teleur Plus Segnale rispondente alle normative nazionali ed internazionali UNI 7543-7546. Direttiva CEE 77/576 D.P.R. 524 ISO 3684-6309 CIE 15.2-39.2. EN 1838 Apparecchio equipaggiato di circuito elettronico ausiliario, dotato di un fotodiodo per il riconoscimento della lampada guasta e di due commutatori decimali in grado di impostare il numero di identificazione dell apparecchio autoalimentato. Il circuito elettronico è in comunicazione con il sistema di controllo centralizzato dardo due tramite un cavo di connessione di sez. 2 x 2.5 mm2 per una distanza massima di 600 m.t. ed un complessivo della linea di un chilometro. Distanza di leggibilità 24m dimensioni LxHxP 261x213x35 mm DOMINA IP 65 DARDO Apparecchio per l illuminazione di emergenza predisposto al funzionamento non permanente dotata di dispositivo di interfaccia master eye per codifica singola Pagina 13 di 14

- Costruito in materiale plastico autoestinguente resistente alla fiamma, conforme alle norme CEI 34-21, CEI EN 60598-2-22. * Grado di protezione IP 65 * Accumulatori ermetici ricaricabili al Ni-Cd 6 V 4 Ah per alta temperatura. * Autonomia minima di 1 ora. * Morsetteria di alimentazione 230V 50Hz. * schermo con lavorazione a lente di Fresnel per uniforma il flusso luminoso emesso dal tubo fluorescente * posa a parete, soffitto, incasso ( con accessorio a parte) controsoffitto, sospensione, barra elettrificata * classe di temperatura T3 apparecchio in AD-FT, classe 2 * Ricarica completa in 12 ore * 1 solo led di segnalazione * Gestione remota, dell intelligenza tramite centrale dardo 2. * Flusso in emergenza 637 Lm ; Potenza Tubo 24 W ; Assorbimento 8 VA; dimensioni lxhxp 382x169x82 mm Modello Ova Domina dardo. Pagina 14 di 14