ARTE E CIVILTA GRECA 6^ parte-statue b

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ARTE E CIVILTA GRECA 6^ parte-statue b 1-Eoli provenivano dalla Tessaglia, Beozia, a Nord della Grecia. 2- Ioni provenivano dall Anatolia, attuale Turchia. 3 - Dori, arrivano per ultimi costringendo la migrazione degli Eoli e Ioni verso l Asia Minore. Provenivano dall Illiria, dalla Macedonia, attuale Albania, e Iugoslavia.

statuaria greca

Nike è la personificazione della Vittoria e viene raffigurata con ali aperte, mentre vola con impeto. "La Nike di Samotracia" ritrovata nel 1863 a Samotracia senza testa né braccia (soltanto una mano fu ritrovata nel 1950), viene datata intorno al 190 a.c., epoca in cui i Rodiensi, in guerra contro Antioco III, riportarono una serie di vittorie. La Nike veniva anche collocata come una polena, sulla prua della nave come porta fortuna dei suoi viaggi. h. 2,75 Parigi Louvre - Nike di Samotracia Pitocrito di Rodi

Il Gruppo del Laocoonte è stato attribuito da Plinio il Vecchio a tre scultori provenienti da Rodi: Agesandro, Atenodoro e Polidoro. Raffigura Laocoonte ed i suoi due figli Antifante e Timbreo mentre sono strangolati da serpenti marini per essersi opposti all'ingresso del Cavallo di Troia nella città. (Eneide Virgilio) Il Laocoonte La statua che pare risalire al 40-20 a.c., fu probabilmente commissionata per la casa di qualche ricco romano e fu trovata nel 1506 a Roma scavando nelle vicinanze della Domus Aurea di Nerone. Per cui si pensa essere appartenuta allo stesso Nerone. COLOSSEO Allo scavo, di portata stupefacente secondo le cronache dell'epoca, assisterono di persona, tra gli altri, lo scultore Michelangelo e l'architetto Giuliano da Sangallo. La statua fu acquistata subito dopo la scoperta dal papa Giulio II, che era un appassionato classicista, e fu sistemata nel Giardino del Belvedere che ora fa parte dei Musei vaticani.

Sappiamo solo che il cronide rappresenta una figura maschile nuda protesa nel lancio (forse) di un giavellotto. Capo Artemisio ZEUS DI CAPO ARTEMISIO La statua in bronzo detta Cronide* o Zeus di capo Artemisio, si trova nel Museo archeologico di Atene. E alta 210 cm ed è stata ritrovata durante una spedizione subacquea nei fondali di Capo Artemisio nel 1926 ma recuperata solo nel 1928. Si trovava vicino ad un relitto di nave databile al 200 a.c. Non si hanno altre notizie in quanto la spedizione venne bruscamente interrotta per la morte di un subacqueo e mai più ripresa. E probabile che la statua fosse a bordo del vascello naufragato e che probabilmente lo stesso stesse recandosi a Roma. Si è anche cercato di accostare la statua ai grandi scultori bronzisti dell epoca ma non si è mai riusciti a capire le fonti di tale statua. *Cronide: figlio di Crono. Crono a sua volta era figlio di Urano (Cielo) e di Gaia (Terra). Quindi una divinità mitologica greca MAR IONIO

Il peso del corpo è sulla gamba sinistra e con quella destra, invece, cerca di darsi la spinta. Le braccia sono entrambe distese all'altezza delle spalle e il volto è ruotato verso destra fissando un obiettivo. Il braccio sinistro è nell'atto di prendere la mira e quello destro è teso indietro. Alcune fonti ipotizzano che la statua dovesse tenere nella mano destra un fulmine o un tridente, quindi supponiamo che sia Zeus o Poseidone, comunque figli di Crono. Ecco perché oggi la chiamiamo Cronide o Zeus. Il volto barbuto è tipico delle statue risalenti al 480 a.c. Non è chiaro però cosa ci facesse a bordo di un veliero del 200 a.c. Altra ipotesi è che la statua non fosse sopra, ma (per caso fortuito) vicino al vascello naufragato. Inoltre si presume che in origine gli occhi fossero in avorio, le sopracciglia in argento e i capezzoli in rame. Con l apertura delle gambe a forbice, lo scultore voleva simboleggiare le qualità interiori del personaggio rappresentato. Braccia e gambe formano un chiasmo, tipico del periodo arcaico greco, cioè una figura simile ad una X. (struttura a croce della lettera chi greco). Questa struttura serviva in letteratura a creare un particolare effetto di viva espressione nel discorso. Zeus dal corpo atletico, bello, senza esagerazione (Mimesi) prende la mira sta per lanciare il tridente, ma è calmo, fermo, stabile, in perfetto equilibrio (Ponderatio) ed è tranquillo, anzi dimostra una calma olimpica (Atarassia).

AURIGA DI DELFI L'Auriga di Delfi è una scultura bronzea (h. 180 cm), del 475 a.c. ed è stata trovata negli scavi archeologici nel santuario di Apollo a Delfi, sepolta da una antica frana. Faceva parte di un gruppo statuario con auriga (cavallo e carro). Pare commissionata da Polizelo, tiranno di Gela per ricordare una vittoria di una corsa con i carri. Si pensa che lo scultore sia stato Sotade di Tespie oppure Pitagora di Reggio o Pitagora di Samo. DELFI

La statua in buono stato di conservazione, era sistemata su un carro tirato da cavalli, del quale si hanno solo pochi frammenti. La statua dell Auriga è stata fusa in pezzi di bronzo spessi, in modo da essere più resistente all esposizione esterna, L'auriga ha una lunga tunica (il chitone) cinta in vita, scanalata come una colonna. I piedi sono resi con naturalezza mostrano infatti i tendini tesi per lo sforzo della vittoria appena ottenuta. Nella mano destra tiene delle redini. Attorno al capo la benda del vincitore che incornicia un volto lontano dai canoni della bellezza perché è dell epoca arcaica.

16 AGOSTO 1972 A 300 m. dalla riva a 8 metri di profondità, il sub romano Stefano Mariottini in vacanza, trova le due statue dette Bronzi di Riace. Bastano due palloni gonfiati a tirarle su. Il sub per questa scoperta fu pagato con appena 125 milioni, con i quali si comprò una casa. Intorno non furono trovati resti di vascelli affondati. Le statue probabilmente realizzate ad Atene dovevano arrivare a Roma, ma il battello fece naufragio sulla costa calabrese. Si pensa che le due statue facessero parte di un gruppo di bronzi di Argo comprendenti almeno una quindicina di statue di eroi.

B A I Bronzi di Riace sono una coppia di statue bronzee di dimensioni leggermente superiori al vero (altezza m 2 circa), di provenienza greca, databili al V secolo a.c. e pervenute in eccezionale stato di conservazione. Le due statue sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi del ciclo ellenico, e tra le poche testimonianze dirette dei grandi maestri scultori del mondo greco classico. I Bronzi si trovano al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria e sono diventati uno dei simboli della città stessa. Varie sono state le ipotesi fatte dagli studiosi sull origine di queste statue, quella dell italiano Paolo Moreno scarta l'ipotesi, per quanto riguarda la statua A, che si possa trattare di un eroe o un atleta, data la sua raffigurazione in atteggiamento "ostile"; mentre la forte carica emotiva nell'espressione facciale della statua B escluderebbe la raffigurazione di un personaggio storico. Piuttosto le statue sembrano essere le rappresentazioni di personaggi mitologici, appartenenti ad un gruppo statuario. Effettuando studi approfonditi sulla terra di fusione e sui documenti storici Moreno ha formulato probabilmente una buona ipotesi sulla provenienza e la datazione delle due statue, in particolare: -il Bronzo A (il giovane) potrebbe raffigurare Tideo, un feroce eroe dell'etolia, figlio del dio Ares e protetto dalla dea Atena. -il Bronzo B (il vecchio) sarebbe invece Anfiarao, il profeta guerriero che profetizzò la propria morte sotto le mura di Tebe. Tutti e due infatti parteciparono alla mitica spedizione della città di Argo contro quella di Tebe che, come lo stesso Anfiarao aveva previsto, ebbe conclusione disastrosa.

statua B il vecchio statua A il giovane Ponderatio: equilibrio asimmetrico Mimesi: bello né troppo né poco, quello giusto. Atarassia: mancanza di turbamento, calma olimpica. Distacco, serenità

statua b

Anfiarao o statua B il vecchio