Test Due Tokina da scoprire In prova due obiettivi, Tokina 100mm f/2.8 D e 12-24mm f/4 DX, con un rapporto prezzo / prestazioni particolarmente interessante. Solo per il formato APS lo zoom grandangolare, anche per il Full-Frame il 100mm macro. 72 PC PHOTO Mi è capitato di parlare delle ottiche Tokina con dei colleghi e l opinione comune è una sola: se tutti potessero provarle se ne vedrebbero in giro molte di più!. Tokina è un produttore di ottiche da sempre (dai tempi della pellicola, intendo), ma la loro diffusione è frenata da un catalogo piuttosto ridotto in termini di numero di obiettivi e per quello che riguarda le montature disponibili, ovvero le marche di fotocamere su cui possono essere montati. Tanto per fare un esempio, se Sigma e Tamron (i celebri antagonisti) hanno in catalogo qualcosa come 50 obiettivi il primo ed una ventina il secondo, Tokina copre un range di focali simili con 8 ottiche autofocus soltanto! Il catalogo ridotto non pregiudica però la qualità degli obiettivi, che in diversi casi è molto elevata; infatti sotto l aspetto tecnologico Tokina è sempre stato un produttore al passo, se non oltre, dei concorrenti più agguerriti, sia in termini di qualità ottica che meccanica. In questa prova prendiamo in considerazione il Tokina AT-X M100 AF Pro D 100mm f/2.8 ed il Tokina AT-X 124 AF Pro DX 12-24mm f/4: il primo, come suggerisce la sigla D, copre anche il pieno formato, il secondo, targato DX, è invece dedicato espressamente al formato Aps. Vediamoli. Due approcci differenti Basta osservare le specifiche tecniche dei due obiettivi per rendersi conto della loro flessibilità, in termini di varietà di applicazioni. Il 100mm Macro, di elevata luminosità, può essere montato su qualunque corpo macchina di innesto compatibile, tanto digitale quanto analogico, di formato Full-Frame o Aps. E un obiettivo che può essere considerato un classico all interno di un corredo ottico per macrofotografia; nella focheggiatura ravvicinata il gruppo ottico si sposta in avanti e c è la possibilità di limitare il range di distanze di messa a fuoco automatica in modo da renderla più rapida. Tokina ha adottato una soluzione particolare per passare dalla configurazione AF a quella manuale: il passaggio tra le due modalità avviene tirando o spingendo in avanti la ghiera anteriore, con la certezza che non varierà l impostazione della distanza di fuoco, così delicata nella ripresa ravvicinata. Il 12-24mm invece è progettato per il solo ambito digitale, come per altro è naturale date le focali offerte, equivalenti a 18-36mm: si passa quindi da un supergrandangolare ad un grandangolo medio. La messa a fuoco è interna cosicché il
barilotto dell obiettivo non si allunga durante la focheggiatura (può dunque essere appoggiato contro un vetro), così come nella variazione della focale. Anche questo 12-24mm dispone del sistema di commutazione della focheggiatura AF - MF per mezzo della ghiera con movimento a pompa. L apertura dell ottica è fissa e corrisponde a f/4. Le prime impressioni La prima impressione che si ha con entrambi gli obiettivi è di un estrema solidità: sono realizzati in metallo e materiali plastici con un assemblaggio molto curato sotto ogni punto di vista, cosicché i vari movimenti danno la sensazione di un elevata affidabilità. L unica incertezza meccanica che si nota riguarda l anello di commutazione AF/ MF del 100mm Macro, che non sempre riesce a mantenere perfettamente la messa a fuoco nel passaggio dall autofocus all impostazione manuale e richiede quindi un affinamento della focheggiatura. Rilevo questo perché sono diversi i fotografi che eseguono una prima focheggiatura automatica per poi passare alla modalità manuale per poter usare il pulsante di scatto per riattivare l esposimetro senza per questo variare la messa a fuoco precedentemente impostata. Ebbene, con questo 100mm Macro occorre comunque verificare manualmente anche la messa a fuoco; a ben vedere però la cosa non è grave dato che non ci troviamo nell ambito della fotografia d azione. I motori autofocus di entrambe le ottiche sono veloci e silenziosi pur non essendo del tipo ultrasonico (li abbiamo provati su corpi Canon); da rilevare che non è possibile correggere la focheggiatura manualmente quando sono impostati su AF. La ghiera di controllo del fuoco e, per lo zoom 12-24mm quella della focale, sono fluide e contemporaneamente dure al punto giusto per una comoda gestione dell ottica; in particolare la ghiera dell obiettivo macro, grande e ben rifinita in gomma, consente di gestire le operazioni di messa a fuoco fine in maniera estremamente confortevole. Nell impiego dell automatismo di messa a fuoco il 100mm Macro non è molto rapido quando si tratta di mettere a fuoco oltre le classiche distanze della macrofotografia, nel senso che può capitare che l ottica se ne vada in cerca di un punto di appiglio nitido; in questo caso è necessario attendere che il movimento dell autofocus percorra tutta la corsa dell ottica dal primo piano all infinito, il che può essere snervante. Insomma, quest obiettivo va benissimo per la macro e per il ritratto con messa a fuoco manuale, ma non è la scelta più azzeccata per andarsene in giro a fotografare in AF. Di contro la sua precisione è spaventosamente L ampia uscita posteriore e l innesto ottiche in metallo confermano la buona realizzazione degli obiettivi Entrambe le ottiche in prova sono contraddistinte da un elevata apertura di diaframma. elevata. Per il 12-24mm possiamo invece parlare di tempi di messa a fuoco istantanei (e silenziosi), anche per il fatto che le focali così corte difficilmente richiedono grandi spostamenti delle lenti interne. La distanza minima di messa a fuoco di 30 centimetri non è da record per un 12mm, ma direi che in esterni difficilmente ci sarà bisogno di scendere a distanze più ravvicinate, salvo che si cerchino effetti di fuga prospettica estremi. Il paraluce fornito a corredo (sagomato a petali per lo zoom grandangolare) è realizzato in un materiale plastico robusto e resistente. In breve, il livello costruttivo delle due ottiche è ottimo, superiore anche a quello di molti obiettivi originali venduti a cifre assai superiori. La prova del 12-24mm Le focali offerte da questo obiettivo sono estremamente interessanti per una reflex digitale di formato Aps; a dire il vero l ottica riuscirebbe a coprire anche il formato 135 dalla focale di 18mm circa, ma la perdita di qualità soprattutto negli angoli del fotogramma sconsiglia fortemente di impiegarlo su tale formato. Per quello che riguarda le prestazioni ottiche, la vignettatura è percettibile solo alla focale più corta (12mm) e solo a diaframmi apertissimi. Salendo con le focali, o anche solo diaframmando di uno stop, la vignettatura diviene praticamente un ricordo. A dire il vero l aspetto della vignettatura a 12mm e tutta apertura non è fastidiosa se non quando si riprendono superfici uniformi come un muro chiaro, il cielo o soggetti simili che rendono evidente la caduta di luce ai bordi (gli angoli per l esattezza). Per la prova abbiamo usato una reflex Canon Eos 30D impostando il Picture PC PHOTO 73
Lo scatto a 12mm ci permette di valutare la tenuta dei bordi (buona) e l aberrazione cromatica (lieve) presente agli angoli. Contenuta la vignettatura a f/5.6. La ghiera in gomma del 12-24mm per la gestione dello zoom fornisce una buona presa. 12-24mm: la commutazione tra messa a fuoco automatica e manuale è affidata ad un sistema a pompa pratico ma non sempre molto fluido; inoltre dopo il passaggio al fuoco manuale può essere necessario un affinamento. La stazza del 12-24mm non è certo di poco conto, soprattutto se impiegato con il paraluce in dotazione. 74 PC PHOTO
Bordi Centro f/4 f/5.6 Alla focale 24mm il diaframma f/5.6 consente di limitare il calo di nitidezza. A 24mm il diaframma f/8 garantisce una buona profondità di campo ed una elevata nitidezza. Style Standard ed evitando di aumentare il Contrasto oltre la soglia default. Un voto? Direi un 8 e mezzo, se non un 9. Anche in termini di distorsione il Tokina la spunta su molti concorrenti, sia di produzione ufficiale che universale: tanto a metà escursione (18mm), quanto a focali superiori si nota solo una lievissima tendenza al barilotto, una prestazione che pare quasi miracolosa dato il prezzo dell ottica. La maggiore distorsione si rileva a 12mm (ovvio), ma si tratta pur sempre di valori contenuti e posso garantire che potrà infastidire solo in presenza di soggetti caratterizzati da linee ortogonali. Il voto quindi è un 7 e mezzo pieno. In termini di nitidezza il 12-24mm si comporta in modo lineare: basta chiudere il diaframma di 1 stop (ovvero a f/5.6) per raggiungere le migliori prestazioni al centro come ai bordi. A tutta apertura notiamo solo negli angoli in grandangolare (12mm) una perdita di affilatezza; al centro del fotogramma la nitidezza si mantiene buona e migliora applicando una maschera di contrasto in post-produzione. Il miracolo avviene a f/5.6: tanto al centro quanto ai bordi la qualità raggiunge il meglio per i 12mm; eccellente davvero. Alle focali più elevate le prestazioni migliorano chiudendo il diaframma a f/8, soprattutto ai bordi, ma l immagine è usabile anche a f/4 (tutta apertura); in ogni caso sono prestazioni superiori rispetto alla focale più corta. Il centro è usabile anche tutta apertura. L aberrazione cromatica è anch essa contenuta. Insomma questo 12-24mm è un ottica di PC PHOTO 75
La distorsione del 12-24mm appare contenuta a tutte le focali: è sempre leggermente presente, ma mai in modo fastidioso. La vignettatura viene ben controllata chiudendo il diaframma a f/5.6, ma anche a diaframmi più aperti le prestazioni non sono disprezzabili, date le focali cortissime. Scheda tecnica Tokina AT-X 124 AF Pro DX 12-24mm f/4 Innesti: Canon e Nikon solo digitali (sensore Aps) Focale: 12-24mm Diaframma massimo: f/4 Diaframma minimo: f/22 Schema ottico: 13 Elementi / 11 Gruppi Minima di stanza di messa a fuoco: 30cm (dal piano focale) Rapporto di ingrandimento in macro: 1:8 Lamelle diaframma: 9 Diametro filtri: 77mm Dimensioni: 84mm x 89.5mm Peso: 570 grammi Accessori inclusi: paraluce dedicato a baionetta Accessori opzionali: borsa per il trasporto dedicata 76 PC PHOTO
100mm Macro 12-24mm: da f/8 o f/11 in poi vi è il rischio di diffrazione per cui suggerisco di usare diaframmi più aperti. Se però vi è un assoluta necessità di aumentare la profondità di campo, si può chiudere il diaframma fino a f/16, ma con attenzione al dettaglio fine. E noto che le ottiche macro consentono di effettuare riprese anche in condizioni di controluce senza incorrere in eccessivi fenomeni di flare: questo Tokina 100mm macro non fa eccezione. Anche con il 100mm macro il passaggio da autofocus a messa a fuoco manuale avviene per mezzo del sistema a pompa, ed anche in questo caso ho notato che da AF a MF vi è una leggera perdita di precisione; occorre quindi affinare manualmente la messa a fuoco. Il 100mm Macro dispone di un limitatore di fuoco che aumenta la rapidità di messa a fuoco su distanze superiori alla ripresa ravvicinata. qualità molto elevata; l unico punto debole è agli angoli a 12mm a tutta apertura, ma basta chiudere il diaframma a f/5.6 per avere prestazioni sempre costanti ed elevate. In poche parole, le prestazioni ottiche del Tokina reggono il confronto con ottimi obiettivi originali di pari escursione. Voto finale? Sicuramente un 9, anche per il prezzo. La prova del 100mm Macro Ottica specialistica fino ad un certo punto, dato che sul formato Aps (ma è compatibile anche con il Full-Frame) i 100mm diventano 150mm, una lunghezza focale utilizzata anche nell ambito del paesaggio o della fotografia di beauty; si tratta comunque di applicazioni non particolarmente dinamiche, dato che la motorizzazione AF non è molto veloce. Trovare difetti a questo obiettivo non è facile, già le specifiche tecniche permettono di capire il livello della progettazione. Della gestione manuale dell ottica ho già detto, della sua robustezza pure. Manca da sottolineare come, a mano a mano che riduciamo la distanza di messa a fuoco con il contemporaneo avanzamento del barilotto, l apertura del diaframma diminuisce: da f/2.8 per la focheggiatura all infinito si ha un calo di apertura, a 30cm, di 2 stop ed un terzo, vale a dire che da f/2.8 si va a f/6.3. Otticamente questo 100mm è quasi privo di distorsione: vergognandomi a scrivere 10 come voto, gli darei un 9 e mezzo! Anche la vignettatura pare essere rimasta sui banchi di progettazione, dato che quel minimo di accenno che troviamo a f/2.8, a f/4 si dimezza e scompare definitivamente a f/5.6. Ottimo. Risoluzione: diciamo subito che la prestazione peggiore (effettivamente scarsa) la si rileva a f/32, dunque con diaframma tutto chiuso. Poco male comunque, dato che nessun fotografo di Macro o Beauty si sognerebbe mai di diaframmare così tanto, sapendo che a tali chiusure la diffrazione determina inevitabilmente uno scadimento qualitativo. Le migliori prestazioni si hanno invece da PC PHOTO 77
Da sempre l ottica macro è molto apprezzata nella fotografia di ritratto grazie alle sue buone doti cromatiche e di nitidezza. Il Tokina ne è una conferma, con un ottima resa anche a 400 Iso. 100mm macro: la distorsione è praticamente nulla e la vignettatura, oltre f/4.5, si riduce nell istogramma ad un ago da cucito! Scheda tecnica Tokina AT-X M100 AF Pro D 100mm f/2.8 Innesti: Canon e Nikon Focale: 100mm Diaframma massimo: f/2.8 Diaframma minimo: f/32 Schema ottico: 9 Elementi / 8 Gruppi Minima di stanza di messa a fuoco: 30cm (dal piano focale) Limitazione della messa a fuoco: da 32.5cm a infinito Rapporto di ingrandimento in macro: 1:1 Lamelle diaframma: 9 Diametro filtri: 55mm Dimensioni: 73mm x 95.1mm Peso: 540 grammi Accessori inclusi: paraluce dedicato a baionetta 78 PC PHOTO
Una prova del 100mm a vari diaframmi di lavoro testimonia come le aperture da privilegiare in termini di qualità e nitidezza siano quelle che vanno da f/4 a f/11. Ottima comunque la tenuta per l apertura massima consentita di f/2.8. Il 100mm Macro tiene doverosamente il contrasto della pur morbida immagine di esempio grazie ad una progettazione che garantisce al contempo buone performance di resistenza alla vignettatura. Molto bene. Quanto Costa Tokina AT-X 100mm: AT-X 12-24mm: Distribuzione: Fowa, Via Tabacchi 29, 10132 Torino www.fowa.it 399 euro 528 euro f/4 a f/16, con un diaframma massimo (f/ 2.8) che fornisce risultati superiori rispetto a f/16! In ogni caso il 100mm Macro si presta per ogni utilizzo da f/2.8 ad f/16 senza particolari deficit qualitativi, e considerando che un minimo di editing (maschera di contrasto per esempio) può portare ad uniformare la resa entro questo range di apertura di diaframma, ci si può spingere anche a f/22. La morbidezza di questo diaframma infatti non indica una perdita di dettaglio, ma solo una minore affilatezza dei bordi e del contrasto, per cui l applicazione di una maschera di contrasto permette di ottenere un effettivo guadagno. Il contenimento dell aberrazione cromatica non è a livelli di eccellenza, ma rimane nella media ed è recuperabile. La valutazione complessiva del Tokina 100mm f/2.8 non può quindi che essere positiva; inoltre l obiettivo mostra un rapporto prezzo/prestazioni molto elevato. Le prestazioni assolute sono da 9 pieno, con le uniche tre pecche di un AF un po lento, un aberrazione cromatica media e la caduta di luminosità nella focheggiatura a distanza ravvicinata (uno standard comunque). Un suggerimento: provatelo a f/5.6 anche in esterni, lascia davvero di sasso parola! Il giudizio Dicevamo all inizio che se tutti potessero provarle (le ottiche Tokina) se ne vedrebbero in giro molte di più! Sia il 12-24mm che il 100mm offrono prestazioni ottiche da grande fotografia, almeno con una reflex digitale Aps con cui li abbiamo provati. La loro costruzione è eccellente con un feeling al tatto che trasmette una impressione di solidità e di affidabilità. La prova ha messo in evidenza prestazioni ottiche molto elevate per risoluzione, vignettatura e distorsione e quel poco di calo qualitativo che abbiamo rilevato scompare chiudendo leggermente il diaframma, al massimo a f/5.6. La focale grandangolare è solo un paio di millimetri più lunga delle soluzioni concorrenti più estreme, ma onestamente sono disposto a rinunciarci volentieri a fronte di tali risultati. Il 100mm è lento nella messa a fuoco assistita, ma per la macrofotografia non è certo un problema. Il prezzo è molto competitivo. EGT PC PHOTO 79