Università degli Studi di Roma La Sapienza - CdL in Ingegneria per l Edilizia e il Territorio - Rieti Fondamenti di storia dell architettura - a.a. 2012-2013 - Prof. Arch. Cristiano Marchegiani Opera quadrata bugnata (mura di Selinunte; foto di Alfonso Acocella da www.architetturadipietra.it) VI. Tecniche costruttive greche
Tecniche costruttive dipendono da Marmo Pentelico (da Wikipedia) Materiali - disponibili in loco - d importazione Prassi - locale - apporti esterni (maestranze itineranti) - influssi esterni Finalità dell opera - destinazione d uso - qualità della committenza Antica cava di Siracusa Influssi egizi nel sistema costruttivo in pietra da taglio (riprod. di dipinto del 1500-1450 a.c.) Partenone (ricostruzione di A. Orlandos)
Strutture murarie Costruzioni in legno e argilla Strutture a traliccio ligneo Struttura di travi e graticci lignei, e/o canne, su cui è direttamente applicata argilla mista a paglia Struttura lignea simile alla precedente ma con tamponatura in mattoni crudi e fondazioni in pietra Casa primitiva elladica a struttura lignea Nichoria, ricostruzione di casa (c. 850 a.c.; da cnes.cla.umn.edu)
In pietra non lavorata o appena sbozzata In pietra lavorata Opera ciclopicaopera ciclopica Opera poligonale Opera ciclopica Fortificazioni, sostruzioni Muri in pietra Opera poligonale (a giunti multipli) Muri in piccolo apparecchio O. quadrata isodoma o pseudo-isodoma - a struttura piena (Grecia) - a emplekton (Ionia, isole) Muro a elementi stratificati Opera isodoma Emplekton: riempimento con inerti e malta fra paramenti lapidei
Sistemi e aspetti della prassi estrattiva nel mondo antico (da J.-P. Adam, L arte di costruire presso i romani, Milano 1988) Fasi di estrazione di tamburi di pietra per colonne (come attestato da resti nella cava di Cusa, in Sicilia, destinati a Selinunte); in basso a destra del disegno, rocchi semilavorati in cava per colonne (da J. Durm, Die Baukunst der Griechen, Lipsia 1910) Estrazione e prima lavorazione dei materiali lapidei La cava Cava di Cusa (da Wikipedia)
Metodi di trasporto dalla cava al cantiere fra età arcaica ed ellenistica Macchine di Ctesifonte (Selinunte; sin.) e di Metagene (Efeso; ds.) per il trasporto di tamburi di colonne ed architravi Discesa dei blocchi di marmo dalla cava del monte Pentelico, a N-E di Atene; metodo analogo a quello tradizionale di Carrara Distacco della faccia inferiore dei megaliti di Baalbek e trasporto dei blocchi (da J.-P. Adam, L arte di costruire presso i romani, Milano 1988)
Capra per erigere colonne, e grande ruota (da Adam 1988) Restituzione grafica parziale del cantiere del Partenone (da Durm 1910). In evidenza, i principali sistemi in uso (poi diffusisi nel mondo romano) per sollevare blocchi di grande peso: la grande capra azionata da argani e il paranco a bozzelli; dietro il colonnato, una macchina elevatrice a palo fisso Il cantiere del tempio greco Sistemi di sollevamento della prassi greca e romana (da Adam 1988)
Accostamento dei blocchi con la leva e loro fissaggio con perni (da Adam 1988) Sistemi di sollevamento e di collocazione in opera degli elementi lapidei, e tipica struttura dei ponteggi (da Durm 1910)
Sistemi di fissaggio (anche a scopo antisismico) degli elementi lapidei (conci, rocchi) mediante grappe e perni metallici (talora lignei) (da Durm 1910)
Segesta, tempio dorico incompiuto, ultimo quarto sec. V a.c. Fusti lisci delle colonne, pronti per essere scanalati, e bozze nei conci del crepidoma, predisposte per la posa in opera, sono rilevanti testimonianze della prassi costruttiva arcaica (foto da Wikipedia) Concio lapideo prelavorato in cava (da Adam 1988). La faccia di contatto è lisciata per economia nel solo nastro di bordo (anatirosi), mentre quella a vista ha una bugna a rilievo protettiva da eliminare. Sotto: superfici grezze (apergon) cui è mancata la lisciatura (da home.uchicago.edu)
Mastri scalpellini al lavoro (da Wikipedia) Arnesi di scalpellini e (in basso) carpentieri greci (da Durm 1910) Epidauro, capitello non finito della tholos, 365-335 a.c. (da Wikipedia) usato verosimilmente come modello di riferimento dagli scalpellini
Dopo la posa in opera degli elementi lapidei si provvedeva alla generale finitura: per le colonne, scanalatura (v. sopra) e stuccatura (v. a lato); lisciatura delle superfici a vista che presentassero asperità e/o bordi a rilievo predisposti nella semilavorazione in cava a scopo protettivo; dipintura e doratura di superfici e di parti decorative; applicazioni metalliche Restituzione ipotetica della finitura interna del tempio di Zeus a Olimpia (da www.antika.it)
Consigli per letture Jean-Pierre Adam, L arte di costruire presso i romani. Materiali e tecniche,, Milano, Longanesi & C., 1988 (ed. orig.: Parigi 1984), cap. 2, I materiali da costruzione, paragrafo 1, La pietra,, pp. 23-60. Giorgio Ortolani, Lavorazione di pietre e marmi nel mondo antico,, in Marmi antichi,, a cura di Gabriele Borghini,, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma, De Luca Edizioni d arte, d 1989 ( Materiali( della cultura artistica ), pp. 19-43. http://www.academia.edu/403458/lavorazione_di_pietre_e_marmi_nel_mondo_antico _Mondo_Antico Alfonso Acocella, L architettura di pietra,, Firenze, Alinea, 2004. Estratti in riedizione digitale: http://www.architetturadipietra.it/wp/?cat=18 Opere murarie