SISTEMI E SOLUZIONI KERAKOLL

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EDIFICI INDUSTRIALI MONOPIANO SISTEMI E SOLUZIONI KERAKOLL CONSOLIDAMENTO E ADEGUAMENTO ANTISISMICO Estratto da: Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici 19 giugno 2012 v. 1.0 È insieme alla natura che si costruisce il futuro.

Premessa Le seguenti indicazioni tecniche non hanno lo scopo di sostituire il lavoro del progettista nell identificare le cause e la qualità del danno, compiti questi demandati e realizzati da professionisti abilitati con l ausilio di adeguate indagini diagnostiche. Esse si propongono piuttosto di essere uno strumento per la messa a punto di un ciclo, corretto e realizzabile, che sia il più semplice e risolutivo possibile, con lo scopo di ripristinare la funzionalità di elementi strutturali e non strutturali, in seguito ad evento sismico. A tale scopo verranno anche identificati e indicati i materiali con cui sarà possibile realizzare gli interventi. Le proposte e le indicazioni di utilizzo dei materiali tengono conto delle destinazioni d uso della struttura stessa e si propongono quindi di essere tecnicamente corrette e realizzabili. Per l esatto impiego dei materiali proposti e per la buona riuscita dell intervento è indispensabile che l applicatore segua scrupolosamente le istruzioni contenute nelle schede tecniche di ogni singolo prodotto. Resta inteso che le presenti informazioni sono di carattere generale e redatte in base alle nostre migliori conoscenze tecniche e applicative. Non potendo tuttavia intervenire direttamente sulle condizioni dei cantieri e sull esecuzione dei lavori, esse rappresentano indicazioni di carattere generale. Sarà cura dell operatore e dei progettisti verificare per ogni singolo caso l idoneità della metodologia riportata. Rimaniamo a Vostra completa disposizione per ogni possibile chiarimento o supporto necessario. Consulenti GreenBuilding KERAKOLL S.p.A.

Indice Generale COLLEGAMENTO TRA PILASTRO E PAVIMENTO INDUSTRIALE pag. 06 CONSOLIDAMENTO DEL TERRENO CIRCOSTANTE LA FONDAZIONE MEDIANTE INIEZIONI CON MISCELE CEMENTIZIE A BASSA PRESSIONE pag. 08 CONFINAMENTO ALLA BASE DEI PILASTRI MEDIANTE ANGOLARI E CALASTRELLI METALLICI pag. 10 CONFINAMENTO E RINFORZO ALLA BASE DEI PILASTRI MEDIANTE INCAMICIATURA CON MALTE AD ELEVATE PRESTAZIONI E DUTTILITÀ pag. 12 CONFINAMENTO E RINFORZO ALLA BASE DEI PILASTRI MEDIANTE INCAMICIATURA IN C.A. pag. 14

1 COLLEGAMENTO TRA PILASTRO E PAVIMENTO INDUSTRIALE LINEE DI INDIRIZZO PER INTERVENTI LOCALI E GLOBALI SU EDIFICI INDUSTRIALI MONOPIANO NON PROGETTATI CON CRITERI ANTISISMICI (paragrafo 3.8.1 scheda N.ID. PF-1). Dipartimento di Protezione Civile ReLUIS (GIUGNO 2012) 1. Preparazione dei supporti. Prima di procedere con la foratura/fresatura di qualsiasi elemento in c.a. interessato all intervento, individuare, mediante pacometro, le zone prive d armatura. Effettuata questa verifica preliminare, creare degli incavi nella pavimentazione industriale mediante fresatura e/o scasso nelle seguenti modalità: la lunghezza di ancoraggio (Ls) dovrà essere almeno pari a 50 volte il diametro (φ) della barra metallica utilizzata per il collegamento, mentre la profondità (hs) dovrà essere almeno pari a 50 mm. Quindi forare il pilastro, nei punti prestabiliti, per permettere il successivo inghisaggio delle barre di collegamento; la profondità (La) dovrà essere almeno pari a 10 volte il diametro (φ), con limitata inclinazione rispetto all orizzontale ( 15 ). Si procederà, infine, alla pulizia del substrato e delle intercapedini realizzate, eliminando qualsiasi residuo di polvere, grasso, olii e altre sostanze contaminanti con aria compressa o idropulitrice. N.B.: nel caso in cui l interasse tra due barre metalliche consecutive collocate lungo lo stesso lato del pilastro sia esiguo, si consiglia di effettuare un unico incavo contenente più barre, onde evitare un dispendio eccessivo di manodopera. 2. Realizzazione del collegamento armato. Proceduto alla preparazione come descritto nel paragrafo precedente, si procederà con l inghisaggio delle barre metalliche nel pilastro (che dovranno essere almeno due su ciascun lato) mediante idonea resina: i ferri d armatura, dimensionati e verificati da tecnico abilitato, dovranno essere opportunamente posizionati negli incavi precedentemente realizzati, avendo cura di distanziarli dal fondo e, contemporaneamente, garantire un adeguato copriferro.infine, effettuata la bagnatura a rifiuto degli incavi coinvolti fino ad ottenere un substrato saturo ma privo di acqua liquida in superficie, si procederà con la sigillatura delle fresature e delle intercapedini mediante GEOLITE MAGMA 20, geomalta minerale certificata, eco-compatibile, colabile, a presa rapida (20 min.), a base di geolegante a reazione cristallina, a bassissimo contenuto di polimeri petrolchimici ed esente da fibre organiche, specifica per la passivazione, il ripristino e il consolidamento monolitico a durabilità garantita di strutture in calcestruzzo e l ancoraggio di elementi metallici, GreenBuilding Rating Eco 4, provvista di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-7 per la passivazione delle barre d armatura, dalla EN 1504-3, Classe R4, per la ricostruzione volumetrica e il consolidamento e dalla EN 1504-6 per l ancoraggio. GEOLITE MAGMA 20 si applica per colaggio in spessori non inferiori a 10 mm e non superiori a 100 mm, nel rispetto delle corrette tecniche applicative. Curare la stagionatura umida delle superfici per almeno 24 ore. Collegamento tra pilastro e pavimento industriale mediante: a) realizzazione di almeno due incavi per lato del pilastro nella pavimentazione mediante fresatura e/o scasso (lunghezza di ancoraggio, Ls, almeno pari a 50 volte il diametro, φ, della barra metallica utilizzata per il collegamento profondità, hs, almeno pari a 50 mm) e successiva foratura del pilastro, nei punti prestabiliti (profondità, La, almeno pari a 10 volte il diametro, φ, con inclinazione rispetto all orizzontale 15 ); b) pulizia del substrato e delle intercapedini mediante aria compressa o idropulitrice; c) posizionamento negli incavi e inghisaggio nel pilastro delle barre metalliche opportunamente distanziate dal fondo e con adeguato copriferro; d) bagnatura delle superfici e successiva sigillatura finale delle cavità realizzate mediante colaggio di geomalta minerale certificata, eco-compatibile, colabile, a presa rapida (20 min.), a base di geolegante a reazione cristallina, a bassissimo contenuto di polimeri petrolchimici ed esente da fibre organiche, specifica per la passivazione, il ripristino e il consolidamento monolitico a durabilità garantita di strutture in calcestruzzo e l ancoraggio di elementi metallici, GreenBuilding Rating Eco 4, provvista di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-7 per la passivazione delle barre d armatura, dalla EN 1504-3, Classe R4, per la ricostruzione volumetrica e il consolidamento e dalla EN 1504-6 per l ancoraggio tipo GEOLITE MAGMA 20 di Kerakoll S.p.A. È compreso quanto occorre per dare il lavoro finito. INCIDENZA MATERIALI (considerando esclusivamente GEOLITE MAGMA 20) Resa GEOLITE MAGMA 20: 20 kg/m 2 per cm di spessore (ipotizz. 5 cm di spessore: 100 kg/m 2 di GEOLITE MAGMA 20) 1 2 Collegamento tra pilastro e pavimento industriale (Pianta) Collegamento tra pilastro e pavimento industriale (Sezione) (Immagini grafiche tratte da: Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici - 19 giugno 2012 v. 1.0) 6 - Edifici Industriali Monopiano - 1) Collegamento pilastro pavimento Edifici Industriali Monopiano - 1) Collegamento pilastro pavimento - 7

2 CONSOLIDAMENTO DEL TERRENO CIRCOSTANTE LA FONDAZIONE MEDIANTE INIEZIONI CON MISCELE CEMENTIZIE A BASSA PRESSIONE LINEE DI INDIRIZZO PER INTERVENTI LOCALI E GLOBALI SU EDIFICI INDUSTRIALI MONOPIANO NON PROGETTATI CON CRITERI ANTISISMICI (paragrafo 3.8.1 scheda N.ID. PF-2) Dipartimento di Protezione Civile ReLUIS (GIUGNO 2012 1. Preparazione dei supporti. Prima di procedere con la foratura di qualsiasi elemento in c.a. interessato all intervento, individuare, mediante pacometro, le zone prive d armatura. Effettuare quindi la foratura del pavimento industriale per consentire l iniezione della miscela cementizia; i fori dovranno essere eseguiti su ogni lato del pilastro, con una disposizione geometrica e in un numero di fori che dovrà essere valutato da tecnico abilitato per consentire una corretta iniezione della miscela, a completa saturazione del sottofondo circostante il pilastro interessato all intervento. 2. Iniezione della miscela cementizia. Provveduto alla preparazione della pavimentazione, effettuare l iniezione della miscela cementizia all interno dei fori, che avverrà mediante colaggio di KERABUILD ECO BINDER, legante idraulico minerale ecocompatibile espansivo, per boiacche da iniezione iperfluide, provvisto di marcatura CE, GreenBuilding Rating Eco 1 e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-5, per prodotti da iniezione. Se necessario, nel caso in cui il terreno si presenti con una ridotta porosità, potrebbe essere vantaggioso effettuare l iniezione a bassa pressione. Le operazioni si concluderanno con la sigillatura delle perforazioni effettuate mediante colaggio di GEOLITE MAGMA 20, geomalta minerale certificata, ecocompatibile, colabile, a presa rapida (20 min.), a base di geolegante a reazione cristallina, a bassissimo contenuto di polimeri petrolchimici ed esente da fibre organiche, specifica per la passivazione, il ripristino e il consolidamento monolitico a durabilità garantita di strutture in calcestruzzo e l ancoraggio di elementi metallici, GreenBuilding Rating Eco 4, provvista di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-7 per la passivazione delle barre d armatura, dalla EN 1504-3, Classe R4, per la ricostruzione volumetrica e il consolidamento e dalla EN 1504-6 per l ancoraggio. Consolidamento del terreno circostante la fondazione mediante colaggio a bassa pressione di legante idraulico minerale ecocompatibile espansivo, per boiacche da iniezione iperfluide, provvisto di marcatura CE, GreenBuilding Rating Eco 1 e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-5, per prodotti da iniezione tipo KERABUILD ECO BINDER di Kerakoll S.p.A. previa foratura del pavimento industriale su ogni lato del pilastro (con disposizione e numero dei fori opportunamente valutato per consentire una corretta iniezione della miscela cementizia) e sigillatura conclusiva dei fori di iniezione mediante colaggio di geomalta minerale certificata, eco-compatibile, colabile, a presa rapida (20 min.), a base di geolegante a reazione cristallina, a bassissimo contenuto di polimeri petrolchimici ed esente da fibre organiche, specifica per la passivazione, il ripristino e il consolidamento monolitico a durabilità garantita di strutture in calcestruzzo e l ancoraggio di elementi metallici, GreenBuilding Rating Eco 4, provvista di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-7 per la passivazione delle barre d armatura, dalla EN 1504-3, Classe R4, per la ricostruzione volumetrica e il consolidamento e dalla EN 1504-6 per l ancoraggio tipo GEOLITE MAGMA 20 di Kerakoll S.p.A. È compreso quanto occorre per dare il lavoro finito. INCIDENZA MATERIALI (considerando esclusivamente KERABUILD ECO BINDER e GEOLITE MAGMA 20) Resa KERABUILD ECO BINDER: 1,5 kg/dm 3 Resa GEOLITE MAGMA 20: 2 kg/dm 3 1 Consolidamento del terreno circostante la fondazione (Sezione) (Immagini grafiche tratte da: Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici - 19 giugno 2012 v. 1.0) 8 - Edifici Industriali Monopiano - 2) Consolidamento del terreno Edifici Industriali Monopiano - 2) Consolidamento del terreno - 9

3 CONFINAMENTO ALLA BASE DEI PILASTRI MEDIANTE ANGOLARI E CALASTRELLI METALLICI LINEE DI INDIRIZZO PER INTERVENTI LOCALI E GLOBALI SU EDIFICI INDUSTRIALI MONOPIANO NON PROGETTATI CON CRITERI ANTISISMICI (paragrafo 3.8.2 scheda N.ID. RP-2, N.ID. RP-3 e N.ID. RP-6) Dipartimento di Protezione Civile ReLUIS (GIUGNO 2012) 1. Preparazione dei supporti. Prima di procedere con la foratura di qualsiasi elemento in c.a. interessato all intervento, individuare, mediante pacometro, le zone prive d armatura. Ogni operazione che sarà descritta nella presente relazione non potrà prescindere da un attenta analisi del supporto esistente su cui andranno applicati i rinforzi metallici: potrà essere necessaria, infatti, una ricucitura di eventuali lesioni o un ripristino del copriferro mancante che avverrà mediante l impiego di geomalte della linea GEOLITE ; per tali approfondimenti si rimanda alle relazioni riportate nella brochure Sistemi e Soluzioni Kerakoll. Edifici in conglomerato cementizio armato Consolidamento e adeguamento antisismico. Nel caso si procedesse all impiego di malte che necessitano di bagnatura, si dovrà necessariamente attendere l avvenuta e perfetta stagionatura dei supporti prima di procedere con l applicazione dei rinforzi d acciaio. 2. Rinforzo metallico collaborante. Proceduto alla preparazione come descritto nel paragrafo precedente, effettuare il fissaggio degli angolari mediante tasselli (qualora le armature presenti non siano accessibili, si suggerisce l uso di angolari sagomati a T per la saldatura dei calastrelli); infine si concluderà l intervento con la saldatura in opera dei calastrelli orizzontali; i rinforzi metallici dovranno essere adeguatamente connessi alla fondazione e all eventuale trave portata. Il dimensionamento statico degli elementi metallici sarà a cura di un tecnico abilitato. Per quanto riguarda il dimensionamento geometrico, saldare in opera i calastrelli per un altezza (Lpl) pari almeno al massimo valore tra 1.5 volte la dimensione della sezione del pilastro (hc) e lp/3 (con lp altezza del pilastro) e passo massimo (smax) pari a 1/4 della dimensione della sezione del pilastro (hc). Nel caso in cui si abbia la necessità di incrementare, oltre alla resistenza a taglio, anche la resistenza a flessione della sezione di base del pilastro, procedere con il fissaggio di elementi metallici ad L posizionati tra pavimento e pilastro in c.a., inghisati mediante barre metalliche con resine (cfr. scheda N.ID. RP-3). Prescrivendo e impiegando elementi metallici opportunamente dimensionati (ad es. angolari con spessore min. non inferiore a 10 mm e di lunghezza almeno uguale a 2.5 volte il lato maggiore del pilastro da rinforzare) è possibile agire localmente su pilastri fortemente fessurati incrementando sensibilmente anche il confinamento passivo del calcestruzzo; analogamente si può agire anche su pilastri che in origine non sono stati progettati con un armatura adeguata (cfr. scheda N.ID. RP-6). N.B.: per una migliore collaborazione tra acciaio e calcestruzzo, capace di trasferire efficacemente le varie sollecitazioni che verranno a crearsi nell interfaccia tra i diversi materiali, si consiglia, oltre alla bullonatura sopra descritta, l incollaggio della totalità delle superfici degli elementi metallici mediante l impiego di resine epossidiche, tipo KERABUILD ECO EPOBOND (sistema epossidico minerale bicomponente per incollaggi strutturali, in pasta, provvisto di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-4) o KERABUILD EPOFILL (sistema epossidico bicomponente, iperfluido, provvisto di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-5); nello specifico si rimanda a: - brochure Sistemi e Soluzioni Kerakoll. Edifici in conglomerato cementizio armato Consolidamento e adeguamento antisismico Relazione 5.A (incamiciatura in acciaio mediante incollaggio), nel caso in cui non siano necessarie le saldature; - brochure Sistemi e Soluzioni Kerakoll. Edifici in conglomerato cementizio armato Consolidamento e adeguamento antisismico Relazione 5.B (incamiciatura in acciaio mediante iniezione), nel caso in cui siano necessarie le saldature. Confinamento alla base dei pilastri mediante angolari e calastrelli metallici. Fissaggio degli angolari ai pilastri mediante tasselli e successiva saldatura in opera dei calastrelli (saldare in opera i calastrelli per un altezza, Lpl, pari almeno al massimo valore tra 1.5 volte la dimensione della sezione del pilastro, hc, e lp /3 (con lp altezza del pilastro) e passo massimo, smax, pari a ¼ della dimensione della sezione del pilastro, hc, previa preparazione del supporto in calcestruzzo (ricucitura di lesioni o ripristino di copriferri mancanti). Per un efficace collaborazione tra acciaio e calcestruzzo prevedere l incollaggio di tutte le superfici in acciaio, previa sabbiatura delle stesse, mediante iniezione a bassa pressione di sistema epossidico bicomponente, iperfluido, provvisto di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-5 per prodotti per iniezione tipo KERABUILD EPOFILL della Kerakoll S.p.A., previa posizionamento di tubetti di iniezione e di sfiato e sigillatura continua dei bordi dei profilati e di tutti gli elementi metallici presenti, mediante applicazione di sistema epossidico minerale bicomponente per incollaggi strutturali, in pasta, provvisto di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-4 tipo KERABUILD ECO EPOBOND della Kerakoll S.p.A. con lo scopo di creare un cordone continuo a perfetta tenuta della resina epossidica iperfluida che verrà iniettata. Per incrementare anche la resistenza a flessione, oltre che a taglio, della sezione di base del pilastro, procedere con l inghisaggio alla base di angolari metallici ad L. È compreso quanto occorre per dare il lavoro finito. INCIDENZA MATERIALI (considerando esclusivamente KERABUILD ECO EPOBOND e KERABUILD EPOFILL) Resa KERABUILD ECO EPOBOND: 1,7 kg/m 2 per mm di spessore Resa KERABUILD EPOFILL: 1,1 kg/dm 3 di fessura da iniettare 1 2 Confinamento alla base dei pilastri mediante elementi metallici (Pianta) Confinamento alla base dei pilastri mediante elementi metallici (Sezione) (Immagini grafiche tratte da: Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici - 19 giugno 2012 v. 1.0) 10 - Edifici Industriali Monopiano - 3) Confinamento alla base dei pilastri Edifici Industriali Monopiano - 3) Confinamento alla base dei pilastri - 11

4 CONFINAMENTO E RINFORZO ALLA BASE DEI PILASTRI MEDIANTE INCAMICIATURA CON MALTE AD ELEVATE PRESTAZIONI E DUTTILITÀ LINEE DI INDIRIZZO PER INTERVENTI LOCALI E GLOBALI SU EDIFICI INDUSTRIALI MONOPIANO NON PROGETTATI CON CRITERI ANTISISMICI (paragrafo 3.8.2 scheda N.ID. RP-4) Dipartimento di Protezione Civile ReLUIS (GIUGNO 2012) 1. Preparazione dei supporti. Prima di procedere con la foratura di qualsiasi elemento in c.a. interessato all intervento, individuare, mediante pacometro, le zone prive d armatura. Prima di applicare la malta, limitatamente alla zona oggetto dell intervento, irruvidire il substrato in calcestruzzo (asperità di almeno 5 mm) mediante scarifica meccanica o idrodemolizione, provvedendo all asportazione in profondità dell eventuale calcestruzzo ammalorato; l asportazione deve proseguire fino al raggiungimento dello strato di calcestruzzo con caratteristiche di buona solidità ed omogeneità e deve interessare anche ogni altro elemento che possa fungere da falso aggrappo ai successivi getti. Successivamente è necessario rimuovere la ruggine dai ferri d armatura presenti, che dovranno essere puliti mediante spazzolatura (manuale o meccanica) o sabbiatura. Quindi si procederà con la foratura puntuale del pavimento industriale per l inghisaggio delle barre di collegamento con la camicia che verrà poi realizzata. In alternativa è possibile utilizzare un collegamento tramite rete elettrosaldata previo scasso nel pavimento industriale per il posizionamento della rete stessa (sarà cura di un tecnico abilitato definire tipologia e dimensionamento delle armature); nel caso del collegamento puntuale, la lunghezza dei connettori deve essere tale da sviluppare almeno una lunghezza di 200 mm dal piano del pavimento, mentre nel caso di collegamento tramite rete elettrosaldata realizzare uno scasso di almeno 50 mm di profondità nel pavimento industriale e utilizzare una rete elettrosaldata di piccolo diametro e maglia orientativamente di 30x30 mm (la rete elettrosaldata deve estendersi per almeno 200 mm al di sopra del piano di pavimento). Provvedere, infine, alla pulizia del substrato, eliminando qualsiasi residuo di polvere, grasso, olii e altre sostanze contaminanti con aria compressa o idropulitrice, e alla bagnatura a rifiuto fino ad ottenere un substrato saturo ma privo di acqua liquida in superficie. Prima di applicare la malta verificare l idoneità della classe di resistenza del calcestruzzo di supporto. 2. Realizzazione del rinforzo collaborante. Casseratura e getto della camicia (spessore compreso tra 40 e 60 mm) mediante GEOLITE MAGMA, geomalta minerale certificata, eco-compatibile, colabile, a presa normale (60 min.), a base di geolegante a reazione cristallina, a bassissimo contenuto di polimeri petrolchimici ed esente da fibre organiche, specifica per la passivazione, il ripristino e il consolidamento monolitico a durabilità garantita di strutture in calcestruzzo e l ancoraggio di elementi metallici, GreenBuilding Rating Eco 5, provvista di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-7, dalla EN 1504-3, Classe R4, e dalla EN 1504-6. Provveduto alla preparazione del fondo e al posizionamento dell idonea armatura metallica (come descritto), l applicazione di GEOLITE MAGMA avverrà per colaggio in casseri sigillati e trattati con disarmante, favorendo la fuoriuscita dell aria, in spessori compresi tra 40 e 60 mm, nel rispetto delle corrette tecniche applicative. GEOLITE MAGMA sarà confezionato aggiungendo KERABUILD HW STEEL FIBER, fibre in acciaio (lunghezza: 30 mm diametro: 0,38 mm) conformi alla Norma EN 14889-1 (fibre di acciaio per uso strutturale) e alla Norma ASTM A820, nella misura di 6-7% sul peso di GEOLITE MAGMA. La casseratura e il getto della camicia deve estendersi per un altezza (Lpl) almeno pari al massimo valore tra 1.5 volte la dimensione della sezione del pilastro (hc) e lp /3 (lp altezza del pilastro). Curare la stagionatura umida delle superfici nelle prime 24 ore. Confinamento e rinforzo alla base dei pilastri mediante incamiciatura con malte ad elevate prestazioni e duttilità realizzata con getto entro cassero di geomalta minerale certificata, eco-compatibile, colabile, a presa normale (60 min.), a base di geolegante a reazione cristallina, a bassissimo contenuto di polimeri petrolchimici ed esente da fibre organiche, specifica per la passivazione, il ripristino e il consolidamento monolitico a durabilità garantita di strutture in calcestruzzo e l ancoraggio di elementi metallici, GreenBuilding Rating Eco 5, provvista di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-7 per la passivazione delle barre d armatura, dalla EN 1504-3, Classe R4, per la ricostruzione volumetrica e il consolidamento e dalla EN 1504-6 per l ancoraggio tipo GEOLITE MAGMA di Kerakoll S.p.A. previa asportazione dell eventuale calcestruzzo ammalorato, scarifica, pulizia delle superfici esistenti interessate all intervento e bagnatura a rifiuto; previa foratura puntuale del pavimento industriale per l inghisaggio delle barre di collegamento con la camicia che verrà realizzata (la lunghezza dei connettori deve sviluppare almeno una lunghezza di 200 mm dal piano del pavimento). La camicia avrà uno spessore compreso tra 40 e 60 mm (il getto deve estendersi per un altezza, Lpl, almeno pari al massimo valore tra 1.5 volte la dimensione della sezione del pilastro, hc, e lp/3, con lp altezza del pilastro), realizzata confezionando la geomalta colabile con il 6-7% in peso di fibre in acciaio (lunghezza: 30 mm diametro: 0,38 mm) conformi alla Norma EN 14889-1 (fibre di acciaio per uso strutturale) e alla Norma ASTM A820 tipo KERABUILD HW STEEL FIBER di Kerakoll S.p.A. È compreso quanto occorre per dare il lavoro finito. INCIDENZA MATERIALE (considerando esclusivamente GEOLITE MAGMA e KERABUILD HW STEEL FIBER) Resa GEOLITE MAGMA: 20 kg/m 2 per cm di spessore (ipotizz. 5 cm di spessore: 100 kg/m 2 di GEOLITE MAGMA) Resa KERABUILD HW STEEL FIBER: per 100 kg di GeoLite Magma prevedere 6-7 kg di KERABUILD HW STEEL FIBER 1 2 Confinamento e rinforzo alla base dei pilastri con incamiciatura mediante malte ad elevate prestazioni e duttilità (Pianta) Confinamento e rinforzo alla base dei pilastri con incamiciatura mediante malte ad elevate prestazioni e duttilità (Sezione) (Immagini grafiche tratte da: Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici - 19 giugno 2012 v. 1.0) 12 - Edifici Industriali Monopiano - 4) Confinamento e rinforzo dei pilastri Edifici Industriali Monopiano - 4) Confinamento e rinforzo dei pilastri - 13

5 CONFINAMENTO E RINFORZO ALLA BASE DEI PILASTRI MEDIANTE INCAMICIATURA IN C.A. LINEE DI INDIRIZZO PER INTERVENTI LOCALI E GLOBALI SU EDIFICI INDUSTRIALI MONOPIANO NON PROGETTATI CON CRITERI ANTISISMICI (paragrafo 3.8.2 scheda N.ID. RP-5) Dipartimento di Protezione Civile ReLUIS (GIUGNO 2012) 1. Preparazione dei supporti. Prima di procedere con la foratura di qualsiasi elemento in c.a. interessato all intervento, individuare, mediante pacometro, le zone prive d armatura. Prima di applicare la malta, limitatamente alla zona oggetto dell intervento, irruvidire il substrato in calcestruzzo (asperità di almeno 5 mm) mediante scarifica meccanica o idrodemolizione, provvedendo all asportazione in profondità dell eventuale calcestruzzo ammalorato; l asportazione deve proseguire fino al raggiungimento dello strato di calcestruzzo con caratteristiche di buona solidità ed omogeneità e deve interessare anche ogni altro elemento che possa fungere da falso aggrappo ai successivi getti. Successivamente è necessario rimuovere la ruggine dai ferri d armatura presenti, che dovranno essere puliti mediante spazzolatura (manuale o meccanica) o sabbiatura. Carotaggio sia del pavimento industriale con realizzazione di un foro passante sia del plinto per il collegamento della camicia per una profondità (hf) pari ad almeno 20 φ (con φ diametro delle barre di collegamento, che saranno dimensionate a cura di tecnico abilitato) nel plinto. Si suggerisce di realizzare un foro di diametro almeno pari a 60 mm. Il diametro delle barre di collegamento è in funzione dell incremento di resistenza flessionale desiderato, mentre la loro lunghezza è pari ad almeno la distanza tra pavimento e fondo foro più la lunghezza della cerniera plastica (L 0 + Lpl ) con Lpl pari al massimo valore tra 1.5 volte la dimensione della sezione del pilastro (hc) e lp/3 (con lp altezza del pilastro). Provvedere infine alla pulizia del substrato, eliminando qualsiasi residuo di polvere, grasso, olii e altre sostanze contaminanti con aria compressa o idropulitrice, e alla bagnatura a rifiuto fino ad ottenere un substrato saturo ma privo di acqua liquida in superficie. Prima di applicare la malta verificare l idoneità della classe di resistenza del calcestruzzo di supporto. 2. Armatura integrativa. Inserimento delle barre longitudinali di collegamento nei fori e successivo posizionamento delle staffe a interasse massimo (smax) pari a ¼ della dimensione della sezione del pilastro, con saldatura dei ganci di chiusura. Fissaggio con resina all interno del pilastro, in corrispondenza dell intersezione tra staffe e barre longitudinali, di forcelle per impedire l imbozzamento delle barre e lo spanciamento delle staffe, garantendo un efficace confinamento. Realizzare il fissaggio con forcelle solo in corrispondenza delle barre longitudinali intermedie. Il dimensionamento e la verifica delle armature metalliche necessarie dovranno essere effettuate da tecnico abilitato. 3. Realizzazione del rinforzo collaborante. Casseratura e getto della camicia (spessore compreso tra 80 e 100 mm a seconda del diametro delle barre di collegamento) mediante GEOLITE MAGMA, geomalta minerale certificata, eco-compatibile, colabile, a presa normale (60 min.), a base di geolegante a reazione cristallina, a bassissimo contenuto di polimeri petrolchimici ed esente da fibre organiche, specifica per la passivazione, il ripristino e il consolidamento monolitico a durabilità garantita di strutture in calcestruzzo e l ancoraggio di elementi metallici, GreenBuilding Rating Eco 5, provvista di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-7, 1 2 Confinamento e rinforzo alla base dei pilastri con incamiciatura in c.a. (Pianta) dalla EN 1504-3, Classe R4, e dalla EN 1504-6. Provveduto alla preparazione del fondo e al posizionamento dell idonea armatura metallica (come descritto), l applicazione di GEOLITE MAGMA avverrà per colaggio in casseri sigillati e trattati con disarmante, favorendo la fuoriuscita dell aria, in spessori compresi tra 80 e 100 mm, nel rispetto delle corrette tecniche applicative. GEOLITE MAGMA sarà confezionato aggiungendo KERABUILD GHIAIA 6-10, ghiaietto lavato e selezionato in curva granulometrica 6-10 mm, conforme alla EN 12620 e UNI 8520/2, idoneo per il confezionamento di malte e betoncini fluidi e selfcompacting conformi alla EN 1504-3 di classe R4, nella misura del 30% sul peso di GEOLITE MAGMA. Curare la stagionatura umida delle superfici nelle prime 24 ore. Confinamento e rinforzo alla base dei pilastri mediante incamiciatura in c.a. realizzata con getto entro cassero di geomalta minerale certificata, eco-compatibile, colabile, a presa normale (60 min.), a base di geolegante a reazione cristallina, a bassissimo contenuto di polimeri petrolchimici ed esente da fibre organiche, specifica per la passivazione, il ripristino e il consolidamento monolitico a durabilità garantita di strutture in calcestruzzo e l ancoraggio di elementi metallici, GreenBuilding Rating Eco 5, provvista di marcatura CE e conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla Norma EN 1504-7 per la passivazione delle barre d armatura, dalla EN 1504-3, Classe R4, per la ricostruzione volumetrica e il consolidamento e dalla EN 1504-6 per l ancoraggio tipo GEOLITE MAGMA di Kerakoll S.p.A. previa asportazione dell eventuale calcestruzzo ammalorato, scarifica, pulizia delle superfici esistenti interessate all intervento e bagnatura a rifiuto; previa carotaggio del pavimento industriale e del plinto per il collegamento della camicia per una profondità, hf, pari ad almeno 20 φ (φ diametro delle barre di collegamento) nel plinto (la lunghezza delle barre è pari ad almeno la distanza tra pavimento e fondo foro più la lunghezza della cerniera plastica, L0 + Lpl, con Lpl pari al massimo valore tra 1.5 volte la dimensione della sezione del pilastro, hc, e lp/3 con lp altezza del pilastro); prima del getto effettuare integrazione con idonea armatura metallica opportunamente ancorata e distanziata dalla struttura esistente mediante l impiego di forcelle inghisate con resine. La camicia avrà uno spessore compreso tra 80 e 100 mm, realizzata confezionando la geomalta colabile con il 30% in peso di ghiaietto lavato e selezionato in curva granulometrica 6-10 mm, conforme alla EN 12620 e UNI 8520/2, idoneo per il confezionamento di malte e betoncini fluidi e selfcompacting conformi alla EN 1504-3 di classe R4 tipo KERABUILD GHIAIA 6-10 di Kerakoll S.p.A. È compreso quanto occorre per dare il lavoro finito. INCIDENZA MATERIALI (considerando esclusivamente GEOLITE MAGMA e KERABUILD GHIAIA 6-10) Resa GEOLITE MAGMA: 20 kg/m 2 per cm di spessore (ipotizz. 10 cm di spessore: 200 kg/m 2 di GEOLITE MAGMA) Resa KERABUILD GHIAIA 6-10: per 200 kg di GeoLite Magma prevedere 60 kg di KERABUILD GHIAIA 6-10 Confinamento e rinforzo alla base dei pilastri con incamiciatura in c.a. (Sezione) (Immagini grafiche tratte da: Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici - 19 giugno 2012 v. 1.0) 14 - Edifici Industriali Monopiano - 5) Confinamento e rinforzo dei pilastri Edifici Industriali Monopiano - 5) Confinamento e rinforzo dei pilastri - 15

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