CORPUS DOMINI - 26 GIUGNO 2011



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CORPUS DOMINI - 26 GIUGNO 2011 Nicolas Poussin L istituzione dell Eucaristia, 1640, Musée du Louvre, Paris Nella Sinagoga di Cafarnao, Gesù parlò dell Eucarestia

LECTIO SUL VANGELO DELLA SOLENNITÀ DEL CORPO E SANGUE DEL SIGNORE PREGHIERA Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, ravviva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene: fa che, sostenuti dal sacramento del Corpo e Sangue di Cristo, compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare nella gioia dei santi, tuoi convitati alla mensa del regno. Lettura leggo per capire cosa dice il Signore Nella sinagoga di Cafarnao Gesù dichiara che il suo Corpo è vero cibo e il suo Sangue è vera bevanda. Attraverso i segni sacramentali dell Eucaristia comunichiamo con Cristo ed egli entra nella nostra vita e la trasforma. Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58) Vivo lett.: il Vivente, cioè, capace di trasmettere la vita. Per questo recupera la vita e la dona in pienezza dopo la morte. Il pane richiama la manna, la carne il sacrificio dell agnello pasquale, l agnello della liberazione e della libertà. Gesù è Dio e uomo, Parola e Carne. Qui si manifesta il mistero dell Incarnazione. Se si ascolta solo la Parola, si realizza un rapporto legalistico. La fede esige, invece, una relazione, una comunicazione di vita, una assimilazione. In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». 52 Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Il frutto del mangiare e bere è il dimorare, cioè la comunione di vita propria dell amore. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.

Chi riceve la Vita, la assimila, non può non vivere in eterno. L amato diventa la vita di chi lo ama (cf. Gal 2.20). 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Meditazione cosa Dio dice a me Preghiera cosa io posso dire a Dio Condivisione comunico ai fratelli quello che il Signore mi ha fatto capire Azione cosa può cambiare per me

PRIMA LETTURA Il popolo ebreo nella prosperità deve ricordare l intensa esperienza dei quarant anni nel deserto. La Parola di Dio è necessaria al pari dell acqua e della manna, figura dell Eucaristia. Dal libro del Deuteronomio (8, 2-3. 14-16) Mosè parlò al popolo dicendo: «2 Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. 3 Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l uomo non vive soltanto di pane, ma che l uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. 14 Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d Egitto, dalla condizione servile; 15 che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz acqua; che ha fatto sgorgare per te l acqua dalla roccia durissima; 16 che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, per umiliarti e per provarti, per farti felice nel tuo avvenire». SALMO RESPONSORIALE (SaI 147,12-1519-20) Loda il Signore, Gerusalemme. Celebra il Signore, Gerusalemme, loda il tuo Dio, Sion, perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, in mezzo a te ha benedetto i tuoi tigli.

Egli mette pace nei tuoi confini e ti sazia con fiore di frumento. Manda sulla terra il suo messaggio: la sua parola corre veloce. Annuncia a Giacobbe la sua parola, i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele. Così non ha fatto con nessun altra nazione, non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. SECONDA LETTURA Paolo riflette sul significato della cena del Signore e ne deduce l incompatibilità tra la partecipazione all Eucaristia e ai banchetti pagani. L Eucaristia è il segno sacramentale dell unità della Chiesa, che è il Corpo di Cristo, di cui ogni cristiano è membro. Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (10, 16-17) Fratelli, 16 il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? 17 Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all unico pane. PREGHIERA Signore, ti ho pensato, oggi, presente nell Eucarestia. È il tuo corpo, la tua carne.

Corpo, carne. Quante volte questi termini sono usati come un qualcosa di negativo o di provocatorio o provocante. L Eucarestia fa di ogni corpo una sola realtà con il tuo corpo. Fa di tutta l umanità un solo corpo che è la tua Chiesa. Allora ogni corpo: quello di un bambino appena nato, o di un vecchio consumato dagli anni, quello armonioso e desiderabile e quello distrutto dalla violenza, quello sano e quello malato, quello avvolto da vestiti, ornato di cose preziose e quello ricoperto di cenci, tutti i corpi, nel tuo corpo, Signore, trovano verità, dignità, e diventano dono. L Eucarestia è il tuo corpo donato a ciascuno di noi perché noi possiamo trovare forza e motivi per fare del nostro corpo, della concretezza della nostra esistenza, un dono, un Eucarestia, cioè un rendere grazie,

una lode, un desiderio di purificazione, un senso di intimità e di amicizia, una comunione con ogni persona che incarna in modo misterioso il tuo corpo, Signore.