Sistemi informativi e beni culturali

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Sistemi informativi e beni culturali Prof. Pierluigi Feliciati a.a. 2016/17 Modulo 2.2: Sistemi informativi dei BBCC e canali di restituzione dei dati sul web dott.ssa Caterina Paparello c.paparello@unimc.it

Dal metodo catalografico ai Sistemi Informativi Le prime linee guida ministeriali per la strutturazione delle banche dati risalgono agli anni '80. Nel decennio successivo aziende informatiche svilupparono software di archiviazione e sistemi informativi per analizzare, (ri)utilizzare e archiviare i dati derivanti dall'attività catalografica.

Sigecweb: ragioni e opportunità future SIGECweb è stato progettato con l obiettivo di unificare e ottimizzare i processi connessi alla catalogazione del patrimonio culturale, assicurando, grazie al controllo delle procedure applicate, la qualità dei dati prodotti e la loro rispondenza agli standard nazionali; l omogeneità delle informazioni è, infatti, il presupposto indispensabile per la loro immediata disponibilità, il corretto utilizzo e la condivisione. Il nuovo sistema basato sul canale web è il risultato dell esperienza dell ICCD in ambito di gestione dei dati informatici; il progetto è nato nel 2004 con la reingegnerizzazione del precedente sistema per adattarlo tanto alle nuova organizzazione del Ministero quanto alle esigenze tecniche di miglioramento delle funzionalità, ottimizzazione delle prestazioni e aggiornamento tecnologico. Le applicazioni su scala nazionale dell'applicativo sono ancora in fase di attuazione; si auspica che risponda ai requisiti di interoperabilità.

Sigecweb è un sistema informativo e come tale si sviluppa secondo una logica sistemica strutturata in quattro livelli fra loro connessi: Sottosistema alfanumerico; Sottosistema multimediale; Sottosistema cartografico; Sottosistema profilo utente.

Da Sistema Informativo a Portale SIGECweb con il nome pero di Catalogo generale dei beni culturali - segue in parte le logiche del portale pubblico che permette la ricerca ad un'utenza distinta, in due profili di accesso. La prima tipologia riguarda di utenti adetti che, operativamente, contribuiscono direttamente ad implementare il database del SIGEC (ad esempio: Università, Centri di ricerca, Regioni, Enti Ecclesiastici).

CGBBCC visualizzazione attuale (dal 2015)

CGBBCC dati quantitativi

CGBBCC: attuale visualizzazione

Sistemi informativi e gestione del rischio: la georeferenziazione La peculiarità di un sistema informativo è la capacità di mettere in relazione le informazioni e fornire esaustivi quadri di sintesi delle conoscenze per diverse esigenze di diversi utenti. In questo contesto la georeferenziazione dei beni culturali sul territorio assume un ruolo importante, sia che si tratti di beni immobili sia di beni mobili. Anche questi ultimi possono infatti essere collocati spazialmente tramite la relazione che hanno con il contenitore, ossia con la struttura che li conserva (musei, monumenti, siti, edifici di culto, depositi, ecc.).

Sistemi informativi e gestione del rischio: la direttiva INSPIRE La necessaria regolamentazione della fruizione dei dati geografici è un argomento attuale e in Italia molto è stato fatto negli ultimi anni in termini di adesione alle convenzioni e agli standard internazionali: la direttiva 2007/2/CE (INSPIRE http://www.agid.gov.it/sites/default/files/leggi_decreti_direttive/01_ direttiva_inspire_2007_2_ce.pdf), che costituisce l infrastruttura per l informazione territoriale nella Comunità europea, è stata recepita e applicata con il Decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32. La cooperazione cartografica diventa uno strumento potente per la condivisione delle informazioni e per assicurare l interoperabilità dei dati territoriali. Obiettivo, dunque, è fornire strumenti semplici, ma allo stesso tempo efficaci e efficienti, per rappresentare e monitorare dati sul territorio.

SiGECweb e la georeferenziazione dei BBCC Per consentire al catalogatore di procedere in maniera agevole alla georeferenziazione dei beni, è stata realizzata in SIGECweb una apposita finestra web-gis, ovvero un 59 conoscenza e catalogazione GIS (Geographical Information System) su base web, dove si hanno a disposizione semplici strumenti che guidano nella rappresentazione dei beni tramite il disegno di geometrie (punti, linee o aree) su una cartografia di base e riportano automaticamente nella scheda di catalogo le coordinate dei vertici tracciati e le informazioni sul sistema di riferimento spaziale della base utilizzata.

SiGECweb e la georeferenziazione dei BBCC Il web-gis è stato progettato con una doppia mappa : per fruire di una navigazione veloce nella prima finestra, dove è presente la mappa di Google3, e per procedere ad una georeferenziazione precisa su servizi cartografici WMS (Web Map Service). Questi ultimi sono visualizzati in interoperabilità secondo standard definiti dall Open Geospatial Consortium4, esposti e certificati da enti preposti alla produzione e alla diffusione di dati cartografici (tra cui il Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare, che gestisce il Geoportale Nazionale5, le regioni o altri enti territoriali). In questo modo l utente potrà visualizzare agevolmente e velocemente su una mappa di uso comune i dati geografici dei beni catalogati, ma la georeferenziazione esatta della posizione di un bene potrà avvenire solo su strati cartografici certificati, consentendo così un uniformazione dei dati prodotti e una vera cooperazione cartografica.

La gestione dell emergenza: l esperienza del sisma in Emilia Romagna Nei primi giorni successivi al sisma che ha colpito l Emilia Romagna nel maggio del 2012, il MIBACT ha istituito gruppi di lavoro e commissioni che hanno offerto da subito il loro supporto al territorio. Con la circolare n. 24 del 29 maggio 2012 è stata istituita la struttura organizzativa da attivare in occasione di eventi emergenziali dovuti a calamità naturali e l ICCD ha provveduto a rendere operative le procedure di propria competenza, in particolare per ciò che riguarda la messa a disposizione dei dati catalografici e della cartografia tematica relativa alle zone colpite dal sisma.

La gestione dell emergenza: considerazioni critiche sull interoperabilità Permangono difficoltà in relazione all accuratezza del dato depositato in SIGECweb che, in alcuni casi, si è rivelato carente, specie riguardo alle informazioni sui beni derivanti da campagne di catalogazione pregresse e risalenti alle prime prove d informatizzazione delle schede cartacee di catalogo. In passato si tendeva infatti a privilegiare la ricerca storico critica sul bene, tralasciando ad esempio le informazioni sulla localizzazione esatta. Ciò ha purtroppo generato informazioni disomogenee: nonostante l odierna implementazione delle funzioni relative all automatismo della posizione geografica del bene (tramite i dati di localizzazione geografico-amministrativa).

Interoperabilità manuale? O contraddizione in termini? Per fornire un quadro il più possibile esaustivo e affidabile, grazie alla proficua collaborazione tra l ICCD e l Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), sono stati anche raffrontati i dati delle schede di catalogo dei beni estratti dal SIGECweb con quelli provenienti dalle informazioni sui beni vincolati presenti nel sistema Carta del Rischio, gestito dall ISCR. Questi ultimi, originariamente georiferiti nel sistema di riferimento spaziale Gauss Boaga e privi del codice univoco nazionale (NCT), sono stati riproiettati (tramite l applicazione disponibile sul sito della regione Emilia Romagna) in WGS84 e sovrapposti in ambiente GIS a quelli del catalogo, così da ottenere uno strato di sintesi che costituisce il prodotto di una prima interoperabilità manuale, finalizzata alla realizzazione di un anagrafica condivisa dei beni. Questa esperienza è stata sicuramente utile per sensibilizzare al tema della necessarie interoperabilità dei dati.

Conoscenza del patrimonio e sua comunicazione Il metodo catalografico ha conosciuto con l'avvento e la diffusione delle ICT una nuova mission. La schematica raccolta di informazioni utilizzabile da un ristretto numero di addetti ai lavori diviene possibile fonte di conoscenza anche per la cosiddetta società dell'informazione uno strumento fruibile da parte di una vastissima utenza. La corrispondenza con gli OPAC bibliografici risulta evidente, seppure questi ultimi si delineano più come strumento di mediazione per arrivare all'oggetto, mentre i cataloghi storico-artistici seppure on-line sono strumenti di ricerca decisamente più complessi, in grado di assurgere al ruolo di vere e proprie banche dati specialistiche.

Una precisazione circa l utente del web culturale Secondo il Manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali sviluppato dal progetto MINERVA, l'utente web e : [...] colui, professionista o no, specialista o no, che utilizza in modo casuale, saltuario, finalizzato, sistematico l'applicazione web culturale pubblica. Egli è portatore di esigenze estremamente variabili che dipendono sia dal proprio profilo culturale, sia dalle proprie aspirazioni di crescita culturale, sia infine dalle proprie curiosità, anche momentanee. (cfr. MINERVA, Manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali, <http://www.minervaeurope.org/publications/handbookwebuserinteraction_it.pdf>, pp. 105-106).

Uno sguardo ai portali culturali Nell'ultimi decenni si è assistito ad una vera e propria rivoluzione nel campo dello scambio e della diffusione delle informazioni. Al fine di strutturare in maniera comprensibile il flusso di dati inseriti spesso non contestualizzati è nata l'idea del portale culturale. Il portale è stato definito come un: «prodotto on-line che svolge la funzione di punto privilegiato di accesso al Web per gli utenti e che fornisce loro risorse informative, servizi di comunicazione personale e strumenti con cui localizzare e raggiungere i contenuti e i servizi on-line di cui hanno comunemente bisogno.» L'accezione culturale si rifà alla cooperazione tra entità legate al mondo della cultura e della diffusione del sapere come: musei, biblioteche, gallerie, archivi etc.

La fototeca Zeri: un esempio di nuova vita alle fonti analogiche ll database della Fototeca Zeri è un catalogo digitale ricchissimo, fra i più importante repertori sull arte italiana presenti sul web, consultato da docenti, studiosi di ogni nazionalità e fruitori di varia natura. La banca dati è il risultato di un progetto di catalogazione informatizzata condotta da un gruppo di lavoro composto da storici dell arte, archivisti, conservatori e storici della fotografia; essa costituisce uno fra i migliori esempi di fonti documentarie analogiche digitalizzate sia ai fini conservativi sia di diffusione di conoscenza. La schedatura delle fotografie è stata preceduta da diverse fasi, correttamente poste in relazione si tratta di prassi tecnicooperative che debbono essere progettate nel loro insieme al fine di «dare significato a dati e metadati»...

fondazione Zeri Ad esempio: inventariazione del fondo fotografico; monitoraggio delle sue condizioni di conservazione e messa in sicurezza dei materiali; progettazione di una scheda catalografica strutturata in base alla tipologia e all ordinamento dell archivio fotografico e rispondente alla normativa ministeriale dell ICCD (scheda F, attualmente riaggiornata); definizione dei parametri di digitalizzazione ed indicizzazione; realizzazione di un software specifico per la catalogazione e di un'interfaccia per la consultazione on-line.

CulturaItalia è un portale promosso dalmibact. Esso riguarda la fruibilità, l'aggregazione e la diffusione in rete di oggetti culturali digitalizzati provenienti dal patrimonio culturale italiano. Offre agli utenti diversi contenuti redazionali (itinerari tematici, articoli, focus, eventi, rubriche) che valorizzano l'ampio catalogo di metadati descrittivi messi a disposizione da diversi enti di interesse culturale come, ad esempio, tutte le opere digitalizzate di archivi e collezioni private, l'opac SBN e le banche dati regionali. Scopo di CulturaItalia è dunque quello di consentire una maggiore fruibilità delle risorse culturali digitali online, favorendo promozione del patrimonio italiano e il turismo culturale; mira inoltre ad una valorizzazione in chiave europea, stimolando di fatto i diversi enti portatoti di interesse.

CulturaItalia parte dai risultati raggiunti dall'attività di due grandi progetti europei: MINERVA a cui hanno fanno seguito due estensioni denominate MINERVAPlus e MINERVAeC, e MICHAEL (Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe), con la sua estensione MICHAELPlus (ma i dati sulle collezioni non sono stati pubblicati). Il portale permette l'adesione attraverso differenti canali di immissione: i contenuti delle banche dati possono essere messi a disposizione attraverso i feed RSS, un formato per la distribuzione di contenuti web; più precisamente si tratta di uno scambio di file con estensione XML che rende possibile il trasferimento dei contenuti.; è inoltre pissibile segnalare le risorse digitali utilizzando la funzione segnala al portale, nonché comunicare con la redazione di CulturaItalia per l'invio di materiale redazionale o multimediale.

Europeana è la biblioteca digitale europea che riunisce contributi già digitalizzati da diverse istituzioni dei 28 paesi membri dell'unione Europea in 30 lingue. La sua dotazione include libri, film, dipinti, giornali, risorse sonore, mappe, manoscritti ed archivi. La logica è quella di Culturaitalia: pubblicare metadati sintetici, anteprime dei contenuti e rinvio alla fonte. Europeana nasce della Commissione Europea ed ha l intento di convergere verso un modello digitale di rappresentazione della ricca diversità culturale dell'europa (cfr. le dichiarazioni di Manuel Barroso sul portale: ponte fra "le tecnologie della comunicazione e il nostro ricco patrimonio culturale ).

Uno sguardo all ambito locale: il Sistema informativo regionale L attuale sistema informativo regioanle (SIRPaC) integra fra loro le risorse digitali raccolte dalla Regione nell ambito delle sue attività, nella convinzione che la conoscenza e la documentazione dei beni culturali rappresentino i presupposti essenziali ed irrinunciabili per ogni misura di tutela e di valorizzazione. La consultazione del Catalogo offre una visione d insieme del patrimonio regionale. Numerose sono le interrelazioni che legano le diverse espressioni dell identità culturale. http://www.beniculturali.marche.it/ricerca.aspx

Uno sguardo all ambito locale: il Sistema informativo regionale

I beni ecclesiastici sul web http://www.beweb.chiesacattolica.it/