MIXER ATTIVO MIXER PASSIVO

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MIXER AUDIO TIPI DI MIXER/CASSE E COLLEGAMENTI 1. mixer attivo casse passive 2. mixer passivo casse attive 3. mixer passivo amplificatore casse passive MIXER ATTIVO: il mixer è amplificato, ovvero provvede anche ad amplificare le casse (passive). MIXER PASSIVO: il mixer non è amplificato, quindi le casse dovranno essere attive (amplificate), oppure tra mixer e casse dovrà esserci un amplificatore. CASSE ATTIVE: casse che contengono l amplificazione (si devono accendere), quindi necessitano di un mixer passivo. CASSE PASSIVE: casse che non contengono amplificazione (non si accendono), quindi necessitano o di un amplificatore/finale, il quale si collegherà poi al mixer passivo, o di un mixer attivo. CASSE MONITOR/SPIA: casse attive (aggiuntive a quelle principali) posizionate di fronte al mixerista o agli strumentisti durante un concerto; da esse si può far uscire una copia di tutto il mixaggio generale che esce dalle casse principali (serve al mixerista) oppure solo determinati strumenti/canali (serve agli strumentisti) foldback. TIPI DI CAVI E COLLEGAMENTO STRUMENTO MIXER CAVO SBILANCIATO: cavo MONO COASSIALE schermato (1 conduttore e 1 calza) e JACK mono ts o XLR cannon sbilanciato. CAVO BILANCIATO: cavo STEREO BIPOLARE schermato (2 conduttori e 1 calza) e JACK stereo trs o XLR cannon bilanciato MONO: il suono si sente in modo uguale da entrambe le casse; si usa principalmente per microfoni (voce), strumenti microfonati, chitarre e bassi, utilizzando un normale cavo sbilanciato che entra in un canale. STEREO: il suono si sente in modo stereofonico, ovvero in modo diverso fra le casse; si usa principalmente per strumenti stereo (tastiere e batterie elettroniche), registratori e player audio esterni (lettori mp3, ipod, telefono, pc), utilizzando due normali cavi sbilanciati che entrano in due canali. BILANCIATO: il suono non subisce interferenze o ronzii; è però necessario che siano bilanciati l entrata mixer, l uscita dello strumento da collegare e il cavo di collegamento (jack stereo trs, xlr bilanciato), altrimenti, se mancasse uno solo di questi requisiti il collegamento risulterà sbilanciato. NB: se lo strumento non avesse un uscita bilanciata (chitarra, basso ) per bilanciarla bisogna interporre tra di esso ed il mixer una Di Box. SBILANCIATO: il suono può subire interferenze e ronzii, soprattutto se si utilizzano cavi poco schermati o molto lunghi; si utilizzano normali entrate/uscite e normali cavi sbilanciati (jack mono ts o xlr sbilanciati). NB: non è possibile avere un collegamento che sia stereo e bilanciato contemporaneamente con un solo cavo, un solo ingresso mixer, una sola uscita dallo strumento; per averlo bisogna usare 2 cavi bilanciati (stereo) e 2 ingressi/uscite bilanciate, altrimenti si avrà magari un collegamento stereo ma comunque sbilanciato.

ESEMPIO COLLEGAMENTO CON CASSE ATTIVE ESEMPIO COLLEGAMENTO CON CASSE PASSIVE

ESEMPIO COLLEGAMENTO PER STUDIO REGISTRAZIONE

INGRESSI MIC: sono ingressi bilanciati mono che preamplificano molto il segnale (aumentano il volume) perché sono predisposti per i microfoni che generano un segnale molto basso non essendo preamplificati; si utilizzano cavi e connettori xlr principalmente bilanciati. LINE: sono ingressi bilanciati mono che preamplificano poco il segnale perché sono predisposti per strumenti preamplificati; si utilizzano cavi e connettori jack bilanciati o anche sbilanciati MONO Sono situati uno sopra l altro (combo) MIC: ingresso xlr cannon bilanciato per per microfoni o strumenti microfonati; se si usa un cavo xlr bilanciato (con una massa che porta l alimentazione) è possibile dare anche corrente al microfono a condensatore (premendo il pulsante PHANTOM POWER 48V); LINE IN: ingresso jack bilanciato; se voglio un collegamento sbilanciato uso un cavo jack sbilanciato mono, se lo voglio bilanciato uso un cavo jack bilanciato stereo (ma il canale rimane sempre mono). Si usano per collegare principalmente strumenti mono: microfoni, strumenti microfonati, chitarre e bassi se collego qualsiasi altra apparecchiatura stereo perderò la stereofonia, a meno che non utilizzo 2 ingressi; chitarre e bassi, che sono preamplificati tramite pickup, e dunque portano un segnale forte, meglio non collegarli in modo diretto (presa diretta) ma microfonando il loro specifico ampli oppure uscendo dall uscita dell ampli o utilizzando una DI Box, che abbassa il segnale a livello di linea (oltre a rendere il segnale anche bilanciato); il collegamento diretto è invece possibile se il mixer ha l ENTRATA HIGH- Z ad alta impedenza, che fa quello che farebbe la Dibox (ma senza bilanciare il segnale). NB: non vanno usati entrambi gli ingressi (mic e line) dello stesso canale contemporaneamente in quanto o uno esclude l altro oppure uno ruba il segnale all altro. STEREO LINE IN: canale stereo formato da 2 Ingressi mono bilanciati a jack; per avere la stereofonia si utilizzano tutti e 2 gli ingressi e 2 cavi, altrimenti si utilizza 1 solo ingresso left/mono con un solo cavo; se i 2 cavi usati sono anche bilanciati, il segnale sarà anche bilanciato. NB: se in questi canali stereo (dove andrebbe collegato uno strumento stereo con 2 cavi) inserisco 2 strumenti mono diversi (dove ognuno occuperà un canale), chiaramente uno strumento lo sentirò solo da una cassa e l altro solo dall altra, mentre se inserisco un solo strumento (nel canale left), lo sentirò da entrambe le casse come un normale collegamento mono; AUX - PHONO TRACK IN: canale stereo formato da 2 ingressi mono a RCA; Si usano per collegare principalmente strumenti stereo con alto livello di ingresso: tastiere, batterie elettroniche, console dj, tv, pc, lettore mp3, schede audio, un altro mixer o il ritorno audio di un registratore. AUX RETURN Canale ausiliario normalmente usato per collegare il ritorno dei processori effetti esterni, ma può essere utilizzato come ulteriore ingresso di linea. USB È un entrata/uscita digitale grazie alla quale il mixer diventa una scheda audio, ad esempio per collegare il pc (sul quale registrare quello che esce dal mixer o dal quale ricevere segnali audio). NB: normalmente l USB è collegata al phono track in quindi il volume lo si regola con lo stesso potenziometro.

USCITE AUDIO MAIN/MASTER MIX/OUT: 2 uscite dove si collegano le casse principali attive o l amplificatore o il processore che poi andrà alle casse passive; se sono uscite xlr sono bilanciate, se a jack o speakon sbilanciate. NB: se si dispone di una sola cassa, questa si collega normalmente all uscita left/mono, mentre se si dispone di 4 casse attive, le 2 casse in più si possono linkare con le 2 principali. CTRL ROOM o MONITOR OUT: 2 uscite ulteriori per collegare altre 2 casse oppure 2 monitor stereo (soprattutto utilizzati dal fonico o mixerista); il segnale è una copia identica di quello generale mandato al Main mix, ma è possibile regolarne il volume in maniera indipendente dal master generale (tramite i potenziometri ctrl room o phones); se su ogni canale sono presenti i potenziometri aux o efx è anche possibile variare il volume di ciascun canale senza modificare il mixaggio generale che esce dall uscita master. PHONES: uscita cuffie PHONO TRACK OUT: canale stereo formato da 2 Ingressi mono bilanciati a Rca, soprattutto usato per collegare un registratore; il segnale è una copia di quello generale mandato al Main mix ma ha anche un suo volume generale indipendente. AUX SEND o FX SEND: servono per mandare il segnale ad un processore esterno, un registratore, una cassa o cuffia monitor; il volume generale è spesso indipendente dal master e anche quello dei vari canali (tramite potenziometri aux o efx che si trovano in ogni canale); normalmente, se si hanno 2 aux su ogni canale, il primo è pre fader, il secondo (o l efx) è post fader; NB: rispetto alle uscite main e ctrl room il segnale è più basso. BUS: uscite specifiche per collegare casse monitor (si trovano solo su mixer professionali). USB: uscita/entrata digitale per collegamento ad esempio a pc INSERT: diviene un uscita utile ad esempio per collegare un registratore multitraccia. GROUP: uscite specifiche (mixer professionali) in cui confluiscono dei canali specifici (che abbiamo raggruppato in un unico gruppo); il volume è indipendente dal master e il segnale può essere inviato o al master o ad un uscita specifica. Serve quando voglio raggruppare il mix di più canali per poter regolare i loro volumi contemporaneamente (l insieme dei microfoni per batteria o le chitarre ). Se si preme il pulsante Mix/Track in To phones/ctrl room, il segnale si sente solo in cuffia o nelle casse collegate al Ctrl room, se si preme Mix/track to mix si sente solo dalle casse principali, se si premo entrambi se sentono in entrambe le uscite. REGOLAZIONI FADER Cursori rettangolari che permettono di alzare o diminuire i volumi. VU METER Costituito da una serie di led che illuminandosi indicano il livello di segnale in uscita; dopo aver posizionato il cursore del fader generale su zero, durante il mixaggio bisogna regolare il gain e il volume dei singoli canali in modo che i led non vadano mai nella zona rossa clipping. VOLUME GENERALE MASTER LEVEL Il cursore del fader deve sempre stare nel riquadro zero db, che non significa zero volume ma nessuna attenuazione ne esaltazione del segnale; il volume poi verrà regolato tramite i fader di ogni singolo canale.

GAIN preamplificazione in ingresso Il primo da regolare (con il volume dello specifico a zero ): si fa entrare il segnale al massimo volume e si regola quindi il gain in modo tale che il Vu meter stia intorno allo zero o comunque non arrivi mai al rosso; se sul canale c è il pulsante solo o pfl, basta premerlo prima della regolazione e (senza bisogno di posizionare il fader zero ) si fa la regolazione, perché il pfl attiva il vumeter generale e fa si che mostri la quantità di volume naturale, ovvero neutralizzando tutti i volumi che non siano il gain; naturalmente posso abbassare il volume generale se non voglio sentire nulla nelle casse principali durante la regolazione. Se il segnale è cosi forte che anche portando a zero il gain il Vu meter rimane alto, si schiaccia (se c è) il tasto Pad, posizionato vicino al gain, che serve per ridurre drasticamente il segnale. Se il gain è regolato troppo alto si creerà una distorsione clipping, se troppo basso aumenterà il rumore di fondo. NB: quando durante il mixaggio generale e l esecuzione musicale il vu meter va in clip rosso non significa che il volume in uscita è troppo alto, ma che l ingresso di qualche canale lo è, quindi va individuato il canale, premendo, se c è, il pulsante solo o pfl situato su ogni canale, fino a trovare il canale troppo altro e poi abbassare il gain. EQUALIZZATORE Permette di regolare le frequenze degli alti, medi e bassi. Mentre nei mixer non professionali si può solo intervenire sul guadagno (3 soli potenziometri), nei mixer semiparametrici o parametrici La regolazione è molto più specifica e completa e si avranno più potenziometri in grado ad esempio di intervenire anche scegliendo esattamente la frequenza. Tenendoli a metà l equalizzatore non lavora, girando a sx lavora attenuando a frequenza, girando a dx lavora enfatizzandola. Al di la delle regolazioni che dipendono dall orecchio e da quello che si desidera: Troppi alti generano feedback fischi Troppi medi danno fastidio Troppi bassi rendono la voce incomprensibile e risaltano le consonanti tipo le P FX Regola la quantità di effetto da assegnare a quel canale PAN Panpot o BAL balance Regola la distribuzione del suono alle casse sx e dx; se si ha 1 sola cassa il pan va girato a sx o a dx a seconda di dove è collegata la cassa (normalmente a sx); se si hanno 2 casse si lascia a metà (il suono esce da entrambe le casse); ma si può decidere di far sentire uno strumento solo a sx/dx (girandolo tutto a sx/dx), oppure solo un po di piu a sx/dx (girandolo leggermente a sx/dx); se invece lo strumento (tastiera, batteria elettronica, player esterno ) è collegato in modo stereo (occupando 2 canali), il pan del canale sx va girato tutto a sx e quello del canale dx tutto a dx. LO CUT Questo tasto elimina le basse frequenze al di sotto dei 75 ed è consigliato su ogni microfono eccetto la grancassa, il basso, sintetizzatori o tracce pre-registrate. Infatti, tranne che per questi strumenti, per tutti gli altri al di sotto di tale frequenza in genere non c'è nulla da ascoltare, eliminandoli, i bassi restanti al di sopra dei 75Hz saranno più incisivi e piacevoli. Non solo ma l'uso del fi ltro LO CUT dal vivo riduce la possibilità di rientri (feedback) e preserva la potenza dell'amplificatore. Un altro uso del LO CUT è in abbinamento del filtro LOW EQ sulle voci durante le esibizioni dal vivo. LO CUT elimina i rumori da maneggiamento dei microfoni, da vibrazioni del palco e dal respiro, rendendo possibile aumentare i bassi con EQ LOW per dare maggior vigore alla voce.

MANDATE AUSILIARIE AUX PER BYPASSARE IL SEGNALE Permettono di: 1. Mandare il suono (di un canale o di tutti) ad un processore esterno (compressore, equalizzatore, riverberatore ) per elaborarlo ulteriormente o in modo migliore, per poi mandarlo ad un monitor o farlo rientrare nel mixer e mandarlo all uscita principale o dove si vuole. 2. Mandare a delle casse monitor/spie o cuffie il suono (di un canale del mixer o di tutti i canali) senza interrompere il segnale principale che va alle uscite principali. Possono essere PFL pre fader level: la quantità di segnale mandato (al monitor, alla cuffia, al registratore, ad un processore esterno) è indipendente dal volume (regolato con il fader) del singolo canale; molto utile per collegare casse monitor, per mandare allo strumentista il metronomo, per regolare il gain. Le aux prefader infatti permettono di modificare il volume del master senza modificare il volume dei monitor e viceversa. AFL after/post fader level : la quantità di segnale mandato è dipendente dal volume (regolato con il fader) del singolo canale; è la scelta migliore per mandare il suono ad altre casse master o ad un registratore perché è importante che ricevano il segnale del mix generale (regolato dai fader), o ad un riverberatore esterno, perché è importante che il volume ricevuto sia simile a quello del mix generale. NB: alcuni mixer hanno un pulsante che permette di decidere se lavorare in pre o post FX SEND AUX RETURN Con questo collegamento, tutto ciò che è collegato al mixer viene processato Bisogna: 1. Collegare l'uscita "AUX/FX Send" del mixer all'ingresso del processore, compressore, riverberatore esterno. 2. Collegare l'uscita del processore all' Aux Return del mixer, oppure (Se manca aux return) ad uno o due normali canali di ingresso inutilizzati del mixer. NB: Schiacciano fx to ctrl il segnale che esce da fx send si sentirà solo sulle casse monitor/spia collegate a ctrl room o nella cuffia. INSERT Con questo collegamento, solo il canale riferito a quell insert viene processato L ingresso Insert fa da entrata e da uscita contemporaneamente, quindi basta collegare un cavo bilanciato jack stereo nel mixer e 2 jack mono nel processore effetti (uno nell entrata e uno nell uscita). È utilizzato soprattutto per processori di dinamica, compressori ed equalizzatori, o per collegarci un registratore multitracce, cosi che ogni traccia entri in un ingresso indipendente nel registratore.

VARIE FUNZIONI MUTE Premendo questo bottone il relativo canale viene spento SOLO Vedi pfl SOLO IN PLACE Premendo questo bottone (in un relativo canale), tutti gli altri canali vengono spenti e alle uscite principali arriva solo il canale selezionato (utile ad esempio per il chek sound) TO GROUP Premendo questo bottone (nei canali che mi interessano), raggruppo il segnale di tutti questi canali come fossero uno solo, cosi che possa alzare o abbassare il loro volume con un unico cursore, oltre che poter decidere di mandare il loro segnale o al master o ad altre casse. PHANTOM POWER 48v Serve per alimentare (tramite cavo xlr bilanciato) i microfoni a condensatore; NB: siccome manda la corrente a tutti i canali microfonici, gli altri microfoni non a condensatore (dinamici) è importante che utilizzino un cavo xlr bilanciato, altrimenti potrebbero rovinarsi. NB: è bene che i phantom power si attivi dopo l inserimento dei microfoni. FULL-DUPLEX Funzionalità necessaria nei sistemi professionali che consiste nella possibilità di ascoltare tracce registrate in precedenza e contemporaneamente registrare nuove tracce Sync. RUMORE DI FONDO LOOP DI MASSA/GROUND LOOP/G.LIFT Disturbo che si verifica ad es quando collego con normali cavi schermati strumenti o apparecchi o pc dotati di massa a terra ad un amplificatore non dotato. Il problema non esiste se tutti i dispositivi sono realizzati con tecnica di doppio isolamento che permette di mantenere un'elevata sicurezza senza necessitare della messa a terra, altrimenti bisogna o usare collegamenti semibilanciati, o usando un collegamento digitale cavo ottico, o un filtro (o una funzione del mixer) ground loop o lift killer ; questo filto/tasto scollega la massa dei cavi bilanciati per eliminare il disturbo. RONZII Abbassare uno alla volta ciascun canale. Se il rumore scompare, proviene dalla sorgente collegata a quel canale. Controllare i cavi di segnale fra le sorgenti e gli ingressi del mixer. Scollegandoli uno ad uno. Quando il rumore scompare si saprà quale sorgente è la causa del problema. Talvolta può essere di aiuto alimentare tutto l'equipaggiamento audio collegandolo dalla stessa linea di corrente AC, in modo che tutti gli apparati condividano la stessa presa di terra. Se il ronzio compare solo quando si collega l'usb a un computer portatile e l'unità di alimentazione del computer portatile è in CLASSE 1, provare a rimpiazzare l'unità di alimentazione con una in CLASSE 2 o usarlo scollegandolo dalla rete e alimentandolo con le batterie interne.

EFFETTI PRINCIPALI RIVERBERO: simula l acustica di vari ambienti (simile al parlare in una grotta) aggiungendo al suono (specie alla voce del cantante) spazialità. DELAY/ECO: ripete il suono emesso CHORUS: arricchisce e riempie il suono sovrapponendo più segnali dello stesso intonati in modo leggermente diverso; utile per la chitarra FLANGER: crea una sonorità sibilante, incanalata ed evanescente. PHASER: crea un suono oscillante ROTARY: crea un effetto vibrato MIXER DIGITALE Il lavoro è svolto in digitale, quindi tutti i comandi quali gain, equalizzazione, volumi, effetti, editing, sono gestiti da una CPU interna, quindi ho molte piu possibilità di gestire il segnale, non ho fruscii o disturbi, ho i display e soprattutto ho un software che fa tutto, posso memorizzare delle situazioni con le memorie, non ho bisogno di apparecchi fisici esterni, ho la funzione repatching che consente di assegnare ad ognuna delle entrate o delle uscite fisiche, siano esse analogiche o digitali, un percorso all interno del mixer, mentre con l analogico devo fisicamente staccare e spostare le connessioni. Posso inserire segnali digitali o anche analogici (hanno i convertitori analogico/digitali ADC). Anche le uscite sono digitali e analogiche. Però, mentre il mixer analogico è istantaneamente pronto per l uso, il mixer digitale richiede un preventivo lavoro di setup che deve essere della massima accuratezza. Possono esservi situazioni, soprattutto nel live, dove i tempi di lavoro sono molto stretti e non permettono una preparazione del mixer digitale effettuata con la necessaria cura, mentre possono esservene altre in cui tali tempi sono previsti con larghezza. I digitali sono migliori per: uso in studio, ingombro e funzioni Gli analogici sono migliori per: uso live, immediatezza