Macro e Micro clima in
|
|
|
- Agostino Viola
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Macro e Micro clima in agricoltura
2 MICROCLIMA E il clima degli ambienti confinati MACROCLIMA E l insieme dei fenomeni climatici di una ampia regione (interessa soprattutto i Lavori all aperto)
3 GLI ELEMENTI CHE CARATTERIZZANO IL CLIMA sono : Radiazione solare, temperatura dell aria, pressione atmosferica e i venti, umidità dell aria e le precipitazioni L uomo è un animale OMEOTERMO deve, cioè mantenere costante la sua temperatura corporea. Deve mantenere in equilibrio il bilancio termico
4 TEMPERAURA CORPOREA E la Temperatura del nucleo viscerale (Cervello, organi interni) che deve Sempre essere di 37 orale e rettale. TEMPERATURA Cutanea è, invece, in funzione di: - Attività metabolica - Attività muscolare - Clima esterno - Protezione ei vestiti
5 BILANCIO TERMICO Definizione è la somma del calore metabolico con il calore dell ambiente Calore Metabolico è dovuto : - Attività dei vari organi - Attività muscolare - Attività fisica
6 Se l ambiente esterno è più freddo il calore viene ceduto, se l ambiente esterno è più caldo, l organismo acquista calore dall esterno. BENESSERE TERMICO Si ha quando il Bilancio Termico è in pareggio, non vi è eccessiva perdita di calore né acquisto: la Temperatura è costante
7 SCAMBIO DI CALORE CON L AMBIENTE CONVEZIONE : gli strati di aria a contatto con la pelle si riscaldano o si raffreddano scambiando calore Lo scambio dipende dalla: - Temperatura dell aria - Dalla velocità dell aria
8 Radiazione : lo scambio di calore avviene indipendentemente dall aria (es. raggi solari, termosifone, etc. ) Dipende da : - Estensione della superficie radiante - Temperatura
9 EVAPORAZIONE : l acqua evaporando Raffredda la pelle sudorazione in estate o durante il lavoro fisico. Lo scambio è a senso unico, va cioè verso l esterno del corpo e dipende : dall umidità dell aria ambiente dalla velocità dell aria ambiente
10 VALUTAZIONE DEL MACRO e del MICRO CLIMA Si basa su 4 parametri : - Temperatura dell aria - Umidità - Velocità dell aria - Temperatura Radiante La combinazione di questi 4 parametri definisce la sensazione di BENESSERE o DISAGIO TERMICO
11 Come misurare il MICRO/MACRO CLIMA Temperatura Secca : QUATTRO PARAMETRI: si misura con un Termometro la cui parte sensibile (Bulbo) è secca e protetta contro il minimo assorbimento di calore. E posto dentro un contenitore dove vi è costante una ventilazione di 3 m/sec per assicurare gli scambi per convezione
12 Umidità dell aria : Si determina attraverso la misurazione contemporanea di due parametri : T secca e T umida con degli apparecchi detti PSICROMETRI. L apparecchio è costituito da 2 termometri, di cui uno ha il bulbo ricoperto di mussola mantenuta umida con acqua distillata. Si usano poi appositi diagrammi detti Carte Psicromeriche per integrare i valori letti dai due termometri
13 Velocità dell aria : si misura con l ANEMOMETRO a filo caldo Temperatura radiante : Si misura con il GLOBOTERMOMETRO. E una sfera di rame cava con le pareti annerite con vernice opaca al cui centro è posto un termometro a mercurio
14 Influenza dell abbigliamento negli scambi termici L abbigliamento rappresenta una barriera tra la Superficie cutanea e l ambiente,modificando gli Scambi termici per convezione,irraggiamento e Evaporazione del sudore, in rapporto alla resistenza termica dei vestiti. La resistenza termica del vestiario dipende dallo spessore e dalla porosità di ogni singolo strato che lo compone. Sono state costruite delle tabelle che danno valori indicativi per alcuni tipi di vestiario.
15 Gli Indici Termici Dall integrazione dei 4 parametri si sono costruiti diversi Indici Termici che permettono di valutare abbastanza bene lo stress termico, soprattutto le situazioni estreme, ma nessun indice è perfetto perché molto dipende dal calore metabolico dell organismo diverso per ogni lavoratore anche in funzione di altre variabili quali la acclimatazione, l attività fisica, il vestiario, l età, il sesso (le donne sono più soggette), lo stato di salute, la tipologia corporea (obesità ed eccessiva magrezza sono fattori favorenti), assunzione di alcolici e/o farmaci
16 La Norma Tecnica UNI EN 2743:1996 Valutazione dello stress termico per l uomo negli ambienti di lavoro, basata sull Indice WBGT (Temperatura a bulbo umido, del globotermometro e la temperatura dell aria). Questa norma indica il WBGT come l Indice di Valutazione più adeguato per lo stress termico nel lavoro all aperto in ambiente caldo. E un indice di facile determinazione : permette di valutare l effetto medio del caldo sull uomo durante un periodo di tempo rappresentativo della sua attività lavorativa.
17 VALUTAZIONE DEL RISCHI Il datore di lavoro deve valutare, come per tutti gli altri rischi, il lavoro in ambiente con clima caldo. Nel lavoro all aperto le condizioni di temperatura, umidità e ventilazione sono sostanzialmente legate alle Condizioni Atmosferiche che possono cambiare da un giorno all altro
18 VALUTAZIONE DEI RISCHI - Individuazione degli Esposti: - indicare n, nominativo, attività svolta dagli - esposti - Misurazione dei vari indici - Tempi di permanenza dei lavoratori in quelle condizioni climatiche - Dotazione di adeguati mezzi di protezione personali - Fatica fisica - Esistenza ripari e posti di ristoro. - Sorveglianza Sanitaria
19 Periodo e durata delle misure (WBGT) I sensori dei vari strumenti di misura devono essere posti il più possibile in corrispondenza del luogo di lavoro abituale. La determinazione del WBGT in accordo con la presente norma può essere fatta una sola volta purché le misure vengano effettuate nel periodo di massimo stress termico: durante il periodo più caldo della stagione estiva e nelle prime ore del pomeriggio.
20 VALORI LIMITE I valori limite sono rappresentativi dell effetto medio dell energia termica sull uomo per un periodo di lavoro abbastanza lungo. Essi non tengono conto dei valori di punta cui i lavoratori possono essere esposti per brevi periodi (alcuni minuti), sia in presenza di un ambiente particolarmente caldo, sia a seguito di momenti di attività particolarmente intensa. Lo stress termico può superare, per poco tempo, i Valori Limite permessi senza superare,nel totale delle ore di lavoro, i V.L. rappresentativi di una attività media o di un ambiente a media temperatura.
21 Bisogna anche tenere conto di vari fattori : - Abbigliamento indossato : idoneo o no - Il rapporto fra periodi di lavoro e di riposo - L acclimatazione (processo fisiologico di adattamento) : una parziale acclimatazione si raggiunge in alcuni giorni con un aumento graduale dello stress termico. Il tutto vale per individui normalmente vestiti, fisicamente idonei all attività considerata e in buona salute
22 Valori Limite WBGT per vari tipi attività Tasso metabolico Max WBGT C 0 (a Riposo ) 1 (25% lavoro 75% riposo) 2 ( 50% e 50%) 3 (75% lavoro 25% riposo 4 (lavoro continuo) Lavor.acclimatato Rifer. T rettale di 38 C Max WBGT lavor. Non acclimat
23 RAPPORTO DI VALUTAZIONE Il rapporto di valutazione dello stress termico cui è sottoposto un lavoratore deve indicare i seguenti dati 1. Luogo in cui la valutazione è stata effettuata 2. Periodo di tempo in cui si fatta la valutazione (ora giorno, mese, anno) 3. Nominativo della persona che ha effettuato la valutazione (Firma al termine del documento) 4. Risultati dettagliati delle misure 5. Valore medio dell indice WBGT e la sua posizione rispetto ai valori limite
24 VALUTAZIONE DEL RISCHIO Occorre, però, avere a disposizione un metodo per una valutazione semplificata di questa tipologia di rischio, che si ritiene sufficiente nella maggior parte delle attività lavorative all esterno, nelle quali le condizioni di temperatura, umidità e ventilazione sono sostanzialmente legate alle: condizioni atmosferiche, che possono essere rapidamente variabili da un giorno all altro. Un metodo semplice utilizzabile tutti i giorni dal DDL per prevedere l andamento climatico della giornata.
25 Nei periodi in cui si prevede caldo intenso la prima e più importante cosa da fare ogni giorno è verificare le previsioni e le condizioni meteorologiche, al fine di valutare il rischio. In questi casi occorre valutare sempre due semplici parametri: la temperatura dell aria e l umidità relativa: devono sempre essere considerate a rischio quelle giornate in cui si prevede che la Temperatura all ombra superi i 30 e/o l umidità relativa sia superiore al 70%.
26 Il rischio è poi accresciuto quando la T notturna rimane al di sopra dei 25, perché ciò non favorisce un recupero dell organismo e determina una cattiva qualità del sonno. Per valutare in modo semplificato il rischio sulla base dei due parametri temperatura dell aria e l umidità relativa si ritiene utile il seguente diagramma (Carta dell indice di calore), proposto dall Istituto Nazionale Francese per la Ricerca sulla Sicurezza: Si misura la temperatura all ombra nelle immediate vicinanze del posto di lavoro con un comune termometro e la percentuale di umidità con un igrometro
27
28 L indice riferito ad una determinata situazione lavorativa si ottiene incrociando la verticale passante per la temperatura misurata all ombra nelle immediate vicinanze del posto di lavoro, mediante un semplice termometro, con l orizzontale passante per la percentuale di umidità relativa, misurata con un igrometro
29 Indice di calore da 80 a 90 da 90 a 104 da 105 a 129 Da 130 e piu Disturbi possibili per prolungata esposizione a calore e/o fatica fisica intensa Fatica Crampi muscolari, esaurimento fisico, Colpo di sole Esaurimento fisico, possibile colpo di calore Rischio elevato di colpo di calore
30 Misure di prevenzione - Verificare quotidianamente le condizioni meterologiche, valutare il rischio, prendere le necessarie misure di prevenzione - Informare i lavoratori - Mettere a disposizione quantità sufficienti di acqua fresca - Preparare aree di riposo ombreggiate - Aumentare la frequenza delle pause di recupero
31 - Effettuare una rotazione nel turno fra lavoratori esposti - Organizzare il lavoro in modo da minimizzare il rischi (programmare i lavori più pesanti nelle ore più fresche); programmare in modo che si lavori il maggior tempo possibile nelle zone meno esposte al sole - Variare l orario di lavoro,sfruttando le ore meno calde - Evitare lavoratori isolati
32 Malattie da calore Si hanno quando le condizioni climatiche rendono difficile la dispersione del calore accumulato (Termolisi) per convezione ed irraggiamento. Tutto il calore accumulato deve essere disperso per 4 Sudorazione ed evaporazione del sudore (questo è reso ancora più difficile in mancanza di ventilazione e in presenza di particolare tasso di umidità) Si ha: Aumento della gittata di cardiaca Tachicardia Vasodilatazione periferica
33 Aumenta la secrezione attiva di sudore : perdita di acqua e sali ( anche un litro/ora ) e perdita di 2-3 grammi di cloruro di sodio. AUMENTO NOTEVOLE DELLA TEMPERATURA NUCLEO DEL CORPO. Limiti OMS : 38 C di T interna, 160 Battiti / min, 5 litri di sudore nelle otto ore. N.B. È molto importante durante il lavoro bere in abbondanza bibite contenenti Sali.
34 Disordini da protratto funzionamento dei meccanismi di termoregolazione Crampi da calore : sono dovuti a una sudorazione abbondante e prolungata che porta ad una perdita di sali minerali Disidratazione : legata a perdite di liquidi con la sudorazione e ad un insufficiente reintegro
35 Disordini da protratto funzionamento dei meccanismi di termoregolazione Sincope da calore : improvvisa perdita di coscienza di breve durata, in genere preceduta vertigini, senso di stanchezza eccessiva e nausea. Causa : intensa vasodilatazione periferica, diminuzione della Pressione arteriosa, diminuzione dell apporto di sangue al cervello. Sintomi : perdita di coscienza con cute pallida, fredda e lucida, polso piccolo e frequente e diminuzione della pressione arteriosa.
36 Primo soccorso 1- Trasportare la persona in ambiente fresco o all ombra 2- Posizione antishock ( coricare la persona con gli arti inferiori sollevati in modo da permettere il rapido ritorno del sangue verso il cuore e il cervello) 3- Slacciare quello che stringe (colletto e cintura) 4- Allontanare la folla per permettere all infortunato di respirare meglio
37 Cosa non si deve mai fare : Mai dare schiaffi non servono a niente! Mai dare alcolici : aumentano la vasodilatazione e peggiorano la situazione Mai spruzzare acqua gelata sul viso ---- provoca brividi (aumento T corporea) MAI dare da bere fino a che l infortunato non si è ripreso e può stare seduto, per deglutire bene NON abbandonarlo quando riprende coscienza deve stare ancora sdraiato per vari minuti, poi va posto in posizione seduta con la schiena appoggiata per almeno altri minuti fino alla ripresa completa. Alzarlo in piedi adagio!
38 Colpo di calore Causa : probabile blocco centrale dei meccanismi di termoregolazione. Fattori Favorenti : Temperatura ambientale (Lavoro pesante bastano 29 C) Acclimatazione inadeguata Età, sesso, costituzione ( prevale negli uomini di mezza età o anziani, è più frequente negli obesi) Dieta ricca : grassi, carboidrati alcool. Farmaci Malattie intercorrenti : es. diabete, nefropatie, cirrosi, ipertensione
39 Precedenti malattie da calore Incapacità di apprezzare il pericolo dello stress da calore Si può avere immediata perdita di coscienza Vi possono essere sintomi premonitori : cefalea, vertigini, astenia, confusione mentale e incoordinazione motoria, disturbi addominali. Casi più gravi confusione psichica seguita da delirio e coma
40 Es. Obiettivo : prostrazione profonda, temperatura rettale superiore a 41 C ( anche fino a 45 C) Pelle calda e priva di sudore. Polso frequente ( batt/min ) Respirazione rapida e superficiale Muscoli flaccidi e diminuzione dei riflessi osteo-tendinei Si può arrivare allo shock e alla morte E una vera emergenza medica ad alto livello di mortalità
41 CHIAMARE SUBITO PRONTO SOCCORSO In attesa dell ambulanza cercare di raffreddare il soggetto trasportandolo in ambiente fresco, avvolgendolo in un lenzuolo bagnato, in presenza di ventilatore. Evitare la somministrazione di qualunque farmaco. Possono comparire dopo uno/due gg. gravi danni epatici e insufficienza renale
A6.7 MICROCLIMA. CORSO DI FORMAZIONE RESPONSABILI E ADDETTI SPP EX D.Lgs. 195/03. MODULO A Unità didattica
Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole MICROCLIMA MODULO A Unità didattica A6.7 CORSO DI FORMAZIONE RESPONSABILI E ADDETTI SPP EX D.Lgs. 195/03 Definizioni CLIMA Fattori atmosferici
ONDATE DI CALORE ED ATTIVITA LAVORATIVE
Dipartimento di Sanità Pubblica U.O. Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro ONDATE DI CALORE ED ATTIVITA LAVORATIVE GENERALITÀ Anche se non è possibile fare previsioni sul clima a lungo termine,
La temperatura sul posto di lavoro e i suoi rischi
La temperatura sul posto di lavoro e i suoi rischi Rev. 2 ott. 2009 Microclima slide 1 di 36 Definizione di omeotermia L organismo umano può essere visto come un sistema in grado di assorbire o rilasciare
USTIONI - MALORI CAUSE AMBIENTALI USTIONI - MALORI CAUSE AMBIENTALI. Monitori Pergine Valsugana
USTIONI - MALORI CAUSE AMBIENTALI Le ustioni sono lesioni della pelle provocate direttamente dalla fiamma o da contatto con solidi, liquidi e vapori ad alta temperatura. Sono ustioni anche le lesioni da
CIRCOLARE S.106 - VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA COLPO DI CALORE
CIRCOLARE S.106 - VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA COLPO DI CALORE Gentile Cliente, Il rischio da calore è un emergenza estiva ma non è un emergenza imprevedibile perché rappresenta una realtà che si ripete
IL MICROCLIMA. Il lavoro del consulente a seguito di ispezione e prescrizione in ambiente di lavoro SEVERO CALDO / SEVERO FREDDO
IL MICROCLIMA Il lavoro del consulente a seguito di ispezione e prescrizione in ambiente di lavoro SEVERO CALDO / SEVERO FREDDO Dott. Massimo ALTAMURA Geom. Marco DE SANTIS IL MICROCLIMA Complesso di parametri
Corso di Fisica Te T cnica Ambientale Benessere nesser termico Benessere nesser integr ato integr Il b enessere termico
Benessere integrato Il benessere termico Il benessere integrato Quella condizione mentale di soddisfazione nei riguardi dell ambiente termico acustico luminoso Stato di neutralità termica, in cui il soggetto
La T corporea dipende dal bilancio tra produzione, guadagno e perdita di calore. METABOLISMO
TERMOREGOLAZIONE BILANCIO ENERGETICO La T corporea dipende dal bilancio tra produzione, guadagno e perdita di calore. METABOLISMO Gli animali si dividono in: Pecilotermi (invertebrati, pesci, anfibi, rettili):
PAF - MICROCLIMA AMBIENTI CALDI
PAF - MICROCLIMA AMBIENTI CALDI rev. 1 28/03/2019 Allo stato attuale, la valutazione dello stress prodotto da un ambiente caldo viene effettuata in due modi, utilizzando: a) l indice WBGT, di facile utilizzo
Termoregolazione 1. Meccanismi fisici di scambio di calore con l esterno
Termoregolazione 1. Meccanismi fisici di scambio di calore con l esterno Carlo Capelli, Fisiologia Generale e dell Esercizio, Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Verona Obiettivi Animali
MICROCLIMA TITOLO II LUOGHI DI LAVORO
MICROCLIMA TITOLO II LUOGHI DI LAVORO Come si può definire il microclima? Il complesso dei fattori fisici ambientali che caratterizzano l ambiente di lavoro che insieme a parametri individuali (abbigliamento,
MICROCLIMA TITOLO II LUOGHI DI LAVORO. Come si può definire il microclima?
MICROCLIMA TITOLO II LUOGHI DI LAVORO Come si può definire il microclima? Il complesso dei fattori fisici ambientali che caratterizzano l ambiente di lavoro che insieme a parametri individuali (abbigliamento,
Il microclima. Cosa vuol dire?
1 Cosa vuol dire? DEFINIZIONE Insieme degli aspetti fisici che caratterizzano l aria degli ambienti confinati, intendendosi per tali tutte quelle infrastrutture più o meno separate dall ambiente esterno
REGOLE D ORO. Per affrontare il caldo estivo
10 REGOLE D ORO Per affrontare il caldo estivo Ecco uno strumento utile per combattere il caldo estivo. Una serie di consigli pratici per affrontare questa emergenza e i rischi che ne derivano. Questi
MALORI IMPROVVISI E PER CAUSE AMBIENTALI
XIII CORSO BASE ASPIRANTI VOLONTARI IMPROVVISI E PER CAUSE AMBIENTALI Obiettivi del modulo formativo Fornire conoscenze per il riconoscimento dei malori con carattere episodico e acuto che portano all
Manifestazioni di una alterazione dello stato di coscienza
LIPOTIMIA e SINCOPE Lipotimia Sincope Manifestazioni di una alterazione dello stato di coscienza Stato di coscienza Facoltà mentale che permette di avere la consapevolezza della propria esistenza e dell
LIPOTIMIA o PRE-SINCOPE (Svenimento)
SINCOPE SHOCK INFARTO MIOCARDICO EDEMA POLMONARE LIPOTIMIA o PRE-SINCOPE (Svenimento) Definizione: temporanea, fugace perdita di sensi: diminuito afflusso di sangue al cervello per calo di pressione, carenza
Difendersi dal caldo. I consigli della tua Regione, per combattere il caldo estivo.
Difendersi dal caldo. I consigli della tua Regione, per combattere il caldo estivo. Ecco uno strumento utile per combattere il caldo estivo. Una serie di consigli pratici per affrontare questa emergenza
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA AREA AMBIENTE E SICUREZZA Pavia, via S.Epifanio 12 tel /8/9 fax:
VALUTAZIONE DELLE CONDIZIONI MICROCLIMATICHE AMBIENTALI INTRODUZIONE I fattori microclimatici ambientali (temperatura Ta, Tr; umidità rh; ventilazione, Va), unitamente all intensità dell impegno fisico
Calore. Il calore (Q)
Due corpi messi a contatto si portano alla stessa temperatura Il calore (Q) Calore Trasferimento di energia interna dal corpo più caldo a quello più freddo. Si dice che tra i due sistemi vi è stato scambio
Svenimento. malori. coperta SLACCIARE CINTURE E VESTITI VENTILARE TENERE SOTTO CONTROLLO IL RESPIRO. NON dare da bere. NON alzarlo rapidamente
PRIMO SOCCORSO Malori CORSO DI FORMAZIONE ADDETTI PS Primo soccorso Aspetti organizzativi Svenimento coperta SLACCIARE CINTURE E VESTITI NON alzarlo rapidamente VENTILARE NON dare da bere TENERE SOTTO
CALDO E FREDDO COME CAUSA DI MALATTIA
CALDO E FREDDO COME CAUSA DI MALATTIA CALDO COME CAUSA DI MALATTIA L'ustione è una lesione dei tessuti tegumentari causata dall'esposizione del tessuto stesso a fonti termiche, a sostanze chimiche (causticazione)
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS DA CALDO
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS DA CALDO Azienda ESEMPIO DVR STRESS DA CALDO Sede COMUNE DI SALERNO Indirizzo: Via IRNO Datore di lavoro Ciciriello Riccardo Responsabile Servizio Prevenzione
Definizione. Shock NON è sinonimo, in termini medici, di svenimento, né indica una condizione di forte paura.
LO SHOCK Definizione Shock NON è sinonimo, in termini medici, di svenimento, né indica una condizione di forte paura. Si tratta di una condizione caratterizzata da ridotta perfusione tissutale generalizzata:
COLPO DI SOLE IL DISTURBO CHE SI MANIFESTA PER UNA PROTRATTA ESPOSIZIONE AL SOLE.
COLPO DI SOLE IL DISTURBO CHE SI MANIFESTA PER UNA PROTRATTA ESPOSIZIONE AL SOLE. COLPO DI SOLE CAUSE LA CAUSA DETERMINANTE E L ECCESSIVA ESPOSIZIONE A L AZIONE DEI RAGGI SOLARI, RADIAZIONE INFRAROSSE
Saper riconoscere e trattare
Saper riconoscere e trattare Disturbi della coscienza Disturbi della coscienza Lipotimia Sincope Coma Alterazione del normale funzionamento del cervello Che cosa fare chiamare il 118/112 controllare le
Pubblica Assistenza Valnure Via F. Parri 10 Ponte dell'olio (PC) Tel
Via F. Parri 10 Ponte dell'olio (PC) Tel.0523-877988 www.pubblicavalnure.it Definizione Lo SHOCK è un GRAVE STATO PATOLOGICO caratterizzato da una generale RIDUZIONE DELLA PERFUSIONE SANGUIGNA con conseguente
PARAMETRI VITALI. Brisa Valenza Infermiera IEO. Centro Universitario di Ricerca Virgilio Floriani
PARAMETRI VITALI Brisa Valenza Infermiera IEO PARAMETRI VITALI Respiro Polso Pressione arteriosa Temperatura corporea RESPIRO Il respiro è la capacità d immettere ed espellere aria dai polmoni, la capacità
Rischio microclimatico: gli ambienti severi freddi
Rischio microclimatico: gli ambienti severi freddi Condizioni microclimatiche estreme di sia all aperto che in ambienti chiusi costituiscono un fattore di rischio per la salute dei lavoratori. In questo
Perdite di sensi. Malori dovuti a disturbi. del Sistema Nervoso
Perdite di sensi Malori dovuti a disturbi del Sistema Nervoso 1 LIPOTIMIA e SINCOPE Segni e sintomi - pallore - sudorazione - vertigine, nausea - debolezza - annebbiamento della vista - calo dell udito,
Rischio da temperature elevate nei cantieri edili: quali sono gli effetti sulla salute?
Rischio da temperature elevate nei cantieri edili: quali sono gli effetti sulla salute? Un documento elaborato dalla Regione Toscana si rivolge ai soggetti coinvolti nella valutazione del rischio da temperature
Patologie da caldo. Collasso da calore o sincope da caldo. Colpo di calore. Ustione. Colpo di sole
Patologie da caldo Patologie da caldo Collasso da calore o sincope da caldo Colpo di calore Ustione Colpo di sole permanenza prolungata e attività fisica in ambiente caldo, perdita elevata di acqua e sali
SHOCK Definizione, classificazione e manovre di soccorso.
SHOCK Definizione, classificazione e manovre di soccorso. A cura di: Inf. Luciano Zuccatti - 118 DEFINIZIONE Il termine shock ( o choc) in senso medico indica un processo patologico a carattere progressivo
DSS Gruppo Operativo Salute e Ambiente - Come proteggersi nei periodi di forte caldo
Residenza Governativa telefono 091 814 44 81 fax 091 814 44 05 e-mail [email protected] Internet www.ti.ch/dss Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento della sanità e della socialità incaricato Direzione 6501
SOFTWARE Norma UNI EN manuale d utilizzo 1 SOFTWARE. Benessere Termico Norma UNI EN 7730
SOFTWARE Norma UNI EN 7730 - manuale d utilizzo 1 SOFTWARE Benessere Termico Norma UNI EN 7730 SOFTWARE Norma UNI EN 7730 - manuale d utilizzo 2 SCOPO DEL SOFTWARE Calcolare gli indici di comfort termico
Esperienza di valutazione dello stress termico dei lavoratori agricoli nelle serre
Progetto HEAT-SHIELD: sistema di allerta caldo per i lavoratori del settore agricolo e altri ambiti occupazionali Esperienza di valutazione dello stress termico dei lavoratori agricoli nelle serre Vincenzo
https://www.heat-shield.eu/ Marco Morabito IBIMET-CNR Simone Orlandini UNIFI-CIBIC Alessandro Messeri UNIFI-CIBIC
https://www.heat-shield.eu/ Progetto Heat Shield (Horizon 2020): casi studio per la valutazione degli effetti del caldo sui lavoratori impiegati nel settore agricolo nella provincia difirenze www.heat-shield.eu
Tecnica del controllo ambientale: Il benessere Termoigrometrico Parte II Gli ambienti moderati. Marco Dell isola
Tecnica del controllo ambientale: Il benessere Termoigrometrico Parte II Gli ambienti moderati Marco Dell isola Indice PARTE 2 Gli ambienti moderati Generalità Gli indici di benessere Indici di sensazione
Fisica per Medicina. Lezione 9 - Termodinamica. Dr. Cristiano Fontana
Fisica per Medicina Lezione 9 - Termodinamica Dr. Cristiano Fontana Dipartimento di Fisica ed Astronomia Galileo Galilei Università degli Studi di Padova 17 novembre 2016 Grandezze in gioco Trasporto di
La misurazione della pressione arteriosa
La misurazione della pressione arteriosa I fattori di rischio cardiovascolare Familiarità per malattia cardiovascolare Età Sesso Fumo di sigaretta Ipertensione arteriosa Diabete Mellito Ipercolesterolemia
RISCHIO CARDIOVASCOLARE KILLER SILENZIOSO!
RISCHIO CARDIOVASCOLARE KILLER SILENZIOSO! CENNI INTRODUTTIVI: Le malattie cardiovascolari sono la causa più importante di mortalità,, morbosità e invalidità nella popolazione italiana... vediamo perché!
Mantenimento della temperatura corporea: aspetti teorico-assistenziali
Corso di Laurea in Infermieristica Mantenimento della temperatura corporea: aspetti teorico-assistenziali TEMPERATURA Grandezza fisica che rappresenta lo stato termico di un corpo: è una misura dello stato
TECHNICAL DIVING ACADEMY
TECHNICAL DIVING ACADEMY presenta... a cura di Carlo Lo riconoscete? Come è possibile che io sia stravestito, stracoperto, ma sento freddo dove tutti gli altri essere umani sentono caldo, o comunque
aggiustamenti respiratori durante l esercizio fisico
aggiustamenti respiratori durante l esercizio fisico 1 generalita durante l esercizio fisico aumento consumo O 2 e produzione CO 2 e calore e necessario portare piu O 2 ai tessuti e rimuovere piu CO 2
MALORI DA CAUSE AMBIENTALI REGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA
MALORI DA CAUSE AMBIENTALI REGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA METABOLISMO = TEMPERATURA CORPOREA ETEROTERMI: (RETTILI ED ANFIBI) VARIANO LA LORO TEMPERATURA IN RELAZIONE ALLA TEMPERATURA AMBIENTALE.
La progettazione bioclimatica degli spazi urbani
La progettazione bioclimatica degli spazi urbani Arch. Valentina Dessì Diagramma a blocchi per la valutazione delle condizioni di comfort nella progettazione/riqualificazione di ambienti urbani A:ESIGENZE
Regolazione della temperatura corporea. FGE aa
Regolazione della temperatura corporea FGE aa.2015-16 ARGOMENTI Bilancio del calore del corpo Meccanismi di termogenesi e termolisi Risposte fisiologiche al caldo e al freddo Termoregolazione nel lavoro
ISTITUTO CARDIOVASCOLARE DI CAMOGLI L ATTIVITA FISICA FISIOTERAPISTA COORDINATORE FABIO MORESI
ISTITUTO CARDIOVASCOLARE DI CAMOGLI L ATTIVITA FISICA FISIOTERAPISTA COORDINATORE FABIO MORESI IL CUORE DEVE ESSERE ESERCITATO REGOLARMENTE COME QUALSIASI ALTRO MUSCOLO PER MANTENERE E/O MIGLIORARE UNA
Abbigliamento tecnico GORE-TEX Benefici principali
Abbigliamento tecnico GORE-TEX Benefici principali Prodotti GORE-TEX Impermeabilità nel tempo, resistenza al vento e traspirabilità I prodotti GORE-TEX consentono di lavorare nel massimo comfort e con
PRIMO SOCCORSO EMERGENZE MEDICHE PATOLOGIA DA CALORE CRAMPI DA CALORE ESAURIMENTO DA CALORE COLPO DI CALORE. deplezione IDRICA.
PRIMO SOCCORSO EMERGENZE MEDICHE PATOLOGIA DA CALORE CRAMPI DA CALORE ESAURIMENTO DA CALORE deplezione SALINA deplezione IDRICA COLPO DI CALORE CRAMPI DA CALORE Insorgono in seguito ad una giornata di
Umidità dell aria e termoregolazione corporea:
Umidità dell aria e termoregolazione corporea: Organismi omeotermi: mantengono costante la temperatura corporea attraverso meccanismi di termoregolazione. Traspirazione: responsabile della dispersione
CIRCOLAZIONI DISTRETTUALI
CIRCOLAZIONI DISTRETTUALI Autoregolazione L entità del flusso ematico attraverso un organo o un tessuto è determinata da: _ pressione di perfusione, regolata centralmente dall attività cardiaca; _ resistenza
PRIMO SOCCORSO RISCHI LAVORATIVI E MISURE PREVENTIVE PER I LAVORATORI STAGIONALI E OCCASIONALI
PRIMO SOCCORSO Comitato art. 7 del D.Lgs 81/2008 della Provincia di Pavia RISCHI LAVORATIVI E MISURE PREVENTIVE PER I LAVORATORI STAGIONALI E OCCASIONALI Documento certificato ai sensi dell Art. 3 Decreto
3) Un solaio piano è costituito da 5 strati:
3) Un solaio piano è costituito da 5 strati: La temperatura dell aria nell ambiente interno è pari a 20 C mentre la temperatura esterna è di 0 C. Il solaio scambia calore verso l alto. Si determini: a)
CARATTERISTICHE ATLETA ADULTO
L ALLENAMENTO Processo di esercitazione che tende al miglioramento ed allo sviluppo mirato e pianificato della capacità di prestazione non la successione di singoli momenti di attività con finalizzazioni
Esiste un alimentazione specifica in montagna per compensare il dispendio energetico della marcia e della scalata, per lottare contro il freddo e gli
Esiste un alimentazione specifica in montagna per compensare il dispendio energetico della marcia e della scalata, per lottare contro il freddo e gli effetti dell'altitudine? ALIMENTAZIONE 13% 60% 27%
Tema C Capitolo 5 L apparato circolatorio
1. A che cosa serve l apparato circolatorio 2. I vasi sanguigni 3. Un tessuto molto speciale: il sangue 4. Il cuore 5. La circolazione del sangue 6. Il sistema linfatico e i linfonodi 7. L apparato circolatorio
