CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO PARTE SECONDA

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2 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO PARTE SECONDA OPERE EDILI CSA OE pag. 1 di 76

3 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin PARTE SECONDA CAPO I - CONDIZIONI - NORME E PRESCRIZIONI PER L'ACCETTAZIONE, L'IMPIEGO, LA QUALITÀ, LA PROVENIENZA DEI MATERIALI - 4 Art.2.ED.1 - Prodotti di pietre naturali o ricostruite - 4 Art.2.ED.2 - Prodotti per pavimentazione edifici - 5 Art.2.ED.3 - Prodotti per coperture discontinue (a. falda) - 9 Art.2.ED.4 - Prodotti per impermeabilizzazione e per coperture piane - 11 Art.2.ED.5 - Prodotti di vetro (lastre, profilati ad u e vetri pressati) e lastre traslucide- 14 Art.2.ED.6 - Prodotti diversi (sigillanti, adesivi, geotessili) - 16 Art.2.ED.7 - Infissi in alluminio e/o metallici - 17 Art.2.ED.8 - Tubazioni fognarie - 27 Art.2.ED.9 - Materiali per impianti di depurazione - 34 Art.2.ED.10 - Materiali da fabbro - 35 Art.2.ED.11 - Materiali porfirici, a spacco - materiali segati - lucidati semilucidati - fiammati 38 Art.2.ED.12 - Prodotti per opere a verde - 41 CAPO II - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO - 47 Art.2.ED.13 - Demolizioni e rimozioni - 47 Art.2.ED.14 - Opere da fabbro - 47 Art.2.ED.15 - Opere per marciapiede ed affini - 48 Art.2.ED.16 - Porfidi, a spacco - segati - lucidati semilucidati - fiammati 49 Art.2.ED.17 - Opere a verde - 51 Art.2.ED.18 - Opere di impermeabilizzazione - 57 Art.2.ED.19 - Intonaci - 59 Art.2.ED.20 - Sistemi per rivestimenti ed interni - 60 Art.2.ED.21 - Serramentistica ed opere di vetrazione - 61 Art.2.ED.22 - Esecuzione delle pareti esterne partizioni interne - 63 Art.2.ED.23 - Esecuzioni delle pavimentazioni - 64 Art.2.ED.24 - Impianto di scarico acque meteoriche - 66 Art.2.ED.25 - Impianti di ascensori, montacarichi, scale e marciapiedi mobili CSA OE pag. 2 di 76

4 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin CAPO III - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI - 69 Art.2.ED.26 - Intonaci - 69 Art.2.ED.27 - Tinteggiature - coloriture - verniciature - 69 Art.2.ED.28 - Opere da fabbro e da lattoniere - 70 Art.2.ED.29 - Isolamenti termici ed acustici - 71 Art.2.ED.30 - Impermeabilizzazioni - 71 Art.2.ED.31 - Solai - manti di copertura - 71 Art.2.ED.32 - Pavimenti - rivestimenti - marmi - 72 Art.2.ED.33 - Controsoffitti - pareti in cartongesso - 73 Art.2.ED.34 - Serramenti in metallo - 73 Art.2.ED.35 - Lavori e serramenti in legno - 74 Art.2.ED.36 - Vetri, cristalli e simili - 75 Art.2.ED.37 - Opere per marciapiede, cunette, cordonate, ecc - 75 Art.2.ED.38 - Fognature - 75 Art.2.ED.39 - Lavori di rivestimento opere in verde CSA OE pag. 3 di 76

5 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin PARTE SECONDA OPERE EDILI REQUISITI DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI MODALITA DI ESECUZIONE E MISURAZIONE DEI LAVORI CAPO I - CONDIZIONI - NORME E PRESCRIZIONI PER L'ACCETTAZIONE, L'IMPIEGO, LA QUALITÀ, LA PROVENIENZA DEI MATERIALI - Art.2.ED.1 - Prodotti di pietre naturali o ricostruite La terminologia utilizzata ha il significato di seguito riportato, le denominazioni commerciali devono essere riferite a campioni, atlanti, ecc a Marmo (termine commerciale). Roccia cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 3 a 4. A questa categoria appartengono: i marmi propriamente detti (calcari metamorfici ricristallizzati), i calcefiri ed i cipollini, i calcari, le dolomie e le brecce calcaree lucidabili, gli alabastri calcarei, le serpentinito, oficalciti; b Granito (termine commerciale). Roccia fanero-cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 6 a 7. A questa categoria appartengono: i graniti propriamente detti (rocce magmatiche intrusive acide fanerocristalline, costituite da quarzo, feldspati sodico-potassici e miche), altre rocce magmatiche intrusive (dioriti, granodioriti, sieniti, gabbri, ecc.), le corrispettive rocce magmatiche effusive, a struttura porfirica, alcune rocce metamorfiche di analoga composizione come gneiss e serizzi c Travertino. Roccia calcarea sedimentaria di deposito chimico con caratteristica strutturale vacuolare, da decorazione e da costruzione; alcune varietà sono lucidabili. Pietra (termine commerciale). Roccia da costruzione e/o da decorazione, di norma non lucidabile. A questa categoria appartengono rocce di composizione mineralogica svariatissima, non inseribili in alcuna classificazione. Esse sono riconducibili ad uno dei due gruppi seguenti: rocce tenere e/o poco compatte e rocce dure e/o compatte. Esempi di pietre del primo gruppo sono: varie rocce sedimentarie (calcareniti, arenarie a cemento calcareo, ecc.), varie rocce piroclastiche, (peperini, tufi, ecc.); al secondo gruppo appartengono le pietre a spacco naturale (quarziti, micascisti, gneiss lastroidi, ardesie, ecc.), e talune vulcaniti (basalti, trachiti, leucititi, ecc.). Per gli altri termini usati per definire il prodotto in base alle forme, dimensioni, tecniche di lavorazione ed alla conformazione geometrica, vale quanto riportato nella norma UNI EN I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue: a appartenere alla denominazione commerciale e/o petrografica indicata nel progetto oppure avere origine dal bacino di estrazione o zona geografica richiesta nonché essere conformi ad eventuali campioni di riferimento ed essere esenti da crepe, discontinuità, ecc. che riducano la resistenza o la funzione; b avere lavorazione superficiale e/o finiture indicate nel progetto e/o rispondere ai campioni di riferimento; avere le dimensioni nominali concordate e le relative tolleranze; c delle seguenti caratteristiche il fornitore dichiarerà i valori medi (ed i valori minimi e/o la dispersione percentuale): massa volumica reale ed apparente, misurata secondo la norma UNI EN 1936; coefficiente di imbibizione della massa secca iniziale, misurato secondo la norma UNI EN 13755; resistenza a compressione, misurata secondo la norma UNI EN 1926; resistenza a flessione, misurata secondo la norma UNI EN 12372; resistenza all'abrasione, misurata secondo le disposizioni del R.D 16 novembre 1939 n. 2234; CSA OE pag. 4 di 76

6 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin d per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutturale per murature, pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed alle prescrizioni di progetto Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 1341:2012 Lastre di pietra naturale per pavimentazioni esterne - Requisiti e metodi di prova (M/119, M/122) UNI EN 1342:2012 Cubetti di pietra naturale per pavimentazioni esterne - Requisiti e metodi di prova (M/119, M/122) UNI EN 1343:2012 Cordoli di pietra naturale per pavimentazioni esterne - Requisiti e metodi di prova (M/119, M/122) UNI EN 1469:2004 Prodotti di pietra naturale - Lastre per rivestimenti - Requisiti (M/121) Art.2.ED.2 - Prodotti per pavimentazione edifici Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo strato di rivestimento dell'intero sistema di pavimentazione. Per la realizzazione del sistema di pavimentazione si rinvia all'articolo sulla esecuzione delle pavimentazioni. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate I prodotti di legno per pavimentazione: tavolette, listoni, mosaico di lamelle, blocchetti, ecc. si intendono denominati nelle loro parti costituenti come indicato nella letteratura tecnica. I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue: a essere della essenza legnosa adatta all'uso e prescritta nel progetto; b sono ammessi i seguenti difetti visibili sulle facce in vista: b1) qualità I: piccoli nodi sani con diametro minore di 2 mm se del colore della specie (minore di 1 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 10 % degli elementi del lotto; imperfezioni di lavorazione con profondità minore di 1 mm e purché presenti su meno del 10 % degli elementi; b2) qualità II: piccoli nodi sani con diametro minore di 5 mm se del colore della specie (minore di 2 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 20 % degli elementi del lotto: imperfezioni di lavorazione come per la classe I; piccole fenditure; alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti. b3) qualità III: esenti da difetti che possano compromettere l'impiego (in caso di dubbio valgono le prove di resistenza meccanica), alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti c avere contenuto di umidità tra il 10 e il 15 %; d tolleranze sulle dimensioni e finitura: d1) listoni: 1 mm sullo spessore; 2 mm sulla larghezza; 5 rnm sulla lunghezza; d2) tavolette: 0,5 mm sullo spessore; 1,5 % sulla larghezza e lunghezza; d3) mosaico, quadrotti, ecc.: 0,5 mm sullo spessore; 1,5 % sulla larghezza e lunghezza; d4) le facce a vista ed i fianchi da accertare saranno lisci; e la resistenza meccanica a flessione, la resistenza all'impronta ed altre caratteristiche saranno nei limiti solitamente riscontrati sulla specie legnosa e saranno comunque dichiarati nell'attestato che accompagna la fornitura; f i prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggono da azioni meccaniche, umidità nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Nell'imballo un foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore e contenuto, almeno le caratteristiche di cui ai commi da a) ad e) Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni dovranno essere del materiale indicato nel progetto tenendo conto che le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cotto forte, grès, ecc.) devono essere associate alla classificazione basata sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua secondo la norma UNI EN a Le piastrelle di ceramica saranno di prima qualità commerciale secondo i parametri della norma Uni EN I prodotti di seconda scelta, cioè quelli che rispondono parzialmente alle norme predette, saranno accettate in base alla rispondenza ai valori previsti dal progetto, ed, in mancanza, in base ad accordi tra Direzione dei lavori e fornitore CSA OE pag. 5 di 76

7 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin b Per i prodotti definiti «pianelle comuni di argilla», «pianelle pressate ed arrotate di argilla» e «mattonelle greificate» dal R.D 16 novembre 1939 n. 2234, devono inoltre essere rispettate le prescrizioni seguenti: resistenza all'urto 2 Nm (0,20 kgm) minimo; resistenza alla flessione 2,5 N/mm² (25 kg/cm)² minimo; coefficiente di usura al tribometro 15 mm massimo per 1 km di percorso c Per le piastrelle colate (ivi comprese tutte le produzioni artigianali) le caratteristiche rilevanti da misurare ai fini di una qualificazione del materiale sono le stesse indicate per le piastrelle pressate a secco ed estruse (vedi norma UNI EN 14411), per cui: per quanto attiene ai metodi di prova si rimanda alla normativa UNI EN vigente e già citata; per quanto attiene i limiti di accettazione, tenendo in dovuto conto il parametro relativo all'assorbimento d'acqua, i valori di accettazione per le piastrelle ottenute mediante colatura saranno concordati fra produttore ed acquirente, sulla base dei dati tecnici previsti dal progetto o dichiarati dai produttori ed accettate dalla Direzione dei lavori d I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, sporcatura, ecc. nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa ed essere accompagnati da fogli informativi riportanti il nome del fornitore e la rispondenza alle prescrizioni predette I prodotti di gomma per pavimentazioni sotto forma di piastrelle e rotoli devono rispondere alle prescrizioni date dal progetto ed in mancanza e/o a complemento devono rispondere alle prescrizioni seguenti: a Essere esenti da difetti visibili (bolle, graffi, macchie, aloni, ecc.) sulle superfici destinate a restare in vista b Avere costanza di colore tra i prodotti della stessa fornitura; in caso di contestazione deve risultare entro il contrasto dell'elemento n. 4 della scala dei grigi di cui alla norma UNI Per piastrelle di forniture diverse ed in caso di contestazione vale il contrasto dell'elenco n. 3 della scala dei grigi c Sulle dimensioni nominali ed ortogonalità dei bordi sono ammesse le tolleranze seguenti: piastrelle: lunghezza e larghezza + 0,3 %, spessore + 0,2 mm; rotoli: lunghezza + 1%, larghezza + 0,3 %, spessore + 0,2 mm; piastrelle: scostamento dal lato teorico (in millimetri) non maggiore del prodotto tra dimensione del lato (in millimetri) e 0,0012; rotoli: scostamento dal lato teorico non maggiore di 1,5 mm d La durezza deve essere tra 75 e 85 punti di durezza Shore A e La resistenza all'abrasione deve essere non maggiore di 300 mm³ f La stabilità dimensionale a caldo deve essere non maggiore dello 0,3 % per le piastrelle e dello 0,4 % per i rotoli g La resistenza alla bruciatura da sigaretta, inteso come alterazioni di colore prodotte dalla combustione, non deve originare contrasto di colore uguale o minore al n. 2 della scala dei grigi di cui alla norma UNI Non sono inoltre ammessi affioramenti o rigonfiamenti h Il potere macchiante, inteso come cessione di sostanze che sporcano gli oggetti che vengono a contatto con il rivestimento, per i prodotti colorati non deve dare origine ad un contrasto di colore maggiore di quello dell'elemento N3 della scala dei grigi di cui alla UNI Per i prodotti neri il contrasto di colore non deve essere maggiore dell'elemento N i Il controllo delle caratteristiche di cui ai comma da a) ad i) e..si intende effettuato secondo i criteri indicati nel primo comma del presente articolo utilizzando la norma UNI j I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio di accompagnamento indicherà oltre al nome del fornitore almeno le informazioni di cui ai commi da a) ad i) I prodotti di vinile, omogenei e non ed i tipi eventualmente caricati devono rispondere alle prescrizioni di cui alla norma UNI EN I metodi di accettazione sono quelli del 01 del presente articolo. I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio di accompagnamento indicherà le caratteristiche di cui alle norme precitate I prodotti di resina (applicati fluidi od in pasta) per rivestimenti di pavimenti realizzati saranno del tipo realizzato: mediante impregnazione semplice (I1); a saturazione (I2); mediante film con spessori fino a 200 mm (F1) o con spessore superiore (F2); con prodotti fluidi cosiddetti autolivellanti (A); con prodotti spatolati (S) CSA OE pag. 6 di 76

8 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Le caratteristiche segnate come significative nel prospetto seguente devono rispondere alle prescrizioni del progetto. I valori di accettazione sono quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dal Direttore dei lavori. I metodi di accettazione sono quelli contenuti nel punto del presente articolo facendo riferimento alla norma UNI 8298 (varie parti). Caratteristiche Grado di significatività rispetto ai vari tipi I1 I2 F1 F2 A S Colore Identificazione chimico-fisica Spessore Resistenza all'abrasione Resistenza al punzonamento dinamico (urto) Resistenza al punzonamento statico Comportamento all'acqua Resistenza alla pressione idrostatica inversa Reazione al fuoco Resistenza alla bruciatura della sigaretta Resistenza all'invecchiamento term. in aria Resistenza meccanica dei ripristini significativa - non significativa I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche e da agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, le caratteristiche, le avvertenze per l'uso e per la sicurezza durante l'applicazione I prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni a seconda del tipo di prodotto devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza e/o completamento alle seguenti a Mattonelle di cemento con o senza colorazione e superficie levigata; mattonelle di cemento con o senza colorazione con superficie striata o con impronta; marmette e mattonelle a mosaico di cemento e di detriti di pietra con superficie levigata. I prodotti sopracitati devono rispondere al R.D 2234 del 16 novembre 1939 per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza all'urto, resistenza alla flessione e coefficiente di usura al tribometro ed alle prescrizioni del progetto. L'accettazione deve avvenire secondo il punto del presente articolo avendo il R.D sopraccitato quale riferimento b Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni saranno definiti e classificati in base alla loro forma, dimensioni, colore e resistenza caratteristica; per la terminologia delle parti componenti il massello e delle geometrie di posa ottenibili si rinvia alla documentazione tecnica. Essi devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza od a loro completamento devono rispondere a quanto segue: essere esenti da difetti visibili e di forma quali protuberanze, bave, incavi che superino le tolleranze dimensionali ammesse. Sulle dimensioni nominali è ammessa la tolleranza di 3 mm per un singolo elemento e 2 mm quale media delle misure sul campione prelevato; le facce di usura e di appoggio devono essere parallele tra loro con tolleranza ± 15 % per il singolo massello e ± 10 % sulle medie; la massa volumica deve scostarsi da quella nominale (dichiarata dal fabbricante) non più del 15 % per il singolo massello e non più del 10 % per le medie; il coefficiente di trasmissione meccanica non deve essere minore di quello dichiarato dal fabbricante; il coefficiente di aderenza delle facce laterali deve essere il valore nominale con tolleranza ± 5% per un singolo elemento e ± 3 % per la media; la resistenza convenzionale alla compressione deve essere maggiore di 50 N/mm² per il singolo elemento e maggiore di 60 N/mm² per la media; I criteri di accettazione sono quelli riportati nel presente articolo al punto.01. I prodotti saranno forniti su appositi pallets opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa I prodotti di pietre naturali o ricostruite per pavimentazioni CSA OE pag. 7 di 76

9 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Si intendono definiti come segue: elemento lapideo naturale: elemento costituito integralmente da materiale lapideo (senza aggiunta di leganti); elemento lapideo ricostituito (conglomerato): elemento costituito da frammenti lapidei naturali legati con cemento o con resine; lastra rifilata: elemento con le dimensioni fissate in funzione del luogo d'impiego, solitamente con una dimensione maggiore di 60 cm e spessore di regola non minore di 2 cm: marmetta: elemento con le dimensioni fissate dal produttore ed indipendenti dal luogo di posa, solitamente con dimensioni minori di 60 cm e con spessore di regola minore di 2 cm; marmetta calibrata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere lo spessore entro le tolleranze dichiarate; marmetta rettificata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere la lunghezza e/o larghezza entro le tolleranze dichiarate. Per gli altri termini specifici dovuti alle lavorazioni, finiture, ecc., vedere la norma UNI EN a I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto (dimensioni, tolleranze, aspetto, ecc.) ed a quanto prescritto nell'articolo prodotti di pietre naturali o ricostruite. In mancanza di tolleranze su disegni di progetto si intende che le lastre grezze contengono la dimensione nominale; le lastre finite, marmette, ecc. hanno tolleranza 1 mm sulla larghezza e lunghezza e 2 mm sullo spessore (per prodotti da incollare le tolleranze predette saranno ridotte); b le lastre ed i quadrelli di marmo o di altre pietre dovranno inoltre rispondere al R.D 2234 del 16 novembre 1939 per quanto attiene il coefficiente di usura al tribometro in mm; c) l'accettazione avverrà secondo l'articolo presente al punto.01. Le forniture avverranno su pallets ed i prodotti saranno opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa I prodotti tessili per pavimenti (moquettes) a si intendono tutti i rivestimenti nelle loro diverse soluzioni costruttive e cioè: rivestimenti tessili a velluto (nei loro sottocasi velluto tagliato, velluto riccio, velluto unilivello, velluto plurilivello, ecc.); rivestimenti tessili piatti (tessuto, nontessuto). In caso di dubbio e contestazione si farà riferimento alla classificazione e terminologia della norma UNI 8013/ b I prodotti devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza o completamento a quanto segue: massa areica totale e dello strato di utilizzazione; spessore totale e spessore della parte utile dello strato di utilizzazione; perdita di spessore dopo applicazione (per breve e lunga durata) di carico statico moderato; perdita di spessore dopo applicazione di carico dinamico. In relazione all'ambiente di destinazione saranno richieste le seguenti caratteristiche di comportamento: tendenza all'accumulo di cariche elettrostatiche generate dal calpestio; numero di fiocchetti per unità di lunghezza e per unità di area; forza di strappo dei fiocchetti; comportamento al fuoco; c I criteri di accettazione sono quelli precisati nel punto del presente articolo; i valori saranno quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dal Direttore dei lavori. Le modalità di prova da seguire in caso di contestazione sono quelle indicate nella norma UNI 8014 (varie parti) d I prodotti saranno forniti protetti da appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, da agenti atmosferici ed altri agenti degradanti nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio informativo indicherà il nome del produttore, le caratteristiche elencate in b) e le istruzioni per la posa Le mattonelle di asfalto. Dovranno rispondere alle prescrizioni del R.D 16 novembre 1939, n per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza all'urto: 4 Nm (0,40 kgm minimo; resistenza alla flessione: 3 N/mm² (30 kg/cm²) minimo; coefficiente di usura al tribometro: 15 mm massimo per 1 km di percorso. Per i criteri di accettazione si fa riferimento al punto.01. del presente articolo; in caso di contestazione si fa riferimento alle norme EN e UNI applicabili. I prodotti saranno forniti su appositi pallets ed eventualmente protetti da azioni degradanti dovute ad agenti meccanici, chimici ed altri nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione in genere prima della posa. Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra oltre alle istruzioni per la posa I prodotti di metallo per pavimentazioni dovranno rispondere alle prescrizioni date nella norma UNI 4630 per le lamiere bugnate ed UNI 3151 per le lamiere stirate. I prodotti di metallo per CSA OE pag. 8 di 76

10 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin pavimentazioni (lamiere) saranno inoltre esenti da difetti visibili (quali scagliature, bave, crepe, crateri, ecc.) e da difetti di forma (svergolamento, ondulazione, ecc.) che ne pregiudichino l'impiego e/o la messa in opera e dovranno avere l'eventuale rivestimento superficiale prescritto nel progetto a I conglomerati bituminosi per pavimentazioni esterne dovranno rispondere alle caratteristiche indicate nel capitolato dei materiali per formazione di sede stradale Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 1344:2013 Elementi per pavimentazione di laterizio - Requisiti e metodi di prova UNI EN 14411:2012 Piastrelle di ceramica - Definizioni, classificazione, caratteristiche e marcatura (M/119 - M/121) UNI EN 1339: EC1:2008 Lastre di calcestruzzo per pavimentazione - Requisiti e metodi di prova (M/119, M/122) UNI EN 12058:2005 Prodotti di pietra naturale - Lastre per pavimentazioni e per scale - Requisiti (M/119) UNI EN 12057:2005 Prodotti di pietra naturale - Marmette modulari - Requisiti (M/119- M/121) UNI EN 14342:2013 Pavimentazioni di legno - Caratteristiche, valutazione di conformità e marcatura (M/119) UNI EN 14904:2006 Superfici per aree sportive - Superfici multi-sport per interni - Specifiche (M/119) UNI EN 14041: EC1:2008 Rivestimenti resilienti, tessili e laminati per pavimentazioni - Caratteristiche essenziali UNI EN 15285:2008 Lapidei agglomerati Marmette modulari per pavimentazioni (interne ed esterne) UNI EN 14891:2012 Prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi da utilizzare sotto le piastrella ture di cermaica incollate con adesivi Requisiti, metodi di prova, valutazione della conformità, classificazione e designazione EN 15286:2013 Lapidei agglomerati - Lastre e marmette per finiture di pareti (interne ed esterne) Art.2.ED.3 - Prodotti per coperture discontinue (a. falda) Si definiscono prodotti per le coperture quelli utilizzati per realizzare lo strato di tenuta all'acqua nei sistemi di copertura e quelli usati per altri strati complementari. Per la realizzazione delle coperture discontinue nel loro insieme si rinvia all'articolo sull'esecuzione delle coperture discontinue. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. Nel caso di contestazione si intende che le procedure di prelievo dei campioni, i metodi di prova e valutazione dei risultati sono quelli indicati nelle norme UNI citate di seguito Le tegole e coppi di laterizio per coperture ed i loro pezzi speciali si intendono denominate secondo le dizioni commerciali usuali (marsigliese, romana, ecc.). I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza od a completamento alle seguenti prescrizioni: a i difetti visibili sono ammessi nei seguenti limiti: le fessure non devono essere visibili o rilevabili a percussione; le protuberanze e scagliature non devono avere diametro medio (tra dimensione massima e minima) maggiore di 15 mm e non deve esserci più di 1 protuberanza; è ammessa 1 protuberanza di diametro medio tra 7 e 15 mm. ogni 2 dm² di superficie proiettata; sbavature tollerate purché permettano un corretto assemblaggio b sulle dimensioni nominali e forma geometrica sono ammesse le tolleranze seguenti: lunghezza ± 3%; larghezza ± 3% per tegole e ± 8% per coppi; c sulla massa convenzionale è ammessa tolleranza del 15 %; d l'impermeabilità non deve permettere la caduta di goccia d'acqua dall'intradosso e resistenza a flessione: forza F singola maggiore di 1000 N.; f carico di rottura valore singolo della forza F maggiore di 1000 N e valore medio maggiore di 1500 N; g i criteri di accettazione sono quelli di cui al primo punto del presente articolo I prodotti devono essere forniti su appositi pallets, legati e protetti da azioni meccaniche, chimiche e sporco che possano degradarli nella fase di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Gli imballi, solitamente di materiale termoretraibile, devono contenere un foglio informativo riportante almeno il nome del fornitore e le indicazioni dei commi a) ad f) ed eventuali istruzioni complementari Le tegole di calcestruzzo per coperture ed i loro pezzi speciali si intendono denominati secondo le dizioni commerciali usuali (portoghese, olandese, ecc.). I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza e/o completamento alle seguenti prescrizioni a i difetti visibili sono ammessi nei seguenti limiti: CSA OE pag. 9 di 76

11 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin le fessure non sono ammesse; - le incavature non devono avere profondità maggiore di 4 mm (escluse le tegole con superficie granulata); le protuberanze sono ammesse in forma lieve per tegole colorate nell'impasto; le scagliature sono ammesse in forma leggera; e le sbavature e deviazioni sono ammesse purché non impediscano il corretto assemblaggio del prodotto b Sulle dimensioni nominali e forma geometrica sono ammesse le seguenti tolleranze: lunghezza ± 1,5 %; larghezza ± 1 %; altre dimensioni dichiarate ± 1,6 %; ortometria scostamento orizzontale non maggiore del 1,6 % del lato maggiore, c sulla massa convenzionale è ammessa la tolleranza del ± 10 %, d l'impermeabilità non deve permettere la caduta di gocce d'acqua, dall'intradosso, dopo 24 h.; e dopo i cicli di gelività la resistenza a flessione F deve essere maggiore od uguale a 1800 N su campioni maturati 28 D; f la resistenza a rottura F del singolo elemento deve essere maggiore od uguale a 1000 N; la media deve essere maggiore od uguale a 1500 N.; g i criteri di accettazione sono quelli del punto del presente articolo. In caso di contestazione si farà riferimento alle norme UNI 8626:1984 e UNI I prodotti devono essere forniti su appositi pallets legati e protetti da azioni meccaniche, chimiche e sporco che possano degradarli nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa Le lastre di fibrocemento a Le lastre possono essere dei tipi seguenti: lastre piane (a base: fibrocemento e silico calcare; fibrocemento; cellulosa; fibrocemento/silico calcare rinforzati); lastre ondulate a base di fibrocemento aventi sezione trasversale formata da ondulazioni approssimativamente sinusoidali; possono essere con sezione traslate lungo un piano o lungo un arco di cerchio); lastre nervate a base di fibrocemento, aventi sezione trasversale grecata o caratterizzata da tratti piani e tratti sagomati. I criteri di controllo sono quelli indicati in nel punto b Le lastre piane devono rispondere alle caratteristiche indicate nel progetto ed in mancanza od integrazione alle seguenti: larghezza 1200 mm, lunghezza scelta tra 1200, 2500 o 5000 mm con tolleranza ± 0,4 % e massimo 5 mm; spessori (scelto tra le sezioni normate) con tolleranza ± 0,5 mm fino a 5 mm e ± 10 % fino a 25 mm; rettilineità dei bordi scostamento massimo 2 mm per metro, ortogonalità 3 mm per metro; caratteristiche meccaniche (resistenza a flessione); tipo 1: 13 N/mm² minimo con sollecitazione lungo le fibre e 15 N/mm² minimo con sollecitazione perpendicolare alle fibre; tipo 2: 20 N/mm² minimo con sollecitazione lungo le fibre e 16 N/ mm² minimo con sollecitazione perpendicolare alle fibre; massa volumica apparente; tipo 1 :1,3 g/cm³ minimo; tipo 2 :1,7 g/cm³ minimo; tenuta d'acqua con formazione di macchie di umidità sulle facce inferiori dopo 24 h sotto battente d'acqua ma senza formazione di gocce d'acqua; resistenza alle temperature di 120 C per 2 h con decadimento della resistenza a flessione non maggiore del 10 % c Le lastre ondulate devono rispondere alle caratteristiche indicate nel progetto ed in mancanza o ad integrazione alle seguenti: facce destinate all'esposizione alle intemperie, lisce, bordi diritti e taglio netto e ben squadrato ed entro i limiti di tolleranza; caratteristiche dimensionali e tolleranze di forma secondo quanto dichiarato dal fabbricante ed accettato dalla Direzione dei lavori; tenuta all'acqua, come indicato nel comma 2); resistenza a flessione, secondo i valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei lavori; resistenza al gelo, dopo 25 cicli in acqua a temperatura di + 20 C seguito da permanenza in frigo a - 20 C, non devono presentare fessurazioni, cavillature o degradazione; la massa volumica non deve essere minore di 1,4 kg/dm³ CSA OE pag. 10 di 76

12 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Gli accessori devono rispondere alle prescrizioni sopraddette per quanto attiene l'aspetto, le caratteristiche dimensionali e di forma, la tenuta all'acqua e la resistenza al gelo Le lastre nervate devono rispondere alle caratteristiche indicate nel progetto ed in mancanza o ad integrazione a quelle indicate nel punto 04 del presente articolo Le lastre di materia plastica rinforzata o non rinforzata si intendono definite e classificate secondo le norme UNI vigenti. I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza e/o completamento alle seguenti prescrizioni: a i criteri di accettazione sono quelli del punto 01 del presente articolo Le lastre di metallo ed i loro pezzi speciali si intendono denominati secondo la usuale terminologia commerciale. Essi dovranno rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza ad a completamento alle seguenti caratteristiche: a i prodotti completamente supportati; tolleranze dimensioni e di spessore 1%, resistenza al piegamento a 360 ; resistenza alla corrosione. Le caratteristiche predette saranno quelle riferite al prodotto in lamina prima della lavorazione. Gli effetti estetici e difetti saranno valutati in relazione alla collocazione dell'edificio; b i prodotti autoportanti (compresi i pannelli, le lastre grecate, ecc.) oltre a rispondere alle prescrizioni predette dovranno soddisfare la resistenza a flessione secondo i carichi di progetto e la distanza tra gli appoggi; I criteri di accettazione sono quelli del punto 1 del presente articolo. In caso di contestazione si fa riferimento alle norme UNI. La fornitura dovrà essere accompagnata da foglio informativo riportante il nome del fornitore e la rispondenza alle caratteristiche richieste I prodotti di pietra dovranno rispondere alle caratteristiche di resistenza a flessione, resistenza all'urto, resistenza al gelo e disgelo, comportamento agli aggressivi inquinanti. I limiti saranno quelli prescritti dal progetto o quelli dichiarati dal fornitore ed accettati dalla Direzione dei lavori. I criteri di accettazione sono quelli indicati in al punto 1 del presente articolo. La fornitura dovrà essere accompagnata da foglio informativo riportante il nome del fornitore e la corrispondenza alle caratteristiche richieste Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 490:2011 Tegole di calcestruzzo e relativi accessori per coperture e rivestimenti murari - Specifiche di prodotto (M/121, M/122) UNI EN 494:2012 Lastre nervate di fibrocemento e relativi accessori - Specifiche di prodotto e metodi di prova (M/121, M/122) UNI EN 492:2012 Lastre piane di fibrocemento e relativi accessori - Specifiche di prodotto e metodi di prova (M/121, M/122) UNI EN 13964:2004 Controsoffitti - Requisiti e metodi di prova (M/121) UNI EN 12467:2012 Lastre piane di fibrocemento - Specifiche di prodotto e metodi di prova (M/121) UNI EN 438-7:2005 Laminati decorativi ad alta pressione (HPL) - Pannelli a base di resine termoindurenti (generalmente chiamati laminati) - Parte 7: Laminati stratificati e pannelli compositi HPL per applicazioni su pareti interne ed esterne e su soffitti (M/121) UNI EN 544:2011 Tegole bituminose con supporti minerali e/o sintetici - Specifica di prodotto e metodi di prova (M/121, M/122) UNI EN 1304:2005 Tegole di laterizio per coperture discontinue - Definizioni e specifiche di prodotto (M/122) UNI EN 534:2010 Lastre bituminose ondulate - Specifica di prodotto e metodi di prova (M/121) UNI EN 14783:2013 Lastre e nastri metallici totalmente supportati per coperture, rivestimenti esterni e interni - Specifica di prodotto e requisiti UNI EN 516:2006 Accessori prefabbricati per coperture - Installazioni per l'accesso al tetto - Passerelle, piani di camminamento e scalini posapiede (M/122) UNI EN 12951:2005 Accessori prefabbricati per coperture - Scale permanentemente fissate per coperture - Specifica di prodotto e metodi di prova (M/122) UNI EN 517:2006 Accessori prefabbricati per coperture - Ganci di sicurezza da tetto (M/122) UNI EN :2014 Ardesia e prodotti di pietra per coperture discontinue e rivestimenti - Parte 1: Specifiche per ardesia e ardesia a carbonati UNI EN 14509:2013 Pannelli isolanti autoportanti a doppio rivestimento con paramenti metallici - Prodotti industriali Specifiche UNI EN 14782:2006 Lastre metalliche autoportanti per coperture, rivestimenti esterni e interni - Specifica di prodotto e requisiti UNI EN 14964:2007 Sottostrati rigidi per coperture discontinue - Definizioni e caratteristiche Art.2.ED.4 - Prodotti per impermeabilizzazione e per coperture piane Si intendono prodotti per impermeabilizzazione e per coperture piane quelli che si presentano sotto forma di: CSA OE pag. 11 di 76

13 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin membrane in fogli e/o rotoli da applicare a freddo od a caldo, in fogli singoli o pluristrato; prodotti forniti in contenitori (solitamente liquidi e/o in pasta) da applicare a freddo od a caldo su eventuali armature (che restano inglobate nello strato finale) fino a formare in sito una membrana continua a Le membrane si designano descrittivamente in base: al materiale componente (esempio: bitume ossidato fillerizzato, bitume polimero elastomero, bitume polimero plastomero, etilene propilene diene, etilene vinil acetato, ecc.); al materiale di armatura inserito nella membrana (esempio: armatura vetro velo, armatura poliammide tessuto, armatura polipropilene film, armatura alluminio foglio sottile, ecc.); al materiale di finitura della faccia superiore (esempio: poliestere film da non asportare, polietilene film da non asportare, graniglie, ecc.); al materiale di finitura della faccia inferiore (esempio: poliestere nontessuto, sughero, alluminio foglio sottile, ecc.) b I prodotti forniti in contenitori si designano descrittivamente come segue: mastici di rocce asfaltiche e di asfalto sintetico; asfalti colati; malte asfaltiche; prodotti termoplastici; soluzioni in solvente di bitume; emulsioni acquose di bitume; prodotti a base di polimeri organici c I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura, le modalità di posa sono trattate negli articoli relativi alla posa in opera. Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate Le membrane per coperture di edifici in relazione allo strato funzionale che vanno a costituire (esempio strato di tenuta all'acqua, strato di tenuta all'aria, strato di schermo e/o barriera al vapore, strato di protezione degli strati sottostanti, ecc.) devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza od a loro completamento alle seguenti prescrizioni a Le membrane destinate a formare strati di schermo e/o barriera al vapore devono soddisfare: le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); difetti, ortometria e massa areica; resistenza a trazione; flessibilità a freddo; comportamento all'acqua; permeabilità al vapore d'acqua; invecchiamento termico in acqua; le giunzioni devono resistere adeguatamente a trazione ed avere adeguata impermeabilità all'aria. Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI , oppure per i prodotti non normali, rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei lavori b Le membrane destinate a formare strati di continuità, di diffusione o di egualizzazione della pressione di vapore, di irrigidimento o ripartizione dei carichi, di regolarizzazione, di separazione e/o scorrimento o drenante devono soddisfare: le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore); difetti, ortometria e massa areica; comportamento all'acqua; invecchiamento termico in acqua. Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI , oppure per i prodotti non normati, rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei lavori c Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'aria devono soddisfare: le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore); difetti, ortometria e massa areica; resistenza a trazione ed alla lacerazione; comportamento all'acqua; le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed alla permeabilità all'aria. Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI , oppure per i prodotti non normati, ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei lavori d Le membrane destinate a formare strati di tenuta all'acqua devono soddisfare: le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); difetti, ortometria e massa areica; CSA OE pag. 12 di 76

14 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin resistenza a trazione e alla lacerazione; punzonamento statico e dinamico; flessibilità a freddo; stabilità dimensionale in seguito ad azione termica; stabilità di forma a caldo; impermeabilità all'acqua e comportamento all'acqua; permeabilità al vapore d'acqua; resistenza all'azione perforante delle radici; invecchiamento termico in aria ed acqua; resistenza all'ozono (solo per polimeriche e plastomeriche); resistenza ad azioni combinate (solo per polimeriche e plastomeriche); le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed avere impermeabilità all'aria. Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI 8629 (varie parti), oppure per i prodotti non normati rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei lavori e Le membrane destinate a formare strati di protezione devono soddisfare: le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); difetti, ortometria e massa areica; resistenza a trazione e alle lacerazioni; punzonamento statico e dinamico; flessibilità a freddo; stabilità dimensionali a seguito di azione termica; stabilità di forma a caldo (esclusi prodotti a base di PVC, EPDM, IIR); comportamento all'acqua; resistenza all'azione perforante delle radici; invecchiamento termico in aria; le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione; l'autoprotezione minerale deve resistere all'azione di distacco. Per quanto riguarda le caratteristiche predette esse devono rispondere alla norma UNI 8629 (varie parti), oppure per i prodotti non normati rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei lavori Le membrane a base di elastomeri e di plastomeri dei tipi elencati nel seguente comma a) ed utilizzate per impermeabilizzazione delle opere elencate nel seguente comma b) devono rispondere alle prescrizioni elencate nel successivo comma c). I criteri di accettazione sono quelli indicati nel punto 01 del presente articolo a I tipi di membrane considerate sono: Membrane in materiale elastomerico senza armatura: Per materiale elastomerico si intende un materiale che sia fondamentalmente elastico anche a temperature superiori o inferiori a quelle di normale impiego e/o che abbia subito un processo di reticolazione (per esempio gomma vulcanizzata). Membrane in materiale elastomerico dotate di armatura. Membrane in materiale plastomerico flessibile senza armatura. Nota: Per materiale plastomerico si intende un materiale che sia relativamente elastico solo entro un intervallo di temperatura corrispondente generalmente a quello di impiego ma che non abbia subito alcun processo di reticolazione (come per esempio cloruro di polivinile plastificato o altri materiali termoplastici flessibili o gomme non vulcanizzate). Membrane in materiale plastomerico flessibile dotate di armatura. Membrane in materiale plastomerico rigido (per esempio polietilene ad alta o bassa densità, reticolato o non, polipropilene). Membrane polimeriche a reticolazione posticipata (per esempio polietilene clorosolfanato) dotate di armatura. Membrane polimeriche accoppiate. Membrane polimeriche accoppiate o incollate sulla faccia interna ad altri elementi aventi funzioni di protezione o altra funzione particolare, comunque non di tenuta. In questi casi, quando la parte accoppiata all'elemento polimerico impermeabilizzante ha importanza fondamentale per il comportamento in opera della membrana, le prove devono essere eseguite sulla membrana come fornita dal produttore b Classi di utilizzo: Classe A - membrane adatte per condizioni eminentemente statiche del contenuto (per esempio, bacini, dighe, sbarramenti, ecc.) CSA OE pag. 13 di 76

15 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Classe B - membrane adatte per condizioni dinamiche del contenuto (per esempio, canali, acquedotti, ecc.). Classe C - membrane adatte per condizioni di sollecitazioni meccaniche particolarmente gravose, concentrate o no (per esempio, fondazioni, impalcati di ponti, gallerie, ecc.). Classe D - membrane adatte anche in condizioni di intensa esposizione agli agenti atmosferici e/o alla luce. Classe E; - membrane adatte per impieghi in presenza di materiali inquinanti e/o aggressivi (per esempio, discariche, vasche di raccolta e/o decantazione, ecc.). Classe F - membrane adatte per il contratto con acqua potabile o sostanze di uso alimentare (per esempio, acquedotti, serbatoi, contenitori per alimenti, ecc.). Nell'utilizzo delle membrane polimeriche per impermeabilizzazione, possono essere necessarie anche caratteristiche comuni a più classi, In questi casi devono essere presi in considerazione tutti quei fattori che nell'esperienza progettuale e/o applicativa risultano di importanza preminente o che per legge devono essere considerati tali c Le membrane di cui al comma a) sono valide per gli impieghi di cui al comma b) purché rispettino le caratteristiche previste nelle varie parti delle norme UNI EN 13361, UNI EN 13362, UNI EN 13491, UNI EN 13492, UNI EN Per i prodotti fluidi od in pasta a base di polimeri organici (bituminosi, epossidici, poliuretanici, epossi-poliuretanici, epossi-catrame, polimetencatrame, polimeri clorurati, acrilici, vinilici, polimeri isomerizzati), si intende che valgono i limiti dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed accettati dalla Direzione dei lavori Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 13707:2009 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose armate per l'impermeabilizzazione delle coperture Definizioni e caratteristiche (M/102) UNI EN :2010 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Definizioni e caratteristiche dei sottostrati - Parte 2: Sottostrati murari (M/102) UNI EN 13967:2012 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane di materiale plastico e di gomma per impermeabili all'umidità incluse membrane di materiale plastico e di gomma destinate ad impedire la risalita di umidità dal suolo Definizioni e caratteristiche (M/102) UNI EN 13969:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose destinate ad impedire la risalita di umidità dal suolo - Definizioni e caratteristiche (M/102) UNI EN 13970:2007 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Strati bituminosi per il controllo del vapore - Definizioni e caratteristiche (M/102) EN 13984:2013 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Strati di plastica e di gomma per il controllo del vapore - Definizioni e caratteristiche UNI EN :2010 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Definizione e caratteristiche dei sottostrati - Parte 1: Sottostrati per coperture discontinue (M/102) UNI EN 13956:2012 Membrane flessibili per l'impermeabilizzazione di coperture - Membrane di materia plastica o gomma per l'impermeabilizzazione di coperture Definizioni e caratteristiche (M/102) UNI EN 14909:2012 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane di materiale plastico e di gomma destinate ad impedire la risalita di umidità - Definizioni e caratteristiche (M/102) UNI EN 14967:2006 Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per muratura destinate ad impedire la risalita di umidità - Definizioni e caratteristiche (M/102) Art.2.ED.5 - Prodotti di vetro (lastre, profilati ad u e vetri pressati) e lastre traslucide Si definiscono prodotti di vetro quelli che sono ottenuti dalla trasformazione e lavorazione del vetro. Essi si dividono nelle seguenti principali categorie: lastre piane, vetri pressati, prodotti di seconda lavorazione. Per le definizioni rispetto ai metodi di fabbricazione, alle loro caratteristiche, alle seconde lavorazioni, nonché per le operazioni di finitura dei bordi si fa riferimento alle norme UNI. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura. Le modalità di posa sono trattate negli articoli relativi alle vetrazioni ed ai serramenti. Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate I vetri piani grezzi sono quelli colati e laminati grezzi ed anche cristalli grezzi traslucidi, incolori cosiddetti bianchi, eventualmente armati. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI EN che considera anche le modalità di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti CSA OE pag. 14 di 76

16 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin I vetri piani lucidi tirati sono quelli incolori ottenuti per tiratura meccanica della massa fusa, che presenta sulle due facce, naturalmente lucide, ondulazioni più o meno accentuate non avendo subito lavorazioni di superficie. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI EN che considera anche le modalità di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti I vetri piani trasparenti float sono quelli chiari o colorati ottenuti per colata mediante galleggiamento su un bagno di metallo fuso. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI EN che considera anche le modalità di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti I vetri piani temprati sono quelli trattati termicamente o chimicamente in modo da indurre negli strati superficiali tensioni permanenti. Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI EN che considera anche le modalità di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti I vetri piani uniti al perimetro (o vetrocamera) sono quelli costituiti da due lastre di vetro tra loro unite lungo il perimetro, solitamente con interposizione di un distanziatore, a mezzo di adesivi od altro in modo da formare una o più intercapedini contenenti aria o gas disidratati. Le loro dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche vale la norma UNI EN (varie parti) che definisce anche i metodi di controllo da adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti I vetri piani stratificati sono quelli formati da due o più lastre di vetro e uno o più strati interposti di materia plastica che incollano tra loro le lastre di vetro per l'intera superficie. Il loro spessore varia in base al numero ed allo spessore delle lastre costituenti. Essi si dividono in base alla loro resistenza alle sollecitazioni meccaniche come segue: stratificati per sicurezza semplice; stratificati antivandalismo; stratificati anticrimine; stratificati antiproiettile. Le dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche si fa riferimento alle norme seguenti: a i vetri piani stratificati per sicurezza semplice devono rispondere alla norma UNI EN ISO (varie parti); b i vetri piani stratificati antivandalismo ed anticrimine devono rispondere rispettivamente alle norme UNI EN ISO (varie parti); c i vetri piani stratificati antiproiettile devono rispondere alla norma UNI EN I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicherà i valori se richiesti I vetri piani profilati ad U sono dei vetri greggi colati prodotti sotto forma di barre con sezione ad U, con la superficie liscia o lavorata, e traslucida alla visione. Possono essere del tipo ricotto (normale) o temprato armati o non armati. Le dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le altre caratteristiche valgono le prescrizioni della norma UNI EN che indica anche i metodi di controllo in caso di contestazione I vetri pressati per vetrocemento armato possono essere a forma cava od a forma di camera d'aria. Le dimensioni saranno quelle indicate nel progetto. Per le caratteristiche vale quanto indicato nella norma UNI EN che indica anche i metodi di controllo in caso di contestazione Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN EN 1013:2012+A1:2014 Lastre traslucide profilate di materia plastica, per coperture interne ed esterne, pareti e soffitti Requisiti e metodi di prova EN 16153:2013 Lastre traslucide piane multistrato di policarbonato (PC) per coperture, pareti e soffitti interni ed esterni - Requisiti e metodi di prova EN :2013 Vetro per edilizia - Vetro di sicurezza di silicato alcalino temprato termicamente sottoposto a «heat soak test» - Parte 2: Valutazione della conformità/norma di prodotto EN :2013 Vetro per edilizia - Vetro di sicurezza di silicato sodo-calcico profilato temprato termicamente - Parte 2: Valutazione della conformità/norma di prodotto CSA OE pag. 15 di 76

17 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Art.2.ED.6 - Prodotti diversi (sigillanti, adesivi, geotessili) Generalità Tutti i prodotti di seguito descritti vengono considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito indicate. Per il campionamento dei prodotti ed i metodi di prova si fa riferimento ai metodi UNI esistenti Per sigillanti si intendono i prodotti utilizzati per riempire in forma continua e durevole i giunti tra elementi edilizi (in particolare nei serramenti, nelle pareti esterne, nelle partizioni interne, ecc.) con funzione di tenuta all'aria, all'acqua, ecc. Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono rispondenti alle seguenti caratteristiche: compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati: diagramma forza deformazione (allungamento) compatibile con le deformazioni elastiche del supporto al quale sono destinati; durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego, cioè con decadimento delle caratteristiche meccaniche ed elastiche che non pregiudichino la sua funzionalità; durabilità alle azioni chimico-fisiche di agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde al progetto od alle norme UNI EN ISO e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori Per adesivi si intendono i prodotti utilizzati per ancorare un prodotto ad uno attiguo, in forma permanente, resistendo alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc. dovute all'ambiente ed alla destinazione d'uso. Sono inclusi nel presente articolo gli adesivi usati in opere di rivestimenti di pavimenti e pareti o per altri usi e per diversi supporti (murario, terroso, legnoso, ecc.). Sono esclusi gli adesivi usati durante la produzione di prodotti o componenti. Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche: compatibilità chimica con il supporto al quale essi sono destinati; durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego (cioè con un decadimento delle caratteristiche meccaniche che non pregiudichino la loro funzionalità); durabilità alle azioni chimico-fisiche dovute ad agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione; caratteristiche meccaniche adeguate alle sollecitazioni previste durante l'uso. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde ad una norma UNI e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori Per geotessili si intendono i prodotti utilizzati per costituire strati di separazione, contenimento, filtranti, drenaggio in opere di terra (rilevati, scarpate, strade, giardini, ecc.) ed in coperture. Si distinguono in: Tessuti: stoffe realizzate intrecciando due serie di fili (realizzando ordito e trama); Nontessuti: feltri costituiti da fibre o filamenti distribuiti in maniera casuale, legati tra loro con trattamento meccanico (agugliatura) oppure chimico (impregnazione) oppure termico (fusione). Si hanno nontessuti ottenuti da fiocco o da filamento continuo (Sono esclusi dal presente articolo i prodotti usati per realizzare componenti più complessi). Quando non è specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche: tolleranze sulla lunghezza e larghezza: ± 1 %; spessore: ± 3 %; Per i valori di accettazione ed i metodi di controllo facendo riferimento, alle norme UNI 8279 parti 1, 3, 4, 12, 13, 17 - UNI 8986 e EN. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde ad una norma UNI e/o è in possesso di attestato di conformità; in loro mancanza valgono i valori dichiarati dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori. Dovrà inoltre essere sempre specificata la natura del polimero costituente (poliestere, polipropilene, poliammide, ecc.). Per i nontessuti dovrà essere precisato: se sono costituiti da filamento continuo o da fiocco; se il trattamento legante è meccanico, chimico o termico; CSA OE pag. 16 di 76

18 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin il peso unitario. I geotessili ed i prodotti affini dovranno corrispondere, in funzione alla tipologia, alle seguenti norme UNI: UNI EN 13265:2005 e saranno tutti obbligatoriamente marchiati CE Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN :2012 Sigillanti per giunti per impiego non strutturale negli edifici e piani di camminamento pedonali Parte 1: Sigillanti per elementi di facciate. UNI EN :2012 Sigillanti per giunti per impiego non strutturale negli edifici e piani di camminamento pedonali Parte 2: Sigillanti per vetrate. UNI EN :2012 Sigillanti per giunti per impiego non strutturale negli edifici e piani di camminamento pedonali Parte 3: Sigillanti per giunti per impieghi sanitari. UNI EN :2012 Sigillanti per giunti per impiego non strutturale negli edifici e piani di camminamento pedonali Parte 4: Sigillanti per camminamenti pedonali. UNI EN 13249:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di strade e di altre aree soggette a traffico (escluse ferrovie e l'inclusione in conglomerati bituminosi) (M/107) UNI EN 13250:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di ferrovie (M/107) UNI EN 13251:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nelle costruzioni di terra, nelle fondazioni e nelle strutture di sostegno UNI EN 13252:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nei sistemi drenanti UNI EN 13253:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nei sistemi di controllo dell'erosione superficiale (protezione delle coste, rivestimenti di sponda) UNI EN 13254:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di bacini e dighe UNI EN 13255:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di canali UNI EN 13256:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di gallerie e strutture in sotterraneo UNI EN 13257:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego in discariche per rifiuti solidi UNI EN 13265:2000 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nei progetti di contenimento di rifiuti liquidi UNI EN 13361:2008 Geosintetici con funzione barriera - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di bacini e dighe (M/107) UNI EN 13491:2008 Geosintetici con funzione barriera - Caratteristiche richieste per l'impiego come barriere ai fluidi, nella costruzione di gallerie e strutture in sotterraneo (M107) UNI EN 13492:2008 Geosintetici con funzione barriera - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di discariche per smaltimento, di opere di trasferimento o di contenimento secondario di rifiuti liquidi (M/107) UNI EN 13362:2005 Geosintetici con funzione barriera - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di canali (M/107) UNI EN 13493:2005 Geosintetici con funzione barriera - Caratteristiche richieste per l'impiego nella costruzione di discariche per accumulo e smaltimento di rifiuti solidi (M/107) UNI EN 15381:2008 Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nelle pavimentazioni e nelle coperture di asfalto UNI EN 15382:2013 Geosintetici con funzione barriera - Caratteristiche richieste per l'impiego nelle infrastrutture di trasporto Art.2.ED.7 - Infissi in alluminio e/o metallici Caratteristiche Prestazionali Dei Materiali e Normative. Tutti i materiali impiegati dovranno essere conformi alle indicazioni riportate nella norma UNI I profili dovranno essere estrusi in lega primaria di alluminio EN AW 6060 secondo UNI EN allo stato bonificato T5 di composizione adatta per ossidazione anodica e verniciatura. Lo spessore medio dei profili non potrà essere inferiore a 1,8 mm e le tolleranze conformi alla norma UNI EN I trattamenti di finitura, verniciatura e/o ossidazione dovranno essere eseguiti secondo UNI 3952 UNI EN UNI impiegando prodotti omologati e applicati nel rispetto delle prescrizioni QUALICOAT o RAL-GSB per quanto concerne la verniciatura, secondo il marchio di qualità EURAS-EWAA QUALANOD per quanto concerne l ossidazione anodica. I serramenti dovranno rispondere ai livelli prestazionali previsti dalle norme vigenti: CSA OE pag. 17 di 76

19 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin - permeabilità all aria di classe come indicata in progetto (definita dalla norma UNI EN 12207) certificata mediante prova di laboratorio secondo la metodologie di prova della norma UNI EN tenuta all acqua di classe come indicata in progetto (definita dalla norma UNI EN 12208) certificata mediante prova di laboratorio secondo la metodologie di prova della norma UNI EN resistenza al carico di vento di classe come indicata in progetto e una freccia come indicata in progetto (definita dalla norma UNI EN 12210) determinata mediante prova di laboratorio secondo la metodologia indicata nella norma UNI EN La pressione del vento dovrà essere ricavata dal DM ; - resistenza meccanica: superamento prova prevista dalla norma UNI EN 107 con i limiti indicati dalla norma UNI I serramenti dovranno avere una trasmittanza termica complessiva (telaio + vetro) come indicato in progetto - W/(m2K) certificata tramite prova di laboratorio secondo la norma UNI EN ISO o calcolata secondo il procedimento semplificato indicato dalla norma UNI EN ISO valore di trasmittanza medio dei profili maggiorati Uf (telaio+anta) (come dai valori fissati in progetto) (±4%) W/m2 K, ricavato da calcolo secondo lo standard internazionale UNI EN ISO trasmissione luminosa delle vetrazioni (in funzione della vetrata definita in progetto) determinata secondo UNI EN fattore solare delle vetrazioni: (in funzione della vetrata definita in progetto) determinata secondo UNI EN Isolamento acustico: Il serramento dovrà avere un indice di valutazione del potere fonoisolante Rw (come definito in progetto) determinato sperimentalmente in laboratorio secondo la UNI EN ISO (varie parti) e valutato in accordo con la norma UNI EN ISO 717/1. In alternativa il potere fonoisolante potrà essere stimato sulla base di un calcolo teorico riconosciuto. Ai fini della definizione dell indice di valutazione dell'isolamento acustico del serramento normalizzato rispetto al tempo di riverberazione (D2m,nT, W), questo potrà essere determinato attraverso il calcolo basato sul metodo stabilito dalla norma UNI EN 12354/ a - Metodologia di scelta delle classi di prestazione per i requisiti prestazionale del sistema: - permeabilità all aria, tenuta all acqua, resistenza al carico di vento e resistenza, pressione del vento, resistenza meccanica, trasmittanza termica, valore di trasmittanza dei profili Uf (telaio+anta), isolamento acustico. Per l utilizzo delle tabelle è necessario determinare i seguenti parametri - Tipo di esposizione - Zona climatica - Zona di vento - Altezza dell edificio b - Permeabilità all aria Norma di test UNI EN 1026(2001); Norma di classificazione UNI EN 12207(2000+EC1:2007); Classificazione della permeabilità all aria basata sulla superficie totale: Classe Permeabilità all aria di riferimento a 100 Pa m 3 /h m 2 Pressione massima di prova Pa 0 Non sottoposto a prova Classificazione della permeabilità all aria basata sul perimetro apribile: Classe Permeabilità all aria di riferimento a 100 Pa m 3 /h m Pressione massima di prova Pa 0 Non sottoposto a prova 1 12, , , CSA OE pag. 18 di 76

20 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin 4 0, Relazione tra la classificazione della permeabilità all aria basata sulla superficie totale e quella basata sul perimetro apribile: Classificazione della permeabilità all aria basata sulla superficie totale Classificazione della permeabilità all aria basata sul perimetro apribile Classe finale Inclassificabile c - Tenuta all acqua Norma di test UNI EN 1027(2001); Norma di classificazione UNI EN 12208(2000+EC1:2007); Classificazione della tenuta all acqua: Pressione di prova Classificazione Specifiche P max in Pa a) Metodo di prova A Metodo di prova B Nessun requisito 0 1A 1B Irrorazione per 15 min 50 2A 2B Come classe min 100 3A 3B Come classe min 150 4A 4B Come classe min 200 5A 5B Come classe min 250 6A 6B Come classe min 300 7A 7B Come classe CSA OE pag. 19 di 76

21 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin 450 8A - min Come classe min 600 9A - Come classe min > 600 Exxx - Al di sopra di 600 Pa con cadenza di 150 Pa, la durata di ciascuna fase deve essere di 5 min Nota - Il metodo A è adatto per prodotti pienamente esposti. Il metodo B è adatto per prodotti parzialmente esposti. a) Dopo 15 min a pressione zero e 5 min alle fasi susseguenti d resistenza al carico del vento Norma di test UNI EN 12211(2001); Norma di classificazione UNI EN 12210(2000+EC1:2004+EC2:2007); Classificazione del carico del vento: a) Classe P1 P2 a) P3 0 Non sottoposto a prova Exxxxb) xxxx Questa pressione viene ripetuta 50 volte. b) Il campione sottoposto a prova con un carico del vento superiore a classe 5, vengono classificati E xxxx dove xxxx è la pressione reale di prova P1 (per esempio 2350 ecc.). Classificazione della freccia relativa frontale: Classe Freccia relativa frontale A < 1/150 B < 1/200 C < 1/300 Classificazione della freccia relativa frontale: Classe Freccia relativa frontale A < 1/150 B < 1/200 C < 1/300 Classificazione della resistenza al carico del vento: CSA OE pag. 20 di 76

22 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Classe di pressione del Freccia relativa frontale A B C vento 1 A1 B1 C1 2 A2 B2 C2 3 A3 B3 C3 4 A4 B4 C4 C5 5 A5 B5 Exxx AExxx BExxx CExxx - Relazione tra la velocità del vento in km/h e pressione in Pascal Scala dei venti in gradi Beaufort Situazione Effetti del vento km/h Pascal 0 Calma Bonaccia, il fumo sale 0 - verticalmente 1 Bava di vento La direzione del vento è 5 - indicata dal fumo ma non dalla banderuola 2 Brezza leggera Si sente il vento in faccia e la 11 - banderuola si muove 3 Brezza tesa Le foglie ed i piccoli rami si 19 - muovono 4 Vento moderato Si sollevano carta e polvere, si muovono i rami più sottili 5 Vento teso Incominciano ad oscillare i piccoli alberi 6 Vento fresco Si muovono i grossi rami, è difficile usare l ombrello 7 Vento forte Si muovono i grossi alberi, difficoltà a camminare controvento 8 Burrasca Si rompono i rami degli alberi, è molto difficile camminare all aperto Burrasca forte Cadono le tegole dai tetti Tempesta Sradicamento di alberi Tempesta violenta Danni gravi ai fabbricati Uragano Danni ingentissimi CSA OE pag. 21 di 76

23 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin e - Resistenza meccanica. Norme di test UNI EN (2005) - UNI EN 14608(2004) UNI EN 14609(2004); Norma di classificazione UNI EN 13115(2002); Classificazione delle forze di azionamento: Prova Resistenza alle forze di Classe 0 Classe 1 Classe 2 azionamento 3 a) Battente o saliscendi N 30 N b) Accessori 1) Impugnatura delle leve (comando N o 10 Nm 30 N o 5 Nm manuale) 2) Comando digitale - 50 N o 5 Nm 20 N o 2 Nm Classificazione per carico verticale e torsione statica: Prova Resistenza a: Classe 0 Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 1 Carico verticale N 400 N 600 N 800 N 2 Torsione statica N 250 N 300 N 350 N - Le finestre incernierate o impernierete devono essere sottoposte alle prove 1,2 e 3. - Le finestre scorrevoli devono essere sottoposte alle prove 1 e 3. - I saliscendi/battenti secondari, aperti solo per finalità di pulizia, devono essere sottoposti a prova di 100 N solo per la prova 1 nel caso di saliscendi scorrevoli e alle prove 1 e 2 nel caso di battenti di anta. Proprietà meccaniche delle porte Norme di test UNI EN 947(2000) UNI EN 948(2000) - UNI EN 949(2000) UNI EN 950(2000); Norma di classificazione UNI EN 1192(2000); Scelta delle classi e categorie d uso (informativa): Classe Categoria d uso Descrizioni 1-2 Uso da frequente a intermedio Uso con bassa frequenza e con cura, per esempio da parte dei proprietari di abitazioni private con poca probabilità di incidenti o uso scorretto 2-3 Uso da medio a frequente Uso con media frequenza e principalmente con cura, alcune probabilità di incidenti o uso scorretto CSA OE pag. 22 di 76

24 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin 3-4 Uso da frequente a molto frequente Elevata frequenza d uso senza cura, elevata probabilità di incidenti o di uso scorretto 4 Uso molto frequente Soggette ad uso molto frequente e violento Classificazione e valori dei carichi/energia da applicare: Prova Resistenza a: Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 1 Carico verticale [N] Torsione statica [N] Urto di corpo molle e pesante [J] 4 Urto di corpo duro [J] 1, Le porte incernierate o imperniate devono essere sottoposte alle prove 1, 2, 3 e 4; - Le porte scorrevoli devono essere sottoposte solo alle prove 3 e 4. Resistenza all apertura e chiusura ripetuta Norma di test UNI EN 1191(2002) Norma di classificazione UNI EN 12400(2004) Classi prestazionali in relazione alle condizioni di utilizzo (informativa) Classi per finestre: Classe Utilizzo 1 Leggero 2 Moderato 3 pesante Classi per porte: Classe Utilizzo 1 Occasionale 2 Leggero 3 Infrequente 4 Moderato 5 Normale 6 Frequente 7 Pesante 8 severo Classificazione: Classe Numero di cicli Prodotto CSA OE pag. 23 di 76

25 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin 0 - Finestre e porte Solo porte Forze di manovra delle finestre Norme di test UNI EN (2005); Norma di classificazione UNI EN 13115(2002); Classificazione delle forze di manovra: Prova Resistenza alle forze di Classe 0 Classe 1 Classe 2 azionamento 3 a) Battente o saliscendi N 30 N b) Accessori 1) Impugnatura delle leve (comando N o 10 Nm 30 N o 5 Nm manuale) 2) Comando digitale - 50 N o 5 Nm 20 N o 2 Nm Isolamento acustico. Con il DPCM del 1 marzo 1991 aggiornato con DPR 14/11/1997, vengono fissati i "Limiti massimi di esposizione al rumore nell'ambiente esterno e nell'ambiente interno". Il territorio urbano viene di fatto suddiviso in classi di destinazione d'uso. Sulla base della zonizzazione sono definiti per l'esterno i valori dei limiti massimi che sono tollerati per il livello sonoro equivalente Leq(A), durante i periodi diurni e notturni. L'attuazione di quanto sopra stabilito, rientra tra i compiti assegnati agli organismi regionali, provinciali e comunali. Valori Frequenza Metodo di prova 5 kg ; 190 C; 10 min ad ogni carico Silos ISO kg/m 3 ; 23 C ad ogni carico Silos ISO 4451 I criteri di accettazione o di rifiuto della materia prima sono basati sulla conformità ai requisiti esposti nel progetto di norma UNI EN a Aspetto Le superfici interne ed esterne dei tubi, osservate senza ingrandimenti, devono essere libere da asperità, cavità o altri difetti di superficie che possano compromettere la funzionalità dei tubi stessi. La parte terminale del tubo deve essere sezionata perfettamente e perpendicolarmente all asse del tubo b Colore I tubi corrugati di PEAD, adoperati per condotte di scarico interrate non in pressione devono essere neri esternamente e di colore chiaro internamente per facilitare l ispezione visiva e/o con telecamere. Ai fini di poter compiere una corretta ispezione visiva e/o con telecamere, per la parete interna devono in tutti i casi essere esclusi i colori nero e bianco, rispettivamente per difetto e per eccesso di contrasto (flash telecamere) che possono ostacolare una buona localizzazione di eventuali difetti c Diametri e spessori La dimensione convenzionale con cui sono designati i tubi corrugati in PEAD (secondo la norma UNI EN ) è il diametro nominale DN/OD, ossia la dimensione relativa al diametro esterno CSA OE pag. 24 di 76

26 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Il suo valore coincide con quello del diametro esterno nominale dn. Il diametro esterno medio dem dei tubi deve avere un valore compreso tra dem,min e dem,max. Il diametro interno dint dei tubi deve avere un valore maggiore di di,min previsto dalla norma. I diametri utilizzabili, espressi in mm, sono i seguenti: 200; 250; 315; 400; 500; 630; 800; 1000; Ad ogni diametro sono associati gli spessori di parete minimi e4,min ed e5,min. Nella tabella seguente si riportano i valori, espressi in millimetri, di dem,min, dem,max, e4,min, e5,min. DN/OD dn d em,min d em,max d i,min e 4,min, e 5,min (D e ) d Lunghezze Le tubazioni devono essere fornite solo in barre, generalmente di lunghezze pari a 6 o 12 metri e Requisiti prestazionali Non devono essere inferiori ai valori di rigidità SN ottenuti col metodo di prova della UNI EN ISO 9969: Temperatura di collaudo [ C] Deformazione [%] Requisito [SN*] 23 (±2) 3,0 > SN Prove di tipo e di conformità Il procedimento di controllo e collaudo dei lotti produttivi deve essere identificato in procedure interne del fabbricante che deve garantire lo svolgimento delle seguenti prove minime: Prova Riferimento Metodo di prova Aspetto e dimensioni Prodotto finito UNI ISO 4582 Oven Test Prodotto finito ISO Densità Materia prima delle due pareti UNI ISO 1133 Contenuto di nerofumo Estruso della parete esterna ASTM D 1603 Indice di fluidità (MFR) 190 C-5kg-10min Materia prima delle due pareti UNI ISO 1133 Prova d urto Prodotto finito UNI EN 744 Prova di flessibilità anulare Prodotto finito UNI EN ISO Determinazione del rapporto di Prodotto finito scorrimento plastico UNI EN ISO 9967 Verifica SN Prodotto finito UNI EN ISO a Marcature La marcatura dei tubi, deve riportare le seguenti indicazioni: - nome o simbolo del produttore; CSA OE pag. 25 di 76

27 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin - dimensioni (DN/OD in millimetri); - marchio PIIP/a rilasciato dall Istituto Italiano dei Plastici - n. identificativo del marchio PIIP/a - periodo di produzione (data o codice); - numero della norma (UNI EN ); - materiale e designazione (PE HD); - classe di rigidità (SN4 SN8); b Garanzie Il fornitore delle tubazioni e dei pezzi speciali, deve presentare una dichiarazione di conformità, nella quale, sotto la sua responsabilità, dichiara che il prodotto è conforme alla norma UNI EN Tale dichiarazione potrà essere redatta secondo lo schema prescritto dalla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006, in tutti i casi deve contenere almeno le seguenti informazioni: - il nome e l indirizzo del fornitore che rilascia la dichiarazione; - la descrizione del prodotto (denominazione, tipo o numero di modello ed ogni altra informazione supplementare quale il numero del lotto, del campione, di serie, la fonte e il numero di esemplari); - i riferimenti precisi, completi e chiaramente definiti delle norme alle quali ci si riferisce; - la data del rilascio della dichiarazione; - il titolo e la firma o un equivalente timbratura della persona autorizzata; - la precisazione che la dichiarazione è rilasciata sotto la sola responsabilità del fornitore GIUNZIONI Il collegamento fra gli elementi avverrà a mezzo di bicchiere o manicotto di giunzione corredati da apposite guarnizioni elastomeriche di tenuta in EPDM conformi alla norma UNI EN 681-1, da posizionare sulla prima gola di corrugazione (fra le prime due costolature) nella testata di tubo che verrà inserita nel bicchiere o, dove predisposto, sull apposita sede ricavata nella cresta del primo anello di corrugazione. Schema di giunzione a manicotto (bigiunto) Schema di giunzione a bicchiere (con bicchiere saldato su 2 anelli di corrugazione e di testa) Schema di giunzione a bicchiere (con sistema a bicchiere integrato) Le guarnizioni elastomeriche ad anello fornite a corredo di ciascun bicchiere o manicotto, devono essere idonee a garantire la tenuta delle giunzioni e la costanza nel tempo delle caratteristiche richieste. Le mescolanze di fabbricazione devono, in ogni caso, essere esenti da materiale rigenerato. Allo scopo, il fornitore deve produrre, per ciascun lotto, la dichiarazione di conformità alla norma UNI EN 681-1, che potrà essere redatta secondo lo schema prescritto dalla UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006. Le guarnizioni devono portare, in modo indelebile, le marcature richieste dalla norma. Per l accettazione delle guarnizioni fornite, corredate del suddetto certificato, é effettuato il controllo dell aspetto generale e della finitura, verificando che presentino omogeneità di materiale, assenza di bolle d aria, vescichette, forellini e tagli; la superficie si deve presentare liscia e perfettamente stampata, esente da difetti, impurità o particelle di materiale estraneo CSA OE pag. 26 di 76

28 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin La traccia di bava in corrispondenza alla linea di chiusura delle due parti dello stampo deve essere uniforme, molto sottile, in modo da non pregiudicare la tenuta delle guarnizioni in esercizio ACCETTAZIONE DI TUBI E RACCORDI Ai fini dei collaudi e delle accettazioni è considerato lotto singolo la fornitura di: m per tubi 160 < DN < 315; m per tubi con DN 315; Il Direttore dei lavori e il Responsabile degli acquisti, alla ricezione di ciascun lotto di tubi e di raccordi dovrà accertarsi che: a) la Ditta produttrice possieda un Sistema aziendale di Garanzia della Qualità conforme alla norma UNI EN ISO 9001, approvato dall IIP o da altro Organismo terzo di certificazione accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006; b) sia pervenuta, insieme ai documenti di trasporto, la dichiarazione di conformità del fabbricante che attesti che i prodotti finiti e gli elastomeri impiegati siano conformi alle norme UNI EN e UNI EN 681-1, corredata della documentazione dei test interni; b) sia pervenuta una campionatura (specimen) della resina utilizzata per la produzione dei materiali forniti, corredata da una scheda tecnica del produttore della resina che stabilisca i parametri di riferimento per l eventuale analisi comparativa tra specimen e prodotti finiti forniti; c) sia pervenuta, insieme ai documenti di trasporto, la dichiarazione di conformità del fabbricante di resistenza all abrasione secondo EN 295-3, accompagnata da relativa copia del certificato di prova rilasciato dall organismo terzo esecutore del test; d) sia pervenuta, insieme ai documenti di trasporto, copia della certificazione di rispondenza di qualità di prodotto PIIP/a o di altro Organismo terzo di certificazione accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006, relativa alle tubazioni oggetto della fornitura; e) sia pervenuta, insieme ai documenti di trasporto, la dichiarazione di conformità del fabbricante alla tenuta idraulica delle giunzioni verificata in stabilimento secondo UNI EN 1277, allegando copia del referto del test di ciascun lotto di produzione. Qualora sia ritenuto opportuno approfondire la qualità dei prodotti consegnati, è facoltà della Direzione dei lavori procedere all effettuazione delle verifiche ispettive. Art.2.ED.8 - Tubazioni fognarie Generalità Tutte le tubazioni occorrenti per i lavori proverranno da fabbriche, stabilimenti, depositi, ecc. scelti ad esclusiva cura e rischio dell'appaltatore, il quale non potrà accampare alcima eccezione qualora in corso di esercizio delle fabbriche, degli stabilimenti, dei depositi, ecc. i materiali non fossero più corrispondenti ai requisiti prescritti, ovvero venissero a mancare ed esso fosse obbligato a ricorrere ad altri stabilimenti, fabbriche, depositi, ecc. in località diverse ed a diverse distanze o da diverse provenienze; intendendosi che, anche in sifatti casi, resteranno invariati i prezzi stabiliti in elenco come pure tutte le prescrizioni che si riferiscono alle qualità e dimensione dei singoli materiali Le tubazioni in cemento armato centrifugato, vibro-compresso o turbo-centrifugato con giunti a bicchiere guarniti di anelli di gomma o neoprene rispondenti alle norme ISO dovranno essere di uno qualsiasi dei tipi in commercio, con spessore di circa 1/10 del diametro interno, confezionati con almeno q.li 4.00 di cemento tipo "425" per metro cubo d'impasto, armati con rete di ferro acciaioso B450C. Saranno in elementi monolitici impermeabili e calcolati per resistenza ai carichi esterni di traffici di prima categoria. La Ditta fornitrice dei tubi dovrà fornire la dichiarazione relativa prima di effettuare la fornitura e l'impresa dovrà sottoporla alla DL.. I condotti dovranno essere conformi alle norme emanate dalla Ass. Nazionale di Ingegneria Sanitaria Tubazioni di cemento vibro-compresso con innesto a 1/2 spessore - Le tubazioni di cemento dovranno essere confezionate con calcestruzzo ad impasto ricco di cemento e comunque non inferiore a kg. 300/mC ben stagionati, ben compatti, levigati, lisci, perfettamente rettilinei a sezione interna esattamente circolare, di spessore uniforme e scevri di screpolature. Le superfici interne dovranno essere perfettamente lisce. L'eventuale foratura dei tubi per drenaggio sarà del tipo ordinato dalla Direzione Lavori. La fattura dei tubi di cemento dovrà essere pure compatta senza fessure ed uniforme. Il ghiaiettino del calcestruzzo dovrà essere così intimamente mescolato con la malta che i grani dovranno rompersi sotto l'azione del martello senza distaccarsi dalla malta Tubazioni in fibrocemento I tubi di ardesia artificiale (tipo "Eternit" o simili) dovranno possedere un'elevata resistenza alla trazione ed alla flessione, congiunta ad una sensibili elasticità, inalterabilità al gelo ed alle intemperie, assoluta impermeabilità all'acqua e resistenza al fuoco, scarsa conducibilità al calore CSA OE pag. 27 di 76

29 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Dovranno inoltre essere ben stagionati mediante immersione in vasche d'acqua per il periodo di almeno una settimana Tubazioni in grès I materiali di grès ceramico devono essere di struttura omogenea smaltati internamente ed esternamente con smalto vetroso, non deformati, privi di screpolature, lavorati accuratamente e con innesto a manicotto o bicchiere. I tubi saranno cilindrici e diritti tollerandosi solo eccezionalmente nel senso della lunghezza, curvatura con freccia inferiore a 1/100 della lunghezza di ciascun elemento. In ciascun pezzo i manicotti devono essere conformati in modo da permettere una buona giunzione e l estremità opposta sarà lavorata esternamente a scanalatura. Lo smalto vetroso deve essere liscio, aderire perfettamente alla parte ceramica ed avere durezza non inferiore a quella dell'acciaio ed essere inattaccabile dagli alcali e dagli acidi concentrati, ad eccezione del fluoridrico. La massa interna deve essere semifusa, omogenea, senza noduli estranei, assolutamente priva di calce, dura e compatta. Ogni elemento di tubazione deve resistere alla pressione interna di almeno due atmosfere Le tubazioni in resine poliviniliche dovranno essere della migliore qualità e provenienza ed avranno caratteristiche corrispondenti al tipo "Restub" Dalmine nella serie pesante, con particolare riferimento alla loro capacità di resistenza alle temperature dell'acqua di scarico ed all'aggressione delle acque acide, e saranno dotate di giunto a bicchiere Tubazioni in P.E.a.d La materia prima utilizzata per la produzione delle tubazioni deve avere un'alta resistenza alla fessurazione sotto tensione (stress-cracking) per garantire alle condotte una durata di vita particolarmente elevata. La durata di una condotta dovrà essere determinata utilizzando il valore della tensione tangenziale (ot) che si verifica nella parete ed è ricavabile mediante la formula: ot = PNX(De-s)/2s dove: De = diametro esterno del tubo s = spessore del tubo PN = pressione nominale ot = tensione tangenziale I tubi estrusi con un impianto industriale devono essere sottoposti a varie prove o tramite differenti, operando a prove diverse. Le caratteristiche più significative dei tubi di polietilene alta densità, dovranno essere: elevata resistenza alla fessurazione sotto tensione; elevata resistenza all'urto, grazie all'elevata elasticità, che gli permette di resistere senza danno ad urti accidentali; ed anche in caso di cedimenti non si hanno "rotture catastrofiche" come per gli altri materiali plastici; totale inattaccabilità' dalla corrosione elettrochimica, e quindi dalle correnti vaganti; elevata resistenza all'invecchiamento ed ai raggi UV; buone caratteristiche anche a T largamente inferiori a 0 C La formazione di ghiaccio all'interno causa solo una leggera deformazione della tubazione che riprende le dimensioni originali una volta sgelata; conformità' alla più recente normativa sanitaria relativa alle condotte di materia plastica a contatto con le sostanze alimentari. (D.M. 174 del ); leggerezza e flessibilità che permettono economie sia sui costi di trasporto sia su quelli di manipolazione e posa. Si consideri ad esempio, che fino al diam. 110 mm. si può ottenere tubazioni in rotoli, con conseguenti sensibili aumenti di velocità di posa ed economie nelle giunzioni; bassa scabrezza che lo pone nel gruppo dei tubi lisci e con perdite di carico molto ridotte anche nel tempo, in quanto l'inerzia del materiale non permette la formazione di incrostazioni; basso coefficiente di attrito esterno che permette lo scorrimento in condotti o cunicoli favorendo così le operazioni di relining o recupero di condotte preesistenti; elevata inerzia chimica che rende ampio il campo di impiego quando destinato all'adduzione di prodotti chimici. Le tubazioni dovranno sottostare alle seguenti norme: UNI EN /2 tubi in polietilene per la distribuzione dell acqua in P.E.a.d per condotte di fluidi in pressione; UNI EN raccordi per tubazioni in polietilene per la distribuzione dell acqua; UNI EN tubi in polietilene per condotte di scarico interrate non in pressione; UNI EN /2/3/4/5 Sistema di tubazioni in polietilene per la distribuzione di gas combustibili a Trasporto ed accatastamento dei tubi e dei raccordi I tubi sono generalmente forniti nelle seguenti confezioni: CSA OE pag. 28 di 76

30 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin i diametri fino a 110 mm. possono essere forniti in rotoli e/o, a richiesta del cliente, in barre; i diametri superiori a 110 mm. sono forniti in barre generalmente in lunghezze da 6 a 12 m. o comunque in lunghezze da convenirsi tra committente e fornitore. N.B: per il diametro 110 mm. si presenta qualche difficoltà di svolgimento del rotolo a bassa temperatura; i tubi fino al valore PN4 possono presentare, se avvolti in rotoli, ovalizzazioni e piegature specie ai valori bassi del diametro di arrotolamento. Nel trasporto dei tubi i piani di appoggio devono essere privi di asperità. I tubi devono essere appoggiati evitando eccessive sporgenze al di fuori del piano di carico. Le imbragature per il fissaggio del carico possono essere realizzate con funi o bande di canapa o di nylon o similari, adottando gli opportuni accorgimenti in modo che i tubi non vengano mai direttamente a contatto con esse per non provocare abrasioni o danneggiamenti. Se il carico e lo scarico dei mezzi di trasporto e comunque la movimentazione vengono effettuati con gru o col braccio di un escavatore, i tubi devono essere sollevati nella zona centrale con un bilancino di ampiezza adeguata. Se queste operazioni vengono effettuate manualmente si eviti in ogni modo di fare strisciare i tubi sulle sponde del mezzo di trasporto o comunque su oggetti duri ed aguzzi. Il piano di appoggio dovrà essere livellato ed esente da asperità e soprattutto da pietre appuntite. L'altezza di accatastamento per i tubi in barre non deve essere superiore a 2 m. qualunque ne sia il diametro. Per i tubi in rotoli, appoggiati orizzontalmente, l'altezza può essere superiore ai 2 m.. Quando i tubi vengono accatastati all'aperto per lunghi periodi, è consigliabile proteggerli dai raggi solari. Nel caso di tubi di grossi diametri (oltre 500 mm.) si consiglia di armare internamente le estremità dei tubi onde evitare eccessive ovalizzazioni. Questi pezzi vengono forniti in genere in appositi imballaggi. Se sono forniti sfusi si dovrà avere cura, nel trasporto e nell'immagazzinamento, di non ammucchiarli disordinatamente per effetto di urti fra di essi e con altri materiali pesanti b Campo di applicazione delle diverse classi di pressioni. La norma UNI EN /2 prevede i seguenti valori delle pressioni nominali ammissibili per tubi di P.E.a.d tipo 312 per servizio continuo alla temperatura di 20 C : PN 2.5 kgf/cm 2 ; PN 4 kgf/cm 2 ; PN 6 kgf/cm 2 ; PN 10 kgf/cm 2 ; PN 16 kgf/cm 2 ; c Raccordi e pezzi speciali Dovendo rispondere alle stesse caratteristiche chimico-fisiche dei tubi. Tali raccordi possono essere prodotti per stampaggio o, nel caso non siano reperibili sul mercato, ricavati direttamente da tubo diritto mediante opportuni tagli, sagomature ed operazioni a caldo (piegatura, saldature di testa o con apporto di materiale ecc.). In ogni caso tali operazioni devono essere sempre eseguite da personale specializzato e con idonea attrezzatura presso l'officina del fornitore. Tali raccordi dovranno rispondere alle seguenti norme: raccordi stampati: UNI EN ; raccordi ricavati da tubo: UNI EN Per le figure e le dimensioni non previste dalle norme di cui sopra si possono usare raccordi e pezzi speciali di altri materiali purché essi siano idonei allo scopo. Il collegamento fra tubi di P.E.a.d in pressione e raccordi, pezzi speciali di accessori di altro materiale avviene generalmente o con una giunzione mediante serraggio meccanico od a mezzo flange con collari predisposti su tubo d Giunzioni I sistemi di giunzione fra tubo e tubo e raccordo di P.E.a.d sono i seguenti: giunzione per saldatura : Essa deve sempre essere eseguita: da personale qualificato; con apparecchiature tali da garantire che gli errori nelle temperature, nelle pressioni, nei tempi, ecc. siano ridotti al minimo. In ambiento atmosferico tranquillo (assenza di precipitazioni, di vento, di eccessiva polverosità); Rivestimento con resine epossidiche pure. Definizioni CSA OE pag. 29 di 76

31 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Il materiale impiegato sarà un sistema sintetico liquido bicomponente costituito da un "prodotto base" formulato con resine epossidiche di tipo aromatico liquido senza solvente, coreticolato con "prodotto indurente" di tipo aromatico anch'esso esente da solventi. Il prodotto "pronto per l'uso" risulta dalla miscela nelle dovute proporzioni in peso od in volume di "prodotto base" e di "prodotto indurente" (con eventuale "prodotto accelerante" se indicato dal fabbricante). Il sistema "pronto all'uso" deve risultare privo di diluenti reattivi o normali, privo di plastificanti e deve possedere la giusta "tixotropia" tale da permettere l'ottenimento di films ad alto spessore senza difetti di colatura. La rispondenza del sistema a quanto sopra esposto verrà verificata con le seguenti modalità di riscontro: determinazione della densità dopo maturazione completa (7 gg. a 23 gradi + 2 gradi C ed umidità relativa del 65+5%) L'accettazione del prodotto sarà legata all'ottenimento di un valore di: kg./dmc; determinazione del residuo secco (secondo norma UNICHIM n. 79/1969 ove si modifichi in questa il valore della temperatura di prova che passerà dai 160 C descritti ai requisiti 120 gradi C). L'accettazione del prodotto sarà legata all'ottenimento di un residuo in peso maggiore del 98%; determinazione della resistenza chimica del film indurito e stagionato: si impiegheranno n. 3 provini con le seguenti caratteristiche: provino cilindrico in ferro del diametro di mm. 25 avente la punta opportunamente arrotondata onde evitare la presenza di spigoli ed angoli vivi; sabbiatura di detto provino a metallo bianco SA3; applicazione di sistema epossidico come sopra specificato fino ad ottenere uno spessore di 600 film secco; periodo di indurimento e stagionatura 30 giorni a temperatura ambiente di 20 gradi -25 gradi C (immersione dei provini di soluzione di Acido Solforico al 20% alla temperatura di 20 gradi C per la durata di 30 giorni). L'accettazione del prodotto sarà legata all'assenza di attacco (bolle); determinazione dell'adesione su calcestruzzo (secondo normative del Laboratori Centrale de Ponte ed Causasse "Mesure de l'aderence de Chapes ed film mince sur support en beton" - Prova a strappo con apparecchiatura Elcometer - Adhesion Tester od equivalente). L'accettazione del prodotto sarà legata al verificarsi di rottura coesiva del supporto (cemento 325 dosato a 450 kg./mc); determinazione di resistenza all'abrasione (mediante apparecchiatura TABER MODEL 503 ABRASER od equivalmente con impiego di mole tipo CS 10 con peso sovrapposto di 500 gr. per una durata del test di 500 giri). L'accettazione del prodotto sarà legata all'ottenimento di un valore di TABER INDEX 200 inferiore, od al massimo eguale, ad 85; determinazione di assorbimento d'acqua (secondo normative UNI EN ISO 62). L'accettazione del prodotto sarà legata all'ottenimento di un valore inferiore allo 0.2% in peso a Applicazione: il sistema così definito dovrà essere applicato a spruzzo senza nessuna aggiunta di nessun tipo di solventi (normali o reattivi) nè diluenti. La Società che eseguirà l'applicazione dovrà dimostrare di essere in possesso delle attrezzature idonee per l'applicazione a spruzzo del sistema epossidico liquido senza che sia necessaria l'aggiunta di solventi e/o diluenti. Tale apparecchiatura è costituita da pompa-airless ad alta pressione od equivalente con corredo ausiliario per la spruzzatura epossidica liquida senza solvente. L'applicazione sarà' eseguita in una o due mani successive non intervallate. Lo spessore del film indurito sarà min. 300 micron b Preparazione della superficie di supporto: tipo di supporto: tubazioni in calcestruzzo; stagionatura: le tubazioni devono subire una stagionatura di almeno 30 giorni; umidità: è necessario tenere in evidenza che i sistemi epossidici senza solvente non devono essere applicati su supporto umido. La stagionatura delle tubazioni prefabbricate dovrà avvenire in ambiente ventilato ed asciutto in modo che l umidità possa venire eliminata. E' evidente che se le tubazioni lasciate a stagionare all'esterno dovessero bagnarsi sotto la pioggia dovra' essere controllata l umidità' prima di eseguire l'applicazione, con l'impiego di appositi misuratori; caratteristiche della superficie in cemento da rivestire: i sistemi epossidici liquidi senza solvente, per raggiungere la giusta aderenza al supporto, necessitano che la superficie da rivestire sia ruvida ed esente da qualsiasi strato polverulento e/o male ancorato che potrebbe formarsi sul supporto cementizio durante l'essicazione. La superficie dovra' pertanto essere sabbiata o subire un trattamento equivalente alla sabbiatura agli effetti di regolarità, ruvidezza e pulizia del supporto CSA OE pag. 30 di 76

32 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Le tecnologie moderne di fabbricazione e lo studio delle granulometrie delle miscele ghiaiose impiegate potrebbero fornire superfici cementizie idonee all'ancoraggio diretto senza sabbiatura; ma questa condizione deve essere attentamente controllata in modo da avere una garanzia assoluta. Qualora l'aderenza risultasse insufficiente la resistività' chimica del sistema non darebbe nessuna garanzia protettiva. L'impasto cementizio impiegato per la fabbricazione delle tubazioni dovrà essere esente da disareanti, distaccanti, sospensivi, bagnanti ed in generale tutti quegli additivi che per naturale costituzione dovessero affiorare sulla superficie da verniciare e danneggiare od impedire totalmente l'adesione del sistema epossidico liquido senza solvente, si dovrà pertanto controllare e scegliere i tipi idonei di additivo fluidificante. In conclusione, la giusta aderenza si ottiene quando la superficie cementizia ha la giusta ruvidità, quando è perfettamente pulita e non contaminata da sostanze chimiche aventi effetto distaccante; quando ogni granello appartenente allo strato superficiale e' perfettamente incorporato nella struttura della tubazione c Prove di accettazione del rivestimento in opera: controllo dello spessore durante l'applicazione: controllo visivo: il sistema epossidico liquido senza solvente sarà pigmentato in maniera opportuna tale da permettere all'operatore di valutare visivamente quando viene raggiunto lo spessore prescritto. Questo sistema viene definito a "copertura calibrata"; controllo con "calibro per film umido": usando questo sistema si può stabilire uno standard di partenza al quale l'applicatore dovra' riferirsi onde eseguire la distribuzione del prodotto in maniera uniforme e sufficiente. Con questa misura lo spessore umido corrisponde allo spessore del secco poiché il prodotto è al 100% di solidi; controllo con piastra simbolo in acciaio dolce: si può definire lo standard in cui fare riferimento durante la applicazione usando il metodo della "PIASTRA SIMBOLO". Far aderire una piastra simbolo di acciaio dolce alla superficie di cemento da rivestire. Spruzzare su tutta la superficie del tubo e sulla piastra il sistema epossidico. Staccare la "Piastra simbolo" prima che il sistema epossidico sia indurito. Accelerare l'indurimento del sistema epossidico sulla piastra simbolo riscaldando a 50% - 60 gradi C Dopo l'essicamento del "simbolo" misurare lo spessore del film secco con misuratore magnetico o micrometrico ottico o meccanico; controllo dello spessore a lavoro finito sul film indurito: questo controllo può essere fatto soltanto in maniera distruttiva incidendo il film misurandone lo spessore con misuratore micrometrico ottico o con misuratore micrometrico meccanico. Le zone danneggiate dovranno essere ripristinate con successiva applicazione. controllo aderenza del film indurita (al cemento): questo tipo di controllo può essere soltanto di natura distruttiva in quanto richiede che il film venga inciso con taglio a croce e successivo strappo con nastro adesivo. La distanza tra le linee di taglio, dato lo spessore del film secco, deve essere di mm. 4 (quattro). La tenuta deve essere del 100% Rivestimento con vernici epossicatramose. Definizioni Il materiale impiegato sarà un sistema sintetico liquido bicomponente costituito da un "Prodotto base" formulato con resine epossidiche di tipo aromatico liquido senza solvente; coreticolate con "Prodotto Indurente" di tipo aromatico anch'esso esente da solventi. Il prodotto "pronto per l'uso" risulta dalla miscela nelle dovute proporzioni in peso o in volume di "Prodotto base" e di "Prodotto Indurente" con l'aggiunta di plastificante costituito da catrame di distillazione del carbon fossile, nella misura massima del 50% in peso del legante totale. La rispondenza del sistema a quanto sopra esposto verrà verificata con le seguenti modalità di riscontro: determinazione del residuo secco (secondo norme UNICHIM n. 79/1969 ove si modifichi in questa il valore della temperatura di prova che passerà dai 160 gradi C descritti ai richiesti 120 gradi C). L'accettazione del prodotto sarà legata all'ottenimento di un residuo in peso maggiore del 98%; determinazione della resistenza chimica del film indurito e stagionato: si impiegheranno n. 3 provini con le seguenti caratteristiche: provino cilindrico in ferro del diametro di mm. 25 avente la punta opportunamente arrotondata onde evitare la presenza di spigoli ed angoli vivi; sabbiatura di detto provino a metallo bianco SA3; applicazione di sistema epossicatramoso come sopra specificato fino ad ottenere uno spessore di 400 micron film secco; CSA OE pag. 31 di 76

33 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin periodo di indurimento e stagionatura 30 giorni a temperatura ambiente 20 gradi - 25 gradi C (immersione dei provini in soluzione di Acido Solforico al 20% alla temperatura di 20 C per la durata di 30 giorni). L'accettazione del prodotto sarà legata all'assenza di attacco (bolle); determinazione dell'adesione su calcestruzzo (secondo normative del Laboratorio Central des Ponts ed Chausses "Mesure de l'aderence de Chapes ed film mince sul support en beton" - Prova a strappo con apparecchiatura Elcometer - Adhesion Tester od equivalente). L'accettazione del prodotto sarà legata al verificarsi di rottura coesiva del supporto (cemento 325 a 450 kg./mc); determinazione di resistenza all'abrasione (mediante apparecchiatura TABER MODEL 503 ABRASER o equivalente con impiego di mole tipo CS 10 con peso sovrapposto di 500 gr. per una durata del test di 500 giri). L'accettazione del prodotto sarà legata all'ottenimento di un valore di TABER INDEX 200 inferiore, od al massimo eguale, a 75; determinazione di assorbimento d'acqua (secondo normative UNI EN ISO 62). L'accettazione del prodotto sarà legata all'ottenimento di un valore inferiore allo 0.75% in peso a Applicazione: il sistema così definito dovrà essere applicato a spruzzo senza nessuna aggiunta di nessun tipo di solventi (normali o reattivi) nè diluenti. La Società che eseguirà l'applicazione dovrà dimostrare di essere in possesso delle attrezzature idonee per l'applicazione a spruzzo del sistema epossidico liquido senza che sia necessaria l'aggiunta di solventi e/o diluenti. Tale apparecchiatura è costituita da pompa-airless ad alta pressione od equivalente con corredo ausiliario per la spruzzatura di epossidica liquida senza solvente. L'applicazione sarà eseguita in due mani successive non intervallate. Lo spessore del film indurito sarà min. 300 micron b Preparazione della superficie di supporto: tipo di supporto: tubazioni in calcestruzzo; stagionatura: le tubazioni devono subire una stagionatura di almeno 30 giorni; umidità: l'applicazione del rivestimento potrà effettuarsi solo su superfici asciutte (max umidità del supporto 20% ); caratteristiche della superficie in cemento da rivestire: la superficie da rivestire sarà ruvida ed esente da qualsiasi strato polverulento e/o male ancorato, che potrebbe formarsi sul supporto cementizio durante l'essicazione. L'impasto cementizio impiegato per la fabbricazione delle tubazioni dovrà essere esente da disareanti, distaccanti, sospensivi, bagnanti ed in generale tutti quegli additivi che per naturale costituzione dovessero affiorare sulla superficie da verniciare e danneggiare od impedire totalmente l'adesione del sistema epossidico liquido senza solvente, si dovra' pertanto controllare e scegliere i tipi idonei di additivo fluidificante c Prove di accettazione del rivestimento in opera: controllo dello spessore durante l'applicazione: - controllo con "calibro per film umido". Usando questo sistema si può stabilire uno standard di partenza al quale l'applicazione dovrà riferirsi onde eseguire la distribuzione del prodotto in maniera uniforme e sufficiente; con questa misura lo spessore umido corrispondente allo spessore del secco poiché il prodotto é al 100% di solidi; controllo con piastra simbolo in acciaio dolce: si può definire lo standard a cui fare riferimento durante la applicazione usando il metodo della "PIASTRA SIMBOLO". Far aderire una piastra simbolo di acciaio dolce alla superficie di cemento da rivestire. Spruzzare su tutta la superficie del tubo e sulla piastra il sistema epossidico. Staccare la "Piastra simbolo" prima che il sistema epossidico sia indurito. Accelerare l'indurimento del sistema epossidico sulla piastra simbolo riscaldando a 50 gradi - 60 gradi C Dopo l'essicamento del "simbolo" misurare lo spessore del film secco con misuratore magnetico o micromagnetico ottico o meccanico; controllo dello spessore a lavoro finito sul film indurito: questo controllo può essere dato soltanto in maniera distruttiva incidendo il film e misurandone lo spessore con misuratore micrometrico ottico e con misuratore micrometrico meccanico. Le zone danneggiate dovranno essere ripristinate con successiva applicazione di riparazione; controllo aderenza del film indurito (al cemento): questo tipo di controllo può essere soltanto di natura distruttiva in quanto richiede che il film venga inciso con taglio a croce e successivo strappo con nastro adesivo. La distanza tra le linee di taglio, dato lo spessore del film secco, deve essere di mm. 4 (quattro). La tenuta deve essere del 100% CSA OE pag. 32 di 76

34 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin d Misure di sicurezza: data la presenta di ammine-aromatiche nel sistema epossidico si dovra' osservare scrupolosamente la Circolare numero 46/79 del Ministero del Lavoro "Normativa per la prevenzione dei rischi delle Ammine Aromatiche" Giunti tenuta. Le guarnizioni per giunti a tenuta saranno prodotte con gomma naturale e sintetica ed avranno forma circolare. Gli anelli dovranno presentarsi omogenei ed a densità costante. La superficie degli stessi dovrà essere libera da bolle o pori visibili a Guarnizioni in gomma. Guarnizioni incorporate nel giunto. Le guarnizioni dovranno essere del tipo incorporato nel giunto durante la produzione mediante apposita linguetta annegata nel getto. L anello di tenuta dovrà essere protetto da un anello di polistirolo espanso da toglersi al momento della giunzione tra le tubazioni, previa applicazione sul maschio di apposito lubrificante compatibile con la gomma stessa. La gomma dovrà essere sottoposta a controlli di qualità certificati, rispondere alle norme DIN 4060, UNI EN Guarnizioni a rotolamento. La guarnizione avrà una forma geometrica tale da garantire il raggiungimento durante la fase di assemblaggio della posizione più adatta alla tenuta. Tale posizione dovrà essere assicurata sia dalla forma del giunto (maschio e femmina) sia dalla precisione con la quale esso deve essere costruito; la posizione di tenuta dovrà essere raggiunta con una rotazione di 180 dalla guarnizione. Nell assemblaggio sarà fatto assoluto divieto di uso di lubrificante. Guarnizioni a scorrimento. La guarnizione a scorrimento dovrà assicurare con la forma ed il lubrificante in essa contenuto, il raggiungimento della posizione ottimale di tenuta senza alcun movimento della guarnizione stessa. Questo risultato sarà garantito dalle seguenti caratteristiche dei materiali impiegati: Giunto (maschio e femmina): disegno e dimensioni tali da consentire lo scorrimento del maschio sulla gomma senza alcun contatto tra calcestruzzo e calcestruzzo; Lubrificante: dovrà essere tale da non perdere le proprie caratteristiche per il medesimo periodo di stoccaggio della gomma b Le tolleranze dimensionali ammesse sono le seguenti: quella relativa all'intera guarnizione non dovrà eccedere il + 2% per diametri fino a 700 mm., mentre per i diametri superiori è ammessa una tolleranza del +1.5%; quella relativa alla sezione trasversale della guarnizione dipende dal diametro della stessa e si può cosi' riassumere: diametri in mm tolleranze amm. +0.3% +0.4% +0.4% +0.5% +0.5% +0.6% c La resistenza del giunto viene verificata estraendo da una guarnizione intera una porzione che viene dall'asse del giunto. Il campione verrà poi allungato finchè la distanza originale tra i riferimenti raggiungerà i 20 cm.. Successivamente verrà applicato il carico di prova equivalente a quello di esercizio per un minuto e durante questo periodo si controllerà che il campione non abbia subito lesioni di alcun tipo. La durezza sarà determinata su un anello completo e dovrà raggiungere i 40+5 IRH aumentate dell'8% max se il provino è stato invecchiato d La resistenza a trazione e l'allungamento a rottura verranno determinate su un provino punzonato della lunghezza di 2-3 mm., con lo spessore garantito del fabbricante e della stessa composizione e vulcanizzato allo stesso modo della guarnizione completa, o su un provino prelevato da un anello finito. La resistenza a trazione non dovrà essere inferiore a 1250 N/cm 2. La resistenza a trazione e l'allungamento a rottura, se il provino e' stato invecchiato, possono essere diminuite del 25% massimo e La deformazione a compressione ad alta temperatura viene realizzata comprimendo un campione con una forza tale che provochi una deformazione equivalente al 50% della sua altezza in un ambiente a temperatura di grado C e per una durata di ore. Successivamente il carico viene tolto ed il provino viene ambientato in una camera a gradi C per 30 minuti, dopodiché viene rimisurato lo spessore al centro del provino con una precisione di 0.01 mm.. Il cedimento permanente Cp = to-t1/0.5xto (to spessore iniziale, t1 spessore finito) non dovrà superare il 20% f La deformazione a compressione alle basse temperature si misura come la precedente fatta eccezione per la temperatura di prova che in questo caso raggiungerà -20 gradi C+1. Il cedimento permanente non dovrà superare il 20% g La prova d'invecchiamento, si effettua mantenendo i campioni in un forno ad aria per 168 ore (7 giorni) ad una temperatura di 70+1 gradi C L'incremento o decretamento del provino non dovrà eccedere dell'8% relativamente alle misure rilevate su un corrispondente provino da trattare CSA OE pag. 33 di 76

35 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin I provini che vengono sottoposti alla prova di durezza, resistenza alla trazione ed allungamento alla rottura dovranno prima essere sottoposti ad invecchiamento h La prova relativa all'assorbimento di acqua viene realizzata facendo bollire il provino (della lunghezza di 1 cm. estratto da un anello) in acqua distillata per ore e successivamente raffreddando lo stesso per 5-10 minuti in acqua pure distillata a 23+2 gradi C, asciugato e pesato. L'incremento di peso rispetto al provino prima della prova non dovrà superare il 10%. Le guarnizioni di una determinata dimensione e materiale devono essere sottoposte a collaudo prima della consegna e la Ditta fornitrice dovrà rilasciare regolare certificato di conformità. Le prove di collaudo sono quelle descritte precedentemente. Qualora le guarnizioni fornite sia conformi o normative diverse da quelle esposte, la Ditta dovrà sottoporre all'approvazione della DL. le relative caratteristiche e certificati di prova. Le guarnizioni dovranno presentare stampigliato il diametro nominale interno in mm, la dimensione trasversale in cm., la marca e la data di fabbricazione Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 14396:2004 Gradini fissi per pozzetti di ispezione UNI EN 14680:2007 Adesivi per sistemi di tubazioni non sotto pressione di materiale termoplastico - Specifiche UNI EN 14814:2007 Adesivi per sistemi di tubazioni di materiale termoplastico per liquidi sotto pressione - Specifiche Art.2.ED.9 - Materiali per impianti di depurazione Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 588-2:2003 Tubi di fibrocemento per fognature e sistemi di scarico - Parte 2: Pozzetti e camere di ispezione (M/118) UNI EN 1433:2004 Canalette di drenaggio per aree soggette al passaggio di veicoli e pedoni - Classificazione, requisiti di progettazione e di prova, marcatura e valutazione di conformità (M/118) UNI EN 1916:2004+EC 1:2008+EC 2:2008 Tubi e raccordi di calcestruzzo non armato, rinforzato con fibre di acciaio e con armature tradizionali (M/118) UNI EN 1917:2004+EC 1:2008+EC 2:2008 Pozzetti e camere di ispezione di calcestruzzo non armato, armato e rinforzato con fibre di acciaio (M/118) UNI EN 13101:2004 Gradini per camere di ispezione sotterranee - Requisiti, marcatura, prove e valutazione di conformità (M/118) UNI EN :2005 Tubi e raccordi di tubi di acciaio rivestiti a caldo con saldatura longitudinale con giunto a bicchiere per sistemi di acque reflue - Parte 1: Requisiti, prove e controllo di qualità (M/118- M/131) UNI EN :2005 Tubi e raccordi di acciaio inossidabile con saldatura longitudinale con giunto a bicchiere per sistemi di acque reflue - Parte 1: Requisiti, prove e controllo di qualità (M/118- M/131) UNI EN 858-1:2005 Impianti di separazione per liquidi leggeri (per esempio benzina e petrolio) - Parte 1: Principi di progettazione, prestazione e prove sul prodotto, marcatura e controllo qualità (M/118) UNI EN :2005 Separatori di grassi - Parte 1: Principi di progettazione, prestazione e prove, marcatura e controllo qualità (M/118) EN 295-1:2013 Sistemi di tubazioni di gres per impianti di raccolta e smaltimento di acque reflue - Parte 1: Requisiti per tubi, elementi complementari e sistemi di giunzione EN 295-4:2013 Sistemi di tubazioni di gres per impianti di raccolta e smaltimento di acque reflue - Parte 4: Requisiti per adattatori, connessioni e collegamenti flessibili EN 295-5:2013 Sistemi di tubazioni di gres per impianti di raccolta e smaltimento di acque reflue - Parte 5: Requisiti per tubi perforati ed elementi complementari EN 295-6:2013 Sistemi di tubazioni di gres per impianti di raccolta e smaltimento di acque reflue - Parte 6: Requisiti dei componenti per pozzetti e camere di ispezione EN 295-7:2013 Sistemi di tubazioni di gres per impianti di raccolta e smaltimento di acque reflue - Parte 7: Requisiti per tubi e sistemi di giunzione di gres per tubazioni con posa a spinta UNI EN 1433:2004 Canalette di drenaggio per aree soggette al passaggio di veicoli e pedoni - Classificazione, requisiti di progettazione e di prova, marcatura e valutazione di conformità UNI EN :2004 Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT - Fosse settiche prefabbricate UNI EN :2005+A2:2013 Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT - Parte 3: Impianti di trattamento preassemblati e/o assemblati in sito delle acque reflue domestiche UNI EN :2008 Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT - Parte4: Fosse settiche assemblate in sito da kit prefabbricati CSA OE pag. 34 di 76

36 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN :2013 Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT Parte6: Unità prefabbricate di trattamento per effluenti di fosse settiche UNI EN :2014 Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT Parte7: Unità di trattamento terziario prefabbricate UNI EN 14396:2004 Gradini fissi per pozzetti di ispezione UNI EN 14680:2007 Adesivi per sistemi di tubazioni non sotto pressione di materiale termoplastico - Specifiche Art.2.ED.10 - Materiali da fabbro I materiali metallici da impiegare nei lavori dovranno corrispondere alle qualità, prescrizioni e prove appresso elencate. I materiali dovranno essere esenti da scorie, soffiature, bruciature, paglie o qualsiasi altro difetto apparente o latante di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e simili. Sottoposti ad analisi chimica dovranno risultare esenti da impurità e da sostanze anormali. La loro struttura micrografica dovrà essere tale da dimostrare l'ottima riuscita del processo metallurgico di fabbricazione e da escludere qualsiasi alterazione derivante dalla successiva lavorazione a macchina od a mano che possa menomare la sicurezza d'impiego. Ferma restando l'applicazione del decreto , che fissa le norme e condizioni per le prove e l'accettazione dei materiali ferrosi, per le prove meccaniche e tecnologiche dei materiali metallici saranno rispettate le norme di unificazione vigenti. In mancanza di particolari prescrizioni i materiali devono essere della migliore qualità esistente in commercio; essi devono provenire da primarie fabbriche che diano garanzia di costanza di qualità e produzione. I materiali possono essere approvvigionati presso località e fabbriche che l'appaltatore ritiene di sua convenienza purché corrispondano ai requisiti di cui sopra. L'Appaltatore dovrà informare l'appaltante dell'arrivo in officina dei materiali approvvigionati affinché, prima che ne venga iniziata la lavorazione, l'appaltante stesso possa disporre i preliminari esami e verifiche dei materiali medesimi ed il prelevamento dei campioni per l'effettuazione delle prove di qualità e resistenza. E' riservata all'appaltante la facoltà di disporre e far effettuare visite, esami e prove negli stabilimenti di produzione dei materiali, i quali stabilimenti pertanto dovranno essere segnalati all'appaltatore in tempo utile. Le suddette visite, verifiche e prove, le cui spese tutte sono a carico dell'appaltatore, dovranno essere effettuate secondo le norme vigenti. Dei risultati delle prove dovrà essere redatto regolare verbale in contraddittorio tra il Direttore Lavori e l'appaltatore, o loro rappresentanti. Nel caso di esito sfavorevole delle prove sopraindicate l'appaltatore potrà rifiutare in tutto od in parte i materiali predisposti od approvvigionati, senza che l'appaltatore possa pretendere indennizzo alcuno o proroga ai termini di esecuzione e di consegna I profilati in acciaio dolce (tondi, quadri e piatti) devono essere del tipo a sezione prescritti per l'opera particolare e comunque corrispondenti ai campioni approvati dalla Direzione Lavori. Non sono ammesse spigolature, ammaccature, tagli od altri difetti di aspetto dovuti a cattiva lavorazione e non rientranti nelle normali tolleranze di laminazione I profilati o tubi realizzati con leghe leggere di alluminio, rame ed ottone devono avere composizione chimica corrispondente alle norme ed ai regolamenti ufficiali vigenti per l'impiego nella costruzione di serramenti e manufatti affini. Devono essere del tipo e sezione prescritti per l'opera particolare e comunque rispondenti ai campioni approvati dalla Direzione Lavori. Non sono ammesse spigolature, ammaccature, tagli od altri difetti di aspetto dovuti a cattiva lavorazione e non rientranti nelle normali tolleranze di estrusione Profilati tubolari in lamiera d'acciaio non devono avere spigolature, ammaccature, tagli od altri difetti di aspetto dovuti a cattiva lavorazione e non rientranti nelle normali tolleranze di profilatura. I profilati potranno essere richiesti con ali e facce parallele o rastremate con inclinazione del 5% Nell'impiego di acciaio inossidabile si dovrà fare riferimento alla normativa UNI EN :2005 ed AISI secondo la seguente nomenclatura: CSA OE pag. 35 di 76

37 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin AISI UNI Serie X 12 CrNi X 10 CrNi X 05 CrNi X 05 CrNi Serie X 08 Cr La ghisa grigia per getti dovrà corrispondere per qualità, prescrizioni e prove alla norma UNI EN 1561 La ghisa malleabile per getti dovrà corrispondere alle prescrizioni della norma UNI EN I prodotti in ghisa sferoidale risponderanno alla normativa UNI EN UNI EN 124 e riporteranno la marcatura obbligatoria di riferimento alla normativa: identificazione del produttore, la classe corrispondente, UNI EN 124 come riferimento alla norma, marchio dell ente di certificazione La ferramenta e le bullonerie in genere devono essere di ottima qualità e finitura. Devono corrispondere ai requisiti tecnici appropriati a ciascun tipo di infisso ed avere dimensioni e robustezza adeguata all'impiego cui sono destinare e tali da poter offrire la massima garanzia di funzionalità e di durata. Tutte la ferramenta devono corrispondere ai campioni approvati dalla Direzione Lavori ed essere di tipo unificato per tutta la fornitura. Viti, bulloni, ecc. devono pure essere di robustezza, tipo e metallo adeguati all'impiego ed alla ferramenta prescelta Il ferro fucinato dovrà presentarsi privo di scorie, soffiature, bruciature o qualsiasi altro difetto apparente Per la zincatura di profilati di acciaio per la costruzione, oggetti fabbricati con lamiere non zincate di qualsiasi spessore, oggetti fabbricati con tubi, tubi di grande diametro curvati e saldati insieme prima della zincatura ed altri oggetti di acciaio con spessori maggiori di 5 mm. recipienti fabbricati con lamiere di acciaio di qualsiasi spessore con o senza rinforzi di profilati di acciaio, minuteria od oggetti da centrifugare; oggetti fabbricati in ghisa, in ghisa malleabile ed in acciaio fuso, dovranno essere rispettate le prescrizioni della norma di unificazione: Tutte le parti in acciaio per le quali negli elaborati progettuali sia stata prevista la protezione dalla corrosione mediante zincatura dovranno rispettare la specifica esposta alle righe seguenti. Tale tipo di trattamento sarà adottato quando previsto in progetto e/o su ordine della Direzione Lavori quando le normali verniciature non diano sufficienti garanzie, sia in relazione al tipo di aggressione ambientale, sia in relazione alle funzioni assegnate alle strutture metalliche da proteggere. La zincatura dovrà essere effettuata a caldo per immersione in appositi impianti approvati dalla D.L.. I pezzi da zincare dovranno essere in acciaio di tipo calmato, è tassativamente vietato l uso di acciaio attivi o effervescenti. Le parti da zincare dovranno essere pulite e sgrassate (SSPC - SP-63) e sabbiate al metallo bianco secondo SSPC : SP 10; SSA : SA 1/2. Gli spessore minimi della zincatura varieranno a seconda dello spessore del pezzo da zincare. per s del pezzo < 1 mm zincatura 350 g/m 2 per s del pezzo > 1 < 3 mm zincatura 450 g/m 2 per s del pezzo > 3 < 4 mm zincatura 500 g/m 2 per s del pezzo > 4 < 6 mm zincatura 600 g/m 2 per s del pezzo > 6 mm zincatura 700 g/m 2 Sugli oggetti filettati, dopo la zincatura, non si devono effettuare ulteriori operazioni di finitura a mezzo di utensili. Per la zincatura dei fili di acciaio vale la norma di unificazione: UNI EN :2009 Fili e prodotti trafilati di acciaio Rivestimenti metallici non ferrosi sui fili di acciaio Rivestimenti metallici non ferrosi sui fili di acciaio Parte 1: principi generali UNI EN :2009 Fili e prodotti trafilati di acciaio Rivestimenti metallici non ferrosi sui fili di acciaio Rivestimenti metallici non ferrosi sui fili di acciaio Parte 2: rivestimenti di zinco o di leghe di zinco Dovranno essere rispettate la normative UNI EN e UNI EN le quali elencano i vari tipi di acciaio zincati a caldo in continuo ottenuti con processo Sendzimir indicando le caratteristiche meccaniche e i vari spessori di rivestimento ottenibili CSA OE pag. 36 di 76

38 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Zincatura dei giunti di saldatura. Per le giunzioni eseguite per saldatura si dovrà procedere al ripristino della saldatura, secondo le modalità appresso indicate: rimuovere lo zinco preesistente per una lunghezza non inferiore a 10 cm; pulire e irruvidire la superficie scoperta mediante spazzolatura meccanica; metallizzare le superfici mediante spruzzo di particelle di zinco allo stato plastico fino a raggiungere uno spessore non inferiore a 40 microns; verniciatura finale come all articolo relativo. Gli spessori indicati nelle specifiche saranno verificati per campione con apposito strumento elettronico, fornito dall Appaltatore. L Appaltatore garantisce la buona applicazione dei rivestimenti in genere contro tutti i difetti di esecuzione del lavoro e si impegna ad eseguirlo secondo le regole dell arte e della tecnica. L Appaltatore eseguirà il lavoro soltanto se le condizioni atmosferiche o ambientali lo consentono in base alle prescrizioni su esposte e programmando il lavoro in modo da rispettare i tempi di esecuzione stabiliti per il ciclo protettivo Per le pitturazioni su superfici zincate a passivazione avvenuta dello zinco, realizzata anche con l applicazione in officina di acido cromico previa fosfatazione con fosfato di zinco, si procederà ad un accurata sgrassatura con solventi organici o con idonei sali sgrassanti e comunque con trattamento ad acqua calda e idropulitrice a pressione. Si procederà quindi ad un irruvidimento superficiale con tele abrasive o con spazzolatura leggera. Sarà applicata infine una mano di vernice poliuretanica alifatica, di tinta a scelta della Direzione Lavori e con uno spessore a film secco di 80 microns, su un fondo di antiruggine epossidica bicomponente con indurente poliammidico del tipo specifico per superfici zincate e con uno spessore a film secco di 50 microns. Potrà essere usato in alternativa un ciclo costituito dall applicazione di vernice tipo Acril Ard con uno spessore a film secco di 70 microns, dato senza la costituzione dello strato di fondo I chiusini, le ringhiere di parapetto, i cancelli, le inferriate, le recinzioni e simili opere da fabbro saranno costruite secondo le misure o i disegni di progetto e dei particolari che verranno indicati all'atto esecutivo dalla Direzione Lavori. I beni inerenti la sicurezza della circolazione stradale (chiusini, barriere ecc ) dovranno essere prodotti, ai sensi della circolare 16 Maggio 1996 n. 2357, nel rispetto della UNI EN ISO 9001, rilasciando la relativa dichiarazione di conformità ai sensi delle norme UNI CEI EN ISO/IEC ovvero da una certificazione rilasciata da un organismo di ispezione operante in accordo alle norme in materia. I manufatti dovranno presentare tutti i regoli ben diritti ed in perfetta composizione. I tagli delle connessure, per gli elementi incrociati mezzo a mezzo, dovranno essere della medesima precisione ed esattezza, ed il vuoto di uno dovrà esattamente corrispondere al pieno dell'altro, senza ineguaglianza e discontinuità. Le inferriate con regoli intrecciati ad occhio non presenteranno, nei fori formati a caldo, alcuna fessura che si prolunghi oltre il foro necessario, ed il loro intreccio dovrà essere tale che nessun ferro possa sfilarsi. Le ringhiere di qualsiasi tipo, sia per terrazze sia per balconi, passaggi, scale e simili, dovranno avere altezza non inferiore a 105 cm. misurata in corrispondenza della parte più alta del pavimento e fino al corrimano; nel caso di rampe di scale tale altezza, misurata al centro della pedata, dovrà essere di almeno 95 cm.. Le maglie delle ringhiere dovranno avere apertura non maggiore di 10 cm.. Gli elementi più bassi delle ringhiere dovranno distare dal pavimento non meno di 5 ne' più di 8 cm., nel caso di rampe di scale, invece, questa distanza non dovrà superare di 2 cm. quella del battente dei gradini. Nel caso di ringhiere collocate all'esterno dei manufatti cui servono, la loro distanza orizzontale del manufatto stesso non dovrà superare 5 cm.. L'impiego di ringhiere metalliche in cui parti dell'intelaiatura siano costituite da pannelli di vetro, ancorché previsto in progetto, dovrà essere confermato per iscritto dall'appaltatore all'atto dell'esecuzione. Nell'ordine relativo dovranno essere specificatamente indicate le modalità di esecuzione e tutti gli altri elementi atti a garantire le necessarie caratteristiche di sicurezza del manufatto in relazione alle condizioni d'impiego. L'ancoraggio di ogni manufatto dovrà essere tale da garantire un perfetto e robusto fissaggio. Gli ancoraggi delle ringhiere, comunque, dovranno resistere ad una spinta di 120 kg./m. applicata alla sommità' delle ringhiere stesse. Le ringhiere dei balconi e delle terrazze non avranno peso inferiore a 16 kg./mq. e quelle delle scale a 13 kg./mq.. Il peso delle inferriate a protezione di finestre od altro non sarà inferiore a 16 kg./mq. per superfici fino ad 1 mq. ed a 19 kg./mq. per superfici maggiori, quello delle recinzioni non dovrà essere, per ciascun battente, CSA OE pag. 37 di 76

39 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin inferiore a 25 kg./mq. per superfici fino a 2 mq., a 35 kg./mq. per superfici fino a 3 mq. ed a 45 kg./mq. per superfici superiori. Le superfici suddette corrisponderanno a quelle del poligono regolare circoscrivibile al manufatto considerato, escludendo le grappe, i modelli, le zanche, le bandelle, i bilici, ecc. Le inferriate fisse dovranno essere munite di una rete in filo di acciaio debitamente intelaiate secondo quanto disporrà' il Direttore Lavori. I cancelli dovranno essere completi della ferramenta di sostegno, di manovra e di chiusura Metalli vari, il piombo, lo zinco, lo stagno, il rame e tutti gli altri metallo o leghe metalliche da impiegare nelle costruzioni devono essere delle migliori qualità, ben fusi o laminati a seconda della specie di lavori a cui sono destinati, e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizi la forma, o ne alteri la resistenza o la durata Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN :2012 Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio - Parte 1: Requisiti per la valutazione di conformità dei componenti strutturali UNI EN :2011 Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio - Parte 2: Requisiti tecnici per strutture di acciaio Art.2.ED.11 - Materiali porfirici, a spacco - materiali segati - lucidati semilucidati - fiammati Materiali porfirici Tutti i materiali porfirici trattati nel presente Capitolato Speciale provengono dalle cave del Trentino, unica Regione in Italia dove si coltiva il porfido stratificato a piani in vista naturali di cava. Questi materiali sono prodotti da aziende aderenti al Marchio Volontario Collettivo PORFIDO TRENTINO CONTROLLATO le cui caratteristiche sono conformi a quanto previsto dalla normativa della Comunità Europea (EN EN EN EN EN EN 1469). Le colorazioni fondamentali dei materiali porfirici possono essere: grigio, grigio-rosso, grigio-viola, rossastro, violetto Cubetti Sono solidi a forma pressoché cubica, ottenuti per spaccatura meccanica e il cui spigolo è variabile a seconda del tipo classificato. Essi vengono distinti, a seconda della lunghezza in cm di detto spigolo, nei seguenti assortimenti: 4/6-6/8-8/10-10/12-12/14 e 14/18. Ciascun assortimento dovrà comprendere solo elementi aventi spigoli di lunghezza compresa nei limiti sopraindicati, con le tolleranze sotto riportate. I vari spigoli del cubetto non dovranno essere necessariamente uguali e le varie facce spaccate non saranno necessariamente ortogonali fra loro. La superficie superiore del cubetto dovrà essere a piano naturale di cava e non dovrà presentare eccessiva ruvidità. Le quattro facce laterali sono ricavate a spacco e non segate e si presentano quindi con superficie più ruvida ed in leggera sottosquadra (massimo cm 1 1/2). La tolleranza permessa è di n. 7 elementi su 100 scelti alla rinfusa sul deposito ed essa riguarda differenze di misura in difetto o in eccesso (lati e altezza), difetti di lavorazione, eccessiva sottosquadra, lati segati, lassi orizzontali o mali verticali. a) il tipo 4/6 dovrà avere un altezza da 4 a 6 cm, la testa variante da 4 a 7 cm ed un peso per mq, misurato in opera, compreso fra i 90 e i 100 kg; b) il tipo 6/8 dovrà avere un altezza da 5 1/2 a 8 cm, la testa variante da 6 a 9 cm ed un peso per mq, misurato in opera, compreso fra i 130 e i 140 kg; c) il tipo 8/10 dovrà avere un altezza da 7 1/2 a 11 cm, la testa variante da 8 a 12 cm ed un peso per mq, misurato in opera, compreso fra i 180 e i 190 kg; d) il tipo 10/12 dovrà avere un altezza da 10 a 13 cm, la testa variante da 10 a 14 cm ed un peso per mq, misurato in opera, compreso fra i 220 e i 250 kg; e) il tipo 12/14 dovrà avere un altezza da 12 a 15 cm, la testa variante da 12 a 16 cm ed un peso per mq, misurato in opera, compreso fra i 280 e i 300 kg; f) il tipo 14/18 dovrà avere un altezza da 14 a 20 cm, la testa variante da 14 a 20 cm ed un peso per mq, misurato in opera, compreso fra i 330 e i 350 kg. Per posa in opera di cubetti A FILARI si impiegano cubetti con testa quadrata, nelle dimensioni da cm 8x8-9x9-10x10 e di spessore a convenirsi, ma direttamente proporzionale al traffico che solleciterà il pavimento e in ogni caso non inferiore a 4 cm nell altezza e con tolleranza in più o meno di 5 mm nei lati. Ogni assortimento dovrà comprendere cubetti di varie dimensioni entro i limiti che definiscono l assortimento stesso. In esso sono consentiti solo per posa ad arco o ventaglio cubetti in forma trapezoidale od oblunghi per un massimo del 10%. In tutti i casi l altezza dei cubetti deve essere rispettata. Se i cubetti non devono essere posati a ventaglio o ad arco, ciò deve essere dichiarato al momento dell ordine CSA OE pag. 38 di 76

40 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin La roccia dovrà essere sostanzialmente uniforme e compatta e non dovrà contenere parti alterate. Sono da escludere le rocce che presentino piani di suddivisibilità capaci di determinare la rottura degli elementi dopo la posa in opera. I cubetti potranno essere forniti: sfusi, in casse, in sacchi Tozzetti Per pavimentazioni esclusivamente pedonali e con posa in opera su letto di sabbia e cemento o in malta, si possono impiegare elementi porfirici denominati TOZZETTI che hanno dimensioni di testa da 6 a 9 cm e di spessore da 4 a 6 cm Piastrelle Per tutti i tipi e le lavorazioni la roccia dovrà essere sostanzialmente uniforme e compatta e non dovrà contenere parti alterate. Sono da escludere le rocce che presentino piani di suddivisibilità capaci di determinare la rottura degli elementi dopo la posa in opera. Le piastrelle saranno fornite su palette. A) PIASTRELLE A SPACCO REGOLARI La superficie dovrà essere naturale di cava, le coste a spacco. Lo spessore potrà variare da 3 a 6 cm. Maggiori o minori spessori (1-3 o 5-8) potranno essere richiesti per impieghi particolari. Le piastrelle a spacco dovranno avere lati paralleli ed angoli retti. È consentita una tolleranza in più o in meno nelle dimensioni, di 5 mm. Le coste dovranno essere ortogonali al piano o in leggera sottosquadra. Le larghezze di normale lavorazione sono: cm e su richiesta altre misure. Le lunghezze sono a correre in dimensione uguale o maggiore delle rispettive larghezze. Potranno essere richieste piastrelle quadrate, piastrelle con dimensioni maggiori o a misure fisse. Il peso di 1 mq sarà compreso fra i 90/115 kg. B) PIASTRELLE FRESATE La superficie dovrà essere naturale di cava, lo spessore potrà variare da 3 a 6 cm. Le coste saranno fresate. Spessori diversi potranno essere richiesti per impieghi particolari. Le piastrelle a coste fresate dovranno avere lati paralleli ed angoli retti. Le coste dovranno essere ortogonali al piano. Le larghezze di normale lavorazione sono da cm 20 a cm 50. Le lunghezze sono a correre in dimensione uguale o maggiore delle rispettive larghezze. Potranno essere richieste piastrelle quadrate, piastrelle con dimensioni maggiori o a misure fisse. Il peso di 1 mq sarà compreso fra i 90/115 kg. C) PIASTRELLE SEMILUCIDATE CON COSTE FRESATE La superficie dovrà essere semilucidata (al 60/70% piano lucido, al 40/30% piano cava). Le coste saranno fresate; lo spessore potrà variare da 3 a 6 cm. Le piastrelle semilucidate dovranno avere lati paralleli ed angoli retti. Le coste dovranno essere ortogonali al piano. Le larghezze di normale lavorazione sono da cm 20 a 50. Le lunghezze sono a correre in dimensione uguale o maggiore delle rispettive larghezze. Potranno essere richieste piastrelle quadrate, piastrelle con dimensioni maggiori o a misure fisse. Il peso di 1 mq sarà compreso fra i 90/115 Kg. D) PIASTRELLE LUCIDATE CON COSTE FRESATE La superficie dovrà essere ottenuta a taglio di sega con successiva lucidatura. Le coste saranno fresate; lo spessore sarà di 2 cm (spessori maggiori su richiesta). Le piastrelle lucidate dovranno avere lati paralleli ed angoli retti. Le coste dovranno essere ortogonali al piano. Le larghezze di normale lavorazione sono da cm 20 a 50. Le lunghezze sono a correre o in misura fissa. Il peso sarà di circa 50 kg a mq. E) PIASTRELLE FIAMMATE CON COSTE FRESATE La superficie dovrà essere ottenuta a taglio di sega con successiva fiammatura. Le coste saranno fresate; lo spessore sarà di 2 cm (spessori maggiori su richiesta). Le piastrelle fiammate dovranno avere lati paralleli ed angoli retti. Le coste dovranno essere ortogonali al piano. Le larghezze di normale lavorazione sono da cm 20 a 50. Le lunghezze sono a correre o in misura fissa. Il peso sarà di circa 50 kg a mq Lastre irregolari (Opus incertum) Per tutti i tipi e le lavorazioni la roccia dovrà essere sostanzialmente uniforme e compatta e non dovrà contenere parti alterate. Sono da escludere le rocce che presentino piani di suddivisibilità capaci di determinare la rottura degli elementi dopo la posa in opera. Il piano superiore delle lastre dovrà essere naturale di cava ed avrà contorni irregolari. Le lastre vengono distinte in: a) tipo normale: la diagonale minima media dovrà essere di cm 20. Lo spessore delle lastre potrà variare da 2 a 5 cm. Il peso di 1 mq sarà di circa 85 kg; b) tipo sottile: la diagonale minima media dovrà essere di cm 20. Lo spessore potrà variare da 1 a 3 cm. Il peso di 1 mq sarà di circa 60 kg; c) tipo gigante: per pavimentazioni normali oppure per posa in terra a giunti larghi. La diagonale minima media dovrà essere di cm 40. Lo spessore potrà variare da 3 a 7 cm. Il peso di 1 mq sarà di circa 100 kg; d) tipo gigante sottile: la diagonale minima media dovrà essere di cm 40. Lo spessore potrà variare da 2 a 4 cm. Il peso di 1 mq sarà di circa 70/80 kg. Sarà tollerata la percentuale di scarto, dovuta alle operazioni di carico, scarico e avvicinamento a piè d opera CSA OE pag. 39 di 76

41 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Le lastre normali potranno essere fornite sfuse, tutte le altre su palette. In ogni caso la tolleranza di scarto per tutti i difetti descritti non potrà superare il 7% in peso (circa 100 kg su un bancale di kg) Binderi Per contenimento e delimitazione delle pavimentazioni. La faccia superiore dovrà essere a piano naturale di cava. Le coste a spacco dovranno essere ortogonali al piano o a sottosquadra. Le dimensioni sono: a) larghezza cm 10 - lunghezza cm 15/40 - spessore cm 5/8 - peso kg 18 circa per ml b) larghezza cm 10 - lunghezza cm 15/40 - spessore cm 8/11 - peso kg 22 circa per ml c) larghezza cm 12 - lunghezza cm 15/40 - spessore cm 10/15 - peso kg 35 circa per ml. Binderi giganti: per formazione di marciapiedi e aiuole o delimitazioni. Le coste a spacco dovranno essere ortogonali al piano o a sottosquadra. Le dimensioni sono: a) larghezza cm 12 - lunghezza cm 20/40 - spessore cm 15/20 - peso kg 60 circa per ml b) larghezza cm 14 - lunghezza cm 20/40 - spessore cm 15/20 - peso kg 70 circa per ml Cordoni Per formazioni di marciapiedi e aiuole o delimitazioni. a) CORDONI A SPACCO: dovranno avere le due facce, quella interna nascosta, e quella esterna in vista, a piano naturale di cava ed il lato superiore (piano) a spacco di cava. L altezza degli elementi potrà variare da 20 a 25 cm, la lunghezza dovrà avere un minimo di 40 cm. Le larghezze di normale lavorazione potranno variare come qui di seguito indicato: cm 5 x 20/25 peso per ml kg 25 cm 6 x 20/25 peso per ml kg 35 cm 7 x 20/25 peso per ml kg 40 cm 8 x 20/25 peso per ml kg 45 cm 10 x 20/25 peso per ml kg 65 cm 12 x 20/25 peso per ml kg 85 cm 15 x 20/25 peso per ml kg 110 b) CORDONI SEGATI E LAVORATI: dovranno avere le due facce, quella interna nascosta, e quella esterna in vista, a piano naturale di cava ed il lato superiore (piano) fresato. Il lato superiore, inoltre, potrà essere scalpellato, bocciardato o fiammato. L altezza degli elementi potrà variare da 20 a 25 cm, la lunghezza dovrà avere un minimo di 40 cm. Le teste, ortogonali al piano o a sottosquadra, potranno essere a spacco o segate. Le larghezze di normale lavorazione potranno variare come qui di seguito indicato: cm 5 x 20/25 peso per ml kg 25 cm 6 x 20/25 peso per ml kg 35 cm 7 x 20/25 peso per ml kg 40 cm 8 x 20/25 peso per ml kg 45 cm 10 x 20/25 peso per ml kg 65 cm 12 x 20/25 peso per ml kg 85 cm 15 x 20/25 peso per ml kg 110 c) CORDONI A PIANO DI CAVA: dovranno avere il piano superiore naturale di cava, la faccia esterna in vista segata per almeno 15 cm di altezza; la faccia interna segata o spaccata per almeno 5/6 cm. Dimensioni e peso come i cordoni già descritti Cordonetti per aiuole Dovranno avere le due facce, quella interna nascosta, e quella esterna in vista, a piano naturale di cava ed il lato superiore (piano) a spacco di cava Soglie carraie - plinti - bocche di lupo Le soglie carraie dovranno essere a piano naturale di cava in larghezza da cm 42 o 52, lunghezze a correre ; lo spessore potrà essere da 6 a 10 cm, la costa a spacco o fresata. I plinti saranno quadrati, in cm 40 x 40 oppure 50 x 50, lavorati esclusivamente alla bocciarda o fiammati. Le bocche di lupo saranno ricavate dai cordoni, con lavorazioni alla punta o alla bocciarda e secondo le misure richieste Smolleri Per pavimentazioni in forte pendenza e per rivestimenti. Gli smolleri dovranno avere le due facce laterali a piano naturale di cava, la costa superiore in vista e le due testate ricavate a spacco. Le testate saranno sempre in sottosquadra. Lo spessore potrà variare da 3 a 10 cm, la profondità da 8 a 13 cm, la lunghezza sarà a correre. Il peso sarà di kg 180/220 per mq Gradini Per tutti i tipi e le lavorazioni la roccia dovrà essere sostanzialmente uniforme e compatta e non dovrà contenere parti alterate. Sono da escludere le rocce che presentino piani di suddivisibilità capaci di determinare la rottura degli elementi dopo la posa in opera. Dovranno essere lastre a piano naturale di cava, prive di dossi o rientranze, con coste ricavate A SPACCO CSA OE pag. 40 di 76

42 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin La superficie (il piano superiore in vista) potrà essere SEGATA e fiammata, le coste segate e lavorate (scalpellate o fiammate). Lo spessore potrà variare da cm o più, lunghezze e larghezze a richiesta Gradini massicci Dovranno essere a piano superiore naturale di cava; la costa vista spessorata da cm 6 a cm 20. Le testate e la costa interna dovranno essere A SPACCO o SEGATE. La lunghezza e la larghezza a richiesta. Le coste viste potranno essere a spacco o lavorate alla punta grossa o fine, bocciardate o fiammate Alzate - battiscopa - zoccolino Dovranno essere elementi a piano naturale di cava, privi di dossi o rientranze, con coste ricavate A SPACCO. Spessore cm 1 1/2-3, lunghezze il doppio almeno dell altezza e altezze a richiesta. Le coste potranno essere SEGATE e anche LAVORATE (fiammate o lucidate) in spessori da cm 1 1/2 o 2. Lunghezze fisse o a correre il doppio almeno dell altezza e altezze a richiesta Copertine Dovranno essere lastre a piano naturale di cava, con le coste in vista e le testate A SPACCO, spessorate a cm o più a richiesta. Lunghezze e larghezze a richiesta. Lo coste e le testate potranno essere anche SEGATE, negli spessori lunghezze e larghezze a richiesta e LAVORATE (fiammate o lucidate) Davanzali Superfici, coste e testate potranno essere A SPACCO o LAVORATE come per le copertine di cui sopra. Lunghezze, larghezze e spessori a richiesta Sassi da muro grezzi Per la costruzione di muri di sostegno e/o contenimento. Dovranno avere piano naturale di cava con le coste grezze. Lo spessore potrà variare da 10 a 20 cm oppure da 20 a 30 cm Tranciato Dovrà essere tranciato, di spessore da 7 a 14 cm o da 15 a 20 cm. La costa in vista dovrà essere a spacco e le due testate tranciate ortogonalmente alla stessa, o in sottosquadra. La profondità massima sarà di cm 14. Il peso sarà di circa 250 kg e rispettivamente di 300 kg per mq misurato in opera. Spessori o rientranze diverse potranno essere richieste per impieghi particolari Masselli Il piano superiore dovrà essere naturale di cava; le coste a spacco oppure lavorate alla punta grossa; larghezze e lunghezze libere o su misura; spessori da 12 a 18 cm e da 18 a 30 cm. Potranno essere richieste eventuali lavorazioni particolari, con fori di ancoraggio, profondità fisse, coste alla punta fine Briglie per fiumi Il piano superiore dovrà essere naturale di cava; le coste a spacco, oppure lavorate alla punta grossa, larghezze e lunghezze libere o su misura; gli spessori potranno essere da 20 a 25 cm, da 30 a 35 cm e da 35 a 40 cm. Potranno essere richieste eventuali lavorazioni particolari con fori di ancoraggio, profondità fisse, coste alla punta fine Pietrischi e sabbie Dalla frantumazione del porfido si ottengono sabbie e pietrischi che vengono impiegati per particolari calcestruzzi e malte, dove sia richiesta eccezionale durezza, scabrosità e resistenza. La sabbia dovrà essere assolutamente scevra da materie terrose ed organiche, e ben lavata. Dovrà avere elementi di grossezza compresi tra 0 e 4 mm. La sabbia per il letto di posa dei cubetti sarà pulita, granulosa, preferibilmente di pezzatura 2/4 o addirittura 3/7 (denominata split o risetta). I pietrischi, nelle varie pezzature, dovranno corrispondere ai seguenti tipi di granulometria: - granello da mm 5 a mm 8 - granello da mm 8 a mm 15 - granello da mm 15 a mm 30. A richiesta potranno essere impiegate pezzature differenti. Sabbie e pietrischi dichiarati di porfido dovranno provenire esclusivamente dalle cave di porfido del Trentino; non dovranno presentare perdite di peso per decantazione in acqua superiori al 2%. Art.2.ED.12 - Prodotti per opere a verde Generalità Tutto il materiale edile ed impiantistico (pietre, mattoni, legname da costruzione, irrigatori, apparecchi di illuminazione, ecc.), il materiale ausiliario (terra vegetale, concimi, torba, ecc.) e il materiale vivaistico (alberi, arbusti, tappezzanti, ecc.) occorrente per la realizzazione della sistemazione ambientale, deve essere della migliore qualità e rispondere ai requisiti richiesti ad insindacabile giudizio di idoneità della Direzione dei CSA OE pag. 41 di 76

43 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Lavori. L'impresa dovrà sostituire a sua cura e spese, con altre rispondenti ai requisiti voluti, le eventuali partite non ritenute idonee. L'approvazione dei materiali spediti sul posto non deve essere tuttavia considerata come accettazione definitiva: la Direzione dei Lavori si riserva infatti la facoltà di rifiutare, in qualsiasi momento, quei materiali e quelle provviste che si siano, per qualsiasi causa, alterati dopo l'introduzione sul cantiere, nonché il diritto di farli analizzare per accertare la loro rispondenza con i requisiti specificati nel presente Capitolato. In ogni caso l'impresa, pur avendo ottenuto l'approvazione dei materiali dalla Direzione dei Lavori, resta totalmente responsabile della buona riuscita delle opere. L'impresa fornirà tutto il materiale (edile, impiantistico, ausiliario e vivaistico) indicato negli elenchi e riportato nei disegni allegati, nelle quantità necessarie alla realizzazione della sistemazione. Non è consentita la sostituzione di piante che l'impresa non riuscisse a reperire; ove tuttavia venga dimostrato che una o più specie non siano reperibili, l'impresa potrà proporre la sostituzione con piante simili. L'impresa deve sottoporre per iscritto tali proposte alla Direzione dei Lavori con un congruo anticipo sull'inizio dei lavori ed almeno un mese prima della piantagione cui si riferiscono. La Direzione dei Lavori, dopo averle valutate attentamente, si riserva la facoltà di accettare le sostituzioni indicate o di proporne di alternative. I materiali da impiegare nei lavori devono avere le seguenti caratteristiche: materiale edile ed impiantistico: si rimanda ai Capitolati dello Stato, del Genio Civile e alle normative specifiche; facendo però in questa sede alcune precisazioni circa gli impianti di illuminazione esterna, di drenaggio e di irrigazione e alcune opere in muratura che sono più strettamente collegati con le piantagioni; materiale ausiliario: v. successivo art.; materiale vivaistico: v. successivo art Materiale ausiliario Per "materiale ausiliario" si intende tutto il materiale usato negli specifici lavori di agricoltura, vivaismo e giardinaggio (terra, concimi, fitofarmaci, tutori, ecc.), necessario alla messa a dimora, all'allevamento, alla cura e alla manutenzione delle piante occorrenti per la sistemazione a Terra vegetale e terricci speciali La terra da apportare per la sistemazione, per poter essere definita "vegetale", deve essere (salvo altre specifiche richieste) chimicamente neutra (cioè presentare un indice ph prossimo al valore 7), deve contenere nella giusta proporzione e sotto forma di sali solubili tutti gli elementi minerali indispensabili alla vita delle piante nonché una sufficiente quantità di microrganismi e di sostanza organica (humus), deve essere esente da sali nocivi e da sostanze inquinanti, e deve rientrare per composizione granulometrica media nella categoria della "terra fine" in quanto miscuglio ben bilanciato e sciolto di argilla, limo e sabbia (terreno di "medio impasto"). Viene generalmente considerato come terreno vegetale adatto per lavori di paesaggismo lo strato superficiale ( 30 cm) di ogni normale terreno di campagna. Non è ammessa nella terra vegetale la presenza di pietre (di cui saranno tuttavia tollerate minime quantità purché con diametro inferiore a 45 cm), di tronchi, di radici o di qualunque altro materiale dannoso per la crescita delle piante. Per terricci "speciali" si intende invece indicare terreni naturali o elaborati artificialmente (normalmente di bosco, "di foglie", "di erica", "di castagno", ecc.) che vengono utilizzati soltanto per casi particolari (rinvasature, riempimento di fioriere, ecc.) ed eventualmente per ottenere un ambiente di crescita più adatto alle diverse specie che si vogliono mettere a dimora. L'impresa dovrà procurarsi la terra vegetale e i terricci speciali soltanto presso ditte specializzate oppure da aree o luoghi di estrazione e raccolta precedentemente approvati dalla Direzione dei Lavori. L'apporto di terra vegetale e dei terricci speciali non rientra negli oneri specifici della piantagione ma verrà pagato a parte sulla base di una misurazione a metro cubo: il prezzo relativo deve essere comprensivo della fornitura, del trasporto e dello spandimento b Concimi minerali ed organici Allo scopo di ottenere il miglior rendimento, l'impresa userà per la piantagione contemporaneamente concimi minerali ed organici. I fertilizzanti minerali da impiegare devono essere di marca nota sul mercato, avere titolo dichiarato ed essere forniti nell'involucro originale della fabbrica. La Direzione dei Lavori si riserva il diritto di indicare con maggior precisione, scegliendoli di volta in volta in base alle analisi di laboratorio sul terreno e sui concimi e alle condizioni delle piante durante la messa a dimora e il periodo di manutenzione, quale tipo di concime minerale (semplice, composto, complesso o completo) deve essere usato. I fertilizzanti organici (letame maturo, residui organici di varia natura, ecc.) devono essere raccolti o procurati dall'impresa soltanto presso luoghi o fornitori precedentemente autorizzati dalla Direzione dei Lavori. Poiché generalmente si incontrano difficoltà nel reperire stallatico, possono essere convenientemente usati altri concimi organici industriali, purché vengano forniti in sacchi sigillati riportanti le loro precise caratteristiche c Torba CSA OE pag. 42 di 76

44 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Salvo altre specifiche richieste, per le esigenze della sistemazione l'impresa dovrà fornire torba della migliore qualità del tipo "biondo" (colore marrone chiaro giallastro), acida, poco decomposta, formata in prevalenza di Sphagnum o di Eriophorum, e confezionata in balle compresse e sigillate di 0.16 m 3 circa d Fitofarmaci I fitofarmaci da usare (anticrittogamici, insetticidi, diserbanti, antitraspiranti, mastice per dendrochirurgia, ecc.) devono essere scelti adeguatamente rispetto alle esigenze e alle fisiopatie (attacchi di organismi animali o vegetali, di batteri, di virus, ecc) che le piante presentano, ed essere forniti nei contenitori originali e sigillati dalla fabbrica, con l'indicazione delle specifiche caratteristiche e classe di tossicità e Pali di sostegno, ancoraggi e legature Per fissare al suolo gli alberi e gli arbusti di rilevanti dimensioni, l'impresa dovrà fornire pali di sostegno (tutori) adeguati per diametro ed altezza alle dimensioni delle piante che devono essere trattate. I tutori dovranno preferibilmente essere di legno di castagno, diritti, scortecciati e, se destinati ad essere confitti nel terreno, appuntiti dalla parte della estremità di maggiore spessore. La parte appuntita dovrà essere resa imputrescibile per un'altezza di 100 cm circa mediante bruciatura superficiale o impregnamento con appositi prodotti preventivamente approvati dalla Direzione dei Lavori. In alternativa, su autorizzazione della Direzione dei Lavori, si potrà fare uso anche dei pali di legno industrialmente preimpregnati di sostanze imputrescibili attualmente reperibili in commercio. Analoghe caratteristiche di imputrescibilità dovranno avere anche i picchetti di legno per l'eventuale bloccaggio a terra dei tutori. Qualora si dovessero presentare problemi di natura particolare (mancanza di spazio, esigenze estetiche, ecc.) i pali di sostegno, su autorizzazione della Direzione dei Lavori, potranno essere sostituiti con ancoraggi in corda di acciaio muniti di tendifilo. Le legature per rendere solidali le piante ai pali di sostegno e agli ancoraggi, al fine di non provocare strozzature al tronco, dovranno essere realizzate per mezzo di collari speciali o di adatto materiale elastico (cinture di gomma, nastri di plastica, ecc.) oppure, in subordine, con corda di canapa (mai filo di ferro). Per evitare danni alla corteccia, e indispensabile interporre, fra tutore e tronco, un cuscinetto antifrizione di adatto materiale f Acqua L'acqua da utilizzare per l'innaffiamento e la manutenzione deve essere assolutamente esente da sostanze inquinanti e da sali nocivi. L'impresa, anche se le è consentito di approvvigionarsi da fonti del Committente, rimane responsabile della qualità dell'acqua utilizzata e deve pertanto provvedere a farne dei controlli periodici Materiale vivaistico Per materiale vivaistico si intende tutto il complesso delle piante (alberi, arbusti, tappezzanti, sementi, ecc.) occorrenti per l'esecuzione del lavoro. Il materiale vivaistico può provenire da qualsiasi vivaio, sia di proprietà dell'impresa sia di altre aziende, purché l'impresa ne dichiari la provenienza e questa venga accettata dalla Direzione dei Lavori. La Direzione dei Lavori si riserva comunque la facoltà di effettuare visite ai vivai di provenienza delle piante allo scopo di scegliere quelle di migliore aspetto e portamento; si riserva quindi anche la facoltà di scartare quelle con portamento stentato, irregolare o difettoso, con massa fogliare insufficiente o che, a qualsiasi titolo, non ritenga adatte alla sistemazione da realizzare. Sotto la sua piena responsabilità, l'impresa dovrà pertanto fornire piante coltivate esclusivamente per scopo decorativo oppure, se non provenienti da un vivaio, di particolare valore estetico, esenti da malattie, parassiti e deformazioni, e corrispondenti per genere, specie, cultivar e caratteristiche dimensionali a quanto specificato nell'elenco annesso al presente Capitolato e negli elaborati di progetto. Tutte le piante da fornire devono essere etichettate per gruppi omogenei per mezzo di cartellini di materiale resistente alle intemperie (meglio se di sostanza plastica) sui quali sia stato riportato, in modo leggibile e indelebile, il nome botanico (genere, specie, cultivar o varietà) del gruppo a cui si riferiscono. Le caratteristiche specifiche con le quali le piante devono essere fornite e quelle inerenti alla proiezione, densità e forma della chioma, alla presenza e al numero di ramificazioni e al sistema di preparazione delle radici, sono precisate nelle specifiche tecniche allegate al presente Capitolato e nelle successive voci particolari. La parte aerea delle piante deve avere portamento e forma regolari, presentare uno sviluppo robusto, non filato o che dimostri una crescita troppo rapida o stentata (per eccessiva densita di coltura in vivaio, per terreno troppo irrigato, per sovrabbondante concimazione, ecc.). Per quanto riguarda il trasporto del materiale vivaistico, l'impresa deve prendere tutte le precauzioni necessarie affinché le piante arrivino sul luogo della sistemazione nelle migliori condizioni possibili, effettuandone il trasferimento con autocarri o vagoni coperti da teloni e dislocandole in modo tale che rami e corteccia non subiscano danni e le zolle non abbiano a frantumarsi a causa dei sobbalzi o per il peso delle essenze soprastanti. Il tempo intercorrente tra il prelievo in vivaio e la messa a dimora definitiva (o la sistemazione in vivaio provvisorio) deve essere il più breve possibile CSA OE pag. 43 di 76

45 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin L'impresa è tenuta a dare alla Direzione dei Lavori, con almeno 48 ore di anticipo, comunicazione scritta della data in cui le piante verranno consegnate sul cantiere. Una volta giunte a destinazione, tutte le piante devono essere trattate in modo che sia evitato loro ogni danno non strettamente necessario. In particolare l'impresa curerà che le zolle delle piante che non possono essere immediatamente messe a dimora siano tempestivamente coperte con adatto materiale mantenuto sempre umido per impedire che il vento e il sole possano essiccarle. A tutte le piante dovrà comunque essere assicurata la miglior cura da parte di personale specializzato, bagnandole quanto necessario, fino al momento della piantagione a Alberi ad alto fusto Gli alberi ad alto fusto devono avere il tronco nudo, diritto, senza ramificazioni per l'altezza di impalcatura richiesta e privo di deformazioni, ferite, grosse cicatrici o segni conseguenti ad urti, grandine, scortecciamenti, legature ed ustioni da sole, devono essere esenti da attacchi (in corso o passati) di insetti, di malattie crittogamiche o da virus; devono presentare una chioma ben ramificata, equilibrata ed uniforme; devono infine essere delle dimensioni precisate nelle specifiche allegate al presente Capitolato. Si precisa in proposito che per "altezza di impalcatura" si intende la distanza intercorrente fra il colletto e il punto di emergenza del ramo maestro più basso, e che il diametro del fusto richiesto (o indicato in progetto) deve essere misurato ad un metro dal colletto; il diametro della chioma invece deve essere rilevato in corrispondenza della prima impalcatura per le conifere, a due terzi dell'altezza per tutti gli altri alberi e alla massima ampiezza per piante in forma cespugliata. Tutti gli alberi ad alto fusto devono essere forniti in contenitore o in zolla: a seconda delle esigenze tecniche o della richiesta, possono essere eventualmente consegnati a radice nuda soltanto quelli a foglia decidua. I contenitori (vasi, mastelli di legno o di plastica, reti, ecc.) devono essere proporzionati alle dimensioni delle piante che contengono. Le zolle devono essere ben imballate con un apposito involucro (juta, paglia, teli di plastica, ecc.) rinforzato, se le piante superano i 3 4 metri di altezza, con rete metallica, oppure realizzato con il sistema Plant-plast (pellicola plastica porosa) o altro metodo equivalente. Qualora le piante vengano fornite in contenitore, le radici devono risultare, senza fuoriuscirne, pienamente compenetrate in questo. L'apparato radicale deve comunque presentarsi sempre ben accestito, ricco di piccole ramificazioni e di radici capillari fresche e sane. Le piante devono aver subito i necessari trapianti in vivaio (l'ultimo da non più di due anni) secondo il seguente prospetto: - specie a foglia caduca fino alla circonferenza di cm 12 15: almeno 1 trapianto fino alla circonferenza di cm 20 25: almeno 2 trapianti fino alla circonferenza di cm 30 35: almeno 3 trapianti - specie sempreverdi fino all'altezza di m : almeno 1 trapianto fino all'altezza di m : almeno 2 trapianti fino all'altezza di m 5 almeno 3 trapianti e la circonferenza dovrà avere sufficiente sviluppo b Piante esemplari Con il termine "piante esemplari" si intende far riferimento ad alberi ed arbusti di grandi dimensioni che somigliano, per forma e portamento, agli individui delle stesse specie cresciuti liberamente, e quindi con particolare valore ornamentale. Queste piante devono essere state opportunamente preparate per la messa a dimora: devono cioè essere state zollate secondo le necessità e l'ultimo trapianto o zollatura deve essere avvenuto da non più di due anni e la zolla deve essere stata imballata a perfetta regola d'arte (juta con rete metallica, doghe, cassa, plantplast, ecc.). Le piante esemplari sono evidenziate a parte anche in Elenco prezzi distinguendole dalle altre della stessa specie e varietà c Arbusti Gli arbusti sono piante legnose ramificate a partire dal terreno. Quali che siano le loro caratteristiche specifiche (a foglia caduca o sempreverdi), anche se riprodotte per via agamica, non devono avere un portamento "filato", devono possedere un minimo di tre ramificazioni e presentarsi dell'altezza prescritta nei documenti di appalto (e comunque proporzionata al diametro della chioma e a quello del fusto). Il loro apparato radicale deve essere ricco di piccole ramificazioni e di radici capillari; possono eventualmente essere fornite a radice nuda soltanto le specie a foglia caduca (salvo diversa richiesta), mentre quelle sempreverdi devono essere consegnate in contenitore o in zolla d Piante tappezzanti Le piante tappezzanti devono presentare le caratteristiche proprie della specie alla quale appartengono, avere un aspetto robusto e non filato, essere esenti da malattie e parassiti, ed essere sempre fornite in contenitore (salvo diversa specifica richiesta) con le radici pienamente compenetrate, senza fuoriuscire dal contenitore stesso, nel terriccio di coltura e Piante rampicanti, sarmentose e ricadenti CSA OE pag. 44 di 76

46 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Le piante appartenenti a queste categorie devono avere almeno due forti getti, essere dell'altezza richiesta ed essere sempre fornite in zolla o in contenitore f Erbacee perenni ed annuali; piante bulbose, tuberose e rizomatose Le piante erbacee cosiddette perenni devono essere sempre fornite in contenitore, presentare uno sviluppo adeguato al contenitore di fornitura ed avere forma e portamento tipico non solo del genere e della specie, ma anche della varietà a cui appartengono. Le misure riportate nelle specifiche tecniche si riferiscono all'altezza delle piante, non comprensiva del contenitore, e/o al diametro dello stesso. Le piante erbacee "annuali" possono invece essere fornite in vasetto, in contenitore alveolare (plateau) oppure anche a radice nuda. Le piante che sono consegnate sotto forma di bulbi o di tuberi devono essere sempre della dimensione richiesta (diametro o circonferenza), mentre quelle sotto forma di rizoma devono presentare almeno tre gemme. I bulbi, i tuberi e i rizomi devono essere sani, turgidi, ben conservati ed in stasi vegetativa g Piante acquatiche e palustri Le piante acquatiche e palustri devono essere fornite imballate in confezioni apposite adeguate alle esigenze specifiche delle singole piante, che ne consentano il trasporto e ne garantiscano la conservazione fino al momento della messa a dimora h Giovani piante Per giovani piante si intende far riferimento ad essenze arboree ed arbustive di 1, 2 o 3 anni. Queste piante devono possedere il portamento tipico della specie (non filato o che dimostri una crescita troppo rapida o stentata), devono essere esenti da malattie e prive di deformazioni; se sempreverdi devono essere fornite in contenitore, se spoglianti possono essere consegnate a radice nuda (salvo diversa richiesta) i Sementi L'impresa dovrà fornire sementi di ottima qualità e rispondenti esattamente a genere e specie richiesta, sempre nelle confezioni originali sigillate munite di certificato di identità ed autenticità con l'indicazione del grado di purezza e di germinabilità e della data di scadenza stabiliti dalle leggi vigenti. Per evitare che possano alterarsi o deteriorarsi, le sementi devono essere immagazzinate in locali freschi, ben aerati e privi di umidità. L'eventuale mescolanza delle sementi di diverse specie (in particolare per i tappeti erbosi) secondo le percentuali richieste negli elaborati di progetto, qualora non fosse già disponibile in commercio, dovrà essere effettuata alla presenza della Direzione dei Lavori j Zolle erbose Nel caso che per le esigenze della sistemazione fosse richiesto il rapido inerbimento delle superfici a prato (pronto effetto) oppure si intendesse procedere alla costituzione del tappeto erboso per propagazione di essenze prative stolonifere, l'impresa dovrà fornire, su indicazioni e sotto controllo della Direzione dei Lavori, adeguate quantità di zolle erbose costituite con le assenze prative richieste nelle specifiche tecniche (cotica naturale, miscuglio di graminacee e leguminose, prato monospecie, ecc.). Prima di procedere alla fornitura, l'impresa è tenuta a sottoporre all'approvazione della Direzione dei Lavori campioni delle zolle erbose che intende fornire; analogamente, nel caso fosse richiesta la cotica naturale, l'impresa dovrà prelevare le zolle soltanto da luoghi approvati dalla Direzione dei Lavori. Le zolle erbose, a seconda delle esigenze, delle richieste e delle specie che costituiscono il prato, vengono di norma fornite in strisce con dimensioni medie di 50 cm di larghezza, 100 cm di lunghezza e 2 4 cm di spessore, oppure in zolle regolari rettangolari o quadrate. Al fine di non spezzarne la compattezza, le strisce di prato dovranno essere consegnate arrotolate, mentre le zolle dovranno essere fornite in contenitore. Tutte le zolle erbose, di qualunque tipo siano, al fine di evitare loro danni irreparabili dovuti alla fermentazione e alla mancata esposizione alla luce solare, non devono essere lasciate accatastate o arrotolate per più di 24 ore dalla consegna. Se per un motivo qualsiasi non è possibile metterle a dimora entro il termine stabilito, le zolle devono essere aperte, ricoverate in posizione ombreggiata e frequentemente innaffiate Campionature, analisi e prove per il materiale ausiliario Analisi e prove di materiali ausiliari (terra vegetale, concimi, acqua, antiparassitari, ecc.), se richieste, dovranno essere eseguite, a cura e spese dell'impresa, a norma degli standards internazionali correnti, da un laboratorio specializzato approvato o indicato dal Committente. L'impresa è tenuta a presentare i certificati delle analisi eseguite sul materiale vegetale prima della spedizione del materiale stesso; saranno accettati senza analisi i prodotti industriali standard (concimi minerali, torba, fitofarmaci, ecc.) imballati e sigillati nell'involucro originale del produttore a Campionature e analisi della terra vegetale Prima di effettuare qualsiasi impianto o semina, l'impresa, con un congruo anticipo sull'inizio dei lavori, è tenuta a verificare, sotto la sorveglianza della Direzione dei Lavori, se il terreno in sito sia adatto alla piantagione o se, al contrario, risultati necessario (e in che misura) apportare nuova terra vegetale, la cui qualità deve essere a sua volta sottoposta a verifica ed approvata dalla Direzione dei Lavori CSA OE pag. 45 di 76

47 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin I campioni per le analisi del terreno in sito dovranno essere prelevati in modo che siano rappresentativi di tutte le parti del suolo soggette alla sistemazione, curando che il prelievo avvenga tenendo conto non solo delle aree manifestamente omogenee (per giacitura, per esposizione, per colorazione, ecc.) ma anche delle specie vegetali che in quei luoghi dovranno essere piantate. A seconda della estensione dell'intervento, per ogni zona omogenea, dovrà essere prelevato più di un campione e questi dovranno essere mescolati insieme. Si precisa al riguardo che, qualora la sistemazione nella zona oggetto dell'esame preveda la piantagione di specie non superiori per dimensioni a quelle arbustive, i campioni devono essere prelevati alla profondità minima di cm, mentre se devono essere messe a dimora anche specie arboree è opportuno che vengano raccolti alla profondità di cm. Le analisi del terreno vegetale da apportare sul luogo della sistemazione dovranno essere effettuate, invece, su un miscuglio, rappresentativo della composizione media del terreno di prestito, di tutti i campioni prelevati da ogni parte del terreno stesso. I risultati delle analisi determineranno, in relazione al tipo di piantagione da effettuare: il grado di utilizzabilità del terreno in sito; il tipo di terra vegetale o il miscuglio di terreni da usare; il tipo e le percentuali di applicazione dei fertilizzanti per la concimazione e degli altri eventuali materiali necessari per la correzione e la modifica della granulometria del suolo b Analisi dei concimi L'impresa è tenuta a raccogliere campioni di concime (soprattutto organico non industriale) e a presentarli per l'approvazione alla Direzione dei Lavori, che deciderà se sottoporli o meno alle analisi di laboratorio. Gli esiti delle prove determineranno il tipo e la percentuale di concime da applicare; nel caso che non si sia ritenuto necessario effettuare le analisi, queste indicazioni saranno fornite direttamente dalla Direzione dei Lavori. I volumi minimi di applicazione del concime sono stabiliti invece fra le procedure di preparazione agraria del terreno e di messa a dimora delle piante c Analisi dell'acqua L'impresa e tenuta, se richiesta, a presentare, perché vengano approvati dalla Direzione dei Lavori, campioni di acqua da ogni fonte di approvvigionamento che intende usare. La qualità dell'acqua, anche se approvata, deve essere periodicamente controllata sotto la responsabilità dell'impresa CSA OE pag. 46 di 76

48 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin CAPO II - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO - Art.2.ED.13 - Demolizioni e rimozioni - Le demolizioni di murature, calcestruzzi, ecc., sia parziali che complete, devono essere eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni, in modo da non danneggiare le residue murature, da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi o disturbo. Rimane pertanto vietato di gettare dall'alto i materiali in genere, che invece devono essere trasportati o guidati in basso, e di sollevare polvere, per cui tanto le murature quanto i materiali di risulta dovranno essere opportunamente bagnati. Nelle demolizioni e rimozioni l'appaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie puntellature per sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i materiali risultanti, i quali devono ancora potersi impiegare nei limiti concordati con la direzione dei lavori, sotto pena di rivalsa di danni a favore della stazione appaltante. Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati, saranno pure a cura e spese dell'appaltatore, senza alcun compenso, ricostruite e rimesse in ripristino le parti indebitamente demolite. Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della direzione dei lavori, devono essere opportunamente puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei luoghi di deposito che verranno indicati dalla direzione stessa, usando cautele per non danneggiarli sia nella pulizia, sia nel trasporto, sia nei loro assestamento e per evitarne la dispersione. Detti materiali restano tutti di proprietà della stazione appaltante, la quale potrà ordinare all'appaltatore di impiegarli in tutto od in parte nei lavori appaltati, ai sensi del vigente Capitolato generale, con i prezzi indicati nell'elenco Prezzi. I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono sempre dall'appaltatore essere trasportati fuori del cantiere nei punti indicati od alle pubbliche discariche. Art.2.ED.14 - Opere da fabbro L'Appaltatore deve tenere presente nella formulazione della sua offerta che l'esecuzione delle opere da fabbro, sia nell'ambito di edifici, sia nelle aree esterne facenti parte dei complessi dovendo necessariamente essere subordinata ai programmi generali e particolari di esecuzione degli impianti, può risultare diversa sia per discontinuità di esecuzione della posa, sia per la concomitanza di esecuzione, nella stessa area o nello stesso edificio di lavori di competenza di altre ditte, da quella normalmente programmata e più conveniente per l'appaltatore. Di quanto sopra l'appaltatore non può richiedere maggiori compensi a qualsiasi titolo per gli oneri conseguenti a maggiori difficoltà di posa, a difficoltà di approntamento dei materiali a pie' d'opera, a discontinuità di effettuazione dei lavori, a particolari tipi di ponteggi e protezioni da adottarsi, ed altri, anche se non elencati nella presente descrizione La posa delle opere in ferro in genere deve essere eseguita con la massima precisione e secondo le migliori regole di arte. Devono essere rispettati quote, fili, allineamenti, piombi per il perfetto posizionamento di ogni elemento. Tutti gli elementi devono essere solidamente e sicuramente fissati. Il numero e le dimensioni delle zanche e degli altri elementi di fissaggio in genere devono essere tali da assicurare i requisiti di resistenza e solidità richiesti per ciascuna opera. Gli scassi per l'ammaraggio devono avere dimensioni adeguate, ma limitate al minimo necessario per ottenere un posizionamento agevole ed un ancoraggio sicuro, senza compromettere l integrità della struttura muraria. Gli scassi ed i fori per l'ammaraggio delle zanche e degli elementi di sostegno in genere devono essere accuratamente puliti e bagnati prima di procedere alla sigillatura. La sigillatura deve essere eseguita con l'impiego di malta di cemento, o calcestruzzo di appropriata granulometria, a seconda delle dimensioni di fori. Non è ammessa in alcun caso la sigillatura con gesso. Tutti i manufatti devono essere solidamente assicurati, nell'esatta posizione prevista, con idonei sostegni ed armature provvisionali, in modo da evitare qualsiasi movimento sino a che le relative sigillature non abbiano raggiunto la necessaria presa. Tutti i manufatti per i quali sia prevista la verniciatura in opera, devono, prima della posa, essere verniciati con una mano di antiruggine al cromato di zinco, previa preparazione completa delle superfici con eliminazione di ogni traccia di ruggine, grassi, calamità, ecc CSA OE pag. 47 di 76

49 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Sulle parti non più accessibili dopo la posa deve essere applicata preventivamente anche una seconda mano di antiruggine. Gli elementi zincati non a vista, che dovessero eventualmente subire, tagli, saldature od altri aggiustamenti che provochino la rimozione od il danneggiamento della zincatura, devono essere accuratamente ritoccati con antiruggine al cromato di zinco in corrispondenza dei punti danneggiati, previa pulitura, con rimozioni di ogni scoria o detrito, delle superfici interessate, onde evitare ogni ulteriore eventuale erosione. Per gli elementi a vista non sono ammessi ritocchi con vernice. I cancelli devono essere posti in opera in modo da ottenere il perfetto ed agevole funzionamento delle ante apribili e la corretta manovra di serratura ed altri congegni di blocco e di chiusura. Deve essere curato in particolare il perfetto combaciamento di serrature, scrocchi e catenacci con le corrispondenti sedi su montanti, controante, soglie, pavimentazioni. I controtelai devono essere posti in opera in maniera da non rinchiudere per la corretta posa dei serramenti successivi aggiustamenti, scassi, demolizioni e rotture di rivestimenti, pavimenti, intonaci, ecc. I serramenti in genere devono essere posti in opera a perfetta squadra, in modo da ottenere l'uniforme combaciamento delle battute, la perfetta manovra delle ante, l'agevole funzionamento di tutti i congegni di chiusura. Il fissaggio al controtelaio deve avvenire con viti non a vista. Le viti devono essere zincate o cadmiate. Nell'effettuazione delle operazioni di posa deve essere evitato ogni danneggiamento, anche minimo, al serramento ed agli accessori (serrature, ferramenta, ecc.). Per i serramenti da porsi in opera già verniciati devono essere adottate tutte le cautele necessarie per evitare ogni e qualsiasi danno allo strato di vernice. Uguali precauzioni devono essere adottate per i manufatti in lega leggera, comunque trattati. Coprifili e coprigiunti devono essere di tipo, dimensioni e sagomatura uniformi e devono essere fissati in posizione simmetrica in modo da delimitare contorni perfettamente regolari ed uguali fra di loro. Pur essendo prevista l'adozione dei coprifili e coprigiunti tutte le connessioni dei serramenti fra loto, con i controtelai e con le murature devono essere realizzate con la massima precisione, riducendo al minimo indispensabile giochi e fessure. Tutti i manufatti devono essere accuratamente ripuliti in modo da rimuovere ogni traccia di imbrattamento di qualsiasi natura. Art.2.ED.15 - Opere per marciapiede ed affini I materiali da impiegare nelle pavimentazioni dovranno essere delle migliori qualità, accettati preventivamente dalla Direzione Lavori e rispondere alle norme di accettazione di cui al Decreto n.2234 del 16/11/1939 delle norme UNI in vigore. Prima di procedere alla costruzione di qualsiasi genere di pavimentazione, l'impresa dovrà sempre preparare e spianare il sedime della pavimentazione, secondo le superfici e le livellette che saranno richieste. La superficie così preparata dovrà risultare regolare e parallela a quella della pavimentazione finita. Gli sterri o i rinterri, occorrenti per preparare o spianare il terreno saranno pagati a parte con i relativi articoli di tariffa, ad esclusione dell'art. relativo all'elenco prezzi che ne e' comprensivo. Sul suolo, preparato con le suddette avvertenze, si formerà quindi il letto di posa delle diverse pavimentazioni, adoperando i materiali prescritti ed adottando gli spessori indicati dai rispettivi articoli, per i vari casi La demolizione delle pavimentazioni e delle cordonate deve effettuarsi con le più attente precauzioni cosi' da non danneggiare le parti ove non è previsto l'intervento. Con l'articolo relativo alla demolizione delle pavimentazioni bitumate s'intendono compensate le demolizioni di marciapiedi di qualsiasi tipo e non solo quelli bitumati Per la pavimentazione in lastre di porfido a spacco naturale si precisa: la lavorazione s'intende eseguita ad "opus incerta"; la caldana sarà dosata a q.li 2,00/mc, la malta per la sigillatura a q.li 3,00/mc Per la pavimentazione in calcestruzzo si precisa: nel prezzo è compreso il vespaio di ghiaione costipato sino allo spessore di cm.20; l'eventuale maggior altezza verrà computata a parte. Il massetto in calcestruzzo dello spessore di cm.10 sarà dosato a q.li 2,00/mc di cemento "325". Lo spessore dello strato di malta di cemento rullato sarà di cm.3 dosata a q.li 5/mc di cemento "325". Il taglio per la formazione dei giunti dovrà interessare oltre la metà del massetto Per i materiali necessari alla realizzazione delle cunette in genere si fa riferimento a quanto previsto per i calcestruzzi, e per l'esecuzione come previsto dalle singole voci. La superficie dovrà risultare compatta senza pori, frattazzata fina ed esente da sbavature e dovranno essere rispettate le pendenze longitudinali ordinate, ed osservate tutte le disposizioni della Direzione Lavori CSA OE pag. 48 di 76

50 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Sono compresi gli oneri per il raccordo con la pavimentazione bitumata e con gli eventuali scarichi in modo che l'acqua non trovi ostacolo o segua altra via di deflusso. Per l'articolo relativo alla cunetta alla francese si precisa: dal prezzo è escluso l'eventuale strato di sottofondo in ghiaione, sarà compensato a parte se ordinato dalla Direzione Lavori. La larghezza della cunetta sarà di cm.40, con spessore di cm.15, ed il bordo esterno, rivolto verso l'alto per circa cm.5, deve interessare 1/3 della larghezza I profili o cordonate in pietre naturali od artificiali, dovranno in generale corrispondere alle forme e dimensioni di progetto ed essere lavorate a seconda delle prescrizioni generali del presente Capitolato o di quelle particolari impartite dalla Direzione Lavori all'atto dell'esecuzione. Tutti i materiali dovranno avere le caratteristiche di aspetto esterno, grana, coloritura e venatura essenziali della specie prescelta. Prima di cominciare i lavori, l'appaltatore dovrà preparare a sue spese i campioni dei materiali e delle loro lavorazioni e sottoporli all'approvazione della Direzione Lavori, alla quale spetterà in maniera esclusiva di giudicare se essi corrispondano alle prescrizioni. Detti campioni, debitamente contrassegnati, resteranno depositati negli uffici della Direzione Lavori quale termine di confronto e di riferimento. La Direzione Lavori ha facoltà di prescrivere entro i limiti normali consentiti, le misure dei vari elementi di ogni opera, come pure di precisare la posizione dei giunti, la suddivisione dei pezzi, l'andamento della venatura, ecc. secondo i particolari disegni costruttivi che essa dovrà fornire all'appaltatore all'atto dell'esecuzione, e quest'ultimo avrà l'obbligo di uniformarsi a tali norme. Per tutte le opere è infine fatto l'obbligo dell'appaltatore di rilevare e controllare a propria cura e spese, la rispondenza delle varie opere ordinate dalla Direzione Lavori con le strutture rustiche esistenti, segnalando tempestivamente a quest'ultima ogni divergenza od ostacolo restando in caso contrario esso appaltatore unico responsabile della perfetta rispondenza dei pezzi all'atto della posa in opera. L'appaltatore avrà pure l'obbligo di apportare alle opere stesse, in corso di lavoro, tutte quelle modifiche che potessero essere richieste dalla Direzione Lavori. In tutte le lavorazioni, esclusa quella a grana grossa, le facce esterne di ciascun concio della pietra da taglio dovranno avere gli spigoli vivi e bene cesellati, per modo che le connessure fra concio e concio non eccedano la larghezza di mm.5. Qualunque sia il genere di lavorazione delle facce viste, i letti di posa e le facce di combaciamento dovranno essere riprodotti a perfetto piano e lavorate a grana fina. Non saranno tollerate smussature agli angoli, né cavità nelle facce, né rattoppi. La piastra da taglio che presentasse tali difetti verrà rifiutata e l'appaltatore sarà in obbligo di farne immediata sostituzione, sia che le scheggiature od ammacchi si verificassero al momento della posa in opera, come dopo e sino al collaudo. La pietra artificiale sarà costituita da conglomerato cementizio, dosato con q.li 3,00 di cemento tipo "425" per ogni metro cubo di sabbia silicea e ghiaietto scelto sottile. Il conglomerato così formato sarà gettato entro apposite casseformi, costipato poi mediante battitura a mano o pressione meccanica. Art.2.ED.16 - Porfidi, a spacco - segati - lucidati semilucidati - fiammati Norme generali La posa in opera di pavimenti dovrà essere perfetta in modo da ottenere piani esatti che consentano il deflusso delle acque meteoriche nelle apposite caditoie o verso gli spazi liberi. Saranno cioè rispettate le pendenze longitudinali e trasversali, ove occorra, per un minimo dell 1 1/2%. Per ogni tipo di pavimentazione sarà indispensabile un buon sottofondo, determinante per la resistenza e durata della stessa. Anche per il porfido miglior sottofondo sarà sempre considerato quello di calcestruzzo che, anche se magro, ripartisce i carichi di sollecitazione. Il sottofondo di macadam dovrà essere convenientemente rullato nelle richieste granulometrie e fino a completa chiusura della superficie. I pavimenti dovranno essere consegnati finiti a perfetta regola d arte e secondo gli eventuali campioni sottoposti alla Direzione Lavori Criteri di impiego delle pavimentazioni in cubetti di porfido Nell esecuzione di pavimentazioni in porfido il committente si riserverà la facoltà di impiegare uno dei 6 tipi di cubetti di normale produzione, descritti all art. 20 del presente Capitolato Speciale. La scelta del tipo sarà effettuata considerando: a) intensità e natura del traffico; b) destinazione e collocazione ambientale; c) motivazioni architettoniche. In linea generale le dimensioni dei cubetti da impiegare in un pavimento sono direttamente proporzionali all intensità del traffico CSA OE pag. 49 di 76

51 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Posa in opera di cubetti di porfido La pavimentazione di cubetti di porfido dovrà poggiare su un sottofondo predisposto alle giuste quote e con le necessarie pendenze per lo smaltimento delle acque meteoriche. La quota del sottofondo dovrà essere sagomata uniformemente a meno di: cm 9/10 per il cubetto tipo 4/6 cm 12/14 per il cubetto tipo 6/8 cm 15/16 per il cubetto tipo 8/10 cm 18/20 per il cubetto tipo 10/12 cm 20/22 per il cubetto tipo 12/14 cm 23/25 per il cubetto tipo 14/18 rispetto alla pavimentazione finita. Dapprima si dovrà stendere sul precostituito sottofondo uno strato di sabbia di circa 6 cm, eventualmente premiscelata a secco con cemento (kg 10 circa per mq). I cubetti di porfido potranno essere posati ad arco contrastante, a ventaglio, a cerchio, a coda di pavone, o a filari diritti. I cubetti dovranno essere posti in opera perfettamente accostati gli uni agli altri in modo che i giunti risultino della larghezza massima da 1 a 2 cm a seconda del tipo. Verrà, quindi disposto uno strato di sabbia e cemento sufficiente a colmare le fughe dopo di che si provvederà alla bagnatura ed alla contemporanea battitura con adeguato vibratore meccanico. Nella fase finale di posa si procederà alla eventuale sostituzione di quei cubetti che si saranno rotti o deteriorati. Gli archi dovranno essere regolari e senza deformazioni. Le pendenze longitudinali o trasversali per lo smaltimento delle acque meteoriche dovranno essere al minimo dell 1 1/2% Sigillatura delle pavimentazioni in cubetti Indispensabile completamento di una pavimentazione in cubetti di porfido è la sigillatura dei giunti, che si potrà eseguire: a) con semplice sabbia: allo scopo di colmare i vani rimasti in corrispondenza dei giunti, tutta la superficie verrà ricoperta da uno strato di sabbia vagliata, che si dovrà far scorrere e penetrare in tutte le fughe, anche in più riprese e a distanza nel tempo, sino a completa chiusura; b) con boiacca cementizia: si prepara un beverone in parti uguali di sabbia fine, di cemento e di acqua e si dovrà stendere lo stesso sul pavimento preventivamente inumidito in modo da penetrare completamente in ogni giuntura. Si dovrà lasciare riposare tale boiacca fino a che la stessa abbia iniziato il processo di presa e, con getto d acqua a pressione, si dovrà togliere la parte più grossa che ricopre la pavimentazione. Si dovrà, infine, procedere alla completa ed accurata pulizia del pavimento con 2 o 3 passaggi di segatura prima bagnata e poi asciutta. È essenziale che la sigillatura avvenga in tempi brevi, subito dopo la posa dei cubetti, possibilmente ancora in giornata; c) con bitume a caldo: in penetrazione 50/80 o 80/100 a seconda della latitudine e della esposizione, e che viene versato nelle fughe a mano, con l ausilio di tazze a beccuccio o appositi imbuti, ripassato e cosparso di sabbia fine; d) con emulsione o conglomerati a freddo. Pulizia superficiale con sabbia e segatura; e) sono possibili altri tipi di sigillatura con materiali speciali purché collaudati e garantiti, per esempio resine poliuretaniche colate con apposita attrezzatura nelle fughe riempite con frantumato in adatta granulometria. Altre procedure possono essere attivate con mastici di asfalto o con aggiunta di fibre d acciaio o sintetiche. Per i particolari esecutivi della posa in opera si rimanda alla pubblicazione La posa in opera del porfido edito da E.S.PO. e che descrive minuziosamente le varie possibilità riferite a traffico ed esigenze estetiche Posa in opera di piastrelle regolari Le pavimentazioni in piastrelle normali (3-6 cm) sono consigliate per percorsi pedonali o con traffico veicolare leggero. Per traffico veicolare intenso e pesante è consigliabile l impiego di spessori da 5 a 8 cm. È raccomandata l esecuzione accurata. Le piastrelle verranno poste in opera su un sottofondo che quasi sempre è un calcestruzzo e che sarà più basso del livello della superficie finita di almeno 10 cm. Sarà necessario infatti che la piastrella di spessore variante fra i 3 e 6 cm poggi su un letto di malta cementizia per almeno 4-5 cm e naturalmente dopo che ne sia stata bagnata la faccia inferiore con boiacca cementizia. La malta dovrà essere un impasto di sabbia con cemento normale di tipo 325. Il cemento andrà dosato per quintali 2 1/2 per mc. Le piastrelle dovranno distare l una dall altra 1 1/2-2 cm e ciò per compensare il taglio non esatto del materiale fatto alla trancia che appunto consente in produzione una tolleranza nelle larghezze di più o meno 5 mm. Al più presto si procederà alla sigillatura versando nei giunti una boiacca liquida e ricca di cemento (parti uguali fra sabbia fine e cemento) fino a che le congiunzioni siano completamente riempite o addirittura leggermente trasbordanti. Quando la boiacca avrà iniziato la presa acquistando una certa consistenza si dovranno ripulire le sbavature e livellare la stuccatura con cazzuola e spugnetta. Si può completare l esecuzione con la stilatura a ferro dei giunti. È possibile, anche se meno preciso ed efficace, praticare la sigillatura dei giunti stendendo la boiacca sull intera superficie, facendola penetrare nelle giunture e lavandola con getto d acqua e successivamente pulendola con due o tre passaggi di segatura. Le pendenze della pavimentazione in piastrelle, sia longitudinali che trasversali, dovranno essere di almeno l 1 1/2% per garantire lo smaltimento delle acque meteoriche. Le stesse piastrelle potranno essere posate ai bordi della strada a ridosso dei cordoni, a formazione di cunette, negli spessori 5-8 cm. Il sistema di posa sarà uguale a quanto detto sopra CSA OE pag. 50 di 76

52 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin La posa in opera di piastrelle con giunti segati prevede gli stessi criteri sopra esposti salvo i giunti che potranno essere accostati senza fuga ma meglio con 5 mm di fuga sigillata a raso Posa in opera di lastre irregolari ad opera incerta La posa sarà effettuata con gli stessi criteri e lo stesso sistema descritto più sopra all art. 45, tenendo però conto che i bordi irregolari delle lastre non consentono una posa ravvicinata dei singoli elementi Posa in opera di cordoni e binderi Dopo il tracciamento e la determinazione dei livelli si dovrà eseguire ove necessario lo scavo per la ricezione dei cordoni ed il versamento in esso di uno strato di calcestruzzo, dove verranno posati i cordoni in modo da risultare leggermente incastrati. In corrispondenza delle giunzioni si dovrà formare un ingrossamento del calcestruzzo in modo da rinforzare tale zona che presenterà la minor resistenza; si procederà, quindi, alla stuccatura e stilatura dei giunti con boiacca cementizia molto grassa e tirata a cazzuola Posa in opera di smolleri Dovranno essere posti in opera a coltello per filari di spessore pressoché costante. La posa in opera potrà avvenire su letto di sabbia o la stessa premiscelata a secco con cemento (q.li 2 per mc circa) e in filari diritti ortogonali al senso di marcia della strada, oppure a spina di pesce. Si procederà, quindi, alla insabbiatura ed alla battitura con vibratore meccanico in presenza di acqua, e si riempiranno gli interstizi con sabbia eventualmente miscelata a secco con cemento. Si scoperà poi il pavimento per ottenere la perfetta intasatura e si procederà ad un rapido lavaggio a pioggia della superficie Posa in opera degli altri elementi in porfido Per tutti gli altri elementi in porfido come gradini, alzate, copertine, sassi da muro, bugnato, soglie, masselli, ecc. si osserveranno le regole di posa in opera comuni ad altri analoghi tipi di pietre naturali e in ogni caso descritti nel già citato volume La posa in opera del porfido Riparazioni e ripristini Per l esecuzione di riparazioni a vecchie pavimentazioni in porfido (scavi per fognature, tubazioni gas o cavi elettrici, ecc.) si procederà: a) al riempimento dello scavo, ma con la necessaria graduale costipazione; b) alla ricostruzione di un sottofondo analogo a quello esistente sul resto del pavimento, meglio ancora se più resistente, per opporsi ad eventuali cedimenti; c) alla rimessa in loco del porfido asportato all atto dello scavo, previa pulitura dello stesso dalla sabbia o dalla malta che vi sia rimasta attaccata. Si sostituiranno gli elementi rotti o deteriorati o andati perduti; d) il resto delle operazioni di posa e sigillatura sarà del tutto analogo ad una nuova pavimentazione. Nel caso di pavimentazioni in cubetti e per ottenere un soddisfacente risultato si dovrà procedere all ulteriore demolizione del vecchio pavimento ai lati dello scavo, fino alla chiave dei rispettivi archi, ed alla quale si potranno meglio agganciare i nuovi cubetti Pavimentazioni particolari non sdrucciolevoli Il D.M. del 14 giugno 1989 n. 236, che fissa in meno di 5 mm la fuga fra due elementi di piastrelle e in 2 mm la massima scabrosità in superficie non considera i pavimenti in porfido. Infatti le norme UNI EN 1341 e 1342 riferentesi a pavimenti in lastre o cubetti in pietra naturale (nel caso specifico: porfido) consentono una tolleranza nelle dimensioni planari fra due facce a spacco di più o meno 5 mm nei cubetti e più o meno 10 mm nelle piastrelle (art ) e quindi sono impensabili per il porfido i limiti del D.M. di cui sopra che del resto si riferisce a pavimenti di accessi di EDIFICI privati o pubblici. Ugualmente, circa l irregolarità della faccia nelle stesse pietre naturali, le NE fissano una tolleranza (cavità o sporgenza) di 5 mm massimi (art ) e nel paragrafo 4.5 della stessa norma, ove si riferisce alla SCIVOLOSITÀ dichiara che i materiali con finitura rustica (a spacco o a piano naturale di cava, nel caso specifico: porfido) offrono sufficiente resistenza allo scivolamento/slittamento e quindi non occorre sottoporre alla prova di scivolosità richiesta ad altri materiali. Art.2.ED.17 - Opere a verde Prescrizioni generali. L'impresa, prima i piantare ha l'obbligo di accertarsi della attitudine all'impiego dell'acqua fornita e della esistenza di adeguate fonti alternative (stazioni di trattamento e depurazione, bacini di raccolta o corsi di acque naturali, ecc.) da cui, in caso di necessità come in caso di leggi restrittive nei periodi di siccità, attingere, provvedendo a trasportare l'acqua necessaria all'innaffiamento tramite autocisterne o altri messi sul luogo della sistemazione. Mano a mano che procedono i lavori di sistemazione e le operazioni di piantagione, tutti i materiali di risulta (frammenti in pietre e mattoni, residui di lavorazione, spezzoni di filo metallico, di cordame e di canapa, contenitori e secchi vuoti, ecc.) e gli utensili inutilizzati dovranno essere quotidianamente rimossi per mantenere il lungo il più in ordine possibile. I materiali di risulta allontanati dal cantiere dovranno essere portati alla discarica pubblica o si aree predisposte dall'impresa a sua cura e spese. Alla fine dei valori tutte le aree pavimentate e gli altri manufatti che siano stati imbrattati di terra o altro dovranno essere accuratamente puliti CSA OE pag. 51 di 76

53 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin L'impresa è tenuta alla conservazione e alla cura (anche con interventi di dendrochirurgia) delle eventuali piante esistenti sull'area della sistemazione che, a tale scopo, le verranno consegnate con regolare verbale della Direzione dei Lavori. Tutta la vegetazione esistente indicata per restare in loco dovrà essere protetta con recinzioni e barriere, provvisorie ma solide, da urti e rotture alla corteccia, dall'eccessivo calpestio, dal traffico e dal parcheggio di autoveicoli. L'impresa dovrà usare la massima cautela ogni volta che si troverà a lavorare nei pressi delle piante esistenti per non infliggere rotture alle radici e inutili tagli ai rami; particolare cura dovrà essere anche posta per non soffocare gli alberi a causa dell'interramento del colletto con l'ammasso di materiale da costruzione o di materiale di scavo. Le radici di una certa dimensione e i rami che siano stati eventualmente tagliati durante i lavori dovranno essere protetti spalmando sulle parti recise mastici specifici o altri prodotti adatti approvati dalla Direzione dei Lavori. Tutte le radici che a causa dei lavori rimangono esposte all'aria devono, per impedirne l'essiccamento, essere temporaneamente ricoperte con adatto materiale (juta, stuoie, ecc.) bagnato e mantenuto tale fino al reinterro, operazione questa alla quale l'impresa e tenuta a provvedere il più presto possibile. Nel caso che il progetto di sistemazione ambientale preveda movimenti di terra di una certa importanza, l'impresa è tenuta a provvedere alla rimozione e all'accantonamento nel luogo indicato dalla Direzione dei Lavori, per poi essere riutilizzato, dello strato superficiale (circa 30 cm) del terreno fertile nelle zone interessate ai lavori stessi. Il terreno rimosso deve essere accantonato in strati successivi in forma di cumuli alternati a strati di torba o paglia e regolarmente innaffiato per impedirne l'essiccazione. Le analisi del terreno vegetale da apportare sul luogo della sistemazione dovranno essere effettuate, invece, su un miscuglio, rappresentativo della composizione media del terreno di prestito, di tutti i campioni prelevati da ogni parte del terreno stesso. I risultati delle analisi determineranno, in relazione al tipo di piantagione da effettuare: il grado di utilizzabilità del terreno in sito; il tipo di terra vegetale o il miscuglio di terreni da usare; il tipo e le percentuali di applicazione dei fertilizzanti per la concimazione e degli altri eventuali materiali necessari per la correzione e la modifica della granulometria del suolo. L'impresa e tenuta a raccogliere campioni di concime (soprattutto organico non industriale) e a presentarli per l'approvazione alla Direzione dei Lavori, che deciderà se sottoporli o meno alle analisi di laboratorio. Gli esiti delle prove determineranno il tipo e la percentuale di concime da applicare; nel caso che non si sia ritenuto necessario effettuare le analisi, queste indicazioni saranno fornite direttamente dalla Direzione dei Lavori. I volumi minimi di applicazione del concime sono stabiliti invece fra le procedure di preparazione agraria del terreno e di messa a dimora delle piante. L'impresa e tenuta, se richiesta, a presentare, perché vengano approvati dalla Direzione dei Lavori, campioni di acqua da ogni fonte di approvvigionamento che intende usare. La qualità dell'acqua, anche se approvata, deve essere periodicamente controllata sotto la responsabilità dell'impresa Preparazione agraria del terreno a Pulizia generale del terreno L'area oggetto della sistemazione viene di norma consegnata all'impresa con il terreno a quota di impianto. Qualora il terreno all'atto della consegna non fosse idoneo alla esecuzione delle piantagioni per la presenza di materiale di risulta (frammenti di mattoni, pietre, calcinacci, ecc.) abbandonato da una eventuale precedente impresa edile, i preliminari lavori di pulitura del terreno, su autorizzazione della Direzione dei Lavori, saranno eseguiti in economia. Ultimata questa operazione, l'impresa, prima di ogni altro lavoro, deve eseguire la pulizia generale del terreno eliminando (con estirpazione dell'apparato radicale) tutte le essenze infestanti o ritenute, a giudizio della Direzione dei Lavori, non conformi alle esigenze della sistemazione b Lavorazione del suolo Su indicazione della Direzione dei Lavori, l'impresa deve eseguire una lavorazione del terreno fino alla profondità necessaria per consentire un'appropriata piantagione secondo gli elaborati di progetto. Questa lavorazione, che preferibilmente deve essere eseguita con mezzi meccanici, può variare a seconda delle condizioni del suolo, da un'aratura in profondità per uno spessore di cm ad una fresatura o vangatura superficiale per uno spessore minimo di cm. Nel corso di questa operazione l'impresa dovrà rimuovere tutti i sassi, le pietre e gli altri eventuali ostacoli sotterranei che potrebbero impedire la corretta esecuzione dei lavori provvedendo anche, su indicazioni della Direzione dei Lavori, ad accantonare e conservare le preesistenze naturali con particolare valore estetico (rocce, massi, ecc.) o gli altri materiali che possano essere vantaggiosamente riutilizzati nella sistemazione. Nel caso si dovesse imbattere in ostacoli di rilevanti dimensioni (grosse pietre, rocce affioranti, ecc.) che presentano difficoltà ad essere rimossi, oppure manufatti sotterranei di qualsiasi natura (cavi, fognature, tubazioni, ecc.), l'impresa, prima di procedere nel lavoro, deve chiedere istruzioni specifiche alla Direzione dei CSA OE pag. 52 di 76

54 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Lavori: ogni danno ai suddetti manufatti ed ogni altro nocumento, conseguente alla mancata osservazione di questa norma, dovrà essere riparato o risarcito a cura e spese dell'impresa fino a completa soddisfazione del Committente c Correzione, emendamento e concimazione di base del terreno; impiego di torba e fitofarmaci. Dopo averne effettuato la lavorazione, l'impresa, su istruzioni della Direzione dei Lavori, dovrà incorporare nel terreno per mezzo di lavorazioni leggere (30 50 cm di profondità) tutte le sostanze eventualmente necessarie ad ottenerne la correzione (modifica del valore ph), l'emendamento (modifica della granulometria) e la concimazione di base, nonché somministrare gli eventuali fitofarmaci (anticrittogamici, insetticidi, diserbanti, ecc.) per la cura degli attacchi di parassiti animali o fungini presenti nel suolo o sulla vegetazione. Per la concimazione di base, al fine di ottenere i migliori risultati, dovranno essere usati contemporaneamente, secondo le indicazioni della Direzione dei Lavori, fertilizzanti minerali ed organici (naturali od industriali). Nel caso non fosse disponibile concime organico naturale ben maturo e si fosse deciso di usare fertilizzanti organici industriali, questi, dovendo essere integrati da quelli minerali, dovranno essere impiegati in dosi (da modificare caso per caso), ridotte del 50% circa di quanto prescrive la casa produttrice. I trattamenti con fitofarmaci, infine, dovranno essere tempestivi ed eseguiti da personale specializzato dell'impresa, che dovrà attenersi per il loro uso alle istruzioni specificate dalla casa produttrice e alle leggi vigenti in materia, ed usare ogni possibile misura preventiva atta ad evitare danni alle persone e alle cose d Drenaggi e impianti tecnici. Successivamente alla lavorazione del terreno e prima delle operazioni di cui all'articolo precedente, l'impresa deve preparare gli scavi necessari all'installazione degli eventuali sistemi di drenaggio e le trincee per alloggiare le tubazioni e i cavi degli impianti tecnici (irrigazione, illuminazione, gas, ecc.) le cui linee debbano seguire percorsi sotterranei. Le canalizzazioni degli impianti tecnici, al fine di consentire la regolare manutenzione della sistemazione ed agevolare gli eventuali futuri interventi di riparazione, dovranno essere installate ad una profondità minima di cm, adeguatamente protette con pietrisco o con altri manufatti industriali. Eseguito il collaudo degli impianti a scavo aperto, dopo aver ottenuto l'approvazione della Direzione dei Lavori, colmate le trincee e completate le operazioni di cui nell'art. b (ma prima dell'apporto di terra vegetale e del definitivo livellamento del terreno) l'impresa deve completare la distribuzione degli impianti tecnici, realizzando le eventuali canalizzazioni secondarie e le opere accessorie. Sono invece da rimandare a livellazione del terreno avvenuta la posa in opera degli irrigatori, e, a piantagione ultimata, la collocazione e l'orientamento degli apparecchi di illuminazione. Ultimati gli impianti, l'impresa è tenuta a consegnare alla Direzione dei Lavori gli elaborati tecnici di progetto aggiornati secondo le varianti effettuate, oppure, in difetto di questi, a produrre una planimetria che riporti l'esatto tracciato e la natura delle diverse linee e la posizione dei drenaggi e relativi pozzetti realizzati e Tracciamenti e picchettature. Prima della messa a dimora delle piante e dopo le preliminari operazioni di preparazione agraria del terreno, l'impresa, sulla scorta degli elaborati di progetto, predisporrà la picchettatura delle aree di impianto, segnando la posizione nella quale dovranno essere collocate a dimora le piante individuabili come a se stanti (alberi, arbusti, piante particolari) e tracciando sul terreno il perimetro delle zone omogenee (tappezzanti, bordure arbustive, ecc.). Prima di procedere alle operazioni successive, l'impresa dovrà ottenere l'approvazione della Direzione dei Lavori. A piantagione eseguita, l'impresa, nel caso siano state apportate varianti al progetto esecutivo, dovrà consegnare una copia degli elaborati relativi con l'indicazione esatta della posizione definitiva delle piante e dei gruppi omogenei messi a dimora f Preparazione delle buche e dei fossi Le buche ed i fossi per la piantagione delle essenze vegetali dovranno avere le dimensioni più ampie possibili in rapporto alla grandezza della pianta da mettere a dimora, e cioè avere larghezza e profondità almeno pari a due volte e mezzo il diametro della zolla. In ogni caso non dovranno mai essere inferiori alle seguenti misure: buche per alberi di medie dimensioni: cm 100x100x100; buche per arbusti: cm 60x60x60; fossi per siepi: cm 50x50 la lunghezza necessaria; fossi per bordure: cm 30x30 la lunghezza necessaria. Per le buche e i fossi che dovranno essere realizzati su un eventuale preesistente tappeto erboso, l'impresa e tenuta ad adottare tutti gli accorgimenti necessari per non danneggiare il prato circostante. Lo scavo delle buche dovrà essere effettuato in modo da recuperare, per riutilizzarlo per il riempimento delle buche stesse, l'eventuale strato superficiale di terreno vegetale CSA OE pag. 53 di 76

55 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Il materiale proveniente dagli scavi, se non riutilizzato o, a insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, non ritenuto idoneo, dovrà essere allontanato dalla sede del cantiere e portato alla pubblica discarica o su aree predisposte dall'impresa a sua cura e spese. Nella preparazione delle buche e dei fossi, l'impresa dovrà assicurarsi che nella zona in cui le piante svilupperanno le radici non ci siano ristagni di umidità e provvedere che lo scolo delle acque piovane superficiali avvenga in modo corretto. Nel caso, invece, fossero riscontrati gravi problemi di ristagno l'impresa provvederà, su autorizzazione della Direzione dei Lavori, a predisporre idonei drenaggi secondari che verrano contabilizzati a parte e potranno essere realizzati in economia. I drenaggi secondari dovranno essere eseguiti collocando sul fondo degli scavi uno strato di materiale adatto a favorire lo scolo dell'acqua (pietre di varie dimensioni, pezzame di tufo, argilla espansa, ecc.) preferibilmente separato dalla terra vegetale soprastante da un feltro imputrescibile "tessutonon tessuto"; se necessario, al di sotto del drenaggio, dovranno essere realizzate anche canalette di deflusso di adeguata pendenza g Apporto di terra vegetale Prima di effettuare qualsiasi impianto o semina, l'impresa, sotto la sorveglianza della Direzione dei Lavori, dovrà verificare che il terreno in sito sia adatto alla piantagione in caso contrario dovra apportare terra di coltura (terra vegetale) in quantità sufficiente a formare uno strato di spessore minimo di cm 20 per i prati, e a riempire totalmente le buche e i fossi per gli alberi e gli arbusti, curando che vengano frantumate in modo adeguato tutte le zolle e gli ammassi di terra che altrimenti potrebbero alterare la giusta compattezza e impedire il buon livellamento. La terra vegetale rimossa ed accantonata nelle fasi iniziali degli scavi sarà utilizzata, secondo le istruzioni della Direzione dei Lavori, come terra di coltura insieme a quella apportata. Le quote definitive del terreno dovranno essere quelle indicate negli elaborati di progetto e dovranno comunque essere approvate dalla Direzione dei Lavori h Preparazione del terreno per i prati. Per preparare il terreno destinato a tappeto erboso, l'impresa, a complemento di quanto specificato negli articoli "Pulizia generale del terreno", dovrà eseguire, se necessario, una ulteriore pulizia del terreno rimuovendo tutti i materiali che potrebbero impedire la formazione di un letto di terra vegetale con granulometria fine ed uniforme. Dopo aver eseguito le operazioni indicate negli articoli "Lavorazione del suolo" ed il successivo, l'impresa dovrà livellare e quindi rastrellare il terreno secondo le indicazioni di progetto per eliminare ogni ondulazione, protuberanza, buca o avvallamento. Gli eventuali residui della rastrellatura superficiale dovranno essere allontanati dall'area del cantiere Messa a dimora delle piante a Messa a dimora di alberi ed arbusti Alcuni giorni prima della piantagione, l'impresa dovrà procedere al riempimento parziale delle buche già predisposte, in modo che, tenendo conto dell'assestamento della terra vegetale riportata, al momento della messa a dimora ci sia spazio sufficiente per la corretta sistemazione delle zolle o delle radici nude, e le piante possano essere collocate su uno strato di fondo di spessore adeguato alle dimensioni della zolla o delle radici delle diverse specie vegetali, e comunque non inferiore a 15 cm. La messa a dimora degli alberi e degli arbusti dovrà avvenire, infatti, avendo cura che le piante, in relazione alle quote finite, non presentino, una volta assestatosi il terreno, radici allo scoperto oppure risultino interrate oltre il livello del colletto. Al momento di essere collocati nella giusta posizione e prima del riempimento definitivo delle buche, gli alberi e, su indicazione della Direzione dei Lavori, anche gli arbusti di rilevanti dimensioni dovranno essere resi stabili per mezzo di pali di sostegno, ancoraggi e legature. Se le piante da mettere a dimora sono state fornite a radice nuda il palo tutore, al fine di non danneggiare l'apparato radicale, deve essere solidamente confitto verticalmente per almeno 30 cm di profondità sul fondo della buca prima di sistemare la pianta nella buca stessa. Se le piante possiedono la zolla, per non correre il rischio di spezzarla, il palo di sostegno dovra essere collocato in posizione obliqua rispetto al tronco, infisso nel terreno circostante (e non nella buca) per almeno 30 cm di profondità e fermato alla base da un picchetto. I pali di sostegno, sia verticali che obliqui, devono essere posizionati nei confronti delle piante in modo da tener conto della direzione del vento predominante. Qualora, ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, un solo palo di sostegno fosse ritenuto insufficiente ad assicurarne la perfetta stabilita (zone particolarmente ventose, essenze di grandi dimensioni, ecc.), le piante dovranno essere fissate per mezzo di tre o più pali equidistanti fra loro e dal tronco, posti in posizione obliqua rispetto alla pianta, fermati al piede da picchetti e legati insieme estremità superiore (sistema a capra ), oppure per mezzo di altre analoghe strutture indeformabili. Nell'uso di questi sistemi complessi può essere necessario, se indicato dalla Direzione dei Lavori, inserire, fra il piede del palo e il terreno, una tavoletta che ripartisca meglio al suolo il peso della pianta ed eviti l'affondamento del palo stesso CSA OE pag. 54 di 76

56 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Su autorizzazione della Direzione dei Lavori queste strutture lignee possono essere sostituite con ancoraggi composti da almeno tre tiranti in corda di acciaio con relativo tendifilo legati da una parte al tronco della pianta opportunamente protetto con parti in gomma, e dall'altra a picchetti saldamente confitti nel terreno o ad altri sostegni di provata solidità (rocce, muri, ecc.). L'impresa procederà poi al riempimento definitivo delle buche con terra vegetale fine, costipandola con cura in modo che non rimangano assolutamente dei vuoti attorno alle radici o alla zolla. Il riempimento delle buche, sia quello parziale prima della piantagione sia quello definitivo, potrà essere effettuato, a seconda delle necessita e su indicazione della Direzione dei Lavori, con terra vegetale semplice oppure con una miscela di terra vegetale e torba. Nel caso la Direzione dei Lavori decida che all'atto dell'impianto venga effettuata una concimazione secondaria localizzata, l'impresa avrà cura di spargere il fertilizzante attorno e vicino alle radici o alle zolle, ma non a contatto con queste. A riempimento ultimato, attorno alle piante dovrà essere formato, per facilitarne l'innaffiamento, un solco o un rilevato circolare di terra per la ritenzione dell'acqua. E buona regola, non appena la buca è riempita, procedere ad un abbondante primo innaffiamento in modo da favorire la ripresa della pianta e facilitare il costipamento e l'assestamento della terra vegetale attorno alle radici e alla zolla. Le piante dovranno essere collocate ed orientate in modo da offrire l'aspetto che consenta di ottenere il migliore risultato estetico in relazione agli scopi della sistemazione; nel caso fosse richiesta simmetria, le piante dovranno essere accoppiate con cura secondo il concetto suesposto b Alberi ed arbusti a foglia caduca. Gli alberi ed arbusti a foglia caduca, a seconda delle diverse specie vegetali e delle tecniche di coltura, possono essere fornite anche a radice nuda, sebbene da qualche tempo si tenda a fornire questo materiale con la zolla o in contenitore per agevolare l'impianto e per avere maggiori probabilità di attecchimento. Le piante a foglia caduca fornite con zolla o in contenitore potranno essere, infatti, messe a dimora in qualsiasi periodo dell'anno, mentre quelle a radice nuda dovranno essere piantate esclusivamente durante il periodo di riposo naturale (dal mese di ottobre a quello di marzo circa), evitando i mesi nei quali vi siano pericoli di gelate o nevicate o il terreno sia ghiacciato. Nel mettere a dimora le piante con zolla e necessario fare molta attenzione affinché questa non si rompa. Per evitare questo inconveniente le piante dovranno essere calate nelle buche con le zolle ancora imballate oppure con cautela, immediatamente dopo averle estratte dal contenitore. L'imballo della zolla, se costituito da materiale deperibile (paglia, canapa, juta, ecc.), dovra essere tagliato al colletto e aperto sui fianchi senza rimuoverlo da sotto la zolla, togliendo soltanto le legature metalliche e il materiale di imballo in eccesso. Qualora la zolla fosse troppo asciutta e indispensabile che questa sia immersa per qualche tempo in acqua con tutto l'imballo (o con il contenitore) al fine di facilitare l'assorbimento dei successivi innaffiamenti. Prima di mettere in opera le piante a radici nude, invece, e necessario che l'apparato radicale venga spuntato estremità delle radici sane, privato di quelle rotte o danneggiate e successivamente indafarato con un impasto di argilla e concime. Tutte le piante messe a dimora dovranno essere potate, rispettandone il portamento naturale e le caratteristiche specifiche, soltanto a piantagione e a palificazione avvenuta e sotto la supervisione della Direzione dei Lavori. I tagli delle potature per l'alleggerimento e la formatura della chioma e per l'eliminazione dei polloni e dei rami secchi, spezzati o malformati, devono essere eseguiti con strumenti adatti, ben taglienti e puliti. Se i tagli sono più larghi di 1,5 cm, devono essere immediatamente protetti con un mastice apposito per dendrochirurgia. Nel caso fosse necessario, per agevolare il trapianto, l'impresa, su indicazione della Direzione dei Lavori, irrorerà le piante con prodotti antitraspiranti usando attrezzature di potenza adeguata alle dimensioni delle piante da trattare c Alberi ed arbusti sempreverdi Gli alberi e gli arbusti sempreverdi dovranno essere forniti esclusivamente con zolla o in contenitore ed essere messi a dimora preferibilmente nei mesi di aprile ed ottobre. Le procedure da seguire per la piantagione di queste piante sono analoghe a quelle riportate all'inizio dell'articolo relativo alla messa a dimora. Le piante sempreverdi e resinose non devono essere potate; saranno eliminati, salvo diverse specifiche indicazioni della Direzione dei Lavori, soltanto i rami secchi, spezzati o danneggiati, secondo quanto specificato al punto alberi ed arbusti a foglia caduca. Fatta eccezione per le conifere sempreverdi, in caso di necessita, e possibile anche per queste piante fare ricorso all'uso di antitraspiranti d Messa a dimora delle piante tappezzanti, delle erbacee perenni ed annuali e delle piante rampicanti, sarmentose e ricadenti CSA OE pag. 55 di 76

57 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin La messa a dimora di queste piante, normalmente fornite tutte in contenitore, e identica per ognuna delle diverse tipologie sopraindicate e deve essere effettuata in buche, preparate al momento, più grandi di circa cm 15 del diametro dei contenitori delle singole piante. Se le piante sono state fornite in contenitori tradizionali (vasi di terracotta o di plastica, recipienti metallici, ecc.) questi devono essere rimossi; se invece in contenitori di materiale deperibile (torba, pasta di cellulosa compressa, ecc.) le piante possono essere messe a dimora con tutto il vaso. In ogni caso le buche devono essere poi colmate con terra vegetale mista a concime, ben pressata, intorno alle piante. L'impresa e tenuta infine a completare la piantagione delle specie rampicanti, sarmentose e ricadenti, legandone i getti, ove necessario, alle apposite strutture di sostegno in modo da guidarne lo sviluppo per ottenere i migliori risultati in relazione agli scopi della sistemazione e Messa a dimora delle piante acquatiche e palustri A causa delle specifiche esigenze di questo tipo di piante l'impresa seguirà, per la loro messa a dimora, tutte le indicazioni riportate sugli elaborati di progetto e le specificazioni fornite dalla Direzione dei Lavori, e sarà responsabile della corretta sistemazione delle piante in merito alle condizioni di umidità o alla appropriata profondità di acqua di cui le diverse specie utilizzate (in particolar modo quelle acquatiche) necessitano f Formazione dei prati La formazione dei prati dovrà aver luogo dopo la messa a dimora di tutte le piante (in particolar modo di quelle arboree ed arbustive) previste in progetto e dopo la esecuzione delle eventuali opere murarie e delle attrezzature di arredo. Tutte le aree da seminare o piantare a prato non dovranno essere sistemate fino a che non sia stato installato e reso operante un adeguato sistema di irrigazione, oppure siano stati approntati materiali e metodi per l'innaffiamento manuale g Semina dei tappeti erbosi Dopo la preparazione del terreno, l'area sarà, su indicazioni della Direzione dei Lavori, seminata, erpicata meccanicamente o trattata a mano per una profondità di 3 5 cm e, dopo il secondo sfalcio, ulteriormente concimata in superficie con fertilizzanti azotati. Il miscuglio dei semi deve essere adatto alla zona, alla esposizione e al terreno, deve essere stato composto secondo le percentuali precisate in progetto ed essere stato precedentemente approvato dalla Direzione dei Lavori. Terminate le operazioni di semina o piantagione, il terreno deve essere immediatamente bagnato fino a che il suolo non risulti imbevuto di acqua fino alla profondità di almeno 5 cm. Per impedire che l'acqua possa asportare semi o terriccio, l'irrigazione dei prati appena formati deve essere realizzata per mezzo di irrigatori provvisti di nebulizzatori. Al collaudo i tappeti erbosi dovranno presentarsi perfettamente inerbiti con le specie previste, esenti da erbe infestanti, malattie, radure ed avvallamenti dovuti ad assestamento del terreno o ad altre cause h Messa a dimora delle zolle erbose Le zolle erbose in rotolo o in zolle per la formazione dei prati a "pronto effetto" devono essere messe a dimora stendendole sul terreno in modo che siano ben ravvicinate. Per favorirne l'attecchimento, ultimata questa operazione, le zolle devono essere cosparse con uno strato di terriccio (composto con terra vegetale, sabbia, torba e concime), compattate per mezzo di battitura o di rullatura e, infine, abbondantemente innaffiate. Nel caso debbano essere collocate su terreni in pendio o su scarpate, le zolle erbose devono essere anche fissate al suolo per mezzo di picchetti di legno, e inoltre buona norma costipare i vuoti fra le zolle con terriccio. Le zolle di essenze prative stolonifere destinate alla formazione di tappeti erbosi con il metodo della "propagazione" devono essere accuratamente diradate o tagliate in porzioni minori e successivamente messe a dimora nella densita precisata negli elaborati di progetto o stabilita dalla Direzione dei Lavori. Le cure colturali sono analoghe a quelle precedentemente riportate i Inerbimento delle scarpate e dei terreni in pendio Per evitare frane e fenomeni erosivi causati dalla pioggia, le scarpate e i terreni con pronunciata pendenza dovranno essere seminati con specie caratterizzate da un potente apparato radicale e adatte a formare uno stabile tappeto erboso polifito; il miscuglio di sementi da usare deve essere stato precedentemente approvato dalla Direzione dei Lavori. La Direzione dei Lavori si riserva anche di indicare, in relazione alla pendenza, alla natura e alla esposizione del terreno, quale dei vari metodi seguire per il trattamento dei diversi tratti da sistemare: semina normale; semina con impiego di collanti; semina protetta da pellicole di emulsioni bituminose o plastiche; semina protetta da pacciamatura cosparsa a mano o a macchina j Protezione delle piante messe a dimora. Nelle zone dove potrebbero verificarsi danni causati da animali domestici o selvatici oppure dal transito di uomini o automezzi, l'impresa dovrà proteggere le piante messe a dimora con opportuni ripari (reti CSA OE pag. 56 di 76

58 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin metalliche, protezioni in ferro o in legno, griglie, ecc.) precedentemente concordati ed approvati dalla Direzione dei Lavori. Su indicazione della Direzione dei Lavori, alcuni tipi di piante (tappezzanti, piccoli arbusti, ecc.) dovranno, in caso di necessità, essere protette dai danni della pioggia battente, dalla essiccazione e dallo sviluppo di erbe infestanti per mezzo di uno strato di circa 10 cm di spessore di pacciame (paglia, foglie secche, segatura, cippatura di ramaglia e di corteccia di conifere, ecc.) od altro analogo materiale purché precedentemente approvato dalla Direzione dei Lavori Manutenzione delle piantagioni a Manutenzione per il periodo di garanzia. La manutenzione che l'impresa e tenuta ad effettuare durante il periodo di garanzia fino al collaudo deve essere prevista anche per le eventuali piante preesistenti e comprende le seguenti operazioni: gli innaffiamenti; diserbo e le falciature; le concimazioni; le potature; l'eliminazione e la sostituzione delle piante morte; la risemina delle parti non perfettamente riuscite dei tappeti erbosi; la difesa dalla vegetazione infestante; il controllo e la sistemazione dei danni causati da erosione; il ripristino della verticalità delle piante; il controllo, la risistemazione e la riparazione dei pali di sostegno, degli ancoraggi e delle legature; il controllo dagli attacchi di insetti e parassiti e dalle fitopatie in genere. La manutenzione delle opere deve avere inizio immediatamente dopo la messa a dimora (o la semina) di ogni singola pianta e di ogni parte di tappeto erboso, e deve continuare fino al collaudo. Ogni nuova piantagione dovrà essere manutenzionata con particolare cura fino a quando non sarà manifestamente evidente che le piante, superato il trauma del trapianto (o il periodo di germinazione per le semine), abbiano ben attecchito e siano in buon sviluppo. L'impresa e tenuta ad innaffiare tutti gli alberi, gli arbusti, i tappezzanti, i tappeti erbosi ed ogni altra pianta messa a dimora, per tutto il periodo di garanzia concordato, bagnando le aree interessate in modo tale da garantire un ottimo sviluppo delle piante stesse. Le innaffiature dovranno in ogni caso essere ripetute e tempestive e variare in quantità e frequenza in relazione alla natura del terreno, alle caratteristiche specifiche delle piante, al clima e all'andamento stagionale: il programma di irrigazione (a breve e a lungo termine) e i metodi da usare dovranno essere determinati dall'impresa e successivamente approvati dalla Direzione dei Lavori. Nel caso fosse stato predisposto un impianto di irrigazione automatico, l'impresa dovrà controllare che questo funzioni regolarmente: l'impianto di irrigazione non esonera però l'impresa dalle sue responsabilità in merito all'innaffiamento, la quale pertanto dovrà essere attrezzata per effettuare, in caso di necessita, adeguati interventi manuali. Se la stagione estiva e particolarmente asciutta, ogni tre settimane circa dovrà essere eseguita, se necessario, una innaffiatura supplementare; allo scopo l'impresa avrà provveduto a formare attorno ad ogni albero e ad ogni arbusto di rilevanti dimensioni una "tazza" o "conca" per la ritenzione dell'acqua di irrigazione. Oltre alle cure colturali normalmente richieste, l'impresa dovrà provvedere, durante lo sviluppo delle essenze prative e fino al collaudo, alle varie falciature del tappeto erboso. Le falciature dovranno essere tempestive ed essere eseguite quando le essenze prative raggiungono un'altezza di 10 cm circa, regolando il taglio, a seconda della specie e della stagione, a 3 5 cm da terra. L'erba tagliata dovrà essere immediatamente rimossa e depositata, secondo le istruzioni della Direzione dei Lavori, nei luoghi di raccolta del materiale vegetale di risulta. Tale operazione dovrà essere eseguita con la massima tempestività e cura, evitando la dispersione sul terreno dei residui rimossi. Le eventuali piante morte dovranno essere sostituite con altre identiche per genere, specie e varietà a quelle fornite in origine: la sostituzione deve, in rapporto all'andamento stagionale, essere inderogabilmente effettuata nel più breve tempo possibile dall'accertamento del mancato attecchimento. Analogamente, epoca e condizioni climatiche permettendo, l'impresa dovrà riseminare ogni superficie a tappeto erboso che presenti una crescita irregolare o difettosa delle essenze prative oppure sia stata, dopo tre sfalci dalla semina iniziale, giudicata per qualsiasi motivo insufficiente dalla Direzione dei Lavori. Art.2.ED.18 - Opere di impermeabilizzazione Si intendono per opere di impermeabilizzazione quelle che servono a limitare (o ridurre entro valori prefissati) il passaggio di acqua (sotto forma liquida o gassosa) attraverso una parte dell'edificio (pareti, fondazioni pavimenti controterra, ecc.) o comunque lo scambio igrometrico tra ambienti. Esse si dividono in: CSA OE pag. 57 di 76

59 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin impermeabilizzazioni costituite da strati continui (o discontinui) di prodotti; impermeabilizzazioni realizzate mediante la formazione di intercapedini ventilate Le impermeabilizzazioni, si intendono suddivise nelle seguente categorie: impermeabilizzazioni di coperture continue o discontinue; impermeabilizzazioni di pavimentazioni; impermeabilizzazioni di opere interrate; impermeabilizzazioni di elementi verticali (non risalita d'acqua) Per la realizzazione delle diverse categorie si utilizzeranno i materiali e le modalità indicate negli altri documenti progettuali; ove non siano specificate in dettaglio nel progetto od a suo completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti: a per le impermeabilizzazioni di coperture, vedere agli articoli relativi alle coperture continue e discontinue; b per le impermeabilizzazioni di pavimentazioni, vedere l'articolo relativo alla esecuzione delle pavimentazioni; c per la impermeabilizzazione di opere interrate valgono le prescrizioni seguenti: per le soluzioni che adottino membrane in foglio o rotolo si sceglieranno i prodotti che per resistenza meccanica a trazione, agli urti ed alla lacerazione meglio si prestano a sopportare l'azione del materiale di reinterro (che comunque dovrà essere ricollocato con le dovute cautele) le resistenze predette potranno essere raggiunte mediante strati complementari e/o di protezione ed essere completate da soluzioni adeguate per ridurre entro limiti accettabili, le azioni di insetti, muffe, radici e sostanze chimiche presenti del terreno. Inoltre durante la realizzazione si curerà che i risvolti, punti di passaggio di tubazioni, ecc. siano accuratamente eseguiti onde evitare sollecitazioni localizzate o provocare distacchi e punti di infiltrazione. Per le soluzioni che adottano prodotti rigidi in lastre, fogli sagomati e similari (con la formazione di interspazi per la circolazione di aria) si opererà, come indicato nel comma a) circa la resistenza meccanica. Per le soluzioni ai bordi e nei punti di attraversamento di tubi, ecc. si eseguirà con cura la soluzione adottata in modo da non costituire punti di infiltrazione e di debole resistenza meccanica. Per le soluzioni che adottano intercapedini di aria si curerà la realizzazione della parete più esterna (a contatto con il terreno in modo da avere continuità ed adeguata resistenza meccanica. Al fondo dell'intercapedine si formeranno opportuni drenaggi dell'acqua che limitino il fenomeno di risalita capillare nella parete protetta. Per le soluzioni che adottano prodotti applicati fluidi od in pasta si sceglieranno prodotti che possiedano caratteristiche di impermeabilità ed anche di resistenza meccanica (urti, abrasioni, lacerazioni). Le resistenze predette potranno essere raggiunte mediante strati complementari e/o di protezione ed essere completate da soluzioni adeguate per ottenere valori accettabili di resistenza ad agenti biologici quali radici, insetti, muffe, ecc. nonché di resistenza alle possibili sostanze chimiche presenti nel terreno. Durante l'esecuzione si curerà la corretta esecuzione di risvolti e dei bordi, nonché dei punti particolari quali passaggi di tubazioni, ecc. in modo da evitare possibili zone di infiltrazione e/o distacco. La preparazione del fondo, l'eventuale preparazione del prodotto (miscelazioni, ecc.), le modalità di applicazione, ivi comprese le condizioni ambientali (temperatura ed umidità), e quelle di sicurezza saranno quelle indicate dal Produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla Direzione dei lavori d Per le impermeabilizzazioni di elementi verticali (con risalita d'acqua) si eseguiranno strati impermeabili (o drenanti) che impediscano o riducano al minimo il passaggio di acqua per capillarità, ecc. Gli strati si eseguiranno con fogli, prodotti spalmati, malte speciali, ecc., curandone la continuità e la collocazione corretta nell'elemento. L'utilizzo di estrattori di umidità per murature, malte speciali ed altri prodotti similari, sarà ammesso solo con prodotti di provata efficacia ed osservando scrupolosamente le indicazioni del progetto e del produttore per la loro realizzazione Il Direttore dei lavori per la realizzazione delle opere di impermeabilizzazione opererà come segue a Nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle procedure, verificherà via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, almeno per gli strati più significativi verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione attribuita all'elemento o strato considerato. In particolare verificherà i collegamenti tra gli strati, la realizzazione di giunti/sovrapposizioni dei singoli prodotti costituenti uno strato, l'esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari ove sono richieste lavorazioni in sito. Per quanto applicabili verificherà con semplici metodi da cantiere le resistenze meccaniche (punzonamenti, resistenza a flessione, ecc.) la impermeabilità dello strato di tenuta all'acqua, le continuità (o discontinuità) degli strati, ecc CSA OE pag. 58 di 76

60 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin b A conclusione dell'opera eseguirà prove (anche solo localizzate) per verificare le resistenze ad azioni meccaniche localizzate, la interconnessione e compatibilità con altre parti dell'edificio e con eventuali opere di completamento. Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi unitamente alle schede tecniche di prodotti ed eventuali prescrizioni per la manutenzione. Art.2.ED.19 - Intonaci In linea generale, per le strutture in calcestruzzo non verranno adottati intonaci, perché le casseforme dovranno essere predisposte ed i getti dovranno essere vibrati con cura tale che le superfici di tutte le predette strutture dovranno presentare aspetto regolare e non sgradito alla vista. Gli intonaci, quando fosse disposto dalla Direzione Lavori, verranno eseguiti dopo accurata pulizia, bagnatura delle pareti e formazione di fasce di guida in numero sufficiente per ottenere la regolarità delle superfici. A superficie finita non dovranno presentare screpolature, irregolarità, macchie; le facce saranno regolari ed uniformi e gli spigoli eseguiti a regola d'arte. Sarà cura dell'impresa mantenere umidi gli intonaci eseguiti, quando le condizioni locali lo richiedano. Prima di applicare l'intonaco a spruzzo su murature in calcestruzzo od il betoncino spruzzato l'impresa avrà cura di eseguire, mediante martelli ad aria compressa, muniti di appropriato utensile, la "spicconatura" delle superfici da intonacare, alla quale seguirà un efficace lavaggio con acqua a pressione ed occorrendo sabbiatura ad aria compressa. Le sabbie da impiegare saranno silicee, scevre da ogni impurità e dovranno rispondere alle caratteristiche di cui alle modalità di accettazione dei materiali. La malta sarà di norma composta di q.li 5.00 di cemento normale per mc di sabbia, salvo diversa prescrizione della Direzione Lavori L'intonaco in due strati potrà avere uno spessore di mm. 20 o 30 e, il primo dei quali sarà di mm. 12 ed il secondo di mm 18 circa. Il getto dovra' essere eseguito con la lancia in posizione normale alla superficie da intonacare e posa a distanza di cm. dalla medesima. La pressione alla bocca dell'ugello di uscita della miscela sarà di circa 3 atm.. Qualora si rendesse necessario, la Direzione Lavori potrà ordinare l'aggiunta di idonei additivi per le qualità e dosi che di volta in volta verranno stabilite, od anche l'inclusione di reti metalliche, elettrosaldate in fili d'acciaio, di caratteristiche che saranno precisate dalla Direzione Lavori. In quest'ultimo caso l'intonaco potrà avere spessore di mm Per la realizzazione dell'intonaco per esterni od interni a tre strati verrà applicato un primo strato di circa 12 mm. di malta (rinzaffo), gettato con forza in modo da aderire perfettamente alla muratura. Quando questo primo strato sarà alquanto consolidato, si applicherà il secondo strato che verrà steso con la cazzuola e regolarizzato con il frattazzo. Il terzo strato a finire sarà realizzato a frattazzo con malta fine o in calce. Lo spessore finito dovrà essere di mm. 25, qualora però, a giudizio della Direzione Lavori, la finitura dei getti e delle murature lo consenta, potrà essere limitato a mm. 15 ed in tal caso applicato in una sola volta Le superfici in calcestruzzo che dovranno subire il trattamento impermeabilizzante devono essere compatte, esenti da olii, grassi, polvere ed asciutte, e nel caso di struttura in conglomerato cementizio anche perfettamente stagionate. A tal fine, dopo la pulizia generale, le superfici da trattare potranno essere sottoposte ai seguenti procedimenti secondo le disposizioni della Direzione Lavori: trattamento con acido cloritico diluito al 10% e successivo accurato lavaggio con getti d'acqua in pressione onde eliminare qualsiasi traccia di acido; spazzolatura con spazzoloni a filo di acciaio e successiva soffiatura con aria compressa; sabbiatura con materiali granulari di elevata durezza e successiva soffiatura con aria compressa. La stesa della resina dovra' essere effettuata in unico o duplice strato perfettamente uniforme e senza soluzione di continuità', preferibilmente a spruzzo o mediante spatole, pannelli, ecc., a temperatura non inferiore a 2 gradi C. Nel caso in cui sia previsto l'impiego della sabbia quarzifera, la stesa della resina dovra' avvenire sempre in duplice strato e la sabbia dovra' essere sparsa solo sul secondo strato Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 13815:2007 Intonaco a base di gesso rinforzato con fibre - Definizioni, requisiti e metodi di prova (M/106) UNI EN :2008 Leganti e intonaci a base di gesso - Parte 1: Definizioni e requisiti (M/106) UNI EN :2005 Profili e bordi di metallo - Definizioni, requisiti e metodi di prova - Parte 1: Intonaco per interno (M/106) CSA OE pag. 59 di 76

61 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN :2005 Profili e bordi di metallo - Definizioni, requisiti e metodi di prova - Parte 2: Intonaco per esterno (M/106) UNI EN 15824:2009 Specifiche per intonaci esterni e interni a base di leganti organici Art.2.ED.20 - Sistemi per rivestimenti ed interni Si definisce sistema di rivestimento il complesso di strati di prodotti della stessa natura o di natura diversa, omogenei o disomogenei che realizzano la finitura dell'edificio. I sistemi di rivestimento si distinguono, a seconda della loro funzione in: rivestimenti per esterno e per interno; rivestimenti protettivi in ambienti con specifica aggressività; rivestimenti protettivi di materiali lapidei, legno, ferro, metalli non ferrosi, ecc Sistemi realizzati con prodotti rigidi. Devono essere realizzati secondo le prescrizioni del progetto ed a completamento del progetto con le indicazioni seguenti: a per le piastrelle di ceramica (o lastre di pietra, ecc. con dimensioni e pesi similari) si procederà alla posa su letto di malta svolgente funzioni di strato di collegamento e di compensazione e curando la sufficiente continuità dello strato stesso, lo spessore, le condizioni ambientali di posa (tempera ed umidità) e di maturazione. Si valuterà inoltre la composizione della malta onde evitare successivi fenomeni di incompatibilità chimica o termica con il rivestimento e/o con il supporto. Durante la posa del rivestimento si curerà l'esecuzione dei giunti, il loro allineamento, la planarità della superficie risultante ed il rispetto di eventuali motivi ornamentali. In alternativa alla posa con letto di malta si procederà all'esecuzione di uno strato ripartitore avente adeguate caratteristiche di resistenza meccanica, planarità, ecc. in modo da applicare successivamente uno strato di collegamento (od ancoraggio) costituito da adesivi aventi adeguate compatibilità chimica e termica con lo strato ripartitore e con il rivestimento. Durante la posa si procederà come sopra descritto b Per le lastre di pietra, calcestruzzo, fibrocemento e prodotti similari si procederà alla posa mediante fissaggi meccanici (elementi ad espansione, elementi a fissaggio chimico, ganci, zanche e similari) a loro volta ancorati direttamente nella parte muraria e/o su tralicci o similari. Comunque i sistemi di fissaggio devono garantire una adeguata resistenza meccanica per sopportare il peso proprio e del rivestimento, resistere alle corrosioni, permettere piccole regolazioni dei singoli pezzi durante il fissaggio ed il loro movimento in opera dovuto a variazioni termiche. Il sistema nel suo insieme deve avere comportamento termico accettabile, nonché evitare di essere sorgente di rumore inaccettabile dovuto al vento, pioggia, ecc. ed assolvere le altre funzioni loro affidate quali tenuta all'acqua, ecc. Durante la posa del rivestimento si cureranno gli effetti estetici previsti, l'allineamento o comunque corretta esecuzione di giunti (sovrapposizioni, ecc.), la corretta forma della superficie risultante, ecc c Per le lastre, pannelli, ecc. a base di metallo o materia plastica si procederà analogamente a quanto descritto in b) per le lastre. Si curerà in base alle funzioni attribuite dal progetto al rivestimento, la esecuzione dei fissaggi e la collocazione rispetto agli strati sottostanti onde evitare incompatibilità termiche, chimiche od elettriche. Saranno considerate le possibili vibrazioni o rumore indotte da vento, pioggia, ecc. Verranno inoltre verificati i motivi estetici, l'esecuzione dei giunti, la loro eventuale sigillatura, ecc Sistemi realizzati con prodotti flessibili. Devono essere realizzati secondo le prescrizioni date nel progetto con prodotti costituiti da carte da parati (a base di carta, tessili, fogli di materia plastiche o loro abbinamenti) aventi le caratteristiche riportate nell'articolo loro applicabile ed a completamento del progetto devono rispondere alle indicazioni seguenti. A seconda del supporto (intonaco, legno, ecc.), si procederà alla sua pulizia ed asportazione dei materiali esistenti nonché al riempimento di fessure, piccoli fori, alla spianatura di piccole asperità, ecc. avendo cura di eliminare, al termine, la polvere ed i piccoli frammenti che possono successivamente collocarsi tra il foglio ed il supporto durante la posa. Si stenderà uno strato dl fondo (fissativo) solitamente costituito dallo stesso adesivo che si userà per l'incollaggio (ma molto più diluito con acqua) in modo da rendere uniformemente assorbente il supporto stesso e da chiudere i pori più grandi. Nel caso di supporti molto irregolari e nella posa di rivestimenti particolarmente sottili e lisci (esempio tessili) si provvederà ad applicare uno strato intermedio di carta fodera o prodotto similare allo scopo di ottenere la levigatezza e continuità volute. Si applica infine il telo di finitura curando il suo taglio preliminare in lunghezza e curando la concordanza dei disegni, la necessità di posare i teli con andamento alternato, ecc. Durante l'applicazione si curerà la realizzazione dei giunti, la quantità di collante applicato, l'esecuzione dei punti particolari quali angoli, bordi di porte, finestre, ecc., facendo le opportune riprese in modo da garantire la continuità dei disegni e comunque la scarsa percepibilità dei giunti Sistemi realizzati con prodotti fluidi CSA OE pag. 60 di 76

62 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Devono essere realizzati secondo le prescrizioni date nel progetto (con prodotti costituiti da pitture, vernici impregnanti, ecc.) aventi le caratteristiche riportate nell'articolo loro applicabile ed a completamento del progetto devono rispondere alle indicazioni seguenti: a su pietre naturali ed artificiali impregnazione della superficie con siliconi o olii fluorurati, non pellicolanti, resistenti agli U.V., al dilavamento, agli agenti corrosivi presenti nell'atmosfera b su intonaci esterni: tinteggiatura della superficie con tinte alla calce o ai silicati inorganici; pitturazione della superficie con pitture organiche; c su intonaci interni: tinteggiatura della superficie con tinte alla calce, o ai silicati inorganici; pitturazione della superficie con pitture organiche o ai silicati organici; rivestimento della superficie con materiale plastico a spessore; tinteggiatura della superficie con tinte a tempera; d su prodotti di legno e di acciaio. I sistemi si intendono realizzati secondo le prescrizioni del progetto ed in loro mancanza (od a loro integrazione) si intendono realizzati secondo le indicazioni date dal produttore ed accettate dalla Direzione dei Lavori; le informazioni saranno fornite secondo le norme UNI 8758 o UNI 8760 e riguarderanno: criteri e materiali di preparazione del supporto; criteri e materiali per realizzare l'eventuale strato di fondo, ivi comprese le condizioni ambientali (temperatura, umidità) del momento della realizzazione e del periodo di maturazione, condizioni per la successiva operazione; criteri e materiali per realizzare l'eventuale strato intermedio, ivi comprese le condizioni citate all'allinea precedente per la realizzazione e maturazione; criteri e materiali per lo strato di finiture, ivi comprese le condizioni citate al secondo allinea e Durante l'esecuzione, per tutti i tipi predetti, si curerà per ogni operazione la completa esecuzione degli strati, la realizzazione dei punti particolari, le condizioni ambientali (temperatura, umidità) e la corretta condizione dello strato precedente (essiccazione, maturazione, assenza di bolle, ecc.) nonché le prescrizioni relative alle norme di igiene e sicurezza Il Direttore dei lavori per la realizzazione del sistema di rivestimento opererà come segue a Nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle procedure) verificherà via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre almeno per gli strati più significativi verificherà che il risultato delle operazioni predette sia coerente con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione che è attribuita all'elemento o strato realizzato. In particolare verificherà: per i rivestimenti rigidi le modalità di fissaggio, la corretta esecuzione dei giunti e quanto riportato nel punto loro dedicato, eseguendo verifiche intermedie di residenza meccanica, ecc.; per i rivestimenti con prodotti flessibili (fogli) la corretta esecuzione delle operazioni descritte nel relativo punto; per i rivestimenti fluidi od in pasta il rispetto delle prescrizioni di progetto o concordate come detto nel punto a) verificando la loro completezza, ecc. specialmente delle parti difficilmente controllabili al termine dei lavori b A conclusione dei lavori eseguirà prove (anche solo localizzate) e con facili mezzi da cantiere creando sollecitazioni compatibili con quelle previste dal progetto o comunque simulanti le sollecitazioni dovute all'ambiente, agli utenti futuri, ecc. Per i rivestimenti rigidi verificherà in particolare il flssaggio e l'aspetto delle superfici risultanti; per i rivestimenti in fogli, l'effetto finale e l'adesione al supporto; per quelli fluidi la completezza, l'assenza di difetti locali, l'aderenza al supporto. Art.2.ED.21 - Serramentistica ed opere di vetrazione La realizzazione della posa dei serramenti deve essere effettuata come indicato nel progetto e quando non precisato deve avvenire secondo le prescrizioni seguenti a Le finestre collocate su propri controtelai e fissate con i mezzi previsti dal progetto e comunque in modo da evitare sollecitazioni localizzate. Il giunto tra controtelaio e telaio fisso, se non progettato in dettaglio onde mantenere le prestazioni richieste al serramento, dovrà essere eseguito con le seguenti attenzioni: assicurare tenuta all'aria ed isolamento acustico; gli interspazi devono essere sigillati con materiale comprimibile e che resti elastico nel tempo; se ciò non fosse sufficiente (giunti larghi più di 8 mm) si sigillerà anche con apposito sigillante capace di mantenere l'elasticità nel tempo e di aderire al materiale dei serramenti; il fissaggio deve resistere alle sollecitazioni che il serramento trasmette sotto l'azione del vento o di carichi dovuti all'utenza (comprese le false manovre) CSA OE pag. 61 di 76

63 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin b La posa con contatto diretto tra serramento e parte muraria deve avvenire: assicurando il fissaggio con l'ausilio di elementi meccanici (zanche, tasselli ad espansione, ecc.); sigillando il perimetro esterno con malta previa eventuale interposizione di elementi separatori quale non tessuti, fogli, ecc.; curando l'immediata pulizia delle parti che possono essere danneggiate (macchiate, corrose, ecc.) dal contatto con la malta c Le porte devono essere posate in opera analogamente a quanto indicato per le finestre; inoltre si dovranno curare le altezze di posa rispetto al livello del pavimento finito. Per le porte con alte prestazioni meccaniche (antieffrazione), acustiche, termiche o di comportamento al fuoco, si rispetteranno inoltre le istruzioni per la posa ( date dal fabbricante ed accettate dalla Direzione dei lavori I controtelai dovranno essere in acciaio zincato, di sezione tubolare idonea, completi di zanche o fori di fissaggio ogni cm. La posa dovrà essere eseguita rispettando i livelli e gli allineamenti concordati con la D.L., avendo cura che non venga alterata la regolarità dimensionale del manufatto La posa dei serramenti in alluminio dovrà essere eseguita da personale specializzato nel rispetto delle prescrizioni UNCSAAL DT16. I fissaggi dovranno essere previsti ogni cm. ed essere eseguiti mediante viti in acciaio inox. I sigillanti dovranno corrispondere a quanto prescritto dalle norme di riferimento, non devono corrodere le parti in alluminio con cui vengono in contatto e dovranno essere conformi alle norme UNI EN ISO Inoltre nel caso di contatto dei sigillanti con vernici a base bituminosa deve essere verificata la compatibilità. Le sigillature dovranno essere realizzate secondo criteri prestazionali tali da garantire tenuta all acqua, tenuta all aria, tenuta alla polvere e realizzazione di continuità elastica durevole nel tempo tra due supporti in movimento (struttura dell edificio e elemento di tamponamento). La sigillatura tra i telai ed il contesto edile adiacente dovrà essere eseguita impiegando sigillanti al silicone neutro o Tiocol nel rispetto delle istruzioni del fabbricante, avendo cura di realizzare giunti non inferiori a 4 mm. e non superiori a 8 mm., con profondità minima di 6 mm. Il cordone di sigillatura dovrà essere supportato da apposito materiale di riempimento inerte elastico a cellule chiuse. Sarà compito del serramentista proporre al Committente la migliore soluzione di collegamento al muro, atta ad evitare la formazione di punti freddi nelle zone perimetrali ai telai Si intendono per opere di vetrazione quelle che comportano la collocazione in opera di lastre di vetro (o prodotti similari sempre comunque in funzione di schermo) sia in luci fisse sia in ante fisse o mobili di finestre, portafinestre o porte; Si intendono per opere di serramentistica quelle relative alla collocazione di serramenti (infissi) nei vani aperti delle parti murarie destinate a riceverli La realizzazione delle opere di vetrazione deve avvenire con i materiali e le modalità previsti dal progetto ed ove questo non sia sufficientemente dettagliato valgono le prescrizioni seguenti a Le lastre di vetro, in relazione al loro comportamento meccanico, devono essere scelte tenendo conto delle loro dimensioni, delle sollecitazioni previste dovute a carico di vento e neve, alle sollecitazioni dovute ad eventuali sbattimenti ed alle deformazioni prevedibili del serramento. Devono inoltre essere considerate per la loro scelta le esigenze di isolamento termico, acustico, di trasmissione luminosa, di trasparenza o traslucidità, di sicurezza sia ai fini antinfortunistici che di resistenza alle effrazioni, atti vandalici, ecc. Per la valutazione dell'adeguatezza delle lastre alle prescrizioni predette, in mancanza di prescrizioni nel progetto si intendono adottati i criteri stabiliti nelle norme UNI per l'isolamento termico ed acustico, la sicurezza, ecc. (UNI EN 12758, e UNI 7697). Gli smussi ai bordi e negli angoli devono prevenire possibili scagliature b I materiali di tenuta, se non precisati nel progetto, si intendono scelti in relazione alla conformazione e dimensioni delle scanalature (o battente aperto con ferma vetro) per quanto riguarda lo spessore e dimensioni in genere, capacità di adattarsi alle deformazioni elastiche dei telai fissi ed ante apribili; resistenza alle sollecitazioni dovute ai cicli termoigrometrici tenuto conto delle condizioni microlocali che si creano all'esterno rispetto all'interno, ecc. e tenuto conto del numero, posizione e caratteristiche dei tasselli di appoggio, periferici e spaziatori. Nel caso di lastre posate senza serramento gli elementi di fissaggio (squadrette, tiranti, ecc.) devono avere adeguata resistenza meccanica, essere preferibilmente di metallo non ferroso o comunque protetto dalla corrosione. Tra gli elementi di fissaggio e la lastra deve essere interposto materiale elastico e durabile alle azioni climatiche c La posa in opera deve avvenire previa eliminazione di depositi e materiali dannosi dalle lastre, serramenti, ecc. e collocando i tasselli di appoggio in modo da far trasmettere correttamente il peso della lastra al serramento; i tasselli di fissaggio servono a mantenere la lastra nella posizione prefissata. Le lastre che possono essere urtate devono essere rese visibili con opportuni segnali (motivi ornamentali, maniglie, ecc.). La sigillatura dei giunti tra lastra e serramento deve essere continua in modo da eliminare ponti termici ed acustici. Per i sigillanti e gli adesivi si devono rispettare le prescrizioni previste dal fabbricante per la preparazione, le condizioni ambientali di posa e di manutenzione. Comunque la sigillatura deve essere CSA OE pag. 62 di 76

64 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin conforme a quella richiesta dal progetto od effettuata sui prodotti utilizzati per qualificare il serramento nel suo insieme. L'esecuzione effettuata secondo la norma UNI 6534 potrà essere considerata conforme alla richiesta del presente Capitolato nei limiti di validità della norma stessa ll Direttore dei lavori per la realizzazione opererà come segue a Nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle procedure) verificherà via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte. In particolare verificherà la realizzazione delle sigillature tra lastre di vetro e telai e tra i telai fissi ed i controtelai; la esecuzione dei fissaggi per le lastre non intelaiate; il rispetto delle prescrizioni di progetto, del presente capitolato e del produttore per i serramenti con altre prestazioni b A conclusione dei lavori eseguirà verifiche visive della corretta messa in opera e della completezza dei giunti, sigillature, ecc. Eseguirà controlli orientativi circa la forza di apertura e chiusura dei serramenti (stimandole con la forza corporea necessaria), l'assenza di punti di attrito non previsti, e prove orientative di tenuta all'acqua, con spruzzatori a pioggia, ed all'aria, con l'uso di fumogeni, ecc. Nelle grandi opere i controlli predetti potranno avere carattere casuale e statistico. Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi più significativi unitamente alla descrizione e/o schede tecniche dei prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la successiva manutenzione. Art.2.ED.22 - Esecuzione delle pareti esterne partizioni interne Si intende per parete esterna il sistema edilizio avente la funzione di separare e conformare gli spazi interni al sistema rispetto all'esterno. Si intende per partizione interna un sistema edilizio avente funzione di dividere e conformare gli spazi interni del sistema edilizio. Nella esecuzione delle pareti esterne si terrà conto della loro tipologia (trasparente, portante, portata, monolitica, ad intercapedine, termoisolata, ventilata) e della loro collocazione (a cortina, a semicortina od inserita). Nella esecuzione delle partizioni interne si terrà conto della loro classificazione in partizione semplice (solitamente realizzata con piccoli elementi e leganti umidi) o partizione prefabbricata (solitamente realizzata con montaggio in sito di elementi predisposti per essere assemblati a secco) Quando non è diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o quando questi non sono sufficientemente dettagliati) si intende che ciascuna delle categorie di parete sopraccitata è composta da più strati funzionali (costruttivamente uno strato può assolvere a più funzioni), che devono essere realizzati come segue a Le pareti a cortina (facciate continue) saranno realizzate utilizzando i materiali e prodotti rispondenti al presente capitolato (vetro, isolanti, sigillanti, pannelli, finestre, elementi portanti, ecc.). Le parti metalliche si intendono lavorate in modo da non subire microfessure o comunque danneggiamenti ed, a seconda del metallo, opportunamente protette dalla corrosione. Durante: il montaggio si curerà la corretta esecuzione dell'elemento di supporto ed il suo ancoraggio alla struttura dell'edificio eseguendo (per parti) verifiche della corretta esecuzione delle giunzioni (bullonature, saldature, ecc.) e del rispetto delle tolleranze di montaggio e dei giochi. Si effettueranno prove di carico (anche per parti) prima di procedere al successivo montaggio degli altri elementi. La posa dei pannelli di tamponamento, dei telai, dei serramenti, ecc., sarà effettuata rispettando le tolleranze di posizione, utilizzando i sistemi di fissaggio previsti. I giunti saranno eseguiti secondo il progetto e comunque posando correttamente le guarnizioni ed i sigillanti in modo da garantire le prestazioni di tenuta all'acqua, all'aria, di isolamento termico, acustico, ecc. tenendo conto dei movimenti localizzati della facciata e dei suoi elementi dovuti a variazioni termiche, pressione del vento, ecc. La posa di scossaline coprigiunti, ecc. avverrà in modo da favorire la protezione e la durabilità dei materiali protetti ed in modo che le stesse non siano danneggiate dai movimenti delle facciate. Il montaggio dei vetri e dei serramenti avverrà secondo le indicazioni date nell'articolo a loro dedicato b Le pareti esterne o partizioni interne realizzate a base di elementi di laterizio, calcestruzzo, calcio silicato, pietra naturale o ricostruita e prodotti similari saranno realizzate con le modalità descritte nell'articolo opere di muratura, tenendo conto delle modalità di esecuzione particolari (giunti, sovrapposizioni, ccc) richieste quando la muratura ha compiti di isolamento termico, acustico, resistenza al fuoco, ecc. Per gli altri strati presenti morfologicamente e con precise funzioni di isolamento termico, acustico, barriera al vapore, ecc., si rinvia alle prescrizioni date nell'articolo relativo alle coperture. Per gli intonaci ed i rivestimenti in genere si rinvia all'articolo sull'esecuzione di queste opere. Comunque, in relazione alle funzioni attribuite alle pareti ed al livello di prestazione richiesto, si curerà la realizzazione dei giunti, la connessione tra gli strati e le compatibilità meccaniche e chimiche. Nel corso dell'esecuzione si curerà la completa realizzazione dell'opera, con attenzione alle interferenze con altri elementi (impianti), all'esecuzione dei vani di porte e finestre, alla realizzazione delle camere d'aria o di CSA OE pag. 63 di 76

65 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin strati interni, curando che non subiscano schiacciamenti, discontinuità, ecc. non coerenti con la funzione dello strato c Le partizioni interne costituite da elementi predisposti per essere assemblati in sito (con o senza piccole opere di adeguamento nelle zone di connessione con le altre pareti o con il soffitto) devono essere realizzate con prodotti rispondenti alle prescrizioni date nell'articolo prodotti per pareti esterne e partizioni interne. Nell'esecuzione si seguiranno le modalità previste dal produttore (ivi incluso l'utilizzo di appositi attrezzi) ed approvate dalla Direzione dei lavori. Si curerà la corretta predisposizione degli elementi che svolgono anche funzione di supporto in modo da rispettare le dimensioni, tolleranze ed i giochi previsti o comunque necessari ai fini del successivo assemblaggio degli altri elementi. Si curerà che gli elementi di collegamento e di fissaggio vengano posizionati ed installati in modo da garantire l'adeguata trasmissione delle sollecitazioni meccaniche. Il posizionamento di pannelli, vetri, elementi di completamento, ecc. sarà realizzato con l'interposizione di guarnizioni, distanziatori, ecc. che garantiscano il raggiungimento dei livelli di prestazione previsti ed essere completate con sigillature, ecc. Il sistema di giunzione nel suo insieme deve completare il comportamento della parete e deve essere eseguito secondo gli schemi di montaggio previsti; analogamente si devono eseguire secondo gli schemi previsti e con accuratezza le connessioni con le pareti murarie, con i soffitti, ecc. Art.2.ED.23 - Esecuzioni delle pavimentazioni Si intende per pavimentazione un sistema edilizio avente quale scopo quello di consentire o migliorare il transito e la resistenza alle sollecitazioni in determinate condizioni di uso. Esse si intendono convenzionalmente suddivise nelle seguenti categorie: pavimentazioni su strato portante; pavimentazioni su terreno (cioè dove la funzione di strato portante del sistema di pavimentazione è svolta dal terreno) Quando non è diversamente descritto negli altri documenti progettuali (o quando questi non sono suffcientemente dettagliati) si intende che ciascuna delle categorie sopraccitate sarà composto dai seguenti strati funzionali a La pavimentazione su strato portante avrà quali elementi o strati fondamentali: lo strato portante, con la funzione di resistenza alle sollecitazioni meccaniche dovute ai carichi permanenti o di esercizio; lo strato di scorrimento, con la funzione di compensare e rendere compatibili gli eventuali scorrimenti differenziali tra strati contigui; lo strato ripartitore, con funzione di trasmettere allo strato portante le sollecitazioni meccaniche impresse dai carichi esterni qualora gli strati costituenti la pavimentazione abbiano comportamenti meccanici sensibilmente differenziati; lo strato di collegamento, con funzione di ancorare il rivestimento allo strato ripartitore(o portante); lo strato di rivestimento con compiti estetici e di resistenza alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc. A seconda delle condizioni di utilizzo e delle sollecitazioni previste i seguenti strati possono diventare fondamentali: strato di impermeabilizzante con funzione di dare alla pavimentazione una prefissata impermeabilità ai liquidi dai vapori; strato di isolamento termico con funzione di portare la pavimentazione ad un prefissato isolamento termico; strato di isolamento acustico con la funzione di portare la pavimentazione ad un prefissato isolamento acustico; strato di compensazione con funzione di compensare quote, le pendenze, gli errori di planarità ed eventualmente incorporare impianti (questo stato frequentemente ha anche funzione di strato di collegamento) b La pavimentazione su terreno avrà quali elementi o strati funzionali: il terreno (suolo) con funzione di resistere alle sollecitazioni meccaniche trasmesse dalla pavimentazione; strato impermeabilizzante (o drenante); il ripartitore; strato di compensazione e/o pendenza; il rivestimento. A seconda delle condizioni di utilizzo e delle sollecitazioni previste, altri strati complementari possono essere previsti CSA OE pag. 64 di 76

66 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Per la pavimentazione su strato portante sarà effettuata la realizzazione degli strati utilizzando i materiali indicati nel progetto; ove non sia specificato in dettaglio nel progetto od a suo complemento si rispetteranno le prescrizioni seguenti a Per lo strato portante a seconda della soluzione costruttiva adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date nel presente capitolato sulle strutture di calcestruzzo, strutture metalliche, sulle strutture miste acciaio e calcestruzzo sulle strutture di legno, ecc b Per lo strato di scorrimento, a seconda della soluzione costruttiva adottata, si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali la sabbia, membrane a base sintetica o bituminosa, fogli di carta o cartone, geotessili o pannelli di fibre vetro o roccia. Durante la realizzazione si curerà la continuità dello strato, la corretta sovrapposizione o realizzazione dei giunti e l'esecuzione dei bordi, risvolti, ecc c Per lo strato ripartitore, a seconda della soluzione costruttiva adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali calcestruzzo armati o non, malte, cementizie, lastre prefabbricate di calcestruzzo armato o non, lastre o pannelli a base di legno. Durante la realizzazione si curerà, oltre alla corretta esecuzione dello strato in quanto a continuità e spessore, la realizzazione di giunti e bordi e dei punti di interferenza con elementi verticali o con passaggi di elementi impiantistici in modo da evitare azioni meccaniche localizzate od incompatibilità chimico fisiche. Sarà infine curato che la superficie finale abbia caratteristiche di planarità, rugosità, ecc. adeguate per lo strato successivo d Per lo strato di collegamento, a seconda della soluzione costruttiva adottata, si farà riferimento alle prescrizioni già date per i prodotti quali malte, adesivi organici e/o con base cementizia e, nei casi particolari, alle prescrizioni del produttore per elementi di fissaggio, meccanici od altro tipo. Durante la realizzazione si curerà la uniforme e corretta distribuzione del prodotto con riferimento agli spessori e/o quantità consigliate dal produttore in modo da evitare eccesso da rifiuto od insufficienza che può provocare scarsa resistenza od adesione. Si verificherà inoltre che la posa avvenga con gli strumenti e nelle condizioni ambientali (temperatura, umidità) e preparazione dei supporti suggeriti dal produttore e Per lo strato di rivestimento a seconda della soluzione costruttiva adottata si farà riferimento alle prescrizioni già date nell'articolo sui prodotti per pavimentazioni. Durante la fase di posa si curerà la corretta esecuzione degli eventuali motivi ornamentali, la posa degli elementi di completamento e/o accessori, la corretta esecuzione dei giunti, delle zone di interferenza (bordi, elementi verticali, ecc.) nonché le caratteristiche di planarità o comunque delle conformazioni superficiali rispetto alle prescrizioni di progetto, nonché le condizioni ambientali di posa ed i tempi di maturazione f Per lo strato di impermeabilizzazione, a seconda che abbia funzione di tenuta all'acqua, barriera o schermo al vapore, valgono le indicazioni fornite per questi strati all'articolo sulle coperture continue g Per lo strato di isolamento termico valgono le indicazioni fornite per questo strato all'articolo sulle coperture piane h Per lo strato di isolamento acustico, a seconda della soluzione costruttiva adottata, si farà riferimento per i prodotti alle prescrizioni già date nell'apposito articolo. Durante la fase di posa in opera si curerà il rispetto delle indicazioni progettuali e comunque la continuità dello strato con la corretta realizzazione dei giunti/sovrapposizioni, la realizzazione accurata dei risvolti ai bordi e nei punti di interferenza con elementi verticali (nel caso di pavimento cosiddetto galleggiante i risvolti dovranno contenere tutti gli strati sovrastanti). Sarà verificato, nei casi dell'utilizzo di supporti di gomma, sughero, ecc., il corretto posizionamento di questi elementi ed i problemi di compatibilità meccanica, chimica, ecc., con lo strato sottostante e sovrastante i Per lo strato di compensazione delle quote valgono le prescrizioni date per lo strato di collegamento (per gli strati sottili) e/o per lo strato ripartitore (per gli spessori maggiori di 20 mm). Per le pavimentazioni su terreno, la realizzazione degli strati sarà effettuata utilizzando i materiali indicati nel progetto, ove non sia specificato in dettaglio nel progetto od a suo complemento si rispetteranno le prescrizioni seguenti j Per lo strato costituito dal terreno si provvederà alle operazioni di asportazione dei vegetali e dello strato contenente le loro radici o comunque ricco di sostanze organiche. Sulla base delle sue caratteristiche di portanza, limite liquido, plasticità, massa volumica, ecc. si procederà alle operazioni di costipamento con opportuni mezzi meccanici, alla formazione di eventuale correzione e/o sostituzione (trattamento) dello strato superiore per conferirgli adeguate caratteristiche meccaniche, di comportamento all'acqua, ecc. In caso di dubbio o contestazione si farà riferimento alla norma UNI 8381 e/o alle norme EN sulle costruzioni stradali k Per lo strato impermeabilizzante o drenante si farà riferimento alle prescrizioni già fornite per i materiali quali sabbia, ghiaia, pietrisco, ecc. indicate nella norma UNI 8381 per le massicciate (o alle norme EN sulle costruzioni stradali) ed alle norme UNI e/o EN per i tessuti nontessuti (geotessili). Per l'esecuzione dello strato si adotteranno opportuni dosaggi granulometrici di sabbia, ghiaia e pietrisco in modo da conferire allo strato resistenza meccanica, resistenza al gelo, limite di plasticità adeguati. Per gli strati CSA OE pag. 65 di 76

67 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin realizzati con geotessili si curerà la continuità dello strato, la sua consistenza e la corretta esecuzione dei bordi e dei punti di incontro con opere di raccolta delle acque, strutture verticali, ecc. In caso di dubbio o contestazione si farà riferimento alla UNI 8381 e alle norme EN sulle costruzioni stradali l Per lo strato ripartitore dei carichi si farà riferimento alle prescrizioni contenute sia per i materiali sia per la loro realizzazione con misti cementati, solette di calcestruzzo, conglomerati bituminosi alle prescrizioni della UNI 8381 e/o alle norme EN sulle costruzioni stradali. In generale si curerà la corretta esecuzione degli spessori, la continuità degli strati, la realizzazione dei giunti dei bordi e dei punti particolari m Per lo strato di compensazione e/o pendenza valgono le indicazioni fornite per lo strato ripartitore; è ammesso che esso sia eseguito anche successivamente allo strato ripartitore purché sia utilizzato materiale identico o comunque compatibile e siano evitati fenomeni di incompatibilità fisica o chimica o comunque scarsa aderenza dovuta ai tempi di presa, maturazione e/o alle condizioni climatiche al momento dell'esecuzione n Per lo strato di rivestimento valgono le indicazioni fornite nell'articolo sui prodotti per pavimentazione (conglomerati bituminosi, massetti calcestruzzo, pietre, ecc.). Durante l'esecuzione si curerà, a secondo della soluzione costruttiva prescritta dal progetto, le indicazioni fornite dal progetto stesso e comunque si curerà in particolare, la continuità e regolarità dello stato (planarità, deformazioni locali, pendenze, ecc.). L'esecuzione dei bordi e dei punti particolari. Si curerà inoltre l'impiego di criteri e macchine secondo le istruzioni del produttore del materiale ed il rispetto delle condizioni climatiche e di sicurezza e dei tempi di presa e maturazione ll Direttore dei lavori per la realizzazione delle coperture piane opererà come segue: a Nel corso dell'esecuzione dei lavori (con riferimento ai tempi ed alle procedure) verificherà via che i materiali impiegati e le tecniche di posa siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, almeno per gli strati più significativi, verificherà che il risultato finale sia coerente con le prescrizioni di progetto e comunque con la funzione che è attribuita all'elemento o strato realizzato. In particolare verificherà: il collegamento tra gli strati; la realizzazione dei giunti sovrapposizioni per gli strati realizzati con pannelli, fogli ed in genere con prodotti preformati; la esecuzione accurata dei bordi e dei punti particolari. Ove sono richieste lavorazioni in sito verificherà con semplici metodi da cantiere: 1) le resistenze meccaniche (portate, punzonamenti, resistenze a flessione); 2) adesioni fra strati (o quando richiesto l'esistenza di completa separazione); 3) tenute all'acqua, all'umidità, ecc b A conclusione dell'opera eseguirà prove (anche solo localizzate) di funzionamento formando battenti di acqua, condizioni di carico, di punzonamento, ecc. che siano significativi delle ipotesi previste dal progetto o dalla realtà. Avrà cura di far aggiornare e raccogliere i disegni costruttivi unitamente alla descrizione e/o schede tecniche dei prodotti impiegati (specialmente quelli non visibili ad opera ultimata) e le prescrizioni attinenti la successiva manutenzione c A conclusione dell'opera eseguirà il controllo dei massetti e delle caldane per la posa delle successive pavimentazioni per palestre, che dovranno risultare perfettamente in piano con dislivelli massimi tollerabili non superiori a mm rispettivamente su una distanza di ml.. Qualora i massetti non dovessero risultare rispondenti alle tolleranze indicate sarà a totale carico dell appaltatore l onere per la fornitura e posa di autolivellante o levigatura fino a rendere la pavimentazione rispondente alle tolleranze e quote richieste. Le tolleranze di cui al presente articolo non sono applicabili qualora nelle descrizioni di Elenco Prezzi ne siano definite di altre. Art.2.ED.24 - Impianto di scarico acque meteoriche In conformità alla legge n. 46 del 5 marzo 1990 così come integrata dal D.M. 37/2008 gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica. Si intende per impianto di scarico acque meteoriche l'insieme degli elementi di raccolta, convogliamento, eventuale stoccaggio e sollevamento e recapito (a collettori fognari, corsi d'acqua, sistemi di dispersione nel terreno). L'acqua può essere raccolta da coperture o pavimentazioni all'aperto. Il sistema di scarico delle acque meteoriche deve essere indipendente da quello che raccoglie e smaltisce le acque usate ed industriali. Esso deve essere previsto in tutti gli edifici ad esclusione di quelli storico-artistici. Il sistema di recapito deve essere conforme alle prescrizioni della pubblica autorità in particolare per quanto attiene la possibilità di inquinamento. Gli impianti di cui sopra si intendono funzionalmente suddivisi come segue: converse di convogliamento e canali di gronda; punti di raccolta per lo scarico (bocchettoni, pozzetti, caditoie, ecc.); tubazioni di convogliamento tra i punti di raccolta ed i punti di smaltimento (verticali = pluviali; orizzontali = collettori); punti di smaltimento nei corpi ricettori (fognature, bacini, corsi d'acqua, ecc.) CSA OE pag. 66 di 76

68 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i materiali ed i componenti indicati nei documenti progettuali. Qualora non siano specificati in dettaglio nel progetto od a suo completamento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti: a in generale tutti i materiali ed i componenti devono resistere all'aggressione chimica degli inquinanti atmosferici, all'azione della grandine, ai cicli termici di temperatura (compreso gelo/disgelo) combinate con le azioni dei raggi IR, UV, ecc.; b gli elementi di convogliamento ed i canali di gronda, oltre a quanto detto in a), se di metallo devono resistere alla corrosione, se di altro materiale devono rispondere alle prescrizioni per i prodotti per le coperture, se verniciate dovranno essere realizzate con prodotti per esterno rispondenti al comma a); la rispondenza delle gronde di plastica alla norma UNI EN 607 soddisfa quanto detto sopra; c i tubi di convogliamento dei pluviali e dei collettori devono rispondere, a seconda del materiale, a quanto indicato nell'articolo relativo allo scarico delle acque usate; inoltre i tubi di acciaio inossidabile devono rispondere alle norme UNI EN /3; d per i punti di smaltimento valgono per quanto applicabili le prescrizioni sulle fognature date dalle pubbliche autorità. Per i chiusini e le griglie di piazzali vale la norma UNI EN Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti e le modalità indicate nei documenti progettuali, e qualora non siano specificati in dettaglio nel progetto od a suo completamento, si rispetteranno le prescrizioni seguenti. Vale inoltre quale prescrizione ulteriore cui fare riferimento la norma UNI EN a Per l'esecuzione delle tubazioni vale quanto riportato nell'articolo impianti di scarico acque usate. I pluviali montati all'esterno devono essere installati in modo da lasciare libero uno spazio tra parete e tubo di 5 cm; i passaggi devono essere almeno uno in prossimità di ogni giunto ed essere di materiale compatibile con quello del tubo b I bocchettoni ed i sifoni devono essere sempre del diametro delle tubazioni che immediatamente li seguono. Quando l'impianto acque meteoriche è collegato all'impianto di scarico acque usate deve essere interposto un sifone. Tutte le caditoie a pavimento devono essere sifonate. Ogni inserimento su un collettore orizzontale deve avvenire ad almeno 1,5 m dal punto di innesto di un pluviale c Per i pluviali ed i collettori installati in parti interne all'edificio (intercapedini di pareti, ecc.) devono essere prese tutte le precauzioni di installazione (fissaggi elastici, materiali coibenti acusticamente, ecc.) per limitare entro valori ammissibili i rumori trasmessi Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di scarico delle acque meteoriche opererà come segue: a Nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle procedure, verificherà via che i materiali impiegati e le tecniche di esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre, per le parti destinate a non restare in vista o che possono influire irreversibilmente sul funzionamento finale, verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e statistica nel caso di grandi opere). Effettuerà o farà effettuare e sottoscrivere in una dichiarazione di conformità le prove di tenuta all'acqua come riportato nell'articolo sull'impianto di scarico acque usate b Al termine dei lavori eseguirà una verifica finale dell'opera e si farà rilasciare dall'esecutore una dichiarazione di conformità dell'opera alle prescrizioni del progetto, del presente capitolato e di altre eventuali prescrizioni concordate. Il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un fascicolo i documenti progettuali più significativi, la dichiarazione di conformità predetta (ed eventuali schede di prodotti) nonchè le istruzioni per la manutenzione con modalità e frequenza delle operazioni. Art.2.ED.25 - Impianti di ascensori, montacarichi, scale e marciapiedi mobili Classificazione. Secondo le leggi attualmente in vigore, gli impianti, relativamente agli scopi ed usi, sono classificati nel modo seguente: in servizio privato: comprendenti tutti gli impianti installati in edifici pubblici e privati a scopi ed usi privati, anche se accessibili al pubblico; in servizio pubblico: comprendenti tutti gli impianti adibiti ad un pubblico trasporto Definizioni. Ascensore: impianto di sollevamento fisso, avente cabina mobile fra guide verticali o leggermente inclinate, adibito al trasporto di persone o di cose, fra due o più piani. Montacarichi: impianto di sollevamento fisso, avente cabina mobile fra guide verticali o leggermente inclinate, adibito al trasporto di sole cose, fra due o più piani CSA OE pag. 67 di 76

69 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Scala mobile: installazione azionata da motore, provvista di gradini in movimento senza fine, per il trasporto di passeggeri in salita o discesa. Marciapiede mobile: installazione azionata da motore, provvista di superficie in movimento senza fine (per esempio segmenti, tappeto) per il trasporto di passeggeri fra due punti allo stesso o diverso livello Disposizioni generali per l'impianto e l'esercizio a Gli ascensori e montacarichi in servizio privato sono soggetti alle seguenti disposizioni: DPR 30 aprile 1999 n. 162 Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimento per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio DP.R. 29 maggio 1963, n. 1497; DM. 28 maggio 1979, che integra il DP.R. 29 maggio 1963, n. 1497, per gli ascensori idraulici; DM. 9 dicembre 1987, n. 587, per gli ascensori elettrici; Legge 5 marzo 1990, n. 46 come integrata e modificata dal D.M. n. 37 del Gli ascensori e montacarichi in servizio pubblico sono soggetti alle seguenti disposizioni: Legge 23 giugno 1927, n Provvedimenti per la concessione all'industria privata dell'impianto ed esercizio di funicolari aeree e di ascensori in servizio pubblico. DM. 5 marzo Norme per l'impianto e l'esercizio, in servizio pubblico, degli ascensori destinati al trasporto di persone b La norma UNI EN 115 stabilisce le norme di sicurezza per la costruzione e l'installazione di scale mobili e marciapiedi mobili. Le scale e marciapiedi mobili in servizio privato non sono soggette ad alcuna normativa vigente, le scale mobili in servizio pubblico sono soggette al DM. 18 settembre 1975 che stabilisce le norme tecniche di sicurezza per la costruzione e l'esercizio delle scale mobili in servizio pubblico. I marciapiedi mobili in servizio pubblico non sono soggetti ad alcuna normativa vigente Caratteristiche tecniche degli impianti a Ascensori. Per il dimensionamento e l'inserimento degli impianti nell'edificio le norme nazionali adottate dall'uni sono le seguenti: UNI ISO 4190 Parte la (+ FA158 e FA 270), Parte 2a, Parte 3a che stabiliscono le dimensioni necessari per l'installazione delle seguenti tipologie di impianti: ascensori adibiti al trasporto di persone; ascensori adibiti principalmente al trasporto di persone, ma nei quali si possono trasportare anche merci; ascensori adibiti al trasporto di letti (montaletti); ascensori prevalentemente destinati al trasporto di cose generalmente accompagnate da persone; montacarichi. UNI ISO 4190 parte 5a che stabilisce quali pulsanti e segnali sono da prevedere nella costruzione ed installazione di un ascensore, tenendo conto del tipo di manovra adottato per l'apparecchio stesso; UNI ISO 4190 parte 6a che stabilisce le regole concernenti le previsioni di traffico e la scelta degli ascensori per gli edifici adibiti ad abitazione, allo scopo di assicurare un servizio soddisfacente; UNI 8725 che stabilisce le istruzioni per l'integrazione negli edifici residenziali degli impianti di ascensori elettrici a fune; UNI 8999 che stabilisce le istruzioni per l'integrazione negli edifici per uffici, alberghi ed ospedali degli impianti di ascensori elettrici a funi b Scale e marciapiedi mobili. Al presente non esistono norme per il dimensionamento e l'inserimento di questi impianti negli edifici, pertanto sono da definire tra installatore e direzione dei lavori i dettagli relativi c Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione procederà come segue: verificherà che l'impianto, a livello di progetto, abbia avuto le necessarie approvazioni da parte dei competenti organi di controllo e che le dimensioni siano coerenti con la destinazione d'uso in base alle norme di dimensionamento e di inserimento nell'edificio verificherà che l'impianto riceva alla fine dell'installazione il collaudo da parte dei competenti organi di controllo e che i dati relativi siano registrati sulla documentazione obbligatoria in base alla legislatura vigente CSA OE pag. 68 di 76

70 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin CAPO III - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI - Art.2.ED.26 - Intonaci Gli intonaci saranno computati per la loro effettiva superficie sia piana che curvilinea vista da pavimento finito a soffitto e dalla stessa verranno detratti: intonaci esterni: tutti i vani superiori a mq di superficie valutando a parte il riquadro di detti vani; intonaci interni: su muri di spessore superiore a cm. 15 e sulle contropareti di qualsiasi spessore, tutti i vani superiori a mq di superficie, valutando a parte la riquadratura di detti vani. Gli intonaci su tramezzi in foglio od a una testa saranno computati per la loro superficie effettiva e dovranno essere pertanto detratti tutti i vuoti di qualunque dimensione essi siano. Nel prezzo degli intonaci è compreso l'onere della ripresa, dopo la chiusura di tracce di qualsiasi genere, e contro i pavimenti, zoccolature e serramenti; l'esecuzione di gusci di raccordo, se richiesti, negli angoli fra pareti e soffitti e fra pareti e pareti, con raggio non superiore a 15 cm; l'onere per impalcature, ponti e costruzione provvisorie occorrenti per l'esecuzione degli intonaci e successivo smontaggio; l onere per la sucessiva pulizia delle caldane, la copertura delle parti da preservare. Art.2.ED.27 - Tinteggiature - coloriture - verniciature Nei prezzi delle tinteggiature, coloriture e verniciature in genere, s'intende anche compensato ogni mezzo d'opera, trasporto, sfilatura e rinfilatura d'infissi, ponteggi ecc. se non diversamente specificato nelle descrizioni di elenco prezzi Le tinteggiature saranno computate per la loro effettiva superficie sia piana che curvilinea vista da pavimento finito a soffitto e dalla stessa verranno detratti: tinteggiature esterne: tutti i vani superiori a mq di superficie valutando a parte il riquadro di detti vani; tinteggiature interne: su muri di spessore superiore a cm. 15 e sulle contropareti di qualsiasi spessore, tutti i vani superiori a mq di superficie, valutando a parte la riquadratura di detti vani. Le tinteggiature su tramezzi in foglio od a una testa saranno computati per la loro superficie effettiva e dovranno essere pertanto detratti tutti i vuoti di qualunque dimensione essi siano. Nel prezzo delle tinteggiature è compreso l'onere della ripresa, dopo la chiusura di tracce di qualsiasi genere, e contro i pavimenti, zoccolature e serramenti; l'onere per impalcature, ponti e costruzione provvisorie occorrenti per l'esecuzione delle tinteggiature e successivo smontaggio; l onere per la sucessiva pulizia delle caldane, la copertura delle parti da preservare. Per la coloritura o verniciatura degli infissi e simili si osserveranno le norme seguenti: a Coloritura di porte: 1) porte cieche interne - due volte la superficie determinata dagli spigoli più' esterni dei coprifili, o delle imbotti o dei telai; 2) porte cieche esterne - due volte la superficie del vano misurato da muro a muro sull'esterno, più' le imbotti od i telai se ci sono; 3) porte vetrate interne - una volta e tre quarti come alla voce 1); 4) porte vetrate esterne - una volta e tre quarti come alla voce 2) b Coloritura d'imposta, persiane avvolgibili: 1) imposte lisce - due volte la superficie determinata dagli spigoli più esterni dei coprifili o delle imbotti o dei telai esistenti; 2) imposte a persiana con tapparelle fisse o mobili - tre volte e mezza la superficie misurata da muro a muro, più imbotti o telai se esistenti; 3) imposte con sportello inferiore apribile a tapparelle fisse o mobili - tre volte e mezza la superficie misurata da muro a muro, più le imbotti od i telai se esistenti; 4) persiane avvolgibili - due volte e mezza la superficie del vano, misurata da muro a muro c Coloritura di telai di finestre: Se le ante del telaio sono ad un vetro, si computerà una volta la superficie del vano misurata da muro a muro verso l'esterno, se le ante sono a più vetri, si computerà una volta e mezza la superficie come sopra. I cassonetti coprirullo, i davanzali ed ogni altra opera accessoria saranno computati a parte per la loro effettiva superficie d Per le opere in ferro semplici e senza ornati - quali finestre grandi vetrate lucernari, infissi di vetrine per negozi, saranno computati i tre quarti della loro superficie complessiva, misurata sempre CSA OE pag. 69 di 76

71 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin in proiezione, ritenendo così compensate la coloritura di sostegni, grappe e simili accessori, dei quali non si terrà conto alcuno nella misurazione e Per le opere in ferro di tipo a disegno normale, quali ringhiere, cancelli, inferriate e simili, sarà computata l'intera loro superficie misurata una sola volta f Per le lamiere ondulate e per le serrande in lamiera ondulata, a maglia od estensibili, sarà computata tre volte la luce netta del vano, misurata in altezza tra la soglia e la battitura della lamiera o della serranda, intendendo con ciò' compensata anche la coloritura delle parti non in vista g Per i radiatori e termosifoni si computerà tre volte la superficie frontale. Tutte le coloriture e verniciature si intendono eseguite su ambedue la facce e negli spessori degli infissi e simili, con i rispettivi prezzi di elenco si intende altresì compensata la coloritura, verniciatura di nottole, braccialetti e simili accessori, anche se separati. La valutazione degli smalti, delle cappe di asfalto e delle impermeabilizzazioni con manti a base di resine epossidiche, verrà fatta tenendo conto dell'effettiva superficie curva o piana, senza effettuare deduzioni di vani di superficie inferiore a mq e senza tener conto di rientranze o sporgenze dal vivo muro che non superino i cm.15. La superficie delle volte, tanto nella copertura degli estradossi con cappe d'asfalto colato o smalto cementizio, come per l'eventuale intonacatura degli intradossi, verrà determinata calcolando lo sviluppo della volta stessa, con metodo geometrico. I prezzi delle singole voci comprendono tutte le forniture, ivi compresi gli eventuali additivi, ponteggi, finitura degli spigoli e dei gusci di raccordo, ripresa di eventuali irregolarità e di tracce e quant'altro occorre per dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte. Art.2.ED.28 - Opere da fabbro e da lattoniere Per quanto riguarda i lavori e provviste appaltati a misura, le quantità dei suddetti saranno determinate con metodi geometrici a misura o a peso in relazione a quanto previsto nell'elenco prezzi unitari. Le misure saranno prese in contradditorio, man mano che si procederà all'esecuzione dei suddetti lavori e, riportati su appositi libretti che saranno firmati dagli incaricati della Direzione Lavori e dell'appaltatore. Sono compresi nei prezzi di fornitura e posa in opera gli oneri relativi a: rilievi in sito per la determinazione delle esatte dimensioni dei singoli manufatti, numero, tipo e mano di apertura dei serramenti; reperimento, approntamento, presentazione dei campioni da sottoporre all'approvazione del Committente e loro conservazione in luoghi idonei; trasporto, scarico, immagazzinamento, ripresa del magazzino, sollevamenti, avvicinamento al punto di collocamento, compresa qualsiasi armatura o mezzo d'opera e protezione; imballaggi particolari per manufatti in lega leggera o già verniciati; posa in opera con l'impiego di tutta la necessaria mano di opera comune, qualificata e specializzata; malta, leganti, calcestruzzi, guaine, barriere vapore per la posa in opera; eventuali tagli e scalpellamenti di murature, conglomerati cementizi, intonaci, pavimenti, rivestimenti, guaine, tessuti, barriere al vapore ecc. per la preparazione delle sedi per le zanche ed altri elementi di fissaggio (anche questi ultimi compresi nel prezzo) incluso il ripristino di tutte le parti danneggiate dal fissaggio degli elementi di ancoraggio; ponteggi, apparecchi di sollevamento, mezzi d'opera per lo inserimento dei manufatti nel sito preciso di collocamento nonché tutti gli oneri conseguenti agli spostamenti dei ponteggi, delle armature e degli apparecchi di sollevamento nel caso che il collocamento in opera debba essere effettuato in periodi diversi; ritocchi vari, le riprese di murature, conglomerati cementizi, intonaci, pavimenti, rivestimenti, stuccature, ecc.; preparazione delle superfici e mano di antiruggine per i manufatti da verniciarsi in opera; ferramenta in genere, maniglie, serrature, cerniere, catenaccioli, accessori vari per serramenti e parti apribili; verniciatura completa dei serramenti in ferro, alluminio o leghe leggere, eseguita presso lo stabilimento della Ditta fornitrice, ove tale opera è compresa nel prezzo delle forniture; vetrate se non specificato diversamente nel rispettivo prezzo d'elenco; pulizia con eliminazione di qualsiasi traccia di imbrattamento di qualsiasi genere; protezione delle superfici dei manufatti ossidati anodicamente o verniciati prima della posa; guarnizioni e coprifili in genere; fori a pavimento per il fermo dei catenaccioli delle ante semifisse; in genere ogni e qualsiasi fornitura, mezzo, attrezzatura e prestazione necessari per dare ogni manufatto in opera finito a perfetta regola d'arte a qualsiasi altezza Materiali metallici in genere - ferro fucinato, chiusini, carpenteria in ferro, parapetti, cancelli, inferriate, recinzioni e simili CSA OE pag. 70 di 76

72 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Le opere in ferro in genere verranno valutate al kg. in base al peso effettivo controllato in contraddittorio prima della zincatura o tinteggiatura e con stesura del verbale di pesatura, in ogni caso verrà dedotto dalla valutazione l incremento di peso dovuto alla zincatura o a tinteggiature I materiali non ferrosi verranno valutati al kg. in base al peso effettivo controllato in prima della zincatura o tinteggiatura e con stesura del verbale di pesatura, in ogni caso verrà dedotto dalla valutazione l incremento di peso dovuto alla zincatura o a tinteggiature. Le portelle per ispezione, portelle esalazione, bocchette in ottone verranno valutate a numero in funzione del tipo di prodotto impiegato I corpi in ferro ed in leghe leggere saranno pagati a corpo, a superficie, od a peso, con i relativi prezzi di elenco Per le serrande avvolgibili, cancelli riducibili e serrande a maglie od estensibili, il prezzo a metro quadrato in luce fra gli stipiti, compresa anche la posa del cassone di custodia, delle guide e degli organi di manovra I canali di gronda ed i tubi per pluviali in lamiera saranno misurati a metro lineare in opera, senza cioè tener conto delle parti sovrapposte, intendendosi compresa nei rispettivi prezzi di elenco la fornitura e posa in opera di staffe e cravatte di ferro. I prezzi dei canali di gronda e dei tubi in lamiera di ferro zincato comprendono altresì la verniciatura con due mani di vernice, biacca e colori fini, con i colori che indicherà la Direzione Lavori, previa raschiatura, pulitura, decappaggio ed una mano di antiruggine. I canali di gronda verranno verniciati su entrambe le facce. La lamella zincata a formazione di converse e scossaline sarà valutata a mq. comprendente la verniciatura ed una mano di antiruggine. Il prezzo per la valutazione dei canali di gronda ed i tubi per pluviali è comprensivo dell onere per gli eventuali ponteggi che dovranno essere utilizzati per l esecuzione dei lavori. I giunti per divisioni pavimenti verranno valutati in ragione dei ml. realmente posti in opera I cancelli estensibili verranno valutati a mq. in base alla luce netta di passaggio del vano occupato dal serramento Per le porte basculanti vale il criterio di misurazione dei cancelli estensibili. I giunti per divisioni pavimenti verranno valutati in ragione dei ml. realmente posti in opera Le lame in ottone od alluminio verranno valutate in ragione delle quantità realmente posti in opera (mq. o ml.). Art.2.ED.29 - Isolamenti termici ed acustici - Gli isolamenti termo-acustici verranno valutati in base alla superficie effettivamente isolata, con detrazione dei vuoti di superficie maggiore di 1,00 mq.; sono compresi nel prezzo i risvolti, le sovrapposizioni, ecc. I prezzi di Elenco relativi agli isolamenti termo-acustici compensano tutti gli oneri previsti dal presente Capitolato speciale, nonchè tutti gli accorgimenti quali sigillature, stuccature, nastrature, ecc. atti ad eliminare vie d'aria e ponti termici od acustici. Nel caso gli isolamenti termici ed acustico debbano essere ancorati, con tassellature o con schiume poliuretaniche o collanti o altre tipologie di fissaggi, il tutto è sempre compreso nel prezzo per dare l isolamento perfettamente ancorato, fissato, sigillato il tutto a norma e secondo le schede tecniche del prodotto. Art.2.ED.30 - Impermeabilizzazioni - Le impermeabilizzazioni su pareti verticali, su piani orizzontali od inclinati saranno valutate in base alla loro superficie effettiva, senza deduzione dei vani per camini canne, lucernari ed altre parti emergenti, purchè non eccedenti ciascuna la superficie di 1.00 mq; per le parti di superficie maggiore di 1.00 mq, verrà detratta l'eccedenza. In compenso non si terrà conto delle sovrapposizioni, dei risvolti e degli oneri comportanti dalla presenza dei manufatti emergenti. Nei prezzi di Elenco dovranno intendersi compresi e compensati gli oneri di cui agli articoli relativi ai requisiti di accettazione e modalità di esecuzione del presente Capitolato, in particolare la preparazione dei supporti, sia orizzontali che verticali, la formazione dei giunti e la realizzazione dei solini di raccordo. Art.2.ED.31 - Solai - manti di copertura Nei prezzi dei solai e dei manti di copertura in genere, s'intende anche compensato ogni mezzo d'opera, trasporto, tiro in alto, ponteggi, eventuali protezioni necessarie in caso di pioggia per evitare che il fabbricato subisca danni da piogge ed infiltrazioni d acqua ecc Il solaio monolitico in cemento armato sarà valutato a mc come ogni altra opera in cemento armato. I solai in latero cemento ed a piastre saranno pagati a mq. di superficie netta misurata all'interno dei cordoli e delle travi in calcestruzzo, esclusi quindi, la presa e l'appoggio su cordoli perimetrali o travi di calcestruzzo o su eventuali murature portanti CSA OE pag. 71 di 76

73 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Nel prezzo è compreso l'onere per lo spianamento superiore con malta sino al piano di posa del massetto finito per i pavimenti, nonché ogni opera e materiale occorrenti per dare il solaio completamente finito e pronto per la pavimentazione. Nel prezzo dei solai sono comprese le casseforme e le impalcature di sostegno di qualsiasi entità, con tutti gli oneri specificati per le casseforme dei cementi armati, saranno però pagati a parte i cordoli perimetrali relativi ai solai stessi. Il ferro di armatura aggiuntivo sarà compreso od escluso secondo quanto specificato nei relativi prezzi di elenco, il ferro di confezione sarà in ogni caso compreso nel prezzo se non specificato diversamente. Nel prezzo a mq dei solai suddetti non saranno fatte deduzioni per fori inferiori a mq 1,00 e si applicherà senza alcuna maggiorazione anche a quelle porzioni in cui, per resistere a momenti negativi, il laterizio sia sostituito dal calcestruzzo. I solai di copertura a volta, costituiti da elementi ad arco, saranno valutati a mq e la loro superficie sarà quella misurata in proiezione orizzontale aumentata del 12% I solai in legno saranno pagati a mq. in base alle luci effettive. Nei prezzi è compresa la fornitura in opera delle travi le cui teste da immurare saranno protette con spalmatura di carbolineum, il sovrastante tavolato, dello spessore di mm. 40, la chioderia occorrente e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte Le coperture in genere sono computate a metro quadrato misurando geometricamente la superficie effettiva delle falde del tetto senza alcuna deduzione dei vani per fumaioli, lucernari ed altre parti sporgenti dalla copertura, purché non eccedenti ciascuna la superficie di mq 1,00, nel qual caso si devono dedurre per intero. Non si tiene conto delle sovrapposizioni e ridossi dei giunti. Nel prezzo del tetto è compreso e compensato ogni onere ad eccezione della grossa armatura di sostegno, sono compresi inoltre ponteggi, apparecchi di sollevamento, mezzi d'opera per lo inserimento dei manufatti nel sito preciso di collocamento nonché tutti gli oneri conseguenti agli spostamenti dei ponteggi, delle armature e degli apparecchi di sollevamento nel caso che il collocamento in opera debba essere effettuato in periodi diversi I manti di copertura sono computati a metro quadrato misurando geometricamente la superficie effettiva delle falde del tetto senza alcuna deduzione dei vani per fumaioli, lucernari ed altre parti sporgenti dalla copertura, purché non eccedenti ciascuna la superficie di mq 1,00, nel qual caso si devono dedurre per intero. Non si tiene conto delle sovrapposizioni e ridossi dei giunti. Nel prezzo del manto di copertura, qualora non diversamente indicato negli articoli di Elenco Prezzi, sono compresi la fornitura e posa in opera di staffe, cravatte di ferro, fissaggi, sigillature, converse, pezzi speciali, colmi, compluvi, scossaline, mantovane, torrini per sfiati, retine antipassero, ponteggi, apparecchi di sollevamento, mezzi d'opera per l inserimento dei manufatti nel sito preciso di collocamento nonché tutti gli oneri conseguenti agli spostamenti dei ponteggi, delle armature e degli apparecchi di sollevamento nel caso che il collocamento in opera debba essere effettuato in periodi diversi Le lastre di piombo, ferro e zinco e lamiera zincata che siano interposte nella copertura, con tegole od ardesie, per i compluvi od alle estremità delle falde, intorno ai lucernari, fumaioli od altre parti sporgenti come sopra, sono pagati a parte con i prezzi fissati in elenco qualora non compreso in altri articoli di elenco. Art.2.ED.32 - Pavimenti - rivestimenti - marmi I pavimenti di qualunque genere saranno valutati per la superficie vista tra le pareti intonacate dall'ambiente. Nella misura non sarà perciò compresa l'incassatura dei pavimenti nell'intonaco. I prezzi di elenco per ciascun genere di pavimenti comprendono la fornitura dei materiali ed ogni lavorazione per dare i pavimenti stessi completi e rifiniti. in ciascuno dei prezzi concernenti i pavimenti, anche nel caso di sola posa in opera, si intendono comprese le spese di ripristino e di raccordo con gli intonaci, qualunque possa essere l'entità dei lavori per tali ripristini I rivestimenti in genere verranno misurati per la superficie effettiva, qualunque sia la sagoma e la posizione delle pareti da rivestire. Nel prezzo a metro quadrato sono compresi tutti i pezzi speciali di raccordo, gusci, angoli, ecc., che saranno però computati nella misurazione I prezzi delle opere in marmo, pietra naturale od artificiale previsti in elenco, saranno applicati alla superficie od alla lunghezza dei materiali e delle pietre poste in opera, misure determinate in base al massimo rettangolo circoscrivibile a ciascun pezzo ed alla massima lunghezza compreso ogni onere per dare il lavoro finito a regola d'arte. I marmi in genere per rivestimenti, pavimenti, scale, davanzali, ecc. verranno computati secondo la rispettiva voce di tariffa in base alla superficie a vista a partire dal filo del marmo esclusa la fuga. Specificatamente detti prezzi comprendono gli oneri per la fornitura, lo scarico in cantiere, il deposito e la provvisoria protezione in deposito, la ripresa, il successivo trasporto ed il sollevamento dei materiali a qualunque altezza, con eventuale protezione, copertura o fasciatura; per ogni successivo sollevamento e per ogni ripresa con boiacca di cemento od altro materiale, per la fornitura di lastre di piombo, di grappe, staffe, regolini, chiavette, perni occorrenti per il fissaggio; per ogni occorrente scalpellamento delle strutture murarie e per la successiva, chiusura e ripresa delle stesse, per la stuccatura dei giunti, per la pulizia accurata e CSA OE pag. 72 di 76

74 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin completa, per la protezione a mezzo di opportune opere provvisorie delle pietre già collocate in opera, e per tutti i lavori che risultassero necessari per il perfetto rifinimento dopo la posa in opera. I prezzi di elenco sono pure comprensivi dell'onere dell'imbottitura dei vani dietro i pezzi, fra i pezzi stessi o comunque tra i pezzi e le opere murarie da rivestire, in modo da ottenere un buon collegamento e, dove richiesto un incastro perfetto I battiscopa di qualsiasi materiale verranno misurati nella sua lunghezza e nel prezzo saranno sempre compresi i pezzi speciali, le chiodature o i sistemi di ancoraggio alle pareti, gli elementi preformati, i tagli a 45 od altre angolazioni, le sagomature per pareti curve. Art.2.ED.33 - Controsoffitti - pareti in cartongesso Il numero e la tipologia dei tenditori per l installazione del controsoffitto dovrà essere conforme a quanto prescritto dalla ditta produttrice del controsoffitti, in considerazione anche del supporto sul quale andranno installati, al fine di garantire la staticità della struttura di supporto del controsoffitto stesso. I controsoffitti piani saranno pagati in base alla superficie della loro proiezione orizzontale valutata tra i fili finiti delle murature. Non si terrà conto di fori presenti se di superficie inferiore a 1.00 mq. Sono compresi gli oneri per l'inserimento di bocchette impiantistiche, corpi luminosi, rivelatori di fumi e simili. E compreso e compensato nel prezzo anche il raccordo con eventuali muri perimetrali curvi, tutte le forniture, magisteri e mezzi d'opera per dare controsoffitti finiti in opera come prescritto nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione; è esclusa e compensata a parte l'orditura portante principale. Nel prezzo è comunque compreso ogni onere per il ponteggio a norma necessario per la realizzazione del controsoffitto a qualsiasi altezza Le contropareti in cartongesso saranno pagate in base alla loro superficie vista e sarà compresa nel prezzo a mq. ogni onere per la realizzazione di palette per finestre e porte, angoli, rientranze e sporgenze non saranno dedotti i vani inferiori a 1 mq. In particolare sarà compresa l'eventuale realizzazione di spallette e rientranze con l'utilizzo della lastra incollata alla struttura, nonchè dei profili angolosi incollati e stuccati per evitare la lussazione delle giunture. Nel prezzo è comunque compreso ogni onere per il ponteggio a norma necessario per la realizzazione del controsoffitto a qualsiasi altezza Le pareti in cartongesso saranno pagate in base alla loro superficie e sarà compreso nel prezzo a metro quadrato ogni onere per la realizzazione di spallette per porte, angoli, rientranze e sporgenze e non verranno dedotti i vani inferiori a 1 mq. Nel prezzo è comunque compreso ogni onere per il ponteggio a norma necessario per la realizzazione del controsoffitto a qualsiasi altezza. Art.2.ED.34 - Serramenti in metallo Nei prezzi dei serramenti s intende compreso nel prezzo, se non specificato diversamente nella descrizione di Elenco Prezzi: Le campionature e le certificazione richieste nel presente capitolato. L invio delle campionature al Committente per le approvazioni. La fornitura di tutti i materiali costituenti i serramenti secondo quanto indicato nei disegni forniti con il presente Capitolato e/o richiesti dal capitolato stesso. La fornitura dei controtelai in acciaio, dei vetri, degli accessori e dei raccordi alle altre opere solo se espressamente specificati, ivi compresi se richiesti eventuali cassonetti, teli avvolgibili o altre protezioni solari previste dal presente capitolato. La fornitura delle guarnizioni per la posa dei vetri se previste nei disegni, anche se i vetri non fossero di fornitura. Il controllo della qualità sui materiali e sulle lavorazioni di officina, secondo quanto specificato in Capitolato. Gli imballi ed il trasporto di tutti i sopraccitati materiali fino al cantiere nei tempi e nelle quantità necessarie per rispettare il programma concordato. I ponteggi esterni ove necessari. Le assistenze murarie e la posa dei controtelai a premurare. Le modifiche alla struttura e alle altre opere fuori tolleranza o non conformi ai disegni esecutivi. La sigillatura perimetrale del serramento. Lo scarico e la movimentazione in cantiere, incluso il tiro in alto. La supervisione per lo scarico, magazzinaggio e tiro al piano. La manovalanza per il montaggio e la movimentazione al piano. Le attrezzature speciali di magazzinaggio, quali rastrelliere, pianali, ecc.., atte a non provocare sollecitazioni anomale nei materiali. La manodopera specializzata per il montaggio nella quantità necessaria al rispetto del programma concordato. Le attrezzature specifiche e personali della propria manodopera, compresi gli eventuali ponteggi interni CSA OE pag. 73 di 76

75 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin La sostituzione e il ritocco, secondo quanto specificato nel presente Capitolato, di tutte le parti rifiutate dal Committente perché non rispondenti al Capitolato stesso. Gli oneri per la sostituzione di parti di serramenti danneggiati da altre Ditte o da terzi. La pulizia industriale dei serramenti alla consegna degli stessi al Committente. L assistenza al collaudo. La sostituzione di tutte le parti rivelatesi difettose nel periodo di garanzia. L obbligo di dare comunicazione scritta al Committente di tutte le variazioni necessarie alla lista di taglio dei vetri che derivino da modifiche apportate alla facciata in fase esecutiva. Nel caso che i vetri fossero già tagliati, l onere conseguente sarà a carico della parte responsabile della modifica. Il montaggio dei vetri, compresi i tasselli e le sigillature necessarie, assumendo a proprio carico l onere delle rotture. La pulizia finale dei serramenti alla consegna dell edificio. La protezione delle superfici in vista dei manufatti mediante l applicazione di film plastico per garantirne la finitura fino alla consegna Nei prezzi sono compresi i controtelai da murare in opera, tutte le ferramenta e le eventuali pompe a pavimento per la chiusura automatica delle vetrate, nonchè tutti gli oneri derivanti dall'osservanza delle norme e prescrizioni contenute nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione Tutti gli infissi si misureranno su una sola faccia, per la loro luce netta di passaggio come indicato nei particolari esecutivi allegati al progetto. Minimo fatturabile di mq. 0,50 per serramenti e mq. 0,50 per vetri. La misurazione dei vetri avverrà per superficie risultante da multiplo superiore di 4 cm. di base x altezza. Qualora la superficie del serramento non sia riferita ad un unico piano sarà conteggiato lo sviluppo complessivo delle varie superfici componenti il manufatto Per gli infissi esterni si misurerà la superficie vista dall'interno su una sola faccia, per la loro luce netta di passaggio come indicato nei particolari esecutivi allegati al progetto, escluse le eventuali fasce coprifili, mostre e contromostre, esclusi i cassonetti che verranno compensati a parte con i relativi prezzi di elenco se non specificato diversamente nel prezzo d'elenco. Minimo fatturabile di mq. 0,50 per serramenti e mq. 0,50 per vetri Le imbotti di serramenti interni su muri di spessore superiore a cm. 45 verranno compensate applicando il relativo sovrapprezzo Per gli oscuri esterni, applicati alle casse delle finestre o su cardini a muro, il prezzo sarà applicato alla superficie determinata dalla misura a serramento chiuso Per le persiane avvolgibili, il prezzo sarà applicato alla superficie determinata dalla luce netta di passaggio dell'apertura, con una aumento di cm. 5 in larghezza e cm. 25 in altezza, per una misura minima di mq. 1.50, compreso l'avvolgitore automatico Nei prezzi dei serramenti sono sempre compresi le vetrate il cui spessore sarà indicato nella voce di elenco prezzi ed i coprifili per tutte le parti in legno a contatto con le murature. Nei prezzi sono compresi pure gli oneri per consegnare i serramenti perfettamente coloriti e verniciati, con i vetri puliti. Tutti gli infissi si intendono sempre provvisti completi di controtelai da murare, tutte le ferramenta e le eventuali pompe a pavimento per la chiusura automatica delle vetrate, apparecchi di sostegno e di chiusura, di codette e piastrine a muro, pomoli, maniglie ed ogni altro accessorio per il loro buon funzionamento, ed ultimati con una mano di mordente, quando non sia altrimenti previsto nonchè tutti gli oneri derivanti dall'osservanza delle norme e prescrizioni contenute nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione. Essi dovranno inoltre corrispondere, in ogni particolare, ai campioni approvati dalla Direzione Lavori. I prezzi elencati comprendono la fornitura a piè d'opera, l'onere dello scarico e distribuzione ai singoli vani di destinazione, la posa in opera, sempre quando non sia pagata a parte, la manutenzione per garantire il perfetto e regolare funzionamento sino al collaudo finale Per i box doccia, spogliatoi e similari, il prezzo sarà applicato alla superficie massima dei pannelli su un lato solo, per le dimensioni previste nei dettagli grafici di progetto (nessuna superficie maggiore a quella indicata negli allegati grafici sarà dovuta), esclusi dalla misurazione della superficie per piedini, supporti e struttura di sostegno comunque compresi nel prezzo. Art.2.ED.35 - Lavori e serramenti in legno Nella valutazione dei legnami non si terrà conto dei maschi e dei nodi per la congiunzioni dei diversi pezzi e parimenti non si dedurranno le relative mancanze od intagli. Nei prezzi riguardanti la lavorazione e posa in opera dei legnami é compreso ogni compenso per la provvista di tutta la chioderia, staffe, bulloni, chiavetti, ecc. per l'applicazione della ferramenta a norma dei tipi e delle prescrizioni, per gli sprechi occorrenti a dare ai legnami le dimensioni e forme prescritte, per l'esecuzione delle giunzioni e degli innesti di qualunque specie per palchi di servizio, catene, cordami, malta, cemento, meccanismi e simili, e qualunque altro mezzo provvisionale e di mano d'opera per l'innalzamento, trasporto e posa in opera. La valutazione dei legnami si intende sempre compresa della levigatura, preparazione del sottofondo, CSA OE pag. 74 di 76

76 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin trattamento con sostanze impregnanti contro l'attacco del tarlo, del capricorno, dei funghi, della merula e della marcedine, nonché della tinteggiatura o verniciatura Nei prezzi sono compresi i telai e controtelai in legno da murare in opera, tutte le ferramenta e le eventuali pompe a pavimento per la chiusura automatica delle vetrate, nonchè tutti gli oneri derivanti dall'osservanza delle norme e prescrizioni contenute nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione Tutti gli infissi si misureranno su una sola faccia, per la loro luce netta di passaggio come indicato nei particolari esecutivi allegati al progetto, saranno comunque comprese nel prezzo le eventuali fasce coprifili, mostre e contromostre. Minimo fatturabile di mq. 1,00 per serramenti e mq. 0,50 per vetri Per gli infissi esterni si misurerà la superficie vista dall'interno su una sola faccia, per la loro luce netta di passaggio come indicato nei particolari esecutivi allegati al progetto, comprese le eventuali fasce coprifili, mostre e contromostre, esclusi i cassonetti che verranno compensati a parte con i relativi prezzi di elenco se non specificato diversamente nel prezzo d'elenco. Minimo fatturabile di mq. 1,00 per serramenti e mq. 0,50 per vetri Le imbotti di serramenti interni su muri di spessore superiore a cm. 15 verranno compensate applicando il relativo sovrapprezzo Per gli oscuri esterni, applicati alle casse delle finestre o su cardini a muro, il prezzo sarà applicato alla superficie determinata dalla misura a serramento chiuso Per le persiane avvolgibili, il prezzo sarà applicato alla superficie determinata dalla di passaggio dell'apertura, con una aumento di cm. 5 in larghezza e cm. 25 in altezza, per una misura minima di mq. 1.50, compreso l'avvolgitore automatico Nei prezzi dei serramenti sono sempre compresi le vetrate il cui spessore sarà indicato nella voce di elenco prezzi ed i coprifili per tutte le parti in legno a contatto con le murature. Nei prezzi sono compresi pure gli oneri per consegnare i serramenti perfettamente coloriti e verniciati, con i vetri puliti. Tutti gli infissi si intendono sempre provvisti completi di apparecchi di sostegno e di chiusura, di codette e piastrine a muro, pomoli, maniglie ed ogni altro accessorio per il loro buon funzionamento, ed ultimati con una mano di mordente, quando non sia altrimenti previsto. Essi dovranno inoltre corrispondere, in ogni particolare, ai campioni approvati dalla Direzione Lavori. I prezzi elencati comprendono la fornitura a piè d'opera, l'onere dello scarico e distribuzione ai singoli vani di destinazione, la posa in opera, sempre quando non sia pagata a parte, la manutenzione per garantire il perfetto e regolare funzionamento sino al collaudo finale. Art.2.ED.36 - Vetri, cristalli e simili - Per la misura dei vetri, cristalli e simili resta convenuto che essa va eseguita sulla sola superficie in vista. Si ritengono già compensati nel prezzo indicato in elenco, il mastice, le punte per il fissaggio dei vetri e le eventuali guarnizioni in gomma prescritte per i telai in ferro od in leghe leggere. Resta parimenti convenuto che, per le misurazioni dei vetri e cristalli centinati, si assumerà il minimo rettangolo ad essi circoscritto, i vetri, cristalli o simili verranno computati solo nel caso in cui siano specificatamente esclusi dalla voce di elenco prezzi dei serramenti siano essi in legno od in ferro o leghe leggere. Art.2.ED.37 - Opere per marciapiede, cunette, cordonate, ecc Per le pavimentazioni la misurazione verrà computata sulla superficie dell'opera eseguita, convenzionalmente sarà compreso nel prezzo ogni onere per la demolizione e ripristino delle parti di pavimentazione esistenti per riuscire a raccordarle con le pavimentazioni in progetto. Nei prezzi stabiliti da detti articoli di prezziario s'intendono compensati tutti i materiali e la mano d'opera per dare i lavori ultimati a perfetta regola d'arte, come previsto nei modi di esecuzione Per le demolizioni la misurazione verrà computata per le quantità reali secondo gli ordini impartiti dalla Direzione Lavori. Eventuali eccedenze non verranno computate e rimarrà a carico dell'appaltatore l'onere del ripristino I prezzi delle cunette in calcestruzzo previsti in elenco saranno applicati alla lunghezza massima della cunetta eseguita, compreso ogni onere per dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte I prezzi delle opere in pietra naturale od artificiali relativi alle cordonate previsti in elenco saranno applicati alla lunghezza massima dei materiali e delle pietre poste in opera compreso ogni onere per dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte, ivi compresi i pezzi speciali ed elementi con feritoie per caditoie. Art.2.ED.38 - Fognature Il computo degli scavi verrà effettuato con l'articolo relativo CSA OE pag. 75 di 76

77 Comune di Montebelluna Lavori di Restauro della Grande Barchessa Manin Nel prezzo delle tubazioni, se non diversamente specificato nelle voci di Elenco Prezzi, è sempre compreso l onere per la formazione di piste per il transito dei mezzi necessari alla realizzazione delle opere previste in progetto I condotti di fognatura stradale verranno valutati misurando la lunghezza sull'asse della tubazione, senza tener conto delle parti destinate a compenetrarsi, delle parti internate nella misura dei manufatti, e deducendo la lunghezza esterna dei pezzi speciali. I tubi in cemento vibro-compresso armati, saranno valutati come quelli centrifugati e turbocentrifugati armati. I pezzi speciali delle tubazioni in P.V.C. saranno misurati lungo l asse senza tener conto delle parti destinate a compenetrarsi se non diversamente specificato nella descrizione del prezzo. I pezzi speciali in gres ed in P.E.a.d corrugato a doppia parete se non compresi nel prezzo a metrolineare, dovranno essere ragguagliati alle seguenti lunghezze del corrispondente diametro; curve, parallele, gomiti, riduzioni (valutate in base al tubo di diametro più piccolo) = ml. 1.00; braghe semplici, giunti semplici a squadra, ispezioni con tappo = ml. 1.25; braghe doppie con ispezione a tappo = ml e sifoni di qualsiasi tipo con ispezione a tappo = ml La fornitura e posa in opera di pozzetti prefabbricati, caditoie, chiusini, manufatti speciali, pezzi speciali (compreso anche l'onere per i necessari ancoraggi) saranno pagati a misura, per unità od a peso a seconda della relativa voce La valutazione del collettore fognatura ovoidale avverrà misurando la lunghezza sull'asse del collettore senza tener conto delle parti internate nella muratura dei manufatti. Nessuna detrazione verrà fatta per fori e vani di ispezione. Art.2.ED.39 - Lavori di rivestimento opere in verde Il rivestimento di scarpate mediante piantagione, semina o con zolle erbose verrà valutato a mq. di superficie rivestita ed ordinata dalla Direzione Lavori. Nel prezzo relativo sono compresi tutti gli oneri di preparazione del terreno, cure colturali, di primo rinsaldamento, semina, piantagione, ecc., nonché tutti gli oneri necessari e quant'altro occorre per dare il lavoro eseguito a regola d'arte fino al collaudo La sistemazione della banchina dei rilevati sarà' misurata a metro lineare di sviluppo del profilo dei rilevati. Il prezzo sarà comprensivo di tutti gli oneri necessari per dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte fino al collaudo Le mantellate in grigliato articolato (graticciate per consolidamento di scarpate da inerbire) composte da elementi componibili prefabbricati in calcestruzzo vibro-compresso, saranno valutate a metro quadrato di sviluppo misurato ai bordi esterni delle lastre di estremità poste sul perimetro della superficie rivestita. Il prezzo comprende tutto quanto e' necessario per dare il rivestimento finito in opera, compreso il ferro incorporato nelle lastre e quello da inserire nei giunti, il coronamento di ancoraggio superiore, l'ancoraggio inferiore, la regolarizzazione ed il costipamento del piano di appoggio ed ogni onere e magistero per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d'arte CSA OE pag. 76 di 76

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79 CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO PARTE SECONDA OPERE STRUTTURALI

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81 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin PARTE SECONDA OPERE STRUTTURALI CAPO I - CONDIZIONI - NORME E PRESCRIZIONI PER L'ACCETTAZIONE, L'IMPIEGO, LA QUALITÀ, LA PROVENIENZA DEI MATERIALI - 3 Art.2.ED.1 - Norme generali per l'accettazione, qualità ed impiego dei materiali - 3 Art.2.ED.2 - Norme generali per la provvista dei materiali 3 Art.2.ED.3 - Acqua, calci, pozzolane, gesso, bitumi- 4 Art.2.ED.4 - Cementi - 4 Art.2.ED.5 - Malte - 6 Art.2.ED.6 - Agglomerati cementizi - 7 Art.2.ED.7 - Additivi per impasti cementizi - 7 Art.2.ED.8 - Materiali inerti - 9 Art.2.ED.9 - Elementi di laterizio e calcestruzzo - 11 Art.2.ED.10 - Materiali e prodotti per uso strutturale - 12 Art.2.ED.11 - Prodotti a base di legno - 15 Art.2.ED.12 - Prodotti per coperture discontinue (a. falda) - 16 Art.2.ED.13 - Tiranti di ancoraggio - 19 CAPO II - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO - 20 Art.2.ED.14 - Scavi in genere - 20 Art.2.ED.15 - Scavi di fondazione od in trincea - 20 Art.2.ED.16 - Fondazioni in cemento armato 21 Art.2.ED.17 - Consolidamento mediante tiranti metallici 21 Art.2.ED.18 - Consolidamento mediante iniezioni a base di miscele leganti 22 Art.2.ED.19 - Demolizioni e rimozioni - 23 Art.2.ED.20 - Opere e strutture di muratura - 24 Art.2.ED.21 - Opere da fabbro - 26 Art.2.ED.22 - Opere e strutture di calcestruzzo - 27 Art.2.ED.23 - Solai - 29 Art.2.ED.24 - Strutture in acciaio - 30 Art.2.ED.25 - Strutture in legno - 33 Art.2.ED.26 - Massetti Strutturali 36 CAPO III - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI - 38 Art.2.ED.27 - Norme generali - 38 Art.2.ED.28 - Movimenti di materie - 38 Art.2.ED.29 - Scavi e ritombamenti - 40 Art.2.ED.30 - Demolizioni e rimozioni - 41 Art.2.ED.31 - Riparazioni - 43 Art.2.ED.32 - Calcestruzzi e murature in genere - 43 Art.2.ED.33 - Ferro per cementi armati - 45 EL/mp -5014E-CSAED pag. 2 di 45

82 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin PARTE SECONDA OPERE STRUTTURALI REQUISITI DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI MODALITA DI ESECUZIONE E MISURAZIONE DEI LAVORI CAPO I - CONDIZIONI - NORME E PRESCRIZIONI PER L'ACCETTAZIONE, L'IMPIEGO, LA QUALITÀ, LA PROVENIENZA DEI MATERIALI - Art.2.ED.1 - Norme generali per l'accettazione, qualità ed impiego dei materiali - I materiali tutti dovranno corrispondere perfettamente alle prescrizioni di Legge e del presente Capitolato Speciale; essi dovranno essere della migliore qualità e perfettamente lavorati. Le caratteristiche dei materiali da impiegare dovranno corrispondere alle prescrizioni degli articoli ed alle relative voci dell'elenco Prezzi allegato al presente Capitolato. La Direzione Lavori avrà facoltà di rifiutare in qualunque tempo i materiali che fossero deperiti dopo l'introduzione nel cantiere, o che, per qualsiasi causa, non fossero conformi alle condizioni del contratto; l'appaltatore dovrà rimuoverli dal cantiere e sostituirli con altri a sue spese. Ove l'appaltatore non effettui la rimozione nel terreno prescritto dalla Direzione Lavori, la Stazione appaltante potrà provvedervi direttamente a spese dell'appaltatore, a carico del quale resterà anche qualsiasi danno derivante dalla rimozione eseguita d'ufficio. Qualora si accertasse che i materiali accettati e già posti in opera fossero di cattiva qualità si procederà come disposto dal Capitolato Generale d'appalto. Nel caso di prodotti industriali, la rispondenza a questo Capitolato può risultare da un attestato di conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione. Queste prescrizioni non potranno in ogni caso pregiudicare i diritti della Stazione appaltante nella collaudazione finale. Art.2.ED.2 - Norme generali per la provvista dei materiali L'Appaltatore assume, con la firma del contratto d'appalto, l'obbligo di provvedere tempestivamente tutti i materiali occorrenti per l'esecuzione di lavori compresi nell'appalto, e comunque ordinati dalla Direzione Lavori, quali che possano essere le difficoltà di approvvigionamento. L'Appaltatore dovrà dare notizia alla Direzione Lavori della provenienza dei materiali e delle eventuali successive modifiche della provenienza stessa volta per volta, se ciò richiesto dalla Direzione Lavori. Qualora l'appaltatore di sua iniziativa impiegasse materiali di dimensioni eccedenti le prescritte, o di caratteristiche migliori, o di più accurata lavorazione, ciò non gli darà diritto ad aumenti di prezzo. L'Appaltatore resta obbligato a prestarsi in ogni tempo alle prove dei materiali impiegati, o da impiegare, sottostando a tutte le spese per il prelievo, la formazione e l'invio dei campioni presso i lavoratori ufficiali, nonché per le corrispondenti prove ed esami. I campioni verranno prelevati in contraddittorio. Degli stessi potrà essere ordinata la conservazione nei locali indicati dalla Direzione Lavori previa apposizione di sigilli e firme del Direttore Lavori e dell'appaltatore, nei modi più adatti a garantirne l autenticità e la conservazione. I risultati così ottenuti saranno i soli riconosciuti validi dalle parti ed ad essi esclusivamente si farà riferimento a tutti gli effetti del presente appalto. Nei casi in cui per materiali e prodotti è obbligatoria la marcatura CE, conformemente a quanto previsto dal D.P.R. 21/04/1993 n 246, di attuazione della Direttiva 89/106/CEE relativa ai prodotti da costruzione, e successive modificazioni ed integrazioni di cui al D.P.R. 10/12/1997 n 499, saranno accettati solo materiali e prodotti rispondenti ad una delle seguenti condizioni: - conformità ad una norma armonizzata - conformità ad un benestare tecnico europeo - conformità alle norme nazionali riconosciute dalla Commissione tali da beneficiare della presenzione di conformità EL/mp -5014E-CSAED pag. 3 di 45

83 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin e dovrà essere presentato alla Direzione Lavori il corrispondente attestato di conformità, comprovato da idonea documentazione e/o certificazione. Ogni materiale in fornitura per il quale è richiesta una caratteristica di resistenza e/o reazione al fuoco, va accompagnato dalla relativa Certificazione e/o Omologazione del Ministero dell Interno in originale o copia conforme nonchè dalla copia della bolla di fornitura. La Certificazione e/o Omologazione dovrà corrispondere alle effettive condizioni di impiego del materiale anche in relazione alle possibili fonti di innesco. Art.2.ED.3 - Acqua, calci, pozzolane, gesso, bitumi- 2.ED.3.1 Acqua - L'acqua per l'impasto con leganti idraulici dovrà essere dolce, limpida, priva di sostanze organiche o grassi, priva di sali (particolarmente solfati e cloruri) in percentuali dannose, di materie terrose e non essere aggressiva per il conglomerato risultante. L acqua, a discrezione della direzione lavori, in base al tipo di intervento o uso potrà essere trattata con speciali additivi per evitare l insorgenza di reazioni chimicofisiche al contatto con altri componenti dell impasto. 2.ED.3.2 Calci - Le calci aeree ed idrauliche, dovranno rispondere ai requisiti di accettazione di cui al R. Decreto 16 novembre 1939, n (aggiornato alla G.U. 29 agosto 2000); le calci idrauliche dovranno altresì rispondere alle prescrizioni contenute nella legge 26 maggio 1965, n. 595 («Caratteristiche tecniche e requisiti dei leganti idraulici») nonché ai requisiti di accettazione contenuti nel DM. 31 agosto 1972 («Norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova degli agglomerati cementizi e delle calci idrauliche»). Le calci da costruzione dovranno corrispondere, in funzione alla tipologia, alle norme UNI EN 459-1:2002 e saranno tutti obbligatoriamente marchiati CE. 2.ED.3.3 Pozzolane - Le pozzolane saranno ricavate da strati mondi da cappellaccio ed esenti da sostanze eterogenee o di parti inerti; qualunque sia la provenienza dovranno rispondere a tutti i requisiti prescritti dal R. Decreto 16 novembre 1939, n ED.3.4 Gesso - Il gesso dovrà essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione in modo da non lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro da materie eterogenee e senza parti alterate per estinzione spontanea. Il gesso dovrà essere conservato in locali coperti, ben riparati dall'umidità e da agenti degradanti. 2.ED.3.5 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 12859:2011 Blocchi di gesso - Definizioni, requisiti e metodi di prova (M/106) UNI EN 12859: Blocchi di gesso - Definizioni, requisiti e metodi di prova (M/106) UNI EN :2005 Leganti, leganti compositi e miscele realizzate in fabbrica per massetti a base di solfato di calcio - Parte 1: Definizioni e requisiti (M/106) UNI EN 459-1:2002 Calci da costruzione - Parte 1: Definizioni, specifiche e criteri di conformità (M/114) UNI EN :2004 Filler e materiali per la sigillatura dei giunti - Parte 1: Specifiche per materiali per la sigillatura applicati a caldo (M/124) Art.2.ED.4 - Cementi - 2.ED.4.1 Fornitura - I sacchi debbono essere in perfetto stato di conservazione; se l'imballaggio fosse comunque manomesso o il prodotto avariato, la merce può essere rifiutata. Se i leganti sono forniti alla rinfusa, la provenienza e la qualità degli stessi devono essere dichiarate con documenti di accompagnamento della merce. La qualità potrà essere accertata mediante prelievo di campioni e loro analisi. 2.ED.4.2 Marchio di conformità - L'attestato di conformità autorizza il produttore ad apporre il marchio di conformità sull'imballaggio e sulla documentazione di accompagnamento relativa al cemento certificato. Il marchio di conformità è costituito dal simbolo dell'organismo abilitato seguito da: nome del produttore e della fabbrica ed eventualmente del loro marchio o dei marchi di identificazione; ultime due cifre dell'anno nel quale è stato apposto il marchio di conformità; numero dell'attestato di conformità; descrizione del cemento; estremi del decreto. Ogni altra dicitura è preventivamente sottoposta all'approvazione dell'organismo abilitato. 2.ED.4.3 I cementi dovranno rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella legge 26 maggio 1965, n. 595 e nel DM. 3 giugno 1968 («Nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei cementi») e successive modifiche. Tabella 1 Requisiti meccanici e fisici dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n.314) Resistenza alla compressione (N/mm2) Classe Tempo inizio presa Resistenza iniziale Resistenza Espansione EL/mp -5014E-CSAED pag. 4 di 45

84 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin 2 giorni 7 giorni Normalizzata 28 giorni min Mn 32,5 - > 16 32,5 52,5 32,5 R > ,5 > 10-42,5 62, ,5 R > 20-52,5 > 20-52, ,5 R > 30 - Tabella 2 Requisiti chimici dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n.314) Proprietà Prova secondo Tipo di cemento Classe di resistenza Requisiti Perdita al fuoco EN CEM I CEM III Tutte le classi 5,0% Residuo insolubile EN CEM I CEM III Tutte le classi 5,0% 32,5 CEM I 32,5 R CEM II (2) 42,5 3,5% Solfati come SO3 EN CEM IV CEM V 42,5 R 52,5 52,5 R 4,0% CEM III (3) Tutte le classi Cloruri EN Tutti i tipi (4) Tutte le classi 0,10% Pozzolanicità EN CEM IV Tutte le classi Esito positivo della prova 1) I requisisti sono espressi come percentuale in massa 2) Questa indicazione comprende i cementi tipo CEM II/A e CEM II/B, ivi compresi i cementi Portland compositi contenenti solo un altro componente principale, per esempio II/A-S o II/B-V, salvo il tipo CEM II/B-T che può contenere fino al 4,5 % di SO3 per tutte le classi di resistenza 3) Il cemento tipo CEM III/C può contenere fino al 4,5% di SO3 4) Il cemento tipo CEM III può contenere più della 0,100% di cloruri ma in tal caso si dovrà dichiarare il contenuto effettivo di cloruri Tabella 3 Valori limite dei cementi (D.M. 12 luglio 1999, n. 314) Proprietà Limite inferiore di resistenza (N/mm2) Contenuto di SO3 (%) Limite superiore Valori limite Classe di resistenza 32,5 32,5R 42,5 42,5 R 52,5 52,5 R 2 giorni - 8,0 8,0 18,0 18,0 28,0 7 giorni 14, giorni 30,0 30,0 40,0 40,0 50,0 50,0 Tempo di inizio presa limite inferiore (min) Stabilità (mm) Limite superiore 11 Tipo I Tipo II (1) Tipo IV 4,0 4,5 Tipo V Tipo III/A Tipo III/B 4,5 Tipo III/C 5,0 Contenuti di cloruri (%) Limite superiore ( ) 0,11 Pozzolanicità Positiva a 15 giorni (1) Il cemento tipo II/B può contenere fino al 5 % di SO3 per tutte le classi di resistenza (2) Il cemento tipo III può contenere più dello 0,11% di cloruri, ma in tal caso deve essere dichiarato il contenuto reale di cloruri 2.ED.4.4 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 197-1:2011 Cemento - Parte 1: Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni (M/114) UNI EN 413-1:2011 Cemento da muratura - Parte 1: Composizione, specificazioni e criteri di conformità (M/114) UNI EN 14647:2006 Cemento alluminoso - Composizione, specificazioni e criteri di conformità (M/114) UNI EN 12878:2005 Pigmenti per la colorazione di materiali da costruzione a base di cemento e/o calce - Specifiche e metodi di prova. (M/114) EL/mp -5014E-CSAED pag. 5 di 45

85 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN 14216:2005 Cemento - Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi speciali a calore di idratazione molto basso UNI EN 15743:2010+A1:2015 Cemento sovrasolfatato - Composizione, specifiche e criteri di conformità Art.2.ED.5 - Malte - 2.ED.5.1 Malte tradizionali - L acqua per gli impasti deve essere limpida, priva di sostanze organiche o grassi, non deve essere aggressiva né contenere solfati o cloruri in percentuale dannosa. La sabbia da impiegare per il confezionamento delle malte deve essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose. Le calci aeree, le pozzolane ed i leganti idraulici devono possedere le caratteristiche tecniche ed i requisiti previsti dalle vigenti norme (R.D. 16 novembre 1939, n e R.D. n. 2231; legge 26 maggio 1965, n. 595, D.M , D.M. 3 giugno 1968, D.M. 31 agosto 1972). L impiego di malte premiscelate e pronte per l uso è consentito purché ogni fornitura sia accompagnata da una dichiarazione del fornitore attestante il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e degli eventuali additivi. Qualora il tipo di malta non rientri tra quelli appresso indicati, il fornitore dovrà certificare con prove ufficiali anche le caratteristiche di resistenza della malta stessa. Le modalità per la determinazione della resistenza a compressione delle malte sono riportate nel D.M. 3 giugno 1968 così come modificato dal D.M. 13 settembre I tipi di malta e le loro classi sono definite in rapporto alla composizione in volume secondo la seguente tabella: Tabella 1 Classe e tipi di malta (D.M. 20 novembre 1987) Classe Composizione Tipo di Calce malta Cemento Calce aerea Sabbia Pozzolana idraulica M4 Idraulica M4 Pozzolanica M4 Bastarda M3 Bastarda M2 Cementizia 1-0,5 4 - M1 Cementizia Tabella 2 Rapporti di miscela delle malte(aitec) Tipo di malta Rapporti in volume Quantità per 1 m 3 di malta (kg) Calce idrata, sabbia 1: 3, : 4, Calce idraulica, sabbia 1: : Calce eminentemente idraulica, 1: sabbia 1: Calce idrata, cemento, sabbia 2:1: :1: Cemento, sabbia 1: : ED.5.2 Alla malta cementizia si può aggiungere una piccola quantità di calce aerea con funzione plastificante 2.ED.5.3 Malte speciali - Le malte speciali a base cementizia (espansive, autoportanti, antiritiro, ecc.) composte da cementi ad alta resistenza, inerti, silice, additivi, da impiegarsi nei ripristini di elementi strutturali in c.a., impermeabilizzazioni, iniezioni armate, devono possedere le caratteristiche indicate nel progetto esecutivo, in caso di applicazione di prodotti equivalenti gli stessi devono essere accettati ed autorizzati dalla direzione dei lavori. Per i prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo si rinvia alla UNI EN ED.5.4 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 998-1:2010 Specifiche per malte per opere murarie - Parte 1: Malte per intonaci interni ed esterni (M/116) UNI EN 998-2:2010 Specifiche per malte per opere murarie - Parte 2: Malte da muratura (M/116) UNI EN :2008 Leganti e intonaci a base di gesso - Parte 1: Definizioni e requisiti (M/106) EL/mp -5014E-CSAED pag. 6 di 45

86 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN 13815:2007 Intonaco a base di gesso rinforzato con fibre - Definizioni, requisiti e metodi di prova (M/106) UNI EN :2005 Profili e bordi di metallo - Definizioni, requisiti e metodi di prova - Parte 1: Intonaco per interno (M/106) UNI EN :2005 Profili e bordi di metallo - Definizioni, requisiti e metodi di prova - Parte 2: Intonaco per esterno (M/106) UNI EN : EC 1:2006 Aggregati leggeri - Parte 1: Aggregati leggeri per calcestruzzo, malta e malta per iniezione (M/125) UNI EN 13139:2003+EC 1:2006 Aggregati per malte (M/125) UNI EN 13242:2008 Aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l'impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade (M/125) UNI EN :2013 Aggregati grossi per opere idrauliche (armourstone) - Parte 1: Specifiche UNI EN :2013 Aggregati grossi per opere idrauliche (armourstone) - Parte 2: Metodi di prova UNI EN 12860:2002 Adesivi a base di gesso per blocchi di gesso - Definizioni, requisiti e metodi di prova (M/127, M/106) UNI EN 15824:2009 Specifiche per intonaci esterni e interni a base di leganti organici Art.2.ED.6 - Agglomerati cementizi - 2.ED.6.1 Gli agglomerati cementizi dovranno rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella legge 26 maggio 1965, n. 595 e nel DM. 31 agosto I conglomerati cementizi per strutture in cemento armato dovranno rispettare tutte le prescrizioni di cui al DM A norma di quanto previsto dal D.M. n.314 del , i cementi di cui all'art. 1 lettera A) della legge 26 maggio 1965, n. 595 (e cioè i cementi normali e ad alta resistenza Portland, pozzolanico e d'altoforno), se utilizzati per confezionare il conglomerato cementizio normale, armato e precompresso, devono essere certificati presso i laboratori di cui all'art. 6 della legge 26 maggio 1965, n. 595 e all'art. 20 della legge 5 novembre 1971, n Per i cementi di importazione, la procedura di controllo e di certificazione potrà essere svolta nei luoghi di produzione da analoghi laboratori esteri di analisi. 2.ED.6.2 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 13813:2004 Massetti e materiali per massetti - Materiali per massetti - Proprietà e requisiti (M/119) UNI EN :2004 Leganti per massetti a base di magnesite - Magnesia caustica e cloruro di magnesio - Parte 1: Definizioni e requisiti (M/119) UNI EN 12620:2008 Aggregati per calcestruzzo (M/125) UNI EN :2006 Loppa granulata d altoforno macinata per calcestruzzo, malta e malta per iniezione Parte 1: definizioni, specifiche e criteri di conformità Art.2.ED.7 - Additivi per impasti cementizi - 2.ED.7.1 Gli additivi per impasti cementizi si intendono classificati come segue: 2.ED.7.2 fluidificanti; aeranti; ritardanti; acceleranti; fluidificanti-aeranti; fluidificanti-ritardanti; fluidificanti acceleranti; antigelo-superfluidificanti. Per la modalità di controllo ed accettazione il Direttore dei Lavori potrà far eseguire prove od accettare l'attestazione di conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione L impiego di eventuali additivi dovrà essere subordinato all accettamento dell assenza di ogni pericolo di aggressività. Gli additivi devono possedere le seguenti caratteristiche: essere opportunamente dosati rispetto alla massa del cemento; non contenere componenti dannosi alla durabilità del calcestruzzo; non provocare la corrosione dei ferri d armatura; non interagire sul ritiro o sull espansione del calcestruzzo, in tal caso si dovrà procedere alla determinazione della stabilità dimensionale. 2.ED.7.3 Additivi acceleranti - Il dosaggio degli additivi acceleranti dovrà essere contenuto tra 0,5 e 2% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento, in caso di prodotti che non contengono cloruri. Tali valori possono essere incrementati fino al 4%. Per evitare concentrazioni del prodotto prima dell uso, esso dovrà essere opportunamente diluito. La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima dell impiego, mediante: l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo le norme previste dal D.M e norme UNI vigenti; determinazione dei tempi di inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI EL/mp -5014E-CSAED pag. 7 di 45

87 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin In generale per quanto non specificato si rimanda alla norma UNI EN ED.7.4 Additivi ritardanti - Gli additivi ritardanti sono da utilizzarsi per il trasporto del calcestruzzo in betoniera al fine di ritardarne l indurimento. La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima dell impiego, mediante: l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo previste dal D.M e norme UNI determinazione dei tempi di inizio e fine presa del calcestruzzo additivato mediante la misura della resistenza alla penetrazione, da eseguire con riferimento alla norma UNI Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura di 28 giorni, la presenza dell additivo non deve comportare diminuzione della resistenza del calcestruzzo. In generale per quanto non specificato si rimanda alla UNI EN ED.7.5 Additivi antigelo - Gli additivi antigelo sono da utilizzarsi nel caso di getto di calcestruzzo effettuato in periodo freddo, previa autorizzazione della direzione dei lavori. Il dosaggio degli additivi antigelo dovrà essere contenuto tra 0,5 e 2% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento che dovrà essere del tipo ad alta resistenza e in dosaggio superiore rispetto alla norma. Per evitare concentrazioni del prodotto prima dell uso, esso dovrà essere opportunamente miscelato al fine di favorire la solubilità a basse temperature. In generale per quanto non specificato si rimanda alle seguenti norme UNI La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego, mediante l esecuzione di prove di resistenza meccanica del calcestruzzo secondo previste dal D.M Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura di 28 giorni, la presenza dell additivo non deve comportare diminuzione della resistenza del calcestruzzo. 2.ED.7.6 Additivi fluidificanti e superfluidificanti - Gli additivi fluidificanti sono da utilizzarsi per aumentare la fluidità degli impasti, mantenendo costante il rapporto acqua/cemento e la resistenza del calcestruzzo, previa autorizzazione della direzione dei lavori. Il dosaggio degli additivi fluidificanti dovrà essere contenuto tra 0,2 e 0,3% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento. Gli additivi superfluidificanti vengono aggiunti in quantità superiori al 2% rispetto al peso del cemento. In generale per quanto non specificato si rimanda alla norma UNI EN La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego, con riferimento alle norma UNI EN e UNI 7122 e al D.M ED.7.7 Additivi aeranti - Gli additivi aeranti sono da utilizzarsi per migliorare la resistenza del calcestruzzo ai cicli di gelo e disgelo, previa autorizzazione della direzione dei lavori. La quantità dell aerante deve essere compresa tra 0,005 e 0,05% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento. La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego, con riferimento alle norme: UNI EN , UNI 7087, UNI 7122 e al D.M Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura del calcestruzzo e non prima di 28 giorni. 2.ED.7.8 Agenti espansivi - Gli agenti espansivi sono da utilizzarsi per aumentare il volume del calcestruzzo sia in fase plastica che indurito, previa autorizzazione della direzione dei lavori. La quantità dell aerante deve essere compresa tra 7 e 10% (ovvero come indicato dal fornitore) sul peso del cemento. In generale per quanto non specificato si rimanda alle seguenti norme: UNI 8146, UNI 8147, UNI 8148, UNI 8149, UNI La direzione dei lavori si riserva di verificare la loro azione prima e dopo l impiego con riferimento al D.M Le prove di resistenza a compressione di regola devono essere eseguite dopo la stagionatura del calcestruzzo e non prima di 28 giorni. 2.ED.7.9 Metodi di prova - In generale per quanto non specificato si rimanda alle seguenti norme: UNI EN 934, UNI ED.7.10 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI 7123:1972 Calcestruzzo. Determinazione dei tempi di inizio e fine presa mediante la misura della resistenza alla penetrazione. UNI EN 934-1:2008 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Parte 1: Requisiti comuni UNI EN 934-2:2009+A1:2012 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Parte 2: Additivi per calcestruzzo - Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura UNI EN 934-3:2009+A1:2012 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Additivi per malte per opere murarie - Parte 3: Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura EL/mp -5014E-CSAED pag. 8 di 45

88 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN 934-4:2009 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Additivi per malta per iniezione per cavi di precompressione - Parte 4: Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura UNI EN 934-5:2008 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Parte 5: Additivi per calcestruzzo proiettato - Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura UNI EN 934-6:2007 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Parte 6: Campionamento, controllo e valutazione della conformità UNI EN 523:2005 Guaine in fogli di acciaio per cavi di precompressione - Terminologia, prescrizioni, controllo della qualità (M/128) UNI EN :2009 Fumi di silice - Parte 1: Definizioni, requisiti e criteri di conformità (M/128) UNI EN 450-1:2012 Ceneri volanti per calcestruzzo - Parte 1: Definizione, specificazione e criteri di conformità (M/128) UNI EN :2006 Fibre per calcestruzzo - Parte 1: Fibre di acciaio - Definizioni, specificazioni e conformità (M/128) UNI EN :2006 Fibre per calcestruzzo - Parte 2: Fibre polimeriche - Definizioni, specificazioni e conformità (M/128) Art.2.ED.8 - Materiali inerti - 2.ED.8.1 Generalità Tutti gli inerti da impiegare nella formazione degli impasti destinati alla esecuzione di opere in conglomerato cementizio semplice od armato dovranno corrispondere alle condizioni di accettazione stabilite dalle norme vigenti in materia all'epoca della esecuzione dei lavori. La granulometria degli aggregati litici degli impasti potrà essere espressamente descritta dalla Direzione dei Lavori in base alla destinazione, al dosaggio ed alle condizioni di messa in opera dei conglomerati, e l'appaltatore dovrà garantire la costanza delle caratteristiche per ogni lavoro. In particolare per le fondazioni stradali dovranno essere soddisfatti i requisiti stabiliti nelle corrispondenti norme EN. Fermo quanto sopra valgono le seguenti prescrizioni particolari: 2.ED.8.2 La sabbia per le malte e per i calcestruzzi sarà delle migliori cave, di natura silicea, ruvida al tatto, stridente allo sfregamento, scevra da terra, da materie organiche, terrose o argillose, solfati od altre materie eterogenee. Prima dell'impiego, essa dovrà essere lavata con acqua dolce e, a richiesta della Direzione dei Lavori, vagliata o stacciata, a seconda dei casi, essendo tutti gli oneri relativi già remunerati dai prezzi dell'elenco; essa dovrà avere grana adeguata e resistente, non proveniente da roccia decomposta o gessosa. In relazione agli impieghi cui deve essere destinata la grana varia e più precisamente, salvo le migliori prescrizioni di legge in materia di opere in conglomerato cementizio semplice ed armato, dovrà passare attraverso ad un setaccio con maglia del lato di millimetri: cinque, per calcestruzzi; due e mezzo, per malte da muratura in laterizio o pietra da taglio; uno, per malte da intonaci. Tabella 1 Pezzature normali Trattenuto dal Passante al Sabbia Setaccio 0,075 UNI 2332 Setaccio 2 UNI 2332 Le sabbie da impiegarsi nel confezionamento dei conglomerati cementizi devono corrispondere alle caratteristiche granulometriche stabilite dal R.D. 16 novembre 1939, n Nelle sabbie per conglomerati è ammessa una percentuale massima del 10% di materiale trattenuto sul crivello 7,1, si veda UNI 2334 o sul setaccio 2, si veda UNI , a seconda che si tratti di sabbia per conglomerati cementizi o di sabbia per conglomerati bituminosi; in ogni caso non si devono avere dimensioni inferiori a 0,05 mm. Le sabbie possono essere naturali o di frantumazione, devono presentare una perdita per decantazione in acqua inferiore al 2%. L appaltatore non può impiegare sabbie di mare che non siano state preventivamente lavate a fondo con acqua dolce. La direzione dei lavori potrà accertare in via preliminare le caratteristiche delle cave di provenienza del materiale per rendersi conto dell uniformità della roccia, dei sistemi di coltivazione e di frantumazione, prelevando dei campioni da sottoporre alle prove necessarie per caratterizzare la roccia nei riguardi dell impiego. Il prelevamento di campioni potrà essere omesso quando le caratteristiche del materiale risultano da certificato emesso in seguito ad esami fatti eseguire da amministrazioni pubbliche, a seguito di sopralluoghi nelle cave ed i risultati di tali indagini siano ritenute idonee dalla direzione dei lavori. Il prelevamento dei campioni di sabbia normalmente deve avvenire dai cumuli sul luogo di impiego, diversamente può avvenire dai mezzi di trasporto ed eccezionalmente dai sili. EL/mp -5014E-CSAED pag. 9 di 45

89 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin La fase di prelevamento non deve alterare le caratteristiche del materiale ed in particolare la variazione della sua composizione granulometrica e perdita di materiale fine. I metodi di prova riguardano l analisi granulometrica e il peso specifico reale. 2.ED.8.3 La ghiaia, il ghiaietto e il ghiaiettino saranno silicei, di dimensioni ben assortite, esenti da sabbia, terra ed altre materie eterogenee. Prima dell'impiego, questi materiali dovranno essere accuratamente lavati con acqua dolce e, occorrendo, vagliati. Quanto alle dimensioni si stabilisce: che la ghiaia passi attraverso griglie con maglie da 5 cm e sia trattenuta da griglie con maniglie da 2.5 cm; per il ghiaietto le griglie abbiano maglie rispettivamente di 2.5 cm e 1 cm; che il ghiaiettino le griglie abbiano maglie rispettivamente di 1 cm e 4 cm. 2.ED.8.4 Inerti da frantumazione, dovranno essere ricavati da rocce non gelive od alterate in superficie, il più possibile omogenee, preferibilmente silicee, comunque non friabili ed aventi alta resistenza alla compressione, con esclusione di quelle marnose, gessose, micacee, scistose, feldspatiche e simili. Qualora la roccia provenga da cave nuove, non accreditate da esperienza specifica, e che per natura e formazione non presentino caratteristiche di sicuro affidamento, la Direzione dei Lavori potrà prescrivere che vengano effettuate prove di compressione e di gelività su campioni che siano significativi ai fini della coltivazione della cava. Quando non sia possibile disporre di cave, potrà essere consentita, per la formazione degli inerti, la utilizzazione di massi sparsi in campagna o ricavati da scavi, sempreché siano originati da rocce di sufficiente omogeneità e di qualità idonea. In ogni caso, gli inerti da frantumazioni dovranno essere esenti da impurità o materie polverulente e presentare spigoli vivi, facce piane e scabre e dimensioni assortite; per queste ultime, valgono le indicazioni dei precedenti commi.. 2.ED.8.5 Norme per gli aggregati per confezione di calcestruzzi UNI :2005 Designazione e criteri di conformità. UNI :2005 Requisiti. UNI :1999 Determinazione del contenuto di grumi di argilla e particelle friabili. UNI EN :2008 Determinazione della massa volumica dei granuli e dell assorbimento d acqua UNI EN :2007 Determinazione della resistenza al gelo e disgelo UNI :1999 Confronto in calcestruzzo con aggregati di caratteristiche note. UNI :2002 Determinazione della potenziale reattività degli aggregati in presenza di alcali. Per gli aggregati leggeri si rimanda alla UNI EN (articolata in 12 parti). Per le prove per le proprietà termiche e chimiche sugli aggregatisi rimanda alle: UNI EN Prova al solfato di magnesio. UNI EN Determinazione del ritiro per essiccamento UNI EN Analisi chimica. 2.ED.8.6 Conformemente a quanto prescritto dalla normativa vigente in materiali di seguito elencati dovranno essere dotati obbligatoriamente di marcatura CE per poter essere utilizzati in cantiere pena la non accettazione degli stessi: - aggregati per malta (UNI EN 13139), per calcestruzzo (UNI EN 12620) e per conglomerati bituminosi e trattamenti superficiali per strade (UNI EN 13043), aggregati grossi per opere idrauliche "armourstone" (UNI EN ), aggregati leggeri (UNI EN ), aggregati per l impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade (UNI EN 13242) e aggregati per massicciate ferroviarie (UNI EN 13450). 2.ED.8.7 Per "Aggregato" si intende "Il Materiale granulare utilizzato nella costruzione. L'aggregato può essere naturale, artificiale, sottoprodotto o riciclato". In termini più semplici, si deve intendere per Aggregato quel materiale sciolto (inerti, ghiaia, sabbia, filler...) utilizzato in edilizia, di origine naturale, industriale o riciclato. Indipendentemente dalla destinazione d uso del prodotto e dalla severità del sistema di attestazione della conformità stabilito dalla Commissione Europea, il produttore deve necessariamente adottare il cosiddetto "controllo di produzione in fabbrica", ovvero il controllo interno permanente della produzione. Tale controllo contempla, allo stesso tempo, le operazioni tecniche e le misure necessarie per la manutenzione ed il controllo della conformità del prodotto alla norma di riferimento. La sua implementazione può essere ottenuta mediante controlli e prove su apparecchiature di misura, materie prime, attrezzature e macchinari di produzione, prodotti finiti. Tutti gli elementi, i requisiti e le disposizioni adottati dal produttore devono essere documentati sistematicamente sotto forma di modalità e procedure scritte. Il tutto è finalizzato ad assicurare: la comune interpretazione delle garanzie di qualità; la continuità nell'ottenimento delle caratteristiche richieste per un prodotto; l efficacia del sistema di controllo della produzione. EL/mp -5014E-CSAED pag. 10 di 45

90 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Le norme di rispetto sono: Direttiva 89/106 (CPD - Construction Product Directive), cui è seguito il Regolamento d'attuazione D.P.R. 246 del 1993, il Decreto Interministeriale n 159 del 2003 che indica i criteri di abilitazione per gli Organismi ed infine il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del La direttiva 89/106 prevede che siano le norme armonizzate di prodotto ad indicare le procedure per la valutazione di conformità. (Si ricorda che la conformità di un sistema di qualità aziendale alle norme della serie EN ISO 9000 non è un requisito obbligatorio). Il controllo di produzione in fabbrica deve essere sempre effettuato da parte del produttore, interamente sotto la propria responsabilità (sistema 4) per impieghi senza alti requisiti di sicurezza, così come stabilito dalle Autorità nazionali, oppure sotto la sorveglianza continua di un organismo notificato (sistema 2+) per impieghi con alti requisiti di sicurezza. Il protagonista di questo processo è sempre e in ogni caso il produttore. A questi si affianca, a seconda del livello di "attestazione di conformità" da rispettare (che dipende dall'uso finale del prodotto), un Organismo notificato di Certificazione e/o d'ispezione e/o di Prova. Un Organismo notificato è un Ente abilitato dalle autorità competenti (Ministero delle Attività Produttive, Ministero delle infrastrutture e Trasporti, Ministero degli Interni) a svolgere l'attività di Certificazione e/o Ispezione e/o di Laboratorio di Prova. Il marchio CE è obbligatorio dimostra che il prodotto è conforme a dei requisiti minimi stabiliti dalla legge. I diversi operatori del settore costruzioni, ciascuno per gli ambiti di propria competenza, non possono prescindere dalle norme armonizzate. In particolare: - i committenti devono chiedere l impiego di prodotti marcati CE, pena il ricorso di fornitori in regola esclusi dalle gare di appalto a discapito di fornitori non in regola; - i produttori devono immettere sul mercato solo prodotti marcati CE, pena le sanzioni previste dal DPR 246/93 di recepimento della direttiva; - i progettisti e le imprese di costruzione, per motivi analoghi, devono rispettivamente prescrivere prodotti marcati CE e realizzare opere impiegando prodotti marcati CE; i laboratori devono effettuare prove secondo le norme armonizzate; Gli organismi notificati devono effettuare attività di sorveglianza sul controllo di produzione in fabbrica secondo le norme armonizzate, ove queste lo prevedano. Art.2.ED.9 - Elementi di laterizio e calcestruzzo - Gli elementi resistenti artificiali da impiegare nelle murature (elementi in laterizio ed in calcestruzzo) possono essere costituiti di laterizio normale, laterizio alleggerito in pasta, calcestruzzo normale, calcestruzzo alleggerito. Quando impiegati nella costruzione di murature portanti, essi debbono rispondere alle prescrizioni contenute nel D.M Nel caso di murature non portanti le suddette prescrizioni possono costituire utile riferimento, insieme a quelle della norma UNI EN La resistenza meccanica degli elementi deve essere dimostrata attraverso certificazioni contenenti i risultati delle prove e condotte da laboratori ufficiali negli stabilimenti di produzione, con le modalità previste nel DM. di cui sopra. E' facoltà del Direttore dei lavori richiedere un controllo di accettazione, avente lo scopo di accertare se gli elementi da mettere in opera abbiano le caratteristiche dichiarate dal produttore. I manufatti in cemento saranno delle dimensioni, caratteristiche, spessori prescritti, esenti da qualunque anomalia e perfettamente impermeabili, adatti a sopportare il traffico medio-pesante a seconda dei tipi. 2.ED.9.1 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 1520:2011 Componenti prefabbricati armati di calcestruzzo alleggerito con struttura aperta con armatura strutturale o non- strutturale (M/100) UNI EN 12839:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi per recinzioni UNI EN 12843:2005 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Antenne e pali (M/100) UNI EN 13224:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi nervati per solai (M/100) UNI EN 13225:2005+EC1:2008+EC2:2011 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi strutturali lineari (M/100) UNI EN 13693:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi speciali per coperture (M/100) UNI EN :2005 Piastrelle di graniglia - Parte 1: Piastrelle di graniglia per uso interno (M/100) UNI EN :2004+EC 1:2006 Piastrelle di graniglia per uno esterno UNI EN 1168:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Pannelli alveolari (M/100) UNI EN 12794:2007 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Pali di fondazione (M/100) UNI EN 13747:2010 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Lastre per solai (M/100) EL/mp -5014E-CSAED pag. 11 di 45

91 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN :2005 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Garage prefabbricati di calcestruzzo - Parte 1: Requisiti per garage di calcestruzzo armato realizzati con elementi monolitici o composti da sezioni individuali con dimensioni di un modulo (M/100) UNI EN 14843:2007 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Scale UNI EN 14844:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi scatolari (M/100) UNI EN 845-1:2013 Specifica per elementi complementari per muratura - Parte 1: Connettori trasversali, incatenamenti orizzontali, ganci e mensole di sostegno UNI EN 845-2:2013 Specifica per elementi complementari per muratura - Parte 2: Architravi UNI EN 845-3:2013 Specifica per elementi complementari per muratura - Parte 3: Giunti orizzontali di armatura con armatura a rete di acciaio UNI EN 771-1:2011 Specifica per elementi di muratura - Parte 1: Elementi in muratura di laterizio UNI EN 771-2:2011 Specifica per elementi di muratura - Parte 2: Elementi di muratura di silicato di calcio UNI EN 771-3:2011 Specifica per elementi di muratura - Parte 3: Elementi per muratura di calcestruzzo vibrocompresso (aggregati pesanti e leggeri) UNI EN 771-4:2011 Specifica per elementi di muratura - Parte 4: Elementi di muratura di calcestruzzo aerato autoclavato UNI EN 771-5:2011 Specifica per elementi di muratura - Parte 5: Elementi di muratura di pietra agglomerata EN 771-6:2011 Specifica per elementi di muratura - Parte 6: Elementi di muratura di pietra naturale (M/116) UNI EN 1340:2004+EC 1:2008 Cordoli di calcestruzzo - Requisiti e metodi di prova (M/119, M/122) UNI EN 1338:2004+EC1:2008+EC2:2008 Masselli di calcestruzzo per pavimentazione - Requisiti e metodi di prova (M/119, M/122) UNI EN :2004 Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Definizioni, requisiti, controllo di qualità e valutazione della conformità - Parte 2: Sistemi di protezione della superficie di calcestruzzo UNI EN :2006 Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Definizioni, requisiti, controllo di qualità e valutazione della conformità - Parte 3: Riparazione strutturale e non strutturale UIN EN :2005 Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Definizioni, requisiti, controllo di qualità e valutazione della conformità - Parte 4: Incollaggio strutturale UNI EN :2005 Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Definizioni, requisiti, controllo di qualità e valutazione della conformità - Parte 5: Iniezione del calcestruzzo UIN EN :2007 Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Definizioni, requisiti, controllo di qualità e valutazione della conformità - Parte 6: Ancoraggio dell'armatura di acciaio UNI EN :2007 Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Definizioni, requisiti, controllo di qualità e valutazione della conformità - Parte 7: Protezione contro la corrosione delle armature UNI EN 14991:2007 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi di fondazione UNI EN 14992:2007 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi di parete proprietà e prestazioni di prodotto UNI EN :2008 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e blocchi Parte 1: Travetti UNI EN :2010+A1:2013 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e blocchi Parte 4: Blocchi di polistirene espanso UNI EN 15050:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi da ponte UNI EN 15258:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi per muri di sostegno UNI EN 15435:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di calcestruzzo normale e alleggerito proprietà e prestazioni dei prodotti UNI EN 15435:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di calcestruzzo con trucioli di legno proprietà e prestazioni dei prodotti EN :2013 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Solai a travetti e blocchi - Parte 5: Blocchi leggeri per casseforma semplice Art.2.ED.10 - Materiali e prodotti per uso strutturale - 2.ED.10.1 Generalità I materiali ed i prodotti per uso strutturale, utilizzati nelle opere soggette al D.M. 14 gennaio 2008 devono rispondere ai requisiti indicati nel seguito. I materiali e prodotti per uso strutturale devono essere: - identificati univocamente a cura del produttore, secondo le procedure applicabili; - qualificati sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili; - accettati dal Direttore dei Lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione, nonché mediante eventuali prove sperimentali di accettazione. EL/mp -5014E-CSAED pag. 12 di 45

92 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Per i materiali e prodotti recanti la Marcatura CE sarà onere del Direttore dei Lavori, in fase di accettazione, accertarsi del possesso della marcatura stessa e richiedere ad ogni fornitore, per ogni diverso prodotto, il Certificato ovvero Dichiarazione di Conformità alla parte armonizzata della specifica norma europea ovvero allo specifico Benestare Tecnico Europeo, per quanto applicabile. Sarà inoltre onere del Direttore dei Lavori verificare che tali prodotti rientrino nelle tipologie, classi e/o famiglie previsti nella detta documentazione. Per i prodotti non recanti la Marcatura CE, il Direttore dei Lavori dovrà accertarsi del possesso e del regime di validità dell Attestato di Qualificazione o del Certificato di Idoneità Tecnica all impiego rilasciato del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Le prove su materiali e prodotti, a seconda delle specifiche procedure applicabili, devono generalmente essere effettuate da: a) laboratori di prova notificati ai sensi dell art.18 della Direttiva n. 89/106/CEE; b) laboratori di cui all art. 59 del D.P.R. n. 380/2001; c) altri laboratori, dotati di adeguata competenza ed idonee attrezzature, appositamente abilitati dal Servizio Tecnico Centrale. 2.ED.10.2 Calcestruzzo per Usi Strutturali, Armato e non, Normale e Precompresso. Controllo di Accettazione. Il Direttore dei Lavori ha l obbligo di eseguire controlli sistematici in corso d opera per verificare la conformità delle caratteristiche del calcestruzzo messo in opera rispetto a quello stabilito dal progetto e sperimentalmente verificato in sede di valutazione preliminare. Il controllo di accettazione va eseguito su miscele omogenee e si configura, in funzione del quantitativo di calcestruzzo in accettazione come previsto dal D.M. 14 gennaio Il prelievo dei provini per il controllo di accettazione va eseguito alla presenza del Direttore dei Lavori o di un tecnico di sua fiducia che provvede alla redazione di apposito verbale di prelievo e dispone l identificazione dei provini mediante sigle, etichettature indelebili, ecc.; la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali deve riportare riferimento a tale verbale. La domanda di prove al laboratorio deve essere sottoscritta dal Direttore dei Lavori e deve contenere precise indicazioni sulla posizione delle strutture interessate da ciascun prelievo. Le prove non richieste dal Direttore dei Lavori non possono fare parte dell insieme statistico che serve per la determinazione della resistenza caratteristica del materiale. Le prove a compressione vanno eseguite conformemente alle norme UNI EN I certificati di prova emessi dai laboratori devono contenere almeno: - l identificazione del laboratorio che rilascia il certificato; - una identificazione univoca del certificato (numero di serie e data di emissione) e di ciascuna sua pagina, oltre al numero totale di pagine; - l identificazione del committente dei lavori in esecuzione e del cantiere di riferimento; - il nominativo del Direttore dei Lavori che richiede la prova; - la descrizione, l identificazione e la data di prelievo dei campioni da provare; - la data di ricevimento dei campioni e la data di esecuzione delle prove; - l identificazione delle specifiche di prova o la descrizione del metodo o procedura adottata, con l indicazione delle norme di riferimento per l esecuzione della stessa; - le dimensioni effettivamente misurate dei campioni provati, dopo eventuale rettifica; - le modalità di rottura dei campioni; - la massa volumica del campione; - i valori di resistenza misurati. Per gli elementi prefabbricati di serie, realizzati con processo industrializzato, sono valide le specifiche indicazioni di cui al punto del D.M. 14 gennaio L opera o la parte di opera non conforme ai controlli di accettazione non può essere accettata finché la non conformità non sia stata definitivamente rimossa dal costruttore, il quale deve procedere ad una verifica delle caratteristiche del calcestruzzo messo in opera mediante l impiego di altri mezzi d indagine, secondo quanto prescritto dal Direttore dei Lavori e conformemente a quanto indicato nel punto del D.M. 14 gennaio Qualora gli ulteriori controlli confermino i risultati ottenuti, si procederà ad un controllo teorico e/o sperimentale della sicurezza della struttura interessata dal quantitativo di calcestruzzo non conforme, sulla base della resistenza ridotta del calcestruzzo. Ove ciò non fosse possibile, ovvero i risultati di tale indagine non risultassero soddisfacenti si può dequalificare l opera, eseguire lavori di consolidamento ovvero demolire l opera stessa. I controlli di accettazione sono obbligatori ed il collaudatore è tenuto a controllarne la validità, qualitativa e quantitativa; ove ciò non fosse, il collaudatore è tenuto a far eseguire delle prove che attestino le caratteristiche del calcestruzzo, seguendo la medesima procedura che si applica quando non risultino rispettati i limiti fissati dai controlli di accettazione. Per calcestruzzo confezionato con processo industrializzato, il Direttore dei Lavori, è tenuto a verificare quanto prescritto nel punto del succitato decreto ed a rifiutare le eventuali forniture provenienti da EL/mp -5014E-CSAED pag. 13 di 45

93 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin impianti non conformi; dovrà comunque effettuare le prove di accettazione previste al punto del D.M. e ricevere, prima dell inizio della fornitura, copia della certificazione del controllo di processo produttivo. Per produzioni di calcestruzzo inferiori a 1500 m3 di miscela omogenea, effettuate direttamente in cantiere, mediante processi di produzione temporanei e non industrializzati, la stessa deve essere confezionata sotto la diretta responsabilità del costruttore. Il Direttore dei Lavori deve avere, prima dell inizio delle forniture, evidenza documentata dei criteri e delle prove che hanno portato alla determinazione della resistenza caratteristica di ciascuna miscela omogenea di conglomerato, così come indicato al punto del D.M. 14 gennaio ED.10.3 Acciaio - Prescrizioni Comuni a tutte le Tipologie di Acciaio - Gli acciai per l'armatura del calcestruzzo normale devono rispondere alle prescrizioni contenute nel vigente D.M. attuativo della legge 1086/71 (D.M. 14 gennaio 2008) e relative circolari esplicative. E' fatto divieto di impiegare acciai non qualificati all'origine. Forniture e documentazione di accompagnamento Tutte le forniture di acciaio, per le quali non sussista l obbligo della Marcatura CE, devono essere accompagnate dalla copia dell attestato di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale. Il riferimento a tale attestato deve essere riportato sul documento di trasporto. Le forniture effettuate da un commerciante intermedio devono essere accompagnate da copia dei documenti rilasciati dal Produttore e completati con il riferimento al documento di trasporto del commerciante stesso. Il Direttore dei Lavori prima della messa in opera, è tenuto a verificare quanto sopra indicato ed a rifiutare le eventuali forniture non conformi, ferme restando le responsabilità del produttore. Centri di trasformazione Il Centro di trasformazione, impianto esterno alla fabbrica e/o al cantiere, fisso o mobile, che riceve dal produttore di acciaio elementi base (barre o rotoli, reti, lamiere o profilati, profilati cavi, ecc.) e confeziona elementi strutturali direttamente impiegabili in cantiere, pronti per la messa in opera o per successive lavorazioni, può ricevere e lavorare solo prodotti qualificati all origine, accompagnati dalla documentazione prevista dalle norme vigenti. Il Direttore dei Lavori è tenuto a verificare la conformità a quanto indicato al punto del D.M. 14 gennaio 2008 e a rifiutare le eventuali forniture non conformi, ferme restando le responsabilità del centro di trasformazione. Della documentazione di cui sopra dovrà prendere atto il collaudatore, che riporterà, nel Certificato di collaudo, gli estremi del centro di trasformazione che ha fornito l eventuale materiale lavorato. 2.ED.10.4 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. - Strutture in acciaio - UNI EN :2006 Profilati cavi finiti a caldo di acciai non legati e a grano fine per impieghi strutturali - Parte 1: Condizioni tecniche di fornitura (M/120) UNI EN :2006 Profilati cavi formati a freddo di acciai non legati e a grano fine per strutture saldate - Parte 1: Condizioni tecniche di fornitura (M/120) UNI EN :2005+EC 1:2007 Elementi di collegamento strutturali ad alta resistenza adatti al precarico - Parte 1: Requisiti generali (M/120) UNI EN 15088:2006 Alluminio e leghe di alluminio - Prodotti per applicazioni di strutture per le costruzioni - Condizioni tecniche di controllo e di fornitura (M/120 UNI EN :2005 Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 1: Condizioni tecniche generali di fornitura (M/120) - Appoggi - UNI EN 287-1:2007 Prove di qualificazione dei saldatori - Saldatura per fusione - Parte 1: Acciai UNI EN ISO 15607:2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Regole generali UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Parte 1: Saldatura ad arco UNI EN ISO :2004 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Saldatura a gas UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Parte 3: Saldatura a fascio elettronico UNI EN ISO :2009 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Parte 4: Saldatura a fascio laser UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Parte 5: Saldatura a resistenza UNI EN ISO 15610:2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Qualificazione sulla base di materiali d'apporto sottoposti a prove UNI EN ISO 15611:2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Qualificazione sulla base dell'esperienza di saldatura acquisita EL/mp -5014E-CSAED pag. 14 di 45

94 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN ISO 15612:2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Qualificazione mediante adozione di procedure di saldatura unificate UNI EN ISO 15613:2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Qualificazione sulla base di prove di saldatura di pre-produzione UNI EN ISO :2008 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 1: Saldatura ad arco e a gas degli acciai e saldatura ad arco del nichel e leghe di nichel UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 2: Saldatura ad arco dell'alluminio e delle sue leghe UNI EN ISO : EC1:2010 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 4: Saldatura di finitura di getti di alluminio UNI EN ISO :2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 5: Saldatura ad arco di titanio, zirconio e loro leghe UNI EN ISO :2007 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 6: Saldatura ad arco e a gas del rame e di sue leghe UNI EN ISO :2008 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 7: Riporto mediante saldatura UNI EN ISO :2004 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Saldatura di tubi a piastra tubiera UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 13: Saldatura a resistenza testa a testa e a scintillio UNI EN ISO :2006 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 1: Criteri per la scelta del livello appropriato dei requisiti di qualità UNI EN ISO :2006 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 2: Requisiti di qualità estesi UNI EN ISO :2006 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 3: Requisiti di qualità normali UNI EN ISO :2006 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 4: Requisiti di qualità elementari UNI EN ISO :2006+EC1:2010 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 5: Documenti ai quali è necessario conformarsi per poter dichiarare la conformità ai requisiti di qualità di cui alle parti 2, 3 o 4 della ISO 3834 UNI EN :2007 Bulloneria strutturale non a serraggio controllato - Parte 1: Requisiti generali UNI EN :2012 Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio - Parte 1: Requisiti per la valutazione di conformità dei componenti strutturali UNI EN :2011 Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio - Parte 2: Requisiti tecnici per strutture di acciaio UNI EN 12602:2008+A1:2013 Componenti armati prefabbricati di calcestruzzo aerato autoclavato UNI EN 15274:2015 Adesivi per impieghi generali negli assemblaggi strutturali - Requisiti e metodi di prova UNI EN 15275:2015 Adesivi strutturali - Caratterizzazione di adesivi anaerobici per l assemblaggio metallico coassiale in edifici e in strutture di ingegneria civile Art.2.ED.11 - Prodotti a base di legno - 2.ED.11.1 Generalità Si intendono per prodotti a base di legno quelli derivati dalla semplice lavorazione e/o dalla trasformazione del legno e che sono presentati solitamente sotto forma di segati, pannelli, lastre, ecc. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura ed indipendentemente dalla destinazione d'uso. Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito indicate. Per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutture, pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed alle prescrizioni del progetto. 2.ED.11.2 I legnami rotondi o pali dovranno provenire da vero tronco e non da rami, saranno diritti in modo che la congiungente i centri delle due basi non esca in alcun modo da palo. EL/mp -5014E-CSAED pag. 15 di 45

95 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Dovranno essere scortecciati per tutta la loro lunghezza e conguagliati alla superficie; la differenza tra i due diametri medi delle estremità non dovrà oltrepassare il quarto del maggiore dei due diametri. I legnami grossolanamente squadrati ed a spigolo smussato, dovranno avere tutte le facce spianate, tollerandosi in corrispondenza ad ogni spigolo l'alburno e lo smusso in misura non maggiore di 1/5 della minore dimensione traversale dell'elemento. 2.ED.11.3 I segati di legno a complemento di quanto specificato nel progetto o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti con le seguenti caratteristiche: tolleranze sulla lunghezza e larghezza: ± 10 mm; tolleranze sullo spessore: ± 2 mm. 2.ED.11.4 I pannelli a base di fibra di legno oltre a quanto specificato nel progetto, e/o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti con le seguenti caratteristiche: tolleranza sulla lunghezza e larghezza: ± 3 mm; - tolleranze sullo spessore:± 0,5 mm; umidità non maggiore dell'8%; massa volumica: per tipo tenero minore di 350 kg/m³; per tipo semiduro tra 350 e 800 kg/m³; per tipo duro oltre 800 kg/m³, misurate secondo la norma UNI Vigente. La superficie potrà essere: grezza (se mantenuta come risulta dalla pressatura) levigata (quando ha subito la levigatura) rivestita su uno o due facce (placcatura, carte impregnate, smalti, altri). 2.ED.11.5 I pannelli a base di particelle di legno a compimento di quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti con le seguenti caratteristiche: tolleranze sulla lunghezza e larghezza: ± 5 mm; tolleranze sullo spessore: ± 0,5 mm; - umidità del 10 % ± 3 %; superficie: grezza ; levigata. 2.ED.11.6 I pannelli di legno compensato e paniforti a complemento di quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono fornite con le seguenti caratteristiche: tolleranze sulle lunghezza e larghezza: ±5 mm; tolleranze sullo spessore: ± 1 mm; umidità non maggiore del 12 %. 2.ED.11.7 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 14250:2010 Strutture di legno - Requisiti di prodotto per elementi strutturali prefabbricati assemblati con elementi di collegamento di lamiera metallica punzonata (M/112) UNI EN 14374:2005 Strutture di legno - LVL - Requisiti (M/112) UNI EN :2011 Strutture di legno - Legno strutturale con sezione rettangolare classificato secondo la resistenza - Parte 1: Requisiti generali (M/112) UNI EN 14915:2013 Rivestimenti interni ed esterni di pareti con elementi di legno massiccio - Caratteristiche, valutazione di conformità e marcatura EN 15497:2014 Legno massiccio strutturale con giunti a dita Requisiti prestazionali e requisiti minimi di produzione UNI EN 14545:2009 Strutture di legno - Connettori Requisiti UNI EN 14592:2012 Strutture di legno elementi di collegamento di forma cilindrica - requisiti Art.2.ED.12 - Prodotti per coperture discontinue (a. falda) - 2.ED.12.1 Si definiscono prodotti per le coperture quelli utilizzati per realizzare lo strato di tenuta all'acqua nei sistemi di copertura e quelli usati per altri strati complementari. Per la realizzazione delle coperture discontinue nel loro insieme si rinvia all'articolo sull'esecuzione delle coperture discontinue. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. Nel caso di contestazione si intende che le procedure di prelievo dei campioni, i metodi di prova e valutazione dei risultati sono quelli indicati nelle norme UNI citate di seguito. 2.ED.12.2 Le tegole e coppi di laterizio per coperture ed i loro pezzi speciali si intendono denominate secondo le dizioni commerciali usuali (marsigliese, romana, ecc.). I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza od a completamento alle seguenti prescrizioni: 2.ED.12.2a i difetti visibili sono ammessi nei seguenti limiti: le fessure non devono essere visibili o rilevabili a percussione; EL/mp -5014E-CSAED pag. 16 di 45

96 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin le protuberanze e scagliature non devono avere diametro medio (tra dimensione massima e minima) maggiore di 15 mm e non deve esserci più di 1 protuberanza; è ammessa 1 protuberanza di diametro medio tra 7 e 15 mm. ogni 2 dm² di superficie proiettata; sbavature tollerate purché permettano un corretto assemblaggio. 2.ED.12.2b sulle dimensioni nominali e forma geometrica sono ammesse le tolleranze seguenti: lunghezza ± 3%; larghezza ± 3% per tegole e ± 8% per coppi; 2.ED.12.2c sulla massa convenzionale è ammessa tolleranza del 15 %; 2.ED.12.2d l'impermeabilità non deve permettere la caduta di goccia d'acqua dall'intradosso. 2.ED.12.2e resistenza a flessione: forza F singola maggiore di 1000 N.; 2.ED.12.2f carico di rottura valore singolo della forza F maggiore di 1000 N e valore medio maggiore di 1500 N; 2.ED.12.2g i criteri di accettazione sono quelli di cui al primo punto del presente articolo I prodotti devono essere forniti su appositi pallets, legati e protetti da azioni meccaniche, chimiche e sporco che possano degradarli nella fase di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Gli imballi, solitamente di materiale termoretraibile, devono contenere un foglio informativo riportante almeno il nome del fornitore e le indicazioni dei commi a) ad f) ed eventuali istruzioni complementari. 2.ED.12.3 Le tegole di calcestruzzo per coperture ed i loro pezzi speciali si intendono denominati secondo le dizioni commerciali usuali (portoghese, olandese, ecc.). I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza e/o completamento alle seguenti prescrizioni. 2.ED.12.3a i difetti visibili sono ammessi nei seguenti limiti: le fessure non sono ammesse; - le incavature non devono avere profondità maggiore di 4 mm (escluse le tegole con superficie granulata); le protuberanze sono ammesse in forma lieve per tegole colorate nell'impasto; le scagliature sono ammesse in forma leggera; e le sbavature e deviazioni sono ammesse purché non impediscano il corretto assemblaggio del prodotto. 2.ED.12.3b Sulle dimensioni nominali e forma geometrica sono ammesse le seguenti tolleranze: lunghezza ± 1,5 %; larghezza ± 1 %; altre dimensioni dichiarate ± 1,6 %; ortometria scostamento orizzontale non maggiore del 1,6 % del lato maggiore, 2.ED.12.3c sulla massa convenzionale è ammessa la tolleranza del ± 10 %, 2.ED.12.3d l'impermeabilità non deve permettere la caduta di gocce d'acqua, dall'intradosso, dopo 24 h.; 2.ED.12.3e dopo i cicli di gelività la resistenza a flessione F deve essere maggiore od uguale a 1800 N su campioni maturati 28 D; 2.ED.12.3f la resistenza a rottura F del singolo elemento deve essere maggiore od uguale a 1000 N; la media deve essere maggiore od uguale a 1500 N.; 2.ED.12.3g i criteri di accettazione sono quelli del punto del presente articolo. In caso di contestazione si farà riferimento alle norme UNI 8626:1984 e UNI I prodotti devono essere forniti su appositi pallets legati e protetti da azioni meccaniche, chimiche e sporco che possano degradarli nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. 2.ED.12.4 Le lastre di fibrocemento. 2.ED.12.4a Le lastre possono essere dei tipi seguenti: lastre piane (a base: fibrocemento e silico calcare; fibrocemento; cellulosa; fibrocemento/silico calcare rinforzati); lastre ondulate a base di fibrocemento aventi sezione trasversale formata da ondulazioni approssimativamente sinusoidali; possono essere con sezione traslate lungo un piano o lungo un arco di cerchio); lastre nervate a base di fibrocemento, aventi sezione trasversale grecata o caratterizzata da tratti piani e tratti sagomati. I criteri di controllo sono quelli indicati in nel punto 2. 2.ED.12.4b Le lastre piane devono rispondere alle caratteristiche indicate nel progetto ed in mancanza od integrazione alle seguenti: larghezza 1200 mm, lunghezza scelta tra 1200, 2500 o 5000 mm con tolleranza ± 0,4 % e massimo 5 mm; spessori (scelto tra le sezioni normate) con tolleranza ± 0,5 mm fino a 5 mm e ± 10 % fino a 25 mm; rettilineità dei bordi scostamento massimo 2 mm per metro, ortogonalità 3 mm per metro; caratteristiche meccaniche (resistenza a flessione); tipo 1: 13 N/mm² minimo con sollecitazione lungo le fibre e 15 N/mm² minimo con sollecitazione perpendicolare alle fibre; tipo 2: 20 N/mm² minimo con sollecitazione lungo le fibre e 16 N/ mm² minimo con sollecitazione perpendicolare alle fibre; EL/mp -5014E-CSAED pag. 17 di 45

97 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin massa volumica apparente; tipo 1 :1,3 g/cm³ minimo; tipo 2 :1,7 g/cm³ minimo; tenuta d'acqua con formazione di macchie di umidità sulle facce inferiori dopo 24 h sotto battente d'acqua ma senza formazione di gocce d'acqua; resistenza alle temperature di 120 C per 2 h con decadimento della resistenza a flessione non maggiore del 10 %. 2.ED.12.4c Le lastre ondulate devono rispondere alle caratteristiche indicate nel progetto ed in mancanza o ad integrazione alle seguenti: facce destinate all'esposizione alle intemperie, lisce, bordi diritti e taglio netto e ben squadrato ed entro i limiti di tolleranza; caratteristiche dimensionali e tolleranze di forma secondo quanto dichiarato dal fabbricante ed accettato dalla Direzione dei lavori; tenuta all'acqua, come indicato nel comma 2); resistenza a flessione, secondo i valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei lavori; resistenza al gelo, dopo 25 cicli in acqua a temperatura di + 20 C seguito da permanenza in frigo a -20 C, non devono presentare fessurazioni, cavillature o degradazione; la massa volumica non deve essere minore di 1,4 kg/dm³. Gli accessori devono rispondere alle prescrizioni sopraddette per quanto attiene l'aspetto, le caratteristiche dimensionali e di forma, la tenuta all'acqua e la resistenza al gelo. 2.ED.12.5 Le lastre nervate devono rispondere alle caratteristiche indicate nel progetto ed in mancanza o ad integrazione a quelle indicate nel punto 04 del presente articolo. 2.ED.12.6 Le lastre di materia plastica rinforzata o non rinforzata si intendono definite e classificate secondo le norme UNI vigenti. I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza e/o completamento alle seguenti prescrizioni: 2.ED.12.6a i criteri di accettazione sono quelli del punto 01 del presente articolo.. 2.ED.12.7 Le lastre di metallo ed i loro pezzi speciali si intendono denominati secondo la usuale terminologia commerciale. Essi dovranno rispondere alle prescrizioni del progetto ed in mancanza ad a completamento alle seguenti caratteristiche: 2.ED.12.7a i prodotti completamente supportati; tolleranze dimensioni e di spessore 1%, resistenza al piegamento a 360 ; resistenza alla corrosione. Le caratteristiche predette saranno quelle riferite al prodotto in lamina prima della lavorazione. Gli effetti estetici e difetti saranno valutati in relazione alla collocazione dell'edificio; 2.ED.12.7b i prodotti autoportanti (compresi i pannelli, le lastre grecate, ecc.) oltre a rispondere alle prescrizioni predette dovranno soddisfare la resistenza a flessione secondo i carichi di progetto e la distanza tra gli appoggi; I criteri di accettazione sono quelli del punto 1 del presente articolo. In caso di contestazione si fa riferimento alle norme UNI. La fornitura dovrà essere accompagnata da foglio informativo riportante il nome del fornitore e la rispondenza alle caratteristiche richieste. 2.ED.12.8 I prodotti di pietra dovranno rispondere alle caratteristiche di resistenza a flessione, resistenza all'urto, resistenza al gelo e disgelo, comportamento agli aggressivi inquinanti. I limiti saranno quelli prescritti dal progetto o quelli dichiarati dal fornitore ed accettati dalla Direzione dei lavori. I criteri di accettazione sono quelli indicati in al punto 1 del presente articolo. La fornitura dovrà essere accompagnata da foglio informativo riportante il nome del fornitore e la corrispondenza alle caratteristiche richieste. 2.ED.12.9 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 490:2011 Tegole di calcestruzzo e relativi accessori per coperture e rivestimenti murari - Specifiche di prodotto (M/121, M/122) UNI EN 494:2012 Lastre nervate di fibrocemento e relativi accessori - Specifiche di prodotto e metodi di prova (M/121, M/122) UNI EN 492:2012 Lastre piane di fibrocemento e relativi accessori - Specifiche di prodotto e metodi di prova (M/121, M/122) UNI EN 13964:2004 Controsoffitti - Requisiti e metodi di prova (M/121) UNI EN 12467:2012 Lastre piane di fibrocemento - Specifiche di prodotto e metodi di prova (M/121) UNI EN 438-7:2005 Laminati decorativi ad alta pressione (HPL) - Pannelli a base di resine termoindurenti (generalmente chiamati laminati) - Parte 7: Laminati stratificati e pannelli compositi HPL per applicazioni su pareti interne ed esterne e su soffitti (M/121) UNI EN 544:2011 Tegole bituminose con supporti minerali e/o sintetici - Specifica di prodotto e metodi di prova (M/121, M/122) UNI EN 1304:2005 Tegole di laterizio per coperture discontinue - Definizioni e specifiche di prodotto (M/122) UNI EN 534:2010 Lastre bituminose ondulate - Specifica di prodotto e metodi di prova (M/121) EL/mp -5014E-CSAED pag. 18 di 45

98 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN 14783:2013 Lastre e nastri metallici totalmente supportati per coperture, rivestimenti esterni e interni - Specifica di prodotto e requisiti UNI EN 516:2006 Accessori prefabbricati per coperture - Installazioni per l'accesso al tetto - Passerelle, piani di camminamento e scalini posapiede (M/122) UNI EN 12951:2005 Accessori prefabbricati per coperture - Scale permanentemente fissate per coperture - Specifica di prodotto e metodi di prova (M/122) UNI EN 517:2006 Accessori prefabbricati per coperture - Ganci di sicurezza da tetto (M/122) UNI EN :2014 Ardesia e prodotti di pietra per coperture discontinue e rivestimenti - Parte 1: Specifiche per ardesia e ardesia a carbonati UNI EN 14509:2013 Pannelli isolanti autoportanti a doppio rivestimento con paramenti metallici - Prodotti industriali Specifiche UNI EN 14782:2006 Lastre metalliche autoportanti per coperture, rivestimenti esterni e interni - Specifica di prodotto e requisiti UNI EN 14964:2007 Sottostrati rigidi per coperture discontinue - Definizioni e caratteristiche Art.2.ED.13 - Tiranti di ancoraggio - I tiranti di ancoraggio devono rispondere alle norme prescritte dal D.M sono costituiti da elementi orizzontali o suborizzontali di collegamento fra strutture di calcestruzzo semplice ed armato, (verticali o variamente inclinate: muri di contenimento, di controripa, diaframmi, pareti perimetrali di fondazione) ed il terreno retrostante. Hanno lo scopo di assorbire le spinte da monte, per consolidamento di opere preesistenti, oppure in opere da costruire, là dove le conseguenti sollecitazioni non possono essere trasmesse alla base del muro. I tiranti sono costituiti da nuclei di acciaio ad elevato limite elastico tipo c.a.p. - formati con fili, trecce, trefoli, barre - alloggiati in appositi fori, dove sono avvolti da malta cementizia ed ancorati saldamente al terreno mediante la parte terminale (bulbo); sono sottoposti ad adeguata tensione preventiva attraverso l'apposita testa di ancoraggio. I fori, del diametro di mm e di lunghezza fino a m 25, saranno eseguiti con sonde a rotazione o a roto-percussione, con rivestimento se necessario, e con eventuale impiego di fanghi bentonitici; le iniezioni di adatta miscela dovranno assicurare dapprima la formazione del bulbo terminale e quindi il rivestimento della parte libera sino alla testata. La pretensione da applicare ai tiranti sarà effettuata solo dopo sufficiente manutenzione del bulbo di ancoraggio (28 giorni dall'ultima iniezione, o meno, secondo il tipo di miscela) e dovrà raggiungere un valore finale pari a 1,15 T, dove T è la capacità utile della pretensione definita nello 0,55 della trazione corrispondente all'allungamento permanente dello 0,2%; l'aumento del 15% è previsto per assorbire la caduta di tensione per rilassamento. Prima di iniziare la tesatura di ogni tirante, saranno tirati singolarmente e con forza opportuna gli elementi componenti, per eliminare le eventuali differenze di lunghezza nella parte libera; la tensione finale al valore di carico verrà raggiunta per successivi incrementi di 0,25 T e con una ultima quinta fase di tiro, pari allo 0,15 T, di cui sopra si è detto. Per alcuni tiranti (uno ogni 10 o frazione) scelti dalla Direzione Lavori, si dovranno lasciare accessibili le teste di ancoraggio, per eventuali controlli o ritarature. In caso di cedimenti all'atto del tiro, saranno sospese le operazioni per riprendere le iniezioni del bulbo di ancoraggio. Le altre norme da applicare per il controllo degli acciai, per l'esecuzione delle iniezioni e della tesatura, ecc. sono le stesse del D.M Le opere murarie interessate dai descritti tiranti di ancoraggio saranno costruite in precedenza; o potranno venir eseguite mano a mano che i tiranti si realizzano; le relative modalità esecutive così come quelle per la loro misurazione e valutazione sono riportate nei rispettivi articoli. EL/mp -5014E-CSAED pag. 19 di 45

99 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin CAPO II - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO - Art.2.ED.14 - Scavi in genere - Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro, a mano o con mezzi meccanici, dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto e le eventuali relazioni geologica e geotecnica di cui al DM , nonché secondo le particolari prescrizioni che saranno date all'atto esecutivo dalla Direzione dei Lavori. Nell'esecuzione degli scavi in genere l'appaltatore dovrà procedere in modo da impedire scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltre ché totalmente responsabile di eventuali danni alle persone ed alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franate. L'Appaltatore dovrà, inoltre, provvedere a sue spese affinché le acque scorrenti alla superficie del terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi. Per scavi, la cui profondità e superiore ad 1.50 metri, è fatto obbligo l utilizzo di armature di sostegno a parete continua (cassero di sostegno) in rispetto alle normative vigenti (D.Lgs. 81/2008). Le materie provenienti dagli scavi, ove non siano utilizzabili o non ritenute adatte (a giudizio insindacabile della Direzione dei Lavori) ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate fuori della sede del cantiere, alle pubbliche discariche ovvero su aree che l'appaltatore dovrà provvedere a rendere disponibili a sua cura e spese. Tutti gli oneri relativi alle operazioni di scavo di cui al D. Lgs. N. 152 del 3 aprile 2006 per analisi, prove, provini e documentazioni saranno sempre a carico dell appaltatore. Qualora le materie provenienti dagli scavi debbano essere successivamente utilizzate, esse dovranno essere depositate nel luogo indicato dalla Direzione Lavori, per essere poi riprese a tempo opportuno. In ogni caso le materie depositate non dovranno essere di danno ai lavori, alle proprietà pubbliche o private ed al libero deflusso delle acque scorrenti in superficie. La Direzione dei Lavori potrà fare asportare, a spese dell'appaltatore, le materie depositate in contravvenzione alle precedenti disposizioni. Qualora i materiali siano ceduti all'appaltatore, si applica quanto disposto dal Capitolato Generale d Appalto. Per gli scavi con conferimento del mateirle di risulta a discarica dovrà essere obbligatoriamente rilasciata dall appaltatore copia della documentazione attestante il deposito in discarica. Art.2.ED.15 - Scavi di fondazione od in trincea - Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta necessari per dare luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente detti. In ogni caso saranno considerati come gli scavi di fondazione quelli per dare luogo alle fogne, condutture, fossi e cunette. Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione, dovranno essere spinti fino alla profondità che dalla direzione dei lavori verrà ordinata all'atto della loro esecuzione. Le profondità, che si trovano indicate nei disegni, sono perciò di stima preliminare e l'amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più conveniente, senza che ciò possa dare all'appaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o domande di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità da raggiungere. E vietato all'appaltatore, sotto pena di demolire il già fatto, di por mano alle murature prima che la direzione dei lavori abbia verificato ed accettato i piani delle fondazioni. I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra falde inclinate, dovranno, a richiesta della direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed anche con determinate contropendenze. Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che resta vuoto, dovrà essere diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dell'appaltatore, con le stesse materie scavate, sino al piano del terreno naturale primitivo. Gli scavi per fondazione dovranno, quando occorra, essere solidamente puntellati e sbatacchiati con robuste armature, in modo da proteggere contro ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento di materie durante l'esecuzione tanto degli scavi che delle murature. L'Appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private che potessero accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbatacchiature, alle quali egli deve provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo gli venissero impartite dalla direzione dei lavori. Col procedere delle murature l'appaltatore potrà ricuperare i legnami costituenti le armature, sempre ché non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, da restare quindi in posto in proprietà EL/mp -5014E-CSAED pag. 20 di 45

100 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin dell'amministrazione; i legnami però, che a giudizio della direzione dei lavori, non potessero essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi. Gli scavi di fondazione dovranno di norma essere eseguiti a pareti verticali. Questi potranno però, ove ragioni speciali non lo vietino, essere eseguiti con pareti a scarpata. In questo caso non sarà compensato il maggiore scavo eseguito, oltre quello strettamente occorrente per la fondazione dell'onere e l'impresa dovrà provvedere a sua cura e spese al successivo riempimento del vuoto rimasto intorno alle fondazioni dell'opera, con materiale adatto, ed al necessario costipamento di quest'ultimo. Ciò vale anche se lo scavo sarà fatto a pareti verticali. Art.2.ED.16 - Fondazioni in cemento armato 2.ED.16.1 Generalità - Per le fondazioni da realizzarsi con cemento armato si provvederà alla posa delle carpenterie in legno di casseratura, che dovranno risultare prive di fughe tra i vari elementi, in modo da evitare le colature all'esterno, quindi, alla messa in opera delle barre di armatura secondo le prescrizioni di progetto e con i distanziatori di spessore pari allo spessore del prescritto copriferro, ed in ogni caso non minore di cm. 2 anche per le staffe. Particolare cura l'appaltatore dovrà esercitare nel predisporre tutte quelle casserature o cavedi o nicchie necessarie al passaggio di tubazioni di fognature, di cavi per l'impianto di messa a terra o per l'impianto contro le scariche atmosferiche, o altri elementi per l'ancoraggio di eventuali strutture metalliche, come barre per l'ancoraggio di tirafondi, ecc. In caso di temperature diurne prossime a zero gradi o che possano far presumere una temperatura notturna inferiore a 2-3 C, l'appaltatore è tenuto ad attuare gli accorgimenti per evitare che i getti gelino, come ad esempio coprendo mediante teli in polietilene qualora il fenomeno sia di poca entità, oppure con l'uso di additivi antigelivi da aggiungere all'impasto nella fase di mescolamento, previa presentazione di scheda tecnica e ricetta di centrale da parte della ditta fornitrice dei conglomerati. In caso di forte evaporazione durante la stagione calda, i getti devono essere bagnati con acqua a pioggia appena verificatasi la prima presa del calcestruzzo, onde evitare il dilavamento. Durante la fase del getto il calcestruzzo messo in opera deve essere convenientemente vibrato preferenzialmente con vibratore ad immersione, o con le necessarie cautele usando vibratore a parete, per raggiungere la compattazione prescritta nelle specifiche di progetto, evitando l'aggiunta di acqua all'impasto per ottenere una maggiore fluidità. Qualora la vibratura dell'impasto potesse risultare nociva agli elementi di fabbrica vicini, occorre provvedere con un calcestruzzo autocompattante, secondo le prescrizioni progettuali, o quelle prescrizioni che il Direttore dei lavori impartirà sul posto. 2.ED.16.2 Controlli - Il controllo dell'efficienza delle fondazioni verrà riportato, per i terreni sensibili all'acqua, al controllo del mutamento del regime idrico del sottosuolo, mediante attento esame della presenza di eventuali perdite delle fognature esistenti nei pressi delle fondazioni, sia relative alle acque di scarico che alle acque piovane, verificando che non si immergano al di sotto di pavimentazioni continue, e che non invadano i cavi di fondazione. Particolare cura dovrà esplicarsi nel rilevamento di eventuali pozzi per l'emungimento della falda freatica aperti dopo l'ultimazione del fabbricato nei pressi di esso o nell'area che possa influenzare la stabilità del fabbricato. Art.2.ED.17 - Consolidamento mediante tiranti metallici Questo tipo di consolidamento andrà utilizzato quando si richieda un miglioramento della prestazione statica del complesso edilizio, riducendo al minimo l'utilizzo di cemento armato o altre tecniche eccessivamente invasive ed irreversibili. L'inserimento di tiranti, ancorati tramite piastre di dimensioni opportune o chiavi risulta certamente utile per dotare l'edificio di un'idonea ed elastica cerchiatura, in alternativa ai cordoli in cemento armato. I tiranti possono essere realizzati con normali barre in acciaio per armatura o con trefoli in acciaio armonico, che vanno disposti sia orizzontalmente sia verticalmente ed estesi all'intera dimensione della parete. Qualora i solai non siano in grado di assicurare un sufficiente incatenamento delle pareti, si dovrà intervenire con l'inserimento di tiranti orizzontali, che verranno ancorati all'esterno delle pareti stesse. In alternativa si potranno far agire i solai come incatenamenti, applicando a travi e travetti chiavi metalliche ancorate all'esterno della parete. Sempre che questi elementi vengano in fase progettuale ritenuti idonei allo scopo. L'impiego dei tiranti in acciaio è rivolto a migliorare lo schema strutturale e quindi il comportamento dell'edificio non solo in caso di eventi sismici. I tiranti metallici dovranno essere applicati di preferenza all'interno della muratura e fissati alle estremità con piastre atte alla distribuzione dei carichi. Le tirantature metalliche potranno anche essere lasciate completamente a vista nel caso in cui il progetto lo preveda e/o dietro indicazioni specifiche della D.L. Una volta segnati i livelli e gli assi dei tiranti, l'appaltatore dovrà preparare la sede di posa dei tiranti mediante l'utilizzo di trapani esclusivamente rotativi del diametro prescritto onde evitare sconnessioni e ogni possibile disturbo all'equilibrio della struttura dissestata. 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101 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Quando si dovesse predisporre la sede di posa dei tiranti in aderenza ai paramenti esterni l'appaltatore dovrà praticare nella muratura delle apposite scanalature. Le loro sezioni e la loro posizione saranno prescritte dagli elaborati di progetto e dovranno essere in grado di contenere i piani di posa dei tiranti e delle piastre di ripartizione, le cui aree di appoggio dovranno essere spianate con getto di malta antiritiro. I tiranti, una volta tagliati e filettati per circa cm 10 da ogni lato, andranno posti in opera e fissati alle piastre (dalle dimensioni e spessori prescritti) mediante dadi filettati, predisponendo preventivamente apposite guaine protettive. Ad avvenuto indurimento delle guaine usate per i piani di posa delle piastre, l'appaltatore metterà in tensione i tiranti per mezzo di chiavi dinamometriche in modo che la tensione applicata non superi il 50% di quella ammissibile dal cavo di acciaio. Si salderanno infine i dadi filettati. La sede di posa dei tiranti, se prevista all'interno della struttura, potrà essere riempita, dietro precise indicazioni della D.L., con iniezioni di malte reoplastiche o di prodotti di sintesi chimica, mentre le scanalature potranno essere sigillate con malta o lasciate a vista, eventualmente rifinite in modo da non andare in contrasto con l'aspetto del paramento murario. Per garantire alla struttura le migliori prestazioni statiche, i tiranti orizzontali dovranno essere posizionati in corrispondenza dei solai o di altre strutture orizzontali mentre lo spazio fra due tiranti contigui dovrà essere ridotto al minimo. I tiranti verticali, diagonali e comunque inclinati verranno inseriti in fori passanti (diam. mm 45/65) attraverso le murature, nei quali verrà poi iniettata a pressione malta epossidica opportunamente formulata, per la formazione del bulbo di ancoraggio. Nel caso di murature troppo dissestate si provvederà ad una preventiva iniezione di consolidamento con malta epossidica. Verranno poi messe in opera le piastre di ancoraggio. L'operazione di tesatura avverrà dopo il completo essiccamento del bulbo di ancoraggio. La realizzazione di tali collegamenti potrà essere ad un solo cavo o a più cavi in ragione della coazione che la D.L. riterrà opportuno inserire. Il posizionamento, le forme e le dimensioni delle piastre di ancoraggio dovranno essere effettuati secondo le prescrizioni del progetto o della D.L., potranno infatti essere ortogonali al tirante, inclinate rispetto a questo, a bloccaggio singolo o pluricavo. Art.2.ED.18 - Consolidamento mediante iniezioni a base di miscele leganti Prima di dare inizio ai lavori, l'appaltatore dovrà eseguire un'attenta analisi della struttura al fine di determinare l'esatta localizzazione delle sue cavità, la natura della sua materia, la composizione chimicofisica dei materiali che la compongono. Gli esami potranno essere effettuati mediante tecniche molto usate come la percussione della muratura oppure ricorrendo a carotaggi con prelievo di materiale, a sondaggi endoscopici o, in relazione all'importanza delle strutture e dietro apposita prescrizione, ad indagini di tipo non distruttivo (termografie, ultrasuoni, ecc.). In presenza di murature particolari, con grandi spessori e di natura incerta, sarà inoltre indispensabile effettuare prove di consolidamento utilizzando differenti tipi di miscele su eventuali campioni tipo in modo da assicurarsi che l'iniezione riesca a penetrare sino al livello interessato. In presenza di murature in pietrame incerto sarà preferibile non togliere lo strato d'intonaco al fine di evitare l'eccessivo trasudamento della miscela legante. La tecnica consisterà nell'iniettare nella massa muraria ad una pressione variabile in ragione del tipo di intervento, una malta cementizia e/o epossidica opportunamente formulata che riempiendo le fratture e gli eventuali vuoti, sappia consolidare la struttura muraria, sostituendosi e/o integrando la malta originaria. I punti su cui praticare i fori (in genere 2 o 3 ogni mq) verranno scelti dalla D.L. in base alla distribuzione delle fessure ed al tipo di struttura. Detti fori, di diametro opportuno (indicativamente da mm 30 a 50) si eseguiranno con sonde a rotazione munite di un tagliatore carotiere con corona d'acciaio ad alta durezza o di widia. Nelle murature in pietrame, le perforazioni dovranno essere eseguite in corrispondenza dei giunti di malta e ad una distanza di circa cm in relazione alla compattezza del muro. Nelle murature in mattoni pieni la distanza fra i fori non dovrà superare i cm 50. Si avrà l'accortezza di eseguire le perforazioni finalizzando l'operazione alla sovrapposizione delle aree iniettate, ciò sarà controllabile utilizzando appositi tubicini ``testimone'' dai quali potrà fuoriuscire l'esubero di miscela iniettata. I tubicini verranno introdotti, per almeno cm 10 ed avranno un diametro di circa mm 20, verranno poi sigillati con la stessa malta di iniezione a consistenza più densa. Durante questa operazione sarà necessario evitare che le sbavature vadano a rovinare in modo irreversibile l'integrità degli adiacenti strati di rivestimento. Per favorire la diffusione della miscela, l'appaltatore dovrà praticare dei fori profondi almeno quanto la metà dello spessore dei muri. Nel caso di spessori inferiori ai cm le iniezioni verranno effettuate su una sola faccia della struttura; oltre i cm 70 si dovrà operare su entrambe le facce nel caso in cui lo spessore dovesse essere ancora maggiore, o ci si trovasse nell'impossibilità di iniettare su entrambe le facce, si dovrà perforare la muratura da un solo lato fino a raggiungere i 2/3 della profondità del muro. EL/mp -5014E-CSAED pag. 22 di 45

102 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin In caso di murature in mattoni pieni si praticheranno perforazioni inclinate di almeno 45 gradi verso il basso fino a raggiungere una profondità di cm (sempre comunque rapportata allo spessore del muro) tale operazione si rende necessaria per distribuire meglio la miscela e per interessare i diversi strati di malta. Tutte le fessure, sconnessioni, piccole fratture tra i manufatti interessati all'intervento andranno preventivamente stuccate per non permettere la fuoriuscita della miscela legante. Prima dell'iniezione si dovrà effettuare un prelavaggio al fine di saturare la massa muraria e di mantenere la densità della miscela. Il prelavaggio profondo sarà inoltre utile per segnalare e confermare le porzioni delle zone da trattare, che corrisponderanno con la gora di umidità, oltre all'esistenza di possibili lesioni non visibili. Il lavaggio andrà eseguito con acqua pura, eventualmente deionizzata e priva di materie terrose. Durante la fase del lavaggio andranno effettuate le operazioni supplementari di rinzaffo, stilatura dei giunti e sigillatura delle lesioni. L'iniezione della miscela cementante potrà essere composta da acqua e cemento nella proporzione di 1:1 (1 quintale di cemento per 100 litri di acqua), oppure con miscele di cemento, sabbie molto fini e/o additivi quali resina epossidica formulata in maniera opportuna e miscelata con adatto solvente, al fine di ottenere una corretta viscosità per consentirne la penetrazione in maniera diffusa. All'iniezione di resina potrebbe essere necessario far procedere una iniezione di solvente a bassa pressione, per saturare la superficie di pietre, mattoni, malta, per favorire la diffusione della resina epossidica e comunque la sua polimerizzazione in presenza di solvente. La miscela dovrà essere omogenea, ben amalgamata ed esente da grumi ed impurità. L'iniezione delle miscele all'interno dei fori sarà eseguita a bassa pressione e andrà, effettuata tramite idonea pompa a mano o automatica provvista di un manometro di facile ed immediata lettura. Se il dissesto sarà limitato ad una zona ristretta dovranno essere risanate, con una pressione non troppo elevata, prima le parti più danneggiate ed in seguito le rimanenti zone, utilizzando una pressione maggiore. Andrà realizzato preventivamente un preconsolidamento, eseguito colando mediante un imbuto una boiacca molto fluida, si effettueranno successivamente le iniezioni procedendo con simmetria, dal basso verso l'alto al fine di evitare squilibri di peso ed impreviste alterazioni nella statica della struttura. Previa verifica della consistenza materica della muratura oggetto di intervento, si inietterà la miscela mediante una pressione di circa 0,5-1,0 kg/cmq in modo da agevolare il drenaggio ed otturare i fori con il ritorno elastico. Sarà inoltre opportuno aumentare la pressione di immissione in relazione alla quota del piano di posa delle attrezzature. L'aumento sarà di 1/2 atmosfera ogni ml 3 di dislivello in modo da bilanciare la pressione idrostatica. La pressione dovrà essere mantenuta costante fino a quando la miscela non sarà ovviamente fuoriuscita dai buchi adiacenti o dai tubicini ``testimoni''. Ad indurimento della miscela, gli ugelli saranno rimossi ed i fori sigillati con malta appropriata. In edifici a più piani le iniezioni dovranno essere praticate a partire dal livello più basso. Sarà consentito l'impiego di tiranti d'acciaio, trasversali per evitare danni alla muratura per effetto di elevate pressioni di iniezione. Non sarà assolutamente consentito, salva diversa prescrizione della D.L., la demolizione di intonaci e/o stucchi; sarà anzi necessario provvedere al loro preventivo consolidamento e/o ancoraggio al paramento murario, prima di procedere all'iniezione stessa. Ad operazione terminata sarà opportuno prevedere una serie di indagini cadenzate nel tempo per verificarne l'effettiva efficacia. Art.2.ED.19 - Demolizioni e rimozioni - Le demolizioni di murature, calcestruzzi, ecc., sia parziali che complete, devono essere eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni, in modo da non danneggiare le residue murature, da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi o disturbo. Rimane pertanto vietato di gettare dall'alto i materiali in genere, che invece devono essere trasportati o guidati in basso, e di sollevare polvere, per cui tanto le murature quanto i materiali di risulta dovranno essere opportunamente bagnati. Nelle demolizioni e rimozioni l'appaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie puntellature per sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i materiali risultanti, i quali devono ancora potersi impiegare nei limiti concordati con la direzione dei lavori, sotto pena di rivalsa di danni a favore della stazione appaltante. Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati, saranno pure a cura e spese dell'appaltatore, senza alcun compenso, ricostruite e rimesse in ripristino le parti indebitamente demolite. Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della direzione dei lavori, devono essere opportunamente puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei luoghi di deposito che verranno indicati dalla direzione stessa, usando cautele per non danneggiarli sia nella pulizia, sia nel trasporto, sia nei loro assestamento e per evitarne la dispersione. EL/mp -5014E-CSAED pag. 23 di 45

103 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Detti materiali restano tutti di proprietà della stazione appaltante, la quale potrà ordinare all'appaltatore di impiegarli in tutto od in parte nei lavori appaltati, ai sensi del vigente Capitolato generale, con i prezzi indicati nell'elenco Prezzi. I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono sempre dall'appaltatore essere trasportati fuori del cantiere nei punti indicati od alle pubbliche discariche. Art.2.ED.20 - Opere e strutture di muratura - 2.ED.20.1 Malte per murature. L'acqua, la sabbia, le calci aeree, le pozzolane ed i leganti idraulici per la preparazione degli impasti devono possedere i requisiti e le caratteristiche tecniche esposte nell apposito articolo. L'impiego di malte premiscelate e premiscelate pronte è consentito, purché ogni fornitura sia accompagnata da una dichiarazione del fornitore attestante il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e degli eventuali additivi. Ove il tipo di malta non rientri tra quelli appresso indicati il fornitore dovrà certificare con prove ufficiali anche le caratteristiche di resistenza della malta stessa. Alla malta cementizia si può aggiungere una piccola quantità di calce aerea con funzione plastificante. Le modalità per la determinazione della resistenza a compressione delle malte sono riportate nel decreto ministeriale 13 settembre I tipi di malta e le loro classi sono definiti in rapporto alla composizione in volume; malte di diverse proporzioni nella composizione confezionate anche con additivi, preventivamente sperimentate, possono essere ritenute equivalenti a quelle indicate qualora la loro resistenza media a compressione risulti non inferiore ai valori: - 12 N/mm2 [120 Kgf/cm2] Per l'equivalenza alla malta M1-8 N/mm2 [80 Kgf/cm2] Per l'equivalenza alla malta M2-5 N/mm2 [50 Kgf/cm2] Per l'equivalenza alla malta M3-2,5 N/mm2 [25 Kgf/cm2] Per l'equivalenza alla malta M4 2.ED.20.2 Murature in genere: criteri generali per l'esecuzione. Nelle costruzioni delle murature in genere verrà curata la perfetta esecuzione degli spigoli, delle volte, piattabande, archi, e verranno lasciati tutti i necessari incavi, sfondi, canne e fori per: ricevere le chiavi ed i capichiavi delle volte: gli ancoraggi delle catene e delle travi a doppio T; le testate delle travi (di legno, di ferro); le pietre da taglio e quanto altro non venga messo in opera durante la formazione delle murature; il passaggio delle canalizzazioni verticali (tubi pluviali, dell'acqua potabile, canne di stufe e camini, scarico acqua usata, immondizie, ecc.); per il passaggio delle condutture elettriche, di telefoni e di illuminazione; le imposte delle volte e degli archi; gli zoccoli, dispositivi di arresto di porte e finestre, zanche, soglie, ferriate, ringhiere, davanzali, ecc. Quanto detto, in modo che non vi sia mai bisogno di scalpellare le murature già eseguite. La costruzione delle murature deve iniziarsi e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto collegamento sia con le murature esistenti, sia fra le parti di esse. I mattoni, prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a saturazione per immersione prolungata in appositi bagnaroli e mai per aspersione. L'esecuzione della muratura, di qualunque tipo, deve essere realizzata posizionando i fili verticali mediante filo a piombo e quelli orizzontali mediante livella a bolla se si tratta di eseguire muri piani, o posizionando le sagome curvilinee. Il letto di posa dei mattoni deve essere accuratamente pulito e lavato con acqua, in modo da asportare completamente calcinacci, segatura, residui di olio disarmante, e cominciando a stendere la malta necessaria per 2-3 mattoni o blocchi. I mattoni dovranno mettersi in opera con i giunti alternati ed in corsi ben regolari e normali alla superficie esterna; saranno posati sopra un abbondante strato di malta e premuti sopra di esso in modo che la malta rifluisca all'ingiro e riempia tutte le connessure. I giunti verticali vanno riempiti anch'essi con malta, spalmandola sull'elemento prima di posizionarlo. È necessario ripulire gli eccessi di malta dalle fughe con la cazzuola per garantire una superficie piana e liscia che faciliti il successivo intonaco. La larghezza dei giunti non dovrà essere maggiore di 8 né minore di 5 mm. I giunti non verranno rabboccati durante la costruzione per dare maggiore presa all'intonaco od alla stuccatura col ferro. Le malte da impiegarsi per la esecuzione delle murature dovranno essere passate al setaccio per evitare che i giunti fra i mattoni riescano superiori al limite di tolleranza fissato. Le murature di rivestimento saranno fatte a corsi bene allineati e dovranno essere opportunamente collegate con la parte interna. Se la muratura dovesse eseguirsi con paramento a vista (cortina) si dovrà avere cura di scegliere per le facce esterne i mattoni di migliore cottura, meglio formati e di colore più uniforme, disponendoli con perfetta regolarità e ricorrenza nelle connessure orizzontali, alternando con precisione i giunti verticali. EL/mp -5014E-CSAED pag. 24 di 45

104 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin In questo genere di paramento i giunti non dovranno avere larghezza maggiore di 5 mm e, previa loro raschiatura e pulitura, dovranno essere profilate con malta idraulica o di cemento, diligentemente compresse e lisciate con apposito ferro, senza sbavatura. Le sordine, gli archi, le piattabande e le volte dovranno essere costruite in modo che i mattoni siano sempre disposti in direzione normale alla curva dell'intradosso e la larghezza dei giunti non dovrà mai eccedere i 5 mm all'intradosso e 10 mm all'estradosso. All'innesto con muri da costruirsi in tempo successivo dovranno essere lasciate opportune ammorsature in relazione al materiale impiegato. I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, debbono essere sospesi nei periodi di gelo, durante i quali la temperatura si mantenga, per molte ore, al disotto di zero gradi centigradi. Quando il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere in muratura ordinaria possono essere eseguite nelle ore meno fredde del giorno, purché al distacco del lavoro vengano adottati opportuni provvedimenti per difendere le murature dal gelo notturno. Le impostature per le volte, gli archi, ecc. devono essere lasciate nelle murature sia con gli addentellati d'uso, sia col costruire l'origine delle volte e degli archi a sbalzo mediante le debite sagome, secondo quanto verrà prescritto. La direzione dei lavori stessa potrà ordinare che sulle aperture di vani e di porte e finestre siano collocati degli architravi (cemento armato, acciaio) delle dimensioni che saranno fissate in relazione alla luce dei vani, allo spessore del muro ed al sovraccarico. Nel punto di passaggio fra le fondazioni entro terra e la parte fuori terra sarà eseguito un opportuno strato (impermeabile, drenante, ecc.) che impedisca la risalita per capillarità. Quest onere si ritiene compensato nel prezzo di elenco anche se non espressamente indicato nello stesso. 2.ED.20.3 Murature portanti: tipologie e caratteristiche tecniche. Si dovrà fare riferimento al D.M In particolare vanno tenuti presenti le prescrizioni che seguono: 2.ED.20.3a Muratura costituita da elementi trasversali - La muratura costituita da elementi resistenti artificiali avrà generalmente forma parallelepipeda, posta in opera in strati regolari di spessore costante e legati tra di loro tramite malta. Gli elementi resistenti possono essere di: laterizio normale; laterizio alleggerito in pasta; calcestruzzo normale; calcestruzzo alleggerito. Gli elementi resistenti artificiali possono essere dotati di fori in direzione normale al piano di posa (elementi a foratura verticale) oppure in direzione parallela (elementi a foratura orizzontale). La muratura è costituita da elementi resistenti naturali - La muratura è costituita da elementi resistenti naturali di pietra legati tra di loro tramite malta avrà le caratteristiche di seguito elencate. Le pietre, da ricavarsi in genere per abbattimento di rocce, devono essere non friabili o sfaldabili, e resistenti al gelo, nel caso di murature esposte direttamente agli agenti atmosferici. Non devono contenere in misura sensibile sostanze solubili o residui organici. Le pietre devono presentarsi monde di cappellaccio e di parti alterate o facilmente rimovibili; devono possedere sufficiente resistenza sia allo stato asciutto che bagnato, e buona adesività alle malte. In particolare gli elementi devono possedere i requisiti minimi di resistenza determinabili secondo le modalità descritte nel D.M L'impiego di elementi provenienti da murature esistenti è subordinato al soddisfacimento dei requisiti sopra elencati ed al ripristino della freschezza delle superfici a mezzo di pulitura e lavaggio delle superfici stesse. Le murature formate da elementi resistenti naturali si distinguono nei seguenti tipi: muratura di pietra non squadrata composta con pietrame di cava grossolanamente lavorato, posto in opera in strati pressoché regolari; muratura listata: costituita come la muratura in pietra non squadrata, ma intercalata da fasce di conglomerato semplice o armato oppure da ricorsi orizzontali costituiti da almeno due filari in laterizio pieno, posti ad interasse non superiore a 1,6 m ed estesi a tutta la lunghezza ed a tutto lo spessore del muro; muratura di pietra squadrata: composta con pietre di geometria pressoché parallelepipeda poste in opera in strati regolari. 2.ED.20.4 Muratura portante: particolari costruttivi. L'edificio a uno o più piani a muratura portante deve essere concepito come una struttura tridimensionale costituita da singoli sistemi resistenti collegati tra di loro e con le fondazioni e disposti in modo da resistere alle azioni verticali ed orizzontali. A tal fine di deve considerare quanto segue: 2.ED.20.4a Collegamenti. I tre sistemi di elementi piani sopraddetti devono essere opportunamente collegati tra loro. EL/mp -5014E-CSAED pag. 25 di 45

105 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Tutti i muri saranno collegati al livello dei solai mediante cordoli e, tra di loro, mediante ammostamenti lungo le intersezioni verticali. Inoltre essi saranno collegati da opportuni incatenamenti al livello dei solai. Nella direzione di tessitura dei solai la funzione di collegamento potrà essere espletata dai solai stessi purché adeguatamente ancorati alla muratura. Il collegamento tra la fondazione e la struttura in elevazione sarà di norma realizzato mediante cordolo di calcestruzzo armato disposto alla base di tutte le murature verticali resistenti, di spessore pari a quello della muratura di fondazione e di altezza non inferiore alla metà di detto spessore. 2.ED.20.4b Cordoli. In corrispondenza dei solai di piano e di copertura i cordoli si realizzeranno generalmente in cemento armato, di larghezza pari ad almeno 2/3 della muratura sottostante, e comunque non inferiore a 12 cm, e di altezza almeno pari a quella del solaio e comunque non inferiore alla metà dello spessore del muro. Negli incroci a L le barre dovranno ancorarsi nel cordolo ortogonale per almeno 40 diametri; lo squadro delle barre dovrà sempre abbracciare l'intero spessore del cordolo. 2.ED.20.4c Incatenamenti orizzontali interni. Gli incatenamenti orizzontali interni, aventi lo scopo di collegare i muri paralleli della scatola muraria ai livelli dei solai, devono essere realizzati per mezzo di armature metalliche. Tali incatenamenti dovranno avere le estremità efficacemente ancorate ai cordoli. Nella direzione di tessitura del solaio possono essere omessi gli incatenamenti quando il collegamento è assicurato dal solaio stesso. In direzione ortogonale al senso di tessitura del solaio gli incatenamenti orizzontali saranno obbligatori per solai con luce superiore ai 4,5 m. In tutte le specie di paramenti la stuccatura dovrà essere fatta raschiando preventivamente le connessure fino a conveniente profondità per purgarle dalla malta, dalla polvere, e da qualunque altra materia estranea, lavandole con acqua abbondante e riempiendo quindi le connessure stesse con nuova malta della qualità prescritta, curando che questa penetri bene dentro, comprimendola e lisciandola con apposito ferro, in modo che il contorno dei conci sui fronti del paramento, a lavoro finito, si disegni nettamente e senza sbavature. Art.2.ED.21 - Opere da fabbro - 2.ED.21.1 L'Appaltatore deve tenere presente nella formulazione della sua offerta che l'esecuzione delle opere da fabbro, sia nell'ambito di edifici, sia nelle aree esterne facenti parte dei complessi dovendo necessariamente essere subordinata ai programmi generali e particolari di esecuzione degli impianti, può risultare diversa sia per discontinuità di esecuzione della posa, sia per la concomitanza di esecuzione, nella stessa area o nello stesso edificio di lavori di competenza di altre ditte, da quella normalmente programmata e più conveniente per l'appaltatore. Di quanto sopra l'appaltatore non può richiedere maggiori compensi a qualsiasi titolo per gli oneri conseguenti a maggiori difficoltà di posa, a difficoltà di approntamento dei materiali a pie' d'opera, a discontinuità di effettuazione dei lavori, a particolari tipi di ponteggi e protezioni da adottarsi, ed altri, anche se non elencati nella presente descrizione. 2.ED.21.2 La posa delle opere in ferro in genere deve essere eseguita con la massima precisione e secondo le migliori regole di arte. Devono essere rispettati quote, fili, allineamenti, piombi per il perfetto posizionamento di ogni elemento. Tutti gli elementi devono essere solidamente e sicuramente fissati. Il numero e le dimensioni delle zanche e degli altri elementi di fissaggio in genere devono essere tali da assicurare i requisiti di resistenza e solidità richiesti per ciascuna opera. Gli scassi per l'ammaraggio devono avere dimensioni adeguate, ma limitate al minimo necessario per ottenere un posizionamento agevole ed un ancoraggio sicuro, senza compromettere l integrità della struttura muraria. Gli scassi ed i fori per l'ammaraggio delle zanche e degli elementi di sostegno in genere devono essere accuratamente puliti e bagnati prima di procedere alla sigillatura. La sigillatura deve essere eseguita con l'impiego di malta di cemento, o calcestruzzo di appropriata granulometria, a seconda delle dimensioni di fori. Non è ammessa in alcun caso la sigillatura con gesso. Tutti i manufatti devono essere solidamente assicurati, nell'esatta posizione prevista, con idonei sostegni ed armature provvisionali, in modo da evitare qualsiasi movimento sino a che le relative sigillature non abbiano raggiunto la necessaria presa. Tutti i manufatti per i quali sia prevista la verniciatura in opera, devono, prima della posa, essere verniciati con una mano di antiruggine al cromato di zinco, previa preparazione completa delle superfici con eliminazione di ogni traccia di ruggine, grassi, calamità, ecc. EL/mp -5014E-CSAED pag. 26 di 45

106 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Sulle parti non più accessibili dopo la posa deve essere applicata preventivamente anche una seconda mano di antiruggine. Gli elementi zincati non a vista, che dovessero eventualmente subire, tagli, saldature od altri aggiustamenti che provochino la rimozione od il danneggiamento della zincatura, devono essere accuratamente ritoccati con antiruggine al cromato di zinco in corrispondenza dei punti danneggiati, previa pulitura, con rimozioni di ogni scoria o detrito, delle superfici interessate, onde evitare ogni ulteriore eventuale erosione. Per gli elementi a vista non sono ammessi ritocchi con vernice. I cancelli devono essere posti in opera in modo da ottenere il perfetto ed agevole funzionamento delle ante apribili e la corretta manovra di serratura ed altri congegni di blocco e di chiusura. Deve essere curato in particolare il perfetto combaciamento di serrature, scrocchi e catenacci con le corrispondenti sedi su montanti, controante, soglie, pavimentazioni. I controtelai devono essere posti in opera in maniera da non rinchiudere per la corretta posa dei serramenti successivi aggiustamenti, scassi, demolizioni e rotture di rivestimenti, pavimenti, intonaci, ecc. I serramenti in genere devono essere posti in opera a perfetta squadra, in modo da ottenere l'uniforme combaciamento delle battute, la perfetta manovra delle ante, l'agevole funzionamento di tutti i congegni di chiusura. Il fissaggio al controtelaio deve avvenire con viti non a vista. Le viti devono essere zincate o cadmiate. Nell'effettuazione delle operazioni di posa deve essere evitato ogni danneggiamento, anche minimo, al serramento ed agli accessori (serrature, ferramenta, ecc.). Per i serramenti da porsi in opera già verniciati devono essere adottate tutte le cautele necessarie per evitare ogni e qualsiasi danno allo strato di vernice. Uguali precauzioni devono essere adottate per i manufatti in lega leggera, comunque trattati. Coprifili e coprigiunti devono essere di tipo, dimensioni e sagomatura uniformi e devono essere fissati in posizione simmetrica in modo da delimitare contorni perfettamente regolari ed uguali fra di loro. Pur essendo prevista l'adozione dei coprifili e coprigiunti tutte le connessioni dei serramenti fra loto, con i controtelai e con le murature devono essere realizzate con la massima precisione, riducendo al minimo indispensabile giochi e fessure. Tutti i manufatti devono essere accuratamente ripuliti in modo da rimuovere ogni traccia di imbrattamento di qualsiasi natura. Art.2.ED.22 - Opere e strutture di calcestruzzo - 2.ED.22.1 Generalità Impasti di Calcestruzzo Gli impasti di calcestruzzo dovranno essere eseguiti in conformità di quanto previsto dal D.M. 14 gennaio 2008 e dalle relative norme vigenti. La distribuzione granulometrica degli inerti, il tipo di cemento e la consistenza dell'impasto, devono essere adeguati alla particolare destinazione del getto ed al procedimento di posa in opera del conglomerato. Il quantitativo d'acqua deve essere il minimo necessario a consentire una buona lavorabilità del conglomerato tenendo conto anche dell'acqua contenuta negli inerti. Partendo dagli elementi già fissati il rapporto acqua-cemento, e quindi il dosaggio del cemento, dovrà essere scelto in relazione alla resistenza richiesta per il conglomerato. L'impiego degli additivi dovrà essere subordinato all'accertamento della assenza di ogni pericolo di aggressività e devono essere conformi alla norma europea armonizzata UNI EN L acqua di impasto, ivi compresa l acqua di riciclo, dovrà essere conforme alla norma UNI EN L'impasto deve essere fatto con mezzi idonei ed il dosaggio dei componenti eseguito con modalità atte a garantire la costanza del proporzionamento previsto in sede di progetto. Nei calcestruzzi è ammesso l impiego di aggiunte, in particolare di ceneri volanti, loppe granulate d altoforno e fumi di silice, purché non ne vengano modificate negativamente le caratteristiche prestazionali. Le ceneri volanti devono soddisfare i requisiti della norma europea armonizzata UNI EN Per quanto riguarda l impiego si potrà fare utile riferimento ai criteri stabiliti dalle norme UNI EN ed UNI I fumi di silice devono soddisfare i requisiti della norma europea armonizzata UNI EN Per i calcestruzzi preconfezionati si fa riferimento alla norma UNI EN Controlli sul Calcestruzzo Per i controlli sul calcestruzzo ci si atterrà a quanto previsto dal D.M. 14 gennaio Il calcestruzzo viene individuato tramite la resistenza caratteristica a compressione secondo quanto specificato nel suddetto D.M. La resistenza caratteristica del calcestruzzo dovrà essere non inferiore a quella richiesta dal progetto. Il controllo di qualità del calcestruzzo si articola nelle seguenti fasi: - Valutazione preliminare della resistenza; - Controllo di produzione EL/mp -5014E-CSAED pag. 27 di 45

107 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin - Controllo di accettazione - Prove complementari Le prove di accettazione e le eventuali prove complementari, sono eseguite e certificate dai laboratori di cui all art. 59 del D.P.R. n. 380/2001. La qualità del calcestruzzo, è controllata dal Direttore dei Lavori, secondo le procedure di cui al punto del D.M. 14 gennaio Resistenza al Fuoco Le verifiche di resistenza al fuoco potranno eseguirsi con riferimento a UNI EN ED.22.2 Norme per il Cemento Armato Normale Nella esecuzione delle opere di cemento armato normale l'appaltatore dovrà attenersi a quanto contenuto nel D.P.R. 380/2001 e s.m.i., nelle norme tecniche del D.M. 14 gennaio 2008 e nella relativa normativa vigente. Armatura delle travi Negli appoggi di estremità all intradosso deve essere disposta un armatura efficacemente ancorata, calcolata per uno sforzo di trazione pari al taglio. Almeno il 50% dell armatura necessaria per il taglio deve essere costituita da staffe. Armatura dei pilastri Nel caso di elementi sottoposti a prevalente sforzo normale, le barre parallele all asse devono avere diametro maggiore od uguale a 12 mm e non potranno avere interassi maggiori di 300 mm. Le armature trasversali devono essere poste ad interasse non maggiore di 12 volte il diametro minimo delle barre impiegate per l armatura longitudinale, con un massimo di 250 mm. Il diametro delle staffe non deve essere minore di 6 mm e di ¼ del diametro massimo delle barre longitudinali. Copriferro e interferro L armatura resistente deve essere protetta da un adeguato ricoprimento di calcestruzzo. Al fine della protezione delle armature dalla corrosione, lo strato di ricoprimento di calcestruzzo (copriferro) deve essere dimensionato in funzione dell aggressività dell ambiente e della sensibilità delle armature alla corrosione, tenendo anche conto delle tolleranze di posa delle armature. Per consentire un omogeneo getto del calcestruzzo, il copriferro e l interferro delle armature devono essere rapportati alla dimensione massima degli inerti impiegati. Il copriferro e l interferro delle armature devono essere dimensionati anche con riferimento al necessario sviluppo delle tensioni di aderenza con il calcestruzzo. Ancoraggio delle barre e loro giunzioni Le armature longitudinali devono essere interrotte ovvero sovrapposte preferibilmente nelle zone compresse o di minore sollecitazione. La continuità fra le barre può effettuarsi mediante: - sovrapposizione, calcolata in modo da assicurare l ancoraggio di ciascuna barra. In ogni caso la lunghezza di sovrapposizione nel tratto rettilineo deve essere non minore di 20 volte il diametro della barra. La distanza mutua (interferro) nella sovrapposizione non deve superare 4 volte il diametro; - saldature, eseguite in conformità alle norme in vigore sulle saldature. Devono essere accertate la saldabilità degli acciai che vengono impiegati, nonché la compatibilità fra metallo e metallo di apporto nelle posizioni o condizioni operative previste nel progetto esecutivo; - giunzioni meccaniche per barre di armatura. Tali tipi di giunzioni devono essere preventivamente validati mediante prove sperimentali. Per barre di diametro Ø >32 mm occorrerà adottare particolari cautele negli ancoraggi e nelle sovrapposizioni. Tutti i progetti devono contenere la descrizione delle specifiche di esecuzione in funzione della particolarità dell opera, del clima, della tecnologia costruttiva. In particolare il documento progettuale deve contenere la descrizione dettagliata delle cautele da adottare per gli impasti, per la maturazione dei getti, per il disarmo e per la messa in opera degli elementi strutturali. Si potrà a tal fine fare utile riferimento alla norma UNI EN Esecuzione di strutture in calcestruzzo. 2.ED.22.3 Responsabilità per le Opere in Calcestruzzo Armato e Calcestruzzo Armato Precompresso Nell'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso l'appaltatore dovrà attenersi strettamente a tutte le disposizioni contenute nel D.P.R. 380/2001 e s.m.i., e nelle norme tecniche vigenti (UNI EN ). Nelle zone sismiche valgono le norme tecniche emanate in forza del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., e del D.M. 14 gennaio Tutti i lavori di cemento armato facenti parte dell'opera appaltata, saranno eseguiti in base ai calcoli di stabilità accompagnati da disegni esecutivi e da una relazione, che dovranno essere redatti e firmati da un tecnico abilitato iscritto all'albo, e che l'appaltatore dovrà presentare alla Direzione dei Lavori entro il termine che gli verrà prescritto, attenendosi agli schemi e disegni facenti parte del progetto ed allegati al contratto o alle norme che gli verranno impartite, a sua richiesta, all'atto della consegna dei lavori. EL/mp -5014E-CSAED pag. 28 di 45

108 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin L'esame e verifica da parte della Direzione dei Lavori dei progetti delle varie strutture in cemento armato non esonera in alcun modo l'appaltatore e il progettista delle strutture dalle responsabilità loro derivanti per legge e per le precise pattuizioni del contratto. Tutti i prodotti e/o materiali di cui al presente articolo, qualora possano essere dotati di marcatura CE secondo la normativa tecnica vigente, dovranno essere muniti di tale marchio. 2.ED.22.4 Calcestruzzo di Aggregati Leggeri Nella esecuzione delle opere in cui sono utilizzati calcestruzzi di aggregati leggeri minerali, artificiali o naturali, con esclusione dei calcestruzzi aerati, l'appaltatore dovrà attenersi a quanto contenuto nel D.P.R. 380/2001 e s.m.i., nelle norme tecniche del D.M. 14 gennaio 2008 e nella relativa normativa vigente. Per le classi di densità e di resistenza normalizzate può farsi utile riferimento a quanto riportato nella norma UNI EN Valgono le specifiche prescrizioni sul controllo della qualità date nei punti 4.1 e del D.M. 14 gennaio ED.22.5 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 1520:2011 Componenti prefabbricati armati di calcestruzzo alleggerito con struttura aperta con armatura strutturale o non- strutturale (M/100) UNI EN 12843:2005 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Antenne e pali (M/100) UNI EN 13224:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi nervati per solai (M/100) UNI EN 13225:2013 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi strutturali lineari UNI EN 13693:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi speciali per coperture (M/100) UNI EN :2005 Piastrelle di graniglia - Parte 1: Piastrelle di graniglia per uso interno (M/100) UNI EN :2004+EC 1:2006 Piastrelle di graniglia per uno esterno UNI EN 1168:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Pannelli alveolari (M/100) UNI EN 12794:2007 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Pali di fondazione (M/100) UNI EN 13747:2010 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Lastre per solai (M/100) UNI EN :2005 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Garage prefabbricati di calcestruzzo - Parte 1: Requisiti per garage di calcestruzzo armato realizzati con elementi monolitici o composti da sezioni individuali con dimensioni di un modulo (M/100) UNI EN 14843:2007 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Scale UNI EN 14844:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi scatolari (M/100) UNI EN 14991:2007 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi di fondazione UNI EN 14992:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi di parete proprietà e prestazioni di prodotto UNI EN :2008 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e blocchi Parte 1: Travetti UNI EN :2010+A1:2013 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e blocchi Parte 4: Blocchi di polistirene espanso UNI EN 15050:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi da ponte UNI EN 15435:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di calcestruzzo normale e alleggerito proprietà e prestazioni dei prodotti UNI EN 15435:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di calcestruzzo con trucioli di legno proprietà e prestazioni dei prodotti Art.2.ED.23 - Solai - 2.ED.23.1 Generalità. Le coperture degli ambienti e dei vani e le suddivisioni orizzontali tra gli stessi potranno essere eseguite a seconda delle indicazioni di progetto, con solai di uno dei tipi descritti negli articoli successivi. I solai di partizione orizzontale (interpiano) e quelli di copertura dovranno essere previsti per sopportare, a seconda della destinazione prevista per i locali prelativi, i carichi comprensivi degli effetti dinamici ordinari, previsti dal D.M e ogni altra disposizione in materia..l'appaltatore dovrà provvedere ad assicurare solidamente alla faccia inferiore di tutti i solai ganci di ferro appendilumi nel numero, forma e posizione che, a sua richiesta sarà precisato dalla direzione dei lavori. 2.ED.23.2 Solai su travi e travetti di legno. Le travi principali di legno avranno le dimensioni e le distanze che saranno indicate in relazione alla luce ed al sovraccarico. I travetti (secondari) saranno collocati alla distanza, fra asse e asse, corrispondente alla lunghezza delle tavelle che devono essere collocate su di essi e sull'estradosso delle tavelle deve essere disteso uno strato di calcestruzzo magro di calce idraulica formato con ghiaietto fino o altro materiale inerte. 2.ED.23.3 Solai su travi di ferro a doppio T (putrelle) con voltine di mattoni (pieni o forati) o con elementi laterizi interposti. EL/mp -5014E-CSAED pag. 29 di 45

109 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Questi solai saranno composti dalle travi, dai copriferri, dalle voltine di mattoni (pieni o forati) o dai tavelloni o dalle volterrane ed infine dal riempimento. Le travi saranno delle dimensioni previste nel progetto o collocate alla distanza prescritta; in ogni caso tale distanza non sarà superiore ad 1 m. Prima del loro collocamento in opera dovranno essere protette con trattamento anticorrosivo e forate per l'applicazione delle chiavi, dei tiranti e dei tondini di armatura delle piattabande. Le chiavi saranno applicate agli estremi delle travi alternativamente (e cioè uno con le chiavi e la successiva senza), ed i tiranti trasversali, per le travi lunghe più di 5 m, a distanza non maggiore di 2,50 m. Le voltine di mattoni pieni o forati saranno eseguite ad una testa in malta comune od in foglio con malta di cemento a rapida presa, con una freccia variabile fra cinque e dieci centimetri. Quando la freccia è superiore ai 5 cm dovranno intercalarsi fra i mattoni delle voltine delle grappe di ferro per meglio assicurare l'aderenza della malta di riempimento dell'intradosso. I tavelloni e le volterrane saranno appoggiati alle travi con l'interposizione di copriferri. Le voltine di mattoni, le volterrane ed i tavelloni, saranno poi ricoperti sino all'altezza dell' ala superiore della trave e dell'estradosso delle voltine e volterrane, se più alto, con scoria leggera di fornace o pietra pomice o altri inerti leggeri impastati con malta magra fino ad intasamento completo. Quando la faccia inferiore dei tavelloni o volterrane debba essere intonacata sarà opportuno applicarvi preventivamente uno strato di malta cementizia ad evitare eventuali distacchi dall'intonaco stesso. 2.ED.23.4 Solai di cemento armato o misti: generalità e classificazione. Nei successivi punti sono trattati i solai realizzati esclusivamente in calcestruzzo armato o calcestruzzo armato precompresso o misti in calcestruzzo armato precompresso e blocchi in laterizio od in altri materiali. Vengono considerati sia i solai eseguiti in opera che quelli formati dall'associazione di elementi prefabbricati. Per tutti i solai valgono le prescrizioni già date per le opere in calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso, ed in particolare valgono le prescrizioni contenute nel D.M I solai di calcestruzzo armato o misti sono così classificati: solai con getto pieno: di calcestruzzo armato o di calcestruzzo armato precompresso; solai misti di calcestruzzo armato o calcestruzzo armato precompresso e blocchi interposti di alleggerimento collaboranti e non, di laterizio od altro materiale; solai realizzati dall'associazione di elementi di calcestruzzo armato o calcestruzzo armato precompresso prefabbricati con unioni e/o getti di completamento. Per i solai con getto pieno valgono integralmente le prescrizioni del precedente articolo "Strutture prefabbricati di calcestruzzo armato e precompresso". I solai del tipo 2) e 3) sono soggetti anche alle norme complementari riportate nei successivi punti. 2.ED.23.5 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 1520:2011 Componenti prefabbricati armati di calcestruzzo alleggerito con struttura aperta con armatura strutturale o non- strutturale (M/100) UNI EN 13224:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi nervati per solai (M/100) UNI EN 13225:2005+EC1:2008+EC2:2011 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi strutturali lineari (M/100) UNI EN 13693:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi speciali per coperture (M/100) UNI EN 1168:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Pannelli alveolari (M/100) UNI EN 12794:2007 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Pali di fondazione (M/100) UNI EN 13747:2010 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Lastre per solai (M/100) UNI EN :2005 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Garage prefabbricati di calcestruzzo - Parte 1: Requisiti per garage di calcestruzzo armato realizzati con elementi monolitici o composti da sezioni individuali con dimensioni di un modulo (M/100) UNI EN 14844:2012 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi scatolari (M/100) UNI EN :2008 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e blocchi Parte 1: Travetti UNI EN :2010+A1:2013 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e blocchi Parte 4: Blocchi di polistirene espanso UNI EN 15435:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di calcestruzzo normale e alleggerito proprietà e prestazioni dei prodotti UNI EN 15435:2009 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di calcestruzzo con trucioli di legno proprietà e prestazioni dei prodotti Art.2.ED.24 - Strutture in acciaio - 2.ED.24.1 Generalità. EL/mp -5014E-CSAED pag. 30 di 45

110 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Le strutture di acciaio dovranno essere progettate e costruite tenendo conto di quanto disposto dalla legge 5 novembre 1971, n «Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica», dal D.M e ogni altra disposizione in materia. L'impresa sarà tenuta a presentare in tempo utile, prima dell'approvvigionamento dei materiali, all'esame ed all'approvazione della direzione dei lavori: 2.ED.24.1a gli elaborati progettuali esecutivi di cantiere, comprensivi dei disegni esecutivi di officina, sui quali dovranno essere riportate anche le distinte da cui risultino: numero, qualità, dimensioni, grado di finitura e peso teorici di ciascun elemento costituente la struttura, nonché la qualità degli acciai da impiegare; 2.ED.24.1b tutte le indicazioni necessarie alla corretta impostazione delle strutture metalliche sulle opere di fondazione. I suddetti elaborati dovranno essere redatti a cura e spese dell'appaltatore. 2.ED.24.2 Collaudo tecnologico dei materiali. Ogni volta che i materiali destinati alla costruzione di strutture di acciaio pervengono dagli stabilimenti per la successiva lavorazione, l'impresa darà comunicazione alla direzione dei lavori specificando, per ciascuna colata, la distinta dei pezzi ed il relativo peso, la destinazione costruttiva e la documentazione di accompagnamento della ferriera costituita da: attestato di controllo; dichiarazione che il prodotto è «qualificato» secondo le norme vigenti. La direzione dei lavori si riserva la facoltà di prelevare campioni di prodotto qualificato da sottoporre a prova presso laboratori di sua scelta ogni volta che lo ritenga opportuno, per verificarne la rispondenza alle norme di accettazione ed ai requisiti di progetto. Per i prodotti non qualificati la direzione dei lavori deve effettuare presso laboratori ufficiali tutte le prove meccaniche e chimiche in numero atto a fornire idonea conoscenza delle proprietà di ogni lotto di fornitura. Tutti gli oneri relativi alle prove sono a carico dell'impresa. Le prove e le modalità di esecuzione sono quelle prescritte dal DM e successivi aggiornamenti ed altri eventuali a seconda del tipo di metallo in esame. 2.ED.24.3 Controlli in corso di lavorazione L'Impresa dovrà essere in grado di individuare e documentare in ogni momento la provenienza dei materiali impiegati nelle lavorazioni e di risalire ai corrispondenti certificati di qualificazione, dei quali dovrà esibire la copia a richiesta della direzione dei lavori. Alla direzione dei lavori è riservata comunque la facoltà di eseguire in ogni momento della lavorazione tutti i controlli che riterrà opportuni per accertare che i materiali impiegati siano quelli certificati, che le strutture siano conformi ai disegni di progetto e che le stesse siano eseguite a perfetta regola d'arte. Ogni volta che le strutture metalliche lavorate si rendono pronte per il collaudo l'impresa informerà la direzione dei lavori, la quale darà risposta entro 8 giorni fissando la data del collaudo in contraddittorio, oppure autorizzando la spedizione delle strutture stesse in cantiere. 2.ED.24.4 Montaggio Il montaggio in opera di tutte le strutture costituenti ciascun manufatto sarà effettuato in conformità a quanto, a tale riguardo, è previsto nella relazione di calcolo. Durante il carico, il trasporto, lo scarico, il deposito ed il montaggio, si dovrà porre la massima cura per evitare che le strutture vengano deformate o sovrasollecitate. Le parti a contatto con funi, catene od altri organi di sollevamento saranno opportunamente protette. Il montaggio sarà eseguito in modo che la struttura raggiunga la configurazione geometrica di progetto, nel rispetto dello stato di sollecitazione previsto nel progetto medesimo. In particolare, per quanto riguarda le strutture a travata, si dovrà controllare che la controfreccia ed il posizionamento sugli apparecchi di appoggio siano conformi alle indicazioni di progetto, rispettando le tolleranze previste. La stabilità delle strutture dovrà essere assicurata durante tutte le fasi costruttive e la rimozione dei collegamenti provvisori e di altri dispositivi ausiliari dovrà essere fatta solo quando essi risulteranno staticamente superflui. Nei collegamenti con bulloni si dovrà procedere alla alesatura di quei fori che non risultino centrati e nei quali i bulloni previsti in progetto non entrino liberamente. Se il diametro del foro alesato risulta superiore al diametro sopraccitato, si dovrà procedere alla sostituzione del bullone con uno di diametro superiore. E' ammesso il serraggio dei bulloni con chiave pneumatica purché questo venga controllato con chiave dinamometrica, la cui taratura dovrà risultare da certificato rilasciato da laboratorio ufficiale in data non anteriore ad un mese. Per le unioni con bulloni, l'impresa effettuerà, alla presenza della direzione dei lavori, un controllo di serraggio su un numero adeguato di bulloni. EL/mp -5014E-CSAED pag. 31 di 45

111 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin L'assemblaggio ed il montaggio in opera delle strutture dovrà essere effettuato senza che venga interrotto il traffico di cantiere sulla eventuale sottostante sede stradale salvo brevi interruzioni durante le operazioni di sollevamento, da concordare con la Direzione dei lavori. Nella progettazione e nell'impiego delle attrezzature di montaggio, l'impresa è tenuta a rispettare le norme, le prescrizioni ed i vincoli che eventualmente venissero imposti da Enti, Uffici e persone responsabili riguardo alla zona interessata, ed in particolare: per l'ingombro degli alvei dei corsi d'acqua; per le sagome da lasciare libere nei sovrappassi o sottopassi di strade, autostrade, ferrovie, tranvie, ecc.: per le interferenze con servizi di soprassuolo e di sottosuolo. 2.ED.24.5 Prove di carico e collaudo statico Prima di sottoporre le strutture di acciaio alle prove di carico, dopo la loro ultimazione in opera e di regola, prima che siano applicate le ultime mani di vernice, quando prevista, verrà eseguita da parte della direzione dei lavori una accurata visita preliminare di tutte le membrature per constatare che le strutture siano state eseguite in conformità ai relativi disegni di progetto, alle buone regole d'arte ed a tutte le prescrizioni di contratto. Ove nulla osti, si procederà quindi alle prove di carico ed al collaudo statico delle strutture; operazioni che verranno condotte, a cura e spese dell'impresa, secondo le prescrizioni contenute nei decreti Ministeriali, emanati in applicazione della Legge 1086/71. 2.ED.24.6 Manutenzione delle strutture in acciaio La manutenzione delle strutture in acciaio consiste nella pitturazione da eseguire secondo un programma da concordare tra l'appaltatore e il Direttore dei lavori, e consisterà nell'asporto delle precedenti pitturazioni e nella spazzolatura al vivo delle superfici da trattare, nella verniciatura mediante vernice da fondo antiruggine, o zincante se esposta in ambiente aggressivo, e copertura di finitura con vernice protettiva nel numero di mani previste. Esecuzione di coperture, pareti, pavimenti e rivestimenti 2.ED.24.7 Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. UNI EN 287-1:2007 Prove di qualificazione dei saldatori - Saldatura per fusione - Parte 1: Acciai UNI EN ISO 15607:2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Regole generali UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Parte 1: Saldatura ad arco UNI EN ISO :2004 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Saldatura a gas UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Parte 3: Saldatura a fascio elettronico UNI EN ISO :2009 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Parte 4: Saldatura a fascio laser UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Specificazione della procedura di saldatura - Parte 5: Saldatura a resistenza UNI EN ISO 15610:2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Qualificazione sulla base di materiali d'apporto sottoposti a prove UNI EN ISO 15611:2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Qualificazione sulla base dell'esperienza di saldatura acquisita UNI EN ISO 15612:2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Qualificazione mediante adozione di procedure di saldatura unificate UNI EN ISO 15613:2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Qualificazione sulla base di prove di saldatura di pre-produzione UNI EN ISO :2008 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 1: Saldatura ad arco e a gas degli acciai e saldatura ad arco del nichel e leghe di nichel UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 2: Saldatura ad arco dell'alluminio e delle sue leghe UNI EN ISO :2006+EC1:2010 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 4: Saldatura di finitura di getti di alluminio UNI EN ISO :2005 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 5: Saldatura ad arco di titanio, zirconio e loro leghe EL/mp -5014E-CSAED pag. 32 di 45

112 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin UNI EN ISO :2007 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 6: Saldatura ad arco e a gas del rame e di sue leghe UNI EN ISO :2008 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 7: Riporto mediante saldatura UNI EN ISO :2004 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Saldatura di tubi a piastra tubiera UNI EN ISO :2006 Specificazione e qualificazione delle procedure di saldatura per materiali metallici - Prove di qualificazione della procedura di saldatura - Parte 13: Saldatura a resistenza testa a testa e a scintillio UNI EN ISO :2006 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 1: Criteri per la scelta del livello appropriato dei requisiti di qualità UNI EN ISO :2006 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 2: Requisiti di qualità estesi UNI EN ISO :2006 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 3: Requisiti di qualità normali UNI EN ISO :2006 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 4: Requisiti di qualità elementari UNI EN ISO :2006+EC1:2010 Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 5: Documenti ai quali è necessario conformarsi per poter dichiarare la conformità ai requisiti di qualità di cui alle parti 2, 3 o 4 della ISO 3834 Art.2.ED.25 - Strutture in legno - 2.ED.25.1 Le strutture lignee considerate sono quelle che assolvono una funzione di sostenimento e che coinvolgono la sicurezza delle persone, siano esse realizzate in legno massiccio (segato, squadrato o tondo) e/o legno lamellare (incollato) e/o pannelli derivati dal legno, assemblati mediante incollaggio o elementi di collegamento meccanici. 2.ED.25.2 Prodotti e componenti. 2.ED.25.2a Legno massiccio Il legno dovrà essere classificato secondo la resistenza meccanica e specialmente la resistenza e la rigidezza devono avere valori affidabili. I criteri di valutazione dovranno basarsi sull'esame a vista dei difetti del legno e sulla misura non distruttiva di una o più caratteristiche (vedere ad esempio la norma UNI /2). I valori di resistenza e di rigidezza devono, ove possibile, essere determinati mediante la norma ISO Per la prova dovrà essere prelevato un campione rappresentativo ed i provini da sottoporre a prova, ricavati dal campione, dovranno contenere un difetto riduttore di resistenza e determinante per la classificazione. Nelle prove per determinare la resistenza a flessione, il tratto a momento costante deve contenere un difetto riduttore di resistenza e determinante per la classificazione, e la sezione resistente sottoposta a trazione deve essere scelta a caso. 2.ED.25.2b Legno con giunti a dita. Fatta eccezione per l'uso negli elementi strutturali principali, nei quali il cedimento di un singolo giunto potrebbe portare al collasso di parti essenziali della struttura, si può usare legno di conifera con giunti a dita (massa volumica kg/m²) a condizione che: il profilo del giunto a dita e l'impianto di assemblaggio siano idonei a raggiungere la resistenza richiesta; i giunti siano eseguiti secondo regole e controlli accettabili (per esempio corrispondenti alla norma UNI EN 385 legno strutturale con giunti a dita requiditi prestazioni e requisiti minimi di produzione ). Se ogni giunto a dita è cimentato sino alla resistenza a trazione caratteristica, è consentito usare il legno con giunti a dita anche nelle membrature principali. L'idoneità dei giunti a dita di altre specie legnose (cioè non di conifere) deve essere determinate mediante prove (per esempio secondo la BSI 5291 «Finger joints in structural softwoods», integrata quando necessario da prove supplementari per la trazione parallela alla fibratura). Per l'adesivo si deve ottenere assicurazione da parte del fabbricante circa l'idoneità e la durabilità dell'adesivo stesso per le specie impiegate e le condizioni di esposizione. 2.ED.25.2c Legno lamellare incollato. La fabbricazione ed i materiali devono essere di qualità tale che gli incollaggi mantengano l'integrità e la resistenza richieste per tutta la vita prevista della struttura. Per gli adesivi vale quanto detto nel punto successivo apposito. Per il controllo della qualità e della costanza della produzione si dovranno eseguire le seguenti prove: prova di delimitazione; prova di intaglio; EL/mp -5014E-CSAED pag. 33 di 45

113 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin controllo degli elementi; laminati verticalmente; controllo delle sezioni giuntate. 2.ED.25.2d Compensato Il compensato per usi strutturali deve essere prodotto secondo adeguate prescrizioni qualitative in uno stabilimento soggetto ad un costante controllo di qualità e ciascun pannello dovrà di regola portare una stampigliatura indicante la classe di qualità. Il compensato per usi strutturali dovrà di regola essere del tipo bilanciato e deve essere incollato con un adesivo che soddisfi le esigenze ai casi di esposizione ad alto rischio (vedere punto ). Per la determinazione delle caratteristiche fisico-meccaniche si potrà fare ricorso alla normativa UNI esistente. 2.ED.25.2e Altri pannelli derivati dal legno Altri pannelli derivati dal legno (per esempio pannelli di fibre e pannelli di particelle) dovranno essere prodotti secondo adeguate prescrizioni qualitative in uno stabilimento soggetto ad un costante controllo di qualità e ciascun pannello dovrà di regola portare una stampigliatura indicante la classe di qualità. Per la determinazione delle caratteristiche fisico-meccaniche si dovrà fare ricorso alla normativa UNI esistente. 2.ED.25.2f Adesivi Gli adesivi da impiegare per realizzare elementi di legno per usi strutturali devono consentire la realizzazione di incollaggi con caratteristiche di resistenza e durabilità tali che il collegamento si mantenga per tutta la vita della struttura. Esempi di adesivi idonei sono forniti nel prospetto 1, nel quale sono descritte due categorie di condizioni di esposizione: ad alto rischio ed a basso rischio. Prospetto 1.-Tipi di adesivi idonei Categoria d'esposizione: Esempi di adesivi -condizione d'esposizione tipiche Ad alto rischio. -Esposizione diretta alle intemperie, per esempio strutture marine e strutture RF-PF all'esterno nelle quali l'incollaggio è esposto agli elementi (per tali condizioni PF/RF di esposizione si sconsiglia l'uso di strutture incollate diverse dal legno lamellare incollato). -Edifici con condizioni caldo-umide, dove l'umidità del legno è superiore al 18% e la temperatura degli incollaggi può superare i 50 C, per esempio lavanderie, piscine e sottotetti non ventilati. -Ambienti inquinati chimicamente, per esempio stabilimenti chimici e di tintoria. -Muri esterni a parete semplice con rivestimento protettivo. A basso rischio. -Strutture esterne protette dal sole e dalla pioggia, coperture di tettoie aperte RF-PF e porticati. -Strutture provvisorie come le casseforme per calcestruzzo. PF/RF -Edifici rescaldati ed aerati nei quali la umidità del legno non superi il 18% MF/UF e la temperatura dell'incollaggio rimanga al di sotto di 50 C, per esempio UF interni di case, sale di riunione o di spettacolo, chiese ed altri edifici RF: Resorcinolo-formaldeide PF: Fenolo-formaldeide PF/RF: Fenolo/resorcinolo/formaldeide MF/UF: Melamina/urea-formaldeide UF: Urea-formaldeide e UF modificato 2.ED.25.2g 2.ED.25.2h Elementi di collegamento meccanici Per gli elementi di collegamento usati comunemente quali: chiodi, bulloni, perni e viti, la capacità portante caratteristica e la deformazione caratteristica dei collegamenti devono essere determinate sulla base di prove condotte in conformità alla norma ISO Si deve tenere conto dell'influenza del ritiro per essiccazione dopo la fabbricazione e delle variazioni del contenuto di umidità in esercizio (vedere prospetto 2). EL/mp -5014E-CSAED pag. 34 di 45

114 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Si presuppone che altri dispositivi di collegamento eventualmente impiegati impiegati siano stati provati in maniera corretta completa e comprovata da idonei certificati. Prospetto 2.- Protezione anticorrosione minima per le pareti in acciaio, descritta secondo le norme UNI EN ISO Classe di umidità Trattamento 1 nessuno 1) 2 Fe/Zn 12c 3 Fe/Zn 25c 2) 1) minimo per le graffe 2) in condizioni severe: Fe/Zn 40c o rivestimento di zinco per immersione a caldo Classe di umidità 1: questa classe di umidità è caratterizzata da un contenuto di umidità nei materiali corrispondente ad una temperatura di 20 ± 2 C e ad una umidità relativa nell'aria circostante che supera il 65 % soltanto per alcune settimane all'anno. Nella classe di umidità 1 l'umidità media di equilibrio per la maggior parte delle conifere non supera il 12 %. Classe di umidità 2: questa classe di umidità è caratterizzata da un contenuto di umidità nei materiali corrispondente ad una temperatura di 20 ±2 C e ad una umidità relativa dell'aria circostante che supera 1'80 % soltanto per alcune settimane all'anno. Nella classe di umidità 2 l'umidità media di equilibrio per la maggior parte delle conifere non supera il 18 %. Classe di umidità 3: condizioni climatiche che danno luogo a contenuti di umidità più elevati. 2.ED.25.3 Disposizioni costruttive e controllo dell'esecuzione. Le strutture di legno devono essere costruite in modo tale da conformarsi ai principi ed alle considerazioni pratiche che sono alla base della loro progettazione. I prodotti per le strutture devono essere applicati, usati o installati in modo tale da svolgere in modo adeguato le funzioni per le quali sono stati scelti e dimensionali. La qualità della fabbricazione, preparazione e messa in opera dei prodotti deve conformarsi alle prescrizioni del progetto e dal presente capitolato. 2.ED.25.3a Per i pilastri e per le travi in cui può verificarsi instabilità laterale e per elementi di telai, lo scostamento iniziale dalla rettilineità (eccentricità) misurato a metà luce, deve essere limitato a 1/450 della lunghezza per elementi lamellari incollati e ad 1/300 della lunghezza per elementi di legno massiccio. Nella maggior parte dei criteri di classificazione del legname, sulla arcuatura dei pezzi sono inadeguate ai fini della scelta di tali materiali per fini strutturali; si dovrà pertanto far attenzione particolare alla loro rettilineità. Non si dovranno impiegare per usi strutturali elementi rovinati, schiacciati o danneggiati in altro modo. Il legno ed i componenti derivati dal legno, e gli elementi strutturali non dovranno essere esposti a condizioni più severe di quelle previste per la struttura finita. Prima della costruzione il legno dovrà essere portato ad un contenuto di umidità il più vicino possibile a quello appropriato alle condizioni ambientali in cui si troverà nella struttura finita. Se non si considerano importanti gli effetti di qualunque ritiro, o se si sostituiscono parti che sono state danneggiate in modo inaccettabile, è possibile accettare maggiori contenuti di umidità durante la messa in opera, purché ci si assicuri che al legno sia consentito di asciugare fino a raggiungere il desiderato contenuto di umidità. 2.ED.25.3b Quando si tiene conto della resistenza dell'incollaggio delle unioni per il calcolo allo stato limite ultimo, si presuppone che la fabbricazione dei giunti sia soggetta ad un controllo di qualità che assicuri che l'affidabilità sia equivalente a quella dei materiali giuntati. La fabbricazione di componenti incollati per uso strutturale dovrà avvenire in condizioni ambientali controllate. Quando si tiene conto della rigidità dei piani di incollaggio soltanto per il progetto allo stato limite di esercizio, si presuppone l'applicazione di una ragionevole procedura di controllo di qualità che assicuri che solo una piccola percentuale dei piani di incollaggio cederà durante la vita della struttura. Si dovranno seguire le istruzioni dei produttori di adesivi per quanto riguarda la miscelazione, le condizioni ambientali per l'applicazione e la presa, il contenuto di umidità degli elementi lignei e tutti quei fattori concernenti l'uso appropriato dell'adesivo. Per gli adesivi che richiedono un periodo di maturazione dopo l'applicazione, prima di raggiungere la completa resistenza, si dovrà evitare l'applicazione di carichi ai giunti per il tempo necessario. 2.ED.25.3c Nelle unioni con dispositivi meccanici si dovranno limitare smussi fessure, nodi (ed altri difetti in modo tale da non ridurre la capacità portante dei giunti. In assenza di altre specificazioni, i chiodi dovranno essere inseriti ad angolo retto rispetto alla fibratura e fino ad una profondità tale che le superfici delle teste dei chiodi siano a livello della superficie del legno. EL/mp -5014E-CSAED pag. 35 di 45

115 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin La chiodatura incrociata dovrà essere effettuata con una distanza minima della testa del chiodo dal bordo caricato che dovrà essere almeno 10 d, essendo d il diametro del chiodo. I fori per i bulloni possono avere un diametro massimo aumentato di 1 mm rispetto a quello del bullone stesso. Sotto la testa e il dado si dovranno usare rondelle con il lato o il diametro di almeno 3 d e spessore di almeno 0,3 d (essendo d il diametro del bullone). Le rondelle dovranno appoggiare sul legno per tutta la loro superficie. Bulloni e viti dovranno essere stretti in modo tale che gli elementi siano ben serrati e se necessario dovranno essere stretti ulteriormente quando il legno abbia raggiunto il suo contenuto di umidità di equilibrio. Il diametro minimo degli spinotti è 8 mm. Le tolleranze sul diametro dei perni sono di -0,1 mm e i fori predisposti negli elementi di legno non dovranno avere un diametro superiore a quello dei perni. Al centro di ciascun connettore dovranno essere disposti un bullone od una vite. I connettori dovranno essere inseriti a forza nei relativi alloggiamenti. Quando si usano connettori a piastra dentata, i denti dovranno essere pressati fino al completo inserimento nel legno. L'operazione di pressatura dovrà essere normalmente effettuata con speciali presse o con speciali bulloni di serraggio aventi rondelle sufficientemente grandi e rigide da evitare che il legno subisca danni. Se il bullone resta quello usato per la pressatura, si dovrà controllare attentamente che esso non abbia subito danni durante il serraggio. In questo caso la rondella dovrà avere almeno la stessa dimensione del connettore e lo spessore dovrà essere almeno 0,1 volte il diametro o la lunghezza del lato. I fori per le viti dovranno essere preparati come segue: il foro guida per il gambo dovrà avere lo stesso diametro del gambo e profondità pari alla lunghezza del gambo non filettato; il foro guida per la porzione filettata dovrà avere un diametro pari a circa il 50 % del diametro del gambo; le viti dovranno essere avvitate, non spinte a martellate, nei fori predisposti. 2.ED.25.3d L'assemblaggio dovrà essere effettuato in modo tale che non si verifichino tensioni non volute. Si dovranno sostituire gli elementi deformati, e fessurati o malamente inseriti nei giunti. 2.ED.25.3e Si dovranno evitare stati di sovrasollecitazione negli elementi durante l'immagazzinamento, il trasporto e la messa in opera. Se la struttura è caricata o sostenuta in modo diverso da come sarà nell'opera finita, si dovrà dimostrare che questa è accettabile anche considerando che tali carichi possono avere effetti dinamici. Nel caso per esempio di telai ad arco, telai a portale, ecc., si dovranno accuratamente evitare distorsioni nel sollevamento dalla posizione orizzontale a quella verticale. 2.ED.25.4 Controlli. Il Direttore dei lavori dovrà accertarsi che siano state effettuate verifiche di: controllo sul progetto; controllo sulla produzione e sull'esecuzione fuori e dentro il cantiere; controllo sulla struttura dopo il suo completamento. 2.ED.25.4a Il controllo sul progetto dovrà comprendere una verifica dei requisiti e delle condizioni assunte per il progetto. 2.ED.25.4b Il controllo sulla produzione e sull'esecuzione dovrà comprendere documenti comprovanti: le prove preliminari, per esempio prove sull'adeguatezza dei materiali e dei metodi produttivi; controllo dei materiali e loro identificazione, per esempio: per il legno ed i materiali derivati dal legno: specie legnosa, classe, marchiatura, trattamenti e contenuto di umidità; per le costruzioni incollate: tipo di adesivo, procedimento produttivo, qualità dell'incollaggio; per i connettori: tipo, protezione anticorrosione; trasporto, luogo di immagazzinamento e trattamento dei materiali; controllo sulla esattezza delle dimensioni e della geometria; controllo sull'assemblaggio e sulla messa in opera; controllo sui particolari strutturali, per esempio: numero dei chiodi, bulloni, ecc.; dimensioni dei fori, corretta preforatura; interassi o distanze rispetto alla testata od ai bordi, fessurazioni; controllo finale sul risultato del processo produttivo, per esempio attraverso un'ispezione visuale e prove di carico. 2.ED.25.4c Controllo della struttura dopo il suo completamento Un programma di controlli dovrà specificare i tipi di controllo da effettuare durante l'esercizio ove non sia adeguatamente assicurato sul lungo periodo il rispetto dei presupposti fondamentali del progetto. 2.ED.25.4d Tutti i documenti più significativi e le informazioni necessarie per l'utilizzo in esercizio e per. la manutenzione della struttura dovranno essere raccolte dalla direzione dei lavori in apposito fascicolo e poi messe a disposizione della persona che assume la responsabilità della gestione dell'edificio. Art.2.ED.26 - Massetti Strutturali EL/mp -5014E-CSAED pag. 36 di 45

116 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin 2.ED.26.1 Descrizione a) Massetto strutturale in calcestruzzo dello spessore finito di cm 20, gettato entro casseratura in legno posizionata in perfetta quota, armato con rete inferiore in acciaio diametro mm 12, maglia cm 15x15 e rete superiore in acciaio diametro mm 10 maglia 20x20 (predistanziate con opportuni tralicci metallici), confezionato con cemento tipo Portland R 325 additivato con plastificanti ed opportunamente vibrato. Manto di usura (tipo a spolvero ), realizzato con indurente minerale (kg/m2 5) premiscelato in stabilimento con cemento (kg/m2 3) ed induritore composto da quarzo minerale; il tutto steso e trattato con vibrofinitrice rotante, compreso formazione di giunti di contrazione ottenuti mediante taglio con clipper, sigillati con materiale epossopoliuretanico bicomponente. Il massetto sarà gettato previa stesura di uno strato di polietilene. b) Massetto in calcestruzzo Rck 25 N/mm2 spessore cm 15 armato con rete elettrosaldata diametro mm 6 maglia 15x15 con superficie tirata a staggia compresa la formazione di giunti di costruzione e contrazione. Prima del getto dovrà essere posato un foglio di polietilene. 2.ED.26.2 Caratteristiche dei materiali a) Sabbia La sabbia dovrà risultare bene assortita in grossezza e costituita da grani resistenti, non provenienti da rocce calcaree, saranno da scartare quelli provenienti da rocce in decomposizione o gessose. Dovrà essere scricchiolante alla mano, non lasciare tracce di sporco, non contenere materie organiche, melmose o comunque dannose. Dovrà avere i requisiti prescritti dal D.M b) Ghiaia La ghiaia dovrà essere formata da elementi resistenti inalterabili all'aria, all'acqua ed al gelo; gli elementi dovranno essere pulitissimi, esenti da cloruri e da materie polverulente, terrose, organiche, friabili o comunque eterogenee; dovranno escludersi dall'impiego elementi a forma di ago o di piastrelle. La ghiaia dovrà avere i requisiti prescritti dal D.M Per le pareti di spessore fino a cm 25 compresi, dovranno essere utilizzati inerti con dimensione massima di mm 20. c) Pietrisco Qualora invece della ghiaia si adoperi pietrisco, questo dovrà pervenire dalla frantumazione di rocce siliceebasaltiche, porfiriche, granitiche o calcaree che presentino, in generale, i requisiti prescritti per la ghiaia di cui al precedente punto. E' vietato l'impiego di pietrisco che provenga dalla frantumazione di scaglie o di residui di cave. Il pietrisco dovrà avere i requisiti prescritti dal D.M d) Acqua L'appaltatore avrà l'obbligo di controllare le caratteristiche dell'acqua, che dovrà essere limpida, incolore, inodore. Agitandola in una bottiglia non si dovrà formare alcuna schiuma persistente. Non potranno essere impiegate acque di rifiuto, anche se limpide, provenienti da fabbriche chimiche, da aziende di prodotti alimentari, da concerie o di altre aziende industriali. E' vietato inoltre l'impiego di acque piovane. L'acqua, che dovrà essere fornita dall'appaltatore, avrà i requisiti prescritti dal D.M e) Cementi La fornitura del cemento dovrà avere i requisiti di cui alla legge 26 Maggio 1965 n. 595 ed al D.M. 3 Giugno 1968 e successivi aggiornamenti che dettano le norme per l'accettazione e le modalità di prova dei cementi f) Acciai per armature Gli acciai utilizzati per le armature dovranno sottostare alle prescrizioni del D.M Saranno del tipo ad aderenza migliorata B450C. Le reti metalliche elettrosaldate dovranno soddisfare ai seguenti requisiti: la rete sarà costituita da fili di acciaio ad alta resistenza (tipo UNI EN 10060/2004) trafilati a freddo, con resistenza alla trazione di Kg/mm2 60 ed allungamento 8%; lo spessore dei singoli fili e la dimensione delle maglie, le quali potranno essere quadrate o rettangolari, saranno corrispondenti ai valori indicati sui disegni di progetto; i punti di incrocio delle singole maglie dovranno essere saldati mediante saldatura elettrica; la saldatura dovrà avvenire in modo che si stabilisca una continua struttura dei due fili; la penetrazione di un filo nell'altro dovrà essere compresa tra un quarto ed un mezzo del diametro dei fili; per la prova della rete, si preleveranno delle barrette ognuna delle quali dovrà contenere almeno un punto di incrocio saldato; saranno ammessi scarti, nel diametro dei fili, dell'ordine del ± 3% rispetto alla sezione nominale; nelle dimensioni delle maglie saranno tollerati scarti non superiori al ± 5% rispetto alle dimensioni prescritte. EL/mp -5014E-CSAED pag. 37 di 45

117 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin CAPO III - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI - Art.2.ED.27 - Norme generali - 2.ED.27.1 La quantità dei lavori e delle provviste sarà determinata a misura, a peso, a corpo, in relazione a quanto previsto nell'elenco dei prezzi allegato. Le misure verranno rilevate in contraddittorio in base all'effettiva esecuzione. Qualora esse risultino maggiori di quelle indicate nei grafici di progetto o di quelle ordinate dalla Direzione, le eccedenze non verranno contabilizzate. 2.ED.27.2 Le macchine ed attrezzi sono dati a noleggio per i tempi prescritti dalla Direzione Lavori e debbono essere in perfetto stato di servibilità, provvisti di tutti gli accessori per il loro regolare funzionamento, comprese le eventuali linee per il trasporto dell'energia elettrica e, ove occorra, anche il trasformatore. Sono a carico esclusivo dell'appaltatore, la manutenzione degli attrezzi e delle macchine, perché' siano sempre in buono stato di servizio. Nel prezzo di noleggio dei meccanismi sono compresi gli oneri e tutte le spese per il trasporto a pie' d'opera, montaggio, smontaggio ed allontanamento di detti meccanismi, nonchè gli oneri relativi alla mano d'opera, al combustibile, ai lubrificanti, ai materiali di consumo, all'energia elettrica ed a tutto quanto occorre per il funzionamento delle macchine. I prezzi di noleggio di meccanismi in genere si intendono corrisposti per tutto il tempo durante il quale i meccanismi rimangono a piè d'opera a disposizione dell'amministrazione e cioè anche per le opere in cui i meccanismi stessi non funzionano, applicandosi il prezzo stabilito per meccanismi in funzione soltanto alle ore in cui essi sono in attività di lavori; quello relativo a meccanismi in riposo in ogni altra condizione di cose anche per tutto il tempo impiegato per riscaldare la caldaia e per portare a regime i meccanismi. Si applica il prezzo di funzionamento per i meccanismi soltanto per quelle ore in cui essi sono in attivita' di lavoro. Si applica il prezzo di noleggio per meccanismi a riposo solo per il tempo prescritto dalla Direzione Lavori. Per il noleggio degli automezzi verrà corrisposto soltanto il prezzo per le ore di effettivo lavoro, rimanendo escluso ogni altro compenso per qualsiasi altra causa o perditempo. I noli dei ponteggi saranno sempre valutati in proiezione verticale di facciata per le superfici ed i periodi autorizzati dalla Direzione Lavori. I relativi prezzi si riferiscono al attrezzature date in opera, compreso trasporto, montaggio e smontaggio, e realizzate a norma delle vigenti leggi in materia. Nel trasporto s'intende compresa ogni spesa, la fornitura dei materiali di consumo e la mano d'opera del conducente. I mezzi di trasporto, per i lavori in economia, debbono essere forniti in pieno stato di efficienza e corrispondere alle prescritte caratteristiche. I mezzi di trasporto dovranno sempre essere certificati per trasportare il materiale per cui sono utilizzati. 2.ED.27.3 Tutte le provviste dei materiali per le quantità prescritte dalla Direzione Lavori saranno misurate con metodi geometrici, salvo le eccezioni indicate nei vari articoli del presente Capitolato, o nelle rispettive voci di elenco prezzi le cui indicazioni sono preminenti su quelle riportate nel presente titolo. 2.ED.27.4 A lavori ultimati l'impresa è tenuta a consegnare per la futura manutenzione le quantità di elementi ripetitivi: 2.ED.27.5 pavimenti in ceramica, PVC, pietra, ecc.: mq. 2 per ogni 100 mq posati e per ogni diverso tipo; 2.ED.27.6 rivestimenti: mq. 1 per ogni 50 mq posati e per ogni diverso tipo; 2.ED.27.7 zoccolature: ml. 2 per ogni 200 ml posati e per ogni diverso tipo; 2.ED.27.8 Quantità minima un pacco per ogni diverso tipo. 2.ED.27.9 Nei casi di forniture limitate di elementi particolari, l Appaltatore provvederà alla fornitura di alcuni elementi di scorta da concordare con il Direttore dei Lavori. 2.ED Detti materiali, contenuti entro cassette, saranno depositati nei locali indicati dalla Direzione dei Lavori per le future necessità di manutenzione. Gli oneri di cui al presente punto sono compresi nei rispettivi prezzi di cui alle descrizioni di ogni singolo prezzo. Art.2.ED.28 - Movimenti di materie - 2.ED.28.1 Generalità Nel caso di rilevati misti, a ciascuno strato si applicherà il relativo prezzo di elenco. Oltre che per gli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, con i prezzi di elenco per gli scavi in genere l'appaltatore devesi ritenere compensato per tutti gli oneri che esso dovrà incontrare: EL/mp -5014E-CSAED pag. 38 di 45

118 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin per taglio di piante ed arbusti, estirpazione di ceppaie, radici, nelle superfici necessarie per la realizzazione delle opere previste in progetto ed anche per gli spazi necessari per il movimento dei macchinari; per il taglio e lo scavo con qualsiasi mezzo delle materie sia asciutte che bagnate, di qualsiasi consistenza ed anche in presenza d'acqua; per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico a rinterro od a rifiuto entro i limiti previsti in elenco prezzi, sistemazione della materie di rifiuto, deposito provvisorio e successiva ripresa; per la regolazione delle scarpate o pareti, per lo spianamento del fondo, per la formazione di gradoni, attorno e sopra le condotte di acqua od altre condotte in genere, e sopra le fognature o drenaggi secondo le sagome definitive di progetto; per puntellature, sbadacchiature ed armature (casseri di sostegno) apprestamenti provvisionali per la sicurezza degli scavi, attrezzature ed impianti al fine di garantire la sicurezza delle persone di qualsiasi importanza e genere secondo tutte le prescrizioni contenute nel presente capitolato, compresi le composizioni, scomposizioni, estrazioni ed allontanamento, nonché sfridi, deterioramenti, perdite parziali o totali del legname o dei ferri; per impalcature ponti e costruzioni provvisorie, occorrenti sia per il trasporto delle materie di scavo e sia per la formazione di rilevati, per passaggi, attraversamenti, ecc.; per l esaurimento dell acqua presente nello scavo fino a 20 cm., per altezze superiori verrà valutato come scavo subaqueo se non diversamente specificato nella descrizione di Elenco Prezzi. per il trasporto a rifiuto; il ritombamento dei volumi scavati con il materiale proveniente dagli scavi se accettato dalla Direzione Lavori qualora la movimentazione venga eseguita dall escavatore senza l utilizzo dell autocarro; per la procedura per conferire il materiale a discarica o a deposito; per l indennità di discarica qualora non differentemente indicato nella descrizione di Elenco Prezzi; per ogni altra spesa necessaria per l'esecuzione completa degli scavi qualora non diversamente disposto dalla descrizione di Elenco Prezzi. All'atto della consegna dei lavori sarà illustrato all'impresa il nuovo asse dell'opera in progetto risultante dai vertici e dai picchetti in filo e le sezioni rilevate le quali serviranno a determinare i volumi dei movimenti di materie eseguite. Tali sezioni saranno rilevate in contradditorio all'atto della consegna salvo la facoltà dell'impresa e della Direzione Lavori di intercalarne altre allo scopo di una più esatta valutazione dei volumi. Gli scavi di sbancamento in trincea o a mezza costa in terreno ordinario dovranno avere una scarpata massima di 1/1. Pertanto agli effetti contabili tali scavi verranno computati con la detta scarpa o quella minore risultante all'atto esecutivo restando gli eventuali maggiori scavi a carico dell'impresa oltre alle relative spese di maggiore esproprio. Nei tratti sostenuti da muri di controripa in linea orizzontale della sezione di scavo seguirà il fondo del cassonetto di bitumatura, il paramento della faccia interna contro terra dei muri stessi (con la scarpa di 1/10) fino alla loro sommità e da qui con scarpa 1/1 fino all'incontro con il terreno originario, restando anche qui a carico dell'impresa gli eventuali maggiori scavi e i successivi riempimenti eseguiti in più anche se dovuti a naturali scoscendimenti a causa della mancata sbadacchiatura od alla sua insufficienza o per altri motivi, essendosi tenuto conto di tali oneri nella determinazione dei prezzi unitari. 2.ED.28.2 Gli scavi di sbancamento in trincea o a mezza costa in roccia dovranno avere come massimo una scarpa di 1/10 rimanendo gli eventuali maggiori volumi di scavo, oltre tale scarpa, a totale carico dell'impresa e ciò anche se dovuti all'incontrollata ed incontrollabile azione delle mine. Qualora per effetto dell'inclinazione degli strati o di eventuali fratturazioni della roccia dovessero verificarsi franamenti o naturali rilasci, il materiale così franato dovrà venire sgomberato e trasportato a rilevato o a rifiuto anche a più riprese, ciò anche se i franamenti si verificassero dopo completata la sistemazione di quel tratto di strada e il loro volume, risultante dalla differenza tra le sezioni definitive e quelle ordinate, come detto sopra, con la scarpa di 1/10, verrà pagato come scavo di sbancamento ordinario in terra. Nell'onere dello sgombero è compresa anche la frantumazione di grossi massi altrimenti intrasportabili. Manifestandosi la necessità di rimuovere massi rocciosi pericolanti su ordine della Direzione Lavori e solo se tale rimozione avverrà con l'impiego di mine, questa verrà pagata come scavo di sbancamento in roccia di cui alla voce corrispondente dell'elenco dei prezzi allegato. 2.ED.28.3 Il prezzo per la formazione dei rilevati stradali con materiali provenienti da alvei o cave verrà corrisposto di norma in base al volume totale dei rilevati ed il volume dei rilevati eseguiti con materiali provenienti dagli scavi e ritenuti idonei per il reimpiego dalla Direzione Lavori; tale prezzo compensa, tra gli oneri particolari, tutti quelli inerenti al prelievo di materiali in terreni anche di proprietà private, di enti pubblici, EL/mp -5014E-CSAED pag. 39 di 45

119 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin demaniali, intendendosi comunque compresa la sistemazione delle cave a lavori eseguiti e l'eventuale indennità di cava. Tali prezzi comprendono tra l'altro l'onere della rimozione del terreno vegetale per uno spessore di cm.20 compreso il trasporto a discarica e la relativa indennità od il riutilizzo del materiale secondo espressa indicazione della D.L., dell'esecuzione di eventuali gradonature, mentre il riempimento per ricostruire lo strato tolto, verrà pagato a parte col prezzo del rilevato o col prezzo di sistemazione a rilevato. Si precisa inoltre che nel computo dei volumi dei movimenti di terra, col metodo delle sezioni ragguagliate come per gli scavi di sbancamento, la sagoma nera del terreno è quella di rilievo, la sagoma rossa segue, come detto sopra il fondo del cassonetto. Dal computo dei volumi si detrarranno quelli delle opere d'arte e dei materiali altrimenti pagati; non si terrà conto dei volumi derivati dalla sola gradonata dei pendii (mentre verrà pagato il riempimento dello scoticamento), nonché degli eventuali cedimenti del piano di posa dei rilevati, essendosi valutati tali oneri tutti nel determinare i prezzi di elenco della formazione dei rilevati. Sarà dato ai rilevati stessi una larghezza ed altezza superiore di quelle che dovranno avere a lavoro finito e secondo le indicazioni della Direzione Lavori, per sopperire ad un eventuale ulteriore costipamento naturale delle materie e per poter ritagliare le scarpate e profilare i cigli secondo le sagome prescritte. I cigli dei rilevati dovranno essere rivestiti con zolle erbose. Si precisa che per quanto riguarda le correzioni di livellette, il rialzo di curve (anche per piccoli spessori), ecc., i corrispondenti volumi verranno desunti e contabilizzati in base alle sezioni rosse finite. La misurazione degli scavi verrà effettuata nei seguenti modi: il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate; gli scavi di fondazione saranno computati per un volume uguale a quello risultante dal prodotto della base di fondazione per la sua profondità sotto il piano degli scavi di sbancamento, ovvero del terreno naturale quando detto scavo di sbancamento non viene effettuato. Al volume così calcolato si applicheranno i vari prezzi fissati nell'elenco per tali scavi; vale a dire che essi saranno valutati sempre come eseguiti a pareti verticali ritenendosi già compreso e compensato con il prezzo unitario di elenco ogni maggiore scavo. Tuttavia per gli scavi di fondazione da eseguire con l'impiego di casseri, paratie o simili strutture, sarà incluso nel volume di scavo per fondazione anche lo spazio occupato dalle strutture stesse. Art.2.ED.29 - Scavi e ritombamenti - Valgono tutte le norme di cui al precedente punto movimenti di materie. 2.ED.29.1 Il volume degli scavi, a sezione obbligata, ampia o ristretta, a sezione chiusa ed obbligata, sarà computato per un volume uguale a quello risultante dal prodotto dell'area della base di appoggio della fondazione, o del cavo, per la sua profondità sotto il piano degli scavi di sbancamento o del terreno naturale, quando detto scavo di sbancamento non viene effettuato. Al volume così calcolato si applicheranno i corrispondenti prezzi di elenco. Tutti gli scavi, esclusi quelli di sbancamento, verranno valutati sempre come eseguiti a pareti verticali. Il computo degli scavi verrà effettuato tenendo conto delle dimensioni risultanti dagli allegati grafici di progetto e dagli ordini della Direzione Lavori. In mancanza di questi il computo verrà desunto: per gli scavi in trincea per condotti monolitici, manufatti di fognatura non gettati contro le armature o contro-terra, per tubi o manufatti prefabbricati, dalle misure geometriche prese sulle verticali esterne dei condotti e dei manufatti non in corrispondenza dei bicchieri, maggiorate di cm.40 (cm.20 per parte) per scavi in trincea con profondità inferiore a m. 1,50, di cm. 100 (cm.50 per parte) per scavi in trincea con profondità superiore a m. 1,50. In tal modo si tiene in considerazione della maggiore larghezza che le tubazioni o i collettori hanno in corrispondenza ai giunti a bicchiere. Pertanto si ribadisce che la larghezza del diametro, per il computo di liquidazione, non verrà misurata in corrispondenza al bicchiere ma a quella della tubazione come peraltro è indicato negli elaborati grafici di progetto. Per gli scavi in trincea con profondità inferiore a m. 1,50 la larghezza minima considerata sarà di m. 0,60, mentre per profondità superiori a m. 1,50 la larghezza minima considerata sarà di m. 1,00. Per gli scavi liquidati in larghezza convenzionale a pareti verticali è sempre compreso nel prezzo tutto il volume scavato per consentire la realizzazione dei lavori in sicurezza, con le scarpate inclinate secondo l angolo d attrito indicato nella relazione geologica o non superiore a 45, alla distanza dai manufatti necessaria per consentirne la realizzazione; Per gli scavi eseguiti in presenza d'acqua il cui livello stabile non si elevi oltre cm.20 sul fondo, oltre il quale verrà applicato il compenso per scavi subacquei, nessuna maggiorazione verrà applicata, essendo compreso nel prezzo, l'onere dell'eventuale aggottamento nei casi che non fosse possibile procedere allo smaltimento con scoline e drenaggi. EL/mp -5014E-CSAED pag. 40 di 45

120 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Per gli scavi subacquei e per gli scavi di cui al capoverso precedente, il prosciugamento degli scavi dovrà essere mantenuto nel tempo fino alla completa realizzazione delle opere in progetto per cui si è effettuato lo scavo e comunque fino all ordine della Direzione Lavori di sospendere il prosciugamento. I prezzi degli scavi (obbligata ampia o ristretta) sono comprensivi di tutti gli oneri necessari per il trasporto in rilevato od a rifiuto, compreso carico e scarico e senza limiti di distanza, pendenza, l'indennità di discarica di qualsiasi categoria nonché di tutti gli oneri necessari al ritombamento e costipamento del cavo eseguiti a perfetta regola d'arte con il materiale proveniente dagli scavi, se ritenuto idoneo dalla D.L.. Il ritombamento a strati costipati a ridosso delle murature con il materiale proveniente dagli scavi, espressamente autorizzato dalla Direzione Lavori, è sempre compreso nel prezzo dello scavo. Per gli scavi di fondazione da eseguire con impiego di casseri, paratie o simili, sarà invece incluso nel volume di scavo per fondazione, anche lo spazio occupato dalle palancole, estendendo l'area di fondazione sino alla linea esterna delle palancole stesse. Nessun compenso sarà dovuto all'appaltatore per tutte le precauzioni che dovessero essere richieste per l'esecuzione delle opere. Oltre agli obblighi particolari di cui all articolo movimenti di materie con i prezzi di elenco per gli scavi in genere, l'appaltatore devesi ritenere compensato per tutti gli oneri che esso dovrà incontrare: per taglio di piante ed arbusti, estirpazione di ceppaie, radici; per il taglio e lo scavo con qualsiasi mezzo delle materie sia asciutte che bagnate, di qualsiasi consistenza ed anche in presenza d'acqua; per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico a rinterro od a rifiuto entro i limiti previsti in elenco prezzi, sistemazione della materie di rifiuto, deposito provvisorio e successiva ripresa; per la regolazione delle scarpate o pareti, per lo spianamento del fondo, per la formazione di gradoni, attorno e sopra le condotte di acqua od altre condotte in genere, e sopra le fognature o drenaggi secondo le sagome definitive di progetto; per puntellature, sbadacchiature ed armature (casseri di sostegno) apprestamenti provvisionali per la sicurezza degli scavi, attrezzature ed impianti al fine di garantire la sicurezza delle persone di qualsiasi importanza e genere secondo tutte le prescrizioni contenute nel presente capitolato, compresi le composizioni, scomposizioni, estrazioni ed allontanamento, nonché sfridi, deterioramenti, perdite parziali o totali del legname o dei ferri; per impalcature ponti e costruzioni provvisorie, occorrenti sia per il trasporto delle materie di scavo e sia per la formazione di rilevati, per passaggi, attraversamenti, ecc.; per l esaurimento dell acqua presente nello scavo fino a 20 cm., per altezze superiori verrà valutato come scavo subaqueo se non diversamente specificato nella descrizione di Elenco Prezzi. per il trasporto a rifiuto; il ritombamento dei volumi scavati con il materiale proveniente dagli scavi se accettato dalla Direzione Lavori qualora la movimentazione venga eseguita dall escavatore senza l utilizzo dell autocarro; per la procedura per conferire il materiale a discarica o a deposito; per l indennità di discarica qualora non differentemente indicato nella descrizione di Elenco Prezzi; per ogni altra spesa necessaria per l'esecuzione completa degli scavi qualora non diversamente disposto dalla descrizione di Elenco Prezzi. Nel caso di scavo con riutilizzo del materiale, se non diversamente specificato in Elenco Prezzi, la valutazione del nuovo prezzo al metro cubo dello stesso dovrà essere realizzata sotto forma di riduzione del prezzo previsto in Elenco Prezzi per lo scavo con trasporto a discarica. 2.ED.29.2 Il riempimento di pietrame a secco a ridosso delle murature per drenaggi, vespai, ecc. sarà valutato al mc per il suo volume effettivo misurato in opera. Art.2.ED.30 - Demolizioni e rimozioni - 2.ED.30.1 Generalità Oltre a quanto previsto negli articoli di cui all Elenco Prezzi per le demolizioni e rimozioni si ritengono compensati anche i seguenti oneri e quelli di cui ai punti successivi: le eventuali puntellature provvisorie per la protezione dei fabbricati adiacenti; la loro realizzazione a qualsiasi altezza; il trasporto a rifiuto a qualsiasi distanza e l'indennità di discarica. 2.ED.30.2 Le demolizioni di murature, di qualsiasi genere, che verranno compensate a mc del loro effettivo volume, comprendono nel prezzo gli intonaci e rivestimenti a qualunque altezza, le demolizioni entro terra fino alla profondità indicata dalla Direzione Lavori, nonché eventuali assistenze per la modifica di impianti interessati dalla demolizione. Sono da considerarsi "demolizioni in breccia" quelle di superficie massima di mq. 2.00, oppure a far luogo a nuove strutture della larghezza massima di 50 cm. per qualunque lunghezza. 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121 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin 2.ED.30.3 Le demolizioni di fabbricati di qualsiasi genere, verranno compensate a mc di vuoto per pieno, limitando la misura in altezza dal piano di campagna o piano marciapiede al livello della gronda del tetto, compresi anche i sottofondi, pavimenti, ed eventuali solai del piano terreno. La misura di liquidazione sarà quella effettiva. Non verrà peraltro riconosciuta una larghezza aggiuntiva di esecuzione superiore allo spessore del muro demolito. 2.ED.30.4 Le demolizioni di tramezzi, saranno misurati secondo la superficie effettiva dei tramezzi o delle parti di essi demolite, comprensive degli intonaci o rivestimenti. Sarà fatta deduzione di tutti i fori con superficie superiore a mq ED.30.5 Le demolizioni di intonaci, interni ed esterni demoliti a qualsiasi altezza, saranno computati secondo la superficie reale, dedotti i vani superiori a mq di superficie misurata in luce netta di passaggio, valutando a parte la riquadratura di detti vani solo nel caso in cui si riferiscano a murature di spessore maggiore di cm ED.30.6 La raschiatura delle pitture, qualora realmente realizzata senza demolire gli intonaci, verrà contabilizzata come la demolizione di intonaci. 2.ED.30.7 La demolizione di solai sarà valutata a superficie, in base alle luci nette degli stessi. Saranno comprese nel prezzo delle demolizioni dei solai: 2.ED.30.7a se con struttura portante in ferro è compresa la demolizione completa del soffitto e del pavimento, compreso il sottofondo, salvo che non risulti prescritta e compensata a parte la rimozione accurata del pavimento; 2.ED.30.7b se con struttura portante in legno è compresa la demolizione del tavolato con sovrastante cretonato e sottofondo ed è compresa la demolizione del soffitto su cannicciato a rete od altro tipo di controsoffitto; 2.ED.30.7c se del tipo misto in ca. e laterizio è compresa la demolizione del pavimento, compreso il sottofondo in cls. e del soffitto salvo che non risulti prescritta la rimozione accurata del pavimento. 2.ED.30.8 La demolizione della copertura verrà computata a metro quadrato, misurando geometricamente la superficie delle falde del tetto senza alcuna deduzione dei vani per fumaioli, lucernari, abbaini, ed altre parti sporgenti della copertura, purché non eccedenti i mq. 1.00, nel qual caso si dovranno dedurre per intero. 2.ED.30.9 La demolizione di pavimenti di qualunque genere verranno valutati per la superficie vista tra le pareti intonacate dell'ambiente. Nella misura non sarà perciò compresa l'incassatura del pavimento nell'intonaco. Nel prezzo e' compreso l'onere della demolizione o rimozione degli impianti delle ringhiere, parapetti, la rimozione dell'eventuale zoccolino battiscopa di qualsiasi genere. 2.ED La demolizione di scale di qualsiasi forma e tipo verranno valutate a metro quadrato misurando geometricamente la superficie delle pedate e dei pianerottoli. Nelle misure per valutare la superficie non si terrà conto dell'incassatura delle scale nell'intonaco e nelle murature. Nel prezzo è compreso l'onere, della demolizione e rimozione degli impianti, delle ringhiere, parapetti, zoccoli battiscopa, pavimentazioni, compreso il sottofondo, soffittature e qualsiasi altra finitura. 2.ED La rimozione della grossa orditura del tetto verrà computata a metro quadrato misurando geometricamente la superficie delle falde del tetto senza alcuna deduzione di fori. Nel caso della rimozione di singoli elementi o di parti della grossa orditura, verrà computata solamente la parte interessata. Nel prezzo della rimozione è compreso anche l'onere della rimozione delle eventuali banchine di appoggio. 2.ED La rimozione degli infissi esterni ed interni (finestre, porte, portiere e portoncini) verrà valutata a misura con superfice minima per ciascun elemento rimosso pari mq. 1.00; La superficie dei serramenti verrà valutata a luce netta di passaggio, comprendendo pero' nel prezzo la rimozione dell'eventuale cassa, controcassa, dei coprigiunti e delle eventuali parti murate. La rimozione di persiane avvolgibili verrà valutata a superficie netta di passaggio dell avvolgibile e comprenderà la rimozione delle guide e di ogni organo di movimento e fissaggio. La rimozione dei cassonetti coprirullo, verrà valutata a superficie vista su proiezione verticale e comprenderà la rimozione degli organi fissaggio. 2.ED La rimozione delle opere in pietra naturale od artificiale, eseguita a qualsiasi altezza, saranno applicati, a seconda dei casi, al volume, alla superficie od alla lunghezza della pietra da rimuovere, con misure determinate secondo le modalità seguenti: 2.ED.30.13a lunghezza: determinata dalla massima lunghezza del pezzo, quando la larghezza è inferiore od uguale a cm. 50 e lo spessore inferiore od uguale a cm. 6; 2.ED.30.13b superficie: massimo rettangolo circoscrivibile al pezzo, quando lo spessore sia inferiore od uguale a cm. 6 e la larghezza superiore a cm. 50; 2.ED.30.13c volume: massimo parallelepipedo circoscrivibile al pezzo, quando le misure superino quelle considerate nei casi a) e b). EL/mp -5014E-CSAED pag. 42 di 45

122 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin 2.ED La rimozione dei radiatori verrà valutata a corpo per ciascun elemento, qualsiasi sia la superficie radiante. Nel prezzo della rimozione saranno comprese tutte le parti accessorie (placche, coprigiunti, mensole, valvole, detentori, ecc.) e l'eventuale chiusura delle tubazioni con apposito tappo, compreso nel prezzo della rimozione. 2.ED La rimozione di apparecchi sanitari verrà valutata a corpo, per ciascun elemento, qualsiasi tipo di apparecchio sanitario sia da rimuovere. Nel prezzo saranno comprese tutte le parti accessorie, le rubinetterie, le smurature degli ancoraggi, degli eventuali supporti murari e l'eventuale chiusura delle tubazioni con tappo, compreso nel prezzo. Art.2.ED.31 - Riparazioni - 2.ED.31.1 Per rinforzo di travi e pilastri, sarà pagato a metro quadrato di superficie originaria valutata geometricamente in base a misure come indicato negli articoli di elenco e si intende riferito a lavori effettuati a qualsiasi altezza. Per i solai l'irrigidimento, realizzato con tavolato o con cappa cementizia armata, sarà pagato a metro quadrato delle superfici viste, senza tener conto di eventuali incassature. Nei prezzi di elenco sono sempre compresi tutti gli oneri per eventuali casseri, stampi, casseforme, cassette, spicconature dell'intonaco, ponteggi, palchi di servizio ecc. nonché quanto precisato nei singoli articoli per dare il lavoro finito a regola d'arte. 2.ED.31.2 Per il collegamento tra le strutture orizzontali e quelle verticali sarà pagato a corpo per ciascun elemento e col prezzo di elenco si intende eseguito a qualsiasi altezza. Sono inoltre compresi tutti gli oneri indicati nella esplicazione degli articoli. La posa dei tiranti verrà valutata a peso dei soli tiranti con gli oneri e le forniture indicati nella esplicazione degli articoli di elenco, nonché gli eventuali sostegni o legamenti intermedi. Nella determinazione del peso si considererà una lunghezza pari a quella del muro aumentata di cm. 20 per i tiranti in acciaio con filettatura di estremità; una lunghezza pari a quella del muro aumentata di 1 metro per i tiranti in trefolo. 2.ED.31.3 Le riparazioni delle lesioni sulle murature dovranno essere eseguite in modo tale da rendere il muro compatto e quindi ripristinato e saranno valutate di norma a superficie e saranno sempre compresi i ponteggi. 2.ED.31.3a Riparazioni con iniezioni di miscela cementizia: l'intervento verrà valutato a mq. di muratura trattata. Le misure verranno prese sulla superficie esterna della muratura interessata, esclusi eventuali rivestimenti esterni e sarà fatta deduzione di tutti i fori superiori a mq Nei prezzi di tariffa, le riparazioni si intendono eseguite a qualsiasi altezza (ponteggi compresi). Saranno inoltre compresi nelle riparazioni i fori di fissaggio dei condotti tubolari, l'iniezione d'acqua, la miscela, la sigillatura e l'eventuale posa di teloni sulle superfici non interessate. 2.ED.31.3b Riparazioni con rete elettrosaldata: la superficie ripristinata verrà valutata misurando solo una faccia a mq. o m. ed in base alle misure di progetto, esclusa quindi ogni eccedenza dipendente dal modo di esecuzione dei lavori e sarà fatta deduzione di tutti i fori eccedenti i mq. 2,00. Nei prezzi di tariffa le riparazioni si intendono eseguite a qualsiasi altezza (ponteggi compresi). Sono comprese le trapanazioni per il collegamento, le reti poste sulle due facce della muratura, il betoncino, la sigillatura, la posa dei teloni sulle superficie non interessate e tutti gli altri oneri e modalità di esecuzione previste nei relativi prezzi di elenco. Qualora l'intervento interessi una sola faccia, la superficie verrà computata a metà. 2.ED.31.3c Riparazioni di lesioni isolate: le riparazioni di lesioni isolate su murature in laterizio, eseguite con il sistema di "cuci e scuci", verranno valutate a volume per spessori di due teste ed oltre, a superficie per gli spessori inferiori. La misurazione verrà eseguita valutando le figure geometriche che inviluppano le parti interessate dalla riparazione. 2.ED.31.3d La riparazione degli intonaci, nelle riprese di lesioni isolate, saranno computate per la superficie effettiva. Nel prezzo degli intonaci sono incluse le riprese contro pavimenti, pareti, soffitti ed in corrispondenza dei serramenti. Sono inoltre compresi gli oneri per la spicconatura, rimozione di parti smosse, riempimento con malta additivata con prodotti antiritiro e posa di teloni. 2.ED.31.4 Le riparazioni della grossa orditura saranno computate a metro quadrato misurando geometricamente la superficie delle falde del tetto interessata dalla riparazione, senza alcuna deduzione dei vani per fumaioli, lucernari ed altre parti sporgenti dalla copertura. Nel prezzo delle riparazioni è compresa la fornitura e la posa di ferri di ancoraggio, sostegno e di legatura, di assi di legno per collegamento delle travi con funzione di tiranti e di controventatura. La fornitura del legname per la sostituzione degli elementi della grossa orditura verrà pagata a parte con i relativi prezzi di elenco. 2.ED.31.5 Le riparazioni del manto di copertura saranno computate a metro quadrato misurando geometricamente la superficie delle falde del tetto senza alcuna deduzione dei vani per fumaioli, lucernari ed altre parti sporgenti della copertura, purché non superiori a mq. 1.00, nel qual caso si devono dedurre per intero. Nel prezzo è comunque compreso l onere per i ponteggi. Art.2.ED.32 - Calcestruzzi e murature in genere - EL/mp -5014E-CSAED pag. 43 di 45

123 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin 2.ED.32.1 Tutte le murature ed i calcestruzzi, in fondazione od in elevazione, armati o non, verranno misurati a volume con metodo geometrico in base a misura sul vivo, esclusi gli intonaci eventuali e dedotti i vani od i materiali eventuali di natura differente compenetrati nelle strutture. Non verrà dedotto il volume dei ferri di armatura e dei cavi per la precompressione, ed i vani di volume minore od uguale a mc ciascuno; con ciò si intende compensato l'eventuale maggiore magistero richiesto, anche per la formazione di feritoie regolari e regolarmente disposta da realizzare nel numero e nelle posizioni che verranno richieste dalla Direzione Lavori. Saranno valutate con i prezzi delle murature rettilinee senza alcun compenso in più anche quelle eseguite ad andamento planimetrico curvilineo. Le murature di mattoni ad una testa od in foglio, si misureranno a vuoto per pieno, al rustico deducendo soltanto le aperture di superficie uguale o superiore a mq 1.00, intendendo nel prezzo compensata la formazione di spalle, piattabande, nonché il collocamento di eventuali intelaiature di legno (controtelai). Saranno considerate muratura in breccia quelle che abbiano una superficie frontale non superiore a mq 2.00, oppure un lato in vista non superiore a cm 50 per qualsiasi profondità. Nei relativi prezzi di elenco sono compresi in particolare: la fornitura a piè d'opera di tutti i materiali necessari (inerti, leganti, acqua, ecc.), la mano d'opera, ponteggi, attrezzatura e macchinari per la confezione, la posa in opera, l'innalzamento dei materiali, qualunque sia l'altezza alla quale l'opera in cemento armato dovrà essere costruita, il getto e la vibratura, la bagnatura, la realizzazione degli angoli smussati a quarantacinque gradi, le scanalature marca piano, i gocciolatoi con l'adozione di idonei profili in legno o di P.V.C., l'armo, il disarmo, i ponteggi, le armature, i controventamenti, gli angolari per la formazione di smussi, lo sfrido, la fornitura e posa del disarmante e dei distanziatori in plastica tra il cassero e l'armatura metallica, i casseri, le casseforme, la rimozione delle armature ad opera ultimata, la pulitura dei casseri a getto effettuato ed ogni altro onere e magistero per dare il getto in opera a perfetta regola d'arte ed a qualsiasi altezza dal piano di campagna. Nelle opere in cui venissero richiesti giunti di dilatazione o contrazione, secondo i tipo approvati dalla Direzione Lavori, il relativo onere si intende compreso nel prezzo di elenco per le murature in genere o conglomerati; la fornitura di piastre, profilati od altro materiale occorrente secondo quanto disposto dalla Direzione Lavori verrà compensato a parte. Tutti gli aeranti, plastificanti, impermeabilizzanti, acceleranti di presa o di altri ingredienti chimici, nei calcestruzzi e nelle malte per murature previsti nel progetto architettonico e nel progetto strutturale sono comunque compresi nel prezzo calcestruzzo. L'impiego di eventuali aeranti, plastificanti, impermeabilizzanti, acceleranti di presa o di altri ingredienti chimici, nei calcestruzzi e nelle malte per murature, non da' diritto ad indennizzi o sovrapprezzi per la relativa miscelazione negli impasti, mentre verrà compensato solo il costo dei detti materiali nel caso in cui non siano stati previsti in fase progettuale e siano indispensabili per la realizzazione dei getti a perfetta regola d arte. 2.ED.32.2 La superficie per la valutazione della finitura del calcestruzzo gettato in opera a faccia vista sarà valutata al metroquadrato di superficie a vista senza deduzione dei fori e con lo sviluppo delle spalette che rimarranno a vista ad opera completata, qualora a totale discrezione della DL la faccia vista non fosse accettabile in quanto il risultato estetico non corrisponde alla regola d arte, sarà a totale carico dell Appaltatore l onere della rasatura delle superfici e la successiva tinteggiatura avente le seguanti caratteristiche: Idropittura acrilica coprente per cemento armato a vista, a base di resine acriliche in dispersione acquosa e pigmenti altamente selezionati, aspetto satinato, colori a scelta della Direzione Lavori, peso specifico 1.34, resistenza all'abrasione umida cicli Gardner, viscosità media 660 cps a 20 C, spessore medio film essiccato 35 micron, applicato a pennello, rullo di lana o a spruzzo a due mani come da indicazioni della ditta fornitrice del prodotto, compreso onere per la protezione di strutture finite adiacenti, campionatura, pulizia generale ed ogni altro per dare il lavoro finito a regola d'arte. 2.ED.32.3 La pietra da taglio da pagarsi a volume sarà sempre valutata a metro cubo in base al volume del primo parallepipedo retto rettangolare, circoscrivibile a ciascun pezzo. Le lastre, i lastroni e gli altri pezzi da pagarsi a superficie, saranno valutati in base al minimo rettangolo circoscrivibile. Per le pietre di cui una parte viene lasciata grezza, si comprenderà anche questa nella misurazione, non tenendo però alcun conto delle eventuali maggiori sporgenze della parte non lavorata in confronto delle dimensioni assegnate dai tipi prescritti. Nei prezzi relativi di elenco si intenderanno sempre compresi tutti gli oneri specificati nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione. 2.ED.32.4 La stuccatura e stilatura dei giunti sarà valutata per la superficie di parametro effettivamente trattato compreso l onere per il ponteggio. 2.ED.32.5 L'impiego di cemento-tipo "425" in luogo del tipo "325" nei getti di calcestruzzo semplice od armato, ove non sia già previsto nella voce di elenco prezzi, verrà compensato con il solo sovrapprezzo al q.le di cemento. 2.ED.32.6 Le armature di sostegno in genere, le casseforme e le centinature saranno compensate a parte soltanto nel caso in cui ciò sia esplicitamente dichiarato nelle relative voci di elenco prezzi. Negli altri casi tali oneri sono compresi nei prezzi delle varie opere. EL/mp -5014E-CSAED pag. 44 di 45

124 Città di Montebelluna Lavori di restauro della Grande Barchessa Manin Per il computo delle casseforme verrà considerata la superficie interna a contatto con il getto di calcestruzzo, mentre per il computo delle centine e delle armature metalliche di sostengo verrà considerata la superficie netta misurata in proiezione come specificato nelle relative voci di elenco prezzi. 2.ED.32.7 Le ossature di cornici, cornicioni, losanghe, anche di strutture in cemento armato, di aggetto superiori a cm. 5 sul filo esterno del muro, saranno valutate per il loro volume effettivo in oggetto con l'applicazione dei prezzi di tariffa per le murature o calcestruzzi in cui sono comprese. Le ossature di aggetto inferiori a cm. 5 non verranno conteggiate, essendo esse comprese nel prezzo delle murature. Quando la muratura in oggetto e' diversa da quella del muro sul quale esiste la parte incastrata sarà considerata come della stessa specie del muro stesso. Per tutti i lavori per i quali s'impiegano materiali di proprietà dell'amministrazione (non ceduti all'appaltatore), s'intende compreso ogni trasporto, ripulitura ed adattamento dei materiali stessi per renderli idonei alla messa in opera, nonché la messa in opera degli stessi. Le murature eseguite con materiali ceduti all'appaltatore saranno valutate con i prezzi normali delle murature, intendendosi in questi prezzi compreso e compensato ogni trasporto ed ogni altro onere di lavorazione, messa in opera, ecc., come sopra del materiale ceduto. 2.ED.32.8 La valutazione dei muri cellulari verrà eseguita secondo le dimensioni massime d'ingombro a vuoto per pieno. Art.2.ED.33 - Ferro per cementi armati - 2.ED.33.1 Il peso dell'acciaio tondo per l'armatura del calcestruzzo verrà determinato mediante il peso teorico corrispondente ai diametri effettivamente prescritti, trascurando le quantità superiori alle prescrizioni, le legature, gli eventuali distanziatori e le sovrapposizioni per le giunte non previste o non necessarie, intendendosi come tali anche quelle che collegano barre di lunghezza inferiore a quella commerciale. Il peso del ferro in ogni caso verrà determinato con mezzi analitici ordinari, misurando cioè lo sviluppo lineare effettivo di ogni barra (seguendo le sagomature ed uncinature) e moltiplicando per il peso unitario dato dalle tabelle ufficiali U.N.I.. Il tondino sarà fornito e dato in opera nelle casseforme, dopo aver subito tutte le piegature, sagomature e legature ordinate dalla Direzione Lavori, curando che la posizione dei ferri coincida rigorosamente con quella fissata nei disegni esecutivi. 2.ED.33.2 Il peso dell'acciaio ad alto limite elastico sarà determinato moltiplicando lo sviluppo teorico delle barre, tra le facce esterne degli apparecchi di ancoraggio, per il loro peso determinato sull'unità di misura. Nel prezzo si intendono compresi e compensati tutti gli oneri per fornitura dell'acciaio in barre, anche di provenienza estera, eventuali diritti doganali e di brevetto, trasporto, ecc. fornitura di guaine, ancoraggi e manicotti, lavorazione messa in opera, tesature, iniezioni e tutto quanto necessario per dare l'acciaio in opera a perfetta regola d'arte. Il peso dell'acciaio in fili o trefoli per strutture in cemento armato precompresso con il sistema a cavi scorrevoli, sarà determinato moltiplicando lo sviluppo teorico dei cavi, compreso tra le facce esterne degli apparecchi di bloccaggio, per il numero dei tondini componenti il cavo e per il peso di questi determinato sull'unità di misura. Il prezzo dell'acciaio per strutture in cemento armato precompresso compensa la fornitura e posa delle guaine, dei fili di legatura delle stesse guaine, dei ferri distanziatori dei cavi e le iniezioni con malta di cemento nei vani dei cavi stessi, le teste e le piastre di ancoraggio e la mano d'opera ed i mezzi e materiali per la messa in tensione dei cavi nonchè per il bloccaggio dei dispositivi. EL/mp -5014E-CSAED pag. 45 di 45

125 CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO PARTE SECONDA IMPIANTO IDRO-TERMO-SANITARIO

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127 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima CAPO I - IMPIANTI TECNOLOGICI - PRESCRIZIONI ESECUTIVE E CARATTERISTICHE TECNICHE 5 Art.2.TS.1 - Norme generali - 5 Art.2.TS.2 - Caldaia a condensazione - 5 Art.2.TS.3 - Rete di distribuzione in tubi di acciaio nero pre - isolato con schiuma poliuretanica e protezione in polietilene - 5 Art.2.TS.4 - Rete di distribuzione in tubo di pvc per acqua potabile 7 Art.2.TS.5 Tubazioni in multistrato per acqua sanitaria potabile ed impianti di riscaldamento - 8 Art.2.TS.6 - Tubazioni in acciaio nere senza saldatura UNI Art.2.TS.7 - Tubazioni in acciaio zincato senza saldatura uni Art.2.TS.8 - Impianti adduzione gas - 11 Art.2.TS.9 - Materiali ferrosi zincati - 12 Art.2.TS.10 - Collettori di distribuzione in tubo di acciaio coibentati - 12 Art.2.TS.11 Disconnettore - 12 Art.2.TS.12 - Strumenti fissi di misura - 13 Art.2.TS.13 - Vasi d'espansione chiusi - 13 Art.2.TS.14 - Valvole di sicurezza qualificate - 13 Art.2.TS.15 - Valvolame filettato - 13 Art.2.TS.16 - Valvole a sfera in ottone filettate - 14 Art.2.TS.17 - Valvole di ritegno "Europa" in ottone filettato - 15 Art.2.TS.18 - Valvole di alimentazione - 15 Art.2.TS.19 - Scaricatori d'aria a galleggiante - 15 Art.2.TS.20 - Elettropompe di circolazione - 15 Art.2.TS.21 - Valvole a tre vie miscelatrici filettate o frangiate - 16 Art.2.TS.22 - Radiatori in acciaio - 16 Art.2.TS.23 - Valvole per radiatori a regolazione manuale con prerogazione - 17 Art.2.TS.24 - Detentori di taratura per radiatori - 17 Art.2.TS.25 - Valvole termostatiche in ottone per radiatori - 17 Art.2.TS.26 Ventilconvettori - 17 Art.2.TS.27 Pannelli radianti. 18 Art.2.TS.28 - Pressostati a riarmo manuale per impianti di riscaldamento - 19 Art.2.TS.29 - Interruttori termici automatici di blocco - 19 Art.2.TS.30 - Dispositivi di intercettazione combustibile ad azione positiva - 19 Art.2.TS.31 - Manicotti e lastre di elastomero prodotti in regime di controllo di qualità ISO 9002 UNI per isolamento termico ed anticondensa di tubazioni fredde - 19 Art.2.TS.32 - Manicotti e lastre di elastomero prodotti in regime di controllo di qualità ISO 9002 per isolamento termico di tubazioni calde secondo legge 10/91-20 Art.2.TS.33 - Camino in acciaio inox 21 Art.2.TS.34 - Camino e raccordi di tipo prefabbricato 21 Art.2.TS.35 - Centrali di trattamento aria, ventilatori di estrazione a sezioni componibili - 22 Art.2.TS.36 - Canali in lamiera d'acciaio zincata - 24 Art.2.TS.37 - Isolamento coibente canali d'aria in materassini di fibra di vetro - 26 MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 2 di 59

128 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.38 - Lastre di elastomero prodotte in regime di controllo di qualità UNI EN ISO 9002 per isolamento coibente esterno di canali d'aria e superfici metalliche in genere - 26 Art.2.TS.39 - Canali preisolati - 27 Art.2.TS.40 - Canali flessibili 28 Art.2.TS.41 - Bocchette di mandata 29 Art.2.TS.42 - Diffusori 29 Art.2.TS.43 - Griglie di ripresa 29 Art.2.TS.44 - Valvole di aspirazione 29 Art.2.TS.45 - Griglie di transito 29 Art.2.TS.46 - Griglie di presa aria esterna 29 Art.2.TS.47 - Serrande in acciaio - 30 Art.2.TS.48 - Batteria di post riscaldamento da canale 30 Art.2.TS.49 - Velocità dei fluidi 30 Art.2.TS.50 - Serranda di presa aria esterna 30 Art.2.TS.51 - Giunti flessibili 30 Art.2.TS.52 Strumentazione 31 Art.2.TS.53 - Potenziometro manuale per servocomando serrande 31 Art.2.TS.54 - Sistema di supervisione impianti tecnologici predisposto per essere collegato a server centralizzato di gestione 31 Art.2.TS.55 - Impianti di climatizzazione 31 Art.2.TS.56 - Sonde climatiche 36 Art.2.TS.57 - Sonde di temperatura da canale 36 Art.2.TS.58 - Tubi di polietilene ad alta densità 36 Art.2.TS.59 Impianto di scarico acque usate ed accessori 39 Art.2.TS.60 - Caratteristiche degli apparecchi igienico - sanitari e loro accessori 43 Art.2.TS.61 - Segnaletica di sicurezza - 44 Art.2.TS.62 - Estintori 45 Art.2.TS.63 - Impianti elettrici 45 Art.2.TS.64 - Quadri elettrici 45 Art.2.TS.65 - Identificazione apparecchiature 45 CAPO II IMPIANTI TECNOLOGICI - QUALITA' E PROVENIENZA DEI MATERIALI. MODO DI ESECUZIONE E DI VALUTAZIONE DEI LAVORI. 46 Art.2.TS.66 - Norme e criteri generali 46 Art.2.TS.67 - Qualità e provenienza dei materiali 47 Art.2.TS.68 - Parti di impianto dismesse o sostituite - materiali di risulta 48 Art.2.TS.69 - Rapporti con gli appaltatori 48 Art.2.TS.70 - Consegna degli impianti all'amministrazione appaltante 48 Art.2.TS.71 - Collaudo funzionale degli impianti 48 Art.2.TS.72 - Norme di misurazione e contabilizzazione 49 CAPO III IMPIANTI TECNOLOGICI -VERIFICHE E PROVE PRELIMINARI 50 Art.2.TS.73 - Generalità 50 Art.2.TS.74 - Modalità di collaudo 50 MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 3 di 59

129 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.75 - Provvedimenti contro la trasmissione di vibrazioni 52 Art.2.TS.76 - Livello di pressione sonora 52 Art.2.TS.77 - Strumentazione, modalità e criteri di misura 52 Art.2.TS.78 - Modalità generali di misura del rumore interno 52 Art.2.TS.79 - Rumore di fondo 53 Art.2.TS.80 - Limiti di accettabilità del livello sonoro 53 Art.2.TS.81 - Misure antiacustiche 53 Art.2.TS.82 - Prova di tenuta idraulica delle reti di distribuzione 53 Art.2.TS.83 - Prova di tenuta della rete gas 55 Art.2.TS.84 - Collettori di distribuzione in tubo d acciaio coibentati 55 Art.2.TS.85 - Valvolame filettato 55 Art.2.TS.86 - Elettropompe di circolazione per impianti idrici e di riscaldamento 55 Art.2.TS.87 - Caldaia in acciaio a condensazione ed a bassa temperatura 55 Art.2.TS.88 - Radiatori in acciaio 55 Art.2.TS.89 Radiatori individuali a gas stagni a tiraggio forzato 55 Art.2.TS.90 Radiatori individuali a gas stagni a tiraggio naturale 56 Art.2.TS.91 - Valvole a tre vie miscelatrici filettate e frangiate 56 Art.2.TS.92 - Pressostati a riarmo manuale per impianti di riscaldamento 56 Art.2.TS.93 - Interruttori termici automatici di blocco 56 Art.2.TS.94 - Dispositivi di intercettazione combustibile ad azione positiva 56 Art.2.TS.95 - Strumenti fissi di misura 56 Art.2.TS.96 - Valvole termostatiche per radiatori 56 Art.2.TS.97 - Vasi d'espansione chiusi 56 Art.2.TS.98 - Valvole di sicurezza qualificate 57 Art.2.TS.99 - Centrale di trattamento aria a sezione componibile 57 Art.2.TS Canali in lamiera d'acciaio zincata 57 Art.2.TS Prova di circolazione dell'aria nelle canalizzazioni 57 Art.2.TS.102 Ventilconvettori 57 Art.2.TS Potenziometri manuali per servocomando serrande 58 Art.2.TS Diffusori e bocchette di mandata 58 Art.2.TS Bocchette e griglie ripresa 58 Art.2.TS isolamento tubazioni per acqua calda e fredda in manicotti e lastre di elastomero 58 Art.2.TS Prova di circolazione, tenuta e dilatazione dell'impianto di riscaldamento/condizionamento 58 Art.2.TS Prova delle linee e delle apparecchiature elettriche 58 Art.2.TS Verifiche delle emissioni di rumore 59 MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 4 di 59

130 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima CAPO I - IMPIANTI TECNOLOGICI - PRESCRIZIONI ESECUTIVE E CARATTERISTICHE TECNICHE Art.2.TS.1 - Norme generali - Per norma generale, nell'esecuzione dei lavori, l'impresa dovrà attenersi alle migliori regole dell'arte, nonché alle prescrizioni che qui di seguito vengono date per le principali categorie di lavori. Per tutte quelle categorie di lavori per le quali non si trovino nel presente Capitolato Speciale prescritte speciali norme, l'impresa dovrà seguire i migliori procedimenti tecnici, attenendosi agli ordini che verranno impartiti dalla DL. all'atto esecutivo. Tutti i materiali, i componenti e gli impianti dovranno essere conformi a leggi, sistemi di unificazione, ordinanze e regolamenti emanati dalle Autorità competenti, e dovranno essere posti in opera e/o dati funzionanti come raccomandato dal produttore. Art.2.TS.2 - Caldaia a condensazione - La caldaia a condensazione, di costruzione secondo norme DIN 4702, dovranno avere le seguenti caratteristiche: funzionamento con temperatura acqua in caldaia scorrevole, proporzionalmente ridotta, senza limite di temperatura inferiore, con superfici di scambio termico in acciaio inossidabile Canale di reflusso dei gas di combustione (sistema a tre giri di fumo). Grado di rendimento sul P.C.I. al: 100% del carico oltre 97% 30% del carico oltre 105%. Contropressione in camera Di combustione alla pot. max 1,60 mbar Pressione d esercizio 5 bar Marchio CE CE 0085 AQ 0257 Camera di combustione in acciaio inossidabile; Corpo caldaia in acciaio secondo DIN e DIN saldato elettricamente sotto gas inerte. Tutte le parti interessate dai gas di scarico, come camera di combustione, condotti uscita fumo e cassetta raccolta fumi in acciaio inossidabile secondo DIN e DIN 17440; Rivestimento esterno caldaia in lamiera di acciaio verniciato a polveri epossidiche; Isolamento termico integrale, anche per il fondo caldaia, in materassino di lana di vetro di grosso spessore con rinforzo in tessuto di fibra di vetro. Stato di fornitura: Caldaia comprendente portina per montaggio bruciatore rotabile. Coperchio d ispezione sul cassone raccolta fumi. Controflange con bulloni e guarnizioni su tutti gli attacchi, mantello isolante. Spia controllo fiamma ventilata. Scovolo pulizia, estrattore per tubolari. Art.2.TS.3 - Rete di distribuzione in tubi di acciaio nero pre - isolato con schiuma poliuretanica e protezione in polietilene - Tubazioni: Le tubazioni in acciaio dovranno avere le seguenti caratteristiche: dimensioni conformi alle norme ISO 4200/DIN 2458 qualità FE 37,0 secondo DIN 1626 carico di snervamento min 235 N/mm2 carico di rottura N/mm2 allungamento a rottura min 23% fattore di saldatura v=1.0 certificato di prova della lavorazione: DIN 50049/3 1 B estremità smussate ISO 6761 / DIN 2529/22 finitura con sabbiatura Coibente: La tubazione dovrà essere avvolta senza soluzione di continuità, lungo tutta la sua superficie da un manto omogeneo di spessore uniforme di materiale coibente, che consentirà di ridurre le dispersioni di calore verso l'ambiente. Il coibente dovrà essere applicato in fabbrica, per iniezione, sul tubo e fornito insieme a questo. Il coibente dovrà avere composizione chimica tale da escludere la possibilità di reazione chimica tra lo stesso materiale coibente ed il tubo. Il coibente dovrà essere tale da sopportare sia la temperatura nominale della rete in MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 5 di 59

131 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima esercizio continuo, sia una temperatura massima transitoria di almeno 130 C. Dovrà inoltre essere in grado di sopportare meccanicamente tutte le sollecitazioni di taglio generale dalle massime espansioni e contrazioni longitudinali del tubo di servizio. Caratteristiche del prodotto: - Materiale - Schiuma rigida di poliuretano - Densità = 80 Kg/mc - Coefficiente di trasmissione del calore 0,027 W/m a 50 C - ASTM C Percentuale celle chiuse: > 88 Tubo guaina esterno di protezione in PE.a.d.: É il tubo che protegge l'isolamento e il tubo di acciaio dall'acqua nel terreno, dall'umidità, dalle correnti vaganti e dai danneggiamenti meccanici. Il tubo in acciaio, una volta sabbiato, dovrà essere inserito nel tubo guaina con appositi distanziali centratori dopodiché si dovrà provvedere all'operazione di iniezione della schiuma rigida di poliuretano nella camera così formata. Caratteristiche del prodotto: Materiale - tubo in PE ad estruso secondo norma DIN 8074 Densità Kg/m3 - ISO 1183 Trattamento = interno per permettere un migliore aggrappaggio della schiuma poliuretanica Pezzi speciali: Per pezzi speciali si intendono le curve, i pezzi a tee, le diramazioni, i punti fissi e qualsiasi altro pezzo necessario a dare continuità forma e percorso richiesto per la rete stessa. I pezzi speciali saranno ricavati da tubo senza saldatura. Le estremità dovranno essere smussate e rastremate internamente in modo da non creare differenze di spessore fra il tubo di linea ed il pezzo speciale. Curve: saranno del tipo preisolato termicamente in fabbrica - dal DN 20 al DN 100 saranno ricavate da tubo senza saldatura piegato a freddo - dal DN 125 e superiori si utilizzeranno curve in acciaio forgiato con saldati all'estremità due tronchetti di tubo anch'esso in acciaio senza saldatura e con saldature dei tronchetti radiografate al 10%. Derivazioni e Tee: Potranno essere di due tipi e precisamente: preisolate termicamente in fabbrica kit completo di tutti i materiali per la costruzione in cantiere. Il kit di derivazione per la costruzione in cantiere potrà essere utilizzato solo se il DN di stacco é almeno di due diametri inferiori al DN del tubo di linea. Punti fissi: saranno del tipo precoibentato termicamente in fabbrica e dovranno avere la piastra di tenuta rivestita con vernici anticorrosive. Valvole: saranno del tipo a sfera a passaggio ridotto, con corpo senza saldatura in un pezzo unico, con attacchi a saldare di testa (B.W.), complete di asta di prolunga anch'essa precoibentata ed aventi le seguenti caratteristiche: corpo : tubo in acciaio ST 35.8 stelo : acciaio inox rivestito in PTFE sfera : acciaio inox anelli di tenuta : KFC 25 o-ring : EPDM/Viton comando : leva a collo d'oca, con possibilità dal DN 150 e superiori di comando tramite riduttore e volantino Per i pezzi speciali non potranno essere impiegati componenti in ghisa o in bronzo. Caratteristiche del tubo assiemato: I tubi ed i pezzi speciali, una volta assiemati, non dovranno permettere alcun scorrimento tra i tre componenti (acciaio, schiuma, PE ad). Le testate degli stessi dovranno essere libere dal rivestimento per 150/200 mm da ambo i lati per permettere la saldatura delle estremità in acciaio. Sistema di ripristino isolamento sulle giunzioni: Dovranno essere utilizzati appositi kit contenenti tutti i materiali necessari al ripristino dell'isolamento e della guaina esterna protettiva in PE ad. I kit utilizzabili potranno essere dei seguenti tipi: Kit per ripristino isolamento con schiumatura in loco; il kit dovrà contenere i seguenti materiali: manicotto overcasing in PE ad avente le stesse caratteristiche del tubo guaina utilizzato per costruire le tubazioni ed i pezzi speciali preisolati, con predisposti due fori per la colatura della schiuma di poliuretano; schiuma di poliuretano composta da poliolo ed isocianato forniti in appositi contenitori separati e sigillati; i due componenti dovranno essere già predosati dal fabbricante; anelli termoretraibili sino al DN.pe 250 compreso; fascia e pezza di chiusura termoretraibili pretagliate dal DN.pe 315 e superiori; tappi di chiusura temporanea dei fori di colatura per il periodo di reazione della schiuma; stucco di livellamento dei fori di colatura; fops termoaderenti per la sigillatura dei fori di colatura. Il suddetto kit potrà essere utilizzato su linee con temperatura max di esercizio di 130 C. Kit per ripristino isolamento con uso di coppelle in poliuretano preformate; il kit dovrà contenere i seguenti materiali: MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 6 di 59

132 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima due semicoppelle in poliuretano già preformate in funzione del diametro del tubo di servizio e del diametro del tubo guaina; un termoretraibile tubolare di lunghezza adeguata a sigillare l'intera zona di giunzione Il suddetto kit potrà essere utilizzato su linee con temperatura max di esercizio di 95 C e sprovviste del sistema di allarme e rilevamento delle perdite. Per l'esecuzione del ripristino dell'isolamento dovranno essere scrupolosamente seguite le specifiche di ripristino e di Quality Control dettate dal fornitore dei materiali, inoltre l'operatore dovrà essere provvisto di patentino di qualifica rilasciato dal fornitore del materiale. Compensazione delle dilatazioni: La tubazione preisolata sarà soggetta a sollecitazioni di compressione e di trazione in relazione alle variazioni della temperatura di esercizio. Sarà cura dell'appaltatore verificare e garantire, sulla base delle indicazioni fornitegli dal produttore dei tubi precoibentati, che il tracciato da lui predisposto sopporti adeguatamente in ogni suo punto le sollecitazioni a cui la linea verrà sottoposta. Precisiamo che la rete dovrà essere progettata in modo da sfruttare il più possibile le compensazioni naturali derivanti dalle variazioni del percorso e la qualità dell'acciaio, evitando l'uso di punti fissi, compensatori assiali e/o espansori monouso se non assolutamente indispensabili. É comunque necessario che sulle zone di dilatazione delle tubazioni, di massima coincidenti con le zone di variazione di percorso, siano installati appositi sistemi od accorgimenti di compensazione in quantità adeguata ad assorbire il movimento dei tubi stessi. Le tubazioni saranno collocate all'esterno del fabbricato sulla facciata, come da disegni di progetto. Dovrà essere prestata la massima cura per ottenere la solidità dei punti fissi di bloccaggio e la libera dilatazione delle parti rimanenti. Prima della posa in opera dei sostegni e delle tubazioni dovrà essere richiesta una riunione tra la D.L., la Ditta incaricata dell'installazione ed un Tecnico della Ditta costruttrice delle tubazioni per verificarne le tipologie di collegamento ai sostegni. Metodi di posa: Durante il corso dei lavori e prima della eventuale richiusura di tracce e cunicoli e della posa in opera degli isolamenti termici complementari, ove richiesto dalla Direzione Lavori e secondo le modalità da essa indicate, verranno eseguite le seguenti prove funzionali : prova idraulica di tenuta a freddo delle tubazioni, eseguita ad una pressione non inferiore ad 1,5 volte quella di esercizio e comunque non inferiore a 8 bar. Eventuali apparecchiature, montate sulle tubazioni, che potessero danneggiarsi sotto tale pressione di prova, andranno smontate ed i rispettivi attacchi andranno chiusi con tappi filettati o flange. L'esito della prova si riterrà positivo se nell'arco di dodici ore non si saranno verificate perdite di pressione né saranno state rilevate fughe o deformazioni permanenti; prova di tenuta a caldo e di circolazione nei circuiti di riscaldamento. L'esito della prova si considererà positivo quando si sarà constatato che in tutti gli apparecchi utilizzatori l'acqua arriverà a temperatura uniforme, quando non si saranno verificate, per effetto delle dilatazioni termiche, fughe o deformazioni permanenti o comunque di entità tale che ripetendosi possano portare ad un danneggiamento dell'impianto e quando i vasi di espansione si saranno dimostrati capaci di contenere tutta la variazione di volume dell'acqua contenuta nel circuito di prova. In corso d'opera e fino ad ultimazione dei lavori si procederà alla verifica qualitativa e quantitativa dei materiali installati. La verifica qualitativa consisterà nel controllare che le tubazioni installate siano nuove, raccordate a regola d'arte e rispondenti sia alle caratteristiche prescritte nel Capitolato Speciale d'appalto che alle descrizioni riportate in offerta e nel progetto esecutivo. La verifica quantitativa consisterà nel controllare i diametri, le lunghezze, lo spessore del rivestimento coibente, lo spessore del controtubo di polietilene, il funzionamento delle eventuali apparecchiature elettriche ed elettroniche di controllo perdite, affinché siano corrispondenti a quanto richiesto ed offerto dall'impresa e riportato nel progetto esecutivo. Tutte le prove e verifiche di cui sopra saranno eseguite, in contraddittorio con l'impresa, dal Direttore dei Lavori o da altra persona all'uopo delegata dall'amministrazione Appaltante. Marchiatura CE per i seguenti prodotti da costruzione già in regime di Marcatura CE obbligatoria. EN :2013 Isolanti termici per gli impianti degli edifici e per le installazioni industriali - Prodotti di poliuretano espanso rigido (PUR) e di poliisocianurato espanso rigido (PIR) formati in sito per iniezione - Parte 1: Specifiche per il sistema espanso rigido per iniezione prima dell installazione EN :2013 Isolanti termici per gli impianti degli edifici e per le installazioni industriali - Prodotti di poliuretano espanso rigido (PUR) e di poliisocianurato espanso rigido (PIR) spruzzati e formati in sito - Parte 1: Specifiche per il sistema espanso rigido a spruzzo prima dell installazione Art.2.TS.4 - Rete di distribuzione in tubo di pvc per acqua potabile Le tubazioni in PVC (non plastificato) dovranno essere conformi alle Norme UNI Tutti i tubi in PVC dovranno essere contrassegnati con il marchio di conformità IIP rilasciato dall Istituto Italiano dei Plastici. I raccordi dovranno essere conformi alle prescrizioni della Tabella UNI I raccordi in ottone saranno del tipo filettato. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 7 di 59

133 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.5 Tubazioni in multistrato per acqua sanitaria potabile ed impianti di riscaldamento - Sistema universale di installazione per acqua sanitaria potabile e impianti di riscaldamento a circuito aperto/chiuso disponile nei diametri Ø16-Ø40 mm, ottemperante a: Tubo: Flessibile e pieghevole composto (PE-Xa / Al /PE), ottemperante quanto richiesto dalle norme e fogli di lavoro del DVGW-W 542, strato interno autoportante in PE-Xa secondo DIN 16892, saldatura testa a testa dello strato di alluminio secondo DIN EN e mantello esterno in Polietilene, impiegabile per circuiti di riscaldamento con temperatura massima dell acqua max. di 90 C e pressione massima di esercizio di. 10 bar, per brevi e rari periodi fino a 100 C. Esercizio con Temperatura a 70 C e pressione 10bar per 50 anni. Barriera ossigeno ottenuta mezzo strato di alluminio. Tubo universale, impiegabile per impianti sanitari secondo norma DIN 2000 e come prescritto dalla direttiva europea 98/83/EG Per l installazione all interno degli edifici secondo norme EN 806, DIN Temperature di esercizio e pressioni per acqua fredda e calda DVGW, ZVSHK e DIN 1988, temperatura di esercizio 70 C (brevi periodi 100 C), pressione di esercizio 10 bar, per una durata di 50 Anni. Diametri tubo mm in Rotoli, mm in rotoli anche preisolato con schiuma in PE con conduttività termica 0,040 (W/mK). - Classe di resistenza al fuoco: DIN 4102-B2, normalmente infiammabile Sistema di collegamento tubo a manicotto inscindibile: - Senza Oring - bassa perdita di carico localizzata - controllo collegamento visivo immediato - esercizio immediato a collegamento avvenuto - secondo DVGW Foglio di lavoro W 534 provato e certificato - conforme secondo DIN (VOB parte C). - lavorazione da -10 C fino +50 C - materiale in PVDF Raccordi: - Raccordi filettati in ottone resistente alla dezincatura secondo DIN EN 12164, DIN EN e DIN EN Grado A (massimo livello richiesto), Bronzo a basso contenuto di zinco e acciaio inox - Raccordi in acciaio inox secondo DIN EN 10088, secondo DIN EN a basso valore di perdita di carico localizzata. - Raccordi in PPSU con completi di rondella fissa -Raccordi in ottone MS63 resistenze alla de zincatura secondo DIN EN12164, DIN EN e DIN EN 2168 Grado A (massimo livello richiesto), - Manicotto autobloccante in PVDF secondo DIN EN 12164, DINEN e DIN EN Garanzie: La garanzia sui tubi e raccordi utilizzati deve avere durata minima di anni 10 dalla data di messa in servizio o collaudo. La garanzia deve dare diritto alla sostituzione gratuita dei tubi dei relativi raccordi risultati difettosi. Devono venire risarciti anche eventuali danni procurati dalla liberazione, dal prelevamento e dallo smontaggio degli elementi difettosi onde poterli sostituire con articoli in perfetto stato. Devono essere inclusi anche gli eventuali lavori di ripristino, ove necessari per riportare lo stato preesistente il verificarsi del danno. Art.2.TS.6 - Tubazioni in acciaio nere senza saldatura UNI Generalità: Prima di essere posti in opera tutti i tubi dovranno essere accuratamente puliti ed, inoltre, in fase di montaggio le loro estremità libere dovranno essere protette per evitare l'intromissione accidentale di materiali che potrebbero in seguito provocarne l'ostruzione. Tutte le tubazioni dovranno essere montate in maniera da permetterne la libera dilatazione senza il pericolo che possano lesionarsi o danneggiare le strutture di ancoraggio prevedendo, nel caso, l'introspezione di idonei giunti di dilatazione atti ad assorbire le sollecitazioni termiche. Ubicazione: Le tubazioni interrate dovranno essere alloggiate entro apposite canalette con coperchio di chiusura, di tipo prefabbricato in cemento o laterizio e dovranno correre distanziate dalle loro pareti mediante appositi supporti metallici. I cunicoli dovranno essere aerati alle loro estremità.- Le tubazioni correnti all'esterno dei fabbricati dovranno essere montate in vista salvo che, per ragioni di ordine estetico, nel Capitolato Speciale non sia richiesta la loro installazione sotto traccia. Qualora per il passaggio delle tubazioni fosse necessario eseguire fori attraverso strutture portanti, detti lavori potranno essere eseguiti soltanto dopo averne ricevuto autorizzazione scritta dal responsabile delle opere strutturali o della DD.LL. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 8 di 59

134 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Nei tratti orizzontali le tubazioni dovranno avere un'adeguata pendenza verso i punti di spurgo. Tutti i punti della rete di distribuzione dell'acqua che non possano sfogare l'aria direttamente nell'atmosfera, dovranno essere dotati di barilotti a fondi bombati, realizzati con tronchi di tubo delle medesime caratteristiche di quelli impiegati per la costruzione della corrispondente rete, muniti in alto di valvola di sfogo dell'aria, intercettabile mediante valvola a sfera. Per tubi zincati valgono le disposizioni di cui sopra. Se il tubo è in traccia, va fissato al muro per evitare eventuali movimenti che danneggerebbero l'intonaco. I tubi zincati saranno giuntati mediante raccordo in ghisa molle zincata a cuore bianco a vite e manicotto oppure mediante flange. Per le giunzioni fra tubi di differente diametro varranno le prescrizioni riportate precedentemente. Intercettibilità: Le colonne verticali, sia in partenza che in arrivo nei circuiti di distribuzione dell'acqua, dovranno essere singolarmente intercettabili e munite di rubinetto di scarico, salvo diverse disposizioni del Capitolato Speciale. I tubi potranno essere giuntati mediante saldatura ossiacetilenica, elettrica, mediante raccordi a vite e manicotto o mediante flange. Le saldature dopo la loro esecuzione dovranno essere martellate e spazzolate con spazzola di ferro. Le flange dovranno essere dimensionate per una pressione di esercizio non inferiore ad una volta e mezza la pressione di esercizio dell'impianto. Non sarà in ogni caso ammesso l'impiego di flange con pressione di esercizio inferiore a 5,9 bar (PN6). Le giunzioni fra tubi di diametro dovranno essere effettuate mediante idonei raccordi conici non essendo permesso l'innesto diretto di un tubo di diametro inferiore entro quello di diametro maggiore. Le giunzioni verranno eseguite con raccordi a filettare, a saldare o a flangia. Le tubazioni verticali potranno avere raccordi assiali o, nel caso si voglia evitare un troppo accentuato distacco dei tubi delle strutture di sostegno, raccordi eccentrici con allineamento su una generatrice. I raccordi per le tubazioni orizzontali saranno sempre del tipo eccentrico, con allineamento sulla generatrice superiore per evitare la formazione di sacche di aria. I giunti dovranno essere dimensionati per una pressione di esercizio non inferiore ad 1 volta e 1/2. Non sarà in ogni caso ammesso l'impiego di giunti con pressione d'esercizio inferiore a 5,9 bar (PN6). Le tubazioni che dovranno essere collegate ad apparecchiature che possono trasmettere vibrazioni all'impianto, dovranno essere montate con l'interposizione di idonei giunti elastici antivibranti. Per le tubazioni che convogliano acqua, i giunti saranno del tipo sferico in gomma naturale o sintetica, adatti per resistere alla massima temperatura di funzionamento dell'impianto, muniti di attacchi a flangia. Per le tubazioni che convogliano aria compressa, olii combustibili e fluidi frigoriferi alogeni, i giunti saranno eseguiti in tubo flessibile metallico ondulato con calza esterna di protezione a treccia, muniti di raccordi a saldare. Giunzioni fra tubi di ferro e tubi di rame dovranno essere realizzate mediante raccordi in ottone o bronzo, evitando il contatto diretto rame-ferro. Cambiamenti di direzione: Per i cambiamenti di direzione verranno utilizzate curve prefabbricate, montate mediante saldatura o raccordi a vite e manicotto o mediante flange. Per piccoli diametri, inferiori ad 1.1/2" per tubazioni nere e fino ad 1" per tubo zincato, saranno ammesse curve ottenute mediante piegatura a freddo. Derivazioni: Le derivazioni verranno eseguite utilizzando raccordi filettanti oppure curve a saldare tagliate a scarpa. Le curve saranno posizionate in maniera che il loro verso sia concordante con la direzione di convogliamento dei fluidi. Nelle derivazioni nelle quali i tubi vengono giuntati mediante saldatura, non sarà comunque ammesso per nessuna ragione l'infilaggio del tubo di diametro inferiore entro quello di diametro maggiore Supporti: I punti di sostegno intermedi fra i punti fissi dovranno permettere il libero scorrimento del tubo e nel caso di giunti assiali le guide non dovranno permettere alla tubazione degli spostamenti disassati che potrebbero danneggiare i giunti stessi. I supporti per le tubazioni verticali, se in vista, saranno del tipo a collarino in due pezzi. Per le tubazioni orizzontali i supporti saranno eseguiti con mensola di acciaio e rulli di scorrimento. La distanza fra i supporti dovrà essere calcolata sia in funzione del diametro della tubazione sostentata sia della sua pendenza al fine di evitare la formazione di sacche dovute all'inflessione della tubazione stessa. Per le tubazioni di convogliamento del gas i supporti dovranno essere posti ad una distanza non superiore a 2,5 m. per i diametri fino ad 1" e non superiore a 3,0 m. per i diametri maggiori. Le tubazioni nelle vicinanze dei punti di attacco dovranno essere sostenute da supporti rigidi. - Distanza massima dei supporti per tubazioni in ferro. ** TABELLA 1 ** Diametro esterno Interasse appoggi mm cm da 17,2 a 21,3 180 da 26,9 a 33,7 230 da 42,4 a 48,3 270 da 54,0 a 57,0 300 da 60,3 a 70,0 da 76,1 a 88,9 370 da 101,6 a 108,8 400 da 114,3 a 133,3 450 MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 9 di 59

135 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima da 139,7 a 159,0 480 da 168,3 a 193,7 530 da 219,1 a 244,5 600 oltre 273,0 650 Tutte le tubazioni in ferro nero compresi gli staffaggi, dovranno essere pulite dopo il montaggio e prima dell'eventuale rivestimento isolante, con spazzola metallica in modo da preparare le superfici per la successiva verniciatura di protezione antiruggine, la quale dovrà essere eseguita con due mani di vernice di differente colore o con una mano di zincocromo. Le tubazioni interrate correnti in canalette e quelle correnti all'esterno degli edifici saranno inoltre protette con un'ulteriore mano di vernice bituminosa. Tutte le tubazioni e le pareti in vista all'interno dei fabbricati dovranno invece essere rifinite ed atte a ricevere una mano di vernice a smalto, nel colore indicato dalla Amministrazione Appaltante, se prescritte nel Capitolato Speciale d'appalto. Tutte le tubazioni dovranno essere contraddistinte da apposite targhette che indichino il circuito di appartenenza, la natura del fluido convogliato e la sua direzione di flusso. La natura dei fluidi convogliati sarà convenzionalmente indicata mediante apposizione sul perimetro delle tubazioni di una striscia colorata dell'altezza di cinque centimetri. I colori distintivi saranno quelli indicati nella seguente tabella: - Acqua fredda verde - Acqua calda rosso - Acqua surriscaldata grigio-argento - Vapore acqueo grigio-argento - Aria compressa arancione - Olii combustibili marrone - Gas giallo Il senso di flusso del fluido trasportato sarà indicato mediante una freccia situata in prossimità del colore distintivo di base. Le tubazioni non in vista ma correnti internamente alle murature saranno sempre coibentate. Art.2.TS.7 - Tubazioni in acciaio zincato senza saldatura uni Generalità. Prima di essere posti in opera tutti i tubi dovranno essere accuratamente puliti ed inoltre, in fase di montaggio, le loro estremità libere dovranno essere protette per evitare l'intromissione accidentale di materiali che potrebbero in seguito provocare la ostruzione. Tutte le tubazioni dovranno essere montate in maniera da permettere la libera dilatazione senza il pericolo che possano lesionarsi o danneggiare le strutture di ancoraggio prevedendo, nel caso, l'interposizione di idonei giunti di dilatazione atti ad assorbire le sollecitazioni termiche. Ubicazione: Le tubazioni interrate dovranno essere alloggiate entro apposite canalette con coperchio di chiusura, di tipo prefabbricato in cemento o laterizio e dovranno correre distanziate dalle loro pareti mediante appositi supporti metallici. I cunicoli dovranno essere aerati alle loro estremità. Le tubazioni correnti all'interno dei fabbricati dovranno essere montate in vista salvo che, per ragioni di ordine estetico, nel Capitolato Speciale non sia richiesta la loro installazione sotto traccia. Qualora per il passaggio delle tubazioni fosse necessario eseguire fori attraverso strutture portanti, detti lavori potranno essere eseguiti soltanto dopo averne ricevuto autorizzazione scritta dal responsabile delle opere strutturali o della Direzione Lavori. Nei tratti orizzontali le tubazioni dovranno avere una adeguata pendenza verso i punti di spurgo. Tutti i punti della rete di distribuzione dell'acqua che non possano sfogare l'aria direttamente nell'atmosfera, dovranno essere dotati di barilotti a fondi bombati, realizzati con tronchi di tubo delle medesime caratteristiche di quelli impiegati per la costruzione della corrispondente rete, muniti in alto di valvola di sfogo dell'aria, intercettabile mediante valvola a sfera. Se il tubo è in traccia, va fissato al muro per evitare eventuali movimenti che danneggerebbero l'intonaco. I tubi saranno giuntati mediante raccordi in ghisa molle zincata a cuore bianco a vite e manicotto oppure mediante flange. Per le giunzioni fra i tubi di differente diametro varranno le prescrizioni riportate precedentemente. Intercettabilità: Le colonne verticali, sia in partenza che in arrivo nei circuiti di distribuzione dell'acqua dovranno essere singolarmente intercettabili e munite di rubinetto di scarico, salvo diverse disposizioni del Capitolato Speciale. Le flange dovranno essere dimensionate per una pressione di esercizio non inferiore ad una volta e mezza la pressione di esercizio dell'impianto. Non sarà in ogni caso ammesso l'impiego di flange con pressione inferiore a 5.9 bar (PN6). Le giunzioni fra tubi di differente diametro dovranno essere effettuate mediante idonei raccordi conici non essendo permesso l'innesto diretto di un tubo di diametro inferiore entro quello di diametro maggiore. Le tubazioni verticali potranno avere raccordi assiali o, nel caso si voglia evitare un troppo accentuato distacco dei tubi delle strutture di sostegno, raccordi eccentrici con allineamento su una generatrice. I raccordi per le giunzioni orizzontali saranno sempre del tipo eccentrico con allineamento sulla generatrice superiore per evitare la formazione di sacche di aria. I giunti dovranno essere dimensionati per una pressione di esercizio non inferiore ad una volta e mezzo la pressione di esercizio dell'impianto. Non sarà in ogni caso ammesso l'impiego di giunti con pressione di esercizio inferiore a 5.9 bar (PN6). Le tubazioni che debbono essere collegate ad MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 10 di 59

136 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima apparecchiature che possono trasmettere vibrazioni all'impianto dovranno essere montate con l'interposizione di idonei giunti elastici antivibranti. Per le tubazioni che convogliano acqua, i giunti saranno del tipo sferico in gomma naturale o sintetica, adatta per resistere alla massima temperatura di funzionamento dell'impianto, muniti di attacchi a flangia. Per le tubazioni che convoglieranno aria compressa, olii combustibili e fluidi frigoriferi alogeni, i giunti saranno eseguiti in tubo flessibile metallico ondulato con calza esterna di protezione a treccia, muniti di raccordi a flangia. Giunzioni fra tubi di ferro e tubi di rame dovranno essere realizzate mediante raccordi in ottone e bronzo, evitando il contatto diretto rame-ferro. Cambiamenti di direzione : Per i cambiamenti di direzione verranno utilizzati curve prefabbricate, montate mediante saldatura o raccordi a vite e manicotto o mediante flange. Per piccoli diametri, inferiori ad 1"1/2 e fino ad 1", saranno ammesse curve ottenute mediante piegatura a freddo. Derivazioni: Verranno eseguite utilizzando raccordi filettati. I raccordi saranno posizionati in maniera che il loro verso sia concordante con la direzione di convogliamento dei fluidi. Supporti: I punti di sostegno intermedi fra i punti fissi dovranno permettere il libero scorrimento del tubo e nel caso di giunti assiali le guide non dovranno permettere alla tubazione degli spostamenti disassati che potrebbero danneggiare i giunti stessi. I supporti per le tubazioni verticali se in vista saranno del tipo a collarino in due pezzi. Per le tubazioni orizzontali i supporti saranno eseguiti con mensola di acciaio e rulli di scorrimento. La distanza fra i supporti dovrà essere calcolata in funzione sia del diametro della tubazione sostenuta che della sua pendenza al fine di evitare la formazione di sacche dovute all'inflessione della tubazione stessa (vedi tabella 1). Per le tubazioni di convogliamento del gas i supporti dovranno essere posti ad una distanza non superiore a 2.5 m per i diametri fino a 1" e non superiore a 3.0 m per i diametri maggiori. Le tubazioni nelle vicinanze dei punti di attacco dovranno essere sostenute da supporti rigidi. - Distanza massima dei supporti per tubazioni di ferro zincato.- ** TABELLA 1 ** Diametro esterno Interasse appoggi mm cm da 17,2 a 21,3 180 da 26,9 a 33,7 230 da 42,4 a 48,3 270 da 54,0 a 57,0 300 da 60,3 a 70,0 330 da 76,1 a 88,9 370 da 101,6 a 108,8 400 da 114,3 a 133,3 450 da 139,7 a 159,0 480 da 168,3 a 193,7 530 da 219,1 a 244,5 600 oltre 273,0 650 Tutte le tubazioni in ferro zincato, compresi gli staffaggi, dovranno essere pulite dopo il montaggio e prima dell'eventuale rivestimento isolante. Le tubazioni interrate correnti in canalette e quelle correnti all'esterno degli edifici saranno inoltre protette con una mano di vernice bituminosa. Tutte le tubazioni dovranno essere contraddistinte da apposite targhette che indichino il circuito di appartenenza, la natura del fluido convogliato e la sua direzione di flusso. La natura dei fluidi convogliati sarà convenzionalmente indicata mediante apposizione sul perimetro delle tubazioni di una striscia colorata dell'altezza di cinque centimetri. I colori distintivi saranno quelli indicati nella seguente tabella: - Acqua fredda verde - Acqua calda rosso - Acqua surriscaldata grigio-argento - Vapore acqueo grigio-argento - Aria compressa arancione - Olii combustibili marrone - Gas giallo Il senso di flusso del fluido trasportato sarà indicato mediante una freccia situata in prossimità del colore distintivo di base. Le tubazioni non in vista ma correnti internamente alle murature saranno sempre coibentate. Art.2.TS.8 - Impianti adduzione gas - Si intende per impianti di adduzione del gas l'insieme di dispositivi, tubazioni, ecc. che servono a fornire il gas agli apparecchi utilizzatori (cucine, scaldacqua, bruciatori di caldaie, ecc.). In conformità alla legge n. 46 del 5 marzo 1990, gli impianti di adduzione del gas devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 11 di 59

137 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Il Direttore dei lavori ai fini della loro accettazione procederà come segue: verificherà l'insieme dell'impianto a livello di progetto per accertarsi che vi sia la dichiarazione di conformità alla legislazione antincendi (legge 818 e circolari esplicative) ed alla legislazione di sicurezza (legge n del 6 dicembre 1971 e legge n. 46 del 5 marzo 1990); Per il rispetto della legge 1083 si devono adottare e rispettare tutte le norme UNI che i decreti ministeriali hanno reso vincolanti ai fini del rispetto della legge stessa. verificherà che la componentistica approvvigionata in cantiere risponda alle norme UNI-CIG rese vincolanti dai decreti ministeriali emanati in applicazione della legge 1083 e della legge 46 e per la componentistica non soggetta a decreto la sua rispondenza alle norme UNI; questa verifica sarà effettuata su campioni prelevati in sito ed eseguendo prove (anche parziali) oppure richiedendo un attestato di conformità dei componenti e/o materiali alle norme UNI. Per alcuni componenti la presentazione della dichiarazione di conformità è resa obbligatoria dai precitati decreti e può essere sostituita dai marchi IMQ e/o UNI-CIG. verificherà in corso d'opera ed a fine opera che vengano eseguiti i controlli ed i collaudi di tenuta, pressione, ecc. previsti dalla legislazione antincendio e dalle norme tecniche rese vincolanti con i decreti precitati. Art.2.TS.9 - Materiali ferrosi zincati - Tutti i manufatti ferrosi zincati (zanche, staffe, supporti, ecc.) da impiegare per la esecuzione delle opere, dovranno essere sottoposti a zincatura per immersione a caldo con procedimento sendzimir. Le tolleranze di spessore e di massa dello zinco, per gli accessori metallici ricavati da lamiere zincate, sono indicate nella Norma di Unificazione UNI "Prodotti finiti piatti di acciaio non legato, rivestiti. Lamiere sottili e nastri larghi di spessore inferiore a 3 mm zincati i continuo per immersione a caldo". Le tolleranze di spessori e di massa dello zinco per accessori di acciaio aventi spessore superiore a mm 5, devono essere conformi alla Norma di Unificazione UNI "Rivestimenti metallici protettivi applicati a caldo. Rivestimenti di zinco ottenuti per immersione su oggetti diversi fabbricati in materiale ferroso". Saranno realizzati come previsto in progetto e/o indicato dalla D.L. Verrà verificato il completo ricoprimento della zincatura, la rispondenza ai disegni di progetto, ove esistenti, od a quelli di officina realizzati dall'appaltatore. Art.2.TS.10 - Collettori di distribuzione in tubo di acciaio coibentati - I collettori di distribuzione saranno formati da tubo di acciaio nero o zincato UNI 8863 serie leggera, media o pesante secondo quanto specificato in progetto od indicato dalla D.L. aventi chiusure laterali, attacchi per i circuiti, doppia mano di vernice antiruggine al minio, se in acciaio nero, mensole di sostegno, pozzetti per l'inserimento dei termometri e rubinetti di scarico. Saranno rivestiti con materassini di lana di vetro o elastomero con spessori e prestazioni termiche in ottemperanza al D.P.R. 26/08/1993 n. 412 Regolamento della Legge 09/01/91 N. 10, completi di legatura con filo di ferro zincato se in lana di vetro, o con adeguato collante se in elastomero.i collettori potranno essere del tipo singolo o del tipo complanare. I collettori di distribuzione in tubo di acciaio nero o zincato saranno costruiti sul posto in base ai circuiti necessari. Nel caso di collettori complanari, gli attacchi dei circuiti del collettore sottostante saranno passanti nel collettore soprastante. Gli attacchi per i circuiti inoltre dovranno avere una interdistanza tale da permettere l'installazione di qualsiasi pompa, valvola o doppia pompa. I collettori avranno tra di loro e dal muro, delle distanze sufficienti da poter permettere la posa dell'isolamento coibente. Il rivestimento coibente dovrà coprire l'intero collettore ed i manicotti di attacco circuiti fino alla prima valvola. I collettori di distribuzione non dovranno dar luogo a perdite quando l'impianto è alla massima pressione ed alla massima temperatura. La loro posizione dovrà essere tale da rendere agevole la manovra delle apparecchiature tipo pompe o valvole. Art.2.TS.11 Disconnettore - Il disconnettore dovrà essere del tipo a zona di pressione ridotta controllata da installare lungo le linee di alimentazione degli impianti, costituito da una doppia valvola di ritegno con camera atmosferica intermedia, avente le seguenti caratteristiche : temperatura di esercizio 90 C (45 C per acqua potabile) pressione max di esercizio 10 bar corpo in bronzo diaframma e valvola di ritegno in elastomero parti interne in acciaio inox Il disconnettore deve essere corredato di imbuto per il convogliamento dello scarico. Dovrà essere rispondente alla norma UNI MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 12 di 59

138 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.12 - Strumenti fissi di misura - Gli apparecchi di misura come: termometri, manometri, vacuometri, termomanometri, indicatori di livello, indicatori di flusso e i pozzetti per l'inserimento di apparecchiature di misura, dovranno essere di prima qualità, aventi le caratteristiche più adatte per il luogo nel quale vengono posti in opera (es. particolari condizioni ambientali di temperatura, umidità ecc.) I quadranti di indicazione dovranno essere commisurati alla distanza di visualizzazione. I termometri, i manometri, i pozzetti per l'inserimento di apparecchi portatili di misura, da installare su impianti termici dovranno essere rispondenti al D.M. 01/12/79 e "Raccolta R" ed omologati ISPESL. Gli strumenti di misura di temperatura, umidità relativa, pressione, vuoto, flusso ecc. dovranno essere montati come indicato sui disegni esecutivi. Si dovrà tener presente comunque che ogni strumento di misura montato sulle tubazioni si dovrà poter leggere agevolmente anche in presenza di isolamento coibente dei tubi. Lo strumento si dovrà orientare in base al punto di visualizzazione più agevole. Gli strumenti di misura installati su impianti termici dovranno essere montati in base a quanto specificato dal D.M. 01/12/75 e "Raccolta R". Si verificherà la facilità di lettura delle grandezze misurate che le tolleranze della lettura rilevata con strumento campione non sia superiore alla tolleranza sotto riportata. temperatura ± 2% umidità relativa ± 2% portata ± 5% pressione ± 5% del valore di fondo scala vuoto ± 5% del valore di fondo scala Art.2.TS.13 - Vasi d'espansione chiusi - I vasi d'espansione chiusi dovranno essere omologati e collaudati ISPESL, costruiti in lamiera d'acciaio saldato o graffato e verniciati, dovranno avere la membrana atossica con resistenza a pressioni d'esercizio comprese tra 3 e 12 bar. La precarica dovrà essere in azoto, ma successivamente potrà essere modificata con aria compressa attraverso la valvola di carica fornita già sul vaso. La precarica potrà variare tra 1,0 e 3,0 bar a secondo dell'uso a cui è destinato il vaso. I vasi d'espansione verranno posizionati in modo tale da poter intervenire in qualsiasi momento per sostituzione o caricamento. La targhetta dovrà in ogni modo essere visibile. Verrà collegato mediante T di raccordo o manicotti a saldare alla tubazione di alimentazione dell'acqua sanitaria o dell'impianto di riscaldamento. In ogni caso verranno seguite le istruzioni della casa costruttrice. I vasi d'espansione avranno già superato i collaudi in fabbrica; successivamente per l'omologazione dovranno sopportare le prove dell'ispesl. In opera non dovranno avere perdite di acqua dalle giunzioni o di aria dalla valvola di caricamento. Art.2.TS.14 - Valvole di sicurezza qualificate - Le valvole di sicurezza dovranno avere corpo in ottone, molla in acciaio inox, membrana, guarnizione di tenuta, volantino di apertura manuale. Dovranno essere del tipo filettato con sovrapressione < 10%, munite di certificato di taratura al banco da parte dell'ispesl, in ottemperanza alle specifiche del DM 1/12/75 contenute nella raccolta "R" dell'ispesl. Si dovrà aver cura di impedire che durante l'installazione entrino impurità nell'impianto. La valvola dovrà essere montata sulla parte alta della caldaia oppure sulla tubazione di mandata entro 1 m dalla caldaia, a monte di qualsiasi intercettazione. La valvola può essere installata verticalmente od orizzontalmente purché la bocca di scarico non sia rivolta verso l'alto. Nel caso di più valvole facenti capo ad un'unica tubazione, la sezione interna della tubazione non deve essere inferiore alla somma delle sezioni di ingresso di tutte le valvole. Si verificherà che la posizione delle valvole sia quella prevista dal DM 1/12/75 contenute nella raccolta "R". Le valvole non dovranno dar luogo a perdite sia a impianto fermo che a caldo. Si dovrà procedere ad una prova di scarico escludendo le altre sicurezze e facendo salire la pressione del generatore oltre quella di taratura della valvola. Art.2.TS.15 - Valvolame filettato - Valvolame in ottone: Il valvolame in ottone con attacchi filettati come: - valvole a sfera - rubinetti - saracinesche - valvole di ritegno - idranti - rubinetti a maschio - valvole di fondo MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 13 di 59

139 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima - valvole di taratura - filtri raccoglitori di impurità - valvole a farfalla - valvole e detentori per radiatori - riduttori di pressione Dovrà essere costruito in ottone OT58, dovrà essere idoneo per acqua potabile, così pure i componenti vari non metallici come le guarnizioni, le sedi, le boccole ecc. La temperatura massima di esercizio sarà di 100 C. Se espressamente richiesto dal progetto o dalla descrizione di prezzo unitario, dovrà essere anche adatto a convogliare acqua refrigerata, acqua calda, carburanti, lubrificanti, gas ed aria compressa. Dovrà essere adatto a pressioni non inferiori a 6 kg/cm2. Le giunzioni saranno filettate UNI gas 338 MM, MF, FF. Il valvolame per radiatori dovrà rispondere alle norme UNI Valvolame in acciaio inox: Il valvolame in acciaio inox con attacchi filettati come: - valvole a sfera, rubinetti, saracinesche, valvole di ritegno, idranti, rubinetti a maschio, valvole a galleggiante, pezzi speciali, valvole di fondo, valvole di taratura, filtri raccoglitori di impurità, valvole a farfalla, dovrà essere costruito in acciaio inox AISI 316, dovrà essere idoneo per acqua potabile, così pure i componenti non metallici come le guarnizioni, le sedi, le boccole, ecc. La temperatura massima di esercizio massimo sarà di 110 C ove espressamente richiesto dal progetto o dalla descrizione di prezzo unitario, dovrà essere adatta a convogliare acqua refrigerata, acqua calda, carburanti, lubrificanti, gas ed aria compressa. Dovrà essere adatto a pressioni non inferiori a 6 kg/cm2. Le giunzioni potranno essere filettate MM, MF, FF. Per l'installazione del valvolame con attacchi filettati come: - valvole a sfera - rubinetti - saracinesche - valvole di ritegno - idranti - rubinetti a maschio - valvole a galleggiante - scaricatori d'aria - pezzi speciali - valvole di fondo - valvole di taratura - raccoglitori di impurità - valvole e detentori per radiatori - riduttori di pressione Si dovranno osservare le seguenti norme di montaggio: quando le valvole sono installate in batteria (es. su collettori) si dovrà osservare il loro allineamento dopo il rivestimento coibente delle tubazioni e delle valvole, si dovrà agevolmente poter manovrare i volantini, le leve o le ghiere di taratura tutto il valvolame dovrà avere una facile possibilità di smontaggio, allo scopo si dovranno prendere raccordi in tre pezzi ove necessario. nell'installazione di qualsiasi tipo di valvola ad apparecchiatura di cui sopra, si dovrà garantire comunque l'ispezionabilità, l'individuazione e il tipo di apparecchiatura gli scaricatori d'aria dovranno essere sui punti alti dei circuiti ove richiesto dal progetto il valvolame dovrà essere rivestito con materiale coibente o anticondensa dello stesso spessore del rivestimento delle tubazioni i rubinetti di scarico saranno installati nei punti bassi dei circuiti. Tutto il valvolame dovrà essere preventivamente provato in fabbrica secondo norme UNI 6884 verificherà in opera che alla pressione di esercizio non si abbiano perdite di fluido o gas attraverso le giunzioni o trafilamenti attraverso il corpo valvola. L'eventuale rivestimento termico o anticondensa non dovrà pregiudicare la manovra di volantini, leve, ghiere, punti di scarico ecc. Si dovrà individuare con immediatezza la posizione da "aperto" o "chiuso" delle valvole. Art.2.TS.16 - Valvole a sfera in ottone filettate - Le valvole a sfera dovranno essere montate in asse con i tubi. Le valvole montate in batteria dovranno avere il senso di apertura tutte nello stesso verso e dovranno essere posizionate in modo da garantire la manovra totale della leva. Le valvole montate su tubazioni con isolamento termico o anticondensa saranno a loro volta rivestite con opportuno materiale indicato dalla DL. Si dovrà comunque consentire la manovra delle leve. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 14 di 59

140 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.17 - Valvole di ritegno "Europa" in ottone filettato - Le valvole di ritegno dovranno essere montate in asse sui telai ed osservando il senso di flusso indicato sul corpo delle stesse. Le valvole montate su tubazioni isolate termicamente o anticondensa, saranno a loro volta rivestite con materiale opportuno indicato dalla DL. L'isolamento deve consentire l'individuazione della valvola stessa e permettere eventuali interventi su essa. Art.2.TS.18 - Valvole di alimentazione - Le valvole di alimentazione vanno installate sulle tubazioni in cui si vuole la riduzione di pressione in posizione tale da essere facilmente raggiungibile e manovrabile con filtro rivolto verso il basso. Le giunzioni dovranno essere eseguite a regola d'arte e la taratura effettuata come dalle indicazioni della casa costruttrice. Art.2.TS.19 - Scaricatori d'aria a galleggiante - L'installazione dovrà essere fatta nei punti in cui si prevede la formazione di sacche d'aria, in posizione verticale e con un rubinetto tipo Balatiso o automatico d'intercettazione installato tra esso e la tubazione per evitare di scaricare l'impianto in caso di sostituzione. Lo scaricatore dovrà essere posizionato in luogo e modo accessibile. Art.2.TS.20 - Elettropompe di circolazione - 1) Centrifughe assiali Le elettropompe di circolazione centrifughe assiali dovranno avere le seguenti caratteristiche: corpo e lanterna in ghisa girante, albero in acciaio inox tenuta meccanica in acciaio inox / carburo di tungsteno attacchi flangiati PN 16, DIN 2501 controflange PN 16 DIN 2533 motore asincrono trifase a gabbia di scoiattolo classe di protezione IP44 classe di isolamento F tensione 220/380V - 3.~ frequenza 50 Hz temperatura fluido C temperatura ambiente max 40 C p. max fino a 16 kg/cm2 giri 2800 e 1450/1' Dovranno essere adatte a convogliare acqua non aggressiva, oli, liquidi diatermici e detergenti. Tutte le pompe dovranno riportare sul motore e sul corpo pompa i dati elettrici ed i dati idraulici 2) Elettropompe di circolazione per impianti idrici di riscaldamento Le elettropompe di circolazione per impianti idrici di riscaldamento dovranno avere le seguenti caratteristiche: temperatura acqua + 15 C C pressione di esercizio minima 6 kg/cm2 corpo pompa in ghisa attacchi a manicotto o flangiati UNI- DIN cuscinetti in ceramica albero in acciaio inox cuscinetti albero in carburo al tungsteno girante in acciaio inox eventuale corpo pompa in bronzo per le elettropompe di circuiti dell'acqua sanitaria. morsettiera se richiesto, variatore di velocità I, II, III per pompe a velocità variabile alimentazione elettrica 1x220V, 3x380V, 50hz motore asincrono I quadri di comando, quando richiesto, dovranno assolvere alle seguenti funzioni: protezione motore e segnalazione guasti marcia / arresto temporizzato Se le pompe sono gemellari, i quadri di comando dovranno assolvere le seguenti funzioni: protezione del motore e segnalazione guasti marcia / arresto/temporizzato commutazione pompa1 / pompa2 MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 15 di 59

141 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima commutazione temporizzata pompa1 / pompa2 e della velocità commutazione temporizzata pompa1 / pompa2 e della velocità (due velocità) commutazione temporizzata pompa1 / pompa2 e della velocità regolazione continua. 3) Elettropompe di circolazione per acqua calda e fredda Le elettropompe di circolazione per acqua calda e fredda dovranno avere le seguenti caratteristiche: temperatura acqua - 20 C C pressione di esercizio minima 6 kg/cm2 corpo pompa in ghisa attacchi flangiati ISO 2084 E ISO 2441 cuscinetti in ceramica cuscinetti albero in carburo al tungsteno girante in acciaio inox alimentazione elettrica 1x220V, 3x380V, 50hz motore asincrono a 2 o 4 poli termostato di protezione contro sovratemperature I quadri di comando, quando richiesto, dovranno assolvere alle seguenti funzioni: protezione motore e segnalazione guasti marcia / arresto temporizzato Se le pompe sono gemellari, i quadri di comando dovranno assolvere le seguenti funzioni: - protezione del motore e segnalazione guasti - marcia / arresto/temporizzato - commutazione pompa1 / pompa2 - commutazione temporizzata pompa1 / pompa2 e della velocità Le pompe di circolazione centrifughe ad asse orizzontale saranno montate su basamento antivibrante e fissate ad esso tramite bulloni. É consentita la sola posizione con albero motore orizzontale. Sono da escludere tutte le altre posizioni. Le elettropompe di circolazione per impianti idrici di riscaldamento e per acqua calda e fredda con bocche in linea dovranno essere montate in posizione verticale. Per il montaggio delle pompe in batteria si dovranno prevedere saracinesche (o valvole) di esclusione a monte e valle delle pompe per l'esclusione. Sulla mandata dovrà essere installata la valvola di ritegno. Per la manutenzione si dovrà prevedere un adeguato spazio su almeno tre lati della pompa. Si verificherà lo spazio circostante per l'esecuzione della manutenzione. La pompa in funzione non dovrà vibrare sul suo basamento. Si verificherà il corretto senso di rotazione della girante e la taratura delle protezioni elettriche in base ai dati di targa riportati sul motore della pompa. Art.2.TS.21 - Valvole a tre vie miscelatrici filettate o frangiate - Le valvole potranno essere montate con il servocomando in alto od orizzontale seguendo le istruzioni della casa fornitrice. Il montaggio dovrà comunque garantire una buona ispezionabilità della valvola stessa. Dovrà essere visibile il senso dei flussi indicato nel corpo valvola. Il rivestimento coibente del corpo valvola non dovrà impedire lo scorrimento dell'attuatore e la rotazione del volantino. Si dovrà verificare che alla pressione di esercizio o di collaudo non si abbiano perdite di carico superiori di quelle ammesse dai diagrammi di scelta e con un voltmetro che a valori crescenti o decrescenti di tensione di alimentazione corrisponda un'apertura o chiusura proporzionale ed immediata della valvola. Art.2.TS.22 - Radiatori in acciaio - I radiatori in acciaio, siano essi del tipo lamellare, ad elementi o a piastra, dovranno essere costruiti mediante stampaggio e saldatura elettrica, con lamiere d'acciaio di forte spessore, a basso tenore di carbonio, laminate a freddo. Dovranno essere verniciati con vernice antiruggine e rivestiti con foglio di polietilene. Tutti i radiatori dovranno essere idonei per una pressione di esercizio non inferiore a 5 Kg/cm2. Le rese termiche dovranno essere rispondenti alle norme UNI EN 442. I radiatori dovranno essere provvisti di richiesta di omologazione ISPESL (ex ANCC). I radiatori dovranno essere posizionati sulle apposite mensole o su piedini, collegati ottimamente con l'apposita raccorderia alle tubazioni di rame o di ferro e al valvolame. La loro posizione deve permettere un facile smontaggio in caso di pulitura o sostituzione. L'attacco di mandata dovrà essere alto; i radiatori con lunghezza oltre 1,3 m vanno collegati con attacchi contrapposti. I radiatori provati alla massima pressione e massima temperatura di esercizio non dovranno dar luogo a deformazioni o perdite dai collegamenti e dalle giunzioni o dai tappi. Tutti i radiatori dovranno risultare provati in fabbrica secondo le norme UNI EN 442. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 16 di 59

142 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.23 - Valvole per radiatori a regolazione manuale con prerogazione - Le valvole per radiatori del tipo manuale, saranno montate in modo che sia accessibile la manovra del volantino e che siano facilmente smontabili. Art.2.TS.24 - Detentori di taratura per radiatori - I detentori di taratura saranno installati in posizione accessibile per la loro regolazione e per il loro eventuale smontaggio. Art.2.TS.25 - Valvole termostatiche in ottone per radiatori - Le valvole termostatiche avranno elemento termostatico a carica di gas incorporato o a distanza. Corpo valvola in ottone, otturatore con guarnizione in neoprene, molla in acciaio inox, P max 0,6 bar, temperatura max 110 C, PN 16. Le valvole per radiatori del tipo termostatico vanno montate in modo che sia accessibile la manovra della testina e che questa sia facilmente smontabile. Le valvole termostatiche dovranno essere sempre montate con la testina termostatica in posizione orizzontale. Si dovrà evitare che essa sia investita dai raggi solari o che venga installata in nicchia all'interno di copricaloriferi oppure dietro pesanti tendaggi o in presenza di correnti d'aria. Le valvole termostatiche dovranno avere l'omologazione ISPESL (ex ANCC) secondo quanto previsto dall'art. 4 del DPR 28/06/82 n regolamento della Legge 30/04/76 n Dopo il loro montaggio non dovranno dar luogo a perdite. Art.2.TS.26 Ventilconvettori - I ventilconvettori dovranno avere le seguenti caratteristiche: Versioni: con mobile in vista ad incasso verticale La struttura portante dovrà essere realizzata in lamiera zincata di forte spessore. Nella parte superiore dovranno passare i fori per il fissaggio a muro dell'apparecchio. La bacinella raccolta condensa, unica sia per installazione orizzontale che verticale dovrà essere corredata da appositi scarichi. Per i modelli pensili dovrà essere previsto, montata anteriormente, il pannello di chiusura del gruppo ventilante. La batteria di scambio termico dovrà essere in tubo di rame e alettatura in alluminio bloccata mediante espansione meccanica dei tubi. I collettori dovranno essere corredati di attacchi e sfiati d'aria. Il gruppo elettroventilante dovrà essere costituito da uno o due ventilatori centrifughi a doppia aspirazione con pale sviluppate in lunghezza, motore elettrico protetto contro i sovraccarichi, a tre velocità con condensatore di marcia sempre inserito direttamente accoppiato ai ventilatori ed ammortizzato con supporti elastici. Il pannello di comando dovrà essere costituito da un commutatore per la messa in funzione e la selezione della velocità. Per i modelli pensili, quale accessorio, dovrà essere fornito un pannello comandi a distanza da installarsi a parete. Il mobile di copertura per il mobile alto dovrà essere realizzato in lamiera verniciata a caldo con polveri poliuretaniche Nella parte superiore dovranno essere inserite le griglie per la diffusione dell'aria e lo sportellino per accedere al pannello di comando. L'aspirazione potrà avvenire sul lato frontale attraverso le griglie ad alette. Sulla parte superiore si dovrà trovare l'alloggiamento per la griglia di mandata. La sezione filtrante dovrà essere in materiale acrilico rigenerabile mediante lavaggio o soffiatura, posto in aspirazione rispetto al ventilatore. Accessori: La batteria di scambio termico 3R+1 dovrà avere caratteristiche analoghe alla batteria standard ma con doppio collettore di ingresso od uscita per utilizzazione in impianti a 4 tubi. Le bacinelle e ausiliarie di raccolta condensa dovranno essere realizzate in materiale termoplastico, raccolgono e convogliano all'esterno la condensa che si forma nel funzionamento estivo. Gli zoccoli per mobile alto dovranno essere in lamiera verniciata, montati alla base del mobile alto, quando l'apparecchio viene appoggiato al pavimento. Gli zoccoli per apparecchio ad incasso. dovranno essere in lamiera zincata montati alla base del ventilconvettore quando lo stesso appoggi al pavimento e venga montato incassato a parete. Il raccordo dritto per mandata aria dovrà essere in lamiera zincata. Il raccordo a 90 per mandata aria dovrà essere in lamiera zincata. La griglia di aspirazione dovrà essere in lamiera ad alette fisse verniciate con polveri poliuretaniche, inoltre dovrà essere fornito il controtelaio. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 17 di 59

143 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima La griglia di mandata dovrà essere verniciata con smalto ad alta resistenza e dovrà essere completa di griglie orientabili in materiale termoplastico per la diffusione dell'aria. Il pannello di chiusura posteriore dovrà essere in lamiera verniciata, dovrà consentire la chiusura della parte posteriore del ventilconvettore, qualora fosse in vista. Caratteristiche elettriche: I ventilconvettori dovranno avere alimentazione a 220V - monofase - 50Hz. Regolazione: Ogni ventilconvettore sarà dotato di proprio sistema elettronico di regolazione realizzato con pannello elettrico, commutatore di velocità e sonde di temperatura ambiente installate sulle pareti dei locali ove indicato sui disegni di progetto con le eventuali modifiche richieste dalla D.L. in considerazione della dislocazione finale delle pareti. Essendo del tipo a 4 tubi ogni ventilconvettore sarà dotato di due elettrovalvole. Prima di installare il ventilconvettore, verificare che la tensione nominale monofase di alimentazione sia di V - 50 Hz. Assicurasi, inoltre, che l'impianto elettrico sia adatto per erogare un corrente d'esercizio almeno pari a quella richiesta dal ventilconvettore (rilevare i dati elettrici dall'apposita targhetta applicata all'unità). Effettuare sempre la messa a terra dell'apparecchio. L'unità non deve essere avviata fino a che le tubazioni dell'impianto non siano pulite e spurgate e fino a che l'impianto non sia stato liberato dell'aria. Prima di avviare l'unità assicurarsi che il filtro sia al suo posto e sia pulito. Controllare i valori di tensione e di corrente assorbita, confrontandoli con i dati di targa. Controllare la pendenza della tubazione di scarico condensa. Per il montaggio delle varie versioni del ventilconvettore seguire le istruzioni della casa costruttrice. Prima della messa in funzione del ventilconvettore. (Operazioni da effettuare con interruttore aperto): Rimuovere sporcizia ed eventuali corpi estranei penetranti all'interno dell'unità. Pulire in particolare la bacinella di raccolta condensa. Verificare il cablaggio elettrico e stringere i morsetti. Ruotare manualmente la girante del ventilatore per accertarsi che non sfreghi o abbia altri impedimenti. Controllare che i filtri dell'aria siano correttamente montati e del tipo previsto. L'unità non deve mai funzionare priva di filtri. Aprire le valvole di intercettazione dell'acqua del circuito idraulico. Sfogare l'aria delle valvole sulle batterie e da quella nel punto più alto del circuito. Controllare che non producano perdite e gocciolamenti. Nel caso porre rimedio. Controllare il corretto funzionamento di tutte le eventuali valvole automatiche di regolazione, installate nell'impianto secondo le rispettive istruzioni. Versare dell'acqua entro la bacinella di raccolta condensa dell'unità e verificare che scarichi regolarmente. Se la macchina è installata orizzontalmente a soffitto, ricontrollare che sia in piano con livella a spirito. Art.2.TS.27 Pannelli radianti. Costituiscono una simbiosi tra le reti di tubazioni in cui circola il fluido termovettore e le strutture murarie alle quali tali reti sono applicate (pannelli riportati) o nelle quali sono annegate (pannelli a tubi annegati). I tubi per la formazione delle reti, sotto forma di serpentini, o griglie, devono essere di piccolo diametro (20 mm al massimo) ed ove non si tratti di tubi metallici, dovrà essere accertata l'idoneità relativamente alla temperatura ed alla pressione massima di esercizio per un servizio continuo. Prima dell'annegamento delle reti si verificherà che non vi siano ostruzioni di sorta ed è indispensabile una prova a pressione sufficientemente elevata per assicurarsi che non si verifichino perdite nei tubi e nelle eventuali congiunzioni. Nel caso di pannelli a pavimento la temperatura media superficiale del pavimento finito non deve superare il valore stabilito al riguardo dal progettista e la distanza tra le tubazioni deve essere tale da evitare che detta temperatura media si consegua alternando zone a temperatura relativamente alta e zone a temperatura relativamente bassa. Nel prevedere il percorso dei tubi occorre tener presente altresì che (anche con cadute di temperatura relativamente basse: 8-10 C) le zone che corrispondono all'ingresso del fluido scaldante emettono calore in misura sensibilmente superiore a quelle che corrispondono all'uscita. Le reti di tubi devono essere annegate in materiale omogeneo (di regola: calcestruzzo da costruzione) che assicuri la totale aderenza al tubo e ne assicuri la protezione da qualsiasi contatto con altri materiali e da qualsiasi liquido eventualmente disperso sul pavimento. Nel caso di pannelli a soffitto, ricavati di regola annegando le reti nei solai pieni, o nelle nervature dei solai misti, la temperatura media superficiale non deve superare il valore stabilito dal progettista. Il collegamento alle reti di distribuzione, deve essere attuato in modo che sia evitato qualsiasi ristagno dell'aria e che questa, trascinata dal fluido venga scaricata opportunamente; per lo stesso motivo è opportuno che la velocità dell'acqua non sia inferiore a 0,5 m/s. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 18 di 59

144 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Nel caso di reti a griglia, costituite da una pluralità di tronchi o di serpentini, collegati a due collettori (di ingresso e di uscita), occorre che le perdite di carico nei vari tronchi siano uguali, così da evitare circolazioni preferenziali. In concreto occorre che i vari tronchi, o serpentini, abbiano la stessa lunghezza (e, possibilmente, lo stesso numero di curve) e che gli attacchi ai collettori avvengano da parti opposte così che il tronco con la mandata più corta abbia il ritorno più lungo e il tronco con la mandata più lunga, il ritorno più corto. Nei pannelli, cosiddetti "riportati", di regola a soffitto e talvolta a parete, ove le reti di tubazioni sono incorporate in uno strato di speciale intonaco, applicato alla struttura muraria, o anche separato dalla stessa, si dovrà prevedere un'adeguata armatura di sostegno, una rete portaintonaco di rinforzo e l'ancoraggio del pannello, tenendo conto delle dilatazioni termiche. Qualunque sia il tipo di pannello impiegato, si deve prevedere un pannello, od un gruppo di pannelli, per ogni locale dotato di una valvola di regolazione, collocata in luogo costantemente accessibile. E utile l'applicazione di organi di intercettazione sull'ingresso e sull'uscita così da poter separare dall'impianto il pannello od il gruppo di pannelli senza interferenze con l'impianto stesso. Art.2.TS.28 - Pressostati a riarmo manuale per impianti di riscaldamento - I pressostati saranno del tipo ad immersione, a riarmo manuale, con campo di regolazione da 1 a 5 kg/cm2, per pressioni massime di 12 kg/cm2, temperatura fino a 120 C, portata contatti 15A a 220V, 8A a 380V. Dovranno essere rispondente al D.M. 1/12/75 e "Raccolta R", ed essere omologati ISPESL. Saranno completi di scala graduata, attacco diam. 1/4". I pressostati a riarmo manuale per impianti di riscaldamento dovranno essere installati ad una distanza massima di 1 m dal generatore. Dovranno interrompere elettricamente l'apporto di calore al raggiungimento della pressione di taratura. Si dovrà verificare che i pressostati interrompano elettricamente il bruciatore al raggiungimento della pressione di taratura secondo quanto disposto dalle Norme contenute nella "Raccolta R" e che il riarmo ripristini il funzionamento del bruciatore stesso. Art.2.TS.29 - Interruttori termici automatici di blocco - Gli interruttori termici automatici di blocco saranno del tipo ad immersione con taratura 100 C - 6 a riarmo manuale ed azione positiva. La tensione di alimentazione dovrà essere da 24V a 380V, la portata dei contatti: 10A a 250V, 7A a 380V. Attacco con guaina diam. 1/2". Dovranno essere rispondenti al D.M. 1/12/79, Raccolta "R" e omologato ISPESL. Gli interruttori termici automatici di blocco saranno montati mediante pozzetto di diam. 1/2" applicato sulla tubazione. La distanza dal generatore dovrà essere inferiore a 0,5 m. Gli interruttori termici automatici di blocco potranno essere eventualmente montato sulla caldaia. Si verificherà che gli interruttori termici automatici di blocco agiscano sul funzionamento del bruciatore secondo quanto disposto dalle Norme contenute nella "Raccolta R" e che il riarmo ripristini il funzionamento del bruciatore stesso. Art.2.TS.30 - Dispositivi di intercettazione combustibile ad azione positiva - Le valvole di intercettazione combustibile saranno del tipo ad azione positiva ed a riarmo manuale, adatte per combustibili liquidi e gassosi. Avranno corpo e componenti in ottone, molla in acciaio inox, guarnizioni di tenuta in etilene-propilene, temperatura di taratura 98 C, pressione di esercizio 12 Kg/cm2, attacchi filettati, omologazione e collaudo da parte dell'ispesl, saranno complete di sonda, guaina e capillare. Le valvole di intercettazione combustibile saranno montate sulla tubazione del combustibile a monte del bruciatore. Le sonde per la rilevazione della temperatura dovranno essere installate sul generatore o sul tubo entro 0,5 m dal generatore e a monte di qualsiasi valvola. Le sonde verranno inserite nell'apposita guaina, le quali dovranno essere completamente lambite dal fluido. I capillari non dovranno presentare curvature con raggio minore di 10 mm, inoltre lungo tutto il loro percorso dovranno essere fissate ed eventualmente protette. Si dovrà procedere alla verifica del funzionamento della valvole, escludendo i termostati e facendo salire la temperatura di caldaia oltre quella prefissata sulla valvola in modo da provocarne la chiusura. Si procederà quindi al riarmo manuale. Si verificherà inoltre che non si abbiano perdite di combustibile dai raccordi. Art.2.TS.31 - Manicotti e lastre di elastomero prodotti in regime di controllo di qualità ISO 9002 UNI per isolamento termico ed anticondensa di tubazioni fredde - I manicotti e le lastre dovranno essere realizzati con prodotto isolante flessibile estruso a celle chiuse, di colore nero a base di caucciù vinilico sintetico espanso con le seguenti caratteristiche tecniche : Conduttività termica a temperatura media di 0 C: non superiore a 0,036 W/m. K MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 19 di 59

145 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Conduttività termica a temperatura media di 50 C: non superiore a 0,0405 W/m. K (se è prevista la installazione su tubazioni calde) Fattore di resistenza alla diffusione del vapore d'acqua: non inferiore a 7000 Classificazione di reazione al fuoco: Classe 1 con omologazione del Ministero dell'interno, appoggiato su supporto incombustibile Le caratteristiche tecniche di cui sopra devono essere supervisionate da Istituti per il controllo della qualità; il processo di produzione dei materiali deve essere realizzato secondo le Norme UNI EN ISO I materiali accessori quali: adesivo per incollaggio dei lembi dei manicotti e delle lastre, vernice protettiva, nastro isolante autoadesivo, supporti isolati, ecc. devono essere quelli indicati nel manuale di montaggio della Ditta produttrice. Ogni fornitura deve essere accompagnata da dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore e riportante gli estremi dell'atto di omologazione (artt. 2.6 e 2.7 del D.M. 26/6/84 relativo alla Classe di reazione al fuoco). Art.2.TS.32 - Manicotti e lastre di elastomero prodotti in regime di controllo di qualità ISO 9002 per isolamento termico di tubazioni calde secondo legge 10/91 - I manicotti e le lastre dovranno essere realizzati con prodotto isolante flessibile estruso a celle chiuse, di colore nero a base di caucciù vinilico sintetico espanso con le seguenti caratteristiche tecniche : Conduttività termica a temperatura media di 40 C: non superiore a 0,040 W/m. K Classificazione di reazione al fuoco: Classe 1 con omologazione del Ministero dell'interno, appoggiato su supporto incombustibile Le caratteristiche tecniche sopra menzionate devono essere supervisionate da Istituti per il controllo della qualità; il processo di produzione dei materiali deve essere realizzato secondo le Norme UNI EN ISO I materiali accessori quali: adesivo per incollaggio dei lembi dei manicotti e delle lastre, vernice protettiva, nastro isolante autoadesivo, supporti isolati, ecc. devono essere quelli indicati nel manuale di montaggio della Ditta produttrice. Ogni fornitura deve essere accompagnata da dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore e riportante gli estremi dell'atto di omologazione (artt. 2.6 e 2.7 del D.M. 26/6/84 relativo alla Classe di reazione al fuoco). L'isolamento termico ed anticondensa delle tubazioni realizzato con manicotti o lastre di elastomero dovrà essere posto in opera secondo le modalità previste nel manuale di montaggio della casa costruttrice; per i casi nei quali é imposta la classe di reazione al fuoco nella posa si dovrà rispettare anche quanto indicato nel documento di omologazione e nella scheda tecnica allegata ai certificati di prova; il manuale di montaggio dovrà essere presente in cantiere durante le operazioni di posa. Nella posa in opera si dovranno comunque osservare le seguenti misure: - le tubazioni prima dell'isolamento dovranno essere perfettamente asciutte e pulite, prive di ruggine e con una mano di antiruggine - si dovrà provvedere ad eliminare ogni possibile asperità delle saldature. - prima delle operazioni di finitura dell'isolamento le tubazioni dovranno essere provate a pressione ed a caldo (ove previsto) - alcuni tronchi di tubo potranno essere parzialmente pre-rivestiti prima delle saldature a patto che le saldature stesse vengano eseguite almeno a cm dal manicotto di rivestimento - dovranno essere usati utensili e materiali di qualità, coltelli affilati, collante fresco, ecc. - dovrà essere rigorosamente usato il collante previsto nel manuale di montaggio - i manicotti e le lastre devono essere privi di sporcizia, olio od acqua sulla superficie - i manicotti devono avere il diametro interno coerente, secondo le specifiche della Casa Costruttrice, con il diametro esterno della tubazione da isolare i lembi tagliati dell'isolamento e successivamente incollati dovranno combaciare perfettamente i collari di sostegno delle tubazioni non dovranno interrompere la continuità del rivestimento; usare gli appositi supporti isolanti previsti nel manuale di montaggio. N.B. Ove lo spessore previsto in progetto e/o nella descrizione del prezzo unitario non sia ottenibile con un unico manicotto o lastra, verranno sovrapposti due strati isolanti del medesimo materiale per raggiungere lo spessore indicato. All'atto dell'arrivo in cantiere dei manicotti e delle lastre dovrà essere avvisata la D.L. per le verifiche di accettazione. Dovranno essere presentati per la verifica : - Schede tecniche del materiale indicanti le caratteristiche di conducibilità termica, di resistenza alla diffusione del vapore, la classe di reazione al fuoco - Copia del documento di omologazione ai sensi del D.M. 26/06/84 per la classe di reazione al fuoco - Copia della dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore dei manicotti e delle lastre - Copia di documento dal quale risulti che il materiale viene realizzato in regime di controllo di qualità secondo UNI EN ISO Copia del manuale di montaggio MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 20 di 59

146 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Prima della consegna dei lavori, si controllerà la perfetta ricopritura delle tubazioni con i manicotti o le lastre di rivestimento. Verrà controllato lo spessore in base alle indicazioni progettuali. Con impianti a regime, i manicotti e le lastre di rivestimento non dovranno presentare scollature. Per i rivestimenti su tubazioni convoglianti acqua fredda si verificherà che a regime non vi siano fenomeni di condensa nella zona dei supporti metallici. Art.2.TS.33 - Camino in acciaio inox Il camino circolare doppia parete dovrà essere con parete interna in acciaio inox austenitico AISI 316L di prima scelta, dello spessore di 0.40 mm e con parete esterne in acciaio inox AISI realizzato con elementi modulari dell'altezza massima di 955 mm saldati longitudinalmente in modo continuo TIG, uniti fra loro da uno speciale giunto a bicchiere liscio con sovrapposizione di 45 mm e resi solidali da una fascetta di bloccaggio ad effetto statico e meccanico con vite di chiusura basculante in acciaio inox per il serraggio rapido. Il condotto dovrà essere vincolato alla struttura portante mediante apposite staffe con interasse di 3 ml circa ed anche per mezzo dell'interposizione di materiale isolante. La coibentazione dovrà essere realizzata con coppelle dello spessore di 50 mm costituite da lana minerale feldspatica a basso contenuto di ossidi di ferro e con densità pari a 100 kg/mc circa (+10%). Le coppelle dovranno essere di Classe di reazione al fuoco O (zero) certificato. Il condotto dovrà essere dotato del modulo d'ispezione con portello inox, indispensabile per la conformità alla normativa vigente, nonché dello zoccolo di base per la raccolta e lo scarico della condensa. Gli allacciamenti e le ispezioni con portello dovranno essere di tipo "stampato" in modo da garantire la tenuta senza l'ausilio di sigillanti siliconici. Il sistema dovrà essere completato con il raccordo al condotto principale, le mensole statiche, i manicotti di protezione per la sommità camini, le fascette di fissaggio a parete e bloccaggio elementi modulari, la piastra intermedia, l elemento per allacciamento della caldaia a 90 ed il tappo d'ispezione. La Ditta produttrice del sistema camino deve garantire con opportune certificazioni o dichiarazioni il possesso delle seguenti caratteristiche costruttive: impermeabilità ai gas ed alle condense (metodo riconosciuto Norma DIN 18160); resistenza ai fumi ed al calore per temperature di 540 C in esercizio continuo e 760 C in esercizio intermittente (metodo riconosciuto NORMA DIN 18160); resistenza alla corrosione (metodo riconosciuto NORMA DIN 18160); resistenza meccanica (dichiarazione attestante la resistenza nel tempo sia all azione meccanica prodotta sulle pareti interne del camino durante le operazioni di pulizia e manutenzione, sia agli eventuali urti prodotti sulle pareti esterne. resistenza termica minima di classe B calcolata ai sensi della Norma UNI 9731/90. dichiarazione che tutta la produzione risponde al campione provato e che tutto il materiale (sia gli elementi di base che gli accessori) hanno le stesse caratteristiche. La normativa tecnica di riferimento da doversi rispettare è la seguente: Marchio di qualità e certificazione di qualità totale. Per i camini in acciaio del tipo autoportante, tutti i componenti dovranno essere conformi alle prescrizioni della norma EN Norma tecnica UNI 9731 Giugno 1990 Camini. Classificazione in base alla resistenza termica. Misure e prove. Norma tecnica UNI 9615 Dicembre 1990 Calcolo delle dimensioni interne dei camini. Definizioni, procedimenti di calcolo fondamentali. Norma tecnica UNI 7129 Gennaio 1992 Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e manutenzione. Art.2.TS.34 - Camino e raccordi di tipo prefabbricato Generalità I camini saranno costruiti corrispondentemente alle prescrizioni di cui sarà appresso trattato, ed all'art. 6 del D.P.R. n del Saranno presentati i calcoli di dimensionamento dei camini sia per il tiraggio naturale che per il tiraggio meccanico, tenendo presente che ad ogni camino deve essere collegato un solo focolare. In linea di massima, saranno adottati camini a tiraggio meccanico quando ciò si renda necessario per speciali esigenze dei generatori o per il particolare percorso dei gas comburenti o per la necessità di ridurre l'altezza e la sezione del camino. I condotti "sub-orizzontali" di collegamento alla parte verticale saranno scrupolosamente isolati così che la temperatura della loro superficie esterna non superi 35 C, i condotti saranno anche convenientemente protetti da ogni causa di umidità. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 21 di 59

147 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima I tratti dei condotti sub-orizzontali saranno muniti di sufficiente numero di idonei sportelli per la pulizia, a perfetta tenuta di fumo, facilmente accessibili e così da consentire una comoda esecuzione delle operazioni. Gli sportelli saranno almeno due, uno all'inizio del tratto sub-orizzontale e l'altro in prossimità della base del camino. Saranno collocati sportelli anche in corrispondenza degli eventuali cambiamenti di direzione. I condotti poggeranno su idonee strutture che evitino nel modo più assoluto qualsiasi abbassamento e comunque qualsiasi movimento di assestamento e spostamento. Nell'impianto dei camini si intendono anche comprese tutte le apparecchiature necessarie per il tiraggio naturale meccanico dei fumi, quali elettroventilatori, registri, serrande di intercettazione, portelle di ispezione, ecc.; nonchè tutti i fori ed i vani con relativi tappi e chiusure, occorrenti e tali da consentire l'immediata ed agevole introduzione degli apparecchi di misura e controllo come termostati, deprimometri, analizzatori, ecc.. Caratteristiche costruttive I camini saranno realizzati di norma con tripla parete e doppia intercapedine. L'intercapedine esterna di mm. 63 sarà riempita di polvere di vermiculite e conterrà all'estremità bassa, lana minerale di alta densità. Esisterà inoltre un'intercapedine interna di aria interna di circa mm. 12. La carcassa sarà fabbricata in alluminio goffrato, la parete intermedia sarà in lamiera di acciaio zincato e la parete della canna fumaria di acciaio inossidabile AISI 316L dello spessore di 30/10. I giunti verticali di tutti e tre gli elementi saranno provvisti di accoppiamento a copertura; le sezioni di camino verranno impegnate l'una con l'altra e quindi fissate da una fascetta di bloccaggio esterna di alluminio. Il coefficiente di trasmissione termica totale attraverso le pareti del camino sarà : U=1,1 Wmq C a 540 C e la parete esterna non supererà di 50 C. Le canne fumarie, comunque, saranno costruite rispondentemente a tutte le prescrizioni dell'art. 6 del D.P.R. n del Il comignolo avrà aperture di sezione complessiva non inferiore al doppio di quella della canna fumaria. Il comignolo sarà conformato in modo da impedire, in qualsiasi condizione, l'entrata nella canna fumaria di acqua o neve. La forma del comignolo inoltre sarà tale da evitare la possibilità di un ritorno d'aria dall'alto verso il basso, e da ridurre la formazione dell'acqua di condensa e la formazione della fuliggine. Gli orifizi dei comignoli saranno situati ad un'altezza non inferiore a 1 metro rispetto a qualsiasi parte di costruzione che disti meno di dieci metri dai comignoli stessi. Le bocche dei camini, se situati a distanza compresa tra 10 e 50 metri sa aperture di locali abitati, saranno a quota non inferiore a quella del filo superiore dell'apertura più alta. I tratti di canna fumaria elevantisi sopra le coperture idoneamente fissati in modo da impedire ogni loro movimento anche se dovuto ad eccezionali eventi atmosferici (neve, forte vento, ecc.). Accessori Ciascun camino sarà perfettamente costruito, montato e completo dei necessari accessori speciali quali: sezione di ispezione di basamento: uno sportello consentirà l'accesso per fini di pulizia o di ispezione, la sezione sarà predisposta per lo scarico del materiale di condensa sul fondo; adattatore a flangia: usato per ottenere un collegamento sicuro tra l'uscita flangiata della caldaia e la sezione iniziale del camino; raccordo a "T" isolato: usato alla base del camino verticale per il collegamento dell'apparecchio; supporto a soffitto: usato per sospendere il camino immediatamente sotto il soffitto. Il gruppo consisterà di una piastra di supporto, un distanziale spegnifiamma, una incastellatura di supporto a 4 tiranti a filettatura completa; cappello a fungo con un cono inverso per permettere l'uscita dei fumi; faldale piatto completo di grembiulina; fascetta per cavi tiranti; supporti a muro; materiali di consumo per il perfetto montaggio delle varie sezioni quali stucco, guarnizioni di cordicella cera/fibra, ecc.. Art.2.TS.35 - Centrali di trattamento aria, ventilatori di estrazione a sezioni componibili - Le centrali di trattamento aria a sezioni componibili dovranno avere le seguenti caratteristiche : Dovranno essere realizzate con struttura portante in profilati di acciaio zincato di forte spessore e pannelli di tamponamento in lamiera zincata. Saranno del tipo a doppia pannellatura, con spessore delle lamiere di 6/10 di mm e l'interposizione di schiuma poliuretanica iniettata con spessore totale di 30 mm. Tutte le sezioni dovranno essere completamente smontabili in cantiere e agevolare così l'introduzione in locali di difficile accesso. Le singole sezioni dovranno essere sostenute da piedini per il montaggio a pavimento del condizionatore. COMPONENTI: MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 22 di 59

148 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Sezione filtrante piana: Dovrà essere atta a contenere celle filtranti dello spessore di 50 mm disposte in un piano normale al flusso dell'aria. Le celle filtranti dovranno essere estraibili attraverso il pannello di ispezione. La sezione filtrante piana potrà essere corredata di serranda frontale di regolazione della portata dell'aria. Serranda frontale: Dovrà essere montata sul lato ingresso aria della sezione filtrante piana. Dovrà essere costruita completamente in alluminio con alette a funzionamento contrapposto e comandate da ruote dentate in nylon. La serranda dovrà essere fornita con perno libero per il collegamento al comando manuale o a servocomando. Comando manuale serranda: Dovrà essere composto da un volantino di fissaggio e da una maniglia per la regolazione manuale della serranda. Serrande di regolazione: Dovranno essere installate sulla mandata; dovranno essere completamente costruite in alluminio con alette a funzionamento contrapposto e comandate da ruote dentate in nylon. Le serrande dovranno essere fornite con perno libero per il collegamento ai comandi manuali o a servocomando. Comandi manuali: Dovranno essere composti ciascuno da un volantino di fissaggio e da una maniglia per la regolazione delle serrande. Filtri in fibra acrilica: Dovranno essere costituiti da un materassino in fibra acrilica trattenuta da due reti elettrosaldate e relativo telaio di contenimento. Potranno essere di tre tipo differenti: l'efficienza di filtrazione non dovrà essere inferiore del 78% (metodo ponderale ASHRAE 52/76) per celle del primo e del secondo tipo, mentre dovrà essere del 95% per celle del terzo tipo. Dovranno essere impiegati fino a temperature di esercizio di C, montati su guide di scorrimento e facilmente amovibili per la pulizia. Filtri primo tipo: potranno essere installati esclusivamente nella sezione di miscela e disposti ad angolo, lo spessore delle celle dovrà essere di almeno 25 mm. Filtri secondo e terzo tipo: potranno essere installati esclusivamente nella sezione filtrante piana. Dovranno essere del tipo ondulato e formare un piano normale al flusso dell'aria. Lo spessore delle celle dovrà essere almeno di 50 mm. Sezioni di trattamento senza umidificazione: Dovranno essere costituite in profilati e pannelli di chiusura e guide per l'inserimento a cassetto delle batterie fino ad un massimo di 12 ranghi. La sezione potrà essere corredata di bacinella per la raccolta della condensa rivestita con materiale impermeabilizzante e relativo attacco di scarico. Batterie di riscaldamento: Saranno alimentate ad acqua calda. Dovranno essere costruite con tubi di rame del diametro esterno di 5/8" (15.88 mm), con alettatura a pacco continuo in lamierino rigido di alluminio o di rame bloccata mediante espansione meccanica dei tubi di rame. Il pacco alettato dovrà essere continuo in un telaio di contenimento realizzato in lamiera zincata opportunamente sagomata per inserire a cassetto le batterie nella sezione di contenimento. Ogni batteria sarà inoltre completata dai collettori di entrata e uscita del fluido primario, provvisti di valvola di spurgo aria. Per il verso di circolazione dell'acqua nelle batterie attenersi ai disegni di progetto. Batterie di raffreddamento: Saranno alimentate ad acqua refrigerata. Le batterie alimentate con acqua refrigerata avranno caratteristiche geometriche e costruttive analoghe alle batterie di riscaldamento ad acqua calda. Sezione ventilante: Sarà costruita in profilati e pannelli di chiusura contenente un ventilatore del tipo a pale rivolte in avanti, equilibrate staticamente e dinamicamente, basamento unico per ventilatore a motore elettrico, slitta tendi cinghia, culla motore elettrico, supporti antivibranti in gomma, giunto antivibrante in tela olona tra bocca ventilante e pannello della sezione. I ventilatori contenuti in questa sezione dovranno essere adatti per prevalenze totali fino a 100 mm C.A. Le sezioni ventilanti di alcuni modelli potranno contenere due ventilatori, azionati ciascuno da un motore elettrico. Esecuzioni speciali: Su specifica richiesta progettuale dovranno essere fornite le seguenti esecuzioni speciali: verniciatura con vernici a polveri eppossi-poliesteri; oblò con illuminazione interna; sezioni di batterie elettriche corazzate a più stadi; sezioni di umidificazione a vapore con distributori in acciaio inox o con umidificatori a produzione di vapore; sezione con lampade germicida; sezioni con recuperatori di calore (a doppia batteria o a tubi di calore); sezioni ventilanti con ventilatori antiscintillio e motori elettrici antideflagranti; sezioni ventilanti a portata variabile sezioni con filtro a carbone attivo. La superficie sulla quale viene appoggiata la centrale deve essere perfettamente in piano allo scopo di evitare tensioni dannose sul telaio e sui pannelli, facilitando nel contempo l'unione delle singole sezioni qualora le stesse siano accoppiate in cantiere. Interporre, tra le centrali e il piano di appoggio, dei sostegni antivibranti. Verificare, a posizionamento avvenuto, che esistano gli spazi utili per le operazioni di manutenzione o eventuale sostituzione di qualche componente. A tale scopo si fa presente che lo spazio per l'eventuale sostituzione delle batterie di scambio termico è pari alla profondità della centrale stessa aumentata di 200 mm. L'unione tra le bocche di aspirazione e mandata dalla centrale e le singole tubazioni dovrà essere effettuata interponendo dei giunti elastici MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 23 di 59

149 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima in tela olona allo scopo di evitare eventuali vibrazioni. I collegamenti idraulici tra le batterie di scambio termico e le singole tubazioni dovranno essere realizzati mediante giunti elastici del tipo ad alta pressione allo scopo di evitare eventuali vibrazioni della rete di distribuzione sui collettori delle batterie stesse in quanto ciò potrebbe provocare l'incrudimento dei tubi di rame e la loro conseguente rottura. Predisporre adeguati fusibili e protezioni termiche nell'impianto elettrico di alimentazione del motore elettrico e dell'eventuale pompa del sistema di umidificazione. Controllare l'esatto senso di rotazione della girante del ventilatore. Non far funzionare il ventilatore con la portina d'ispezione aperta in quanto ciò potrebbe provocare un sovraccarico del motore e conseguente intervento della termica relativa. Misurare l'assorbimento elettrico effettivo del motore elettrico confrontando il valore letto nello strumento con i valori di targa del modello stesso. Dopo aver tolto tensione accedere alla sezione ventilante e verificare l'esatta tensione delle cinghie di trasmissione. A tale scopo si precisa che la tensione delle cinghie risulta essere normale quando agendo nel punto centrale tra le pulegge, le cinghie hanno una flessione di circa 2 cm: verificare che gli assi del motore del ventilatore siano paralleli; verificare che i cuscinetti degli alberi dei ventilatori siano lubrificati. Verificare che le giunzioni delle portine di ispezione siano integre allo scopo di evitare perdite d'aria. Art.2.TS.36 - Canali in lamiera d'acciaio zincata - I canali di distribuzione dell'aria dovranno essere costruiti utilizzando fogli o nastri in lamiera di ferro zincata a caldo. La lavorazione delle lamiere dovrà essere rispondente alle norme UNI Gli spessori minimi da impiegare per le lamiere zincate saranno i seguenti: a - canali a sezione parallelepipeda dimensione del lato maggiore e spessore lamiera (mm) fino a 480 mm 6/10 oltre 490 e fino a 980 mm 8/10 oltre 990 e fino a 2100 mm 10/10 oltre 2100 e fino a 2400 mm 12/10 oltre 1500 mm 15/10 b - canali a sezione circolare diametro e spessore lamiera (mm) fino a 300 mm 6/10 oltre 300 e fino a 700 mm 8/10 oltre 700 e fino a 1000 mm 10/10 oltre 1000 mm 12/10 Prima di essere posti in opera i canali dovranno essere puliti internamente e durante la fase di montaggio dovrà essere posta attenzione al fine di evitare l'intromissione di corpi estranei che potrebbero portare a malfunzionamenti o a rumorosità durante l'esercizio dell'impianto stesso. Le canalizzazioni non in vista ma correnti internamente alle murature, se non coibentate, dovranno essere isolate dalle strutture mediante fasciatura con cartone cannettato al fine di evitare fenomeni di corrosione. Nell'attraversamento dei solai e delle pareti i fori di passaggio entro le strutture dovranno essere chiusi con guarnizioni di tenuta in materiale fibroso o spugnoso. Qualora per il passaggio delle canalizzazioni fosse necessario eseguire fori attraverso le strutture portanti del fabbricato, detti lavori potranno essere eseguiti soltanto dopo aver ricevuto l'approvazione scritta del responsabile delle opere strutturali. Le canalizzazioni che debbono essere collegate ai ventilatori, di mandata o di ripresa ed alle cassette distributrici per alta velocità dovranno essere montate con l'interposizione di idonei raccordi elastici antivibranti. Le bocchette di immissione e di estrazione dell'aria in ambiente dovranno essere posizionate in maniera che, a livello persone, il movimento dell'aria non dia luogo a formazione di correnti moleste tenendo presente il caso che nei locali soggiornino persone normalmente sedute o normalmente in movimento. Le canalizzazioni in arrivo e partenza dai condizionatori o dai ventilatori dovranno essere singolarmente munite di serrande di intercettazione e taratura. I canali a sezione parallelepipeda verranno realizzati mediante piegatura delle lamiere e graffatura longitudinale dei bordi eseguita a macchina: non saranno pertanto ammessi canali giuntati longitudinalmente con sovrapposizione dei bordi e rivettatura. I canali il cui lato maggiore superi 400 mm dovranno essere irrigiditi mediante nervature trasversali, intervallate con passo compreso fra 150 e 250 mm oppure con croci di S. Andrea. Per i canali nei quali la dimensione del lato maggiore superi 800 mm l'irrigidimento dovrà essere eseguito mediante nervature trasversali. I vari tronchi di canale saranno giuntati fra di loro mediante flange di tipo scorrevole e realizzate con angolari di ferro 30x3. Le giunzioni dovranno essere sigillate oppure munite di idonee guarnizioni per evitare perdite di aria nelle canalizzazioni stesse. I cambiamenti di direzione verranno eseguiti mediante curve ad ampio raggio, con rapporto non inferiore ad 1,25 fra il raggio di curvatura e la dimensione della faccia del canale parallelo al piano di curvatura. Qualora per ragioni di ingombro fosse necessario eseguire curve a raggio stretto, le stesse dovranno essere munite internamente di alette deflettrici semplici o a profilo alare per il convogliamento dei filetti di aria allo scopo di evitare fenomeni di turbolenza. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 24 di 59

150 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Deflettori semplici: Rapporto Numero Raggio Raggio Raggio raggio/largh. deflettori 1 deflettore 2 deflettore 3 deflettore 0,33 1 R+0,35 largh. 0,15 a 0,33 2 R+0,15 largh R+0,45 largh. 0,10 a 0,15 3 R+0,10 largh. 3 R+0,25 largh. R+0,521 largh. Deflettori a profilo alare: Detti deflettori saranno realizzati in lamiera zincata spessore 8/10 mm con raggi di curvatura uguale a 50 e 120 mm rispettivamente per canali con lato sino ed oltre 600 mm. Quando in una canalizzazione intervengano cambiamenti di sezione, di forma oppure derivazioni, i tronchi di differenti caratteristiche dovranno essere raccordati fra di loro mediante adatti pezzi speciali di raccordo. Qualora nelle canalizzazioni venissero inserite delle batterie per il trattamento localizzato dell'aria, i raccordi ai tronchi di canale avranno un angolo di divergenza non superiore a 30 all'ingresso ed un angolo di convergenza non superiore a 45 all'uscita. I canali dritti a sezione circolare verranno realizzati con lamiere in nastro giuntate con graffatura spiroidale. Nei pezzi speciali, ove non sia possibile eseguire la graffatura spiroidale, potranno essere impiegate lamiere in fogli o in nastro con i bordi giuntati mediante graffatura longitudinale, eseguita a macchina. I vari tronchi di canale verranno giuntati fra di loro mediante collari interni in lamiera zincata, avvitati sui canali stessi, fino al diametro di 800 mm, oltre tale valore le giunzioni saranno effettuate mediante flange in angolare di ferro 30x3. Le giunzioni dovranno essere accuratamente sigillate oppure munite di idonee guarnizioni per evitare perdite di aria nei canali stessi. I cambiamenti di direzione verranno eseguiti con curve ad ampio raggio, con rapporto non inferiore ad 1,5 fra raggio di curvatura e diametro del canale. Le curve a 90 saranno realizzate in lamiera liscia oppure a spicchi in cinque pezzi, le curve a 45 saranno eseguite in lamiera liscia oppure a spicchi in tre pezzi. Qualora in una canalizzazione intervengono cambiamenti di sezione, di forma oppure derivazione, i condotti di differenti caratteristiche dovranno essere collegati fra di loro mediante pezzi speciali di raccordo. I supporti per il sostegno delle canalizzazioni saranno intervallati, in funzione delle dimensioni dei canali, in maniera da evitare l'inflessione degli stessi. Per i canali a sezione parallelepipeda i supporti saranno costituiti da staffe formate da un angolare di sostegno, in profilato di ferro a C, sostenuto da tiranti regolabili ancorati alle strutture del soffitto. Per i canali a sezione circolare le staffe saranno del tipo a collare, in due pezzi smontabili ed anche esse sostenute da tiranti regolabili, ancorati alle strutture del soffitto. Fra le staffe ed i canali dovrà essere interposto uno strato di neoprene in funzione di antivibrante. Nell'attacco ai gruppi di ventilazione, sia in mandata che in aspirazione, i canali dovranno essere collegati con la interposizione di idonei giunti antivibranti del tipo a soffietto flessibile. Il soffietto dovrà essere eseguito in tessuto ininfiammabile e tale da resistere sia alla pressione che alla temperatura dell'aria convogliata.. Per il collegamento delle flange, dei giunti antivibranti e delle serrande dovrà essere utilizzato un profilo ad U, completo delle squadrette di rinforzo e della guarnizione di tenuta. Gli attacchi saranno del tipo a flangia o del tipo in lamiera graffata al tessuto stesso. Le canalizzazioni nelle vicinanze dei punti di attacco dovranno essere sostenute mediante supporti rigidi. I condotti flessibili saranno a sezione circolare, costituiti da una spirale metallica ricoperta da tessuto speciale ininfiammabile. Le canalizzazioni nelle vicinanze dei punti di attacco, dovranno essere sostenute mediante supporti rigidi. Tutte le parti metalliche non zincate quali supporti, staffe, flange, dovranno essere pulite mediante spazzola metallica e successivamente protette con verniciatura antiruggine, eseguita con due mani di vernice di differente colore. Le canalizzazioni in lamiera zincata, correnti all'interno degli edifici, non saranno di regola verniciate. Tutte le canalizzazioni, anche se non correnti in vista, dovranno essere contraddistinte da apposite targhette che indichino il loro circuito di appartenenza e la direzione del flusso dell'aria. La natura dell'aria convogliata sarà convenzionalmente indicata mediante apposizione attorno al perimetro dei canali di una striscia colorata, alta cinque centimetri. I colori distintivi saranno i seguenti : condotti di aria calda rosso condotti di aria refrigerata verde condotti di aria calda e refrigerata (circuiti a ciclo annuale) verde-rosso condotti di aria esterna e di semplice ventilazione azzurro condotti di aria viziata e di espulsione nero Il senso di flusso dell'aria sarà indicato mediante una freccia situata in prossimità del colore distintivo di base. In ogni ambiente condizionato si verificherà che il livello di pressione sonora durante il funzionamento dell'impianto non superi i livelli prescritti nella normativa nazionale vigente. Si verificherà la qualità di costruzione dei manufatti, il completo ricoprimento dell'eventuale coibentazione o il rivestimento anticondensa. Tra supporto e canale, qualora le temperature di esercizio lo richiedano e nel caso in cui questo sia isolato esternamente, sarà interposto uno strato di feltro o neoprene dello spessore dell'isolante al posto dell'isolante stesso. Anche nel caso di attraversamento di murature pareti o divisori sarà interposto uno strato di feltro o neoprene. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 25 di 59

151 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Prima della consegna dell'impianto i canali saranno accuratamente soffiati e lavati e saranno accuratamente puliti; nonché sostituiti tutti i filtri delle centrali di trattamento aria. La rumorosità che il sistema di distribuzione dell'aria produrrà in ambiente o all'esterno non supererà i 3 db(a) di rumore di fondo rilevabile a impianti spenti; ove tale valore dovesse esser superato si provvederà all'inserimento di setti silenzianti. Art.2.TS.37 - Isolamento coibente canali d'aria in materassini di fibra di vetro - Il materassino isolante applicato esternamente andrà legato con filo di ferro zincato o con rete di ferro zincato. Successivamente esso andrà avvolto con cartone cannettato e fasciato con benda mussolina. La finitura, per i canali in vista, verrà eseguita mediante plasticatura in gescol, lisciatura ed eventuale cilindratura, con applicazione di fascette di alluminio sulle testate di estremità. In alternativa potranno essere impiegati materassini di lana minerale incollata su foglio di PVC, fissati al canale mediante rivettatura con viti automaschianti e rondella a disco. Sopra l'isolamento dovranno inoltre essere riportati ben visibili i contrassegni distintivi dei circuiti di appartenenza delle canalizzazioni. Il materassino isolante applicato internamente andrà incollato sulla faccia interna della lamiera prima della formazione del canale che verrà disposto con la superficie rivestita da neoprene sul lato lambita dall'aria. Nel punto di graffatura l'isolante verrà sostenuto con un angolare in lamiera di ferro zincata, avvitato sul canale mediante viti automaschianti zincate. Analogamente all'estremità di ogni tronco di canale l'isolante verrà sostenuto da una reggetta in lamiera di ferro zincata, avvitata sul canale mediante viti automaschianti zincate. Si verificherà che lo spessore dell'isolamento coibente sia secondo quanto disposto dal D.P.R. N. 452 del 26/08/93, Regolamento della Legge n. 10 del 09/01/91. Art.2.TS.38 - Lastre di elastomero prodotte in regime di controllo di qualità UNI EN ISO 9002 per isolamento coibente esterno di canali d'aria e superfici metalliche in genere - Le lastre dovranno essere realizzate con prodotto isolante flessibile estruso a celle chiuse, di colore nero a base di caucciù vinilico sintetico espanso con le seguenti caratteristiche tecniche: Conduttività termica a temperatura media di 0 C: non superiore a 0,036 W/m. K Conduttività termica a temperatura media di 50 C: non superiore a 0,0405 W/m. K Fattore di resistenza alla diffusione del vapore d'acqua: non inferiore a 7000 Classificazione di reazione al fuoco: Classe 1 con omologazione del Ministero dell'interno, appoggiato su supporto incombustibile e/o incollato su supporto incombustibile Le caratteristiche tecniche di cui sopra devono essere supervisionate da Istituti per il controllo della qualità; il processo di produzione dei materiali deve essere realizzato secondo le Norme UNI EN ISO I materiali accessori quali: adesivo per incollaggio dei lembi delle lastre e delle lastre al supporto incombustibile, vernice protettiva, nastro isolante autoadesivo, pezzi speciali, ecc. devono essere quelli indicati nel manuale di montaggio della Ditta produttrice e nel documento di omologazione. Ogni fornitura deve essere accompagnata da dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore e riportante gli estremi dell'atto di omologazione (artt. 2.6 e 2.7 del D.M. 26/6/84 relativo alla Classe di reazione al fuoco). MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 26 di 59

152 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima L'isolamento termico ed anticondensa dei canali di trasporto aria e superfici metalliche in genere, realizzato con lastre di elastomero dovrà essere posto in opera secondo le modalità previste nel manuale di montaggio della casa costruttrice; per i casi nei quali è imposta la classe di reazione al fuoco nella posa si dovrà rispettare anche quanto indicato nel documento di omologazione e nella scheda tecnica allegata ai certificati di prova; il manuale di montaggio dovrà essere presente in cantiere durante le operazioni di posa. Nella posa in opera si dovranno comunque osservare le seguenti misure: Le superfici da trattare prima dell'isolamento dovranno essere perfettamente asciutte e pulite La superficie da isolare dovrà essere ulteriormente pulita con il detergente previsto nel manuale di montaggio dovranno essere usati utensili e materiali di qualità, coltelli affilati, collante fresco, ecc. dovrà essere rigorosamente usato il collante previsto nel manuale di montaggio le lastre devono essere privi di sporcizia, olio od acqua sulla superficie nei punti di congiunzione longitudinale, lasciare una sovrapposizione di 5 mm per ottenere una certa "pressione" in opera tra le due lastre le serrande e le portelle di ispezione dovranno essere rivestite lasciando libera la manovra dei servomotori, delle leve, delle maniglie, ecc. i collari e le staffe di sostegno dei canali non dovranno interrompere la continuità del rivestimento Per il rivestimento degli isolamenti dei canali installati all'esterno (ove previsto) si dovrà utilizzare lamierino di alluminio o lamierino di acciaio zincato, fissato sul posto con apposite viti. Le giunzioni dovranno essere posate a "tegolo" in modo da evitare infiltrazioni d'acqua. La parte superiore del rivestimento posato all'esterno dovrà essere montata a "schiena d'asino" per consentire un facile deflusso dell'acqua All'atto dell'arrivo in cantiere delle lastre dovrà essere avvisata la D.L. per le verifiche di accettazione. Dovranno essere presentati per la verifica : Schede tecniche del materiale indicanti le caratteristiche di conducibilità termica, di resistenza alla diffusione del vapore, la classe di reazione al fuoco Copia del documento di omologazione ai sensi del D.M. 26/6/84 per la classe di reazione al fuoco Copia della dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore delle lastre Scheda tecnica del collante da usare per l'incollaggio sulla superficie da isolare Copia di documento dal quale risulti che il materiale viene realizzato (ove previsto dal Capitolato) in regime di controllo di qualità UNI EN ISO 9002 Copia del manuale di montaggio Prima della consegna dei lavori, si controllerà la perfetta ricopritura delle superfici con le lastre di isolamento. Verrà controllato lo spessore in base alle indicazioni progettuali. Con impianti a regime, le lastre non dovranno presentare scollature nei punti di giunzione ed in corrispondenza della superficie da isolare. Per i rivestimenti su superfici fredde si verificherà che a regime non vi siano fenomeni di condensa nella zona dei supporti metallici. Art.2.TS.39 - Canali preisolati - Prima di essere posti in opera i canali dovranno essere puliti internamente e durante la fase di montaggio dovrà essere posta attenzione al fine di evitare l'intromissione di corpi estranei che potrebbero portare a malfunzionamenti o a rumorosità durante l'esercizio dell'impianto stesso. Nell'attraversamento dei solai e delle pareti i fori di passaggio entro le strutture dovranno essere chiusi con guarnizioni di tenuta in materiale fibroso o spugnoso. Qualora per il passaggio delle canalizzazioni fosse necessario eseguire fori attraverso le strutture portanti del fabbricato, detti lavori potranno essere eseguiti soltanto dopo aver ricevuto l'approvazione scritta del responsabile delle opere strutturali. Le canalizzazioni che debbono essere collegate ai ventilatori, di mandata o di ripresa ed alle cassette distributrici per alta velocità dovranno essere montate con l'interposizione di idonei raccordi elastici antivibranti. Nei circuiti di ventilazione delle autorimesse, dei gruppi elettrogeni ed in genere di tutti i circuiti di ventilazione, soprattutto se caratterizzati da collegamenti verticali fra i piani di un edificio che possano funzionare da canne di tiraggio, le canalizzazioni dovranno essere munite di una o più serrande tagliafuoco ad intervento automatico. Le bocchette di immissione e di estrazione dell'aria in ambiente dovranno essere posizionate in maniera che, a livello persone, il movimento dell'aria non dia luogo a formazione di correnti moleste tenendo presente il caso che nei locali soggiornino persone normalmente sedute o normalmente in movimento. Le canalizzazioni in arrivo e partenza dai condizionatori o dai ventilatori dovranno essere singolarmente munite di serrande di intercettazione e taratura. I canali verranno realizzati mediante taglio manuale di pannelli con l utilizzo di un apposito utensile in grado di formare gli spigoli delle condotte rettangolari o quadrate. L unione di due parti del pannello può essere realizzata mediante il metodo pneumatico oppure con l incollatura tramite termofusione elettrica e l impiego di colla monocomponente. Dopo l incollaggio delle parti deve essere realizzata la pressatura degli spigoli ed a seguire la nastratura con finitura mediante spatola per l eliminazione delle bolle. La chiusura ermetica della condotta avverrà con sigillatura degli angoli interni mediante MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 27 di 59

153 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima uno strato di silicone. Gli spigoli della condotta verranno protetti con l apposizione degli angolari. La giunzione fra le condotte sarà ottenuta con incollatura ed assemblaggio della flangia e l apposizione della baionetta. Per i canali nei quali la dimensione del lato maggiore superi 800 mm l'irrigidimento dovrà essere eseguito mediante nervature trasversali. I cambiamenti di direzione verranno eseguiti mediante curve ad ampio raggio, con raggio minimo in funzione dell altezza del canale: H = 500 Ri = 150 H = Ri = H = Ri = Qualora per ragioni di ingombro fosse necessario eseguire curve a raggio stretto, le stesse dovranno essere munite internamente di alette deflettrici semplici o a profilo alare per il convogliamento dei filetti di aria allo scopo di evitare fenomeni di turbolenza. Deflettori semplici: Rapporto Numero Raggio Raggio Raggio raggio/largh. deflettori 1 deflettore 2 deflettore 3 deflettore 0,33 1 R+0,35 largh. 0,15 a 0,33 2 R+0,15 largh R+0,45 largh. 0,10 a 0,15 3 R+0,10 largh. 3 R+0,25 largh. R+0,521 largh. Deflettori a profilo alare: Detti deflettori saranno realizzati in lamiera zincata spessore 8/10 mm con raggi di curvatura uguale a 50 e 120 mm rispettivamente per canali con lato sino ed oltre 600 mm. Quando in una canalizzazione intervengano cambiamenti di sezione, di forma oppure derivazioni, i tronchi di differenti caratteristiche dovranno essere raccordati fra di loro mediante adatti pezzi speciali di raccordo. Qualora nelle canalizzazioni venissero inserite delle batterie per il trattamento localizzato dell'aria, i raccordi ai tronchi di canale avranno un angolo di divergenza non superiore a 30 all'ingresso ed un angolo di convergenza non superiore a 45 all'uscita. Qualora in una canalizzazione intervengano cambiamenti di sezione, di forma oppure derivazione, i condotti di differenti caratteristiche dovranno essere collegati fra di loro mediante pezzi speciali di raccordo. I supporti per il sostegno delle canalizzazioni saranno intervallati, in funzione delle dimensioni dei canali, in maniera da evitare l'inflessione degli stessi. Per i canali a sezione parallelepipeda i supporti saranno costituiti da staffe formate da angolari di sostegno, in profilato di ferro a C, sostenuto da barre filettate per la regolazione dell altezza, ancorati alle strutture del soffitto. Nell'attacco ai gruppi di ventilazione, sia in mandata che in aspirazione, i canali dovranno essere collegati con la interposizione di idonei giunti antivibranti del tipo a soffietto flessibile. Il soffietto dovrà essere eseguito in tessuto ininfiammabile e tale da resistere sia alla pressione che alla temperatura dell'aria convogliata. I condotti flessibili saranno a sezione circolare, costituiti da una spirale metallica ricoperta da tessuto speciale ininfiammabile. Le canalizzazioni nelle vicinanze dei punti di attacco, dovranno essere sostenute mediante supporti rigidi. Tutte le canalizzazioni, anche se non correnti in vista, dovranno essere contraddistinte da apposite targhette che indichino il loro circuito di appartenenza e la direzione del flusso dell'aria. La natura dell'aria convogliata sarà convenzionalmente indicata mediante apposizione attorno al perimetro dei canali di una striscia colorata, alta cinque centimetri. I colori distintivi saranno i seguenti : condotti di aria calda rosso condotti di aria refrigerata verde condotti di aria calda e refrigerata (circuiti a ciclo annuale) verde-rosso condotti di aria esterna e di semplice ventilazione azzurro condotti di aria viziata e di espulsione nero Il senso di flusso dell'aria sarà indicato mediante una freccia situata in prossimità del colore distintivo di base. In ogni ambiente condizionato si verificherà che il livello di pressione sonora durante il funzionamento dell'impianto non superi i livelli prescritti nella normativa nazionale vigente. Si verificherà la qualità di costruzione dei manufatti, il completo ricoprimento dell'eventuale coibentazione o il rivestimento anticondensa. Art.2.TS.40 - Canali flessibili I canali flessibili sono utilizzati esclusivamente per il collegamento del terminale al canale principale rigido. L impiego prevalente è nella ripresa dell aria. Il canale flessibile è realizzato in PVC con spirale in acciaio armonico e doppio strato di tessuti impregnati di PVC. La classe di reazione al fuoco pari a 1 ed è ininfiammabile. Il canale ha spiccata proprietà di assorbimento della vibrazioni ed è resistente agli agenti atmosferici ed all invecchiamento; inoltre ha buona resistenza meccanica e permette raggi di curvatura pari al 60% del diametro di impiego. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 28 di 59

154 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima I raccordi sia con altri condotti flessibili che con canalizzazioni rigide o terminali sono realizzati con fascetta stringitubo ed interposto materiale di tenuta. Qualora il diametro del tubo sia diverso dal diametro del terminale si usano raccordi troncoconici in lamiera. Art.2.TS.41 - Bocchette di mandata Le bocchette avranno generalmente un lancio di lunghezza pari alla profondità del locale da trattare e sono dimensionate in modo tale da garantire una velocità residua, nella zona occupata dalle persone, non superiore a 0,25 m/s e una differenza di temperatura al limite di lancio di 1 C tra aria immessa e aria ambiente; sono tutte dotate inoltre di serrandina di regolazione, da tarare in fase di installazione, in grado di equilibrare ogni singolo ramo del circuito aeraulico; sono altrimenti dotate di deflettore o captatore ove il canale non costituisca presa dinamica con la sua geometria costruttiva. La velocità dell aria sarà tale da garantire in ambiente una rumorosità massima, dovuta all impianto di condizionamento, di 30 NR. Art.2.TS.42 - Diffusori I diffusori sono previsti essere del tipo ad effetto elicoidale; tali diffusori infatti garantiscono un elevato effetto induttivo sulla aria ambiente, garantendo in tal modo un efficace ricambio d aria ed una ridotta velocità residua nella zona occupata. Tali diffusori sono dotati di alette deflettrici orientabili, in grado di adeguare le caratteristiche del proprio lancio alle caratteristiche geometriche del locale servito, nonché a garantire il comfort ambientale e il benessere degli occupanti. Tali diffusori sono dotati di plenum coibentato, sia acusticamente che termicamente, e sono dotati di serranda di taratura e griglia equalizzatrice, al fine di garantire un uniforme distribuzione dell aria all interno del diffusore; ove installati in controsoffitto essi sono collegati al canale principale tramite condotto flessibile isolato, di diametro opportuno, al fine di facilitare l esatto posizionamento dello stesso nel controsoffitto, nonché un successivo spostamento nel caso si rendesse necessaria una modifica delle caratteristiche di lancio dell aria nei vari locali. La velocità residua dell aria nella zona di occupazione delle persone è compresa tra 0.15 e 0.20 m/s. Art.2.TS.43 - Griglie di ripresa Le griglie di ripresa sono sia di tipo a profilo lineare che a maglia quadrata, a seconda della tipologia di installazione e sono dotate di serrandina di regolazione al fine di equilibrare ogni ramo del circuito. La velocità dell aria sarà tale da garantire in ambiente una rumorosità massima, dovuta all impianto di condizionamento, di 30 NR. Art.2.TS.44 - Valvole di aspirazione Le valvole di aspirazione si usano generalmente nei servizi igienici e sono realizzate in acciaio o in materiale plastico e sono dotate di cono regolabile a vite, in modo tale da poter variare la portata in fase di installazione al fine di ottenere la portata ottimale. Sono installate a controsoffitto o a parete e collegate al canale con condotto flessibile. Art.2.TS.45 - Griglie di transito le griglie di transito possono essere applicate sia su pareti che su porte. Tale seconda installazione è la prevalente. Le griglie sono realizzate in alluminio, con alette fisse a V disposte in orizzontale e profilo speciale antiluce. L interasse è generalmente di 15 mm. La griglia è dotata di cornice e controcornice. La velocità di attraversamento dell aria è inferiore a 1 m/s. Art.2.TS.46 - Griglie di presa aria esterna L'aria necessaria al rinnovo nei locali, nonché quella estratta, vengono aspirate o espulse tramite griglie opportune, ubicate in zone distanti da sorgenti di inquinamento. La velocità alla presa d aria è generalmente inferiore a 2.5 m/s e al massimo può raggiungere i 4 m/s. L altezza di installazione di tutte le griglie è superiore a 2.5 metri dal piano di calpestio sottostante. La griglia è comunque dotata di sistemi antipioggia ed di sistemi atti ad impedire l intrusione di agenti esterni (animali o corpi estranei). Ove necessario, data la vicinanza a luoghi di occupazione o per abbattere il rumore di fondo del ventilatore o per mantenere velocità più elevate, si utilizzano prese afoniche per l abbattimento del rumore; una tipologia di installazione è di seguito evidenziata. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 29 di 59

155 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.47 - Serrande in acciaio - Le serrande in acciaio di regolazione (o taratura) e di sovrapressione, dovranno avere le seguenti caratteristiche : Serrande di regolazione o taratura : Saranno costruite in acciaio zincato; dovranno avere il controtelaio ed una serie di alette ruotanti dello spessore minimo di 15/10 irrigidite per piegatura ed avvitate su albero girevole su cuscinetti stagni. Serrande di sovrapressione: Dovranno essere costruite in acciaio verniciato o in acciaio zincato. Le alette potranno essere in alluminio con perni in acciaio zincato ruotanti in bussole di nylon. Art.2.TS.48 - Batteria di post riscaldamento da canale Batteria di post-riscaldamento da canale è composta da uno o più ranghi, di potenzialità resa calcolata con un salto termico dell'acqua di C, con tubi in rame e alette in alluminio, dimensionata per una velocità massima di attraversamento nel lato aria pari a 3, 0 m/s, completa di elementi di fissaggio, di collegamento ai canali e alle tubazioni ed ogni altro accessorio di montaggio, abbinata a valvola di regolazione servocomandata a tre vie asservita al sistema di regolazione della CTA. Il posizionamento delle batterie deve essere evidenziato sui pannelli del controsoffitto per la loro immediata individuazione. Art.2.TS.49 - Velocità dei fluidi Sul lato aria il dimensionamento dei vari componenti sarà eseguito con i seguenti valori massimi: attraverso i filtri: 2.5 m/sec attraverso le batterie: 2.8 m/sec. Sul lato acqua il dimensionamento delle batterie di scambio termico sarà eseguito considerando una velocità massima di 1.6 m/sec. Art.2.TS.50 - Serranda di presa aria esterna Le serrande e le griglie da applicare nelle pareti esterne saranno forniti dall'installatore e installati dall'impresa. L'installatore dovrà fornire i collegamenti alle serrande delle prese di aria esterna. I collegamenti saranno costruiti in ferro zincato di uno spessore superiore a quello dei canali e saranno di lunghezza non inferiore a 1/4 dell'altezza delle serrande. In nessun caso i collegamenti saranno inferiori a 30 cm di lunghezza. La parte inferiore dei collegamenti dovrà avere una pendenza verso l'esterno non inferiore a 25 gradi e dovrà sovrapporsi all'aletta più bassa della serranda. Art.2.TS.51 - Giunti flessibili I giunti flessibili antivibranti, di materiale non infiammabile verranno installati sui collegamenti di mandata e aspirazione di tutti i gruppi ventilatori e condizionatori, per eliminare la trasmissione di vibrazioni nei locali attraverso i canali. I giunti flessibili saranno di peso e composizione adeguati alla pressione statica a cui saranno soggetti ed avranno giunzioni flangiate. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 30 di 59

156 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.52 Strumentazione Dovranno essere previsti termometri a quadrante D=100 mm, a dilatazione di mercurio, con scatola di alluminio fuso verniciata a fuoco, con ghiera portavetro lucida a tenuta stagna. Ogni termometro deve essere completo di guaina smontabile stagna. I termometri dovranno essere installati dove indicato sui disegni, dove necessario e nei seguenti punti: mandata e ritorno di ogni fonte energetica; collettori di mandata e ritorno; mandata e ritorno di ogni singolo circuito, su tutte le apparecchiature di scambio, all'ingresso e all'uscita del fluido primario; su tutte le mandate e i ritorni di aria condizionata; Quando il punto di controllo della temperatura è in posizione di non facile lettura, occorre munire i termometri di capillare con lunghezza sufficiente per permettere il montaggio del termometro in una posizione di facile lettura. Dovranno essere previsti manometri a quadrante D100 mm con scatola in ottone cromato e scala adatta alle pressioni indicate. Ogni manometro dovrà essere completo di rubinetto portamanometro con flangia di prova e raccordo a ricciolo. I manometri dovranno essere installati dove indicato sui disegni, dove necessario e nei seguenti punti: aspirazione e mandata di tutte le elettropompe; collettori di mandata e ritorno, su tutte le apparecchiature di scambio, all'ingresso e all'uscita del fluido scaldante; su tutti i ritorni dei singoli circuiti; I termometri ed i manometri devono essere scelti con scala conforme alla temperatura o pressione da misurare. Art.2.TS.53 - Potenziometro manuale per servocomando serrande Il potenziometro per il posizionamento manuale dei servocomandi serrande dovra' avere le seguenti caratteristiche minime : potenza assorbita : < 1 V A funzioni : limitatore di minima o di massima corsa o comando manuale progressivo di posizionamento campo della scala : % servocomandi comandabili : > 10 manutenzione : totalmente esente protezione contro spostamenti involontari manopola comando : con coperchio trasparente o blocco alimentazione : 24 V a 50 Hz. Art.2.TS.54 - Sistema di supervisione impianti tecnologici predisposto per essere collegato a server centralizzato di gestione Il sistema di supervisione programmabile previsto dovrà essere in grado di gestire tutti i gruppi refrigeratori installati sulla copertura, le centrali di trattamento aria previste, i ventilatori di estrazione, le pompe e le regolazioni previste, gli allarmi, i ventilconvettori installati al primo piano e quanto altro indicato sul progetto esecutivo. Il sistema dovrà essere installato conformemente a quanto indicato sulle tavole del progetto esecutivo e sulla descrizione del prezzo e in accordo preventivo con la direzione lavori e la committenza. Art.2.TS.55 - Impianti di climatizzazione Generalità. In conformità alla legge n. 46 del 5 marzo 1990, gli impianti di climatizzazione devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI e CEI sono considerate norme di buona tecnica. L'impianto di climatizzazione è destinato ad assicurare negli ambienti: una determinata temperatura; una determinata umidità relativa; un determinato rinnovo dell'aria. L'aria immessa, sia essa esterna di rinnovo o ricircolata, è di regola filtrata. La climatizzazione può essere: soltanto invernale, nel qual caso la temperatura ambiente è soggetta alle limitazioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento dei consumi energetici; soltanto estiva; generale, ossia estiva ed invernale. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 31 di 59

157 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Qualunque sia il sistema di climatizzazione, deve essere assicurata la possibilità di una regolazione locale, almeno della temperatura e per i locali principali. Qualora l'impianto serva una pluralità di unità immobiliari, ciascuna di tali unità deve essere servita separatamente, ai fini della possibilità della contabilizzazione dell'energia utilizzata. Per quanto concerne le prescrizioni in vigore e le normative da osservare si fa espresso riferimento Sistemi di climatizzazione. La climatizzazione viene classificata secondo uno dei criteri seguenti: mediante impianti «a tutt'aria», in cui l'aria, convenientemente trattata centralmente, viene immessa nei singoli locali con caratteristiche termoigrometriche tali da assicurare le condizioni previste; mediante impianti in cui l'aria viene trattata localmente nella, o nelle, batterie di apparecchi singoli; tali batterie, se riscaldanti, sono alimentate con acqua calda o con vapore, se raffreddanti, sono alimentate con acqua refrigerata, oppure si prevede l'evaporazione di un fluido frigorigeno entro le batterie in questione; nei cosiddetti «ventilconvettori» l'aria ambiente viene fatta circolare mediante un elettroventilatore, nei cosiddetti «induttori» l'aria ambiente viene richiamata attraverso le batterie per l'effetto induttivo creato dall'uscita da appositi ugelli (eiettori) di aria, cosiddetta «primaria», immessa nell'apparecchio ad alta velocità. Il rinnovo dell'aria negli impianti con ventilconvettori, avviene: o per ventilazione naturale dell'ambiente e quindi in misura incontrollabile; o per richiamo diretto dall'esterno, da parte di ciascun apparecchio, attraverso un'apposita apertura praticata nella parete; o con l'immissione, mediante una rete di canalizzazioni, di aria cosiddetta «primaria» trattata centralmente. Negli impianti con induttori il rinnovo avviene mediante l'aria ad alta velocità trattata centralmente che da luogo all'effetto induttivo e che, in parte o totalmente, è aria esterna. Negli impianti con aria primaria questa, di regola, soddisfa essenzialmente le esigenze igrometriche, mentre gli apparecchi locali operano di regola sul solo calore sensibile. L'impianto di climatizzazione può essere, dal punto di vista gestionale: autonomo, quando serve un'unica unità immobiliare; centrale, quando serve una pluralità di unità immobiliari di un edificio, o di un gruppo di edifici. Gli «impianti» ed i «condizionatori autonomi» destinati alla climatizzazione di singoli locali devono rispondere alle norme CEI ed UNI loro applicabili. Componenti degli impianti di climatizzazione. Tutti i componenti destinati al riscaldamento dei locali debbono avere attestato di conformità come indicato nell'articolo relativo agli impianti di riscaldamento. I componenti degli impianti di condizionamento dovranno comunque essere conformi alle norme UNI, mentre gli apparecchi di sicurezza e di protezione dovranno essere provvisti di certificato di conformità come indicato nell'articolo relativo agli impianti di riscaldamento. Inoltre i componenti degli impianti in questione: debbono essere accessibili ed agibili per la manutenzione e suscettibili di essere agevolmente introdotti e rimossi nei locali di loro pertinenza, ai fini della loro revisione, o della eventuale sostituzione; debbono essere in grado di non provocare danni alle persone, o alle cose, se usati correttamente ed assoggettati alla manutenzione prescritta. La rumorosità dei componenti, in corso di esercizio, deve essere contenuta, eventualmente con l'ausilio di idonei apprestamenti, entro limiti tali da non molestare: nè gli utilizzatori, nè i terzi. Di tutti i dispositivi di sicurezza, di protezione e di controllo, debbono essere rese chiaramente individuabili le cause di intervento onde renderne possibile l'eliminazione. Gruppi frigoriferi (Denominati " gruppi refrigeratori " se destinati a produrre acqua refrigerata) Possono essere del tipo: che forniscono all'evaporatore acqua refrigerata da far circolare nelle batterie di raffreddamento dell'aria; che prevedono l'espansione nella batterie di raffreddamento del fluido frigorigeno (batterie ad espansione diretta). I gruppi frigoriferi possono essere: azionati meccanicamente (di regola mediante motori elettrici) e si tratta di compressori alternativi, di compressori a vite, di compressori centrifughi, oppure possono utilizzare energia termica, sotto forma di vapore o acqua surriscaldata, e si tratta dei cosiddetti gruppi frigoriferi; ad assorbimento (di regola al bromuro di litio) nei quali la potenza meccanica assorbita è trascurabile rispetto alla potenza frigorifera prodotta. In ogni caso la potenza frigorica resa deve corrispondere alla potenza massima richiesta dall'impianto e la potenza meccanica o termica assorbita deve e essere compatibile con quella sicuramente disponibile. Salvo il caso di piccole potenze (5 kw) la potenza frigorifica deve essere parzializzabile così da far fronte alla variabilità del carico. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 32 di 59

158 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Oltre alle valvole di sicurezza, applicate al condensatore e all'evaporatore, prescritte per tutti gli apparecchi a pressione di capacità superiore a 25 l (e pertanto provviste di certificato di conformità) ogni refrigeratore deve essere provvisto di idonei apparecchi per il controllo del funzionamento (manometri sull'alta e sulla bassa pressione, manometro per la misura della pressione dell'olio, termometri sulla mandata e sul ritorno dell'acqua refrigerata, nonché sull'ingresso e sull'uscita del fluido di raffreddamento) ed altresì di apparecchiature di protezione atte ad arrestare il gruppo in caso di: pressione temperatura troppo alta (pressostato di massima); pressione temperatura troppo bassa (pressostato di minima); pressione troppo bassa dell'olio lubrificante (pressostato sul circuito dell'olio); temperatura troppo bassa dell'aria refrigerata (termostato antigelo); arresto nella circolazione del fluido raffreddante. Nei gruppi «ad assorbimento» a bromuro di litio l'apparecchiatura deve essere idonea ad intervenire in tutti i casi in cui può verificarsi la cristallizzazione della soluzione. Raffreddamento del gruppo frigorifero. Qualunque sia il tipo del gruppo frigorifero è indispensabile l'impiego di un fluido per il raffreddamento del «condensatore» nei gruppi azionati meccanicamente, del «condensatore» e «dell'assorbitore» nei gruppi di assorbimento. Si deve impiegare a tale scopo acqua fredda, proveniente dall'acquedotto, od altre fonti, oppure acqua raffreddata per evaporazione nelle cosiddette «torri di raffreddamento». Nel caso di gruppi frigoriferi azionati meccanicamente il raffreddamento per evaporazione può avvenire all'interno dello stesso condensatore (condensatore evaporativo). Occorre in oggi caso assicurarsi della portata disponibile e, se si tratta di acqua prelevata dall'acquedotto o da altre sorgenti, occorre poter contare su temperature determinate. L'acqua proveniente da fonti esterne quali sorgenti, fiumi, laghi, mare, deve essere assoggettata ad accurata filtrazione e ad eventuali trattamenti onde evitare fenomeni di corrosione, incrostazioni e intasamenti. E' necessario in ogni caso: prevedere un adeguato spurgo dell'acqua in circolazione onde evitare eccessiva concentrazione di sali disciolti; prevedere la protezione invernale dal gelo delle torri (vuotamento del bacino o riscaldamento dell'acqua in esso contenuta). Il raffreddamento del condensatore può essere attuato mediante circolazione di aria esterna (condensatore ad aria), nel qual caso occorre assicurarsi che l'aria esterna possa affluire nella misura necessaria e che l'aria espulsa possa defluire senza mescolarsi con la prima e senza arrecare danni in conseguenza del notevole contenuto di vapore acqueo. Deve avvenire l'arresto automatico del gruppo frigorifero ogni qualvolta venisse meno la circolazione del fluido raffreddante. Circolazione dei fluidi. Pompe di circolazione. L'acqua di raffreddamento, nei gruppi frigoriferi raffreddati ad acqua, deve circolare in quanto condotta sotto pressione oppure per opera di pompe; sempre per opera di pompe nel caso di condensatori evaporativi e torri di raffreddamento. L'acqua refrigerata deve circolare unicamente per opera di pompe. Tenendo conto della temperatura dell'acqua, della caduta di temperatura (circa 5 C) e dell'attraversamento, rispettivamente, del condensatore e dell'evaporatore, la potenza assorbita dovrebbe essere contenuta in 1/150 della potenza frigorifera resa per le pompe di raffreddamento ed in 1/100 per le pompe dell'acqua refrigerata. Per quanto concerne caratteristiche ed accessori delle pompe si rimanda all'articolo relativo all'impianto di riscaldamento.. Per quanto concerne le pompe impiegate per il refrigerante e per la soluzione, nei gruppi ad assorbimento, si devono usare pompe ermetiche speciali che fanno parte integrante del gruppo. Ventilatori. Negli impianti di climatizzazione a tutt'aria i ventilatori impiegati per la distribuzione, per la ripresa e per la espulsione dell'aria e negli impianti con apparecchi locali a ventilazione (ventilconvettori) dove ogni apparecchio dispone di un proprio ventilatore, oltre al ventilatore centrale nel caso in cui sia prevista l'immissione di aria primaria trattata devono essere utllizzati ventilatori rispondenti alle norme tecniche secondo quanto riportato nell'articolo relativo all'impianto di riscaldamento. Negli impianti ad induzione il ventilatore centrale deve inoltre fornire aria a pressione sufficientemente elevata per vincere la resistenza nei condotti, percorsi ad alta velocità, e per determinare l'effetto induttivo uscendo dagli appositi eiettori. La potenza assorbita varia ovviamente secondo la portata e prevalenza necessarie; in impianti a tutt'aria la potenza assorbita dovrebbe essere contenuta in un valore dell'ordine di 1/50 della potenza frigorifera. Distribuzione dei fluidi termovettori. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 33 di 59

159 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Tubazioni. Per quanto concerne il riscaldamento si rimanda all'articolo relativo all'impianto di riscaldamento punto 7. Per quanto concerne la climatizzazione estiva la rete di tubazioni comprende: le tubazioni della centrale frigorifica; la rete dell'acqua di raffreddamento nel caso in cui il gruppo frigorifero sia raffreddato ad acqua; le tubazioni di allacciamento alle batterie dei gruppi condizionatori; nel caso di apparecchi locali: la rete di distribuzione dell'acqua refrigerata che comprende: la rete orizzontale principale; le colonne montanti; eventuali reti orizzontali; gli allacciamenti ai singoli apparecchi locali; la rete di scarico di eventuali condensazioni; la rete di sfogo dell'aria. Di regola la temperatura dell'acqua refrigerata che alimenta le batterie raffreddanti dei gruppi condizionatori è più bassa di quella dell'acqua che alimenta gli apparecchi locali, qualora alla deumidificazione dei locali serviti da tali apparecchi si provveda con aria primaria; in tal caso vi sono reti separate, a temperatura diversa. Le reti di distribuzione possono essere: a 4 tubi (di cui due per il riscaldamento e due per il raffreddamento); oppure a due tubi, alimentati, alternativamente, con acqua calda e con acqua refrigerata, secondo le stagioni. Ferme restando le prescrizioni di cui all'articolo relativo all'impianto di riscaldamento punto 7, le tubazioni di acqua fredda per il raffreddamento del gruppo frigorifero e le tubazioni di acqua refrigerata debbono essere coibentate affinché l'acqua giunga agli apparecchi alla temperatura prevista e non si verifichino fenomeni di condensazione; va inoltre applicata una valida barriera al vapore, senza soluzioni di continuità, onde evitare che la condensazione si verifichi sulla superficie dei tubi con conseguenti danneggiamenti ai tubi stessi ed alla coibentazione. Tubazioni particolari sono quelle impiegate per il collegamento alle batterie ad espansione diretta in cui circola il fluido frigorigeno liquido, fornite di regola dai produttori degli apparecchi già precaricate, debbono essere: a perfetta tenuta, coibentate e sufficientemente elastiche affinché le vibrazioni del gruppo non ne causino la rottura. Canalizzazioni. Salvo il caso in cui si impieghino apparecchi locali a ventilazione (ventilconvettori) senza apporto di aria primaria, le reti di canali devono permettere: negli impianti a tutt'aria: la distribuzione dell'aria trattata; la ripresa dell'aria da ricircolare e/o espellere. Le canalizzazioni di distribuzione possono essere costituite: da un unico canale; da due canali con terminali per la miscelazione; da due canali separati. negli impianti con apparecchi locali a ventilazione: la distribuzione di aria primaria. negli impianti con apparecchi locali ad induzione: alta velocità per l'immissione dell'aria primaria destinata altresì a determinare l'effetto induttivo. Per ciò che concerne le caratteristiche delle canalizzazioni e delle bocche di immissione e di ripresa si rimanda al punto all'articolo relativo all'impianto di riscaldamento punto 7 I canali di distribuzione dell'aria debbono essere coibentati nei tratti percorsi in ambienti non climatizzati per evitare apporti o dispersioni di calore; i canali che condottano aria fredda debbono essere coibentati anche nei locali climatizzati e completati con barriera al vapore allo scopo di impedire fenomeni di condensazione che oltre tutto danneggiano i canali stessi e la coibentazione. Di massima l'aria non deve essere immessa a temperatura minore di 13 C o maggiore di 16 C rispetto alla temperatura ambiente. Apparecchi per la climatizzazione. Gruppi di trattamento dell'aria (condizionatori). Sono gli apparecchi, allacciati alle reti di acqua calda e di acqua refrigerata, nei quali avviene il trattamento dell'aria, sia quella destinata alla climatizzazione dei locali, negli impianti a tutt'aria, sia quella cosiddetta primaria impiegata negli impianti con apparecchi locali. Il gruppo di trattamento comprende: filtri; batteria, o batterie, di pre- e/o post-riscaldamento; dispositivi di umidificazione; batteria, o batterie, di raffreddamento e deumidificazione; MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 34 di 59

160 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima ventilatore, o ventilatori, per il movimento dell'aria. Se destinato a servire più zone (gruppo multizone) il gruppo potrà attuare due diversi trattamenti dell'aria ed alimentare i vari circuiti di canali previa miscelazione all'ingresso mediante coppie di serrande. Se destinato a servire un impianto «a doppio canale» la miscela dell'aria prelevata dai due canali avverrà mediante cassette miscelatrici terminali. Dei filtri occorre stabilire il grado di filtrazione richiesto che può essere assai spinto nei cosiddetti filtri assoluti. I filtri devono poter essere rimossi ed applicati con facilità e se ne deve prescrivere tassativamente la periodica pulizia, o sostituzione. Le batterie debbono avere la potenza necessaria tenendo conto di un adeguato fattore di «sporcamento» e devono essere dotate di organi di intercettazione e di regolazione. Il complesso di umidificazione può essere del tipo ad ugelli nebulizzatori alimentati direttamente da una condotta in pressione, oppure (umidificazione adiabatica) con acqua prelevata da una bacinella all'interno del gruppo e spinta con una pompa ad hoc In tal caso deve essere reso agevole l'accesso agli ugelli ed alla bacinella per le indispensabili operazioni periodiche di pulizia. Nel caso di impiego di vapore vivo, questo deve essere ottenuto da acqua esente da qualsiasi genere di additivi. In corrispondenza ad eventuali serrande, automatiche o manuali, deve essere chiaramente indicata la posizione di chiuso ed aperto. A monte ed a valle di ogni trattamento (riscaldamento, umidificazione, raffreddamento, deumidificazione) si debbono installare termometri o prese termometriche ai fini di controllare lo svolgimento del ciclo previsto. Ventilconvettori. Possono essere costituiti da una batteria unica alimentata alternativamente da acqua calda e acqua refrigerata secondo le stagioni, oppure da due batterie: l'una alimentata con acqua calda e l'altra con acqua refrigerata. Il ventilatore deve poter essere fatto funzionare a più velocità così che nel funzionamento normale la rumorosità sia assolutamente trascurabile. La regolazione può essere del tipo «tutto o niente» (col semplice arresto o messa in moto del ventilatore), oppure può operare sulla temperatura dell'acqua. In ogni caso l'apparecchio deve poter essere separato dall'impianto mediante organi di intercettazione a tenuta. Induttori. Negli induttori l'aria viene spinta attraverso ugelli eiettori ed occorre pertanto che la pressione necessaria sia limitata (5-10 mm cosiddetta aria) onde evitare una rumorosità eccessiva. Delle batterie secondarie alimentate ad acqua calda e refrigerata occorre prevedere la separazione dall'impianto mediante organi di intercettazione a tenuta. Espansione dell'acqua nell'impianto. Anche nel caso di acqua refrigerata occorre prevedere un vaso di espansione per prevenire i danni della sia pure limitata dilatazione del contenuto passando dalla temperatura minima ad una temperatura maggiore, che può essere quella dell'ambiente. Al riguardo del vaso di espansione si rimanda all'articolo relativo all'impianto di riscaldamento punto 9 Regolazioni automatiche. Per quanto concerne il riscaldamento si rimanda all'articolo relativo all'impianto di riscaldamento punto 10 Per quanto concerne la climatizzazione, le regolazioni automatiche impiegate debbono essere in grado di assicurare i valori convenuti entro le tolleranze massime espressamente previste. Si considerano accettabili tolleranze: di 1 C, soltanto in più, nel riscaldamento; di 2 C, soltanto in meno, nel raffreddamento; del 20 % in più o in meno per quanto concerne l'umidità relativa, sempre che non sia stato previsto diversamente nel progetto. Ove occorra la regolazione deve poter essere attuata manualmente con organi adeguati, accessibili ed agibili. Alimentazione e scarico dell'impianto. Si rimanda all'articolo relativo all'impianto di riscaldamento punto 11, con l'aggiunta concernente lo «scarico del condensato»: a servizio delle batterie di raffreddamento ovunque installate (nei gruppi centrali o negli apparecchi locali) va prevista una rete di scarico del condensato. Negli apparecchi locali con aria primaria la temperatura dell'acqua destinata a far fronte a carichi di solo calore sensibile è abbastanza elevata (circa 12 C) e l'aria primaria mantiene un tasso di umidità relativa abbastanza basso, tuttavia la rete di scarico si rende parimenti necessaria in quanto, soprattutto all'avviamento, si presentano nei locali condizioni atte a dar luogo a fenomeni di condensazione sulle batterie. Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di climatizzazione opererà come segue: nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle procedure, verificherà via che i materiali impiegati e le tecniche di esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre per le parti destinate a non restare in vista, o che possono influire irreversibilmente sul funzionamento finale, verificherà che l'esecuzione sia MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 35 di 59

161 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima coerente con quella concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e statistica nel caso di grandi opere); al termine dei lavori eseguirà una verifica finale dell'opera e si farà rilasciare dall'esecutore una dichiarazione di conformità dell'opera alle prescrizioni del progetto, del presente capitolato e di altre eventuali prescrizioni concordate. Il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un fascicolo i documenti progettuali più significativi, la dichiarazione di conformità predetta (ed eventuali schede di prodotti) nonché le istruzioni per la manutenzione con modalità e frequenza delle operazioni. Art.2.TS.56 - Sonde climatiche Montare la sonda sulla parete esterna in un luogo facilmente accessibile ad un'altezza minima di 3 m dal terreno. In caso di edifici con rete di riscaldamento distribuita a zone con compensazione climatica, le relative sonde climatiche devono essere montate nei luoghi di riferimento corrispondenti. Evitare il montaggio nei seguenti luoghi: nelle vicinanze di un radiatore alle pareti dei camini sopra finestre o porte nelle nicchie del muro o nel sottotetto dove l'aria non può circolare sufficientemente nelle prese d'aria. Art.2.TS.57 - Sonde di temperatura da canale Durante il montaggio assicurarsi: che l'elemento di misura non sia sottoposto ad irraggiamento di calore; che variazioni di temperatura di qualsiasi tipo non alterino il risultato della misura. La sonda già collegata può essere applicata sulla piastra già montata per mezzo di un innesto a baionetta. Art.2.TS.58 - Tubi di polietilene ad alta densità A) TUBI PER RETE ANTINCENDIO. I tubi in polietilene ad alta densità per condotti di fluidi in pressione dovranno essere forniti in verghe. L'Impresa, prima di far giungere i materiali in cantiere, dovrà presentare una campionatura dei tubi, dei pezzi speciali e dei raccordi che intende porre in opera, nonché idonea documentazione tecnica, dalla quale risulti la rispondenza dei materiali proposti alle normative vigenti ed alle prescrizioni del presente Capitolato. Si considerano riportate per intero le norme tecniche di cui al punto 3.1 del D.M. 12/12/85 1) Scelta dei materiali: Per la realizzazione dei tubi, dei raccordi e degli altri pezzi speciali in polietilene alta densità, dovranno essere impiegati polimeri con le caratteristiche generali (valori medi) a 20 C indicate al punto 1 della UNI I tubi, i raccordi ed i pezzi speciali così realizzati, dovranno essere idonei al convogliamento di liquidi in pressione come indicato dalle norme UNI 7611 (tipo 312) - UNI 7612 che si intendono qui integralmente trascritte (per i raccordi vedere anche al punto 4). La Ditta produttrice dovrà essere in possesso di certificazione del sistema di qualità aziendale secondo UNI-EN ISO ) Dimensionamento e pressioni di esercizio: I valori dei "Dem" (diametri esterni medi) dei tubi e dei pezzi speciali nonché gli spessori in funzione delle pressioni di esercizio, dovranno essere conformi alle già citate norme UNI 7611 e I valori delle pressioni di esercizio sono definiti dalle seguenti PN, calcolate per acqua a 20 C: PN 6 - PN 10 - PN 16. Le tubazioni dovranno essere idonee a sopportare una pressione costante e continua, secondo la PN di appartenenza, di acqua a 20 C per 50 anni. Per impieghi a temperature superiori e fino ad un massimo di 60 C, le pressioni di esercizio dovranno essere diminuite secondo quanto indicato dalle già citate norme UNI ) Tubi: I tubi da impiegare per la costruzione della rete antincendio dovranno essere realizzati mediante estrusione. Questi saranno forniti esclusivamente in verghe di lunghezza minima di 6 m e massima di 12 m per tutti i diametri e dovranno essere forniti con tappi di protezione alle testate. Dovranno essere usati tubi che presentino idonei elementi di riconoscimento (per es. linee longitudinali coestruse), ciò al fine di permettere un'immediata individuazione del tipo di condotta, con marchiatura, chiara leggibile e completa come previsto dalle relative norme UNI. Raccordi e pezzi speciali in polietilene: Dovranno avere le stesse caratteristiche chimico-fisiche dei tubi. I pezzi speciali in polietilene, come curve, riduzioni, tappi, collari di presa, ecc. dovranno essere realizzati mediante stampaggio. I pezzi speciali dovranno avere spessore maggiorato nelle zone soggette a maggiori sovratensioni dovute alle eventuali dilatazioni della condotta, sovratensioni che, in ogni caso, dovranno, con opportuni accorgimenti tecnici, essere ridotte al minimo e contenute nei limiti di prestazione del materiale, per le curve è consigliabile l'adozione di elementi con raggio di curvatura > 2,2 de. I raccordi dovranno rispondere alle seguenti norme : MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 36 di 59

162 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima a) Raccordi stampati UNI 7612 b) Raccordi ricavati da tubo: Progetto UNIPLAST 404 c) Raccordi saldabili per elettrofusione: UNI 8850 In particolare, per i raccordi di cui al punto a), la Ditta produttrice dovrà essere in possesso di certificazione del sistema di qualità aziendale secondo UNI-EN ISO 9002; per i raccordi di cui ai punti b) e c) la Ditta costruttrice dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità per l'uso alla pressione nominale (PN) prevista in progetto. 5) Pezzi speciali per giunti di trasferimento: Per giunti di trasferimento sono intesi quei collegamenti tra condotte in polietilene con altre condotte o apparecchiature in materiale diverso dal polietilene, come ad esempio tubazioni d'acciaio o di ghisa, saracinesche, riduttori di pressione, filtri, apparecchi misuratori ecc. Saranno accettati esclusivamente giunti di trasferimento a serraggio meccanico in acciaio sabbiato e risanizzato, ghisa grigia o ghisa sferoidale. Quando si dovranno collegare tubazioni in polietilene con flange facenti capo a tubazioni di acciaio o ghisa ad apparecchi di comando, misura o controllo e simili, saranno usate flange mobili in acciaio zincato di dimensioni idonee e forate, secondo le direttive internazionali (UNI-DIN ecc.). Potranno inoltre essere usati giunti di trasferimento elettrosaldabili in PE ad/fe del tipo a saldare con manicotto elettrico, filettati, flangiati. 6) Raccordi e pezzi speciali di altri materiali: Per le figure e le dimensioni non previste dalle norme di cui al punto 10 dell'art. A7(51.1)I01 si possono usare raccordi e pezzi speciali di altri materiali purché essi siano idonei allo scopo. Si considerano riportati per interno i punti 3.2; 3.3; 3.4; 3.5; 3.6; 3.8; 3.9 del D.M. 12/12/85 ed inoltre: 6.1) Scavo: Lo scavo dovrà essere realizzato a sezione obbligata. La larghezza dello scavo sul fondo dovrà essere maggiore di 20 cm del diametro "D" del tubo che dovrà essere interrato. La profondità minima di interramento, di norma, non potrà essere inferiore a cm 100 misurati dalla generatrice superiore del tubo, pertanto la profondità dello scavo sarà data dalla formula :H = D + 15 (misure in cm). Nel caso in cui le condotte non possano essere interrate alla profondità di cui sopra, é consentita una profondità inferiore, purché si provveda alla protezione della condotta contro le sollecitazioni meccaniche esterne e le eventuali possibilità di danneggiamento dei mezzi meccanici o agricoli. Le opere di protezione di cui sopra potranno essere costituite da idonei tubi di protezione, da cunicoli di calcestruzzo, da piastre di c.a., manufatti in cemento prefabbricati o da altri sistemi equivalenti, comunque sempre accettati per idonei dalla Direzione Lavori. Nel caso di impiego di piastre in cemento, queste devono trovare appoggio sul terreno, ai lati dello scavo, per una larghezza di almeno 25 cm. 6.2) Letto di posa: Le tubazioni posate nello scavo devono trovare appoggio continuo sul fondo dello stesso, lungo tutta la generatrice inferiore per tutta la loro lunghezza. A questo scopo il fondo dello scavo deve essere piano, costituito da materiale uniforme, privo di trovanti, per evitare possibili sollecitazioni meccaniche sulla tubazione. In presenza di terreni rocciosi ghiaiosi o di riporto ed in tutte le situazioni nelle quali sul fondo dello scavo non sia possibile realizzare condizioni adatte per l'appoggio ed il mantenimento dell'integrità del tubo, e quando previsto in progetto, la tubazione deve essere posata su un letto di sabbia o di materiale di equivalenti caratteristiche granulometriche dello spessore minimo di cm e protetta su tutta la sua circonferenza con identico materiale ben compattato. 6.3) Posa in opera della condotta: Per la posa in opera della condotta si rimanda, per quanto non specificato negli articoli seguenti, alle "Raccomandazioni sull'installazione di tubazioni in polietilene alta densità nelle costruzioni di acquedotti" edito dall'istituto Italiano dei Plastici - Pubblicazione n giugno 1981, nonché a quanto previsto dal D.M. 12/12/1985. I tubi dovranno essere collocati sia altimetricamente che planimetricamente, nella precisa posizione risultante dai disegni di progetto, salvo disposizioni diverse da parte della Direzione Lavori. I giunti delle condotte potranno essere realizzati fuori dallo scavo quando le condizioni del terreno, dello scavo e degli attraversamenti lo consentono, entro gli scavi quando ciò non è possibile. In ogni caso, le singole barre o tratti di conduttura, realizzati fuori scavo, verranno calati nelle fosse con le prescritte precauzioni, previa pulitura del fondo. I tubi verranno allineati approssimativamente, tanto in senso planimetrico che altimetrico, rincalzandoli in vicinanza dei giunti. In seguito si fisserà la loro posizione definitiva riferendosi ai picchetti di quota e di direzione ed in modo che non abbiano a verificarsi contropendenze rispetto al piano di posa. dopo di ché i tubi verranno fissati definitivamente in tale posizione, rincalzandoli opportunamente lungo tutta la linea senza impiegare cunei di metallo, di legno o pietrame. 6.4) Giunzioni con saldatura per elettrofusione: Le giunzioni fra tubo e tubo e fra tubo e pezzi speciali saranno eseguite mediante raccordi di polietilene saldabili per elettrofusione. La saldatura deve essere sempre eseguita da personale qualificato e dotato di qualifica TT2 secondo UNI 9737, con apparecchiature tali da garantire che gli errori nelle temperature, nelle pressioni, nei tempi, ecc. siano ridotti al minimo (Elettrosaldatrici dotate di lettore ottico per codice Bar Code Interleaved 2.5) ed in ambiente atmosferico tranquillo (assenza di precipitazioni, di vento, di eccessiva polverosità). I manicotti ed i raccordi per la realizzazione della giunzione con saldatura per elettrofusione dovranno essere in MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 37 di 59

163 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima polietilene (PE) ed avere uno spessore costante, essere provvisti di fermo centrale ed avere la resistenza elettrica completamente annegata ed isolata entro il corpo del manicotto. I terminali della resistenza elettrica dovranno essere fissi e completamente protetti contro l'ossidazione entro boccole in polietilene. I giunti, realizzati sia fuori che dentro lo scavo, dovranno essere così eseguiti: Preparazione: La qualità della giunzione è direttamente legata all'osservanza scrupolosa dei seguenti accorgimenti: - le estremità dei tubi/raccordi da saldare devono presentare un taglio ad angolo retto ottenuto utilizzando appositi tagliatubi; Pulizia: L'eliminazione dello strato superficiale ossidato dai raggi solari (UV) va fatta impiegando il raschietto usualmente in dotazione alla saldatrice o gli appositi raschiatori manuali, assicurandosi di eseguire una raschiatura uniforme e totale delle superfici da saldare per una lunghezza maggiore di almeno 10 mm della metà del manicotto da saldare. La procedura è corretta quando si forma un truciolo di PE di buona consistenza che rimane attaccato al tubo stesso, e che si asporta smussando leggermente (a 45 ) la parte interessata. La mancanza di questo tipo di pulizia, che impedisce la compenetrazione molecolare delle parti, provoca solo un "incollaggio" superficiale, pregiudicando la tenuta della giunzione. Sono assolutamente da evitare altri mezzi raschiatori quali carta abrasiva, raspa, mola smeriglio. Le superfici raschiate vanno pulite con stracci puliti ed esenti da filacce o con carta morbida di buona consistenza imbevuta di idoneo detergente. Il detergente deve essere una sostanza che non intacca il polietilene, deve essere ad evaporazione rapida, sufficientemente secca per non lasciare tracce untuose sul tubo/raccordo. Si consiglia l'uso di detergenti a base di alcol isopropilico. É assolutamente vietato usare diluente per vernici, tipo trielina, benzina, alcol denaturato. La pulizia con detergente va effettuata anche sulla superficie interna del manicotto, che deve essere tolto dalla confezione protettiva solo al momento dell'impiego. Posizionamento: I manicotti a saldatura elettrica dovranno essere prelevati dalla propria confezione protettiva contro le radiazioni UV poco prima dell'impiego. Per non danneggiare i filamenti isolati delle resistenze è proibito raschiare il manicotto all'interno, mentre invece dovrà essere pulito con il solvente. Prima di inserire il manicotto nelle testate dei tubi, si dovrà segnare sulle stesse la profondità dell'innesto del manicotto (necessario solo in caso di tubi), usando una matita grassa. Si inserirà quindi il manicotto a saldatura elettrica sulla testata della conduttura già in opera e fissata nel collare di allineamento. Per inserire il tubo da collegare nel manicotto elettrico, appoggiarlo liberamente sulla seconda parte del posizionatore e farlo scorrere, battendo sulla testata opposta con un martello, frapponendo un pezzo di legno duro per non danneggiare la testata del tubo. L'inserimento completo del manicotto elettrico sulle due testate del tubo si avrà quando le stesse saranno contro il fermo del manicotto, ciò si potrà constatare dalla precedente marcatura con la matita grassa. Tale controllo sui raccordi lo si ottiene quando il rinforzo del raccordo corrisponde alla profondità di incastro del manicotto. Si dovrà quindi bloccare la seconda parte del posizionatore ed eseguire la saldatura del complesso tubi e manicotto con l'apposita saldatrice. Saldatura: É indispensabile l'impiego del collare allineatore che elimina le sollecitazioni sulla giunzione durante il procedimento di saldatura. La zona di saldatura deve essere sempre protetta da influenze esterne negative quali vento, pioggia, umidità. É possibile eseguire elettrosaldature operando con temperatura ambiente compresa tra -5 C e +40 C. Oltre questi valori, la zona di saldatura deve essere protetta con opportuni accorgimenti (tende o simili). Collegare i connettori della macchina saldatrice agli spinotti del manicotto. Per il funzionamento attenersi strettamente alle istruzioni allegate al modello di saldatrice impiegata. I manicotti elettrosaldabili devono essere saldati impiegando macchine saldatrici dotate di Sistema Bar Code Interleaved 2.5, che garantiscono l'ottimale erogazione dell'energia necessaria alla saldatura del manicotto. Raffreddamento: Il tempo di raffreddamento deve essere rigorosamente rispettato, evitando di rimuovere il collare allineatore per non sollecitare la giunzione. Il tempo varia, a seconda del diametro saldato, da 10 a 30 minuti circa. Non è ammesso l'uso di agenti esterni raffreddanti (acqua, aria compressa, ecc.). La condotta può essere messa in pressione non prima di 2 ore dalla saldatura dell'ultimo manicotto. Durante il procedimento di saldatura e la successiva fase di raffreddamento sono da evitare tutte le possibili sollecitazioni esterne. 6.5) Giunzione per flangiatura: Per la flangiatura di spezzoni di tubazione o di pezzi speciali, si usano flange scorrevoli infilate su pezzi speciali saldabili in PE ad I pezzi speciali saranno costituiti da cartelle con terminali prolungati per saldatura con manicotto elettrico. La flangia libera sarà in acciaio, sabbiata e finita con vernice epossidica. La foratura sarà compatibile con il pezzo speciale (saracinesche) da collegare. I bulloni saranno cadmiati. La tenuta sarà assicurata mediante guarnizione in neoprene. I collari, data la resistenza che devono esercitare, saranno prefabbricati per stampaggio dal fornitore dei tubi e saranno applicati (dopo l'infilaggio della flangia) mediante saldatura con manicotto elettrico. Le flange saranno quindi collegate con normali bulloni o tiranti di lunghezza appropriata. L'inserimento di guarnizioni è consigliata in tutti i casi. Le flange, a seconda dell'uso della condotta, potranno essere di normale acciaio MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 38 di 59

164 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima al carbonio protetto con rivestimento di plastica; a collegamento avvenuto, flange e bulloni potranno essere convenientemente protetti contro la corrosione. 6.6) Posa in opera di apparecchi idraulici: Saracinesche, idranti, ecc., dovranno essere collegati alle tubazioni per mezzo di cartelle con flange libere, con raccordo di passaggio a manicotto elettrico e flangia metallica, con giunti zoppi in ghisa o acciaio flangiati a fissaggio meccanico, uniti all'apparecchio idraulico con interposizione di guarnizione EPDM o NBR. 6.7) Blocchi di ancoraggio: In corrispondenza di variazioni di sezione, curve, pozzetti di manovra, tappi ciechi, ed in tutti i punti nei quali possono generarsi variazioni di sollecitazioni di carattere statico e dinamico verranno realizzati blocchi di ancoraggio opportunamente dimensionati o come indicato nel progetto, od eventualmente dalla D.L. I blocchi saranno realizzati dalla Ditta in calcestruzzo. Le condotte posate devono essere sottoposte alla prova di pressione per constatare la corretta esecuzione delle giunzioni. Durante il corso dei lavori e prima della eventuale richiusura di scavi, tracce e cunicoli, ove richiesto dalla D.L. e secondo le modalità da essa indicate, verranno eseguite le prove di tenuta a pressione. Si considerano riportate per intero le norme tecniche di cui ai punti 3.10 e 4 del D.M. 12/12/85. Prova di tenuta a pressione: In relazione all'estensione della rete ed ai diametri costituenti la stessa, la prova può essere eseguita per l'intera estensione. Il tratto di tubazione da posare può essere interrato ad eccezione delle testate, che devono essere lasciate scoperte per il controllo dell'andamento della prova. La prova deve essere eseguita idraulicamente e consiste nel sottoporre la condotta ad una pressione pari ad almeno 1,5 volte la pressione massima di esercizio (nel nostro caso 12 kg/cm2 considerando 8 kg/cm2 la pressione di esercizio della rete esistente). La pressione massima di prova non deve superare la pressione di prova idraulica in officina per i tubi ed i raccordi e le pressioni di collaudo ammesse per gli accessori inseriti nel circuito. La prova si intende riferita alla condotta con i relativi giunti, curve, T, derivazioni e riduzioni escluso quindi qualsiasi altro accessorio idraulico e cioè: saracinesche, sfiati, scarichi di fondo, idranti, ecc. Come prima operazione si dovrà procedere ad ancorare la condotta nello scavo mediante parziale riempimento con terra vagliata, con l'avvertenza però di lasciare i giunti scoperti ed ispezionabili: ciò per consentire il controllo della loro tenuta idraulica e per evitare comunque il movimento orizzontale e verticale dei tubi sottoposti a pressione. Si procederà quindi al riempimento con acqua dal punto più depresso della tratta, ove verrà installato pure il manometro. Si avrà la massima cura nel lasciare aperti rubinetti, sfiati, ecc., onde consentire la completa fuoriuscita dell'aria. Riempita la tratta nel modo sopra descritto, la si metterà in pressione a mezzo di una pompa salendo gradualmente di un bar al minuto primo fino a raggiungere la pressione di prova. Questa verrà mantenuta per il tempo necessario a consentire l'assestamento dei giunti e l'eliminazione di eventuali perdite che non richiedono lo svuotamento della condotta e comunque per un tempo non inferiore a 12 ore. B) TUBAZIONI PER RETE DI SCARICO I tubi in polietilene duro tipo Geberit o similari per condotti di scarico dovranno essere forniti in verghe secondo le disposizioni della D.L., provenire dalle primarie fabbriche nazionali ed estere e prima del loro impiego campionati ed approvati dalla D.L. stessa. Le tubazioni dovranno avere le seguenti caratteristiche nominali: - densità g/cm3 - indice di fusione g/10 min - dilatazione calorica 0.2 mm/m/ C - resistenza termica C - stabilizzazione contro la luce con aggiunta del 2% di nerofumo - resistenza all'invecchiamento secondo DIN accorciamento massimo tollerato 1 mm/m Le tubazioni dovranno essere complete di tutti i pezzi speciali indicati in Progetto e nell'elenco Prezzi Unitari. I raccordi ed i pezzi speciali dovranno essere prodotti dalla stessa casa costruttrice del tubo. Le tubazioni dovranno essere fabbricate con il metodo dell'estrusione, mentre i pezzi speciali con il metodo dell'iniettofusione. Art.2.TS.59 Impianto di scarico acque usate ed accessori In conformità alla legge 46 del 5 marzo 1990 gli impianti idrici ed i loro componenti devono rispondere alle regole di buona tecnica; le norme UNI sono considerate norme di buona tecnica. Si intende per impianto di scarico delle acque usate l'insieme delle condotte, apparecchi, ecc. che trasferiscono l'acqua dal punto di utilizzo alla fogna pubblica. Il sistema di scarico deve essere indipendente dal sistema di smaltimento delle acque meteoriche almeno fino al punto di immissione nella fogna pubblica. Il sistema di scarico può essere suddiviso in casi di necessità in più impianti convoglianti separatamente acque fecali, acque saponose, acque grasse. Il modo di recapito delle acque usate sarà comunque conforme alle prescrizioni delle competenti autorità. L'impianto di cui sopra si intende funzionalmente suddiviso come segue: MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 39 di 59

165 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima parte destinata al convogliamento delle acque (raccordi, diramazioni, colonne, collettori); parte destinata alla ventilazione primaria; parte destinata alla ventilazione secondaria; raccolta e sollevamento sotto quota; trattamento delle acque. Per la realizzazione delle diverse parti funzionali si utilizzeranno i materiali ed i componenti indicati nei documenti progettuali ed a loro completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti. Vale inoltre quale precisazione ulteriore a cui fare riferimento la norma UNI I tubi utilizzabili devono rispondere alle seguenti norme: tubi di acciaio zincato: UNI 6363 e UNI 8863 FA 199 (il loro uso deve essere limitato alle acque di scarico con poche sostanze in sospensione e non saponose). Per la zincatura si fa riferimento alle norme sui trattamenti galvanici. Per i tubi di acciaio rivestiti, il rivestimento deve rispondere alle prescrizioni delle norme UNI esistenti (polietilene, bitume, ecc.) e comunque non deve essere danneggiato o staccato; in tal caso deve essere eliminato il tubo; tubi di ghisa: devono rispondere alle UNI 7385 e UNI ISO 6594, essere del tipo centrifugato e ricotto, possedere rivestimento interno di catrame, resina epossidica ed essere esternamente catramati o verniciati con vernice antiruggine; tubi di piombo: devono rispondere alla UNI 7527/1. Devono essere lavorati in modo da ottenere sezione e spessore costanti in ogni punto del percorso. Essi devono essere protetti con catrame e verniciati con vernici bituminose per proteggerli dall'azione aggressiva del cemento; tubi di gres: devono rispondere alla UNI ; tubi di fibrocemento; devono rispondere alla UNI 5341 (e suo FA 86); tubi di calcestruzzo non armato: devono rispondere alla UNI 9534, i tubi armati devono rispondere alle prescrizioni di buona tecnica (fino alla disponibilità di norma UNI); tubi di materiale plastico: devono rispondere alle seguenti norme: tubi di PVC per condotte all'interno dei fabbricati: UNI 7443 FA 178 tubi di PVC per condotte interrate: UNI tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte interrate: UNI 7613 tubi di polipropilene (PP): UNI 8319 tubi di polietilene ad alta densità (PEad) per condotte all'interno dei fabbricati: UNI Per gli altri componenti vale quanto segue: per gli scarichi ed i sifoni di apparecchi sanitari vedere articolo sui componenti dell'impianto di adduzione dell'acqua; in generale i materiali di cui sono costituiti i componenti del sistema di scarico devono rispondere alle seguenti caratteristiche: a) minima scabrezza, al fine di opporre la minima resistenza al movimento dell'acqua; b) impermeabilità all'acqua ed ai gas per impedire i fenomeni di trasudamento e di fuoriuscita odori; c) resistenza all'azione aggressiva esercitata dalle sostanze contenute nelle acque di scarico, con particolare riferimento a quelle dei detersivi e delle altre sostanze chimiche usate per lavaggi; d) resistenza all'azione termica delle acque aventi temperature sino a 90 C circa; e) opacità alla luce per evitare i fenomeni chimici e batteriologici favoriti dalle radiazioni luminose; f) resistenza alle radiazioni UV, per i componenti esposti alla luce solare; g) resistenza agli urti accidentali. in generale i prodotti ed i componenti devono inoltre rispondere alle seguenti caratteristiche: h) conformazione senza sporgenze all'interno per evitare il deposito di sostanze contenute o trasportate dalle acque; i) stabilità di forma in senso sia longitudinale sia trasversale; l) sezioni di accoppiamento con facce trasversali perpendicolari all'asse longitudinale; m) minima emissione di rumore nelle condizioni di uso; n) durabilità compatibile con quella dell'edificio nel quale sono montati. Gli accumuli e sollevamenti devono essere a tenuta di aria per impedire la diffusione di odori all'esterno, ma devono avere un collegamento con l'esterno a mezzo di un tubo di ventilazione di sezione non inferiore a metà del tubo o della somma delle sezioni dei tubi che convogliano le acque nell'accumulo; le pompe di sollevamento devono essere di costituzione tale da non intasarsi in presenza di corpi solidi in sospensione la cui dimensione massima ammissibile è determinata dalla misura delle maglie di una griglia di protezione da installare a monte delle pompe. Per la realizzazione dell'impianto si utilizzeranno i materiali, i componenti e le modalità indicate nei documenti progettuali, e qualora non siano specificate in dettaglio nel progetto od a suo completamento si rispetteranno le prescrizioni seguenti. Vale inoltre quale prescrizione ulteriore a cui fare riferimento la norma UNI Nel suo insieme l'impianto deve essere installato in modo da consentire la facile e rapida manutenzione e pulizia; deve permettere la sostituzione, anche a distanza di tempo, di ogni sua parte senza gravosi o non previsti interventi distruttivi di altri elementi della costruzione; deve permettere l'estensione del sistema, quando previsto, ed il suo facile collegamento ad altri sistemi analoghi. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 40 di 59

166 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Le tubazioni orizzontali e verticali devono essere installate in allineamento secondo il proprio asse, parallele alle pareti e con la pendenza di progetto. Esse non devono passare sopra apparecchi elettrici o similari o dove le eventuali fuoriuscite possono provocare inquinamenti. Quando ciò è inevitabile devono essere previste adeguate protezioni che convoglino i liquidi in un punto di raccolta. Quando applicabile vale il DM 12 dicembre 1985 per le tubazioni interrate. I raccordi con curve e pezzi speciali devono rispettare le indicazioni predette per gli allineamenti, le discontinuità, le pendenze, ecc. Le curve ad angolo retto non devono essere usate nelle connessioni orizzontali (sono ammesse tra tubi verticali ed orizzontali), sono da evitare le connessioni doppie e tra loro frontali ed i raccordi a T. I collegamenti devono avvenire con opportuna inclinazione rispetto all'asse della tubazione ricevente ed in modo da mantenere allineate le generatrici superiori dei tubi. I cambiamenti di direzione devono essere fatti con raccordi che non producano apprezzabili variazioni di velocità od altri effetti di rallentamento. Le connessioni in corrispondenza di spostamento dell'asse delle colonne dalla verticale devono avvenire ad opportuna distanza dallo spostamento e comunque a non meno di 10 volte il diametro del tubo ed al di fuori del tratto di possibile formazione delle schiume. Gli attacchi dei raccordi di ventilazione secondaria devono essere realizzati come indicato nella norma UNI Le colonne di ventilazione secondaria, quando non hanno una fuoriuscita diretta all'esterno, possono: essere raccordate alle colonne di scarico ad una quota di almeno 15 cm più elevata del bordo superiore del troppopieno dell'apparecchio collocato alla quota più alta nell'edificio; essere raccordate al disotto del più basso raccordo di scarico; devono essere previste connessioni intermedie tra colonna di scarico e ventilazione almeno ogni 10 connessioni nella colonna di scarico. I terminali delle colonne fuoriuscenti verticalmente dalle coperture devono essere a non meno di 0,15 m dall'estradosso per coperture non praticabili ed a non meno di 2 m per coperture praticabili. Questi terminali devono distare almeno 3 m da ogni finestra oppure essere ad almeno 0,60 m dal bordo più alto della finestra. Punti di ispezione devono essere previsti con diametro uguale a quello del tubo fino a 100 mm, e con diametro minimo di 100 mm negli altri casi. La loro posizione deve essere: al termine della rete interna di scarico insieme al sifone e ad una derivazione; ad ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45 ; ogni 15 m di percorso lineare per tubi con diametro sino a 100 mm ed ogni 30 m per tubi con diametro maggiore; ad ogni confluenza di due o più provenienze; alla base di ogni colonna. Le ispezioni devono essere accessibili ed avere spazi sufficienti per operare con gli utensili di pulizia. Apparecchi facilmente rimovibili possono fungere da ispezioni. Nel caso di tubi interrati con diametro uguale o superiore a 300 mm bisogna prevedere pozzetti di ispezione ad ogni cambio di direzione e comunque ogni m. I supporti di tubi ed apparecchi devono essere staticamente affidabili, durabili nel tempo e tali da non trasmettere rumori e vibrazioni. Le tubazioni vanno supportate ad ogni giunzione; ed inoltre quelle verticali almeno ogni 2,5 m e quelle orizzontali ogni 0,5 m per diametri fino a 50 mm, ogni 0,8 m per diametri fino a 100 mm, ogni 1,00 m per diametri oltre 100 mm. Il materiale dei supporti deve essere compatibile chimicamente ed in quanto a durezza con il materiale costituente il tubo. Si devono prevedere giunti di dilatazione, per i tratti lunghi di tubazioni,in relazione al materiale costituente ed alla presenza di punti fissi quali parti murate o vincolate rigidamente. Gli attraversamenti delle pareti a seconda della loro collocazione possono essere per incasso diretto, con utilizzazione di manicotti di passaggio (controtubi) opportunamente riempiti tra tubo e manicotto, con foro predisposto per il passaggio in modo da evitare punti di vincolo. Gli scarichi a pavimento all'interno degli ambienti devono sempre essere sifonati con possibilità di un secondo attacco. Impianti trattamento dell'acqua. Legislazione in materia. Gli impianti di trattamento devono essere progettati, installati e collaudati in modo che le acque da essi effluenti prima di essere consegnate al recapito finale rispondano alle caratteristiche indicate nelle seguenti leggi e disposizioni: Legge 10 maggio 1976 n Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento. Disposizioni del Ministero dei LL.PP. 4 febbraio 1977 (Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall'inquinamento). - Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b) d), e), della legge 10 maggio 1976 n MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 41 di 59

167 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Disposizioni del Ministero dei LL.PP. 30 dicembre 1980 (Comitato interministeriale per la tutela delle acque dall'inquinamento). Direttive per la disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature. Tipologie di scarico. La definizione delle caratteristiche delle acque da consegnare al recapito finale sono in relazione alle dimensioni dell'insediamento dal quale provengono ed alla natura del corpo ricettore. Per quanto riguarda le dimensioni dell'insediamento le categorie sono due: insediamenti con consistenza inferiore a 50 vani o a 5000 m³; insediamenti con consistenza superiore a 50 vani o a 5000 m³. Per quanto riguarda il recapito si distinguono tre casi: recapito in pubbliche fognature; recapito in corsi di acqua superficiali; recapito sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo. Caratteristiche ammissibili per le acque di scarico. Le caratteristiche ammissibili per le acque di scarico in relazione alle dimensioni dell'insediamento ed al tipo di recapito sono: per qualsiasi dimensione di insediamento con recapito in pubbliche fognature, nei limiti fissati dai regolamenti emanati dalla Autorità locali che le gestiscono; per le zone non servite da pubbliche fognature sono da considerare due situazioni: con insediamenti di consistenza inferiore a 50 vani od a 5000 m³ l'unico recapito ammissibile è sul suolo o negli strati superficiali del suolo; i limiti sono fissati dalle Disposizioni del Ministero dei LL.PP. del 4 febbraio 1977 e dell'8 maggio In ogni caso i livelli di trattamento che consentono di raggiungere i suddetti limiti non possono essere inferiori a quelli conseguibili attraverso trattamenti di separazione meccanica dei solidi sospesi e di digestione anaerobica dei fanghi; con insediamenti di consistenza superiore a 50 vani od a 5000 m³ sono ammissibili i recapiti sia sul suolo o negli strati superficiali del suolo, sia in corsi d'acqua superficiali. Nella prima eventualità valgono i limiti descritti nel precedente punto per gli insediamenti di minori dimensioni. Nella seconda eventualità valgono i valori riportati nella tabella C della legge 10 maggio 1976 n. 319 modificati dalla legge 24 dicembre 1979 n Requisiti degli impianti di trattamento. Gli impianti di trattamento, quali che siano le caratteristiche degli effluenti da produrre, devono rispondere a questi requisiti: essere in grado di fornire le prestazioni richieste dalle leggi che devono essere rispettate; evitare qualsiasi tipo di nocività per la salute dell'uomo con particolare riferimento alla propagazione di microrganismi patogeni; non contaminare i sistemi di acqua potabile ed anche eventuali vasche di accumulo acqua a qualunque uso esse siano destinate; non essere accessibili ad insetti, roditori o ad altri animali che possano venire in contatto con i cibi o con acqua potabile; non essere accessibili alle persone non addette alla gestione ed in particolare ai bambini non diventare maleodoranti e di sgradevole aspetto. Tipologie di impianto. Premesso che le acque da trattare sono quelle provenienti dagli usi domestici con la massima possibile prevalenza dei prodotti del metabolismo umano e che è tassativamente da evitare la mescolanza con le acque meteoriche o di altra origine, le tipologie usabili sono sostanzialmente tre: - accumulo e fermentazione in pozzi neri con estrazione periodica del materiale seguita da smaltimento per interramento o immissione in concimaia od altro; - chiarificazione in vasca settica tipo Imhoff attraverso separazione meccanica dei solidi sospesi e di gestione anaerobica dei fanghi, seguita dal processo di ossidazione da svolgersi per dispersione nel terreno mediante sub-irrigazione; dispersione nel terreno mediante pozzi assorbenti; percolazione nel terreno mediante subirrigazione con drenaggio; - ossidazione totale a fanghi attivi in sistemi generalmente prefabbricati nei quali all'aerazione per lo sviluppo delle colonie di microrganismi che creano i fanghi attivi fa seguito la sedimentazione con il convogliamento allo scarico dell'acqua depurata e con il parziale ricircolo dei fanghi attivi, mentre i fanghi di supero vengono periodicamente rimossi. Caratteristiche dei componenti. I componenti tutti gli impianti di trattamento devono essere tali da rispondere ai requisiti ai quali gli impianti devono uniformarsi: Le caratteristiche essenziali sono: MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 42 di 59

168 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima - la resistenza meccanica; - la resistenza alla corrosione; - la perfetta tenuta all'acqua nelle parti che vengono a contatto con il terreno; - la facile pulibilità; - l'agevole sostituibilità; - una ragionevole durabilità. Collocazione degli impianti. Gli impianti devono essere collocati in posizione tale da consentire la facile gestione sia per i controlli periodici da eseguire sia per l'accessibilità dei mezzi di trasporto che devono provvedere ai periodici spurghi. Al tempo stesso la collocazione deve consentire di rispondere ai requisiti elencati al punto "Requisiti degli impianti di trattamento". Controlli durante l'esecuzione. E' compito della direzione dei lavori effettuare in corso d'opera e ad impianto ultimato i controlli tesi a verificare: la rispondenza quantitativa e qualitativa alle prescrizioni e descrizioni di capitolato; la corretta collocazione dell'impianto nei confronti delle strutture civili e delle altre installazioni; le caratteristiche costruttive e funzionali delle parti non più ispezionabili ad impianto ultimato; l'osservanza di tutte le norme di sicurezza. Collaudi. Ad impianto ultimato dovrà essere eseguito il collaudo provvisorio per la verifica funzionale dei trattamenti da svolgere. A collaudo provvisorio favorevolmente eseguito, l'impianto potrà essere messo in funzione ed esercito sotto il controllo della ditta fornitrice per un periodo non inferiore a 90 giorni in condizioni di carico normale. Periodi più lunghi potranno essere fissati se le condizioni di carico saranno parziali. Dopo tale periodo sarà svolto il collaudo definitivo per l'accertamento, nelle condizioni di regolare funzionamento come portata e tipo del liquame immesso, delle caratteristiche degli effluenti e della loro rispondenza ai limiti fissati in contratto. Le prove di collaudo dovranno essere ripetute per tre volte in giorni diversi della settimana. A collaudo favorevolmente eseguito e convalidato da regolare certificato, l'impianto sarà preso in consegna dal Committente che provvederà alla gestione direttamente o affidandola a terzi. Per la durata di un anno a partire dalla data del collaudo favorevole, permane la garanzia della ditta fornitrice che è tenuta a provvedere a propria cura e spese a rimuovere con la massima tempestività ogni difetto non dovuto ad errore di conduzione o manutenzione. Il Direttore dei lavori per la realizzazione dell'impianto di scarico delle acque usate opererà come segue: nel corso dell'esecuzione dei lavori, con riferimento ai tempi ed alle procedure, verificherà via che i materiali impiegati e le tecniche di esecuzione siano effettivamente quelle prescritte ed inoltre (per le parti destinate a non restare in vista o che possono influire in modo irreversibile sul funzionamento finale) verificherà che l'esecuzione sia coerente con quella concordata (questa verifica potrà essere effettuata anche in forma casuale e statistica nel caso di grandi opere). In particolare verificherà le giunzioni con gli apparecchi, il numero e la dislocazione dei supporti, degli elementi di dilatazione e degli elementi antivibranti. Effettuerà o farà effettuare e sottoscrivere in una dichiarazione i risultati delle prove di tenuta all'acqua eseguendola su un tronco per volta (si riempie d'acqua e lo si sottopone alla pressione di 20 kpa per 1 ora; al termine non si devono avere perdite o trasudamenti). al termine dei lavori verificherà che siano eseguite dall'installatore e sottoscritte in una dichiarazione di conformità le prove seguenti: evacuazione realizzata facendo scaricare nello stesso tempo, colonna per colonna, gli apparecchi previsti dal calcolo della portata massima contemporanea. Questa prova può essere collegata a quella della erogazione di acqua fredda, e serve ad accertare che l'acqua venga evacuata con regolarità, senza rigurgiti, ribollimenti e variazioni di regime. In particolare si deve constatare che dai vasi possono essere rimossi oggetti quali carta leggera appallottolata e mozziconi di sigaretta; tenuta agli odori, da effettuare dopo il montaggio degli apparecchi sanitari, dopo aver riempito tutti i sifoni (si esegue utilizzando candelotti fumogeni e mantenendo una pressione di 250 Pa nel tratto in prova. Nessun odore di fumo deve entrare nell'interno degli ambienti in cui sono montati gli apparecchi). Al termine il Direttore dei lavori raccoglierà inoltre in un fascicolo i documenti progettuali più significativi ai fini della successiva gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede dei componenti, ecc.) nonchè le istruzioni per la manutenzione rilasciate dai produttori dei singoli componenti e dall'installatore (modalità operative e frequenza delle operazioni). Art.2.TS.60 - Caratteristiche degli apparecchi igienico - sanitari e loro accessori Ogni apparecchio deve essere provvisto: MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 43 di 59

169 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima del tubo di collegamento con la conduttura di adduzione il quale, come il relativo rubinetto di erogazione dovrà avere il diametro interno non minore di 1/2 pollice. Il tubo di collegamento, della cassetta al corrispondente apparecchio deve avere invece il diametro interno non minore di pollici 1 1/4. del tubo di collegamento con la conduttura di scarico, munito di rosone a muro o a pavimento. Questo tipo di collegamento ed anche lo scarico dell'apparecchio devono avere il diametro interno non minore di pollici 1 1/4. del sifone di facile ispezione. La congiunzione dei tubi di collegamento di cui sopra con l'apparecchio deve eseguirsi, come già detto precedentemente per le condutture in modo da non dar luogo a perdite di liquido o di gas, tanto con l'uso quanto con il valore della temperatura, ed anche di permettere di separare, con facilità, l'apparecchio dai tubi stessi. Tutte le parti metalliche in vista devono essere di ottone o bronzo, accuratamente cromate. Tutti gli apparecchi sanitari saranno in vetrochina. Le cassette di lavaggio per le latrine saranno in Geberit con galleggiante e silenziatore; la manovra di scarico sarà comandata da un pulsante per l'innesto della cassetta. L applicazione degli apparecchi sanitari deve rispettare le quote di raccordo con gli scarichi ed i rubinetti sanitari. Le caratteristiche degli apparecchi sanitari e della rubinetteria devono comprendere: la robustezza meccanica; la durabilità; la resistenza all abrasione; la pulibilità di tutte le parti e devono essere adeguati alle caratteristiche che devono fornire. I vasi devono rispondere alla norma UNI 8196 se di resina metallica. Il sifone incorporato deve essere a tenuta d acqua, visibile e di altezza non minore di 50 mm. Le superfici interne visibili devono essere completamente pulite dall azione del flusso d acqua. I sedili devono essere costituiti con materiale non assorbente. I lavori devono rispondere alle norme UNI 8951/1 se di porcellana sanitaria ed alla norma UNI 8194 se di resina metallica. Essi devono essere completamente accessibili per la pulizia, la conformazione del loro bacino di raccolta deve evitare la formazione di spruzzi ed il ristagno di acqua al suo interno a scarico aperto. I rubinetti di erogazione e miscelazione devono rispettare la norma UNI Essi devono presentare una tenuta all acqua nel tempo, la conformazione dei getti onde evitare la formazione degli spruzzi all esterno dell appartecchio. Deve essere garantita una proporzionalità fra apertura e portata erogata e la perdita di carico deve essere minima alla massima erogazione. La posizione di funzionamento deve garantire comunque la silenziosità ed assenza di vibrazioni. La sostituzione di pezzi deve essere garantita con l uso di attrezzi elementari. Art.2.TS.61 - Segnaletica di sicurezza - I cartelli segnaletici dovranno essere realizzati rispettando rigorosamente quanto previsto nel D.Lgs. 493/96 e nelle norme UNI da 7543 a 7547 nonché ogni altra segnaletica richiesta dalla normativa in vigore o da disposizioni di Enti o Organi di controllo; tale segnaletica dovrà essere di tipo metallico, con indicazione chiara e permanente del messaggio e fissata in posizione tale da essere facilmente visibile. Al fine dei sistemi antincendio dovrà esser installata la seguente segnaletica, a muro o a bandiera in funzione della sua visibilità: indicazione di estintore; indicazione di idrante; indicazione dell ubicazione degli interruttori generali elettrici e gas metano; valvole di intercettazione gas medicali. Targhette indicatrici Ogni apparecchio, circuito, valvola o saracinesca, ecc. dovrà essere corredato da targhetta indicatrice metallica stampata (con colore e riferimento precisati alla D.L.) e fissata sulla stessa con supporto metallico. Per tutte le apparecchiature citate nei disegni del "come eseguito" si utilizzerà, quindi, il riferimento e la denominazione riportate sulle targhette installate. Fasce di riconoscimento servizi Tutte le tubazioni saranno contraddistinte ogni 3 m o dove necessario, da fascette colorate atte ad individuare il servizio ed il senso del fluido trasportato. La colorazione e la simbologia saranno adottate in accordo con la D.L. In generale si rispetterà quanto prescritto dalla Norma UNI Occorrerà prevedere in tutte le centrali apposite tabelle che consentano di individuare il codice di colori per gli opportuni riferimenti. Schemi funzionali Nella centrale termica, nel locale pompe, e nei vani tecnici dovrà essere montato uno schema funzionale degli impianti installati, racchiuso in una cornice in vetro e ubicato in una posizione tale da consentirne la facile e completa lettura da parte del personale preposto alla gestione e al controllo delle apparecchiature. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 44 di 59

170 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.62 - Estintori I mezzi antincendio mobili sono costituiti da estintori portatili di la capacità di carica di 9 kg con capacità estinguente non inferiore a 21A 89 B. La loro ubicazione consente di coprire per ogni estintore un'area di 200 mq. Devono esser segnalati da apposita targhetta. Art.2.TS.63 - Impianti elettrici L'impianto elettrico comprende la fornitura e l'installazione dei quadri elettrici di comando e manovra nonchè delle linee dai quadri ai motori, sonde, ecc. con esecuzione secondo le norme CEI. Tutti i materiali e gli apparecchi impiegati negli impianti elettrici dovranno essere costruiti in modo da essere adatti all'ambiente in cui sono installati e da resistere a tutte quelle azioni meccaniche, chimiche o termiche alle quali potranno essere sottoposti durante l'esercizio. Tutti i materiali dovranno essere rispondenti alle norme CEI UNEL; in particolare i materiali e gli apparecchi per i quali è prevista la concessione del marchio dovranno essere muniti del marchio stesso. I cavi avranno grado di isolamento non inferiore a 3, saranno adatti all'ambiente umido, avranno sezione tale da rispettare le sollecitazioni termiche e comunque non inferiori a 1,5 mmq. Tubi o canaline saranno in PVC rigido montato a vista, secondo le tabelle UNEL. Il quadro elettrico generale sarà del tipo ad armadio con portella apribile montata su cerniera con lamiera verniciata a fuoco. L'interruttore generale di quadro sarà del tipo magnetotermico differenziale a bassa sensibilità. Fusibili, relè termici, teleruttori, contattori, trasformatori, interruttori di manovra dovranno essere di prima marca, conformi alle normative vigenti, con caratteristiche tali da garantire la massima funzionalità dell'impianto. Art.2.TS.64 - Quadri elettrici I quadri elettrici contenenti gli organi di protezione, manovra, comando, segnalazioni, dovranno essere eseguiti in lamiera verniciata a fuoco completamente chiusi su ogni lato, accessibili anteriormente, con interruttore generale di sezionamento e valvole di protezione con portelle sul fronte per ogni sezione, chiusura a chiave. La linea di arrivo dovrà fare capo direttamente ai morsetti isolati dall'interruttore generale. Targhette di indicazione incise dovranno essere applicate sia all'interno che all'esterno dei quadri. Dovranno essere realizzati in conformità alle norme CEI Art.2.TS.65 - Identificazione apparecchiature Tutte le apparecchiature, le valvole, le serrande, le pompe, ecc. dovranno essere numerate e denominate per una facile comprensione ed esercenza dell'impianto. La Ditta Installatrice dovrà quindi fornire apposite targhette da applicare in corrispondenza di ogni componente dell'impianto. Su apposito elenco la Ditta Installatrice dovrà riportare la posizione e la funzione di ogni elemento di comando, controllo e sicurezza. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 45 di 59

171 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima CAPO II IMPIANTI TECNOLOGICI - QUALITA' E PROVENIENZA DEI MATERIALI. MODO DI ESECUZIONE E DI VALUTAZIONE DEI LAVORI. Art.2.TS.66 - Norme e criteri generali Oltre ad essere conformi alle prescrizioni riportate nel presente Capitolato e negli altri documenti contrattuali, tutti i materiali e gli impianti dovranno essere forniti ed eseguiti con il più rigoroso rispetto delle Leggi e delle Norme Ufficiali emanate o emanande, vigenti all'atto dell'esecuzione dei lavori e riguardanti l'oggetto dell'appalto; si citano in particolare le seguenti, da intendersi integrate dai rispettivi regolamenti, supplementi, varianti, appendici ed aggiornamenti: D.M. del : Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione e relativa raccolta R dell ISPESL. Legge n. 10 del : Norme per l attuazione del piano energetico nazionale in materia di uso dell energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rigenerabili di energia e successivi decreti attuativi. D.P.R. n.412 del : Regolamento di attuazione della Legge n.10/1991. D.P.R. n.1391 del : Regolamento per l'esecuzione della Legge 13 luglio 1966, recante provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico, limitatamente al settore degli impianti termico Circ.Min.n.73 del 29/07/1971: Norme di sicurezza per gli impianti termici funzionanti a combustibile liquido. R.D.L. n del R.D. n. 824 del e successive modifiche ed integrazioni. D.P.R. n.547 del : Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro. D.L. n. 626 del Attuazione delle direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. D.L. n /3/1996 Modifiche ed integrazioni al D.L. n.626/94. Legge n /12/1971: Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile osservanza alle Norme UNI CIG. DM 12/04/96: Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi. Norme UNI Norme UNI-CIG Legge n.186 del : Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni ed impianti elettrici ed elettronici. Legge n. 46 del : Norme per la sicurezza degli impianti. D.P.R. n.447 del : Regolamento di attuazione della Legge 46/90 D.M Approvazione modello di dichiarazione di conformità Norme CEI Impianti elettrici negli edifici civili; Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione ed incendio. Impianti elettrici utilizzatori a tensione non superiore a 1000V in corrente alternata o a 1500V in corrente continua; Normative I.S.P.E.S.L. (ex A.N.C.C.) Disposizioni del Ministero dell'interno e dei Vigili del Fuoco. Prescrizioni U.S.L. In relazione all'attuale frequente emanazione di nuove Leggi e Norme o di varianti a Leggi e Norme preesistenti, riguardanti l'oggetto dell'appalto, l'appaltatore dovrà farsi parte diligente nel verificare, all'atto dell'esecuzione dei lavori, se da eventuali nuove disposizioni emanate successivamente alla data del progetto derivino varianti a quanto previsto nel progetto medesimo, evidenziando tali varianti alla Direzione Lavori. Sono a carico dell'appaltatore l'espletamento di tutte le pratiche per l'ottenimento del nullaosta dell'i.s.p.e.s.l. (denuncia dell'impianto, relazione tecnica, richiesta di collaudo) e per l'ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi da parte dei Vigili del Fuoco (limitatamente a quanto riguarda gli impianti oggetto dell'appalto), nonché' l'assistenza ai relativi collaudi. Tutte le pratiche dovranno essere inoltrate ed avviate bene in tempo, prima dell'ultimazione dei lavori. Tutte le eventuali modifiche o aggiunte che dovessero essere fatte agli impianti per ottenere i predetti nullaosta, o per ottemperare alle prescrizioni degli Enti preposti, o comunque per rendere gli impianti assolutamente conformi a tutte le normative su' menzionate, saranno completamente a carico dell'appaltatore che, al riguardo, non potrà MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 46 di 59

172 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima avanzare alcuna pretesa d'indennizzo o di maggiore compenso, ma anzi dovrà provvedere ad eseguirle con la massima sollecitudine, anche se nel frattempo fosse già stato emesso il certificato di ultimazione dei lavori. E' a carico dell'appaltatore altresì la fornitura alla Stazione Appaltante di tutti gli elementi necessari per la compilazione del libretto di centrale, richiesto dal D.P.R. n.412/93. L'esecuzione di tutti i lavori, sia a misura che a corpo dovrà avvenire con la massima diligenza e precisione, seguendo scrupolosamente quanto indicato nei disegni di progetto ed osservando le prescrizioni che verranno impartite di volta in volta dalla Direzione Lavori. L'Appaltatore è contrattualmente responsabile della perfetta rispondenza di quanto eseguito ai dati tecnici stabiliti in sede di progetto ed alle indicazioni impartite in fase esecutiva dalla Direzione Lavori, e dovrà provvedere a sue spese alla demolizione o sostituzione di quanto risultasse non conforme. In particolare sarà cura dell'appaltatore, procurarsi presso la Direzione Lavori tutti i dati costruttivi, le misure e gli ordini particolari, in base ai quali eseguire i tracciamenti delle opere sottoponendoli, non appena eseguiti, alla Direzione Lavori per il necessario controllo. Pur essendo i tracciamenti stati verificati dalla Direzione Lavori, l'appaltatore resterà responsabile della esattezza dei medesimi e sarà quindi obbligato a demolire e rifare a sue spese quelle opere che non dovessero risultare eseguite conformemente ai disegni del progetto ed alle prescrizioni impartite in fase esecutiva. Gli impianti dovranno essere realizzati, oltre che secondo le prescrizioni esplicitamente richiamate dal presente Capitolato, anche secondo le buone regole dell'arte, intendendosi con tale denominazione tutte le norme più o meno codificate di corretta esecuzione dei lavori; ad esempio tutte le rampe di tubazioni dovranno avere gli assi allineati, i collettori dovranno avere gli attacchi raccordati e gli assi dei volantini delle valvole d'esclusione delle linee in partenza e/o arrivo dovranno essere allineati, tutti i rubinetti di sfiato di tubazioni o serbatoi dovranno essere in posizione facilmente accessibile, senza necessità d'uso di scale o altro, tutti i serbatoi, le pompe, le apparecchiature di regolazione, i collettori e le varie tubazioni in arrivo/partenza dovranno essere provvisti di targa d'identificazione in plexiglas, con tutte le indicazioni necessarie (circuito, portata, prevalenza, capacità), e così via. Art.2.TS.67 - Qualità e provenienza dei materiali Nel seguito sono esposte alcune caratteristiche generali richieste per i materiali occorrenti per la costruzione delle opere; altre e più specifiche caratteristiche richieste per i suddetti componenti sono riportate nelle rispettive voci dell'allegato Elenco Prezzi. Tutti i materiali in questione, oltre a soddisfare alle caratteristiche richieste dal presente Capitolato e dai relativi allegati, dovranno essere riconosciuti idonei dalla Direzione Lavori. Su richiesta della D.L., l'appaltatore, entro 30 giorni dalla data di stipulazione del contratto o comunque almeno 10 giorni prima del loro impiego, presenterà il campionario dei materiali che intende utilizzare, affinché siano sottoposti alle prove e verifiche ritenute necessarie: prove e verifiche che saranno sempre a totale carico dell'appaltatore e potranno essere ripetute anche per materiali della stessa specie e provenienza ogni qualvolta la Direzione Lavori lo riterrà opportuno. I materiali non ritenuti idonei saranno rifiutati e dovranno essere allontanati immediatamente dal cantiere senza diritto ed alcun compenso. L'accettazione da parte della Direzione Lavori non solleva in alcun modo l'appaltatore dalle sue responsabilità ai fini della perfetta esecuzione del lavoro. Tutti i materiali impiegati dovranno essere nuovi, della migliore qualità, lavorati a perfetta regola d'arte, e corrispondenti al servizio a cui sono destinati. Tutti i dispositivi di sicurezza, protezione e controllo richiesti dal D.M e successive specificazioni tecniche ISPESL dovranno essere di tipo omologato e/o dotati dei prescritti certificati di collaudo. Tutti i componenti di produzione, distribuzione ed utilizzazione del calore dovranno essere omologati (o provvisti della conformità dei componenti ai prototipi omologati) secondo le prescrizioni della Legge n. 10/91 e del relativo regolamento di applicazione; tali certificati dovranno essere forniti dall'appaltatore alla D.L. Tutti i materiali isolati impiegati per tubazioni convoglianti fluidi caldi dovranno essere conformi come caratteristiche e come spessori alle prescrizioni della Legge n.10/91 e del relativo regolamento di esecuzione. Tale rispondenza dovrà essere documentata dai certificati di accertamento di laboratorio (conduttività termica, stabilità dimensionale e funzionale e comportamento al fuoco) che l'appaltatore dovrà fornire alla D.L.- Tutti i serbatoi, i recipienti in pressione e le apparecchiature soggetti a collaudo o ad omologazione I.S.P.E.S.L. (certificati, libretti, ecc.). Tutti i componenti elettrici per i quali è previsto il regime del marchio di qualità (I.M.Q.) dovranno essere provvisti di detto marchio. Tutti i componenti e gli apparecchi per i quali, al momento della stipula del contratto d appalto, siano state recepite le direttive comunitarie relative alla marchiatura CE dovranno essere provviste di tale marchio. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 47 di 59

173 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Si precisa che, ove nella descrizione delle voci dell'allegato Elenco Prezzi sono indicati marca e tipo delle apparecchiature e dei materiali, ciò è fatto a titolo esemplificativo e non limitativo, intendendo cioè individuare un possibile prodotto di mercato corrispondente alle caratteristiche richieste ed allo standard di qualità minimo al di sotto del quale l'amministrazione non intende scendere. L'Appaltatore potrà pertanto proporre anche apparecchiature e materiali di marca e tipo diverso, purché' aventi requisiti in tutto conformi a quanto richiesto, che in ogni caso la D.L. si riserva di accettare o meno a suo insindacabile giudizio, tenuto conto in special modo della necessità dell'amministrazione di unificare e standardizzare il più possibile la tipologia dei componenti per evidenti ragioni di manutenzione e di gestione ricambi, e considerata l'ovvia esigenza di ben determinati materiali ed apparecchiature nei casi dove occorra, per sostituzioni od aggiunte, impiegare componenti uguali a quelli esistenti. Art.2.TS.68 - Parti di impianto dismesse o sostituite - materiali di risulta Tutte le parti di impianto esistente dismesse, sostituite o comunque non riutilizzate dovranno essere rimosse, salvo quelle tubazioni sottotraccia che la DL. ritenesse di poter lasciare in sito. Per quanto riguarda i materiali di risulta, la DL. preciserà di volta in volta quali componenti l'amministrazione intenda recuperare; l'appaltatore e' tenuto ad effettuarne lo smontaggio e l'accantonamento con la necessaria cura e a provvedere al trasporto degli stessi nei luoghi di deposito che gli saranno indicati. L'Appaltatore provvederà inoltre a trasportare a pubblica discarica o comunque ad allontanare dal Cantiere i materiali per i quali non e' previsto il recupero. Art.2.TS.69 - Rapporti con gli appaltatori Durante l'esecuzione dei lavori dovrà fornire alle altre imprese interessate, per le parti di sua competenza che abbiano attinenza con l'esecuzione dei lavori a cura di dette imprese, tutte le indicazioni necessarie ed i chiarimenti che gli verranno richiesti, controllando mediante suoi incaricati che l'esecuzione sia fatta secondo le sue esigenze, ed intervenendo tempestivamente in caso negativo. In particolare l'appaltatore dovrà prendere accordi tempestivi e continuati, per il perfetto inserimento ed adattamento dell'impianto nel fabbricato, non soltanto con la Direzione Lavori, ma anche con le Imprese incaricate dell'esecuzione delle opere murarie e degli altri impianti, fornendo a quelle la necessaria assistenza tecnica ove si manifestasse indispensabile, così da evitare rotture, rifacimenti, ecc., con conseguenti perdite di tempo e ritardi; se si dovessero riscontrare inconvenienti di tal genere, che la Direzione Lavori giudicasse dovuti a colpa o incuria dell'impresa aggiudicataria del presente Appalto, essi saranno posti a suo completo carico. Art.2.TS.70 - Consegna degli impianti all'amministrazione appaltante Per ogni partita di lavori, la consegna degli impianti alla Stazione Appaltante avverrà dopo il completamento della partita interessata, subordinatamente alla fornitura da parte dell'appaltatore di tutta la documentazione necessaria (disegni finali, norme di conduzione degli impianti stessi, ecc.) richiesta dalla vigente normativa. Della consegna degli impianti verrà redatto apposito verbale; qualora, per cause imputabili all'appaltatore, la consegna dovesse subire ritardi, trascorsi due mesi dal completamento della partita interessata l'amministrazione Appaltante si riserva la facoltà di imporre all'appaltatore di mettere in funzione gli impianti (qualora non già in funzione), rimanendone però esso unico responsabile, e con la conduzione e manutenzione totale (ordinaria e straordinaria), esclusi i soli consumi di energia, a completo carico dell'appaltatore stesso fino a quando sarà possibile la consegna ufficiale. Nulla e a nessun titolo potrà essere richiesto dall'appaltatore per tali prestazioni, anche se fossero necessarie in ore notturne e/o festive. La presa in consegna degli impianti da parte dell'amministratore Appaltante non costituisce comunque accettazione degli impianti medesimi, restando quest'ultima subordinata all'esito favorevole degli ulteriori accertamenti eseguiti nel corso del rilascio del Certificato di collaudo o di regolare esecuzione. Art.2.TS.71 - Collaudo funzionale degli impianti Il collaudo definitivo degli impianti meccanici deve iniziare entro il termine stabilito dal Capitolato Speciale d'appalto ed, in difetto, non oltre sei mesi dalla data del certificato di ultimazione dei lavori. In particolare il collaudo funzionale degli impianti termici sarà eseguito durante la prima stagione invernale successiva all'ultimazione dei lavori ed avrà lo scopo di accertare il perfetto funzionamento degli impianti medesimi. L'inizio delle operazioni di collaudo funzionale dovrà avvenire non prima che sia trascorso un periodo di due mesi di regolare funzionamento degli impianti. Il collaudo sarà eseguito conformemente alla Norma UNI 8852 punto 5 e specificatamente: punto 5.1 modalità generali MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 48 di 59

174 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima punto 5.2 collaudo e grandezze oggetto di misurazione punto 5.3 collaudo e modalità di esecuzione punto5.4 omogeneità delle temperature negli ambienti. Il collaudo definitivo dovrà accertare che gli impianti ed i lavori, per quanto riguarda i materiali impiegati, l'esecuzione e la funzionalità, siano in tutto corrispondenti a quanto precisato nel Capitolato Speciale d'appalto, tenuto conto di eventuali modifiche concordate in sede di aggiudicazione dell'appalto stesso. Ad impianto ultimato si deve provvedere alle seguenti verifiche di collaudo: rispondenza alle disposizioni di Legge; rispondenza alle prescrizioni dei VV.F.; rispondenza a prescrizioni particolari concordate in sede di offerta; rispondenza alle norme UNI-CTI relative al tipo di impianto, come di seguito descritto. In particolare, nel collaudo definitivo dovranno effettuarsi le seguenti verifiche: che siano osservate le norme tecniche generali; che gli impianti ed i lavori siano corrispondenti a tutte le richieste e preventive indicazioni, inerenti lo specifico appalto, precisato dall'amministrazione appaltante nella lettera d'invito alla gara o nel disciplinare tecnico a base della gara, purché risultino confermate nel progetto offerta della Ditta aggiudicataria e purché non siano state concordate delle modifiche in sede di aggiudicazione dell'appalto; che gli impianti ed i lavori siano in tutto corrispondenti alle indicazioni contenute nel progetto - offerta, purché non siano state concordate delle modifiche in sede di aggiudicazione dell'appalto; che gli impianti ed i lavori corrispondono inoltre a tutte quelle eventuali modifiche concordate in sede di aggiudicazione dell'appalto, di cui è detto ai precedenti commi b) e c); che i materiali impiegati nell'esecuzione degli impianti, dei quali, siano stati presentati i campioni, siano corrispondenti ai campioni stessi; inoltre, nel collaudo definitivo dovranno ripetersi i controlli prescritti per la verifica provvisoria. Anche del collaudo definitivo verrà redatto regolare verbale. Deve essere eseguita una ispezione visiva per accertarsi che gli impianti siano realizzati nel rispetto delle prescrizioni delle Norme tecniche specifiche e delle Norme particolari riferentesi all'impianto istallato. Detto controllo deve accertare che il materiale che costituisce l'impianto sia conforme alle relative Norme, sia stato scelto correttamente ed istallato in modo conforme alle prescrizioni impartite dalle normative e dal costruttore e non presenti danni visibili che possano comprometterne la sicurezza. Tra i controlli a vista devono essere effettuati i controlli relativi a presenza di adeguati dispositivi di sezionamento ed intercettazione, identificazione dei circuiti, fornitura di schemi, cartelli ammonitori, identificazione di comandi e sicurezze. Inoltre è opportuno che questi esami inizino durante il corso dei lavori. Art.2.TS.72 - Norme di misurazione e contabilizzazione I lavori impiantistici possono essere appaltati a corpo o a misura. Nel caso di appalto a corpo non si eseguono misurazioni delle opere eseguite e non si operano compensazioni economiche per lavorazioni comprese in progetto in quantità difforme rispetto a quella indicata nel computo metrico. Il computo metrico, infatti, non costituisce documento contrattuale e non può in alcun modo essere invocato per supportare richieste economiche differenti dall importo di contratto. Fatte salve, ovviamente, le varianti richieste ad approvate dall Amministrazione appaltante. Nel caso di appalto a misura le quantità dei lavori vengono computate con metodi geometrici, a numero o a peso a seconda dell'unità di misura indicata nell' Elenco Prezzi. La contabilizzazione dei lavori avviene moltiplicando la quantità misurata per il prezzo unitario della singola voce. A chiarimento ed integrazione di quanto disposto nelle descrizioni dell'elenco prezzi si riportano le seguenti indicazioni: a) sono comprese nei prezzi di elenco anche se non è stato descritto specificatamente tutte le assistenze murarie relative alla posa dell'impianto comprendenti: l'apertura di tracce su muri e solai di qualunque natura; la realizzazione di fori nelle murature; gli occorrenti materiali murari (malta, mattoni, zanche, tasselli, ecc.); lo sgombero dei detriti, il ripristino e la chiusura delle tracce, i ponteggi esterni e interni per la durata dei lavori; per il ponteggio interno è compreso anche l'eventuale innalzamento anche per la sola esecuzione della posa in opera; la fornitura della forza motrice e la pulitura finale. b) per i lavori computati con metodi geometrici (ml, mq, mc) verranno rilevate le dimensioni reali in opera, senza tenere conto degli sfridi, compenetrazioni, sovrapposizioni od altro; nel caso di tubazioni, queste verranno misurate in asse al netto degli organi interposti (diversamente da quanto previsto dalla normativa UNI di riferimento); nel caso di scavi, questi verranno computati con riferimento alla larghezza della base a fondo scavo e come eseguiti a pareti verticali; MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 49 di 59

175 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima c) per i lavori computati a peso verrà rilevato il peso reale delle tubazioni in opera, senza tenere conto di sfridi, staffaggi o altro; in caso di tubazioni, il peso verrà determinato moltiplicando lo sviluppo in lunghezza (misurato in asse) moltiplicato il peso per metro di tubo desunto dalle rispettive tabelle di unificazione; analogamente dicasi per profilati o lamiere per i quali non sia stata eseguita la pesatura e per i quali si intende sempre escluso il peso degli staffaggi o altri componenti; d) per quanto riguarda in particolare gli isolamenti termici, qualora il computo debba essere eseguito a superficie saranno seguite le Norme UNI 6665:1988 "Metodi di misurazione per superfici coibentate". Resta comunque inteso che per le norme di misurazione non riportate nel presente articolo o non specificate negli articoli dell'elenco Prezzi relativo agli impianti del presente C.S.A. si farà riferimento a quelle indicate nel Capitolato Speciale d'appalto delle opere murarie ed assimilate CAPO III IMPIANTI TECNOLOGICI -VERIFICHE E PROVE PRELIMINARI Art.2.TS.73 - Generalità Per le verifiche in corso d'opera e per quelle ad ultimazione dei lavori, la Ditta Appaltatrice è tenuta a mettere a disposizione apparecchiature e strumenti di misura ed a fornire l'adatta manodopera senza poter perciò pretendere compensi non esplicitamente specificati nella Descrizione delle Voci di Lavoro. Le verifiche e le prove preliminari saranno eseguite dalla Direzione Lavori, in contraddittorio con la Ditta, e di esse e dei risultati ottenuti si redigerà regolare verbale. A giudizio insindacabile della Direzione Lavori, potranno venire prescritte alcune o tutte le prove richiamate nei successivi articoli, al fine di garantire la funzionalità degli impianti ed il rispetto delle vigenti norme di legge, con particolare riguardo alle disposizioni per la prevenzione degli infortuni. Art.2.TS.74 - Modalità di collaudo Per le operazioni di collaudo ci si avvarrà delle norme UNI vigenti e secondo la pren Le operazioni di collaudo e verifica saranno effettuate secondo le modalità previste per ogni singola componente installata e riportate nella sezione tecnica corrispondente. In ogni caso al collaudo dovranno essere eseguite almeno le operazioni generiche di seguito indicate. Controlli preventivi da effettuare a) Impianto inattivo vasi di espansione funzionanti e senza valvole di intercettazione pressione dell'acqua sufficiente elettropompe funzionanti e valvole dei circuiti aperte siano correttamente configurati e programmati i regolatori di temperatura ambiente le linee di scarico condensa siano correttamente collegate alla rete di scarico b) Impianto attivo non vi siano perdite di acqua ad impianto funzionante sia dalle valvole che dagli altri organi la rumorosità delle apparecchiature meccaniche rientri nelle prescrizioni. Controlli funzionali a) Prima dell avviamento Regolazione temperatura Verifica dei comandi e del loro effetto agendo lentamente sull organo od organi di impostazione del valore prescritto. Regolazione progressiva con valvole servocomandate a movimento rotativo Prima di alimentare il sistema, occorre una verifica manuale che le valvole ruotino senza resistenza o attriti anormali; la verifica può considerarsi positiva dopo almeno 5 esecuzioni consecutive soddisfacenti nei due sensi. Dopo aver alimentato il sistema, occorre una verifica della corretta risposta della valvola servocomandata (senso ed ampiezza di rotazione, azione del fine corsa) alle opportune manipolazioni dell organo di impostazione del valore prescritto. Verifica dell assenza di trafilamenti attraverso gli organi di tenuta sullo stelo delle valvole. Tutti i sistemi Qualora sia previsto, predisposizione secondo la stagione, rispettivamente all impiego estivo o a quello invernale. Nel caso esista un orologio programmatore, verifica della messa ad orario, della marcia regolare e del corretto intervento. Regolazione progressiva con valvola servocomandata Verifica della taratura in condizioni sostanzialmente di regime, come segue : MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 50 di 59

176 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima termoregolazione d ambiente : temperatura del locale pilota, da misurare a stabilità raggiunta; tolleranza 1 C; termoregolazione climatica : temperatura di mandata (o media mandata - ritorno nei sistemi con sonda di mandata e ritorno), da misurare a stabilità raggiunta, e da confrontare con la temperatura esterna (da misurare, pure in condizioni stabili, in prossimità della sonda corrispondente) secondo la curva caratteristica impostata; tolleranza di 1 C di T ambiente di calcolo (vedere norme di omologazione). Qualora la sonda esterna sia sensibile anche a sole e vento, la temperatura esterna deve essere misurata in loro assenza. Qualora siano previsti due o più regimi, la verifica si effettua per ciascuno di essi, commutandoli con il dispositivo a ciò destinato nel funzionamento reale. Ventilatori All inizio di ogni periodo di attività si deve controllare : che la girante ruoti liberamente e non urti o strisci contro la cassa a spirale od altri eventuali oggetti in essa penetrati; che il senso di rotazione sia corretto. Dopo ogni revisione e nel caso si presentino anomalie nella distribuzione dell aria, occorre misurare le pressioni all aspirazione ed alla mandata, verificando l eventuale difformità dai valori di progetto. Filtri dell'aria La verifica dei sistemi filtranti va effettuata all avviamento dell impianto mediante misure sulla qualità dell aria; i filtri di prova andranno sostituiti con filtri nuovi prima della consegna dell impianto. Collaudo in corso d opera Al termine dell'installazione si verificherà che siano eseguite dall'installatore e sottoscritte in una dichiarazione di conformità, le operazioni di prelavaggio e di lavaggio prolungato. Detta dichiarazione riporterà inoltre i risultati del collaudo (prove idrauliche, di erogazione, livello di rumore).tutte le operazioni predette saranno condotte secondo le norme sopra descritte. Al termine il Direttore dei lavori raccoglierà in un fascicolo i documenti progettuali più significativi ai fini della successiva gestione e manutenzione (schemi dell'impianto, dettagli costruttivi, schede di componenti con dati di targa, ecc.) nonché le istruzioni per la manutenzione rilasciate dai produttori dei singoli componenti e dall'installatore (modalità operative e frequenza delle operazioni). Collaudo finale Le prove ed i collaudi dovranno essere eseguiti da parte del collaudatore (o in caso di collaudo ai fini della consegna delle opere al Committente da parte di personale tecnico incaricato dallo stesso) in presenza del Direttore Tecnico dell Impresa e del Direttore dei Lavori. Da parte dell Impresa, dovranno essere messi a disposizione i mezzi e le apparecchiature per l effettuazione delle prove stesse. L emissione del certificato di collaudo, sarà condizionata da parte della stazione Appaltante all esito positivo del collaudo effettuato da parte del professionista incaricato, dopo la comunicazione di fine lavori da parte dell Appaltatore. Ogni inadempienza o incongruenza segnalata dal collaudatore all Amministrazione costituirà titolo di riserva a carico dell Appaltatore che dovrà provvedere immediatamente con mezzi propri alla risoluzione dell inadempienza a proprie spese. L'emissione del certificato di collaudo tecnico - amministrativo, comunque non esime l appaltatore dalle garanzie in caso di inadeguato funzionamento dell impianto che si dovesse riscontrare all atto della messa in funzione dello stesso nella prima stagione invernale successiva all emissione del certificato di collaudo tecnico - amministrativo. Agli effetti del collaudo funzionale dell impianto di climatizzazione, valgono le seguenti prescrizioni delle quali si deve tener conto nell esecuzione degli impianti stessi: quale valore della temperatura esterna (-5 C con vento a raffiche della velocità di 80 km/h in inverno e C con il 50% UR in estate) si deve assumere quello relativo alle ore sette del mattino nel periodo invernale e quello alle ore 16 solari nel periodo estivo del giorno o dei singoli giorni del collaudo, a mezzo di termometro posto a Nord dell edificio e schermato in modo da non ricevere riflessi dall edificio stesso, e dagli oggetti circostanti. Qualora le visite di collaudo nel periodo invernale si dovessero effettuare in assenza di vento, agli effetti del collaudo, si farà equivalere il fattore vento, ad un ulteriore abbassamento di 7 della temperatura esterna. Qualora nel giorno del collaudo si verifichi una temperatura esterna superiore a + 5 C nel periodo invernale e inferiore a + 30 C nel periodo estivo, il collaudo deve essere rinviato; Le condizioni normali di regime dell impianto di climatizzazione si intendono raggiunte, quando la temperatura dei locali risulta indicata con una tolleranza di 1 C in più o in meno, controllato dalla Direzione Lavori in contraddittorio con l appaltatore Quale temperatura nei locali si deve assumere quella relativa al centro degli stessi a metri 1.50 dal pavimento. Misura delle portate d aria indicate per ogni singolo locale o locali campione scelti dal Direttore dei Lavori o dal collaudatore e verifica della rumorosità nelle stanze. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 51 di 59

177 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Collaudo dell impianto idrico antincendio con misura di portata e pressione per gli idranti più sfavoriti. Collaudo dell impianto idrico sanitario con verifica delle portate per il servizio più sfavorito e di altri servizi scelti a campione in presenza della contemporaneità di utilizzo indicata. Collaudo dell impianto gas medicali secondo l elenco delle prove previsto dalla normativa EN737. I risultati delle verifiche, e di quelle ritenute necessarie dal Direttore dei Lavori, dal Committente e dal collaudatore, anche se non specificamente indicate nel presente documento, verranno riportate in appositi verbali. L appaltatore ha comunque l obbligo di garantire tutti gli impianti, sia per qualità dei materiali, sia per il montaggio, sia infine per il regolare funzionamento, fino al termine della prima stagione invernale, successiva al collaudo. Pertanto, fino al termine di tale periodo, l appaltatore deve riparare tempestivamente, ed a sue spese, tutti i guasti e le imperfezioni che si verifichino nell impianto, per effetto della non buona qualità dei materiali o per difetto di montaggio o di funzionamento, escluso soltanto le riparazioni dei danni che non possono attribuirsi all ordinario esercizio degli impianti, ma ad evidente imperizia o negligenza del personale preposto della Stazione Appaltante o a normale usura. Art.2.TS.75 - Provvedimenti contro la trasmissione di vibrazioni È necessario sopprimere o drasticamente ridurre, le vibrazioni generate dalle macchine rotanti (ventilatori, pompe, compressori, ecc.) presenti nell'impianto. Le parti in movimento dovranno essere equilibrate staticamente e dinamicamente, dove necessario. Le apparecchiature dovranno essere montate su basamenti, telai o solai in c.a. isolate dal pavimento a mezzo di dispositivi antivibranti. La scelta degli antivibranti dovrà essere fatta in modo che la frequenza di ognuno sia inferiore a 1/3 della velocità di rotazione più bassa (in giri ed oscillazioni al minuto) del materiale supportato. Gli ammortizzatori a molla avranno un cuscinetto inferiore in neoprene o in gomma. Le apparecchiature meccaniche dovranno inoltre essere fissate su un basamento in calcestruzzo pesante in modo che la sua inerzia possa limitare la ampiezza delle vibrazioni. Fra basamento e struttura portante dovrà essere interposto un materassino resiliente, una lamina di piombo di spessore opportuno o dei supporti elastici. Le apparecchiature quali pompe, centrali di trattamento aria e ventilatori dovranno essere corredate di giunti elastici al fine di evitare la trasmissione di vibrazioni ai canali ed alle tubazioni. I canali e le tubazioni dovranno essere sospesi alle pareti a mezzo di dispositivi tali che evitino la trasmissione alla struttura ed alle pareti dell'edificio di vibrazioni residue provenienti dalle macchine o dovute alla circolazione dei fluidi. Per evitare la trasmissione di vibrazioni dovute alle tubazioni è consigliabile interromperle opportunamente con giunti elastici in gomma o in metallo. Art.2.TS.76 - Livello di pressione sonora La presente specifica è destinata servire da guida per la misura e l'accettazione del livello di pressione sonora negli ambienti occupati ed esterni all'edificio. Art.2.TS.77 - Strumentazione, modalità e criteri di misura I fonometri da impiegarsi per il rilievo del rumore devono avere caratteristiche conformi a quelle indicate per i "fonometri di precisione" dall'international Electrotechnical Commission" (IEC), standard 651 tipo 1, oppure dall Americana National Standards Institute" (ANSI), S tipo 1. Il fonometro deve essere dotato di batteria di filtri a bande di ottava di frequenze centrali: 31.5; 63; 125; 250; 500; 1000; 2000; 4000; 8000; Hz. Il fonometro deve essere tarato mediante rilevazione all'inizio ed al termine di ogni serie di rilievi. Art.2.TS.78 - Modalità generali di misura del rumore interno Viene qui preso in esame il rumore proveniente da sorgenti interne all'edificio, sede del locale disturbato. Il rumore va misurato secondo le prescrizioni della norma UNI 8199 ed in particolare collocando il microfono nelle posizioni in cui la zona viene maggiormente utilizzata, con specifico riferimento alle funzioni del locale stesso, ad almeno 1 m dalle pareti, ad altezza di 1,20 m dal pavimento, in modo da consentire una valutazione del livello sonoro all'interno dell'ambiente, significativo ai fini dell'individuazione del suo valore massimo. Per ridurre od evitare i disturbi alle onde stazionarie è opportuno eseguire almeno 3 rilievi ruotando il microfono su archi di circonferenza di sviluppo di ± 0,5 m nei due sensi. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 52 di 59

178 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.79 - Rumore di fondo Si definisce rumore di fondo il livello sonoro (prodotto anche dai rumori esterni) che, misurato nei tempi di normale utilizzo del locale, con l'impianto non in funzione, è superato per il 90% del tempo di osservazione, nelle posizioni di misura. Art.2.TS.80 - Limiti di accettabilità del livello sonoro In ottemperanza a quanto previsto dalla legge n. 447/95 e dai dispositivi attuativi di cui al DPCM e , il livello sonoro nei locali occupati dalle persone, misurato con gli impianti in funzione, non dovrà superare i limiti imposti. Nel caso in cui tali valori vengano superati, l'appaltatore dovrà provvedere ad eseguire, senza alcun maggior onere per la Committente, tutte quelle opere di riduzione del rumore generato dagli impianti (antivibranti, silenziatori ecc..) necessari a ridurre il livello sonoro entro i limiti prefissati. Art.2.TS.81 - Misure antiacustiche Gli impianti dovranno essere realizzati in modo da non generare negli ambienti occupati e nell'ambiente esterno livelli sonori inaccettabili e, comunque superiori a quelli prescritti. In linea generale, pertanto, si potrà operare come segue: Le apparecchiature dovranno essere di ottima qualità, con adeguato isolamento acustico per bassa frequenza e le case fornitrici dovranno fornire dettagliate caratteristiche acustiche, da cui sia possibile eseguire un accurato studio. Le pompe di circolazione dovranno essere scelte correttamente e lavorare nelle condizioni ottimali. Non dovranno essere utilizzati motori con velocità di rotazione superiore a 1500 g/l' salvo esplicita autorizzazione. Quando necessario dovranno essere previsti adeguati silenziatori o altri dispositivi sui canali. Per evitare i rumori derivanti dalle dilatazioni delle tubazioni dovranno prevedersi dispositivi di dilatazione con supporti che consentano tutti i possibili spostamenti. Gli attraversamenti di solette e pareti saranno realizzati in modo tale da impedire la trasmissione di rumori e vibrazioni alla struttura, prevedendo ad esempio guaine adeguate. Le tubazioni dovranno essere fissate in modo da evitare la trasmissione di vibrazioni alla struttura. Potranno essere interposti degli anelli in gomma; per evitare di comprimere eccessivamente la gomma i collari saranno previsti di due grandezze superiori al diametro delle tubazioni. Nel serraggio del collare si dovrà tener conto anche delle dilatazioni. Si dovranno predisporre anche i dispositivi ammortizzatori di colpo d ariete, qualora la Direzione Lavori ne ravvisi la necessità. Tutti i punti di contatto degli apparecchi sanitari con la struttura dovranno essere muniti di antivibranti. Per le docce, dovrà essere interposto, tra struttura e apparecchio, del materiale isolante che impedisca la trasmissione di rumore. Nel caso in cui il rumore trasmesso dagli impianti ai locali occupati od all'esterno superi i valori prescritti, dovranno essere presi adeguati provvedimenti per rientrare nei limiti. I provvedimenti potranno interessare: Le fonti di rumore: ad esempio scegliendo apparecchiature più silenziose. L'isolazione delle fonti di rumore con cuffie afoniche e protezioni in genere. Il trattamento dell'ambiente indicando per pareti, soffitti, pavimenti, i sistemi ed i mezzi idonei per ottenere il risultato voluto. Art.2.TS.82 - Prova di tenuta idraulica delle reti di distribuzione Prima di procedere a coibentazioni, rivestimenti, chiusure, di tracce, cunicoli o cavedi, le tubazioni di distribuzione dell'acqua calda, fredda e degli impianti di riscaldamento e condizionamento dovranno essere provate idraulicamente ed in particolare: Reti di distribuzione in tubo di polietilene ad alta densità per acqua: PROVA A TENUTA A PRESSIONE: in relazione all estensione della rete ed ai diametri costituenti la stessa, la prova può essere eseguita per tronchi o per l intera estensione. I tronchi possono essere interrati, ad eccezione delle testate, che devono essere lasciate scoperte per il controllo dell andamento della prova. La prova deve essere eseguita di preferenza idraulicamente e consiste nel sottoporre la condotta ad una pressione pari ad almeno 1,5 volte la pressione massima di esercizio. La pressione massima di prova non deve superare la pressione di prova idraulica in officina per i tubi ed i raccordi e le pressioni di collaudo ammesse per gli accessori inseriti nel circuito. La prova si intende riferita alla condotta con i relativi giunti, curve, T, derivazioni e riduzioni escluso quindi qualsiasi altro accessorio idraulico e cioè: saracinesche, sfiati, scarichi di fondo, idranti, ecc. Come prima operazione si dovrà procedere ad ancorare la condotta nello scavo mediante parziale riempimento con terra vagliata, con l avvertenza però di lasciare i giunti MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 53 di 59

179 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima scoperti ed ispezionabili: ciò per consentire il controllo della loro tenuta idraulica e per evitare comunque il movimento orizzontale e verticale dei tubi sottoposti a pressione. Si procederà quindi al riempimento con acqua dal punto più depresso della tratta, ove verrà installato pure il manometro. Si avrà la massima cura nel lasciare aperti rubinetti, sfiati, ecc. onde consentire la completa fuoriuscita dell aria. Riempita la tratta nel modo sopra descritto, la si metterà in pressione a mezzo di una pompa salendo gradualmente di un Bar al minuto primo fino a raggiungere la pressione di prova. Questa verrà mantenuta per il tempo necessario a consentire l assestamento dei giunti e l eliminazione di eventuali perdite che non richiedono lo svuotamento della condotta. PROVA A 1 ORA: Si porterà la tratta interessata alla pressione di prova idraulica (1,5 volte la pressione nominale a 20 C) e si isolerà il sistema dalla pompa di prova per un periodo di1 ora; non dovranno verificarsi cali di pressione in rete. PROVA A 12 ORE: Effettuata la prova a 1 ora ed avendo ottenuto il risultato positivo, si procederà al collaudo a 12 ore lasciando la tratta interessata alla pressione di prova idraulica (1,5 volte la pressione nominale) per tale periodo. Non dovranno verificarsi cali di pressione in rete. Reti di distribuzione in tubo di acciaio preisolato con schiuma poliuretanica e protezione in polietilene: PROVA IDRAULICA DI TENUTA A FREDDO: eseguita ad una pressione non inferiore ad 1,5 volte quella massima di esercizio. Eventuali apparecchiature, montate sulle tubazioni, che potessero danneggiarsi sotto tale pressione di prova, andranno smontate ed i rispettivi attacchi andranno chiusi con tappi filettati o flange. L esito della prova si riterrà positivo se nell arco di dodici ore non si saranno verificate perdite di pressione né saranno state rilevate fughe o deformazioni permanenti. PROVA IDRAULICA DI TENUTA A CALDO E DI CIRCOLAZIONE NEI CIRCUITI DI RISCALDAMENTO: L esito della prova si considererà positivo quando si sarà constatato che in tutti gli apparecchi utilizzatori l acqua arriverà a temperatura uniforme, quando non si saranno verificate, per effetto delle dilatazioni termiche, fughe o deformazioni permanenti o comunque di entità tale che ripetendosi possono portare ad un danneggiamento dell impianto e quando i vasi di espansione si saranno dimostrati capaci di contenere tutta la variazione di volume dell acqua contenuta nel circuito di prova. In corso d opera e fino ad ultimazione dei lavori si procederà alla verifica qualitativa e quantitativa dei materiali installati. La verifica qualitativa consisterà nel controllare che le tubazioni installate siano nuove, raccordate a regola d arte e rispondenti sia alle caratteristiche prescritte nel Capitolato Speciale d Appalto che alle descrizioni riportate in offerta e nel progetto esecutivo. La verifica quantitativa consisterà nel controllare i diametri, le lunghezze, lo spessore del rivestimento coibente, lo spessore del controtubo di polietilene, il funzionamento delle eventuali apparecchiature elettriche ed elettroniche di controllo perdite, affinché siano corrispondenti a quanto richiesto ed offerto dall Impresa e riportato nel progetto esecutivo. Tutte le prove e verifiche di cui sopra saranno eseguite, in contraddittorio con l Impresa, Dal Direttore dei Lavori o da altra persona all uopo delegata dall Amministrazione Appaltante. Reti di distribuzione in tubo di acciaio nero e/o zincato, saldati e senza saldatura UNI 8863: PROVA IDRAULICA DI TENUTA A FREDDO: eseguita ad una pressione non inferiore ad 1,5 volte quella massima di esercizio. Eventuali apparecchiature, montate sulle tubazioni, che potessero danneggiarsi sotto tale pressione di prova, andranno smontate ed i rispettivi attacchi andranno chiusi con tappi filettati o flange. L esito della prova si riterrà positivo se nell arco di dodici ore non si saranno verificate perdite di pressione né saranno state rilevate fughe o deformazioni permanenti. PROVA IDRAULICA DI TENUTA A CALDO E DI CIRCOLAZIONE NEI CIRCUITI DI RISCALDAMENTO: L esito della prova si considererà positivo quando si sarà constatato che in tutti gli apparecchi utilizzatori l acqua arriverà a temperatura uniforme, quando non si saranno verificate, per effetto delle dilatazioni termiche, fughe o deformazioni permanenti o comunque di entità tale che ripetendosi possono portare ad un danneggiamento dell impianto e quando i vasi di espansione si saranno dimostrati capaci di contenere tutta la variazione di volume dell acqua contenuta nel circuito di prova. In corso d opera e fino ad ultimazione dei lavori si procederà alla verifica qualitativa e quantitativa dei materiali installati. La verifica qualitativa consisterà nel controllare che le tubazioni installate siano nuove, raccordate a regola d arte e rispondenti sia alle caratteristiche prescritte nel Capitolato Speciale d Appalto che alle descrizioni riportate in offerta e nel progetto esecutivo. La verifica quantitativa consisterà nel controllare i diametri, le lunghezze, lo spessore del rivestimento coibente, lo spessore del controtubo di polietilene, il funzionamento delle eventuali apparecchiature elettriche ed elettroniche di controllo perdite, affinché siano corrispondenti a quanto richiesto ed offerto dall Impresa e riportato nel progetto esecutivo. Tutte le prove e verifiche di cui sopra saranno eseguite, in contraddittorio con l Impresa, Dal Direttore dei Lavori o da altra persona all uopo delegata dall Amministrazione Appaltante. Alla fine della prova le tubazioni dovranno venire lavate e soffiate per non dar innesco a corrosioni ed eliminare tracce di grasso e corpi estranei. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 54 di 59

180 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.83 - Prova di tenuta della rete gas La prova di tenuta della rete gas verrà effettuata con aria od azoto alla pressione di 10 ate. La durata della prova dovrà essere di almeno 60 minuti e l'esito sarà considerato positivo quando un manometro di sensibilità adeguata non riveli caduta di pressione tra due letture eseguite al 30' ed al 60' minuto. Se saranno riscontrate perdite, esse verranno eliminate ed una volta eliminate le perdite la prova dovrà essere ripetuta. Art.2.TS.84 - Collettori di distribuzione in tubo d acciaio coibentati I collettori di distribuzione non dovranno dar luogo a perdite quando l impianto è alla massima pressione ed alla massima temperatura. La loro posizione dovrà essere tale da rendere agevole la manovra delle apparecchiature tipo pompe o valvole. Art.2.TS.85 - Valvolame filettato Tutto il valvolame dovrà essere preventivamente provato in fabbrica. Si verificherà che alla pressione nominale di esercizio non si abbiano perdite di fluido o gas attraverso le giunzioni o trafilamenti attraverso il corpo valvola. L eventuale rivestimento termico o anticondensa non dovrà pregiudicare la manovra di volantini, leve, ghiere, punti di scarico, ecc. Si dovrà individuare la posizione da aperto o chiuso delle valvole. Le valvole di interruttore dovranno essere comunque sottoposti a tutti i controlli delle Norme UNI Art.2.TS.86 - Elettropompe di circolazione per impianti idrici e di riscaldamento Si verificherà lo spazio circostante per l esecuzione della manutenzione. La pompa in funzione non dovrà vibrare. Si verificherà il corretto senso di rotazione della girante e la taratura delle protezioni elettriche in base ai dati di targa riportati sul motore della pompa. Art.2.TS.87 - Caldaia in acciaio a condensazione ed a bassa temperatura Le operazioni di controllo e collaudo comprenderanno : accertamento qualitativo secondo le specifiche di accettazione controllando che le caratteristiche e prestazioni dichiarate su targhetta o scheda siano confermate dal certificato di omologazione A.N.C.C. a fronte della Legge N. 10 del 09/01/91. accertamento che il combustibile usato e' tra quelli previsti dal contratto e con le caratteristiche dallo stesso richieste. accertamento che la portata di combustibile al bruciatore sia quella prevista dal costruttore. accertamento che l'accoppiamento caldaia - bruciatore sia quello opportuno e che la lunghezza del cannotto (testa di combustione) a partire dalla flangia di attacco non sia inferiore ai dati prescritti dal costruttore la caldaia. controllo della perfetta tenuta nella connessione tra bruciatore e flangia caldaia. verifica del regolare funzionamento dei termostati verifica della tenuta tra raccordo caldaia e camino verifica della tenuta della porta anteriore verifica della resa termica secondo quanto preteso dalla Legge N.10 del 09/01/91. Art.2.TS.88 - Radiatori in acciaio I radiatori provati alla massima pressione e massima temperatura di esercizio non dovranno dar luogo a deformazioni o perdite dai collegamenti e dalle giunzioni o dai tappi. Tutti i radiatori dovranno risultare provati in fabbrica secondo le norme UNI EN 442 Art.2.TS.89 Radiatori individuali a gas stagni a tiraggio forzato Prima della messa in funzione del radiatore individuale a gas eseguire le seguenti operazioni (da effettuare con interruttore aperto): Rimuovere sporcizia ed eventuali corpi estranei penetranti all'interno dell'unita'. Pulire in particolare la vaschetta dell umidificatore. Verificare il cablaggio elettrico e stringere i morsetti. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 55 di 59

181 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Ruotare manualmente la girante del ventilatore per accertarsi che non sfreghi o abbia altri impedimenti. Controllare che i filtri dell'aria (se presenti) siano correttamente montati e del tipo previsto. Aprire le valvole di intercettazione del combustibile. Controllare il corretto funzionamento dell orologio programmatore e dei dispositivi del quadro comandi. Controllare il corretto funzionamento di tutte le eventuali valvole automatiche di regolazione, installate nell'impianto secondo le rispettive istruzioni. Art.2.TS.90 Radiatori individuali a gas stagni a tiraggio naturale Prima della messa in funzione del radiatore individuale a gas eseguire le seguenti operazioni (da effettuare con interruttore aperto): Rimuovere sporcizia ed eventuali corpi estranei penetranti all'interno dell'unita'. Controllare che i filtri dell'aria (se presenti) siano correttamente montati e del tipo previsto. Aprire le valvole di intercettazione del combustibile. Controllare il corretto funzionamento dei dispositivi del quadro comandi. Controllare il corretto funzionamento di tutte le eventuali valvole automatiche di regolazione, installate nell'impianto secondo le rispettive istruzioni. Art.2.TS.91 - Valvole a tre vie miscelatrici filettate e frangiate Si dovrà verificare che alla pressione di esercizio o di collaudo non si abbiano perdite di carico superiori di quelle ammesse dai diagrammi di scelta e con un voltmetro che a valori crescenti o decrescenti di tensione di alimentazione corrisponda un'apertura o chiusura proporzionale ed immediata della valvola. Art.2.TS.92 - Pressostati a riarmo manuale per impianti di riscaldamento Si dovrà verificare che i pressostati interrompano elettricamente il bruciatore al raggiungimento della pressione di taratura secondo quanto disposto dalle Norme contenute nella "Raccolta R" e che il riarmo ripristini il funzionamento del bruciatore stesso. Art.2.TS.93 - Interruttori termici automatici di blocco Si verificherà che gli interruttori termici automatici di blocco agiscano sul funzionamento del bruciatore secondo quanto disposto dalle Norme contenute nella "Raccolta R" e che il riarmo ripristini il funzionamento del bruciatore stesso. Art.2.TS.94 - Dispositivi di intercettazione combustibile ad azione positiva Si dovrà procedere alla verifica del funzionamento della valvole, escludendo i termostati e facendo salire la temperatura di caldaia oltre quella prefissata sulla valvola in modo da provocarne la chiusura. Si procederà quindi al riarmo manuale. Si verificherà inoltre che non si abbiano perdite di combustibile dai raccordi. Art.2.TS.95 - Strumenti fissi di misura Si verificherà la facilità di lettura delle grandezze misurate che le tolleranze della lettura rilevata con strumento campione non sia superiore alla tolleranza sotto riportata. temperatura ± 2% umidità' relativa ± 2% portata ± 5% pressione ± 5% del valore di fondo scala vuoto ± 5% del valore di fondo scala Art.2.TS.96 - Valvole termostatiche per radiatori Le valvole termostatiche dovranno avere l'omologazione ISPESL (ex ANCC) secondo quanto previsto dall'art. 4 del DPR 28/6/82 n regolamento della Legge 30/4/76 n Dopo il loro montaggio non dovranno dar luogo a perdite. Art.2.TS.97 - Vasi d'espansione chiusi I vasi d'espansione avranno già superato i collaudi in fabbrica; successivamente per l'omologazione dovranno sopportare le prove dell'ancc. In opera non dovranno avere perdite di acqua dalle giunzioni o di aria dalla valvola di caricamento. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 56 di 59

182 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS.98 - Valvole di sicurezza qualificate Si verificherà che la posizione delle valvole sia quella prevista dal DM 1/12/75 contenute nella raccolta "R". Le valvole non dovranno dar luogo a perdite sia a impianto fermo che a caldo. Si dovrà procedere ad una prova di scarico escludendo le altre sicurezze e facendo salire la pressione del generatore oltre quella di taratura della valvola. Art.2.TS.99 - Centrale di trattamento aria a sezione componibile Controllare l'esatto senso di rotazione della girante del ventilatore. Non far funzionare il ventilatore con la portina d'ispezione aperta in quanto ciò potrebbe provocare un sovraccarico del motore e conseguente intervento della termica relativa. Misurare l'assorbimento elettrico effettivo del motore elettrico confrontando il valore letto nello strumento con i valori di targa del modello stesso. Nel caso di installazione di filtri a tasche e assoluti si consiglia di far funzionare il sistema per qualche ora senza filtri per far si che non vengano intasati dalla polvere e da eventuali scorie dovute al montaggio delle canalizzazioni. Nei sistemi di umidificazioni con pompa, verificare il senso di rotazione della stessa, il livello dell'acqua nel bacino di raccolta, la tenuta della vasca che durante il trasporto e il suo posizionamento potrebbe avere subito degli urti, verificare che durante il funzionamento del sistema l'acqua non fuoriesca da qualche giunzione. Gli scarichi delle vasche di raccolta della condensa dovranno essere sifonati. Per filtri rotativi, a tasche e assoluti, attenersi alle disposizioni delle case costruttrici. Si ricorda che questi filtri non sono rigenerabili. Controllare che sulle alette delle batterie di scambio termico non siano depositate delle impurità eventualmente rimuoverle con spazzole facendo attenzione di non arrecare danno alle alette stesse. Controllare che gli ugelli degli impianti di umidificazione spruzzino in modo regolare, eventualmente smontarli e pulirli. Dopo aver tolto tensione accedere alla sezione ventilante e verificare l'esatta tensione delle cinghie di trasmissione. A tale scopo si precisa che la tensione delle cinghie risulta essere normale quando agendo nel punto centrale tra le pulegge, le cinghie hanno una flessione di circa 2 cm: verificare che gli assi del motore del ventilatore siano paralleli; verificare che i cuscinetti degli alberi dei ventilatori siano lubrificati. Verificare che le giunzioni delle portine di ispezione siano integre allo scopo di evitare perdite d'aria. Art.2.TS Canali in lamiera d'acciaio zincata In ogni ambiente condizionato si verificherà che il livello di pressione sonora durante il funzionamento dell'impianto non superi i livelli prescritti nella normativa nazionale vigente. Si verificherà la qualità di costruzione dei manufatti, il completo ricoprimento dell'eventuale coibentazione o il rivestimento anticondensa. Art.2.TS Prova di circolazione dell'aria nelle canalizzazioni Per gli impianti di condizionamento e ventilazione si procederà ad una prova preliminare di circolazione dell'aria. La prova avrà esito positivo quando le portate d'aria, in corrispondenza a bocchette e diffusori, saranno, entro ragionevoli limiti di tolleranza, pari a quelle di progetto e la rete non riveli perdite od infiltrazioni d'aria. Art.2.TS.102 Ventilconvettori Prima della messa in funzione del ventilconvettore. (Operazioni da effettuare con interruttore aperto) Rimuovere sporcizia ed eventuali corpi estranei penetranti all'interno dell'unita'. Pulire in particolare la bacinella di raccolta condensa. Verificare il cablaggio elettrico e stringere i morsetti. Ruotare manualmente la girante del ventilatore per accertarsi che non sfreghi o abbia altri impedimenti. Controllare che i filtri dell'aria siano correttamente montati e del tipo previsto. L'unita' non deve mai funzionare priva di filtri. Aprire le valvole di intercettazione dell'acqua del circuito idraulico. Sfogare l'aria delle valvole sulle batterie e da quella nel punto piu' alto del circuito. Controllare che non producano perdite e gocciolamenti. Nel caso porre rimedio. Controllare il corretto funzionamento di tutte le eventuali valvole automatiche di regolazione, installate nell'impianto secondo le rispettive istruzioni. Versare dell'acqua entro la bacinella di raccolta condensa dell'unita' e verificare che scarichi regolarmente. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 57 di 59

183 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Se la macchina e' installata orizzontalmente a soffitto, ricontrollare che sia in piano con livella a spirito. Art.2.TS Potenziometri manuali per servocomando serrande Si verificherà il regolare funzionamento del potenziometro collegando lo stesso ad un servocomando oppure misurando la tensione di uscita a tagli di fase. Art.2.TS Diffusori e bocchette di mandata Si verificherà che la velocità dell'aria nella zona occupata sia conforme alle norme UNI e che i lanci delle bocchette e dei diffusori non interferiscano tra loro e che non si abbia caduta d'aria lungo le pareti. Art.2.TS Bocchette e griglie ripresa Per le griglie e bocchette in acciaio zincato si controllerà che la zincatura corrisponda alle richieste di specifica. Per tutte le griglie verrà verificato che la installazione sia conforme alle disposizioni progettuali e che le parti in vista presentino una superficie perfetta e priva di graffi o deformazioni. Per tutte le griglie e bocchette di ripresa si controllerà che la velocità dell'aria in prossimità alla bocca di presa non arrechi fastidio agli occupanti. Art.2.TS isolamento tubazioni per acqua calda e fredda in manicotti e lastre di elastomero All'atto dell'arrivo in cantiere dei manicotti e delle lastre dovrà essere avvisata la D.L. per le verifiche di accettazione. Dovranno essere presentati per la verifica : Schede tecniche del materiale indicanti le caratteristiche di conducibilità termica, di resistenza alla diffusione del vapore, la classe di reazione al fuoco Copia del documento di omologazione ai sensi del D.M. 26/6/84 per la classe di reazione al fuoco Copia della dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore dei manicotti e delle lastre Copia di documento dal quale risulti che il materiale viene realizzato in regime di controllo di qualità secondo UNI EN (ISO 9002) Copia del manuale di montaggio Prima della consegna dei lavori, si controllerà la perfetta ricopritura delle tubazioni con i manicotti o le lastre di rivestimento. Verrà controllato lo spessore in base alle indicazioni progettuali. Con impianti a regime, i manicotti e le lastre di rivestimento non dovranno presentare scollature. Per i rivestimenti su tubazioni convoglianti acqua fredda si verificherà che a regime non vi siano fenomeni di condensa nella zona dei supporti metallici. Art.2.TS Prova di circolazione, tenuta e dilatazione dell'impianto di riscaldamento/condizionamento Per gli impianti ad acqua calda la rete verrà portata alle temperature massime di progetto per tre periodi della durata di due ore ciascuno, con intervalli a freddo di almeno quattro ore. Per gli impianti a vapore la pressione delle caldaie verrà portata al valore massimo stabilito e mantenuta per il tempo necessario con le modalità sopra indicate. Per gli impianti di condizionamento estivo si farà circolare l'acqua raffreddata nelle batterie alle temperature corrispondenti ai valori di massima potenza previsti per l'impianto, sempre con le modalità di cui al primo comma. L'ispezione inizierà non appena la rete abbia raggiunto lo stato di regime e la prova si riterrà positiva se: ai corpi scaldanti o alle batterie l'acqua arrivi alla temperatura stabilita le dilatazioni non abbiano dato luogo a fughe o deformazioni permanenti il volume dei vasi di espansione risulti adeguato. Art.2.TS Prova delle linee e delle apparecchiature elettriche La prova dovrà accertare che impianti ed apparecchiature elettriche siano in condizione di poter funzionare normalmente, che siano rispettate le vigenti norme di legge per la prevenzione degli infortuni e verificare, in particolare: lo stato di isolamento e la continuità elettrica dei circuiti; il grado di isolamento e le sezioni dei conduttori; l'efficienza delle prese di terra; l'efficienza dei comandi e delle protezioni nelle condizioni di massimo carico previsto. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 58 di 59

184 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CSA Parte prima Art.2.TS Verifiche delle emissioni di rumore Negli ambienti destinati a soggiorno di persone, il livello di rumore durante il funzionamento degli impianti non dovrà superare, salvo specifiche più restrittive per locali od edifici particolari imposte per Capitolato e per Legge, il valore di 40 db <A>. Saranno ammessi valori più elevati, sino a 50 db <A>, soltanto per rumori di durata molto breve, quali quelli generati da scarichi, rubinetti di cacciata ecc. I livelli di rumore saranno rilevati adoperando la curva ponderazione A ed il valore più elevato <"slow"> per la costante di tempo del fonometro. MB/mb -5014E-CSAIT doc pag. 59 di 59

185 CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO PARTE SECONDA IMPIANTO ELETTRICO

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187 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CAPO I - NORME E PRESCRIZIONI PER L'ACCETTAZIONE, L'IMPIEGO, LA QUALITA' E LA PROVENIENZA DEI MATERIALI - PRESCRIZIONI ESECUTIVE E CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI 4 Art.2.IE.1 - Norme generali relative all accettazione, qualità, provenienza e caratteristiche dei materiali - 4 Art.2.IE.2 - Tubazioni canalette e cassette - 4 Art.2.IE.3 - Comandi (interruttori, deviatori, pulsante e simili), prese a spina, apparecchiature ed interruttori - 8 Art.2.IE.4 - Quadri - 9 Art.2.IE.5 - Cavi e conduttori - 11 Art.2.IE.6 - Tubi protettivi percorso tubazioni, cassette di derivazione, posa e punti presa - 13 Art.2.IE.7 - Impianto di messa a terra e sistemi di protezione contro i contatti indiretti - 16 Art.2.IE.8 - Coordinamento dell impianto di terra con dispositivi di interruzione - 18 Art.2.IE.9 - Protezione mediante doppio isolamento - 18 Art.2.IE.10 - Sistemi di protezione particolare contro i contatti indiretti - 18 Art.2.IE.11 - Protezione delle condutture elettriche - 20 Art.2.IE.12 - Materiale di rispetto - 21 Art.2.IE.13 - Protezione delle scariche atmosferiche - 21 Art.2.IE.14 - Protezione da sovratensioni per fulminazione indiretta e di manovra - 23 Art.2.IE.15 - Protezione contro i radio disturbi - 23 Art.2.IE.16 - Stabilizzazione della tensione - 24 Art.2.IE.17 - Maggiorazioni dimensionali rispetto a valori minori consentiti dalle norme CEI e di legge - 24 Art.2.IE.18 - Rifasamento degli impianti - 24 Art.2.IE.19 - Potenza impegnata e dimensionamento degli impianti 24 Art.2.IE.20 - Illuminazione di emergenza 26 Art.2.IE.21 - Disposizioni particolari per impianti tecnologici e per servizi generali - 51 Art.2.IE.22 - Disposizioni particolari per gli impianti di illuminazione - 53 Art.2.IE.23 - Impianti di segnalazioni comuni per usi civili nell interno dei fabbricati - 57 Art.2.IE.24 - Impianti di Telesorveglianza ed Antiallontanamento 58 Art.2.IE.25 - Predisposizione dell impianto telefonico - 59 Art.2.IE.26 - Cablaggio strutturato 60 Art.2.IE.27 - Predisposizione impianti citofonici interni di servizio - 64 Art.2.IE.28 - Programmazione Sistema bus - 64 CAPO II - VERIFICHE, CONSEGNA E NORME PER IL COLLAUDO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI Art.2.IE.29 - Verifica provvisoria e consegna degli impianti - Art.2.IE.30 - Verifiche e manutenzione dell illuminazione di Sicurezza. Art.2.IE.31 - Collaudo definitivo degli impianti - Art.2.IE.32 - Norme generali comuni per le verifiche in corso d opera, per la verifica provvisoria e per il collaudo definitivo degli impianti MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 2 di 70

188 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CAPO III - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI PER IMPIANTI ELETTRICI Art.2.IE.33 - Norme per la misurazione e valutazione dei lavori MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 3 di 70

189 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CAPO I - NORME E PRESCRIZIONI PER L'ACCETTAZIONE, L'IMPIEGO, LA QUALITA' E LA PROVENIENZA DEI MATERIALI - PRESCRIZIONI ESECUTIVE E CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI Art.2.IE.1 - Norme generali relative all accettazione, qualità, provenienza e caratteristiche dei materiali - L'Appaltatore, a propria cura e spese, deve ottemperare a tutte le norme, prescrizioni e raccomandazioni emanate od emanande dalle competenti Autorità in materia di accettazione dei materiali. In difetto di prescrizioni particolari o ad integrazione di esse i materiali e manufatti forniti dalla Ditta appaltatrice dovranno essere conformi, sia qualitativamente che dimensionalmente, avuto riguardo al loro impiego, ai tipi unificati di cui alle pubblicazioni dell'ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) e del Comitato Elettrotecnico Italiano (C.E.I.) devono possedere inoltre la marchiatura "CE". L'accertamento delle caratteristiche di essi verrà effettuato seguendo le modalità di prova previste nelle tabelle U.N.I. e nelle norme C.E.I. relative. I materiali in genere ed i manufatti occorrenti saranno approvvigionati dall'appaltatore ove riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio delle Direzione Lavori, siano riconosciuti dalla migliore qualità e rispondano ai requisiti appresso indicati. Resta tuttavia stabilito che tutti i materiali impiegati in quanto appartengono a categorie ammesse al Marchio di Qualità Italiano ed in quanto il corrispondente tipo abbia conseguito tale Marchio almeno un anno prima della data del presente Capitolato, dovranno essere di tipo marchiato e muniti del relativo contrassegno. L'Appaltatore sarà tenuto a comunicare alla stazione appaltante prima del loto impiego, le caratteristiche e la provenienza dei materiali e dei manufatti approvvigionati affinché la Direzione Lavori possa eseguire tutte le prove e verifiche ritenute necessarie per l'accettazione. A tal fine dovrà fornire, a sua cura e spese, presso gli Uffici della Direzione Lavori e presso i Laboratori Ufficiali, tutti quei campioni di materiali che gli siano richiesti. Le prove saranno sempre a totale carico e spese dell'appaltatore e dovranno essere ripetute anche per materiali della stessa specie e medesima provenienza ogni qualvolta la Direzione Lavori ne faccia richiesta. I campioni dei materiali prescelti, debitamente contrassegnati, resteranno depositati negli Uffici della Direzione Lavori quali termini di confronto e di riferimento. Per i materiali ed i manufatti di cui esista in commercio una grande varietà di tipi, l'appaltatore dovrà uniformarsi alle richieste della Direzione Lavori ed esperire tutte le indagini e prove atte a garantire l'idoneità tecnologica dei materiali prescelti in relazione al loro impiego. I materiali che non fossero riconosciuti idonei saranno rifiutati senza che l'appaltatore possa comunque pretendere alcun compenso, essendo insindacabile il giudizio della Direzione Lavori. L'accettazione dei materiali e dei manufatti da parte della Direzione Lavori non solleverà in alcun modo l'appaltatore dalle sue responsabilità in ordine alla perfetta riuscita dei lavori. Infine per i materiali citati in calce si dovrà curare la rispondenza anche alle Leggi qui richiamate esplicitamente: - per i materiali ferrosi il D.M ; - per materiali ed apparecchiature elettriche ed elettroniche la Legge n. 186 dell' Art.2.IE.2 - Tubazioni canalette e cassette - 2.IE.2.1a - Tubo rigido in P.V.C. - Sarà della serie pesante conforme alle norme CEI-EN e alle norme CEI-EN provvisto di marchio italiano di qualità e di marchiatura "CE". Resistenza allo schiacciamento 750N su 5 cm Potrà essere impiegato per la posa a pavimento (annegato nel massetto e ricoperto da almeno 15 mm. di malta di cemento) oppure in vista (a parete, a soffitto, nel controsoffitto o sotto il pavimento sopraelevato). Non è ammessa la posa interrata (anche se protetto da manto di calcestruzzo) od in vista in posizioni dove possa essere soggetto ad urti, danneggiamenti, ecc., (ad es. ad un'altezza dal pavimento finito inferiore a 1.5 m.). Le giunzioni ed i cambiamenti di direzione dovranno essere eseguiti con appositi accessori stagni in PVC, IP 65, costruiti in fabbrica conformemente alle Norme CEI-EN Tubazioni ed accessori avranno marchio IMQ e marchiatura "CE". Nella posa in vista la distanza fra due ponti di fissaggio successivi non dovrà essere superiore a 0,50 m.; in ogni caso i tubi devono essere fissati in prossimità di ogni giunzione e sia prima che dopo, ogni cambiamento di direzione. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 4 di 70

190 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN In questo tipo di posa, per il fissaggio saranno impiegati staffette a clips in materiale isolante serrati con viti (i tipi con serraggio a scatto sono ammessi, all'interno di controsoffitti, sotto pavimenti sopraelevati, in cunicoli od analoghi luoghi protetti). I morsetti dovranno essere ancorati a parete od a soffitto mediante chiodi a sparo o viti e tasselli in plastica. 2.IE.2.1b - Tubo rigido in P.V.C. filettabile - Sarà in materiale autoestinguente con estremità filettate e spessori non inferiori ai seguenti valori (in mm.) : Rispettivamente per le grandezze (diam. est.) con una resistenza allo schiacciamento pari ad almeno 980 N (100 KGF) misurata secondo le modalità previste dalle norme C.E.I fasc Per grandezze superiori (diametri esterni maggiori di 50 mm.) si dovrà ricorrere a tubi della "serie filettata gas" - PN 6. Le giunzioni saranno ottenute con manicotti filettati. I cambiamenti di direzione potranno essere ottenuti sia con curve ampie con estremità filettate internamente sia per piegatura a caldo. Nella posa in vista la distanza fra due punti di fissaggio successivi non dovrà essere superiore ad 1.00 m I tubi dovranno comunque essere fissati in prossimità di ogni giunzione e sia prima che dopo ogni cambiamento di direzione. Per il fissaggio in vista saranno impiegati collari singoli in acciaio zincato e passivato con serraggio mediante viti trattate superficialmente contro la corrosione e rese impermeabili; oppure collari o morsetti in materiale isolante serrati con viti (i tipi con serraggio a scatto sono ammessi all'interno di controsoffitti, sotto pavimento sopraelevato, in cunicoli od analoghi luoghi protetti). Collari e morsetti dovranno essere ancorati a parete od a soffitto mediante chiodi a sparo o viti e tasselli in plastica. Nei locali umidi o bagnati all'esterno, degli accessori descritti potranno essere impiegati solamente quelli in materiale isolante. Le viti dovranno essere in acciaio cadmiato, nichelato od in ottone. 2.IE.2.1c - Tubo flessibile in P.V.C. serie pesante (corrugato) - Sara' conforme alle norme CEI-EN e CEI-EN (serie pesante) in materiale autoestinguente, provvisto di marchio italiano di qualità e marcato "CE". Resistenza allo schiacciamento 750 N su 5 cm Sarà impiegato esclusivamente per la posa sottotraccia a parete od a soffitto curando che in tutti i punti risulti ricoperto da almeno 20 mm. di intonaco oppure entro pareti prefabbricate del tipo a sandwich. Non potrà essere impiegato nella posa in vista, od a pavimento, od interrata (anche se protetto da manto di calcestruzzo) e così pure non potranno essere eseguite giunzioni se non in corrispondenza di scatole o di cassette di derivazione. I cambiamenti di direzione dovranno essere eseguiti con curve ampie (raggio di curvatura compreso fra 3 e 6 volte il diametro nominale del tubo). 2.IE.2.1d - Tubo flessibile con spirale rinforzata in PVC - Sara' conforme alle norme CEI-EN in materiale autoestinguente e costituito da un tubo in plastica morbida, internamente liscio rinforzato da una spirale di sostegno in PVC. La spirale dovrà avere caratteristiche (passo dell'elica, rigidezza, ecc.) tali da garantire l'inalterabilità della sezione anche per il raggio minimo di curvatura (r.min. = 2Xdiam.int.) ed il ritorno alla sezione originale in caso di schiacciamento. Il campo di temperatura di impiego è da+5 C a +60 C.. Dovrà riportare la marchiatura "CE". Per il collegamento a tubi di altro tipo, canalette, cassette di derivazione o di morsettiere dei motori, contenitori, ecc., dovranno essere impiegati esclusivamente raccordi previsti allo scopo dal costruttore e costituiti da : corpo (del raccordo), anello di tenuta, ghiera filettata di serraggio, controdado o manicotto filettato a seconda se il collegamento è con cassette, canalette o contenitori oppure con tubi filettati. Le estremità dei tubi flessibili non dovranno essere bloccate con raccordi del tipo a clips serrate con viti. Non è ammesso l'impiego di questo tipo di tubo all'interno dei locali con pericolo di esplosione od incendio. 2.IE.2.1e - Tubo flessibile con spirale in acciaio zincato - Sara' costituito da un tubo flessibile a spirale in acciaio zincato a doppia aggraffatura con rivestimento esterno in guaina morbida di P.V.C. autoestinguente con campo di temperatura di impiego da -15 C a +80 C. La guaina esterna dovrà presentare internamente delle nervature elicoidali in corrispondenza all'interconnessione fra le spire del tubo flessibile e ciò allo scopo di assicurare una perfetta aderenza ed evitare che si abbiano a verificare scorrimenti reciproci. Per il collegamento a tubi di altro tipo, canalette, cassette di derivazione o di morsettiere dei motori, contenitori, ecc. dovranno essere impiegati esclusivamente i raccordi metallici previsti allo scopo del costruttore e costituiti da: corpo (del raccordo), manicotto con filettatura stampata per protezione delle estremità taglianti e per la messa a terra, guarnizione conica ghiera di serraggio e controdado o manicotto filettato a seconda se il collegamento è con cassette, canalette o contenitori oppure con tubi filettati. In ogni caso non è ammesso bloccare le estremità del tubo flessibile con raccordi del tipo a clips serrate con viti. 2.IE.2.1f - Tubo in acciaio zincato pesante - Sara' conforme alle norme UNI 3824 (Mannesmann) senza saldatura zincato a fuoco internamente liscio con estremità' filettate. Dovrà riportare la marchiatura "CE". Potrà essere impiegato per la posa in vista (a parete, a sopraelevato) sia all'interno che all'esterno. È ammessa la posa interrata purché il tubo sia protetto inferiormente e superiormente con almeno 10 cm. di calcestruzzo oppure rivestito con tela jutata e catramata. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 5 di 70

191 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Le giunzioni potranno essere ottenute impiegando manicotti filettati in acciaio zincato. Analogamente i cambiamenti di direzione saranno ottenuti con curve ampie con estremità filettate; fino al diametro di 1"1/4 potranno essere ottenuti anche per piegatura diretta evitando pero' che si abbiano strozzature, diminuzioni della sezione e danneggiamenti della zincatura. Nel caso di impiego all'esterno di luoghi con pericolo di esplosione ed incendio potranno essere impiegati anche manicotti, curve e raccordi in lega leggera del tipo apribile serrati sul tubo con cavallotti e viti. Sui tutti i tagli eseguiti dovranno essere accuratamente eliminate bavature o spigoli taglienti che possano danneggiare i cavi. 2.IE.2.1g - Canaletta (passerella) in acciaio zincato di tipo aperto - Sarà forata (asolata) ed ottenuta da lamiera di acciaio protetta con zincatura a fuoco sendzimir oppure, se indicato nel computo metrico o nella specifica, con zincatura a fuoco per immersione dopo le lavorazioni foratura e piegatura. I fianchi dovranno avere un'altezza di almeno 50 mm. e lo spessore non dovrà essere inferiore a 1.5 mm Dovrà riportare la marchiatura "CE". Per la sospensione saranno impiegate, per quanto possibile mensole ancorate sia a profilati fissati a soffitto, sia con tasselli direttamente a parete in modo da avere sempre un lato libero. La distanza fra due sostegni non dovrà essere superiore a 2.00 m. e comunque tale che la freccia d'inflessione non risulti superiore a 5 mm.. La distanza della canaletta dal soffitto o da un'altra sovrapposta dovrà essere di almeno 20 cm Il collegamento fra due tratti dovrà avvenire mediante giunti di tipo telescopico o ad incastro in modo da ottenere la perfetta continuità del piano di scorrimento dei cavi ed evitarne l'abrasione durante la posa oppure impiegando giunti ad angolo di tipo esterni e piastre coprigiunto interne. Per eseguire cambiamenti di direzione, variazioni di quota, di larghezza, ecc., dovranno essere impiegati gli accessori allo scopo previsti dal costruttore in modo da ridurre al minimo, e per dimostrata necessità, gli interventi quali tagli, piegature, ecc. In ogni caso gli spigoli che possono danneggiare i cavi dovranno essere protetti con piastre terminali coprifilo. Per il collegamento delle varie parti dovranno essere impiegati non meno di quattro bulloni in acciaio zincato o cadmiato di tipo con testa tonda e larga posta all'interno della canaletta e muniti di rondella. Nel caso fosse necessario il coperchio, questo verrà indicato di volta in volta nel computo metrico estimativo o nella specifica dei materiali e dovrà essere asportabile per tutta la lunghezza anche in corrispondenza degli attraversamenti di pareti. Per la canaletta zincata per immersione dovrà essere ripristinata la protezione nei punti in cui dovesse essere indispensabile intervenire con tagli, brusche piegature, fori, ecc., oltre ovviamente alla zincatura per immersione potranno essere impiegate vernici catodiche rispetto allo zinco, quali minio e cromato di Pb 2.IE.2.1h - Canaletta (passerella) in acciaio zincato di tipo chiuso - Vale in generale, quanto descritto per la canaletta di tipo aperto. La canaletta sarà dotata di coperchio fissato od a scatto o mediante moschettoni ed asportabile per tutta la lunghezza anche in corrispondenza degli attraversamenti di pareti. Dovrà riportare la marchiatura "CE". Di volta in volta risulta precisato sui disegni o nel computo metrico il grado di protezione richiesto. Particolare cura dovrà essere posta affinché non risulti abbassato in corrispondenza di giunzioni, collegamenti con tubi eventualmente derivantesi dalla canaletta, cassette di derivazione, contenitori, ecc. 2.IE.2.1i - Canaletta (passerella) in P.V.C. di tipo aperto autoportante - Sarà in P.V.C. rigido autoestinguente munita di fori sul fondo; l'altezza dei fianchi non dovrà essere inferiore a 40 mm. e lo spessore almeno pari a 3 mm Dovrà riportare la marchiatura "CE". Tutti gli accessori per la composizione del canale e per la sua sospensione (curve, incroci, mensole, staffe, supporti, riduzioni, ecc.) saranno dello stesso materiale; le minuterie quali viti, bulloni, ecc., saranno in nylon od in acciaio inossidabile. La distanza fra due sostegni non dovrà essere maggiore di 1.5 m., la freccia di inflessione non dovrà superare comunque il valore di 10 mm.. In corrispondenza ai punti di giunzione fra le varie parti dovranno essere previsti dei giunti di unione. Le giunzioni potranno essere eseguite anche per saldatura a caldo purché sia garantita una resistenza meccanica non inferiore a quella ottenuta con i giunti. 2.IE.2.1j - Canale portacavi in vetroresina - Sarà realizzato in resina poliestere rinforzata con fibra di vetro lunga, le sagomature saranno rinforzate trasversalmente sul fondo e consentirà la realizzazione della riduzione terminale d innesto per l attuazione dell accoppiamento senza piastre e bulloni degli elementi. Lo staffaggio deve avvenire ad una distanza massima di 1,5 m ed il canale deve presentare un altezza minima di 50 mm e spessore minimo di 4 mm, mentre la larghezza potrà essere variabile a seconda della specifica indicata nel computo metrico. Il fissaggio alle strutture principali dovrà avvenire mediante l applicazione di apposite staffe, realizzate in vetroresina avente lo stesso colore del canale (a scelta della D.L.), completo di accessori e pezzi speciali. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 6 di 70

192 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN 2.IE.2.1k - Cassette di derivazione - Saranno in materiale isolante autoestinguente o metalliche (collegate a terra e con un'adeguata protezione contro la corrosione). Nei locali umidi o bagnati è ammesso solo l'impiego del tipo in materiale isolante. Saranno dotate di coperchio fissato con viti o con il sistema ad 1/4 di giro od equivalente. Le viti dovranno essere rese impermeabili, essere in acciaio inossidabile od in ottone o comunque con trattamento superficiale contro la corrosione (cadmiatura, zincocromatura, ecc.). Non sono ammesse viti di tipo autofilettante. Dovranno riportare la marchiatura "CE". Saranno poste in opera in posizione tale da essere facilmente apribili ed ispezionabili curando in modo particolare che risultino allineate fra loro e parallele a pareti, soffitti e spigoli dei locali. Quelle posate in vista dovranno essere fissate con non meno di due viti. Per quanto possibile, si dovrà cercare di unificare i tipi e dimensioni. Tutte le tubazioni protettive dovranno entrare dai fianchi o dal fondo delle cassette. L'ingresso dovrà avvenire esclusivamente attraverso i fori o gli indebolimenti sfondabili previsti dal costruttore e senza praticare allargamenti o produrre rotture sulle pareti. Il numero delle tubazioni entranti od uscenti da ciascuna cassetta non dovrà, pertanto essere superiore a quello dei fori o degli indebolimenti stessi. Nelle cassette stagne il taglio dei passatubi in plastica morbida dovrà avvenire in modo che ne risulti un foro circolare e non sia abbassato il grado di protezione. Tali passatubi non dovranno essere asportati per introdurre tubazioni di diametro superiore a quello previsto dal costruttore. Le tubazioni dovranno sporgere all'interno della cassetta per circa 0.5 cm., le parti più sporgenti dovranno essere tagliate prima dell'infilaggio dei cavi. Le cassette di tipo da incasso dovranno essere opportunamente protette in modo da non essere riempite durante la fase di intonacatura delle pareti. Tutte le parti di malta eventualmente entrate dovranno essere asportate con cura prima dell'infilaggio dei conduttori. Setti di separazione fissi dovranno essere previsti in quelle cassette cui fanno capo impianti con tensioni nominali diverse. In nessun caso le cassette destinate all'impianto telefonico potranno essere utilizzate per qualche altro tipo di impianto. Tutte le derivazioni e le giunzioni sui conduttori dovranno essere eseguite entro le cassette; non è ammesso pertanto eseguirle nelle scatole di contenimento di prese, interruttori, ecc. oppure entro gli apparecchi illuminanti o nelle tubazioni protettive. Le derivazioni saranno effettuate mediante morsettiere fisse oppure di tipo componibile montate su guida di tipo unificato. Il serraggio dei conduttori dovrà essere a vite con l'interposizione di una piastrina metallica. Non sono ammessi collegamenti eseguiti con nastrature o con morsetti a cappuccio. Tutte le cassette di derivazione dovranno essere contrassegnate in modo chiaro con le sigle riportate più oltre. La siglatura dovrà essere fatta impiegando timbri di tipo componibile costituiti da caratteri di almeno 10 mm. di altezza ed impiegando inchiostro di tipo indelebile. Le sigle dovranno essere poste sia sulla superficie interna che su quella esterna del coperchio di ciascuna cassetta solamente nel caso di cassette istallate su pareti o superfici che sicuramente non saranno tinteggiate, le sigle potranno essere poste solo sulla superficie esterna. Cassette destinate ad impianti e/o servizi diversi dovranno riportare le sigle di tutti gli impianti. Le sigle dovranno essere le seguenti: IMPIANTO SIGLA - illuminazione (normale, privilegiata, di sicurezza sicurezza notturna, ecc., 220 V c.a.) LU - circuiti prese (a 220 V c.a.) PR - circuiti di potenza a tensione nominale diversa da 220 V (es. 12 V c.a. 24 V c.c.) FM - telefonico TL - trasmissione dati TD - telex TX - orologi elettrici OR - interfonico INT - citofonico CIT - video citofonico CTV - chiamata (commessi, infermieri, bidelli, ecc.) CH - richiesta udienza RU - diffusione sonora DS - amplificazione sonora AS - ricerca persone voci radio RP - antenna TV TV - traduzione simultanea TS MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 7 di 70

193 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN - rivelazione fumo ed incendio FU Art.2.IE.3 - Comandi (interruttori, deviatori, pulsante e simili), prese a spina, apparecchiature ed interruttori - Sono da impiegarsi apparecchi da incasso modulari e componibili con altezza 45 mm. in modo da poterli istallare anche nei quadri elettrici in combinazione con gli apparecchi a modulo normalizzato (europeo). Gli interruttori devono avere portata 16 A, le prese devono essere di sicurezza con alveoli schermati e far parte di una serie completa di apparecchi atti a realizzare un sistema di sicurezza e di servizi fra cui impianti di segnalazione, impianti di distribuzione sonora negli ambienti, ecc. La serie deve consentire l'installazione di almeno 3 apparecchi nella scatola rettangolare; fino a 3 apparecchi di interruzione e 2 combinazioni in caso di presenza di presa a spina nella scatola rotonda. I comandi e le prese devono poter essere istallati su scatole da parete con grado di protezione IP40 e/o IP55. Nelle costruzioni a carattere collettivo-sociale aventi interesse amministrativo, culturale, giudiziario, economico e comunque in edifici in cui si svolgono attività comunitarie, le apparecchiature di comando devono essere istallate ad un'altezza massima di 0.90 m. dal pavimento. Devono essere inoltre facilmente individuabili e visibili anche in caso di illuminazione nulla (apparecchi con tasti fosforescenti) D.P.R. 384 del Le prese di corrente che alimentano utilizzatori elettrici con forte assorbimento (lavatrice, lavastoviglie, cucina, ecc.) devono avere un proprio dispositivo di protezione di sovracorrente, interruttore bipolare con fusibile sulla fase od interruttore magnetotermico. Detto dispositivo può essere istallato nel contenitore centrale di appartamento od in una normale scatola nelle immediate vicinanze dell'apparecchio utilizzatore. Le apparecchiature istallate nei quadri di comando e negli armadi devono essere del tipo modulare e componibile con fissaggio a scatto sul profilato normalizzato DIN, ad eccezione degli interruttori automatici da 100 A in su che si fisseranno anche con mezzi diversi. In particolare: a) gli interruttori automatici magnetotermici da 1 a 63 A devono essere modulari e componibili con potere di interruzione di almeno 10 KA. Dovrà riportare la marchiatura "CE". b) tutte le apparecchiature necessarie per rendere efficiente e funzionale l'impianto (ed esempio trasformatori, suonerie, portafusibili, lampade di segnalazione, interruttori programmatori, prese di corrente CEE, ecc.) devono essere modulari ed accoppiabili nello stesso quadro con gli interruttori automatici di cui al punto a); c) gli interruttori con relè' differenziali fino ad 63 A devono essere modulari ed appartenere alla stessa serie di cui ai punti a) e b). Devono essere del tipo ad azione diretta; d) gli interruttori magnetotermici differenziali tetrapolari con 3 poli protetti fino a 63 A devono essere modulari ed essere dotati di un dispositivo che consenta la visualizzazione dell'avvenuto intervento e permetta di distinguere se detto intervento è provocato dalla protezione magnetotermica o dalla protezione differenziale. È ammesso l'impiego di interruttori differenziali puri purché abbiano un potere di interruzione con dispositivo associato di almeno 4500 A; e) il potere di interruzione degli interruttori automatici deve essere garantito sia in caso di alimentazione dai morsetti superiori (alimentazione dall'alto( sia in caso di alimentazione dai morsetti inferiori (alimentazione dal basso). Gli interruttori magnetotermici e gli interruttori differenziali con e senza protezione magnetotermica con corrente nominale da 100 A in su devono appartenere alla stessa serie. Onde agevolare le installazioni sui quadri e l'intercambiabilità, gli apparecchi da 100 a 250 A è preferibile abbiano stesse dimensioni d'ingombro. Gli interruttori con protezione magnetotermica di questo tipo devono essere selettivi rispetto agli automatici fino ad 80 A almeno per correnti di c.c. fino a 3000 A. Il potere di interruzione deve essere dato nella categoria di prestazione P2 onde garantire un buon funzionamento anche dopo 3 corto circuiti con corrente pari al potere di interruzione. Gli interruttori differenziali da 100 a 250 A da impiegare devono essere disponibili nella versione normale con Id = 0.5 A e nella versione con intervento ritardato con Id = 1 A per consentire la selettività con altri interruttori differenziali istallati a valle. Negli impianti elettrici che presentano correnti di c.c. elevate (fino a 30 ka) gli interruttori automatici magnetotermici fino a 63 A devono essere modulari e componibili con potere di interruzione di 30 ka a 380 V in classe P2. Istallati a monte di interruttori con potere di interruzione inferiore, devono garantire un potere di interruzione della combinazione di 30 ka a 380 V. Istallati a valle di interruttori con corrente nominale superiore, devono garantire la selettività per i c.c. almeno fino a 10 ka. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 8 di 70

194 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Art.2.IE.4 - Quadri - NORME DI RIFERIMENTO I quadri di comando saranno progettati, assiemati e collaudati in totale rispetto delle seguenti normative: - IEC (CEI ) - IEC 529 (CEI 70.1) riguardanti l assiemaggio di quadri prefabbricati AS e ANS e dovranno inoltre adempiere alle richieste antinfortunistiche contenute nel DPR 547 del 1955 e della legge 1/03/ Tutti i componenti in materiale plastico dovranno rispondere ai requisiti di autoestinguibilità a 960 c (30/30s) in conformità alle norme IC (C.E.I ). I quadri di servizio derivati dai quadri principali con corrente nominale d'entrata fino a 125 A e di corto circuito di 10 KA dovranno essere eseguiti nel rispetto di quanto prescritto dalla Norma CEI DATI GENERALI Nella costruzione dei quadri si dovranno considerare le diverse condizioni di servizio. I quadri elettrici saranno installati all interno di locali chiusi. La frequenza nominale sarà di 50 Hz (+ - 2,5%). Le correnti nominali di corto circuito, previste per il quadro, saranno quelle riportate sugli schemi relativi, la durata delle correnti di corto circuito sarà assunta per 1 secondo. I quadri elettrici saranno dimensionati secondo le caratteristiche meccaniche ed elettriche contenute nel foglio dati allegato. DISPOSITIVI DI MANOVRA E PROTEZIONE Saranno oggetto di preferenza da parte del committente apparecchiature che incorporino dispositivi principali del medesimo costruttore. Dovrà essere garantita una facile individuazione delle manovre da compiere, che dovranno pertanto essere concentrate sul fronte dello scomparto. All interno dovrà essere possibile un agevole ispezionabilità ed una facile manutenzione. Le distanze, i dispositivi e le eventuali separazioni metalliche dovranno impedire che interruzioni di elevate correnti di corto circuito o avarie notevoli possano interessare l equipaggiamento elettrico montato in vani adiacenti. Devono essere in ogni caso garantite le distanze che realizzano i perimetri di sicurezza imposti dal costruttore delle apparecchiature. Tutti i componenti elettrici ed elettronici devono essere contraddistinti da targhette di identificazione conformi a quanto indicato dagli schemi. Dovrà essere previsto uno spazio pari al 20% dell ingombro totale che consenta eventuali ampliamenti senza intervenire sulla struttura di base ed i relativi circuiti di potenza. CARPENTERIA La struttura dei quadri sarà realizzata con montanti in profilati di acciaio e pannelli di chiusura in lamiera ribordata di spessore non inferiore a 15/10 o 10/10. I quadri dovranno essere chiusi su ogni lato e posteriormente, i pannelli perimetrali dovranno essere asportabili a mezzo di viti. I pannelli posteriori dovranno essere di tipo incernierato con cerniere a scomparsa. Le porte frontali daranno corredate di chiusura a chiave, il rivestimento frontale sarà costituito da cristallo di tipo temperato. I quadri o elementi di quadro costituenti unità a sé stanti dovranno essere completi di golfari di sollevamento a comparsa. Anche se prevista la possibilità di ispezione dal retro del quadro, tutti i componenti elettrici saranno facilmente accessibili dal fronte mediante pannelli avvitati o incernierati. Sul pannello anteriore saranno previste feritoie per consentire il passaggio degli organi di comando. Tutte le apparecchiature saranno fissate su guide o su pannelli fissati su specifiche traverse di sostegno. Gli strumenti e lampade di segnalazione saranno montate sui pannelli frontali. Sul pannello frontale ogni apparecchiatura sarà contrassegnata da targhette indicatrici che ne identificano il servizio. Tutte le parti metalliche del quadro saranno collegate a terra (in conformità a quanto prescritto dalla citata norma CEI 17.13/1). Per quanto riguarda la struttura è ritenuto sufficiente utilizzare viteria antiossidante con rondelle auto graffianti al momento dell assemblaggio, per le piastre frontali sarà necessario assicurarsi che i sistemi di fissaggio comportino un adeguata asportazione del rivestimento isolante. VERNICIATURA Per garantire un efficace resistenza alla corrosione, la struttura e i pannelli dovranno essere opportunamente trattati e verniciati. Il trattamento di fondo dovrà prevedere il lavaggio, il decapaggio, la fosfatizzazione e elettro zincatura delle lamiere. Le lamiere trattate saranno verniciate con polvere termoindurente a base di resine epossidiche mescolate con resine poliesteri colore a finire RAL 7030/7032 o altro a richiesta della Direzione Lavori, liscio e MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 9 di 70

195 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN semilucido con spessore minimo di 70 micron. TENSIONI E FREQUENZA NOMINALI Il quadro sarà previsto per: - Tensione nominale di impiego 380 V + N - Frequenza di rete 50 Hz - Tensione nominale di isolamento dei circuiti principali 600 V - Tensione di prova per 60 sec V COLLEGAMENTI DI POTENZA Le sbarre e i conduttori dovranno essere dimensionati per sopportare le sollecitazioni termiche e dinamiche corrispondenti ai valori della co3rrente nominale e per i valori delle correnti di corto circuito richiesti. Le sbarre orizzontali dovranno essere in rame elettrolitico di sezione rettangolare a spigoli arrotondati e saranno fissate alla struttura tramite supporti isolati a pettine in grado di ricevere un massimo di 4 sbarre per fase e dovranno essere disposte in modo da permettere eventuali modifiche future. Le sbarre verticali, anch esse in rame elettrolitico, fino a 1600 A saranno di tipo a profilo continuo con un numero massimo di 1 sbarra per fase non forate ma predisposte per l utilizzo di appositi accessori per il collegamento e saranno fissate alla struttura tramite supporti isolati. Oltre 1600 A si dovranno seguire le stesse prescrizioni riguardanti le sbarre orizzontali. L interasse tra le fasi e la distanza tra i supporti sbarre saranno definiti da prove di laboratorio effettuate dalla casa costruttrice che dovrà riportarle a catalogo. I collegamenti tra sistemi sbarre orizzontali e verticali dovranno essere realizzati mediante connettori standard forniti dal costruttore delle sbarre stesse. Le sbarre principali dovranno essere predisposte per essere suddivise in sezioni pari agli elementi di scomposizione del quadro e dovranno consentire ampliamenti su entrambi i lati. Nel caso di installazione di sbarre di piatto, queste ultime dovranno essere declassate del 20% rispetto alla loro portata nominale. DERIVAZIONI Per l'alimentazione a monte degli interruttori modulari saranno utilizzati distributori prefabbricati. Le uscite dagli interruttori modulari saranno riportate in apposita morsettiera. Da 160 a 630 A dovranno essere utilizzati collegamenti prefabbricati dimensionati in base all energia specifica limitata dall interruttore alimentato. Salvo diverse esigenze gli interruttori scatolati affiancati verticalmente su un unica piastra dovranno essere alimentati dalla parte superiore utilizzando, nelle modalità indicate dal costruttore, specifici ripartitori prefabbricati che permettano, non solo il collegamento, ma anche la possibilità di aggiungere o sostituire apparecchi di adatte caratteristiche senza effettuare modifiche sostanziali all unità funzionale interessata. Dovrà essere studiato altresì la possibilità di ammaraggio e collegamento elettrico di tutti i cavi entranti o uscenti dal quadro senza interposizione di morsettiere. A tale riguardo normalmente i cavi di alimentazione si attesteranno direttamente ai morsetti dell interruttore generale, provvisto di appositi coprimorsetti, mentre non transiteranno in morsettiera i cavi uscenti con sezione superiore a 50 mmq. Le sbarre dovranno essere identificate con opportuni contrassegni autoadesivi a seconda della fase di appartenenza così come le corde saranno equipaggiate con anellini terminali colorati. Tutti i conduttori sia ausiliari che di potenza (salvo la prescrizione s.d.) si attesteranno a delle morsettiere componibili su guida, con diaframmi dove necessario, che saranno adatte, salvo diversa prescrizione, ad una sezione di cavo non inferiore a 6 mmq. CONDUTTORE DI PROTEZIONE Dovrà essere in barra di rame dimensionata per sopportare le sollecitazioni termiche ed elettrodinamiche dovute alle correnti di guasto. Per un calcolo preciso della sezione adatta è necessario fare riferimento al paragrafo della già citata norma CEI 17-13/1. COLLEGAMENTI AUSILIARI saranno in conduttore flessibile del tipo N07V-K 450/750V, con isolamento pari a 3KV con le seguenti sezioni minime: - 4 mmq per i T.A. - 2,5 mmq per i circuiti di comando - 1,5 mmq per i circuiti di segnalazione e T.V. Ogni conduttore sarà completo di anellino numerato corrispondente al numero sulla morsettiera e sullo schema funzionale. Dovranno essere identificati i conduttori per i diversi servizi (ausiliari in alternata - corrente continua - circuiti di allarme - circuiti di comando - circuiti di segnalazione)impiegando conduttori con guaine colorate differenziate oppure ponendo alle estremità anellini colorati. Potranno essere consentiti due conduttori sotto lo stesso morsetto solamente sul lato interno del quadro. I morsetti dovranno essere del tipo per cui la pressione di serraggio sia ottenuta tramite una lamella e non direttamente dalla vite. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 10 di 70

196 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN I conduttori saranno riuniti a fasci entro canaline o sistemi analoghi con coperchio a scatto. Tali sistemi consentiranno un inserimento di conduttori aggiuntivi in volume pari al 25% di quelli installati. Non è ammesso il fissaggio con adesivi. ACCESSORI DI CABLAGGIO Costituiranno titolo di preferenza accessori per l alimentazione di apparecchiature modulari previsti dal costruttore degli stessi. La circolazione dei cavi di potenza e/o ausiliari dovrà avvenire all interno di apposite canaline o sistemi analoghi con coperchio a scatto. L accesso a queste condutture dovrà essere possibile anche dal fronte del quadro mediante l asportazione delle lamiere di copertura delle apparecchiature. COLLEGAMENTI ALLE LINEE ESTERNE Se la linea è in blindo conduttura o contenuta in canalina o in cunicoli dovranno essere previste delle piastre metalliche in due pezzi asportabili per evitare l ingresso di corpi estranei. in caso di cassette da parete con linee passanti dalla parte superiore o inferiore dovranno essere previste specifiche piastre passacavi in materiale isolante. In ogni caso le linee dovranno attestarsi alla morsettiera in modo adeguato per rendere agevole qualsiasi intervento di manutenzione. Le morsettiere non dovranno sostenere il peso dei cavi ma gli stessi dovranno essere ancorati ove necessario a dei specifici profilati di fissaggio. L'uscita dei cavi dell'impianto dai codoli degli interruttori è ammessa solo per quelli scatolati. Nel caso in cui le linee di uscita siano costituite da cavi di grossa sezione o da più cavi in parallelo, è sconsigliabile il collegamento diretto sui contatti degli interruttori in modo da evitare eventuali sollecitazioni meccaniche. Art.2.IE.5 - Cavi e conduttori - a) isolamento dei cavi - I cavi utilizzati nei sistemi di prima categoria devono essere adatti a tensione nominale verso terra e tensione nominale (Uo/U) non inferiori a 450/750 V, simbolo di designazione 07. Quelli utilizzati nei circuiti di segnalazione e comando devono essere adatti a tensioni nominali non inferiori a 300/500 V, simbolo di designazione 05. Quest'ultimi, se posati nello stesso tubo, condotto o canale con cavi previsti con tensioni nominali superiori, devono essere adatti alla tensione nominale maggiore; b) colori distintivi dei cavi - I conduttori impiegati nella esecuzione degli impianti devono essere contraddistinti dalle colazioni previste dalle vigenti tabelle di unificazione CEI-UNEL e In particolare i conduttori di neutro e protezione devono essere contraddistinti rispettivamente ed esclusivamente con il colore blu chiaro e con il bicolore giallo-verde. Per quanto riguarda i conduttori di fase, devono essere contraddistinti in modo univoco per tutto l'impianto dai colori: nero, grigio (cenere) e marrone; c) sezioni minime e cadute di tensione massime ammesse - Le sezioni dei conduttori calcolate in funzione della potenza impegnata e dalla lunghezza di circuiti (affinché la caduta di tensione non superi il valore del 4% della tensione a vuoto all'origine dell'impianto nel punto di consegna Enel in bassa tensione) devono essere scelte tra quelle unificate. In ogni caso non devono essere superati i valori delle portate di corrente ammesse, per i diversi tipi di conduttori, dalle tabelle di unificazione CEI-UNEL. Oltre che per contenere i valori di c.d.t. le sezioni dei cavi sono calcolate in base al tipo di posa, al numero di cavi contenuti nel cavidotto ed al coordinamento con i dispositivi di protezione a monte, fermo restando il rispetto delle sezioni minime ammesse dalle Norme CEI Indipendentemente dai valori ricavati con le precedenti indicazioni, le sezioni minime ammesse sono: mmq. per circuiti di segnalazione e telecomando; mmq. per illuminazione di base, derivazione per prese a spina per altri apparecchi di illuminazione e per apparecchi con potenza unitaria inferiore od uguale a 2.2 KW; mmq. per derivazione con o senza prese a spina per utilizzatori con potenza unitaria superiore a 2.2 KW ed inferiore od uguale a 3.6 KW; - 4 mmq. per montanti singoli e linee alimentanti singoli apparecchi utilizzatori con potenza nominale superiore a 3.6 KW; d) sezione minima dei conduttori neutri - La sezione dei conduttori neutri non deve essere inferiore a quella dei corrispondenti conduttori di fase. Per conduttori in circuiti polifasi, con sezione superiore a 16 mmq., la sezione dei conduttori neutri può essere ridotta alla meta' di quella dei conduttori di fase col minimo tuttavia di 16 mmq. (per conduttori in rame); e) sezione dei conduttori di terra e protezione - La sezione dei conduttori di terra e di protezione, cioè dei conduttori che collegano9 all'impianto di terra le parti da proteggere contro i contatti indiretti, non deve essere inferiore a quella indicata nella tabella seguente, tratta dalle norme CEI 64-8: MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 11 di 70

197 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN SEZIONE MINIMA DEL CONDUTTORE DI PROTEZIONE La sezione del conduttore di protezione deve essere calcolata con la seguente formula: Sp= I² t K dove: Sp= Sezione del conduttore di protezione in mmq.; I= Valore efficace della corrente di guasto che può percorrere il conduttore di protezione per un guasto di impedenza trascurabile; t= tempo di intervento del dispositivo di protezione in sec.; K= Fattore il cui valore dipende dal materiale del conduttore di protezione, dell'isolamento e dalle temperature iniziali e finali. I valori di K sono riportati nella seguente tabella: Tab. 54B - Valori di K per i conduttori di protezione costituiti da cavi unipolari, o per conduttori di protezione nudi in contatto con il rivestimento esterno dei cavi Materiale conduttore Natura dell'isolante o dei Natura dell'isolante o dei Natura dell'isolante o dei rivestimenti rivestimenti rivestimenti PVC PVC PVC Rame Alluminio Ferro θ0 = 30 θ1 = θ0 = 30 θ1 = θ0 = 30 θ1 = Tab. 54C - Valori di K per i conduttori di protezione costituiti da un'anima di cavo multipolare Materiale conduttore Natura dell'isolante o dei rivestimenti Natura dell'isolante o dei rivestimenti Natura dell'isolante o dei rivestimenti PVC PVC PVC Rame Alluminio θ0 = 70 θ1 = θ0 = 90 θ1 = θ0 = 85 θ1 = Tab. 54D - Valori di K per i conduttori di protezione costituiti dal rivestimento metallico o dall'armatura di un cavo Materiale conduttore Rame Alluminio Ferro Piombo Natura dell'isolante o dei rivestimenti PVC θ0 = 30 θ1 = Natura dell'isolante o dei rivestimenti PVC θ0 = 30 θ1 = Natura dell'isolante o dei rivestimenti PVC θ0 = 30 θ1 = Le sezioni dei conduttori di protezione non devono essere inferiori ai valori dati nella tabella seguente, in questo caso non è necessario applicare la formula, di cui sopra, per la verifica. Se dalla applicazione della tabella risultasse una sezione di cavo non unificata, deve essere adottata la sezione unificata più vicina al valore calcolato. Relazione tra le sezioni dei conduttori di protezione e dei conduttori di fase Sezione minima del corrispondente conduttore di protezione Sp (mm²) Sezione dei conduttori di fase dell'impianto S (mm²) S < S 35 > 35 Sp = S 16 Sp = S/2 I valori sono validi soltanto se i conduttori di protezione sono costituiti dallo stesso materiale dei conduttori di fase. In caso contrario, la sezione del conduttore di protezione deve venire determinata in modo tale che esso abbia una conduttanza equivalente a quella risultante dall'applicazione della Tabella. La sezione di ogni conduttore di protezione che non faccia parte della conduttura di alimentazione non deve essere, in ogni caso, inferiore a: 2,5 mm 2 se è prevista una protezione meccanica; 4 mm 2 se non è prevista una protezione meccanica. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 12 di 70

198 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Quando un conduttore di protezione sia comune a diversi circuiti, la sua sezione deve essere dimensionata in funzione del conduttore di fase avente la sezione più grande. f) Requisiti di prestazione alla reazione al fuoco I cavi elettrici utilizzati per l alimentazione elettrica il controllo e la comunicazione utilizzati nei lavori di costruzione soggetti a prescrizioni di resistenza all incendio devono rispondere alle specifiche della CEI-EN IE Tipi di conduttori di protezione Possono essere usati come conduttori di protezione: anime di cavi multipolari; conduttori nudi o cavi unipolari (anche senza guaina) facenti parte, con i conduttori attivi, di una stessa conduttura; conduttori nudi o cavi unipolari (anche senza guaina) non facenti parte, con i conduttori attivi, della stessa conduttura; involucri metallici, per es. guaine, schermi e armature di alcuni cavi (ulteriori prescrizioni sono allo studio); tubi protettivi e canali metallici od altri involucri metallici per conduttori (quali rivestimenti metallici ed armature di cavi) (ulteriori prescrizioni sono allo studio); masse estranee di adeguate caratteristiche. Se l impianto contiene involucri o strutture metalliche di quadri, di condutture costruite in fabbrica o di altre apparecchiature costruite in fabbrica, questi involucri o strutture possono essere usati come conduttori di protezione se soddisfano le tre seguenti condizioni: a) la loro continuità elettrica sia realizzata in modo da assicurare la protezione contro il danneggiamento meccanico, chimico o elettrochimico; b) la conduttanza sia almeno uguale a quella risultante dall applicazione di quanto indicato in 543.1; c) sia possibile la connessione di altri conduttori di protezione nei punti predisposti per la derivazione. I rivestimenti metallici, comprese le guaine (nude od isolate) di alcune condutture, in particolare le guaine dei cavi con isolamento minerale, ed alcuni tubi protettivi e canali metallici (tipi allo studio) possono essere utilizzati come conduttori di protezione per i circuiti corrispondenti se soddisfano entrambe le prescrizioni a) e b) di Se non soddisfano tali condizioni non devono essere utilizzati come conduttori di protezione. Le masse estranee possono essere usate come conduttori di protezione se soddisfano tutte e quattro le seguenti condizioni: a) la loro continuità elettrica sia realizzata, per costruzione o mediante adatte connessioni, in modo che sia assicurata la protezione contro i danneggiamenti meccanici, chimici ed elettrochimici; b) la loro conduttanza sia almeno uguale a quella risultante dall applicazione di quanto indicato in 543.1; c) non possono venire rimosse se non sono previsti, in caso di rimozione, provvedimenti sostitutivi; d) siano state appositamente previste per uso come conduttori di protezione o, se necessario, siano state rese idonee a tale uso. Art.2.IE.6 - Tubi protettivi percorso tubazioni, cassette di derivazione, posa e punti presa - 2.IE Generalità - I conduttori, a meno che non si tratti di installazioni volanti, devono essere sempre protetti e salvaguardati meccanicamente. Dette protezioni possono essere: tubazioni, canalette porta cavi, passerelle, condotti o cunicoli ricavati nella struttura edili, ecc. Negli impianti industriali, il tipo di installazione deve essere concordato di volta in volta con l'amministrazione appaltante. Negli impianti in edifici civili e similari si devono rispettare le seguenti prescrizioni: a) l'impianto, salvo contraria esplicita richiesta dell'amministrazione appaltante, è previsto per la realizzazione sotto traccia, i tubi protettivi devono essere in materiale termoplastico serie leggera per i percorsi sotto intonaco, in acciaio smaltato a bordi saldati oppure in materiale termoplastico serie pesante per gli attraversamenti a pavimento; b) il diametro interno dei tubi deve essere pari ad almeno 1.3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio dei cavi in esso contenuti. Tale coefficiente di maggiorazione deve essere aumentato a 1.5 quando i cavi siano del tipo sotto piombo o sotto guaina metallica; il diametro del tubo deve essere sufficientemente grande da permettere di sfilare e reinfilare i cavi in esso contenuti con facilità e senza che ne risultino danneggiati i cavi stessi od i tubi. Comunque il diametro interno non deve essere inferiore a 10 mm.; c) il tracciato dei tubi protettivi deve consentire un andamento rettilineo orizzontale (con minima pendenza per favorire lo scarico di eventuale condensa) o verticale. Le curve devono essere effettuate con raccordi o con piegature che non danneggino il tubo e non pregiudichino la sfilabilità dei cavi; d) ad ogni brusca deviazione resa necessaria dalla struttura muraria dei locali, ad ogni derivazione da linea principale e secondaria ed in ogni locale servito, la tubazione deve essere interrotta con cassette di derivazione; MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 13 di 70

199 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN e) le giunzioni dei conduttori devono essere eseguite nelle cassette di derivazione impiegando opportuni morsetti o morsettiere. Dette cassette devono essere costruite in modo che nelle condizioni ordinarie di installazione non sia possibile introdurvi corpi estranei, deve inoltre risultare agevole la dispersione di calore in esse prodotta. Il coperchio delle cassette deve offrire buone garanzie di fissaggio ed essere apribile solo con attrezzo; f) i tubi protettivi dei montanti di impianti utilizzatori alimentati attraverso organi di misura centralizzati e le relative cassette di derivazione devono essere distinti per ogni montante. È ammesso utilizzare lo stesso tubo e le stesse cassette purché i montanti alimentino lo stesso complesso di locali e che ne siano contrassegnati per la loro individuazione, almeno in corrispondenza delle due estremità; g) qualora si preveda l'esistenza, nello stesso locale, di circuiti appartenenti a sistemi elettrici diversi, questi devono essere protetti da tubi diversi e far capo a cassette separate. Tuttavia è ammesso collocare i cavi nello stesso tubo e far capo alle stesse cassette, purché essi siano isolati per la tensione più elevata e le singole cassette siano internamente munite di diaframmi, non amovibili se non a mezzo di attrezzo, tra i morsetti, destinati a serrare conduttori appartenenti a sistemi diversi; h) il numero dei cavi che si possono introdurre nei tubi è indicato nella tabella seguente: NUMERO MASSIMO DEI CAVI UNIPOLARI DA INTRODURRE IN TUBI PROTETTIVI (i numeri tra parentesi sono per i cavi di comando e segnalazione) Coefficiente di stipamento dei cavi i tubi protettivi dei conduttori elettrici collocati in cunicoli, che ospitano altre canalizzazioni devono essere disposti in modo da non essere soggetti ad influenze dannose in relazione a sovrariscaldamenti, sgocciolamenti, formazione di condensa, ecc. È inoltre vietato collocare nelle stesse incassature montanti e colonne telefoniche o radiotelevisive. Nel vano degli ascensori o montacarichi non è consentita la messa in opera di conduttori o tubazioni di qualsiasi genere che non appartengano all'impianto dell'ascensore o del montacarichi stesso; i) i circuiti degli impianti a tensione ridotta per "controllo ronda" ed "antifurto", nonché quelli per impianti di traduzioni simultanee o di teletraduzioni simultanee, dovranno avere i conduttori in ogni caso sistemati in tubazioni soltanto di acciaio smaltato o tipo Mannesmann. 2.IE Tubazioni per le costruzioni prefabbricate - I tubi protettivi annegati nel calcestruzzo devono rispondere alle prescrizioni delle norme CEI-EN e CEI-EN ,4 (tipo N). Essi devono essere inseriti nelle scatole preferibilmente con l'uso di raccordi atti a garantire una perfetta tenuta. La posa dei raccordi deve essere eseguita con la massima cura in modo che non si creino strozzature. Allo stesso modo i tubi devono essere uniti tra loro per mezzo di appositi manicotti di giunzione. La predisposizione dei tubi deve essere eseguita con tutti gli accorgimenti della buona tecnica in considerazione del fatto che alle pareti prefabbricate non è in genere possibile apportare sostanziali modifiche nè in fabbrica nè in cantiere. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 14 di 70

200 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Le scatole da inserire nei getti di calcestruzzo devono avere caratteristiche tali da sopportare le sollecitazioni termiche e meccaniche che si presentano in tali condizioni. In particolare le scatole rettangolari porta apparecchi e le scatole per i quadretti elettrici devono essere costruite in modo che il loro fissaggio sui casseri avvenga con l'uso di rivetti, viti o magneti da inserire in apposite sedi ricavate sulla membrana anteriore della scatola stessa. Detta membrana dovrà garantire la non deformabilità delle scatole. La serie di scatole proposta deve essere completa di tutti gli elementi necessari per la realizzazione degli impianti comprese le scatole di riserva conduttori necessarie per le discese alle tramezze che si monteranno in un secondo tempo a getti avvenuti. 2.IE Posa di cavi elettrici isolati, sotto guaina, interrati - Per l'interramento dei cavi elettrici, si dovrà procedere nel modo seguente: a) sul fondo dello scavo, sufficiente per la profondità di posa preventivamente concordata con la Direzione Lavori e privo di qualsiasi sporgenza o spigolo di roccia o di sassi, si dovrà costituire, in primo luogo, un letto di sabbia di fiume, vagliata e lavata, o di cava, vagliata, dello spessore di almeno 10 cm., sul quale si dovrà distendere poi il cavo (od i cavi) senza premere e senza far affondare artificialmente nella sabbia; b) si dovrà quindi stendere un altro strato di sabbia come sopra, dello spessore di almeno 5 cm., in corrispondenza della generatrice superiore del cavo (o dei cavi); pertanto lo spessore finale complessivo della sabbia dovrà risultare di almeno cm. 15 più il diametro del cavo (quello maggiore, avendo pi' cavi); c) sulla sabbia cosi' posta in opera si dovrà infine disporre una fila continua di mattoni pieni, bene accostati fra loro e con il lato maggiore secondo l'andamento del cavo (o dei cavi) se questo avrà il diametro (o questi comporranno una striscia) non superiore a cm. 5 od al contrario in senso trasversale (generalmente con più cavi); d) sistemati i mattoni, si dovrà procedere al reinterro dello scavo pigiando sino al limite del possibile e trasportando a rifiuto il materiale eccedente dall'iniziale scavo. L'asse del cavo (o quello centrale di più cavi) dovrà ovviamente trovarsi in uno stesso piano verticale con l'asse della fila di mattoni. Per la profondità di posa sarà seguito il concetto di avere il cavo (od i cavi) posti sufficientemente al sicuro da possibili scavi di superficie per riparazioni ai manti stradali o cunette eventualmente soprastanti, o movimenti di terra nei tratti a prato o giardino. Di massima sarà pero' osservata la profondità di almeno cm. 50 misurando sull'estradosso della protezione di mattoni. Tutta la sabbia ed i mattoni occorrenti saranno forniti dalla Ditta appaltatrice. 2.IE Posa di cavi elettrici, isolati, sotto guaina, in cunicoli praticabili - A seconda di quanto stabilito nel Capitolato Speciale d'appalto, i cavi saranno posati: entro scanalature esistenti sui piedritti dei cunicoli (appoggio continuo), all'uopo fatte predisporre dall'amministrazione appaltante; entro canalette di materiale idoneo, come cemento, cemento amianto, ecc. (appoggio egualmente continuo) tenute in sito da mensoline in piatto o profilato d'acciaio zincato o da mensoline di calcestruzzo armato; direttamente sui ganci, grappe, staffe o mensoline (appoggio discontinuo) in piatto o profilato d'acciaio zincato, ovvero di materiali plastici resistenti all'umidità, ovvero ancora su mensoline di calcestruzzo armato. Dovendo disporre i cavi in più strati, dovrà essere assicurato un distanziamento fra strato e strato pari ad almeno una volta e mezzo il diametro del cavo maggiore nello strato sottostante con un minimo di cm. 3, onde assicurare la libera circolazione dell'aria. A questo riguardo la Ditta appaltatrice dovrà tempestivamente indicare le caratteristiche secondo cui dovranno essere dimensionate e conformate le eventuali canalette di cui sopra, mentre, se non diversamente prescritto dall'amministrazione appaltante, sarà di competenza della Ditta appaltatrice di soddisfare a tutto il fabbisogno di mensole, staffe, grappe e ganci di ogni altro tipo, i quali potranno anche formare rastrelliere di conveniente altezza. Per il dimensionamento e mezzi di fissaggio in opera (grappe murate, chiodi sparati, ecc.) dovrà essere tenuto conto del peso dei cavi da sostenere in rapporto al distanziamento dei supporti, che dovrà essere stabilito di massima intorno a cm. 70. In particolari casi, l'amministrazione appaltante potrà preventivamente richiedere che le parti in acciaio debbono essere zincate a caldo. I cavi, ogni m di percorso dovranno essere provvisti di fascetta distintiva in materiale inossidabile. 2.IE Posa di cavi elettrici, isolati, sotto guaina, in tubazioni interrate o non interrate od in cunicoli non praticabili - Qualora in sede di appalto venga prescritto alla Ditta appaltatrice di provvedere anche per la fornitura e posa in opera delle tubazioni, queste avranno forma e costituzione come preventivamente stabilito dall'amministrazione appaltante (cemento, cemento -amianto, ghisa, gres ceramico, cloruro di polivinile, ecc.). Per la posa in opera delle tubazioni a parete od a soffitto, ecc., in cunicoli, intercapedini, sotterranei, ecc., valgono le prescrizioni precedenti per la posa dei cavi in cunicoli praticabili, coi dovuti adattamenti. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 15 di 70

201 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Al contrario, per la posa interrata delle tubazioni, valgono le prescrizioni precedenti per l'interramento dei cavi elettrici, circa le modalità di scavo la preparazione del fondo di posa (naturalmente senza la sabbia e senza la fila di mattoni), il reinterro, ecc. Le tubazioni dovranno risultare coi singoli tratti uniti tra loro o stretti da collari o flange, onde evitare discontinuità nella loro superficie interna. Il diametro interno della tubazione dovrà essere in rapporto non inferiore ad 1.3 rispetto al diametro del cavo o del cerchio circoscrivente i cavi, sistemati a fascia. Per l'infilaggio dei cavi si dovranno avere adeguati pozzetti sulle tubazioni interrate ed apposite cassette sulle tubazioni non interrate. Il distanziamento fra tali pozzetti e cassette sarà da stabilirsi in rapporto alla natura ed alla grandezza dei cavi da infilare. Tuttavia, per cavi in condizioni medie di scorrimento e grandezza, il distanziamento resta stabilito di massima: - ogni m. 30 circa se in rettilineo; - ogni m. 15 circa se con interposta una curva. I cavi non dovranno subire curvature di raggio inferiore a 15 volte il loro diametro. In sede di appalto, verrà precisato se spetti all'amministrazione appaltante la costituzione dei pozzetti o delle cassette. In tal caso, per il loro dimensionamento, formazione, raccordi, ecc., la Dotta appaltatrice, dovrà fornire tutte le indicazioni necessarie. 2.IE Posa aerea di cavi elettrici, isolati, non sotto guaina, o di conduttori elettrici nudi - Per la posa aerea di cavi elettrici, isolati, non sotto guaina e di conduttori elettrici nudi, dovranno osservarsi le relative norme CEI. Come detto, la Ditta appaltatrice potrà richiedere una maggiorazione di compensi se deriveranno ad essa maggiori oneri dall'applicazione di nuove norme rese note in data posteriore alla presentazione del progettoofferta. Se non diversamente specificato in sede di appalto, la fornitura di tutti i materiali e la loro messa in opera per la posa aerea in questione (pali di appoggio, mensole, isolatori, cavi, accessori, ecc.) sarà di competenza della Ditta appaltatrice. Tutti i rapporti con terzi (istituzioni di servitù di elettrodotto, di appoggio, di attraversamento, ecc.), saranno di competenza esclusiva ed a carico dell'amministrazione appaltante, in conformità di quanto disposto al riguardo del Testo Unico di Legge sulle Acque e sugli Impianti Elettrici, di cui Regio Decreto n IE Posa aerea di cavi elettrici, isolati, sotto guaina, autoportanti o sospesi a corde portanti - Saranno ammessi a tale sistema di posa, unicamente cavi destinati a sopportare tensioni di esercizio non superiori a 1000 Volt, isolati in conformità, salvo ove trattasi di cavi per alimentazione di circuiti per illuminazione in serie o per alimentazione di tubi fluorescenti, alimentazioni per le quali il limite massimo della tensione sarà considerato di 6000 Volt. Con tali limitazioni d'impiego potranno aversi: - cavi con treccia in acciaio di supporto incorporata nella stessa guaina isolante; - cavi sospesi a treccia indipendentemente in acciaio zincato (cosiddetta sospensione "americana") a mezzo di fibbie o ganci di sospensione, opportunamente scelti fra i tipi commerciali, intervallati non più di cm. 40. Per entrambi i casi si impiegheranno collari e mensole di ammarro, opportunamente scelti fra i tipi commerciali, per la tenuta dei cavi sui sostegni, tramite le predette trecce di acciaio. Anche per la posa aerea dei cavi elettrici, isolati, sotto guaina, vale integralmente quanto espresso al precedente comma per la posa aerea di cavi elettrici, isolati, non sotto guaina, o di conduttori elettrici nudi. 2.IE Punti presa e punti luce - Gli apparecchi di comando a bilanciere e le prese con alveoli arretrati, nel caso di montaggio normale incassato, verranno fissati su supporti in resina con placca in alluminio o resina avvitata ai supporti stessi, mentre nel caso di montaggio stagno, esterno o da incasso, verranno fissati in scatole con portapparecchi protetti. I punti luce negli impianti incassati dovranno essere provvisti, in corrispondenza dell'uscita tubo dall'intonaco, di scatola in plastica o rosone in legno. Art.2.IE.7 - Impianto di messa a terra e sistemi di protezione contro i contatti indiretti - 2.IE Elementi dell impianto di terra - Per ogni edificio contenente impianti elettrici deve essere opportunamente previsto, in sede di costruzione, un proprio impianto di messa a terra (impianto di terra locale) che deve soddisfare le prescrizioni delle vigenti norme CEI 64-8 fasc Tale impianto deve essere realizzato in modo da poter effettuare le verifiche periodiche di efficienza e comprende: a) il dispersore (od i dispersori) di terra, costituito da uno o più elementi metallici posti in intimo contatto con il terreno e che realizza il collegamento elettrico con la terra; b) il conduttore di terra, non in intimo contatto con il terreno destinato a collegare i dispersori fra di loro ed al collettore (o nodo) principale di terra. I conduttori parzialmente interrati e non isolati dal terreno, debbono MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 16 di 70

202 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN essere considerati, a tutti gli effetti, dispersori per la parte interrata e conduttori di terra per la parte non interrata (o comunque isolata dal terreno); c) il conduttore di protezione parte dal collettore di terra, arriva in ogni impianto e deve essere collegato a tutte le prese a spina (destinate ad alimentare utilizzatori per i quali è prevista la protezione contro i contatti indiretti mediante messa a terra); o direttamente alle masse di tutti gli apparecchi da proteggere, compresi gli apparecchi di illuminazione con parti metalliche comunque accessibili. È vietato l'impiego di conduttori di protezione non protetti meccanicamente con sezione inferiore a 4 mmq. Nei sistemi TT (cioè' nei sistemi in cui le masse sono collegate ad un impianto di terra elettricamente indipendente da quello del collegamento a terra del sistema elettrico) il conduttore di neutro non può essere utilizzato come conduttore di protezione; d) il collettore (o nodo), principale di terra nel quale confluiscono i conduttori di terra, di protezione, di equipotenzialità (ed eventualmente di neutro, in caso di sistemi TN, in cui il conduttore di neutro ha anche la funzione di conduttore di protezione); e) il conduttore equipotenziale, avente lo scopo di assicurare l'equipotenzialità fra le masse e/o le masse estranee (parti conduttrici, non facenti parte dell'impianto elettrico, suscettibili di introdurre il potenziale di terra). 2.IE Prescrizioni particolari per locali da bagno - Divisione in zone ed apparecchi ammessi. I locali da bagno vengono suddivisi in 4 zone per ognuna delle quali valgono regole particolari: zona 0 - è il volume della vasca o del piatto doccia: non sono ammessi apparecchi elettrici, come scaldaacqua ad immersione, illuminazione sommerse o simili; zona 1 - è il volume al di sopra della vasca da bagno o del piatto doccia fino all'altezza di 2.25 m. dal pavimento: sono ammessi lo scaldabagno (del tipo fisso, con la massa collegata al conduttore di protezione) od altri apparecchi utilizzatori fissi, purché alimentati a tensione non superiore a 25 V, cioè con la tensione ulteriormente ridotta rispetto al limite normale della bassissima tensione di sicurezza, che corrisponde a 50 V; zona 2 - è il volume che circonda la vasca da bagno od il piatto doccia, largo 60 cm. e fino all'altezza di 2.25 m. dal pavimento: sono ammessi, oltre allo scaldabagno ed altri apparecchi alimentati a non pi' di 25 V, anche gli apparecchi illuminanti dotati di doppio isolamento (Classe II). Gli apparecchi istallati nelle zone 1 e 2 devono essere protetti contro gli spruzzi d'acqua (grado protezione IPX4). Sia nella zona 1 che nella zona 2 non devono esserci materiali di installazione come interruttori, prese a spina, scatole di derivazione; possono essere istallati pulsanti a tirante con cordone isolante e frutto incassato ad altezza superiore a 2.25 m. dal pavimento. Le condutture devono essere limitate a quelle necessarie per l'alimentazione degli apparecchi istallati in queste zone e devono essere incassate con tubo protettivo non metallico; gli eventuali tratti in vista necessari per il collegamento con gli apparecchi utilizzatori (per esempio con lo scaldabagno) devono essere protetti con tubo di plastica o realizzati con cavo munito di guaina isolante; zona 3 - è il volume al di fuori della zona 2, della larghezza di 2.40 m. (e quindi 3 m. oltre la vasca o la doccia): sono ammessi componenti dell'impianto elettrico protetti contro la caduta verticale di gocce di acqua (grado di protezione IPX1), come nel caso dell'ordinario materiale elettrico incasso IPX5 quando è previsto l'uso di getti d'acqua per la pulizia del locale; inoltre l'alimentazione delle prese a spina deve soddisfare una delle seguenti condizioni: a) bassissima tensione di sicurezza con limite 50 V (BTS). Le parti attive del circuito BTS devono comunque essere protette contro i contatti diretti; b) trasformatore di isolamento per ogni singola presa a spina; c) interruttore differenziale ad alta sensibilità, con corrente differenziale non superiore a 30 ma d) Le regole date per le varie zone in cui sono suddivisi i locali da bagno servono a limitare i pericoli provenienti dall'impianto elettrico del bagno stesso, e sono da considerarsi integrative rispetto alle regole e prescrizioni comuni a tutto l'impianto elettrico (isolamento delle parti attive, collegamento delle masse al conduttore di protezione, ecc.). 2.IE Collegamento equipotenziale nei locali da bagno - Per evitare tensioni pericolose provenienti dall'esterno del locale da bagno (ad esempio da una tubazione che vada in contatto con un conduttore non protetto da interruttore differenziale), è richiesto un conduttore equipotenziale che colleghi fra di loro tutte le masse estranee delle zone con il conduttore di protezione; in particolare per le tubazioni metalliche è sufficiente che le stesse siano collegate con il conduttore di protezione all'ingresso dei locali da bagno. Le giunzioni devono essere realizzate conformemente a quanto prescritto dalle norme CEI 64-8; in particolare devono essere protette contro eventuali allentamenti o corrosioni. Devono essere impiegate fascette che stringano il metallo vivo. Il collegamento non va eseguito su tubazioni di scarico in P.V.C. od in gres. Il collegamento equipotenziale deve raggiungere il più vicino conduttore di protezione, ad esempio nella scatola dove è istallata la presa a spina protetta dall'interruttore differenziale ad alta sensibilità. È vietata l'inserzione di interruttori o di fusibili sui conduttori di protezione. Per i conduttori si devono rispettare le seguenti sezioni minime: MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 17 di 70

203 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN mmq. (rame) per collegamenti protetti meccanicamente, cioè posati entro tubi o sotto intonaco; - 4 mmq. (rame) per collegamenti non protetti meccanicamente e fissati direttamente a parete. 2.IE Alimentazione nei locali da bagno - Può essere effettuata come per il resto dell'appartamento (o dell'edificio, per i bagni in edifici non residenziali). Se esistono 2 circuiti distinti per i centri luce e le prese, entrambi questi circuiti si devono estendere ai locali da bagno. La protezione delle prese del bagno con interruttore differenziale ad alta sensibilità può essere affidata all'interruttore differenziale generale (purché questo sia del tipo ad alta sensibilità) o ad un differenziale locale che può servire anche per diversi bagni attigui. 2.IE Condutture elettriche nei locali da bagno - Possono essere usati cavi isolati in P.V.C. tipo H07V(ex UR/3) in tubo di plastica incassato a parete o nel pavimento. Per il collegamento dello scaldabagno, il tubo, di tipo flessibile, deve essere prolungato per coprire il tratto esterno, oppure deve essere usato un cavetto tripolare con guaina (fase + neutro + conduttore di protezione) per tutto il tratto dall'interruttore allo scaldabagno, uscendo, senza morsetti, da una scatoletta passacordone. 2.IE Altri apparecchi consentiti nei locali da bagno - Per l'uso di apparecchi elettromedicinali in locali da bagno ordinari, è necessario attenersi alle prescrizioni fornite dai costruttori di questi apparecchi che possono essere destinati ad essere usati solo da personale addestrato. Negli alberghi un telefono può essere istallato anche nel bagno, ma in modo che non possa essere usato da chi si trova nella vasca o sotto la doccia. 2.IE Protezioni contro i contatti diretti in ambienti pericolosi - Negli ambienti in cui il pericolo di elettrocuzione è maggiore sia per condizioni ambientali (umidità) sia per particolari utilizzatori elettrici usati (apparecchi portatili, tagliaerba, ecc.) come per esempio: cantine, garage, portici, giardini, ecc., le prese a spina devono essere alimentate come prescritto per la zona 3 dei bagni. Art.2.IE.8 - Coordinamento dell impianto di terra con dispositivi di interruzione - Una volta attuato l'impianto di messa a terra, la protezione contro i contatti indiretti può essere realizzata con uno dei seguenti sistemi: a) coordinamento fra impianto di messa a terra e protezione di massima corrente. Questo tipo di protezione richiede l'installazione di un impianto di terra coordinato con un interruttore con relè magnetotermico, in modo che risulti soddisfatta la seguente relazione: Rt < 50/Is dove Rt è il valore in ohm della resistenza dell'impianto di terra nella condizione più sfavorevole e Is è il più elevato tra i valori in ampere delle correnti di intervento in un tempo < 5 secondi dei dispositivi di massima corrente posti a protezione delle singole derivazioni; b) coordinamento fra impianto di messa a terra ed interruttori differenziali. Questo tipo di protezione richiede l'installazione di un impianto di terra coordinato con un interruttore con relè differenziale che assicuri l'apertura dei circuiti da proteggere non appena eventuali correnti di guasto creino situazioni di pericolo. Affinché detto coordinamento sia efficiente deve essere osservata la seguente relazione: Rt < 50/Id dove Rt è il valore in ohm della resistenza dell'impianto di terra nelle condizioni più sfavorevoli ed Id il più elevato fra i valori in ampere delle correnti differenziali nominali di intervento delle protezioni differenziali poste a protezione dei singoli impianti utilizzatori. Negli impianti di tipo TT, alimentati direttamente in bassa tensione dalla Società Distributrice, la soluzione più affidabile ed in certi casi l'unica che si possa attuare, è quella con gli interruttori differenziali che consentono la presenza di un certo margine di sicurezza a copertura degli inevitabili aumenti del valore di Rt durante la vita dell'impianto. Art.2.IE.9 - Protezione mediante doppio isolamento - In alternativa al coordinamento fra impianto di messa a terra e dispositivi di protezione attiva, la protezione contro i contatti indiretti può essere realizzata adottando: - macchine ed apparecchi con isolamento doppio o rinforzato per costruzione od installazione: apparecchi di classe II. In uno stesso impianto la protezione con apparecchi di Classe II può coesistere con la protezione mediante messa a terra; tuttavia è vietato collegare intenzionalmente a terra le parti metalliche accessibili delle macchine, degli apparecchi e delle altre parti dell'impianto di Classe II. Art.2.IE.10 - Sistemi di protezione particolare contro i contatti indiretti - MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 18 di 70

204 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN 2.IE.10.1 generalità: (Norme CEI 64/4 art ) Si considerano sistemi di protezione contro le tensioni di contatto a seconda dei locali in questione, i seguenti: a) protezione con interruzione automatica del circuito utilizzando oltre alle prescrizioni di cui all'art. C.3, interruttori differenziali con correnti di intervento non superiori a 30 ma.- b) bassissima tensione di sicurezza conformemente alle norme della norma CEI 64/8 tenendo presente che la tensione nominale in corrente alternata e continua non superi i 25 e 60 V. c) protezione utilizzando componenti di Classe II o isolamento equivalente come da norme CEI 64/8 art d) separazione elettrica con controllo della resistenza di isolamento. La protezione deve essere realizzata impiegando per ciascun locale circuiti protetti da tubazioni separate alimentati da sorgenti autonome o da trasformatore di isolamento. Il trasformatore deve avere una presa centrale per il controllo dello stato di isolamento e schermatura metallica tra gli avvolgimenti per eliminare le correnti di dispersione. Le masse dei generatori autonomi e dei trasformatori di isolamento devono essere a terra; la schermatura deve essere collegata al collettore equipotenziale a mezzo di due conduttori di protezione di sezione adeguata.- Ai fini della protezione contro i contatti indiretti si deve tenere permanentemente sotto controllo lo stato di isolamento dell'impianto; a tale scopo si deve inserire tra la presa centrale del secondario del trasformatore di isolamento ed un conduttore di protezione, un dispositivo d allarme; tale dispositivo non deve poter essere disinserito e deve indicare, otticamente ed acusticamente, se la resistenza di isolamento dell'impianto è scesa al di sotto del valore di sicurezza prefissato; questo valore deve essere non inferiore a 15 kohm e possibilmente più alto. Il dispositivo di allarme deve essere predisposto per la trasmissione a distanza dei suoi segnali; non deve essere possibile spegnere il segnale luminoso; il segnale acustico può essere tacitato ma non disinserito. Deve essere possibile accertare in ogni momento l'efficienza del dispositivo di allarme; a tale scopo esso deve contenere un circuito di controllo inseribile a mezzo pulsante. La tensione del circuito di allarme deve essere tale che la corrente che circola in caso di guasto diretto a terra del sistema sotto controllo non sia superiore a 1 ma. Il dispositivo di allarme deve avere una separazione, tra circuito di alimentazione e circuito di misura, avente caratteristiche non inferiori a quelle garantite da un trasformatore di sicurezza dalla norma 14/6. 2.IE sistemi di protezione contro i contatti indiretti nei diversi locali adibiti ad uso medico: Norme CEI 64/4 art /02/03/ IE Protezione contro i contatti indiretti in camere di degenza, sale di visita, ambulatori medici in cui non si utilizzano apparecchi elettromedicali oppure si utilizzano solo apparecchi elettromedicali: Possono essere utilizzati i sistemi di protezione previsti nell'art. B "Sistemi di protezione particolari contro i contatti indiretti". 2.IE Protezione contro i contatti indiretti nei locali per chirurgia, terapia fisica, idroterapia, radiologia e nei locali per esami di fisiopatologia: Sono considerati adatti per la protezione contro i contatti indiretti nei locali sopra citati solo i sistemi di protezione di cui alle Norme CEI 64/4 art lettere b, c, d ed e. 2.IE Protezione contro i contatti indiretti nei locali di sorveglianza, cura intensiva e nei locali per anestesia : Nei locali sopra citati si applicano le seguenti prescrizioni: a) Per tutti i circuiti destinati ad alimentare apparecchi elettromedicali, ad eccezione di quelli al punto b, è ammessa unicamente l'adozione del sistema di protezione di cui alla lettera e) dell'art delle Norme CEI. Questo sistema ha inoltre il vantaggio di ridurre le correnti di dispersione degli apparecchi (vedi Appendice K Norma CEI 62/5) b) I circuiti che alimentano lampade per l'illuminazione generale dei locali sopra citati o apparecchi radiologici o in generale grosse apparecchiature con potenza assorbita superiore a 5 KVA (p.es. sterilizzatori) possono essere alimentati direttamente dalla rete purché con tensione nominale non superiore a 380 V. La protezione contro i contatti indiretti deve essere realizzata con sistema di protezione di cui alla lettera b) dell'art delle Norme CEI. Ogni presa a spina deve avere un proprio dispositivo di protezione di massima corrente: tale dispositivo può essere del tipo unipolare. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 19 di 70

205 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN 2.IE prescrizioni supplementari per i locali di chirurgia: I segnali ottico ed acustico ed il pulsante di controllo dell'impianto alimentato dal trasformatore di isolamento devono essere riuniti in un'unica custodia collocata in posizione ben visibile in ogni locale per chirurgia. Le prese a spina devono essere provviste di contatti permanentemente connessi al conduttore di protezione come indicato dalle Norme CEI 64/4. Le spine degli apparecchi alimentati dai circuiti di cui all'articolo relativo devono essere non intercambiabili con quelle alimentate dai circuiti di cui all'articolo relatico delle Norme CEI 64/4. 2.IE Equalizzazione del potenziale: In tutti i locali adibiti ad uso medico si deve effettuare l'equalizzazione del potenziale collegando fra loro ed al conduttore di protezione o al conduttore di terra dell'impianto, tutte le masse metalliche accessibili in un locale o in un gruppo di locali (Norme CEI 64/4, art /02/03). I conduttori equipotenziali devono fare capo ad un nodo collettore equipotenziale o ad un conduttore di rame della sezione di 16 mmq, disposto ad anello senza giunzioni, quale collettore lungo il perimetro del locale. Il nodo collettore equipotenziale o l'anello collettore, devono essere collegati al conduttore di protezione. Nei locali per chirurgia, sorveglianza o cura intensiva, fisiopatologia, idroterapia, terapia fisica, radiologia e anestesia si applicano le seguenti disposizioni: sorveglianza, per esempio delle funzioni del corpo, devono essere in rame con sezione minima di 16 mmq. Le prescrizioni sull'equalizzazione del potenziale non si applicano alle masse estranee, quando in qualsiasi condizione d'uso si trovino a un'altezza superiore a 2.5 mm dal piano di calpestio. Qualora sia stata adottata per uno stesso gruppo di camere di degenza o di ambulatori, la protezione con interruttori differenziali con Id <= 30 ma, è ammesso non applicare le prescrizioni del presente articolo se non indicato nel progetto. 2.IE Eliminazione delle scariche elettrostatiche: Nelle camere operatorie ed in genere nei locali di anestesia, qualora le anestesie o analgesie siano effettuate con sostanze atte a formare miscele esplosive si deve provvedere alla eliminazione delle cariche elettrostatiche. Il pavimento deve essere realizzato con materiale di adeguata resistenza all'isolamento. Al di sotto di esso deve essere stesa una rete conduttrice od altra superficie equivalente, collegata a mezzo di un conduttore al collettore equipotenziale (Norme CEI 64/4 art ). 2.IE Provvedimenti protettivi particolari contro l'esplosione e l'incendio nelle zone pericolose dei locali di anestesia: La classificazione e l'estensione delle zone pericolose sono da definire secondo le prescrizioni delle Norme CEI 64/4; entro tali zone gli impianti elettrici devono essere a sicurezza secondo le stesse Norme (Norme CEI 64/4 art /03/04). 2.IE Provvedimenti particolari contro l'esplosione e l'incendio nei locali in cui si effettuano somministrazioni di ossigeno: In tali locali si deve aver cura di evitare elevate concentrazioni di ossigeno e devono essere adottati tutti i provvedimenti necessari contro l'esplosione e l'incendio. Art.2.IE.11 - Protezione delle condutture elettriche - I conduttori che costituiscono gli impianti devono essere protetti contro le sovracorrenti causate da sovraccarichi o da corto circuiti. La protezione contro i sovraccarichi deve essere effettuata in ottemperanza alle prescrizioni delle norme CEI 64-8 (fasc. 668) cap. VI. In particolare i conduttori devono essere scelti in modo che la loro portata (Iz) sia superiore od almeno uguale alla corrente di impiego (Ib) (valore di corrente calcolato in funzione della massima potenza da trasmettere in regime permanente). Gli interruttori automatici magnetotermici da istallare a loro protezione devono avere una corrente nominale (In) compresa fra la corrente di impiego del conduttore (Ib) e la sua portata nominale (Iz) ed una corrente di funzionamento (If) minore od uguale ad 1.45 volte la portata (Iz). In tutti i casi devono essere soddisfatte le seguenti relazioni: Ib < In < Iz If < 1.45 Iz La seconda delle due disuguaglianze sopra indicate è automaticamente soddisfatta nel caso di impiego di interruttori automatici conformi alle norme CEI 23-3 e CEI Gli interruttori automatici magnetotermici devono interrompere le correnti di corto circuito che possono verificarsi nell'impianto in tempi sufficientemente brevi per garantire che nel conduttore protetto non si raggiungano temperature pericolose. Essi devono avere un potere di interruzione almeno uguale alla corrente di corto circuito presunta nel punto di installazione. È tuttavia ammesso l'impiego di un dispositivo di protezione con potere di interruzione inferiore a condizione che a monte vi sia un altro dispositivo avente il necessario potere di interruzione (art delle norme CEI 64-8). MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 20 di 70

206 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN In questo caso le caratteristiche dei 2 dispositivi devono essere coordinate in modo che l'energia specifica passante I²t lasciata passare dal dispositivo a monte non risulti superiore a quella che può essere sopportata senza danno dal dispositivo a valle e dalle condutture protette. In mancanza di specifiche indicazioni sul valore della corrente di corto circuito, si presume che il potere di interruzione richiesto nel punto iniziale dell'impianto non sia inferiore a: A nel caso di impianti monofasi; A nel caso di impianti trifasi. - Protezione di circuiti particolari - a) devono essere protette singolarmente le derivazioni all'esterno; b) devono essere protette singolarmente le derivazioni istallate in ambienti speciali, eccezione fatta per quelli umidi; c) devono essere protetti singolarmente in motori di potenza superiore a 0.5 KW; d) devono essere protette singolarmente le prese a spina per l'alimentazione degli apparecchi in uso nei locali per chirurgia e nei locali per sorveglianza o cura intensiva (norme CEI 64-4 art ). Art.2.IE.12 - Materiale di rispetto - La scorta di materiali di rispetto non è considerata per le utenze di appartamenti privati. Per altre utenze, vengono date, a titolo esemplificativo, le seguenti indicazioni: a) fusibili con cartuccia a fusione chiusa, per i quali dovrà essere prevista, come minimo, una scorta pari al 20% di quelli in opera; b) bobine di automatismi, per le quali dovrà essere prevista una scorta pari al 10% di quelle in opera, con minimo almeno di una unità; c) una terna di chiavi per ogni serratura di eventuali armadi; d) lampadine per segnalazioni; di esse dovrà essere prevista una scorta pari al 10% di ogni tipo di quelle in opera. Art.2.IE.13 - Protezione delle scariche atmosferiche - 2.IE.13.1 Generalità: L'Amministrazione appaltante preciserà se negli edifici ove debbano venir istallati gli impianti elettrici oggetto dell'appalto, dovrà essere prevista anche la sistemazione di parafulmini per la protezione delle scariche atmosferiche. In ogni caso l'impianto di protezione contro i fulmini deve essere realizzato in conformità alle norme CEI Esso è diviso nelle seguenti parti: impianto di protezione contro le fulminazioni dirette (impianto base) costituito dagli elementi normali e naturali atti alla captazione, all'adduzione ed alla dispersione nel suolo della corrente del fulmine (organo di captazione, calate, dispersore); impianto di protezione contro le fulminazioni indirette (impianto integrativo) costituito da tutti i dispositivi (quali connessioni metalliche, limitatori di tensione) atti a contrastare gli effetti (ad esempio: tensione totale di terra, tensione di passo, tensione di contatto, tensione indotta, sovratensione sulle linee) associati al passaggio della corrente di fulmine nell'impianto di protezione o nelle strutture e masse estranee ad esso adiacenti. 2.IE Criteri di valutazione del rischio e di scelta dell'impianto: L'impianto deve essere realizzato in modo da ridurre ad un valore accettabile prestabilito il rischio che il fulmine raggiunga un punto qualsiasi posto all'interno del volume protetto. Il numero di fulmini all'anno che si accetta possano arredare danno (Nel) si ricava dalla tabella D.1 in funzione della classe dei volumi da proteggere cosi' come qui di seguito sono classificati (appendice A delle norme CEI 81-1). 2.IE Classificazione dei volumi da proteggere: 1) Volumi di classe A - Rientrano in questa classe i seguenti volumi al chiuso: zone AD di divisione 1 e di divisione 2 per i luoghi di classe 0; zone AD di divisione 0 per i luoghi di classe 1 di cui in a) delle norme CEI 64-2 (1983); definite e valutate per gli impianti elettrici dalle norme CEI 64-2 (1983). Si definiscono al chiuso i volumi ubicati all'interno di strutture ad esempio edifici, recipienti, tubi. Nei volumi all'aperto, il probabile innesco della miscela infiammabile od esplosiva non può essere evitato dagli impianti di protezione base oggetto delle presenti norme. Impianti di ventilazione che assicurino ordinariamente la diluizione di atmosfere esplosive al disotto dei limiti inferiori di infiammabilità possono rendere trascurabile, ai fini delle presenti norme, l'esistenza di zone AD anche se non realizzati con le sicurezze ridondanti previste, per alcuni casi, nelle norme CEI 64-2 (1983). 2) Volumi di classe B - Rientrano in questa classe i seguenti volumi al chiuso: zone AD di divisione 0 per i luoghi di classe 1 di cui in b) delle norme CEI 64-2 (1983); zone AD di divisione 1 per i luoghi di classe 1; zone AD per i luoghi di classe 2; MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 21 di 70

207 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN zone AD per i luoghi di classe 3 limitatamente alle sostanze di cui in a) delle norme CEI 64-2 (1983): definite e valutate per gli impianti elettrici delle norme CEI 64-2 (1983). 3) Volume di classe C - Rientrano in questa classe gli edifici, pubblici o privati, pregevoli per arte e storia o destinati a contenere raccolte di interesse artistico e culturale, quali biblioteche, archivi, musei gallerie, collezioni e simili, o contenenti impianti il cui danneggiamento comporti rilevanti interruzioni di un pubblico servizio essenziale. 4) Volumi di classe D - Luoghi di spettacolo, di ritrovo e di riunione definiti dalle norme CEI Tali ambienti, a carattere permanente, possono essere chiusi od all'aperto. 5) Volumi di classe E - Insieme di ambienti pubblici o privati, destinati a contenere un numero rilevante di persone quali ad esempio scuole, asili, ospedali e case di cura, alberghi, carceri, caserme, edifici di culto, strutture commerciali, stazioni ferroviarie, marittime ed aeree. 6) Volumi di classe F - Strutture civili ed industriali ordinarie che non rientrano nelle categorie di cui da 1 a 5. 7) Volumi di classe G - Strutture per le quali si può realizzare l'impianto di protezione con modalità diverse da quelle previste nelle presenti norme. Tali strutture comprendono: impianti di trasporto a fune; tende; aree di campeggio; strutture provvisorie. La valutazione dell'entità media del danno prodotto è lasciata al progettista. Si deve valutare il numero di fulmini all'anno (Nf) che possono colpire la struttura da proteggere usando la formula Nf = Nt. Aeq in cui Nt = fulmini/anno-kmq. che si possono verificare sul territorio nazionale ed Aeq = area equivalente del volume da proteggere calcolata come indicato all'appendice B delle Norme CEI Quando l'entità media del danno prodotto è significativa, è necessario distinguere fra i seguenti casi: a) Nf < Nel: non sono da temere le scariche laterali per fulminazione indiretta (3.1.04); non sono da temere le sovratensioni indotte sulle linee entranti (3.2.03); b) Nf < Nel: non sono da temere le scariche laterali per fulminazione indiretta; non sono da temere le sovratensioni indotte sulle linee entranti; c) Nf < Nel: sono da temere le scariche laterali per fulminazione indiretta; non sono da temere le sovratensioni indotte sulle linee entranti; d) Nf < Nel: sono da temere le scariche laterali per fulminazione indiretta; sono da temere le sovratensioni indotte sulle linee entranti; e) Nel > Nel. Nel caso a) l'impianto di protezione può non essere realizzato in quanto le caratteristiche strutturali od intrinseche del volume da proteggere possono essere considerate idonee a svolgete la funzione di protezione contro i fulmini (struttura autoprotetta). Nel caso b) deve essere realizzato solo l'impianto integrativo limitatamente alla protezione delle installazioni elettriche, di telecomunicazione e simili. Nel caso c) deve essere realizzato solo l'impianto integrativo limitatamente ai collegamenti fra corpi metallici e masse estranee. Nel caso d) deve essere realizzato solo l'impianto integrativo limitatamente alla protezione delle installazioni elettriche, di telecomunicazione e simili nonché ai collegamenti fra corpi metallici e masse estranee. Nel caso e) devono essere realizzati sia l'impianto base che l'impianto integrativo. L'impianto di protezione e le sue parti devono: possedere un'adeguata robustezza per resistere senza danni agli sforzi elettrodinamici che si originano negli istanti in cui si esplica la funzione protettiva; possedere una sicura continuità elettrica per evitare dannosi effetti termici durante il passaggio della corrente; conservare la propria efficienza nel tempo. In base al tipo di organo di captazione adottato gli impianti si classificano in: impianti di protezione ad aste verticali; impianti di protezioni a funi; impianti di protezione a maglia. 2.IE Criteri generali per la realizzazione dell'impianto di protezione base: L'impianto deve essere di categoria tale che risulti: P (%) > 100 (1-Nel/Nf) (livello di protezione). Le categorie sono correlate con i rispettivi livelli minimi di protezione richiesti dalla seguente tabella: Categoria (%) I 98 MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 22 di 70

208 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN II 93 III 90 Gli organi di captazione devono essere scelti in modo che il volume da proteggere sia situato tutto all'interno del volume protetto con livello di protezione prestabilito, come illustrato dalla Sezione 2 del Cap. II delle CEI Gli organi in discesa possono essere normali (calate) e naturali (corpi metallici esistenti nella struttura, ferri di armatura); essi devono essere opportunamente posizionati ed interconnessi e devono avere il più possibile percorso rettilineo. In particolare devono essere evitati percorsi non rettilinei dei conduttori di discesa in corrispondenza di zone ove l'eventuale presenza di un corpo umano possa chiudere, per la corrente del fulmine, un percorso del conduttore di discesa. Su ciascuna calata normale, in prossimità del collegamento al dispersore, deve essere prevista una giunzione apribile al fine di consentire verifiche o prove sull'impianto di protezione (Sez. 3 - Cap. II).Il dispersore di un impianto di protezione deve poter disperdere nel suolo la corrente di fulmine. Quando esiste un dispersore facente parte di un impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti il dispersore deve essere unico, tranne i casi indicati al paragrafo (Sez. 4 - Cap. II). I conduttori degli organi di captazione e delle calate normali devono essere sempre saldamente ancorati, in modo da evitare rotture o disancoraggi per sollecitazioni termiche, elettrodinamiche o per sollecitazioni meccaniche accidentali. Le giunzioni lungo i conduttori di captazione e di discesa devono essere ridotte al minimo indispensabile. Le giunzioni devono essere effettuate mediante brasatura forte saldatura o morsetti a compressione (Sez. 5 - Cap. II). I materiali impiegati devono possedere adeguata resistenza meccanica per poter sostenere senza danno gli effetti elettrodinamici della corrente di fulmine ed eventuali sforzi accidentali. I materiali base consigliati sono il rame e l'acciaio zincato a caldo e, limitatamente agli organi di captazione e discesa, l'alluminio. Altri materiali o leghe di materiali base possono essere utilizzati purché abbiano caratteristiche elettriche, meccaniche e di resistenza alla corrosione non inferiori a quelle dei materiali base consigliati. Sono di seguito riportate due tabelle in cui sono indicate le dimensioni minime degli organi normali di captazione e discesa dei dispersori normali. DIMENSIONI MINIME PER ORGANI NORMALI DI CAPTAZIONE E DI DISCESA 2.IE Dimensioni minime per dispersori normali - 2.IE Criteri generali per la realizzazione dell'impianto di protezione integrativo: Al fine di evitare scariche laterali devono essere previste connessioni equipotenziali, dirette o tramite limitatori di tensione, fra i corpi metallici esistenti all'interno del volume da proteggere, e fra questi e l'impianto di protezione base. Tutte le masse estranee che entrano nel volume da proteggere devono essere sempre metallicamente collegate al più vicino collettore di equipotenzialità (Sez. I - Cap. III). Per le installazioni elettriche, di telecomunicazioni e simili devono essere realizzate connessioni di equipotenzialità dirette o tramite limitatori di tensione fra i cavi entranti e/o sviluppantisi all'interno del volume da proteggere e l'impianto di protezione base (Sez. 2 - Cap. III). Art.2.IE.14 - Protezione da sovratensioni per fulminazione indiretta e di manovra - A) Protezione d'impianto: Al fine di proteggere l'impianto e le apparecchiature elettriche ed elettroniche ad esso collegate, contro le sovratensioni di origine atmosferica (fulminazione indiretta) e le sovratensioni transitorie di manovra e limitare scatti intempestivi degli interruttori differenziali, all'inizio dell'impianto deve essere istallato un limitatore di sovratensioni. Detto limitatore deve essere modulare e componibile ed avere il dispositivo di fissaggio a scatto incorporato per profilato unificato. Deve essere composto da varistori e scaricatore verso terra per garantire la separazione galvanica tra i conduttori attivi e la terra di protezione ed avere una lampada di segnalazione di inefficienza. I morsetti di collegamento devono consentire un sicuro collegamento dei conduttori con sezione non inferiore a 25 mmq. e garantire un sicuro serraggio (per esempio del tipo a piastrina). B) Protezione d'utenza: Per la protezione di particolari utenze molto sensibili alle sovratensioni, quali ad esempio computer, video terminali, registratori di cassa, centraline elettroniche in genere e dispositivi elettronici a memoria programmabile, le prese di corrente dedicate alla loro inserzione nell'impianto devono essere alimentate attraverso un dispositivo limitatore di sovratensione in aggiunta al dispositivo di cui al punto A). Detto dispositivo deve essere componibile con le prese ed essere montabile a scatto sulla stessa armatura e per poter essere istallato nelle normali scatole da incasso. Art.2.IE.15 - Protezione contro i radio disturbi - A) Protezione bidirezionale di impianto: Per evitare che attraverso la rete di alimentazione, sorgenti di disturbo quali ad esempio motori elettrici a spazzola, utensili a motore, variatori di luminosità, ecc., convoglino disturbi che superano i limiti previsti dal decreto ministeriale 10 Aprile 1984 in materia di prevenzione ed eliminazione dei disturbi alle radiotrasmissioni e radioricezioni, l'impianto elettrico deve essere disaccoppiato in modo bidirezionale a mezzo di opportuni filtri. Detti dispositivi devono essere MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 23 di 70

209 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN modulari e componibili con dimensioni del modulo base 17.5X45X53 mm. ed avere il dispositivo di fissaggio a scatto incorporato per profilato unificato. Le caratteristiche di attenuazione devono essere almeno comprese tra 20 db a 100 khz e 60 db a 30 MHz. B) Protezione unidirezionale di utenza: Per la protezione delle apparecchiature di radiotrasmissione, radioricezione e dispositivi elettronici a memoria programmabile dai disturbi generati all'interno degli impianti e da quelli captati via etere, è necessario istallare un filtro di opportune caratteristiche in aggiunta al filtro di cui al punto A) il più vicino possibile alla presa di corrente da cui sono alimentati. 1) Utenze monofasi di bassa potenza: Questi filtri devono essere componibili con le prese di corrente ed essere montabili a scatto sulla stessa armatura e poter essere istallati nelle normali scatole da incasso. Le caratteristiche di attenuazione devono essere almeno comprese tra 35 db a 100 khz e 40 db a 30 MHz 2) Utenze monofasi e trifasi di media potenza. Per la protezione di queste utenze è necessario istallare i filtri descritti al punto A) il più vicino possibile all'apparecchiatura da proteggere. Art.2.IE.16 - Stabilizzazione della tensione - L'Amministrazione appaltante, in base anche a possibili indicazioni da parte dell'azienda elettrica distributrice, preciserà se dovrà essere prevista una stabilizzazione della tensione a mezzo di apparecchi stabilizzatori regolatori, indicando, in tal caso, se tale stabilizzazione dovrà essere prevista per tutto l'impianto o solo per circuiti da precisarsi, ovvero soltanto in corrispondenza di qualche singolo utilizzatore, pure, al caso da precisarsi. Art.2.IE.17 - Maggiorazioni dimensionali rispetto a valori minori consentiti dalle norme CEI e di legge - Ad ogni effetto, si precisa che maggiorazioni dimensionali, in qualche caso fissate dal presente Capitolato Speciale Tipo, rispetto a valori minori consentiti dalle norme CEI o di Legge, sono adottate per consentire possibili futuri limitati incrementi delle utilizzazioni, non implicanti tuttavia veri e propri ampliamenti degli impianti. Art.2.IE.18 - Rifasamento degli impianti - Per ovviare ad eventuale basso fattore di potenza (cos ϕ) dell'impianto, si deve procedere ad un adeguato rifasamento. Il calcolo della potenza in kva delle batterie di condensatori necessari deve essere fatto tenendo presenti: la potenza assorbita; il fattore di potenza (cos ϕ) contrattuale di 0.9 (provvedimento CIP); l'orario di lavoro e di inserimento dei vari carichi. L'installazione del complesso di rifasamento deve essere fatta in osservanza alle Norme CEI, al D.P.R. 547/1955 e ad altre eventuali prescrizioni in vigore. Devono essere istallate le seguenti protezioni: a) protezione contro i sovraccarichi e cortocircuiti; b) protezione contro i contatti indiretti; c) protezione dell'operatore da scariche residue a mezzo di apposite resistenze di scarico. Sarà oggetto di accordi particolari l'ubicazione delle batterie di rifasamento e l'eventuale adozione di un sistema di inserimento automatico. Art.2.IE.19 - Potenza impegnata e dimensionamento degli impianti Gli impianti elettrici devono essere calcolati per la potenza impegnata: si intende quindi che le prestazioni e le garanzie per quanto riguarda le portate di corrente, le cadute di tensione, le protezioni e l'esercizio in genere sono riferite alla potenza impegnata. Detta potenza viene indicata dall'amministrazione e calcolata in base a dati forniti dall'amministrazione. Per gli impianti elettrici negli edifici civili, in mancanza di indicazioni, si fa riferimento al carico convenzionale dell'impianto. Detto carico verrà calcolato sommando tutti i valori ottenuti applicando alla potenza nominale degli apparecchi utilizzatori fissi ed a quella corrispondente alla corrente nominale delle prese a spina, i coefficienti che si deducono dalle tabelle CEI riportate nei paragrafi seguenti. 2.IE Valori di potenza impegnata negli appartamenti di abitazione: 1) Per l'illuminazione : 10 W per mq. di superficie dell'appartamento col minimo di 500 W. 2) Scalda-acqua : 1000 W per appartamenti fino a 4 locali (va considerato come locale ogni vano abitabile con esclusione cioè di anticamere, corridoi, cucinino, bagno); 2000 W per appartamenti oltre i 4 locali. 3) Cucina elettrica : da considerare solo se ne è prevista esplicitamente l'installazione. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 24 di 70

210 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN 4) Servizi vari : 40 W per mq. di superficie dell'appartamento in zone urbane; 20 W per mq. di superficie dell'appartamento in zone rurali. 2.IE Punti di utilizzazione: Nelle abitazioni si devono prevedere almeno i seguenti punti di utilizzazione: a) Presa a spina con portata 10 A : n. 3 in soggiorno distribuite sulle differenti pareti; n. 2 in camera, n. 2 in cucina, n. 1 in bagno, n. 1 negli altri locali; n. 1 presa ogni 5 m. di lunghezza nei corridoi ed entrate; b) Prese a spina con portata 16 A : - n. 1 in soggiorno, n. 1 in camera, n. 2 in cucina - in questo locale possono essere previste prese da 20 A, n. 1 in bagno, n. 1 in altri locali. 2.IE Suddivisione dei circuiti e loro protezione in edifici residenziali: Nelle abitazioni e negli edifici residenziali in genere, si devono alimentare attraverso circuiti protetti e singolarmente sezionabili facenti capo direttamente al quadro elettrico almeno le seguenti utilizzazioni: a) illuminazione di base : - sezione dei conduttori non inferiore a 1.5 mmq., protezione 10 A, potenza totale erogabile 2.2 KW; b) prese a spina da 10 A per l'illuminazione supplementare e per piccoli utilizzatori (televisori, apparecchi radio, ecc.) : - sezione dei conduttori 1.5 mmq., protezione 10 A; potenza totale erogabile 2.2 KW; c) presa a spina da 16 A ed apparecchi utilizzatori con alimentazione diretta (es. scalda-acqua) con potenza unitaria minore od uguale a 3.6 KW : sezione dei conduttori 2.5 mmq., protezione 16 A, potenza totale erogabile 3.6 KW; d) eventuale linea di alimentazione di utilizzazione per potenza maggiore di.6 KW : sezione conduttori 4 mmq., protezioni 25 A. Ogni qualvolta si verificano le seguenti condizioni, sul quadro elettrico devono essere previsti un numero superiore di circuiti protetti: e) Elevata superficie abitabile, maggiore di 150 mq. : occorre prevedere più linee per l'illuminazione di base al fine di limitare a 150 mq. la superficie dei locali interessati da una singola linea; f) Elevato numero di prese da 10 A : occorre prevedere una linea da 10 A ogni 15 prese; g) Elevato numero di apparecchi utilizzatori fissi o trasportabili (scalda-acqua, lavatrici, lavastoviglie) che debbono funzionare contemporaneamente prelevando una potenza totale superiore a 3.6 KW: occorre alimentare ciascun apparecchio utilizzatore con potenza unitaria maggiore di 2.2 KW direttamente dal quadro con una linea protetta. Nella valutazione della sezione dei conduttori relativi al singolo montante, oltre a tener conto della caduta di tensione del 4%, considerare anche i tratti orizzontali (ad esempio 6 m. in orizzontale dal quadro contatori al vano scale). Il potere di interruzione degli interruttori automatici deve essere di almeno 3000 A (norme CEI Variante V2) a meno di diversa comunicazione del Distributore; gli interruttori automatici devono essere bipolari con almeno un polo protetto in caso di distribuzione fase-neutro, bipolari con due poli protetti in caso di distribuzione fase-fase. 2.IE Coefficienti per la valutazione del carico convenzionale delle unità di impianto - 2.IE Coefficienti per la valutazione del carico convenzionale delle colonne montanti che alimentano appartamenti di abitazione - UNITA' DI IMPIANTO ALIMENTATE VALORE DEL COEFFICIENTE 1 1 da 2 a da 5 a da 11 ed oltre IE Impianti trifasi - Negli impianti trifasi (per i quali non è prevista una limitazione della potenza contrattuale da parte del Distributore) non è possibile applicare il dimensionamento dell'impianto di cui all'articolo "Potenza impegnata e dimensionamento degli impianti"; tale dimensionamento dell'impianto sarà determinato di volta in volta secondo i criteri della buona tecnica, tenendo conto delle norme CEI. In particolare le condutture devono essere calcolate in funzione della potenza impegnata che si ricava nel seguente modo: a) Potenza assorbita da ogni singolo utilizzatore (P1-P2-P3, ecc.) intesa come la potenza di ogni singolo utilizzatore (PU) moltiplicata per un coefficiente di utilizzazione (cu, P1 = PUXCu; b) Potenza totale per la quale devono essere proporzionati gli impianti (Pt) intesa come la somma delle potenze assorbite da ogni singolo utilizzatore (P1-P2-P3, ecc.) moltiplicata per il coefficiente di contemporaneità (Cc), Pt = (Pt+P2+P3+P Pn)XCc. Le condutture e le relative protezioni che alimentano i motori per ascensori e montacarichi devono essere dimensionate per una corrente pari a 3 volte quella nominale del servizio continuativo; se i motori sono più di MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 25 di 70

211 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN uno (alimentati dalla stessa conduttura) si applica il coefficiente della tabella di cui al par. 05 del presente articolo- La sezione dei conduttori sarà quindi scelta in relazione alla potenza da trasportare, tenuto conto del fattore di potenza ed alla distanza da coprire. Si definisce corrente di impiego di un circuito (Ib) il valore della corrente da prendere in considerazione per la determinazione delle caratteristiche degli elementi di un circuito. Essa si calcola in base alla potenza totale ricavata dalle precedenti tabelle, alla tensione nominale ed al fattore di potenza. Si definisce portata a regime di un conduttore (Iz) il massimo valore della corrente che, in regime permanente ed in condizioni specificate, il conduttore può trasmettere senza che la sua temperatura superi un valore specificato. Essa dipende dal tipo di cavo e dalle condizioni di posa ed è indicata nella tabella UNEL Il potere di interruzione degli interruttori automatici deve essere di almeno 10 KA. Gli interruttori automatici devono essere tripolari o quadripolari con 3 poli protetti. Art.2.IE.20 - Illuminazione di emergenza Per quanto concerne le definizioni dei vari tipi di illuminazione, distinguendone le varie funzioni. Si farà riferimento alla norma specifica al riguardo, la UNI EN 1838 "Illuminazione di emergenza". Ogni tipo di illuminazione che si utilizza in mancanza dell'alimentazione normale, verrà definita come illuminazione di emergenza, la quale deve essere alimentata da una sorgente di energia indipendente (batterie, UPS o gruppo elettrogeno). L'illuminazione di emergenza può essere di due tipi: - Illuminazione di sicurezza: serve per fornire un livello di sicurezza adeguato alle persone che si vengono a trovare in una situazione di mancanza dell'illuminazione ordinaria e ad evitare quindi che accadano incidenti o situazioni pericolose. Non è un illuminazione utilizzata per svolgere mansioni ordinarie, ma è unicamente funzionale alla mobilità in sicurezza delle persone. - Illuminazione di riserva: serve per poter continuare, senza sostanziali cambiamenti, le stesse attività, gli stessi lavori che si stavano facendo durante il funzionamento dell'illuminazione normale. Il livello di illuminamento che occorre raggiungere con l'illuminazione di riserva deve essere almeno pari a quello dell'illuminazione ordinaria. E consentito avere un livello di illuminazione di riserva inferiore a quello dell'illuminazione normale se viene utilizzata solo per terminare e chiudere l'attività in corso e non per continuarla indefinitamente. Tipo l'illuminazione in un impianto sportivo per permettere la conclusione dell'evento oppure l'illuminazione in un'attività lavorativa che non può essere interrotta. Poiché l'illuminazione di riserva non riguarda la sicurezza, ma solo la continuità di servizio. Se l'illuminazione di riserva viene utilizzata anche come illuminazione di sicurezza, ad essa si applicano, tutte le leggi e le norme applicabili all'illuminazione di sicurezza. Figura 1 Tipi di illuminazione possibili in mancanza dell alimentazione ordinaria L illuminazione di sicurezza, è preposta alla evacuazione di una zona o di un locale deve garantire una buona visibilità nell intero spazio di mobilità delle persone, deve, non solo rendere visibile il locale, ma anche illuminare le indicazioni segnaletiche poste sulle uscite e lungo le vie di esodo, in modo da identificare in MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 26 di 70

212 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN maniera immediata il percorso da seguire per giungere in un luogo sicuro. Quindi l illuminazione di sicurezza non può scindersi da quello sulla segnaletica di sicurezza da impiegare per facilitare il raggiungimento delle uscite di emergenza. Si devono usare segnali direzionali luminosi, nel caso in cui si sia in un luogo da cui non è possibile vedere direttamente l uscita di emergenza. Gli apparecchi di illuminazione da utilizzare devono rispondere alla norma EN (CEI 34-22) e devono essere installati almeno nei seguenti punti. 1. In corrispondenza di ogni uscita di sicurezza indicata (figura 2); 2. In corrispondenza di ogni porta di uscita prevista per l uso in emergenza (figura 3); 3. Vicino (cioè ad una distanza inferiore ai 2 m misurati in senso orizzontale) ad ogni rampa di scale in modo che ognuna di esse riceva luce diretta (figura 4); 4. Analogamente vicino (cioè ad una distanza inferiore ai 2 m misurati in senso orizzontale) ad ogni cambio di livello o gradino (figura 5); Figura 2 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di una uscita di sicurezza Figura 3 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di una porta destinata all evacuazione in caso di emergenza MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 27 di 70

213 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 4 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di una rampa di scale Figura 5 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di un cambio di livello Figura 6 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di un segnale di sicurezza MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 28 di 70

214 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 7 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di un cambio di direzione Figura 8 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di un bivio in un corridoio Figura 9 Illuminazione di sicurezza per illuminare il luogo sicuro (vista dall alto) MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 29 di 70

215 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 10 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di un posto di pronto soccorso Figura 11 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di un estintore Figura 12 Illuminazione di sicurezza in corrispondenza di un allarme antincendio Nel caso in cui i punti di pronto soccorso e antincendio non siano lungo le vie di esodo o in aree estese (dove vi è la presenza di illuminazione antipanico), l illuminamento a cui devono essere sottoposti deve essere di almeno 5 lx al suolo. I livelli di illuminazione (EN 1838) non devono tenere conto dei contributi dati dagli effetti di riflessione della luce e che sono sempre valori intesi come requisiti minimi. I livelli di illuminazione minimi devono essere garantiti lungo tutto l arco di vita degli apparecchi di illuminazione di emergenza, la verifica illuminotecnica dovrà tenere conto dell inevitabile degrado luminoso a cui è sottoposto qualunque apparecchio. L illuminazione di sicurezza deve essere efficace per tutti, categorie di persone che hanno delle percezioni visive molto differenti tra di loro e che quindi hanno diversi tempi di adattamento alla nuova situazione di illuminazione ed hanno bisogno di diversi livelli di luce per percepire la segnaletica. E di estrema importanza scegliere con cura la posizione e il livello di illuminamento dei segnali indicanti l uscita di sicurezza o le vie di esodo, adattandoli alla tipologia di persone presenti. La norma UNI EN 1838 molto importante che siano visibili e chiaramente indicate le uscite, quando il locale è occupato da persone. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 30 di 70

216 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN L illuminazione di sicurezza dovrà garantire un livello di illuminamento superiore (anche al di sopra dei valori normativi o legislativi) in presenza di un ambiente con un livello di illuminamento normale elevato, questo per consentire all occhio umano di accorciare il più possibile i tempi di adattamento alla nuova situazione. Installazione degli apparecchi: I requisiti minimi di visibilità impongono l installazione degli apparecchi di illuminazione ad una altezza non inferiore ai 2 metri. Nel caso in cui gli apparecchi siano sottoposti a sollecitazioni meccaniche particolari, quali urti o colpi che potrebbero comprometterne il funzionamento (ad esempio perché installati ad altezza inferiore ai 2,5 m o perché l ambiente si presta particolarmente a questi rischi), è bene prevedere il montaggio di una griglia metallica di protezione. Sarà possibile anche installare apparecchi ad altezze inferiori se si desidera rimarcare la presenza di un ostacolo particolare sulla via di esodo, quale ad esempio un piccolo dislivello o gradino. Questi apparecchi ad altezze inferiori ai 2 metri sono comunque da considerare un di più che non va considerato nel progetto dell impianto, anche perché il flusso luminoso di apparecchi a basse altezze, in presenza di molte persone che si dirigono verso l uscita di sicurezza, viene quasi totalmente oscurato. Sia per l illuminazione delle vie di esodo che per quella antipanico, occorre che la luce proveniente dagli apparecchi sia diretta dall alto verso il suolo, illuminando ogni ostacolo fino a 2 m di altezza al di sopra del suolo. Tipologie di illuminazione di sicurezza: L illuminazione delle vie di esodo dovrà consentire alle persone presenti di identificare chiaramente le vie di fuga verso un uscita di sicurezza ed un conseguente luogo sicuro. Le vie di esodo, devono anche essere segnalate; la segnaletica di sicurezza se illuminazione e segnalazione si integrano per raggiungere un unico risultato, i livelli di illuminamento previsti per l esodo devono venire solo dagli apparecchi di illuminazione e non devono tenere conto dell illuminazione proveniente dai dispositivi di segnalazione retroilluminati. Il livello di illuminamento richiesto varia da ambiente ad ambiente. Nei casi in cui le disposizioni di legge impongono solo l obbligo dell illuminazione di sicurezza in un certo locale senza precisare i valori di illuminamento o di altri parametri necessari (quali autonomia, tempo di intervento, etc.); si usano i valori dettati dalla norma UNI EN 1838, la quale prevede che per le vie di esodo di larghezza non superiore ai 2 metri, l illuminamento al suolo sulla linea mediana sia uguale o superiore a 1 lx, mentre la banda centrale di larghezza pari o superiore alla via di esodo abbia un illuminamento almeno pari al 50% di quello presente sulla linea mediana (ad esempio potrebbe essere 1,5 lx sulla mediana e 0,8 nella banda centrale: vedi figura 13). Per vie di esodo di larghezza superiore ai 2 metri, ci deve essere l illuminazione antipanico oppure si può scomporre la larghezza della via di esodo in tante strisce ciascuna con larghezza inferiore ai due metri, e seguire per ognuna di esse i criteri visti precedentemente (1 lx al centro - 50% ai lati); i valori dettati dalla norma devono essere ottenuti non tenendo conto degli effetti di riflessione. Mettendo a confronto le disposizioni di legge (spesso 5 lx ad un metro dal pavimento considerando gli effetti riflettenti di pareti, soffitto e pavimento) e le disposizioni della UNI EN 1838 (1 lx al pavimento senza considerare gli effetti riflettenti) i due valori all incirca si equivalgono. In ogni caso per garantire una sufficiente uniformità, il rapporto tra illuminamento massimo e minimo sulla linea mediana non deve essere maggiore di 40. L uniformità di illuminamento permette l evitarsi di fenomeni quali aloni di luce che complicano l individuazione delle vie di esodo. Altre caratteristiche che deve possedere l illuminazione di sicurezza per l esodo secondo la norma UNI EN 1838 sono i seguenti: autonomia minima 1 ora, indice di resa cromatica almeno pari a 40, 50% dell illuminamento entro 5 s e illuminamento completo entro 60 s. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 31 di 70

217 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 13 Valori di illuminamento lungo una via di esodo La norma EN 1838 indica il livello di massima intensità luminosa all interno del campo visivo delle persone, in base all altezza di installazione dell apparecchio di illuminazione (tabella 1). Per campo visivo si intende quello formato entro un angolo compreso tra 60 e 90 rispetto alla verticale per vie di esodo piane senza ostacoli (figura 14), e quello formato da qualsiasi angolo per tutte le altre vie di esodo (figura 15). Figura 14 Zone di abbagliamento sulle vie di esodo piane MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 32 di 70

218 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 15 Zone di abbagliamento sulle vie di esodo con ostacoli Illuminazione antipanico L illuminazione antipanico che ha lo scopo di evitare che le persone presenti siano prese da questo senso di sgomento al venire a mancare dell illuminazione ordinaria e che questo quindi ostacoli o disturbi il raggiungimento di un luogo da cui possa essere individuata una via di esodo. La norma EN Sistemi di illuminazione di sicurezza individua tre situazioni nelle quali è necessario prevedere un illuminazione antipanico, sull intera area con illuminazione antipanico, l illuminamento al suolo deve essere almeno pari a 0,5 lx, con l unica eccezione di una fascia di 0,5 m posta sul perimetro dell area considerata (EN 1838). Le considerazioni e i valori relativi all abbagliamento (tabella 1), al rapporto tra illuminamento massimo e minimo, all indice di resa cromatica, all autonomia e ai tempi di fornitura dell illuminamento, ricalcano invece esattamente quanto già detto per l illuminazione delle vie di esodo. Illuminazione di aree con attività ad alto rischio Scopo di questo tipo di illuminazione di sicurezza, come indicato dalla norma UNI EN 1838, è quello di contribuire alla sicurezza delle persone impegnate in situazioni o processi potenzialmente pericolosi, nonché di consentire l effettuazione di corrette procedure di terminazione dei processi, in funzione della sicurezza di altri occupanti del luogo. Sarà compito del datore di lavoro, in base al Dlgs 626/94 individuare quali possono essere le situazioni e i processi pericolosi, tali da richiedere un illuminazione particolare di questo tipo (lavori in presenta di carroponte, lavorazioni in sotterraneo, lavori su macchine in movimento - figura 16, fonderie, etc). Al riguardo anche l articolo 2050 del Codice Civile sulle responsabilità per l esercizio di attività pericolose: Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. Figura 16 Esempio di illuminazione di attività ad alto rischio Le caratteristiche che deve possedere un illuminazione in aree ad alto rischio sono le seguenti: - L illuminamento mantenuto sul piano di riferimento deve essere almeno pari al 10% dell illuminamento in condizioni normali, e comunque mai inferiore ai 15 lx; - Ai fini di uniformità, il rapporto tra illuminamento massimo e illuminamento minimo non può essere superiore a 10; - Devono essere evitati effetti stroboscopici, cioè l effetto ottico che fa sembrare fermi organi di macchine in rotazione se la sorgente luminosa ha una frequenza simile a quella della rotazione. Si utilizzeranno sorgenti luminose con frequenza di alimentazione differente dai 50 Hz; MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 33 di 70

219 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN - Per l abbagliamento valgono le stesse considerazioni fatte per l illuminazione delle vie di esodo, ma i valori limite da rispettare sono differenti (tabella 2); - L indice di resa cromatica deve essere almeno pari a 40; - L autonomia minima non viene indicata, se non nel tempo per il quale esiste il rischio; - I tempi di intervento devono essere al massimo di 0,5 s, meglio ancora se si utilizzano apparecchi di tipo permanente (sempre accesi). Linee di alimentazione Per l alimentazione è centralizzata le condutture che alimentano gli apparecchi di sicurezza saranno posate preferibilmente in tubazioni e cassette separate dall alimentazione ordinaria o che, se ciò non fosse possibile, che ci sia un setto separatore tra le due condutture all interno dello stesso tubo/canale e all interno della stessa cassetta. Se l alimentazione è autonoma non serve una linea dedicata agli apparecchi di sicurezza i quali vengono così alimentati dalle linee ordinarie. Infatti gli apparecchi, durante i black-out, traggono l alimentazione dalle batterie e le batterie sono mantenute in carica dalle linee ordinarie. Sarà necessario effettuare una selettività orizzontale fra i vari apparecchi di emergenza in modo che l intervento delle protezioni in una certa zona attivi l illuminazione di emergenza solo di quella zona, mentre un venir meno dell alimentazione ordinaria attivi tutti gli apparecchi di illuminazione di emergenza. Segnaletica di sicurezza La segnaletica di sicurezza avrà ha lo scopo di indicare alle persone le vie di esodo e le uscite di sicurezza. Se per motivi progettuali ci si affida a segnaletica provvista di illuminazione (retroilluminata), questa va semmai ad integrare, ma mai a sostituire l illuminazione di sicurezza vera e propria. Il riferimento legislativo per quanto riguarda la segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro è il Dlgs 493/96 Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro. I segnali di sicurezza, saranno composti da cartelli, ovvero segnali che, mediante combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma, forniscono indicazioni determinate. I cartelli devono essere sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad un'altezza ed in una posizione appropriata rispetto all'angolo di visuale, all'ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico, ovvero nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell'oggetto che s'intende segnalare e in un posto bene illuminato e facilmente accessibile e visibile ; inoltre in caso di cattiva illuminazione naturale sarà opportuno utilizzare colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale. I pittogrammi utilizzati dovranno differire leggermente dalle figure riportate (figura 17) o presentare rispetto ad esse un maggior numero di particolari, purché il significato sia equivalente e non sia reso equivoco da alcuno degli adattamenti o delle modifiche apportati. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 34 di 70

220 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 17 Cartelli di salvataggio normalizzati in base al Dlgs 493/96 Figura 17 Nei luoghi di lavoro DPR 547/55, all art. 13, comma 10 si legge Le vie e le uscite di emergenza devono essere individuate da apposita segnalazione, conforme alle disposizioni vigenti, durevole e collocata in luoghi appropriati. Per rispettare il Dlgs 493/96 i cartelli per la segnaletica di sicurezza devono avere forma quadrata o rettangolare e con un pittogramma bianco su fondo verde (il verde deve coprire almeno il 50 % della superficie del cartello). Come risulta dalla figura 17, i segnali normalizzati aventi la funzione di indicare le uscite di sicurezza. Un segnale di sicurezza deve essere illuminato e questo dovrà essere realizzato nei seguenti modi: Un vero e proprio apparecchio di illuminazione di emergenza con all interno un pittogramma trasparente che viene così retroilluminato. Si utilizzeranno apparecchi di illuminazione di emergenza di tipo permanente che rimangono sempre accesi (ad esempio necessari in locali bui come cinema o teatri), oppure utilizzare apparecchi di illuminazione di emergenza di tipo non permanente che si accendono solo al venire a mancare dell illuminazione ordinaria (ad esempio in locali normalmente illuminati), o ancora utilizzare apparecchi di illuminazione di tipo permanente a luminosità ridotta, i quali in presenza dell illuminazione ordinaria presentano bassa luminosità che diventa elevata in emergenza; Segnali si utilizzano dei normali cartelli metallici che vengono illuminati da apparecchi di emergenza posti nelle vicinanze (illuminazione esterna); I pittogrammi sono adesivi trasparenti che vengono applicati su un generico apparecchio di illuminazione di emergenza, difficilmente permette di rispettare i criteri di uniformità dei colori previsti dalla norma UNI EN Visibilità dei segnali Allo scopo di rendere più leggibile i segnali di sicurezza la norma UNI EN 1838 impone alcune condizioni illuminotecniche per migliorare la sua uniformità di illuminamento: La parte verde del segnale deve possedere una luminanza almeno pari a 2 cd/mq Il rapporto tra la luminanza della parte bianca e quella della parte verde deve essere compresa tra un minimo di 5 e un massimo di 15 (ad esempio con la parte verde a 3 cd/mq, la parte bianca può andare da 15 cd/mq a 45 cd/mq); Sia nella parte bianca che in quella verde del segnale, il rapporto tra luminanza massima e minima non deve essere superiore a 10, in modo da avere dei colori il più possibile uniformi; I colori utilizzati devono essere conformi alla norma ISO 3864; Il valore di luminanza richiesto da un segnale di sicurezza deve essere raggiunto entro 60 s (entro 5 s occorre il 50 % del valore di luminanza richiesto). Ma affinché un segnale sia visibile la sua caratteristica più importante è la sua dimensione. (Di questo si occupa sia la norma UNI EN 1838 che il Dlgs 493/96) si dovranno rispettare le seguenti caratteristiche: - Visibilità secondo norma UNI EN 1838: la norma distingue tra i segnali illuminati internamente (retroilluminati) che sono distinguibili a distanze maggiori, e i segnali illuminati esternamente, fornendo la seguente formula per determinare la massima distanza di visibilità d : d = s x p dove p è l altezza del pittogramma e s è una costante che vale 100 nel caso di segnali illuminati esternamente e 200 nel caso di segnali illuminati internamente (figura 18). Ad esempio per un segnale non retroilluminato di altezza 15 cm la massima distanza di visibilità è di 15 m. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 35 di 70

221 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN - Visibilità secondo Dlgs 493/96: il decreto non prende in considerazione segnali retroilluminati e fornisce una formula valida solo fino a distanze di circa 50 m. La formula per determinare la massima distanza di riconoscibilità del cartello L è la seguente: L < A x 2000 dove A è la superficie del cartello espressa in metri quadri. Ad esempio per un cartello di altezza 15 cm (come nell esempio precedente) e lunghezza 60 cm (A = 0,09 mq) si ottiene una distanza di visibilità di 13,4 m. Da questo rapido calcolo si può concludere che, normalmente il Dlgs 493/96 è più restrittivo della norma UNI EN Il confronto non si può effettuare sui cartelli retroilluminati perché il decreto non li prende in considerazione. Figura 18 Massima distanza di visibilità dei segnali secondo la norma UNI EN 1838 I cartelli vanno posti in tutti quei punti utili a indicare e segnalare le vie di esodo e le uscite di sicurezza (figura 19). La segnaletica di sicurezza deve anche indicare la posizione delle attrezzature di pronto soccorso e antincendio (estintore, manichette, pulsanti di allarme, etc.) oltre che i punti di chiamata telefonica sia per pronto soccorso che per interventi antincendio (vedi i cartelli in figura 20). Anche per la segnaletica c è l obbligo dell installazione ad una altezza superiore ai 2 metri. Figura 19 Esempio della dislocazione della segnaletica indicante le vie di esodo MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 36 di 70

222 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 20 Cartelli indicanti attrezzature antincendio e di pronto soccorso Apparecchi per l illuminazione di emergenza Gli apparecchi di illuminazione per l emergenza sono dispositivi di l illuminazione e devono quindi rispondere alla norma CEI (CEI EN ) norma CEI (CEI EN ). Nel caso il locale fosse classificato come luogo con pericolo di esplosione gli apparecchi di illuminazione di emergenza non vanno scelti in base alla norma CEI 34-22, ma vanno scelti di tipo antideflagrante e in base alla zona di classificazione. Figura 21 Tipologia degli apparecchi per l illuminazione di emergenza MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 37 di 70

223 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Le categorie di apparecchi per l illuminazione di emergenza sono le seguenti: - Apparecchio di emergenza autonomo: in questo caso la fonte di alimentazione per la lampada (batteria) è interna all apparecchio, come lo sono anche l unità di controllo, la lampada stessa e gli eventuali dispositivi di prova e segnalazione. - Apparecchio di emergenza ad alimentazione centralizzata: in questo caso la fonte di alimentazione per la lampada non risiede nell apparecchio, ma proviene da una sorgente indipendente dall alimentazione ordinaria (in genere UPS o gruppo elettrogeno oppure una combinazione delle due soluzioni). Apparecchio di emergenza, sia autonomo che centralizzato, può essere: - A illuminazione permanente: le lampade sono sempre alimentate, e quindi il tubo fluorescente è sempre acceso, sia in condizioni di presenza di rete che in condizioni di emergenza. In un apparecchio autonomo, se è presente l alimentazione ordinaria di rete, la lampada viene alimentata tramite il raddrizzatore (il quale nel frattempo alimenta anche il carica batteria); nel momento in cui viene a mancare l alimentazione di rete, l unità di controllo commuta la lampada sull alimentazione proveniente dalla batteria (figura 22). Una variante di questa soluzione consiste nell illuminazione permanente a luminosità ridotta, nella quale gli apparecchi mantengono una luminosità ridotta in presenza di rete ed una luminosità più elevata in emergenza. - A illuminazione non permanente: in un apparecchio di questo tipo, la sorgente luminosa è spenta in presenza della rete di alimentazione e si accende solo quando viene a mancare l alimentazione ordinaria. - A illuminazione combinata: qui siamo in presenza di un apparecchio che contiene al suo interno due o più lampade, delle quali una dedicata all emergenza e la/le altre dedicate all illuminazione normale. All interno dell apparecchio vanno tenuti separati i due circuiti, normale ed emergenza, attraverso l uso di doppio isolamento, isolamento rinforzato o uno schermo metallico collegato a terra. Gli apparecchi combinati possono essere sia di tipo permanente che non permanente. Figura 22 Schema a blocchi di un apparecchio di emergenza autonomo a illuminazione permanente Un normale apparecchio illuminante in un apparecchio di emergenza attraverso l utilizzo di moduli (o kit) di emergenza costituiti da batteria e circuito di controllo da collegare alla sorgente luminosa originaria. Apparecchi di emergenza autonomi Gli apparecchi autonomi che si possono utilizzare per l emergenza, dovranno avere quattro differenti modalità di funzionamento: - Modo normale: stato in cui l apparecchio di emergenza autonomo è pronto a funzionare nel modo di emergenza mentre è presente l alimentazione normale. In caso di guasto all alimentazione normale, l apparecchio autonomo commuta automaticamente al modo di emergenza; - Modo di emergenza: stato in cui, nel momento in cui avviene un guasto, l apparecchio autonomo fornisce illuminazione attraverso la sua sorgente interna di alimentazione; - Modo di riposo: stato in cui un apparecchio di emergenza autonomo viene spento intenzionalmente quando manca l alimentazione normale e che in caso di ripristino dell alimentazione ritorna automaticamente al modo normale. - Modo di inibizione:consiste nell inibire l accensione dell illuminazione di emergenza, al venire meno dell alimentazione ordinaria, alimentando le lampade di emergenza attraverso un circuito separato (circuito di inibizione). (figura 23). Si installerà un interblocco fra l alimentazione del locale e il circuito di inibizione, in modo che diventi impossibile ripristinare l energia elettrica nel locale, senza chiudere il circuito di inibizione (cioè togliere l inibizione al funzionamento). MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 38 di 70

224 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 23 La chiusura del contatto abilita il funzionamento dell apparecchio di emergenza Batterie Le batterie utilizzate negli apparecchi di emergenza autonomi devono avere, in normali condizioni di impiego, una durata minima di almeno 4 anni, e saranno di due tipi, al piombo e al nichel-cadmio. - Anni di vita: lavorando ad una temperatura all interno dell apparecchio di circa 30 C, le batterie al piombo dovranno avere una durata di circa 3 anni e mezzo mentre sei anni per le batterie al nichel-cadmio. - Cicli di carica: partendo da una profondità di scarica del 60%, le batterie al piombo dovranno consentire 600 cicli di carica contro i 1000 delle batterie al nichel-cadmio. Apparecchi di emergenza centralizzati Gli apparecchi di emergenza centralizzati trovano la loro fonte di energia in un gruppo statico di continuità o in un gruppo elettrogeno. I riferimenti normativi ai quali occorre fare riferimento per la loro installazione saranno: norma CEI 64-8/2 capitolo 21, norma CEI 64-8/3 capitoli 31 e 35, norma CEI 64-8/5 capitolo 56, guida CEI capitolo 3, guida CEI capitolo 4. Classificazione e marcatura degli apparecchi di emergenza Devono essere classificati e marcati prima di tutto secondo le indicazioni rispettivamente delle sezioni 2 e 3 della norma EN (CEI 34-21) che riguarda le prescrizioni generali degli apparecchi di illuminazione). MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 39 di 70

225 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Figura 24 Marcatura degli apparecchi di illuminazione di emergenza L appendice B della norma CEI EN (CEI 34-22) classifica gli apparecchi di emergenza in base ad una marcatura sarà un rettangolo suddiviso in tre (apparecchio centralizzato) o quattro (apparecchio autonomo) caselle contenenti dei codici (vedi figura 24). Questi codici riguarderanno: 1 casella: una posizione che riguarda il tipo di apparecchio; 2 casella: una posizione che riguarda il modo di funzionamento; 3 casella: quattro posizioni che riguardano i dispositivi installati sull apparecchio. Queste posizioni vanno completate al momento dell installazione; 4 casella: tre posizioni che riguardano la durata minima del modo di emergenza (esistono ovviamente solo per gli apparecchi autonomi). X 0 A * * D * 6 0 Gli apparecchi di emergenza devono essere classificati come idonei al montaggio diretto su superfici normalmente infiammabili (marchio di figura 25). Figura 25 Marchio che deve essere posseduto da tutti gli apparecchi di illuminazione di emergenza LOCALI E TIPOLOGIE DI IMPIANTO NEI QUALI È PREVISTA L'INSTALLAZIONE DELL ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA Normalmente quando esce una nuova disposizione legislativa, questa va ad abrogare (manifestamente cioè scrivendolo o tacitamente cioè sottointendendolo) le disposizioni legislative precedenti che erano in vigore precedentemente su quella materia tecnica. Spesso le terminologie delle disposizioni legislative non coincidono con quelle delle normative più recenti, per cui occorre fare a volte un lavoro di adattamento e interpretazione. Il luoghi di lavoro sono una categoria trasversale a tutte le altre. Per cui se un certo locale è anche un luogo di lavoro, ad esso vanno applicate sia le disposizioni particolari del locale in questione, sia quelle relative ai luoghi di lavoro. Nei casi in cui le disposizioni legislative prevedono solo l obbligo generico dell illuminazione di sicurezza, senza indicare valori di illuminamento, autonomia e tempi di intervento e ricarica, questi dati vanno presi dalla normativa tecnica in vigore, cioè dalle norme UNI EN 1838 e CEI Abitazioni (condomini) Nelle abitazioni ad uso civile, il DM 246/87 (da applicare agli edifici destinati a civile abitazione, con altezza antincendi uguale o superiore a 12 m), all art. 5 dice che Negli edifici di tipo «c», «d», «e», deve essere installato un sistema di illuminazione di sicurezza, che deve garantire un'affidabile illuminazione e la segnalazione delle vie di esodo. Esso deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Gli edifici di tipo «c», «d», «e», quelli che hanno altezza antincendi superiore ai 32 m, per cui l illuminazione di -sicurezza verrà fatta solo in questo caso. La disposizione del DM 246/87 viene ripresa dalla guida CEI 64-50, consigliando l illuminazione di sicurezza anche per gli edifici di altezza superiore a 24 m, e dando indicazioni sul livello di illuminamento necessario. Art Ai fini antincendio si raccomanda, per gli edifici di altezza compresa tra 24 m e 32 m, mentre è obbligatoria per quelli di altezza superiore a 32 m, la presenza di un sistema di illuminazione di sicurezza idoneo a segnalare le vie di esodo. La durata ed il livello di illuminazione devono garantire un ordinato sfollamento (D.M N 246). - Un livello non inferiore a 5 lx, in corrispondenza delle scale e delle porte; - Un livello non inferiore a 2 lx, in ogni altro ambiente. - La misura viene effettuata su un piano orizzontale ad 1 m di altezza dal piano di calpestio. L altezza antincendio di un edificio sarà considerata in questo modo: dall ultimo piano abitabile (non deve essere un locale tecnico tipo il vano ascensore), si prende l apertura posta a livello più alto, quindi in genere una finestra; si misura dal punto più basso di questa finestra fino al livello più basso del piano terra: ciò che si ottiene è l altezza antincendio. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 40 di 70

226 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Alberghi e simili: motel, villaggi-albergo, villaggi turistici, affittacamere, case per vacanze, agroturismo, ostelli, residence, rifugi alpini - L illuminazione di sicurezza è prevista solo per le attività con capacità ricettiva superiore a 25 posti letto, dall'art. 9 del DM 9/4/94 il quale afferma Il sistema illuminazione deve disporre di impianto di sicurezza. L'alimentazione di sicurezza deve essere automatica ad interruzione breve ( 0,5 sec) per gli impianti di.. illuminazione. Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore. L'autonomia dell'alimentazione di sicurezza deve consentire lo svolgimento in sicurezza del soccorso e dello spegnimento per il tempo necessario; in ogni caso l'autonomia minima viene stabilita per ogni impianto come segue: illuminazione di sicurezza: 1 ora. L'impianto di illuminazione di sicurezza deve assicurare un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux, ad 1 m di altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita. Sono ammesse singole lampade con alimentazione autonoma, purché assicurino il funzionamento per almeno 1 ora.". Il DM 9/4/94 si applica ad alberghi, motel, villaggi-albergo, villaggi turistici, affittacamere, case per vacanze, alloggi agroturistici, ostelli, residence. - Per tutti i rifugi alpini nuovi con capacità ricettiva superiore a 25 posti letto, sono previste le stesse disposizioni appena viste dall art. 9 del DM 9/4/94, mentre per i rifugi esistenti di categoria B è ammesso che i dispositivi di illuminazione di sicurezza,.. siano alimentati, qualora non sia disponibile l'alimentazione elettrica di rete, da altra fonte alternativa (gruppo elettrogeno, generatore eolico, fotovoltaico ecc). Inoltre, per i rifugi esistenti di categoria C, D ed E, sarà ammesso che, qualora non vi sia alcun tipo di alimentazione elettrica, l'illuminazione di sicurezza sia del tipo con lampade portatili ad alimentazione autonoma. - Negli alberghi, pensioni, motels, dormitori e simili con oltre 25 posti letto, l illuminazione di sicurezza è prevista dal DM 8/3/85 (attività n. 84 del DM 16/2/82): Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati.. Le attività comprese dal decreto sono: studentali, villaggi albergo, affittacamere, villaggi turistici, alloggi agroturistici, case per ferie, ostelli per la gioventù, mentre sono le attività escluse sono: comunità religiose, caserme, case di reclusione, istituti di prevenzione e pena, case albergo e residence quando non è prevista apposita licenza di pubblica sicurezza, condomini composti da piccoli appartamenti senza servizi e impianti comuni, case e appartamenti per vacanze, residenze turisticoalberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agroturistici, case per ferie, ostelli per la gioventù quando nel loro ambito non esistono unità immobiliari con oltre 25 posti letto ciascuna. - La valutazione dei 25 posti letto deve essere fatta per ogni compartimento antincendio e nel numero di posti letto sono conteggiati soltanto quelli a disposizione degli ospiti con esclusione del personale addetto. - La guida CEI 64-55, all art. 18, riprende i dettami del DM 9/4/94 affermando inoltre che sono ammesse singole lampade con alimentazione autonoma che assicurino il funzionamento per almeno 1 h. L impianto di illuminazione di sicurezza deve interessare tutti i locali ad uso comune ai quali ha accesso il pubblico (comprese le autorimesse con capienza superiore a 300 posti auto come richiesto dal DM 1/2/86) ed i locali tecnologici che presentano un alto rischio ( Norma UNI EN 1838) nei quali abitualmente opera il personale nonché i percorsi per raggiungere le uscite di sicurezza e la relativa segnaletica. Nella stessa guida, all art. 8.5, per i residence, le strutture alberghiere realizzate con bungalow e le costruzioni similari si suggerisce il posizionamento di un apparecchio di illuminazione di sicurezza autonomo ricaricabile in prossimità della porta di ingresso all appartamento che intervenga in caso di mancanza di energia elettrica. Nel caso di appartamenti di maggiori dimensioni si suggerisce il posizionamento di almeno una seconda lampada all interno della cucina. Le caratteristiche delle lampade autoalimentate devono essere le seguenti: - Tipo d intervento: automatico; - Tempo d intervento: non superiore a 0,5 s; - Autonomia: 1 h; - Tempo di ricarica: 12 h. Si posizioneranno delle lampade autoalimentate per illuminazione e segnalazione di sicurezza, anche lungo le vie d esodo. Segnaletica di sicurezza: La guida CEI afferma che la segnaletica di sicurezza deve rispondere a quanto previsto dalla Norma UNI EN 1838 (cioè dal Dlgs 493/96) sia come caratteristiche dimensionali sia come ubicazione della segnaletica e inoltre si raccomanda che la segnaletica di sicurezza sia permanentemente accesa al fine di renderla ben visibile. Il DM 9/4/94 fa ancora riferimento, all art. 13, al DPR 524/82 che è ormai superato. Nel DM si precisa che la posizione e la funzione degli spazi calmi (luogo sicuro) dovrà essere adeguatamente segnalata. Armerie Il DM n.145 del 4/3/87, detta le Norme concernenti l'armamento degli appartenenti alla polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza. Al comma 2 dell art. 13, relativo alle caratteristiche che devono possedere le armerie, afferma che l'impianto di illuminazione artificiale deve essere permanentemente in funzione ed essere corredato di interruttore esterno e dispositivi di illuminazione di emergenza. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 41 di 70

227 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Attività il cui esercizio è soggetto a visita e controllo dei VVF ai fini del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi - In base al punto 8 dell'allegato A del DM 8/3/85, nelle attività soggette al DM 16/2/82 (rilascio CPI), tra le misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi vi è la seguente: - Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Per i locali di cui al punto 83 del D.M. 16 febbraio 1982 (G.U. n. 98 del 9 aprile 1982), l'illuminazione di sicurezza deve essere conforme alla circolare del Ministero dell'interno n. 16 del 15 febbraio 1951 e successivi aggiornamenti. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati.". In base all allegato B del decreto, però, l illuminazione di sicurezza è da considerare come misura più urgente ed essenziale solo per alcune attività elencate nel DM 16/2/82, e precisamente: - Teatri di posa per le riprese cinematografiche e televisive - Stabilimenti per lo sviluppo e la stampa delle pellicole cinematografiche - Locali di spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a 100 posti - Alberghi, pensioni, motels, dormitori e simili con oltre 25 posti letto - Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti - Ospedali, case di cura e simili con oltre 25 posti-letto - Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all'ingrosso o al dettaglio con superficie lorda superiore a 400 mq comprensiva dei servizi e depositi - Aziende ed uffici nei quali siano occupati oltre 500 addetti - Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni o comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato di cui al regio decreto 7 novembre 1942, n Per le nove attività sopraelencate vi è quindi l obbligo di installare un sistema di illuminazione di sicurezza. Per tutte le altre 88 attività previste dal DM 16/2/82, pur non essendo ritenuta una misura urgente ed essenziale di prevenzione incendi ai fini del rilascio del nullaosta provvisorio, la si può comunque considerare come una misura altamente consigliata. Ascensori e montacarichi Per gli ascensori e montacarichi rispondenti al DM 587/87 (UNI 81-1) e al DPR 268/94 (UNI 81-2) deve essere disponibile un'illuminazione di emergenza, che intervenga automaticamente in caso di mancanza della sorgente d'illuminazione normale. L'impianto, a ricarica automatica, deve essere in grado di alimentare almeno una lampada della potenza di 1 W per 1 h. (art ) Per i nuovi ascensori e montacarichi, rispondenti al DPR 162/99 (Allegato I, art. 4.9), deve essere disponibile un'illuminazione di emergenza che funzioni per un tempo sufficiente per consentire il normale svolgimento delle operazioni di soccorso (normalmente potrebbe essere una lampada della potenza di 1 W per un tempo di 2 h). Il DM 236/89 (eliminazione barriere architettoniche), all art , prevede per gli ascensori montati in edifici di nuova edificazione residenziale (privati e di edilizia pubblica sovvenzionata), l'installazione, all'interno della cabina, di una luce di emergenza con un autonomia di almeno 3 ore. Autorimesse e autosilo - Installare un impianto di illuminazione di sicurezza se l'autorimessa ha una capacità superiore ai 300 autoveicoli o se l autorimessa è un autosilo (indipendentemente dal numero dei veicoli). L'illuminazione di sicurezza, alimentata da una sorgente di energia indipendente, si deve inserire automaticamente ed immediatamente al mancare dell'illuminazione normale, e deve garantire un livello di illuminamento almeno pari a 5 lx ad 1 m di altezza dal pavimento per il tempo necessario alle operazioni di sfollamento (DM 1/2/86, art. 5.2) - Nel caso di autorimesse interrate senza rampa con accesso da montauto (con massimo 30 autoveicoli) occorre installare un impianto di illuminazione di emergenza con autonomia di almeno 30 minuti e livello di illuminamento 5 lx (Circolare MI P1563/ /08/95). Autosaloni e altri locali per esposizione - Per gli autosaloni (e tutti i locali adibiti a esposizione) con superficie lorda, comprensiva di depositi e servizi, superiore ai 400 mq, indipendentemente dal numero di autoveicoli in esposizione (attività 87 del DM 16/2/82) Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati. (punto 8, allegato A del DM 8/3/85). Aziende e uffici di grandi dimensioni - Per le aziende e gli uffici nei quali siano occupati oltre 500 addetti (attività 89 del DM 16/2/82) Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati. (punto 8, allegato A del DM 8/3/85). Cabine elettriche MT/BT MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 42 di 70

228 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN - L illuminazione di sicurezza è prevista dall art. 341 del DPR 547/55: Nei locali delle officine o cabine elettriche deve essere predisposto un mezzo di illuminazione sussidiaria indipendente. Detto mezzo e i dispositivi che lo azionano devono essere collocati in luoghi prontamente reperibili in caso di bisogno e noti al personale. - La stessa disposizione viene ribadita anche dalla norma CEI 11-1, all art : Se necessario, deve essere predisposta un illuminazione di emergenza; questa può essere realizzata con un impianto fisso o con apparecchi elettrici portatili, e dalla guida CEI all art : Deve essere prevista una illuminazione d emergenza (apparecchi fissi o portatili).quando esiste una batteria si raccomanda di realizzare l illuminazione delle sale quadri per il 70% con lampade tubolari fluorescenti alimentate in c.a. e per il 30% con lampade a incandescenza alimentate in corrente continua, in modo che al mancare della tensione alternata rimangano accese queste ultime senza commutazione. - Nota: storicamente, per adempiere all art. 341 del DPR 547/55, si era provveduto a dotare le cabine di candela e fiammiferi. Ultimamente si sta provvedendo con apparecchi di illuminazione di emergenza ad alimentazione autonoma. Il problema che si viene a porre riguarda gli enti di distribuzione che devono gestire centinaia o migliaia di cabine MT/BT, e per i quali diventa molto difficile se non pressoché impossibile mantenere in efficienza e/o sostituire le batterie degli apparecchi di illuminazione. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di integrare l illuminazione di sicurezza fissa sul posto con lampade portatili sui mezzi che vengono utilizzati per gli interventi in cabina. Cantieri I cantieri soggetti al Dlgs 494/96, devono disporre, nella misura del possibile, di sufficiente luce naturale ed essere dotati di dispositivi che consentano un'adeguata illuminazione artificiale per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori. (punto 3.1 allegato IV). I cantieri soggetti al Dlgs 494/96 sono quelli relativi a lavori edili o di genio civile elencati all'allegato I del decreto stesso. Cantieri edili (cantieri di costruzione e di demolizione): nel commento all art della norma CEI 64-8/7 Si raccomanda di prevedere illuminazione di sicurezza nelle zone particolarmente scure dei cantieri, come per es. nelle parti interne di edifici molto alti o nelle zone destinate a parcheggio sotterraneo, allo scopo di indicare le vie di uscita nel caso venga a mancare l illuminazione ordinaria. La guida CEI 64-17, all art. 9 precisa ulteriormente la disposizione affermando che l esigenza di illuminazione artificiale nasce solo per cantieri con cicli di lavorazione continui, o comunque di durata abitualmente superiore a quella diurna, o per attività in gallerie, locali interrati e altri ambienti generalmente bui. In questi casi parallelamente alla esigenza di illuminazione artificiale si pone anche l esigenza di illuminazione di sicurezza; non si pone invece alcuna esigenza d illuminazione di sicurezza quando l illuminazione artificiale è utilizzata per brevi periodi e in aggiunta a quella solare per rifiniture, oppure è di ausilio al presidio notturno del cantiere. Cantieri navali: nei cantieri navali con più di 5 addetti l illuminazione di sicurezza è prevista dal DM 8/3/85 (attività n. 69 del DM 16/2/82). Cantieri sotterranei: L art. 39 del DPR 320/56 afferma: Quando in prossimità della zona dello scavo, siano stati accertati forti accumuli di acqua con possibilità di irruzioni violente nel sotterraneo, oppure detti accumuli siano da presumere in base ai preventivi rilievi geologici o alla vicinanza e ubicazione di corsi o bacini d'acqua o di vecchi lavori sotterranei abbandonati oppure in base ad indizi manifestatisi durante la esecuzione dei lavori, devono adottarsi le seguenti misure:..d) impiego di mezzi di illuminazione elettrica di sicurezza. Lo stesso DPR 320/56 all art. 67 dice che I lavoratori che accedono al sotterraneo devono essere provvisti di idoneo mezzo di illuminazione portatile. Ricordiamo che Il DPR 320/56 si applica ai lavori eseguiti in sotterraneo per costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi e opere simili, a qualsiasi scopo destinati (sono quindi escluse cave, miniere e torbiere). Inoltre, sempre sui cantieri per lavoro in sotterraneo, il DM 12/03/59, all art. 2, dice Il locale di pronto soccorso, di cui agli articoli 96, secondo comma e 97 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, concernente norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro in sotterraneo deve contenere almeno i seguenti presidi medico-chirurgici, apparecchiature e materiali sanitari:. Una lampada ad accumulatore per illuminazione di emergenza. Cave e miniere - Il DPR 128/59 richiama in vari articoli la necessità dell uso di apparecchi di illuminazione di sicurezza portatili: -art. 291 Ogni lampada di sicurezza deve essere munita di un numero di contrassegno ; - art. 292 All'uscita dei sotterranei le lampade di sicurezza devono essere restituite al lampista il quale ne rileva e segnala gli eventuali guasti ; -art. 479 Nelle miniere sottoposte a controllo e classifica per grisù devono essere fornite e adoperate per l'illuminazione individuale lampade di sicurezza elettriche portatili di tipo riconosciuto idoneo ; -art. 482 I locali destinati alla carica delle batterie di accumulatori delle lampade elettriche portatili devono essere permanentemente aerati. Centri commerciali, supermercati, grandi magazzini, empori, negozi ed altri locali di vendita Nei locali adibiti a esposizione e/o vendita all'ingrosso o al dettaglio (come i centri commerciali) con superficie lorda superiore a 400 mq comprensiva dei servizi e depositi (attività 87 del DM 16/2/82), Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 43 di 70

229 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati. (punto 8, allegato A del DM 8/3/85). Se il locale di vendita rientra fra quelli oggetto della circolare M.I. 75/67 (cioè depositi e grandi magazzini di vendita di abiti, biancheria, maglieria ed altri simili indumenti; grandi empori per la vendita di oggetti di genere vario; supermercati ) occorre l illuminazione di sicurezza. Infatti nella suddetta circolare si enuncia che Le uscite di sicurezza devono risultare chiaramente segnalate anche in caso di spegnimento occasionale dell'impianto di illuminazione dell'emporio e devono essere mantenute sempre sgombre da materiali o da altri impedimenti che possono ostacolarne l'utilizzazione. Per i centri commerciali, la guida CEI fornisce le seguenti indicazioni: L impianto di illuminazione di sicurezza deve interessare tutti i locali ai quali ha accesso il pubblico e quelli nei quali abitualmente opera il personale, nonché i percorsi necessari per raggiungere le uscite di sicurezza e gli indicatori per la loro individuazione (art. 4.5), e poi ancora L impianto di sicurezza deve avere alimentazione indipendente (non è valida al riguardo una seconda alimentazione dalla rete pubblica). e si raccomanda che entri in funzione entro 0,5 s al mancare dell alimentazione ordinaria. Essa deve disporre di sorgenti permanentemente disponibili e in grado di fornire alimentazione per almeno 1 h: se queste sorgenti sono costituite da accumulatori, essi devono potersi ricaricare automaticamente entro il periodo di chiusura previsto per il centro commerciale (per esempio 8 h) oppure essere sovradimensionati in modo da garantire l autonomia prescritta entro tale tempo (art 3.2). Edifici ad uso prevalentemente residenziale (condomini con locali destinati anche ad altri usi) La guida CEI dedicata agli impianti ausiliari degli edifici ad uso prevalentemente residenziale (cioè quelli che contengono prevalentemente locali destinati ad abitazione e parti comuni e di servizio degli edifici, nonché locali destinati ad altri usi, quali uffici, studi professionali, negozi, etc.), consiglia l installazione dell illuminazione di sicurezza in alcuni ambienti che elenchiamo qui sotto: Negozi: dall art. 11.4, prevedere una luce di sicurezza nel locale vendita; Magazzini: dall art. 12.4, prevedere l installazione di punti luce di sicurezza; Bar: dall art. 13.4, Nella zona circostante il banco di mescita ed eventuali altri locali frequentati dal pubblico, è opportuno sia installato un adeguato impianto di illuminazione di sicurezza tale da consentire un ordinato deflusso dei presenti con autonomia non minore di 1 h. In genere sono utilizzate singole lampade con propria sorgente autonoma ; Ristoranti: dall art. 14.6, Per gli ambienti aperti al pubblico,.è consigliato un impianto di illuminazione di sicurezza come indicato per i bar ; Banche: dall art. 17, per le agenzie bancarie è consigliabile l installazione di un impianto di illuminazione di sicurezza con le caratteristiche indicate per i bar. Edifici pregevoli per arte o storia ed edifici che contengono biblioteche, musei, archivi, gallerie, collezioni, esposizioni, mostre e simili L illuminazione di sicurezza viene prevista dal DM 569 del 20/5/92 dove, all art. 8 viene affermato che gli ambienti, ove è consentito l'accesso del pubblico, devono essere dotati di un sistema di illuminazione di sicurezza, che deve indicare i percorsi di deflusso delle persone e le uscite di sicurezza. Il decreto in oggetto viene applicato agli edifici pubblici e privati, di interesse artistico e storico destinati a contenere, musei, gallerie, collezioni, oggetti di interesse culturale o manifestazioni culturali, per i quali si applicano le disposizioni contenute nella legge 1º giugno 1939, n L illuminazione di sicurezza viene prevista anche dal DPR 418 del 30/06/95 dove, all art. 6 viene affermato che nelle sale di lettura e negli ambienti, nei quali è prevista la presenza del pubblico, deve essere installato un sistema di illuminazione di sicurezza per garantire l'illuminazione delle vie di esodo e la segnalazione delle uscite di sicurezza per il tempo necessario a consentire l'evacuazione di tutte le persone che si trovano nel complesso. Il decreto in oggetto viene applicato agli edifici pubblici e privati che, nella loro globalità, risultino formalmente sottoposti a tutela ai sensi della legge 1º giugno 1939, n. 1089, destinati a contenere biblioteche ed archivi. - Inoltre la norma CEI 64-15, all art. 4.3 dice: L illuminazione di sicurezza è prescritta per tutti gli ambienti ai quali può accedere il pubblico e in quegli ambienti ove sono installati sistemi di video controllo a protezione delle opere di valore storico e/o artistico. A questo proposito l illuminamento deve essere tale da permettere il rilevamento delle immagini. L illuminazione di sicurezza è prescritta anche per gli ambienti non accessibili al pubblico se, a causa della conformazione o dell utilizzo degli stessi, si possono determinare pericoli alle persone e/o alle opere oggetto di tutela. Ancora nella nota all art. 4.5: Le sorgenti di energia per l illuminazione di sicurezza, sia di tipo centralizzato che di tipo autonomo, devono essere dimensionate in modo da garantire almeno 1 h di autonomia dopo una ricarica pari al tempo di intervallo di chiusura giornaliera del locale. All art. 4.2: è preferibile che l alimentazione di sicurezza sia automatica: ad interruzione breve ( <= 0,5 s) per impianti di.. illuminazione. Poi ancora all art. 4.6: l illuminamento medio deve risultare, su un piano orizzontale ad 1 m di altezza dal piano calpestio, non inferiore a: - 2 lx con un minimo di 1 lx in tutti gli ambienti nei quali abbia accesso il pubblico; MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 44 di 70

230 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN - 5 lx con un minimo di 2,5 lx nelle zone di deflusso in generale, (pedane, guide o corsie di passaggio, corridoi, scale); - 5 lx in corrispondenza delle uscite e uscite di sicurezza. La norma CEI si applica agli edifici pubblici o privati, monumentali o meno, pregevoli per rilevanza storica o artistica sia dal punto di vista della struttura che del contenuto o di entrambe, destinati ad abitazione (es. castelli, ville, etc), al culto (es. cattedrali, chiese, cappelle private, etc), a bene demaniale (es. palazzi adibiti ad uffici pubblici, etc), oppure adibiti a musei, gallerie, mostre o esposizioni di oggetti d arte o collezioni, biblioteche, archivi storici, teatri e simili. Gallerie stradali e autostradali Il progetto di norma UNI U del giugno 2003 prevede all art. 6.5 che in caso di guasto alla rete di alimentazione delle gallerie di lunghezza maggiore di 400 m e con velocità massima consentita maggiore di 70 km/h, l'impianto deve garantire un livello minimo di luminanza di 1 cd/mq sull intera galleria e per un tempo minimo di 30 min. Impianti di distribuzione stradale di G.P.L. per autotrazione All articolo 9.4 del DPR 340 del 24/10/03, si legge che nel locale gestore deve essere previsto un impianto di illuminazione di sicurezza ad inserimento automatico ed immediato non appena venga a mancare l'illuminazione normale, alimentato da sorgente di energia indipendente da quella della rete elettrica normale, o realizzato con lampade autoalimentate, in grado di assicurare un illuminamento non minore di 5 lux ad un metro di altezza dal pavimento per un tempo non minore di 60 minuti. Nello stesso locale devono essere tenute disponibili e sottocarica almeno due lampade portatili autoalimentate con autonomia non minore di 60 minuti. Le disposizioni di questo decreto, riguardo alla parte dell illuminazione di sicurezza, si applicano agli impianti di nuova realizzazione e agli impianti esistenti in caso di potenziamento della capacità complessiva oltre 30 m3. Impianti sportivi Un illuminazione di sicurezza è prevista per la salvaguardia dei partecipanti alle gare in base alla norma UNI EN Deve accendersi istantaneamente in caso di mancato funzionamento dell'illuminazione generale e rimanere in funzione come minimo per il periodo specificato che per i vari sport è il seguente: a) Nuoto: illuminamento al 5% del livello previsto dalla classe dell'impianto per un periodo minimo di 30 s; b) Nuoto: illuminamento al 5% del livello previsto dalla classe dell'impianto per un periodo minimo di 30 s; c) Ginnastica al coperto: illuminamento al 5% del livello previsto dalla classe dell'impianto per un periodo minimo di 30 s; d) Sport equestri al coperto e all'aperto: illuminamento al 5% del livello previsto dalla classe dell'impianto per un periodo minimo di 120 s; e) Pattinaggio di velocità : illuminamento al 5% del livello previsto dalla classe dell'impianto per un periodo minimo di 30 s; f) Bob e toboga: illuminamento al 10% del livello previsto dalla classe dell'impianto per un periodo minimo di 120 s; g) Sci: illuminamento al 10% del livello previsto dalla classe dell'impianto per un periodo minimo di 30 s; h) Ciclismo su pista: illuminamento al 10% del livello previsto dalla classe dell'impianto per un periodo minimo di 60 s; Prescrizioni particolari, riguardo all illuminazione di sicurezza, dettate dal DM 18/3/96 che riguardano gli impianti sportivi nei quali si svolgono manifestazioni e/o attività sportive regolate dal CONI e dalle Federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI. Le prescrizioni valgono anche se l'impianto è inserito in un complesso non sportivo e si differenziano nei due seguenti casi: a) E' prevista la presenza di spettatori in numero superiore a 100: L'alimentazione di sicurezza deve essere automatica ad interruzione breve (< 0,5 sec) per gli impianti di segnalazione, allarme ed illuminazione. Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore. L'autonomia dell'alimentazione di sicurezza deve consentire lo svolgimento in sicurezza del soccorso e dello spegnimento per il tempo necessario; in ogni caso l'autonomia minima per l illuminazione di sicurezza viene stabilita in 60 minuti (30 minuti per gli impianti di segnalazione). Gli impianti al chiuso, quelli all'aperto per i quali è previsto l'uso notturno e gli ambienti interni degli impianti sportivi all'aperto, devono essere dotati di un impianto di illuminazione di sicurezza. L'impianto di illuminazione di sicurezza deve assicurare un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux ad 1 m di altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita; sono ammesse singole lampade con alimentazione autonoma che assicurino il funzionamento per almeno 1 ora. Essendo gli impianti sportivi considerati spesso luoghi di pubblico spettacolo (se si paga il biglietto, se è stata fatta pubblicità attraverso giornali o manifesti e se la struttura ha una natura imprenditoriale in base alla circolare MI /13500 del 19/5/84), in questo caso, all illuminazione di sicurezza si devono applicare anche le prescrizioni valide per i Locali di pubblico spettacolo. La segnaletica di sicurezza deve essere conforme alla vigente normativa e alle prescrizioni di cui alla direttiva 92/58/CEE del 24 giugno 1992 e consentire, in particolare, la individuazione delle vie di uscita, dei servizi di MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 45 di 70

231 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN supporto, dei posti di pronto soccorso e dei mezzi e impianti antincendio. Appositi cartelli devono indicare le prime misure di pronto soccorso. b) E' prevista la presenza di spettatori in numero non superiore a 100, o non è prevista affatto: Deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza che assicuri un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux ad 1 m di altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita. Deve essere installata apposita segnaletica di sicurezza conforme alla vigente normativa e alle prescrizioni di cui alla direttive 92/58/CEE del 24 giugno 1992 che consenta la individuazione delle vie di uscita, del posto di pronto soccorso e dei mezzi antincendio; appositi cartelli devono indicare le prime misure di pronto soccorso. Illuminazione di sicurezza negli impianti sportivi nei quali sono previste riprese televisive a colori: in questo caso entra in gioco la norma UNI 9316 la quale prevede, all art. 5.2 indica un livello di illuminamento di sicurezza non devono essere minori del 10% del livello di illuminamento medio sull'area di gioco. Nei tratti successivi l'illuminamento può venire progressivamente ridotto fino ai livelli prescritti dalle normative di sicurezza. Lo stesso livello di illuminamento, pari al 10% del livello di illuminamento medio sull'area di gioco, deve essere assicurato senza interruzioni anche nell'area di attività sportiva per il tempo sufficiente a permettere l'interruzione dell'attività in corso senza compromettere l'incolumità delle persone. Locali di pubblico spettacolo (teatri, cinematografi, cinema-teatri, auditori e sale convegno, locali di intrattenimento con capienza superiore a 100 persone, sale da ballo e discoteche, case da gioco, drive-in, teatri tenda, teatri di posa per riprese cinema e TV, circhi, luoghi destinati a spettacoli viaggianti e parchi di divertimento, luoghi all'aperto destinati a spettacoli e con strutture apposite per il pubblico, locali multiuso utilizzati occasionalmente per pubblico spettacolo,). Nei locali di spettacolo e di trattenimento con capienza superiore a 100 posti (attività n. 83 del DM 16/2/82), Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati. (punto 8, allegato A del DM 8/3/85). In questo tipo di locali sono compresi: impianti sportivi, sale convegni, case da gioco (casinò), sale da bingo, sale giochi, drive in, palestre sportive, sale da fitness, circoli privati ove si svolgono trattenimenti danzanti, mentre sono esclusi: ristoranti, bar, sale consiliari, chiese ed edifici destinati al culto, musei. Il DM 19/08/96, al titolo 13, afferma: L'alimentazione di sicurezza deve essere automatica ad interruzione breve (<=0,5 s) per gli impianti di rivelazione, allarme e illuminazione. Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore. L'autonomia dell'alimentazione di sicurezza deve consentire lo svolgimento in sicurezza del soccorso e dello spegnimento per il tempo necessario; in ogni caso l'autonomia minima viene stabilita per l illuminazione di sicurezza in 1 ora. L'impianto di illuminazione di sicurezza deve assicurare un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux ad un metro di altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita, e non inferiore a 2 lux negli altri ambienti accessibili al pubblico. Sono ammesse singole lampade con alimentazione autonoma purché assicurino il funzionamento per almeno 1 ora. Ricordiamo che il presente decreto si applica a "teatri; cinematografi; cinema-teatri; auditori e sale convegno; locali di trattenimento, ovvero locali destinati a trattenimenti ed attrazioni varie, aree ubicate in esercizi pubblici ed attrezzature per accogliere spettacoli, con capienza superiore a 100 persone; sale da ballo e discoteche; teatri tenda; circhi; luoghi destinati a spettacoli viaggianti e parchi di divertimento; luoghi all'aperto, ovvero luoghi ubicati in delimitati spazi all'aperto attrezzati con impianti appositamente destinati a spettacoli o intrattenimenti e con strutture apposite per lo stazionamento del pubblico. Nel campo di applicazione del decreto anche i locali multiuso utilizzati occasionalmente per attività di intrattenimento e pubblico spettacolo. Sono invece esclusi a) i luoghi all'aperto, quali piazze e aree urbane prive di strutture specificatamente destinate allo stazionamento del pubblico per assistere a spettacoli e manifestazioni varie, anche con uso di palchi o pedane per artisti, purchè di altezza non superiore a m 0,8 e di attrezzature elettriche, comprese quelle di amplificazione sonora, purché installate in aree non accessibili al pubblico; b) i locali, destinati esclusivamente a riunioni operative, di pertinenza di sedi di associazioni ed enti; c) i pubblici esercizi dove sono impiegati strumenti musicali in assenza dell'aspetto danzante e di spettacolo; d) i pubblici esercizi in cui è collocato l'apparecchio musicale karaoke o simile, a condizione che non sia installato in sale appositamente allestite e rese idonee all'espletamento delle esibizioni canore ed all'accoglimento prolungato degli avventori, e la sala abbia capienza non superiore a 100 persone; e) i pubblici esercizi dove sono installati apparecchi di divertimento, automatici e non, in cui gli avventori sostano senza assistere a manifestazioni di spettacolo (sale giochi). Occorre infine ricordare che il decreto in questione abroga tutte le precedenti disposizioni di prevenzione incendi in materia. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 46 di 70

232 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN La norma CEI 64-8, la 64-8/752 agli articoli e a come campo di applicazione i locali e gli ambienti, al chiuso o all aperto, compresi quelli di servizio, costituenti per es. un teatro, un cinematografo, una sala per concerti, per balli, per conferenze, per esposizioni o per riunioni di pubblico spettacolo in genere. Le prescrizioni normative più significative sono le seguenti: - L impianto di sicurezza deve essere indipendente da qualsiasi altro impianto elettrico del locale - L illuminazione di sicurezza è prescritta per tutti gli ambienti ai quali può accedere il pubblico, per le sale, per il palcoscenico e per i locali annessi, per le cabine di proiezione e per i locali tecnici. - L illuminazione di sicurezza può funzionare contemporaneamente o alternativamente col servizio di illuminazione principale. Nel caso di funzionamento in alternativa, l entrata in funzione dell illuminazione di sicurezza deve avvenire automaticamente entro un tempo breve ( 0,5 s) e contemporaneamente al mancare dell alimentazione principale, indipendentemente dalla presenza del personale addetto al servizio; al ritorno dell alimentazione principale l illuminazione di sicurezza si deve disinserire automaticamente. L impianto di sicurezza deve essere sempre inserito; deve tuttavia poter essere escluso, ad eccezione degli apparecchi d illuminazione autonoma, solo tramite comando a mano dal posto di guardia dei Vigili del Fuoco o da altro luogo raggiungibile dal personale addetto. - Batterie di accumulatori o altri tipi di generatori autonomi di energia possono essere usati come sorgente di energia per l impianto di sicurezza. La sorgente di energia deve essere disposta in un ambiente apposito di costruzione antincendio e sottratto, per quanto possibile, all azione immediata di un eventuale incendio, con aerazione naturale verso l esterno. Tale ambiente deve essere accessibile direttamente o, almeno, senza attraversare gli ambienti accessibili al pubblico. La batteria di accumulatori deve avere capacità sufficiente per alimentare per almeno 1 h l intero impianto di sicurezza e deve essere provvista di gruppo di carica capace della carica completa nell intervallo giornaliero di chiusura del locale. Quando la sorgente di energia non è costituita da batterie di accumulatori, il generatore deve avere potenza uguale almeno a 1,25 volte quella dell impianto di sicurezza e deve essere previsto per funzionare per tutto il tempo di permanenza del pubblico nel locale. - Il servizio di illuminazione di sicurezza può essere affidato anche a singole lampade, ad accumulatori o ad altri apparecchi di illuminazione autonomi purché assicurino il funzionamento per almeno 1 h. Nei luoghi con capienza prevista superiore a 1000 persone si consiglia di rendere ridondante il sistema di illuminazione di sicurezza, ad es. mediante impianto centralizzato ed apparecchi di illuminazione autonomi. L illuminamento minimo non deve risultare, su un piano orizzontale ad 1 m di altezza dal piano di calpestio, inferiore a 5 lx in corrispondenza delle scale e delle porte e a 2 lx in ogni altro ambiente al quale abbia accesso il pubblico. Non è necessario alimentare i segna gradini con il circuito di alimentazione di sicurezza. - Per altre specifiche si farà riferimento alla guida CEI Segnaletica di sicurezza: il DM 19/08/96, al Titolo 17 precisa che alla segnaletica di sicurezza finalizzata alla sicurezza antincendio, si applicano le disposizioni presenti nel DPR 8 giugno 1982, n. 524, nonché le prescrizioni di cui alla direttiva 92/58/CEE del 24 giugno 1992 (Dlgs 493/96). In particolare sulle porte delle uscite di sicurezza deve essere installata una segnaletica di tipo luminoso, mantenuta sempre accesa durante l'esercizio dell'attività, ed inoltre alimentata in emergenza. In particolare la cartellonistica deve indicare: le porte delle uscite di sicurezza; i percorsi per il raggiungimento delle uscite di sicurezza; l'ubicazione dei mezzi fissi e portatili di estinzione incendi. Alle attività a rischio specifico annesse ai locali, inoltre, si applicano le disposizioni sulla cartellonistica di sicurezza contenute nelle relative normative. Luoghi di lavoro - Il Dlgs 626/94 all art. 33, comma 8, al punto 3 dice che i luoghi di lavoro nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell'illuminazione artificiale, devono disporre di un'illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità, e sempre allo stesso articolo, ma al comma 1, punto 11 richiede che le vie e le uscite di emergenza che richiedono un'illuminazione devono essere dotate di un'illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell'impianto elettrico. - Le disposizioni sulla necessità di una illuminazione sussidiaria in alcune tipologie di luoghi di lavoro risale fin dall art. 31 del DPR 547/55 che riportiamo integralmente: Negli stabilimenti e negli altri luoghi di lavoro devono esistere mezzi di illuminazione sussidiaria da impiegare in caso di necessità. Detti mezzi devono essere tenuti in posti noti al personale, conservati in costante efficienza ed essere adeguati alle condizioni ed alle necessità del loro impiego. Quando siano presenti più di 100 lavoratori e la loro uscita all aperto in condizioni di oscurità non sia sicura ed agevole; quando l abbandono imprevedibile ed immediato del governo delle macchine o degli apparecchi sia di pregiudizio per la sicurezza delle persone o degli impianti; quando si lavorino o siano depositate materie esplodenti o infiammabili, la illuminazione sussidiaria deve essere fornita con mezzi di sicurezza atti ad entrare immediatamente in funzione in caso di necessità e a garantire una illuminazione sufficiente per intensità, durata, per numero e distribuzione delle sorgenti luminose, nei luoghi nei quali la mancanza di illuminazione costituirebbe pericolo. Se detti mezzi non sono costruiti in modo da entrare automaticamente in funzione, i dispositivi di accensione devono essere a facile portata di mano e le istruzioni sull uso dei mezzi stessi devono essere rese manifeste al personale mediante appositi avvisi. L abbandono dei posti di lavoro e l uscita all aperto del personale deve, qualora sia necessario ai fini della MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 47 di 70

233 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN sicurezza, essere disposto prima dell esaurimento delle fonti della illuminazione sussidiaria. Sempre dallo stesso decreto riportiamo quanto detto dall art. 13 comma 11 Le vie e le uscite di emergenza che richiedono un illuminazione devono essere dotate di un illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell impianto elettrico. - Anche il DM 10/3/98, nell allegato III, ai punti 3.12 le vie di uscita e le uscite di piano devono essere chiaramente indicate tramite segnaletica conforme alla normativa vigente, e 3.13 tutte le vie di uscita, inclusi anche i percorsi esterni, devono essere adeguatamente illuminati per consentire la loro percorribilità in sicurezza sino all'uscita su luogo sicuro. Nelle aree prive di illuminazione naturale od utilizzate in assenza di illuminazione naturale, deve essere previsto un sistema di illuminazione di sicurezza con inserimento automatico in caso di interruzione dell'alimentazione di rete, ribadisce la richiesta dell illuminazione di sicurezza nei luoghi di lavoro. - Come già abbiamo detto in una nota di premessa all elenco di locali con obbligo di illuminazione di sicurezza, i luoghi di lavoro sono una categoria trasversale a tutte le altre. Per cui se un certo locale è anche un luogo di lavoro, ad esso vanno applicate sia le disposizioni particolari del locale in questione, sia quelle relative ai luoghi di lavoro. Metropolitane - Il DM 11/01/88 (che si applica agli impianti fissi delle stazioni sotterranee e delle linee sotterranee, mentre non si applica alle stazioni fuori terra, alle linee fuori terra, ai depositi e alle officine in superficie) prevede agli articoli e 6.2.5, un illuminazione di sicurezza con le seguenti caratteristiche: Gli impianti di illuminazione di sicurezza devono essere installati in tutte le aree aperte al pubblico e nei luoghi in cui il personale opera regolarmente. Il livello di illuminazione medio deve essere di 5 lux a quota + 1 m dal pavimento. Gli impianti devono entrare automaticamente in funzione quando viene a mancare l'energia di rete entro 3 secondi. Qualora questi impianti non abbiano una alimentazione locale, i cavi provenienti da fonti di energia di emergenza devono essere racchiusi in tubazioni a sè stanti adeguatamente protetti dall'acqua e dal calore oppure essere del tipo resistente all'incendio. Ogni impianto di emergenza, che richieda alimentazione elettrica, deve essere connesso alla normale rete di distribuzione di energia e ad una fonte di energia di emergenza che può essere costituita da: a) batteria di accumulatori dotati di ricarica automatica e di inverter; la relativa autonomia non deve essere inferiore a due ore, se il sistema non è accoppiato a gruppo elettrogeno; b) gruppo elettrogeno con avviamento automatico. Non è ammesso derivare l'alimentazione degli impianti di emergenza dalla media tensione della metropolitana a meno che questa non provenga da due fonti distinte. Le batterie ed i gruppi elettrogeni devono essere installati in locali ubicati in zone non soggette a rischi di incendio ed adeguatamente ventilati; le eventuali pareti confinanti con le banchine o le gallerie devono essere realizzate con strutture resistenti al fuoco almeno 120 REI. Sempre lo stesso decreto ministeriale 11/01/88, all art tratta degli impianti di illuminazione di sicurezza nelle gallerie delle metropolitane: Nelle gallerie, oltre all'impianto di illuminazione ordinaria, deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza che consenta un livello di illuminazione medio di 5 lux a quota + 1 m dal piano di calpestio. Gli impianti devono avere circuiti elettrici indipendenti dai restanti e devono entrare automaticamente in funzione quando viene a mancare l'energia di rete entro 3 secondi. I cavi devono essere racchiusi in tubazioni a sé stanti adeguatamente protetti dall'acqua e dal calore, oppure in manufatti resistenti all'incendio. Il collegamento degli apparecchi utilizzatori limitatamente al percorso tra gli apparecchi stessi e i tratti protetti, come sopra precisato, possono essere realizzati con cavi di sicurezza in guaine esenti da alogeni e resistenti al fuoco (CEI 20-36), qualora non siano anch'essi protetti come il resto della rete. Le linee destinate agli impianti di emergenza devono essere realizzate con cavi resistenti al fuoco (CEI 20-36) oppure protetti come sopra descritto. - Il progetto di norma UNI E (UNI 8097) del luglio 2003, accenna solamente in termini vaghi all illuminazione di sicurezza delle gallerie: L'impianto di illuminazione di sicurezza di galleria deve essere progettato per il funzionamento a luci normalmente accese e deve permettere, in caso di forzata evacuazione dai treni, l'individuazione del percorso di emergenza da parte dei passeggeri (art. 10.1). Navi passeggeri Il DPR 188 del 29/03/93, agli articoli 2.4 e 2.5 disciplina l argomento dell illuminazione supplementare sulle navi passeggeri. In tutti i corridoi dei locali equipaggio, locali per la ricreazione e in tutti i locali di lavoro che sono normalmente occupati deve essere sistemata una lampada portatile funzionante con batteria ricaricabile, a meno che non sia installato il sistema di illuminazione di emergenza supplementare, prescritto dal comma 5. Il comma 5 a sua volta afferma che In tutti i locali pubblici e corridoi passeggeri deve essere realizzato un sistema di illuminazione elettrica supplementare che possa funzionare per almeno tre ore dopo l'interruzione di tutte le altre fonti di energia elettrica e in qualsiasi condizione di sbandamento. L'illuminazione deve essere tale da fare prontamente individuare la via per raggiungere i mezzi di sfuggita. La fonte di energia per l'illuminazione supplementare deve consistere in batterie di accumulatori sistemate entro i gruppi illuminanti che siano mantenuti continuativamente sotto carica, ove praticamente possibile, dal quadro di emergenza. In alternativa, il Ministero può consentire un altro mezzo di illuminazione che sia di efficacia almeno equivalente. L'illuminazione supplementare deve essere tale da rendere immediatamente palese qualsiasi guasto delle lampade. Tutte le batterie di accumulatori sistemate devono essere sostituite ad MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 48 di 70

234 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN intervalli stabiliti sulla base della vita di servizio prevista nelle condizioni ambientali cui esse sono soggette durante l'esercizio. Ospedali, Case di cura, ambulatori medici, poliambulatori e locali ad uso medico in generale: Il DM 18/9/02, regola tecnica di prevenzione incendi delle strutture sanitarie pubbliche e private, si applica a tre tipologie di strutture sanitarie: gli ospedali, le case di cura e gli ambulatori medici. Il decreto distingue due situazioni relativamente alle strutture nuove ed alle strutture esistenti (da adeguare entro il 26/12/07 a meno che non si sia già in possesso del CPI o di un progetto approvato dai VVF); Strutture sanitarie nuove: - Per ospedali e case di cura si applicano le prescrizioni del decreto se è soddisfatta una delle seguenti condizioni: - Struttura con capacità ricettiva di oltre 25 posti letto; - Struttura con capacità ricettiva inferiore o uguale ai 25 posti letto, ma che eroga prestazioni di ricovero a ciclo continuativo (cioè non solo day hospital); - struttura con capacità ricettiva inferiore o uguale ai 25 posti letto, che eroga prestazioni di ricovero solo a ciclo diurno (cioè solo day hospital), ma con una superficie superiore ai 500 mq. - Per gli ambulatori medici si applicano le prescrizioni del decreto se è soddisfatta la seguente condizione: - La superficie è superiore ai 500 mq. Strutture sanitarie esistenti: - Per gli ospedali si applicano le prescrizioni del decreto se è soddisfatta una delle seguenti condizioni: - Struttura con capacità ricettiva di oltre 25 posti letto; - Struttura con capacità ricettiva inferiore o uguale ai 25 posti letto, ma che eroga prestazioni di ricovero a ciclo -continuativo (cioè non solo day hospital); - Struttura con capacità ricettiva inferiore o uguale ai 25 posti letto, che eroga prestazioni di ricovero solo a ciclo diurno (cioè solo day hospital), ma con una superficie superiore ai 500 mq. - Per le case di cura si applicano le prescrizioni del decreto se è soddisfatta una delle seguenti condizioni: - Struttura con capacità ricettiva di oltre 25 posti letto; - Struttura con capacità ricettiva inferiore o uguale ai 25 posti letto, ma con una superficie superiore ai 500 mq. - Per gli ambulatori medici si applicano le prescrizioni del decreto se è soddisfatta la seguente condizione: - La superficie è superiore ai 500 mq. - Le prescrizioni sull illuminazione di sicurezza previste dal decreto sono le seguenti i seguenti sistemi utenza devono disporre di impianti di sicurezza: illuminazione. L'alimentazione di sicurezza deve essere automatica ad interruzione breve ( < 0,5 sec) per gli impianti di illuminazione. Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore. L'autonomia dell'alimentazione di sicurezza deve consentire lo svolgimento in sicurezza del soccorso e dello spegnimento per il tempo necessario; in ogni caso l'autonomia minima e' stabilita per ogni impianto come segue: illuminazione di sicurezza: 2 ore; - L'impianto di illuminazione di sicurezza deve assicurare un livello di illuminazione, non inferiore a 5 lux ad 1 m di altezza dal piano di calpestio, lungo le vie di uscita e nelle aree di tipo C (aree destinate a prestazioni medico-sanitarie di tipo ambulatoriale - ambulatori, centri specialistici, centri di diagnostica, consultori, ecc. - in cui non e' previsto il ricovero) e D (aree destinate a ricovero in regime ospedaliero e/o residenziale nonché aree adibite ad unita' speciali - terapia intensiva, neonatologia, reparto di rianimazione, sale operatorie, terapie particolari, ecc.). Sono ammesse singole lampade con alimentazione autonoma, purché assicurino il funzionamento per almeno 2 ore. Segnaletica di sicurezza: il DM 18/09/02 prescrive che: la segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendi, deve essere conforme alle disposizioni di cui al decreto legislativo 14 agosto 1996, n Deve, inoltre, essere osservato quanto prescritto all'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, in materia di eliminazione delle barriere architettoniche. - La norma CEI 64-8 sezione 710 sui locali ad uso medico adotta delle prescrizioni sull illuminazione di sicurezza. La norma si applica principalmente ad ospedali, a cliniche private, a studi medici e dentistici, a locali ad uso estetico ed a locali dedicati ad uso medico nei luoghi di lavoro. Le disposizioni si trovano agli articoli e e sono le seguenti: - In caso di mancanza della alimentazione ordinaria si deve ottenere, mediante una sorgente dei servizi di sicurezza, il necessario illuminamento minimo per i seguenti locali, tenendo presente che il periodo di commutazione alla sorgente di sicurezza non deve superare 15 s - vie di esodo e relativa segnalazione di sicurezza; - locali destinati a servizio elettrico (es. cabina di trasformazione), a gruppi generatori di emergenza ed a quadri di distribuzione principali dell alimentazione ordinaria e dell alimentazione di sicurezza; - locali nei quali sono previsti servizi essenziali (es. locale macchine per ascensori, centrale di climatizzazione, centro elaborazione dati, cucine). In ciascun locale, almeno un apparecchio di illuminazione deve essere alimentato dalla sorgente di sicurezza; - locali ad uso medico di gruppo 1. In ciascun locale, almeno un apparecchio di illuminazione deve essere alimentato dalla sorgente di sicurezza; MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 49 di 70

235 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN - locali ad uso medico di gruppo 2. In ciascun locale almeno il 50% degli apparecchi di illuminazione deve essere alimentato dalla sorgente di sicurezza. Le caratteristiche dell alimentazione di sicurezza sono le seguenti: - Occorre una sorgente di alimentazione di sicurezza che ripristini l alimentazione in un tempo inferiore agli 0,5 s per gli apparecchi di illuminazione dei tavoli operatori (lampade scialitiche) e per altri apparecchi elettromedicali ritenuti non interrompibili dal responsabile sanitario. In questo caso il periodo minimo di alimentazione deve essere di 3 ore, riducibile ad 1 ora, nel caso in cui durante questo tempo sia possibile commutare l alimentazione su un gruppo elettrogeno Il tempo di commutazione per l illuminazione di sicurezza in generale, invece, come già detto è sufficiente che sia inferiore ai 15 s, con un periodo minimo di alimentazione però di 24 ore, riducibile ad 1 ora nel caso in cui l evacuazione dei locali possa essere effettuata in tale lasso di tempo. - Nota: fra ciò che dice il DM 18/09/02 e ciò che dice la norma CEI 64-8, esistono alcuni contrasti (ad esempio sul tempo di intervento, 0,5 s contro 15 s). Queste dispute si risolvono ovviamente a favore della disposizione superiore, cioè quella legislativa a svantaggio di quella normativa. - Negli ospedali, case di cura e simili con oltre 25 posti letto (attività 86 del DM 16/2/82), Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati. (punto 8, allegato A del DM 8/3/85). - Un decreto ancora in piedi risale addirittura al 29/07/39 Approvazione delle istruzioni per le costruzioni ospedaliere. All art. 18 si parla della necessità dell illuminazione di emergenza: Per assicurare la illuminazione dell ospedale, anche in caso di interruzione delle sorgenti alimentatrici generali della illuminazione cittadina, è necessario provvedere alla installazione di un impianto di soccorso per la illuminazione a luce elettrica di determinati locali, come sale operatorie, corridoi, scale, ricoveri e simili; l impianto è da realizzare con un gruppo elettrogeno o a mezzo di batterie di accumulatori installate nei vari edifici, caricate a tampone e pronte ad entrare in funzione nel momento del bisogno. - Esiste poi il DM 5/8/77 dedicato esplicitamente ai requisiti tecnici che devono possedere le case di cura private con una capacità ricettiva minima di 50 posti letto. La definizione che viene fornita delle case di cura private, è la seguente: stabilimenti sanitari gestiti da privati, persone fisiche o giuridiche, che provvedono al ricovero di cittadini italiani o stranieri ai fini diagnostici, curativi o riabilitativi. All art. 12, dove tratta degli impianti elettrici, c è il riferimento all illuminazione di sicurezza: La casa di cura deve essere dotata di dispositivi ed impianti di sicurezza e di emergenza atti a garantire, in caso di interruzione dell'alimentazione elettrica esterna, l'automatica ed immediata disponibilità di energia elettrica adeguata ad assicurare almeno il funzionamento delle attrezzature e servizi che non possono rimanere inattivi neppure per brevissimo tempo (tra cui complessi operatori, sale da parto, rianimazione, terapia intensiva, reparto immaturi, emoteca) nonché un minimo di illuminazione negli altri ambienti. - Piscine (vedi anche impianti sportivi) - Per le piscine (solo quelle pubbliche) ad uso natatorio, oltre alle disposizioni previste eventualmente come impianto sportivo, vige un comunicato del ministero della sanità dell 11 luglio 1991 che, all art. 1.4 dell allegato 4, tratta dei requisiti illuminotecnici delle piscine, affermando che Nelle sezioni delle attività natatorie e di balneazione l illuminazione artificiale dovrà assicurare condizioni di visibilità tali da garantire la sicurezza dei frequentatori ed il controllo da parte del personale. Comunque il livello di illuminamento sul piano di calpestio e sullo specchio d acqua non deve essere in nessun punto inferiore a 150 lx. Nelle altre zone destinate ai frequentatori (spogliatoi, servizi igienici, etc.) l illuminazione artificiale dovrà assicurare un livello medio di almeno 100 lx negli spogliatoi e di 80 lx nei servizi igienici. In tutti gli ambienti illuminanti naturalmente dovrà essere assicurato un fattore medio di luce diurna non inferiore al 2%. Deve essere previsto, per possibili sospensioni di erogazione di energia elettrica, l impianto di illuminazione di emergenza. Scuole, collegi, accademie, asili nido - Nelle scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti (attività n. 85 del DM 16/2/82), Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati. (punto 8, allegato A del DM 8/3/85). - Il DM 26/08/92, che si applica, per quanto riguarda l illuminazione di sicurezza, agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado con un numero di presenze contemporanee superiore a 100, all art. 7.1 detta le disposizioni riguardo l illuminazione di sicurezza: Le scuole devono essere dotate di un impianto di sicurezza alimentato da apposita sorgente, distinta da quella ordinaria. L'impianto elettrico di sicurezza deve alimentare le seguenti utilizzazioni, strettamente connesse con la sicurezza delle persone: a) illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux; b) Nessun 'altra apparecchiatura può essere collegata all'impianto elettrico di sicurezza. L'alimentazione dell'impianto di sicurezza deve potersi inserire anche con comando a mano posto in posizione conosciuta dal personale. L'autonomia della sorgente di sicurezza non deve essere inferiore ai 30 minuti. Sono ammesse MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 50 di 70

236 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN singole lampade o gruppi di lampade con alimentazione autonoma. Il dispositivo di carica degli accumulatori, qualora impiegati, deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore. Anche la guida CEI 64-52, relativa agli impianti elettrici negli edifici scolastici, richiama varie volte la necessità dell illuminazione di sicurezza: - Art. 2.1: Devono essere, anche, indicate le uscite di sicurezza e le vie di esodo per la corretta installazione degli apparecchi dell illuminazione di sicurezza. - Art. 3.2: Le strutture scolastiche devono essere dotate di un alimentazione di sicurezza da apposita sorgente, distinta da quella ordinaria. (DM 26/08/92). Dalla sorgente di sicurezza devono essere derivate le seguenti utilizzazioni strettamente connesse con la sicurezza delle persone: - Illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca un livello di illuminazione non inferiore a 5 lx su un piano orizzontale ad 1m di altezza dal piano di calpestio; - Impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme. Non è ammesso derivare dalla sorgente di sicurezza utilizzazioni diverse da quelle sopra elencate. I circuiti di sicurezza devono potersi inserire anche con comando a mano posto in posizione conosciuta dal personale. L autonomia della sorgente di sicurezza non deve essere inferiore ai 30 min. Sono ammesse le seguenti sorgenti per i circuiti di sicurezza: - batterie di accumulatori; - altri generatori indipendenti dall alimentazione ordinaria; - linea di alimentazione effettivamente indipendente da quella Utilizzando degli accumulatori come sorgente di sicurezza, il dispositivo di carica deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica, per l autonomia richiesta, entro 12h. Per l illuminazione di sicurezza è ammesso l impiego di singole lampade o gruppi di lampade con alimentazione autonoma. - Anche la norma UNI 10840, che tratta dell illuminazione dei locali scolastici, conferma, all art che Nei vari locali deve essere predisposta un opportuna illuminazione di emergenza e antipanico in base alle prescrizioni di legge vigenti in materia (DM 26/08/92) ed alla normativa tecnica di settore (UNI EN 1838). - Nota: potrebbe nascere il dubbio che queste disposizioni non si applichino agli asili nido, che tecnicamente non sono definite come scuole. In realtà, la Guida CEI 64-52, include esplicitamente nel suo campo di applicazione gli asili nido, inoltre gli asili nido sono luoghi di lavoro ed infine occorre come sempre applicare la regola del buon senso. Stabilimenti per lo sviluppo e la stampa delle pellicole cinematografiche - Negli stabilimenti per lo sviluppo e la stampa delle pellicole cinematografiche (attività n. 52 del DM 16/2/82), Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. Sono consentiti anche sistemi di alimentazione localizzati. (punto 8, allegato A del DM 8/3/85). Strutture sotterranee polifunzionali Dalla norma CEI leggiamo: Nell ambito della definizione delle soluzioni per l installazione nel sottosuolo di aree urbane di servizi a rete, generalmente di pubblica utilità, volte ad evitare ripetute operazioni di scavo che si verificano per esempio nella posa direttamente interrata con i conseguenti costi di ripristino e i disagi al traffico ed alla viabilità in genere, può essere necessario ricorrere, anche solo parzialmente, a Strutture Sotterranee Polifunzionali (SSP) nelle quali installare componenti appartenenti a servizi a rete diversi (reti di acquedotti di distribuzione, reti elettriche di distribuzione, reti elettriche per impianti di illuminazione pubblica e impianti per semafori, reti di telecomunicazione, reti di teleriscaldamento). La struttura della SSP può essere configurata come galleria sotterranea praticabile, generalmente collocata nel sottosuolo delle sedi stradali ivi comprese le fasce di pertinenza, o come cunicolo accessibile dall alto previa rimozione di piastre di copertura, generalmente collocato nel sottosuolo dei marciapiedi o, dove è possibile, delle fasce di pertinenza delle sedi stradali. Compreso di cosa stiamo parlando, possiamo quindi dire che per i lavori in queste strutture, l articolo della norma CEI prevede che la galleria deve essere provvista di un sistema di illuminazione ordinaria e di un sistema di illuminazione di sicurezza. Il sistema di illuminazione di sicurezza, dovendo operare anche in situazioni di emergenza, deve essere adatto per la zona 1 di pericolo di esplosione, di cui alla CEI EN (CEI 31-30). Art.2.IE.21 - Disposizioni particolari per impianti tecnologici e per servizi generali - Tutti gli impianti che alimentano utenze dislocate nei locali comuni devono essere derivate da un quadro sul quale devono essere istallate le apparecchiature di sezionamento, comando e protezione. 2.IE Quadro generale di protezione e distribuzione: Detto quadro deve essere istallato nel locale contatori e deve essere munito di sportello con serratura. Sul quadro devono essere montate ed elettricamente connesse, almeno le protezioni ed il comando degli impianti appresso elencati. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 51 di 70

237 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN 2.IE Illuminazione scale, atri e corridoi comuni: Gli apparecchi di illuminazione devono rispondere ai requisiti indicati nelle norme CEI (fasc. 624) e CEI (fasc. 625). Le lampade di illuminazione devono essere comandate a mezzo di un relè temporizzatore modulare e componibile con le apparecchiature da incasso per montaggio in scatole rettangolari standard oppure di tipo modulare componibile con le apparecchiature. Il comando del temporizzatore deve avvenire con pulsanti luminosi a due morsetti componibili con le apparecchiature istallate nel quadro di comando, istallati nell'ingresso, nei corridoi e sui pianerottoli del vano scale. Il relè temporizzatore deve consentire una regolazione del tempo di spegnimento da 25 secondo a 6 minuti, deve avere un commutatore per illuminazione temporizzata o permanente ed avere contatti con portata 10 A. 2.IE Illuminazione cantine, solai e box comuni: L'impianto elettrico in questi locali deve essere realizzato con l'impiego di componenti a tenuta stagna (grado di protezione IP55). Se l'energia consumata da dette utenze viene misurata dai contatori dei servizi comuni, l'impianto deve essere derivato dal quadro servizi generali. In caso contrario, da ciascun contatore partirà una linea adeguatamente protetta destinata all'alimentazione dei locali suddetti. Nelle autorimesse private con più di 9 autoveicoli e nelle autorimesse pubbliche, l'impianto elettrico deve essere realizzato in conformità alle norme CEI 64-2 (fasc. 643). In particolare tutte le apparecchiature istallate fino a 3.5 m. di altezza devono avere grado di protezione minimo IP44. Per quanto possibile dovranno essere evitate installazioni elettriche nelle fosse e nei cunicoli; diversamente è necessario attenersi alle prescrizioni contenute nell'appendice A delle norme CEI Le prese fisse devono essere ubicate in posizioni tali da evitare la necessità di ricorrere a prolunghe e devono essere istallate ad un'altezza minima dal pavimento di 1.50 m. Le diverse parti dell'impianto elettrico devono essere istallate ad un'altezza minima dal pavimento di 1.50 m. Le diverse parti dell'impianto elettrico devono essere protette dagli urti da parte dei veicoli. Il gruppo di misura e gli interruttori generali devono essere istallati in un vano privo di tubazioni e di contenitori di fluidi infiammabili. I componenti di cui sopra devono essere facilmente e rapidamente accessibili dall'esterno delle zone pericolose. 2.IE Illuminazione esterna: Le lampade destinate ad illuminare zone esterne ai fabbricati devono essere alimentate dal quadro servizi generali. I componenti impiegati nella realizzazione dell'impianto, nonché le lampade e gli accessori necessari devono essere protetti contro la pioggia e l'umidità. L'accensione delle lampade deve essere effettuata a mezzo di un'interruttore programmatore (orario) con quadrante giornaliero modulare e componibile con gli apparecchi montanti nel quadro elettrico d'appartamento. 2.IE Impianto alimentazione ascensori: Le linee di alimentazione degli impianti elettrici degli ascensori e dei montacarichi devono essere indipendenti da quelle degli altri servizi e devono partire dal quadro servizi generali. Le condutture e le protezioni devono essere proporzionate per una corrente pari a 3 volte quella nominale del servizio continuativo. Se i motori sono più di uno (alimentati dalla stessa conduttura) si deve applicare il coefficiente di riduzione della tabella di cui al par. 04. dell articolo precedente Nel vano ascensore o montacarichi devono essere istallate solo condutture appartenenti all'elevatore. L'impianto di allarme deve essere alimentato da una sorgente indipendente dall'alimentazione ordinaria e deve essere separato per ogni ascensore (batterie in tampone). Nel locale macchina deve essere istallato un quadro contenenti gli interruttori automatici magnetotermici differenziali nonché gli interruttori e le lampade spia relative, per l'illuminazione del vano ascensori, del locale, ecc. Il quadro e gli apparecchi devono avere le caratteristiche descritte agli articoli relativi di cui al presente capitolato. In conformità all'art. 6 del D.P.R del nei fabbricati nei quali non vi è personale di custodia, deve essere previsto l'interruttore generale od il comando dell'interruttore istallato in una custodia sotto vetro da disporsi al piano terreno in posizione facilmente accessibile. L'interruttore può essere automatico oppure senza alcuna protezione; in qualsiasi caso la linea deve avere una protezione a monte. Il quadretto deve permettere il fissaggio a scatto di interruttori magnetotermici e non automatici fino ad 80 A. L'impianto di messa a terra dell'ascensore o del montacarichi deve essere collegato all'impianto di terra del fabbricato, salvo diversa prescrizione in fase di collaudo dell'ascensore e del montacarichi stesso. 2.IE Impianto alimentazione centrale termica: L'impianto elettrico nelle centrali termiche deve essere realizzato in conformità alle prescrizioni delle norme CEI 64-2 (fasc. 643) appendice B "Impianti termici non inseriti in un ciclo di lavorazione industriale". È di competenza dell installatore elettricista, salvo diversi accordi tra le parti, l'esecuzione dell'impianto riguardante: a) Alimentazione del quadro servizi generali o dai gruppi di misura (contatori) al quadro all'interno del locale previo passaggio delle linee da uno o più interruttori istallati in un quadretto con vetro frangibile e MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 52 di 70

238 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN serratura posto all'esterno del locale vicino all'ingresso, per l'interruzione dell'alimentazione elettrica al quadro interno, secondo disposizioni dei VV.F.; b) Quadro interno al locale sul quale devono essere istallate le protezioni della linea di alimentazione bruciatore, della linea di alimentazione delle pompe e di altri eventuali utilizzatori; c) Illuminazione del locale. Il resto dell'impianto deve essere eseguito in modo da rispettare le disposizioni di Legge sia per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza sia per quanto riguarda i dispositivi di regolazione per fare in modo che la temperatura nei locali non superi i 20 C.. Salvo alcune particolari zone di pericolo da identificare secondo le disposizioni delle norme CEI 64-2, tutti gli impianti all'interno del locale devono essere adatti per i luoghi di classe 3. In particolare il quadro elettrico, i corpi illuminanti, gli interruttori di comando, le prese, ecc. devono avere grado di protezione minimo IP44. 2.IE Altri impianti: Per l'alimentazione delle apparecchiature elettriche degli altri impianti relativi a servizi tecnologici, come: impianti di condizionamento d'aria; impianto acqua potabile; impianto sollevamento acque di rifiuto; altri eventuali; dovranno essere previste singole linee indipendenti, ognuna protetta in partenza dal quadro dei servizi generali, da proprio interruttore automatico differenziale. Tali linee faranno capo ai quadri di distribuzione relativi all'alimentazione delle apparecchiature elettriche dei singoli impianti tecnologici; Per tutti gli impianti tecnologici richiamati al precedente comma a), l'amministrazione appaltante indicherà se il complesso dei quadri di distribuzione per ogni singolo impianto tecnologico, i relativi comandi e controlli e le linee derivate in partenza dai quadri stessi, dovranno far parte dell'appalto degli impianti elettrici, nel qual caso l'amministrazione appaltante preciserà tutti gli elementi necessari. Nell'anzidetto caso, in corrispondenza ad ognuno degli impianti tecnologici, dovrà venire istallato un quadro ad armadio, per il controllo e la protezione di tutte le utilizzazioni precisate. Infine, in partenza dai quadri, dovranno prevedersi i circuiti di alimentazione fino ai morsetti degli utilizzatori. Art.2.IE.22 - Disposizioni particolari per gli impianti di illuminazione - 2.IE Assegnazione dei valori di illuminazione - I valori medi di illuminazione da conseguire e da misurare - entro 60 giorni dall'ultimazione dei lavori - su un piano orizzontale posto a m dal pavimento, in condizioni di alimentazione normali, saranno precisati, per i vari locali, dall'amministrazione appaltante e qui appresso, a titolo orientativo, se ne indicano i valori usuali per tipi più comuni di ambienti con riferimento alle norme UNI 10380: Uffici lux laboratori lux locali di abitazione, di lavoro, ecc. 150 lux scale e locali di servizio 80 lux passaggi comuni 40 lux sale operatorie (ill. generale) 500 lux ambulatori 300 lux servizi e spogliatoi 100 lux camere di degenza (ill. generale) 150 lux corridoi, hall 150 lux centrali tecnologiche lux depositi e magazzini 150 lux Negli ambienti chiusi è ammesso sul piano orizzontale a m dal pavimento, un coefficiente di disuniformità (inteso come rapporto tra i valori massimo e minimo di illuminazione) non superiore a 2. Ove l'amministrazione appaltante intenda che per qualche ambiente tale coefficiente di disuniformità debba avere diverso valore, dovrà farne esplicita richiesta. In linea generale, ambienti, adiacenti, fra i quali si hanno frequenti passaggi di persone dall'uno all'altro, non dovranno, di norma, avere differenze nei valori medi di illuminazione superiori al 50%; non solo, ma la qualità della illuminazione dovrebbe essere la stessa o simile. All'aperto, il coefficiente di disuniformità può raggiungere più elevati valori, fino ad un massimo di 8, salvo particolari prescrizioni al riguardo, da parte dell'amministrazione appaltante. 2.IE Tipo di illuminazione (o natura, delle sorgenti) - Il tipo di illuminazione sarà prescritto dall'amministrazione appaltante, scegliendolo fra i sistemi più idonei, di cui, a titolo esemplificativo, si citano i seguenti: MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 53 di 70

239 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN ad incandescenza; a fluorescenza; a vapori di mercurio; a vapori di sodio. Le Ditte concorrenti possono, in variante, proporre qualche altro tipo che ritenessero pi' adatto. In ogni caso, i circuiti relativi ad ogni accensione o gruppo di accensione simultanee, non dovranno avere un fattore di potenza inferiore a 0.9 ottenibile eventualmente mediante rifasamento. 2.IE Condizioni ambiente - L'Amministrazione appaltante fornirà piante e sezioni, in opportuna scala, degli ambienti da illuminare, dando indicazioni sul colore e tonalità delle pareti degli ambienti stessi, nonché ogni altra eventuale opportuna indicazione. 2.IE Apparecchiatura illuminante - I valori medi di illuminazione prescritti saranno in linea di massima previsti per apparecchi illuminanti a luce diretta con sorgente in vista aventi rendimento complessivo non inferiore a 0.8. Per illuminazione diretta con sorgenti mascherate da coppe opaline o simili, oppure per illuminazione indiretta o mista, dovranno essere forniti dall'amministrazione appaltante gli opportuni elementi atti a determinare il coefficiente di rendimento dei corpi illuminanti. 2.IE Ubicazione e disposizione delle sorgenti - La disposizione ed il numero delle sorgenti luminose, dovranno essere determinati in base alla forma ed alla destinazione degli ambienti. In mancanza di indicazioni, le sorgenti si intendono ubicate a soffitto centrate e distanziate in modo tale da soddisfare le condizioni di cui al precedente paragrafo B È tuttavia consentita la disposizione di sorgenti a parete, per esempio, nelle seguenti circostanze: sopra i lavabi a circa m dal pavimento; in disimpegni di piccole dimensioni, sopra la porta. 2.IE Potenza emittente (Lumen) - Con tutte le condizioni imposte, sarà calcolata, per ogni ambiente, la potenza totale di emissione in lumen, necessaria per ottenere i valori di illuminazione prescritti. 2.IE Luce ridotta - Per il servizio di luce ridotta, o notturna, sarà opportuno che l'alimentazione venga compiuta normalmente con circuito indipendente. 2.IE Alimentazione dei servizi di sicurezza ed alimentazione di emergenza - (Cap. VIII delle norme CEI 64-8 e Cap. V delle norme CEI 64-4). Si definisce alimentazione dei servizi di sicurezza il sistema elettrico inteso a garantire l'alimentazione di apparecchi o parti dell'impianto necessari per la sicurezza delle persone. Il sistema include la sorgente, i circuiti e gli altri componenti. Si definisce alimentazione di riserva il sistema elettrico inteso a garantire l'alimentazione di apparecchi o parti dell'impianto necessari per la sicurezza delle persone. Il sistema include la sorgente, i circuiti e gli altri componenti. Si definisce alimentazione di riserva il sistema elettrico inteso a garantire l'alimentazione di apparecchi o parti dell'impianto per motivi diversi dalla sicurezza delle persone. a) Alimentazione dei servizi di sicurezza : È prevista per alimentare gli utilizzatori ed i servizi vitali per la sicurezza delle persone, come ad esempio: lampade chirurgiche nelle camere operatorie; utenze vitali nei reparti chirurgia, rianimazione, cure intensive; luci di sicurezza scale, accessi, passaggi; computer e/o altre apparecchiature contenenti memorie volatili. Sono ammesse le seguenti sorgenti: batterie di accumulatori; pile; altri generatori indipendenti dall'alimentazione ordinaria; linea di alimentazione dell'impianto utilizzatore (ad esempio dalla rete pubblica di distribuzione) indipendente da quella ordinaria solo quando sia ritenuto estremamente improbabile che le due linee possono mancare contemporaneamente; gruppi di continuità. L'intervento deve avvenire automaticamente. L'alimentazione dei servizi di sicurezza è classificata, in base al tempo T entro cui è disponibile, nel modo seguente: T = 0: di continuità (per l'alimentazione di apparecchiature che non ammettono interruzione); T < 0.15s: ad interruzione brevissima; 0.15s < T < 0.5s: ad interruzione breve (ad es. per lampade di emergenza). MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 54 di 70

240 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN La sorgente di alimentazione deve essere istallata a posa fissa in locale ventilato accessibile solo a persone addestrate; questa prescrizione non si applica alle sorgenti incorporate negli apparecchi. La sorgente di alimentazione dei servizi di sicurezza non deve essere utilizzata per altri scopi salvo che per l'alimentazione di riserva, purché abbia potenza sufficiente per entrambi i servizi e purché, in caso di sovraccarico, l'alimentazione dei servizi di sicurezza risulti privilegiata. Qualora si impieghino accumulatori la condizione di carica degli stessi deve essere garantita da una carica automatica e dal mantenimento della carica stessa. Il dispositivo di carica deve essere dimensionato in modo da effettuare entro 6 ore la ricarica. Gli accumulatori non devono essere in tampone. Il tempo di funzionamento garantito deve essere di almeno 3 ore. Non devono essere usate batterie per auto o per trazione. Qualora si utilizzino sorgenti ed alcune di queste non fossero previste per funzionare in parallelo devono essere presi provvedimenti per impedire che ciò avvenga. L'Alimentazione di sicurezza può essere a tensione diversa da quella dell'impianto; in ogni caso i circuiti relativi devono essere indipendenti dagli altri circuiti, cioè che un guasto elettrico, un intervento, una modifica su un circuito non comprometta il corretto funzionamento dei circuiti di alimentazione dei servizi di sicurezza. A tale scopo può essere necessario utilizzare cavi multipolari distinti, canalizzazioni distinte, cassette di derivazione distinte o con setti separatori, materiali resistenti al fuoco, circuiti con percorsi diversi, ecc. Va evitato, per quanto possibile, che i circuiti dell'alimentazione di sicurezza attraversino luoghi con pericolo di incendio; quando ciò non sia praticamente possibile i circuiti devono essere resistenti al fuoco. È vietato proteggere contro i sovraccarichi i circuiti di sicurezza. La protezione contro i corto circuiti e contro i contatti diretti ed indiretti deve essere idonea nei confronti sia dell'alimentazione ordinaria, sia dell'alimentazione di sicurezza, o, se previsto, di entrambe in parallelo. I dispositivi di protezione comando e segnalazione devono essere chiaramente identificati e, ad eccezione di quelli di allarme, devono essere posti in un luogo o locale accessibile solo a persone addestrate. I dispositivi di protezione contro i corto circuiti devono essere scelti e istallati in modo da evitare che una sovracorrente su un circuito comprometta il corretto funzionamento degli altri circuiti di sicurezza. Negli impianti di illuminazione il tipo di lampade da usare deve essere tale da assicurare il ripristino del servizio nel tempo richiesto, tenuto conto anche della durata di commutazione dell'alimentazione. Negli apparecchi alimentati da due circuiti diversi, un guasto su un circuito non deve compromettere nè la protezione contro i contatti diretti ed indiretti, nè il funzionamento dell'altro circuito. Tali apparecchi devono essere connessi, se necessario, al conduttore di protezione di entrambi i circuiti. b) Alimentazione di riserva : È prevista per alimentare utilizzatori e servizi essenziali ma non vitali per la sicurezza delle persone, come ad esempio: luci notturne; illuminazione di sale per chirurgia, anestesia rianimazione, cura intensiva, trattamenti terapeutici, fisiopatologici e radiologici, sale parto e patologia neonatale; laboratori per analisi urgenti; almeno un circuito luce esterna ed un elevatore; condizionamento delle sale chirurgiche e terapia intensiva; centrale idrica; centri di calcolo; impianto telefonico, intercomunicanti, segnalazione, antincendio, videocitofonico. La sorgente di alimentazione di riserva, ad esempio un gruppo elettrogeno oppure un gruppo di continuità, deve entrare in funzione entro 15 s dall'istante di interruzione della rete. L'alimentazione di riserva deve avere tensione e frequenza uguali a quelle di alimentazione dell'impianto. La sorgente dell'alimentazione di riserva deve essere situata in luogo ventilato accessibile solo a persone addestrate. Qualora si utilizzino più sorgenti ed alcune di queste non fossero previste per funzionare in parallelo devono essere presi provvedimenti per impedire che ciò avvenga. La protezione contro lo sovracorrenti e contro i contatti diretti ed indiretti deve essere idonea nei confronti sia dell'alimentazione ordinaria sia dell'alimentazione di riserva o, se previsto, di entrambe in parallelo. c) Luce di emergenza supplementare : Al fine di garantire una illuminazione di emergenza in caso di black-out od in caso di intervento dei dispositivi di protezione, deve essere istallata una luce di emergenza estraibile in un locale posto preferibilmente in posizione centrale, diverso da quelli in cui è prevista l'illuminazione di emergenza di Legge. Tale luce deve essere componibile con le apparecchiature della serie da incasso, essere estraibile con possibilità di blocco, avere un led luminoso verde per la segnalazione di "piombo all'emergenza" ed avere una superficie luminosa minima di 45X50 mm MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 55 di 70

241 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN In particolare nelle scuole e negli alberghi, case di riposo, ecc. deve essere istallata luce di emergenza componibile in ogni aula ed in ogni camera in aggiunta all'impianto di emergenza principale ed in tutte le cabine degli ascensori. 2.IE.22.9 Direttive sugli alimentatori per lampade fluorescenti La direttiva 2000/55/CE concernente i requisiti di efficienza energetica degli alimentatori per lampade fluorescenti è stata recepita a livello nazionale attraverso il DM 26 marzo 2002, con l obiettivo è quindi quello della riduzione dei consumi, e per questo il decreto non si applica agli alimentatori integrati nelle sorgenti luminose cioè alle lampade fluorescenti compatte che hanno già un alta efficienza energetica. Il decreto non si applica nemmeno agli alimentatori destinati ad essere montati in mobili e che non sono separabili dall apparecchio di illuminazione. Le perdite sulla reattanza induttiva del reattore dovranno rispettare i parametri definiti dal CELMA (la Federazione Europea delle associazioni dei costruttori di apparecchi di illuminazione e di componenti elettrici ed elettronici per essi) in base all alimentazione del circuito, con diversi livelli di alimentazione della lampada e del reattore. La suddivisione in sette classi di efficienza energetica degli alimentatori per lampade fluorescenti (vedi tabella) a partire da quella a maggior efficienza (A1, A2, A3, B1, B2, C e D). Le classi A1, A2 e A3 corrispondono ai reattori elettronici che fanno funzionare le lampade fluorescenti ad una frequenza di circa 30 khz, le classi B1 e B2 corrispondono ai rettori a bassa perdita realizzati con bobine di rame su nuclei laminati con acciaio ad alta qualità. Nessun tipo di reattore dovrà essere: - di classe C corrisponde ai reattori convenzionali ( che la direttiva 2000/55/CE metterà fuori commercio a partire dal 20/11/2005); - di classe D corrisponde ai reattori ad alte perdite realizzati con materiali di bassa qualità: le lampade classificate D dal CELMA sono fuori commercio dal 21/05/2002. Questa classe di efficienza energetica dovrà viene indicata dai costruttori tra i dati di targa degli alimentatori attraverso la sigla EEI (Energy Efficiency Index) con un riferimento esplicito alla sorveglianza di una parte terza. Tipo di lampade (Categoria) Potenza della lampada a 50 Hz Classe A1 A2 A3 B1 B2 C D Lampade lineari (1) 15 W 9 W 16 W 18 W 21 W 23 W 25 W > 25 W 18 W 10,5 W 19 W 21W 24 W 26 W 28 W > 28 W 30 W 16, 5W 31 W 33 W 36 W 38 W 40 W > 40 W 36 W 19 W 36 W 38 W 41 W 43 W 45 W > 45 W 38 W 20 W 38 W 40 W 43 W 45 W 47 W > 47 W 58 W 29,5 W 55 W 59 W 64 W 67 W 70 W > 70 W 70 W 36 W 68 W 72 W 77 W 80 W 83 W > 83 W Lampade compatte a 2 tubi (2) 18 W 10,5 W 24 W 13,5 W 19 W 21 W 24 W 26 W 28 W > 38 W 25 W 27 W 30 W 32 W 34 W > 34 W 36 W 19 W 36 W 38 W 41 W 43 W 45 W > 45 W Lampade compatte 18 W 10,5 W 19 W 21 W 24 W 26 W 28 W > 28 W MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 56 di 70

242 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN piatte a 4 tubi (3) 24 W 13,5 W 25 W 27 W 30 W 32 W 34 W > 34 W 36 W 19 W 36 W 38 W 41 W 43 W 45 W > 45 W Lampade compatte a 4 tubi (4) 10 W 6,5 W 11 W 13 W 14 W 16 W 18 W > 18 W 13 W 8 W 14 W 16 W 17 W 19 W 21 W > 21 W Lampade compatte a 6 tubi (5) 18 W 10,5 W 26 W 14,5 W 18 W 10,5 W 26 W 14,5W 19 W 21 W 24 W 26 W 28 W > 28 W 27 W 29 W 32 W 34 W 36 W > 36 W 19 W 21 W 24 W 26 W 28 W > 28 W 27 W 29 W 32 W 34 W 36 W > 36 W Lampade compatte tipo 2 D (6) 10 W 6,5 W 11 W 13 W 14 W 16 W 18 W > 18 W 16 W 8,5 W 17 W 19 W 21 W 23 W 25 W > 25 W 21 W 12 W 22 W 24 W 27 W 29 W 31 W > 31 W 28 W 15,5 W 29 W 31 W 34 W 36 W 38 W > 38 W 38 W 20 W 38 W 40 W 43 W 45 W 47 W > 47 W Tabella CELMA Classe D = Massima potenza consentita fino al 21 maggio 2002 Classe C = Massima potenza consentita fino al 20 novembre 2005 Classe B2 = Massima potenza consentita a partire dal 21 novembre 2005 Al fine di consentire la verifica della conformità dell'alimentatore alla direttiva e la corretta applicazione della marcatura CE, il costruttore o chi per esso immette sul mercato l alimentatore ha l'obbligo di approntare una documentazione tecnica. Il contenuto della documentazione tecnica comprende: 1. Il nome e l'indirizzo del fabbricante; 2. Una descrizione del modello sufficientemente dettagliata da permetterne l'identificazione univoca; 3. Informazioni sui principali elementi della progettazione del modello, eventualmente corredate da disegni, con particolare riferimento agli aspetti rilevanti per l'assorbimento elettrico; 4. Istruzioni per l'uso relativo al corretto impiego; 5. Rapporti sulle misurazioni dell'assorbimento elettrico effettuate in base alle procedure descritte dalla norma EN del 1998 e successive varianti; L'espletamento dei compiti di verifica e controllo sull'applicazione della direttiva verrà effettuato dal Ministero delle attività produttive che si potrà avvalere anche dell'enea, Ente per le nuove tecnologie l'energia e l'ambiente, o di altri organismi che verranno individuati con uno specifico decreto. Art.2.IE.23 - Impianti di segnalazioni comuni per usi civili nell interno dei fabbricati - 2.IE Generalità: Le disposizioni che seguono si riferiscono agli impianti di segnalazioni acustiche e luminose, del tipo di seguito riportato: a) Chiamate semplici a pulsante, con suoneria, ad esempio per ingressi; b) Segnali d'allarme per ascensori e simili (obbligatori); c) Chiamate acustiche e luminose, da vari locali di una stessa utenza (appartamenti od aggruppamenti di uffici, cliniche, ecc.); d) Segnalazioni di vario tipo, ad esempio per richiesta di udienza, di occupato, ecc.; MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 57 di 70

243 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN e) Impianti per ricerca persone; f) Dispositivo per l'individuazione delle cause di guasto elettrico. 2.IE Alimentazione: Per gli impianti del tipo b) è obbligatoria l'alimentazione con sorgente indipendente dall'alimentazione principale (con pile o batterie di accumulatori, con tensione da 6 a 24 V9. Per gli impianti del tipo a), c), d), l'alimentazione sarà ad una tensione massima di 24 V fornita da un trasformatore di sicurezza montato in combinazione con gli interruttori automatici e le altre apparecchiature componibili. In particolare gli impianti del tipo a) saranno realizzati con impiego di segnalazioni acustiche modulari, singole o doppie con suono differenziato, con trasformatore incorporato per l'alimentazione ed il comando. La diversificazione del suono consentirà di distinguere le chiamate esterne (del pulsante con targhetta fuori porta) da quelle interne (dei pulsanti a tirante, ecc.). Le segnalazioni acustiche ed i trasformatori si monteranno all'interno del contenitore d'appartamento. In alternativa si potranno istallare suonerie tritonali componibili nella serie da incasso, per la chiamata dal pulsante con targhetta e segnalatore di allarme tipo BIP-BIP per la chiamata dal pulsante a tirante dei bagni, sempre componibili nella serie da incasso. 2.IE Trasformatori e loro protezioni: La potenza effettiva nominale dei trasformatori non dovrà essere inferiore alla potenza assorbita dalle segnalazioni alimentate. Tutti i trasformatori devono essere conformi alle norme CEI IE Circuiti: I circuiti degli impianti considerati in questo articolo, le loro modalità di esecuzione, le cadute di tensione massime ammesse, nonché le sezioni ed il grado di isolamento minimo ammesso per i relativi conduttori, dovranno essere conformi a quanto riportato nell'articolo "Cavi e conduttori". I circuiti di tutti gli impianti considerati in questo articolo devono essere completamente indipendenti da quelle di altri servizi. Si precisa inoltre, che la sezione minima dei conduttori non deve essere comunque inferiore a 1 mmq. 2.IE Materiale vario di installazione: Per le prescrizioni generali si rinvia all'articolo relativo. In particolare per questi impianti, si prescrive: a) Pulsanti : Il tipo dei pulsanti sarà scelto a seconda del locale ove dovranno venire istallati; saranno quindi: a muro, da tavolo, a tirante per bagni a mezzo cordonate di materiale isolante, secondo le norme e le consuetudini. Gli allacciamenti per i pulsanti da tavolo, saranno fatti a mezzo di scatole di uscita con morsetti, o mediante uscita passacavo, con estetica armonizzante con quella degli altri apparecchi; b) Segnalatori luminosi : I segnalatori luminosi debbono consentire un facile ricambio delle lampadine. Art.2.IE.24 - Impianti di Telesorveglianza ed Antiallontanamento Si ritiene oggi ormai consolidato il concetto che i sistemi di allertazione ed avviso, siano il più possibile integrati con tutti i sistemi di allarme e segnalazione che già fanno parte dell Istituto. Questo perché è impensabile che il personale addetto abbia da dover tenere sotto stretta sorveglianza, più postazioni contemporaneamente, e un numero di sistemi così articolato e complesso come quello di una struttura di assistenza. Questo sia per una migliore sicurezza degli ospiti, sia per un migliore controllo degli eventi, sia per una migliore utilizzazione delle risorse umane notoriamente sottodimensionate particolarmente durante le ore notturne e le giornate festive. Secondo le norme vigenti, un Istituto per l accoglienza delle persone anziane, e particolarmente per i disabili e i disorientati, deve avere almeno i seguenti sistemi di allarme/chiamata: - tirante di chiamata al testaletto - rilevatori di fumo - rivelatori di fuoco - rivelatori di gas - allarme bagni - segnalatore luminoso fuori stanza Tutti questi sistemi sono attestati su uno o più pannelli sinottici di segnalazione degli eventi, che devono essere presidiati da personale abilitato. E evidente l impiego poco razionale delle risorse specie se sottodimensionate, come accade durante le ore notturne o le giornate festive. Il progetto prevede una stretta integrazione di tutti i sistemi già installati, con un nuovo sistema di comunicazione interna mobile basato sulla tecnologia DECT. La realizzazione si articola su tre direttrici strettamente integrate tra di loro: - Istallazione di un sistema di comunicazione vocale DECT integrato con l impianto telefonico, per avere sempre in collegamento, tra di loro e con i presidi fissi sia interni che sterni, tutti gli operatori anche se in MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 58 di 70

244 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN movimento all interno della struttura. Esso funziona come un normale e conosciuto telefono cordless, ma con la copertura di tutti gli ambienti dell Istituto. il collegamento e l integrazione del sistema DECT con i sistemi già in uso di allarme incendio, fumo, gas e chiamata. Questa integrazione rende disponibili tutte le segnalazioni di cui sopra sui display dei telefonini portatili in dotazione a tutto il personale, senza che sia più necessario presidiare le postazioni centralizzate, con un evidente miglior impiego del personale che è libero di muoversi per assistere gli ospiti. Si è potuto dimostrare come questi sistemi abbreviano di molto i tempi di intervento su chiamata, e garantiscono una migliore prestazione dato che gli operatori possono in qualsiasi momento chiamare i colleghi in supporto o un consulto con i medici, anche esterni, senza abbandonare il paziente. la possibilità di telerilevare la potenziale pericolosità di certi comportamenti degli ospiti disorientati come i malati del morbo di Alzheimer, potendone determinare il loro posizionamento attraverso le segnalazioni del sistema stesso. La composizione del sistema è basata su diverse apparecchiature tutte automatiche, controllate e comandate da un computer che ne verifica il corretto funzionamento, attiva tutte le segnalazioni, memorizza lo storico di tutti gli avvenimenti. Schematicamente la realizzazione si articola nelle seguenti fasi: Posizionamento e collegamento di una serie di antenne DECT all interno, e se necessario anche all esterno, dell Istituto, al fine di garantire una adeguata copertura del segnale un tutte le aree di frequentazione del personale. Integrazione del sistema con l impianto telefonico, al fine di garantire una perfetta comunicazione vocale tra operatori e anche da e verso l esterno, ospedale, pronto soccorso, stazione delle ambulanze, Vigili del Fuoco ecc. Integrazione di tutti i sistemi di rilevazione e segnalazione già facenti parte della struttura, rivelatori incendio, fumo, gas, tiranti di chiamata ecc. Installazione di opportuni sistemi di rilevazione presenza alle porte o nei passaggi obbligati dei locali frequentati dai malati disorientati. Dotazione di segnalatori di riconoscimento (braccialetti) agli ospiti disorientati, che interagiscono al solo passaggio con i rivelatori di presenza. Installazione ed attivazione, con apposito software, di un computer che controlli tutti gi eventi e ne garantisca l invio degli opportuni messaggi sui telefonini portatili del personale, in modo razionale e programmato. Contemporaneamente il computer memorizza tutta la cronistoria degli eventi, documentando giorno/ora di tutte le evenienze, e anche ora/minuti dell intervento degli operatori che disattiverà l allarme, documentando la qualità del servizio offerto a garanzia degli ospiti. Schema a Blocchi: LEGENDA Conecentratori 16 segnasli Rilevatori antincendio Rilevatori gas Rilevatori presenza varchi PC P B X D E C T Antenne DECT Bus a tre fili Cavo telefonico Art.2.IE.25 - Predisposizione dell impianto telefonico - MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 59 di 70

245 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN In ogni alloggio, ufficio e locali similari devono essere previste le tubazioni destinate a contenere i cavi telefonici Telecom. L'Appaltatore deve provvedere all'installazione delle tubazioni, delle scatole di derivazione, delle scatole porta prese in conformità alle disposizioni della Telecom. L'impianto telefonico (e per filodiffusione) deve essere separato da ogni altro impianto. Art.2.IE.26 - Cablaggio strutturato Per cablaggio strutturato si intende un unica rete di mezzi trasmissivi, suddivisa in opportune bande, che sia in grado di portare qualsivoglia tipo di segnale atto a migliorare la comunicazione tra gli utenti. Il cablaggio strutturato prevede uno o più centri stella, eventualmente interconnessi tra di loro da un backbone ad alta velocità, dai quali si dipartono N rami che raggiungono i punti presa (a muro) periferici. In ogni punto presa ci possono essere uno o più connettori trasmissione dati o uno o più connettori telefonici e rete. Questa soluzione oggi prevede per il cablaggio delle stelle l utilizzo di doppino ritorto (UTP) con certificazione a livello 5 (o superiore) e velocità massima trasmissiva di 1000 Mb/s. 2.IE.26.1 Prestazioni Qualitative dell Impianto: - un guasto interessa solo il singolo ramo (e quindi il singolo utente) e non pregiudica la capacità lavorativa della rete; - facilità di intervento: un guasto è immediatamente identificabile e la sua gestione può essere fatta anche remotamente; - espandibilità: per espandere il sistema basta aggiungere, in cascata, altri centri stella locali oppure remoti; - facilità di posa dei cavi: i cavi UTP sono più sottili e quindi più facili da posare; - maggiore distanza raggiungibile senza ripetitori: il limite oggi è di circa 100 m. per ogni ramo della stella; - maggiore velocità di trasmissione: 100 Mb/s contro i 10 Mb/s della soluzione con cavo coassiale; - maggiore garanzia di collaudo: con cablaggio UTP e centro stella si può richiedere il collaudo statico di tutte le prese installate, garantendo quindi la continuità fisica della rete. Il software installato sui nodi ed i nodi Una volta strutturato il livello fisico di trasmissione dati, si tratta di installare il sistema operativo di rete ed i servizi di rete locale. La presenza di un server di rete locale porta ai seguenti vantaggi: - Riservatezza: i singoli nodi della rete, per accedere ai servizi resi disponibili dal server, devono essere convalidati dal server attraverso una password; - Sicurezza: sul server sono attuabili tutti i sistemi moderni per garantire la sicurezza dei dati - Centralizzazione del software: per gestire il software di office automation, per risparmiare tempo in amministrazione dei clienti, per facilitare delle informazioni; - Gestione centralizzata delle stampanti: serve a rendere disponibili a tutti gli utenti della rete le stampanti più pregiate, anch esse con accesso controllato da password; 2.IE.26.2 Normative di riferimento Il sistema di cablaggio proposto è conforme alle più recenti normative per il settore, in particolare: - EIA/TIA 568, standard United States of America, approvato nel luglio del Categoria 5 per applicazioni fino a 100Mbps. - ISO/IEC 11801, standard della International Standard Organization, entrato in vigore nel Classe D per link adatti ad applicazioni fino a 100Mbps. - ISO/IEC 11801, standard 802.3ab livello II, Classe D per link adatti ad applicazioni fino a 1000Mbps. Il sistema di cablaggio descritto in queste specifiche tecniche è derivato in parte dalle raccomandazioni indicate nei documenti normativi. La lista di tali documenti è riportata di seguito per riferimento: Il presente documento Tecnico e i disegni allegati ANSI/TIA/EIA-568-A Commercial Building Telecommunications Cabling Standard ISO/IEC Information technology Generic cabling for customer premises ANSI/TIA/EIA-568-B Commercial Building Telecommunications Cabling Standard ANSI/EIA/TIA-569-A Commercial Building Standard for Telecommunications Pathways and Spaces - February, 1998 ANSI/EIA/TIA-606 Administration Standard for the Telecommunications Infrastructure of Commercial Buildings - February, 1993 ANSI/TIA/EIA-607 Commercial Building Grounding and Bonding Requirements for Telecommunications - August, 1994 Building Industries Consulting Services, International (BICSI)Telecommunications Distribution Methods Manual (TDMM) AMP NETCONNECT Design and Installation Contractor Agreement (current) I circuiti per dati e voce in rame sono realizzati con cavi di Categoria 5 Enhanced Momentum. I cavi in rame di servizio alle postazioni d utenza devono essere installati con architettura di servizio distribuito. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 60 di 70

246 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN La localizzazione degli armadi è definita dalle limitazioni di distanza orizzontale di servizio delle utenze indicata nelle normative di riferimento con cavi in rame (ISO/IEC 11801). I cavi in rame di distribuzione orizzontale per dati e voce saranno attestati su pannelli 110 Connect Categoria 5 Enhanced con interfaccia RJ45. Anche per i cavi ottici di sevizio alle utenze può essere utilizzata un architettura distribuita utilizzando opportunamente i prodotti indicati successivamente ed evitando punti di giunzione intermedi. Un cavo composto da 8 fibre ottiche multimodali con nucleo da 50micron (50/125) e guaina LSZH deve essere impiegato per il collegamento fra i locali di permutazione principale ed ogni relativamente alle trasmissioni dati, per le comunicazioni voce si dovranno utilizzare cavi multicoppia di Categoria 3. I cavi ottici saranno connettorizzati e le terminazioni alloggiate in appositi cassetti estraibili presso. I cavi multicoppia potranno essere attestati su pannelli con porte RJ45, 2 coppie per ciascuna porta. 2.IE.26.3 Connettori per fibra ottica: Ogni coppia di fibre ottiche dei cavi di servizio sarà terminata con un Jack ST. Il Jack sarà adatto alla connessione con fibre 50/125 con rivestimenti a 250 o 900 nm e compatibile con la tipologia di fibre impiegate per la distribuzione. 2.IE.26.4 Cavo di distribuzione orizzontale: Il cavo di distribuzione orizzontale per la connessioni dati sarà di tipo non schermato (UTP) Enhanced Category 5 Momentum AMP, a 4 coppie con guaina in PVC o LSZH secondo le specifiche richieste. Il numero di cavi destinati alle postazioni sarà stabilito in accordo ai punti precedenti. 2.IE.26.5 Installazione del cavo di distribuzione orizzontale Il cavo dovrà essere installato seguendo le indicazioni del costruttore e la regola dell arte. Le canalizzazioni non dovranno essere occupate per una ragione superiore a quanto stabilito dalle norme presenti. Se la posa è realizzata utilizzando ganci e/o trapezi per supportare i cavi, lo spazio fra tali elementi non deve essere superiore a 1,2 metri. Il sistema di cablaggio strutturato non dovrà in alcun modo ostruire o penalizzare tale sistema. I cavi dovranno essere identificati con etichette come specificato nella sezione sulla Documentazione in questo documento. L etichetta dovrà essere collocata dietro la piastrina di supporto, su un tratto di cavo accessibile con la sola rimozione della piastrina stessa. I cavi non schermati (UTP) dovranno essere installati in maniera che non si creino piegature o curvature con raggio inferiore a quattro volte il diametro esterno del cavo stesso, in qualsiasi punto del collegamento. 2.IE.26.6 Permutatori per Trasmissione Dati I permutatori Enhanced Category 5 dei circuiti per trasmissione dati ad alta velocità saranno connessi con bretelle di permutazione agli apparati di rete presenti nello stesso Armadio o nelle immediate adiacenze. I pannelli di permutazione sono predisposti per il montaggio su armadi con rack a passo 19 (diciannove pollici). Nello stesso Armadio dovranno essere inclusi gli elementi accessori per la permutazione e il sostegno dei cavi di permutazione e di distribuzione orizzontale sia sul lato accessibile del rack che sulla parte d attestazione, come indicato nei fogli d istruzione dei prodotti. I permutatori saranno conformi alla indicazione FCC Part 68, Sottoparte F, avranno un altezza di 1 unità HE (1,75 ) e provvisti di 24 modular jack terminati con configurazione del codice colori T568B. 2.IE.26.7 Permutatori per il servizio voce-dati La permutazione per l attivazione delle connessioni voce prevede di realizzare una connessione passiva fra il permutatore 110Connect con porte RJ45 di distribuzione orizzontale e un permutatore anch esso con porte RJ45 su cui sono attestati i cavi multicoppia in ragione di 2 coppie su ciascuna porta RJ45, pin attivi 3,6 e 4,5. I permutatori di distribuzione orizzontale sono stati descritti precedentemente. Il permutatore di dorsale è costituito da un elemento frontale contenente 50 porte RJ45 su 1 unità HE; la zona di attestazione sul lato posteriore comprende 25 file di blocchetti 110, con canalina di predisposizione del cavo multicoppia e alette di fissaggio dei cavi stessi. I prodotti per la terminazione dei cavi di distribuzione orizzontale in rame saranno utilizzati in accordo alle seguenti indicazioni: I cavi saranno liberati della guaina esterna e connettorizzati secondo le indicazioni presenti sulle norme EIA/TIA 568-B, ISO/IEC 11801, in particolare seguendo le Istruzioni d uso dei prodotti rilasciate dal costruttore, che devono essere consegnate al Cliente per verifica. Le coppie devono mantenere l intreccio almeno fino a12mm dal punto di terminazione sui connettori Momentum. Il raggio di curvatura del cavi nella zona di terminazione non dovrà essere inferiore a quattro volte il diametro esterno del cavo. I cavi dovranno essere ordinatamente raggruppati e portati sui rispettivi blocchetti di terminazione. Ogni pannello o blocco di terminazione sarà servirà alla terminazione di un gruppo di cavi identificabile separatamente fino all ingresso al rack o al supporto. La guaina esterna del cavo dovrà essere mantenuta integra fino al punto di connessione, come riportato dalle istruzioni d uso dei prodotti. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 61 di 70

247 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Ogni cavo sarà chiaramente etichettato sulla guaina esterna, dietro il permutatore in un punto accessibile senza dover rimuovere le fascette di raggruppamento. I prodotti per la terminazione dei cavi ottici saranno utilizzati secondo le seguenti indicazioni: La scorta di fibra senza guaina sarà accuratamente riposta entro i portagiunti o nei pannelli di terminazione (Enclosure). I cavi saranno fissati ai pannelli di competenza. Gli elementi di resistenza meccanica dei cavi saranno adeguatamente bloccati. Ciascun gruppo di fibre sarà sguainato all ingresso del pannello e le singole fibre guidate ai vassoi portagiunti o ai jack ST. Ogni cavo deve essere etichettato all ingresso al pannello. Non sono accettabili etichettature sulle singole fibre. Il numero di fibre in ingresso non deve eccedere le capacità del pannello I cavi di dorsale destinati al supporto delle applicazioni voce saranno composti da coppie di conduttori isolati, del tipo TE per installazioni in ambienti esterni. Particolare attenzione dovrà essere portata per la predisposizione di un sistema di messa a terra equipotenziale fra i permutatori collegati da cavi in rame per trasmissione voce. La connettività per trasmissione dati fra gli armadi sarà assicurata da cavi ottici a monofibre multimodali 50/125 (almeno 8) tight con rivestimento a 900 micron, con rinforzi in fibre aramidiche e guaina esterna LSZH. Sulla guaina è presente una stampigliatura metrica progressiva che consente una stima della lunghezza del cavo installato. Temperature d impiego: -40/60 C. Alcune caratteristiche trasmissive delle singole fibre presenti: Tutti i cavi di dorsale saranno installati osservando le seguenti indicazioni: I cavi di dorsale saranno posati separatamente da quelli di distribuzione orizzontale. Nel caso in cui i cavi debbano essere inseriti di tubazioni, i cavi di dorsale saranno inseriti in tubi diversi o inseriti in controtubazioni. Nel caso in cui i cavi di dorsale e i cavi di distribuzione orizzontale debbano condividere canalizzazioni o supporti, i cavi di dorsale saranno raggruppati separatamente da quelli di distribuzione orizzontale. Adeguato supporto deve essere fornito per i montanti verticali dei cavi, distribuendo il carico in più punti della salita. Connettori di terminazione dei cavi di dorsale. Ciascuna fibra ottica sarà terminata negli Armadi MC e inserita in appositi elementi montati a rack e dotati di cassetto estraibile. I pannelli ottici di permutazione avranno una capacità massima di 24 connettori ed un altezza di 1 unità HE. I jack ST dovranno essere compatibili con la fibra 50/125, in grado di essere utilizzati su fibre con rivestimento a 250 e 900 micron. La connessione può essere realizzata con giunzione meccanica o a fusione su pigtail predisposto. I cavi multicoppia per le dorsali voce saranno connettorizzati su permutatori per telefonia con porte RJ45 in ragione di 2 coppie su ciascuna porta RJ45, pin attivi 3,6 e 4,5. Il permutatore di dorsale è costituito da un elemento frontale contenente 50 porte RJ45 su 1 unità HE; la zona di attestazione sul lato posteriore comprente 25 file di blocchetti 110, con canalina di predisposizione del cavo multicoppia e alette di fissaggio dei cavi stessi. La terminazione dei cavi in rame e gli accessori dovranno essere installati secondo queste indicazioni: I cavi saranno liberati della guaina esterna e connettorizzati secondo le indicazioni presenti sulle norme EIA/TIA 568-B, ISO/IEC 11801, in particolare seguendo le Istruzioni d uso dei prodotti rilasciate dal costruttore, che devono essere consegnate al Cliente per verifica. Il raggio di curvatura dei cavi nella zona di terminazione non dovrà essere inferiore a quattro volte il diametro esterno del cavo. I cavi dovranno essere ordinatamente raggruppati e portati sui rispettivi blocchetti di terminazione. Ogni pannello o blocco di terminazione sarà servirà alla terminazione di un gruppo di cavi identificabile separatamente fino all ingresso al rack o al supporto. Ogni postazione di utenza sarà equipaggiata con una bretella da 3 metri. I cavetti per la connessione alla presa telefonica saranno forniti in base alle necessità di connessione degli apparecchi utilizzati: il connettore di interfaccia verso i jack del cablaggio dovrà essere a 8 posizioni, il caricamento in base al numero di fili usati dagli apparecchi. 2.IE.26.8 Verifica del Sistema di Cablaggio Tutti i cavi e le terminazioni saranno misurati per rilevare eventuali errori di installazione e verificare le prestazioni del sistema installato. Tutti i conduttori di ciascun cavo installato dovranno essere verificati. Ogni componente del cablaggio che risulti erroneamente installato, cavi, connettori, accoppiatori, pannelli e blocchetti dovrà essere sostituito senza alcun aggravio per il Cliente. I cavi saranno verificati secondo le procedure riportate di seguito, in accordo alle indicazioni del costruttore e dei riferimenti. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 62 di 70

248 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN 2.IE.26.8a Connessioni in Rame Ogni cavo dovrà essere controllato per la verifica di continuità su tutte le coppie e conduttori. I cavi a coppie intrecciate per i circuiti voce saranno controllati per la conformità ai parametri di riferimento per la categoria di appartenenza del link realizzato. I cavi per trasmissione dati saranno verificati con strumentazione adeguata ad accertare che i link realizzati siano conformi alle indicazioni del costruttore per un sistema conforme alle specifiche proposte per la Classe D Enhanced (Enhanced Category 5). I cavi per trasmissione dati dovranno essere verificati preferibilmente con tester di Classe IIe. 2.IE.26.8b Continuità Ogni coppia di ciascun cavo installato dovrà essere verificata per accertare l assenza di circuiti aperti, cortocircuiti, inversioni di polarità e di coppia. Le prove di verifica saranno registrate con un indicazione di conformità al risultato richiesto dalle normative e relazionato al cavo oggetto della verifica. Ogni non conformità dovrà essere riparata senza alcun aggravio per il Cliente. 2.IE.26.8c Lunghezza Ogni cavo installato dovrà essere verificato per la valutazione della lunghezza con apposito strumento impostato con i parametri relativi al cavo in misura (nvp, impedenza, ). La lunghezza misurata dovrà essere conforme alle indicazioni presenti sulle normative di riferimento relative e dovrà essere registrata riportando il riferimento alle etichette di identificazione del cavo e del circuito o del n di coppia. Per i cavi multicoppia sarà considerata la lunghezza maggiore delle coppie presenti. 2.IE.26.8d Verifica delle prestazioni Sui circuiti per trasmissione dati in Enhanced Category 5 le prestazioni saranno verificate con un sistema di misura automatico. Oltre alle misure di cui sopra, queste dovranno essere in grado di fornire indicazioni per i seguenti parametri: Near End Crosstalk (NEXT), Attenuation, Ambient Noise, Attenuation to Crosstalk Ratio (ACR), Return Loss, Power Sum NEXT, ELFEXT, Power Sum ELFEXT, Propagation Delay, Delay Skew I risultati dovranno essere valutati automaticamente dalla strumentazione con riferimento ai criteri stabiliti da TIA/EIA 568 B. I risultati dovranno essere stampabili direttamente dallo strumento o tramite un programma in grado di stampare i file delle misure. Sulle stampe dovranno comparire le misure svolte, i valori misurati e quelli di riferimento. 2.IE.26.8e Connessioni Ottiche Su ciascuna fibra dovrà essere eseguita la misura di attenuazione con una sorgente ed un rivelatore. 2.IE.26.8f Attenuazione Il sistema di distribuzione orizzontale su fibra multimodale sarà verificato alternativamente a 850 o 1300 nanometri con sorgente e rivelatore. Le connessioni ottiche di dorsale saranno misurate a 850 e 1300 nm. Le impostazioni di misura saranno conformi alle indicazioni ANSI/EIA/TIA , metodo B. Le valutazioni sui risultati delle misure saranno conformi alle indicazioni presenti su EIA/TIA-568-B. Le misure di attenuazione dovranno essere condotte con una condizione stabile di lancio utilizzando due bretelle da due metri per connettere gli strumenti all impianto. La sorgente luminosa sarà lasciata in sede dopo la taratura e il rivelatore sarà spostato al capo opposto del cavo da verificare. La massima attenuazione accettabile sarà stimata con la seguente formula: (attenuazione massima per chilometro indicata dal costruttore) diviso 1000, moltiplicato per i metri ci cavo installati *. L attenuazione calcolata sarà quindi aumentata del prodotto fra l attenuazione media per coppia di connettori, moltiplicata per il numero di coppie inserite della connessione da verificare**. I risultati teorici minimi previsti secondo le normative per ciascun cavo o gruppo di cavi della medesima lunghezza nominale saranno calcolati prima dell inizio delle misure di verifica e riportati su appositi spazi sulla documentazione della misura. Le prestazioni misurate saranno poi valutate nei confronti dei valori teorici indicati 2.IE.26.8g Documentazione del Sistema In questa sezione è descritta la documentazione che dovrà accompagnare l installazione, l amministrazione, le verifiche e i prodotti richiesta dal Cliente all Installatore durante e al termine dei lavori. 2.IE.26.8h Etichettatura del Cablaggio strutturato L Installatore deve proporre un sistema di etichettatura per il sistema di cablaggio. Il Cliente si riserva di approvare o modificare tale sistema con l Installatore. Il sistema di etichettatura dovrà essere in grado di identificare tutti i componenti del sistema: Armadi, cavi, pannelli, postazioni. Il sistema di etichettatura dovrà identificare il punto di origine dei cavi e la destinazione e il cavo di servizio in modo univoco. Armadi e pannelli saranno etichettati per identificare la loro posizione nel cablaggio. Le informazioni sulla etichettature saranno presenti sui disegni e sulla documentazione di verifica del cablaggio. Tutte le etichette saranno generate con macchine adeguate ed inchiostro indelebile. Etichette plastiche saranno utilizzate sulla guaina esterna dei cavi, adeguate al loro diametro esterno e poste a vista ai due capi di terminazione. Le etichette alla postazione di utenza sarà prodotta su supporti presenti nella confezione. 2.IE.26.8i Documentazione di Verifica La documentazione di verifica delle prestazioni delle connessioni sarà fornita in raccoglitori ad anelli entro tre settimane dal termine dei lavori. I quaderni riporteranno sul frontespizio le indicazioni relative all installazione e la data di completamento lavori e le modalità di ordinamento dei test riportati. Sarà suddiviso in sezioni MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 63 di 70

249 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN relative alla distribuzione orizzontale e di dorsale; ciascuna sezione riporterà ulteriormente ordinati gli stampati di verifica relativi ai diversi supporti fisici. I dati dovranno essere ordinati analogamente alla documentazione di amministrazione dell Impianto. In ogni sezione (oppure inserita alla fine del raccoglitore se la strumentazione è la stessa per tutte le sezioni) dovrà riportare le specifiche della strumentazione utilizzata per la verifica, il modello, produttore, numero di serie e data ultima calibrazione. A meno che non sia specificato diversamente dal costruttore degli apparecchi si richiede che la data dell ultima calibrazione non sia superiore ad un anno. La documentazione di verifica dovrà riportare le indicazioni sul metodo di misura utilizzato e le impostazioni dei parametri di misura. 2.IE.26.8j Garanzie e Servizi L Installatore dovrà attivare un sistema di garanzia che copra il cablaggio da difetti di installazione, produzione dei componenti e decadimento delle prestazioni rispondendo delle proprie attività. 2.IE.26.8k Garanzia e Registrazione del Sistema di Cablaggio L Installatore attiverà una garanzia di 25 anni sulle prestazioni del cablaggio rilasciata dall unico costruttore dei componenti utilizzati al Cliente. Sarà inclusa anche una garanzia estesa sulla funzionalità dei componenti della stessa. La garanzia di prestazioni garantirà i sistemi orizzontali e di dorsale installati sia in rame sia in fibra. Il certificato di garanzia dovrà riportare le indicazioni di prestazione garantite, in conformità alle normative presenti. 2.IE.26.8l Apparecchiature attive Le LAN a standard IEEE comunemente conosciute come Ethernet, utilizzano un algoritmo di rete a livello MAC detto CSMA CD (Carrier Sense Multiple Acess with Collision Detection) che permette a più nodi di condividere uno stesso mezzo fisico (BUS) di interconnessione. Gli Switch sono dei bridge multiporta che hanno capacità di store-and-forward di pacchetti e che pertanto ritrasmettono i pacchetti ricevuti solo sulla porta a cui è connesso il destinatario. In questo modo la loro banda aggregata può essere molto superiore alla velocità delle singole porte, essendo possibili più trasmissioni simultanee tra coppie di stazioni diverse. Il meccanismo di store-and-forward dei bridge limita il dominio di collisione al cavo che collega una stazione allo Switch oppure uno Switch all altro. Non esiste più la possibilità che una stazione collegata alla porta x di uno Switch vada in collisione con la stazione collegata alla porta y, infatti se la porta y è occupata lo Switch memorizza il pacchetto nel buffer interno per inoltrarlo solo quando questa si libera. Gli Switch per LAN possono svolgere differenti compiti, dalla segmentazione della rete ad un migliore accesso alle dorsali di rete ed ai server centralizzati. Un tipico collo di bottiglia nelle prestazioni si verifica quando i workgroup gestiti da un unico Hub cominciano a generare più traffico sulla rete di quanto il segmento riesca a gestire. Un altro vantaggio offerto dagli Switch (e non dagli Hub) consiste nella possibilità di poter avere uno o più uplink ad alta velocità (100 o pìù Mbps), per poter collegare uno o più server per eliminare in tal modo il frequente collo di bottiglia dovuto ad un collegamento a 10 Mbps di un server in grado di comunicare a velocità molto superiori. Art.2.IE.27 - Predisposizione impianti citofonici interni di servizio - Devono essere previste le tubazioni per un impianto citofonico interno intercomunicante a utenze per collegamento in fonia di diversi locali di servizio del piano. Inoltre dovrà essere predisposto il collegamento con l'impianto centrale (l'ingresso del centro notturno, la portineria ed il centro diurno).- Art.2.IE.28 - Programmazione Sistema bus - Il sistema d installazione dedicato al comando di: - carichi resistivi e debolmente induttivi (illuminazione, comando dispositivi elettronici, bobine di contattori, segnalazione ottica e acustica) - riscaldamento elettrico e ad acqua - piccoli motori per avvolgibili, tende, ecc Questo sistema propone soluzioni semplici da realizzare quando la tecnica d installazione tradizionale non è più sufficiente o è troppo complessa da realizzare. Il sistema utilizza tecnologia bus EIB (European Installation Bus), e comprende prodotti suddivisi in quattro categorie: - moduli d ingresso, destinati a ricevere comandi di tipo tradizionale attuati da pulsanti, interruttori, programmatori, termostati, relè crepuscolari, rivelatori di presenza, ecc - moduli d uscita, destinati a comandare circuiti di potenza monofase con In 16A, AC1 o trifase (e monofase con In>16A) tramite contattore - moduli di sistema che assicurano la configurazione (senza PC e software) e l alimentazione - moduli di visualizzazione per la segnalazione a distanza dello stato delle uscite. Un configuratore modulare con una interfaccia utente permette di realizzare la configurazione del sistema senza formazione costosa ed onerosa in termini di tempo. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 64 di 70

250 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Vantaggi e flessibilità di utilizzo: - Più dispositivi di comando (pulsanti, interruttori, ) possono comandare il medesimo apparecchio utilizzatore. Al contrario, più apparecchi utilizzatori possono essere comandati da un solo dispositivo di comando. - Semplificazione delle modifiche: l impianto elettrico può essere modificato senza effettuare modifiche al cablaggio. - Ampio campo di applicazioni: accetta comandi qualsiasi di tipo impulsivo (NA o NC) e di tipo mantenuto. Di conseguenza è possibile utilizzare qualsiasi pulsante o interruttore in commercio, evitando l utilizzo di invertitori e deviatori. - Sicurezza: il circuito di comando è alimentato a 29Vcc ed il trasformatore utilizzato è di sicurezza; di conseguenza il circuito bus è di tipo SELV (bassissima tensione di sicurezza) e prevede la possibilità di entrare in contatto con le parti in tensione senza rischio di elettrocuzione. Il sistema permette di creare ambienti di illuminazione con un valore di luminosità dei corpi illuminanti preimpostato. La funzione temporizzazione permette di realizzare accensioni temporizzate da 1s a 12h. Permette mediante contatti di tipo mantenuto: - di impostare l impianto di riscaldamento nello stato di comfort o di riduzione economica eco - di forzare il sistema in posizione antigelo - di arrestare il funzionamento dei corpi riscaldanti. Una sonda di temperatura esterna permette di ottimizzare il tempo di funzionamento dell impianto di riscaldamento. Tutti gli avvolgibili e le tende motorizzate possono essere comandati individualmente o a gruppi, mediante l utilizzo di pulsanti o telecomandi IR o RF. Un anemometro garantisce l incolumità degli avvolgibili in caso di forti raffiche di vento. Ogni modulo tipo TS 100 o equivalente permette di realizzare 20 comandi multifunzione. Questo significa poter impostare 20 stati diversi dell impianto e poterli comandare con un solo pulsante od il contatto di un qualsiasi dispositivo di tipo tradizionale (relè crepuscolare, orologio programmatore, rivelatore di presenza, lettore di schede elettroniche, ). Ad esempio, uscendo da una camera d albergo un rivelatore di presenza attiverà un comando multifunzione che permette di: - spegnere tutte le lampade, - abbassare le tapparelle, - impostare il riscaldamento in riduzione economica eco. CAPO II - VERIFICHE, CONSEGNA E NORME PER IL COLLAUDO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI Art.2.IE.29 - Verifica provvisoria e consegna degli impianti - Dopo l'ultimazione dei lavori ed il rilascio del relativo certificato da parte dell'amministrazione appaltante, questa ha la facoltà di prendere in consegna gli impianti, anche se il collaudo definitivo degli stessi non abbia ancora avuto luogo. In tal caso però, la presa in consegna degli impianti da parte dell'amministrazione appaltante dovrà essere preceduta da una verifica provvisoria degli stessi, che abbia avuto esito favorevole. Anche qualora l'amministrazione appaltante non intenda avvalersi della facoltà di prendere in consegna gli impianti ultimati prima del collaudo definitivo, può disporre affinché dopo il rilascio del certificato di ultimazione dei lavori si proceda alla verifica provvisoria degli impianti. È pure facoltà della Ditta appaltatrice di chiedere che, nelle medesime circostanze, la verifica provvisoria degli impianti abbia luogo. La verifica provvisoria accerterà che gli impianti siano in condizione di poter funzionare normalmente, che siano state rispettate le vigenti norme di Legge per la prevenzione degli infortuni ed in particolare dovrà controllare: lo stato di isolamento dei circuiti; la continuità elettrica dei circuiti; il grado di isolamento e la sezioni dei conduttori; l'efficienza dei comandi e delle protezioni nelle condizioni del massimo carico previsto; l'efficienza delle protezioni contro i contatti indiretti. La verifica provvisoria ha lo scopo di consentire, in caso di esito favorevole, l'inizio del funzionamento degli impianti ad uso degli utenti a cui sono stati destinati. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 65 di 70

251 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN Ad ultimazione della verifica provvisoria, l'amministrazione appaltante prenderà in consegna gli impianti con regolare verbale. Art.2.IE.30 - Verifiche e manutenzione dell illuminazione di Sicurezza. Realizzato l impianto, vengono richiesti determinati livelli di illuminamento al suolo o ad 1 metro dal suolo, occorre verificare attraverso un luxmetro se si rispettano i dettami normativi o legislativi. Lo strumento utilizzato deve avere una tolleranza, cioè un limite di errore non superiore al 10%, mentre le misure possono essere effettuate fino a 2 cm dal suolo. Per quanto riguarda la manutenzione si rispetterà la norma EN sui Sistemi di illuminazione di sicurezza, in cui vengono indicate una serie di procedure da seguire per mantenere in efficienza l impianto di illuminazione di sicurezza: - Qualunque operazione di controllo e verifica dell impianto deve avvenire possibilmente in orari in cui un eventuale black out non generi successive situazioni di rischio; - Verificare giornalmente gli indicatori di corretta alimentazione delle sorgenti di energia; - Effettuare settimanalmente un test funzionale dell impianto, simulando una mancanza di alimentazione ordinaria, per un tempo sufficiente a verificare la corretta accensione degli apparecchi, ma comunque non superiore ad un quarto dell autonomia nominale dell impianto stesso; - Eseguire almeno annualmente un test di autonomia dell impianto, simulando una mancanza di alimentazione ordinaria per un tempo sufficiente; - Mantenere aggiornato un registro di impianto in cui siano annotati i risultati dei test effettuati e gli eventuali interventi di manutenzione. In conformità Dlgs 626/94 impone per i luoghi di lavoro un mantenimento in efficienza dei sistemi di sicurezza e quindi anche dell illuminazione di sicurezza. L art. 3 punto r) regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine e impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti e l art. 32 punto d) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all eliminazione dei pericoli, vengono sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento. Art.2.IE.31 - Collaudo definitivo degli impianti - Il collaudo definitivo deve iniziarsi entro il termine stabilito dal Capitolato Speciale d'appalto ed, in difetto, non oltre sei mesi dalla data del certificato di ultimazione dei lavori. Il collaudo definitivo dovrà accertare che gli impianti ed i lavori, per quanto riguarda i materiali impiegati, l'esecuzione e la funzionalità, siano in tutto corrispondenti a quanto precisato nel Capitolato Speciale d'appalto, tenuto conto di eventuali modifiche concordate in sede di aggiudicazione dell'appalto stesso. Ad impianto ultimato si deve provvedere alle seguenti verifiche di collaudo: rispondenza alle disposizioni di Legge; rispondenza alle prescrizioni dei VV.F.; rispondenza a prescrizioni particolari concordate in sede di offerta; rispondenza alle norme CEI relative al tipo di impianto, come di seguito descritto. In particolare, nel collaudo definitivo dovranno effettuarsi le seguenti verifiche: a) che siano osservate le norme tecniche generali; b) che gli impianti ed i lavori siano corrispondenti a tutte le richieste e preventive indicazioni, inerenti lo specifico appalto, precisato dall'amministrazione appaltante nella lettera d'invito alla gara o nel disciplinare tecnico a base della gara, purché risultino confermate nel progetto-offerta della Ditta aggiudicataria e purché non siano state concordate delle modifiche in sede di aggiudicazione dell'appalto; c) che gli impianti ed i lavori siano in tutto corrispondenti alle indicazioni contenute nel progetto-offerta, purché non siano state concordate delle modifiche in sede di aggiudicazione dell'appalto; d) che gli impianti ed i lavori corrispondono inoltre a tutte quelle eventuali modifiche concordate in sede di aggiudicazione dell'appalto, di cui è detto ai precedenti commi b) e c); e) che i materiali impiegati nell'esecuzione degli impianti, dei quali, siano stati presentati i campioni, siano corrispondenti ai campioni stessi; f) inoltre, nel collaudo definitivo dovranno ripetersi i controlli prescritti per la verifica provvisoria. Anche del collaudo definitivo verrà redatto regolare verbale. 1) Esame a vista : Deve essere eseguita una ispezione visiva per accertarsi che gli impianti siano realizzati nel rispetto delle prescrizioni delle Norme Generali, delle Norme degli impianti di terra e delle Norme particolari riferentesi all'impianto istallato. Detto controllo deve accertare che il materiale elettrico, che costituisce l'impianto fisso, sia conforme alle relative Norme, sia scelto correttamente ed istallato in modo conforme alle prescrizioni normative e non presenti danni visibili che possano compromettere la sicurezza. Tra i controlli a vista devono essere effettuati i controlli relativi a: protezioni, misura di distanze nel caso di protezione con barriere; MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 66 di 70

252 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN presenza di adeguati dispositivi di sezionamenti ed interruzione, polarità, scelta del tipo di apparecchi e misure di protezione adeguate alle influenze esterne, identificazione dei conduttori di neutro e di protezione, fornitura di schemi cartelli ammonitori, identificazione di comandi e protezioni, collegamenti dei conduttori. Inoltre è opportuno che questi esami inizino durante il corso dei lavori; 2) Verifica del tipo e dimensionamento dei componenti dell'impianto e dell'apposizione dei contrassegni di identificazione : Si deve verificate che tutti i componenti dei circuiti messa in opera nell'impianto utilizzatore siano del tipo adatto alle condizioni di posa ed alle caratteristiche dell'ambiente, nonché correttamente dimensionati in relazione ai carichi reali di funzionamento contemporaneo od, in mancanza di questi, in relazione a quelli convenzionali. Per cavi e conduttori si deve controllare che il dimensionamento sia fatto in base alle portate indicate nelle tabelle CEI-UNEL; inoltre si deve verificare che i componenti siano dotati dei debiti contrassegni di identificazione, ove prescritti; 3) Verifica della sfilabilità dei cavi : Si deve estrarre uno o più cavi dal tratto di tubo o condotto compreso tra due cassette o scatole successive e controllare che questa operazione non abbia provocato danneggiamenti agli stessi. La verifica va eseguita su tratti di tubo o condotto per una lunghezza pari complessivamente ad una percentuale tra l'1% ed il 5% della lunghezza totale. A questa verifica prescritta dalle norme CEI (Impianti elettrici degli edifici civili) si aggiungono, per gli impianti elettrici negli edifici prefabbricati e costruzioni modulari, anche quelle relative al rapporto tra il diametro interno del tubo o condotto e quello del cerchio circoscritto al fascio di cavi in questi contenuto, ed al dimensionamento dei tubi o condotto. Quest'ultima si deve effettuare a mezzo apposita sfera come descritto nelle norme per gli impianti sopradetti; 4) Misura della resistenza di isolamento : Si deve eseguire con l'impiego di un ohmmetro la cui tensione continua sia circa 125 V nel caso di misura su parti di impianto di categoria O, oppure su parti di impianto alimentate a bassissima tensione di sicurezza; circa 500 V in caso di misura su parti di impianto di I categoria. La misura si deve effettuare tra l'impianto (collegando insieme tutti i conduttori attivi) ed il circuito di terra, e fra ogni coppia di conduttori tra loro. Durante la misura gli apparecchi utilizzatori devono essere disinseriti; la misura è relativa ad ogni circuito intendendosi per tale la parte di impianto elettrico protetto dallo stesso dispositivo di protezione. I valori minimi ammessi per costruzioni tradizionali sono: ohm per sistemi a tensione nominale superiore a 50 V; ohm per sistemi a tensione nominale inferiore od uguale a 50 V. I valori minimi ammessi per costruzioni prefabbricate sono: ohm per sistemi a tensione nominale superiore a 50 V; ohm per sistemi a tensione nominale inferiore od uguale a 50 V; 5) Misura delle cadute di tensione : La misura delle cadute di tensione deve essere eseguita tra il punto di inizio ed il punto scelto per la prova; si inseriscono un Volt metro nel punto iniziale ed un altro nel secondo punto (i due strumenti devono avere la stessa classe di precisione). Devono essere alimentati tutti gli apparecchi utilizzatori che possono funzionare contemporaneamente: nel caso di apparecchiature con assorbimento di corrente istantaneo si fa riferimento al carico convenzionale scelto come base per la determinazione della sezione delle condutture. Le lettere dei due voltmetri si devono eseguire contemporaneamente e si deve procedere poi alla determinazione della caduta di tensione percentuale; 6) Verifica delle protezioni contro i corto circuiti ed i sovraccarichi : Si deve controllare che: il potere di interruzione degli apparecchi di protezione contro i corto circuiti, sia adeguato alle condizioni dell'impianto e della sua alimentazione; la taratura degli apparecchi di protezione contro i sovraccarichi sia correlata dalla portata dei conduttori protetti dagli stessi; 7) Verifica delle protezioni contro i contatti indiretti : Devono essere eseguite le verifiche dell'impianto di terra descritte nelle norme per gli impianti di messa a terra (norme CEI 68-8). Si ricorda che per gli impianti soggetti alla disciplina del D.P.R. 547/1955 va effettuata la denuncia degli stessi alle Unita' Sanitarie Locali (U.S.L.) a mezzo dell'apposito modulo, fornendo gli elementi richiesti e cioè i risultati delle misure della resistenza di terra. Si devono effettuare le seguenti verifiche: a) Esame a vista dei conduttori di terra e di protezione : Si intende che andranno controllate sezioni, materiali e modalità di posa nonché lo stato di conservazione sia dei conduttori stessi che delle giunzioni. Si deve inoltre controllare che i conduttori di protezione assicurino il MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 67 di 70

253 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN collegamento tra i conduttori di terra ed il morsetto di terra degli utilizzatori fissi ed il contatto di terra delle prese a spina; b) Si deve eseguire la misura del valore di resistenza di terra dell'impianto, utilizzando un dispersore ausiliario ed una sonda di tensione con appositi strumenti di misura o con il metodo di voltamperometrico. La sonda di tensione ed il dispersore ausiliario vanno posti ad una sufficiente distanza dell'impianto di terra e tra loro; si possono ritenere ubicati in modo corretto quando sono sistemati ad una distanza dal suo contorno pari a 5 volte la dimensione massima dell'impianto stesso; quest'ultima nel caso di semplice dispersore a picchetto può assumersi pari alla sua lunghezza. Una pari distanza va mantenuta tra la sonda di tensione ed il dispersore ausiliario; c) deve essere controllato in base ai valori misurati il coordinamento degli stessi con l'intervento nei tempi previsti dei dispositivi di massima corrente o differenziale; per gli impianti con fornitura in media tensione, detto valore va controllato in base a quello della corrente convenzionale di terra, da richiedersi al distributore di energia elettrica; d) quando occorre sono da effettuare le misure delle tensioni di contatto e di passo. Queste sono di regola eseguite da Professionisti, Ditte od Enti specializzati. Le norme CEI 64-8 (1984) forniscono le istruzioni per le suddette misure; e) nei locali da bagno deve essere eseguita la verifica della continuità dei collegamenti equipotenziali tra le tubazioni metalliche di adduzione e di scarico delle acque, tra le tubazioni e gli apparecchi sanitari, tra il collegamento equipotenziale ed il conduttore di protezione. Detto controllo è da eseguirsi prima della muratura degli apparecchi sanitari. Art.2.IE.32 - Norme generali comuni per le verifiche in corso d opera, per la verifica provvisoria e per il collaudo definitivo degli impianti - a) Per le prove di funzionamento e rendimento delle apparecchiature e degli impianti, prima di iniziarle, il Collaudatore dovrà verificare che le caratteristiche della corrente di alimentazione, disponibile al punto di consegna (specialmente tensione, frequenza e potenza disponibile) siano conformi a quelle previste nel Capitolato Speciale d'appalto e cioè quelle in base alle quali furono progettati ed eseguiti gli impianti. Qualora le anzidette caratteristiche della corrente di alimentazione (se non prodotta da centrale facente parte dell'appalto), all'atto delle verifiche o del collaudo non fossero conformi a quelle contrattualmente previste, le prove dovranno essere rinviate a quando sia possibile disporre di corrente di alimentazione delle caratteristiche contrattualmente previste, purché ciò non implichi dilazione della verifica provvisoria o del collaudo definitivo superiore ad un massimo di 15 giorni. Nel caso vi sia al riguardo impossibilità da parte dell'azienda elettrica distributrice o qualora l'amministrazione appaltante non intenda disporre per modifiche atte a garantire un normale funzionamento degli impianti con la corrente di alimentazione disponibile, sia le verifiche in corso d'opera, sia la verifica provvisoria ad ultimazione dei lavori, sia il collaudo definitivo potranno egualmente aver luogo, ma il Collaudatore dovrà tener conto, nelle verifiche di funzionamento e nella determinazione dei rendimenti, delle variazioni delle caratteristiche della corrente disponibile per l'alimentazione, rispetto a quelle contrattualmente previste e secondo le quali gli impianti sono stati progettati ed eseguiti; b) Per le verifiche in corso d'opera, per quella provvisoria ad ultimazione dei lavori e per il collaudo definitivo, la Ditta appaltatrice è tenuta, a richiesta dell'amministrazione appaltante, a mettere a disposizione normali apparecchiature e strumenti adatti per le misure necessarie, senza potere per ciò accampare diritti a maggiori compensi; c) Se in tutto od in parte gli apparecchi utilizzatori e le sorgenti di energia non sono inclusi nelle forniture comprese nell'appalto, spetterà all'amministrazione appaltante di provvedere a quelli di propria spettanza, qualora essa desideri che le verifiche in corso d'opera, quella provvisoria ad ultimazione dei lavori e quella di collaudo definitivo, ne accertino la funzionalità. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 68 di 70

254 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN CAPO III - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI PER IMPIANTI ELETTRICI Art.2.IE.33 - Norme per la misurazione e valutazione dei lavori - I lavori impiantistici possono essere appaltati a corpo o a misura. Nel caso di appalto a corpo non si eseguono misurazioni delle opere eseguite e non si operano compensazioni economiche per lavorazioni comprese in progetto in quantità difforme rispetto a quella indicata nel computo metrico. Il computo metrico, infatti, non costituisce documento contrattuale e non può in alcun modo essere invocato per supportare richieste economiche differenti dall importo di contratto. Fatte salve, ovviamente, le varianti richieste ad approvate dall Amministrazione appaltante. Nel caso di appalto a misura le quantità dei lavori vengono computate con metodi geometrici, a numero o a peso a seconda dell'unità di misura indicata nell' Elenco Prezzi. La contabilizzazione dei lavori avviene moltiplicando la quantità misurata per il prezzo unitario della singola voce. A chiarimento ed integrazione di quanto disposto nelle descrizioni dell'elenco prezzi si riportano le seguenti indicazioni: a) I conduttori verranno valutati a metro lineare, suddivisi per numero e sezione. Nel prezzo unitario in opera, per metro, la Ditta appaltatrice dovrà tenere conto delle maggiori lunghezze messe in opera nella posa dei cavi, in quanto nel prezzo di cui all'unito elenco sono comprese le maggiori lunghezze da dare al cavo per la tesatura e gli sprechi, oltre che i morsetti di giunzione e derivazione; b) Le canalizzazioni verranno valutate a metro lineare, suddivise per tipo e dimensione. Nel prezzo unitario in opera, per metro, la Ditta appaltatrice dovrà tenere conto delle scatole e cassette di derivazione e rompitratta, delle curve, dei sostegni, di eventuali sfridi e di tutto quanto necessario a soddisfare le prescrizioni tecniche sopradescritte; c) I punti luce e punti presa saranno contabilizzati a numero, secondo quanto precisato nelle Descrizione delle Voci di Lavoro. Per la formazione di ciascun punto luce o punto presa, verranno conteggiati con le rispettive Voci di Elenco, la posa delle tubazioni e dei relativi conduttori solo quando entrambi superano i valori sottoindicati e limitatamente alle quantità eccedenti. Nulla spetta per valori inferiori a: punto luce semplice: 45 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 15 ml. tubo diam. 20 mm.; punto luce comandato da quadro: 30 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 10 ml. tubo diam. 20 mm.; punto luce su circuito di emergenza: 30 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 10 ml. tubo diam. 32 mm.; punto luce deviato: 90 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 30 ml. tubo diam. 20 mm.; punto luce commutato: 60 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 15 ml. tubo diam. 20 mm.; punto luce invertito con comando da 4 punti: 140 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 80 ml. tubo diam. 20 mm.; punto luce comando a relè, un pulsante: 45 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 15 ml. tubo diam. 20 mm.; per ogni pulsante in più: 45 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 15 ml. tubo diam. 20 mm.; per ogni punto luce in più: 15 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 5 ml. tubo diam. 20 mm.; punto presa luce: 45 ml. cavo N07-VK da 2.5 mmq. più 15 ml. tubo diam. 25 mm.; punto presa F.M.: 45 ml. cavo N07-VK da 2.5 mmq. più 15 ml. tubo diam. 25 mm.; punto presa telefono: 15 ml. tubo diam. 20 mm.; punto presa TV: 15 ml. cavo coassiale impendenza 75 ohm più 15 ml. tubo diam. 20 mm.; punto presa ronda: 15 ml. tubo diam. 20 mm.; punto presa fan-coil: 15 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 5 ml. tubo diam. 20 mm.; punto presa vuoto: 15 ml. tubo diam. 20 mm.; punto di alimentazione richiesta di udienza e videocitofoni: 45 ml. cavo N07-VK da 1.5 mmq. più 15 ml. tubo diam. 20 mm Le misure verranno rilevate in contraddittorio in base all'effettiva esecuzione. Qualora esse risultino maggiori di quelle indicate nei grafici di progetto o di quelle ordinate dalla Direzione, le eccedenze non verranno contabilizzate. Le macchine ed attrezzi sono dati a noleggio per i tempi prescritti dalla Direzione Lavori e debbono essere in perfetto stato di servibilità, provvisti di tutti gli accessori per il loro regolare funzionamento, comprese le eventuali linee per il trasporto dell'energia elettrica e, ove occorra, anche il trasformatore. Sono a carico esclusivo dell'appaltatore, la manutenzione degli attrezzi e delle macchine, perché siano sempre in buono stato di servizio. Nel prezzo di noleggio dei meccanismi sono compresi gli oneri e tutte le spese per il trasporto a piè d'opera, montaggio, smontaggio ed allontanamento di detti meccanismi. Si applica il prezzo di funzionamento per i MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 69 di 70

255 COMUNE DI MONTEBELLUNA LAVORI DI RESTAURO DELLA GRANDE BARCHESSA MANIN meccanismi soltanto per quelle ore in cui essi sono in attività di lavoro. Quando i macchinari siano a riposo non verrà corrisposta alcuna indennità. Per il noleggio degli automezzi verrà corrisposto soltanto il prezzo per le ore di effettivo lavoro, rimanendo escluso ogni altro compenso per qualsiasi altra causa o perditempo. I noli dei protetti saranno sempre valutati in proiezione verticale di facciata per le superfici ed i periodi autorizzati dalla Direzione Lavori. I relativi prezzi si riferiscono ad attrezzature date in opera, compreso trasporto, montaggio e smontaggio e realizzate a norma delle vigenti Leggi in materia. Nel trasporto s'intende compresa ogni spesa, la fornitura dei materiali di consumo e la mano d'opera del conducente. I mezzi di trasporto, per i lavori in economia, debbono essere forniti in pieno stato di efficienza e corrispondere alle prescritte caratteristiche. Tutte le provviste dei materiali per le quantità prescritte dalla Direzione Lavori saranno misurate con metodi geometrici, salvo le eccezioni indicate nei vari articoli del presente Capitolato, o nelle rispettive voci di elenco prezzi. Resta comunque inteso che per le norme di misurazione non riportate nel presente articolo o non specificate negli articoli dell'elenco Prezzi relativo agli impianti del presente C.S.A., si farà riferimento a quelle indicate nel Capitolato Speciale d'appalto delle opere murarie ed assimilate. MB/mb -5014E-CSAEL doc pag. 70 di 70

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