STRANIERI IN ITALIA E IN EUROPA I MOVIMENTI MIGRATORI Le migrazioni sono movimenti della popolazione da un luogo di residenza a un altro. I movimenti di popolazioni sono un fenomeno antichissimo e hanno sempre accompagnato i momenti di crescita demografica, i mutamenti tecnologici, i conflitti politici ed etnici. Per questo, il territorio europeo sin dall'antichità è sempre stato teatro di imponenti spostamenti di popolazioni alla ricerca di migliori condizioni di vita. I fattori che favoriscono le migrazioni possono essere interni al Paese d'origine (fattori di spinta) oppure esterni, presenti nei Paesi di destinazione (fattori di attrazione). In genere, i fattori di spinta influenzano maggiormente i più poveri, indotti a fuggire dal proprio Paese da condizioni di indigenza estrema, causate da guerre e carestie; spesso, i migranti si spostano dal proprio Paese ad un altro confinante, in condizioni economiche non molto migliori. I fattori di attrazione sono invece efficaci sui meno poveri che possono, per esempio, sopportare la spesa di un lungo viaggio. Li muove la speranza di trovare un lavoro che permetta di migliorare le proprie condizioni di vita, oppure di acquistare un piccolo capitale o una professionalità. Molto più generalmente le motivazioni che spingono una persona a lasciare il proprio Paese sono la ricerca di un lavoro che possa migliorare le proprie condizioni di vita; il proseguimento degli studi o l'istruzione; il turismo; il matrimonio o il ricongiungimento familiare; fuga dal proprio Paese per motivazioni politiche, etniche, religiose o ambientali. In quest'ultimo caso si parla di profughi, cioè persone che ricercano un rifugio per sopravvivere. Per quanto riguarda la durata vi possono essere migrazioni temporanee, stagionali o pendolari, o permanenti. In base alla distanza si possono distinguere migrazioni interne (cioè spostamenti all'interno di un singolo Paese), internazionali e intercontinentali. LE MIGRAZIONI DALL'EUROPA Le migrazioni dall'europa verso altri continenti hanno avuto inizio con l'epoca moderna, in seguito alle scoperte geografiche (intorno al 1500) e, Libro di geografia classe 1 - Scuola secondaria di primo grado Pagina 1
poi, alla colonizzazione. Per alcuni secoli, tuttavia, queste migrazioni non costituirono un vero e proprio fenomeno di massa. Un'emigrazione permanente su larga scala dall'europa ebbe inizio solo nell'ottocento, quando la rivoluzione industriale e la conseguente diminuzione dei tassi di mortalità provocò nei Paesi europei una notevole crescita demografica. Crisi economiche, carestie (come quella della patata in Irlanda negli anni 1845-48), persecuzioni politiche determinarono diverse fasi acute del fenomeno, corrispondenti a particolari momenti della storia europea. Tra il 1880 e il 1914 circa 40 milioni di europei, senza terra e senza lavoro, si spostarono in Australia, nelle Americhe e in Sudafrica. Anche l'italia contribuì a questo fenomeno: dai porti di Genova e Napoli moltissimi italiani partirono verso gli USA. Il numero più elevato di emigranti (provenienti soprattutto dall'europa meridionale e centro-orientale) si ebbe nel primo decennio del Novecento: fino alla scoppio della prima guerra Libro di geografia classe 1 - Scuola secondaria di primo grado Pagina 2
mondiale (1914) le partenze si aggirarono intorno al milione ogni anno. Negli anni Venti e Trenta, invece, si verificò un calo degli spostamenti oltreoceano, causato dalle politiche antimigratorie di alcuni governi europei (come le restrizioni fasciste) e al blocco degli ingressi posto dagli Stati Uniti d'america. Nonostante ciò, fino agli anni Quaranta l'europa è stata quasi esclusivamente una terra di emigrazione verso le Americhe e l'australia. LE MIGRAZIONI CONTEMPORANEE che si erano da poco liberati dal colonialismo. Nella seconda metà del Novecento si verificò un fenomeno nuovo nella storia del continente: negli anni della ricostruzione e della ripresa economica seguiti alla fine della seconda guerra mondiale, gli Stati europei più industrializzati cominciarono a richiamare lavoratori provenienti da altre regioni d'europa, oltre che dai Paesi Si trattò di un'ingente migrazione che vide diventare l'europa mediterranea (Italia, Portogallo, Grecia, Spagna, Turchia) l'area di partenza dei migranti e l'area di arrivo divenne l'europa centro-occidentale (Francia, Germania, Inghilterra, BENELUX, Svizzera). Per quanto riguarda la Francia ospitò anche i maghrebini (in particolare gli algerini), nei Paesi Bassi arrivarono gli indonesiani; gli indiani e i pakistani emigrarono nel Regno Unito. Per gli abitanti delle ex-colonie l'integrazione risultò più facile poiché avvantaggiati dal fatto che conoscevano già la lingua, gli usi e i costumi della società ospitante. Negli anni Cinquanta e Sessanta questo fenomeno è abbastanza intenso, ma diminuisce notevolmente intorno alla seconda metà degli anni Settanta, in seguito all'aumento del prezzo del petrolio. Pertanto la conseguente crisi economica portò al licenziamento e quindi al rimpatrio dei molti stranieri. Inoltre la conquista della democrazia in Spagna, in Portogallo e in Grecia e l'aumento generalizzato del benessere portarono all'arresto delle partenze e all'incremento dei rientri. Libro di geografia classe 1 - Scuola secondaria di primo grado Pagina 3
Il posto di questa manodopera europea è stato sostituito allora da un considerevole flusso di lavoratori extraeuropei (africani, asiatici, latino-americani). Dal 1989 ha avuto inizio anche un consistente, ma non massiccio, flusso di lavoratori provenienti dai Paesi dell'europa orientale verso quelli dell'europa occidentale, dovuto a varie ragioni: La caduta di regimi politici contrari all'emigrazione; Un generalizzato basso livello di vita; La ridefinizione di confini e di nuovi assetti territoriali. Tratto da http://www.istitutosup-gavirate.it/studenti/immigrazione/geografia.html Immigrazione: cioè l arrivo. Emigrazione: cioè la partenza. Rientro: cioè il ritorno. L'immigrazione clandestina è l'ingresso di cittadini stranieri in violazione delle leggi di immigrazione del paese di destinazione. Libro di geografia classe 1 - Scuola secondaria di primo grado Pagina 4
Educazione alla convivenza Società multietnica La società multietnica è un sistema sociale in cui convivono soggetti con identità etniche diverse. Il principale, ma non unico, fattore di genesi della società multietnica è costituito dal fenomeno delle migrazioni internazionali. Queste persone, oltre a essere importanti per le loro esperienze e per i lavori che svolgono, sono preziose anche perché possono arricchire e rendere più varia la vita e la cultura dei paesi che ospitano. Si deve dunque passare dalla tolleranza delle differenze alla loro valorizzazione. L Europa sta diventando una società multietnica e perché questo arricchimento reciproco avvenga, sono necessari: la tolleranza e il rispetto delle diversità. Rifletti insieme ai tuoi compagni sul rispetto delle diversità e scrivi un breve componimento. Libro di geografia classe 1 - Scuola secondaria di primo grado Pagina 5