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DOSSIER PAVIMENTAZIONE Il calcestruzzo rappresenta la soluzione più diffusa nelle stalle italiane. Ma in zona Principali caratter dei pavimenti pien di mungitura e nelle aree di raggruppamento è preferibile utilizzare altri materiali di ALESSANDRO GASTALDO Il pavimento di calcestruzzo posato su vespaio di ghiaia rappresenta il tipo di pavimentazione più usato nelle stalle; esso unisce all economicità, la solidità, la longevità e la relativa semplicità di costruzione. La dosatura dell impasto di calcestruzzo, la cura nei particolari costruttivi e un attenzione particolare nella fase di indurimento del getto sono gli elementi essenziali per la realizzazione di pavimenti duraturi e funzionali. Le miscele, spesso preconfezionate, devono rispettare la classe di resistenza caratteristica a compressione indicata dai calcoli strutturali (comunque non inferiore a 25 N/mm 2 ) e avere una buona lavorabilità, ottenibile con l eventuale aggiunta di fluidificanti. Una miscela consigliata (Zeeb e Unger, 1998) per la realizzazione di corsie interne e piazzali prevede 330 kg di cemento tipo 32,5 per 1 m 3 d impasto e inerti con la seguente distribuzione: 33% di sabbia fine (0,2 2 mm), A destra - Il pavimento della sala di mungitura può essere realizzato in porfido (a), ceramica (b) o resine epossidiche (c) A B 36 IZETA n. 5 / 2005

istiche i A sinistra - Corsia di foraggiamento con pavimento di calcestruzzo Sotto - Pavimento di calcestruzzo posato su vespaio di ghiaia 27% di sabbia grossa (2 8 mm) e 40% di pietrischetto (8 16 mm). Per limitare l effetto del ritiro, che causerebbe fessurazioni nel pavimento, è bene prevedere dei giunti di dilatazione posti ogni 3 5 m e un adeguata armatura con rete elettrosaldata. Nel caso di di aree frequentate dagli a- nimali o destinate allo stoccaggio di deiezioni, ovviamente, i giunti potranno essere solo parziali, cioè limitati allo strato superiore del pavimento (circa 40 mm), onde garantire l impermeabilità della superficie. Una cura particolare, inoltre, deve essere posta nella fase di maturazione del calcestruzzo, mantenendo bagnata la superficie del pavimento e riparandola, nel limite del possibile, dall irraggiamento solare diretto; un intervento tecnicamente consigliato è quello di ricoprire il pavimento con sabbia bagnata per almeno una settimana dal giorno del getto. Lo spessore delle di calcestruzzo varia da 100 120 mm quando le superfici sono transitabili soltanto da animali, a 150 200 mm quando è possibile il transito di veicoli (trattori, carri unifeed, ecc.). Per una buona distribuzione dei carichi è molto importante che il pavimento sia gettato su un vespaio di ciottoli, ghiaia Quando grossa e materiale minuto, adeguatamente compattato e livellato, dello spessore minimo di 0,2 m. nuove è si realizzano consigliabile intervenire con la rigatura della superficie FINITURA sempre SUPERFICIALE La finitura superficiale dei pavimenti di calcestruzzo dev essere sufficientemente ruvida da permettere una buona presa dei piedi dei bovini, ma non troppo abrasiva, per evitare danni alla suola degli unghioni, e questo è più facile da dirsi che da farsi; in effetti, la realizzazione del pavimento delle zone di stabulazione è spesso il problema più difficile da risolvere nella costruzione di una stalla. Di fatto, la scivolosità dei pavimenti è un inconveniente noto, anche se spesso sottovalutato, che può rendere il movimento degli animali instabile e incerto, provocando scivolamenti e cadute e u- no stato generale di stress. Il problema può essere particolarmente grave nelle corsie delle stalle pulite con raschiatori meccanici o pale portate dal trattore che, con il loro continuo sfregamento superficiale, rendono il pavimento molto liscio. Già in sede di realizzazione del pavimento è consigliabile intervenire con la rigatura della superficie; i solchi, profondi 6 12 mm, si possono realizzare mediante appositi stampi di metallo sul conglomerato ancora fresco, a- vendo cura di eliminare eventuali sporgenze e bordi taglienti prima del completo indurimento del calcestruzzo; l uso degli stampi, tuttavia, non è molto semplice e il risultato finale è molto influenzato dal grado di umidità del calcestruzzo (Gooch, 2001). Sui pavimenti esistenti è possibile intervenire con speciali macchine che incidono il calcestruzzo preventivamente pulito. Dumelow (1993) ha dimostrato che il migliore effetto antiscivolo si ottiene realiz- C

DOSSIER PAVIMENTAZIONE zando solchi larghi 10 mm disposti secondo un disegno ad esagoni regolari con lato di 46 mm, ma tale soluzione appare di difficile esecuzione nella pratica. Un intervento più semplice prevede la realizzazione di solchi paralleli fra loro, distanziati 40 50 mm e disposti trasversalmente o longitudinalmente rispetto all asse principale della corsia; nel primo caso si ottiene un migliore effetto antisdrucciolo, perché i solchi sono perpendicolari alla direzione del movimento dei bovini, ma si ostacola la movimentazione dei reflui, soprattutto con sistemi a scorrimento superficiale di liquame, e si possono danneggiare le lame dei raschiatori; nel secondo caso, per contro, si agevola la rimozione dei reflui dalla corsia e si facilita la realizzazione dei solchi a macchina su pavimento vecchio, ma l efficacia del trattamento antiscivolo è minore. Probabilmente il migliore compromesso è quello di realizzare i solchi in diagonale, ad una distanza reciproca di 100 120 mm, anche in entrambi i sensi per ottenere un disegno a rombi (Graves et al., 1997). ZONA DI MUNGITURA Nelle aree della stalla dove gli animali non vivono abitualmente e dove spesso devono interagire con l uomo si creano delle situazioni particolari di agitazione; lo stato di tensione può essere aggravato da condizioni di affollamento o da comportamenti non corretti degli addetti. In queste situazioni, tipiche della zona di mungitura o delle aree di raggruppamento, è prefe- L interesse ribile ricorrere a crescente nei che garantiscano confronti delle una migliore presa degli unghioni delle vacche e che in resine siano, al tempo stesso, facilmente epossidiche pulibili. Il porfido può essere impiegato con deriva dalla ottimi risultati per loro grande la realizzazione del pavimento della sala di mungi- resistenza meccanica tura e dell eventuale zona d attesa; si prevede, di e chimica norma, la posa ad opus incertum di lastre irregolari dello spessore di 30 40 mm su idoneo massetto di calcestruzzo; la superficie del pavimento finito, lievemente irregolare, con i giunti fra le lastre marcati a mano, offre una buona presa agli unghioni delle vacche e consente una buona pulibilità a mezzo di acqua in pressione. In alternativa al porfido si possono impiegare ceramiche di vario genere, quali piastrelle di grès o di clinker, preferibilmente con superficie antisdrucciolo zigrinata, scanalata, rombata o a rilievi (non pungenti!), oppure pavimenti in malte resinose. 38 IZETA n. 5 / 2005

L interesse crescente nei confronti delle in resine epossidiche deriva dalla loro grande resistenza meccanica e chimica, dalla facilità di pulizia e dalla possibilità di intervento su esistenti degradate. Numerose sono le varianti proposte dall industria per la realizzazione di questi pavimenti, in cicli di lavorazione che si differenziano, fra l altro, per lo spessore della pavimentazione finita. Per gli impieghi zootecnici possono risultare interessanti i cicli a medio e alto spessore (3 7 mm) per la realizzazione di pavimenti monolitici in malta di resine epossidiche e quarzo, con finitura antisdrucciolo e antiusura a base di farina di quarzo e resine poliuretaniche; limite di questi pavimenti è il costo elevato, che ne rende possibile l impiego Pianta di stalla a cuccette groppa a groppa con le pendenze da adottare per aree di modesta superficie. Un alternativa meno costosa, ma adatta a superfici con traffico limitato e di portata modesta, è la realizzazione di un pavimento pellicolare antiusura dello spessore di 0,5 mm, a base di resine epossidiche e indurenti amminici. Questa soluzione è interessante per la protezione della mangiatoia e del relativo muretto. Quando si realizzano nuove in resine epossidiche impermeabili è fondamentale la predisposizione di una barriera al vapore (semplice foglio di polietilene) sotto al massetto di calcestruzzo, onde evitare deformazioni e rotture del pavimento causate dalla pressione dell acqua. L intervento su vecchie di grès o calcestruzzo fessurate può essere attuato con un pavimento e- possidico monolitico spatolato ad alto spessore, antisdrucciolo e antiusura, in versione impermeabile op- IZETA n. 5 / 2005 39

Pavimento di calcestruzzo con rigatura a rombi pure, per aree non frequentate da animali, in versione traspirante per pavimenti o- riginari molto umidi. PENDENZA DEI PAVIMENTI Le piene delle aree soggette a lavaggi frequenti devono avere pendenza del 1,5 2% verso i pozzetti o le cunette di scarico, per il rapido e completo allontanamento dei reflui. Nelle aree di attesa alla mungitura si adottano pendenze anche superiori, fino al 6 7% in salita verso la sala, al fine di favorire l ingresso degli animali nelle poste di mungitura; le pendenze elevate, inoltre, consentono di innalzare il pavimento delle poste rispetto ai pavimenti della stalla, in modo da realizzare la buca del mungitore al piano terra. Il pavimento della corsia di foraggiamento è realizzato in pendenza trasversale del 1-1,5% verso il lato esterno o verso l asse centrale. Le corsie di stabulazione (zona di alimentazione, corsia di smistamento) possono essere realizzate in piano o in pendenza, in dipendenza dai sistemi adottati per l allontanamento dei reflui dalla stalla o dalla topografia del luogo. Quando si adottano raschiatori meccanici le corsie possono essere perfettamente o- rizzontali, oppure si può prevedere una leggera pendenza trasversale (0,5 1%) verso l asse centrale della corsia, per favorire la rapida rimozione della frazione liquida delle deiezioni mediante un collettore fognario in leggera pendenza posto al disotto della guida a U del raschiatore; tale soluzione, particolarmente indicata nella corsia di alimentazione delle stalle a cuccette, consente di mantenere la pavimentazione più asciutta, con benefici ai piedi delle bovine. In alternativa, soprattutto nei casi in cui si possa sfruttare la pendenza naturale del terreno, i pavimenti delle corsie possono essere realizzati con pendenza longitudinale costante del 1 2%. Nel caso di sistemi di pulizia a ricircolo superficiale di liquami le pendenze longitudinali dei pavimenti devono essere elevate (2 4%), per favorire la rimozione completa delle deiezioni dalle corsie. La pendenza massima da a- dottare per il pavimento delle corsie di movimentazione, di trasferimento o di passaggio delle vacche è il 5%; quando il collegamento fra due aree a differente quota richiederebbe una pendenza maggiore si consiglia di prevedere uno o più gradini con alzata di 150 200 mm e pedata di 500 mm.