Mariella Poli non sono la tua pattumiera sono il tuo scrigno
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E nato. Ha preso vita piano piano. E il percorso di una vita. Guardo indietro. E veramente vita. Nello sguardo tanti occhi, tanti cuori, tante mani. Li ringrazio, mi ringrazio. E ancora vita... è. 5
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Figura Tecnica mista su carta bollita nel caffè e cotta in forno Maurizio Rivieri 7
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A scuola non ero brava a scrivere i temi. Soprattutto ero molto pigra, non avevo l interesse che ho ora per le parole. Parlavo poco, leggevo poco, scrivevo poco, amavo disegnare. Disegnavo tanto. Tutto. Ma non ho fatto studi artistici, all epoca. L interesse vero per l arte è arrivato dopo, e ora lo so: non poteva essere che quel percorso. Da anni ho iniziato ad apprezzare la lettura, in particolare le poesie. Leggendo le poesie i disegni si sono trasformati in parole, parole che hanno preso forma e corpo. Le parole sono diventate, ora, il mio disegno. Forse sono sempre poco brava a scrivere ma quando prendo penna e foglio e i miei pensieri si materializzano una lettera dopo l altra, una parola dopo l altra con la libertà della combinazione, il rapimento è tanto. La scrittura è ora il mio viaggio da vivere e condividere con voi. 9
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Di me conoscete già tanti aspetti. Amo l arte, i libri, mi piace organizzare mostre, mi diverte molto cucinare e passare una serata conviviale. Amo scrivere, soprattutto lettere, scritte con desiderio di immaginario contatto. Lettere di diverse tipologie, sempre indirizzate ad una persona reale. Alcune spedite altre lasciate a riposare nel cassetto, in attesa di nuova destinazione, del momento giusto per passare a nuovi occhi. Testimonianze attive di vita vissuta. E proprio grazie a queste lettere, rappresentative di miei diversi percorsi, che posso realizzare questo piccolo libro come contenitore di emozioni ora allegre poi sofferte, qualche volta contrastanti, sempre libere e intense. Grazie alla mia mania di grafomane che mi ha fatto fermare nella scrittura anche frammenti di pensieri, frasi sentite e significative che altrimenti sarebbero scivolate via perdendosi nel tempo, posso ora vivere nuove ulteriori emozioni partorite dalle emozioni di allora. Emozioni del qui ed ora che prendono forma di libro per essere genitrici di altre emozioni che si intrecceranno con le vostre. Rinnovando il senso dell azione, della relazione. 11
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Non sono la tua pattumiera è una frase che mi sono affettuosamente permessa di prendere in prestito. E una frase importante, che sento vicina, alla quale sono legata. Grazie a questa frase è iniziato un autentico, significativo e sentito percorso della mia vita che mi ha portata ad oggi attraverso due cicli, di periodo variabile, di psicoterapia della Gestalt. Sono il tuo scrigno è la mia interpretazione affermativa della frase precedente. 13
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7 maggio 2008 Ecco, è oggi. E ora. E il primo appuntamento con la nuova psicologa, consigliata da un amico psichiatra. Sto male. Voglio veramente capire meglio dentro me. Chissà come sarà quest incontro. Sono agitata, paura del futuro, ma anche incuriosita e determinata. Eccomi nello studio, è semplice e accogliente, ci sono tanti libri, alcuni conosciuti. Dalla finestra risaltano il campanile della chiesa accanto e i monti, monti familiari. Siamo sedute una davanti all altra. Inizio a parlare. Un fiume di parole. Vari minuti. Pausa. Poi parla lei: Non sono la tua pattumiera, se hai intenzione di continuare così, non ci sto. Se vuoi parlarmi di un tuo problema, di qualcosa per te importante, che senti qui e ora, posso darti una mano Silenzio. Toccata. Mi sono molto sorpresa. Ero abituata così con gli altri psicologi: vomitavo parole, piangevo, loro mi ascoltavano (o facevano finta), pagavo, me ne andavo Ma in verità con loro mi ero sempre trovata male, ero sempre fuggita. In quel momento sentivo che era diverso. Ero stordita, dolorante, però mi piaceva quel suo modo di presentarsi. Si, cominciamo. Non è facile. Sto male. Ma lo voglio. Non è mai stato facile ogni incontro, ma ho resistito ai primi 15
cinque colloqui e gli altri erano poi per me vitali, aspettavo con intensità il giorno dell appuntamento. Lei ha condotto bene: attenta, disponibile, partecipe ma con il distacco necessario, professionale ma vicina, accogliente, determinata e decisa, ha smontato tutti i miei attacchi di manipolazione. E la terapia è stata efficace. Esiste il sorriso perché esistono le lacrime, e di lacrime ne ho veramente versate tante. Ho potuto sentire quello che è stato il mio vivere precedente, sciogliere i nodi, imparare ad amarmi, ritrovarmi, vedere diversamente e apprezzare la luce, apprezzare anche il buio di prima e dargli un senso. (A proposito delle lacrime: è stato bello quando, immersa in un pianto doloroso, finiti i fazzolettini di carta, lei mi ha detto: ci penso io. Ed è andata in bagno a prendere la carta igienica ) 16
Vado a ruota libera. Saltello per associazioni. Trascrivo e scrivo quello che sul momento è per me importante. Eccoti libro aperto 17