IL RE DEGLI UNICORNI
È il nonno di Mia. Possiede una fattoria che gli dà sempre un gran da fare. È l aiutante di Renzo nella fattoria. Carino, gentile e premuroso, catturerà presto il cuore di Mia. Giovane unicorno alato, i suoi magici poteri lo rendono l oggetto del desiderio dell Elfo Nero.
Re e regina degli elfi, sono i genitori di Mo; da giovani sono stati coraggiosi guerrieri. È simpatico, ma anche l unico pan a non avere talento musicale. È uno stravagante cuoco e inventore. Violetta, la più antipatica compagna di collegio di Mia, riesce a raggiungere Centopia trasformandosi nell elfa dai capelli neri Varia.
Misterioso ed evanescente signore di Funtopia, vuole catturare Onchao a tutti i costi, con l aiuto di Rixel e Gargona. Bizzarro domatore di Funtopia, riesce a ipnotizzare gli animali con il suo fluido verde. Dopo la sconfitta di Panthea, è ora al servizio dell Elfo Nero: spera di lasciare Centopia grazie al suo aiuto.
1 UNA NUOVA MISSIONE ioletta non credeva ancora a quello che le era successo: grazie a una scheggia che si era staccata dalla pietra azzurra sul bracciale di Mia, che ora portava sempre appesa al collo, si era trasformata in un elfa ed era finita a Centopia, un mondo magico popolato di unicorni. Ma dove si trovava realmente quel posto? Violetta prese in mano il tablet e iniziò a sfogliare le fotografie dell anno precedente a scuola, sperando di scovare qualche indizio e lo trovò. In una foto scattata all aperto, Mia sedeva su 7
una panchina e teneva in grembo un grosso libro rosso dal titolo inequivocabile: La leggenda di Centopia. Violetta decise che doveva essere suo. Inforcò la bici e pedalò fino alla fattoria del nonno di Mia. Arrivata, entrò in casa senza che nessuno la vedesse e salì fino in sofftta, dove c era la stanza di Mia. Il libro era sul letto: Violetta si sedette e iniziò a sfogliarlo. Le illustrazioni di elfi e unicorni parlavano chiaro: Centopia era il mondo magico racchiuso in quel libro e, quando la pietra brillava, lei e Mia ci finivano dentro. Ma come? Violetta non fece in tempo a chiederselo, che vide la pietra al suo collo brillare e, subito dopo, sentì i passi di Mia per le scale. Si infilò nell armadio, lasciando aperta una fessura per spiare. 8
Mia arrivò di lì a poco. Da dentro l armadio, Violetta la vide sedersi sul letto, aprire il libro e prendere uno specchietto dallo zaino. Mia appoggiò lo specchio alle pagine, per leggere le rune scritte al contrario, poi premette la pietra azzurra sul bracciale. «Ciao, Mia! Di la tua password!» la invitò la solita voce metallica. Ubbidiente, Mia recitò l oracolo appena letto: «Se ti sei perso non disperare, chi hai salvato ti verrà ad aiutare.» Dal bracciale scaturì la luce dorata, che iniziò ad avvolgerla. Ecco come fa! pensò Violetta dentro l armadio mentre il turbine di luce avvolgeva anche lei. Un istante dopo, le due ragazze furono teletrasportate a Centopia. 9
Mia apparve a Centopia sopra il Palazzo degli Elfi e scese volteggiando a terra. Mo e Yuko la aspettavano, avvolti in morbide e calde tute di lana. La prossima missione che li attendeva, infatti, era tra i ghiacci del Corno del Nord. Tessandra, la druida di Selvanera, grazie a un incantesimo aveva scoperto che Ono, re degli unicorni e padre di Onchao, era stato visto lì l ultima volta. Aveva lottato contro la Regina Panthea, poi di lui si erano perse le tracce. Mia e gli altri speravano di ritrovarlo laggiù. «Ciao, ragazzi. Wow, questi vestiti sono fantastici!» esclamò Mia, guardando con invidia gli amici. Persino Onchao, il giovane unicorno, indossava una sciarpa! «Li ha fatti la Regina Mayla» rivelò Yuko. 10
«Tranquilla, ne ha fatto uno anche per te» aggiunse Mo. «E per Varia!» esclamò la regina, uscendo proprio in quel momento da palazzo. Quasi che avesse sentito pronunciare il suo nome, Varia arrivò in quel momento. La squadra era al completo: la regina accompagnò Mia e Varia a palazzo per indossare gli abiti nuovi; poi, tutti insieme, Mia e i suoi amici partirono per il Corno del Nord. Il viaggio proseguì senza intoppi finché non incontrarono la distesa di ghiaccio. Da lì in poi, le cose iniziarono a farsi diffcili. «I-io credo che la m-mia divisa non s-stia più funzionando bene» disse Yuko, battendo i denti per il freddo. Era ora di usare i petali del Fiore di Fuoco che, nel corso di una precedente avventura, 11
l Unicorno del Fuoco aveva donato agli elfi. Mia e gli altri scesero sulla distesa di ghiaccio e Mo li distribuì. Mia addentò il suo e l effetto si fece sentire subito. «Fantastico! Ho già molto meno freddo!» esclamò. «Devo davvero mangiarlo? Non sembra così invitante» si lamentò Varia. «Mangialo! O preferisci congelare?» la rimbeccò Mia, con severità. Onchao nitrì, attirando la loro attenzione. Aveva individuato qualcosa sulla neve. Mo si avvicinò. «Tracce fresche!» dichiarò preoccupato. «Vi do tre chances per indovinare» «Posso dire Gurga tutte e tre le volte?» chiese allora Yuko. Era vero: erano proprio le tracce di Gurga, il dino-drago di Rixel. Il malvagio si trovava al Corno del Nord: bisognava sbrigarsi. 12