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) *! + + * +! * -. -. + -? 8 C. - A - D Un giorno non molto tempo fa un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente. Quando il frate portinaio aprì la pesante porta di quercia il contadino gli mostrò sorridendo un magnifico grappolo duva. Frate portinaio disse il contadino sai a chi voglio regalare questo grappolo duva che è il più bello della mia vigna?. Forse allabate o a qualche frate del convento. No a te!. A me? Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia. Lo vuoi dare proprio a me? Certo perché mi hai sempre trattato con amicizia e mi hai aiutato quando te lo chiedevo. Voglio che questo grappolo duva ti dia un po di gioia!. La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui. Il frate portinaio mise il grappolo duva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. Ad un certo punto gli venne unidea: Perché non porto questo grappolo allabate per dare un po di gioia anche a lui?. Prese il grappolo e lo portò allabate. LAbate ne fu sinceramente felice. Ma si ricordò che cera nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: Porterò a lui il grappolo così si solleverà un poco. Così il grappolo duva emigrò di nuovo. Ma non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco che passava le giornate ai fornelli e glielo mandò. Ma il frate cuoco lo diede al frate sacrestano per dare un po di gioia anche a lui) questi lo portò al frate più giovane del convento che lo portò ad un altro che pensò bene di darlo ad un altro. Finché di frate in frate il grappolo duva tornò dal frate portinaio per portargli un po di gioia). Così fu chiuso il cerchio. Un cerchio di gioia. Quarta domenica di avvento

!. 7 7 B B 19 1: 13 )* ) + -. - - * - ) )!-? C* C* C 7 E A F!1G1:J1KH9JH3L!! Prima domenica di avvento

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-! + +. ) 5! + ) 5 ) ). - E - - + M! 8 8 + E! 8! Una volta un cardellino fu ferito a unala da un cacciatore. Per qualche tempo riuscì a sopravvivere con quello che trovava per terra. Poi terribile e gelido arrivò linverno. Un freddo mattino cercando qualcosa da mettere nel becco il cardellino si posò su uno spaventapasseri. Era uno spaventapasseri molto distinto. Aveva il corpo di paglia infagottato in un vecchio abito da cerimonia; la testa era una grossa zucca arancione; i denti erano fatti con granelli di mais; per naso aveva una carota e due noci per occhi. Che ti capita cardellino? chiese lo spaventapasseri gentile come sempre. Va male. - sospirò il cardellino - Il freddo mi sta uccidendo e non ho un rifugio. Per non parlare del cibo. Penso che non rivedrò la primavera. Non aver paura. Rifugiati qui sotto la giacca. La mia paglia è asciutta e calda. Così il cardellino trovò una casa nel cuore di paglia dello spaventapasseri. Restava il problema del cibo. Era sempre più difficile per il cardellino trovare bacche o semi. Un giorno in cui tutto rabbrividiva sotto il velo gelido della brina lo spaventapasseri disse dolcemente al cardellino. Cardellino mangia i miei denti: sono ottimi granelli di mais. Ma tu resterai senza bocca. Sembrerò molto più saggio. Lo spaventapasseri rimase senza bocca ma era contento che il suo piccolo amico vivesse. E gli sorrideva con gli occhi di noce. Dopo qualche giorno fu la volta del naso di carota. Mangialo. E ricco di vitamine diceva lo spaventapasseri al cardellino. Toccò poi alle noci che servivano da occhi. Mi basteranno i tuoi racconti diceva lui. Infine lo spaventapasseri offrì al cardellino anche la zucca che gli faceva da testa. Quando arrivò la primavera lo spaventapasseri non cera più. Ma il cardellino era vivo e spiccò il volo nel cielo azzurro. Terza domenica di avvento

8 -? A +! D - F!H GJ3 L E Seconda domenica di avvento

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