LA CODIFICA DELLE IMMAGINI



Похожие документы
Immagini digitali Appunti per la classe 3 R a cura del prof. ing. Mario Catalano

Il campionamento. La digitalizzazione. Teoria e pratica. La rappresentazione digitale delle immagini. La rappresentazione digitale delle immagini

PDF created with pdffactory trial version

C M A P M IONAM A E M NT N O

Le immagini digitali. Le immagini digitali. Caterina Balletti. Caterina Balletti. Immagini grafiche. Trattamento di immagini digitali.

INFORMATICA. Elaborazione delle immagini digitali. Università degli Studi di Foggia Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale

Immagini vettoriali. Immagini raster

Immagini vettoriali Immagini bitmap (o raster) Le immagini vettoriali .cdr.swf .svg .ai.dfx .eps.pdf .psd

LA CODIFICA DELLE IMMAGINI

Marta Capiluppi Dipartimento di Informatica Università di Verona

IMMAGINE BITMAP E VETTORIALI

La codifica delle Immagini. Prof. Francesco Accarino IIS Altiero Spinelli Via Leopardi 132Sesto San Giovanni

Un ripasso di aritmetica: Rappresentazione binaria - operazioni. riporti

Esercitazioni di Informatica Grafica A.A

Capitolo V : Il colore nelle immagini digitali

Immagini Digitali Immagini digitali

La codifica delle immagini

La codifica delle immagini

La codifica delle immagini

Codifica delle immagini

INFORMATICA E GRAFICA PER IL WEB

Codifica delle immagini

Le immagini digitali: introduzione

gestione e modifica di immagini fotografiche digitali

Dal foglio di carta alla multimedialità

Lezione 2: Immagini digitali (1)

Sappiamo rappresentare in formato digitale testi scritti e numeri. Ma come la mettiamo con le immagini e i suoni?

I formati dei file immagine

Codifica delle immagini

Rappresentazione delle Immagini

Codifica delle Informazioni

Grafica Online Luca Panella Innovatek scrl - Bari

Immagini digitali. Paolo Zatelli. Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Trento. Immagini digitali

Le immagini. Sappiamo rappresentare in formato digitale testi scritti e numeri. Ma come la mettiamo con le immagini e i suoni?

DIMENSIONI DELLE IMMAGINI e PROFONDITA DEL COLORE. Gruppo Iseo Immagine 10 novembre A cura di Giancarlo Caperna bfi

Elaborazione testi: immagini

La codifica delle immagini

Le immagini digitali. formati, caratteristiche e uso. Testo e foto di Mario Ceppi

CORSI I principali programmi Adobe Photoshop/InDesign/Illustrator Nozioni di base

Grafica Digitale. Concetti di base della computer grafica. Oliviero Neglia

Codifica delle immagini (parte I)

Un ripasso di aritmetica: Conversione dalla base 10 alla base 16

UNIVERSITÀ - OSPEDALE di PADOVA MEDICINA NUCLEARE 1. Lezione 4: DIGITAL IMAGING PROCESSING 2. D. Cecchin, F. Bui. Esempi di scale colore

gestione e modifica di immagini fotografiche digitali

Il colore. IGEA febbraio 2007

L informazione grafica. Le immagini digitali. Esempi. Due grandi categorie. Introduzione

Corso di Informatica

Informatica Personale. Contributi digitali per rappresentare immagini e suoni: Parte I. Dante Picca

Giorgio Maria Di Nunzio

Origine delle immagini. Elaborazione delle immagini. Immagini vettoriali VS bitmap 2. Immagini vettoriali VS bitmap.

1.3a: La Codifica Digitale delle Immagini

Informatica. Rappresentazione binaria Per esempio diventa /10/2007. Introduzione ai sistemi informatici 1

Tipi di colore. Informazioni sul colore. Durante la stampa. Uso del colore. Gestione della carta. Manutenzione. Risoluzione dei problemi

Informatica pratica. L'immagine digitale

Informatica grafica e Multimedialità. 4 Immagini grafiche

Modelli di colore. Un tocco di blu non guasta

Rappresentazione delle immagini

INFORMATICA E GRAFICA PER IL WEB

Sistema di ripresa con fotocamera digitale fissa Calibrazione

Corso integrato di Disegno e Rilievo dell'architettura B (12 cfu)

Imaging. Informatica. Prof. Pierpaolo Vittorini

Ingegneria Aerospaziale Prof. A. Palomba - Elementi di Informatica (E-Z) Rappresentazione caratteri Rappresentazioni immagini Rappresentazione suoni

L'algebra di Boole falso vero livello logico alto livello logico basso Volts

Fondamenti di Informatica 2. Codifica delle immagini

Immagini e formati grafici

I metodi colore in Photoshop e il significato dei canali

Librerie digitali. Video. Gestione di video. Caratteristiche dei video. Video. Metadati associati ai video. Metadati associati ai video

Codifiche a lunghezza variabile

( x) ( x) 0. Equazioni irrazionali

Funzioni funzione dominio codominio legge argomento variabile indipendente variabile dipendente

CMS MUSEO&WEB Tutorial sulle immagini digitali, la loro elaborazione per il web, il caricamento nell archivio media del CMS

ELETTRONICA DIGITALE

Introduzione all immagine digitale. Laboratorio di Tecnologie Educative A.A. 2003/04

Codifica dell informazione

Comando STAMPA. Attiva la finestra di dialogo nella quale vengono impostati i parametri per ottenere tavole stampate:

Elementi di Informatica

Allegato tecnico. Per l invio di documenti elettronici al Comune di Prato

la scienza della rappresentazione e della elaborazione dell informazione

Scheda di approfondimento gioco I pixel

Informatica per i beni culturali

Elementi di Informatica e Programmazione

ColorSplitter. La separazione automatica dei colori di Colibri.. Perché ColorSplitter? Come opera ColorSplitter?

All interno dei colori primari e secondari, abbiamo tre coppie di colori detti COMPLEMENTARI.

CONI, CILINDRI, SUPERFICI DI ROTAZIONE

Corso di. Dott.ssa Donatella Cocca

LE FUNZIONI A DUE VARIABILI

Corso di INFORMATICA GRAFICA. Modulo 2 (CAD) Stefano Cinti Luciani. Introduzione a PhotoShop

corso di photoshop full immersion

Транскрипт:

asdf LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 3 March 2012 Premessa L'articolo che segue vuole essere, senza alcuna pretesa di rigore scientifico e di precisione assoluta, in quanto non ne possiedo le competenze, una trattazione breve e spero utile dell'argomento della codifica delle immagini nell'ambito dell'informatica. L'intento dell'articolo è di fornire dei concetti utili per lo studio (come nel caso del sottoscritto) o più in generale per una lettura disinteressata. Buona lettura. Cosa è un'immagine? Un'immagine è una informazione continua in tre dimensioni, che si caratterizzano in: due dimensioni spaziali; una dimensione colorimetrica. Per codificarle è necessario ricorrere a tre discretizzazioni. Quelle spaziali (in numero di due) riducono l'immagine ad una matrice di punti che sono denominati pixel (termine derivante da picture element); la discretizzazione colorimetrica limita l'insieme di colori che ogni pixel può assumere ad un definito sottoinsieme. Possiamo dunque affermare che l'immagine digitale e è una matrice bidimensionale di numeri; ognuno di essi è la misura di una proprietà fisica (colore) di un'area elementare della scena rappresentata. E' possibile generare un'immagine digitale mediante le seguenti modalità: acquisizione tramite scanner da immagini analogiche come le fotografie o le diapositive, ad esempio; LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 1

scanner da scene del mondo reale "catturate" tramite camere digitali; camera digitale da applicazioni di grafica. Il processo di campionamento e la risoluzione In sostanza le immagini digitali riproducono la scena ma la dividono in una griglia fatta di aree delle quali viene misurata la luminosità o il colore. A ciascuna area corrisponde un pixel la cui forma si discosta dalla superficie ripresa. Relativamente alle caratteristiche della maggior parte dei dispositivi elettronici di acquisizione e di visualizzazione delle immagini la forma dei pixel è ellittica; in particolare l'ellisse ha l'asse verticale più lungo più lungo di quello orizzontale. Il rapporto tra i due assi è denominato rapporto di aspetto e nelle applicazioni grafiche permette di correggere eventuali deformazioni dovute a differenti rappresentazioni di uno stesso segmento nelle due direzioni ortogonali. LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 2

(immagine reale) (immagine vista dai dispositivi di acquisizione) LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 3

(immagine acquisita come griglia di pixel) Il processo di campionamento applicato ad un'immagine consiste nel far corrispondere una porzione dell'immagine reale ad ogni pixel. Tanto più la dimensione dei pixel è piccola tanto minore è l'approssimazione tra immagine reale e digitale. Il numero di pixel per pollice (le dimensioni di un'immagine sono misurate in pollici) è detto risoluzione (dpi-dot per inch). La dimensione dell'immagine è espressa anche indicando in maniera separata il numero di pixel orizzontali e il numero di pixel verticali, ad esempio: Di solito la risoluzione orizzontale è uguale a quella verticale. Inoltre ad ogni pixel è assegnato un indirizzo che ne sancisce le coordinate verticali ed orizzontali, cioè il cosiddetto bit mapping. La risoluzione è correlata a quanto sono fitti i punti che visualizzano l'immagine: maggiore è la risoluzione dell'immagine, maggiore è la possibilità di riuscire a distinguere i dettagli che sono presenti in essa. I pixel contenuti all'interno di una immagine digitale hanno le stesse dimensioni e la loro dimensione è determinata dalla risoluzione alla quale è digitalizzata l'immagine. In parole semplici, se la risoluzione è di 600 dpi, allora ciascun pixel misura 1/600 pollice. LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 4

Ad ogni pixel sono associati 1 bit che misurano caratteristiche del colore. Con 1 bit sono solo 2 1 le sfumature di colore rappresentate degli infiniti valori della realtà; tutte le sfumature intermedie sono approssimate con il valore di luminosità più prossimo tra quelli codificati. Dato che la porzione di immagine che è associata ad un unico pixel ha una luminosità uniforme, senza che i dettagli in tale porzione possano essere distinti, minore è il numero dei livelli di quantizzazione e minore è la qualità dell'immagine. La profondità di colore è la misura della capacità di rappresentare o di distinguere varie sfumature di colore. Un'immagine che è rappresentata con una profondità di colore di 6 bit, riesce a distinguere tra 64 livelli di colore e all'aumentare del numero di bit, aumenta anche il livello di dettaglio. Se l'immagine è in bianco e nero è necessario associare un 1 ai pixel neri e uno 0 ai pixel bianchi. Per immagini a livelli di grigio si usano 4 o 8 bit, per quelle a colori 8, 24, 32 bit. Si parla di colori veri quando ad un pixel corrispondono 24 bit per un totale di 16.7Mega colori diversi; con 48 bit oggi è gestita l'alta definizione. Va detto inoltre che la rappresentazione accurata di una immagine è dipendente da: numero di pixel; profondità di colore. Inoltre una elevata qualità comporta anche una elevata quantità di informazione fornita dal prodotto: La misura del colore La misura del colore è al centro della colorimetria. I metodi per formare il colore sono due: sintesi del colore additiva; LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 5

additiva sintesi del colore sottrattiva. sottrattiva Nella prima tipologia il colore può essere ottenuto con la miscelazione di gradazioni di tre colori primari: rosso; verde; blu. Proprio per i colori impiegati il modello su cui si basa è detto RGB (red green blue). Unendo il colore rosso al verde si ottengono i colori che vanno dal giallo all'arancio; unendo il rosso e il blu si ottengono i colori che vanno dal porpora al viola. Sommando LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 6

i colori primari alla loro massima potenza si ottiene il bianco e per tale motivo si parla di modello additivo. Nella seconda tipologia il modello adoperato è detto CMY (cyan, magenta, yellow, cioè ciano, magenta, giallo) ed è adoperato perlopiù nei processi di stampa su carta perché si basa sulla capacità dell'inchiostro di assorbire la luce. Quando la luce bianca colpisce gli inchiostri, alcune lunghezze d'onda visibili sono assorbite, altre sono riflesse e quindi viste. Per tale motivo si parla di modello sottrattivo. Nonostante il nero possa essere derivato dalla combinazione di ciano, magenta e giallo nelle stampanti, si usa anche l'inchiostro nero e il modello è denominato CMYK. In ambedue i casi i bit associati ai pixel di una immagine esprimono la misura dei tre colori base. In caso di profondità pari a 24 bit e codifica RGB sono assegnati 8 bit per la percentuale di rosso, 8 bit per la percentuale di verde e 8 bit per la percentuale di blu. Dato che si utilizzano 3 byte per rappresentare ogni pixel, una immagine a colori di 100 X 100 pixel avrà bisogno di 100 X 100 X 3 byte per essere rappresentata. Palette Al fine di ridurre la dimensione della rappresentazione si ricorre ad un sistema di codifica dei colori tramite una tavolozza di colori, denominata anche palette o CLUT (Color Look-Up Table). La palette è una codifica dei colori, di solito di 8 bit per pixel, che permette di scegliere 256 colori diversi tra i milioni esistenti. Essa si basa sull'ipotesi che in un'immagine sono difficilmente presenti contemporaneamente 16 milioni di colori diversi. In pratica consiste nell'adoperare una tabella numerica in cui sono codificati i soli colori presenti effettivamente nell'immagine. Ciascun pixel verrà codificato con un numero limitato di bit, da 4 a 8 bit, che identifica la posizione in tabella del colore da usare. i colori della palette variano a seconda dell'immagine e dipendono dal suo contenuto; infatti la tavolozza contiene solo il sottoinsieme dei colori che possono essere rappresentati che compare nella foto. Possono essere anche modificati in funzione dell'utilizzo dell'immagine. Inoltre se si cambia la CLUT ad una immagine variano ovviamente anche le sue sfumature di colore. In tale codifica ogni immagine è accompagnata dalla propria palette. LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 7

I formati di rappresentazione Il bitmap o raster è il formato di rappresentazione di immagini per punti; è adoperato per riprodurre le fotografie, i dipinti e le immagini per cui non è importante la individuazione degli elementi riprodotti. Il pixel e le sue caratteristiche costituisce l'elemento di riferimento nelle immagini bitmap. Il pixel, preso singolarmente, possiede un contenuto informativo limitato; se invece viene considerato in combinazione all'insieme dei pixel adiacenti si possono ottenere delle caratteristiche maggiormente significative. I formati di rappresentazione maggiormente diffusi sono: TIFF (Tagged Image File Format): consente di gestire nelle modalità bianco e nero, scala di grigio, colori RGB, colori CMYK le immagini. Prevede un sistema di compressione detto LZW, cioè Lempel Ziv Welch, che non elimina alcuna informazione e non degrada la qualità dell'immagine e produce delle buone riduzioni della quantità di bit della rappresentazione; EPS (Encapsulated PostScript File): è adoperato soprattutto per i disegni vettoriali e si è diffuso come standard anche per le immagini raster e deve la sua importanza al linguaggio PostScript; JPEG (Joint Photographic Expert Group): nacque con lo scopo di standardizzare i diversi formati per immagini con compressione di qualità. Consente di poter scegliere il livello di compressione e di modulare il rapporto tra la qualità dell'immagine e la quantità di bit. La compressione è con perdita e si possono raggiungere anche livelli di compressioni elevati (fino a 20:1); GIF (Graphics Interchange Format): è diffuso in Internet per rappresentare gli elementi grafici come pulsanti, scritte, loghi. Consente di rendere lo sfondo degli oggetti trasparente, in modo da integrarli nelle pagine web. E' un formato che possiede poca quantità di bit; PNG (Portable Network Graphics): inventato per sostituirsi a GIF nella trasmissione delle immagini in rete; gestisce la trasparenza dello sfondo e non supporta l'animazione; BMP (Bitmap): sviluppato in modo tale che sia compatibile con le applicazioni del mondo Window per immagini in b/n, in scala di grigi, in scala di colore; non prevede l'applicazione di metodi di compressione per i quali la quantità di bit resta consistente. LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 8

La rappresentazione vettoriale Quando le immagini presentano delle caratteristiche geometriche ben definite, è possibile ricorrere ad una tecnica più efficiente per codificare le figure. Quando si ha a che fare con la progettazione architettonica, meccanica o elettronica il disegno da memorizzare può essere scomposto in degli elementi base come una linea o un arco di circonferenza procedendo a descrivere gli elementi che compongono la figura in termini matematici. <br7>quindi gli oggetti matematici che compongono il disegno come i punti, le linee, le rette, le curve, i cerchi, le ellissi, i rettangoli, sono rappresentati usando formule matematiche e parametri che li descrivono: le coordinate per un punto; l'equazione per una retta; le coordinate dei quattro vertici per un rettangolo; le coordinate del vertice e la dimensione del raggio per la circonferenza. Si parla quindi di rappresentazione vettoriale. Un vantaggio delle immagini vettoriali rispetto alle raster è la minore quantità di bit impiegata per la loro rappresentazione e la possibilità di essere modificate nelle dimensioni evitando ogni distorsione. Le immagini bitmap, invece, se ridimensionate rispetto alle dimensioni originali tendono a modificarsi, risultando sfocate o distorte. Inoltre nelle rappresentazioni vettoriali è che gli oggetti che compaiono nella figura mantengono la loro identità come caratteristiche descrittive e quindi è più facile modificare l'immagine come accade di solito nella progettazione. Viene da sé che la rappresentazione vettoriale è sconsigliata per rappresentare immagini che sono composte da variazioni di colore continue, come le fotografie. Bibliografia Alla scoperta dei fondamenti dell'informatica. Un viaggio nel mondo dei BIT - Chianese, Moscato, Picariello. Estratto da "http://www.electroyou.it/mediawiki/index.php?title=userspages:asdf:lacodifica-delle-immagini" LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 9