RIABILITARE (L)A CASA
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- Ilaria Orlando
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1 CORSO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO SIMFER RIABILITARE (L)A CASA Accessibilità e Domotica: quali le norme e gli strumenti? Disability Manager NOVEMBRE 2013 Centro Servizi Villa delle Magnolie e Park Hotel Villa Fiorita Monastier (TV)
2 PROGETTARE La progettazione è una delle azioni basilari dell uomo, che nel suo rapportarsi con l ambiente naturale o artificiale mette in atto strategie tali da consentirgli di migliorare le sue condizioni di vita.
3 Progetto per lo standard Ignora le differenze Progettazione semplificata Si rivolge ad un utenza astratta e ideale (uomo adulto, sano e perfettamente abile) Progetto per la disabilità Schematizza le differenze Specializza la progettazione Crea categorie di utenti (normodotati vs disabili) Progetto per l Utenza Ampliata Valorizza le diversità Considera la complessità dell uomo Si rivolge al maggior numero possibile di utenti (Utenza Ampliata)
4 DEFINIZIONE DI BARRIERA ARCHITETTONICA Per barriere architettoniche si intendono: 1. Gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; 2. Gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; 3. La mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.
5 Classificazione delle barriere architettoniche Da quanto emerso in precedenza, occorre ampliare e precisare meglio il concetto di barriera architettonica, incominciando a definire, per contro, i requisiti di ambiente pienamente accessibile e fruibile a tutti. Le barriere architettoniche vengono di seguito illustrate con riferimento ad alcune problematiche evidenziate nella stessa definizione contenuta nella vigente normativa, suddividendole in: Situazioni che presentano ostacoli o impedimenti fisici; Situazioni che costituiscono barriere percettive ; Situazioni che costituiscono fonti di disagio ; Situazioni che costituiscono fonti di pericolo ; Situazioni che generano affaticamento.
6 - Ai fini del presente decreto: omissis ACCESSIBILITA D.M. 14 giugno 1989 n. 236 CAPO I Art. 2 Definizioni G) Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. omissis.
7 ADATTABILITA D.M. 14 giugno 1989 n. 236 CAPO I Art. 2. Definizioni Ai fini del presente decreto: omissis I) Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. omissis CAPO II Art. 3 Criteri generali di progettazione 3.5. Ogni unità immobiliare, qualunque sia la sua destinazione, deve essere adattabile per tutte le parti e componenti per le quali non è già richiesta l accessibilità e/o la visitabilità, fatte salve le deroghe consentite dal presente decreto. omissis
8 VISITABILITA D.M. 14 giugno 1989 n Ai fini del presente decreto: CAPO I Art. 2 Definizioni omissis H) Per visitabilità si intende la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta. omissis
9 VISITABILITA omissis D.M. 14 giugno 1989 n. 236 CAPO II Criteri di progettazione Art. 3 Criteri generali di progettazione 3.4. Ogni unità immobiliare, qualsiasi sia la sua destinazione, deve essere visitabile, fatte salve le seguenti precisazioni: a) negli edifici residenziali non compresi nelle precedenti categorie il requisito di visitabilità si intende soddisfatto se il soggiorno o il pranzo, un servizio igienico ed i relativi percorsi di collegamento interni alle unità immobiliari sono accessibili; b) nelle unità immobiliari sedi di riunioni o spettacoli all aperto o al chiuso, temporanei o permanenti, compresi i circoli privati, e in quelle di ristorazione, il requisito della visitabilità si intende soddisfatto se almeno, una zona riservata al pubblico, oltre a un servizio igienico, sono accessibili; deve essere garantita inoltre la fruibilità degli spazi di relazione e dei servizi previsti, quali la biglietteria e il guardaroba;
10 PROFILI DI UTENZA 1. Persone con ridotta o impedita capacità di movimento; 2. Persone su sedia a ruote; 3. Persone con disabilità sensoriali; 4. Persone con disabilità mentali; 5. Persone con altre forme di disabilità invisibili.
11 ALCUNE TIPOLOGIE EDILIZIE
12 COLLEGAMENTI VERTICALI Segnalazione dell alzata e della pedata dei gradini.
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14 ASCENSORE Aspetti dimensionali degli ascensori secondo il D.M. 236/89.
15 SERVOSCALA E PIATTAFORMA ELEVATRICE Schema grafico di un servoscala.
16 AUSILI MOBILI PER IL SUPERAMENTO DI DISLIVELLI
17 PORTE
18 CUCINA Schemi distributivi di alcune cucine accessibili. FO = forno; FR = frigorifero; FU = fuochi; L = lavabo; LA = lavastoviglie o lavatrice; PL = piano di lavoro.
19 CAMERA Spazi di manovra per camera doppia. Spazi di manovra per camera singola.
20 BAGNO Schemi planimetrici di servizi igienici in funzione delle manovre consentite su sedia a ruote. Soluzione di un water normale con il piano della tavoletta a 45 cm dal calpestio. Corrimano fisso sulla parete, meccanismo a ribalta sul lato libero.
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23 GRAZIE A TUTTI
LE BARRIERE ARCHITETTONICHE
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