abbattimento delle Barriere Architettoniche
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- Domenico Pellegrino
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1 Laurea Specialistica in Ingegneria Edile abbattimento delle Barriere Architettoniche Progettazione e sicurezza dei luoghi di lavoro
2 Disabili Il primo provvedimento italiano inerente le barriere architettoniche risale ad una circolare del A partire da questo si sono avuti fino ad oggi più di 45 provvedimenti normativi che hanno disciplinato la materia in ogni settore. La terminologia tecnica del soggetto verso il quale la norma era rivolta è stata oggetto di numerose variazioni sul tema: minorato fisico, mutilato e invalido civile, persona a ridotta capacità motoria, persona handicappata, disabile.
3 Disabili Disabili possiamo essere tutti: temporaneamente limitatamente gradualmente Forte miopia, soffrire di vertigini, problemi cardiaci possono essere delle limitazioni della capacità motoria, percettiva siamo assimilabili a disabili nelle situazioni di panico, in presenza di fumo nell ambiente
4 Indice 1- Quadro legislativo 2- Linee guida 3- Individuazione dell utenza 4- Cosa sono le barriere architettoniche 5- Luoghi di lavoro e barriere architettoniche 6- Criteri dimensionali e prestazionali
5 Quadro legislativo Oggi sono tre i principali testi di legge applicabili in materia ad edifici esistenti e di nuova costruzione: 1- legge 13/89 e relativo D.M. 236/89 di attuazione Si applicano agli edifici privati, privati aperti al pubblico, edifici residenziali di ogni tipo e agli spazi esterni di pertinenza. Prestazionalità della norma: non ci sono prescrizioni dimensionali rigide. Individuato l obiettivo della fruibilità di uno spazio (requisito), esso è raggiungibile attraverso molteplici soluzioni tecnico progettuali e distributive (caratteristica prestazionale). Da dimostrare con elaborati, anche in deroga alle indicazioni proposte. Approccio valido per l intervento in edifici storico-monumentali
6 Quadro legislativo 2- legge 104/92 (legge quadro) Ordina la materia legislativa in modo organico Estende il campo di applicazione anche agli interventi edilizi di minor entità sul patrimonio esistente pubblico o privato aperto al pubblico ( opere interne, restauro, manutenzione straordinaria ) anche limitatamente alla porzione di edificio oggetto di intervento. Sono previste sanzioni (anche penali) per inadempienze e carenze relative all accessibilità degli edifici di uso pubblico. Sono considerati responsabili: il progettista il direttore lavori il sindaco o l ufficio tecnico l impresa costruttrice il collaudatore
7 Quadro legislativo 3- D.P.R. 503/96 Si disciplinano: edifici, spazi e servizi pubblici di nuova costruzione, esistenti, di carattere temporaneo ed anche il solo cambio di destinazione in favore di un uso pubblico. Ogni luogo pubblico deve essere fruibile da chiunque. Si supera la definizione didisabile. Le caratteristiche prestazionali degli spazi sono ricollegate a quelle del D.M. 236/89. Si unificano gli ambiti PUBBLICO e PRIVATO.
8 Quadro legislativo LEGGE REGIONE TOSCANA 9 SETTEMBRE 1991, N.47 NORME SULL'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE. NEW 4- Decreto del Presidente della Giunta Regionale 29 luglio 2009, n. 41/R Regolamento di attuazione dell articolo 37, comma 2, lettera g) e comma 3 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio) in materia di barriere architettoniche LR 1/2005 Art 37 comma 2: La qualità urbana, ambientale, edilizia e di accessibilità del territorio di cui al comma 1 è definita in riferimento: [ ] g) all eliminazione delle barriere architettoniche ed urbanistiche in conformità con quanto previsto dalla legge regionale 9 settembre 1991, n. 47 Il regolamento stabilisce parametri di riferimento per i comuni, diretti ad assicurare l eliminazione delle barriere architettoniche ed urbanistiche, in conformità con quanto previsto dalla legge regionale 9 settembre 1991, n. 47 (Norme sull eliminazione delle barriere architettoniche)
9 Quadro legislativo 1- legge 13/89 e relativo D.M. 236/89 di attuazione 2-3-? legge 104/92 (legge quadro) D.P.R. 503/96 Circolare 4089/68 legge 118/61 D.M. 18 dicembre 1975 Sovrapposizioni Contraddizioni Refusi Obsolescenza Prevale la norma più recente: prestazionale
10 Campo di applicazione Quadro legislativo Validità congiunta delle 3 normative di carattere generale Ogni edificio, attrezzatura o spazio di nuova costruzione e ogni intervento edilizio su edifici esistenti pubblici o aperti al pubblico, è soggetto all applicazione di precise normative in materia di barriere architettoniche ESEMPIO Edifici privati aperti al pubblico e spazi esterni di pertinenza [L. 13/89,art. 1- D.M. 236/89,art.1 L. 104/92 art. 24] Rientrano nel campo di applicazione del D.M. 236/89 gli interventi di nuova edificazione e ogni intervento su edifici esistenti. Sono compresi tutti gli interventi minori (opere interne, menutenzioni straordinarie, etc ) Rientrano nel campo di applicazione le parti di edifici sedi di riunioni o spettacoli, anche di carattere temporaneo.
11 Quadro legislativo DEFINIZIONI Introdotte nella legge 13/89 e fatte proprie dai testi successivi ACCESSIBILITA si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l edificio e le singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia [D.M. 236/89, art. 2 lettera g] E il livello più alto; indica una completa fruibilità dello spazio. Con l accessibilità si deve consentire anche a persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali la possibilità di accedere a uno spazio, un edificio, un servizio, e fruirne, muoversi liberamente al suo interno in sicurezza e autonomia, sostare, trovarvi servizi igienici, parcheggiare la propria auto. Sono necessarie la totale assenza di barriere architettoniche e la presenza di adeguati strumenti di ausilio e orientamento.
12 Quadro legislativo VISITABILITA si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizi, incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta [D.M. 236/89, art. 2 lettera h] E il livello intermedio; indica una condizione inferiore alla visitabilità. E stato concepito per quegli spazi ed edifici che non sono completamente accessibili, ma lo sono in parte. Edifici che sono però accessibili nella parte più importante, più interessante, quella dove si svolge l attività che denomina o connota l edificio stesso. La visitabilità è un livello di accessibilità limitato a una parte più o meno estesa dell edificio che consente comunque ogni tipo di relazione fondamentale indifferentemente ad ogni tipo di persona.
13 Quadro legislativo ADATTABILITA si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente e agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale [D.M. 236/89, art. 2 lettera i ] E adattabile ciò che oggi non risponde ai requisiti di accessibilità o visitabilità, ma che modificando nel tempo a costi limitati lo potrà o dovrà essere. Un unità immobiliare è adattabile se questa può essere resa idonea alle necessità di persone con ridotte o impedite capacità motorie tramite l esecuzione di lavori che non modificano né la struttura portante né la rete degli impianti comuni. Attenzione agli impianti di sollevamento!
14 Linee guida Le definizioni precedenti trovano facile applicazione nelle nuove costruzioni Ma è sempre possibile mettere a norma l esistente? In teoria la risposta è sì in pratica si ritiene che, in special modo per spazi ed edifici pubblici, debbano essere cercate tutte le soluzioni più compatibili e non devastanti per una fruizione intelligente. Vi sono casi in cui è del tutto necessario un adeguamento completo, ma vi sono anche casi in cui è possibile pensare ad una ragionevole e accettabile limitazione.
15 Linee guida In generale gli spazi e gli edifici non hanno tutti gli stessi obblighi. Ci sono differenze dovute: alla natura della proprietà alla funzione e all utilizzo Proprietà pubblica privata ACCESSIBILE Funzione? EX: ufficio pubblico in proprietà privata = ACCESSIBILE EX: ufficio privato aperto al pubblico è normato come privato accessibile visitabile adattabile
16 Linee guida EDIFICI E SPAZI PUBBLICI ACCESSIBILI EX: edilizia residenziale pubblica Si soddisfa l accessibilità se, oltre alle parti comuni, almeno il 5% degli alloggi previsti nell intervento (con un minimo di uno) è accessibile. Tutti gli altri alloggi dovranno essere visitabili.
17 Linee guida EDIFICI PRIVATI, PRIVATI APERTI AL PUBBLICO SPAZI ESTERNI Devono essere accessibili tutti gli spazi esterni, coperti o scoperti, di pertinenza dell edificio ed in particolare quelli interposti tra l edificio e la viabilità pubblica. Il requisito è verificato se esiste anche un solo percorso accessibile tra il confine sulla pubblica via e la soglia di ingresso. OLTRE LA SOGLIA Tutti gli spazi comuni (hall di ingresso, atri, vestiboli, accessi alla distribuzione verticale comune) devono essere accessibili. Scala qualitativa di fruibilità in relazione all importanza sociale dell edificio
18 Linee guida EDIFICI PRIVATI, PRIVATI APERTI AL PUBBLICO ACCESSIBILI scuole, strutture sportive, sanitarie, culturali VISITABILI edifici aperti al pubblico, quali: cinema, teatri, auditorium, circoli privati, ristoranti, trattorie, bar negozi, alberghi, campeggi, pensioni, banche, chiese, grandi magazzini ADATTABILI edifici residenziali unifamiliari e plurifamiliari se privi di parti comuni, luoghi di lavoro non aperti al pubblico Per le residenze private il riferimento è principalmente alla nuova costruzione, per la quale è richiesta la visitabilità di tutti gli alloggi.
19 Linee guida EDIFICI PRIVATI, PRIVATI APERTI AL PUBBLICO Gli edifici privati sedi di aziende o imprese soggette al collocamento obbligatorio devono essere rese accessibili quale che sia il livello qualitativo già ottenuto (adattabilità o visitabilità). L adeguamento richiesto è il raggiungimento dell accessibilità di tutti i settori produttivi, degli uffici amministrativi e di almeno un servizio igienico per ogni nucleo di servizi previsto. Deve essere inoltre garantita la fruibilità delle mense, degli spogliatoi, dei luoghi ricreativi e di tutti i servizi di pertinenza.
20 Linee guida EDIFICI PRIVATI, PRIVATI APERTI AL PUBBLICO COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO Introdotto in Italia con la legge 482/68, con la quale si impegnavano i settori produttivi privati e gli enti pubblici ad assunzioni di soggetti con handicap. I datori di lavoro privati con complessivamente alle loro dipendenze più di 35 dipendenti tra operai e impiegati, ad esclusione degli apprendisti e gli enti pubblici che abbiano più di 35 dipendenti sono soggetti al collocamento obbligatorio. Sono sollevate dalle assunzioni obbligatorie aziende, pubbliche e private, quali: ferrovie, imprese di navigazione marittima e aerea, imprese di pubblici trasporti (anche in concessione) limitatamente al personale viaggiante.
21 Linee guida VISITABILITA CONDIZIONATA Negli edifici, unità immobiliari o ambientali aperti al pubblico esistenti, che non vengano sottoposti a ristrutturazione e che non siano in tutto o in parte rispondenti ai criteri per l accessibilità [ ], ma nei quali esista la possibilità di fruizione mediante personale di aiuto anche per le persone a ridotta o impedita capacità motoria, deve essere posto in prossimità dell ingresso un apposito pulsante di chiamata [ ] [D.M. 236/89, art. 5 comma 7] Un qualsiasi esercizio commerciale di natura privata che basa il suo ricavo sulla prerogativa di essere aperto al pubblico, per la legge deve essere visitabile. Ma la legge consente agli esercizi commerciali con superficie minore di 250 mq di non avere l obbligo del servizio igienico accessibile.
22 Linee guida VISITABILITA CONDIZIONATA EX 1: I negozi privati non sono soggetti alla normativa finché non compiono una trasformazione edilizia, anche minima. Finché non compiono questo atto basta che siano dotati del pulsante di chiamata all ingresso. EX2: Se ci fosse una volontà di adeguamento ma una sostanziale impossibilità fisica e/o tecnica di raggiungere i requisiti di visitabilità, si dovrà prevedere la fruizione assistita.
23 Individuazione dell utenza Progettazione come processo di sintesi in cui lo spazio viene messo in relazione con l uomo e le sue esigenze funzionali. Solitamente si fa riferimento (dal punto di vista dimensionale e prestazionale) all uomo medio. Si adotta un utenza composta di individui standard. Utenza ampliata Riferimento più astratto ma più valido. Si considerano quelle caratteristiche prestazionali dell uomo che generano difficoltà nella fruizione di un ambiente costruito.
24 Individuazione dell utenza Caratteristiche che definiscono lo standard ampliato ed influiscono nell attività progettuale Elevata dimensione in larghezza/ magrezza e gracilità Elevata o limitata dimensione in altezza Difficoltà di estensione in alto Difficoltà di flessione e di presa in basso Difficoltà nell uso delle gambe Difficoltà di estensione a lato o in profondità
25 Cosa sono le barriere architettoniche? A- ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque e in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea B- ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti C- mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, gli ipovedenti e per i sordi DIFFICILE DEFINIRLE IN MODO UNIVOCO Barriera architettonica è ciò che comporta: impossibilità nella fruizione disagio nella fruizione pericolo nella fruizione
26 Cosa sono le barriere architettoniche?
27 Sicurezza nei luoghi di lavoro per l utenza ampliata D.Lgs 81/08 e barriere architettoniche TITOLO II: LUOGHI DI LAVORO Art. 63 Requisiti di salute e sicurezza 1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell allegato IV. 2. I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, dei lavoratori disabili. 3. L'obbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, le scale, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati ed occupati direttamente da lavoratori disabili.
28 Sicurezza nei luoghi di lavoro per l utenza ampliata D.Lgs 81/08 e barriere architettoniche TITOLO II: LUOGHI DI LAVORO segue. 4. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1 gennaio 1993; in ogni caso devono essere adottate misure idonee a consentire la mobilità e l'utilizzazione dei servizi sanitari e di igiene personale. 5. Ove vincoli urbanistici o architettonici ostino agli adempimenti di cui al comma 1 il datore di lavoro, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e previa autorizzazione dell'organo di vigilanza territorialmente competente, adotta le misure alternative che garantiscono un livello di sicurezza equivalente.
29 Sicurezza nei luoghi di lavoro per l utenza ampliata D.Lgs 81/08 e barriere architettoniche Il D.Lgs 81/08 non si dovrebbe applicare: agli edifici pubblici (rientrano nel D.P.R. 503/96 e nella 104/92) agli edifici privati (rientrano nel D.M. 236/89) agli edifici privati aperti al pubblico, una volta resi accessibili in seguito all applicazione della legge 104/92 Il D.Lgs 81/08 si applica agli edifici che non abbiano mai avuto l obbligo di essere accessibili (ex: struttura lavorativa privata costruita prima del 1989) e solo nel caso vi siano impiegati lavoratori disabili.
30 Sicurezza nei luoghi di lavoro per l utenza ampliata D.Lgs 81/08 e barriere architettoniche Per l adeguamento dei luoghi di lavoro in presenza di lavoratori portatori di handicap, bisogna distinguere tra l adeguamento per la prevenzione infortuni e quello per l igiene del lavoro ADEGUAMENTO PER LA PREVENZIONE INFORTUNI vie e uscite di emergenza porte e portoni vie di circolazione, zone i pericolo, pavimenti e passaggi posti di lavoro e di passaggio e luoghi di lavoro esterni
31 Sicurezza nei luoghi di lavoro per l utenza ampliata D.Lgs 81/08 e barriere architettoniche ADEGUAMENT I PER L IGIENE DEL LAVORO aerazione dei luoghi di lavoro temperatura dei locali illuminazione naturale e artificiale pavimenti, muri, soffitti, finestre locali di riposo spogliatoi e armadi per il vestiario docce gabinetti e lavabi
32 Criteri dimensionali e prestazionali
33 Criteri dimensionali e prestazionali
34 Criteri dimensionali e prestazionali ARREDI FISSI Devono essere assicurati i requisiti: adeguati spazi tra di essi sagome prive di spigoli vivi o taglienti consentire agevole utilizzo delle attrezzature
35 Criteri dimensionali e prestazionali ARREDI FISSI
36 Criteri dimensionali e prestazionali ARREDI FISSI
37 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche accesso di edificio: Ln 80cm PORTE Ln = luce netta accesso di unità immobiliare: Ln 80cm porte interne alloggio: Ln 75cm dimensione anta apribile 120cm nei servizi igieni porta scorrevole o apribile verso l esterno vetri ad almeno 40 cm dal pavimento maniglie a leva 85 cm < h maniglia < 95 cm
38 Criteri dimensionali e prestazionali PORTE Le porte girevoli sono considerate inaccessibili
39 Criteri dimensionali e prestazionali Spazi antistanti e retrostanti la porta PORTE
40 Criteri dimensionali e prestazionali PORTE segue
41 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche percorsi esterni: dislivello max 15 cm pendenza max 15% DISLIVELLI e RAMPE non accessibile mediante rampe dislivello > 3,2 m pendenza 8% nei casi di adeguamento ammesse pendenze fino a 12% con rampe che rispettino il grafico
42 Criteri dimensionali e prestazionali DISLIVELLI e RAMPE segue ogni 10m o in corrispondenza di porte ripiani orizzontali di dim. min. 1,5x1,5m (o 1,7x1,4m) rampe con andamento regolare e omogeneo larghezza minima rampe: 90cm 150cm (per incrocio di due persone o accesso agli edifici)
43 Criteri dimensionali e prestazionali DISLIVELLI e RAMPE segue parapetto alto almeno 1m e non attraversabile da una sfera di 10cm di diametro se parapetto non pieno: cordolo di almeno 10cm corrimano su entrambi i lati 90cm < h corrimano < 100cm
44 architettura e rampe
45 Guggenheim a New York
46 Lingotto a Torino
47 Musei Vaticani a Roma
48 Mole Antonelliana a Torino
49 Reichstag a Berlino
50 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche SCALE
51 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche SCALE
52 Dimensioni e caratteristiche larghezza rampe: Criteri dimensionali e prestazionali SCALE min. 120 cm per le scale di parti comuni di edifici privati e in edifici pubblici o privati aperti al pubblico min. 80 cm per scale ad uso privato per larghezze superiori a 6m: corrimano centrale
53 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche SCALE
54 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche SCALE
55 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche SCALE
56 Criteri dimensionali e prestazionali ASCENSORI Installazione obbligatoria per edifici residenziali con più di tre livelli Nuova edificazione non residenziale Nuova edificazione residenziale
57 Criteri dimensionali e prestazionali ASCENSORI Adeguamento edifici esistenti
58 Criteri dimensionali e prestazionali ASCENSORI Caratteristiche costruttive
59 Criteri dimensionali e prestazionali SERVOSCALA Da installarsi
60 Criteri dimensionali e prestazionali SERVOSCALA
61 Criteri dimensionali e prestazionali PIATTAFORME ELEVATRICI
62 Dimensioni e caratteristiche Collocazione e caratteristiche di vaso o bidet Criteri dimensionali e prestazionali SERVIZI IGIENICI
63 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche SERVIZI IGIENICI Collocazione e caratteristiche del lavabo
64 Criteri dimensionali e prestazionali Dimensioni e caratteristiche SERVIZI IGIENICI Collocazione e caratteristiche della doccia
65 Criteri dimensionali e prestazionali SERVIZI IGIENICI Servizi igienici accessibili in edifici pubblici o aperti al pubblico porte scorrevoli o ad apertura verso l interno dotazione minima di 1 lavabo e 1 lavabo con gli spazi di accostamento adeguato campanello di emergenza in prossimità del vaso
66 Criteri dimensionali e prestazionali SERVIZI IGIENICI Negli edifici pubblici deve esserci almeno un servizio igienico accessibili per ogni nucleo di servizi installato
67 Criteri dimensionali e prestazionali SERVIZI IGIENICI
68 Criteri dimensionali e prestazionali PARCHEGGI
69 Criteri dimensionali e prestazionali PARCHEGGI
70 Criteri dimensionali e prestazionali PARCHEGGI
71 Criteri dimensionali e prestazionali PARCHEGGI
72 Criteri dimensionali e prestazionali PARCHEGGI
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