Università degli Studi di Milano Bicocca Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Corso di Laurea Specialistica in Informatica

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Università degli Studi di Milano Bicocca Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Corso di Laurea Specialistica in Informatica"

Transcript

1 Università degli Studi di Milano Bicocca Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Corso di Laurea Specialistica in Informatica Real-time EDF scheduling per il kernel FreeBSD: analisi, implementazione e risultati sperimentali. Relatore: Dott. Sergio Ruocco Correlatore: Prof. Francesco Tisato Riassunto della tesi di Laurea di: Marco Trentini Matr cel Anno Accademico 2010/2011 Seduta di Laurea del 24 Novembre 2011

2 I sistemi operativi Unix-like come Linux e FreeBSD nascono negli ultimi 20 anni per soddisfare requisiti in ambiti server e workstation. Recentemente trovato impiego anche in dispositivi embedded e mobili, in molti casi per applicazioni con requisiti real-time, come nel multimedia, per le applicazioni audio, video e di posizionamento, nel campo della robotica, automotive, e in generale, in applicazioni di controllo dove la tempistica di lettura e manipolazione di dati diventa indispensabile per ottenere risultati corretti. In Linux l attività di adattamento del kernel alle necessità delle applicazioni real-time è fervente da anni. Alcune società, come Montavista, Windriver e Timesys, hanno sviluppato e mantengono un propria versione del kernel Linux con supporto al real-time. La comunità opensource ha fornito diverse proposte per integrare il supporto al real-time nel kernel Linux, come OCERA, AQuoSA, Frescor, LITMUS-RT, RTLinux e RT-Preempt, per citare le maggiori. In FreeBSD non ci è nota alcuna iniziativa di adattamento del kernel alle necessità delle applicazioni real-time. Questa tesi presenta l implementazione per FreeBSD di un framework di scheduling real-time originariamente sviluppato per Linux, SCHED_DEADLINE, basato sull algoritmo di scheduling Earliest Deadline First (EDF), con l aggiunta di un meccanismo, noto come Constant Bandwidth Server (CBS), che limita il tempo di esecuzione dei task, garantendo un isolamento temporale tra essi. Scheduling di processi nei sistemi operativi La parte del kernel dedicata alle attività di scheduling di processi è chiamata scheduler. Lo scheduler organizza l esecuzione dei vari processi sulle risorse di calcolo disponibili, al fine di raggiungere certi obiettivi. L algoritmo di scheduling e le relative politiche dipendono quindi fortemente dal tipo e dagli obiettivi degli ambienti esecutivi. Inoltre dipendono dall architettura hardware dei sistemi, le architetture a multiprocessore ne sono un esempio. In genere possiamo suddividere gli ambienti esecutivi in batch, interattivi e in tempo reale. Nei sistemi batch (e.g. sistemi bancari e assicurativi) l interattività è messa in secondo piano, dando più importanza alle prestazioni di calcolo. In questo caso si usano algoritmi nonpreemptive oppure algoritmi preemptive ma con un lungo periodo di esecuzione per ogni processo (riducendo l overhead di switch di contesto). Nei sistemi interattivi (e.g. PC, server) l uso di un algoritmo preemptive è fondamentale per permettere un equa distribuzione del tempo di CPU a tutti gli utenti e dei tempi di risposta rapidi. Nei sistemi in tempo reale ci sono dei vincoli ben precisi sui tempi di esecuzione dei processi e spesso non è necessario un algoritmo preemptive in quanto ogni processo è a conoscenza di questi vincoli. Ad ogni modo, ad ogni interrupt di clock di sistema lo scheduler può verificare che siano rispettati i tempi di esecuzione dei processi e schedulare nuovi processi di conseguenza. Sistemi operativi Linux e FreeBSD Linux Linux è uno Unix-like molto popolare che viene utilizzato come sistema operativo su molte tipologie di elaboratori elettronici, dalle workstation ai server, ai multicomputer e di recente anche su diversi sistemi embedded come cellulari e altri dispositivi. Linux nasce dalle idee di uno studente fillandese, Linus Torvalds, che, prendendo spunto da Minix, sviluppa un nuovo sistema operativo. La prima release di Linux, la 0.01, viene rilasciata nel Il kernel Linux racchiude tutti quelle componenti fondamentali di un sistema operativo come i gestori degli interrupt, lo scheduler, i device driver, il gestore della memoria e diverse system call per fornire servizi di networking, di file system, di IPC e molti altri. 2

3 Il kernel Linux è quindi monolitico: tutte le sue componenti sono eseguite in un unico spazio di indirizzamento, in modalità kernel. La modalità di comunicazione tra le varie componenti è nella maggior parte dei casi quella classica a chiamata di funzione. La struttura del kernel Linux è modulare, nel senso che è possibile caricare in modo dinamico moduli del kernel specifici per certe funzionalità (e.g. device driver o supporto per un certo file system). FreeBSD FreeBSD è un sistema operativo Unix-like che trova il suo maggior impiego nell ambito dei server, per la fruizione dei servizi Internet. Inoltre viene utilizzato (in una percentuale molto inferiore rispetto a quella di Linux) nelle workstation, nei multicomputer (HPC) e anche nei sistemi embedded. Il progetto FreeBSD ha le sue origini agli inizi del 1993 con la patch Unoffical 386BSD PatchKit proposta da Nate Williams, Rod Grimes e Jordan Hubbard, cha andava a risolvere alcuni problemi della versione ufficiale di 386BSD di Bill jolitz. La prima versione di FreeBSD, la 1.0, fù rilasciata nel Dicembre del L architettura del kernel di FreeBSD è molto simile a quella del kernel Linux: si tratta di un kernel monolotico che racchiude le componenti fondamentali come i gestori degli interrupt, lo scheduler, i device driver, il gestore della memoria e diverse system call per fornire servizi di gestione di processi e IPC, di networking, di file system e molti altri. Il kernel, eseguito in modalità kernel ha un unico spazio di indirizzamento. La modalità di comunicazione tra le varie componenti è nella maggior parte dei casi quella classica a chiamata di funzione. Anche per FreeBSD è possibile caricare in modo dinamico moduli del kernel specifici per certe funzionalità (e.g. device driver o supporto per un certo file system). Scheduling in Linux Possiamo individuare l evoluzione dello scheduling nel kernel Linux in 5 filoni principali: kernel 1.1.x-1.2.x ( ); kernel 2.0.x-2.2.x ( ); kernel 2.4.x ( ) kernel ( ); kernel ( Luglio 2011). Nel filone di kernel Linux 1.x lo scheduling si basa sulla tecnica a priorità con time sharing, il kernel non è preemptive e non c è il supporto a SMP. Nel filone di kernel Linux 2.0.x-2.2.x si introduce il meccanismo delle classi di priorità, secondo lo standard POSIX. Il calcolo delle priorità dinamiche per le classi di task utente tiene conto delle affinità dei task in CPU e favorisce i task I/O bound, in genere interattivi. In questo filone si introduce un supporto di base all SMP. Nel filone di kernel Linux 2.4.x si apportano alcune migliorie al supporto SMP e al calcolo delle priorità dei task utente. Nel filone di kernel Linux si introduce il cosiddetto scheduler O(1) con una rivisitazione della gestione delle priorità e del riconoscimento dei task interattivi. Inoltre troviamo un kernel preemptive e l uso della tecnica a priorità ereditata per il problema di priorità inversa. Ogni risorsa di calcolo manitene una propria lista di task che può eseguire, ed è stato introdotto un bilanciamento di carico periodico basato sul domain scheduling. Nel filone di kernel si introduce una nuova tecnica di scheduling modulare e la politica CFS che cerca di distribuire equamente il tempo di esecuzione delle risorse di calcolo ai task utente. Inoltre si introduce la tecnica di group scheduling, che permette di distribuire il tempo di calcolo a gruppi di task utente. 3

4 Scheduling in FreeBSD L architettura del kernel di FreeBSD ha subito un notevole cambiamento a partire dalla release 5.0 con il progetto FreeBSD SMPng Project, che introduce il supporto all SMP. Obiettivi della nuova architettura sono un alta scalabilità (come numero di unità di calcolo), basse latenze per gli interrupt e un kernel il più possibile prelazionabile. Possiamo individuare l evoluzione dello scheduling dei processi in FreeBSD in due scheduler principali: 4BSD (default in FreeBSD 1.X-6.X); ULE (default a partire da FreeBSD 7.X). 4BSD Lo scheduler di FreeBSD 4BSD si basa sullo scheduler del sistema operativo 4.3BSD, il sistema operativo da cui FreeBSD deriva. 4BSD è uno scheduler a classi di priorità: in una decisione di scheduling si manda in esecuzione il task con priorità maggiore. I task delle classi kernel hanno priorità statiche e non hanno time slice: possono essere prelazionati solo da processi di maggiore priorità o quando passano in stato di attesa (sleep o attesa di I/O). I task delle classi utente hanno delle time slice e le relative priorità sono calcolate in modo dinamico, con lo scopo di favorire i task interattivi, I/O bound, a discapito dei task CPU bound. Il calcolo delle priorità dinamiche avviene in modo periodico, con una complessità temporale di O(n), con n numero totale di task sul sistema, risultando poco efficiente con alti carichi di lavoro. In 4BSD si utilizza la tecnica a priorità ereditata per il problema di priorità inversa. Altre caratteristiche di 4BSD sono un supporto a POSIX real-time e la possibilità di prelazionare task in spazio kernel, aumentando la reattività del sistema sui cambi di priorità dei task. Inoltre lo scheduler 4BSD ha un supporto di base alle architetture a multiprocessore (CPU multicore e core multi-tasking SMT e HTT), secondo il modello SMP. Ogni risorsa di calcolo (e.g. CPU o core) ha associato una lista di task che può eseguire. Il bilanciamento di carico avviene in modo statico, in fase di decisione della CPU sulla quale assegnare un nuovo task. Nella decisione si tiene conto dell eventuale affinità dei task, cercando di assegnare task sulle stesse CPU sulle quali sono stati eseguiti in precedenza. L obiettivo di 4BSD è dare massima priorità esecutiva ai task in spazio kernel, minimizzare i tempi di risposta per i task utente interattivi (I/O bound) e avere un supporto di base per le architetture a multiprocessore, secondo il modello SMP. ULE Lo scheduler ULE è stato sviluppato nel contesto del progetto FreeBSD SMPng Project. ULE come 4BSD è uno scheduler a classi di priorità: in una decisione di scheduling si manda in esecuzione il task con priorità maggiore. I task delle classi kernel hanno priorità statiche e non hanno time slice: possono essere prelazionati solo da processi di maggiore priorità o quando passano in stato di attesa (sleep o attesa di I/O). I task delle classi utente hanno delle time slice e le relative priorità sono calcolate in modo dinamico, con lo scopo di favorire i task interattivi, I/O bound, a discapito dei task CPU bound. Rispetto a 4BSD, dove il calcolo delle priorità dinamiche avveniva in modo periodico, con una complessità temporale di O(n), in ULE la priorità dinamica viene aggiornata solo per il task in esecuzione, con una complessità temporale di O(1), risultando efficiente anche con alti carichi di lavoro. Come per 4BSD, ULE utilizza la tecnica a priorità ereditata per il problema di priorità inversa. Altre caratteristiche di ULE sono un supporto a POSIX real-time e la possibilità di prelazionare task in spazio kernel, aumentando la reattività del sistema sui cambi di priorità dei task. In ULE è stato migliorato il supporto SMP. E stato introdotto un riconoscimento della 4

5 topologia delle CPU: nelle decisioni di bilanciamento di carico, oltre all affinità dei task in CPU, si tiene conto della distanza di cache. Inoltre, rispetto a 4BSD, dove il bilanciamento di carico avveniva solo in modo statico, in ULE abbiamo anche un bilanciamento di carico periodico. L obiettivo di ULE è dare massima priorità esecutiva ai task in spazio kernel, minimizzare i tempi di risposta per i task utente interattivi (I/O bound), ridurre la complessità temporale nelle decisioni di scheduling e migliorare il supporto alle architetture a multiprocessore, secondo il modello SMP. Real-time EDF per FreeBSD: implementazione e risultati Per quanto riguarda il supporto al real-time in FreeBSD, inteso come un kernel il più possibile prelazionabile, e dove lo scheduler implementa, attraverso le sue politiche, almeno un algoritmo di scheduling real-time, non sono ad oggi conosciute proposte. Al contrario, in Linux, il tema del real-time viene affrontato da anni, correlato da diverse proposte. Possiamo individuare il mancato supporto al real-time in FreeBSD in tre aspetti principali: la mancanza di una politica di scheduling basata su un algoritmo di scheduling real-time, che tenga conto dei vincoli temporali di esecuzione dei task; un kernel maggiormente prelazionabile, per evitare lunghe latenze prima che un task real-time possa essere mandato in esecuzione; la mancanza di un supporto a timer ad alta risoluzione, indipendenti dal clock di sistema, per una gestione della banda di utilizzo dei task realt-time. In Linux, per ognuno di questi aspetti, sono state proposte delle soluzioni: SCHED_DEADLINE che introduce una nuova politica di scheduling, basata sull algoritmo di scheduling realtime EDF, RT-Preempt che aumenta notevolmente la possibilità di prelazionare tutte le attività che convivono nel kernel, e gli htimer per supportare timer ad alta risoluzione. Le politiche di scheduling che ritroviamo nel kernel ufficiale di FreeBSD, implementate nelle classi di scheduling ithd, real-time, timeshare e idle, funzionano egregiamente nel loro contesto applicativo (e.g. server/desktop). Ad ogni modo queste politiche non possono fornire garanzie su vincoli temporali di esecuzione richieste dalle applicazione real-time. Infatti, le decisioni di scheduling di tutte le classi non si basano su vincoli temporali di esecuzione dei task ma bensì sulla relativa priorità e, per alcune classi, sul relativo quanto esecutivo a disposizione. Con queste politiche non è possibile garantire un budget temporale esecutivo (vincolo - budget esecutivo) di un task rispettando una deadline temporale (vincolo - deadline relativa), ad esempio specificare che un task possa essere eseguito per 20 millisecondi con una deadline relativa di 100 (calcolata nel momento in cui il task va in stato di pronto). Inoltre, il tempo trascorso tra due esecuzioni consecutive di un task (vincolo - periodo relativo) non è deterministico e non può essere fissato a priori. Il rispetto di questi vincoli è fondamentale nelle applicazioni real-time per ottenere risultati corretti. Senza uno scheduler che tenga conto dei vincoli temporali dei task, di fatto, non è possibile fare uno studio di fattibilità del sistema, e non ci sono garanzie che siano rispettati i vincoli temporali di esecuzione dei task. DEADLINE-BSD è una nuova politica di scheduling real-time per lo scheduler ULE di FreeBSD, mutuata da Linux, che implementa l algoritmo di scheduling EDF, con l aggiunta di un meccanismo per limitare il tempo di esecuzione dei task, garantendo un isolamento temporale tra essi. A causa delle sostanziali differenze tra il kernel Linux e FreeBSD, come ad esempio la 5

6 gestione dei timer, dei lock, il framework di scheduling, le strutture dati, per citarne alcune, questo lavoro non può essere considerato come un semplice porting della classe di scheduling real-time fatta per Linux, ma bensì una re-implementazione della stessa. In questa implementazione, un task real-time viene rappresentato dalle seguenti informazioni: dl_runtime: massimo tempo di esecuzione (relativo) di ogni istanza del task, alias budget; dl_deadline: deadline (relativa) entro la quale deve essere consumato il budget a disposisizone dell istanza corrente del task; dl_period: periodo di tempo (relativo) all interno del quale può essere attivata un istanza del task; nella nostra implementazione coincide con la deadline relativa. dl_bw: banda di utilizzo del task, ottenuta dal rapporto tra il dl_runtime e dl_period, ed utilizzata per validare il workload real-time nel test di ammissione. exec_start: tempo di sistema di inizio esecuzione dell istanza del task; runtime: tempo di esecuzione rimanente per l istanza corrente del task (inizialmente pari a dl_runtime); deadline: deadline assoluta (in tempo di sistema) dell istanza corrente del task; La classe di scheduling deadline è stata progettata in ULE in modo tale da lasciare inalterate le caratteristiche di funzionamento delle altre classi, ithd, real-time, timeshare e idle. Per quanto riguarda la priorità esecutiva della classe deadline, è stato deciso di dare una priorità maggiore rispetto alle classi utente real-time, timeshare e idle, ma minore rispetto alla classe ithd. Un task con deadline ottiene una fase di computazione in CPU (chiamata istanza), che può essere attivata in modo periodico, sporadico, o aperiodico, a seconda dell implementazione del task stesso. La durata (massima) di computazione dell istanza di un task è contenuta nel campo dl_runtime della struttura informativa del task, mentre il lasso di tempo entro il quale questa computazione deve avvenire, chiamata deadline relativa, è contenuto nel campo dl_deadline. La deadline assoluta, campo deadline, viene calcolata di volta in volta ed è pari al tempo assoluto del sistema nel quale viene attivata l istanza del task, sommato alla sua deadline relativa. Il periodo di tempo entro il quale può essere attivata una nuova istanza del task è contenuto nel campo dl_period. Per attivazione di un istanza del task si intende il primo passaggio in stato di pronto del task all interno del periodo. La banda di utilizzo dei task, campo dl_bw, è determinata dal rapporto tra il budget assegnato e il relativo periodo, ossia dl_runtime/dl_period. In questa versione di DEADLINE-BSD il periodo dl_period coincide con la deadline relativa dl_deadline. Questo significa che il budget di ogni istanza del task (dl_runtime) può essere consumato all interno di tutto il periodo (dl_period). In una decisione di scheduling l algoritmo EDF seleziona il task da mandare in esecuzione sulla base dei valori delle deadline assolute (campo deadline) dei task: viene mandato in esecuzione il task con il minor valore di deadline, ossia la deadline più prossima alla scadenza. La gestione della capacità esecutiva dei task deadline è regolata dai seguenti parametri di sistema (sysctl): kern.sched.dl_period_us (default a usec o 1 sec); 6

7 kern.sched.dl_runtime_us (default a usec o 0.5 sec); Questi parametri restituiscono (se letti) o settano (se scritti) il budget totale di esecuzione per i task deadline all interno del relativo periodo, per ogni CPU del sistema. I valori di default permettono di riservare un tempo di CPU pari a 50 millisecondi ogni secondo per eseguire task appartenente alle altri classi utente. Questa gestione della capacità di calcolo per i task deadline, insieme all assunzione che l informazione di periodo e di deadline dei task coincidono, ci permettono di definire il seguente controllo di ammissione : somma delle bande di utilizzo dei task deadline < M (dl_runtime_us/dl_period_us), con M numero di CPU del sistema. Questo controllo garantisce una capacità di calcolo sufficiente per eseguire il workload real-time. Ogni task deadline sottomesso nel sistema, viene validato dal controllo di ammissione: se il controllo fallisce, il task non può essere inserito. In FreeBSD la gestione dei timer in kernel (callout) è legata alla frequenza del clock principale di sistema, definita dalla variabile di configurazione del kernel HZ. Questo significa che non è possibile armare timer con una risoluzione inferiore al periodo di clock di sistema. Con valore di HZ pari a 1000 riusciamo ad armare timer con un timeout di, al massimo, un millisecondo, e quindi riusciamo a gestire task con vincoli temporali non inferiori al millisecondo. La granularità dei timer influisce sulla risoluzione e precisione che possiamo avere nei vincoli temporali dei task deadline. Infatti i timer sono utilizzati per controllare la banda di utilizzo dei task e per attivare nuove istanze. Per i thread deadline è stato previsto un bilanciamento di carico statico per configurazioni SMP. Quando bisogna decidere (nella funzione su quale CPU allocare un nuovo thread deadline, si determina la CPU con minor carico di thread deadline e sufficiente banda. Questa ricerca viene effettuata solo per nuovi thread deadline, ossia thread a cui non è stata ancora riservata banda di utilizzo su qualche CPU, altrimenti la CPU selezionata è quella sulla quale è stata allocata la banda di utilizzo. Per la gestione dei thread deadline in userspace sono state aggiunte quattro nuove syscall: sched_getparam_ex(), sched_getscheduler_ex(), sched_setparam_ex(), sched_setscheduler_ex(). Per verificare l implementazione di DEADLINE-BSD sono state condotte alcune prove sperimentali. L ambiente di test è composto da una macchina reale, con la seguenti caratteristiche hardware: AMD Athlon(tm) 64bit X2 Dual Core Processor ( MHz K8-class CPU). La versione di FreeBSD installata è la Il kernel è stato ricompilato con la patch deadline-bsd. Una prima suite di test verifica il rispetto del budget esecutivo e della deadline/periodo di un task deadline (in while(1)), eseguito più volte con diversi vincoli temporali. Una seconda suite di test mette a confronto le tre classi scheduling utente: deadline, real-time e timesharing. Un task while(1) (timeout di 3 secondi) viene mandato in esecuzione in un workload con un alto carico di lavoro. Si vuole verificare il comportamento esecutivo del task a seconda della classe di scheduling assegnata. Un workload con un alto carico di lavoro può essere rappresentato da un task in while(1) con la priorità maggiore per le classi utente, quindi classe di scheduling real-time con valore di priorità 128 (ricordiamo che in ULE tutte le classi di scheduling utente 7

8 funzionano in timesharing e quindi il while(1) non può monopolizzare l esecuzione in CPU). I risultati ottenuti mostrano come un sistema FreeBSD dotato di questa classe di scheduling possa gestire workload real-time periodici e aperiodici rispettando i vincoli di tempo di esecuzione, deadline e periodo, anche in presenza di un elevato carico di sistema. Questo lavoro apre la possibilità di impiegare FreeBSD anche in ambiti applicativi con requisiti real-time, dove Linux è il sistema operativo Unix-like dominante. Inoltre bisogna considerare che la licenza BSD-style di FreeBSD presenta meno restrizioni di quella GPL del kernel Linux e questo rende FreeBSD più appetibile per le aziende nella scelta del sistema operativo da adottare. 8

Il Concetto di Processo

Il Concetto di Processo Processi e Thread Il Concetto di Processo Il processo è un programma in esecuzione. È l unità di esecuzione all interno del S.O. Solitamente, l esecuzione di un processo è sequenziale (le istruzioni vengono

Dettagli

I componenti di un Sistema di elaborazione. CPU (central process unit)

I componenti di un Sistema di elaborazione. CPU (central process unit) I componenti di un Sistema di elaborazione. CPU (central process unit) I componenti di un Sistema di elaborazione. CPU (central process unit) La C.P.U. è il dispositivo che esegue materialmente gli ALGORITMI.

Dettagli

Linguaggi Corso M-Z - Laurea in Ingegneria Informatica A.A. 2007-2008. - lezione 14 - Thread in Java

Linguaggi Corso M-Z - Laurea in Ingegneria Informatica A.A. 2007-2008. - lezione 14 - Thread in Java Linguaggi Corso M-Z - Laurea in Ingegneria Informatica A.A. 2007-2008 Alessandro Longheu http://www.diit.unict.it/users/alongheu alessandro.longheu@diit.unict.it - lezione 14 - Thread in Java 1 Cos è un

Dettagli

Informatica. Scopo della lezione

Informatica. Scopo della lezione 1 Informatica per laurea diarea non informatica LEZIONE 1 - Cos è l informatica 2 Scopo della lezione Introdurre le nozioni base della materia Definire le differenze tra hardware e software Individuare

Dettagli

Programmazione di un dispositivo 1to4INTGEN

Programmazione di un dispositivo 1to4INTGEN Programmazione di un dispositivo 1to4INTGEN Realizzazione di un sistema timesharing Materiale didattico a cura di: Prof. A. Mazzeo Ing. L. Romano Ing. L. Coppolino Ing. A. Cilardo Dipartimento di Informatica

Dettagli

Inter Process Communication. Laboratorio Software 2008-2009 C. Brandolese

Inter Process Communication. Laboratorio Software 2008-2009 C. Brandolese Inter Process Communication Laboratorio Software 2008-2009 C. Brandolese Introduzione Più processi o thread Concorrono alla relaizzazione di una funzione applicativa Devono poter realizzare Sincronizzazione

Dettagli

IL SAMPLE AND HOLD UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO. Progetto di Fondamenti di Automatica. PROF.: M. Lazzaroni

IL SAMPLE AND HOLD UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO. Progetto di Fondamenti di Automatica. PROF.: M. Lazzaroni UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI Corso di Laurea in Informatica IL SAMPLE AND HOLD Progetto di Fondamenti di Automatica PROF.: M. Lazzaroni Anno Accademico

Dettagli

Architettura degli Elaboratori. Lez. 8 : Il Livello di Sistema Operativo

Architettura degli Elaboratori. Lez. 8 : Il Livello di Sistema Operativo Corso di Laurea Triennale in Informatica Università degli Studi di Bari Aldo Moro Anno Accademico 2012-2013 Lez. 8 : Il Livello di Sistema Operativo Sebastiano Pizzutilo Strutturazione del Sistema Operativo

Dettagli

Middleware Laboratory. Dai sistemi concorrenti ai sistemi distribuiti

Middleware Laboratory. Dai sistemi concorrenti ai sistemi distribuiti Dai sistemi concorrenti ai sistemi distribuiti Problemi nei sistemi concorrenti e distribuiti I sistemi concorrenti e distribuiti hanno in comune l ovvio problema di coordinare le varie attività dei differenti

Dettagli

ARP (Address Resolution Protocol)

ARP (Address Resolution Protocol) ARP (Address Resolution Protocol) Il routing Indirizzo IP della stazione mittente conosce: - il proprio indirizzo (IP e MAC) - la netmask (cioè la subnet) - l indirizzo IP del default gateway, il router

Dettagli

Inizializzazione degli Host. BOOTP e DHCP

Inizializzazione degli Host. BOOTP e DHCP BOOTP e DHCP a.a. 2002/03 Prof. Vincenzo Auletta auletta@dia.unisa.it http://www.dia.unisa.it/~auletta/ Università degli studi di Salerno Laurea e Diploma in Informatica 1 Inizializzazione degli Host Un

Dettagli

> MULTI TASKING > MULTI PROCESS > MULTI CORE

> MULTI TASKING > MULTI PROCESS > MULTI CORE > MULTI TASKING > MULTI PROCESS > MULTI CORE WorkNC V21 multicore 64 bits : Benefici di WorkNC Aumento generale della produttività, grazie alle nuove tecnologie multi-core, 64 bit e Windows 7 Calcolo di

Dettagli

1. Si consideri uno spazio di indirizzamento logico di otto pagine di 1024 parole ognuna, mappate su una memoria fisica di 32 frame.

1. Si consideri uno spazio di indirizzamento logico di otto pagine di 1024 parole ognuna, mappate su una memoria fisica di 32 frame. 1. Si consideri uno spazio di indirizzamento logico di otto pagine di 1024 parole ognuna, mappate su una memoria fisica di 32 frame. (a) Da quanti bit è costituito l indirizzo logico? (b) Da quanti bit

Dettagli

Sizing di un infrastruttura server con VMware

Sizing di un infrastruttura server con VMware Sizing di un infrastruttura server con VMware v1.1 Matteo Cappelli Vediamo una serie di best practices per progettare e dimensionare un infrastruttura di server virtuali con VMware vsphere 5.0. Innanzitutto

Dettagli

Sistemi Operativi. Modulo 1: Introduzione ai sistemi operativi

Sistemi Operativi. Modulo 1: Introduzione ai sistemi operativi Sistemi Operativi Modulo 1: Introduzione ai sistemi operativi Renzo Davoli Alberto Montresor Copyright Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free

Dettagli

Lezione n.19 Processori RISC e CISC

Lezione n.19 Processori RISC e CISC Lezione n.19 Processori RISC e CISC 1 Processori RISC e Superscalari Motivazioni che hanno portato alla realizzazione di queste architetture Sommario: Confronto tra le architetture CISC e RISC Prestazioni

Dettagli

Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova. Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti

Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova. Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti Project Management Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova Project Management 2 Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti esempi sono progetti nell

Dettagli

UNIVERSITA POLITECNICA DELLE MARCHE. Facoltà di Ingegneria. Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell Automazione.

UNIVERSITA POLITECNICA DELLE MARCHE. Facoltà di Ingegneria. Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell Automazione. UNIVERSITA POLITECNICA DELLE MARCHE Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell Automazione Tesi di Laurea Progettazione e sviluppo di un modulo per il task-scheduling per il

Dettagli

Web Conferencing and Collaboration tool

Web Conferencing and Collaboration tool Web Conferencing and Collaboration tool La piattaforma Meetecho Piattaforma di Web Conferencing e Collaborazione on line in tempo reale Caratteristiche generali Soluzione client-server progettata per essere

Dettagli

Web Conferencing Open Source

Web Conferencing Open Source Web Conferencing Open Source A cura di Giuseppe Maugeri g.maugeri@bembughi.org 1 Cos è BigBlueButton? Sistema di Web Conferencing Open Source Basato su più di quattordici componenti Open-Source. Fornisce

Dettagli

Inidirizzi IP e Nomi di Dominio. Domain Name System. Spazio dei Nomi Piatto. Gestione dello Spazio dei Nomi

Inidirizzi IP e Nomi di Dominio. Domain Name System. Spazio dei Nomi Piatto. Gestione dello Spazio dei Nomi I semestre 03/04 Inidirizzi IP e Nomi di Dominio Domain Name System Prof. Vincenzo Auletta auletta@dia.unisa.it http://www.dia.unisa.it/professori/auletta/ Università degli studi di Salerno Laurea in Informatica

Dettagli

SISTEMI DI VIRTUALIZZAZIONE: STATO DELL ARTE, VALUTAZIONI, PROSPETTIVE

SISTEMI DI VIRTUALIZZAZIONE: STATO DELL ARTE, VALUTAZIONI, PROSPETTIVE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea Triennale in Informatica Tesi di Laurea SISTEMI DI VIRTUALIZZAZIONE: STATO DELL ARTE, VALUTAZIONI, PROSPETTIVE

Dettagli

BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO

BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO Requisiti d'ammissione Dal Regolamento didattico del Conservatorio di Como Ex Art. 24: Ammissione ai corsi di

Dettagli

Sistemi avanzati di gestione dei Sistemi Informativi

Sistemi avanzati di gestione dei Sistemi Informativi Esperti nella gestione dei sistemi informativi e tecnologie informatiche Sistemi avanzati di gestione dei Sistemi Informativi Docente: Email: Sito: Eduard Roccatello eduard@roccatello.it http://www.roccatello.it/teaching/gsi/

Dettagli

Progettazione di sistemi Embedded

Progettazione di sistemi Embedded Progettazione di sistemi Embedded Corso introduttivo di progettazione di sistemi embedded A.S. 2013/2014 proff. Nicola Masarone e Stefano Salvatori Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di

Dettagli

UNIVERSITA DI PISA FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA ELETTRONICA ANNO ACCADEMICO 2004-2005 TESI DI LAUREA

UNIVERSITA DI PISA FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA ELETTRONICA ANNO ACCADEMICO 2004-2005 TESI DI LAUREA UNIVERSITA DI PISA FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA ELETTRONICA ANNO ACCADEMICO 2004-2005 TESI DI LAUREA SVILUPPO DI METODI DECONVOLUTIVI PER L INDIVIDUAZIONE DI SORGENTI INDIPENDENTI

Dettagli

CARATTERISTICHE DELLE CRYPTO BOX

CARATTERISTICHE DELLE CRYPTO BOX Secure Stream PANORAMICA Il sistema Secure Stream è costituito da due appliance (Crypto BOX) in grado di stabilire tra loro un collegamento sicuro. Le Crypto BOX sono dei veri e propri router in grado

Dettagli

VIRTUALIZE IT. www.digibyte.it - digibyte@digibyte.it

VIRTUALIZE IT. www.digibyte.it - digibyte@digibyte.it il server? virtualizzalo!! Se ti stai domandando: ma cosa stanno dicendo? ancora non sai che la virtualizzazione è una tecnologia software, oggi ormai consolidata, che sta progressivamente modificando

Dettagli

Introduzione ai protocolli di rete Il protocollo NetBEUI Il protocollo AppleTalk Il protocollo DLC Il protocollo NWLink Il protocollo TCP/IP

Introduzione ai protocolli di rete Il protocollo NetBEUI Il protocollo AppleTalk Il protocollo DLC Il protocollo NWLink Il protocollo TCP/IP Protocolli di rete Sommario Introduzione ai protocolli di rete Il protocollo NetBEUI Il protocollo AppleTalk Il protocollo DLC Il protocollo NWLink Il protocollo TCP/IP Configurazione statica e dinamica

Dettagli

Estensione di un servizo di messaggistica per telefonia mobile (per una società di agenti TuCSoN)

Estensione di un servizo di messaggistica per telefonia mobile (per una società di agenti TuCSoN) Estensione di un servizo di messaggistica per telefonia mobile (per una società di agenti TuCSoN) System Overview di Mattia Bargellini 1 CAPITOLO 1 1.1 Introduzione Il seguente progetto intende estendere

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA Bando di ammissione al Master di II livello in BIM-BASED CONSTRUCTION PROJECT MANAGEMENT (VISUAL PM) ANNO ACCADEMICO 2014/2015 Ai sensi del comma 9 dell art. 7 del D.M. 270/99 e del Regolamento d Ateneo

Dettagli

Perché se ho 4 GiB di RAM ne vedo di meno?

Perché se ho 4 GiB di RAM ne vedo di meno? Perché se ho 4 GiB di ne vedo di meno? di Matteo Italia (matteo@mitalia.net) Abstract In questo articolo mi propongo di spiegare perché utilizzando un sistema operativo a 32 bit su una macchina x86 con

Dettagli

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Facoltà di Ingegneria Sede di Reggio Emilia

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Facoltà di Ingegneria Sede di Reggio Emilia Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Facoltà di Ingegneria Sede di Reggio Emilia Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Meccatronica a.a. 2008/2009 Corso di CALCOLATORI ELETTRONICI Capitolo

Dettagli

B.P.S. Business Process Server ALLEGATO C10

B.P.S. Business Process Server ALLEGATO C10 B.P.S. Business Process Server ALLEGATO C10 REGIONE BASILICATA DIPARTIMENTO PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE UFFICIO SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE E STATISTICA Via V. Verrastro, n. 4 85100 Potenza tel

Dettagli

Utilizzo del server SMTP in modalità sicura

Utilizzo del server SMTP in modalità sicura Utilizzo del server SMTP in modalità sicura In questa guida forniremo alcune indicazioni sull'ottimizzazione del server SMTP di IceWarp e sul suo impiego in modalità sicura, in modo da ridurre al minimo

Dettagli

Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS)

Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS) Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS) EZChrom Edition e ChemStation Edition Requisiti hardware e software Agilent Technologies Informazioni legali Agilent Technologies, Inc. 2013 Nessuna parte

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering ( MODIFICATO IL 29 giugno 2009) Classe 31/S Politecnico di Bari I A Facoltà

Dettagli

Stefano Bonetti Framework per la valutazione progressiva di interrogazioni di localizzazione

Stefano Bonetti Framework per la valutazione progressiva di interrogazioni di localizzazione Analisi del dominio: i sistemi per la localizzazione Definizione e implementazione del framework e risultati sperimentali e sviluppi futuri Tecniche di localizzazione Triangolazione Analisi della scena

Dettagli

Elementi di Informatica e Programmazione

Elementi di Informatica e Programmazione Elementi di Informatica e Programmazione Le Reti di Calcolatori (parte 2) Corsi di Laurea in: Ingegneria Civile Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Università degli Studi di Brescia Docente: Daniela

Dettagli

Caratteristiche raccomandate del Network in un progetto di Home Automation

Caratteristiche raccomandate del Network in un progetto di Home Automation Caratteristiche raccomandate del Network in un progetto di Home Automation Uno degli aspetti progettuali più importanti di un sistema Control4 è la rete. Una rete mal progettata, in molti casi, si tradurrà

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni

Sistemi di supporto alle decisioni Sistemi di supporto alle decisioni Introduzione I sistemi di supporto alle decisioni, DSS (decision support system), sono strumenti informatici che utilizzano dati e modelli matematici a supporto del decision

Dettagli

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI UN CLUSTER IN ALTA DISPONIBILITÀ IN AMBIENTE LINUX

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI UN CLUSTER IN ALTA DISPONIBILITÀ IN AMBIENTE LINUX UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI CORSO DI LAUREA IN INFORMATICA TESI DI LAUREA IN SISTEMI PER L'ELABORAZIONE DELL'INFORMAZIONE: SISTEMI DISTRIBUITI UN

Dettagli

Architetture CISC e RISC

Architetture CISC e RISC FONDAMENTI DI INFORMATICA Prof. PIER LUCA MONTESSORO Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Udine Architetture CISC e RISC 2000 Pier Luca Montessoro (si veda la nota di copyright alla slide n.

Dettagli

Intrusion Detection System

Intrusion Detection System Capitolo 12 Intrusion Detection System I meccanismi per la gestione degli attacchi si dividono fra: meccanismi di prevenzione; meccanismi di rilevazione; meccanismi di tolleranza (recovery). In questo

Dettagli

Introduzione alle applicazioni di rete

Introduzione alle applicazioni di rete Introduzione alle applicazioni di rete Definizioni base Modelli client-server e peer-to-peer Socket API Scelta del tipo di servizio Indirizzamento dei processi Identificazione di un servizio Concorrenza

Dettagli

Setup e installazione

Setup e installazione Setup e installazione 2 Prima di muovere i primi passi con Blender e avventurarci nel vasto mondo della computer grafica, dobbiamo assicurarci di disporre di due cose: un computer e Blender. 6 Capitolo

Dettagli

Funzioni. Corso di Fondamenti di Informatica

Funzioni. Corso di Fondamenti di Informatica Dipartimento di Informatica e Sistemistica Antonio Ruberti Sapienza Università di Roma Funzioni Corso di Fondamenti di Informatica Laurea in Ingegneria Informatica (Canale di Ingegneria delle Reti e dei

Dettagli

CALCOLATORI ELETTRONICI 29 giugno 2010

CALCOLATORI ELETTRONICI 29 giugno 2010 CALCOLATORI ELETTRONICI 29 giugno 2010 NOME: COGNOME: MATR: Scrivere chiaramente in caratteri maiuscoli a stampa 1. Si disegni lo schema di un flip-flop master-slave S-R sensibile ai fronti di salita e

Dettagli

Architettura dei Calcolatori

Architettura dei Calcolatori Architettura dei Calcolatori Sistema di memoria parte prima Ing. dell Automazione A.A. 2011/12 Gabriele Cecchetti Sistema di memoria parte prima Sommario: Banco di registri Generalità sulla memoria Tecnologie

Dettagli

InitZero s.r.l. Via P. Calamandrei, 24-52100 Arezzo email: info@initzero.it

InitZero s.r.l. Via P. Calamandrei, 24-52100 Arezzo email: info@initzero.it izticket Il programma izticket permette la gestione delle chiamate di intervento tecnico. E un applicazione web, basata su un potente application server java, testata con i più diffusi browser (quali Firefox,

Dettagli

Master di I livello In PROJECT MANAGEMENT. (1500 h 60 CFU) Anno Accademico 2014/2015 I edizione I sessione

Master di I livello In PROJECT MANAGEMENT. (1500 h 60 CFU) Anno Accademico 2014/2015 I edizione I sessione Master di I livello In PROJECT MANAGEMENT (1500 h 60 CFU) Anno Accademico 2014/2015 I edizione I sessione Art. 1 ATTIVAZIONE L Università degli Studi Niccolò Cusano Telematica Roma attiva il Master di

Dettagli

Rational Unified Process Introduzione

Rational Unified Process Introduzione Rational Unified Process Introduzione G.Raiss - A.Apolloni - 4 maggio 2001 1 Cosa è E un processo di sviluppo definito da Booch, Rumbaugh, Jacobson (autori dell Unified Modeling Language). Il RUP è un

Dettagli

SMARTCARD Studente: Elvis Ciotti Prof: Luciano Margara 1

SMARTCARD Studente: Elvis Ciotti Prof: Luciano Margara 1 SMARTCARD Studente: Elvis Ciotti Prof: Luciano Margara 1 Introduzione SmartCard: Carta intelligente Evoluzione della carta magnetica Simile a piccolo computer : contiene memoria (a contatti elettrici)

Dettagli

Web conferencing e collaborazione in tempo reale su Internet: la piattaforma Meetecho

Web conferencing e collaborazione in tempo reale su Internet: la piattaforma Meetecho Web conferencing e collaborazione in tempo reale su Internet: la piattaforma Meetecho Tobia Castaldi Alessandro Amirante Lorenzo Miniero Simon Pietro Romano Giorgio Ventre 02/10/2009 GARR 2009 "Network

Dettagli

AUL22: FactoryTalk View SE Scoprite i vantaggi chiave di una soluzione SCADA integrata

AUL22: FactoryTalk View SE Scoprite i vantaggi chiave di una soluzione SCADA integrata AUL22: FactoryTalk View SE Scoprite i vantaggi chiave di una soluzione SCADA integrata Giampiero Carboni Davide Travaglia David Board Rev 5058-CO900C Interfaccia operatore a livello di sito FactoryTalk

Dettagli

Cos è un protocollo? Ciao. Ciao 2:00. tempo. Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer:

Cos è un protocollo? Ciao. Ciao 2:00. <file> tempo. Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer: Cos è un protocollo? Un protocollo umano e un protocollo di reti di computer: Ciao Ciao Hai l ora? 2:00 tempo TCP connection request TCP connection reply. Get http://www.di.unito.it/index.htm Domanda:

Dettagli

FileMaker Server 12. Guida introduttiva

FileMaker Server 12. Guida introduttiva FileMaker Server 12 Guida introduttiva 2007 2012 FileMaker, Inc. Tutti i diritti riservati. FileMaker, Inc. 5201 Patrick Henry Drive Santa Clara, California 95054 FileMaker e Bento sono marchi di FileMaker,

Dettagli

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT IT PROCESS EXPERT 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 2. CHE COSA FA... 3 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 5 5. COMPETENZE... 6 Quali competenze sono necessarie... 6 Conoscenze... 8 Abilità... 9 Comportamenti

Dettagli

Master Universitario di II livello in PROJECT MANAGEMENT: MANAGING COMPLEXITY a.a. 2014/2015 MANIFESTO DEGLI STUDI

Master Universitario di II livello in PROJECT MANAGEMENT: MANAGING COMPLEXITY a.a. 2014/2015 MANIFESTO DEGLI STUDI Master Universitario di II livello in PROJECT MANAGEMENT: MANAGING COMPLEXITY a.a. 201/2015 MANIFESTO DEGLI STUDI Art. 1 - Attivazione e scopo del Master 1 E' attivato per l'a.a. 201/2015 presso l'università

Dettagli

Esperienze e soluzioni realizzate nell ambito del Progetto S.I.MO.NE

Esperienze e soluzioni realizzate nell ambito del Progetto S.I.MO.NE Programma Enti Locali Innovazione di Sistema Esperienze e soluzioni realizzate nell ambito del Progetto S.I.MO.NE 1 Premessa Il presente documento ha lo scopo di facilitare la disseminazione e il riuso

Dettagli

Virtualizzazione e installazione Linux

Virtualizzazione e installazione Linux Virtualizzazione e installazione Linux Federico De Meo, Davide Quaglia, Simone Bronuzzi Lo scopo di questa esercitazione è quello di introdurre il concetto di virtualizzazione, di creare un ambiente virtuale

Dettagli

Sistemi Operativi 1. Mattia Monga. a.a. 2008/09. Dip. di Informatica e Comunicazione Università degli Studi di Milano, Italia mattia.monga@unimi.

Sistemi Operativi 1. Mattia Monga. a.a. 2008/09. Dip. di Informatica e Comunicazione Università degli Studi di Milano, Italia mattia.monga@unimi. 1 Mattia Dip. di Informatica e Comunicazione Università degli Studi di Milano, Italia mattia.monga@unimi.it a.a. 2008/09 1 c 2009 M.. Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

Dettagli

Livello di applicazione. Reti di Calcolatori. Corso di Laurea in Ingegneria Informatica. Livello di applicazione DNS A.A.

Livello di applicazione. Reti di Calcolatori. Corso di Laurea in Ingegneria Informatica. Livello di applicazione DNS A.A. Corso di Laurea in Ingegneria Informatica Reti di Calcolatori Livello di applicazione DNS A.A. 2013/2014 1 Livello di applicazione Web e HTTP FTP Posta elettronica SMTP, POP3, IMAP DNS Applicazioni P2P

Dettagli

GeoGebra 4.2 Introduzione all utilizzo della Vista CAS per il secondo biennio e il quinto anno

GeoGebra 4.2 Introduzione all utilizzo della Vista CAS per il secondo biennio e il quinto anno GeoGebra 4.2 Introduzione all utilizzo della Vista CAS per il secondo biennio e il quinto anno La Vista CAS L ambiente di lavoro Le celle Assegnazione di una variabile o di una funzione / visualizzazione

Dettagli

Descrizioni VHDL Behavioral

Descrizioni VHDL Behavioral 1 Descrizioni VHDL Behavioral In questo capitolo vedremo come la struttura di un sistema digitale è descritto in VHDL utilizzando descrizioni di tipo comportamentale. Outline: process wait statements,

Dettagli

Sistemi Operativi Sincronizzazione tra Processi

Sistemi Operativi Sincronizzazione tra Processi Sistemi Operativi Processi Docente: Claudio E. Palazzi cpalazzi@math.unipd.it Crediti per queste slides al Prof. Tullio Vardanega 1 Processi indipendenti possono avanzare concorrentemente senza alcun vincolo

Dettagli

Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis

Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis 2 Intervento immediato con Bosch Intelligent Video Analysis Indipendentemente da quante telecamere il sistema utilizza, la sorveglianza

Dettagli

Rappresentazione dei numeri in un calcolatore

Rappresentazione dei numeri in un calcolatore Corso di Calcolatori Elettronici I A.A. 2010-2011 Rappresentazione dei numeri in un calcolatore Lezione 2 Università degli Studi di Napoli Federico II Facoltà di Ingegneria Rappresentazione dei numeri

Dettagli

Progetto VirtualCED Clustered

Progetto VirtualCED Clustered Progetto VirtualCED Clustered Un passo indietro Il progetto VirtualCED, descritto in un precedente articolo 1, è ormai stato implementato con successo. Riassumendo brevemente, si tratta di un progetto

Dettagli

Virtualizzazione con Microsoft Tecnologie e Licensing

Virtualizzazione con Microsoft Tecnologie e Licensing Microsoft Virtualizzazione con Microsoft Tecnologie e Licensing Profile Redirezione dei documenti Offline files Server Presentation Management Desktop Windows Vista Enterprise Centralized Desktop Application

Dettagli

Cinque best practice per amministratori VMware: Microsoft Exchange su VMware

Cinque best practice per amministratori VMware: Microsoft Exchange su VMware Cinque best practice per amministratori VMware: Microsoft Exchange su VMware Scott Lowe Founder and Managing Consultant del 1610 Group Modern Data Protection Built for Virtualization Introduzione C è stato

Dettagli

Anno di corso: 2004/2005. Istruzioni. Istruzioni per lo svolgimento dei progetti didattici. versione 1.1

Anno di corso: 2004/2005. Istruzioni. Istruzioni per lo svolgimento dei progetti didattici. versione 1.1 versione 1.1 per lo svolgimento dei progetti didattici Corso di Laboratorio di Programmazione II Prof. Luca Forlizzi Anno Accademico 2004-2005 GENERALITÀ...3 Scopo del documento...3 Struttura del documento...3

Dettagli

BPEL: Business Process Execution Language

BPEL: Business Process Execution Language Ingegneria dei processi aziendali BPEL: Business Process Execution Language Ghilardi Dario 753708 Manenti Andrea 755454 Docente: Prof. Ernesto Damiani BPEL - definizione Business Process Execution Language

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O

F O R M A T O E U R O P E O F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo Laura Bacci, PMP Via Tezze, 36 46100 MANTOVA Telefono (+39) 348 6947997 Fax (+39) 0376 1810801

Dettagli

Appunti di Sistemi Operativi. Enzo Mumolo e-mail address :mumolo@units.it web address :www.units.it/mumolo

Appunti di Sistemi Operativi. Enzo Mumolo e-mail address :mumolo@units.it web address :www.units.it/mumolo Appunti di Sistemi Operativi Enzo Mumolo e-mail address :mumolo@units.it web address :www.units.it/mumolo Indice 1 Cenni su alcuni algoritmi del Kernel di Unix 1 1.1 Elementi di Unix Internals.................................

Dettagli

LIVELLO STRATEGICO E TATTICO

LIVELLO STRATEGICO E TATTICO Corso di Laurea Triennale in INGEGNERIA GESTIONALE Anno Accademico 2012/13 Prof. Davide GIGLIO 1 ESEMPI DI PROBLEMI DECISIONALI LIVELLO STRATEGICO Capacity growth planning LIVELLO TATTICO Aggregate planning

Dettagli

Curriculum Vitae Europass

Curriculum Vitae Europass Curriculum Vitae Europass Informazioni personali Cognome/i nome/i Castelli Flavio Email flavio.castelli@gmail.com Sito web personale http://www.flavio.castelli.name Nazionalità Italiana Data di nascita

Dettagli

Elementi di UML (7): Diagrammi dei componenti e di deployment

Elementi di UML (7): Diagrammi dei componenti e di deployment Elementi di UML (7): Diagrammi dei componenti e di deployment Università degli Studi di Bologna Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Scienze di Internet Anno Accademico 2004-2005 Laboratorio

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO MARKETING E ORGANIZZAZIONE DEGLI EVENTI

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO MARKETING E ORGANIZZAZIONE DEGLI EVENTI MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO Anno Accademico 2014 2015 X Edizione MARKETING E ORGANIZZAZIONE DEGLI EVENTI In collaborazione con Federazione Relazioni Pubbliche Italiana DIRETTORE: Prof. Gennaro Iasevoli

Dettagli

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master Il Rettore Decreto Rep. n 1115 Prot. n 8165 Data 23.04.2009 Titolo III Classe V UOR Post Laurea - Master VISTO lo Statuto del Politecnico di Milano; VISTO il D.M. 3.11.1999, n.509; VISTO Il D.M. 22.10.2004,

Dettagli

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Firmato digitalmente da Sede legale Via Nazionale, 91 - Casella Postale 2484-00100 Roma - Capitale versato Euro

Dettagli

Dal punto di vista organizzativo sono possibili due soluzioni per il sistema di rete.

Dal punto di vista organizzativo sono possibili due soluzioni per il sistema di rete. Premessa. La traccia di questo anno integra richieste che possono essere ricondotte a due tipi di prove, informatica sistemi, senza lasciare spazio ad opzioni facoltative. Alcuni quesiti vanno oltre le

Dettagli

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale Giunta Regionale Direzione Generale delle Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità Area di Coordinamento Mobilità e Infrastrutture Settore Pianificazione del Sistema Integrato della Mobilità

Dettagli

Fig. 1 - L apparato radio CNR2000

Fig. 1 - L apparato radio CNR2000 EO ESCLUSIVA L articolo descrive la strategia seguita nella progettazione e realizzazione della funzionalità di Frequency Hopping per un apparato radio preesistente: la radio tattica CNR2000, di produzione

Dettagli

Universita' di Ferrara Dipartimento di Matematica e Informatica. Algoritmi e Strutture Dati. Rappresentazione concreta di insiemi e Hash table

Universita' di Ferrara Dipartimento di Matematica e Informatica. Algoritmi e Strutture Dati. Rappresentazione concreta di insiemi e Hash table Universita' di Ferrara Dipartimento di Matematica e Informatica Algoritmi e Strutture Dati Rappresentazione concreta di insiemi e Hash table Copyright 2006-2015 by Claudio Salati. Lez. 9a 1 Rappresentazione

Dettagli

Sicurezza delle reti wireless. Alberto Gianoli alberto.gianoli@fe.infn.it

Sicurezza delle reti wireless. Alberto Gianoli alberto.gianoli@fe.infn.it Sicurezza delle reti wireless Alberto Gianoli alberto.gianoli@fe.infn.it Concetti di base IEEE 802.11: famiglia di standard tra cui: 802.11a, b, g: physical e max data rate spec. 802.11e: QoS (traffic

Dettagli

DEFT Zero Guida Rapida

DEFT Zero Guida Rapida DEFT Zero Guida Rapida Indice Indice... 1 Premessa... 1 Modalità di avvio... 1 1) GUI mode, RAM preload... 2 2) GUI mode... 2 3) Text mode... 2 Modalità di mount dei dispositivi... 3 Mount di dispositivi

Dettagli

Informatica per la comunicazione" - lezione 9 -

Informatica per la comunicazione - lezione 9 - Informatica per la comunicazione" - lezione 9 - Protocolli di livello intermedio:" TCP/IP" IP: Internet Protocol" E il protocollo che viene seguito per trasmettere un pacchetto da un host a un altro, in

Dettagli

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Francesco Clabot Responsabile erogazione servizi tecnici 1 francesco.clabot@netcom-srl.it Fondamenti di ITIL per la Gestione dei Servizi Informatici Il

Dettagli

Informatica Applicata

Informatica Applicata Ing. Irina Trubitsyna Concetti Introduttivi Programma del corso Obiettivi: Il corso di illustra i principi fondamentali della programmazione con riferimento al linguaggio C. In particolare privilegia gli

Dettagli

Profilo Commerciale Collabor@

Profilo Commerciale Collabor@ Profilo Commerciale Collabor@ 1. DESCRIZIONE DEL SERVIZIO E REQUISITI Collabor@ è un servizio di web conferenza basato sulla piattaforma Cisco WebEx, che consente di organizzare e svolgere riunioni web,

Dettagli

MATRICE DELLE FUNZIONI DI DRAGON NATURALLYSPEAKING 12 CONFRONTO TRA EDIZIONI DEL PRODOTTO

MATRICE DELLE FUNZIONI DI DRAGON NATURALLYSPEAKING 12 CONFRONTO TRA EDIZIONI DEL PRODOTTO MATRICE DELLE FUNZIONI DI DRAGON NATURALLYSPEAKING 12 CONFRONTO TRA EDIZIONI DEL PRODOTTO Precisione del riconoscimento Velocità di riconoscimento Configurazione del sistema Correzione Regolazione della

Dettagli

How to Develop Accessible Linux Applications

How to Develop Accessible Linux Applications How to Develop Accessible Linux Applications Sharon Snider Copyright 2002 IBM Corporation v1.1, 2002-05-03 Diario delle Revisioni Revisione v1.1 2002-05-03 Revisionato da: sds Convertito in DocBook XML

Dettagli

Software 2. Classificazione del software. Software di sistema

Software 2. Classificazione del software. Software di sistema Software 2 Insieme di istruzioni e programmi che consentono il funzionamento del computer Il software indica all hardware quali sono le operazioni da eseguire per svolgere determinati compiti Valore spesso

Dettagli

AOT Lab Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Università degli Studi di Parma. Unified Process. Prof. Agostino Poggi

AOT Lab Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Università degli Studi di Parma. Unified Process. Prof. Agostino Poggi AOT Lab Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Università degli Studi di Parma Unified Process Prof. Agostino Poggi Unified Process Unified Software Development Process (USDP), comunemente chiamato

Dettagli

Inter-Process Communication

Inter-Process Communication Inter-Process Communication C. Baroglio a.a. 2002-2003 1 Introduzione In Unix i processi possono essere sincronizzati utilizzando strutture dati speciali, appartenti al pacchetto IPC (inter-process communication).

Dettagli

DigitPA egovernment e Cloud computing

DigitPA egovernment e Cloud computing DigitPA egovernment e Cloud computing Esigenze ed esperienze dal punto di vista della domanda RELATORE: Francesco GERBINO 5 ottobre 2010 Agenda Presentazione della Società Le infrastrutture elaborative

Dettagli