Alessandro Del Genio AGENDA DELLA VIRTÙ CONTRO L INFELICITÀ L antica ironia sulla fine del presente Edizioni Miele
Ben-Essere I Saggi
Alcuni si credono pieni di meriti e sono fieri di essere buoni religiosi. Questo è soltanto orgoglio mondano. Dare a centinaia per ricevere a migliaia, nascondere agli occhi degli uomini la propria miseria morale, significa bere il veleno. (Milarepa)
Premessa Un anziano, riferendosi alle rabbiose esperienze di pratica meditativa, la quale ha le sue radici nei metodi di concentrazione mentale, era riuscito ad attrarre con forza e senza utilizzare dei dogmi, soprattutto coloro, ed erano molti, che risultavano essere stanchi e sospettosi verso le dispute ed i conflitti dovuti ai tanti sistemi religiosi, filosofici e dottrinali. 1 Rivolgendosi al pubblico numeroso, chiese: Qual è il contrario della fede? A chi rispose «la disperazione» fece alcuni cenni di consenso e quando un secondo disse «la paura», restò un attimo in silenzio proseguendo, infine, secondo l antico insegnamento. Comprendere lo spirito vuol dire nascondere un vuoto. Se verrà fatto cessare il vento della non-scienza, che fa sollevare le singole onde nel calmo oceano dell assoluto, ecco che sarà superata la falsa rappresentazione dell esistenza di una pluralità con nomi, forme ecc. 2 Essere ancora buoni, lentamente, riporta dove si è già: al sicuro. Coraggio! 1 Cfr. A. Solè-Leris, La meditazione buddista, Milano, 1988, pp. 10-11. 2 Cfr. H. Von Glasenapp, Filosofia dell India, Torino, 1988, p. 242. 7
Mentre l essenza della felicità consiste in un imperturbabile serenità e nella fiducia incrollabile di conquistarla, gli uomini si creano continue preoccupazioni e se le portano con sé. Come quelli che si affrettano in un labirinto; la loro stessa velocità li impaccia. 3 Ma anche in questo caso, senza esagerare, l uomo potrebbe liberarsi così come avverrebbe avvolte con la forza della disperazione. 4 Solo con l altruismo di una filosofia realmente libera, si può probabilmente riuscire a compiere il difficile cammino interiore dei sensi. Secondo Epicuro (Samo 341 Atene 271/270 a.c.) Se riteniamo che un fenomeno si può verificare in un determinato modo, essendo consapevoli che si può anche verificare in modi diversi, avremo l imperturbabilità, proprio come se avessimo la certezza che avviene in quel determinato modo. 5 Il Buddha (Kapilavastu, Nepal, 565 ca. Kusinagara 486 ca a.c.) indica come la liberazione porta alla chiara realizzazione, alla consapevolezza, che la meta è raggiunta ed alla 3 Cfr. Seneca, Lettera a Lucilio, Milano, 2004, p. 85. 4 Cfr. Enciclopedia Universale, Proteus, Microsoft, Windows, 1995, s.v. disperazione. 5 Cfr. Epicuro, Lettera ad Erodoto, [80], in Lettere sulla fisica, sul cielo e sulla felicità, Milano, 2004, p. 89; cfr. L universale, Filosofia, vol. I, Milano, 2003, s.v. Epicuro. 8
coscienza che non ci sarà più il desiderio delle cose di questo mondo, né in nessun altro, non più ignoranza e tutta l illusione è stata superata. 6 6 Cfr. S. Rice, Il Buddha parla qui ed ora, Roma, 1993, p. 76; cfr. L universale, Filosofia, vol. I, cit., s.v. Buddha. 9
Introduzione Un famosissimo aforisma di Immanuel Kant (nato a Königsberg - attualmente Kaliningrad - nel 1724, morto nel 1804 7 ) recita: Date ad un uomo ciò che desidera ed egli sentirà che questo tutto non è tutto. Si tratta di pensare al sistema formativo policentrico - sistema articolato e complesso all interno del quale la scuola rimarrebbe uno degli elementi, integrandosi dialetticamente con le altre agenzie esterne - che nelle diverse situazioni sociali dell extrascuola (cioè famiglia, quartiere, azienda, ente locale), proprio perché ci poniamo in contesti e situazioni temporalmente e spazialmente differenti, ossia contestualmente diversi, determina che lo stesso evento sicuramente eserciti sensazioni, e conseguentemente atteggiamenti comportamentali differenti in ognuno di noi ed anche in noi stessi. In poche parole: non ci soddisfiamo mai! 8 7 Cfr. Kant, Critica della ragion pratica, Milano, 2000, pp. 27, 31. 8 Cfr. A. Calvani, Elementi di didattica, Roma, 2001, p. 97; cfr. Ripensare la scuola nella complessità, a cura di V. Colapietro, Milano, 2003, p. 115. Cfr. R. Bodei, La condizione umana, festivalfilosofia umanità, Sassuolo (MO), 2006. 11