Adempimenti fiscali nel fallimento



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ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI LECCO Adempimenti fiscali nel fallimento A cura della Commissione di studio in materia fallimentare e concorsuale Febbraio 2011

INDICE 1. Apertura della procedura Pag. 3 1.a Adempimenti contabili Pag. 3 1.b Dichiarazione IVA Pag. 3 1.c Dichiarazione dei Redditi Dichiarazione IRAP Pag. 4 1.d Dichiarazione Sostituto di imposta Pag. 5 2. Svolgimento della procedura Pag. 6 2.a Adempimenti contabili Pag. 6 2.b Dichiarazione IVA Pag. 6 2.c Dichiarazione Sostituto di imposta Pag. 6 3. Conclusione della procedura Pag. 7 3.a Adempimenti contabili Pag. 7 3.b Dichiarazione IVA Pag. 7 3.c Dichiarazione dei Redditi Pag. 7 4. ICI Pag. 8 5. Note variazione IVA Pag. 8 6. Tabella riepilogativa Pag. 9 2

1. APERTURA DELLA PROCEDURA 1.a ADEMPIMENTI CONTABILI Tra i vari adempimenti che competono al, riveste grande importanza l acquisizione della documentazione amministrativa e contabile della società fallita. E consigliabile quindi che il : a) qualora tale documentazione non fosse stata depositata in tribunale dal soggetto fallito, inviti lo stesso a trasmettergli o a mettergli a disposizione tutti i libri e la documentazione contabile dell impresa fallita, come previsto dagli artt. 14 e 16 della Legge Fallimentare; b) si faccia consegnare dal fallito un elenco dettagliato di tutti i creditori, con i rispettivi indirizzi e l ammontare dei crediti vantati; tale elenco sarà un valido supporto per sia per compilare gli elenchi di cui all art. 89 L.F. (sebbene la prassi del Tribunale di Lecco non lo preveda) che per spedire le comunicazioni previste dall art. 92 L.F. Al riguardo è opportuno che il inoltri detta comunicazione anche a tutti i creditori istituzionali territorialmente competenti (solo a titolo esemplificativo: Inps, Inail, Agenzia delle Entrate, Comune, etc.) e verifichi se dalla contabilità della società fallita siano presenti altri crediti oltre a quelli già comunicati dal fallito. Inoltre, se alla data della dichiarazione di fallimento risultano in forza dipendenti, sarà necessario che il provveda al loro licenziamento, eventualmente attivando le procedure contrattuali previste; in ogni caso il dovrà comunque informare dell intervenuto fallimento anche gli ex dipendenti della fallita. Bilancio Anche se non vi ha provveduto il fallito o l organo amministrativo della società fallita, ai sensi dell art. 89 L.F. il deve redigere il bilancio relativo al periodo che va dall 1 gennaio sino alla data della dichiarazione di fallimento; tale documento non deve comunque essere depositato dal presso il Registro delle Imprese. Tale bilancio non deve essere confuso con quello relativo all esercizio precedente la dichiarazione di fallimento, di competenza esclusiva degli amministratori (per la compilazione e redazione) e dei soci (per l approvazione) della fallita. 1.b DICHIARAZIONE IVA Fatturazione e registrazione operazioni attive e passive Il deve provvedere alla fatturazione e registrazione delle operazioni effettuate dal 3

fallito prima della dichiarazione di fallimento, qualora lo stesso non vi abbia ancora provveduto. Denuncia di variazione Il, entro 30 giorni dall accettazione della carica, deve effettuare la variazione dati IVA. Qualora il intenda adempiervi con ComUnica potrà, unitamente alla variazione dati IVA, effettuare anche la comunicazione al Registro Imprese (ex art.29, comma 6 del D.L. 78/2010) rispettando però il termine più restrittivo di 15 giorni dalla data di accettazione della carica. Modello IVA 74-bis Entro 4 mesi dalla sua nomina, il deve presentare telematicamente la dichiarazione IVA Mod. 74-bis relativa al periodo compreso tra l 1 gennaio e la data della dichiarazione di fallimento. Dichiarazione IVA relativa all anno precedente la dichiarazione di fallimento Il deve presentare tale dichiarazione se la sua nomina avviene prima della scadenza dei. La scadenza della presentazione rimane quella fissata per i ovvero entro 4 mesi dalla nomina, se più favorevole. Se il fallimento interviene dopo la scadenza dei, nessun adempimento va rispettato in quanto i termini per la presentazione della Dichiarazione sono già scaduti. Dichiarazione IVA anno di fallimento Il deve presentare, nei, la dichiarazione IVA relativa all anno in cui si è aperto il fallimento. Tale dichiarazione presenterà due moduli: uno relativo alle operazioni ante fallimento e uno per quelle successive. 1.c DICHIARAZIONE DEI REDDITI E DICHIARAZIONE IRAP A differenza di quanto previsto per l IVA, il non ha alcun obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione Irap relativa all esercizio antecedente l apertura del concorso. Il deve invece predisporre la dichiarazione relativa al periodo che intercorre dall 1 4

gennaio alla data di fallimento entro i termini previsti dall art. 5, comma 4, D.P.R. n. 322/98 1. In caso di fallimento di impresa individuale, familiare o società di persone, il, non appena redatta la dichiarazione dei redditi relativi alla procedura, deve provvedere a trasmetterne copia al titolare, ai familiari partecipanti o ai soci dell impresa fallita, affinché questi ultimi possano inserire detto reddito nel loro reddito complessivo (ex art. 183 TUIR). Infatti, l imprenditore individuale o i soci di società di persone, seppur falliti, restano obbligati agli adempimenti fiscali derivanti da eventuali altri redditi non acquisibili alla massa fallimentare. Qualora il non fosse in possesso dei documenti necessari alla redazione della dichiarazione, deve comunque assolvere a tale adempimento. Anche ai fini IRAP, rispettando gli stessi termini previsti per l invio della Dichiarazione dei Redditi, il deve presentare l idonea Dichiarazione relativa al periodo compreso tra l 1 gennaio e la data di fallimento. Studio di Settore: il deve compilarlo, solo ai fini statistici, con i dati in suo possesso. Determinazione delle imposte A seguito della dichiarazione iniziale dei redditi nonché della dichiarazione Irap non sussiste alcun obbligo di assolvimento delle imposte a carico del fallimento, ciò in quanto si tratta di periodo antecedente la procedura. La dichiarazione assume una funzione informativa per l erario, al fine di un eventuale insinuazione al passivo fallimentare. Il versamento dell eventuale IRPEF dovuta dall imprenditore fallito o dai soci di società di persone fallite, a cui il ha inviato copia della Dichiarazione dei Redditi, resta invece a carico di questi soggetti; è quindi il fallito a risponderne al di fuori dell ambito concorsuale. 1.d SOSTITUTO DI IMPOSTA In caso di compensi corrisposti dal fallito nell anno anteriore alla dichiarazione di fallimento, non esiste una specifica e precisa disposizione di legge che ponga l obbligo in capo al curatore di presentare la relativa dichiarazione, sebbene l amministrazione finanziaria abbia più volte espresso il proprio opposto parere. 1 Ovvero, alla data alla data di redazione del presente elaborato, entro l ultimo giorno del nono mese successivo alla dichiarazione di fallimento. 5

In caso di compensi corrisposti nell anno della dichiarazione di fallimento, è opportuno distinguere tra: - compensi corrisposti dal fallito: anche in questo caso sono valide le medesime considerazioni sopra esposte; - compensi corrisposti dal curatore nell esercizio delle sue funzioni: il curatore deve presentare la dichiarazione del sostituto di imposto e relativa al periodo data di fallimento - chiusura dell esercizio. 2. SVOLGIMENTO PROCEDURA 2.a ADEMPIMENTI CONTABILI Il deve tenere un registro (c.d. libro giornale del fallimento ), preventivamente vidimato da almeno un componente del Comitato dei Creditori, nel quale deve annotare giorno per giorno le operazioni relative alla sua amministrazione (ex art. 38 L.F.). 2.b DICHIARAZIONE IVA PERIODO FALLIMENTARE Nel corso della procedura, il deve provvedere alla fatturazione e alla registrazione di eventuali operazioni attive e alla registrazione di operazioni passive. Deve altresì presentare, seguendo i termini e le modalità ordinarie, la dichiarazione IVA annuale. Il è esonerato dall invio della Comunicazione Annuale Dati IVA. 2.c SOSTITUTO DI IMPOSTA L art.37, comma 1 del D.L. 4 luglio 2006, convertito dalla legge 4 agosto 2006 n.248 ha attribuito al (e al commissario liquidatore) la qualifica di sostituto di imposta. Da ciò deriva l obbligo per i curatori, nel caso di somme erogate in esecuzione di riparti o a titolo di compensi dovuti nell ambito della gestione fallimentare, di: a) operare le ritenute sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati, sui redditi di lavoro autonomo, sui redditi da provvigione nonché sui redditi di capitale, corrisposti durante la procedura; b) provvedere ai versamenti nelle scadenze di legge; c) rilasciare le certificazioni; d) predisporre e presentare la dichiarazione annuale Mod.770. 6

Per quanto riguarda l applicazione di ritenute su redditi di lavoro dipendente corrisposti in sede di distribuzione dell attivo, si precisa che l ammontare delle somme erogate (sia a titolo di TFR che di retribuzioni arretrate) è assoggettato a tassazione separata. 3. CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA 3.a ADEMPIMENTI CONTABILI Il deve allegare all istanza di chiusura del fallimento predisposta ex art. 119, comma 1, L.F. il Libro Giornale del fallimento, opportunamente aggiornato. 3.b DICHIARAZIONE IVA FINALE Il, completate tutte le operazioni attive, è obbligato a presentare telematicamente la dichiarazione di cessazione attività. Predispone altresì l ultima dichiarazione annuale IVA. 3.c DICHIARAZIONE DEI REDDITI Ai fini delle imposte sul reddito, il periodo di durata del fallimento costituisce un unico periodo d imposta qualunque sia la durata della procedura ed anche in caso di esercizio provvisorio dell impresa. Il, dopo la chiusura del fallimento, deve presentare una dichiarazione finale dei redditi entro i termini previsti dall art. 5 comma 4 DPR 322/98 (alla data di redazione del presente elaborato entro l ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura della procedura). Sul grava anche l incombenza di determinare il patrimonio netto dell impresa o della società all inizio della procedura concorsuale. Ai fini della determinazione dell imponibile da indicare nella dichiarazione finale, il dovrà determinare il Patrimonio netto iniziale. Il dovrà altresì determinare il reddito di impresa (ossia l imponibile ) relativo al periodo compreso fra l inizio e la chiusura del procedimento concorsuale, costituito dalla differenza fra il residuo attivo e il patrimonio netto iniziale e determinato in base ai valori fiscalmente rilevati. Per residuo attivo, si intende l eventuale disponibilità di beni o di denaro che è rimasta al dopo che, per effetto della esecuzione del riparto finale, sono stati pagati integralmente tutti i creditori concorsuali (ossia quanto viene restituito al fallimento). 7

Per patrimonio netto iniziale si intende la differenza, a valori fiscalmente riconosciuti, tra le attività e le passività risultanti dal bilancio redatto dal. Nel caso in cui l ammontare delle passività fosse pari o superiore a quello delle attività (ossia quando il patrimonio netto è negativo) il patrimonio netto è considerato nullo. Il curatore deve predisporre la dichiarazione IRAP finale solo se vi sia stato esercizio provvisorio. 4. I.C.I. Ai sensi dell art. 10, 6 comma, D.lgs n. 504/92, il determina l ICI dovuta sugli immobili di pertinenza della procedura in relazione al periodo di possesso degli stessi. Il è dunque tenuto al pagamento dell ICI solo al momento della loro vendita; il versamento dell imposta deve essere effettuato entro 3 mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili stessi. Il deve altresì predisporre, se ne sussistono i presupposti, la relativa dichiarazione. 5. NOTE DI VARIAZIONE IVA Il creditore che intenda recuperare l Iva può legittimamente emettere le note di variazione soltanto quando vi sia la certezza della irrecuperabilità (totale o parziale) del credito Iva. Nell ambito delle procedure concorsuali i creditori possono emettere le note di variazione IVA (ex art. 26, comma 2, DPR 633/72) nei seguenti casi: - se vi sia stata ripartizione dell attivo: dopo che sono scaduti i termini per proporre osservazioni al decreto che conferisce esecutività al piano di riparto finale; - se non vi sia stata ripartizione dell attivo: dopo che sono scaduti i termini per proporre reclamo al decreto di chiusura della procedura. Il diritto del creditore insoddisfatto ad emettere le note di variazione IVA, viene meno dopo due anni dai termini sopra citati. Il che riceve le note di variazione deve annotare la variazione in aumento nel registro dei corrispettivi o delle fatture emesse. 8

Adempimento Comunicazione al Registro Imprese Denuncia variazione dati IVA Modello IVA 74-bis Bilancio esercizio precedente alla dichiarazione di fallimento Bilancio 1/1 data fallimento Dichiarazione IVA periodo pre-fallimentare (fallimento dichiarato entro la scadenza dei termini per invio) Dichiarazione IVA periodo pre-fallimentare (fallimento dichiarato dopo la scadenza dei termini per invio) Dichiarazione IVA periodo fallimentare Dichiarazione IVA finale Dichiarazione dei Redditi periodo precedente Dichiarazione dei Redditi1/1-data fallimento Dichiarazione dei Redditi periodo fallimentare Modello 770 periodo precedente Modello 770 1/1-data fallimento Modello 770 data fallimento-31.12 Obbligato Amministratori Amministratori/ Amministratori Società Società Società Termini entro 15 giorni dalla nomina entro 30 giorni dalla nomina entro 4 mesi dalla nomina nessun termine, quanto prima (no deposito R.I.), ovvero entro 4 mesi dalla nomina se più favorevoli ogni anno, nei termini art.5, comma 4, DPR 322/1998 (alla data di redazione del presente elaborato entro l ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura della procedura) a chiusura fallimento, nei 9