L economia della Liguria Genova, 8 giugno 2016
Le Note regionali sul 2015 L ECONOMIA REALE Le attività produttive I prezzi delle case e le differenze centro-periferia Le imprese del terziario non finanziario privato Il mercato del lavoro La ricchezza delle famiglie Reddito disponibile, consumi e povertà (2011-14) L INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA Il mercato del credito L andamento della domanda e dell offerta di credito LA FINANZA PUBBLICA DECENTRATA La spesa pubblica locale La spesa dei Comuni liguri tra il 2009 e il 2014 Le Province liguri: dinamiche di bilancio e prospettive di riordino Le principali modalità di finanziamento
La Liguria: l industria (indagine BI) Nell industria la domanda è in ripresa. Nel complesso il fatturato è cresciuto del 2,2%. Gli investimenti sono calati del 5%. Nelle costruzioni l attività è diminuita, in misura meno intensa rispetto al passato; i prezzi delle case si sono stabilizzati e le compravendite sono aumentate. Esportazioni in calo (-4,2%), ma interamente a causa delle componenti più variabili (cantieristica e prodotti petroliferi) al netto delle quali le vendite estere hanno riportato un leggero aumento (+1,4%). Si è interrotta la diminuzione delle esportazioni verso l Unione europea (+9%), che durava dal 2012. Vi si è contrapposta la contrazione sui mercati extra UE (56% del totale), anche a causa dell andamento di quelli nordafricani.
Il commercio e il turismo Il commercio: la ripresa si è rafforzata Spesa in beni durevoli: +7,7% (Italia: +6,9%). Immatricolazioni autovetture: +13,8% (Italia: +15,8%); accelerazione a marzo 2016: quasi +20%. Presenze di turisti: +6,3%. Durata media del soggiorno stabile a 3,3 giornate. Spesa turisti stranieri (Indagine BI): +7,0% (Italia: +3,8%). Tasso di occupazione delle camere quasi 45% (57% in Costa azzurra)
Il trasporto marittimo Movimento merci portuale complessivo sostanzialmente stabile: -0,3%. Movimento container: +2,1% West Med: +3,9%; Northern Range: -2,3% correzione nel primo trimestre 2016: -2,0% Noli: nuova diminuzione sui dodici mesi, ma segnali di recupero nel primo scorcio del 2016.
Le imprese del terziario (1) La Liguria è la regione più terziarizzata del Nord Italia. Il settore terziario ha risentito in misura accentuata della crisi: nel 2014 il valore aggiunto era ancora inferiore del 10% al livello di sette anni prima (solo il 2% per il Nord Ovest). Tra il 2009 e il 2015 il numero di imprese attive si è ridotto marginalmente (-1,3%): a fine periodo quelle appartenenti al terziario avanzato (Knowledge Intensive: KI) pesavano per il 12% del totale. Il numero di aziende KI in Liguria è rimasto stabile negli ultimi 6 anni, mentre in Italia è salito dell 11%.
Le imprese del terziario (2) La contrazione delle vendite delle imprese dei servizi è iniziata nel 2012, proseguendo nei due anni successivi. Il calo ha interessato oltre la metà della aziende. Di conseguenza l utile lordo si è ridotto all 1% del fatturato, gli oneri finanziari hanno superato il 20% del margine operativo lordo. Nel periodo recente le condizioni del settore appaiono migliorate, grazie anche all uscita dal mercato di parte delle imprese più fragili. Var. fatturato (%) Utile lordo su fatturato (%) Oneri finanziari sul mol (%) 2009 4,3 23,3 2010 4,5 4,6 18,2 2011 5,8 4,3 19,6 2012-2,8 3,2 24,2 2013-4,2 3,1 21,9 2014-5,5 4,6 18,6
L occupazione Occupati: +2,1% nella media del 2015 (Italia e Nord Ovest: +0,8%). Tasso occupazione (15-64 anni): 62,4% (+1,7 p.p. rispetto al 2014).
La disoccupazione e la CIG Tasso disoccupazione: 9,2% (-1,6 p.p.) Disoccupati -15,1%. Disoccupazione giovanile: 34,5%. Cassa integrazione guadagni: -21,6% CIG ordinaria -18,9% (riforma degli ammortizzatori), CIG in deroga -39,5% (tempi e ammontare dei finanziamenti), CIG straordinaria -19,5%.
I prestiti bancari Nel 2015 i prestiti bancari al settore privato non finanziario sono ancora diminuiti, ma con un ritmo meno intenso rispetto al 2014; la diminuzione ha interessato le sole imprese, il credito alle famiglie ha ripreso a crescere dalla metà dell anno. Imprese La domanda di credito è salita solo leggermente, malgrado la ripresa dei volumi operativi. Condizioni migliorate dal lato dell offerta, grazie anche alla politica monetaria marcatamente espansiva. Famiglie Le richieste di nuovi mutui abitativi e di credito al consumo hanno proseguito ad aumentare. Gli intermediari hanno leggermente allentato le condizioni di accesso al credito. Il credito al consumo ha iniziato a crescere, accelerando nel corso dell anno; lo stock di mutui si è stabilizzato: le nuove erogazioni di mutui sono aumentate di oltre un terzo.
La qualità del credito Imprese I flussi di nuove sofferenze si sono assestati (al 3,5%) e lo stock delle altre partite deteriorate è aumentato solo leggermente (al 14,4%) Famiglie Entrambi gli indicatori sono rimasti invariati (all 1,2% e al 4,0%)
Il risparmio finanziario e la ricchezza delle famiglie Nel 2015 i depositi bancari delle famiglie consumatrici hanno rallentato dal 3,9% all 1,6%; nel primo trimestre 2016 la crescita si è nuovamente rafforzata. Il periodo si è caratterizzato per il livello storicamente basso dei rendimenti e per un accentuata variabilità dei mercati. Il valore dei titoli a custodia presso il sistema bancario (ai prezzi di mercato) è diminuito del 4,8%. Continuano ad aumentare le quote di fondi comuni di investimento; vi si sono aggiunti gli investimenti diretti in azioni. La componente finanziaria della ricchezza delle famiglie liguri ha una quota al di sotto di quella media del Nord Ovest: vi influisce il ruolo inferiore delle famiglie produttrici rispetto a Piemonte e Lombardia. All opposto le attività reali (abitazioni) coprono i ¾ della ricchezza complessiva, 20 punti percentuali sopra il livello dell intero Nord Ovest. La ricchezza totale netta pro capite in Liguria è pari a 300.000, superiore di oltre 100.000 a quella dell Italia nordoccidentale.
In sintesi Per la Liguria moderata crescita economica grazie ai settori industriale, del commercio e del turismo; invariati i trasporti. Costruzioni ancora in difficoltà, ma vicine alla stabilizzazione. Ripresa del mercato del lavoro, con un maggiore ricorso ai contratti a tempo indeterminato. Per il 2016 l industria ligure Si attende Una nuova crescita delle vendite, estesa a tutti i settori e classi dimensionali. Investimenti stabili. Tenuta dell occupazione.