Seminario di Studio Il ruolo delle assemblee elettive nei processi di pianificazione strategica 2003- Strumenti ed esperienze di pianificazione strategica
PIANIFICAZIONE STRATEGICA Nuova modalità di programmazione territoriale in grado di elaborare una visione condivisa di scenari di sviluppo futuri. ASPETTO INNOVATIVO Riguarda la modalità di programmazione, che da esercizio di potestà pubbliche si trasforma in processo in cui è la collettività definisce spontaneamente le linee della propria crescita economica, sociale e culturale. 2003-
METODOLOGIA Concorso di una pluralità di soggetti, sia istituzionali, sia privati, che decidono volontariamente di unirsi e cooperare in nome di un comune interesse verso lo sviluppo, alla definizione di politiche e programmi concertati, individuati e scelti in base alla loro valenza strategica; Assunzione di un impegno per la loro attuazione. 2003-
PAROLE CHIAVI PROGRAMMAZIONE INNOVATIVA CONCERTAZIONE DI POLITICHE E PROGRAMMI VOLONTARIETA DELLA SCELTA IMPEGNO PER L ATTUAZIONE DEI PROGETTI E DELLE AZIONI 2003-
L ESPERIENZA CONCRETA: IL CASO DI PERUGIA Aspetti peculiari Il Piano strategico non nasce dall esigenza di contrastare fenomeni di declino economico e sociale, dando vita a una rinascita urbana, ma Per rafforzare le proprie esperienze positive Per rispondere in modo adeguato a problemi già delineati Per favorire le condizioni necessarie alle scelte strategiche 2003-
In sintesi, la finalità del processo di pianificazione strategica è stata: potenziare la capacità di progettare il futuro, partendo dalla consapevolezza delle risorse disponibili e dalla loro valorizzazione; concordare con gli altri protagonisti del processo su un identità territoriale comune e da lì definire il percorso di crescita. 2003-
GLI ATTORI Soggetti istituzionali Soggetti privati che operano, in un piano paritario, nella logica dell innovazione e della trasformazione. 2003-
RUOLO DEL COMUNE promuovere l innovazione facilitare le relazioni essere agente dello sviluppo sostenere la crescita territoriale valorizzando le ricchezze e coordinando le azioni. 2003-
DOCUMENTI FONDAMENTALI Verso il Piano, contenente nove indagini settoriali su questi temi: 1.Popolazione 2.Situazione urbanistica e infrastrutturale 3.Patrimonio storico e artistico 4.Formazione e cultura 5.Ambiente e natura 6.Sviluppo economico 7.Governo locale e fiscalità locale 8.Turismo, sistema di ricezione turistica e strutture per il tempo libero 9.Qualità della protezione sociale. Situazioni di disagio e rete dei servizi Il documento è articolato in esposizione dello stato di fatto, proposte di linee strategiche, dati fondamentali. 2003-
DOCUMENTI FONDAMENTALI Una sintesi dell indagine diagnostica di cui sopra, denominata Verso il Piano in sintesi Un volume di proposte, denominato Il Piano Una dichiarazione di intenti, denominata Patto per lo sviluppo dell area del Piano, sulle azioni e i progetti concordati tra i soggetti pubblici e privati interessati al completamento del processo 2003-
L INDAGINE DIAGNOSTICA E LE SUE CONCLUSIONI Indagine diagnostica: definizione dello stato di salute dell area del Piano allo scopo di evidenziare opportunità e vincoli, propedeutica al lavoro dei Gruppi e alla definizione delle scelte strategiche. Popolazione: aumento da circa 155.000 a 230.000 abitanti tra il 1951 e il 2001, con una ulteriore crescita potenziale stimabile oltre le 240.000 unità nel 2011. La stima per il Comune di Perugia si attesta su 155.981 abitanti per quella stessa data. Il trend del Comune di Perugia evidenzia un ruolo di traino nei confronti degli altri comuni. Tra i problemi posti dall incremento demografico si sottolinea la forte pressione sul territorio in tre Comuni (Perugina, Bastia e Torgiano) con erosione degli spazi non edificati in generale. 2003-
Situazione urbanistica e infrastrutturale: Insufficiente dotazione di grandi infrastrutture di trasporto Difficoltà di movimentazione di persone e merci quale fattore inibitore verso il sistema delle imprese Necessità di promuovere, sotto il profilo urbanistico, una visione unitaria circa l uso del suolo nei diversi sistemi urbani interconnessi appartenenti all area del PIano, al fine di sostenerne l integrazione, senza per questo giungere ad una sua omologazione Viabilità interna come elemento di criticità dell area. Il progetto Minimetrò dovrebbe avere un impatto positivo su tali aspetti, rendendo più facilmente fruibili anche agli abitanti del centro storico le grandi attrezzature della zona pedemontana, tra cui l area a verde pubblico di Pian di Massiano e il centro direzionale di Fontivegge Rivitalizzazione del centro storico e riuso dell area del Policlinico di Monteluce come le due maggiori questioni da risolvere per l intera area del Piano 2003-
LA FASE DUE: L ATTUAZIONE DEL PIANO c è il rischio che si attenui lo slancio positivo della leadership politica che svolge la funzione di traino del processo c è il rischio che si attenui lo slancio della società civile La conseguenza è la perdita di interesse 2003-
L attuazione del Piano: la dimensione interna Collegamento orizzontale con il Programma di mandato del Sindaco Collegamento orizzontale con il Programma Generale di Sviluppo Quadro di riferimento di tutte le fasi della programmazione e della gestione operativa 2003-
INIZIATIVE SUCCESSIVE ALL APPROVAZIONE DEL PIANO Adesione alla rete delle città strategiche Costituzione di un Ufficio del Piano Coinvolgimento dei privati nella fase attuale (sostegno finanziario) 2003-
Il PIANO STRATEGICO E LA PROGRAMMAZIONE EUROPEA L integrazione delle politiche viene proposta anche dall Unione europea come un imperativo: solo politiche integrate sono in grado di raggiungere obiettivi complessi; solo attraverso una soglia territoriale minima è possibile configurare problematiche di area intersettoriali Visione ad ampio raggio necessaria ad accogliere una dimensione strategica 2003-
Il PIANO STRATEGICO E LA PROGRAMMAZIONE EUROPEA Esiste una stretta coerenza tra il Piano Strategico e le priorità strategiche comunitarie. La visione comune dello sviluppo che scaturisce dal Piano Strategico rappresenta un punto di forza, in quanto fa convergere gli sforzi dei principali soggetti decisionali, pubblici e privati, su alcuni grandi temi, applicando i principi di partenariato, concertazione e integrazione funzionali al conseguimento di un elevato livello di efficienza degli interventi da realizzare. 2003-
PROSPETTIVE ATTUALI Le sette linee strategiche individuate nel Piano trovano corrispondenza con le priorità individuate dalla Regione Umbria per la presentazione dei progetti per i fondi comunitari. I Sindaci che hanno sottoscritto il Piano Strategico hanno stabilito di avanzare una proposta unitaria integrata di sviluppo, coerente con quanto fissato nel Piano stesso 2003-
FINE PRESENTAZIONE 2003-