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1 Andrea Farioli CHE TIPO SEI? APPUNTI E STRUMENTI PER L ORIENTAMENTO E L EVOLUZIONE PERSONALE Che_tipo_sei.indd 1 15/09/11 12:40

2 Stampato su carta riciclata Settembre 2011 Che_tipo_sei.indd 2 15/09/11 12:40

3 Dedicatamente Dedicato a tutti quelli che. è da quando avevano cinque anni che sanno cosa fare da grandi si sono dovuti laureare in economia e commercio per scoprire che amano occuparsi di formazione e psicologia sono adulti da un pezzo, fanno un lavoro come un altro ma non hanno smesso di cercare cosa vogliono davvero fare da grandi Che_tipo_sei.indd 3 15/09/11 12:40

4 Immagine di copertina e sua descrizione in appendice: Arianna Ruffinengo Consulenza ed elaborazione grafica: Enrico Carosio Che_tipo_sei.indd 4 15/09/11 12:40

5 INDICE Introduzione...7 Prima parte - GLI APPUNTI...9 A spasso tra le tipologie umane...11 Tipi umani e orientamento personale...17 Tipi umani e relazioni positive...19 Tipi umani ed evoluzione personale...23 Seconda parte - GLI STRUMENTI OPERATIVI...31 Otto tipi in cerca di autore...34 Quali colori hai dentro?...43 Questionario di orientamento personale...47 Tipologie e contesti...52 Quattro racconti per intuire...61 Terza parte - L ABC DELL APPENDICE...67 Appendice A Appunti sulla teoria delle preferenze cerebrali e sulle sue implicazioni didattiche...68 Appendice B Esiti-profili del questionario di orientamento personale...83 Appendice C A proposito di Che_tipo_sei.indd 5 15/09/11 12:40

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7 INTRODUZIONE Ho scritto questo libro per tutte le persone interessate a B B diventare ciò che sono attraverso la consapevolezza delle loro inclinazioni e l utilizzo dei propri talenti praticare la mentalità dell anti-arroganza, ovvero scegliere modalità relazionali che riconoscano come un diritto il bisogno di ognuno di sentirsi a proprio agio. Per allenarsi in tutto questo è fondamentale innanzitutto riconoscere e valorizzare le differenze che caratterizzano gli esseri umani. Come sappiamo questo non è facile: le persone sono diverse nel loro modo di percepire il mondo e, nella relazione con l altro, la difficoltà è sempre dietro l angolo a causa di convinzioni, valori, prospettive o stili che mal si accordano con i nostri. Se poi un problema permane, spesso siamo tentati di attribuirne la colpa all altra persona, a un suo difetto di carattere : chiusura, diffidenza, presunzione, indolenza, ecc. ecc. Ma questa lettura di tipo moralistico non fa che peggiorare la situazione. Ma quale è la via d uscita? Nella maggior parte dei casi si tratta di comprendere le strutture mentali di base, sia le nostre che quelle altrui, e trattarle come risorse anziché come impedimenti. Ma quali strutture di una personalità sono davvero fondamentali? Quali fanno davvero la differenza? La risposta la possiamo trovare nello studio dei tipi umani e può essere una risposta interessante sia per migliorare le nostre competenze relazionali sia per poterci orientare al meglio, ovvero scoprire le nostre preferenze e inclinazioni naturali. Questa teoria negli ultimi cinquant anni ha raccolto una serie contributi molto importanti per l evoluzione personale e professionale. Tra le varie classificazioni, la più attendibile e maggiormente utilizzata anche in ambito lavorativo è quella che risale a Carl Gustav Jung, nella versione moderna di Myers-Briggs. 7 Che_tipo_sei.indd 7 15/09/11 12:40

8 Nell Associazione Aleph pnl umanistica da tempo studiamo e lavoriamo su questo modello come strumento al servizio dell evoluzione personale e della leadership umanistica. Io negli ultimi anni mi sono divertito ad approfondirlo e a metterlo in relazione con la teoria delle preferenze cerebrali, il concetto di livelli evolutivi della psicosintesi e le più recenti scoperte in campo neurocardiologico 1. In queste pagine troverai il risultato di tutto questo 2, esposto con modalità volutamente variegate. Scegli tu l ordine che preferisci seguire: Nella prima parte troverai appunti, domande provocatorie e tabelle riguardanti gli aspetti teorici dei tipi umani 3. Nella seconda parte potrai allenarti con una serie di strumenti operativi che negli ultimi 10 anni ho messo a punto e sperimentato nei laboratori formativi che conduco (con ragazzi delle scuole medie e superiori, insegnanti, operatori d azienda e organizzazioni non profit). Nella terza parte, incontrerai tre variegate appendici: un ABC cui arrivare o da cui ripartire Buona lettura e buon allenamento! 1 Cfr il modello HeartMath e le ricerche di Anne Marquier (Usare il cervello del cuore) secondo cui le informazioni vengono elaborate dal cervello limbico, dalla corteccia e infine dal cervello del cuore: un vero e proprio cervello che ha effettivamente sede nell organo cardiaco, dotato di circa neuroni e di uno straordinario campo magnetico. 2 liberamente e in gran parte tratte da registrazioni audio, video e scritti inediti di Mauro Scardovelli e del gruppo di ricerca Aleph pnl umanistica. 3 Questi appunti teorici non hanno la pretesa di sistematicità né costituiscono uno studio scientifico completo. Con esso desidero solo contribuire a divulgare la tematica dei tipi umani e fornire al lettore alcuni spunti di riflessione utili per la sua evoluzione personale e professionale. Per un approfondimento sistematico si rinvia ai testi richiamati in bibliografia 8 Che_tipo_sei.indd 8 15/09/11 12:40

9 PRIMA PARTE GLI APPUNTI Che_tipo_sei.indd 9 15/09/11 12:40

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11 A SPASSO TRA LE tipologie umane Dobbiamo imparare a perdonare le persone per non essere quello che vorremmo che fossero. E lasciarle finalmente libere di essere ciò che sono Louise L. Hay Secondo la teoria dei tipi umani in ogni persona esistono quattro coppie di preferenze alternative 4 : INTROVERT (I) EXTROVERT (E) SENSOR (S) INTUITOR (N) THINKER (T) FEELER (F) JUDGER (J) PERCEIVER (P) Tali preferenze dipendono da predisposizioni genetiche e da fattori ambientali. Per ciascuna polarità ognuno di noi gravita in modo più o meno marcato intorno a una piuttosto che all altra. La nostra preferenza tipologica è il risultato di queste combinazioni ed è la struttura su cui costruiamo il nostro carattere. E per così dire paragonabile alle fondamenta di una casa: nel corso degli anni come sappiamo si possono cambiare molte cose, per esempio l arredamento, la disposizione delle stanze ecc. ma non le fondamenta! Credo che conoscere questo impianto teorico sia particolarmente utile non in quanto definisca chi siamo veramente, bensì perché delinea in che modo abbiamo imparato a partecipare alla vita. 4 Ho deciso di mantenere la classificazione in lingua originale. Nelle pagine seguenti troverai la traduzione in italiano delle otto preferenze, una loro breve descrizione e, utilizzando gli strumenti operativi, potrai sperimentare cosa significano per te. 11 Che_tipo_sei.indd 11 15/09/11 12:40

12 La tua tipologia è come la tua lingua madre: essa racconta in che modo hai imparato a comprendere il mondo che ti circonda e a esserne compreso 5. E fondamentale chiarire fin da subito che non esiste una tipologia giusta o sbagliata Ogni tipologia presenta infatti caratteristiche e punti di forza che possono essere utilizzati in modo utile e costruttivo se messi in relazione con i nostri bisogni. A proposito di bisogni. lo sai che, come essere umano, hai bisogno sia di prevedibilita sia di novita, di sicurezza ma anche di indipendenza? Le tensioni tra questi opposti creano l impulso evolutivo. Il tipo psicologico, che è un meccanismo di adattamento, rientra ampiamente in questa economia naturale. Ciascuna delle quattro categorie è infatti il risultato di scelte conflittuali e la scelta di un comportamento preclude necessariamente l uso simultaneo del comportamento opposto. del resto se scendiamo le scale non possiamo contemporaneamente salirle! Tuttavia nella vita le scale è utile saperle salire ma anche scendere. Fuor di metafora. è molto importante che ti alleni a usare le non preferenze se vuoi diventare una persona più completa ed evoluta. A proposito di queste preferenze, nelle pagine seguenti troverai una loro breve descrizione sui cui potrai riflettere. 5 Come sappiamo ogni essere umano nasce con una vasta gamma di possibilità di adattamento: per esempio tutti da neonati balbettiamo esattamente allo stesso modo, usando tutti i suoni presenti in ogni lingua parlata sulla faccia delle terra. Solo quando cominciamo a imitare i suoni che udiamo intorno a noi certe combinazioni linguistiche subiscono un rinforzo mentre altre vengono abbandonate. Se poi più tardi impariamo a parlare un altra lingua, in genere recupereremo parte del potenziale sacrificato, anche se sarà molto difficile perdere l accento che ci viene dalla lingua materna. Lo stesso vale per le funzioni tipologiche: sebbene nasciamo con la capacità di creare molte combinazioni diverse, ci conformiamo all ambiante sviluppandone solo alcune, in genere quelle che ci risultano più facili, che vengono poi modificate dalle circostanze e dalle aspettative sociali. Ed ecco che, così come avviene quando impariamo a parlare correntemente una lingua, una volta che abbiamo sviluppato un particolare modo di interagire con il mondo, tendiamo a usare le funzioni meno sviluppate con quello che potremmo chiamare un accento comportamentale. (Cfr Lenore Thomson, il libro dei tipi psicologici, Casa Editrice Astrolabio Ubaldini Editore, Roma 1999) 12 Che_tipo_sei.indd 12 15/09/11 12:40

13 Extrovert / Introvert (Estroverso / Introverso) Questa distinzione descrive la sorgente e la direzione della nostra energia vitale, ovvero come ci ricarichiamo. La mancata comprensione di questa differenza può portare a seri problemi relazionali. L estroverso è energizzato e rivitalizzato dal mondo esterno. Le attività che per lui sono più eccitanti e stimolanti tendono invece ad affaticare e svuotare l introverso. E vale l inverso: la riflessione, l introspezione e la solitudine che produce energia all introverso, tende a scaricare l estroverso. A scuola, a casa, nel lavoro è importante che entrambi i tipi possano accedere alle loro rispettive fonti di energia. La società attuale tendenzialmente premia gli estroversi. La scuola, infatti, dà spesso molta importanza alla partecipazione e agli interventi (alzare la mano, parlare in classe ecc.). Questo avvantaggia gli estroversi e penalizza gli introversi. Anche l attività di gruppo svolta in forma orale facilmente premia gli estroversi e penalizza gli introversi. SPUNTI DI RIFLESSIONE Per gli estroversi Il rischio per l estroverso è di non capire il proprio mondo interno e di iperadattarsi alle richieste esterne; l estroverso tende a evitare o non riconoscere il conflitto interno. Suo compito è imparare a convivervi e a vedere nel conflitto una preziosa fonte di nuove prospettive. Di fronte a eventi della vita che mettono in crisi il loro sistema di adattamento, hanno bisogno di incrementare la loro parte introversa. Essi tendono a non conoscere i loro bisogni profondi, i loro desideri, le loro emozioni più autentiche, in quanto il loro sforzo è stato tutto nella direzione di modellarsi sulle esigenze del mondo esterno, che per loro è l unica realtà che conta. Tendono a dipendere dai riconoscimenti esterni. La meditazione è una pratica di introversione, molto utile per riequilibrare gli estroversi. Per gli introversi Per loro è importante conoscersi, star bene nella propria pelle, realizzare le proprie potenzialità, avere spazio e privacy sufficienti, essere liberi di seguire la propria strada. Sono convinti che i veri valori vengano da dentro, quindi tendono a difendere il loro territorio. Ne deriva che spesso, di fronte a proposte esterne, essi dicano di no, come per tutelarsi dall invasione. Sentono fortemente il bisogno di rimanere fedeli a se stessi e soffrono di quelle situazioni esterne che chiedono loro troppo adattamento. Se infatti devono adattarsi a situazioni che non possono essere integrate con il loro mondo interno, hanno la sensazione di tradirsi e di esser falsi. Mentre l estroverso tende ad adattarsi alla realtà esterna, l introverso fa il contrario: cerca di adattare la realtà esterna a sé. Se si trovano in contesti che sono in sintonia con il loro mondo interno, allora possono sembrare dei perfetti estroversi. Hanno bisogno di meno riconoscimenti esterni rispetto agli estroversi. Anzi, gli introversi hanno spesso un atteggiamento di diffidenza nei confronti di riconoscimenti troppo espliciti o frequenti. L introverso può giungere a una decisione solo riflettendo al suo interno, senza comunicare una parola agli altri e alla fine magari credere di aver messo gli altri a conoscenza di ciò che ha pensato.. In effetti lo ha fatto, ma tutto al suo interno!. La loro sfida evolutiva è quindi imparare a usare l estroversione anche in situazioni non congeniali al loro mondo interno. 13 Che_tipo_sei.indd 13 15/09/11 12:40

14 Sensor/iNtuitor (Sensoriale / intuitivo) Questa distinzione riguarda la modalità con cui tendiamo a elaborare le informazioni che riceviamo dal mondo esterno. Il tipo sensoriale è interessato a ciò che si vede, si tocca e si sente: fa quindi affidamento sui sensi come mezzo fondamentale per raccogliere ed elaborare informazioni Il tipo sensoriale è pratico, realistico e ha i piedi per terra. E interessato all esperienza concreta, alle cose tangibili (no alle teorie, alle spiegazioni, ai concetti generali); le domande giuste per interessare un Sensor sono: chi lo fa? cosa? come? (non perché? e se? Se fosse?). Tende a focalizzarsi sui fatti e sui dettagli e non sulle interpretazioni. Ama i lavori che producono risultati tangibili e non fa molto affidamento su fantasia, immaginazione e intuito. L intuitivo tende invece a raccogliere e tradurre le informazioni sensoriali in intuizioni, possibilità, significati e a creare relazioni tra esse. L intuizione e la visione globale è infatti il suo modo di raccogliere e dare senso alle informazioni e tende a cogliere il senso generale e la visione complessiva degli argomenti che tratta. Trascura invece i dettagli e anzi ne è infastidito. Prova piacere nel sapere come funzionano le cose e ricerca le correlazioni tra esse. Ama fare progetti e guardare al futuro. Thinker / Feeler (Riflessivo/Emotivo) Questa distinzione riguarda il modo in cui tendiamo a prendere le decisioni. Il tipo Thinker è razionale, distaccato, poco coinvolto e analitico. Guarda ai principi generali più che alle circostanze particolari e cerca di far rientrare il particolare nel generale. In una disputa si basa su ciò che è vero o falso piuttosto che su ciò che può creare armonia. Per la persona Thinker è infatti più importante sentirsi nel giusto piuttosto che essere amato. La sua forza è l acutezza della visione generale e dei principi; il suo punto debole è la mancanza di empatia e grounding relazionale: quindi può rischiare di produrre teorie astratte che non tengono conto delle persone. Il tipo Feeler invece è più partecipe e coinvolto. Prende gli avvenimenti in maniera personale ed è ferito dalle critiche. Ha facilità a mettersi nei panni degli altri e nel decidere tiene conto dei sentimenti delle persone, più che dei principi astratti e di ciò che è bene o vero in assoluto. Preferisce infatti l armonia e il benessere delle persone alla chiarezza. Ha qualche difficoltà a chiedere per sé ed è subito pronta a ritirare qualsiasi cosa abbia offeso qualcuno; è imbarazzato dai conflitti e cerca di evitarli o di smorzarli. La sua forza è l empatia e il radicamento relazionale mentre la sua debolezza è non vedere la prospettiva più generale. 14 Che_tipo_sei.indd 14 15/09/11 12:40

15 Judger / Perciever (Giudice / Percettore) Questa distinzione riguarda il come ci orientiamo nella vita, ovvero il nostro atteggiamento generale nel relazionarci con gli altri ed è la più importante sorgente di tensioni relazionali. La persona che ha la preferenza tipologica Judger ama programmare e pianificare: crea intorno a sé un ambiente strutturato, ordinato e controllato. E risoluta e ha facilità a prendere decisioni: segue le regole precostituite e i piani già formati. Non ama le sorprese e gli imprevisti. Crea liste di cose da fare e ha piacere di cancellare ciò che ha scritto sulla lista una volta che ha eseguito il compito. Ama infatti portare a termine i lavori mentre detesta lasciare le cose in sospeso e non definite. Chi ha una preferenza Perciever invece è un improvvisatore che tende a creare intorno a sé un ambiente che gli permette di essere flessibile, spontaneo e capace di reagire alla varietà di situazioni che si possono presentare. Prendere decisioni è fonte di stress e preferisce quindi tenersi le porte aperte. Il Perciever si distrae facilmente e passa da una cosa all altra: ama esplorare, non pianificare. L ordine non è molto importante, ciò che conta è la creatività, la spontaneità e l abilità a rispondere agli altri. Ama trasformare il lavoro e lo studio in gioco. Come abbiamo detto la distinzione judger/perceiver è quella che dà maggiori problemi relazionali: i Perceiver tendono a vedere i Judger come mentalmente rigidi, chiusi e fissati ; i Judger vedono invece i Perceiver come poco direzionati, indecisi e non affidabili. 15 Che_tipo_sei.indd 15 15/09/11 12:40

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17 TIPI UMANI E ORIENTAMENTO PERSONALE La felicità più grande risiede nel praticare un talento che fa parte della nostra natura J.W. Goethe Credo che il miglior augurio che possiamo fare a una persona sia di diventare ciò che è attraverso la consapevolezza delle proprie inclinazioni e lo sviluppo dei suoi talenti. Ma in che modo può avvenire questo? Che possibilità abbiamo di essere quello che sentiamo più coerente con la nostra essenza? Come puoi realizzare la tua unicità? Come detto in precedenza è anche per cercare di rispondere a queste domande che ho scritto questo libro. Nel farlo ho tenuto come stella polare una frase di Umberto Galimberti che mi è rimasta impressa e che ben sintetizza un percorso che, se già non lo hai fatto, ti invito a intraprendere: conosci te stesso, individua la tua virtù e falla esplodere!. La persona che riesce a fare questo promuove e diffonde in sé e negli altri benessere e creatività. Dal momento che, come ci insegna la saggezza popolare, dalle rape è ben difficile spremere sangue, è molto utile capire quindi quali sono le caratteristiche personali che ci contraddistinguono, ovvero che tipo siamo. Dentro ognuno di noi esiste infatti un potenziale circolo virtuoso tra inclinazioni e talenti le tue inclinazioni sono collegate ai talenti che possiedi che, per esprimersi, non possono fare a meno delle tue inclinazioni naturali. 17 Che_tipo_sei.indd 17 15/09/11 12:40

18 Avere consapevolezza delle caratteristiche fondamentali che costituiscono la struttura delle personalità credo sia un buon sistema per comprendere, scoprire e discriminare elementi molto importanti per l orientamento personale e professionale: comprendere come funzioniamo, ovvero quali sono le nostre inclinazioni e i nostri atteggiamenti relazionali per poi riflettere su cosa ci risulta più naturale e dove possiamo allenarci per migliorare. scoprire dove risiedono i nostri talenti in relazione alle sfide personali e professionali che desideriamo affrontare discriminare se ciò che stiamo facendo (nello studio e/o nel lavoro) è coerente o in contrasto con le nostre preferenze tipologiche e con le caratteristiche che esprimiamo naturalmente. Del resto, come disse Steve Jobs nella celebre lezione magistrale ai laureati di Stanford... L unico modo di fare un grand elavoro è amare quello che fai. Se non l hai aoncora trovato, continua a cercare, e non accontentarti 18 Che_tipo_sei.indd 18 15/09/11 12:40

19 TIPI UMANI E RELAZIONI POSITIVE Più conosci, meno giudichi Mauro Scardovelli E nota la tendenza dell essere umano a etichettare e catalogare le persone. Tale atteggiamento crea distanza relazionale e può dar luogo a fraintendimenti e stereotipi. Non a caso Gregory Bateson, straordinario pioniere degli studi sulla comunicazione, era solito domandare ai suoi allievi: sai che la modalità comunicativa che utilizzi maggiormente è il fraintendimento? Ma se etichettare e fraintendere sono attività che facciamo ogni giorno senza accorgercene, è possibile imparare da questo per diventare più consapevoli e abili nelle relazioni? Credo di sì, del resto il modo stesso con cui descriviamo le persone e ciò che ci circonda è un importante punto di partenza, in quanto indirettamente racconta come siamo fatti e come vediamo il mondo. Accettazione o Criticismo? E come rispondi a questa domanda ciò che fa davvero la differenza nelle relazioni che hai con le persone (te compresa!) La prima opzione è la premessa per avere relazioni positive e ci rende morbidi e leggeri, la seconda invece ci rende duri, pesanti, talvolta crudeli. E quindi fondamentale lasciare andare il giudizio (sia per sé che per gli altri) per poter conoscere e conoscersi. La strada maestra per fare tutto questo è vivere la nostra tipologia in modo evoluto e di questo parleremo nel paragrafo successivo. 19 Che_tipo_sei.indd 19 15/09/11 12:40

20 Se utilizzata in un ottica umanistica, la conoscenza delle tipologie umane può aiutarti a passare dal criticismo-giudizio all accoglienza-valorizzazione delle differenze, favorendo così l incontro delle risorse che ogni persona può portare. A proposito di accoglienza e valorizzazione pensa a come ti poni solitamente nei confronti dell altro e rifletti su questa domanda: La tua attenzione è focalizzata sul comprendere i bisogni e le risorse della persona che hai di fronte? Se sei rimasto un po spiazzato da questa domanda, credo che la teoria dei tipi umani rappresenti un ottimo strumento per allenarti nel Type Watching (*) (*) IL TYPE WATCHING, ovvero l arte di celebrare le differenze A differenza dei nostri schemi che ci portano a etichettare gli altri, il type-watching insiste sugli aspetti positivi al fine di celebrare le differenze piuttosto che stigmatizzarle. Diventare un type-watcher richiede pratica e molta pazienza. Alcune indicazioni sul Type Watching (T.W.): - Il T.W. più lo si fa e più lo si vuol fare! (si può partire per comprendere come mai con certe persone andiamo più d accordo per arrivare ad applicare questo modello per capire le diverse culture presenti in un paese). - Spesso chi prova fastidio nell essere etichettato, etichetta gli altri; ciò ci deve insegnare che nell attività di T.W. dobbiamo sempre essere attenti e rispettare i diritti degli altri. - Quando determiniamo il tipo di qualcuno non dobbiamo dimenticare che facciamo questa valutazione partendo dalla nostra tipologia; esiste quindi una contaminazione di quest ultima e più in generale della nostra esperienza su ciò che stiamo osservando. - In generale è meglio iniziare con quelle caratteristiche che sono anche atteggiamenti relazionali e quindi più facilmente visibili (per esempio introverso/estroverso o judger/perciever). - All inizio è più difficile classificare chi si conosce bene poiché le molte informazioni disponibili in dettaglio rendono più difficile identificare la struttura e le linee generali. Da questo punto di vista una persona estranea rappresenta una interessante tabula rasa dalla quale poter cogliere poco per volta le diverse informazioni. 20 Che_tipo_sei.indd 20 15/09/11 12:40

21 Il modello dei tipi umani può quindi essere molto utile nelle relazioni in quanto serve non solo a comprendere come funzioniamo, ma può aiutarci a capire cosa è importante per l altro, ovvero quali sono gli aspetti di cui è importantissimo tener conto affinché la relaziona possa essere positiva e costruttiva. I diversi tipi umani sottendono infatti convinzioni e valori che vanno non solo compresi e rispettati ma che possono diventare delle potenti leve per motivare e costruire ponti relazionali. A tal proposito ricorda che accordare il tuo strumento mentale con quello dell altro favorisce una trama relazionale ove comunicazione e creatività possono liberamente fluire verso la realizzazione di obiettivi condivisi. 21 Che_tipo_sei.indd 21 15/09/11 12:40

22 esercizio Per saperne di più a proposito dei valori chiave di ogni tipologia, ti invito a guardare con attenzione questa tabella. Annota i valori che senti più tuoi e chiedi poi alle persone con cui studi o lavori di fare lo stesso su di sé Estroverso: Rassicurazione Relazione Espressione di sé Gruppo Sensor Qui ed ora Presente Dettaglio Sequenzialità Utilità / Praticità Thinker Chiarezza Principi Verità Giustizia Judger: Pianificazione Regole / Ordine Senso di responsabilità Piacere nel programmare Prevedibilità Sicurezza Introverso: Privacy Poter pensare senza troppe chiacchiere attorno. Ascolto Tempi e spazi per sé Intuitor Futuro Immaginazione Sognare Visione Conoscenza Feeler Armonia Accordo Calore nella relazione Gioia degli altri Perciver: Improvvisazione Novità Nuove opportunità Piacere nel fare le cose seguendo l onda Possibilità Sognare ad occhi aperti 22 Che_tipo_sei.indd 22 15/09/11 12:40

23 TIPI UMANI ED EVOLUZIONE PERSONALE Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo Mahatma Gandhi Uno degli aspetti a mio avviso più interessanti della teoria dei tipi umani è che essa può esser considerata non solo uno strumento di conoscenza di sé e degli altri ma anche un occasione di sviluppo ed evoluzione personale. Per addentrarci in queste riflessioni è innanzitutto importante chiarire il concetto di livello evolutivo. A tal fine può essere utile prendere le mosse da un immagine molto familiare nella ricerca Aleph 6 : l ovoide di Assaggioli, un simbolo utilizzato appunto per indicare i differenti livelli della personalità, ovvero stati di coscienza caratterizzati da intenzioni, atteggiamenti e filtri percettivi molto diversi tra loro. 6 Cfr Mauro Scardovelli, Conoscenza e liberà, Edizioni Liberodiscrivere, Genova Che_tipo_sei.indd 23 15/09/11 12:40

24 E fondamentale infatti avere ben presente che il mondo che ti circonda è molto diverso a seconda del livello evolutivo su cui sei sintonizzato. Le tipologie umane possono quindi lavorare a differenti livelli evolutivi e presentano caratteristiche molto differenti a seconda del livello che abitano. Nel livello più basso il mondo appare come un campo di battaglia Qui domina la legge della giungla, ovvero o si attacca o si scappa: mors tua vita mea! Potremmo chiamare questo livello di consapevolezza la scorciatoia primitiva. Del resto molto tempo fa all uomo primitivo serviva un sistema di reazione rapido per garantirsi la sopravvivenza: una differenza di qualche millesimo di secondo nel reagire a un segnale proveniente dall ambiente poteva significare la vita o la morte dell individuo. Pertanto, per far fronte a tali condizioni e in assenza di una corteccia cerebrale sviluppata, la natura ha previsto appunto una scorciatoia primitiva che tutti gli esseri umani hanno ancora in sé. Seguendo questo circuito, l informazione raggiunge istantaneamente il sistema limbico del cervello e più specificamente un punto chiamato amigdala dove verrà analizzata. Questa parte del cervello tratta l informazione secondo tre principi, il cui scopo è essenzialmente quello di assicurare la sopravvivenza fisica e che, in uno stadio evolutivo primitivo, avevano la loro piena ragion d essere: 1) la paura (garantire la sicurezza) 2) l istinto riproduttivo (assicurare la continuazione della specie) 3) la difesa del territorio (garantire uno spazio di sopravvivenza) 7 E a questo livello che la nostra tipologia mostra i suoi tratti più reattivi, estremi e, quindi, meno utili a favorire il benessere nostro e di chi ci sta accanto. A questo livello solitamente si può correre uno dei seguenti rischi: 7 Cfr Annie Marquier, Usare il cervello del cuore, Edizioni Amrita, Torino Che_tipo_sei.indd 24 15/09/11 12:40

25 1) utilizziamo la nostra tipologia in modo estremo (ma questo spesso aumenta la distanza relazionale ed emotiva tra le persone) 2) reagiamo con la tipologia opposta (ma come meccanismo di difesa e non come scelta consapevole e adulta). La tua tipologia presenta potenzialità e aspetti critici ma i conflitti distruttivi si hanno quando ti trovi nel livello di consapevolezza più basso Con l intento di integrare e ibridare in maniera feconda le scoperte nel campo della neurobiologia con la teoria psicologica del tipi umani, l ipotesi che qui si avanza è che questa scorciatoia primitiva abbia da un lato caratteristiche di base comuni a tutti gli esseri umani e dall altro declinazioni specifiche che dipendono appunto dalla nostra tipologia. Quando per esempio una persona perciever guarda il mondo da un basso livello evolutivo, la sua parte emozionale entrerà spesso in stato di allarme, a causa magari delle troppe parentesi aperte ed ecco, a questo livello, due sono le ipotesi di (tentata) soluzione: 1) il tratto Perciver si estremizza ancora di più, finendo per aprire ancora più parentesi senza poi riuscire a chiuderle e finirà nello sconforto e nella rassegnazione; 2) la persona utilizza la tipologia opposta - il Judger in questo esempio - per reazione e per difesa. Tale tipologia agirà molto probabilmente in modo rigido e giudicante, finendo così per creare contraccolpi emozionali negativi. Nel livello intermedio abita l io adulto (l io governo) Qui c è la legge del do ut des, ovvero la logica del commercio e dello scambio. Ognuno guarda al proprio interesse particolare e cerca di massimizzarlo, senza necessariamente nuocere all altro ma 25 Che_tipo_sei.indd 25 15/09/11 12:40

26 senza neppure curarsene più di tanto. A questo livello possiamo dire che tolleriamo la tipologia altrui e i tratti tipologici secondari che abitano in noi. Potremmo dire, per esempio, che se la mia tipologia è Judger posso sopportare ch in me e negli altri esistano dei tratti Perciever ma non ne riconosco a fondo l utilità e la bellezza. Solo nel terzo livello la visione si trasforma in modo radicale Si scopre infatti che non siamo solo in relazione, ma siamo interconnessi con le altre persone a un livello molto profondo. Qui c è la legge dell Ubuntu (tutto è uno) e il conflitto si scioglie alla radice. Quando raggiungiamo questo stato è infatti del tutto innaturale farsi prendere dalla fretta o dalla paura, diventare violenti e giudicare qualcuno, innaturale come darsi apposta una martellata su un piede. Per usare le parole di Mauro Scardovelli 8 : se ci accorgiamo che il serpente di cui avevamo paura era solo una corda, la nostra paura cessa naturalmente ma non perché abbiamo acquisito più coraggio, bensì perché avere paura non ha più senso alcuno. Se io non alleno la capacità di distinguere se la mia voce tipologica interna è evolutiva o involutiva, rischio di dare ascolto e fiducia alle mie istanze meno evolute. In questi casi, l Io, inteso come governo della persona, non evolverà e le mie relazioni in quel momento saranno distruttive. E anche così che si distruggono le relazioni e i gruppi di lavoro! Come dice Annie Marquier nel suo ultimo illuminante testo la nostra percezione della realtà non equivale necessariamente alla realtà, ma dipende dal circuito cerebrale usato dalla coscienza per percepirla. E noto infatti che tutto ciò che percepiamo con i sensi - vista, udito, tatto, odorato, gusto - viene trasmesso a un punto del cervello chiamato talamo. Quello che invece è meno noto (e che recenti scoperte scientifiche stanno dimostrando) è che in base allo stato di coscienza della persona l informazione percepita può prendere vie diverse, corrispondenti a differenti parti del cervello. Ecco che, in funzione della via seguita dall informazione, l essere umano avrà una certa percezione delle cose, che provocherà una serie di reazioni fisiche, emozionali e mentali più o meno appropriate, tutt altro che dipendenti unicamente dalla situazione oggettiva, come alla mente razionale piacerebbe pensare. 8 Psicologo e psicoterapeuta. Trainer pnl e fondatore di Aleph pnl umanistica integrata. Autore di numerosi libri e pubblicazioni. Più semplicemente una bella persona e un ricercatore entusiasta che ho il piacere di frequentare da più di dieci anni. 26 Che_tipo_sei.indd 26 15/09/11 12:40

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