Indirizzamento IP
Assegnazione indirizzi IP L'assegnazione della classe ad una rete sia un'operazione di grande delicatezza. Una rete di classe C non ha grandi prospettive di crescita. Una rete di classe A è un risorsa estremamente rara. All'inizio la gestione dell'assegnazione ad una rete di un numero, non ancora utilizzato, era affidata ad un organismo centrale, la IANA (Internet Assigned Number Authority) [http://www.iana.org]. Dopo il 1998 venne creato l'icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) che è responsabile della gestione degli indirizzi IP, in base alle direttive dell'rfc 2050. L'ICANN delega poi analoghi organismi regionali all'assegnazione dei numeri, all'interno delle relative geografiche. In Italia gli indirizzi: GARR (Gruppo Armonizzazione Reti di Ricerca) IAT (Istituto per le Applicazioni Telematiche) del CNR.
Assegnazione dinamica o statica I gestori delle singole reti fisiche sono poi responsabili dell'assegnazione dei numeri ai loro nodi. Gli indirizzi degli host possono essere assegnati: staticamente dall'amministratore di sistema; dinamicamente. L'assegnazione dinamica dell'indirizzo IP avviene quando ci colleghiamo a Internet usando un modem e i servizi di un ISP (Internet Service Provider). In tal caso interviene il protocollo DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol) che provvede ad assegnare un indirizzo disponibile in quel momento. Se si accede a Internet mediante un ISP non è necessario disporre di un indirizzo IP univoco, perché di questo si occuperà l'isp.
IP senza collegamento a internet Se non si intende collegare la rete a Internet, non serve un indirizzo IP unico. L'RFC 1918 fornisce informazioni sugli indirizzi IP che possono essere utilizzati nelle reti private, senza dover contattare alcuna organizzazione. Alle reti private sono riservati tre blocchi di indirizzi: da 10.0.0.0 a 10.255.255.255 da 172.16.0.0 a 172.31.255.255 a 192.168.0.0 a 192.168.255.255
Subnet (1/4) L'indirizzamento, per come descritto finora, è decisamente poco flessibile. Si immagini una grande azienda con 13 dipartimenti, ognuno dotato di almeno 300 computer. Volendo mettere in rete tutti i terminali e volendo creare una rete di reti, rispettando la suddivisione in dipartimenti, le possibili scelte sono decisamente limitate:
Subnet (2/4) 13 indirizzi di classe C non sono sufficienti, in quanto con un indirizzo di classe C è possibile mettere in rete al massimo 254 host. 1 indirizzo di classe B: con un indirizzo di classe B, si riesce sicuramente a mettere in rete tutti i terminali, ma questi sono tutti collegati ad un'unica rete, senza rispettare la suddivisione in dipartimenti. 13 indirizzi di classe B: anche con questa soluzione si riesce a mettere in rete tutti gli host, ed inoltre si rispetta la suddivisione in dipartimenti. Il problema è che un numero molto grande di indirizzi IP rimane utilizzato, con un conseguente spreco.
Subnet (3/4) Situazioni analoghe sono le seguenti: una società, che possiede una LAN di classe C (max 254 host), col passare del tempo ha la necessità di aumentare il numero di host e deve quindi creare una seconda LAN; una società deve acquistare una seconda LAN diversa da quella già in suo possesso; per esempio possiede una LAN Ethernet e acquista una LAN Token ring. In entrambi i casi, la società deve richiedere un secondo indirizzo di classe C. La presenza di più LAN con indirizzi diversi, all'interno di una stessa organizzazione, può rendere problematica la gestione dell'intero sistema. Per esempio, lo spostamento di un host da una rete all'altra impone sia di cambiare il suo indirizzo IP, sia di rendere pubblica tale modifica.
Subnet (4/4) A causa del sorgere dei problemi precedenti fu introdotto, quasi contemporanemente ad IP, un meccanismo aggiuntivo illustrato nelle RFC 917 e 950. Tale meccanismo permette di suddividere una rete in porzioni più piccole, le subnet, attraverso l'impiego di un identificatore aggiuntivo, sotto forma di maschera di bit, la subnet mask (netmask). Una rete può così essere partizionata in sottoreti, pur continuando ad agire come singola rete per il mondo esterno.
Indirizzo subnet L'indirizzo IP assume ora il seguente formato: network address - subnetwork address - host address La netmask è composta da quattro byte (come l'indirizzo IP) e, in binario, contiene dei bit 1 in corrispondenza dei campi network e subnetwork, e dei bit 0 in corrispondenza del campo host. La netmask si scrive come l'indirizzo IP, in notazione decimale puntata: 255.255.0.0, ad esempio, è una netmask valida.