GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA

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1 REPUBBLICA ITALIANA Anno 69 - Numero 55 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA PARTE PRIMA Palermo - Giovedì, 31 dicembre 2015 SI PUBBLICA DI REGOLA IL VENERDIʼ Sped. in a.p., comma 20/c, art. 2, l. n. 662/96 - Filiale di Palermo DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE: VIA CALTANISSETTA 2-E, PALERMO INFORMAZIONI TEL. 091/ ABBONAMENTI TEL. 091/ INSERZIONI TEL. 091/ FAX 091/ POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC) [email protected] La Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (Parte prima per intero e i contenuti più rilevanti degli altri due fascicoli per estratto) è consultabile presso il sito Internet: accessibile anche dal sito ufficiale della Regione AVVISO AGLI ABBONATI I canoni di abbonamento alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per l anno 2016 sono indicati in ultima pagina. Con la fine dell anno verranno a scadere gli abbonamenti per il 2015 e, conseguentemente, cesserà l invio della Gazzetta agli abbonati. Fermo restando che gli abbonamenti per l intero anno 2016 o per il 1 semestre potranno essere rinnovati entro il 31 gen - naio p.v., si avverte che, ove si voglia evitare soluzione nella continuità dell invio, sarà necessario provvedere al versamento dell importo dell abbonamento nel più breve tempo possibile, inviando con sollecitudine l attestazione di versamento all Amministrazione della Gazzetta. DECRETI ASSESSORIALI Assessorato dellʼagricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea DECRETO 5 ottobre Approvazione di modifica ed integrazione alla graduatoria definitiva ed all elenco definitivo delle domande di aiuto non ammissibili presentate ai sensi del bando 2009/2011, 3^ sottofase, misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole del PSR Sicilia 2007/ pag. 3 Assessorato dellʼeconomia DECRETO 14 ottobre Variazioni al bilancio della Regione per l esercizio finanziario pag. 6 Assessorato delle infrastrutture e della mobilità DECRETO 9 dicembre Nuovi limiti massimi di costo per gli interventi di edilizia residenziale sociale pag. 7 Assessorato dellʼistruzione e della formazione professionale SOMMARIO DECRETO 11 dicembre Atto integrativo, approvativo degli ulteriori inserimenti al D.D.S. n. 678 del 13 febbraio 2015, ai sensi dell'art. 12 del D.D.G. n dell 1 agosto 2014 Decreto di aggiornamento dell'albo regionale del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre pag. 13 DECRETO 2 dicembre Assessorato della salute Organizzazione e sviluppo della rete locale di cure palliative pag. 26 Assessorato del territorio e dellʼambiente DECRETO 20 ottobre Istituzione di biglietti e servizi a pagamento nelle aree naturali protette pag. 50 DECRETO 16 dicembre Direttive sui contenuti delle autorizzazioni rilasciate ai sensi della Parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii., in relazione alle competenze che si intestano al sindaco ed all autorità sanitaria in riferimento alle esigenze di tutela della salute pubblica discendenti dagli artt. 216 e 217 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n e ss.mm.ii., ed all attuazione delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n pag. 52

2 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 DISPOSIZIONI E COMUNICATI Assessorato dell agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea: Provvedimenti concernenti liquidazione dello stato di avanzamento dei progetti utilmente inseriti nella graduatoria definitiva, inerente al bando della misura 3.4 FEP 2007/2013: Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori pag. 56 Assessorato delle attività produttive: Provvedimenti concernenti modifica di decreti del 22 maggio 2012, relativi alla concessione di contributi in via provvisoria per la realizzazione di piani di filiera pag. 56 Provvedimenti concernenti scioglimento di cooperative con sede nella provincia di Palermo pag. 56 Nomina del commissario liquidatore dell Ente autonomo Fiera di Messina pag. 56 Assessorato dell economia: Rinnovo di una convenzione per la riscossione delle tasse automobilistiche nella Regione siciliana pag. 57 Assessorato dell energia e dei servizi di pubblica utilità: Provvedimenti concernenti rideterminazione di contributi di cui all avviso pubblico per la concessione delle agevolazioni agli enti locali ed altri soggetti pubblici - linee d intervento e , asse II, del PO FESR 2007/ pag. 57 Revoca del contributo concesso al comune di Caltanissetta per la realizzazione di un progetto a valere sulla linea d intervento del PO FESR 2007/2013. Attuazione asse VI Sviluppo urbano sostenibile. Seconda fase - seconda finestra. PIST 7 operazione n pag. 57 Rinnovo dell autorizzazione alla società Caltaqua S.p.A. per lo scarico di acque reflue urbane in uscita dall impianto di trattamento a servizio della rete fognaria del comune di Bompensiere pag. 57 Assessorato delle infrastrutture e della mobilità: Presa d atto della perizia di variante di un intervento relativo alla realizzazione di lavori nel comune di Castel di Iudica a valere sul P.O. FESR 2007/2013, obiettivo Attuazione asse VI Sviluppo urbano sostenibile pag. 58 Presa d atto della perizia di variante e suppletiva per la realizzazione di un progetto presso l aeroporto Falcone Borsellino di Palermo pag. 58 Assessorato dell istruzione e della formazione professionale: MIUR - Organismo intermedio nella gestione di attività del Programma operativo regionale Sicilia per il Fondo sociale europeo Obiettivo convergenza del FSE Comunicato relativo al D.D.G. n del 26 novembre pag. 58 Avviso pubblico n. 4/2015 Realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale seconda, terza e quarta annualità a.s.f. 2015/2016 Programma operativo della Regione siciliana Fondo sociale europeo Proroga del termine di scadenza per la presentazione delle domande pag. 58 Assessorato della salute: Approvazione di una convenzione stipulata tra l AIFA e la Regione siciliana, relativa all approvazione di progetti di farmacovigilanza pag. 58 Assessorato del territorio e dell ambiente Assessorato dell economia: Provvedimenti concernenti esclusione dal demanio marittimo di aree demaniali marittime site nei comuni di Giardini Naxos e di Taormina ed inclusione delle stesse nel patrimonio disponibile della Regione pag. 58 Assessorato del territorio e dell ambiente: Esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale di un nuovo impianto di depurazione a servizio della fascia di Agrigento e del comune di Favara.. pag. 58 Conferma dell incarico conferito al commissario ad acta presso il comune di Militello Val di Catania per la definizione degli adempimenti necessari alla trasmissione degli atti al consiglio comunale per l adozione del piano regolatore generale, del regolamento edilizio ed eventuali prescrizioni esecutive pag. 58 Conferma dell incarico conferito al commissario ad acta presso il comune di Aci Sant Antonio per il compimento degli atti necessari all approvazione del programma costruttivo delle cooperative Gardenia 86/1, Futura 83 e Orchidea pag. 59 Elenco aggiornato dei tecnici competenti in acustica - Legge 26 ottobre 1995, n pag. 59

3 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n DECRETI ASSESSORIALI ASSESSORATO DELLʼAGRICOLTURA, DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA DECRETO 5 ottobre Approvazione di modifica ed integrazione alla graduatoria definitiva ed all elenco definitivo delle domande di aiuto non ammissibili presentate ai sensi del bando 2009/2011, 3^ sottofase, misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole del PSR Sicilia 2007/2013. IL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELL AGRICOLTURA Visto lo Statuto della Regione; Visto il D.P.Reg. 28 febbraio 1979, n. 70, che approva il testo unico delle leggi sull'ordinamento del Governo e dell'amministrazione della Regione siciliana; Visto il regolamento CE n. 1290/2005 del Consiglio del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune; Visto il regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e s.m.i.; Visto il regolamento CE n. 1974/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006, recante disposizioni di applicazione del regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e s.m.i; Visto il regolamento UE n. 65/2011 della Commissione del 27 gennaio 2011 che stabilisce modalità di applicazione del regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio per quanto riguarda l attuazione delle procedure di controllo e della condizionalità per le misure di sostegno dello sviluppo rurale; Visto il regolamento CE n. 883/2006 della Commissione del 21 giugno 2006, recante modalità d'applicazione del regolamento CE n. 1290/2005 del Consiglio, per quanto riguarda la tenuta dei conti degli organismi pagatori, le dichiarazioni delle spese e delle entrate e le condizioni di rimborso delle spese nell'ambito del FEAGA e del FEASR; Visto il regolamento CE n. 885/2006 della Commissione del 21 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento CE n. 1290/2005 del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del FEASR; Vista la decisione C (2008) 735 del 18 febbraio 2008, con la quale la Commissione europea ha approvato il Programma di sviluppo rurale (PSR) della Sicilia per il periodo 2007/2013 e successive revisioni; Viste le decisioni C (2009) del 18 dicembre 2009, C (2012) 5008 del 18 luglio 2012 e C (2012) 9760 del 19 dicembre 2012, con le quali la Commissione europea ha approvato le modifiche del Programma di sviluppo rurale della Regione Sicilia per il periodo di programmazione ; Considerato che è attribuita al dirigente generale del Dipartimento regionale dell agricoltura (ex Dipartimento interventi strutturali per l agricoltura) la qualifica di autorità di gestione del programma medesimo; Visto il D.P. Reg. n dell 8 luglio 2015, con il quale è stato conferito al dott. Giovanni Bologna l incarico di dirigente generale ad interim del Dipartimento regionale dell agricoltura dell Assessorato regionale dell agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea in esecuzione della delibera di Giunta n. 176 del 3 luglio 2015; Visti i decreti legislativi 27 maggio 1999, n. 165 e 15 giugno 2000, n. 188, che attribuiscono all'agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), con sede in Roma, la qualifica di organismo pagatore delle disposizioni comunitarie a carico del FEAGA e del FEASR; Visto il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale degli interventi strutturali per l agricoltura n. 116 del 16 febbraio 2010, con il quale viene approvato il Protocollo d intesa stipulato in Roma, in data 9 febbraio 2010 tra l Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari e AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) avente ad oggetto la delega, da parte di AGEA alla Regione siciliana, per l esecuzione di alcune fasi delle proprie funzioni di autorizzazione dei pagamenti e controllo nell ambito del PSR della Sicilia per il periodo 2007/2013; Visto il decreto del dirigente generale del Dipartimento interventi strutturali n. 880 del 27 maggio 2009, relativo all approvazione delle Disposizioni attuative e procedurali misure a investimento del Programma di sviluppo rurale della Sicilia 2007/2013, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (p. I) n. 28 del 19 giugno 2009 (n. 24) e s. m. e i. (D.D.G. n. 403/2010, D.D.G. n. 652/2010, D.D.G. n. 2605/2010, D.D.G. n. 1089/2011, D.D.G. n. 2659/2011, D.D.G. n. 2658/2012, D.D.G. n del 18 luglio 2013 e D.D.G. n del 29 settembre 2014); Visto il decreto del dirigente generale del Dipartimento interventi strutturali n. 882 del 27 maggio 2009, relativo all approvazione delle Disposizioni attuative parte specifica misura 121 Programma di sviluppo rurale della Sicilia 2007/2013, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (p. I) n. 28 del 19 giugno 2009 (n. 24) e s. m. e i. (D.D.G. n del 5 agosto 2009, D.D.G. n. 383 del 29 aprile 2010 e D.D.G. n del 17 dicembre 2010); Visto il bando pubblico relativo alla misura 121 del PSR Sicilia Ammodernamento delle aziende agricole, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (p. I) n. 28 del 19 giugno 2009 (n. 24) e s. m. e i. (rettifica ed errata-corrige, Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 38/2009); Visto il decreto del dirigente generale del Dipartimento interventi strutturali n del 15 maggio 2013, con il quale è stata approvata la graduatoria definitiva delle domande di aiuto ammissibili Allegato A e gli elenchi definitivi delle domande di aiuto non ricevibili Allegato B e non ammissibili Allegato C presentate ai sensi bando 2009/2011, 3^ sottofase, misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole del PSR Sicilia 2007/2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 37 del 9 agosto 2013; Visto il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell agricoltura n del 7

4 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 luglio 2015, in corso di registrazione alla Corte dei conti, con il quale è stata approvata la modifica e l'integrazione alla graduatoria definitiva delle domande di aiuto ammissibili Allegato A e agli elenchi definitivi delle domande di aiuto non ricevibili Allegato B e non ammissibili Allegato C, di cui al precedente decreto n. 2092/2013; Considerato che la domanda di aiuto n presentata dalla ditta Messina Giovanni Eudes Maria era stata inserita nell'elenco delle domande di aiuto non ricevibili di cui al D.D.G. n. 2092/2013; Considerate le osservazioni presentate dalla ditta e pervenute con nota prot del 3 settembre 2013; Visto il verbale della commissione, istituita con nota prot. n del 19 novembre 2013, che ha accolto le osservazioni presentate dalla ditta; Visto il verbale di verifica delle condizioni di ammissibilità della domanda di aiuto e di valutazione punteggio, redatto dall'u.s.a. di Catania; Considerato che la domanda di aiuto è stata inserita nell'elenco delle domande di aiuto non ammissibili di cui al D.D.G. n. 4535/2015, in corso di registrazione alla Corte dei conti; Considerato che la ditta ha presentato istanza di riesame avverso le motivazioni di non ammissibilità; Vista la nota prot. n del 9 settembre 2015, con cui l'ufficio servizio agricoltura di Catania, a seguito di un ulteriore approfondimento inerente ai requisiti posseduti dalla ditta, ha proposto di inserire in autotutela la domanda di aiuto n presentata dalla stessa nella graduatoria delle domande di aiuto ammissibili, con il punteggio pari a 28; Considerato che, a seguito dell accoglimento delle motivazioni espresse si deve procedere all inserimento nella graduatoria delle domande di aiuto ammissibili, 3^ sottofase, del bando 2009/2011 della seguente domanda di aiuto: n presentata dalla ditta Messina Giovanni Eudes Maria con il punteggio di 28 su 28 autoattribuiti; Ritenuto di dovere apportare in autotutela le opportune modifiche e integrazioni alla graduatoria definitiva delle domande di aiuto ammissibili Allegato A e all elenco definitivo delle domande di aiuto non ammissibili Allegato C, di cui al citato decreto del dirigente generale n del 7 luglio 2015; Visto l'art. 68 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 obbligo di pubblicazione decreti; Ai termini delle vigenti disposizioni; Decreta: Art. 1 Per le finalità citate in premessa, si determina in autotutela l ammissione della seguente domanda di aiuto nella graduatoria delle domande di aiuto Allegato A inerenti al bando 2009/2011, 3^ sottofase, misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole del PSR Sicilia 2007/2013, di cui al decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell agricoltura n del 7 luglio 2015, in corso di registrazione alla Corte dei conti: - n presentata dalla ditta Messina Giovanni Eudes Maria con il punteggio di 28 su 28 autoattribuiti, inserimento nella graduatoria in posizione 2758 bis. Art. 2 È approvata in autotutela la modifica e l integrazione alla graduatoria definitiva delle domande di aiuto ammissibili Allegato A e all'elenco definitivo delle domande di aiuto non ammissibili Allegato C inerenti al bando 2009/2011 3^ sottofase misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole del PSR Sicilia 2007/2013, di cui al decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell agricoltura n del 7 luglio 2015, con l eliminazione della domanda di aiuto di cui all art. 1 dall elenco delle domande di aiuto non ammissibili e con l inserimento della stessa domanda nella graduatoria delle domande ammissibili, secondo l elenco allegato al presente provvedimento. Art. 3 Il presente decreto ed il relativo elenco allegato di cui all'art. 2 saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e nel sito istituzionale PSR Sicilia 2007/2013 e dell Assessorato. Art. 4 La pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana assolve all obbligo della comunicazione, ai sensi della legge n. 241 del 7 agosto 1990 e della legge regionale n. 10 del 30 aprile 1991 e s.m. e i. Art. 5 Al finanziamento della domanda di aiuto ammissibile di cui all'art. 1 si farà fronte con le risorse pubbliche disponibili dalla dotazione iniziale del bando, dalla dotazione finanziaria della misura in argomento e con le risorse assegnate dall autorità di gestione, di cui alla nota prot. n del 17 marzo 2015, pari a ,00 più le economie generate, nel rispetto del relativo posizionamento in graduatoria; con successiva nota prot. n del 30 luglio 2015 la stessa autorità di gestione ha disposto il finanziamento di tutte le domande di aiuto inserite nella graduatoria allegato A approvata con D.D.G. n. 2092/2013 e s.m.i. di cui al D.D.G. n. 4535/2015. Art. 6 Per quanto non previsto nel presente decreto, si farà riferimento al precitato decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell agricoltura n. 2092/2013, al D.D.G. n. 4535/2015, alle disposizioni attuative e procedurali misure a investimento, alle disposizioni attuative parte specifica misura 121 e al bando pubblico relativo alla misura 121 del PSR Sicilia , pubblicato sul S.O. alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (p. I) n. 28 del 19 giugno 2009 (n. 24) e successive modifiche ed integrazioni. Il presente provvedimento sarà trasmesso alla Corte dei conti per il prescritto controllo preventivo di legittimità. Palermo, 5 ottobre BOLOGNA Registrato alla Corte dei conti, sezione controllo per la Regione siciliana, addì 23 novembre 2015, reg. n. 16, Assessorato dell agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, fg. n. 282.

5 Allegato MISURA 121, BANDO 2009/2011, 3 a SOTTOFASE MODIFICA E INTEGRAZIONE GRADUATORIA DEFINITIVA ED ELENCO DOMANDE DI AIUTO NON AMMISSIBILI GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n ( )003

6 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 ASSESSORATO DELLʼECONOMIA DECRETO 14 ottobre Variazioni al bilancio della Regione per l esercizio finanziario IL RAGIONIERE GENERALE DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLA REGIONE Visto lo Statuto della Regione; Visto il D.P.Reg. 28 febbraio 1979, n. 70, che approva il testo unico delle leggi sull ordinamento del Governo e dell Amministrazione della Regione siciliana; Vista la legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modificazioni ed integrazioni; Vista la legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni ed, in particolare, il comma 1, lett. a), dell articolo 36, che autorizza il ragioniere generale della Regione ad effettuare variazioni di bilancio per l attuazione di leggi della Regione nonché di leggi ed altri provvedimenti dello Stato, dell Unione europea e di altri organismi che dispongono interventi in favore della Regione; Visto il D.lgs. 23 giugno 2011, n. 118 Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modifiche ed integrazioni; Visto l articolo 11 della legge regionale 13 gennaio 2015, n. 3, secondo il quale, a decorrere dall 1 gennaio 2015, la Regione applica le disposizioni del sopra citato decreto legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed integrazioni, secondo quanto previsto dallo stesso articolo 11; Vista la legge regionale 7 maggio 2015, n. 10, che approva il bilancio della Regione siciliana per l esercizio finanziario 2015 e per il triennio ; Visto il decreto dell Assessore regionale per l economia n del 15 maggio 2015, con cui, ai fini della gestione e rendicontazione, le unità previsionali di base sono ripartite, per gli anni finanziari 2015, 2016 e 2017, in capitoli e, ove necessario, in articoli; Vista la nota prot. n del 28 settembre 2015, con la quale il Dipartimento della pesca mediterranea dell Assessorato dell agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea chiede l iscrizione della somma complessiva di ,33, di cui all elenco degli incassi (Allegato A) allegato al decreto di accertamento n. 842 del 28 settembre 2015, sul capitolo di spesa onde consentire il pagamento delle spese connesse all attività ed alla gestione dello spazio del Cluster Bio-mediterraneo nell ambito della manifestazione EXPO 2015; Considerato che risulta acquisita all erario regionale in data 25 settembre 2015 la somma di ,37 (al netto delle spese bancarie) al capitolo di entrata n capo XX - quietanza n ; Visto il decreto di accertamento delle somme in entrata n. 842 del 28 settembre 2015 del Dipartimento della pesca mediterranea, dal quale si evince l importo di ,73 quale riscontro cassa per il periodo dal 13 agosto 2015 al 23 settembre 2015 e l importo di 84,36 quali somme relative alle spese di gestione bancaria a seguito della transazione effettuata sul c/c acceso da parte del Dipartimento pesca quale responsabile unico del progetto citato, presso SETEFI società del Gruppo Intesa Sanpaolo S.p.A. in favore della tesoreria unica della Regione siciliana; Ritenuto, per quanto sopra premesso, di apportare al bilancio della Regione per l esercizio finanziario 2015 ed alla relativa ripartizione in capitoli, di cui al decreto dell Assessore regionale per l economia n. 1149/2015, la variazione complessiva di ,73 di cui ,37 pari alle somme effettivamente introitate ed 84,36 relative alle spese bancarie di cui al citato decreto di accertamento e per le quali si provvederà con mandato verde al relativo versamento in entrata, occorrenti per l attuazione degli interventi connessi al Cluster Bio-mediterraneo; Decreta: Art. 1 Negli stati di previsione dell entrata e della spesa del bilancio della Regione siciliana e nella relativa ripartizione in capitoli, di cui al citato decreto dell Assessore per l economia n. 1149/2015, sono introdotte, per l esercizio finanziario 2015, le seguenti variazioni, in termini di competenza: ASSESSORATO REGIONALE DELL AGRICOLTURA, DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA RUBRICA 4 - Dipartimento regionale della pesca mediterranea TITOLO 1 - Entrate correnti AGGREGATO ECONOMICO 5 - Trasferimenti correnti U.P.B Altri trasferimenti correnti ,73 di cui al capitolo: 3695 Entrate connesse al Cluster Bio-mediterraneo ,73 TITOLO AGGREGATO ECONOMICO 1 - Spese correnti DENOMINAZIONE 3 - Spese per interventi di parte corrente Variazioni

7 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n U.P.B Interventi diversi ,73 di cui al capitolo: Spese per l attuazione e gestione del Cluster Bio-mediterraneo ,73 Art. 2 Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e sarà pubblicato nel sito internet della Regione siciliana ai sensi della legge regionale n. 21 del 12 agosto 2014, art. 68, comma 5, e successive modifiche ed integrazioni. ( )017 Palermo, 14 ottobre ASSESSORATO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ DECRETO 9 dicembre Nuovi limiti massimi di costo per gli interventi di edilizia residenziale sociale. IL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELLE INFRASTRUTTURE, DELLA MOBILITÀ E DEI TRASPORTI Visto lo Statuto della Regione; Vista la legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive modifiche ed integrazioni e, in particolare, l art. 4, lettera g), che dispone che le Regioni provvedono a definire i costi massimi ammissibili, nell ambito dei limiti stabiliti dal comitato per l edilizia residenziale presso il Ministero dei lavori pubblici; Vista la legge 17 febbraio 1992, n. 179; Vista la legge 8 febbraio 2001, n. 21; Viste le leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79 e 5 dicembre 1977, n. 95, recanti norme per l incentivazione dell attività delle cooperative edilizie; Vista la legge 24 luglio 1997, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni; Visto il decreto ministeriale 5 agosto 1994 del Ministero dei lavori pubblici, contenente le «Determinazioni dei limiti massimi di costo per gli interventi di edilizia residenziale sovvenzionata e di edilizia residenziale agevolata»; Vista la circolare 16 gennaio 1995, n. 28/Segr. del Ministero dei lavori pubblici, inerente il sopracitato decreto ministeriale 5 agosto 1994; Vista la circolare 9 gennaio 1996, n. 218/24/3 del Ministero dei lavori pubblici; Visto il decreto dell Assessore per i lavori pubblici 5 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, con il quale si è proceduto alla Determinazione dei limiti massimi di casto per gli interventi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata... Visto il decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti 22 aprile 2008, avente ad oggetto Definizione di alloggio sociale ai fini dell esenzione dall obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008; Visto il decreto dell Assessore per le infrastrutture e la mobilità 7 luglio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana 23 luglio 2010, n. 33, che definisce le caratteristiche tecniche costruttive per gli interventi di SAMMARTANO bioedilizia di cui all art. 3 della legge regionale 23 marzo 2010, n. 6; Visto il decreto 27 febbraio 2013 di questo Assessorato, pubblicato nel suplemento ordinario n. 2 alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 13 del 15 marzo 2013, con il quale è stato approvato il nuovo prezzario unico per i lavori pubblici; Visti i decreti del 7 marzo 2013 di questo Assessorato, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 16 del 29 marzo 2013, con i quali sono stati rideterminati, rispettivamente il Nuovo limite massimo di costo per interventi di edilizia residenziale agevolata ed agevolata convenzionata - nuova edificazione ed i Nuovi limiti massimi di costo per interventi di edilizia residenziale agevolata ed agevolata convenzionata - recupero primario e secondario, completamento immobili, ricostruzione immobili, acquisizione immobile costruito e ultimato ; Considerato che la recente evoluzione normativa che prevede la nuova definizione di edilizia residenziale sociale rende necessario un adeguamento dei massimali di costo e la loro riunificazione in un unico massimale, secondo la definizione di alloggio sociale introdotta dal decreto ministeriale 22 aprile 2008, sopra citato; Considerato, per quanto sopra, che è necessario pervenire all unificazione dei massimali di costo per l edilizia agevolata convenzionata (sia quelli relativi agli interventi di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457 e quelli relativi alla legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79 e legge regionale 5 dicembre 1977, n. 95), che quelli relativi alla edilizia sovvenzionata; Ravvisata la necessità di procedere all incremento del limite massimo di costo per gli interventi di edilizia residenziale sociale, anche a seguito delle variazione percentuale dell indice ISTAT generale nazionale del costo di costruzione di un fabbricato verificatasi nel periodo giugno giugno 2015; Decreta: Art. 1 Il limite massimo di costo per gli interventi di edilizia residenziale sociale (edilizia agevolata convenzionata; interventi di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457, alla legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79 e alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 95; interventi di edilizia sovvenzionata; programmi di edilizia sperimentale, programmi integrati, contratti di quartiere II, nonché per tutti i programmi di edilizia sociale che prevedono anche la realizzazione di alloggi sociali in forma di partenariato pubblico privato), nel territorio della Regione siciliana, è così determinato:

8 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n NUOVA EDIFICAZIONE Costo totale dell intervento (C.T.N.) II costo totale dell intervento di nuova edificazione (C.T.N) è costituito dalla somma dei seguenti addendi: 1.a) costo base, pari a 700,00 /mq.; 1.b) oneri aggiuntivi al costo base per particolari situazioni dell intervento specifico; 1.c) gradiente di prestazioni aggiuntive: 20% max del costo base; 1.d) oneri complementari. Gli addendi di cui alle predette lettere 1.a), 1.b), 1.c) e 1.d) sono illustrati e quantificati nelle misure massime di cui ai successivi punti. 1.a) Costo base di realizzazione tecnica (CB.N.) Il costo base di realizzazione tecnica (C.B.N.) viene definito come il costo riconosciuto all operatore per interventi di nuova edificazione ed è fissato nella misura massima di 910,00 ( 700,00 costo base + 210,00 oneri aggiuntivi al costo base) /mq. di superficie complessiva (Sc). Lo stesso è comprensivo degli oneri aggiuntivi dovuti per la realizzazione delle opere di elevazione, fondazione e sistemazioni esterne. Per le Isole minori il costo base di realizzazione tecnica (C.B.N.) è fissato nella misura massima di /mq ,00. 1.b) Oneri aggiuntivi al costo base Sono determinati dalle seguenti maggiorazioni, riferite alla superficie complessiva (Sc) e nella misura massima come di seguito riportate per: a) grado di sismicità: dal 4% al 16%; b) tipologia edilizia fino a due elevazioni fuori terra e/o per alloggi inclusi in interventi costruttivi di superficie utile abitabile (Su) non superiore a mq. 60: dal 3% al 6%; c) sistemazioni esterne onerose: 6%; d) fondazioni indirette o speciali: 12%. Il maggiore onere di cui alle precedenti lettere a), b), e) e d) deve essere compreso nell importo massimo 210,00 /mq. e deve essere comprovato da apposita relazione tecnica aggiuntiva a firma del progettista e/o direttore dei lavori e dagli elaborati di progetto. 1.c) Gradiente di prestazioni aggiuntive Il «gradiente di prestazioni aggiuntive» è il differenziale che rappresenta i maggiori costi connessi alla qualità aggiuntiva dell intervento con riferimento ai seguenti addendi: 1.b.1) opere inerenti elementi di bioarchitettura: - utilizzo di materiali naturali per le costruzioni; - smaltimento ecologico dei rifiuti (punti dì raccolta differenziata ecc.); - impianti elettrici biocompatibili (linee a stella anziché ad anello, schermatura dei cavi, disgiuntori, ecc.); - architettura solare (torri di refrigerazione, pareti ventilate, masse-volano termiche, brise-soleil, ecc.); - utilizzo di sottoetti a solaio piano; - impianti di pressurizzazione avanzati (autoclave) a velocità variabile con inverter integrato col corpo pompa verticale e con diffusori e giranti completamente in acciaio inox; 1.b.2) opere inerenti il risparmio energetico e idrico: - utilizzo di fonti rinnovabili di energia (pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica integrati nelle superfici verticali, orizzontali e sui tetti, pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria, ecc.); - sistemi di ventilazione naturale; - sistemi di cogenerazione e di riscaldamento e condizionamento a distanza; - predisposizione per allacci alle reti di teleriscaldamento; - utilizzo di caldaie a condensazione, a pellets, ecc.; - utilizzo delle acque piovane; 1.b.3) opere inerenti il miglioramento della qualità della vita: - opere a verde; - spazi esterni per la socializzazione e svago attrezzati con elementi quali scivoli, altalene, campetti di bocce, ecc.; - elementi di arredo urbano; - opere antintrusione (porte blindate, grate di ferro per gli infissi di piano terra e/o rialzato, videocitofono, ecc.); - opere antisismiche inusuali (smorzatori sismici, ecc.). Detti maggiori oneri dovranno essere certificati dal progettista e/o dal direttore dei lavori e dagli elaborati di progetto. I costi per il gradiente di prestazioni aggiuntive afferenti l'intervento possono essere riconosciuti nel loro complesso fino ad un massimo del 20% del costo base e nella misura massima di 140,00 E/mq. 1.d) Oneri complementari Gli oneri complementari saranno riferiti al costo base di realizzazione tecnica C.B.N. = 1.a) + 1.b) e sono ripartiti come di seguito: 1.c1) spese tecniche e generali (progettazione, direzione dei lavori, gestione per appalto, collaudi, verifiche tecniche, spese per accatastamento, ecc.): Il suddetto onere è comprensivo anche delle spese derivanti dall'attuazione del decreto legislativo n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni. 1.c.2) Rilievi, prospezioni geognostiche, prove di laboratorio, competenze per studi geologici geotecnici e, se del caso, indagini archeologiche; c.2.1) l'onere di cui al precedente punto obbliga alla redazione di una relazione geologica ed una geotecnica, esecutive. Le predette relazioni dovranno essere redatte conformemente a quanto disposto dal decreto del Ministero dei lavori pubblici dell 1 marzo 1988 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 1 giugno 1988, n. 127) e successive modifiche ed integrazioni; inoltre la relazione geotecnica dovrà esplicitamente evidenziare il tipo di fondazione diretta, indiretta o speciale da realizzare; c.2.2 l'intervento costruttivo dovrà essere supportato anche dagli elaborati dì cui sopra e dovrà specificatamente rappresentare le quote di imposta sia delle strutture di fondazione del fabbricato che di quelle relative alle eventuali opere di contenimento, strettamente necessarie, per le sistemazioni esterne; 1.c.3) imprevisti; 1.c.4) acquisizione area; 1.c.5) oneri di urbanizzazione; 1.c.6) oneri per allacciamenti (Enel, Telecom, autorizzazione allo scarico, acquedotto, ecc.); 1.c.7) spese varie (oneri promozionali, tasse, spese bancarie, spese notarili, ecc.). Gli oneri complementari possono essere riconosciuti nel loro complesso fino ad un importo massimo stabilito in 420,00, tale che la somma degli elementi di cui ai punti 1.a), 1.b) e 1c), espressiva del costo totale dell'intervento di nuova edificazione (C.T.N.), non ecceda il limite massimo del medesimo costo stabilito in 1.470,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc).

9 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Per le isole minori il C.T.N. è fissato nella misura massima di /mq ,00 per superficie complessiva (Sc). II costo base di realizzazione tecnica (C.B.N.) può essere incrementato del 15% per gli interventi costruttivi localizzati nelle città di Palermo, Catania e Messina e del 7% per quelli localizzati nei comuni con popolazione superiore ai abitanti, con la conseguenziale lievitazione del costo totale dell'intervento (C.T.N.). I limiti massimi di intervento di cui sopra dovranno 2. RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO 2.1) Recupero primario Per recupero primario si intende il ripristino della funzionalità e della sicurezza anche sismica dell'edificio. Tale recupero riguarda le parti comuni e comprende il consolidamento statico delle strutture portanti, comprese le fondazioni, il risanamento delle murature, delle scale, delle coperture e delle parti comuni degli impianti, compresi gli allacciamenti. Il costo totale di realizzazione tecnica (C.T.P.) è costituito dalla somma dei seguenti addendi: 2.1.a Costo base di realizzazione tecnica (C.B.P.), è pari a 975,00 ed è composto: dal costo base, che rappresenta il costo riconosciuto all'operatore per interventi di recupero primario, determinato in misura non maggiore a 650,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc); a cui si aggiunge il costo per condizioni tecniche aggiuntive. Il costo per condizioni tecniche aggiuntive rappresenta i maggiori costi, riscontrabili nei casi sotto elencati e essere incrementati - per l'edilizia sovvenzionata - dell'iva gravante. Per la determinazione del costo totale dell'intervento inerente la realizzazione dei programmi costruttivi, i nuovi limiti massimi unitari di costo vanno applicati alla superficie complessiva (Sc), costituita dalla superficie utile abitabile (Su) aumentata fino al 60% delle superfici non residenziali (Snr) e della superficie parcheggi (Sc = Su + 0,60 Snr + 0,60 Sp). riferiti al costo base di realizzazione tecnica (C.B.P.): - quando l'altezza virtuale, calcolata ai sensi dell'art. 43, lettera a), della legge n. 457/1978, è superiore o uguale a mt. 4,5 e/o quando il rapporto mq. lordo / mq. netto è superiore a 1,2: 7%; - per demolizioni di superfetazioni: 5%; - per particolari difficoltà di attrezzature di cantiere e di trasporto materiali: 5%; - per demolizioni e dismissioni di utenze in casi di ristrutturazioni edilizie ed urbanistiche: 3%; - per interventi su edifici sottoposti a vincolo monumentale e/o a prescrizioni della Sovrintendenza per i beni culturali ed ambientali: 10%; - per interventi di adeguamento o miglioramento sismico decreto ministeriale 24 gennaio 1986 e successive modifiche ed integrazioni: 20%. Tale costo aggiuntivo può essere riconosciuto nel suo complesso fino ad un importo massimo stabilito di 325,00 /mq. 2.1.b) Gradiente di prestazioni aggiuntive Detto differenziale è definito come il costo connesso

10 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 alla qualità aggiuntiva dell'intervento, che rappresenta le maggiorazioni di costo che possono riconoscersi all'operatore, fino ad un massimo del 20% del costo base di realizzazione tecnica (C.B.P.), di cui al punto precedente, nella misura massima di 130,00 /mq. Il «gradiente di prestazioni aggiuntive» consiste in un incentivo atto a promuovere, nel settore dell'edilizia residenziale sociale, un miglioramento qualitativo rispondente ad esigenze essenziali, come dettato al precedente punto l.c) del presente decreto (nuova edificazione). Il costo di realizzazione tecnica del recupero primario (C.R.P.), quale somma degli elementi di cui ai punti 2.1.a), 2.1.b) e 2.1.c), non può eccedere il limite massimo di 1.105,00 per mq. di superficie complessiva (Sc). 2.1.d) Oneri complementari Gli oneri complementari, espressi in riferimento al costo di realizzazione tecnica (C.R.P.), sono come di seguito ripartiti: - spese tecniche e generali (progettazione, direzione dei lavori, gestione per appalto, collaudi, verifiche tecniche, spese catastali, tabelle millesimali, piano di sicurezza, ecc.); detto onere è comprensivo anche delle spese derivanti dall'attuazione del D. Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni ed integrazioni; - rilievi, prospezioni, geognostiche ed indagini preliminari; - imprevisti; - oneri di urbanizzazione; - oneri per allacciamenti (enel, telecom, autorizzazione allo scarico, acquedotto, tasse comunali, ecc.); - condizioni aggiuntive, connesse alla localizzazione dell'intervento e relative ad oneri complementari alla realizzazione tecnica, la cui determinazione qualitativa e quantitativa è demandata al progettista e/o direttore dei lavori. Gli oneri complementari possono essere riconosciuti nel loro complesso fino ad un importo massimo stabilito in 442,00, tale che la somma degli elementi di cui ai punti 2.1.a), 2.1.b), 2.1.c) e 2.1.d), espressiva del costo totale dell'intervento di recupero primario (C.T.P.), non ecceda il limite massimo di 1.547,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc). Per le isole minori il C.T.P. è stabilito in /mq ,00. Per la determinazione del costo totale dell'intervento inerente la realizzazione dei programmi costruttivi, i nuovi limiti massimi unitari di costo vanno applicati alla superficie complessiva (Sc), costituita dalla superficie utile abitabile (Su) aumentata delle superfici non residenziali (Snr) e della superficie parcheggi (Sc = Su + Snr + Sp). Il limite del costo di realizzazione tecnica (C.R.P.) è incrementato del 10% per gli interventi di recupero localizzati nelle città di Catania, Palermo e Messina, e del 5% per quelli localizzati negli altri comuni capoluogo di provincia e nei comuni con più di 30,000 abitanti. I limiti massimi di intervento di cui sopra, dovranno essere incrementati per l'edilizia, sovvenzionata dell'iva gravante.

11 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n ) RECUPERO SECONDARIO Per recupero secondario si intende il ripristino dell'agibilità e funzionalità dei singoli alloggi. Tale recupero riguarda un insieme sistematico di opere che comprendono la riorganizzazione funzionale, l'inserimento dì elementi accessori, la dotazione o l'adeguamento degli impianti, nonché il ripristino delle parti interessate al recupero primario. Il costo totale di recupero secondario (C.T.S.) è costituito dalla somma dei seguenti addendi: 2.2.a) Costo base di realizzazione tecnica (CB.S.) Il costo base di realizzazione tecnica (C.B.S.) rappresenta il costo riconosciuto all'operatore, per interventi di recupero secondario, ed è determinato in misura non maggiore a 490,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc); 2.2.b) Gradiente di prestazioni aggiuntive Definito come il costo connesso alla qualità aggiuntiva dell'intervento di recupero secondario, rappresenta le maggiorazioni di costo che possono riconoscersi all'operatore, fino ad un massimo del 20% del costo base di realizzazione tecnica (C.B.S.) di cui al punto precedente, nella misura massima di 98,00 /mq. Il «gradiente di prestazioni aggiuntive» consiste in un incentivo atto a promuovere, nel settore dell'edilizia residenziale sociale, un miglioramento qualitativo rispondente ad esigenze essenziali, come dettato al precedente punto 1.c) del presente decreto (nuova edificazione); 2.2.c) Costo per condizioni tecniche aggiuntive Rappresenta i maggiori costi di realizzazione tecnica rispetto ai punti 2.2.a) e 2.2.b), riscontrabili nei seguenti casi: - quando l'altezza virtuale, calcolata ai sensi dell'art. 43, lettera a), della legge n. 457/1978, è superiore o uguale a mt. 4,5 e/o quando il rapporto mq.lordo / mq.netto superiore a 1,2: 7%; - per particolari difficoltà di attrezzature di cantiere e di trasporto materiali: 3%; - per interventi su edifici sottoposti a vincolo monumentale e/o prescrizioni della Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali: 10%. Tale costo aggiuntivo può essere riconosciuto nel suo complesso fino ad un importo massimo stabilito di 98,00 /mq. Il costo di realizzazione tecnica del recupero secondario (C.R.S.), quale somma degli elementi di cui ai punti 2.2.a), 2.2.b) e 2.2.c), non può eccedere il limite massimo del medesimo costo stabilito in 686,00 per mq. di superficie complessiva (Sc). Per le isole minori il costo base di realizzazione tecnica (C.B.S.) è elevato ad un massimo di 637,00 /mq. per superficie complessiva (Sc), oltre gli eventuali oneri per condizioni tecniche aggiuntive e differenziale di qualità, come precedentemente definiti. 2.2.d) Oneri complementari Gli oneri complementari, espressi in riferimento al costo di realizzazione tecnica (C.R.S.), sono come di seguito ripartiti per i seguenti fattori di costo: - spese tecniche e generali (progettazione, direzione dei lavori, spese dell'appalto, collaudi, verifiche tecniche, spese catastali, ecc.); - imprevisti; - condizioni aggiuntive, connesse alla localizzazione dell'intervento e relative ad oneri complementari alla realizzazione tecnica, la cui determinazione qualitativa e quantitativa è demandata al progettista e/o direttore dei lavori. Gli oneri complementari possono essere riconosciuti nel loro complesso fino ad importo massimo stabilito in 205,00, tale che la somma degli elementi di cui ai punti 2.2.a), 2.2.b), 2.2.c) e 2.2.d), espressiva del costo totale dell'intervento di recupero secondario (C.T.S.), non ecceda il limite massimo di 891,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc). Per le isole minori il C.T.S. è fissato in 1.158,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc). Per la determinazione del costo totale dell'intervento inerente la realizzazione dei programmi costruttivi, i nuovi limiti massimi unitari di costo vanno applicati alla superficie complessiva (Sc), costituita dalla superficie utile abitabile (Su) aumentata delle superfici non residenziali (Snr) e della superficie parcheggi (Sc = Su + 0,70 Snr + 0,70 Sp). Il limite del costo di realizzazione tecnica (C.R.S.) è incrementato del 10% per gli interventi di recupero localizzati nelle città di Catania, Palermo e Messina e del 5% per quelli localizzati nei comuni capoluogo di provincia e negli altri comuni con più di abitanti. I limiti massimi di intervento di cui sopra, dovranno essere incrementati - per l'edilizia sovvenzionata - dell IVA gravante.

12 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n MANUTENZIONE STRAORDINARIA Per manutenzione straordinaria, si intende l'insieme delle opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso. Il costo totale di manutenzione straordinaria (C.T.M.) è costituito dalla somma dei seguenti addendi: 3.a) Costo base di realizzazione tecnica (C.B.M.) Rappresenta il costo riconosciuto all'operatore, per interventi di manutenzione straordinaria, ed è fissato in misura non maggiore a 490,00 per mq. di superficie complessiva (Sc); 3.b Costo per condizioni tecniche aggiuntive Rappresenta i maggiori costi di realizzazione tecnica applicabili nei seguenti casi: - quando l'altezza virtuale, calcolata ai sensi dell'art. 43, lettera a), della legge n. 457/1978, è superiore o uguale a mt. 4,5 e/o quando il rapporto mq.lordo / mq.netto è superiore a 1,2: 7%; - per particolari difficoltà di attrezzature di cantiere e di trasporto materiali: 3%; - per edifici costruiti antecedentemente al 1967: 7%; - per risanamento igienico-sanitario connesso a dispersioni di liquami nei terreni di fondazioni: 8%. Tale costo aggiuntivo può essere riconosciuto nel suo complesso fino ad un importo massimo stabilito di 122,00 /mq. Il costo di realizzazione tecnica (C.R.M.), quale somma del costo base di realizzazione tecnica (C.B.M.) e 4. RECUPERO EDIFICI DA ACQUISIRE Nel caso in cui sia necessario procedere all acquisizione dell'edificio da recuperare, il costo totale (C.T.R.), costituito dalla somma dei costi degli interventi di recupero (primario e/o secondario) e/o di quelli della manutenzione straordinaria, da valutarsi secondo i criteri di cui ai punti precedenti del presente decreto e dei costi di acquisizione dell'immobile comprensivi degli oneri notarili, non può dei costi per condizioni tecniche aggiuntive, è fissato nel limite massimo di 612,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc). Per le isole minori il costo base di realizzazione tecnica (C.B.M.) è elevato ad un massimo di 637,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc), oltre gli eventuali oneri per condizioni tecniche aggiuntive, come precedentemente definiti. 3.c Oneri complementari Gli oneri complementari, per i seguenti fattori di costo, sono espressi in maggiorazione al costo di realizzazione tecnica (C.R.M.): - spese tecniche e generali (progettazione, direzione dei lavori, spese dell'appalto, collaudi, verifiche tecniche, spese catastali, ecc.); - imprevisti. Gli oneri complementari possono essere riconosciuti nel loro complesso fino ad importo massimo stabilito in 122,00, tale che la somma degli elementi di cui ai punti 3.a), 31) e 3.c), espressiva del costo totale dell'intervento di manutenzione secondaria (C.T.M.) non ecceda il limite massimo di costo stabilito in 734,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc). Per le isole minori il C.T.M. è, quindi, fissato in /mq. 954,00. Il limite del costo di realizzazione tecnica (C.T.M.) è incrementato del 10% per gli interventi di recupero localizzati nelle città di Catania, Palermo e Messina, e del 5% per quelli localizzati nei comuni capoluogo di provincia e negli altri comuni con più di abitanti. I limiti massimi di intervento di cui sopra dovranno essere incrementati - per l'edilizia sovvenzionata - dell'iva gravante. eccedere, riferito al metro quadrato di superficie complessiva (Sc), il limite massimo di 2.000,00. Il suddetto limite di 2.000,00 mq, va utilizzato esclusivamente per i casi sopra elencati e, comunque, nel rispetto dei limiti massimi di costo del recupero primario, secondario e della manutenzione straordinaria. Il limite del costo totale è incrementato del 10% per gli interventi di recupero localizzati nelle città di Catania,

13 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Palermo e Messina, e del 5% per quelli localizzati nei comuni capoluogo di provincia e negli altri comuni con più di abitanti. Per le isole minori il limite del costo totale è fissato in 2.600,00 per metro quadrato di superficie complessiva (Sc). I limiti massimi di intervento di cui sopra, dovranno essere incrementati - per l'edilizia sovvenzionata - dell'iva gravante. Art. 2 Ambito di applicazione I massimali di costo riportati nel presente decreto si applicano a tutti gli interventi di edilizia residenziale sociale (edilizia agevolata convenzionata; interventi di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457, alla legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79 e alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 95; interventi di edilizia sovvenzionata; programmi di edilizia sperimentale, programmi integrati, contratti di quartiere II, nonché per tutti i programmi di edilizia sociale che prevedono anche la realizzazione di alloggi sociali in forma di partenariato pubblico privato), per i quali, alla data di pubblicazione del presente decreto, non è stata ancora presentata a questo Assessorato la documentazione tecnico amministrativa. Art. 3 Quadri tecnici Ai fini dell'applicazione dei limiti massimi di costo previsti dal presente decreto, i progetti debbono essere corredati dei dati metrici e parametrici di cui agli articoli precedenti e debitamente sottoscritti, secondo modelli adeguatamente modificati e pubblicati - contestualmente al presente decreto - nel sito istituzionale del Dipartimento delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, distinti per tipologia di intervento. Art. 4 Determinazione delle superfici 1. Ai fini della determinazione delle superfici e del calcolo della superficie complessiva, da utilizzarsi per la verifica della congruità dei costi degli interventi di edilizia residenziale a totale o parziale contributo dello Stato o della Regione, valgono le seguenti definizioni: a) superficie utile abitabile (Su) - si intende la superficie di pavimento degli alloggi misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni, delle soglie di passaggio e degli sguinci di porte e finestre; b) superficie non residenziale (Snr) - si intende la superficie risultante dalla somma delle superfici di pertinenza degli alloggi (quali logge, balconi, cantinole e soffitte) e di quelle di pertinenza dell'organismo abitativo (quali androne d'ingresso, porticati liberi, volumi tecnici, centrali termiche ed altri locali a servizio della residenza) misurate al netto dei muri perimetrali e di quelli interni; c) superfici parcheggi (Sp) - si intende la superficie da destinare ad autorimesse o posti macchina coperti, di pertinenza dell'organismo abitativo, comprensiva degli spazi di manovra. 2. Per gli interventi di nuova edificazione: 2.a. la superficie non residenziale (Snr), dovrà essere contenuta entro il 45% della superficie utile abitabile. Il limite del 45% si intende non per singolo alloggio, ma riferito al totale della superficie utile (Su) dell'organismo abitativo; 2.b. la superficie parcheggi (Sp), dovrà essere contenuta entro il 45% della superficie utile abitabile. Il limite del 45% si intende non per singolo alloggio, ma riferito al totale della superficie utile (Su) dell'organismo abitativo; 2.c. la superficie complessiva (Sc), è costituita dalla superficie utile abitabile aumentata del 60% della somma della superficie non residenziale e della superficie parcheggi, cioè: Sc = Su + 60% (Snr + Sp). 3. Per gli interventi di recupero primario e di manutenzione straordinaria, la superficie complessiva è costituita dalla somma delle superfici utili abitabili, delle superfici nette non residenziali e delle superfici per parcheggi coperti. 4. Per gli interventi di recupero secondario è costituita dalle superfici abitabili aumentata del 70% della somma delle superfici non residenziali e delle superfici per parcheggi coperti di pertinenza dell'alloggio. 5. Per gli interventi che prevedono l acquisizione dell'edificio, la superficie complessiva è costituita dalla somma delle superfici utili abitabili, delle superfici nette non residenziali e delle superfici per parcheggi coperti. Art. 5 Pubblicazione II presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e nel sito internet dell Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità. Palermo, 9 dicembre ( )090 BELLOMO ASSESSORATO DELLʼISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DECRETO 11 dicembre Atto integrativo, approvativo degli ulteriori inserimenti al D.D.S. n. 678 del 13 febbraio 2015, ai sensi dell'art. 12 del D.D.G. n dell 1 agosto 2014 Decreto di aggiornamento dell'albo regionale del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO SISTEMA INFORMATICO-ACCREDITAMENTO E RECUPERO CREDITI DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELL ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE Visto lo Statuto della Regione; Vista la legge regionale n. 28 del 1962 e s.m.i.; Vista la legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e s.m.i.; Vista la legge regionale n. 10 del 1991 e s.m.i.; Vista la legge regionale n. 10 del 2000 e s.m.i.; Visti la legge regionale n. 19 del 2008 ed il D.P.Reg. attuativo n. 12 del 2009 e s.m.i; Visti i precedenti provvedimenti approvativi dell'albo degli operatori della formazione professionale; Vista la deliberazione di Giunta n. 350 del 2010, che al punto 2 prevede l'istituzione di un albo da intendersi quale elenco unico ad esaurimento nel quale fare confluire tutti gli operatori del settore della formazione professionale assunti a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008;

14 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 Vista la circolare assessoriale n. 1 del 15 maggio 2013 di avvio, a cura del Dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione professionale, delle procedure ordinate all'approvazione dell Albo regionale del personale in servizio a tempo indeterminato docente e non docente dei corsi di formazione professionale inclusivo dei dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008, rinviandosi, per ogni altro aspetto applicativo, al D.A. del 16 ottobre 1997; Vista la deliberazione di Giunta n. 200 del 2013, nella quale si dispone di "attivare tutte le procedure amministrative per l'aggiornamento del personale docente e non docente del settore della formazione professionale, secondo le previsioni contenute nella circolare n. 1 del 15 maggio 2013 dell'assessore regionale per l'istruzione e la formazione professionale"; Visto il D.A. n. 38 GAB/2013 istitutivo dell'albo regionale del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunti a tempo inderminato entro il 31 dicembre 2008; Visti i decreti assessoriali nn. 604/605/5899/F.P./2014 che confermano in capo al Dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione professionale, tra gli altri, l'obiettivo operativo della conclusione del procedimento relativo all'approvazione dell'albo regionale degli operatori della formazione professionale; Ritenuto di raggiungere pienamente tale obiettivo operativo; Visto il D.D.G. n dell 1 agosto 2014, con il quale, in esecuzione della circolare n. 1 del 15 maggio 2013 e della delibera di Giunta regionale n. 200 del 2013, nonché degli artt. 3 e 6 del D.A. n. 38 GAB/2013, è stato disposto l'aggiornamento dell'albo regionale del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunto a tempo inderminato entro il 31 dicembre 2008, con l'inserimento dei nominativi dei soggetti aventi diritto; Visto, in particolare, l'art. 10 del D.D.G. n. 4228/2014 che affida al Servizio sistemi informativi, accreditamento e recupero crediti la gestione e la responsabilità del procedimento relativo all'albo; Visto il D.D.S. n. 678 del 13 febbraio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 10 del 6 marzo 2015, che ha integrato, ai sensi dell'art. 12 del D.D.G. n dell 1 agosto 2014, l'aggiornamento dell'albo regionale del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008; Visto il D.D.S. n del 30 ottobre 2015 di integrazione al D.D.S. n. 678 del 13 febbraio 2015; Considerato che sono pervenute numerose istanze da parte del personale inserito nell'albo regionale del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunto a tempo inderminato entro il 31 dicembre 2008, tendenti a modificare alcuni dati pubblicati nell'albo stesso; Ritenuto che a seguito di sentenze/ordinanze del TAR Sicilia e del C.G.A. Regione Sicilia, deve procedersi ad una ulteriore integrazione al D.D.S. n. 678 del 13 febbraio 2015, sopra richiamato; Decreta: Art. 1 L'allegato A) del D.D.S. n. 678 del 13 febbraio 2015 è integrato dall'allegato "1)" che costituisce parte integrante del presente decreto; sono inseriti, pertanto, nell'albo regionale del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunto a tempo inderminato entro il 31 dicembre 2008, i soggetti iscritti all'allegato "A" del D.D.G. n dell 1 agosto 2014 integrato dal D.D.S. n. 687 del 13 febbraio 2015 e dall'allegato "1)" del presente decreto, che ne costituisce parte integrante. Art. 2 Sono cancellati dall'albo del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008 i soggetti inclusi nell'allegato "C" del presente decreto, che ne costiuisce parte integrante. Art. 3 Per tutto quanto non previsto nel presente atto integrativo, si applicano le disposizioni di cui al D.D.G. n dell 1 agosto 2014 e la normativa dallo stesso richiamata, anche in ordine alla sospensione dell'efficacia del provvedimento nei confronti dei soggetti di cui all'art. 7 del medesimo D.D.G. n. 4228/2014. Art. 4 Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e nel sito web istituzionale dell'assessorato regionale dell'istruzione e della formazione professionale. Nessun immediato onere finanziario deriva dall'approvazione del presente decreto. Palermo, 11 dicembre GAROFALO

15 C O P N IA O T N R V AT A L TA ID A DA P L E R SI L TO A C UF O M FIC M I E AL R C E IA D L EL IZ L Z A A G Z IO.U N.R. E S GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Allegato 1 - Inclusi

16 C O P N IA O T N R V AT A L TA ID A DA P L E R SI L TO A C UF O M FIC M I E AL R C E IA D L EL IZ L Z A A G Z IO.U N.R. E S GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55

17 C O P N IA O T N R V AT A L TA ID A DA P L E R SI L TO A C UF O M FIC M I E AL R C E IA D L EL IZ L Z A A G Z IO.U N.R. E S GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n

18 C O P N IA O T N R V AT A L TA ID A DA P L E R SI L TO A C UF O M FIC M I E AL R C E IA D L EL IZ L Z A A G Z IO.U N.R. E S GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55

19 C O P N IA O T N R V AT A L TA ID A DA P L E R SI L TO A C UF O M FIC M I E AL R C E IA D L EL IZ L Z A A G Z IO.U N.R. E S GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n

20 C O P N IA O T N R V AT A L TA ID A DA P L E R SI L TO A C UF O M FIC M I E AL R C E IA D L EL IZ L Z A A G Z IO.U N.R. E S GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55

21 C O P N IA O T N R V AT A L TA ID A DA P L E R SI L TO A C UF O M FIC M I E AL R C E IA D L EL IZ L Z A A G Z IO.U N.R. E S GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n

22 C O P N IA O T N R V AT A L TA ID A DA P L E R SI L TO A C UF O M FIC M I E AL R C E IA D L EL IZ L Z A A G Z IO.U N.R. E S GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55

23 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n

24 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 CANCELLATI PER LICENZIAMENTO / DIMISSIONI / PENSIONAMENTO / DECESSI Allegato C

25 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n ( )091

26 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 ASSESSORATO DELLA SALUTE DECRETO 2 dicembre Organizzazione e sviluppo della rete locale di cure palliative. L ASSESSORE PER LA SALUTE Visto lo Statuto della Regione; Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del Servizio sanitario nazionale; Visto il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni; Visto il decreto 8 maggio 2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana il 22 maggio 2009, n. 23, recante Nuova organizzazione delle cure palliative in Sicilia ; Visto l art. 7 del sopra citato decreto 8 maggio 2009, con il quale viene istituito il Coordinamento regionale per le cure palliative e la terapia del dolore, con il compito di assicurare il monitoraggio ed il governo della rete dei servizi dedicati per le differenti tipologie di assistenza; Vista la legge n. 38 del 15 marzo 2010, recante Disposizioni per garantire l accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore ; Visto il D.A. n dell 11 maggio 2010, con il quale ai sensi del D.A. 8 maggio 2009, n. 873 ed alla luce delle previsioni di cui all art. 5 della legge n. 38/2010 sono state individuate le funzioni nonché i componenti del Coordinamento regionale per le cure palliative e la terapia del dolore; Visto l Accordo della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano 16 dicembre 2010 che nell allegato A delinea le funzioni del Coordinamento regionale per le cure palliative e la terapia del dolore; Vista l Intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano del 25 luglio 2012, nella quale sono stati definiti i requisiti minimi e le modalità organizzative necessarie per l accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e per le unità di cure palliative e della terapia del dolore; Visto l Accordo del 7 febbraio 2013 in cui è stata individuata la Disciplina Cure palliative ; Visto il decreto 28 marzo 2013 di modifica ed integrazione delle tabelle A e B di cui al decreto 30 gennaio 1998, relative ai servizi ed alle specializzazioni equipollenti; Visto il D.A. n del 26 settembre 2013, con cui è stata rideterminata la composizione del suddetto Coordinamento regionale; Visto l Accordo Stato Regioni del 10 luglio 2014, con cui sono state individuate le figure professionali competenti nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, nonché le strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali ed assistenziali coinvolte nelle reti di cure palliative e terapia del dolore; Visto il D.A. n dell 1 settembre 2014 Programma di sviluppo della rete di cure palliative e terapia del dolore in età pediatrica della Regione siciliana ; Visto il D.A. n del 22 ottobre 2014 Nuovo piano di organizzazione e sviluppo della rete di terapia del dolore della Regione siciliana ; Vista la disposizione assessoriale prot. n del 3 dicembre 2014, con cui le attività del Coordinamento regionale cure palliative e terapia del dolore vengono incardinate formalmente nell ambito di competenza dell Area interdipartimentale 5 del Dipartimento regionale per le attività sanitarie ed osservatorio epidemiologico; Visto l Accordo 22 gennaio 2015 (Repertorio Atti n. 1 CSR) successivamente rettificato con Accordo del 19 marzo 2015 (Repertorio Atti n. 38/CSR), con cui vengono individuati i criteri per la certificazione dell esperienza triennale nel campo delle cure palliative dei medici in servizio presso le reti dedicate alle cure palliative pubbliche e private accreditate, di cui alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, comma 425; Vista l Intesa del 19 febbraio 2015 (Rep. Atti n. 32 CSR) in materia di adempimenti relativi all accreditamento delle strutture sanitarie; Visto il D.A. n. 786 del 5 maggio 2015 Rideterminazione composizione Coordinamento regionale cure palliative e terapia del dolore ; Visto il documento Organizzazione e sviluppo della rete locale di cure palliative, esitato dal Coordinamento regionale cure palliative e terapia del dolore ; Vista la relazione prot. n del 10 novembre 2015 del dirigente generale del Dipartimento regionale per le attività sanitarie ed osservatorio epidemiologico, con cui si è condiviso il documento Organizzazione e sviluppo della rete locale di cure palliative, esitato dal Coordinamento regionale cure palliative e terapia del dolore; Decreta: Art. 1 E approvato l allegato documento Organizzazione e sviluppo della rete locale di cure palliative, che fa parte integrante del presente decreto. Le aziende sanitarie della Regione sono tenute ad attenersi al modello organizzativo, assistenziale e di programmazione contenuto nel documento. Art. 2 È demandato al Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico la verifica ed il monitoraggio dell applicazione di quanto contenuto nell allegato documento Organizzazione e sviluppo della rete locale di cure palliative. Art. 3 Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e nel sito web dell Assessorato della salute. Palermo, 2 dicembre GUCCIARDI

27 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n DIRETTIVA SULL ORGANIZZAZIONE E SVILUPPO DELLA RETE LOCALE DI CURE PALLIATIVE Tutti noi siamo inevitabilmente compromessi con i bisogni di questi malati (definizione OMS ) Allegato 1. Premessa Il presente documento definisce gli indirizzi organizzativi ed operativi della Rete locale di cure palliative (CP) nell ambito del sistema di governance della Regione siciliana, attraverso elementi distintivi strutturali, qualitativi e quantitativi, al fine garantire il diritto di accesso alle cure palliative in ogni luogo di cura, indipendentemente dall eziopatogenesi della malattia, dalla razza, dalla cultura, dallo stato sociale e dal luogo di residenza e di migliorare la qualità della vita dei malati che necessitano di cure palliative e dei loro familiari. Tutte le persone malate ed affette da patologie croniche progressive ed in fase avanzata, con bisogni complessi, possono manifestare la necessità di cure palliative. Si stima che in base al progressivo e rapido invecchiamento generale della popolazione ed al costante incremento dell incidenza e prevalenza di condizioni di cronicità complesse, che comportano situazioni cliniche di estrema fragilità e di grave sofferenza, l accesso alle Cure palliative sia appropriato e necessario per l 1,5% dell intera popolazione (Gomez-Batiste Xavier - Palliative Medicine 2014; 28 (4) : ). Il modello organizzativo ed assistenziale della Rete locale di CP deve, essere modulato in rapporto ai bisogni, desideri e preferenze dei malati e dei loro familiari e deve essere caratterizzato dalla globalità dell approccio e dall articolazione delle strutture organizzative specifiche che lo caratterizzano, nel rispetto della sostenibilità da parte del Servizio sanitario regionale e dell accessibilità al sistema di cura. In un contesto normativo che richiede una continua rimodulazione delle risorse ed al contempo la realizzazione di percorsi assistenziali di qualità, che non possono prescindere dall attenzione al bisogno sociale e dalla sostenibilità dei costi, diventa necessaria la definizione di criteri e modelli assistenziali strutturati per intensità di cura ed appropriatezza anche nell ambito della Rete di cure palliative. L organizzazione di modelli integrati di cura e di assistenza, con l indicazione precisa a sviluppare Reti regionali e locali di CP è stata definita con chiarezza dalla Legge 38/2010 e dai successivi decreti attuativi, approvati in conferenza Stato-Regioni ed in particolare dall Intesa Stato Regioni del 25 luglio La normativa nazionale pone specifica attenzione al sistema di accreditamento che prevede l integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale, il potenziamento dei rapporti tra le equipe operanti a livello ospedaliero e territoriale, l attivazione di nuovi percorsi formativi. È previsto inoltre, a garanzia della reale operatività della Rete locale di CP, che essa sia coordinata da una struttura organizzativa, composta da figure professionali con specifica competenza ed esperienza con compiti di integrazione e di governance fra tutti i soggetti che erogano cure palliative nei diversi setting assistenziali o nodi della Rete (ospedale, domicilio ed hospice), al fine di garantire la continuità delle cure. La diffusione di un modello culturale ed organizzativo condiviso è indispensabile pertanto per facilitare, attraverso adeguati programmi di formazione e di comunicazione, l attuazione del modello assistenziale più efficace da parte di tutti gli operatori della Rete. 2. Definizioni Cure palliative: l insieme degli interventi terapeutici, diagnostici ed assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, erogati da un equipe multidisciplinare e finalizzati alla cura attiva e totale di pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici (art. 2 comma 1a legge n. 38/2010). Cure di fine vita: sono parte integrante delle cure palliative e si riferiscono alle cure dell ultima fase della vita caratterizzata da segni e sintomi specifici, il cui pronto riconoscimento permette di impostare quei cambianti che sono necessari per riuscire a garantire ai malati una buona qualità del morire ed ai familiari che li assistono una buona qualità di vita, prima e dopo il decesso del loro caro. Le cure di fine vita si caratterizzano per una rimodulazione dei trattamenti e degli interventi assistenziali in rapporto ai nuovi obiettivi di cura. Approccio palliativo: inteso come prevenzione, identificazione, valutazione e trattamento dei sintomi fisici, funzionali e dei problemi psicologici, sociali e spirituali del malato, durante tutto il decorso della malattia e lungo le tre principali traiettorie di malattia (cancro, insufficienza d organo, malattie degenerative). Esso ha l obiettivo di garantire la migliore qualità di vita fino alla morte, salvaguardare la dignità della persona malata ed apportare un adeguato sostegno alla sua famiglia. Malato: persona affetta da una patologia ad andamento cronico ed evolutivo per la quale non esistono terapie o, se esse esistono, sono inadeguate o sono risultate inefficaci ai fini della stabilizzazione della malattia o di un prolungamento significativo della vita (Def. Legge n. 38/2010). Rete locale di cure palliative: aggregazione funzionale ed integrata delle attività di cure palliative erogate in ospedale (con attività di consulenza nei reparti e negli ambulatori), in hospice, a domicilio (cure domiciliari di base e specialistiche) ed in altre strutture residenziali. Tale modello di Rete, coordinato da una struttura organizzativa di cure palliative con compiti di coordinamento che ne garantisce una reale operatività, si sviluppa in ambito provinciale e soddisfa specifici requisiti di legge (Rif. legge n. 38/2010 ed Intesa Stato Regioni 25 luglio 2012). Unità operativa di cure palliative (UOCP): struttura organizzativa di coordinamento della Rete locale di CP, che ne garantisce l effettiva operatività nell articolazione delle sue unità di offerta (ospedale, domicilio, hospice). Tale struttura è specificamente dedicata e formata da figure professionali con specifica competenza ed esperienza ai sensi dell art. 5, comma 2, legge n. 38/2010. Valutazione multidimensionale del bisogno (VMB): operazione dinamica e continua che segue il paziente nel suo percorso di malattia. Si tratta del momento valutativo che esplora le diverse dimensioni della persona nella sua globalità, ovvero la sua dimensione clinica, la dimensione funzionale, la dimensione affettivo-cognitiva, la dimensione spirituale, la situazione socio-relazionale-ambientale, il grado di consapevolezza del sistema malato/famiglia, nonché le volontà e le aspettative del malato. Presa in carico: processo costituito da un insieme di azioni, percorsi, strategie d aiuto, sostegno e cura che il servizio sanitario e sociale mettono in atto per rispondere a bisogni complessi e che richiedono un assistenza continuativa e prolungata nel tempo con il coinvolgimento di diverse professionalità. Accreditamento: l Intesa Stato-Regioni del 19 febbraio 2015 Rep. n. 32/CSR definisce i termini e le modalità per l adeguamento da parte delle Regioni e delle aziende sanitarie, ai criteri ed ai requisiti individuati dalla precedente Intesa Stato-Regioni del 20 dicembre In questo ambito è inserita anche la Realizzazione di reti di cure palliative. L adozione di standard per l accreditamento di Reti assistenziali di eccellenza deve prevedere la valutazione sistematica, periodica e multidimensionale del bisogno, la presa in carico integrata con una tempistica adeguata, il care management e la valutazione dei risultati. 3. Quadro normativo Il D.A. n. 873 dell 8 maggio 2009 ha definito la nuova organizzazione delle cure palliative in Sicilia ed ha disciplinato la dotazione dei posti letto hospice su tutto il territorio regionale. Nello stesso documento è stata determinata la nuova valorizzazione delle prestazioni residenziali e domiciliari ed indicate le linee di sviluppo delle cure palliative nell ambito delle ASP. Con successivo D.A. n. 2 del 3 gennaio 2011 è stato approvato il Programma di sviluppo della Rete di cure palliative nella Regione Siciliana con lo scopo di definire le linee attuative della Rete locale di CP, incrementare l offerta di tali cure in ambito domiciliare e residenziale e definire le modalità di presa in carico ed accompagnamento dei pazienti che necessitano di cure palliative nel corso di tutte le fasi della loro malattia. Obiettivo prioritario del documento è quello di definire un modello di Rete coerente con gli indirizzi indicati dalla normativa nazionale tale da garantire cure palliative per qualunque patologia evolutiva durante tutto il suo decorso, per ogni età ed in ogni luogo di cura.

28 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 L Intesa Stato Regioni del 25 luglio 2012, recepita con D.A. n del 26 luglio 2013 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 40 del 30 agosto 2013, ai sensi dell art. 5, comma 3, della legge n. 38/2010, ha definito in 14 standard le dimensioni strutturali e di processo che devono caratterizzare la Rete locale di CP ai fini dell accreditamento dei soggetti erogatori, evidenziando tra l altro la necessità di identificare una struttura organizzativa con compiti di coordinamento, tra i nodi della Rete, al fine di garantire una reale operatività della Rete locale di CP. L Intesa Stato Regioni del 19 febbraio 2015 Rep. n. 32/CSR ha definito il crono-programma che le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano dovranno attuare in materia di adempimenti relativi all accreditamento delle strutture sanitarie, indicando al punto la realizzazione delle reti di cure palliative per il paziente adulto ed in età pediatrica, quale obiettivo da realizzare con un tempo di adeguamento di 12 mesi per le Regioni e di 24 mesi per le aziende sanitarie. 4. Strutture organizzative della Rete locale di cure palliative Il modello organizzativo ed assistenziale della Rete locale di CP è centrato sul paziente e sulla famiglia e modulato in rapporto ai loro bisogni e preferenze, nel rispetto di un favorevole rapporto costo-efficacia degli interventi e della sostenibilità da parte dei Servizi sanitari regionali. Tale modello deve, inoltre, essere accessibile ed integrato e deve garantire una risposta assistenziale adeguata ai bisogni dei malati e dei loro familiari nell ambito dei diversi setting o nodi della Rete: ospedale, domicilio ed hospice. L ambito territoriale della rete locale di CP coincide con quello dell Azienda sanitaria provinciale (ASP) di riferimento. La progettazione e la realizzazione della Rete locale di CP di ogni ASP si attua sul territorio a livello di Dipartimento. L Unità operativa di cure palliative (UOCP) è la struttura organizzativa di riferimento della Rete locale di CP, nell ambito della quale viene realizzata una struttura tecnica costituita dalla Centrale operativa per il coordinamento delle attività assistenziali. La Rete locale di CP è operativa in tutte le sue articolazioni assistenziali ed al suo interno vanno coordinati e sviluppati i servizi ospedalieri e territoriali, sanitari e sociali, pubblici e privati dedicati alla cura di tali malati. La partecipazione alla realizzazione della Rete locale di CP costituisce parte integrante del piano di attività di ogni singola Struttura sanitaria pubblica o privata accreditata, anche attraverso la messa a punto di intese ed accordi interaziendali o di bacino, nell ambito dei quali devono essere individuate le risorse per garantire l attuazione dei percorsi assistenziali. Nell ambito della Rete locale di CP operano équipe multiprofessionali specializzate e dedicate. In ottemperanza alle normative vigenti le ASP sviluppano appositi programmi di accesso delle cure palliative all interno delle strutture sanitarie di loro pertinenza; inoltre promuovono, secondo criteri valutativi, percorsi di reclutamento e formazione di personale aziendale da dedicare a vario titolo alle strutture della rete, in ciò sostenuti da programmi regionali finalizzati. I professionisti dei diversi nodi della Rete locale di CP operano secondo percorsi diagnostici terapeutici ed assistenziali (PDTA) condivisi e formalizzati. La continuità assistenziale deve essere supportata da sistemi informatici che consentono la condivisione dei flussi informativi tra i professionisti operanti nelle singole strutture sanitarie territoriali ed ospedaliere e tra quelli che operano nel territorio, sia ai fini clinico/gestionali, sia al fine di un puntuale monitoraggio dei processi e degli esiti. Deve essere predisposto uno specifico sistema informativo con metodologie I.C.T. (Information and Comunications Tecnology) che permetta la continuità e la condivisione delle informazioni tra i nodi della rete e la comunicazione dei dati ai servizi ministeriali di riferimento. Parte integrante della Rete sono i medici di medicina generale (MMG) che operano in piena integrazione con le équipe multidisciplinari specialistiche con la finalità di una presa in carico globale del malato. La UOCP ai fini della integrazione e governance della Rete locale di CP effettuerà periodici incontri di programmazione e pianificazione delle attività con i responsabili degli hospice, delle UVP, con i referenti dei nodi ospedalieri e con i direttori di distretto. La Rete locale di CP opera in stretta correlazione funzionale con la Rete di terapia del dolore, con la Rete di cure palliative e Terapia del dolore pediatrica e con le altri Reti di cura per patologie croniche. Unità operativa di cure palliative (UOCP) È la struttura organizzativa di coordinamento, integrazione e governance della Rete locale di CP. Tale struttura, deve possedere le caratteristiche, di norma, di unità operativa semplice a valenza dipartimentale ed essere inserita in un Dipartimento di area territoriale in coerenza con quanto disposto dal D.A. 3 gennaio L Unità operativa di cure palliative (UOCP) è la struttura organizzativa di riferimento della Rete ed in essa operano figure professionali con specifica competenza ed esperienza. Nell ambito della Rete locale di cure palliative afferiscono, quali unità operative semplici/dipartimentali, l hospice e le UVP. L UOCP è composta da figure professionali con specifica competenza ed esperienza tali da garantire la massima integrazione tra tutti i soggetti che erogano cure palliative nei diversi setting assistenziali. La UOCP deve: tutelare il diritto della persona malata ad accedere alle cure palliative; pianificare l attività assistenziale al fine del raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla Regione e recepiti dall ASP; coordinare il sistema di erogazione di cure palliative in ospedale in hospice e a domicilio, coerentemente con quanto stabilito dall art. 5 della legge n. 38/2010 e dai successivi provvedimenti attuativi, garantendo su tutto l ambito territoriale provinciale la continuità e l uniformità degli interventi; garantire l accoglienza, la valutazione del bisogno e l avvio di un percorso di cure palliative, assicurando la tempestività delle risposte e la flessibilità nell individuazione del setting assistenziale più appropriato, attraverso il coordinamento delle Unità valutative palliative (UVP) distrettuali; definire ed attuare nell ambito della Rete, i percorsi di presa in carico e di assistenza in cure palliative anche attraverso la gestione delle dimissioni protette, attraverso gli Uffici territoriali per le dimissioni protette all uopo dedicati e l integrazione con i servizi territoriali socio-sanitari e sociali; garantire l adeguato controllo di tutti i sintomi fisici e psicologici che provocano sofferenza al malato, attraverso la valutazione multidimensionale dei bisogni e l utilizzo di procedure sul trattamento dei sintomi, tratte da linee guida basate sulla evidenza; assicurare l applicazione di protocolli per il riconoscimento dei malati che si avvicinano agli ultimi giorni o ore di vita e per la valutazione dei loro bisogni specifici; garantire una adeguata comunicazione con il malato e la famiglia e la rilevazione costante e documentata del grado di informazione rispetto alla patologia in atto; effettuare il monitoraggio quantitativo e qualitativo delle prestazioni erogate, verificandone anche gli esiti ed i relativi costi attraverso l analisi dei flussi informativi e degli indicatori ministeriali; assicurare l utilizzo regolare di strumenti di valutazione della qualità percepita da parte del malato e dei familiari per le cure prestate durante il periodo di assistenza, promuovendo sistemi di miglioramento della qualità delle cure erogate; definire e verificare il rispetto da parte dei soggetti erogatori dei criteri e degli indicatori previsti dalla normativa vigente, ivi inclusi gli standard di cui al D.M. n. 43 del 22 febbraio 2007; promuovere, su indirizzo dell Assessorato della salute, campagne di comunicazione rivolte ai cittadini; promuovere ed attuare programmi di aggiornamento e formazione continua in cure palliative rivolti a tutte le figure professionali operanti nella Rete. L UOCP ha il compito inoltre di integrare e facilitare le azioni delle strutture chiamate in causa all interno dei vari percorsi assistenziali, ivi comprese le strutture extra-aziendali. L organo tecnico di coordinamento della UOCP è la centrale operativa (CO) ed è lo stesso responsabile dell UOCP che la coordina. Tale struttura ha la funzione di facilitare e razionalizzare il percorso della presa in carico globale del paziente attraverso il coordinamento di tutte le attività che vengono erogate nei nodi della Rete locale di CP e da parte dei soggetti erogatori accreditati che operano sul

29 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n territorio provinciale garantendone la massima integrazione. Nell ambito della centrale operativa vengono utilizzati specifici strumenti informativi per la conservazione delle informazioni relative ai malati assistiti e ciò anche al fine di una migliore pianificazione e condivisione dei percorsi assistenziali ed una più efficace integrazione delle attività di assistenza. Le informazioni custodite presso la centrale operativa devono essere condivise con i soggetti erogatori accreditati che operano nel territorio di riferimento con l obiettivo di migliorare la continuità ed appropriatezza delle cure. La centrale operativa deve essere in grado di programmare ed eseguire i controlli ed i monitoraggi e di ricevere le chiamate 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì ed il sabato mattina. Dovrà raccordarsi con gli ospedali per le dimissioni protette, attivare una procedura per la presa in carico dei pazienti e per le modalità di utilizzo dei posti letto hospice in termini di accessibilità/disponibilità e definire l interfaccia con la Rete di Terapia del Dolore presente nello stesso ambito provinciale e con le altre Reti di patologia. Per la complessità delle azioni previste deve essere considerata la necessità di dotare la centrale operativa di operatori dedicati, supporto amministrativo e adeguata informatizzazione. Unità valutativa palliativa (UVP) L Unità valutativa palliativa (UVP) è istituita ordinariamente in ogni distretto sanitario ed è costituita da: 1. medico di medicina generale (MMG) dell assistito, in quanto medico di fiducia e conoscitore delle problematiche cliniche, psicologiche e sociali della persona malata e della sua famiglia; 2. esperti della valutazione multidimensionale: medico esperto in cure palliative che opera nell ambito della UVP stessa o anche presso l hospice, infermiere, terapista della riabilitazione, assistente sociale, psicologo e/o altre figure professionali ritenute necessarie; 3. direttore del Distretto sanitario o suo delegato, in quanto gestore delle risorse distrettuali e responsabile della integrazione dei servizi sanitari del Distretto sanitario con i servizi sociali dei comuni. La presa in carico del malato da parte della Rete locale di CP deve essere preceduta da una valutazione multidimensionale (VMD) da parte dell UVP, rivolta ai bisogni del malato e della sua famiglia, al fine di decidere il setting e la modalità assistenziale più appropriata: visite ambulatoriali, consulenze occasionali, cure palliative domiciliari di base, cure palliative domiciliari specialistiche, ricovero in hospice. A seguito di tale valutazione avverrà, previo confronto con il medico referente della struttura erogativa (hospice o ente erogatore accreditato), l affidamento dell assistenza. Lo strumento utilizzato per la VMD deve assicurare la massima completezza valutativa nelle aree più problematiche associate ai bisogni e deve avere la possibilità di essere integrato con sistemi informativi web-based di gestione e governance dei processi e dei percorsi di cura, finalizzati anche alla valutazione degli esiti e della qualità dell assistenza. A seguito della richiesta di attivazione da parte del MMG o dello specialista ospedaliero, l UVP accerta, previo l utilizzo di adeguato strumento valutativo integrante la SVAMA (allegato n. 1), la presenza e la tipologia della malattia in fase avanzata o terminale oltre ai bisogni clinico-assistenziali, sociali e spirituali del malato. L UVP deve assicurare: la valutazione multidimensionale per l accesso alle cure palliative domiciliari e/o residenziali entro i termini temporali definiti dagli indicatori; la pianificazione ed il monitoraggio del percorso assistenziale; la prescrizione degli ausili e dei presidi; l integrazione con interventi sociali in relazione agli esiti della VMD; l acquisizione da parte dell ASL di provenienza, nel caso di pazienti residenti presso altre Regioni, dell autorizzazione all assunzione dei relativi costi; il pieno rispetto di quanto esplicitato nella Carta dei servizi della UOCP e dei soggetti erogatori; la somministrazione di questionari di customer satisfaction alle famiglie ed ai destinatari dei trattamenti per valutare la qualità del servizio erogato. È compito dell UVP inoltre il monitoraggio della durata dell assistenza, dei bisogni sopravvenuti e della persistenza dei criteri di eleggibilità. Per quanto concerne i distretti socio-sanitari delle aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina dovrà essere istituita almeno una UVP metropolitana quale unità operativa semplice. Per quanto attiene il numero delle UVP extra-metropolitane esso sarà dimensionato e strutturato in relazione al bisogno ed alle risorse dell ASP e potrà ordinariamente coincidere con le Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) adeguatamente integrate con il medico palliativista. 5. Setting assistenziali ed unità d offerta della Rete locale di cure palliative La Rete locale di CP opera attraverso tre tipologie di setting assistenziali: le cure palliative in ospedale, con attività di consulenza nei reparti e negli ambulatori; le cure palliative domiciliari di base e specialistiche, che garantiscono anche l assistenza presso le residenze per anziani; le cure palliative in hospice, che garantiscono il ricovero del malato. Nell ambito della Rete locale di CP sono identificati i seguenti standard di cura: a) cure palliative domiciliari in ogni ASP; b) cure palliative residenziali, nella misura di almeno un hospice per ogni ASP; c) day-hospice; d) cure palliative in RSA o in altra struttura territoriale protetta; e) ambulatori di cure palliative territoriali e/o ospedalieri; f) cure palliative ospedaliere. a) cure palliative domiciliari Questo standard di cura viene erogato dall ASP e deve rispondere agli standard ed agli elementi strutturali e di processo previsti dal presente documento. Esso consiste in una tipologia di intervento rivolto a malati in fase avanzata o terminale, con Karnofsky Performance Status (KPS) o Palliative Performance Scale (PPS) uguale o inferiore a 50, che richiedono un assistenza coordinata a domicilio ed in cui la natura del bisogno è di tipo clinico, funzionale e sociale. La tipologia di trattamento palliativo, identificata dall UVP, deve essere inquadrata su due livelli di presa in carico tra loro complementari: cure palliative domiciliari di base e cure palliative domiciliari specialistiche. In entrambi i livelli sono uguali le patologie di riferimento, i percorsi di presa in carico e gli strumenti di valutazione; è diversa invece la complessità dei bisogni e cambia il modello di presa in carico e l intensità di cura. I soggetti erogatori accreditati devono garantire pertanto due livelli di intervento, tra loro interagenti, in funzione della complessità dei bisogni assistenziali che aumentano con l avvicinarsi della fine della vita. 1. Cure palliative domiciliari di base Livello di competenze di base costituito da interventi che garantiscono un approccio palliativo, attraverso l ottimale controllo dei sintomi ed un adeguata comunicazione con il malato e la famiglia. Tale livello si rivolge prevalentemente a malati identificati precocemente in funzione di criteri generali e clinici specifici (allegato n 2) in una fase stabile di malattia avanzata a progressione sfavorevole, per i quali è prevista un assistenza affidata di norma al medico di medicina generale, opportunamente formato, ad infermieri e ad altri operatori dell équipe domiciliare accreditata di cure palliative, con la consulenza episodica del medico palliativista. Si tratta di interventi programmati che rientrano comunque nel Piano assistenziale individuale (PAI) elaborato in sede di valutazione da parte dell UVP.

30 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Cure palliative domiciliari specialistiche Livello di competenza specialistica costituito da interventi di équipe multidisciplinari e multiprofessionali accreditate e dedicate, in cui il care manager è il medico palliativista responsabile dell équipe specialistica, rivolti a malati con bisogni complessi per i quali gli interventi di base sono inadeguati. Tale livello richiede un elevato grado di competenza e modalità di lavoro interdisciplinare proprio di un equipe multiprofessionale (composta da medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, dietisti ed operatori socio-sanitari, con specifica formazione in cure palliative). Richiede continuità assistenziale ed interventi programmati 7 giorni su 7 nonché pronta reperibilità medica ed infermieristica nelle 24 ore, anche per la necessità di fornire supporto alla famiglia e/o al care-giver. Anche in tale livello è necessario che il MMG mantenga uno stretto collegamento con l equipe specialistica di cure palliative domiciliari in quanto figura sanitaria di riferimento per il paziente e per i suoi familiari. Criteri per definire l appropriatezza della presa in carico a domicilio del malato da parte della Rete di cure palliative in un percorso di cure palliative domiciliari di base o specialistiche A livello internazionale (T. E. Quill, A.P. Abernethy Generalist plus specialist palliative care: creating a moresustainable model N.Engl.J.Med. March 7, 2013 e The Palliative approach: improving care for canadians with life-limiting illnesses sono stati individuati tre criteri fondamentali che permettono una valutazione attendibile della gravità dei bisogni di Cure palliative e quindi della appropriatezza di interventi di cure palliative domiciliari ad intensità assistenziale differenziata (base e specialistica): 1. Fase della malattia La fase della malattia riflette la tipologia e l intensità delle cure che devono essere garantite. Si possono distinguere quattro fasi principali: stabile: i sintomi sono controllati, i bisogni del malato sono supportati in modo adeguato dalla famiglia che non manifesta criticità particolari per quanto riguarda il percorso assistenziale (sono raccomandate le cure palliative di base); in peggioramento: i sintomi sono peggiorati nel corso delle ultime settimane e/o si sono manifestati nuovi problemi che richiedono adattamenti nel piano di cura e un monitoraggio regolare della situazione (sono raccomandate le cure palliative di base); instabile: sono insorti problemi nuovi e/o sono peggiorati rapidamente problemi che già preesistevano, tali da richiedere una rivalutazione costante e spesso urgente dei cambiamenti del piano assistenziale, necessari per far fronte ai bisogni del malato e della famiglia (Sono raccomandate le cure palliative specialistiche); condizione di fine vita: è prevedibile la morte del malato in tempi brevi, con la necessità di rivalutazioni frequenti, anche più volte al giorno, del piano assistenziale (Sono raccomandate le Cure Palliative Specialistiche). Non esiste necessariamente un ordine sequenziale nel tempo per queste fasi, che di per sé possono avere una durata variabile, da giorni a settimane a mesi. 2. Severità dei problemi clinici Per la valutazione di questo criterio, si richiede l utilizzo di strumenti di valutazione dell impatto dei sintomi sulla qualità di vita del malato, già peraltro previsto dall Intesa del 25 luglio 2012 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano. Fra le dimensioni strutturali e di processo che caratterizzano la Rete locale di cure palliative, al punto n. 9 viene infatti affermato che la Rete locale di cure palliative garantisce un adeguato controllo del dolore e degli altri sintomi fisici e psicologici che provocano sofferenza al malato, attraverso la valutazione multidimensionale dei bisogni 3. Grado di autonomia fisica Per quanto attiene questa valutazione, si richiede l utilizzo della Scala di Karnofsky e delle scale ADL e IADL. Queste scale sono ampiamente usate nell ambito delle cure palliative in Italia e fanno parte della rilevazione dei bisogni dei malati contenuta nei flussi informativi SIAD. La natura dei bisogni del malato, determinata dai criteri sopra descritti, concorre a distinguere il percorso di cure palliative domiciliari di base da quello di tipo specialistico, unitamente ad altri due fattori: l intensità assistenziale (definita dal coefficiente di intensità assistenziale CIA) e la complessità in funzione del case mix e dell impegno delle figure professionali coinvolte nel piano di cura (definita dalle giornate effettive di assistenza GEA). Le cure palliative domiciliari di base e specialistiche devono essere richieste, su apposita modulistica dedicata, dal MMG se il paziente trovasi a domicilio o in RSA e dal medico specialista ospedaliero, attraverso l attivazione della procedura di dimissione protetta se il paziente è ricoverato in ospedale. Le dimissioni protette vanno realizzate attraverso il coinvolgimento degli uffici territoriali per le dimissioni protette esistenti in ogni presidio delle aziende ospedaliere, con la trasmissione dell apposita modulistica dedicata alla UVP Distrettuale, sia nel caso venga prospettato il ricovero in Hospice, sia qualora venga richiesta l attivazione di un percorso di cure palliative domiciliari. Per i pazienti inseriti in un programma di Cure Palliative Domiciliari deve essere prevista l erogazione diretta dei farmaci, degli ausili e dei presidi. Nel caso di necessità di attivazione del livello di base per l età pediatrica (cure palliative domiciliari pediatriche CPDP - di primo livello), la procedura seguirà quanto previsto dal D.A pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 39 del 19 settembre 2014 Programma di sviluppo della Rete di cure palliative terapia del dolore in età pediatrica nella Regione siciliana. Va specificato che le Cure palliative domiciliari, di base e specialistiche, non possono in alcun modo essere espletate nel contesto di attività di assistenza domiciliare integrata (ADI). La complessità dei bisogni del malato e dei familiari richiede infatti un percorso assistenziale specifico caratterizzato da un elevato livello di competenza dei professionisti che assistono il malato e da una metodologia di lavoro interdisciplinare e multiprofessionale. Pertanto l attività di cure palliative domiciliari deve essere diversificata e distinta dall attività di ADI, sia dal punto di vista organizzativo sia dal punto di vista funzionale (centrali operative diverse ed équipe dedicate per i diversi livelli assistenziali). Ai fini dell individuazione delle figure professionali che operano a livello domiciliare, in coerenza con quanto previsto dall Articolo 5, comma 2, della legge n. 38/2010, si rimanda all allegato 3. Ai fini della competenza delle figure professionali operanti a livello domiciliare si rimanda all allegato tecnico dell Accordo Stato Regioni del 10 luglio 2014 (allegato 5). b) cure palliative residenziali/hospice All hospice, accedono, di norma, i malati adulti che hanno compiuto i 18 anni di età (vedi D.A. n del 2014 Programma di sviluppo della Rete di cure palliative pediatriche), affetti da una malattia progressiva ed in fase avanzata, in rapida evoluzione e a prognosi infausta, oncologica o non oncologica, non più suscettibili di terapia etiopatogenetica, in base ai seguenti criteri: 1. aspettativa di vita, di norma valutata in 6 mesi, in base ad indicatori prognostici validati scientificamente ed alla esperienza dell equipe curante; 2. Karnofsky Performance Status (KPS) uguale o inferiore al valore di 40 o Palliative Performance Scale (PPS) uguale o inferiore al valore di 50 o Palliative Prognostic Index PPI score 4 3. elevato livello di necessità assistenziale e/o ridotta autonomia funzionale e/o compromissione dello stato cognitivo caratterizzanti uno stato di fragilità ; 4. impossibilità di attuare le cure palliative domiciliari per problematiche sanitarie e/o sociali; 5. quadro caratterizzato da instabilità di sintomi e segni (ad es. dolore o dispnea), da necessità di adeguamenti terapeutici continui per ottenere la stabilità del quadro clinico e/o dalla presenza di manifestazioni cliniche di difficile e/o complesso trattamento (ad es. piaghe maleodoranti, lesioni a grave rischio di emorragia, delirio);

31 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n necessità di garantire periodi di sollievo per la famiglia. I malati possono accedere al ricovero in hospice, provenendo da qualsiasi setting assistenziale qualora in possesso dei requisiti specifici sopra indicati e previa valutazione da parte della UVP e segnalazione alla centrale operativa. Nell hospice devono integrarsi armoniosamente le competenze cliniche e le capacità relazionali, al fine di creare un ambiente accogliente, ricco di calore e contemporaneamente in grado di curare efficacemente e rapidamente i sintomi destabilizzanti, premessa indispensabile per la creazione di un percorso dignitoso verso la fase finale della vita. Le cure palliative in hospice sono costituite da un complesso integrato di prestazioni sanitarie professionali di tipo medico, infermieristico, riabilitativo e psicologico, oltre che da prestazioni sociali, tutelari ed alberghiere. Esse sono erogate da equipe multidisciplinari e multiprofessionali che assicurano cure ed assistenza in via continuativa per ventiquattro ore e sette giorni su sette. Le cure in hospice sono garantite in modo omogeneo ovunque esso sia collocato. Non sono corrette derive di ipermedicalizzazione (con il rischio implicito di accanimento terapeutico), né derive verso il semplice accudimento (con il rischio di un inadeguato trattamento sanitario). Devono essere favorite attività come la musicoterapia, le arti visive, la terapia occupazionale (la cucina, il decoupage, etc ), la pet therapy, et al. L hospice per adulti non prevede posti letto per minori, i quali devono essere ricoverati presso l hospice pediatrico (vedi D.A. n del 2014 Programma di sviluppo della Rete di cure palliative pediatriche). L hospice pediatrico non può essere contiguo all hospice per adulti ed il personale dell hospice pediatrico deve possedere competenze specifiche in ambito pediatrico. Il responsabile dell hospice per adulti non può in alcun modo coincidere con il responsabile dell hospice pediatrico. Nelle more dell attivazione degli hospice pediatrici, i minori che necessitano di ricovero dovranno essere assistiti presso strutture di area pediatrica. L organizzazione deve prevedere: la pluridisciplinarietà necessaria per assicurare la qualità della presa in carico e l adattamento del progetto di cura al bisogno del malato e della sua famiglia; l intervento di uno psicologo sul paziente o sul familiare; l intervento di un assistente sociale; l intervento di un dietista/nutrizionista; l intervento di volontari; l intervento di un assistente spirituale; la possibilità di visite libere ai pazienti, senza orari predefiniti, da parte dei familiari. L équipe deve essere multiprofessionale con personale dedicato. Nell ambito di ogni hospice sarà identificato il responsabile della struttura. L équipe di base è costituita da medici, infermieri e psicologi ed operatori socio sanitari in possesso di adeguata formazione ed esperienza. Con questa struttura di base collaborano, in rapporto ai bisogni del malato e della famiglia, fisioterapisti, assistenti sociali nonché le altre figure professionali ritenute essenziali. Le équipe multiprofessionali adottano quale strumento di condivisione professionale periodico la riunione d equipe. Gli hospice sono inseriti nei LEA territoriali, anche quando sono logisticamente situati in strutture sanitarie di ricovero e cura oppure ne costituiscano articolazioni organizzative. Ai fini della definizione dei requisiti strutturali e tecnologici per i Centri residenziali di cure palliative (hospice), in coerenza con quanto previsto dall art. 5, comma 3, della legge 38/2010, si rimanda al D.P.C.M. del 20 gennaio Per garantire la piena funzionalità organizzativo/assistenziale e la continuità tra il regime residenziale e quello domiciliare, potranno essere previste specifiche forme di partnership tra gli hospice e i soggetti erogatori di cure palliative domiciliari accreditati con il Servizio sanitario regionale, anche attraverso forme di specifiche contrattualizzazioni. Ai fini dell individuazione delle figure professionali, in coerenza con quanto previsto dall articolo 5, comma 2, della legge n. 38/2010, si rimanda all allegato 4. Ai fini della competenza delle figure professionali operanti presso l hospice si rimanda all allegato tecnico dell Accordo Stato-Regioni del 10 luglio 2014 (allegato 5). c) day-hospice Il day-hospice è un articolazione organizzativa dell hospice ed eroga prestazioni diagnostico-terapeutiche e assistenziali di particolare complessità a ciclo diurno non eseguibili a domicilio. Le funzioni del day-hospice sono equiparabili alle prestazioni in regime di ospedalizzazione a ciclo diurno. d) cure palliative in RSA Le strutture residenziali assistite (RSA) o altre strutture di tipo residenziale accreditate garantiscono le cure palliative ai propri ospiti avvalendosi dell UVP territorialmente competente, con le modalità indicate alla voce Cure palliative domiciliari. e) ambulatorio L ambulatorio territoriale e/o ospedaliero dedicato garantisce l erogazione di prestazioni per pazienti autosufficienti che necessitano di valutazione multidimensionale specialistica per il controllo ottimale dei sintomi, ivi compreso il dolore ed il sostegno alla famiglia. Presso l ambulatorio viene supportato il percorso di comunicazione della diagnosi e della prognosi e di pianificazione delle cure e garantita la continuità del percorso assistenziale attraverso la collaborazione con la équipe specialistica o il MMG. f) cure palliative ospedaliere Nell ambito dell assistenza ospedaliera, l approccio palliativo deve essere garantito per tutti i malati durante l intero percorso di cura, in funzione dei loro bisogni ed in integrazione con le specifiche fasi terapeutiche delle malattie croniche evolutive, in tutti i reparti di degenza. Le cure palliative in ospedale sono caratterizzate da prestazioni di consulenza palliativa medica, infermieristica e psicologica e da attività ambulatoriale. Le prestazioni di consulenza palliativa garantiscono un supporto specialistico ai malati nei diversi regimi di assistenza ospedaliera al fine di un ottimale controllo dei sintomi, di una pianificazione delle cure, all ottimizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, all individuazione del percorso e del setting di cura più appropriato e di una appropriata comunicazione con il malato e con la famiglia, contribuendo ad assicurare continuità assistenziale durante tutto il percorso di malattia ed integrazione tra i diversi nodi della Rete. 6. Accesso alla rete di cure palliative e modalità di realizzazione di un intervento palliativo Va premesso che le cure palliative sono comprese nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e che i fondamenti su cui si basa il loro sviluppo sono indicati ampiamente nella normativa regionale. A ciò bisogna aggiungere che la fase terminale non è caratteristica esclusiva della malattia oncologica ma rappresenta una costante della fase finale della vita di persone affette da malattie ad andamento evolutivo, spesso cronico, a carico di numerosi apparati e sistemi ed è caratterizzata da una progressiva perdita di autonomia e dal manifestarsi di sintomi fisici e psichici che richiedono spesso trattamenti complessi e da una sofferenza globale che coinvolge il nucleo familiare. A tali principi, considerato che il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative deve essere tutelato e garantito, così come disposto dai commi 1 e 2 dell art. 1 della legge 38/2010, bisogna associare i seguenti orientamenti relativi a quello che deve essere considerato a tutti gli effetti un intervento palliativo: a) segnalazione del caso b) colloquio preliminare c) valutazione del bisogno d) presa in carico del malato e della sua famiglia

32 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 e) riunione multiprofessionale f) sostegno psicologico g) supporto sociale h) supporto spirituale i) supporto al lutto l) misurazione della qualità di vita a) Segnalazione del caso L accesso alla Rete locale di CP avviene mediante il PUA (Punto unico di accesso alle prestazioni socio-sanitarie) attraverso la richiesta formulata su apposita modulistica dedicata, da parte del MMG o del medico specialista ospedaliero (tramite gli uffici territoriali per le dimissioni protette). Il PUA trasmette tempestivamente la segnalazione alla Centrale operativa ed alla unità di valutazione palliativa (UVP) distrettuale per la successiva valutazione. La segnalazione del caso al PUA può avvenire da parte di chiunque abbia interesse: persona malata; familiari o vicinato; medico di medicina generale; pediatra; reparto ospedaliero; servizi sociali; soggetto erogatore accreditato. b) Colloquio preliminare Tra le fasi fondamentali del percorso assistenziale il colloquio di accoglienza è parte integrante del momento valutativo. Il primo incontro con il servizio di cure palliative rappresenta il momento basilare per l avvio di una relazione di assistenza efficace e costruttiva. Esso ha la finalità di accogliere i familiari che richiedono l assistenza, offrendo un momento di ascolto attivo volto a rilevare il grado di consapevolezza e le aspettative. Il colloquio ha la funzione di orientare il malato nell ambito delle rete di servizi e di raccogliere le informazioni anagrafiche, cliniche e sociali necessarie alla valutazione della richiesta sia sul piano clinico che assistenziale. Sempre in tale sede, vanno evidenziate le risorse interne ed esterne che possono essere attivate per l assistenza domiciliare; inoltre vanno illustrate le finalità delle cure palliative e le modalità della presa in carico. Il colloquio va svolto da operatori dedicati all accoglienza, con adeguate competenze relazionali. Va utilizzata apposita modulistica per la raccolta delle informazioni necessarie all avvio dell assistenza e contestualmente va acquisito il consenso informato all assistenza ed al trattamento dei dati. Acquisito il consenso informato, l utente/familiare verrà messo a conoscenza che nel territorio dell ASP operano più soggetti erogatori tra i quali verrà individuata la struttura accreditata che provvederà all attività assistenziale. c) Valutazione del bisogno L UVP distrettuale dell ASP è il luogo elettivo dove avviene la valutazione della richiesta di assistenza. Il miglioramento della qualità di vita nella fase avanzata e terminale di malattia è strettamente correlato alla soddisfazione di bisogni fisici, relazionali, sociali, psicologici, culturali e spirituali. Conoscere e saper riconoscere tali bisogni è il primo passo per trovare ed offrire le risposte che con maggiore probabilità potrebbero soddisfarli. In termini organizzativi significa mettere in atto nel modo più concreto possibile un modello assistenziale efficace che metta al centro il malato nella sua individualità ed i suoi familiari, utilizzando al meglio le risorse disponibili. Si tratta di raggruppare i bisogni per aree o identificare le richieste più rilevanti e/o più frequenti, operando in équipe e mobilitando le risorse di volta in volta necessarie, nell ambito della famiglia, degli operatori e della rete integrata sociale di assistenza. La decisione di accogliere un malato in un programma di cure palliative dovrà comunque essere presa, tenuto conto della volontà del malato o del familiare, del parere del MMG, dello specialista che ha in cura il malato e del medico palliativista. L ammissione dovrà essere sostenuta da una valutazione globale clinico/assistenziale e psico-sociale che darà luogo a un progetto di cura individualizzato ed inserito nell ambito di un dossier informatizzato che dovrà accompagnare il malato in tutto il suo percorso. La presa in carico del malato da parte della Rete locale di CP deve essere preceduta da una valutazione multidimensionale (VMD) da parte dell UVP, che coinvolga il malato e la sua famiglia e finalizzata a decidere il setting e la modalità assistenziale più appropriata: visite ambulatoriali, consulenze occasionali, cure palliative domiciliari di base, cure palliative domiciliari specialistiche, ricovero in hospice. La decisione di modificare il piano di cura precedentemente proposto dovrà essere assunta sulle stesse basi. d) Presa in carico del malato e della sua famiglia La qualità di vita del malato dipende molto dalla qualità delle relazioni con i familiari. Perché questo si realizzi l intervento globale di presa in carico di un paziente in fase avanzata presuppone anche una contestuale attenzione al circuito familiare. È compito degli operatori rispondere in maniera appropriata alle innumerevoli domande e ai dubbi che vengono posti sulle terapie fatte e su quelle non fatte o fattibili, sulle risposte alle necessità e sui bisogni sempre maggiori. Il malato e la sua famiglia hanno il pieno diritto ad un informazione chiara e completa sulle condizioni di salute e sul decorso della malattia, perché le cure palliative devono favorire la piena consapevolezza nel malato e nei suoi familiari per la partecipazione alle scelte che lo riguardano. Il supporto psicologico e principalmente sociale deve potere comprendere tutti gli aspetti possibili di presa in carico del contesto familiare dal momento della diagnosi, alla condivisione dei percorsi assistenziali, fino al supporto al lutto, elemento distintivo specifico delle cure palliative. e) Riunione multiprofessionale La riunione multiprofessionale è lo strumento principale di lavoro. L attitudine al lavoro in gruppo, a domicilio o in hospice, deve essere il risultato di un processo di apprendimento relazionale basato sulla capacità di sviluppare una comunicazione efficace fra i membri dell equipe e fra questi ed i malati assistiti. La riunione di équipe finalizzata alla discussione di ogni singolo caso deve avvenire con cadenza periodica. Tale incontro, condotto dal coordinatore medico o infermieristico ed aperto alla partecipazione di tutti gli operatori sanitari e psicosociali coinvolti nel processo di cura al paziente, costituisce lo strumento operativo fondamentale affinché ciascun operatore possa fruire di momenti di riflessione volti ad individuare il miglior approccio gestionale del paziente ed offrire una assistenza di elevata qualità. f) Sostegno psicologico La supervisione psicologica delle équipe che operano all interno della Rete locale di CP è indispensabile per adeguare il livello professionale ai bisogni del malato e per sostenere emotivamente gli operatori nello svolgimento delle proprie funzioni. Nella Rete locale di CP sono attivati specifici programmi di supporto psicologico rivolti agli operatori che vivono situazioni di particolare difficoltà nella gestione dei processi assistenziali, allo scopo di monitorare e prevenire il rischio di burn-out. Tali programmi, centrati sull obiettivo di favorire l elaborazione del cordoglio e del lutto correlati all attività assistenziale, sono finalizzati all acquisizione di capacità comunicative, relazionali e di gestione delle emozioni. Gli strumenti terapeutici idonei a perseguire questi obiettivi possono andare da interventi individuali di psicoterapia comportamentale o ad orientamento psicodinamico, all organizzazione di gruppi di supervisione finalizzati ad incrementare il senso di competenza nella relazione terapeutica, l identità professionale, la sicurezza e la soddisfazione degli operatori. Va garantito inoltre adeguato supporto psicologico al paziente ed alla sua famiglia.

33 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n g) Supporto sociale L assistente sociale che opera nella Rete locale di CP deve garantire adeguate risposte ai bisogni sociali dei malati e dei familiari attraverso interventi socio-sanitari. Deve intervenire nella valutazione della persona e del suo contesto familiare-affettivo condividendo il percorso di presa in carico con l equipe di CP per la gestione degli aspetti assistenziali ed organizzativi, secondo criteri di flessibilità e continuità assistenziale e fornendo interventi di sostegno relazionale e comunicativo, di mediazione tra bisogni e risorse. h) Supporto spirituale La Rete locale di CP deve contribuire a garantire risposte organizzative adeguate ai bisogni spirituali dei malati e dei familiari al fine di evitare severe quote di sofferenze individuali e di sistema. i) Supporto al lutto Ad avvenuto decesso sarà cura dell equipe curante effettuare una visita di cordoglio, parte integrante dell intero percorso assistenziale, nel rispetto delle tradizioni culturali del contesto familiare. La Rete locale di CP deve pertanto garantire programmi di supporto per i familiari dei malati assistiti in caso di lutto patologico. j) Misurazione della qualità di vita Dovranno essere utilizzati con regolarità strumenti validati di misurazione della qualità di vita dei pazienti assistiti. La valutazione della qualità di vita del paziente nei diversi luoghi di cura deve rappresentare la prima fase del processo di presa in carico. Nel particolare contesto delle cure di fine vita, cure globali e continue che mirano non solo al trattamento dei bisogni fisici ma anche alle necessità psicologiche, emozionali e spirituali, l obiettivo primario deve essere quello di garantire la migliore qualità di vita possibile ai fini di una corretta formulazione del piano assistenziale. 7. Continuità delle cure Nella Rete locale di CP è garantita la continuità della cura attraverso l integrazione tra i diversi nodi (domicilio, hospice, ospedale, strutture residenziali). L integrazione di queste opzioni assistenziali, in un programma di cure individuali, è condizione essenziale per poter dare una risposta efficace ai bisogni dei malati e dei loro familiari. La Rete locale di CP garantisce anche una valutazione costante dei bisogni della famiglia al fine di individuare un percorso di supporto. 8. Accreditamento delle organizzazioni no profit Le cure palliative domiciliari sono in atto garantite in Sicilia dalle ASP attraverso organizzazioni non profit accreditate con il Servizio sanitario regionale. I criteri di accreditamento per l erogazione di cure palliative domiciliari sono definiti dal D.A. n del 14 novembre Le organizzazioni non profit accreditate si configurano a tutti gli effetti come soggetti erogatori che concorrono alla clinical governance, rendendosi responsabili del raggiungimento/mantenimento degli standard assistenziali definiti della recente normativa in materia di cure palliative (Intesa Stato-Regioni del 20/12/12 Revisione sulla normativa per l accreditamento ed Intesa Stato-Regioni del 25 luglio Requisiti minimi e modalità organizzative necessari per l accreditamento delle strutture di assistenza ai malati terminali e delle unità di cure palliative ). Con accordo raggiunto e sottoscritto in data presso l Assessorato della salute dai rappresentanti delle organizzazioni non profit accreditate, sono stati definiti gli ambiti provinciali di attività di ciascuna ONLUS con l obiettivo di assicurare in tutte le province la presenza di almeno due soggetti erogatori. Tale accordo è stato recepito con D.A. n del che ha regolamentato l accesso al sistema erogativo delle cure palliative domiciliari da parte delle organizzazioni non profit accreditate. Assume particolare rilevanza l esigenza di istituire una funzione di vigilanza regionale al fine di garantire: la verifica del possesso dei requisiti di accreditamento (ex ante), la cui istruttoria rimane in capo alle ASP, ed al proposito si evidenzia che il requisito di esclusività o prevalenza nel settore delle cure palliative, già indicato nel D.A. n del 14 novembre 2011, deve essere riferito a specifiche attività assistenziali espletate nell ambito del territorio della Regione siciliana da almeno cinque anni; la verifica triennale del mantenimento dei requisiti di accreditamento; il controllo dell osservanza delle regole di appropriatezza riguardo i criteri di eleggibilità e di erogazione degli specifici setting assistenziali in materia di cure palliative; un offerta assistenziale non monopolistica e diversificata al cittadino e, di conseguenza, la coesistenza di almeno due soggetti erogatori per ciascun ambito provinciale. A tal proposito si evidenzia che da parte di ciascuna ASP dovrà comunque essere garantita ad ogni soggetto erogatore accreditato che opera nel proprio territorio l attribuzione di un budget minimo tale da consentire la copertura delle spese vive di gestione in coerenza con i provvedimenti assessoriali (cfr. DA n. 922/15) che garantiscono un budget minimo congruo alle strutture specialistiche accreditate di nuova contrattualizzazione alla luce dei principi introdotti dalla giurisprudenza in materia. I criteri per l attribuzione di detto budget ai soggetti erogatori saranno determinati con successivo provvedimento assessoriale. la programmazione dei fabbisogni assistenziali, con relativa determinazione del budget di spesa per ciascuna ASP, che dovrà essere attuata sulla base dei dati epidemiologici relativi alla mortalità per malattie oncologiche e non oncologiche forniti dal DASOE. 9. Integrazione socio-sanitaria In sede di iniziale valutazione dei bisogni assistenziali e nelle valutazioni successive, la UVP dovrà dedicare particolare attenzione alla integrazione tra i servizi sanitari con i servizi sociali dei comuni. La UOCP dovrà prevedere la predisposizione di azioni integrate all interno dei piani di zona di cui alla legge n. 328/2000, al fine di assicurare alle persone malate ed alle loro famiglie tutti gli interventi sanitari e sociali previsti dal Programma assistenziale individuale (PAI). 10. Gli operatori della Rete locale di CP Per quanto attiene i profili professionali idonei ad operare nell ambito della Rete locale di CP, con decreto del 4 giugno 2015 del Ministero della salute, sono stati individuati i criteri per la certificazione della esperienza triennale nel campo delle cure palliative dei medici in servizio presso le reti dedicate alle cure palliative pubbliche o private accreditate, di cui alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, comma 425. Tali criteri stabiliscono che, fermo restando quanto sancito dall Accordo del 10 luglio 2014 sulle figure professionali che garantiscono le cure palliative (allegato n. 5), ai fini del rilascio della certificazione dell esperienza professionale svolta nell ambito della Rete locale di CP, possono presentare istanza i medici privi di specializzazione o in possesso di una specializzazione diversa da quella di cui al decreto del Ministero della salute del 28 marzo 2013, i quali alla data di entrata in vigore della legge 27 dicembre 2013, n. 147 erano in servizio presso le reti dedicate alle cure palliative pubbliche o private accreditate nell ambito territoriale di riferimento in sede ospedaliera, domiciliare e residenziale, così come individuate nell Intesa Stato-Regioni sancita il 25 luglio 2012, Rep. n. 151/CSR. Il medico deve aver svolto, alla data di entrata in vigore della legge n. 147/2013, attività nel campo delle cure palliative per almeno tre anni, anche non continuativi presso le strutture delle reti dedicate alle cure palliative pubbliche o private accreditate. Per quanto attiene la Regione Sicilia, al fine del rilascio della certificazione della propria esperienza professionale e dell inserimento in un provvedimento ricognitivo regionale, il medico richiedente dovrà inoltrare l istanza (allegato n. 6) entro 18 mesi dall entrata in vigore del

34 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 decreto del Ministero della salute del 4 giugno 2015, indirizzandola al dirigente generale del Dipartimento ASOE, via Vaccaro, 5 Palermo. L istanza dovrà essere corredata della seguente documentazione: curriculum vitae in formato europeo; stato di servizio rilasciato dal rappresentante legale della struttura pubblica e/o privata accreditata in cui il medico era in servizio alla data di entrata in vigore della legge n. 147/2013, ovvero da dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà; attestazione del direttore sanitario della struttura pubblica e/o privata accreditata accreditata della rete stessa, nella quale il medico ha svolto la propria attività, dalla quale emerga l esperienza professionale maturata ai sensi del comma 2 dell art. 1 del decreto 4 giugno In fase di prima applicazione possono chiedere la certificazione di cui all art. 1 del decreto 4 giugno 2015 anche i medici in servizio presso enti o strutture che erogano attività assistenziali di cure palliative che abbiano presentato istanza per l accreditamento istituzionale, quest ultima documentata attraverso una attestazione del rappresentante legale della struttura o dell ente. Entro 90 giorni dal ricevimento della domanda, l Assessorato della salute emanerà il decreto con il quale certificherà l esperienza professionale del medico che verrà inserito nel predetto provvedimento ricognitivo e che potrà operare nell ambito della Rete locale di CP nel contesto di uno dei nodi della Rete o dei soggetti pubblici o privati accreditati. Tale decreto verrà aggiornato sulla base delle nuove istanze che perverranno successivamente entro il termine dei 18 mesi sopraindicato. 11. Formazione La formazione multidisciplinare degli operatori è un elemento indispensabile per il mantenimento di adeguati livelli qualitativi dell assistenza. Il Coordinamento regionale di cure palliative definisce la programmazione pluriennale in accordo con le strutture formative aziendali. La struttura organizzativa di coordinamento della Rete locale (UOCP) partecipa, con le strutture aziendali dedicate, ai piani di formazione continua per gli operatori della Rete locale di CP e per quanto attiene al personale neoassunto dovrà essere messo in atto uno specifico piano di accoglienza e affiancamento/addestramento da parte dei soggetti erogatori che comprenda periodi di tirocinio obbligatorio presso le strutture della Rete (Art. 8, comma 3, legge n. 38/2010). Nella realizzazione di programmi formativi specifici sulle cure palliative la ASP potrà avvalersi della partnership di soggetti erogatori accreditati in qualità di Provider ECM. Quando sono presenti i volontari, essi devono essere adeguatamente formati e regolarmente supervisionati per le attività loro assegnate nell ambito della Rete locale di CP. Per le figure professionali che operano nella Rete locale di CP i contenuti minimi dei percorsi formativi obbligatori ed omogenei in termini di conoscenze, competenze e abilità ai fini dello svolgimento dell attività professionale, sono quelli riportati nell allegato tecnico all Accordo Stato-Regioni del 10 luglio Fanno parte integrante e costituiscono riferimento per la formazione avanzata i master in cure palliative di I e II livello, attivati in ottemperanza alla legge n. 38/2010 ed ai successivi decreti attuativi presso le sedi universitarie. Per le attività formative sarebbe auspicabile inoltre, d intesa con la Facoltà di medicina e chirurgia, l implementazione di specifici percorsi formativi in cure palliative sia durante il percorso di laurea che nell ambito delle nove discipline equipollenti alla disciplina di cure palliative (ematologia, geriatria, malattie infettive, medicina interna, neurologia, oncologia, pediatria, radioterapia, anestesia e rianimazione). Il 24 febbraio 2014 la disciplina di cure palliative è stata inserita tra le possibili discipline per le quali chiedere l accreditamento ECM, grazie alla modifica del tracciato record ECM alla versione 1.12 e del relativo schema xsd tracciato record consuntivo ECM. 12. Adeguata comunicazione ai cittadini La Regione siciliana sviluppa programmi specifici di informazione ai cittadini sui principi di una migliore assistenza ai malati e sulle modalità di accesso ai servizi delle Rete, in coerenza con quanto stabilito dal Programma regionale di comunicazione. Ogni ASP dovrà promuovere campagne di comunicazione che mettano in condizione i cittadini di attuare una scelta assistenziale in funzione delle necessità e preferenze del paziente. Dovranno essere valorizzati i diritti alla continuità delle cure, alla disponibilità di informazioni, alla qualità di vita, alla scelta assistenziale e terapeutica. La campagna di informazione e di sensibilizzazione sarà diretta sia al pubblico generico, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, sia alle fasce di età giovanili attraverso interventi nelle scuole. In particolare bisognerà informare i cittadini che il dolore può essere evitato almeno nella maggior parte dei casi ricorrendo alle terapie idonee, fugando i falsi timori della dipendenza dagli oppiacei. La campagna informativa dovrà anche trasmettere indicazioni precise sull organizzazione della Rete locale di CP e in particolare sull assistenza domiciliare e sugli hospice. Sarà compito anche delle aziende sanitarie operanti nell ambito territoriale della Rete locale di CP condurre campagne di informazione sugli aspetti organizzativi della Rete locale di CP e sui propri servizi aziendali. Il programma di comunicazione/informazione può essere realizzato con il contributo di tutti gli enti erogatori pubblici e privati operanti nel settore. Oltre al necessario supporto dei distretti socio-sanitari, dei MMG e dei farmacisti, dovrà essere prevista la possibilità di esporre materiale informativo all interno degli studi medici, delle farmacie e degli ambulatori delle ASP. 13. Valorizzazione del volontariato La partecipazione di volontari nell ambito della Rete di CP costituisce un importante elemento di qualità e di diversificazione finalizzato alla fase di umanizzazione nelle cure palliative. Le associazioni di volontariato che forniscono tale forma di supporto sono costituite da un insieme di persone che si mobilitano per migliorare le condizioni di vita delle persone sofferenti e dei loro familiari che affrontano la fase finale della vita, senza interferire con le attività sanitarie ed assistenziali. Il volontario si affianca e si coordina con il medico e l infermiere e con le altre figure professionali nello svolgimento della propria attività di solidarietà umana, supporto al malato e sostegno alla sua famiglia. I volontari operano con professionalità e competenza, in modo continuativo e responsabile, contribuendo con la propria azione a garantire i livelli di qualità dell associazione di appartenenza. La loro missione si iscrive nell ambito di un quadro di laicità e di neutralità. Nell osservanza delle leggi nazionali e regionali in vigore, le associazioni di volontariato hanno l obbligo di: dotarsi di una carta dei servizi che definisca i principi oggetto dell intervento; tenere aggiornato il registro dei volontari; certificare la selezione e la formazione/educazione permanente; garantire la supervisione continua; recepire ed applicare il codice deontologico; dotarsi di adeguati strumenti di verifica di qualità della propria attività; garantire annualmente il possesso di risorse proporzionate agli obiettivi assistenziali dell associazione; garantire le adeguate coperture assicurative. L attività dei volontari deve essere regolata da convenzioni o da protocolli di intesa formali che delineino i compiti, le responsabilità e le forme di integrazione. 14. Procedure per discussione e risoluzione delle scelte etiche La Rete locale di CP stabilisce le procedure per la discussione e la risoluzione dei dilemmi etici che si dovessero presentare, anche per quanto riguarda le procedure di eventuale segnalazione ad un comitato etico.

35 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Quadro attuativo della Rete Nel corso degli ultimi 15 anni è stata data attuazione al Programma regionale di cure palliative che oggi vede realizzati tutti gli hospice previsti in fase progettuale e buona parte delle reti domiciliari di cure palliative a livello provinciale. a) Hospice Di seguito è riportato lo stato di attuazione degli hospice sul territorio della Regione Sicilia: * Posti letto programmati ai sensi del Programma regionale per la realizzazione della rete di assistenza ai malati in fase avanzata e terminale approvato con decreto assessoriale n del 9 ottobre 2000 e successive modifiche e integrazioni ** Posti letto attivati risultanti dai flussi informativi alimentati dalle aziende sanitarie La rete regionale degli hospice verrà definita in ottemperanza alle previsioni contenute nel D.A. 14 gennaio 2015 Riqualificazione e rifunzionalizzazione della Rete ospedaliera-territoriale delle Regione Sicilia, nonché in attuazione alle indicazioni contenute nel regolamento sugli standard relativi all assistenza ospedaliera di cui al decreto ministeriale n. 70 del 2 aprile 2015 (decreto Balduzzi) recepito con decreto assessoriale dell 1 luglio Pertanto si procederà con successivo provvedimento alla rideterminazione dei posti letto hospice in ambito regionale tenuto conto anche delle crescenti richieste di ricovero per tutte le forme di malattie cronico-degenerative. In relazione alla dotazione di posti letto programmati per la rete regionale di cure palliative, nonché della contestuale valorizzazione economica per la sua sostenibilità, nell intento di dare piena esecuzione ed attuazione alle esigenze assistenziali presenti all interno di un percorso di verifica, si prevede l inserimento di tali azioni nell ambito del documento P.O.C.S. 2016/2018 in fase di stesura. b) Cure palliative domiciliari Di seguito è riportato lo stato di attuazione delle Reti domiciliari di cure palliative sul territorio della Regione Sicilia: *Presso tali aziende sanitarie provinciali la Rete domiciliare di cure palliative sarà attiva entro il 31 dicembre Gruppo tecnico regionale di cure palliative Con D.A. n. 786/2015 del 5 maggio 2015 è stata rimodulata la composizione e le funzioni del coordinamento regionale di cure palliative e terapia del dolore a cui è stata attribuita, tra le varie funzioni, quella di supportare tecnicamente la programmazione regionale per lo sviluppo delle cure palliative. 17. Sistema tariffario Nelle more dell emanazione di un sistema tariffario da parte del Ministero della salute, si ritiene necessario adeguare le tariffe delle cure palliative domiciliari prevedendo una duplice valorizzazione degli interventi espletati nell ambito del livello domiciliare di base e del livello domiciliare specialistico.

36 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 Elementi che caratterizzano il sistema di tariffazione per le cure palliative domiciliari Due sistemi di tariffazione per Giornata di cura (GdC) sia per le cure palliative di base sia per le cure palliative specialistiche Una valorizzazione economica per giornata di cura (GdC)* Un abbattimento del 50% per le cure palliative di base nei confronti di quelle specialistiche Una tariffa fissa, sia per le cure palliative di base sia per le cure palliative specialistiche, per le attività di presa in carico (PIC) del malato (attività con la struttura/medico proponente per dimissione protetta/continuità delle cure, valutazione multidimensionale e colloquio con malato/familiari, proposta del Piano di cura e relativo Piano assistenziale individuale). * Per giornate di cura (GdC) si intende il numero di giorni trascorsi dalla data presa in carico alla data di conclusione dell assistenza, al netto dei periodi di sospensione. La tariffa delle cure palliative specialistiche e il corrispondente CIA pari a 0.6, presenti nel D.A. n. 873 dell 8 maggio 2009 rimangono invariati. Consulenza presso RSA Tali tariffe remunerano le attività di consulenza medica e medica e infermieristica richieste dalle strutture residenziali alle equipe specialistiche domiciliari territorialmente competenti e sono relative a: valutazione multidimensionale, valutazione del dolore e dei sintomi, programmazione della terapia specifica, definizione di un Piano terapeutico individualizzato, follow-up. Sempre nelle more dell emanazione di un sistema tariffario da parte del Ministero della salute, si ritiene altresì necessario adeguare la tariffa di degenza giornaliera dell hospice considerando che la tariffa, per giornata di cura/degenza, remunera il complesso integrato delle prestazioni mediche specialistiche, infermieristiche, riabilitative, psicologiche, gli accertamenti diagnostici, l assistenza farmaceutica, i preparati per la nutrizione artificiale, le prestazioni sociali tutelari e alberghiere, nonché di sostegno spirituale erogate attraverso équipe multidisciplinari e multiprofessionali. Fonti bibliografiche Ricerca: Modello di unità di terapia del dolore e di cure palliative, integrate con associazioni di volontariato. Finanziata dal Ministero della salute mediante i fondi destinati alla ricerca finalizzata (art. 12 bis, D.L. n. 299/99). Ministero della salute Hospice in Italia: seconda rilevazione ufficiale 2010, SICP, F. Floriani e F. Seragnoli. Progetto di ricerca finalizzata anno 2002 Cure palliative e rapporto costo-beneficio dall ADI all AD specialistica di II livello, all hospice. Day-hospice La tariffa, per ricovero in regime diurno (Day-hospital), remunera le prestazioni sulla base della tariffa del nomenclatore di assistenza specialistica ambulatoriale, a cui si rinvia. 18. Compensazioni interregionali È necessario che per le attività degli hospice e dei servizi di cure palliative domiciliari vengano applicati i meccanismi delle compensazioni interregionali già previsti per l assistenza ospedaliera. 19. Indirizzi conclusivi È fatto obbligo alle aziende sanitarie provinciali di ottemperare a quanto previsto dal presente decreto la cui attuazione rientra tra gli obiettivi di valutazione dei direttori generali. Pertanto, in considerazione di quanto sopra illustrato, le ASP che non vi abbiano già provveduto dovranno istituire nel proprio territorio di riferimento la Rete locale di CP, definita come un aggregazione funzionale ed integrata delle attività di cure palliative erogate nei diversi setting assistenziali (domiciliare, residenziale/hospice, ospedaliero). La Rete locale di CP dovrà garantire le dimensioni strutturali e di processo in grado di soddisfare contemporaneamente tutti i requisiti definiti nell Intesa Stato-Regioni del 25 luglio 2012 sopra dettagliati. Nell ambito dei Piani attuativi aziendali (PAA) l ASP assumerà ruolo di referente nella specifica azione che riguarda la Rete locale di CP. La costituzione della Rete locale di CP è parte integrante del piano di attività di ogni singola azienda sanitaria. È quindi indispensabile che ogni struttura sanitaria pubblica o privata accreditata concorra per la parte di propria competenza alla realizzazione della Rete locale di CP.

37 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Viene dato mandato al Coordinamento regionale di verificare con modalità e strumenti che saranno ritenuti opportuni, l effettiva operatività delle Reti locali di C.P. su tutto il territorio regionale e di supportarne lo sviluppo in accordo con le singole aziende sanitarie e di formulare proposte in ordine alle azioni di programmazioni ed attuazione da inserire nel P.O.C.S. 2016/2018 in fase di stesura. 20. Allegati Allegato 1 Strumenti valutativi (da integrare alla SVAMA): a) Modulo per la segnalazione del caso di pertinenza del medico curante o del medico ospedaliero b) Scheda clinica di valutazione di pertinenza del medico palliativista Allegato 2 Criteri di eleggibilità per le cure palliative domiciliari di base Allegato 3 Figure professionali che operano nelle cure palliative domiciliari Allegato 4 Figure professionali che operano negli Hospice Allegato 5 Accordo Stato-Regioni del 10 luglio 2014 Allegato 6 Modello di istanza per la certificazione dell esperienza professionale.

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49 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Gazzetta Ufficiale ( )102

50 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 ASSESSORATO DEL TERRITORIO E DELLʼAMBIENTE DECRETO 20 ottobre Istituzione di biglietti e servizi a pagamento nelle aree naturali protette. L ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L AMBIENTE Visto lo Statuto della Regione; Vista la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali che attribuisce all art. 7, comma 1m, all Assessorato regionale del territorio dell ambiente la competenza in materia di parchi e riserve naturali regionali; Vista legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394 sulle aree protette ed in particolare gli artt. 22 e 23; Visto la legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 Norme per l istituzione nella Regione di parchi e riserve naturali ; Vista la legge regionale 9 agosto 1988, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni, recanti disposizioni in materia di parchi e riserve naturali; Vista la legge regionale n. 10 del 27 aprile 1999, art. 6, recante disposizioni inerenti l applicazione del biglietto per la fruizione delle aree attrezzate e dei servizi organizzati nelle aree protette che al comma 2 recita: le somme derivanti dalla vendita dei biglietti sono acquisite dagli enti parco, dai gestori delle riserve, delle oasi naturali e delle aree attrezzate sono destinate alla manutenzione delle aree protette e all incremento delle dotazioni dei servizi ; Vista la legge regionale n. 33 dell 1 giugno 2012 ed, in particolare, l articolo 1, comma 2, che così recita: a decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge, al fine di incrementare i servizi ai visitatori e le attività di tutela delle aree protette, fatta eccezione per quelle ubicate nelle isole minori, è previsto il pagamento di un biglietto di accesso per le aree naturali protette e per le aree attrezzate da individuare con successivo decreto dell Assessore regionale per il territorio e l ambiente, emanato di concerto con l Assessore regionale per l economia, sentiti gli enti gestori delle aree naturali protette ed i comuni nei quali sono ricomprese le aree interessate ; Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 119 del 15 marzo 2013, recante indicazioni sull istituzione di un biglietto d ingresso per l accesso nei parchi e nelle riserve naturali di diretta gestione della Regione, al fine di potenziare la qualità dei servizi offerti dalle aree protette e quale strumento per incrementare le risorse economiche regionali e consentire con il reddito prodotto una più elevata qualità di fruizione delle predette aree; Considerato che, a seguito del deliberato della Giunta, l Assessore regionale per il territorio e l ambiente, di concerto con l Assessore regionale per l economia, ha istituito, con D.A. n 85/Gab. del 18 marzo 2015, il biglietto a pagamento nelle riserve naturali direttamente gestite dal Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale (ex Azienda regionale foreste demaniali); Vista la legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, che stabilisce all articolo 59 entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l Assessore regionale per il territorio e l ambiente emana un decreto di istituzione di biglietti e servizi a pagamento delle aree naturali protette e dei demani forestali ; Considerato che gli enti gestori dei parchi e delle riserve naturali regionali sono autorizzati ad avviare servizi a pagamento in funzione della classificazione e delle caratteristiche di ciascuna area naturale protetta; Considerato che i parchi e le riserve naturali garantiscono, anche attraverso la Rete Natura 2000, beni e servizi ecosistemici, garantendo così il miglioramento delle attività turistiche e di fruizione sociale dell intero sistema delle aree protette siciliane; Sentiti gli enti gestori delle aree naturali protette nelle riunioni del 20 luglio 2015 e del 3 agosto 2015; Ritenuto, pertanto, necessario procedere, ai sensi del citato art. 59 della legge regionale n. 9/2015, alla istituzione di biglietti e servizi a pagamento nelle aree naturali protette, ad esclusione dell riserve naturali di diretta gestione regionale, nel rispetto di quanto disposto dal presente decreto; Decreta: Art. 1 Per le motvazioni esposte in premessa, che si intendono integralmente richiamate, a partire dal primo giorno del mese successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, con effetto di notifica del presente decreto, è istituito il biglietto di ingresso a pagamento per l accesso in zone o lungo peculiari itinerari di visita dei parchi e delle riserve naturali ricadenti in aree appartenenti al demanio regionale, nonché in aree a qualsiasi titolo nella disponibilità degli enti gestori. Qualora le zone e gli itinerari di visita a pagamento ricadono in aree del demanio forestale regionale gestite dal Dipartimento regionale dello sviluppo rurale, l ente gestore dovrà stipulare appositi accordi, per la gestione degli stessi, con il Dipartimento medesimo. Ogni ente gestore dovrà porre in essere gli adempimenti necessari per la relativa attuazione, entro i termini indicati al successivo articolo 2, commi 2 e 3. L ingresso all interno dell area naturale protetta comporta, da parte del visitatore, il rispetto delle norme di tutela della flora e della fauna selvatica ed il rispetto del regolamento per la fruizione adottato dall ente gestore. Insieme al biglietto d ingresso, l ente gestore dovrà fornire al visitatore le informazioni essenziali relative alle norme di tutela e alla corretta fruizione dell area. Alle disposizioni del presente decreto è altresì sottoposto l utilizzo, per fini di fruizione, del demanio marittimo regionale ricadente all interno delle aree naturali protette, in attuazione del comma 12 dell articolo 21 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, così come sostituito dall articolo 22 della legge regionale 9 agosto 1988, n. 14. Art. 2 Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le attività di fruizione ed i servizi a pagamento che possono essere attivati nei parchi e nelle riserve naturali sono quelli indicati nel presente provvedimento e quelli che potranno essere individuati dagli enti gestori delle aree naturali protette nell ambito delle prevista regolamentazione di cui al comma 1 del successivo articolo 4. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli enti gestori provvedono ad effettuare una completa ricognizione delle attività esistenti presso l area protetta e trasmettono l esito delle verifiche all Assessorato del territorio e dell ambiente. Entro i successivi 30 giorni, le attività in essere, in contrasto con le disposizioni di cui al presente decreto,

51 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n vengono ricondotte a conformità, d intesa tra l ente gestore e l Assessorato del territorio dell ambiente. Art. 3 Il costo minimo, a persona, del biglietto di ingresso nelle aree di cui all articolo 1 viene stabilito secondo le seguenti tariffe: biglietto intero 4,00 biglietto ridotto 2,00 biglietto gratuito 0,00 abbonamento settimanale 20,00 abbonamento settimanale ridotto 10,00 Gli enti gestori potranno prevedere la riduzione o l aumento delle superiori tariffe, fino ad un massimo del 50%, in funzione della stagionalità, dell affluenza dei visitatori, della qualità del servizio reso e dell eventuale attivazione del biglietto integrato. È fatta salva la facoltà dell ente gestore d interdire e/o regolare l accesso al pubblico, anche in via temporanea, per fini di tutela naturalistica connesse alla conservazione di habitat e specie presenti nell area protetta e/o per altre motivazioni di urgenza e necessità, dandone immediata comunicazione all Assessorato del territorio e dell ambiente e assicurando adeguata pubblicità con avvisi rivolti al pubblico. Il biglietto ridotto viene riservato a: cittadini entro i 18 anni e studenti universitari mediante esibizione del tesserino universitario o documento equipollente; ai cittadini residenti nei comuni in cui ricade l area naturale protetta; gruppi o comitive di studenti delle scuole pubbliche e private, accompagnati dai loro insegnanti, previa prenotazione e nel contingente stabilito dall ente gestore; gruppi organizzati in numero superiore a 20 persone, previa prenotazione e nel contingente stabilito dall ente gestore; gruppi o comitive organizzate da associazioni scout e associazioni ambientaliste riconosciute a livello regionale, nazionale e comunitario, previa prenotazione e nel contingente stabilito dall ente gestore; alle guide, in accompagnamento a gruppi di visitatori. Il biglietto gratuito viene riservato a: cittadini entro i 6 anni; cittadini portatori di handicap e ad un loro accompagnatore; studiosi e ricercatori, per motivi di studio o di ricerca attestati da istituzioni scolastiche, universitarie ed enti di ricerca, o in accordo con l ente gestore previa autorizzazione dell ente gestore medesimo; delegazioni italiane e straniere in visita istituzionale. L accesso gratuito deve comunque essere consentito, anche attraverso pass, ad unità di personale adibito al servizio pubblico, di vigilanza, sorveglianza e soccorso, nonché per quanti devono accedere, sulla base di idoneo titolo, nelle aree interessate in ragione del possesso e/o uso di immobili, per lo svolgimento di attività lavorative e per coloro che svolgono attività di volontariato a beneficio dell area protetta. È possibile, altresi, prevedere giornate ad ingresso libero, nell ambito di manifestazioni nazionali e internazionali a cui l ente gestore aderisce e/o di eventi organizzati dallo stesso, finalizzate all educazione ambientale e alla promozione delle aree naturali protette e alla tutela della biodiversità, previa comunicazione all Assessorato del territorio e dell ambiente. L ente gestore è autorizzato ad attivare i servizi di sbigliettamento cartaceo e/o elettronico e ad attivare accordi con enti pubblici e soggetti privati per l attivazione del biglietto integrato e/o per le attività e i servizi aggiuntivi a pagamento, al fine di incentivare la fruizione e la valorizzazione dell intero sistema delle aree naturali protette, anche in connessione con quello dei beni culturali e del turismo. Art. 4 L ente gestore, nel rispetto dei principi di autonomia e sussidiarietà, e nel rispetto delle previsioni dei piani e dei regolamenti che disciplinano l area naturale protetta ed i siti Natura 2000 connessi, è autorizzato a realizzare attività e servizi aggiuntivi a pagamento la cui quantificazione, fruizione, modalità di fornitura e durata vengono stabiliti e regolamentati nell ambito delle previste convenzioni di affidamento da stipularsi tra l ente gestore delle riserve e l Assessorato del territorio e dell ambiente, e dagli Enti Parco. Le attività a pagamento vengono individuate, in funzione della classificazione e delle caratteristiche di ciascuna area protetta, tra le seguenti: itinerari di visita in particolari zone dell area protetta o in specifiche strutture dedicate alla fruizione, accesso a centri visita e musei dell ente gestore anche ubicati all esterno dell area; visite guidate, escursioni, attività didattiche e/o formative, stage, tirocini, seminari, campi di volontariato, fruizione di aree e locali attrezzati; utilizzo di foresterie, rifugi, bivacchi, spazi aperti dei centri visita, per attività ed eventi culturali compatibili con le finalità di conservazione e fruizione, parcheggi a servizio dell area protetta anche ubicati all esterno della stessa; noleggio di attrezzature per escursioni, birdwatching, ect.; vendita di materiali promozionali, divulgativi, pubblicazioni in tema, prodotti tipici, gadgets; utilizzo di documentazione foto/video/audio cartografica e tecnico-scientifica di proprietà dell ente gestore; diritti per riprese fotografiche, cinematografiche e video per scopi commerciali, pubblicitari e scientifici; abbonamenti stagionali e/o annuali per consentire l ingresso continuativo a operatori del settore per la realizzazione di reportage fotografici anche amatoriali; utilizzo del logo e della denominazione dell area protetta per attività promozionali e di marketing territoriale. Art. 5 Ai sensi dell art. 6 della legge regionale n. 10 del 27 aprile 1999, i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti d ingresso alle aree naturali protette nonché dei servizi aggiuntivi a pagamento formano entrate degli enti gestori e sono destinate alla copertura dei costi sostenuti per l attivazione dei servizi, le attività di manutenzione, gli interventi di conservazione naturalistica, l incremento delle dotazioni di servizi e strutture per la fruizione. I proventi derivanti dall erogazione dei biglietti d ingresso alle aree protette sono esenti da imposta IVA ai sensi del D.P.R. n. 633/72, art. 10, comma 1, n. 22. Le prestazioni di servizi direttamente esercitate dall ente gestore sono invece assoggettate alla disciplina IVA (art. 16, legge n. 394/91).

52 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 Il presente decreto integra le disposizioni contenute nelle convenzioni di affidamento in essere, in gestione delle riserve naturali, e si applica a tutte le aree protette naturali del territorio della Regione siciliana, ad esclusione delle riserve naturali di diretta gestione regionale, fermo restando la compatibilità delle disposizioni regolamentari in atto vigenti. Il presente decreto sarà sottoposto a visto della competente Ragioneria centrale, quindi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e nel sito internet dell Assessorato regionale del territorio e dell ambiente. Palermo, 20 ottobre CROCE Vistato dalla Ragioneria centrale per l Assessorato del territorio e dell ambiente in data 26 ottobre 2015 al n ( )007 DECRETO 16 dicembre Direttive sui contenuti delle autorizzazioni rilasciate ai sensi della Parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii., in relazione alle competenze che si intestano al sindaco ed all autorità sanitaria in riferimento alle esigenze di tutela della salute pubblica discendenti dagli artt. 216 e 217 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n e ss.mm.ii., ed all attuazione delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n L ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L AMBIENTE Visto lo Statuto della Regione ; Vista la legge regionale n. 2 del 10 aprile 1978; Vista la legge regionale n. 39 del 18 maggio 1977; Vista la legge regionale n. 78 del 4 agosto 1980; Vista la legge n. 288 del 4 agosto 1989; Vista la legge regionale n. 10 del 1/2000 ed, in particolare, l art. 2 - Indirizzo politico-amministrativo. Funzioni e responsabilità - che, tra l altro, alla lett.a) attribuisce al Presidente della Regione e agli Assessori le decisioni in materia di atti normativi e l adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo; Visto il D.A. n. 31/17 del 25 gennaio 1999, col quale sono stati individuati i contenuti della relazione di analisi, nonché le condizioni e le modalità di effettuazione dei campionamenti, le metodiche e l esposizione dei risultati analitici; Visto il D.M. del 25 agosto 2000 Aggiornamento dei metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti ai sensi del D.P.R. n. 203/88 ; Visto il D.M. 20 settembre 2002 Attuazione dell articolo 5 della legge 28 dicembre 1993, n. 549, recante misure a tutela dell ozono stratosferico ; Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii. che, con la Parte V Norme in materia di tutela dell aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera ha sostituito ed abrogato il D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203, ed in particolare: a) l art. 268 (definizioni) che, al comma 1, definisce: alla lett. a) inquinamento atmosferico: ogni modificazione dell aria atmosferica, dovuta all introduzione nella stessa di una o di più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dell ambiente ; alla lett. b) emissione in atmosfera: qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell atmosfera che possa causare inquinamento atmosferico e, per le attività di cui all articolo 275, qualsiasi scarico, diretto o indiretto, di COV nell ambiente ; alla lett. c) emissione convogliata: emissione di un effluente gassoso effettuata attraverso uno o più appositi punti ; alla lett. d) emissione diffusa: emissione diversa da quella ricadente nella lettera c); per le lavorazioni di cui all articolo 275 le emissioni diffuse includono anche i COV contenuti negli scarichi idrici, nei rifiuti e nei prodotti, fatte salve le diverse indicazioni contenute nella Parte III dell Allegato III alla Parte quinta del presente decreto ; alla lett. e) emissione tecnicamente convogliabile: emissione diffusa che deve essere convogliata sulla base delle migliori tecniche disponibili o in presenza di situazioni o di zone che richiedono una particolare tutela ; alla lett. h) stabilimento: il complesso unitario e stabile, che si configura come un complessivo ciclo produttivo, sottoposto al potere decisionale di un unico gestore, in cui sono presenti uno o più impianti o sono effettuate una o più attività che producono emissioni attraverso, per esempio, dispositivi mobili, operazioni manuali, deposizioni e movimentazioni. Si considera stabilimento anche il luogo adibito in modo stabile all esercizio di una o più attività ; alla lett. aa) migliori tecniche disponibili: la più efficiente ed avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l idoneità pratica di determinate tecniche ad evitare ovvero, se ciò risulti impossibile, a ridurre le emissioni; a tal fine, si intende per: 1) tecniche: sia le tecniche impiegate, sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura degli impianti e delle attività; 2) disponibili: le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli; 3) migliori: le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell ambiente nel suo complesso ; b) l art. 269 (Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti) ove, tra l altro, si prescrive che nel corso dell istruttoria, l Autorità competente proceda ad un contestuale esame degli interessi coinvolti in altri procedimenti amministrativi e, in particolare, nei procedimenti svolti dal comune ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265; c) l art. 270 (Individuazione degli impianti e convogliamento delle emissioni), che dispone: al comma 1: In sede di autorizzazione, l autorità competente verifica se le emissioni diffuse di ciascun impianto e di ciascuna attività sono tecnicamente convogliabili sulla base delle migliori tecniche disponibili e sulla base delle pertinenti prescrizioni dell Allegato I alla Parte quinta del presente decreto e, in tal caso, ne dispone la captazione ed il convogliamento. ; al comma 2: In presenza di particolari situazioni di rischio sanitario o di zone che richiedono una particolare

53 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n tutela ambientale, l autorità competente dispone la captazione ed il convogliamento delle emissioni diffuse ai sensi del comma 1 anche se la tecnica individuata non soddisfa il requisito della disponibilità di cui all articolo 268, comma 1, lettera aa), numero 2) ; al comma 5: In caso di emissioni convogliate o di cui è stato disposto il convogliamento, ciascun impianto deve avere un solo punto di emissione, fatto salvo quanto previsto nei commi 6 e 7. Salvo quanto diversamente previsto da altre disposizioni del presente titolo, i valori limite di emissione si applicano a ciascun punto di emissione. ; d) l art. 271 (Valori limite di emissione e prescrizioni per gli impianti e le attività), che per gli stabilimenti anteriori al 1988, anteriori al 2006 e nuovi: al comma 2, stabilisce che spetta allo Stato, con decreto da adottare ai sensi dell articolo 281, comma 5, individuare, sulla base delle migliori tecniche disponibili, i valori di emissione e le prescrizioni da applicare alle emissioni convogliate e diffuse degli impianti ed alle emissioni diffuse delle attività presso gli stabilimenti, attraverso la modifica e l integrazione degli allegati I e V alla Parte quinta del decreto legislativo n. 152/2006; al comma 5, prescrive che per gli impianti e le attività degli stabilimenti, l autorizzazione stabilisce i valori limite di emissione e le prescrizioni, anche inerenti le condizioni di costruzione o di esercizio ed i combustibili utilizzati, a seguito di un istruttoria che si basa sulle migliori tecniche disponibili e sui valori e sulle prescrizioni fissati nelle normative di cui al comma 3 e nei piani e programmi di cui al comma 4. Si devono altresì valutare il complesso di tutte le emissioni degli impianti e delle attività presenti, le emissioni provenienti da altre fonti e lo stato di qualità dell aria nella zona interessata. I valori limite di emissione e le prescrizioni fissati sulla base di tale istruttoria devono essere non meno restrittivi di quelli previsti dagli Allegati I, II, III e V alla Parte quinta del presente decreto e di quelli applicati per effetto delle autorizzazioni soggette al rinnovo; Considerato che l applicazione delle migliori tecniche disponibili trova fondamento nella reale, e comprovata necessità di garantire il più basso fattore emissivo con la finalità di evitare l introduzione nell atmosfera di sostanze con caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dell ambiente, e ciò anche nel caso di presenza di sostanze che, pur non essendo classificate come pericolose ai sensi del regolamento n. 1272/2008/CE, sono immesse in atmosfera da parte di lavorazioni insalubri come definite all art. 216 del regio decreto 27 luglio 1934, n Testo unico delle leggi sanitarie, che laddove insistano su zone abitate, esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato; Considerato che per come sopra definite le migliori tecniche disponibili sono quelle che garantiscono la più elevata protezione dell ambiente assicurando allo stesso tempo il reale svolgimento dell attività nell ambito del pertinente comparto industriale e che quindi sono condizione oltre che necessaria anche sufficiente ad assicurare le condizioni più rigorose previste dalla norma per contemperare le esigenze ambientali con quelle di economicità dell impresa; Considerato che la natura stessa di limite comporta che esso sia un valore distante dai valori emissivi in ordinarie condizioni di esercizio, tale che il superamento del limite stesso giustifichi un azione repressiva anche di natura penale e che pertanto, le previsioni di emissione, nel rispetto della normativa vigente, devono essere conformate ad una corretta e obiettiva valutazione sullo stato dell arte nel comparto produttivo in esame e la stima preventiva delle emissioni fornisce elementi oggettivi di valutazione atti a dimostrare che il funzionamento a regime degli impianti consente, con congrui margini di sicurezza, il rispetto dei limiti prescritti, i cui valori sono univocamente determinati all Allegato I degli Allegati alla Parte V del D. Lgs.vo n. 152/06 e ss.mm.ii.; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia; Visti gli artt. 216 e 217 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n e ss.mm.ii.; Visto il D.M. 5 settembre Ministero della sanità - Elenco delle industrie insalubri di cui all art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie; Visto il decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, con il quale si modifica e si integra il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, ed in particolare il comma 1, che recita testualmente: [ ] L autorizzazione è rilasciata con riferimento allo stabilimento. I singoli impianti e le singole attività presenti nello stabilimento non sono oggetto di distinte autorizzazione ; Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la semplificazione normativa in data 10 novembre 2011, recante misure per l attuazione dello sportello unico per le attività produttive di cui all articolo 38, comma 3 bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; Visto l articolo 23 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35; Visto il decreto Presidente della Repubblica n. 59 del 13 marzo Regolamento recante la disciplina dell autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell articolo 23 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 3; Visto, altresì, il proprio decreto 24 settembre 2008 di Approvazione delle linee guida per il contrasto del fenomeno delle emissioni di sostanze odorigene nell ambito della lotta all inquinamento atmosferico; Vista la sentenza n. 4687/2013 del Consiglio di Stato, con cui si afferma che: in base agli artt. 216 e 217 del T.U.LL.SS. (non modificati, ma ribaditi dall art. 32 del D.P.R. n. 616/1977 e dall art. 32, comma 3, della legge n. 833/1978), spetta al sindaco, all uopo ausiliato dall unità sanitaria locale, la valutazione della tollerabilità o meno delle lavorazioni provenienti dalle industrie classificate insalubri, e l esercizio di tale potestà può avvenire in qualsiasi tempo e, quindi, anche in epoca successiva all attivazione dell impianto industriale e può estrinsecarsi con l adozione in via cautelare di interventi finalizzati ad impedire la continuazione o l evolversi di attività che presentano i caratteri di possibile pericolosità, per effetto di esalazioni, scoli e rifiuti, specialmente riguardanti gli allevamenti, e ciò per contemperare le esigenze di pubblico interesse con quelle del-

54 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 l attività produttiva. L autorizzazione per l esercizio di un industria classificata insalubre è concessa e può essere mantenuta a condizione che l esercizio non superi i limiti della più stretta tollerabilità e che siano adottate tutte le misure, secondo la specificità delle lavorazioni, per evitare esalazioni moleste : pertanto a seguito dell avvenuta constatazione dell assenza di interventi per prevenire ed impedire il danno da esalazioni, il sindaco può disporre la revoca del nulla osta e, pertanto, la cessazione dell attività (cfr. Cons. Stato, V, 15 febbraio 2001, n. 766); inoltre, è stato ritenuto legittimo il provvedimento sindacale volto a sollecitare (sulla base del parametro della normale tollerabilità delle emissioni, ex art. 844 codice civile, e con riferimento alle funzioni attribuite dall art. 13 del d.lgs. n. 267/2000) l elaborazione di misure tecniche idonee a far cessare le esalazioni maleodoranti provenienti da attività produttiva (cfr. Cons. Stato, V, 14 settembre 2010, n. 6693); ciò anche prescindendo da situazioni di emergenza e dall autorizzazione a suo tempo rilasciata, a condizione però che siano dimostrati, da congrua e seria istruttoria, gli inconvenienti igienici e che si sia vanamente tentato di eliminarli (cfr. Cons. Stato, V, 19 aprile 2005, n. 1794). ; Vista la sentenza del TAR Veneto, Sez. III, n. 573 del 5 maggio 2014, ove, con riferimento alla normativa vigente in materia di inquinamento atmosferico, si afferma che: Anche se non è rinvenibile un riferimento espresso alle emissioni odorigene, le stesse debbono ritenersi ricomprese nella definizione di «inquinamento atmosferico» e di «emissioni in atmosfera», poiché la molestia olfattiva intollerabile è al contempo sia un possibile fattore di «pericolo per la salute umana o per la qualità dell ambiente», che di compromissione degli «altri usi legittimi dell ambiente», ed in sede di rilascio dell autorizzazione, dovendo essere verificato il rispetto delle condizioni volte a minimizzare l inquinamento atmosferico (infatti per l art. 269, comma 2, lett. a, del D.lgs. n. 152/2006, il progetto deve indicare le tecniche adottate per limitare le emissioni e la loro quantità e qualità), possono pertanto essere oggetto di valutazione anche i profili che arrecano molestie olfattive facendo riferimento alle migliori tecniche disponibili ; Considerato che i limiti alle emissioni in atmosfera introdotti dalla Parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii., in particolare con la Parte II dell Allegato I, sono calibrati sul profilo tossicologico delle sostanze individuate e non tengono in alcun conto le caratteristiche odorigene delle stesse, caratterizzate da una soglia olfattiva di svariati ordini di grandezza inferiore a detti limiti, e ciò, riguarda molte sostanze organiche volatili, quali ammine, indoli, piridine, alcoli, eteri, esteri, aldeidi, chetoni, acidi, fenoli, furani, idrocarburi, spesso di limitata rilevanza dal punto di vista tossicologico ma molto attive sotto il profilo della cosiddetta molestia olfattiva ; Considerato che, giusto il comma 5 dell art. 216 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, è fatto carico al gestore dell industria o manifattura provare che l esercizio di una lavorazione insalubre di prima classe, per l introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, non rechi nocumento alla salute del vicinato; Considerato che la valutazione condotta in sede di rilascio dell autorizzazione può non essere esaustiva, nonostante l applicazione delle migliori tecniche, e che pertanto, laddove l uso delle migliori tecniche disponibili non sia sufficiente a impedire il manifestarsi degli inconvenienti di natura igienico-sanitaria resta comunque intestata al sindaco l obbligo di intervenire a norma degli artt. 216 e 217 del T.U.LL.SS., previa adeguata istruttoria da parte dell autorità sanitaria; Ritenuto di dovere procedere all adozione di un opportuno atto di indirizzo che chiarisca e delimiti i contenuti delle autorizzazioni rilasciate ai sensi della Parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii., anche in relazione alle competenze che si intestano al sindaco ed all autorità sanitaria in riferimento alle esigenze di tutela della salute pubblica discendenti dagli artt. 216 e 217 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n e ss.mm.ii., ed all attuazione delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380; Ritenuto di considerare il presente atto suscettibile di revoca o modifica ed in ogni caso subordinato alle altre norme regolamentari, anche regionali, che potrebbero essere emanate a modifica o integrazione della normativa attualmente vigente; Visto il rapporto istruttorio dell Ufficio F.V. n. 1/ASS del 28 luglio 2015; Tutto quanto visto, considerato e ritenuto; Decreta: Art. 1 Ambito di applicazione Il presente decreto detta procedure che il Dipartimento dell ambiente dell Assessorato regionale del territorio e ambiente o i soggetti delegati per legge sono tenuti ad applicare ai fini del rilascio dell autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi dell art. 269 della Parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii., sia per nuovi stabilimenti, che per modifiche sostanziali degli stessi nonché nel caso del rinnovo o dell aggiornamento dell autorizzazione. Dette procedure si applicano a tutti gli stabilimenti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale che siano assoggettati, ai sensi della normativa vigente, al rilascio, alla formazione, al rinnovo o all aggiornamento del titolo abilitativo previsto all art. 3, comma 1, lett. c), del decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59, o che, sempre per lo stesso titolo abilitativo, ricadano nell ipotesi prevista dal 1 comma dell art. 10 dello stesso D.P.R. Art. 2 Obbligo di utilizzo delle migliori tecnologie disponibili Salvo i casi previsti dall art. 271 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e ss.mm.ii., i limiti minimi di emissione per le sostanze normate dall Allegato I alla Parte V dello stesso decreto sono inderogabili; essi costituiscono, insieme alla valutazione del rispetto delle prescrizioni impartite nell autorizzazione, il necessario criterio di discrimine sulla base del quale si attivano i poteri di ordinanza e le sanzioni penali previsti rispettivamente dagli articoli 278 e 279 dello stesso decreto. Le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera individuate all art. 1 dovranno prevedere l applicazione delle migliori tecniche disponibili, come definite al comma 1, lett. aa), dell articolo 268 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii.

55 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n L applicazione delle migliori tecniche disponibili è obbligatoria anche per il contenimento di emissioni odorigene, ove il comune o l autorità sanitaria evidenzi, con le modalità individuate al successivo art. 3, la presenza di circostanze atte a giustificare un concreto disturbo della popolazione. Art. 3 Contenuto del parere del comune Nel contesto della Conferenza di servizi o dell autonomo procedimento previsti dal 3 comma dell art. 269, o della procedura per il rilascio dell autorizzazione unica ambientale prevista all art. 4 del D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59, spetta al comune esprimersi in modo esplicito ed esaustivo: a) ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e ss.mm.ii.; b) ai sensi dell art. 216 del regio decreto 27 luglio 1934, n In particolare, il parere sindacale: 1) riferisce sullo stato dello stabilimento in relazione a: a) regolarità edilizia ed urbanistica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e ss.mm.ii.; b) classificazione di cui all art. 216 del Testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n ; 2) laddove per le attività svolte e/o per la produzione o l impiego o la detenzione di sostanze e/o materiali, lo stabilimento sia classificato tra le industrie insalubri di prima classe, riferisce inoltre: a) sugli elementi di valutazione forniti dal gestore atti a dimostrare che l esercizio dello stesso, per l introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, non rechi nocumento alla salute del vicinato; b) sulle verifiche, effettuate di concerto con l autorità sanitaria, che abbiano consentito l allocazione dello stesso nell abitato; 3) riferisce sugli elementi oggettivi di valutazione acquisiti in ordine alla compatibilità dello stabilimento con gli altri usi legittimi dell ambiente e sulla presenza di molestie alla popolazione derivanti dalla presenza di vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti ascrivibili allo stabilimento stesso. In particolare, dovrà essere relazionato sulla manifestazione, nel tempo di lamentele e/o esposti da parte della popolazione, sulle valutazioni condotte al riguardo da parte del comune, coadiuvato dall autorità sanitaria, nonché sulle iniziative intraprese idonee a far cessare le esalazioni insalubri provenienti dalla attività produttiva; 4) propone, qualora ne ravvisi la necessità, l eventuale adozione di interventi volti al contenimento delle emissioni insalubri secondo le migliori tecnologie disponibili. Art. 4 Adeguamento del progetto Nel caso in cui l istruttoria del comune di cui al precedente art. 3 si concluda con la proposta di cui al punto 4) dello stesso art. 3, l autorità competente invita il gestore dello stabilimento a integrare il progetto con gli interventi volti al contenimento delle emissioni insalubri secondo le migliori tecnologie disponibili, assegnando un termine di 30 giorni dalla relativa richiesta, prorogabili a 90 a seguito di motivata istanza. Decorsi i predetti termini, l autorità competente procede, previa verifica del rispetto dei contenuti tecnici richiesti, all approvazione del progetto. La mancata presentazione del progetto di adeguamento secondo le indicazioni di cui al 1 comma del presente articolo, comporta il diniego dell autorizzazione di cui all articolo 1. Art. 5 Attività specifica di ARPA Sicilia L Agenzia regionale per la protezione dell ambiente della Sicilia (ARPA Sicilia), qualora dalle notizie riferite dal comune ai sensi dell art. 3 se ne evidenzi la necessità, provvederà, anche nel contesto dei controlli di competenza del gestore prescritti nell autorizzazione ai sensi dell art. 269 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii., ad identificare le sostanze caratteristiche e correlabili al ciclo produttivo suscettibili di determinare molestie olfattive e a misurarne le concentrazioni emissive nelle condizioni di esercizio più gravose, e ad acquisire, sui luoghi in cui si possa manifestare il disturbo, campioni di aria ambiente sui quali ricercare le sostanze presenti nelle emissioni e misurarne la concentrazione. I risultati delle indagini analitiche condotte andranno comunicati al comune per le proprie competenze in ordine a quanto stabilito dagli artt. 216 e 217 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n e ss.mm.ii. Art. 6 Obbligo di convogliamento delle emissioni diffuse Fatte salve le competenze del sindaco e dell autorità sanitaria previste all art. 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, ai sensi dell art. 270, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii., è fatto divieto di depositare all aperto, in aree che possano determinare gli effetti previsti al comma 1 dell art. 216 sostanze e/o materiali sfusi ricompresi tra quelli elencati nella Parte I del D.M. 5 settembre Ministero della sanità - che possano produrre gli effetti individuati al 1 comma dell art. 216 dello stesso regio decreto 27 luglio 1934, n L adeguamento alle disposizioni del comma precedente è realizzato entro i tre anni successivi al primo rinnovo o all ottenimento dell autorizzazione ai sensi dell articolo 281, commi 1, 2, 3 o 4, o dell articolo 272, comma 3. Detto limite temporale è ridotto ad un anno nel caso in cui dalle determinazioni del comune manifestate ai sensi dell art. 3 del presente provvedimento, risulti conclamata l esigenza di intervenire in tempi più ristretti. Art. 7 Competenze del comune e dell autorità sanitaria In considerazione che per le sostanze odorigene i valori di concentrazione in cui le stesse possono produrre effetti indesiderati sono estremamente bassi ed in alcuni casi al di sotto dei valori tecnicamente raggiungibili con le migliori tecniche disponibili, sono fatti salvi i poteri attribuiti al sindaco e all autorità sanitaria dagli artt. 216 e 217 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n e ss.mm.ii. per l adozione di provvedimenti atti ad evitare la continuazione di tali effetti.

56 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 Gli strumenti di pianificazione urbanistica devono tenere conto della possibile presenza sul territorio comunale di insediamenti produttivi rientranti tra quelli individuati ai sensi dell art. 216 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e ss.mm.ii. Il presente decreto sarà pubblicato per esteso nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e nel sito internet di questo Assessorato, nonché notificato al Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare. Art. 8 Palermo, 16 dicembre Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso al T.A.R. e ricorso straordinario, rispettivamente entro 60 giorni ed entro 120 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana. ( )119 DISPOSIZIONI E COMUNICATI ASSESSORATO DELLʼAGRICOLTURA, DELLO SVILUPPO RURALE E DELLA PESCA MEDITERRANEA Provvedimenti concernenti liquidazione dello stato di avanzamento dei progetti utilmente inseriti nella graduatoria definitiva, inerente al bando della misura 3.4 FEP 2007/2013: Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori. Con decreto del dirigente del servizio V del Dipartimento regionale della pesca mediterranea n. 997/Pesca del 10 novembre 2015, registrato presso la Ragioneria centrale dell economia, preso nota al n del 17 novembre 2015, è stata disposta la liquidazione dello stato di avanzamento dei lavori (1 SAL) di ,00 a valere sul cap esercizio finanziario 2015, per il progetto codice identificativo 01/PRO/2014, CUP G86D , a favore del Distretto Pescaturismo e Cultura del Mare in Sicilia - con sede in Cefalù (PA) piazza Duomo, c.f. n con prelevamento dai fondi stanziati con D.R. UOB 1/Servizio V n. 508 del 28 maggio 2015, registrato alla Corte dei conti il 22 giugno 2015, reg. 7, fg. 330, esercizio finanziario Con decreto del dirigente del servizio V del Dipartimento regionale della pesca mediterranea n. 998/Pesca del 10 novembre 2015, registrato presso la Ragioneria centrale dell economia, preso nota al n del 17 novembre 2015, è stata disposta la liquidazione dello stato di avanzamento dei lavori (1 SAL) di ,00 a valere sul cap esercizio finanziario 2015, per il progetto codice identificativo 18/PRO/2014, CUP G92I , a favore del Distretto Produttivo della Pesca CO.S.VA.P - con sede in Mazara del Vallo (TP) - via Gian Domenico Adria n. 59. c.f. n con prelevamento dai fondi stanziati con D.R. UOB 1/Servizio V n. 511 del 28 maggio 2015, registrato alla Corte dei conti il 22 giugno 2015, reg. 7, fg. 333, esercizio finanziario ( )126 ASSESSORATO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE Provvedimenti concernenti modifica di decreti del 22 maggio 2012, relativi alla concessione di contributi in via provvisoria per la realizzazione di piani di filiera. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale delle attività produttive n. 2540/2 del 4 novembre 2015, registrato alla Corte dei conti l 1 dicembre 2015 al reg. n. 1, foglio n. 348, è stato modificato il D.D.G. n del 22 maggio 2012 e ss. mm., con il quale è stato concesso un contributo provvisorio per il CROCE Piano di sviluppo di filiera denominato Smart Grid: Power & ICT. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale delle attività produttive n. 2649/2 dell 11 novembre 2015, registrato alla Corte dei conti il 30 novembre 2015 al reg. n. 1, foglio n. 343, è stato modificato il D.D.G. n del 22 maggio 2012 e ss. mm., con il quale è stato concesso un contributo provvisorio per il Piano di sviluppo di filiera denominato Smart Grid: Power & ICT. ( )120 Provvedimenti concernenti scioglimento di cooperative con sede nella provincia di Palermo. Con decreto n. 2882/6 del 25 novembre 2015 del dirigente generale del Dipartimento regionale delle attività produttive, è stata sciolta, ai sensi e per gli effetti dell art. 223/septiesdecies delle disposizioni attuative del codice civile, la sottoelencata cooperativa: Denominazione Sede Cod. Fiscale Donnamente Palermo ( )042 Con decreto n. 2883/6 del 25 novembre 2015 del dirigente generale del Dipartimento regionale delle attività produttive, è stata sciolta, ai sensi e per gli effetti dell art. 223/septiesdecies delle disposizioni attuative del codice civile, la sottoelencata cooperativa: Denominazione Sede Cod. Fiscale La Pineta Monreale ( )042 Nomina del commissario liquidatore dell Ente autonomo Fiera di Messina. Con decreto dell Assessore per le attività produttive n del 9 dicembre 2015, in esecuzione della delibera di Giunta n. 284 del 20 novembre 2015, l avv. Cataldo Domenico è stato nominato commissario liquidatore dell Ente autonomo Fiera di Messina. ( )060

57 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n ASSESSORATO DELLʼENERGIA E DEI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ Provvedimenti concernenti rideterminazione di contributi di cui all avviso pubblico per la concessione delle agevolazioni agli enti locali ed altri soggetti pubblici - linee d intervento e , asse II, del PO FESR 2007/2013. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 594 del 30 settembre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia l 8 ottobre 2015 al n. 69/2015/1 e registrato alla Corte dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 352, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 548 dell 11 luglio 2014 relativo al progetto n. 39A del comune di Grotte. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 619 del 6 ottobre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia il 19 ottobre 2015 al n. 15/2015/1 e registrato alla Corte dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 353, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 71 del 18 febbraio 2015 relativo al progetto n. 228 del comune di Giarratana. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 620 del 6 ottobre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia il 19 ottobre 2015 al n. 14/2015/1 e registrato alla Corte dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 354, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 70 del 18 febbraio 2015 relativo al progetto n. 229 del comune di Giarratana. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 621 del 6 ottobre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia il 19 ottobre 2015 al n. 11/2015/1 e registrato alla Corte dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 355, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 67 del 18 febbraio 2015 relativo al progetto n. 230 del comune di Giarratana. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 622 del 6 ottobre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia il 19 ottobre 2015 al n. 13/2015/1 e registrato alla Corte dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 356, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 69 del 18 febbraio 2015 relativo al progetto n. 231 del comune di Giarratana. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 623 del 6 ottobre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia il 19 ottobre 2015 al n. 12/2015/1 e registrato alla Corte dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 357, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 68 del 18 febbraio 2015 relativo al progetto n. 232 del comune di Giarratana. ASSESSORATO DELLʼECONOMIA Rinnovo di una convenzione per la riscossione delle tasse automobilistiche nella Regione siciliana. Con decreto n. 721 del 26 novembre 2015 del dirigente generale del Dipartimento regionale delle finanze e del credito, è stato approvato il rinnovo della convenzione con la quale la sottoelencata Agenzia è stata autorizzata alla riscossione delle tasse automobilistiche. Decreto del dirigente generale N. Del Codice Ragione sociale Titolare / Legale Rapp. Indirizzo Comune /11/2015 CL1065 Agenzia Autoclub di Di Fede Anna Maria Di Fede Anna Maria Via Belgio n. 8 Gela (CL) ( )083 dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 358, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 66 del 18 febbraio 2015 relativo al progetto n. 233 del comune di Giarratana. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 625 del 6 ottobre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia il 19 ottobre 2015 al n. 9/2015/1 e registrato alla Corte dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 359, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 65 del 18 febbraio 2015 relativo al progetto n. 234 del comune di Giarratana. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 688 del 28 ottobre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia il 3 novembre 2015 al n. 48/2015/1 e registrato alla Corte dei conti, reg. n. 1, fgl. n. 360, del 26 novembre 2015, è stato rideterminato il contributo concesso con D.D.G. n. 781 del 29 settembre 2014 relativo al progetto n. 231 del comune di San Michele di Ganzaria. ( )131 Revoca del contributo concesso al comune di Caltanissetta per la realizzazione di un progetto a valere sulla linea d intervento del PO FESR 2007/2013. Attuazione asse VI Sviluppo urbano sostenibile. Seconda fase - seconda finestra. PIST 7 operazione n. 34. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 616 del 6 ottobre 2015, registrato alla Corte di conti il 25 novembre 2015, reg. 1, fgl. n. 351, è stato revocato il contributo di ,00 concesso al comune di Caltanissetta con il D.R.S. n. 102 del 18 marzo 2014 per la realizzazione del progetto denominato Piattaforma tecnologica ad onde convogliate per la telegestione dell illuminazione pubblica per la riduzione dei consumi energetici, a valere sulla linea di intervento seconda finestra - del PO FESR 2007/2013. ( )131 Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell energia n. 624 del 6 ottobre 2015, annotato alla Ragioneria centrale energia il 19 ottobre 2015 al n. 10/2015/1 e registrato alla Corte ( )006 Rinnovo dell autorizzazione alla società Caltaqua S.p.A. per lo scarico di acque reflue urbane in uscita dall impianto di trattamento a servizio della rete fognaria del comune di Bompensiere. Con decreto n del 3 dicembre 2015, il dirigente del servizio 1 del Dipartimento regionale dell acqua e dei rifiuti, ai sensi e per gli effetti dell art. 40 della legge regionale n. 27/86 e dell art. 124 del D.Lgs. n. 152/06 e successive modifiche ed integrazioni, ha concesso a Caltaqua S.p.A. nella qualità di soggetto gestore del servizio idrico integrato il rinnovo dell autorizzazione allo scarico delle acque reflue urbane in uscita dall impianto di trattamento sito in c/da Castello a servizio della rete fognaria del comune di Bompensiere, le quali potranno essere scaricate nel torrente Nadura per una potenzialità dell impianto corrispondente a 1000 ab. eq. con una portata nera media di 6,7 mc/h. L autorizzazione ha validità quadriennale. Un anno prima della scadenza ne dovrà essere richiesto il rinnovo.

58 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 ASSESSORATO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ Presa d atto della perizia di variante di un intervento relativo alla realizzazione di lavori nel comune di Castel di Iudica a valere sul P.O. FESR 2007/2013, obiettivo Attuazione asse VI Sviluppo urbano sostenibile. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti n del 21 ottobre 2015, registrato alla Corte dei conti in data 16 novembre 2015, reg. 1, fg. 75, è stato preso atto della perizia di variante dei lavori di consolidamento, recupero ed adeguamento funzionale dell asilo nido per la realizzazione di un centro ludico sperimentale con sistemi di efficientazione energetica attiva e passiva e recupero delle aree a verde con sistemi bioclimatici nel comune di Castel di Iudica a valere sul PO-FESR 2007/2013, obiettivo Il decreto è pubblicato nel sito ufficiale del Dipartimento infrastrutture, mobilità e trasporti e nel sito ( )133 Presa d atto della perizia di variante e suppletiva per la realizzazione di un progetto presso l aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti n. 2952/S.3 del 3 dicembre 2015, annotato alla Ragioneria centrale per l Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità l 11 dicembre 2015 al n. 1815, scheda n. 3, si è preso atto della perizia di variante e suppletiva dei lavori di Realizzazione edificio servizi presso l aeroporto Falcone Borsellino di Palermo - Punta Raisi. Il testo istituzionale del decreto in argomento è stato pubblicato nel sito istituzionale di questo Dipartimento. ( )110 ASSESSORATO DELLʼISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE MIUR - Organismo intermedio nella gestione di attività del Programma operativo regionale Sicilia per il Fondo sociale europeo Obiettivo convergenza del FSE Comunicato relativo al D.D.G. n del 26 novembre Con riferimento all attuazione delle attività del Programma operativo regionale Sicilia per il Fondo sociale europeo Obiettivo convergenza del FSE MIUR Organismo intermedio, si rende noto che, ai sensi dell art. 12, comma 3, legge regionale n. 5/2011, è stato pubblicato nel sito ufficiale del Programma operativo Fondo sociale europeo della Regione siciliana, e nel sito ufficiale del Dipartimento istruzione e formazione professionale, il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell istruzione e della formazione professionale n del 26 novembre 2015, registrato alla Corte dei conti il 10 dicembre 2015, reg. 4, fgl. 346, con il quale è stata trasferita la somma del saldo pari al 20% sul finanziamento di cui al D.D.G. n del 22 novembre ( )137 Avviso pubblico n. 4/2015 Realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale seconda, terza e quarta annualità a.s.f. 2015/2016 Programma operativo della Regione siciliana Fondo sociale europeo Proroga del termine di scadenza per la presentazione delle domande. Con decreto n del 24 dicembre 2015 del dirigente generale del Dipartimento regionale dell istruzione e della formazione professionale, è stato prorogato il termine di scadenza per la presentazione delle domande dell Avviso n. 4/2015, approvato con D.D.G. n del 7 dicembre 2015, previsto al punto 9 dell Avviso, alle ore 13,00 del giorno 15 gennaio ( )137 ASSESSORATO DELLA SALUTE Approvazione di una convenzione stipulata tra l AIFA e la Regione siciliana, relativa all approvazione di progetti di farmacovigilanza. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale per la pianificazione strategica n dell 11 dicembre 2015, è stata approvata la convenzione stipulata tra l AIFA e la Regione siciliana, con la quale sono stati approvati i progetti di farmacovigilanza che fanno parte integrante della convenzione del suddetto decreto. ( )102 ASSESSORATO DEL TERRITORIO E DELLʼAMBIENTE ASSESSORATO DELLʼECONOMIA Provvedimenti concernenti esclusione dal demanio marittimo di aree demaniali marittime site nei comuni di Giardini Naxos e di Taormina ed inclusione delle stesse nel patrimonio disponibile della Regione. Con decreto n. 218 del 13 aprile 2015 del dirigente generale del Dipartimento regionale dell ambiente, di concerto con il dirigente generale del Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro - Ragioneria generale, vistato alla Ragioneria centrale per il territorio e l ambiente al n. 375/524 del 20 aprile 2015, l area demaniale marittima di mq. 323,00 su cui insiste un manufatto a due elevazioni f.t. e area asservita, ubicata in via Calcide Eubea, 2 nel comune di Giardini Naxos (ME), riportata in catasto al foglio di mappa n. 6/2, particella n. 370 del predetto comune, è esclusa dal demanio marittimo e viene a far parte del patrimonio disponibile della Regione. ( )047 Con decreto n. 219 del 13 aprile 2015 del dirigente generale del Dipartimento regionale dell ambiente, di concerto con il dirigente generale del Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro - Ragioneria generale, vistato alla Ragioneria centrale per il territorio e l ambiente al n. 374/523 del 20 aprile 2015, l area demaniale marittima di mq. 31,10 su cui insiste un manufatto in muratura a una elevazione f.t. e area asservita ubicata in località Isola Bella del comune di Taormina, riportata in catasto al foglio di mappa 4, particella n. 358 del predetto comune, è esclusa dal demanio marittimo e viene a far parte del patrimonio disponibile della Regione. ( )047. ASSESSORATO DEL TERRITORIO E DELLʼAMBIENTE Esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale di un nuovo impianto di depurazione a servizio della fascia di Agrigento e del comune di Favara. Con decreto n. 561/Gab del 24 novembre 2015, l Assessore per il territorio e l ambiente, ai sensi dell art. 20, comma 7, lett. a), del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii., ha escluso dalla procedura di valutazione di impatto ambientale prevista dall art. 23 del medesimo decreto un nuovo impianto di depurazione a servizio della fascia di Agrigento e del comune di Favara, proponente Consorzio A.T.O. Idrico di Agrigento. ( )119 Conferma dell incarico conferito al commissario ad acta presso il comune di Militello Val di Catania per la definizione degli adempimenti necessari alla trasmissione degli atti al consiglio comunale per l adozione del piano regolatore generale, del regolamento edilizio ed eventuali prescrizioni esecutive. Con decreto n. 588/Gab dell 1 dicembre 2015 dell Assessore per il territorio e l ambiente, ai sensi e per gli effetti dell art. 2 della legge regionale 21 agosto 1984, n. 66, il sig. Mario Megna, funzionario in

59 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n servizio presso questo Assessorato, già commissario ad acta, con D.A. n. 391/Gab dell 1 settembre 2015, presso il comune di Militello Val Di Catania per provvedere, previa verifica degli atti, in sostituzione del sindaco, alla definizione di tutti gli adempimenti necessari alla trasmissione degli atti al consiglio comunale per l adozione del P.R.G., del R.E. e delle eventuali PP., è stato confermato nell incarico per ulteriori mesi tre. ( )114 Conferma dell incarico conferito al commissario ad acta presso il comune di Aci Sant Antonio per il compimento degli atti necessari all approvazione del programma costruttivo delle cooperative Gardenia 86/1, Futura 83 e Orchidea 86. Con decreto n. 589/Gab dell 1 dicembre 2015 dell Assessore per il territorio e l ambiente, ai sensi e per gli effetti dell art. 2 della legge regionale 21 agosto 1984, n. 66, il sig. Mario Megna, funzionario in servizio presso questo Assessorato, gia commissario ad acta, con D.A. n. 393/Gab dell 1 settembre 2015, presso il comune di Aci San Antonio per provvedere, previa verifica degli atti, in sostituzione del sindaco, alla definizione di tutti gli adempimenti necessari alla trasmissione al consiglio comunale degli atti occorrenti all approvazione del programma costruttivo delle cooperative Gardenia 86/1, Futura 83 e Orchidea 86, è stato confermato nell incarico per ulteriori mesi tre. ( )048 Elenco aggiornato dei tecnici competenti in acustica - Legge 26 ottobre 1995, n Cognome Nome Indirizzo Comune Abbate Carmelo Via Montepiselli n. 5 Messina Addamo Maurizio Via Fr. Saverio di Liberto n. 15 Palermo Addea Antonino Nunzio Vicolo II dei Vespri n. 86 Barcellona P.G. (ME) Agozzino Graziano Contrada San Basile Nicosia Aiello Lucilla Via Passo Gravina n. 253 Catania Airò Farulla Giovanni Via Ausonia n. 110 Palermo Alaimo Maria Grazia Via Onorato n. 5 Palermo Albanese Giuseppe Piazza Tosti n. 3 Palermo Alfonso Francesco Via Nino Bixio n. 22 Gaggi Alfonso Claudio Corso Umberto I n. 145 Castronovo di Sicilia Aliberto Alessandro Via Roma n. 30 Malfa Alio Terenzio Via Fiume n. 70 Mussomeli Alosi Pietro Via Garibaldi n. 9 Mazzarrà Sant Andrea Amato Elisa Viale Scala Greca n. 284 Siracusa Ammirata Giovanni Via PT 29 n. 6 Palermo Amodei Anna Piazza Baldi Centellis n. 4 Sambuca di Sicilia Angelini Pietro Via delle Magnolie n. 17 Mascalucia (CT) Angelo Giuseppe Via Valeria n. 38 Mazara del Vallo Angelomè Luigi Via Valdemone n. 14 Palermo Angileri Salvatore Via 45 n. 3 Trapani Ardizzone Liborio Via G. Verga n. 55/A Menfi (AG) Cognome Nome Indirizzo Comune Arena Roberto Rione S. Licandro alto com. Valverde Messina Aricò Domenico Via Trifilò n. 3 Pace del Mela (ME) Arrigo Maurizio Via Lenzi n. 5 Messina Arrigo Renato Via Lenzi n. 5 Messina Artale Maurizio Via Sebastiano Olivieri n. 16 Siracusa Ashtari Ismail Via De Cosmi n. 37 Palermo Augello Onofrio Via G. Amendola n. 28 Sciacca Augello Margherita Via Della Vittoria n. 108 Menfi (TP) Avanzato Amedeo Antonio Via Quarto n. 3 Campobello di Licata (TP) Avola Giorgio Via Cava Gucciardo - Pirato n. 1/c Modica Baio Antonio Via Carcino n. 22 Agrigento Barone Tommaso Via XX Settembre n. 16 Ispica Barone Francesco Via Cassaro n. 16 Siracusa Barrera Giuseppe Via Leonardo da Vinci n. 172 Palermo Basile Vincenzo Piazza Piemonte e Lombardo n. 25/E Marsala Basilico Ernesto Via Palmerino n. 6 Palermo Battaglia Daniele V.le Colajanni n. 17 Ragusa Bellanca Aldo Via Silvio Boccone n. 51 Palermo Bellia Marcello Via Alfonsetti n. 2 Catania Bellomo Virgilio Via Lussemburgo n. 68 Palermo Bengasino Vittorio Via G. Puccini Menfi (AG) Bianca Nunzio Mario Via S. Michele Arcangelo n. 19 S. Agata Li Battiati Bicchieri Roberto Via Circuito Complesso Cariddi n. 32 Torre Faro Messina Bilancia Antonino Via Verne n. 8 Palermo Biundo Giovanni Via Tintoria n. 31 Partinico Bolignari Giuseppe Via Vittorio Emanuele n. 178 Altofonte Bonaffini Davide Via Liguria n. 33 Palermo Bonanno Gaetano Via Vincenzo Di Marco n. 3 Palermo Bonfanti Valentina Via Colonnello Eber n Caltanissetta Bonfiglio Armando Via Ursino n. 7/a Catania Bonfiglio Fabio Via Consolare Pompea n Messina Bongiovanni Salvatore Via Lancia di Brolo n. 95 Palermo Bonsignore Salvatore Via Umberto Moravia n. 12 Caltanissetta Borsellino Giovanni Via Giuseppe Licata n. 275 Sciacca Bosco Mario Via Cosenza n. 24-Casa Santa- Erice (TP) Bramante Giancarlo Via Madonie n. 30 Siracusa Brando Francesco Via Consolare Valeria n Tremestieri Messina

60 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 Cognome Nome Indirizzo Comune Cognome Nome Indirizzo Comune Brullo Giuseppe Corso Umberto n. 101 Chiaramonte Gulfi Bruno Giovanni Via Atenea n. 287 Agrigento Buffa Antonino Via Vasile n. 42 Castellammare del Golfo Buffa Livio Via Pompei n. 8 Castellammare del Golfo Buffa Valeria Via Segesta n. 190 Castellammare del Golfo Buglino Vincenzo Via E. Hassan n. 10 Palermo Buglisi Francesco Via Benedettina Superiore n. 34 Terme Vigliatore Buremi Giuseppa Via Salvemini s.n. Carlentini Buscema Francesco Via Pr. di Piemonte n. 13 Comiso Buscemi Nicolò Via Casola n. 62 Cattolica Eraclea Butticè Carlo Via Scalo Castelbuono s.n. Pollina (PA) Buzzetta Sebastiano Via Principe di Villafranca n. 32 Palermo Cacciola Luciano Via G. Pezzana n. 1 Acicastello Calà Lesina Nicoletta Via Marchese Villabianca n. 4 Partinico Calamia Vincenzo Via Roma n. 195 Alcamo Calò Stefania Viale Strasburgo n. 382 Palermo Camilleri Lorenzo Via Scobar n. 15 Palermo Camilleri Alessandro Via C. Scobar n. 15 Palermo Campanella Nicolò C.da Pispisia n. 470 Marsala Campanella G. Battista C/da Pispisia n. 470 Marsala Campione Antonino Contrada Paravola Nicosia Campione Gianpiero Via Nazionale n. 3/a Nicosia Campisi Maria Antonietta Via Castore e Polluce n. 11 Paceco Canalella Daniele C.da Girasa Mussomeli Cancelliere Angela Via Vincenzo Boscarino n. 21 Siracusa Candela Peter C.da Iazzo Vecchio s.n. Borgetto Cannata Armando Corso Mazzini n. 154 Scicli Cannistraci Salvatore Via Nazionale n. 39 San Saba Messina Cannistraro Giuseppe Via A. De Gasperi n. 219 Palermo Cannizzaro Michele C.da S. Pietro Calatafimi Cantaro Carmelo Via S. Nicolò, 297 Catania Capuano Giangaetano Via Caracciolo n. 118 Augusta Caracausi Rosario Via F.P. Frontini n. 18 Palermo Caramagno Francesco Via Epicarmo n. 139 Augusta Caravella Santi C.da Cavalieri vill. Faro Superiore Messina Carbona Piero Via Consolare Antica n. 139 Capo d Orlando Carcassi Umberto Via Benedetto Croce n. 14 Mascalucia Carciotto Santi Bruno Via Monserrato n. 74 Catania Cardillo Mariangela Piazza P.T. 1, 3 Palermo Carlino Elio Ferdinando Via Ferdinando Di Giorgi n. 20 Palermo Carpinteri Leonardo Via Madonna di Fatima n. 112 Erice Carpinteri Leonardo Via Leonardo da Vinci n. 47 Valderice Carpinteri Giuseppe Viale Polibio n. 58 Siracusa Carrubba Paolo Via Lancia di Brolo n. 68 Palermo Casabianca Salvatore Via Andrea Doria n. 63 Catania Cascio Giovanni Via del Carrubo n. 11 Palermo Cascio Ingurgio Salvatore Via del Capricorno n. 4 Palermo Cascone Santi Maria Via Mineo n. 33 Catania Casinotti Antonio Viale Scala Greca n. 161/H Siracusa Cassarà Vittorio Via Treviso n. 2 Partinico Cassarino Santo Via Augusto Righi n. 6 Comiso Cassella Carlo Via Leopardi n. 23 Catania Catalano Matteo Via Giovanni Verga n. 32 Sant Agata Li Battiati Catalano Marco Via Segesta n. 6 Palermo Cavallotti Salvatore Via De Gasperi n. 184 Belmonte Mezzagno Cavarra Daniele Via Platamone n. 149 Rosolini Cavarretta F.sco Paolo Via Andrea Carrera n. 22 Alcamo Cellura Giuseppe Via Gaspanella n. 42/G Vittoria Chiaia Corrada Via Liguria n. 1 Pozzallo Chiovetta Giovanni Via Barresi n. 1 Cerami (EN) Chirco Francesco Via Verdi n. 15 Marsala Chiri Marcello Viale Strasburgo n. 466 Palermo Cilluffo Francesca Via G. Raffaele n. 7 Palermo Cinardi Agatino Via Livorno n. 15 Aci Castello (CT) Cinardi Nicola Piazza D. il Vecchio n. 32 Adrano (CT) Ciralli Elio Piazza Alberico Gentili n. 16 Palermo Ciralli Marco Via Civiletti n. 1 Palermo Ciraulo Sergio Maria Piazza Baldi Centellis n. 4 Sambuca di Sicilia Cocciadiferro Marco Antonio Via Don Minzoni n. 28 Caltanissetta Cognata Gaetano Via Rione IV Novembre n. 19 Sciacca Comandè Giuseppe Via Spinasanta n. 470 Palermo Cometa Giuseppe Via Timeo n. 51 Palermo Conti Antonio Via G. Leopardi n. 96 Catania Cosentino Franco Via Messina n. 224 Catania Covais Antonio Viale Reg. Margherita n. 21 Palermo Crisafulli Carmelo Via Principe di Piemonte n. 3 S. Teresa Riva

61 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Cognome Nome Indirizzo Comune Cognome Nome Indirizzo Comune Crisafulli Pietro Via Santi Amato n. 35 Siracusa Crisci Antonio Via Libertà n. 12 Palermo Cruschina Enzo Via Rosso di San Secondo n. 39 Mussomeli Cucinotta Antonio Carlo Via Dodici Apostoli n. 29 Messina Cucinotta Filippo Via Dodici Apostoli n. 29 Messina Cultrera Giuseppe Via Magenta n. 129 Canicattini Bagni Cusumano Giuseppe Via S. Carnevale n. 2 Sciacca D Alessandro Domenico Via Minerva n. 15 Agrigento D Arrigo Massimo Via S. Giuseppe n. 7-is. 297 Messina Damico Gaetano Via Papa G. XXIII n. 24 Serradifalco D Amico Antonino Via Francesco Baracca n. 126 Palermo D Aquila Antonio Via Poggio S. Elia n. 31 Caltanissetta D Aquila Daniele Claudio Via Poggio S. Elia n. 31 Caltanissetta D Aquino Francesca C.da Naca s.n. Avola D Arrigo Carlo Via S. Giuseppe n. 7 is. 297 Messina D Arrigo Giuseppe Via S. Giuseppe n. 7 is. 297 Messina De Bonis Raffaele Viale Francia n. 10 Palermo De Sanctis Nestore Viale S. Panagia n. 55/a Siracusa De Santis Francesco Via Cataldo Parisio n. 20 Palermo De Simone Marcella Viale delle Alpi n. 36 Palermo De Stefani Eduardo Via Duca della Verdura n. 36 Palermo De Vita Antonino C.da Pispisia n. 550/B Marsala Denaro Francesco Viale Giostra Coop Val di Sole Messina Di Bella Giuseppe Luigi Viale delle Medaglie d oro n. 2 Catania Di Bella Calogero Via Prov.le San Cosmo n. 88 Acireale Di Blasi Angelo Via Michele De Vio n. 8 Palermo Di Cristina Giovanni Via Filippo Durante n. 36 Bagheria Di Filippo Giuseppe Via Monti Iblei n. 81 Palermo Di Gangi Dario Via Sabotino n. 13 Palermo Di Giovanni Giovanni Via Dante n. 284 Palermo Di Gregorio Santo Piazza Dante Alighieri n. 4 Calatabiano Di Marco Paolino Via Unità d Italia n. 34 Milena Di Mauro Luigi Via Galatea n. 23 Mascalucia Di Trapani Gioacchino Via Ragosia n. 160 Valderice Di Vita Giuseppe Via Stesicoro n. 10 San Cataldo Diana Luca Via del Pellicano n. 8 Siracusa Dinolfo Alessandro Via Aldisio n. 20 Favara (AG) Dinolfo Salvatore Via Diodoro Siculo n. 18 Favara (AG) Distefano Nunzio Saverio Via G. Bufalino n. 7 Comiso Drago Francesca Via Benedetto Croce n. 31 Palermo Dugo Antonio Via Giuseppe Pitrè n. 1 Avola Emanuele Francesco Via Vittorio Emanuele n. 395 Paternò Erdfeld Dino C.so dei Mille n. 157 Menfi Falautano Luigi Via Villa Sperlinga n. 3 Palermo Faranda Francesco Via Nettuno n. 78 Milazzo Fasitta Vito Antonio Vico Petronio n. 14 Gela Ferlazzo Giuseppe Via G. Ventura n. 15 Palermo Ferraloro Vincenzo Via del Sole n. 14 Gliaca di Piraino Ferreri Francesca Maria Via G. Clementi n. 5 Catania Ferreri Luigi Via Francesco Cilea n. 97 Palermo Ferreri Dora Via Francesco Cilea n. 99 Palermo Ferruccio Massimiliano Via Turbazzo n. 20 Modica Ferruggia Giuseppe Viale Croce Rossa n. 402 Palermo Fidelio Gaetano Via Gargallo n. 2 Ispica Filingeri Marianna Via E. Fermi n. 36 Palermo Filogamo Giovanni Via Emilia n. 3 Giarre Fiore Antonio Via Torrente Aurora n. 12 Canneto (Lipari) Franco Antonio Via A. Casella n. 7 Palermo Franzitta Vincenzo Via M. D Azeglio n. 27/C Palermo Fugalli Cinzia Via Colonnello Romey n. 4 Trapani Gagliano Antonio Corso Umberto n. 418 Leonforte Galesi Aldo Via Galileo Galilei n. 18 Caltagirone Galletti Francesco Via Gabara n. 36 S. Cataldo Garofalo Salvatore Piazza Antonino di Pisa n. 6 Misilmeri Garofalo Giusto Piazza Antonino di Pisa n. 6 Misilmeri Gattuso Gianluca Viale dei Platani n. 19/b S. Cataldo Gaudioso Carmelo Via Vitt. Emanuele n. 13 Francofonte Gelsomino Salvatore C.da Serra Pantano s.n. Caltanissetta Genovese Roberta Via Arturo Graf n. 3 Palermo Geremia Francesco Via Tevere n. 11 S. Gregorio di Catania Geremia Giuseppe Via Tevere n. 11 San Gregorio di Catania Gheza Marco Via G. Alessi Coop. Mirella s.n. Messina Giaccone Giuseppe Via U. Solarino n. 21 Palermo Giaimo Antonio Via Lodi n. 6 Messina Giambanco Marco Via Eduardo Narzisi n. 3 Palermo Giannone Vincenzo Via S. Giacomo P. Pozzi n. 38 Modica Giannone Vincenzo Viale Stefano Candura n. 18/p Caltanissetta Giarrizzo Mario Via Galermi n. 22 Siracusa Gibilaro Massimiliano Via Fazello n. 8 Agrigento

62 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 Cognome Nome Indirizzo Comune Cognome Nome Indirizzo Comune Giglio Filippo Via Mazzini n. 88 Menfi Gioia Flavio Via P. Umberto n. 338 Augusta Giordano Ivan Via Villa Rosato n. 28 Palermo Giordano Salvatore Via Antonio Ugo n. 29 Palermo Giorgianni Concetto Viale Europa n. 47/b Messina Giosuè Francesco Via Giuseppe Lanza di Scalea n. 414 Palermo Giuffrida Andrea Via Indipendenza n. 12 Mascalucia Giuffrida Igor Via Ticino n. 8 San Gregorio di Catania Giuffrida Luciano Via Umberto n. 303 Catania Giumento Pietro Via C.A. Dalla Chiesa n. 178 S. Cataldo Giunta Giuseppe Via Napoli n. 9 Misterbianco (CT) Giunta Vincenzo Via Ugo Lago n. 31 Noto Graci Angelo Via Trieste n. 52 San Cataldo Grant Alessandro Via Generale di Maria n. 43 Palermo Greco Roberto Via Barriera del Bosco n. 10 S. Agata li Battiati Grimaldi Angelo Via Mario Rapisardi n. 46 Viagrande Guerrera Salvatore Via Croce Rossa n. 32 Palermo Guglielmino Giuseppe Via Asiago n. 35 Catania Guglielmo Giovanni Antonio Via Ducezio Pal. Mira n. 8 Messina Gullo Marco Via Altofonte n. 100 Monreale Gurrieri Vincenzo C.so Vittorio Veneto n. 785 Ragusa Iachetta Litterio Via Carlo Forlanini n. 3 Siracusa Iacono Giuseppe Via Sandro Pertini n. 2 c Caltanissetta Iacono Giovanni Via Farag n. 26 Agrigento Iacopelli Fabio Via Brucoli n. 5 Agrigento Iannello Michele Via della Regione Siciliana n. 21 Serradifalco Ilardo Angelo Eugenio Via C. Balbo n. 8 S. Cataldo Impellitteri Tommaso Via Monaco IV n. 4 Bagheria Incorvaia Salvatore Strada comunale Marcotto n. 138 Licata Infantino Ignazio Via S. Rita n. 14 Grotte Infantino Alessandro Via Monte Ortigara n. 18 Ragusa Intravaia Francesca Via Santicelli n. 61 Palermo Iudica Gaetano P.zza Dante n. 3 Grammichele Karavitis Ilias Via Torre Arsa n. 46 Paceco La Cognata Carmelo c/o USL 7 Viale Sicilia n. 7 Ragusa La Mela Cristoforo Via G. Borrello n. 35 Catania La Pica Mario Via Aurelio Costanzo n. 1 Palermo La Pica Armando Via Umberto Giordano n. 152 Palermo La Placa Sergio Via Emanuele Oliveri Mandalà n. 11 Palermo La Sala Pietro Via Cataldo Parisio n. 29 Palermo Latina Alessandro Via Palestro n. 96 Floridia (SR) Lanza Daniele Via Sardegna n. 36 Catania Laudicina Giovan Vito C.da Colombaio - Lasagna n. 147 Marsala Laudicina Giuseppe C.da Marausa Via Pastore n. 106 Trapani Leone Nicola Via Gregorio Speciale n. 10/A Alcamo Libertino Salvatore Via Trapani n. 8 Enna Librici Luigi Via Domenico Trentacoste n. 89 Palermo Librici Vincenzo Via D. Trentacoste n. 89 Palermo Lipari Francesco Rosario Via Marco Polo n. 1 Ficarazzi Lisciandrello Giantonio C.da Capo Zafferano n. 35 S. Flavia Lisi Giovanni Via Ten. Lilly Bennardo n. 29 Caltanissetta Lo Cascio Vincenzo Via Leonardo Ruggieri n. 14 Palermo Lo Cascio Giuseppe Via Felix Mendelssohn n. 35 Palermo Lo Faro Francesco Via S. Maria Goretti n. 8 Caltagirone Lo Presti Rosario Via E. Bernabei n. 51 Palermo Lo Presti Giuseppe Via Villa de Gregorio n. 7/A Palermo Lombardo Calogero Giorgio Via Aldo Moro n. 61 Caltanissetta Lombardo Giovanna Via Andrea Cordone n. 137 Alcamo (TP) Lombardo Santo Via delle Calcare n. 8/c Caltanissetta Lombardo Francesco Passaggio L. da Vinci n. 16 Palermo Lombardo Vincenzo Via Alessio Narbone n. 83 Palermo Longo Annagiulia Via Mogadiscio n. 5 Catania Longo Graziella Corso Sicilia n. 55 Catania Madonia Benedetto Via A. Moro n. 25 Monreale Maggi G. Battista Via G. La Farina n. 3 Palermo Maggiore Riccardo Via dei Ciclopi n. 74 Acicatena Magrì Santo Via F. Crispi n. 73 Belpasso Mallia Nunzio Via Umbria n. 12 Palermo Malvuccio Nicolò Via E. Berlinguer n. 11 Scordia Mangano Basilio Piazza Vittorio Emanuele III n. 90 Spadafora Mangiapane Giuseppe Via Liguria n. 7 Cammarata Manna Domenico Viale Annunziata Garden Ville n. 54 Messina Mantegna Salvatore Via Filippo Parlatore n. 78 Palermo Manzone Giuseppe Via Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa n. 12 Naro Manzone Daniele Via Michele Cipolla n. 76 Palermo Marretta Rosario Via Sagittario n. 8 Palermo Martello Rocco Via G. Ventura n. 5 Palermo Martines Filippo Via Vampolieri nn. 25/31 Acicatena

63 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Cognome Nome Indirizzo Comune Cognome Nome Indirizzo Comune Martinez Gaetano Viale Regione Siciliana n Palermo Martino Luigi Piazza D. Crisafulli is. 266 n. 27 Messina Martorana Silvia Via G. Marconi n. 7 Bagheria Mazza Giuseppe Via Rosario n. 32 San Cataldo Mazzara Giuseppe Via Vincenzo Alagna n. 6/D Palermo Mazzeo Lorenzo Via Tono n. 149 Milazzo Mazzeo Mariano Lorenzo Via S. Raineri Messina Mazzola Vito Via Leonardo da Vinci n. 94 Palermo Merenda Giovanni Viale Francia n. 5 Palermo Merlino Tindaro Natale Via Silvio Pellico n. 3 Saponara Messina Gaetano Marcello Via Tremestieri n. 13/a Mascalucia Messina Giuseppe Via Catania n. 65 Enna Migliore Giuseppe Via Sigonio n. 8 Palermo Minagra Vincenzo Viale Croce Rossa n. 115 Palermo Mione Maurizio Largo dei Pini n. 15 Palermo Mirenda Giuseppe Via Giuseppe Arcoleo n. 34 Palermo Mirone Diego Via Epipoli n. 50 Siracusa Miserendino Vincenzo Viale Michelangelo n. 296 Palermo Modica Santi Via Resistenza Partigiana n. 45 Acate Moltisanti Corrado Via Damone Ronco n. 8 Siracusa Moltisanti Giuseppe Via Damone Ronco I n. 8 Siracusa Monaca Corrado Via dell Ecologia n. 16 Ispica Montana Giuseppe Via Madonna delle Rocche n. 1 Agrigento Montana Andrea Via Madonna delle Rocche n. 3 Agrigento Monte Giuseppe Lucio Piazza Stazione n. 4 Sciacca Monteleone Elio Via Josemaria Escriva n. 4 Tremestieri Etneo Morelli Daniela Via Sebastiano Catania n. 285/M Misterbianco (CT) Morello Antonino Via F. Mendelssohn n. 12 Palermo Musarella Salvatore Via Consolare Valeria n. 100 Giardini Musso Fabio Viale Panoramica dello Stretto pal. P.T. 2 Messina Natoli Rosario Via L. complesso ERAT, 4 lotto Messina-Rodia Navarra Nicolò Via Castelforte n. 98 Palermo Navarra Angelo Via A. Gabelli n. 108 Siracusa Neri Salvatore Via Sagone n. 21 Adrano Nicosia Giuseppe Via Genova n. 14 Catania Nocera Francesco Via del Bosco n. 55 Catania Nocifora Francesco Via Col. Bertè n. 55 Milazzo Occhino Aldo Via Oberdan n. 181 Catania Occhino Elio Via G. Oberdan n. 181 Catania Oddo Baldassare Lungomare Cristoforo Colombo n. 790 Palermo Oliva Carmelo Francesco Via C. Colombo Roccalumera Ortisi Roberto Via Benedetto Croce n. 23 Siracusa Ottaviano Giovanni Via Ercolano n. 52 Ragusa Ottaviano Mario Via G. Vitale n. 14 Valverde Pace Giovanni Via Berlinguer n. 42/B Ribera Pagano Domenico Via Madonna della Mercede n. 4 Messina Pagano Giosuè Via Eugenio l Emiro n. 61 Palermo Palagonia Maurizio C.da Sovareto Loc. S. Calogero s/n Sciacca Palazzolo Faro Via Val Paradiso n. 15 Palermo Palermo Michelangelo Via G. Matteotti n. 39 Sommatino Pandolfo Giuseppe Via F. De Santis n. 28 Palermo Panepinto Antonino C.da 14 Salme Campofelice di Roccella Paparone Giuseppe Via Trazzera Marina n. 519 Capo D Orlando Pappalardo Marcello Corso del Popolo n. 2 Paternò Parlascino Daniele Via A. Manzoni n. 161 (solo ARPA PR Enna) Enna Parrinello Diego C.da S. Michele Rifugio n. 95 Marsala Parrinello Giuseppe C.da Birgi Novo n. 74 Marsala Patania Francesco Via Cesare Vivante n. 3 Catania Patricolo Fabio Via Casalini n. 256 Palermo Pellitteri Renato Viale Francia n. 2/f Palermo Pergolizzi Carmela Anna Via Etnea n. 202 Gravina di Catania Perrone Nicolò Via Autonomia Siciliana n. 18 Palermo Pistone Giuseppe Via Francesco Crispi n. 377 Alì Terme (ME) Petracca Gaetano Via S. Pietro Martire n. 40 Augusta Piccitto Roberto Via Collodi n. 15 Ragusa Piepoli Giuseppe Via Villa S. Giovanni n. 40 Erice Casa Santa Pilato Cataldo Piazza degli Eroi n. 21 S. Cataldo Pinello Salvatore C.da Pozzillo Rosselli s.n. Altavilla Milicia Pinello Giuseppe Via S. Mercurio n. 31 Gangi Piparo Gerlando Via Emporium n. 72 Agrigento Piraino Francesco Via G.A. De Cosmi n. 51 Palermo Piraneo Salvatore Via Guido Rossa n. 10 Castrofilippo Piscitello Paolo Via Domenico Trentacoste n. 31 Palermo Pistorio Sebastiano Via Misericordia n. 8 Milazzo Pitò Giacinto Via L. Einaudi n. 23 Alcamo Platania Pietro Via Cristoforo Colombo Catania Pluchino Giovanni Via S. Anna n. 231 Ragusa

64 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 Cognome Nome Indirizzo Comune Cognome Nome Indirizzo Comune Polizzi Giuseppe Bruno Via S. Rosa da Lima n. 39 Catania Pontillo Michele Via Morgantina n. 9 Licata Princiotta Giuseppe Via Silvio Pellico n. 1 Fraz. Trappitello Taormina Privitera Pietro Via Carlo Ardizzoni n. 15 Catania Prizzi Massimo Via L. Calì n. 1 Milazzo Provenzano Massimo Via Fratelli S. Anna n. 104 Alcamo Puglisi Fabio Via Fisicara n. 17 Caltagirone Puleo Rosario Viale Principe Umberto Condominio 119 Palazzina C Messina Pulvino Maria Orazia Via Vittorio Veneto n. 26 Valledolmo Pulvirenti Domenico Via 19^ traversa n. 39 Belpasso Quinci Pasquale Via Santa Gemma sec. Traversa Mazara del Vallo Raimondo Anna Vicolo Trapani n. 11 Barcellona Pozzo di Gotto Randazzo Vittorio Maria Via C. Pisacane Caltanissetta Rappa Sergio Viale delle Alpi n. 40 Palermo Rappa Giuseppe Via Circ.ne Castello n. 24 Termini Imerese Raspanti Giuseppe Chiasso del Municipio n. 2 Nicosia Raudino Laura Via Asiago n. 38 Catania Ravesi Giovanbattista Via Ugo La Malfa n. 12 Bagheria Regalbuto Corrado Via Renato Randazzo n. 7 Siracusa Reitano Maria Cristina Via Fiume n. 6/a Catania Restivo Antonio Viale Italia is. 198 n. 60 Messina Restivo Vincenzo Via Piave n. 61 Canicattì Ricciardello Antonino Via Trieste n. 52 Brolo Ricupero Giuseppe Via Tripoli n. 23 Siracusa Rinaldi Calogero Via E. L Emiro n. 9 Palermo Rinaudello Giuseppina Via Asbesta n. 18 Siracusa Rinzivillo Salvatore Via Palazzi n. 84 Gela Rizza Maria Via A. De Curtis n. 16 Ragusa Rizzo Giovanni Via Bergamo n. 24 Paternò Rizzo Vincenzo Via Atenea n. 123 Agrigento Rizzo Paolo Strada Comunale Tortorelle n. 21 Agrigento Rizzo Pinna Pietro Via Alessandro Manzoni n. 136 Erice Roccasalva Salvatore Via Leonardo da Vinci Pozzallo Roccheri Paolo Viale delle Alpi n. 68 Palermo Romeo Dario Joseph Viale Biagio Pecorino n. 7 Catania Romeo Giuseppe Via Calatabiano-Pasteria n. 3 Calatabiano Ruffino Riccardo Via Michele de Vio n. 2 Palermo Ruffino Salvatore Via Catania n. 1 Ispica Ruscica Michele Via Regina Elena n. 184 Canicattini Bagni Russo Massimo Via L. Capuana n. 5 Lentini Russo Filippo Via Regina Margherita n. 48 Francavilla di Sicilia Russo Francesco Viale Europa n. 25 Riesi Russo Giuseppe Via D. Tempio n. 3 (Fraz. Cannizzaro) Acicastello Sabatino Calogero Via Nina Siciliana n. 16 Palermo Sala Antonino Via Piazzetta Giardina n. 6 Palermo Salerno Angelo Via Pietro Novelli n. 15 Caltagirone Salerno Vincenzo Via S. Nanna n. 3/E Siracusa Salvo Maurizio C.da Bambina n. 308 Marsala (TP) Sannella Ezio Viale Lorenzo Bolano n. 45 Catania Sansone Santamaria Antonio Via Nairobi n. 4 Palermo Santoro Giovanni Via Pecoraro n. 24 Corleone Santoro Leonardo Via R. Guttuso n. 15 S. Margherita Salvatore Belice (AG) Sapienza Giuseppe Via G.le Giovanni Ameglio n. 35 Palermo Sapienza Stefano Largo dei Vespri n. 19 Catania Scaccianoce Gianluca Via R. Settimo n. 78 Palermo Scaduto Mariano Piazza Leoni n. 49 Palermo Scaffidi Alessandro Via Campo Melia n. 55 Raccuja Scalisi Daniele Via Aquino Molara n. 108 Palermo Scarpulla Alessandro Via Poggio San Francesco n. 13 Altofonte Scarso Marcello Via G. Giusti n. 9 Villabate Sciarrino Roberto Via Fratelli Biglia n. 14 Palermo Scibilia Timoteo Via Domenico La Bruna n. 17 Alcamo Sciortino Giovanni Via Tasca Lanza n. 116 Palermo Sciumè Giuseppe Via Firenze n. 47 Porto Empedocle Scuderi Agatella Via Ofelia n. 37 Catania Scuderi Rosario Strada Ferrante Passo n. 5 Casteldaccia Serio Salvatore Via Marchese di Villabianca n. 70 Palermo Serro Giuseppe Via Nazario Sauro n. 22 Alcamo Sferlazzo Paolo Via Don Primo Mazzolari n. 43/A Mazara del Vallo Silvestri Matteo Via Fiume 7/D Grosseto Sorrenti Massimo Via Temistocle n. 9 Siracusa Sorrentino Domenico Via Savonarola n. 20 Misilmeri Sorrentino Giuseppe Via Catania n. 17 Palermo Spadaro Luigi Viale Teracati n. 184 Siracusa Spampinato Mario Via Bufalo n. 17 Catania Spartà Santi Via Kennedy n. 62/a Acireale

65 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n Cognome Nome Indirizzo Comune Cognome Nome Indirizzo Comune Speranza Rosario Via Campo Franco n. 16 Santa Flavia Speranza Salvatore Via Olivetana n. 28 Santa Flavia Sterrantino Giovanni C.da S. Giuseppe Pal. A s.n. Alì Terme (ME) Stranera Francesco Via Torre di Federico n. 34 Enna Strazzeri Ciro Alessio Via Nuovalucello n. 5 Catania Stringi Sandra Maria Viale Sicilia n. 126 Caltanissetta Tageo Eugenio Via Udine n. 19 Siracusa Taragnolini Ruggero P.zza Principe di Camporeale n. 102 Palermo Termini Maurizio Vico Cairoli n. 2/b Ragusa Testafredda Ubaldo Via Carlo Alberto Dalla Chiesa n. 9 Capaci Tinnirello Michele Largo Emilio Ravenna n. 3 Palermo Titone Mauro Via Natale Augugliaro n. 3 Erice Tomasini Dario Via S. Lorenzo n. 297 Palermo Trapani Domenico Via Crocetta n. 60 Palermo Trapani Sebastiano Via G. Sciuti n. 200 Palermo Triglia Francesca C.da Grazia Via C. Pilla Villaggio Castanea Messina Tringali Anna Maria Via P. Umberto n. 44 Augusta Trombetta Fabio Via S. D Acquisto n. 29 Carini Tucci Salvatore Via dei Cantieri n. 35 Palermo Tumminelli Antonio Corso Europa n. 41 S. Cataldo Tumminello Casimiro Largo San Mamiliano n. 1 Palermo Turco Aldo Filippo Via Bonte n. 1 Gela Tutone Giuseppe Via Furetti n. 14 Valderice (TP) Ustica Vito Via Canale n. 2 Termini Imerese Vaccaro Alfredo Via Castellana n. 32 Palermo ( )119 Vadalà Francesco Via Maggiore Toselli n. 10 Palermo Valenti Maria Luisa Via Alcide de Gasperi n. 165 Catania Valenza Luigi Claudio Via Malta n. 61 Caltanissetta Vara Alessandro Via Uditore n. 6/b Palermo Vara Giovanni Via Nazionale n. 22 Vallelunga Pratameno Vecchio Salvatore Simone Via Sott.ten. Marra n. 1 Carlentini Vena Francesco Piazza Leoni n. 49 Palermo Vernaci Anna Rosaria Via M.Titone n. 22 Palermo Verro Antonino Via Ben Giobair n. 8 Palermo Vinci Giovanni Via Calipso n. 11 Trapani Virgone Filippo Viale della Repubblica n. 7 Delia Virzì Giovanbattista Via Patti n. 97/b Palermo Vitale Antonio Via Placido Mandanici n. 27 Palermo Vitale Filippo Maria Via Nino Savarese n. 47 Caltanissetta Vitale Salvatore c/o Enichem casella postale n. 35 Gela Vitale Vincenzo Via Vittorio Veneto n. 24 Milazzo (ME) Vizzinisi Fabio Via F. Crispi n. 69 Castelvetrano Zaccone Salvatore Via Cervo n. 52 Acireale Zaffino Giuseppe C.da Scoppo Mili Marina, s.n. Messina Zappia Veronique Viale Libertà is. 517 n. 219 Messina Zichichi Vito Via Mario Rapisardi n. 18 Palermo Ziino Santo Via Montecuccio n. 23 Palermo Zimbone Massimo Via Etnea n. 684 Catania Zuccarello Bernardo Via Aurelio Drago n. 3 Palermo Zuccaro Stefano Via Avellino n. 51 Erice

66 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 55 La Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana è in vendita al pubblico: AGRIGENTO - Edicola, rivendita tabacchi Alfano Giovanna - via Panoramica dei Templi, 31; Pusante Alfonso - via Dante, 70; Damont s.r.l. - via Panoramica dei Templi, 21; ALCAMO - Arusio Maria Caterina - via Vittorio Veneto, 238; Libreria Pipitone Lorenzo - viale Europa, 61. BAGHERIA - Carto - Aliotta di Aliotta Franc. Paolo - via Diego D Amico, 30; Rivendita giornali Leone Salvatore - via Papa Giovanni XXIII (ang. via Consolare). BARCELLONA POZZO DI GOTTO - Maimone Concetta - via Garibaldi, 307; Edicola Scilipoti di Stroscio Agostino - via Catania, 13. BOLOGNA - Libr. giur. Edinform s.r.l. - via Irnerio, 12/5. CAPO D ORLANDO - L Italiano di Lo Presti Eva & C. s.a.s. - via Vittorio Veneto, 25. CASTELVETRANO - Cartolibreria - Edicola Marotta & Calia s.n.c. - via Q. Sella, 106/108. CATANIA - Libreria La Paglia - via Etnea, 393/395. FAVARA - Costanza Maria - via IV Novembre, 61; Pecoraro di Piscopo Maria - via Vittorio Emanuele, 41. GELA - Cartolibreria Eschilo di Simona Trainito - corso Vittorio Emanuele, 421. GIARRE - Libreria La Senorita di Giuseppa Emmi - via Veneto, 59. MAZARA DEL VALLO - F.lli Tudisco & C. s.a.s. di Tudisco Fabio e Vito Massimiliano - corso Vittorio Veneto, 150. MENFI - Ditta Mistretta Vincenzo - via Inico, 188. MESSINA - Rag. Colosi Nicolò di Restuccia & C. s.a.s. - via Centonze, 227, isolato 66. MISILMERI - Ingrassia Maria Concetta - corso Vittorio Emanuele, 528. PREZZI E CONDIZIONI DI ABBONAMENTO - ANNO 2016 PARTE PRIMA I)I Abbonamento ai soli fascicoli ordinari, incluso l indice annuale annuale ,00 semestrale ,00 II)IAbbonamento ai fascicoli ordinari, incluso i supplementi ordinari e l indice annuale: soltanto annuale ,00 Prezzo di vendita di un fascicolo ordinario ,15 Prezzo di vendita di un supplemento ordinario o straordinario, per ogni sedici pagine o frazione ,15 SERIE SPECIALE CONCORSI Abbonamento soltanto annuale ,00 Prezzo di vendita di un fascicolo ordinario ,70 Prezzo di vendita di un supplemento ordinario o straordinario, per ogni sedici pagine o frazione ,15 PARTI SECONDA E TERZA Abbonamento annuale ,00 + I.V.A. ordinaria Abbonamento semestrale ,00 + I.V.A. ordinaria Prezzo di vendita di un fascicolo ordinario ,50 + I.V.A. ordinaria Prezzo di vendita di un supplemento ordinario o straordinario, per ogni sedici pagine o frazione ,00 + I.V.A. ordinaria Fascicoli e abbonamenti annuali di annate arretrate: il doppio dei prezzi suddetti. Fotocopia di fascicoli esauriti, per ogni facciata ,15 + I.V.A. ordinaria Per l estero i prezzi di abbonamento e vendita sono il doppio dei prezzi suddetti L importo dell abbonamento, corredato dell indicazione della partita IVA o, in mancanza, del codice fiscale del richiedente, deve essere versato, a mezzo bollettino postale, sul c/c postale n intestato alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana - abbonamenti, ovvero direttamente presso l Istituto di credito che svolge il servizio di cassa per la Regione (Banco di Sicilia), indicando nella causale di versamento per quale parte della Gazzetta ( prima o serie speciale concorsi o seconda e terza ) e per quale periodo (anno o semestre) si chiede l abbonamento. L Amministrazione della Gazzetta non risponde dei ritardi causati dalla omissione di tali indicazioni. In applicazione della circolare del Ministero delle Finanze - Direzione Generale Tasse - n. 18/ del 22 maggio 1976, il rilascio delle fatture per abbonamenti od acquisti di copie o fotocopie della Gazzetta deve essere esclusivamente richiesto, dattiloscritto, nella causale del certificato di accreditamento postale, o nella quietanza rilascita dall Istituto di credito che svolge il servizio di cassa per la Regione, unitamente all indicazione delle generalità, dell indirizzo completo di C.A.P., della partita I.V.A. o, in mancanza, del codice fiscale del versante, oltre che dall esatta indicazione della causale del versamento. Gli abbonamenti hanno decorrenza dal 1 gennaio al 31 dicembre, se concernenti l intero anno, dal 1 gennaio al 30 giugno se relativi al 1 semestre e dal 1 luglio al 31 dicembre, se relativi al 2 semestre. I versamenti relativi agli abbonamenti devono pervenire improrogabilmente, pena la perdita del diritto di ricevere i fascicoli già pubblicati ed esauriti o la non accettazione, entro il 31 gennaio se concernenti l intero anno o il 1 semestre ed entro il 31 luglio se relativi al 2 semestre. I fascicoli inviati agli abbonati vengono recapitati con il sistema di spedizione in abbonamento postale a cura delle Poste Italiane S.p.A. oppure possono essere ritirati, a seguito di dichiarazione scritta, presso i locali dell Amministrazione della Gazzetta. L invio o la consegna, a titolo gratuito, dei fascicoli non pervenuti o non ritirati, da richiedersi all Amministrazione entro 30 giorni dalla data di pubblicazione, è subordinato alla trasmissione o alla presentazione di una etichetta del relativo abbonamento. Le spese di spedizione relative alla richiesta di invio per corrispondenza di singoli fascicoli o fotocopie sono a carico del richiedente e vengono stabilite, di volta in volta, in base alle tariffe postali vigenti. Si fa presente che, in atto, l I.V.A. ordinaria viene applicata con l aliquota del 22%. AVVISO MODICA - Baglieri Carmelo - corso Umberto I, 460. NARO - Carpediem di Celauro Gaetano - viale Europa, 3. PALERMO - Edicola Romano Maurizio - via Empedocle Restivo, 107; La Libreria del Tribunale s.r.l. - piazza V. E. Orlando, 44/45; Edicola Badalamenti Rosa - piazza Castelforte, s.n.c. (Partanna Mondello); La Bottega della Carta di Scannella Domenico - via Caltanissetta, 11; Libreria Campolo di Gargano Domenico - via Campolo, 86/90; Libreria Forense di Valenti Renato - via Maqueda, 185; Libreria Ausonia di Argento Sergio - via Ausonia, 70/74; Grafill s.r.l. - via Principe di Palagonia, 87/91. PARTINICO - Lo Iacono Giovanna - corso dei Mille, 450. PIAZZA ARMERINA - Cartolibreria Armanna Michelangelo - via Remigio Roccella, 5. PORTO EMPEDOCLE - MR di Matrona Giacinto & Matrona Maria s.n.c. - via Gen. Giar - dino, 6. RAFFADALI - Striscia la Notizia di Randisi Giuseppina - via Rosario, 6. SAN MAURO CASTELVERDE - Garofalo Maria - corso Umberto I, 56. SANT AGATA DI MILITELLO - Edicola Ricca Benedetto - via Cosenz, 61. SANTO STEFANO CAMASTRA - Lando Benedetta - corso Vittorio Emanuele, 21. SCIACCA - Edicola Coco Vincenzo - via Cappuccini, 124/a. SIRACUSA - Cartolibreria Zimmitti Catia - via Necropoli Grotticelle, 25/O. TERRASINI - Serra Antonietta - corso Vittorio Emanuele, 336. Le norme per le inserzioni nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, parti II e III e serie speciale concorsi, sono contenute nell ultima pagina dei relativi fascicoli. Gli uffici della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana sono aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 ed il mercoledì dalle ore 16,15 alle ore 17,45. Negli stessi orari è attivo il servizio di ricezione atti tramite posta elettronica certificata (P.E.C.).

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68 VITTORIO MARINO, direttore responsabile MELANIA LA COGNATA, condirettore e redattore SERISTAMPA di Armango Margherita - VIA SAMPOLO, PALERMO

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