VALUTAZIONE DEL RISCHIO MICROCLIMA

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Documento di Valutazione dei Rischi Pagina 1 di 14 Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile ENEA Centro Ricerche BRINDISI Dipartimenti SSPT, DTE, FSN e Unità Centrale ISER S. S. 7 Appia km 706 72100 Brindisi (BR) DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DURANTE IL LAVORO (ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) VALUTAZIONE DEL RISCHIO MICROCLIMA

Pagina 2 di 14 SOMMARIO SOMMARIO 2 1. Premessa 4 2. Obiettivi e scopo 4 3. Revisione del documento 4 4. Definizioni 4 5. Caratteristiche dell'insediamento 5 6. Descrizione dell'attività 5 7. Le condizioni microclimatiche 5 Benessere termico (BT=0)... 5 Discomfort termico (BT>0 o BT<0)... 5 Stress termico (BT>>0 o BT<<0)... 6 8. I meccanismi di termoregolazione 6 Meccanismi di difesa verso il caldo del corpo umano... 6 Meccanismi di difesa verso il freddo del corpo umano... 6 9. Gli ambienti termici moderati 6 Tabella de i parametri di riferimento degli ambienti termici moderati... 7 10. Gli ambienti termici severi caldi 7 11. Gli ambienti termici severi freddi 8 12. I possibili rischi 8 13. Risultati della valutazione del rischio microclima 9 Tutti gli uffici dell edificio A2 Piano Terra... 9 Tutti i corridoi dell edificio A2 Piano terra... 9 Tutti gli uffici, le aule e gli altri locali dell edificio 6 Piano Primo... 9 Tutti gli uffici dell edificio 9 Piano Terra... 9 Tutti i laboratori degli edifici A2 Piano Terra, C Piano Terra e Primo e 9 Piano Terra fatta eccezione per i laboratori menzionati nei punti successivi... 9 Tutti gli uffici dell edificio A2 Piano Primo... 10 Laboratorio Diffrattometro SAXS Edif. A2 Piano Terra St. 3A... 11 Laboratorio XPS Edif. A2 Piano Terra St. 3B... 11 Laboratorio SIMS Edif. A2 Piano Terra St. 3C... 11 Laboratorio Diffrazione da raggi x Edif. A2 Piano T St. 25A... 11 Laboratorio Microscopio a ioni elio Edif. A2 PT St. 29A... 11 Laboratorio Diffrattometro Empyrean Edif. A2 PT St. 29B... 11 Laboratorio Microscopio TEM in Remoto Edif. A2 PT St. 34A... 11 Laboratorio Microscopio SEM FEG Edif. A2 PT St. 34B... 11 Laboratorio Nanotomografia Edif. A2 Piano Terra St. 25B... 12 Laboratorio Microscopia Acustica Edif. A2 PT St. 25C... 12 Laboratorio Liquidi Penetranti Edif. A2 Piano Terra St. 25D... 12

Pagina 3 di 14 Laboratorio Spettrofotometria II Edif. A2 Piano T St. 39A... 12 Laboratorio Assottigliamento Ionico Edif. A2 PT St. 39B... 12 Laboratorio Sputtering Edif. A2 PT St. 39E... 12 Laboratorio Ultramicrotomia Edif. A2 PT St. 39F... 12 Laboratorio Film Sottili Edif. 9 PT St. 5A... 12 Laboratorio Deposizione Arco e Cluster Edif. 9 PT St. 5B... 12 Laboratorio Tecnologie Polimeriche Edif. A1 PT St. 6A... 13 Lab. Impiantazione Ionica e Autoclave Edif. A1 PT St. 7A... 13 Laboratorio SEM Edificio A2 Piano Terra Stanza 30A... 14 Corridoio Edificio A2 Primo Piano... 14

Pagina 4 di 14 1. Premessa Il Titolo IV del D. Lgs. 81/2008 menziona tra gli agenti fisici per i quali si rende necessaria la valutazione del rischio il Microclima. I parametri del microclima che dovranno essere presi in esame dovranno essere: l aerazione: nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far si che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali e quando ciò non sia possibile, con impianti di areazione; la temperatura dei locali: la temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori; l umidità: nei locali chiusi di lavoro delle aziende industriali nei quali l'aria è soggetta ad inumidirsi notevolmente per ragioni di lavoro, si deve evitare, per quanto è possibile, la formazione della nebbia, mantenendo la temperatura e l'umidità nei limiti compatibili con le esigenze tecniche. 2. Obiettivi e scopo Scopo della presente sezione è valutare i livelli di aerazione, temperatura e umidità a cui i lavoratori potrebbero essere esposti durante lo svolgimento delle attività di lavoro. All esito della valutazione potrebbero essere adottate ed attivate specifiche misure di prevenzione e protezione. 3. Revisione del documento La presente valutazione sarà aggiornata periodicamente nel caso in cui gli elementi oggetto di valutazione subiscano variazioni e/o nel caso in cui emergano ulteriori elementi significativi ai fini della sicurezza e della salute dei lavoratori e/o in relazione ai risultati della sorveglianza sanitaria. Sarà pertanto necessario rielaborare una valutazione dei rischi, ogni qualvolta s introduca un cambiamento tale da modificare la percezione dei rischi sul luogo di lavoro, ad esempio quando viene avviato un nuovo sistema di lavorazione, vengono adottati nuovi utensili, nuove attrezzature, nuovi mezzi oppure quando si effettua una variazione dell organizzazione del lavoro da cui possano risultare nuove situazioni lavorative in ambienti diversi. 4. Definizioni Microclima Il complesso dei parametri fisici (temperatura, aerazione, umidità ) che caratterizzano l ambiente di lavoro e che assieme a parametri individuali (attività metabolica e abbigliamento) determinano gli scambi termici fra l ambiente stesso e gli individui che vi operano.

Pagina 5 di 14 La macchina umana È una macchina termica alimentata da «combustibili» (alimenti) che vengono trasformati parte in lavoro (10-20 %) e parte in calore (80-90%) Il corpo umano tende a mantenere più costante possibile la propria temperatura interna (soprattutto quella degli organi più importanti: sistema nervoso centrale, cuore, polmoni, visceri ) per cui deve dissipare il calore metabolico prodotto in eccesso. L equazione del bilancio termico BT è: Dove BT = M ± C ± R - E (semplificata) M C R E è il calore metabolico prodotto dall organismo (si distingue in metabolismo basale e dispendio energetico associato ad una determinata attività lavorativa); è la quantità di calore scambiata per convezione; è la quantità di calore scambiata per irraggiamento; è la quantità di calore dissipata attraverso evaporazione si trascura la quantità di calore scambiata per conduzione. BT = 0 Condizione di omeotermia (benessere termico) BT > 0 Temperatura corporea aumenta BT < 0 Temperatura corporea diminuisce 5. Caratteristiche dell'insediamento Vedasi Sez. 01 6. Descrizione dell'attività Vedasi Sez. 01 7. Le condizioni microclimatiche Benessere termico (BT=0) Condizione microclimatica in cui la persona non è costretta ad attivare meccanismi di termoregolazione e non percepisce né sensazione di caldo né di freddo (condizione di soddisfazione della situazione termica) Discomfort termico (BT>0 o BT<0) Condizione microclimatica che dà luogo alla sensazione di caldo o di freddo (richiede intervento meccanismi di termoregolazione).

Pagina 6 di 14 Stress termico (BT>>0 o BT<<0) Condizione microclimatica nella quale l organismo non riesce più a mantenere costante la T interna; può causare effetti negativi per la salute (colpo di calore, esaurimento, congelamento, assideramento). 8. I meccanismi di termoregolazione Meccanismi di difesa verso il caldo del corpo umano Vasodilatazione cutanea Traspirazione Sudorazione attiva Diminuzione attività motoria Meccanismi di difesa verso il freddo del corpo umano Vasocostrizione Brivido Aumento dell attività motoria 9. Gli ambienti termici moderati Sono quegli ambienti come i laboratori e/o gli uffici nei quali è richiesto un moderato grado di intervento al sistema di termoregolazione. Le caratteristiche principali di questi ambienti sono: condizioni microclimatiche omogenee e costanti nel tempo; assenza di scambi termici localizzati tra soggetto ed ambiente che abbiano rilevanza sul bilancio termico complessivo; attività fisica modesta e sostanzialmente omogenea per i diversi soggetti; sostanziale uniformità del vestiario indossato. La tabella seguente contiene i parametri di riferimento di questi ambienti (Fonte Linee guida Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome ISPESL)

Pagina 7 di 14 Tabella de i parametri di riferimento degli ambienti termici moderati 10. Gli ambienti termici severi caldi Sono quegli ambienti nei quali è richiesto un notevole intervento del sistema di termoregolazione umano per diminuire il potenziale accumulo di calore nel corpo (meccanismi di difesa: vasodilatazione dei vasi sanguigni cutanei, sudorazione). In certe condizioni non si riesce a mantenere le condizioni omeoterme per cui si ha aumento della temperatura corporea anche a livello di nucleo. Le caratteristiche principali di questi ambienti sono: temperatura elevata in relazione all attività svolta ed al vestiario indossato (possibile alto valore di umidità relativa); condizioni microclimatiche differenti da punto a punto ed anche entro la stessa postazione di lavoro; disuniformità del livello di impegno fisico richiesto e del vestiario; sensibile variabilità temporale delle condizioni.

Pagina 8 di 14 11. Gli ambienti termici severi freddi Sono quegli ambienti nei quali è richiesto un notevole intervento del sistema di termoregolazione umano al fine di diminuire la potenziale eccessiva diminuzione della temperatura del corpo umano attraverso meccanismi di vasocostrizione dei vasi sanguigni cutanei (diminuzione della temperatura cutanea) e brividi. Le caratteristiche principali di questi ambienti sono: temperatura bassa in relazione all attività svolta ed al vestiario indossato (possibile alto valore di umidità relativa); attività fisica e tipologia di vestiario abbastanza uniformi; contenuta variabilità spaziale e temporale. 12. I possibili rischi I possibili rischi legati alla lavorazione nei diversi tipi di ambienti sono le seguenti: DISAGIO (per gli ambienti termici moderati) STRESS TERMICO (per gli ambienti severi caldi) disidratazione e crampi da calore; colpo di calore (da blocco del sistema di termoregolazione) che può essere accompagnato da perdita di conoscenza e preceduto da cefalea, vertigini, incoordinazione motoria e disturbi addominali; edema e collasso cardio-circolatorio (da instabilità del sistema cardiocircolatorio) con transitoria anossia celebrale e con perdita di conoscenza. STRESS TERMICO (per gli ambienti severi freddi) ipotermia (abbassamento T corporea); congelamento tessuti; assideramento.

Pagina 9 di 14 13. Risultati della valutazione del rischio microclima Di seguito viene riportata le valutazione dei rischi da microclima per aree omogenee con l indicazione, ove necessario, di alcune misure di prevenzione e protezione da attuare. Prima di passare all elencazione puntuale si precisa che nel CR ENEA di Brindisi NON ci sono né Ambienti termici severi Caldi né Ambienti termici severi freddi ovvero tutti i locali (laboratori, uffici, aree comuni, vani tecnici ecc ) sono degli Ambienti termici moderati. Tutti gli uffici dell edificio A2 Piano Terra Tutti i corridoi dell edificio A2 Piano terra Locali Tutti gli uffici, le aule e gli altri locali dell edificio 6 Piano Primo Tutti gli uffici dell edificio 9 Piano Terra Tutti i laboratori degli edifici A2 Piano Terra, C Piano Terra e Primo e 9 Piano Terra fatta eccezione per i laboratori menzionati nei punti successivi Dispositivi presenti In tutti i locali sono installati dei condizionatori split a pompa di calore, opportunamente dimensionati, che assicurano sia nel periodo estivo che in quello invernale i valori di temperatura previsti dalla legge. L aerazione degli stessi è assicurata dagli infissi sia interni che esterni adeguati sia per numero che per tipo. Valutazione del rischio Misure di prevenzione e protezione Considerando i dispositivi di climatizzazione installati; che per gli stessi è attivo un contratto pluriennale di manutenzione che prevede trimestralmente tra l altro la disinfezione/pulizia dei filtri; che le caratteristiche strutturali degli stabili, tendono a stabilizzare le temperature interne, mitigando le escursioni termiche esterne possiamo valutare le condizioni climatiche all interno dei locali decisamente favorevoli allo svolgimento delle attività lavorative. Nessuna

Pagina 10 di 14 Locali Dispositivi presenti Valutazione del rischio Misure di prevenzione e protezione Tutti gli uffici dell edificio A2 Piano Primo In tutti gli uffici sono installati dei condizionatori split a pompa di calore, opportunamente dimensionati, che assicurano sia nel periodo estivo che in quello invernale i valori di temperatura previsti dalla legge. L aerazione degli stessi è assicurata dagli infissi sia interni che esterni adeguati sia per numero che per tipo. Considerata l altezza minima dei locali e l ampia superficie vetrata, al fine di migliorare ulteriormente le temperature interne, sono stati sostituiti sia tutti i vetro-camera di tipo tradizionale con nuovi vetro-camera riflessivi a bassa emissività termica che i dispositivi di oscuramento con nuove tende di tipo veneziana. Considerando le migliorie strutturali apportate; i dispositivi di climatizzazione installati; che per gli stessi è attivo un contratto pluriennale di manutenzione che prevede trimestralmente tra l altro la disinfezione/pulizia dei filtri; che le caratteristiche strutturali degli stabili, tendono a stabilizzare le temperature interne, mitigando le escursioni termiche esterne possiamo valutare le condizioni climatiche all interno dei locali decisamente favorevoli allo svolgimento delle attività lavorative. Nessuna

Pagina 11 di 14 Laboratorio Diffrattometro SAXS Edif. A2 Piano Terra St. 3A Laboratorio XPS Edif. A2 Piano Terra St. 3B Laboratorio SIMS Edif. A2 Piano Terra St. 3C Locali Laboratorio Diffrazione da raggi x Edif. A2 Piano T St. 25A Laboratorio Microscopio a ioni elio Edif. A2 PT St. 29A Laboratorio Diffrattometro Empyrean Edif. A2 PT St. 29B Laboratorio Microscopio TEM in Remoto Edif. A2 PT St. 34A Laboratorio Microscopio SEM FEG Edif. A2 PT St. 34B Dispositivi presenti Valutazione del rischio Misure di prevenzione e protezione In tutti i box (locali) sono installate delle Unità di Trattamento Aria (UTA), opportunamente dimensionate, che assicurano sia nel periodo estivo che in quello invernale i valori di temperatura, umidità e ricambio d aria previsti dalla legge nonché dalle operatività delle singole strumentazioni in esse contenute. L aerazione degli stessi oltre che dalla stessa UTA potrebbe essere anche assicurata dagli infissi sia interni adeguati sia per numero che per tipo. Considerando i dispositivi di trattamento aria installati; che per gli stessi è attivo un contratto pluriennale di manutenzione che prevede trimestralmente tra l altro la disinfezione/pulizia dei filtri; che le caratteristiche strutturali degli stabili, tendono a stabilizzare le temperature interne, mitigando le escursioni termiche esterne possiamo valutare le condizioni climatiche all interno dei locali decisamente favorevoli allo svolgimento delle attività lavorative. Nessuna

Pagina 12 di 14 Laboratorio Nanotomografia Edif. A2 Piano Terra St. 25B Laboratorio Microscopia Acustica Edif. A2 PT St. 25C Laboratorio Liquidi Penetranti Edif. A2 Piano Terra St. 25D Laboratorio Spettrofotometria II Edif. A2 Piano T St. 39A Locali Laboratorio Assottigliamento Ionico Edif. A2 PT St. 39B Laboratorio Sputtering Edif. A2 PT St. 39E Laboratorio Ultramicrotomia Edif. A2 PT St. 39F Laboratorio Film Sottili Edif. 9 PT St. 5A Laboratorio Deposizione Arco e Cluster Edif. 9 PT St. 5B Dispositivi presenti Valutazione del rischio Misure di prevenzione e protezione In tutti i locali sono installati dei condizionatori split a pompa di calore, opportunamente dimensionati, che assicurano sia nel periodo estivo che in quello invernale i valori di temperatura previsti dalla legge. L aerazione degli stessi non potendo essere garantita completamente dagli infissi sia interni che esterni presenti è assicurata da recuperatori di calore (ricambiatori d aria) opportunamente dimensionati al tipo di ambiente e al tipo di lavorazione che vengono svolte all interno dei locali stessi. Considerando i dispositivi di climatizzazione installati; i dispositivi di recupero calore/ ricambio d aria installati; che per gli stessi è attivo un contratto pluriennale di manutenzione che prevede trimestralmente tra l altro la disinfezione/pulizia dei filtri; che le caratteristiche strutturali degli stabili, tendono a stabilizzare le temperature interne, mitigando le escursioni termiche esterne possiamo valutare le condizioni climatiche all interno dei locali decisamente favorevoli allo svolgimento delle attività lavorative. Nessuna

Pagina 13 di 14 Locali Laboratorio Tecnologie Polimeriche Edif. A1 PT St. 6A Lab. Impiantazione Ionica e Autoclave Edif. A1 PT St. 7A Dispositivi presenti Entrambi i locali sono sprovvisti di sistemi di climatizzazione. L aerazione degli stessi è assicurata dagli enormi infissi. Valutazione del rischio Misure di prevenzione e protezione Considerando le caratteristiche strutturali degli stabili, tendono a stabilizzare le temperature interne, mitigando le escursioni termiche esterne le notevoli dimensioni degli infissi esistenti possiamo valutare le condizioni climatiche all interno dei locali, se vengono seguite scrupolosamente le misure di prevenzione e protezione sotto riportate, sufficienti per lo svolgimento delle attività lavorative. Durante la stagione estiva i portoni devono essere mantenuti aperti per favorire la ventilazione naturale e permettere un maggior sollievo contro il senso di calura; Durante la stagione invernale i dipendenti dovranno indossare degli appositi giubbotti mentre i portoni devono essere mantenuti chiusi; Prevedere, nelle more di stanziamenti ad hoc, l installazione di un sistema di climatizzazione che consenta di mantener i valori di temperatura e di igrometria in quelli previsti dalla legge.

Pagina 14 di 14 Locali Dispositivi presenti Valutazione del rischio Misure di prevenzione e protezione Laboratorio SEM Edificio A2 Piano Terra Stanza 30A Nel laboratorio sono installati dei condizionatori split a pompa di calore, opportunamente dimensionati, che assicurano sia nel periodo estivo che in quello invernale 18 C, unica temperatura ammessa per il funzionamento del microscopio SEM. L aerazione è assicurata dagli infissi interni. Considerando le temperature fisse a 18 C del locale possiamo valutare le condizioni climatiche all interno dello stesso laboratorio sufficienti a patto che vengano rispettate le seguenti misure di prevenzione e protezione. Durante la stagione estiva si dovrà cercare di accorpare tutte le lavorazioni in un unico periodo fine di evitare frequenti sbalzi di temperatura; Durante la stagione estiva il personale dovrà operare con opportuni DPI (cappello giubbotto); Prevedere, nelle more di stanziamenti ad hoc, l installazione di una camera filtro che permetta un passaggio graduale di temperatura sia in ingresso che in uscita dal laboratorio. Locali Dispositivi presenti Corridoio Edificio A2 Primo Piano I corridoi sono sprovvisti di sistemi di climatizzazione. L aerazione degli stessi è assicurata dagli infissi esterni presenti. Considerata la morfologia dei corridoi e l ampia superficie vetrata, al fine di migliorare ulteriormente le temperature interne, sono stati sostituiti alcuni dei vetro-camera fissi con analoghi motorizzati che si aprono o chiudono a secondo delle temperature interne. Inoltre su tutte le superfici vetrate restanti sono state installate delle pellicole riflessive. Valutazione del rischio Considerando le caratteristiche strutturali degli stabili, tendono a stabilizzare le temperature interne, mitigando le escursioni termiche esterne le migliorie strutturali apportate; i tempi medi di stazionamento del personale all interno dei corridoi possiamo valutare le condizioni climatiche all interno dei corridoi sufficienti. Misure di prevenzione e protezione Durante la stagione estiva; gli infissi devono essere mantenuti aperti per favorire la ventilazione naturale e permettere un maggior sollievo contro il senso di calura.