IL CINGHIALE 3-Gestione

Documenti analoghi
VALUTAZIONE DELL ETA DEGLI UNGULATI IN BASE ALL ESAME DELLA DENTATURA

COMPRENSORIO ALPINO CN2 Valle Varaita

CINGHIALE: RACCOLTA DATI BIOMETRICI

Censimento del capriolo: le diverse metodologie a confronto

FORMULA DENTARIA (premessa)

Punti di forza della legge157/92

La dentizione numerica definitiva negli Ungulati selvatici presenti in Provincia di Trento (Capriolo, Cervo, Camoscio, Muflone, DENTIZIONE DEFINITIVA

Status genetico del cinghiale in Italia

MODULO OPERATORE ABILITATO AI RILEVAMENTI BIOMETRICI

Il soggetto organizzatore consegna a ciascun partecipante il materiale adeguato alla preparazione per sostenere la prova d esame.

Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157 ed in particolare l art. 18 concernente le specie cacciabili e i periodi di attività venatoria;

CORSO PER CACCIATORE DI UNGULATI CON METODI SELETTIVI ABILITATO AL PRELIEVO DI CINGHIALE, CAPRIOLO, CERVO, DAINO E MUFLONE

REGIONE DELL UMBRIA ASSESSORATO ALL AMBIENTE

Rilevamento biometrico dei cinghiali. Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

RISULTATI DEI CENSIMENTI E FORMULAZIONE DEI PIANI DI PRELIEVO DEL CINGHIALE NELLE A.F.V. DELLA COLLINA RAVENNATE. STAGIONE VENATORIA 2010/2011.

CORSI DI PREPARAZIONE ALLA GESTIONE FAUNISTICA DI CUI ALLA L.R. N. 8/1994, ART. 16, COMMA 3 E SUCCESSIVE MODIFICHE

Corso per Rilevatore Biometrico

Cinghiale (Sus scrofa)

COMITATO DI GESTIONE AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA N PISTOIA PROT. N. 308/15 DELIBERA N APRILE 2015

Ambito Territoriale di Caccia ASCOLI PICENO Via Salaria Inferiore, Ascoli Piceno

Censimento Ungulati. Abilitazione delle figure tecniche previste per la gestione faunistico venatoria degli ungulati

IL RILEVAMENTO BIOMETRICO NEGLI UNGULATI. Paolo Montanaro

Censimenti e piani di prelievo

CAPRIOLO STIMA DELL ETA

CESENA Turdus pilaris. Stato giuridico. Stato di conservazione. Convenzione di Berna. Allegato III. Convenzione di Bonn.

MODULO CONDUTTORE DI LIMIERE

Le dentizioni nella specie umana

VALUTAZIONE DELL ET ETÀ NEGLI UNGULATI ALPINI

Indirizzi per la gestione faunistico venatoria degli ungulati in Toscana. Stagione venatoria

10) I CENTRI PRIVATI DI RIPRODUZIONE DI FAUNA SELVATICA. 10.1) Analisi

CESENA Turdus pilaris

FORMAZIONE: VALUTAZIONE DELL ETA DEL CAPRIOLO

L osservatorio faunistico della Regione Emilia-Romagna

alla caccia di selezione della specie CINGHIALE

- Riproduzione riservata - 1

ATC BI1- CA BI1 PROGRAMMA CORSO ABILITAZIONE CACCIA DI SELEZIONE UNGULATI I MODULO PARTE GENERALE DATA ARGOMENTO TIPOLOGIA DURATA

Corso operatori cinghiale provincia di Sondrio Dispensa

XIX CORSO PER CACCIATORI DI SELEZIONE AGLI UNGULATI

situazione a livello nazionale

Provincia di Benevento Regolamento Provinciale per la Gestione Faunistico Venatoria del Cinghiale - BOZZA -

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

PROVINCIA DI SIENA Area POLITICHE DELL AMBIENTE SERVIZIO RISORSE FAUNISTICHE E RISERVE NATURALI

CORSO PER ESPERTI ACCOMPAGNATORI NEL PRELIEVO DI SELEZIONE DEGLI UNGULATI (CERVIDI E BOVIDI) IN PROVINCIA DI VERONA Tregnago: Aprile-Maggio 2014

COMPRENSORIO ALPINO DI CACCIA DEL SEBINO CA5

Il Camoscio alpino. (Rupicapra rupicapra rupicapra Linnaeus, 1758)

QUAGLIA Coturnix coturnix. Stato giuridico. Stato di conservazione. Convenzione di Berna. Allegato III. Convenzione di Bonn.

PDF1. Numerazione ed eruzione dei denti. Bambini.

ItalCaccia - ItalPesca Sezione Regionale Toscana

Transcript:

IL CINGHIALE 3-Gestione Dott.ssa Laura Bontardelli Incisivi a scalpello x scavare Canini X difesa Premolari e molari bunodonti per triturare 1

3 INCISIVI 1 CANINO 4 PREMOLARI 3 MOLARI 2

3

I denti sono utili per due motivi: 1) ORDINE DI ERUZIONE: permette la stima dell età fino a circa 36 mesi 2) STATO DI USURA: permette la stima per classi di età, è orientativo 3) ANALISI specifiche permettono precisione 4

NASCITA 8 denti da latte: 4 incisivi est. + 4 canini CRESCITA Latte: 4 incisivi int. + 4 inc. med. + 16 premolari Definitivi: 12 molari ADULTO denti definitivi 44 11 per EMI_MANDIBOLA 3 INCISIVI, 1 CANINO, 4 PREMOLARI, 3 MOLARI DENTE DA LATTE i = incisivo c = canino pm = premolare DENTE DEFINITIVO I = incisivo C = canino PM = premolare M = molare Rosso: denti in eruzione Nero: denti da latte visibili Blu: denti definitivi visibili 5

ETÀ(m) INCISIVI CANINI PREMOLARI MOLARI 1 2 3 1 1 2 3 4 1 2 3 parto i c 0,5 i i c pm 3 1 i i c pm pm 2-3 i i i c pm pm pm 4-5 i i i c pm pm pm M 7-8 i i i c pm pm pm pm M 9-12 i i I C pm pm pm pm M 13-15 I i I C PM pm pm pm M M 16-18 I i I C PM PM PM PM 2 M M 18-22 I I I C PM PM PM PM M M 22-30 I I I C PM PM PM PM M M M 36+ I I I C PM PM PM PM M M M ETÀ 3 mesi ASPETTO solo denti da latte incisivi «pareggiati» (morso pari) 6 mesi primo molare visibile 12 mesi 15-18 mesi 3 incisivi e canini definitivi incisivi interni e mediani da latte cambiano incisivi interni (morso Dracula) 2 molare visibile 19-22 mesi Cambiano incisivi mediani (morso piramide) 22-24 mesi Morso di nuovo pari spunta 3 molare 36 mesi + Bocca completa 6

15-18 mesi cadono incisivi interni e spuntano i definitivi 19-22 mesi cadono incisivi mediani e spuntano i definitivi ASPETTO ETÀ Presenza di 1 solo molare Presenza di PM4 tricuspide Presenza di 2 molari Se si intravede il terzo molare Presenza di 3 molari 5-11 mesi < 16-17 mesi 13-21 mesi 22-24 mesi Più di 3 anni 7

8

9

10

USURA 11

ETÀ 2 anni 3 anni SVILUPPO E USURA inizio eruzione 3 molare incisivi 1 e 2 pareggiati non usurati fine eruzione 3 molare incisivi con inizio usura sul bordo 4-5 anni Spianamento dei tubercoli 1 molare 6-7 anni Spianamento dei tubercoli 2 molare 8-10 anni Spianamento dei tubercoli 3 molare INCISIVI da arrotondati a scalpello con età foro apicale si riduce Metodo di Iff (1983) per la stima dell età per classi sulla base della dimensione del foro radicale del 1 e 2 incisivo. 12

da latte sezione cilindrica INCISIVI definitivi rilievi linguali CANINI da sez. arrotondata a sez. triangolare a crescita continua (super guida inferiore) parte visibile circa 1/3 del totale Indice di Brandt: rapporto tra circonferenza delle difese alla base e sotto la tavola di affilatura correlata all età nei M Indice = A/B [cala all aumentare dell età] 13

sviluppo dei canini dentro la mandibola PREMOLARI 1 a volte manca 4 da tricuspidato a bicuspidato MOLARI 3 unico dente tricuspidato definitivo 14

PREMOLARI e MOLARI studio degli strati di cemento nella radice dei denti: ad ogni anno d età corrisponde un nuovo strato di cemento. Si esegue in laboratori Specializzati perché richiede tecnologie avanzate. TROFEO È costituito dalle difese e dalle coti Le regole sono stabilite dal CIC: il punteggio comprende sia misurazioni (oggettive) che tratti soggettivi (colore, curvatura, simmetria ) e detrazioni (usura, deformazioni ) 2 1 15

GESTIONE = obiettivi, strategie e risultati PER IL CINGHIALE MOLTI PROBLEMI Ibridazione Monitoraggio Prelievo venatorio Contenimento Danni 16

Stesso animale in forme diverse CINGHIALE MAIALE 17

IBRIDO Da DVD STERNA-ISPRA 18

Recenti studi cercano di rispondere a: 1) Cosa è rimasto del cinghiale «originario»? 2) Che cinghiale è presente in Sardegna? 3) Qual è l origine degli ibridi? 4) Quali sono le conseguenze dell ibridazione con cinghiali alloctoni e maiali? 1) Cosa è rimasto del cinghiale che un tempo popolava il nostro Paese? R: Le pop. della penisola hanno un grado variabile di geni alloctoni ma conservano quota importante di diversità genetica originaria situazioni molto eterogenee sul territorio Scandura e Randi, 2015. Status genetico del cinghiale in Italia, ATIt GLAMM - Bologna, 1 Dicembre 2015 19

2) Che cinghiale c è in Sardegna? sottospecie S.s. meridionalis DISTINTA NETTAMENTE da maiali bradi e popolazoni continentali SI contaminazioni genetiche Sotto-popolazioni con diverso grado di purezza genetica 3) Quale origine hanno gli ibridi? Maiali allevati bradi (Sardegna) introgressione genica nelle pop. naturali Rilascio di ibridi da allevamenti di cinghiale (Piemonte) 20

4) Quali conseguenze dell ibridazione con cinghiali alloctoni e maiali? No dati genetici che confermino effetto dell ibridazione sulla produttività della specie Non è detto che l ibridazione aumenti la fitness, ma è possibile Censimento campione: conteggio degli individui di una parte della popolazione su una data superficie. Conteggio indiretto: conteggio di segni di presenza degli individui presenti in una data area. PRATICI SENSIBILI APPLICABILI STATISTICAMENTE CONFRONTABILI 21

STIME E INDICI DI CACCIA dati di prelievo come stime densità/consistenza BATTUTA SU AREE CAMPIONE uno dei più usati, sottotima OSSERVAZIONE DA PUNTI DI VANTAGGIO Buono se applicato ripetutamente (alle governe) CENSIMENTO DELLE TRACCE SU NEVE molto sforzo e dipendente da cond. climatiche FOTOTRAPPOLAGGIO Buono se applicato x struttura e produttività DISTANCE SAMPLING Buono con termocamera a infrarossi (adattamento) Una correlazione tra capi abbattuti e densità o consistenza non è dimostrata in maniera uniforme. Esistono errori legati alle diverse modalità di raccolta dati Esiste una variabilità nel successo di prelievo indipendente dalla consistenza reale Sembra funzionare in situazioni particolari (CASTELPORZIANO) 22

Battitori Osservatori Senza ausilio dei cani sembra consentire una stima più accurata (per i movimenti degli animali). Poco utile se si contano le tracce SOTTOSTIMA VANTAGGI LIMITI 23

VANTAGGI LIMITI 24

B A C Metodo utilizzabile in Parchi o Aree protette 25

26

27

28

In: Monaco, Pedrotti, Merli, Grignolio, Franzetti, Herrero, Marsan, 2015. Gestione faunistica e venatoria del cinghiale, ATIt GLAMM - Bologna, 1 Dicembre 2015 29

In: Monaco, Pedrotti, Merli, Grignolio, Franzetti, Herrero, Marsan, 2015. Gestione faunistica e venatoria del cinghiale, ATIt GLAMM - Bologna, 1 Dicembre 2015 In: Monaco, Pedrotti, Merli, Grignolio, Franzetti, Herrero, Marsan, 2015. Gestione faunistica e venatoria del cinghiale, ATIt GLAMM - Bologna, 1 Dicembre 2015 30

In: Monaco, Pedrotti, Merli, Grignolio, Franzetti, Herrero, Marsan, 2015. Gestione faunistica e venatoria del cinghiale, ATIt GLAMM - Bologna, 1 Dicembre 2015 Da: Monaco, Pedrotti, Merli, Grignolio, Franzetti, Herrero, Marsan, 2015. Gestione faunistica e venatoria del cinghiale, ATIt GLAMM - Bologna, 1 Dicembre 2015 31

STRUTTURA DELLA POPOLAZIONE DEI CINGHIALI UCCISI IN BRACCATA MASCHI FEMMINE 7.3% ADULTI 10.4% 20.1% SUBADULTI 15.2% 24.4% GIOVANI 22.6% 30 20 10 0 10 20 30 Frequenza % STRUTTURA DELLA POPOLAZIONE DI CINGHIALI UCCISI ALL'ASPETTO 6.6% ADULTI 2.6% MASCHI FEMMINE 19.7% SUBADULTI 18.4% 19.8% GIOVANI 32.9% 30 20 10 0 10 20 30 40 Frequenza % Da: Monaco, Franzetti, Pedrotti, Toso, 2003. Linee guida per la gestione del Cinghiale. Min. Politiche Agricole e Forestali Ist. Naz. Fauna Selvatica. 32

33