you don t know what love is

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "you don t know what love is"

Transcript

1 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is BERNARDO DE LORENZI you don t know what love is 1. Erano trascorsi quattordici anni e pochi mesi dalla mia partenza e avevo deciso di tornare a causa dell incendio. La sera del venti di luglio, dopo aver festeggiato il mio quarantesimo compleanno in un locale di Soho con Mary Anne, Xavier e sua moglie Nadia, ero rientrato da solo nel mio appartamento in Burlington Road e avevo sentito la notizia alla televisione: il fuoco era arrivato alla strada e si era preso ormai tutta la collina. Il pomeriggio del ventuno, con una sola valigia riempita in fretta, ero atterrato a Bastia e avevo affittato una Renault in aeroporto. Era una strana coincidenza ma, a cena - soltanto poche ore prima, nell estate confusa di Londra - Nadia aveva rivisto una vecchia amica, si era allontanata per un attimo per raggiungerla al suo tavolo ed era tornata da noi con le guance arrossate e il viso sorridente e più tardi avevamo finito per parlare di amicizia. Era vero per tutti quanto fosse facile perdersi di vista - e io avevo pensato subito alla Corsica con nostalgia e rammarico: arrivare a quarant anni mi faceva questo effetto. Scettico, avevo chiesto a Nadia se a suo parere l amicizia durasse in eterno. Nadia, che oltre a dividere con me l ufficio, formalmente era un mio superiore, si era guardata bene dal rispondere. Moglie di Xavier da appena tre mesi, era una di quelle donne incerte nella vita e decise sul lavoro di cui sembra che parlino sempre i giornali patinati. Fumava nervosamente nel ristorante affollato ruotando soltanto il polso ingioiellato. Prima che Xavier mi comunicasse la data delle nozze avevo pensato di provarci; nessuno si era accorto del loro rapporto che a quanto pare andava avanti da tempo. Aspettando una risposta da lei, era chiaro che, proprio quella sera, sarebbe stata superflua: festeggiavo i miei quarant anni con la sola compagnia di tre colleghi. Mary Anne, che stava provando a difendere la sua cittadella di passione dalle bordate del mio disincanto, era la mia segretaria. Non era il tipo di donna da cui potessi sentirmi attratto. Era troppo indifesa e premurosa per i miei gusti, e non volevo che il nostro rapporto di lavoro si guastasse. Pensavo a lei mentre guidavo verso Macinaggio nel mattino appena oscurato da una densa nube di fumo verso nord, perché avevo ancora addosso il profumo che mi aveva regalato - avvolto in un pacchetto di seta grezza - e che lei stessa mi aveva spruzzato sul collo. L avevo avvisata della mia partenza con una che avrebbe trovato nella posta il mattino del lunedì, in cui la pregavo di comunicare all ufficio del personale che ero stato costretto ad anticipa-

2 re il mio periodo di ferie. Erano previste per il mese di agosto. Non sapevo quando sarei rientrato, e volutamente non volli spiegare i motivi della mia assenza. Per un attimo avevo pensato di aggiungere che la ringraziavo per il profumo e per la bella serata ma mi trattenni. Chiamai Nadia dall aeroporto e non ci fu bisogno di spiegazioni. Era impegnata in una riunione e non ne aveva il tempo. Venti minuti più tardi, cominciando la salita verso la collina immersa nel silenzio, entrai nella zona toccata dall incendio. Il fuoco non aveva lasciato altro che un manto di cenere nera e fumante ai due lati della strada. Incontrai diverse pattuglie dei vigili del fuoco e prima di arrivare alle torri di pietra venni fermato a due posti di blocco. La strada era interrotta dal chilometro 178. Assicurai l agente che avrei svoltato almeno venti chilometri prima di quel punto. - Vado al Barcaccio, da Jilles Badoit.- Dissi. Sapevo che avrebbero acconsentito a farmi passare. Jilles era una specie di istituzione da quelle parti. - Me lo saluti allora,- disse l agente restituendomi il sorriso. - Gli dica di stare tranquillo, anche se non sarà facile convincerlo. Il vento tira verso il mare. Finché non cambia può dormire sereno.- - Con un occhio solo.- Commentai. Lui fece ondeggiare il capo con un sorriso compiaciuto. - Certo. Con uno solo.- Lo salutai con un cenno e ripresi a salire. L incendio aveva preso tutto il versante della collina e poi era sceso verso il mare, oltre il promontorio. Era una zona praticamente deserta e le poche famiglie che abitavano lungo la strada erano state evacuate. Alcune di quelle persone - quattordici anni prima - le conoscevo bene. La tenuta del Barcaccio era al sicuro per il momento, ma la nuvola di fumo denso che si alzava dal crinale ad nord ovest era minacciosa e alta come una torre. Alla tenuta avevo passato cinque estati di fila, sul finire degli anni settanta. Avevo conosciuto Jilles per caso, ad una presentazione di un libro a Marsiglia, nel dicembre del mio primo anno di università. Eravamo diventati grandi amici e durante l estate seguente mi ero trasferito alla tenuta. Lui aveva bisogno di compagnia e io di un posto dove passare le vacanze. A suo padre invece serviva una mano nel lavoro - stava ultimando i lavori di ristrutturazione della casa e aveva cominciato a sistemare i vecchi vigneti abbandonati. Noi non avevamo nessuna voglia di lavorare: questo era stato subito evidente. Nonostante questo, suo padre - un vecchio medico stanco della professione, altissimo, un po curvo, dal viso abbronzato e ruvido - mi prese in simpatia. Gli sembrava che fossi una buona compagnia per Jilles, che invece si era fatto con suo padre una fama di scapestrato imprevedibile e ribelle. Gli piacevano le macchine sportive - e ne rubava una ogni tanto e partiva senza meta verso il sud dell isola: tutto qui. Rubare una macchina su un isola non era una cosa sensata e Jilles lo sapeva benissimo. Due giorni dopo lasciava la macchina su una strada deserta e tornava a casa in autostop. Per me, il primo viaggio su un Alfa Romeo rossa (che fino ad allora avevo visto soltanto nel film Il Laureato), era stato un iniziazione. In poche ore eravamo arrivati a Bonifacio. Allora la parte bassa del paese e tutta la zona del porto non erano ancora state costruite. Le case bianche erano arroccate sulla scogliera da sempre, le strade erano deserte e due o tre piccoli ristoranti avevano le luci accese nel crepuscolo che arrivava dal mare. Avevamo cenato con una bottiglia che veniva dallo stesso vigneto del Barcaccio: lo stesso vino che poi Jilles mi avrebbe spedito a Londra ogni primavera, con regolarità, con un biglietto da visita su cui era stampato il suo viso leggermente invecchiato dal sole, con i baffi biondi e spioventi e i ricci che gli scendevano spettinati sulle orecchie. Quella notte mi ero addormentato lungo la strada ancora con la capote abbassata, nel vento che turbinava, cullato dalla guida regolare di Jilles, e durante la notte avevamo fatto ritor- e perience >> 59

3 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is no a Saint Florence, avevamo riconsegnato la macchina all alba nello stesso punto in cui l avevamo rubata e nel bagliore del mattino che nasceva oltre le colline ci eravamo infilati in un bar a fare colazione, prima di incamminarci sulla strada in cerca di un passaggio fino alla tenuta. La famiglia Badoit produceva vino da più generazioni di quelle che si potevano ricordare. La vigna era stata lasciata andare negli ultimi vent anni e proprio allora il padre di Jilles - che si era appena ritirato lasciando il lavoro all ospedale - aveva deciso di risistemarla; ma già cinque anni più tardi, al momento della mia partenza, era Jilles a dirigere l azienda. Ci eravamo laureati a due mesi di distanza, anche se lui aveva un anno in più. Il dottor Badoit non rinunciò a farglielo notare, e Jilles mi sorrise strizzandomi l occhio mentre lasciavamo insieme lo studio del vecchio. Ecco cosa era successo: dopo la laurea ero partito per Salon, dove mio padre aveva un azienda di trasporti e mi ero ritrovato a lavorare a tempo pieno. Avevo perso di vista Jilles che da allora non si mosse più dalla Corsica. Ci eravamo sentiti qualche rara volta al telefono - che nel 1979 ronzava come un rasoio elettrico quando chiamavi al di là del mare - e poi dieci anni erano scivolati via come se niente fosse. Mi era restato un romanzo di Chatwin, nella prima edizione, che Jilles mi aveva fatto avere per la mia laurea, un piccolo e prezioso regalo su cui aveva scritto due righe di dedica: ambizioni confuse - certezza di andare via. Invece, chissà come, Jilles era rimasto. Suo padre era morto nel giro di tre anni. Con molto ritardo compresi il motivo per cui aveva lasciato la professione di medico e si era ripreso la tenuta di suo padre. Per un medico guardarsi dentro e trovarsi le cose fuori posto è un tormento peggiore che per altri. Jilles aveva resistito al colpo. Tra i due c era quell indicibile e silenzioso affetto che lega un padre ad un figlio quando tutto il resto li divide. Provavo qualcosa di simile per mio padre allora, ma non ero sicuro di niente. Ero riuscito ad essere presente al funerale. La madre di Jilles, che viveva con un altro uomo a Parigi, era arrivata in aereo con due ore di ritardo ed eravamo restati immobili sul sagrato della chiesa ad aspettarla in silenzio. Indossava un vestito nero attillato e tacchi alti. Era molto più giovane del padre di Jilles e trovai crudele il modo in cui sfoggiava l ultimo sprazzo della sua femminilità. Poi io ero ripartito col primo traghetto; mi ero sposato da appena due mesi e dovevo tornare da mia moglie Doriane, a Salon. Forse cinque anni più tardi ci eravamo visti a Parigi. Lui era lì per far visita a sua madre che, per una misteriosa giustizia segreta era invecchiata incurvandosi come suo padre, ed io ero in città per lavoro. Vivevo a Londra da quasi un anno e non ero più sposato con Doriane, mentre Doriane credo fosse sposata, ma non con me. Lo raggiunsi alla Brasserie Lipp, a Saint Germain: aveva prenotato un tavolo al piano superiore, nella saletta rivestita dalla boiserie e dagli specchi che rimandavano le nostre immagini. - Cinque anni,- dissi avvicinandomi al tavolo. La sala era quasi deserta. - Più o meno,- si allungò sul tavolo e mi abbracciò. Mi sedetti e scoppiai a ridere, senza un motivo. Ero felice. Lui si lisciava i baffi. Dal tavolo, accostato alla finestra, vedevo il traffico lento lungo il boulevard e i fiori sui davanzali della Closerie des Lilas proprio sull altro lato della strada; era la prima volta che lo vedevo con quel paio di baffi da depliant (finirono poi sull etichetta di un vino rosso) e lo trovai maturo e un po ingrassato, affascinante come sempre, abbronzato nonostante fossimo soltanto a maggio. - Tua madre come sta?- Domandai. - Il solito. Si lamenta, comunque.-

4 e perience >> 61 Era triste. Glielo lessi subito negli occhi e nelle spalle stanche. Impiegammo una decina di minuti ad avviare le cose. Eravamo un po arrugginiti. La cosa che ricordo di più fu una sua battuta. Gli avevo raccontato del mio nuovo lavoro, a Londra, per una banca della City. Era perplesso. - A Londra.- Alzò le spalle pensieroso e poi mi fissò - Come cazzo hai fatto a finire a lavorare per una banca?- Restai di stucco - e risposi dicendo la verità: - Non lo so neanch io,- ammisi. Ecco. Non eravamo più dei ragazzi e le infinite possibilità che si aprivano un tempo di fronte a noi si erano ridotte a due o tre. Io avevo perso mio padre e mia madre nel giro di quattro anni, nel 81 e nel 1984, avevo venduto la mia parte dell azienda di trasporti e avevo accettato l offerta di lavoro di Xavier Doisneu, con cui avevo fatto un master a Bruxelles, e che adesso dirigeva una divisione intera di una banca che aveva sedi in 34 paesi. Cosa mi aveva guidato? L ambizione? La terribile sensazione di non avere nessuno al mondo su cui poter contare? Non sapevo rispondere. Non sapevo farlo allora, seduto di fronte a Jilles alla Brasserie Lipp, e non avrei saputo farlo quel pomeriggio, mentre guidavo verso la tenuta dei Badoit, sulle colline dell entroterra, a trenta chilometri da Centuri. 2. I vigneti rigavano la collina di un verde più scuro di quello dell erba; era un disegno ordinato, che seguiva i balzi del versante orientale e arrivava fino alla strada di ghiaia rossa e cotta dal sole. Sentivo i pneumatici slittare dove lo strato di ghiaia era più alto, nei tratti in salita e sulle curve più strette. Quando varcai il cancello della proprietà erano le quattro del pomeriggio. Avevo fatto colazione a Heathrow quella mattina alle sei e non avevo mangiato da allora. Improvvisamente, Londra e Xavier e il lavoro svanirono alle mie spalle. Era una bella sensazione e non l avevo prevista. Lasciai la macchina sotto una tettoia di canne e mi fermai per un attimo sul piazzale assolato da cui partiva un sentiero pavimentato a mattoni che costeggiava un grande prato appena rasato e conduceva fino alla villa. Dal piazzale, rivolgendo lo sguardo verso la vallata e poi verso nord-ovest, riuscivo a vedere le colline all orizzonte e il fuoco che le stava consumando; una colonna di fumo nero saliva obliquamente puntando verso il mare aperto. Presi le mie cose dal bagagliaio e mi incamminai per un breve tratto sul sentiero e poi tagliai in direzione del prato deserto, che risaliva dolcemente verso il porticato. La casa era stata ristrutturata ma non mi sembrò molto diversa da come la ricordavo, notai soltanto gli alberi che erano cresciuti fino a piegarsi sulle travi del portico. Jilles era là, seduto su una poltrona di vimini verniciata di bianco. Si alzò - aveva sentito il rumore della macchina probabilmente - e uscì dalla zona d ombra scendendo rapidamente sull erba; due dei suoi cani lo seguirono e immediatamente corsero avanti, fino a raggiungermi. Mi chinai ad accarezzarli e mi domandai se fosse possibile che mi avessero riconosciuto. Poi subito mi resi conto che dovevano essere i nipoti dei cani che avevo conosciuto io molti anni prima. Tornarono verso Jilles agitando le code e fecero qualche giro ampio attorno a noi. - Eccomi.- Dissi prima che Jilles aprisse bocca.- Mi avevi scritto di venire a trovarti in agosto.

5 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is Sono in anticipo di dieci giorni. Ho sentito del fuoco e sono partito...- Ci fu un istante di silenzio. Pensai che uno dei due avrebbe potuto mettersi a piangere se Jilles non avesse parlato subito. Nemmeno questo era nelle mie previsioni. Poi lui si decise a dire qualcosa e la commozione passò. - Perché non hai chiamato? Sarei venuto all aeroporto.- La voce tremava impercettibilmente. Ci stringemmo prima la mano e poi ci abbracciammo. Era l unico amico che avevo: perchè ci ostinavamo a restare lontani? Perchè non lo avevo ammesso, a cena, la sera precedente? - Finalmente- aggiunse. - Sempre convinto che io porti fortuna?- Per anni gli avevo sentito ripetere questa storia. - Sempre. Sei partito questa mattina ad occhio e croce, e da quando ha fatto giorno il vento tira dalla parte giusta. - Indicò con un cenno la vallata. - Bene, - dissi; - ecco un settore in cui le mie facoltà sono rimaste intatte.- Restammo di nuovo in silenzio. Non avevamo mai parlato molto fra di noi. Lui scrollava le spalle e sogghignava, come se stesse provando a farsi una ragione della mia presenza sul prato della tenuta. Era molto stanco e probabilmente non aveva dormito da quando il fuoco era divampato. Ripensai al nostro incontro a Parigi e mi ricordai del suo volto provato. Sembrava che solo le tragedie avessero la forza di riunirci. Quando si scosse mi mise una mano su una spalla e mi spinse verso casa. - Vieni dentro. Ti preparo una camera; vedrai, è tutto rinnovato anche all interno; e poi c è Emma, e Jacques, suo fratello. Ti ricordi di lui?- - Non so. Ci siamo già visti?- - Al mio matrimonio. E poi due anni fa, a Londra. Siamo andati insieme a cena a South Kensington e lui ha bevuto da solo tre bottiglie da sessanta sterline l una. Mi ricordo. Offrivo io.- - Ecco.- Scherzò lui. - Basta andare sul tuo terreno per metterti a tuo agio. Quella sera gli hai anche consigliato due o tre investimenti che si sono dimostrati un disastro. E secondo me non erano le tue informazioni ad essere sbagliate. Ti vedrà volentieri. Si sta ancora leccando le ferite.- Ripensai allora ai consigli sballati che gli avevo dato. Non credevo che fosse tanto stupido da seguirli. Non mi ricordavo nemmeno cosa diavolo mi fossi inventato. Jilles intanto aveva preso il mio bagaglio e stavamo risalendo il pendio erboso in direzione del porticato. - A te porto fortuna.- Considerai. - Va bene. Anche per lui hai fatto una gran cosa. Jacques ha bisogno di qualcuno che lo riporti coi piedi per terra. E poi domani mattina lui e Emma partono per Parigi. Adesso Jacques vive là. Ogni tanto ci mando Emma a spendere un po di soldi. Lei fa quattro o cinque giorni di shopping e torna serena. Conosci le donne Sì.- Dissi. - Più o meno.- Emma comparve sul portico in quel momento. Ci abbracciammo, anche se in realtà ci eravamo visti al massimo quattro o cinque volte in tutto. Era una donna elegante e sofisticata che Jilles riusciva a tenere rinchiusa in quella tenuta persa sulle colline dell entroterra della Corsica. Mi ero chiesto spesso come potesse riuscirci - e forse anche per quanto tempo sarebbe riuscito a trattenerla. Emma andava a meraviglia per St. Germain des Pres, per la Costa Azzurra, per Montecarlo. La Corsica era una cosa che solo Jilles poteva permettersi. Lei si vestiva di bianco, nella vecchia casa

6 e perience >> 63 bianca, sedeva nelle poltrone bianche di vimini, fumava quelle sigarette sottili che avevano un odore di menta e di pino nauseante, simile al deodorante per i posacenere da cruscotto. Sorrideva poco, indossava sempre le scarpe sbagliate per qualsiasi situazione si presentasse. A Londra portava un paio di sandali listati d oro, ed eravamo ad aprile e quella sera piovve a dirotto. Al matrimonio aveva scelto degli stivali di pitone, bianchi anche quelli, credo come omaggio alla visione crepuscolare che si era fatta di Jilles. Ci sistemammo sulle poltrone ed Emma mi chiese se avevo fatto buon viaggio e se avevo mangiato. Per quanto superfluo, le spiegai brevemente il motivo del mio arrivo e del mio anticipo. Non potei evitare di guardare in direzione dei suoi piedi e notai che indossava un paio di mocassini con una fibbia di acciaio coperti di polvere. Dovetti ammettere che morivo di fame e lei si offrì di prepararmi qualcosa. Ci lasciò soli e ovviamente parlammo del fuoco. - Non chiudo occhio da ieri notte.- Ammise Jilles. - Ma adesso va meglio. Sei arrivato tu; è stato un bel pensiero. Non avevi risposto al mio invito e questo mi faceva bene sperare. Di solito rispondi subito con un elenco dettagliato dei tuoi impegni di lavoro che ti impediscono di accettare.- - Stavolta è diverso come vedi.- Sapevamo entrambi che stavo parlando del fuoco. - L ho sentito al telegiornale. Prendo tutti i canali francesi. Ieri sera ero fuori con dei colleghi, sai, a festeggiare Certo. E ho l occasione per farti gli auguri di persona. Hai avuto il vino?- - Come sempre. Puntuale, sempre gradito. - Annuii. Da anni ricevevo due casse della sua produzione migliore nel giorno del mio compleanno. Da perfetto gentiluomo di campagna, non so come, le casse mi venivano recapitate nel giorno esatto, verso le otto di mattina. Né un giorno prima, né uno dopo. - Bevi sempre birra inglese?- - Per la verità, se non ricordo male, - risposi, - eri tu a perseguitare il tuo povero padre stappando due o tre bottiglie di Coca-cola a pasto.- - Sì, hai ragione, - ammise. - Povero papà. Si arrabbiava davvero.- - E tu lo facevi per quello.- Dissi. 3. Quella sera a cena Emma si presentò in abito da sera. Era un po forzato vista la situazione, ma era chiaramente in mio onore e ne fui lusingato. Finalmente si presentò Jacques, che aveva trascorso il pomeriggio a caccia sulle colline. Ovviamente non aveva preso niente, visto che c era un incendio in linea d aria a meno di cinque chilometri da lì. Ci stringemmo la mano con vigore. Ero deciso a non lasciargli portare la conversazione sulla borsa e sui titoli azionari. Mi aveva trascinato una volta su quel terreno e io avevo azzardato una vendetta che si era - a sentire Jilles - rivelata fin troppo pesante. Mi domandavo quanto si fosse giocato sui miei consigli. - La caccia com è andata?- Domandai per rompere il ghiaccio. - Niente di particolare. Domani partiamo e volevo fare una passeggiata. Non ho sparato un colpo.- Disse. - Hai preso il fucile però, - obiettò Emma.- E due cani.- - Sì,- ammise candidamente lui.- Così, per avere un motivo... sai come sono fatto. Neanche mi piace la caccia. - Restai ad ascoltarli sorridendo. Di certo non mi sarei immischiato, anche se non potevo dar torto ad Emma che si domandava quale poteva essere il senso di un simile comportamento. Io avrei sintetizzato concludendo che niente di razionale muoveva il povero Jacques, ma me ne guardai bene. Jilles sorrideva sotto i baffi ed era chiaro che, come me, si sarebbe tenuto fuori dalla discussione dei due.

7 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is Poi parlammo della loro imminente partenza. Ero felice di capire che la mia presenza era ben vista da Emma che così si sentiva sollevata dalla colpa di lasciare la tenuta con il fuoco che bruciava sulle colline. La partenza era fissata da tempo e Jilles aveva insistito perché Emma non rinunciasse. - Staremo benissimo; con lui, - disse indicando nella mia direzione, - sono a posto; è più di quanto mi augurassi.- Ancora non ci eravamo presi il tempo per spiegare i motivi della mia presenza lì, ma le parole di Jilles mi riempirono di commozione. - E poi, il vento ha preso la direzione giusta. Ho chiamato la centrale della protezione civile, sembra che tutto sarà risolto per domani sera al massimo... - Ci guardò fissandoci ad uno ad uno. Io mi convinsi che non fosse davvero tranquillo come voleva apparire. Infatti piegò leggermente le spalle e continuò: -...in più, se così non fosse, la tua presenza non cambierebbe le cose. Anzi, sarebbe un pensiero in più.- Emma lo guardava e rimase in silenzio. Ormai era deciso che sarebbe partita ed era meglio non ritornare sull argomento. Jacques beveva e teneva la testa appoggiata allo schienale altissimo della sedia. - L aereo è alle otto. Meglio se ci mettiamo in movimento molto presto domani. - Sentenziò. Per me, non c erano problemi. Era proprio per l incendio che ero lì, e non sarebbe venuto in mente a nessuno di mandarmi via. Così Emma e suo fratello Jacques andarono a letto presto e ci lasciarono soli a fumare sul portico. L aria era profumata e silenziosa. Oltre il buio della vallata si scorgeva la linea arancio del fuoco sul crinale delle colline in lontananza. L incendio era laggiù che, come noi, si godeva la notte. - Non chiudo occhio da due giorni. Ho passato qui tutto il tempo. - Disse Jilles. - Lo immaginavo. Il vento com era ieri sera?- Chiesi. - Non buono come quello di questa sera. Fino a quando non sentiamo l odore del fuoco nell aria possiamo sperare.- - Il che non vuol dire che tu riesca a dormire.- Conclusi. - Esatto.- - Ti farò compagnia allora.- - Adesso infatti è diverso. Come ti dicevo, tu porti bene.- - È una responsabilità pesante.- - Immagino che tu te la debba assumere.- Da lontano, arrivò all improvviso uno scoppio di urla. Guardai Jilles. - Viene dalle stanze del personale. Ne ho sei in questo periodo. Dormono sopra le vecchie cantine, nei dormitori dei tempi di mio nonno, che l anno scorso ho trasformato in mini appartamenti.- Le cantine erano sul piazzale che dava sul retro della casa - e per quello, probabilmente, arrivando non avevo visto le macchine parcheggiate. - Non ho visto nessuno al lavoro questo pomeriggio.- Dissi. - Infatti. Ho dato due giorni di libertà a tutti.- Ammise Jilles.- Se va tutto a fuoco a cosa serve sistemare i filari?- Guardai ancora il filo rosso del fuoco che rischiarava un pezzo di cielo nero. Sopra di noi brillavano le stelle. Mi ero accorto uscendo dopo cena, che il cielo era molto diverso da quello di Londra. Non ricordavo più di aver visto tutte quelle stelle. Ma sopra il nero delle colline anche il cielo era nero e immobile. - Mi fa piacere che tu sia qui, davvero. - Riprese Jilles lisciandosi i baffi. - Ti ha sempre fatto piacere vedermi lontano da Londra. A tua moglie Londra piace, invece.- - A Emma piacciono tutte le città che offrano un buon assortimento di collezioni d alta moda. Le piace anche Milano, e Milano non può piacere davvero a nessuno. Ma tu devi essere più esperto di me in questo, l ultima volta in cui ci siamo visti avevi un divorzio in corso, e pensavi già a risposarti Non esagerare, - dissi. - Non mi sono più sposato se è questo che vuoi sapere; ti avrei invitato.-

8 e perience >> 65 - Sì, sono stato già a due tuoi matrimoni, e questa volta non sarei venuto. L ultimo quanto è durato? Sei mesi?- Evitai di rispondere perché non ci era andato molto lontano. Lei era inglese e avevo sottovalutato troppi aspetti determinanti. - Le piaceva il tuo vino,- dissi come per giustificarmi. - E tu l hai lasciata per una che beveva solo cocktail alla menta, magari.- - Più o meno, - ammisi. Jilles mi guardava compiaciuto. Lo scambio di battute non potevo evitarlo. Tuttavia proprio in quelle settimane che avevano preceduto il mio quarantesimo compleanno mi ero sentito più solo che mai. Sembrava che non sapessi vivere con una donna al mio fianco. Mi lasciavo affascinare, trascorrevo qualche mese di passione al fianco di una sconosciuta e poi mi ritrovavo da solo. A qualcuno sembrava un segno di grande successo con le donne, perché mi vedeva spesso cambiare compagna. Pensai al mio breve matrimonio. Litigammo per la prima volta tornando dal viaggio di nozze. Pochi giorni dopo partii per New York per lavoro e mi ricordo di aver sentito una sensazione di fredda e inesorabile indipendenza nel momento in cui mi ero infilato, da solo, nel mio letto di camera d albergo. Ci stava pensando anche Jilles e mi scrutava con gli occhi socchiusi. - Non mi hai mai raccontato come andò.- Disse. Ero in trappola, e dovetti spiegargli tutto. Avevamo l intera notte per parlare. - Tu la conosci una cantante jazz canadese.. una certa Jasmine Knoll?- Pensai subito che fosse superfluo domandarglielo perché Jilles era un intenditore di musica. Lui, infatti, annuì convinto. - Ecco, è per lei che il mio matrimonio è finito.- Dissi. Questa Knoll, che io mai avevo sentito nominare fino al giorno in cui ci incontrammo, era una ragazza magra e nervosa, che - per quanto ne sapevo io - cantava e suonava il piano da Dio. Jilles si tirò su e rimase seduto sul bordo della poltrona. - Come sarebbe a dire?- Domandò incuriosito. - Sai che vado a New York, almeno un paio di volte fra novembre e dicembre. Insomma conosco un po di persone anche lì, e una di queste è una specie di manager, lavora per una casa discografica, credo. Eravamo insieme in un locale del Village e c era questa Knoll che cantava quella sera. Bada bene che io non avevo idea di chi fosse... anche quando finito lo show viene e si siede al tavolo con noi. Parliamo, beviamo, le solite cose. Poi non so come, Jasmine mi si avvicina e mi dà appuntamento per quella sera, dice che la posso accompagnare da qualche parte se mi va.- Jilles si diede una botta sulla fronte. - Mi venga un colpo... sei andato a letto con Jasmine Knoll!?- - Aspetta Aspetta cosa? Ci sei andato a letto o no? - - Beh, sì, ma voglio raccontarti come sono andate le cose...- Lui si lasciò andare contro lo schienale. Aveva le labbra chiuse attorno al sigaro e gli occhi scintillanti. - Jasmine Knoll...- sospirò.- Ho comprato il suo ultimo disco due mesi fa Infatti, - dissi. - Me ne ha spedito una copia autografata. Ci sono rimasto male perché non c era nemmeno un biglietto. Sai, come se avesse una segretaria con una mailing list Vai avanti adesso..- Mi esortò.- Sei pieno di sorprese.- - Il resto te lo puoi immaginare: siamo usciti dal locale insieme. Ha dato lei l indirizzo al taxi. Ha un attico su Central Park. Una camera da letto che sembra un campo da tennis. Ci siamo restati una settimana.- - E tu ti eri appena sposato a Londra Più o meno. Però eravamo già ai ferri corti.- - Sì, sì. Ha spedito una copia autografata del disco anche alla tua ex moglie?- - Sei ingiusto. Comunque sono ripartito per Londra, le ho lasciato il mio numero, ma non mi ha più richiama-

9 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is to. A Heathrow, appena sceso dall aereo, sono entrato in un negozio di dischi. Non ci crederai, ma non avevo ancora idea di chi fosse: così ho chiesto se la conoscevano. C era un intero scaffale dedicato a lei. Dodici dischi, credo. L ultimo - una colonna sonora credo - era esaurito, perché era da sei settimane in testa a non so quale classifica Aspetta, - disse lui alzandosi di scatto. Rientrò in casa e pochi secondi dopo sentii, a basso volume, la voce di Jasmine che cantava un brano che le avevo sentito interpretare per la prima volta quella sera nel locale del Greenwich Village. Quando Jilles tornò, si stropicciava le mani e sorrideva. Si abbandonò sulla poltrona di vimini. La musica arrivava come un sussurro e si spandeva sul pendio erboso illuminato da quattro piccoli lampioni gialli, fino a svanire nel buio delle siepi. - Mio Dio,- disse pensieroso. - Non riuscirò mai più ad ascoltarla senza pensare a te in mutande, in un attico sopra Central Park Non ci siamo mai più sentiti. Io ho provato un paio di volte, ma poi ho lasciato perdere. Tu credi che sia davvero così che vanno le cose in quell ambiente?- - Lo chiedi a me? Io abito in Corsica Beh, chi lo sa? Comunque sia, ho ripreso il mio lavoro e sei settimane dopo, il mio matrimonio era già in mano ad un avvocato. Mi è arrivato il suo disco poi. E ho chiamato col suo nome una società off-shore.- Dissi. - In suo onore, insomma.- Aggiunsi. Jilles ridacchiò. - Nel mio settore è una cosa che si fa,- aggiunsi. - Credimi.- - Ti credo. - Disse ridendo stancamente. Restammo per qualche minuto in silenzio, ascoltando la musica e fissando il fuoco sulla collina. - La sai una cosa? - disse all improvviso Jilles. - Stavo pensando, mentre raccontavi questa storia incredibile, che il destino ci ha preso in giro: tu non chiedevi altro che restare qui, e sei finito a Londra, a lavorare per una banca; ci pensi? ma come cazzo hai fatto a finire a lavorare per una banca? - Era la seconda volta che glielo sentivo dire. Non mi lasciò, volutamente, il tempo di giustificarmi e riprese. - Lascia perdere il discorso della banca. C è di peggio, o forse no, ma è lo stesso.- Io sapevo che ancora, come da ragazzi, gli invidiavo quasi tutto: la sicurezza che si traduceva nei gesti brevi e nei silenzi, la forza di volontà, che suo padre non aveva saputo vedere sotto la patina di ribellione. Perfino con Emma aveva saputo fare sul serio. Sapevo che non potevano avere figli, e questo era un suo punto oscuro: gli sembrava di non poter dare un seguito alla famiglia e un futuro ai vigneti. Vent anni prima un discorso simile lo avrebbe fatto ridere. Mentre pensavo a questo, lui riprese da dove si era interrotto, ed io ebbi la netta sensazione che i nostri pensieri fossero in piena sintonia. - Quello che stavo pensando, è che io che avrei voluto scappare, sono ancora qui, ho messo le radici sulla terra della mia famiglia, e sembro ogni giorno di più una brutta caricatura di mio padre...- Lo lasciai parlare anche se, con il fiato sospeso, avevo intuito dove intendesse spingersi. - Insomma, - disse indicando il fuoco,- per un attimo ho pensato che se il fuoco arrivasse fin qui tutto cambierebbe. Ho dei soldi da parte, ho un assicurazione. Potrei ricominciare da un punto qualsiasi Sei solo molto stanco, - dissi. - Sì, forse.- Ammise. - Sono felice che tu sia qui. E che quei due domani se ne vadano per qualche giorno.- Quei due erano sua moglie e suo cognato. Lui non era simpatico neanche a me, ma Emma era una moglie perfetta per Jilles e lui lo sapeva. Quella tenuta era infinitamente meglio delle mie camere d albergo. Sulla collina dietro la casa c era un vigneto che si chiamava Emma. Il padre di Jilles aveva fatto lo stesso con sua moglie più di trent anni prima.

10 e perience >> 67 - Non facciamo più discorsi di questo genere, - dissi a bassa voce, - oppure stiamo un po ad ascoltare il silenzio. Questa è una cosa che a Londra non posso permettermi.- Jilles alzò le spalle e si voltò verso la riga rossa del fuoco. La musica continuava in sottofondo e dovetti pensare un po a Jasmine. Non avevamo niente in comune, niente di particolare da dirci: non c era verso di poter essere romantici, se non per via della musica. Così feci del mio meglio per non farmi commuovere dal modo in cui cantava, con un filo di voce, un pezzo che non conoscevo, ma che parlava senza ombra di dubbio di noi due. Sapevo che sarebbe stata in tour a Londra in autunno e non speravo che mi avrebbe chiamato. Le alternative dei nostri destini, come in un imbuto, si riducevano di giorno in giorno. Quando, forse un quarto d ora più tardi la musica finì, spensi il mozzicone del mio sigaro e mi rivolsi sottovoce a Jilles. - Niente più mutande sul Central Park, - dissi. - Pensi davvero di restare qui tutta la notte?- Lui non rispose e allora mi accorsi che si era addormentato. Mi alzai e gli levai il sigaro che aveva ancora tra le dita. Lo spensi nel grande portacenere di marmo, e poi presi dalla spalliera un plaid e coprii Jilles come potevo. Stavo ancora pensando alle sue parole. Non potevo negarlo. Come avevo fatto a finire a lavorare per una banca? Non lo sapevo e non lo so: devo essermi distratto. Ci si distrae un attimo e passano vent anni; bisogna fare molta attenzione se si vuole essere felici.

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO 90 ICARO MAGGIO 2011 LA TEORIA DEL CUCCHIAIO di Christine Miserandino Per tutti/e quelli/e che hanno la vita "condizionata" da qualcosa che non è stato voluto. La mia migliore amica ed io eravamo nella

Dettagli

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO?

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? 1 Ehi, ti e mai capitato di assistere o essere coinvolto in situazioni di prepotenza?... lo sai cos e il bullismo? Prova a leggere queste pagine. Ti potranno essere utili.

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

Il desiderio di essere come tutti

Il desiderio di essere come tutti Francesco Piccolo Il desiderio di essere come tutti Einaudi INT_00_I-IV_Piccolo_Desiderio.indd 3 30/08/13 11.44 Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni. Fino a quel momento la mia

Dettagli

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1 Università per Stranieri di Siena Centro CILS Sessione: Dicembre 2012 Test di ascolto Numero delle prove 2 Ascolto - Prova n. 1 Ascolta i testi: sono brevi dialoghi e annunci. Poi completa le frasi.

Dettagli

Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante. Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac

Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante. Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac 2 Titolo: Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante Autrice: Marie Sexton, www.mariesexton.net Traduzione: Amneris

Dettagli

Dal lato della strada

Dal lato della strada Dal lato della strada Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembrava giusto e anche responsabile. Quello che non capivo è perché

Dettagli

E vestirti coi vestiti tuoi DO#-7 SI4 dai seguimi in ciò che vuoi. e vestirti coi vestiti tuoi

E vestirti coi vestiti tuoi DO#-7 SI4 dai seguimi in ciò che vuoi. e vestirti coi vestiti tuoi SOGNO intro: FA#4/7 9 SI4 (4v.) SI4 DO#-7 Son bagni d emozioni quando tu FA# sei vicino sei accanto SI4 DO#-7 quando soltanto penso che tu puoi FA# FA#7/4 FA# SI trasformarmi la vita. 7+ SI4 E vestirti

Dettagli

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico SASHA La nostra storia é molto molto recente ed é stata fin da subito un piccolo "miracolo" perche' quando abbiamo contattato l' Associazione nel mese di Novembre ci é stato detto che ormai era troppo

Dettagli

libro primo 7 grazie, farò del mio meglio per non arrecarti altro disturbo. E appena ho provato a reagire, mi hai bloccata, sei passato a discorsi

libro primo 7 grazie, farò del mio meglio per non arrecarti altro disturbo. E appena ho provato a reagire, mi hai bloccata, sei passato a discorsi Capitolo primo 1. Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie. Lo so che questo una volta ti piaceva e adesso, all improvviso, ti dà fastidio. Lo so che fai finta che non

Dettagli

PRONOMI DIRETTI (oggetto)

PRONOMI DIRETTI (oggetto) PRONOMI DIRETTI (oggetto) - mi - ti - lo - la - La - ci - vi - li - le La è la forma di cortesia. Io li incontro spesso. (gli amici). Non ti sopporta più. (te) Lo legge tutti i giorni. (il giornale). La

Dettagli

Lo sai, sono la tua anima gemella perchè...

Lo sai, sono la tua anima gemella perchè... Clémence e Laura Lo sai, sono la tua anima gemella perchè... Se fossi un paio di scarpe sarei i tuoi lacci Se fossi il tuo piede sarei il tuo mignolo Se fossi la tua gola sarei la tua glottide Se fossi

Dettagli

Che cosa fai di solito?

Che cosa fai di solito? Che cosa fai di solito? 2 1 Ascolta la canzone La mia giornata, ritaglia e incolla al posto giusto le immagini di pagina 125. 10 dieci Edizioni Edilingua unità 1 2 Leggi. lindylindy@forte.it ciao Cara

Dettagli

unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B.

unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B. A. Ignone - M. Pichiassi unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B. A B 1. È un sogno a) vuol dire fare da grande quello che hai sempre sognato

Dettagli

4.Che cosa... di bello da vedere nella tua città? (A) c'è (B) è (C) ci sono (D) e

4.Che cosa... di bello da vedere nella tua città? (A) c'è (B) è (C) ci sono (D) e DIAGNOSTIC TEST - ITALIAN General Courses Level 1-6 This is a purely diagnostic test. Please only answer the questions that you are sure about. Since this is not an exam, please do not guess. Please stop

Dettagli

LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO

LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO Sono arrivata in Italia in estate perché i miei genitori lavoravano già qui. Quando ero in Cina, io e mia sorella Yang abitavamo con i nonni, perciò mamma e papà erano tranquilli.

Dettagli

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento.

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento. DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento Anno 2014 (B) E nato per tutti; è nato per avvolgere il mondo in un abbraccio

Dettagli

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Rilevazione degli apprendimenti PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Anno Scolastico 2011 2012 PROVA DI ITALIANO Scuola Primaria Classe Seconda Spazio per l etichetta autoadesiva ISTRUZIONI

Dettagli

Story of Hann. I racconti della serie incubo

Story of Hann. I racconti della serie incubo Story of Hann I racconti della serie incubo Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o luoghi e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Robert Donovan Carro STORY OF HANN I

Dettagli

1 Decidi come finisce la frase.

1 Decidi come finisce la frase. No mamma no A1/A2 anno di produzione: 1993 durata: 18 genere: commedia regia: Cecilia Calvi sceneggiatura: Cecilia Calvi fotografia: Franco Lecca montaggio: Valentina Migliaccio interpreti: Isa Barsizza,

Dettagli

BIANCOENERO EDIZIONI

BIANCOENERO EDIZIONI RACCONTAMI BIANCOENERO EDIZIONI Titolo originale: The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886 Ringraziamo Giulio Scarpati che ha prestato la sua voce per questo progetto. Consulenza scientifica al

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE...

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... Una volta si fece la festa degli alberi nel bosco e io e una bimba, che non lo sapevo chi era, giocavamo con gli alberi

Dettagli

33. Dora perdona il suo pessimo padre

33. Dora perdona il suo pessimo padre 33. Dora perdona il suo pessimo padre Central do Brasil (1998) di Walter Salles Il film racconta la storia di una donna cinica e spietata che grazie all affetto di un bambino ritrova la capacità di amare

Dettagli

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia Scuola Primaria Istituto Casa San Giuseppe Suore Vocazioniste Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar Classe IV Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia È il 19 febbraio 2011

Dettagli

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE.

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE. 1 SE UNA SORPRESA VOLETE TROVARE ATTENTAMENTE DOVETE CERCARE. VOI ALLA FINE SARETE PREMIATI CON DEI GOLOSI DOLCINI INCARTATI. SE ALLE DOMANDE RISPONDERETE E NON CADRETE IN TUTTI I TRANELLI, SE TROVERETE

Dettagli

Una notte incredibile

Una notte incredibile Una notte incredibile di Franz Hohler nina aveva dieci anni, perciò anche mezzo addormentata riusciva ad arrivare in bagno dalla sua camera. La porta della sua camera era generalmente accostata e la lampada

Dettagli

ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni. Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav

ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni. Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav Matite italiane ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav Edizione italiana a cura di Gianni Rodari Editori Riuniti I edizione in

Dettagli

perché non ballate? 5 Baciami. Baciami, tesoro, disse lei. Chiuse gli occhi. Lo teneva stretto. Lui dovette aprirle a forza le dita.

perché non ballate? 5 Baciami. Baciami, tesoro, disse lei. Chiuse gli occhi. Lo teneva stretto. Lui dovette aprirle a forza le dita. Perché non ballate? In cucina si riversò da bere e guardò la camera da letto sistemata sul prato davanti a casa. Il materasso era scoperto e le lenzuola a righe bicolore erano piegate sul comò, accanto

Dettagli

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94 DAL MEDICO A: Buongiorno, dottore. B: Buongiorno. A: Sono il signor El Assani. Lei è il dottor Cannavale? B: Si, piacere. Sono il dottor Cannavale. A: Dottore, da qualche giorno non mi sento bene. B: Che

Dettagli

Livello CILS A2. Test di ascolto

Livello CILS A2. Test di ascolto Livello CILS A2 GIUGNO 2012 Test di ascolto numero delle prove 2 Ascolto Prova n. 1 Ascolta i testi. Poi completa le frasi. Scegli una delle tre proposte di completamento. Alla fine del test di ascolto,

Dettagli

Flame of Hope maggio 2015

Flame of Hope maggio 2015 Flame of Hope maggio 2015 Cari amici, Quand è che si apprezza maggiormente la vita e si è consapevoli di essere vivi e ne siamo grati? Quando quel dono prezioso è minacciato e poi si apprezza la vita il

Dettagli

IL CANE CHE NON SAPEVA ABBAIARE

IL CANE CHE NON SAPEVA ABBAIARE IL CANE CHE NON SAPEVA ABBAIARE C'era una volta un cane che non sapeva abbaiare. Non abbaiava, non miagolava, non muggiva, non nitriva, non sapeva fare nessun verso. Era un cagnetto solitario, chissà come

Dettagli

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013 Farra, 24 febbraio 2013 informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara dare alcune indicazioni pratiche suggerire alcuni percorsi Quali sono le reazioni

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE AzioneCattolicaItaliana ACR dell ArcidiocesidiBologna duegiornidispiritualitàinavvento CONMARIA PREPARIAMOCIADACCOGLIEREILSIGNORE Tutta l Azione Cattolica ha come tema dell anno l accoglienza. Anche la

Dettagli

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA LIBRO IN ASSAGGIO SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA DI ROBERT L. LEAHY INTRODUZIONE Le sette regole delle persone molto inquiete Arrovellarvi in continuazione, pensando e ripensando al peggio, è la

Dettagli

UN TEMPO. Foto Tiina Itkonen. Testo Ilaria bernardini

UN TEMPO. Foto Tiina Itkonen. Testo Ilaria bernardini P O R T O L I O UN TEMPO GHIACCIATO Tra le nevi perenni della Groenlandia per ritrovare se stessi. Il racconto di una fuga verso il Nord, in un luogo pieno di luce e di spazio, dove svegliarsi ogni giorno

Dettagli

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM XXVIII TEMPO ORDINARIO 11 ottobre 2009 VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Mc 10, 17-30 [In quel tempo], mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

Dettagli

MA LE STELLE QUANTE SONO

MA LE STELLE QUANTE SONO LIBRO IN ASSAGGIO MA LE STELLE QUANTE SONO DI GIULIA CARCASI Alice Una vecchia canzone diceva: Tu sai tutto sulla realtà del mercato e qui io ammetto di essere negato. Ma a inventare quel che non c è io

Dettagli

Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente?

Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente? Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente? Ognuno di noi ha espresso le proprie opinioni, poi la maestra le ha lette ad alta voce. Eravamo proprio curiosi di conoscere le idee ti tutti! Ecco tutti

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07. Documentazione a cura di Quaglietta Marica

SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07. Documentazione a cura di Quaglietta Marica SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07 GRUPPO ANNI 3 Novembre- maggio Documentazione a cura di Quaglietta Marica Per sviluppare Pensiero creativo e divergente Per divenire

Dettagli

Andrea Bajani Tanto si doveva

Andrea Bajani Tanto si doveva Andrea Bajani Tanto si doveva Quando muoiono, gli uccelli cadono giù. Non se ne accorge quasi nessuno, di solito, salvo il cacciatore che l ha colpito e il cane che deve dargli la caccia. Il cacciatore

Dettagli

LA STORIA DEL VECCHIO F di Patrizia Toia

LA STORIA DEL VECCHIO F di Patrizia Toia Patrizia Toia Patrizia Toia (born on 17 March 1950 in Pogliano Milanese) is an Italian politician and Member of the European Parliament for North-West with the Margherita Party, part of the Alliance of

Dettagli

Frisch. unità 1. 1 Leggi il testo

Frisch. unità 1. 1 Leggi il testo unità 1 1 Leggi il testo Frisch Frisch era un abitudinario, come lo sono del resto quasi tutte le persone della sua età. Ogni mattina nei tre giorni che passava alla villa si alzava puntualmente alle sette

Dettagli

I sussurri di cui non ti accorgi

I sussurri di cui non ti accorgi Titolo della tesina: La realtà come specchio del proprio dolore Sezione narrativa: racconto I sussurri di cui non ti accorgi Ogni mattina, quando andava a scuola, si guardava attorno. Le piaceva il modo

Dettagli

Quanti nuovi suoni, colori e melodie, luce vita e gioia ad ogni creatura splende la sua mano forte e generosa, perfetto è ciò che lui fa

Quanti nuovi suoni, colori e melodie, luce vita e gioia ad ogni creatura splende la sua mano forte e generosa, perfetto è ciò che lui fa TUTTO CIO CHE FA Furon sette giorni così meravigliosi, solo una parola e ogni cosa fu tutto il creato cantava le sue lodi per la gloria lassù monti mari e cieli gioite tocca a voi il Signore è grande e

Dettagli

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste.

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste. FIGLI DI DIO Cosa significa essere un figlio di Dio? E importante essere figli di Dio? Se sono figlio di Dio che differenza fa nella mia vita quotidiana? Queste sono questioni importanti ed è fondamentale

Dettagli

Con Rikke nei Parchi d Abruzzo di Kristiina Salmela

Con Rikke nei Parchi d Abruzzo di Kristiina Salmela di Kristiina Salmela Gole di Fara San Martino (CH) Hei! Ciao! Sono un bel TONTTU - uno gnometto mezzo finlandese mezzo abruzzese, e mi chiamo Cristian alias Rikke. Più di sei anni fa sono nato nel Paese

Dettagli

Laboratorio lettura. 8) Gli animali del carro sono: Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. Veri

Laboratorio lettura. 8) Gli animali del carro sono: Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. Veri Laboratorio lettura Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. 1) Quali anilmali sono i protagonisti della storia? 2) Che cosa fanno tutto l anno? 3) Perché decidono di scappare dal

Dettagli

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Il romanzo Tra donne sole è stato scritto da Pavese quindici mesi prima della sua morte, nel 1949. La protagonista, Clelia, è una

Dettagli

Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna...

Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna molto probabilmente avrei un comportamento diverso. Il mio andamento scolastico non è dei migliori forse a causa dei miei interessi (calcio,videogiochi, wrestling ) e forse mi applicherei

Dettagli

Favole per bambini grandi.

Favole per bambini grandi. Favole per bambini grandi. d. & d' Davide Del Vecchio Daria Gatti Questa opera e distribuita sotto licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale 2.5 Italia http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/

Dettagli

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!!

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!! IL TUO CORPO NON E STUPIDO Avrai sicuramente sentito parlare di postura corretta e magari spesso ti sei sentito dire di stare più dritto con la schiena o di non tenere le spalle chiuse. Nonostante se ne

Dettagli

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a Ci situiamo Probabilmente alla tua età inizi ad avere chiaro chi sono i tuoi amici, non sempre è facile da discernere. Però una volta chiaro,

Dettagli

piccola guerra perfetta

piccola guerra perfetta Primo giorno Hanno appena posato il dolce al centro del tavolo. Quant è brutto, pensa Rea e sorride tutta strana. Fra poco toglieranno la luce. La sua amica Nita la implora con lo sguardo e Rea la accontenta

Dettagli

Il ciclo di Arcabas LUNGO LA STRADA

Il ciclo di Arcabas LUNGO LA STRADA Il ciclo di Arcabas Arcabas è lo pseudonimo dell artista francese Jean Marie Pirot, nato nel 1926. Nella chiesa della Risurrezione a Torre de Roveri (BG) negli anni 1993-1994 ha realizzato un ciclo di

Dettagli

Regole per un buon Animatore

Regole per un buon Animatore Regole per un buon Animatore ORATORIO - GROSOTTO Libretto Animatori Oratorio - Grosotto Pag. 1 1. Convinzione personale: fare l animatore è una scelta di generoso servizio ai ragazzi per aiutarli a crescere.

Dettagli

Dov eri e cosa facevi?

Dov eri e cosa facevi? Funzioni comunicative Produzione libera 15 marzo 2012 Livello B1 Dov eri e cosa facevi? Funzioni comunicative Descrivere, attraverso l uso dell imperfetto, azioni passate in corso di svolgimento. Materiale

Dettagli

Una storia vera. 1 Nome fittizio.

Una storia vera. 1 Nome fittizio. Una storia vera Naida 1 era nata nel 2000, un anno importante, porterà fortuna si diceva. Era una ragazzina come tante, allegra, vivace e che odiava andare a scuola. Era nata a Columna Pasco, uno dei tanti

Dettagli

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso LIBERI PENSIERI PER LIBERI SENTIMENTI La riflessione circa In viaggio verso l incontro come ci è stato proposto, nasce attorno alla lettura del romanzo : C è nessuno?

Dettagli

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là,

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, Un uomo che dorme Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, dove la memoria identifica senza sforzo

Dettagli

PRUEBA COMÚN PRUEBA 201

PRUEBA COMÚN PRUEBA 201 PRUEBA DE ACCESO A LA UNIVERSIDAD MAYORES DE 25 Y 45 AÑOS PRUEBA COMÚN PRUEBA 201 PRUEBA 2013ko MAIATZA MAYO 2013 L incontro con Guido Dorso Conobbi Dorso quando ero quasi un ragazzo. Ricordo che un amico

Dettagli

Bambini vecchiette signori e signore venite a giocare con tutti i colori (2 volte)

Bambini vecchiette signori e signore venite a giocare con tutti i colori (2 volte) La canzone dei colori Rosso rosso il cane che salta il fosso giallo giallo il gallo che va a cavallo blu blu la barca che va su e giù blu blu la barca che va su e giù Arancio arancio il grosso cappello

Dettagli

IL TEMPO METEOROLOGICO

IL TEMPO METEOROLOGICO VOLUME 1 CAPITOLO 4 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE IL TEMPO METEOROLOGICO 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: tempo... Sole... luce... caldo...

Dettagli

LA STREGA ROVESCIAFAVOLE

LA STREGA ROVESCIAFAVOLE LA STREGA ROVESCIAFAVOLE RITA SABATINI Cari bambini avete mai sentito parlare della strega Rovesciafavole? Vi posso assicurare che è una strega davvero terribile, la più brutta e malvagia di tutte le streghe

Dettagli

IL RIMARIO IL RICALCO

IL RIMARIO IL RICALCO Preparare un rimario: IL RIMARIO - gli alunni, a coppie o singolarmente, scrivono su un foglio alcune parole con una determinata rima; - singolarmente, scelgono uno dei fogli preparati e compongono nonsense

Dettagli

Trasformazione attivo-passivo

Trasformazione attivo-passivo Trasformazione attivo-passivo E possibile trasformare una frase attiva in passiva quando: 1. il verbo è transitivo 2. il verbo è seguito dal complemento oggetto. Si procede in questo modo: 1. il soggetto

Dettagli

Una libera pensatrice.

Una libera pensatrice. Passato prossimo/imperfetto 1 Leggi il testo e scegli il verbo corretto. Una libera pensatrice. In primavera, quando l aria si riscaldava/si è riscaldata e è diventata/diventava piacevole, noi bambini

Dettagli

Dalla lettura di una poesia del libro di testo. Un ponte tra i cuori

Dalla lettura di una poesia del libro di testo. Un ponte tra i cuori 1 Dalla lettura di una poesia del libro di testo Un ponte tra i cuori Manca un ponte tra i cuori, fra i cuori degli uomini lontani, fra i cuori vicini, fra i cuori delle genti, che vivono sui monti e sui

Dettagli

Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così:

Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così: Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così: in una bella giornata di ottobre, quando la mia migliore amica Sabrina

Dettagli

Routine per l Ora della Nanna

Routine per l Ora della Nanna SCHEDA Routine per l Ora della Nanna Non voglio andare a letto! Ho sete! Devo andare al bagno! Ho paura del buio! Se hai mai sentito il tuo bambino ripetere queste frasi notte dopo notte, con ogni probabilità

Dettagli

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA ANNARITA RUBERTO http://scientificando.splinder.com DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA per i piccoli Straws akimbo by Darwin Bell http://www.flickr.com/photos/darwinbell/313220327/ 1 http://scientificando.splinder.com

Dettagli

1 - Sulla preghiera apostolica

1 - Sulla preghiera apostolica 1 - Sulla preghiera apostolica Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Do una piccola istruzione di metodo sulla preghiera apostolica. Adesso faccio qualche premessa sulla preghiera apostolica,

Dettagli

Ciao ragazzi! - Lombardo Nosengo Ulysse

Ciao ragazzi! - Lombardo Nosengo Ulysse Unità 3 41 Il Vesuvio Ciao ragazzi! - Lombardo Nosengo Ulysse affresco - Pompei Capri Il golfo di Napoli Pompei Napoli Pompei Capri 42 L imperfetto indicativo L alternanza passato prossimo e imperfetto

Dettagli

Piermario Lucchini. L importante è che sia... sveglio!

Piermario Lucchini. L importante è che sia... sveglio! Piermario Lucchini L importante è che sia... sveglio! Libri Este 2009 Edizioni E.S.T.E. S.r.l Via A. Vassallo, 31 20125 Milano www.este.it info@este.it Prima edizione: novembre 2009 Copertina di Laura

Dettagli

Arcangela Mastromarco

Arcangela Mastromarco Autore: Con la collaborazione di: Arcangela Mastromarco Lidia Scarabelli 1 Unità 1 Questa è la mia famiglia. Io mi chiamo Meijiao. Faccio la IV elementare. La mattina mi alzo alle 7.00, mi vesto e faccio

Dettagli

Consigli di lettura alla Libreria "Rinascita"

Consigli di lettura alla Libreria Rinascita Consigli di lettura alla Libreria "Rinascita" Pagine d Estate: proposte di letture per l estate 2014 Quest'iniziativa vuole incentivare il gusto per la lettura e avvicinare i preadolescenti ai testi di

Dettagli

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA?

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? dott.ssa Anna Campiotti Marazza (appunti non rivisti dall autrice; sottotitoli aggiunti dal redattore) L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? primo incontro del ciclo Il rischio di educare organizzato

Dettagli

Civilewww.edurisk.it. Care bambine, cari bambini,

Civilewww.edurisk.it. Care bambine, cari bambini, Cari bambini, Civile questo libretto che vi viene oggi proposto vi aiuterà a conoscere i rischi e ad imparare come difendervi, in particolare dai rischi legati al terremoto. Questo come tutti sapete è

Dettagli

Discorso diretto e indiretto

Discorso diretto e indiretto PERCORSI DIDATTICI di: Mavale Discorso diretto e indiretto scuola: Cremona area tematica: Lingua italiana pensato per: 8-11 anni scheda n : 1 OBIETTIVO DIDATTICO: Saper riconoscere ed usare il discorso

Dettagli

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE?

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? Storia narrata da Teresa Carbé Da oltre 10 anni, con mio marito e i miei figli, abbiamo deciso di aprirci all affidamento familiare, e ciò ci ha permesso di

Dettagli

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di 1 Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di N. e N. 2 Celebrare un anniversario non significa rievocare in modo nostalgico una avvenimento del passato, ma celebrare nella lode e nel rendimento

Dettagli

Arrivederci! 1 Test di progresso

Arrivederci! 1 Test di progresso TEST DI PROGRESSO (Unità 1 e 2) 1) Completa il mini dialogo con le forme verbali corrette. Ciao, io sono Tiziano. Ciao, io mi chiamo Patrick. (1)... italiano? No, ma (2)... italiano molto bene. (1) a)

Dettagli

CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI

CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI La mia casa ideale è vicino al mare. Ha un salotto grande e luminoso con molte poltrone comode e un divano grande e comodo.

Dettagli

(da I Malavoglia, cap. XV)

(da I Malavoglia, cap. XV) 4. GIOVANNI VERGA (ANALISI DEL TESTO) L addio di Ntoni Una sera, tardi, il cane si mise ad abbaiare dietro l uscio del cortile, e lo stesso Alessi, che andò ad aprire, non riconobbe Ntoni il quale tornava

Dettagli

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Contenuti: competenza lessicale: espressioni lessicali e metaforiche; competenza grammaticale: ripresa dei pronomi diretti e indiretti; competenza pragmatica:

Dettagli

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 Cari catechisti, buonasera! Mi piace che nell Anno della fede ci

Dettagli

Porto di mare senz'acqua

Porto di mare senz'acqua Settembre 2014 Porto di mare senz'acqua Nella comunità di Piquiá passa un onda di ospiti lunga alcuni mesi Qualcuno se ne è già andato. Altri restano a tempo indeterminato D a qualche tempo a questa parte,

Dettagli

I PRONOMI PERSONALI. Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse)

I PRONOMI PERSONALI. Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse) I PRONOMI PERSONALI PRONOMI PERSONALI SOGGETTO Prima persona io noi Seconda persona tu voi Terza persona lui, lei (egli, ella, esso, essa) loro (essi, esse) Ella, esso, essa sono forme antiquate. Esso,

Dettagli

La Sua Salute e il Suo Benessere

La Sua Salute e il Suo Benessere La Sua Salute e il Suo Benessere ISTRUZIONI: Questo questionario intende valutare cosa Lei pensa della Sua salute. Le informazioni raccolte permetteranno di essere sempre aggiornati su come si sente e

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Alcol: ma quanto ce n'è in quello che bevo?

Alcol: ma quanto ce n'è in quello che bevo? www.iss.it/stra ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ DIPARTIMENTO AMBIENTE E CONNESSA PREVENZIONE PRIMARIA REPARTO AMBIENTE E TRAUMI OSSERVATORIO NAZIONALE AMBIENTE E TRAUMI (ONAT) Franco Taggi Alcol: ma quanto

Dettagli

seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega :

seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega : 1. Il titolo del racconto che leggerai è UNA STRANA STREGA, segna nel seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega : Avere il naso aquilino Si no Possedere un pentolone Si no Essere sempre

Dettagli

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere!

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Anna La Prova Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Chi sono i bambini Oppositivi e Provocatori? Sono bambini o ragazzi che sfidano l autorità, che sembrano provare piacere nel far

Dettagli