di mattoni Urbino, la città

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Urbino, la città di mattoni di Mario Ristori La cupola del Duomo 50 Una città con un fervore intellettuale raro a trovarsi in altri luoghi, e l aver dato i natali a Raffaello spiega forse come le arti e le scienze siano parte integrante del suo DNA

Il Duomo Da qualsiasi parte si arrivi ad Urbino, la strada non è mai agevole, dalla parte adriatica si seguono le vallate del fiume Foglia e del Metauro, se invece si arriva, come noi, dalla Toscana, sarà il valico di Bocca Trabaria ad impegnarci in una guida non certo spensierata. Ma anche altre strade, per chi arrivi da Roma o valichi Bocca Serriola, non sono certo meno impegnative. Sono questi i tratti distintivi dell approssimarsi a questa straordinaria città che si vanta di essere una delle capitali del rinascimento italiano, strade che salgono, scendono, sfuggono alla vista dietro curve improvvise fino ad arrivare in vista dei due colli sui quali si spalma la città. Anche dedicando alla visita una sola giornata, la città di mattoni sarà capace di stupirvi, con le sue ripide discese ed altrettanto erte salite pavimentate di cotto, con i suoi signorili palazzi che lasciano intravedere un antica nobiltà, quella dei signori di Montefeltro, ed una ancora più remota, se è vero che si ha notizia dei primi insediamenti fin dal III secolo a.c. Caso più unico che raro nel panorama mondiale, Urbino vanta poi una popolazione universitaria di gran lunga superiore a quella residente, a fronte dei suoi 15000 abitanti, conta infatti circa 24000 iscritti all ateneo. Già questo dato indica come, pur nel suo piccolo, la città rigurgiti di un fervore intellettuale raro a trovarsi in altri luoghi, e l aver dato i natali a Raffaello spiega forse come le arti e le scienze siano parte integrante del suo DNA. Del celebre pittore si può visitare la casa dove nacque e trascorse i suoi primi anni di vita, adesso sede dell Accademia Raffaello, grazie alla quale l antica abitazione gode di un ottimo stato di conservazione. Ma se la visita alla casa del grande pittore e alla bottega del padre Giovanni Santi costituisce una delle perle

della visita alla città, altri percorsi non sono da meno, come quello che conduce, sia che vi si arrivi da Corso Garibaldi, sia dal vicolo a fianco del Duomo, al Palazzo Ducale, mirabile esempio di architettura adattata all andamento dei dislivelli del terreno e sede della Galleria Nazionale delle Marche, il museo più importante di tutta la regione. All anonimo ingresso principale sulla piazza Duca Federico, si contrappone l inconfondibile facciata con le due torri, maestose e singolari, a schiacciare dall alto i turisti in visita. E questo uno dei capolavori dell architettura non fortificata rinascimentale, riedificato e ampliato su disegno di Luciano Laurana per volere del Duca Federico da Montefeltro, un icona dello sviluppo artistico e letterario di quei tempi, il cui celeberrimo ritratto, opera di Piero della Francesca, si trova alla Galleria degli Uffizi. Il Palazzo Ducale Giochi di incastri tra il Duomo e il Palazzo Ducale

Lo stesso Duomo, sebbene ricostruito dopo il terremoto del 1789 in forme neoclassiche, fu voluto dallo stesso Federico su disegno di Francesco di Giorgio Martino. Una cittadina pervasa di storia quasi esclusivamente rinascimentale, e i tratti urbanistici sono proprio quelli di questo periodo, senza particolari contaminazioni dovute ad altre epoche, ma anche attenta da tempo immemore e grazie a chi la ha governata, ad affidare le proprie sorti ad artisti di primo piano che qui hanno operato contribuendo a farne un vero gioiello. Ma a quanto pare tutta l area era favorevole allo sviluppo delle arti, se è vero che un altro grande, Bramante, nacque a pochi chilometri da qui. Per dare un idea di chi abbia trascorso qui i suoi giorni, basta ricordare gli artisti che Federico da Montefeltro chiamò alla sua corte, da Leon Battista Alberti a Piero della Francesca, da Paolo Uccello a Desiderio da Settignano fino a Pisanello e Melozzo da Forlì. Sotto, una chiesa del centro. A destra, un vicolo del centro storico

Gli stessi nostri giorni hanno in un certo senso continuato nel solco di questa tradizione, se è vero che il complesso urbanistico del Collegio Universitario è nato dal progetto di Giancarlo de Carlo. Concludendo, un fine settimana nella cittadina marchigiana saprà certamente ripagarvi dei disagi delle strade che alla stessa vi conducono, e l accoglienza per i camperisti è di quelle che si ricordano, senza lamentare il minimo disagio, come succede in altri posti, per parcheggi e quant altro. Il retro del Palazzo Ducale. Sotto, la facciata del Duomo 54