VEDUTE OTTOCENTESCHE DI NAPOLI

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Campania illustrata. 1632-1845 VEDUTE OTTOCENTESCHE DI NAPOLI Come è ampiamente noto, intorno alle figure di artisti del calibro di Anton Sminck van Pitloo in prima istanza, e di Giacinto Gigante subito dopo, nacque un cenacolo di cultori della vedutistica che conobbe punte di eccellenza nell arte pittorica ma che si trasmise anche all incisione libraria e alle prime sperimentazioni nel campo della litografia. Nel novero delle vedute di Napoli che sono frutto quindi della cosiddetta Scuola di Posillipo, molte realizzazioni si devono soprattutto a valenti artisti stranieri, tra cui Franz Wenzel occupa un ruolo di primo piano, anche per aver diretto per molto tempo la prestigiosa Stamperia Reale. Per il Viaggio pittorico (1829) Wenzel ha prodotto un insolita veduta dell Arsenale e del Porto nuovo, vista dal mare, o meglio dalla Darsena, considerata il porto nuovo - inaugurata nel 1668 - per distinguerla dall antico molo angioino. In questa sede si propone la copia incisa da Antonio Parboni per l Atlante 1

illustrativo del 1845, nella quale non si evidenzia una particolare accentuazione dei chiaroscuri che invece solitamente emerge nel confronto con le tavole originarie di Cuciniello e Bianchi. L Arsenale di Napoli, per il quale si rimanda anche ad un noto dipinto di Gaspar van Wittel dei primi del Settecento dove appare da angolazione diversa rispetto alle stampe in questione, è la struttura vicereale voluta sulla spiaggia di Santa Lucia dal vicerè Iñigo López de Hurtado de Mendoza nel 1575: progettata da Giovanni Vincenzo Casali e garantita dalla difesa del vicino Castel Nuovo, i lavori per costruirla terminarono durante la reggenza di Pedro Téllez-Girón y de la Cueva, intorno alla fine del 1583. Oltre alla veduta dell Arsenale e del Porto, in questa sede si vogliono presentare altre incisioni tratte tutte, come la precedente, dalla raccolta di Zuccagni-Orlandini: è bene ricordare che per nessuna di queste si tratta di rappresentazioni originali, ma tutte risultano essere delle imitazioni, se non dei tentativi di fedele riproduzione, delle illustrazioni realizzate per il Viaggio pittorico di Cuciniello e Bianchi. 2

Ovviamente gli scorci naturali di Posillipo così come le vedute di Napoli di cui era possibile godere da questa zona, la facevano da padrone tra i soggetti scelti tanto dai pittori quanto dagli incisori che ad essi si ispiravano. L'apprezzamento per questa area dapprima abbandonata del Golfo di Napoli fu una conseguenza della realizzazione della nuova strada commissionata da Gioacchino Murat agli ingegneri Romualdo de Tommaso e Giuseppe Giordano, i quali diedero inizio ad un'opera che iniziò nel 1812 e terminò nel 1824, per poi concludersi definitivamente soltanto alla fine degli anni Trenta. Veduta di Napoli presa dalla Strada Nuova di Posillipo è appunto il titolo di una calcografia realizzata da Antonio Parboni nella quale è raffigurato il paesaggio che lungo la strada era possibile ammirare grosso modo all'altezza dell'arco Naturale, visibile nell illustrazione. 3

Diametralmente opposta appare invece la veduta successiva a firma di S. Corsi, la quale riporta in primo piano un tratto della nuova strada che da Napoli portava a Posillipo, di cui si vede bene il profilo della collina (con i resti delle ville romane) che oggi è purtroppo nascosto da una massiccia urbanizzazione, mentre il posto centrale di rilievo del disegno è occupato dalla costruzione del palazzo Donn'Anna. Si tratta nella fattispecie di un edificio monumentale progettato da Cosimo Fanzago agli inizi degli anni quaranta del XVII secolo su commissione della moglie del vicerè Ramiro Nunez de Guzman, Anna Carafa: rimasto però incompiuto, ha subito vari danni e trasformazioni nel corso dei secoli, oltre ad innumerevoli passaggi di proprietà, e all' epoca della prima litografia realizzata per il Viaggio pittorico, ospitava una fabbrica di cristalli. Il palazzo rimane tuttora di un fascino indiscutibile per la sua posizione sul mare, e nei secoli scorsi doveva apparire senza dubbio ancora più sorprendente. Ancora S. Corsi è l incisore della calcografia denominata Veduta della Spiaggia di S. Lucia presso Napoli, con la quale si rappresentava uno degli angoli della città più frequentati dai visitatori del Grand Tour. Ci si riferisce ai luoghi nei quali si individua il nucleo più antico di Napoli, ossia lo spazio che intercorre tra la collina di Pizzofalcone e l isolotto di Megaride: ed è questo il soggetto dell illustrazione in questione, nella 4

quale la collina con la propaggine di Monte Echia ne delimita lo spazio figurativo a destra ed include le sottostanti costruzioni del Borgo di Santa Lucia leggermente sopraelevate rispetto al livello del mare, mentre Castel dell Ovo occupa la posizione centrale della veduta. Il Castello, oltre ad essere il più antico in città, condensa una storia molto intensa mista alla leggenda dell uovo che si lega alla figura di Virgilio mago, ma all epoca in cui venne realizzata la stampa non aveva già più da molto tempo le funzioni di sede regale che lo impreziosirono nel medioevo, bensì consisteva essenzialmente in un avamposto militare che, in quanto tale, era anche particolarmente esposto a danneggiamenti vari. La Riviera di Chiaia presentata da Antonio Parboni nell'atlante illustrativo è tutt'altra cosa rispetto a quanto è possibile oggi vedere dalla medesima posizione occupata dall'artista che l ha tratteggiata. L'assetto attuale risente della colmata a mare che si operò durante il rivoluzionario Risanamento urbanistico di fine Ottocento, per cui l'odierna via Francesco Caracciolo sostituisce di fatto l'ampia chiaia, per l'appunto la spiaggia, sulla quale ormeggiavano le barche dei pescatori. L'illustrazione abbraccia un vasto tratto che va da Castel Sant'Elmo in sommità sulla sinistra fino a Castel dell'ovo all' estrema destra, dietro il quale sullo sfondo è riconoscibile il profilo del Vesuvio fumante. A ridosso della spiaggia le costruzioni del quartiere di Chiaia, tra le quali si individua la cupola della chiesa di Santa Maria in Portico. L'animazione della scena è data essenzialmente dalle barche dei pescatori che si trovano tanto a largo quanto a ridosso del litorale. Ancora più evidente è il protagonismo delle barche nella scena della Veduta di Napoli presa dal mare, non a caso anche questa incisa da Antonio Parboni, attraverso la quale si coglie il nucleo centrale della città da Pizzofalcone fino a Castel Nuovo e oltre. Tutt'altra prospettiva, infine, quella della Veduta di Napoli dalla Villa Ruffo a Capodimonte, di F. Corsi. La soleggiata Villa Ruffo, oggi sede della Casa di riposo Dame dell'incoronata, è stato uno dei soggetti che ha attratto gli esponenti della Scuola di Posillipo, a partire dal noto dipinto di Salvatore Fergola del 1826. In questo caso non è la villa ad essere raffigurata bensì l'ampio ed accattivante paesaggio che si gode da essa, comprendente l'altura dei Camaldoli sulla destra e, sullo sfondo, Punta Campanella e l'isola di Capri. Questo percorso web è stato realizzato dal Dott. Giuseppe Gianluca Cicco nell ambito del Progetto POR FESR 2007-2013 Obiettivo Operativo1.10 La cultura come risorsa attività C Sviluppo di tecnologie per la digitalizzazione e messa in rete di archivi e biblioteche, dal titolo: Riversamento dell OPAC di Bibliorete nella Rete SBN Polo CAM e digitalizzazione del patrimonio antico relativo al territorio campano nei secoli XVII-XVIII 5