you don t know what love is

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "you don t know what love is"

Transcript

1 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is BERNARDO DE LORENZI you don t know what love is 1. Erano trascorsi quattordici anni e pochi mesi dalla mia partenza e avevo deciso di tornare a causa dell incendio. La sera del venti di luglio, dopo aver festeggiato il mio quarantesimo compleanno in un locale di Soho con Mary Anne, Xavier e sua moglie Nadia, ero rientrato da solo nel mio appartamento in Burlington Road e avevo sentito la notizia alla televisione: il fuoco era arrivato alla strada e si era preso ormai tutta la collina. Il pomeriggio del ventuno, con una sola valigia riempita in fretta, ero atterrato a Bastia e avevo affittato una Renault in aeroporto. Era una strana coincidenza ma, a cena - soltanto poche ore prima, nell estate confusa di Londra - Nadia aveva rivisto una vecchia amica, si era allontanata per un attimo per raggiungerla al suo tavolo ed era tornata da noi con le guance arrossate e il viso sorridente e più tardi avevamo finito per parlare di amicizia. Era vero per tutti quanto fosse facile perdersi di vista - e io avevo pensato subito alla Corsica con nostalgia e rammarico: arrivare a quarant anni mi faceva questo effetto. Scettico, avevo chiesto a Nadia se a suo parere l amicizia durasse in eterno. Nadia, che oltre a dividere con me l ufficio, formalmente era un mio superiore, si era guardata bene dal rispondere. Moglie di Xavier da appena tre mesi, era una di quelle donne incerte nella vita e decise sul lavoro di cui sembra che parlino sempre i giornali patinati. Fumava nervosamente nel ristorante affollato ruotando soltanto il polso ingioiellato. Prima che Xavier mi comunicasse la data delle nozze avevo pensato di provarci; nessuno si era accorto del loro rapporto che a quanto pare andava avanti da tempo. Aspettando una risposta da lei, era chiaro che, proprio quella sera, sarebbe stata superflua: festeggiavo i miei quarant anni con la sola compagnia di tre colleghi. Mary Anne, che stava provando a difendere la sua cittadella di passione dalle bordate del mio disincanto, era la mia segretaria. Non era il tipo di donna da cui potessi sentirmi attratto. Era troppo indifesa e premurosa per i miei gusti, e non volevo che il nostro rapporto di lavoro si guastasse. Pensavo a lei mentre guidavo verso Macinaggio nel mattino appena oscurato da una densa nube di fumo verso nord, perché avevo ancora addosso il profumo che mi aveva regalato - avvolto in un pacchetto di seta grezza - e che lei stessa mi aveva spruzzato sul collo. L avevo avvisata della mia partenza con una che avrebbe trovato nella posta il mattino del lunedì, in cui la pregavo di comunicare all ufficio del personale che ero stato costretto ad anticipa-

2 re il mio periodo di ferie. Erano previste per il mese di agosto. Non sapevo quando sarei rientrato, e volutamente non volli spiegare i motivi della mia assenza. Per un attimo avevo pensato di aggiungere che la ringraziavo per il profumo e per la bella serata ma mi trattenni. Chiamai Nadia dall aeroporto e non ci fu bisogno di spiegazioni. Era impegnata in una riunione e non ne aveva il tempo. Venti minuti più tardi, cominciando la salita verso la collina immersa nel silenzio, entrai nella zona toccata dall incendio. Il fuoco non aveva lasciato altro che un manto di cenere nera e fumante ai due lati della strada. Incontrai diverse pattuglie dei vigili del fuoco e prima di arrivare alle torri di pietra venni fermato a due posti di blocco. La strada era interrotta dal chilometro 178. Assicurai l agente che avrei svoltato almeno venti chilometri prima di quel punto. - Vado al Barcaccio, da Jilles Badoit.- Dissi. Sapevo che avrebbero acconsentito a farmi passare. Jilles era una specie di istituzione da quelle parti. - Me lo saluti allora,- disse l agente restituendomi il sorriso. - Gli dica di stare tranquillo, anche se non sarà facile convincerlo. Il vento tira verso il mare. Finché non cambia può dormire sereno.- - Con un occhio solo.- Commentai. Lui fece ondeggiare il capo con un sorriso compiaciuto. - Certo. Con uno solo.- Lo salutai con un cenno e ripresi a salire. L incendio aveva preso tutto il versante della collina e poi era sceso verso il mare, oltre il promontorio. Era una zona praticamente deserta e le poche famiglie che abitavano lungo la strada erano state evacuate. Alcune di quelle persone - quattordici anni prima - le conoscevo bene. La tenuta del Barcaccio era al sicuro per il momento, ma la nuvola di fumo denso che si alzava dal crinale ad nord ovest era minacciosa e alta come una torre. Alla tenuta avevo passato cinque estati di fila, sul finire degli anni settanta. Avevo conosciuto Jilles per caso, ad una presentazione di un libro a Marsiglia, nel dicembre del mio primo anno di università. Eravamo diventati grandi amici e durante l estate seguente mi ero trasferito alla tenuta. Lui aveva bisogno di compagnia e io di un posto dove passare le vacanze. A suo padre invece serviva una mano nel lavoro - stava ultimando i lavori di ristrutturazione della casa e aveva cominciato a sistemare i vecchi vigneti abbandonati. Noi non avevamo nessuna voglia di lavorare: questo era stato subito evidente. Nonostante questo, suo padre - un vecchio medico stanco della professione, altissimo, un po curvo, dal viso abbronzato e ruvido - mi prese in simpatia. Gli sembrava che fossi una buona compagnia per Jilles, che invece si era fatto con suo padre una fama di scapestrato imprevedibile e ribelle. Gli piacevano le macchine sportive - e ne rubava una ogni tanto e partiva senza meta verso il sud dell isola: tutto qui. Rubare una macchina su un isola non era una cosa sensata e Jilles lo sapeva benissimo. Due giorni dopo lasciava la macchina su una strada deserta e tornava a casa in autostop. Per me, il primo viaggio su un Alfa Romeo rossa (che fino ad allora avevo visto soltanto nel film Il Laureato), era stato un iniziazione. In poche ore eravamo arrivati a Bonifacio. Allora la parte bassa del paese e tutta la zona del porto non erano ancora state costruite. Le case bianche erano arroccate sulla scogliera da sempre, le strade erano deserte e due o tre piccoli ristoranti avevano le luci accese nel crepuscolo che arrivava dal mare. Avevamo cenato con una bottiglia che veniva dallo stesso vigneto del Barcaccio: lo stesso vino che poi Jilles mi avrebbe spedito a Londra ogni primavera, con regolarità, con un biglietto da visita su cui era stampato il suo viso leggermente invecchiato dal sole, con i baffi biondi e spioventi e i ricci che gli scendevano spettinati sulle orecchie. Quella notte mi ero addormentato lungo la strada ancora con la capote abbassata, nel vento che turbinava, cullato dalla guida regolare di Jilles, e durante la notte avevamo fatto ritor- e perience >> 59

3 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is no a Saint Florence, avevamo riconsegnato la macchina all alba nello stesso punto in cui l avevamo rubata e nel bagliore del mattino che nasceva oltre le colline ci eravamo infilati in un bar a fare colazione, prima di incamminarci sulla strada in cerca di un passaggio fino alla tenuta. La famiglia Badoit produceva vino da più generazioni di quelle che si potevano ricordare. La vigna era stata lasciata andare negli ultimi vent anni e proprio allora il padre di Jilles - che si era appena ritirato lasciando il lavoro all ospedale - aveva deciso di risistemarla; ma già cinque anni più tardi, al momento della mia partenza, era Jilles a dirigere l azienda. Ci eravamo laureati a due mesi di distanza, anche se lui aveva un anno in più. Il dottor Badoit non rinunciò a farglielo notare, e Jilles mi sorrise strizzandomi l occhio mentre lasciavamo insieme lo studio del vecchio. Ecco cosa era successo: dopo la laurea ero partito per Salon, dove mio padre aveva un azienda di trasporti e mi ero ritrovato a lavorare a tempo pieno. Avevo perso di vista Jilles che da allora non si mosse più dalla Corsica. Ci eravamo sentiti qualche rara volta al telefono - che nel 1979 ronzava come un rasoio elettrico quando chiamavi al di là del mare - e poi dieci anni erano scivolati via come se niente fosse. Mi era restato un romanzo di Chatwin, nella prima edizione, che Jilles mi aveva fatto avere per la mia laurea, un piccolo e prezioso regalo su cui aveva scritto due righe di dedica: ambizioni confuse - certezza di andare via. Invece, chissà come, Jilles era rimasto. Suo padre era morto nel giro di tre anni. Con molto ritardo compresi il motivo per cui aveva lasciato la professione di medico e si era ripreso la tenuta di suo padre. Per un medico guardarsi dentro e trovarsi le cose fuori posto è un tormento peggiore che per altri. Jilles aveva resistito al colpo. Tra i due c era quell indicibile e silenzioso affetto che lega un padre ad un figlio quando tutto il resto li divide. Provavo qualcosa di simile per mio padre allora, ma non ero sicuro di niente. Ero riuscito ad essere presente al funerale. La madre di Jilles, che viveva con un altro uomo a Parigi, era arrivata in aereo con due ore di ritardo ed eravamo restati immobili sul sagrato della chiesa ad aspettarla in silenzio. Indossava un vestito nero attillato e tacchi alti. Era molto più giovane del padre di Jilles e trovai crudele il modo in cui sfoggiava l ultimo sprazzo della sua femminilità. Poi io ero ripartito col primo traghetto; mi ero sposato da appena due mesi e dovevo tornare da mia moglie Doriane, a Salon. Forse cinque anni più tardi ci eravamo visti a Parigi. Lui era lì per far visita a sua madre che, per una misteriosa giustizia segreta era invecchiata incurvandosi come suo padre, ed io ero in città per lavoro. Vivevo a Londra da quasi un anno e non ero più sposato con Doriane, mentre Doriane credo fosse sposata, ma non con me. Lo raggiunsi alla Brasserie Lipp, a Saint Germain: aveva prenotato un tavolo al piano superiore, nella saletta rivestita dalla boiserie e dagli specchi che rimandavano le nostre immagini. - Cinque anni,- dissi avvicinandomi al tavolo. La sala era quasi deserta. - Più o meno,- si allungò sul tavolo e mi abbracciò. Mi sedetti e scoppiai a ridere, senza un motivo. Ero felice. Lui si lisciava i baffi. Dal tavolo, accostato alla finestra, vedevo il traffico lento lungo il boulevard e i fiori sui davanzali della Closerie des Lilas proprio sull altro lato della strada; era la prima volta che lo vedevo con quel paio di baffi da depliant (finirono poi sull etichetta di un vino rosso) e lo trovai maturo e un po ingrassato, affascinante come sempre, abbronzato nonostante fossimo soltanto a maggio. - Tua madre come sta?- Domandai. - Il solito. Si lamenta, comunque.-

4 e perience >> 61 Era triste. Glielo lessi subito negli occhi e nelle spalle stanche. Impiegammo una decina di minuti ad avviare le cose. Eravamo un po arrugginiti. La cosa che ricordo di più fu una sua battuta. Gli avevo raccontato del mio nuovo lavoro, a Londra, per una banca della City. Era perplesso. - A Londra.- Alzò le spalle pensieroso e poi mi fissò - Come cazzo hai fatto a finire a lavorare per una banca?- Restai di stucco - e risposi dicendo la verità: - Non lo so neanch io,- ammisi. Ecco. Non eravamo più dei ragazzi e le infinite possibilità che si aprivano un tempo di fronte a noi si erano ridotte a due o tre. Io avevo perso mio padre e mia madre nel giro di quattro anni, nel 81 e nel 1984, avevo venduto la mia parte dell azienda di trasporti e avevo accettato l offerta di lavoro di Xavier Doisneu, con cui avevo fatto un master a Bruxelles, e che adesso dirigeva una divisione intera di una banca che aveva sedi in 34 paesi. Cosa mi aveva guidato? L ambizione? La terribile sensazione di non avere nessuno al mondo su cui poter contare? Non sapevo rispondere. Non sapevo farlo allora, seduto di fronte a Jilles alla Brasserie Lipp, e non avrei saputo farlo quel pomeriggio, mentre guidavo verso la tenuta dei Badoit, sulle colline dell entroterra, a trenta chilometri da Centuri. 2. I vigneti rigavano la collina di un verde più scuro di quello dell erba; era un disegno ordinato, che seguiva i balzi del versante orientale e arrivava fino alla strada di ghiaia rossa e cotta dal sole. Sentivo i pneumatici slittare dove lo strato di ghiaia era più alto, nei tratti in salita e sulle curve più strette. Quando varcai il cancello della proprietà erano le quattro del pomeriggio. Avevo fatto colazione a Heathrow quella mattina alle sei e non avevo mangiato da allora. Improvvisamente, Londra e Xavier e il lavoro svanirono alle mie spalle. Era una bella sensazione e non l avevo prevista. Lasciai la macchina sotto una tettoia di canne e mi fermai per un attimo sul piazzale assolato da cui partiva un sentiero pavimentato a mattoni che costeggiava un grande prato appena rasato e conduceva fino alla villa. Dal piazzale, rivolgendo lo sguardo verso la vallata e poi verso nord-ovest, riuscivo a vedere le colline all orizzonte e il fuoco che le stava consumando; una colonna di fumo nero saliva obliquamente puntando verso il mare aperto. Presi le mie cose dal bagagliaio e mi incamminai per un breve tratto sul sentiero e poi tagliai in direzione del prato deserto, che risaliva dolcemente verso il porticato. La casa era stata ristrutturata ma non mi sembrò molto diversa da come la ricordavo, notai soltanto gli alberi che erano cresciuti fino a piegarsi sulle travi del portico. Jilles era là, seduto su una poltrona di vimini verniciata di bianco. Si alzò - aveva sentito il rumore della macchina probabilmente - e uscì dalla zona d ombra scendendo rapidamente sull erba; due dei suoi cani lo seguirono e immediatamente corsero avanti, fino a raggiungermi. Mi chinai ad accarezzarli e mi domandai se fosse possibile che mi avessero riconosciuto. Poi subito mi resi conto che dovevano essere i nipoti dei cani che avevo conosciuto io molti anni prima. Tornarono verso Jilles agitando le code e fecero qualche giro ampio attorno a noi. - Eccomi.- Dissi prima che Jilles aprisse bocca.- Mi avevi scritto di venire a trovarti in agosto.

5 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is Sono in anticipo di dieci giorni. Ho sentito del fuoco e sono partito...- Ci fu un istante di silenzio. Pensai che uno dei due avrebbe potuto mettersi a piangere se Jilles non avesse parlato subito. Nemmeno questo era nelle mie previsioni. Poi lui si decise a dire qualcosa e la commozione passò. - Perché non hai chiamato? Sarei venuto all aeroporto.- La voce tremava impercettibilmente. Ci stringemmo prima la mano e poi ci abbracciammo. Era l unico amico che avevo: perchè ci ostinavamo a restare lontani? Perchè non lo avevo ammesso, a cena, la sera precedente? - Finalmente- aggiunse. - Sempre convinto che io porti fortuna?- Per anni gli avevo sentito ripetere questa storia. - Sempre. Sei partito questa mattina ad occhio e croce, e da quando ha fatto giorno il vento tira dalla parte giusta. - Indicò con un cenno la vallata. - Bene, - dissi; - ecco un settore in cui le mie facoltà sono rimaste intatte.- Restammo di nuovo in silenzio. Non avevamo mai parlato molto fra di noi. Lui scrollava le spalle e sogghignava, come se stesse provando a farsi una ragione della mia presenza sul prato della tenuta. Era molto stanco e probabilmente non aveva dormito da quando il fuoco era divampato. Ripensai al nostro incontro a Parigi e mi ricordai del suo volto provato. Sembrava che solo le tragedie avessero la forza di riunirci. Quando si scosse mi mise una mano su una spalla e mi spinse verso casa. - Vieni dentro. Ti preparo una camera; vedrai, è tutto rinnovato anche all interno; e poi c è Emma, e Jacques, suo fratello. Ti ricordi di lui?- - Non so. Ci siamo già visti?- - Al mio matrimonio. E poi due anni fa, a Londra. Siamo andati insieme a cena a South Kensington e lui ha bevuto da solo tre bottiglie da sessanta sterline l una. Mi ricordo. Offrivo io.- - Ecco.- Scherzò lui. - Basta andare sul tuo terreno per metterti a tuo agio. Quella sera gli hai anche consigliato due o tre investimenti che si sono dimostrati un disastro. E secondo me non erano le tue informazioni ad essere sbagliate. Ti vedrà volentieri. Si sta ancora leccando le ferite.- Ripensai allora ai consigli sballati che gli avevo dato. Non credevo che fosse tanto stupido da seguirli. Non mi ricordavo nemmeno cosa diavolo mi fossi inventato. Jilles intanto aveva preso il mio bagaglio e stavamo risalendo il pendio erboso in direzione del porticato. - A te porto fortuna.- Considerai. - Va bene. Anche per lui hai fatto una gran cosa. Jacques ha bisogno di qualcuno che lo riporti coi piedi per terra. E poi domani mattina lui e Emma partono per Parigi. Adesso Jacques vive là. Ogni tanto ci mando Emma a spendere un po di soldi. Lei fa quattro o cinque giorni di shopping e torna serena. Conosci le donne Sì.- Dissi. - Più o meno.- Emma comparve sul portico in quel momento. Ci abbracciammo, anche se in realtà ci eravamo visti al massimo quattro o cinque volte in tutto. Era una donna elegante e sofisticata che Jilles riusciva a tenere rinchiusa in quella tenuta persa sulle colline dell entroterra della Corsica. Mi ero chiesto spesso come potesse riuscirci - e forse anche per quanto tempo sarebbe riuscito a trattenerla. Emma andava a meraviglia per St. Germain des Pres, per la Costa Azzurra, per Montecarlo. La Corsica era una cosa che solo Jilles poteva permettersi. Lei si vestiva di bianco, nella vecchia casa

6 e perience >> 63 bianca, sedeva nelle poltrone bianche di vimini, fumava quelle sigarette sottili che avevano un odore di menta e di pino nauseante, simile al deodorante per i posacenere da cruscotto. Sorrideva poco, indossava sempre le scarpe sbagliate per qualsiasi situazione si presentasse. A Londra portava un paio di sandali listati d oro, ed eravamo ad aprile e quella sera piovve a dirotto. Al matrimonio aveva scelto degli stivali di pitone, bianchi anche quelli, credo come omaggio alla visione crepuscolare che si era fatta di Jilles. Ci sistemammo sulle poltrone ed Emma mi chiese se avevo fatto buon viaggio e se avevo mangiato. Per quanto superfluo, le spiegai brevemente il motivo del mio arrivo e del mio anticipo. Non potei evitare di guardare in direzione dei suoi piedi e notai che indossava un paio di mocassini con una fibbia di acciaio coperti di polvere. Dovetti ammettere che morivo di fame e lei si offrì di prepararmi qualcosa. Ci lasciò soli e ovviamente parlammo del fuoco. - Non chiudo occhio da ieri notte.- Ammise Jilles. - Ma adesso va meglio. Sei arrivato tu; è stato un bel pensiero. Non avevi risposto al mio invito e questo mi faceva bene sperare. Di solito rispondi subito con un elenco dettagliato dei tuoi impegni di lavoro che ti impediscono di accettare.- - Stavolta è diverso come vedi.- Sapevamo entrambi che stavo parlando del fuoco. - L ho sentito al telegiornale. Prendo tutti i canali francesi. Ieri sera ero fuori con dei colleghi, sai, a festeggiare Certo. E ho l occasione per farti gli auguri di persona. Hai avuto il vino?- - Come sempre. Puntuale, sempre gradito. - Annuii. Da anni ricevevo due casse della sua produzione migliore nel giorno del mio compleanno. Da perfetto gentiluomo di campagna, non so come, le casse mi venivano recapitate nel giorno esatto, verso le otto di mattina. Né un giorno prima, né uno dopo. - Bevi sempre birra inglese?- - Per la verità, se non ricordo male, - risposi, - eri tu a perseguitare il tuo povero padre stappando due o tre bottiglie di Coca-cola a pasto.- - Sì, hai ragione, - ammise. - Povero papà. Si arrabbiava davvero.- - E tu lo facevi per quello.- Dissi. 3. Quella sera a cena Emma si presentò in abito da sera. Era un po forzato vista la situazione, ma era chiaramente in mio onore e ne fui lusingato. Finalmente si presentò Jacques, che aveva trascorso il pomeriggio a caccia sulle colline. Ovviamente non aveva preso niente, visto che c era un incendio in linea d aria a meno di cinque chilometri da lì. Ci stringemmo la mano con vigore. Ero deciso a non lasciargli portare la conversazione sulla borsa e sui titoli azionari. Mi aveva trascinato una volta su quel terreno e io avevo azzardato una vendetta che si era - a sentire Jilles - rivelata fin troppo pesante. Mi domandavo quanto si fosse giocato sui miei consigli. - La caccia com è andata?- Domandai per rompere il ghiaccio. - Niente di particolare. Domani partiamo e volevo fare una passeggiata. Non ho sparato un colpo.- Disse. - Hai preso il fucile però, - obiettò Emma.- E due cani.- - Sì,- ammise candidamente lui.- Così, per avere un motivo... sai come sono fatto. Neanche mi piace la caccia. - Restai ad ascoltarli sorridendo. Di certo non mi sarei immischiato, anche se non potevo dar torto ad Emma che si domandava quale poteva essere il senso di un simile comportamento. Io avrei sintetizzato concludendo che niente di razionale muoveva il povero Jacques, ma me ne guardai bene. Jilles sorrideva sotto i baffi ed era chiaro che, come me, si sarebbe tenuto fuori dalla discussione dei due.

7 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is Poi parlammo della loro imminente partenza. Ero felice di capire che la mia presenza era ben vista da Emma che così si sentiva sollevata dalla colpa di lasciare la tenuta con il fuoco che bruciava sulle colline. La partenza era fissata da tempo e Jilles aveva insistito perché Emma non rinunciasse. - Staremo benissimo; con lui, - disse indicando nella mia direzione, - sono a posto; è più di quanto mi augurassi.- Ancora non ci eravamo presi il tempo per spiegare i motivi della mia presenza lì, ma le parole di Jilles mi riempirono di commozione. - E poi, il vento ha preso la direzione giusta. Ho chiamato la centrale della protezione civile, sembra che tutto sarà risolto per domani sera al massimo... - Ci guardò fissandoci ad uno ad uno. Io mi convinsi che non fosse davvero tranquillo come voleva apparire. Infatti piegò leggermente le spalle e continuò: -...in più, se così non fosse, la tua presenza non cambierebbe le cose. Anzi, sarebbe un pensiero in più.- Emma lo guardava e rimase in silenzio. Ormai era deciso che sarebbe partita ed era meglio non ritornare sull argomento. Jacques beveva e teneva la testa appoggiata allo schienale altissimo della sedia. - L aereo è alle otto. Meglio se ci mettiamo in movimento molto presto domani. - Sentenziò. Per me, non c erano problemi. Era proprio per l incendio che ero lì, e non sarebbe venuto in mente a nessuno di mandarmi via. Così Emma e suo fratello Jacques andarono a letto presto e ci lasciarono soli a fumare sul portico. L aria era profumata e silenziosa. Oltre il buio della vallata si scorgeva la linea arancio del fuoco sul crinale delle colline in lontananza. L incendio era laggiù che, come noi, si godeva la notte. - Non chiudo occhio da due giorni. Ho passato qui tutto il tempo. - Disse Jilles. - Lo immaginavo. Il vento com era ieri sera?- Chiesi. - Non buono come quello di questa sera. Fino a quando non sentiamo l odore del fuoco nell aria possiamo sperare.- - Il che non vuol dire che tu riesca a dormire.- Conclusi. - Esatto.- - Ti farò compagnia allora.- - Adesso infatti è diverso. Come ti dicevo, tu porti bene.- - È una responsabilità pesante.- - Immagino che tu te la debba assumere.- Da lontano, arrivò all improvviso uno scoppio di urla. Guardai Jilles. - Viene dalle stanze del personale. Ne ho sei in questo periodo. Dormono sopra le vecchie cantine, nei dormitori dei tempi di mio nonno, che l anno scorso ho trasformato in mini appartamenti.- Le cantine erano sul piazzale che dava sul retro della casa - e per quello, probabilmente, arrivando non avevo visto le macchine parcheggiate. - Non ho visto nessuno al lavoro questo pomeriggio.- Dissi. - Infatti. Ho dato due giorni di libertà a tutti.- Ammise Jilles.- Se va tutto a fuoco a cosa serve sistemare i filari?- Guardai ancora il filo rosso del fuoco che rischiarava un pezzo di cielo nero. Sopra di noi brillavano le stelle. Mi ero accorto uscendo dopo cena, che il cielo era molto diverso da quello di Londra. Non ricordavo più di aver visto tutte quelle stelle. Ma sopra il nero delle colline anche il cielo era nero e immobile. - Mi fa piacere che tu sia qui, davvero. - Riprese Jilles lisciandosi i baffi. - Ti ha sempre fatto piacere vedermi lontano da Londra. A tua moglie Londra piace, invece.- - A Emma piacciono tutte le città che offrano un buon assortimento di collezioni d alta moda. Le piace anche Milano, e Milano non può piacere davvero a nessuno. Ma tu devi essere più esperto di me in questo, l ultima volta in cui ci siamo visti avevi un divorzio in corso, e pensavi già a risposarti Non esagerare, - dissi. - Non mi sono più sposato se è questo che vuoi sapere; ti avrei invitato.-

8 e perience >> 65 - Sì, sono stato già a due tuoi matrimoni, e questa volta non sarei venuto. L ultimo quanto è durato? Sei mesi?- Evitai di rispondere perché non ci era andato molto lontano. Lei era inglese e avevo sottovalutato troppi aspetti determinanti. - Le piaceva il tuo vino,- dissi come per giustificarmi. - E tu l hai lasciata per una che beveva solo cocktail alla menta, magari.- - Più o meno, - ammisi. Jilles mi guardava compiaciuto. Lo scambio di battute non potevo evitarlo. Tuttavia proprio in quelle settimane che avevano preceduto il mio quarantesimo compleanno mi ero sentito più solo che mai. Sembrava che non sapessi vivere con una donna al mio fianco. Mi lasciavo affascinare, trascorrevo qualche mese di passione al fianco di una sconosciuta e poi mi ritrovavo da solo. A qualcuno sembrava un segno di grande successo con le donne, perché mi vedeva spesso cambiare compagna. Pensai al mio breve matrimonio. Litigammo per la prima volta tornando dal viaggio di nozze. Pochi giorni dopo partii per New York per lavoro e mi ricordo di aver sentito una sensazione di fredda e inesorabile indipendenza nel momento in cui mi ero infilato, da solo, nel mio letto di camera d albergo. Ci stava pensando anche Jilles e mi scrutava con gli occhi socchiusi. - Non mi hai mai raccontato come andò.- Disse. Ero in trappola, e dovetti spiegargli tutto. Avevamo l intera notte per parlare. - Tu la conosci una cantante jazz canadese.. una certa Jasmine Knoll?- Pensai subito che fosse superfluo domandarglielo perché Jilles era un intenditore di musica. Lui, infatti, annuì convinto. - Ecco, è per lei che il mio matrimonio è finito.- Dissi. Questa Knoll, che io mai avevo sentito nominare fino al giorno in cui ci incontrammo, era una ragazza magra e nervosa, che - per quanto ne sapevo io - cantava e suonava il piano da Dio. Jilles si tirò su e rimase seduto sul bordo della poltrona. - Come sarebbe a dire?- Domandò incuriosito. - Sai che vado a New York, almeno un paio di volte fra novembre e dicembre. Insomma conosco un po di persone anche lì, e una di queste è una specie di manager, lavora per una casa discografica, credo. Eravamo insieme in un locale del Village e c era questa Knoll che cantava quella sera. Bada bene che io non avevo idea di chi fosse... anche quando finito lo show viene e si siede al tavolo con noi. Parliamo, beviamo, le solite cose. Poi non so come, Jasmine mi si avvicina e mi dà appuntamento per quella sera, dice che la posso accompagnare da qualche parte se mi va.- Jilles si diede una botta sulla fronte. - Mi venga un colpo... sei andato a letto con Jasmine Knoll!?- - Aspetta Aspetta cosa? Ci sei andato a letto o no? - - Beh, sì, ma voglio raccontarti come sono andate le cose...- Lui si lasciò andare contro lo schienale. Aveva le labbra chiuse attorno al sigaro e gli occhi scintillanti. - Jasmine Knoll...- sospirò.- Ho comprato il suo ultimo disco due mesi fa Infatti, - dissi. - Me ne ha spedito una copia autografata. Ci sono rimasto male perché non c era nemmeno un biglietto. Sai, come se avesse una segretaria con una mailing list Vai avanti adesso..- Mi esortò.- Sei pieno di sorprese.- - Il resto te lo puoi immaginare: siamo usciti dal locale insieme. Ha dato lei l indirizzo al taxi. Ha un attico su Central Park. Una camera da letto che sembra un campo da tennis. Ci siamo restati una settimana.- - E tu ti eri appena sposato a Londra Più o meno. Però eravamo già ai ferri corti.- - Sì, sì. Ha spedito una copia autografata del disco anche alla tua ex moglie?- - Sei ingiusto. Comunque sono ripartito per Londra, le ho lasciato il mio numero, ma non mi ha più richiama-

9 Bernardo De Lorenzi /You don t know what love is to. A Heathrow, appena sceso dall aereo, sono entrato in un negozio di dischi. Non ci crederai, ma non avevo ancora idea di chi fosse: così ho chiesto se la conoscevano. C era un intero scaffale dedicato a lei. Dodici dischi, credo. L ultimo - una colonna sonora credo - era esaurito, perché era da sei settimane in testa a non so quale classifica Aspetta, - disse lui alzandosi di scatto. Rientrò in casa e pochi secondi dopo sentii, a basso volume, la voce di Jasmine che cantava un brano che le avevo sentito interpretare per la prima volta quella sera nel locale del Greenwich Village. Quando Jilles tornò, si stropicciava le mani e sorrideva. Si abbandonò sulla poltrona di vimini. La musica arrivava come un sussurro e si spandeva sul pendio erboso illuminato da quattro piccoli lampioni gialli, fino a svanire nel buio delle siepi. - Mio Dio,- disse pensieroso. - Non riuscirò mai più ad ascoltarla senza pensare a te in mutande, in un attico sopra Central Park Non ci siamo mai più sentiti. Io ho provato un paio di volte, ma poi ho lasciato perdere. Tu credi che sia davvero così che vanno le cose in quell ambiente?- - Lo chiedi a me? Io abito in Corsica Beh, chi lo sa? Comunque sia, ho ripreso il mio lavoro e sei settimane dopo, il mio matrimonio era già in mano ad un avvocato. Mi è arrivato il suo disco poi. E ho chiamato col suo nome una società off-shore.- Dissi. - In suo onore, insomma.- Aggiunsi. Jilles ridacchiò. - Nel mio settore è una cosa che si fa,- aggiunsi. - Credimi.- - Ti credo. - Disse ridendo stancamente. Restammo per qualche minuto in silenzio, ascoltando la musica e fissando il fuoco sulla collina. - La sai una cosa? - disse all improvviso Jilles. - Stavo pensando, mentre raccontavi questa storia incredibile, che il destino ci ha preso in giro: tu non chiedevi altro che restare qui, e sei finito a Londra, a lavorare per una banca; ci pensi? ma come cazzo hai fatto a finire a lavorare per una banca? - Era la seconda volta che glielo sentivo dire. Non mi lasciò, volutamente, il tempo di giustificarmi e riprese. - Lascia perdere il discorso della banca. C è di peggio, o forse no, ma è lo stesso.- Io sapevo che ancora, come da ragazzi, gli invidiavo quasi tutto: la sicurezza che si traduceva nei gesti brevi e nei silenzi, la forza di volontà, che suo padre non aveva saputo vedere sotto la patina di ribellione. Perfino con Emma aveva saputo fare sul serio. Sapevo che non potevano avere figli, e questo era un suo punto oscuro: gli sembrava di non poter dare un seguito alla famiglia e un futuro ai vigneti. Vent anni prima un discorso simile lo avrebbe fatto ridere. Mentre pensavo a questo, lui riprese da dove si era interrotto, ed io ebbi la netta sensazione che i nostri pensieri fossero in piena sintonia. - Quello che stavo pensando, è che io che avrei voluto scappare, sono ancora qui, ho messo le radici sulla terra della mia famiglia, e sembro ogni giorno di più una brutta caricatura di mio padre...- Lo lasciai parlare anche se, con il fiato sospeso, avevo intuito dove intendesse spingersi. - Insomma, - disse indicando il fuoco,- per un attimo ho pensato che se il fuoco arrivasse fin qui tutto cambierebbe. Ho dei soldi da parte, ho un assicurazione. Potrei ricominciare da un punto qualsiasi Sei solo molto stanco, - dissi. - Sì, forse.- Ammise. - Sono felice che tu sia qui. E che quei due domani se ne vadano per qualche giorno.- Quei due erano sua moglie e suo cognato. Lui non era simpatico neanche a me, ma Emma era una moglie perfetta per Jilles e lui lo sapeva. Quella tenuta era infinitamente meglio delle mie camere d albergo. Sulla collina dietro la casa c era un vigneto che si chiamava Emma. Il padre di Jilles aveva fatto lo stesso con sua moglie più di trent anni prima.

10 e perience >> 67 - Non facciamo più discorsi di questo genere, - dissi a bassa voce, - oppure stiamo un po ad ascoltare il silenzio. Questa è una cosa che a Londra non posso permettermi.- Jilles alzò le spalle e si voltò verso la riga rossa del fuoco. La musica continuava in sottofondo e dovetti pensare un po a Jasmine. Non avevamo niente in comune, niente di particolare da dirci: non c era verso di poter essere romantici, se non per via della musica. Così feci del mio meglio per non farmi commuovere dal modo in cui cantava, con un filo di voce, un pezzo che non conoscevo, ma che parlava senza ombra di dubbio di noi due. Sapevo che sarebbe stata in tour a Londra in autunno e non speravo che mi avrebbe chiamato. Le alternative dei nostri destini, come in un imbuto, si riducevano di giorno in giorno. Quando, forse un quarto d ora più tardi la musica finì, spensi il mozzicone del mio sigaro e mi rivolsi sottovoce a Jilles. - Niente più mutande sul Central Park, - dissi. - Pensi davvero di restare qui tutta la notte?- Lui non rispose e allora mi accorsi che si era addormentato. Mi alzai e gli levai il sigaro che aveva ancora tra le dita. Lo spensi nel grande portacenere di marmo, e poi presi dalla spalliera un plaid e coprii Jilles come potevo. Stavo ancora pensando alle sue parole. Non potevo negarlo. Come avevo fatto a finire a lavorare per una banca? Non lo sapevo e non lo so: devo essermi distratto. Ci si distrae un attimo e passano vent anni; bisogna fare molta attenzione se si vuole essere felici.

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci CAPITOLO 1 La donna della mia vita Oggi a un matrimonio ho conosciuto una donna fantastica, speciale. Vive a Palermo, ma appena se ne sente la cadenza, adora gli animali, cani e cavalli soprattutto, ma

Dettagli

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro ***

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** Dormi. Lo ricordavo bene il tuo sonno: fragile e immobile di notte, inquieto e sfuggente al mattino. Ho messo su il disco

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

LISTA DIALOGHI. Non ti aspettavo. di barbara rossi prudente

LISTA DIALOGHI. Non ti aspettavo. di barbara rossi prudente LISTA DIALOGHI Non ti aspettavo di barbara rossi prudente - EST. GIORNO Oggi è 28 maggio? 28 maggio? Sì, forse sì PAOLO: 29 al massimo Come 29? No, 30 PAOLO: Secondo me è 29. Comunque, quanti giorni fa

Dettagli

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C era una volta un album di foto scolorite. Un vecchio album di nome Sansone. Sansone era stato acquistato nel 1973 in un mercatino di Parigi da una certa signora Loudville.

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Io..., papà di...... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Lettura albo, strumento utilizzato in un Percorso di Sostegno alla Genitorialità biologica EMAMeF - Loredana Plotegher, educatore professionale

Dettagli

INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013. per Bambini dai 7 ai 10 anni

INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013. per Bambini dai 7 ai 10 anni INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013 per Bambini dai 7 ai 10 anni DIOCESI DI FOSSANO Commissione Diocesana Pastorale Ragazzi Ehi!!

Dettagli

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR PERSONE DA AIUTARE Ci sono persone che piangono dal dolore, li potremmo aiutare, donando pace e amore. Immagina

Dettagli

tutto tranne l amore giuseppe di costanzo ad est dell equatore

tutto tranne l amore giuseppe di costanzo ad est dell equatore tutto tranne l amore giuseppe di costanzo ad est dell equatore 2013 ad est dell equatore vico orto, 2 80040 pollena trocchia (na) www.adestdellequatore.com info@adestdellequatore.com [uno] Milano. Un ufficio

Dettagli

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi)

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi) Elena Ana Boata Il viaggio di Anna Proprietà letteraria riservata. 2007 Elena Ana Boata 2007 Phasar Edizioni, Firenze. www.phasar.net I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte

Dettagli

A mio figlio, John Edward Clements

A mio figlio, John Edward Clements A mio figlio, John Edward Clements Titolo originale: The report card Traduzione di Elisa Puricelli Guerra 2004 Andrew Clements 2005 RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Bur ragazzi giugno 2014 ISBN

Dettagli

Candela bianca. Silvia Angeli

Candela bianca. Silvia Angeli Candela bianca È successo ancora. Il buio della stanza mi chiama alla realtà. Abbandono riluttante le coperte calde, rifugio sicuro e accendo una candela bianca, con la sua fiamma dorata. È successo di

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

L amore è un granello di sabbia

L amore è un granello di sabbia L amore è un granello di sabbia Erika Zappoli L AMORE È UN GRANELLO DI SABBIA romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Erika Zappoli Tutti i diritti riservati A Serena e Samuel con la sola vostra

Dettagli

IL MIO CARO AMICO ROBERTO

IL MIO CARO AMICO ROBERTO IL MIO CARO AMICO ROBERTO Roberto è un mio caro amico, lo conosco da circa 16 anni, è un ragazzo sempre allegro, vive la vita alla giornata e anche ora che ha 25 anni il suo carattere non tende a cambiare,

Dettagli

Il prossimo progetto

Il prossimo progetto Il prossimo progetto Probabilmente avrei dovuto usare una pietra più chiara per il pavimento. Avrebbe sottolineato la dimensione naturale della hall di ingresso, o forse è sbagliato il legno, anche se

Dettagli

Ti voglio bene, mamma

Ti voglio bene, mamma F E S T A della... Ti voglio bene, mamma! Dettato Ti voglio bene mamma, quando mi sveglio e vedo il tuo viso che mi sorride. Ti voglio bene mamma, quando pranziamo insieme e poi mi aiuti a fare i compiti.

Dettagli

CAP I. Note. Parte prima KATE

CAP I. Note. Parte prima KATE 7 Parte prima KATE CAP I - Mi chiamo Kate Maxwell. Nell ufficio dell investigatore Antonio Esposito sono le nove e mezza di una fredda mattina d ottobre. La donna è venuta senza appuntamento. Ha circa

Dettagli

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 CLAUDIO BELOTTI LA VITA COME TU LA VUOI La belotti1.indd vita come tu 2 la vuoi_testo intero.indd 3 23/05/11 10/06/11 14.02 15:35 la vita come tu la vuoi Proprietà Letteraria

Dettagli

john boyne il bambino con il pigiama a righe

john boyne il bambino con il pigiama a righe john boyne il bambino con il pigiama a righe 3 Proprietà letteraria riservata 2006 by John Boyne 2007 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-07962-4 Titolo originale dell opera: The Boy in the Striped

Dettagli

1. Ascolta la canzone e metti in ordine le immagini:

1. Ascolta la canzone e metti in ordine le immagini: Pag. 1 1. Ascolta la canzone e metti in ordine le immagini: Pag. 2 Adesso guarda il video della canzone e verifica le tue risposte. 2. Prova a rispondere alle domande adesso: Dove si sono incontrati? Perché

Dettagli

Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript

Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript 2013 H I G H E R S C H O O L C E R T I F I C A T E E X A M I N A T I O N Italian Continuers (Section I Listening and Responding) Transcript Familiarisation Text SILVIO: FLAVIA: SILVIO: FLAVIA: SILVIO:

Dettagli

Mafia, amore & polizia

Mafia, amore & polizia 20 Mafia, amore & polizia -Ah sì, ora ricordo... Lei è la signorina... -Francesca Affatato. -Sì... Sì... Francesca Affatato... Certo... Mi ricordo... Lei è italiana, non è vero? -No, mio padre è italiano.

Dettagli

le #piccolecose che amo di te

le #piccolecose che amo di te Cleo Toms le #piccolecose che amo di te Romanzo Proprietà letteraria riservata 2016 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-08605-9 Prima edizione: febbraio 2016 Illustrazioni: Damiano Groppi Questo libro

Dettagli

Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in

Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in Sono nato in Marocco. Ho un esperienza di lavoro di 14 anni nel mio paese. Ho fatto anche ruolo di sindacato anche nel mio paese. Sono venuto qua in Italia non solo per motivi di lavoro, ma per motivi

Dettagli

Test d Italiano T-1 Italian Introductory test T-1

Test d Italiano T-1 Italian Introductory test T-1 Inserisci il tuo nome- Your Name: E-Mail: Data : Puoi dare questa pagina al tuo insegnante per la valutazione del livello raggiunto Select correct answer and give these pages to your teacher. Adesso scegli

Dettagli

TESTO SCRITTO DI INGRESSO

TESTO SCRITTO DI INGRESSO TESTO SCRITTO DI INGRESSO COGNOME NOME INDIRIZZO NAZIONALITA TEL. ABITAZIONE/ CELLULARE PROFESSIONE DATA RISERVATO ALLA SCUOLA LIVELLO NOTE TOTALE DOMANDE 70 TOTALE ERRORI Test Livello B1 B2 (intermedio

Dettagli

A cura della redazione del sito www.testoeaccordi.it Pag. 1

A cura della redazione del sito www.testoeaccordi.it Pag. 1 INDICE 1 Va bene va bene cosi... 2 2 Colpa d Alfredo... 3 3 Deviazioni... 4 4 Fegato fegato spappolato... 5 5 Vita spericolata... 7 6 Ogni volta... 8 7 Albachiara... 9 8 Bollicine... 10 9 Siamo solo noi...

Dettagli

PROVE DI VERIFICA DI ITALIANO CLASSE III II QUADRIMESTRE DIREZIONE DIDATTICA STATALE A. D ANDRADE PAVONE CANAVESE SCUOLA PRIMARIA STATALE DI

PROVE DI VERIFICA DI ITALIANO CLASSE III II QUADRIMESTRE DIREZIONE DIDATTICA STATALE A. D ANDRADE PAVONE CANAVESE SCUOLA PRIMARIA STATALE DI DIREZIONE DIDATTICA STATALE A. D ANDRADE PAVONE CANAVESE SCUOLA PRIMARIA STATALE DI PROVE DI VERIFICA DI ITALIANO CLASSE III ANNO SCOLASTICO II QUADRIMESTRE ALUNNO/A PROVE DI VERIFICA PERIODO: SECONDO

Dettagli

ERAVAMO SOLO BAMBINI UN RACCONTO PER NON DIMENTICARE

ERAVAMO SOLO BAMBINI UN RACCONTO PER NON DIMENTICARE ERAVAMO SOLO BAMBINI UN RACCONTO PER NON DIMENTICARE CATERINA ROMANO 27/01/2012 Nonna, posso sedermi vicino a te? Ho paura. In televisione ci sono dei brutti film. Fanno vedere tante persone malate e dicono

Dettagli

Reference 1-0,73% Coverage

Reference 1-0,73% Coverage - 1 reference coded [0,73% Coverage] Reference 1-0,73% Coverage Dove ti piacerebbe andare ma anche vivere sì, sì. All interno dell Europa, sicuramente. Però mi piacerebbe vedere anche

Dettagli

AUGURI MAMME! FESTA DELLA MAMMA 2011 CLASSE 4C DE FILIPPO. La mia mamma

AUGURI MAMME! FESTA DELLA MAMMA 2011 CLASSE 4C DE FILIPPO. La mia mamma AUGURI MAMME! FESTA DELLA MAMMA 2011 CLASSE 4C DE FILIPPO La mia mamma La mia mamma con la giacca in mano, sempre pronta a portarmi ovunque sia, con gli occhioni color terra. Io la guardo e penso a tante

Dettagli

Esercizi pronomi accoppiati

Esercizi pronomi accoppiati Esercizi pronomi accoppiati 1. Rispondete secondo il modello: È vero che regali una casa a Marina?! (il suo compleanno) Sì, gliela regalo per il suo compleanno. 1. È vero che regali un orologio a Ruggero?

Dettagli

Australia. Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano

Australia. Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano Australia Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o luoghi e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Antonino Santamaria

Dettagli

Annabel Blasi CHOOSE YOUR DESTINY

Annabel Blasi CHOOSE YOUR DESTINY Choose your destiny Annabel Blasi CHOOSE YOUR DESTINY racconto www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Annabel Blasi Tutti i diritti riservati Alla mia famiglia Prima parte 1 Freddo. Sentivo un freddo

Dettagli

8. Credi che le materie scolastiche che ti vengono insegnate ti preparino per questo lavoro? No.

8. Credi che le materie scolastiche che ti vengono insegnate ti preparino per questo lavoro? No. Intervista 1 Studente 1 Nome: Dimitri Età: 17 anni (classe III Liceo) Luogo di residenza: città (Patrasso) 1. Quali fattori ti hanno convinto ad abbandonare la scuola? Io volevo andare a lavorare ed essere

Dettagli

«Vieni alla chiesa di Saint-Merri alle undici e vedrai se scherzo.» «Posso sedermi, potrei svenire da un momento all altro.» «Prego, accomodati pure,

«Vieni alla chiesa di Saint-Merri alle undici e vedrai se scherzo.» «Posso sedermi, potrei svenire da un momento all altro.» «Prego, accomodati pure, Domani mi sposo Domani mi sposo. Appena ho visto entrare Blanca nel piccolo locale dove stavo suonando, ho capito che l avrei sposata. Sembra impossibile ma è vero. Era l estate di due anni fa. Io strimpellavo

Dettagli

Gaia. Il viaggio continua

Gaia. Il viaggio continua Gaia Il viaggio continua Laura Virgini GAIA Il viaggio continua Romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Laura Virgini Tutti i diritti riservati A Te che Hai reso possibile l impossibile. A Te

Dettagli

PAOLO VA A VIVERE AL MARE

PAOLO VA A VIVERE AL MARE PAOLO VA A VIVERE AL MARE Paolo è nato a Torino. Un giorno i genitori decisero di trasferirsi al mare: a Laigueglia dove andavano tutte le estati e ormai conoscevano tutti. Paolo disse porto tutti i miei

Dettagli

Ejercicios de traducción

Ejercicios de traducción Ejercicios de traducción POR LAURA SANFELICI TRADUCE: 1. -Sei mai stato a Cuba? -Sì, ci sono stato l estate scorsa con la mia fidanzata. 2. Suo marito è francese ma vive in Spagna da vent anni. 3. Studio

Dettagli

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia Operazione Oh no! Nonno Toni sentì un urlo di rabbia provenire dalla cameretta di Tino. Salì le scale di corsa, spalancò la porta e si imbatté in un bambino con gli occhi pieni di lacrime. Tino aveva in

Dettagli

Neretta e Bertola suonarono

Neretta e Bertola suonarono Neretta e Bertola suonarono il campanello di via dei Mirtilli n 15, alle ore 17. Era il primo venerdì del mese e loro erano puntualissime, come sempre. Aprì loro una vecchina piccola, piccola che con un

Dettagli

- 1 reference coded [0,86% Coverage]

<Documents\bo_min_9_M_18_ita_stu> - 1 reference coded [0,86% Coverage] - 1 reference coded [0,86% Coverage] Reference 1-0,86% Coverage E le altre funzioni, le fotografie, o, non so le altre cose che può offrire il cellulare sono cose che

Dettagli

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei.

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei. Mathilde tirò fuori l agenda e scrisse: «Il tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli». Bevve un sorso di birra e lanciò un altra occhiata al vicino, un tizio immenso che da dieci minuti

Dettagli

La lunga strada per tornare a casa

La lunga strada per tornare a casa Saroo Brierley con Larry Buttrose La lunga strada per tornare a casa Traduzione di Anita Taroni Proprietà letteraria riservata Copyright Saroo Brierley 2013 2014 RCS Libri S.p.A., Milano Titolo originale

Dettagli

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO 90 ICARO MAGGIO 2011 LA TEORIA DEL CUCCHIAIO di Christine Miserandino Per tutti/e quelli/e che hanno la vita "condizionata" da qualcosa che non è stato voluto. La mia migliore amica ed io eravamo nella

Dettagli

Questionario COMPASS*

Questionario COMPASS* Questionario COMPS* Istruzioni Il presente questionario viene utilizzato per addestrarsi a discriminare fra le varie modalità di reazione a situazioni sociali specifiche in casa e fuori. Consta di 30 casi

Dettagli

Intervista con Elsa Moccetti

Intervista con Elsa Moccetti Intervista con Elsa Moccetti [L intervista è condotta da Sonja Gilg di Creafactory SA. Intervengono altre due persone di cui un ospite: Antonietta Santschi] Dicevo, che è stata una mia scelta di venire

Dettagli

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali)

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Al mare, verso gli undici anni, avevo fatto amicizia con un bagnino. Una cosa innocentissima, ma mia madre mi chiedeva

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

INTRODUZIONE. La ragazza

INTRODUZIONE. La ragazza 5 INTRODUZIONE La ragazza Il braccio era vicino al telefono. Forse la ragazza aveva cercato di chiamare qualcuno, ma poi non aveva avuto il tempo di farlo. I lunghi capelli neri scendevano sul viso e coprivano

Dettagli

Perché non ho provato

Perché non ho provato Elena Colella Perché non ho provato Sin dai primi giorni, l arrivo di Esther mise sottosopra l intero quartiere. Esther, 30 anni circa. Jeans aderenti e stivali neri in pelle. Maglie scure aderenti. Carnagione

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Esercizi pronomi indiretti

Esercizi pronomi indiretti Esercizi pronomi indiretti 1. Completate il dialogo con i pronomi dati: Bella la parita ieri, eh? Ma quale partita! Ho litigato con mia moglie e... alla fine non l ho vista! Ma che cosa ha fatto? Niente...

Dettagli

BENVENUTI ALLA SCUOLA T OSCANA!!!

BENVENUTI ALLA SCUOLA T OSCANA!!! Test your Italian This is the entrance test. Please copy and paste it in a mail and send it to info@scuola-toscana.com Thank you! BENVENUTI ALLA SCUOLA T OSCANA!!! TEST DI INGRESSO Data di inizio del corso...

Dettagli

biglietto e rimase senza parole: le era toccato l unico amico segreto che non avrebbe mai voluto: Gedeone

biglietto e rimase senza parole: le era toccato l unico amico segreto che non avrebbe mai voluto: Gedeone A Neretta piace molto andare a scuola. Anche i suoi amici della Compagnia del Cuore d Oro che frequentano la sua classe vanno volentieri. Ma le cose, all inizio di quest anno, non andavano troppo bene.

Dettagli

1 Consiglio. Esercizi 1 1

1 Consiglio. Esercizi 1 1 1 Consiglio Prima di andare a dormire scrivi cinque parole italiane che ti interessano. La mattina dopo, prima di alzarti, cerca di ricordarti le parole scritte la sera prima. 1 Animali Fai il cruciverba.

Dettagli

Gellindo Ghiandedoro e il triste compleanno di Bellondina

Gellindo Ghiandedoro e il triste compleanno di Bellondina Gellindo Ghiandedoro e il triste compleanno di Bellondina I RACCONTI DEL BOSCO DELLE VENTI QUERCE - FIABA DI MAURO NERI - ILLUSTRAZIONI DI FULBER Quando al mattino Gellindo si sveglia al suono della prima

Dettagli

Copyright 2010 Tiziana Cazziero

Copyright 2010 Tiziana Cazziero Voltare Pagina Copyright 2010 Tiziana Cazziero Tiziana Cazziero VOLTARE PAGINA Romanzo Al mio compagno, la persona che mi sopporta nei miei momenti bui. PRIMA PARTE Buongiorno mamma. Buongiorno a te

Dettagli

Questionario sulle abilità comunicativo relazionali

Questionario sulle abilità comunicativo relazionali Questionario sulle abilità comunicativo relazionali a cura di Fabio Navanteri per il tutor: da leggere ai corsisti Il questionario che vi proponiamo vi permetterà di individuare alcuni tratti del vostro

Dettagli

Sulle orme del cuore

Sulle orme del cuore Sulle orme del cuore GAIA TORTI SULLE ORME DEL CUORE A chi leggerà queste righe. A chi aprirà il suo cuore leggendole. Alle mie amiche, che mi hanno sempre incoraggiato a scrivere. Alla mia famiglia.

Dettagli

HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION. Italian Beginners. (Section I Listening) Transcript

HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION. Italian Beginners. (Section I Listening) Transcript 2014 HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION Italian Beginners (Section I Listening) Transcript Familiarisation Text MALE: FEMALE: MALE: FEMALE: Ciao Roberta! Da quanto tempo che non ci vediamo Dove vai?

Dettagli

CONCORSO : REGOLIAMOCI

CONCORSO : REGOLIAMOCI CONCORSO : REGOLIAMOCI Per studenti tra gli 8 e i 13 anni. Sceneggiatura film : IL SOLE I.C. Marino S. Rosa Napoli Classe II E IL SOLE Nella reception di una clinica molto famosa Christian che ha subito

Dettagli

Livello CILS A1. Test di ascolto

Livello CILS A1. Test di ascolto Livello CILS A1 GIUGNO 2012 Test di ascolto numero delle prove 2 Ascolto Prova n. 1 Ascolta i testi. Poi completa le frasi. Scegli una delle tre proposte di completamento. Alla fine del test di ascolto,

Dettagli

Le avventure di Crave

Le avventure di Crave Le avventure di Crave Damiano Alesci LE AVVENTURE DI CRAVE www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Damiano Alesci Tutti i diritti riservati CRAVE E GLI ANTIFURTI A. A. L. (AGENZIA ANTI LADRI) L agenzia

Dettagli

Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1)

Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1) Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1) Cos è il virtu@le? Un giorno entrai di fretta e molto affamato in un ristorante. Scelsi un tavolo lontano da tutti,

Dettagli

CATEGORIA: POESIA. BERTOLLO GIORGIA Classe 2^A Scuola Media N. Dalle Laste Marostica. Social day 5 aprile 2014

CATEGORIA: POESIA. BERTOLLO GIORGIA Classe 2^A Scuola Media N. Dalle Laste Marostica. Social day 5 aprile 2014 CATEGORIA: POESIA BERTOLLO GIORGIA Classe 2^A Scuola Media N. Dalle Laste Marostica Social day 5 aprile 2014 Saluta il pony e l' asinello prendi la forca ed il rastrello corri a lavorare, è ora di guadagnare!!

Dettagli

ANGELA RAINONE POESIE

ANGELA RAINONE POESIE 1 ANGELA RAINONE POESIE EDIZIONE GAZZETTA DIE MORRESI EMIGRATI Famiglia Rainone Angela Lugano Svizzera 2 3 PREFAZIONE Tra i giovani che hanno sporadicamente inviato delle poesie per pubblicarle sulla Gazzetta

Dettagli

IL VIAGGIO DI SCIANTAH di Kamil Kileny

IL VIAGGIO DI SCIANTAH di Kamil Kileny لش حن لطح ح ل ة ر كام ل ك يالني IL VIAGGIO DI SCIANTAH di Kamil Kileny traduzione italiana riga per riga, parola per parola curata da Pier Luigi Farri plfarri@vbscuola.it 1 Due buoni fratelli. Sciantah

Dettagli

NONA LEZIONE L AUTOSTOP

NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE 96 L autostop Scendi pure tu dalla macchina? Devo spingere anch io? Sì, se vuoi. Ma scusa, quanto è distante il distributore di benzina? Non lo so qualche chilometro.

Dettagli

Bessi, la mia vita in Italia chiedo giustizia, mio Signore

Bessi, la mia vita in Italia chiedo giustizia, mio Signore Bessi, la mia vita in Italia chiedo giustizia, mio Signore Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Bessi Soraya Gonzalez Garcia BESSI,

Dettagli

ADE CERCA MOGLIE. Completa. Rispondi

ADE CERCA MOGLIE. Completa. Rispondi IL DIO ADE Il dio Ade è fratello del dio Zeus. Ade è il re dei morti. Per gli antichi greci, dopo la morte, gli uomini vanno negli Inferi. Gli Inferi sono un luogo buio e triste che si trova sotto terra.

Dettagli

Evangelici.net Kids Corner. Abramo

Evangelici.net Kids Corner. Abramo Evangelici.net Kids Corner Abramo Abramo lascia la sua casa! Questa storia biblica è stata preparata per te con tanto amore da un gruppo di sei volontari di Internet. Paolo mise le sue costruzioni nella

Dettagli

TANDEM Köln www.tandem-koeln.de info@tandem-koeln.de

TANDEM Köln www.tandem-koeln.de info@tandem-koeln.de Nome: Telefono: Data: Kurs- und Zeitwunsch: 1. Ugo è a. italiano b. da Italia c. di Italia d. della Italia 3. Finiamo esercizio. a. il b. lo c. gli d. l 5. Ugo e Pia molto. a. non parlano b. non parlare

Dettagli

Maria ha mandato una lettera a sua madre.

Maria ha mandato una lettera a sua madre. GRAMMATICA LE PREPOSIZIONI Osservate: Carlo ha regalato un mazzo di fiori a Maria per il suo compleanno. Vivo a Roma. La lezione inizia alle 9:00. Sono ritornata a casa alle 22:00. Ho comprato una macchina

Dettagli

Corso ITALIANO Prof.ssa S. DOTTI Liv. 2

Corso ITALIANO Prof.ssa S. DOTTI Liv. 2 IN GIRO PER ACQUISTI Signora Rossi: Voglio vedere una camicia per mio figlio. Commessa : Di che colore? Signora Rossi: Non so.. Commessa : Le consiglio il colore rosa. Se Suo figlio segue la moda, gli

Dettagli

UN FIORE APPENA SBOCCIATO

UN FIORE APPENA SBOCCIATO UN FIORE APPENA SBOCCIATO "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). uesto verso racchiude tutto

Dettagli

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di RACCONTO TRATTO DAL LIBRO DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di Roberta Griffini, Francesca Matichecchia, Debora Roversi, Marzia Tanzini Disegno di Pat Carra Filcams Cgil Milano Margherita impiegata

Dettagli

Realizzato dai bambini del Primo Circolo Didattico Classe 4^ C Sede Moretti

Realizzato dai bambini del Primo Circolo Didattico Classe 4^ C Sede Moretti Realizzato dai bambini del Primo Circolo Didattico Classe 4^ C Sede Moretti Va bene diventare cameriere però, mangiare tutto quel cibo e bere prima, durante e dopo il pasto è esagerato! Per fortuna che

Dettagli

CARMEN TOTARO Le piene di grazia

CARMEN TOTARO Le piene di grazia CARMEN TOTARO Le piene di grazia Rizzoli Proprietà letteraria riservata 2015 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-07491-9 Prima edizione: marzo 2015 Impaginazione: studio pym / Milano Le piene di grazia

Dettagli

Un mondo che neanche immagini

Un mondo che neanche immagini Un mondo che neanche immagini Federica Bracale UN MONDO CHE NEANCHE IMMAGINI romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Federica Bracale Tutti i diritti riservati Come sarebbe bello dire per caso.

Dettagli

INTRODUZIONE "La mia storia 2015",

INTRODUZIONE La mia storia 2015, INTRODUZIONE Questa raccolta scaturisce dalla selezione finale delle opere che hanno partecipato al Premio letterario "La mia storia 2015", alla sua seconda edizione. Ancora una volta, il tema è stato

Dettagli

VERIFICA DI GRAMMATICA La frase: IL SOGGETTO

VERIFICA DI GRAMMATICA La frase: IL SOGGETTO La frase: IL SOGGETTO Leggi le seguenti frasi e sottolinea il soggetto: 1. Marco va a trovare la nonna. 2. Il cane ha morso il postino. 3. E caduta la bottiglia del latte. 4. Sono solito fare i compiti

Dettagli

Indice. I. Gli articoli, i nomi, gli aggettivi. Esercizi 8 Test 18. Esercizi 24 Test 31. Esercizi 36 Test 39. Esercizi 44 Test 118

Indice. I. Gli articoli, i nomi, gli aggettivi. Esercizi 8 Test 18. Esercizi 24 Test 31. Esercizi 36 Test 39. Esercizi 44 Test 118 Indice I. Gli articoli, i nomi, gli aggettivi. Esercizi 8 Test 18 II. I possessivi e i dimostrativi. Esercizi 24 Test 31 III. I gradi di comparazione Esercizi 36 Test 39 IV. I verbi Esercizi 44 Test 118

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ CAPITOLO XV L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO IL TERZO TENTATIVO SI SOLLEVÒ, SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ NELLA CAMERA. VEDENDO IL LETTO,

Dettagli

Sean e le na Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose

Sean e le na Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose Sean e le Una Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose da Drynites Sean e le Scarpe Luccicose Sean era così timido che quando arrivava il postino a consegnargli una lettera, era troppo timido per salutare.

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

La vita dei numeri ultimi

La vita dei numeri ultimi La vita dei numeri ultimi Orazio La Boccetta LA VITA DEI NUMERI ULTIMI racconto Dedicato a tutta la mia famiglia e i miei migliori amici a Pietro soprattutto ed in particolare a mio padre Andrea e mia

Dettagli

(La Parata - parte II) -vai alla parte I. Il set cinematografico

(La Parata - parte II) -vai alla parte I. Il set cinematografico (La Parata - parte II) -vai alla parte I Il set cinematografico Mezzoretta più tardi i due cuccioli e nonno scarabocchio erano sul set del film. - Il posto in cui si gira un film, cuccioli miei, si chiama

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli

Luisa Mattia Sibilla nel cappello

Luisa Mattia Sibilla nel cappello Luisa Mattia Sibilla nel cappello Prima edizione settembre 2015 Copyright 2015 biancoenero edizioni srl www.biancoeneroedizioni.com Testo di Luisa Mattia Illustrazioni di Andrea Mongia Font biancoenero

Dettagli

(da La miniera, Fazi, 1997)

(da La miniera, Fazi, 1997) Che bello che questo tempo è come tutti gli altri tempi, che io scrivo poesie come sempre sono state scritte, che questa gatta davanti a me si sta lavando e scorre il suo tempo, nonostante sia sola, quasi

Dettagli

Aiutato da due suoi amici della stessa età, Junior e Christian, Benjamin si procurò degli occhiali a raggi x in grado di vedere dentro le case e

Aiutato da due suoi amici della stessa età, Junior e Christian, Benjamin si procurò degli occhiali a raggi x in grado di vedere dentro le case e Natale a Sonabilandia Era la mattina di Natale e a Sonabilandia, un paesino dove tutti sono sempre felici, non c'era buon umore e in giro non si vedeva neanche un sorriso; questo perché in tutte le case

Dettagli

La strada che non andava in nessun posto

La strada che non andava in nessun posto La strada che non andava in nessun posto All uscita del paese si dividevano tre strade: una andava verso il mare, la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto. Martino lo sapeva perché

Dettagli

L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO

L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO di Giovannella Massari Sopra un prato verde chiaro l alberello se ne stava e guardandosi un po in giro, tristemente sospirava. Nessun albero lì intorno, su quel

Dettagli