Le azienda pubbliche locali:
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- Lazzaro Palma
- 9 anni fa
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1 Le azienda pubbliche locali: sviluppo o declino Il caso acqua e rifiuti solidi urbani Vicenza, 24 novembre 2012
2 Premessa 1 Si è mai sentito qualcuno che di fronte alla domanda «sei per lo sviluppo o per il declino?» dicesse: sono per il declino! Se si fa una domanda oggi, a qualcuno, sia esso un imprenditore o un sindacalista, o un politico, in cui chiedi: le piccole aziende sono in grado di reggere lo scenario della competizione, della scarsità crescente di risorse? Dubito che troviamo qualcuno che risponde in mondo affermativo. Secondo voi troverete mai un figlio della Repubblica Veneta che pensi che la gestione dell acqua sia da delegare alle leggi della natura e non ad un combinato atteggiamento di uso di tecnologie, progettazione di infrastrutture, organizzazione? Ovvia la risposta; E necessario ricordare che entro il 2017 non sarà più possibile utilizzare le discariche. Riteniamo possibile continuare ad inviare a 150 ton le immondizie in Olanda?
3 Premessa 2 Se queste sono domande retoriche, perché non succede niente su questo terreno?; Perché si fa un referendum scellerato, come quello dell anno scorso, in particolare il n.2 sul tema della tariffe? Perché si parla di gestione «in house», come la panacea delle garanzie da dare ai cittadini, al fine di permettere loro l accesso a servizi essenziali? Le domande sono finite.
4 Perché le aggregazioni In Provincia di Vicenza, ci sono 5 aziende che gestiscono in house l acqua. Esclusa Etra, che ha già una dimensione ottimale (bacino del Brenta), le altre 4 sono piccole (unico caso del Veneto, quasi unico in Italia). Tutte e quattro insieme, fanno un fatturato di 100 mil Piccole rispetto a cosa: alla capacità di attuare gli investimenti previsti dal piano ventennale ( ), che in Italia sarebbe di 83 miliardi; tale capacità era garantita dalla possibilità di ribaltare sulle tariffe il finanziamento relativo, ma l esito del referendum ora lo vieta; tutte le aziende sono sottocapitalizzate e l indebitamento già compiuto in questi 6 anni ha già superato la soglia critica. E già IN ATTO UN TAGLIO DEGLI INVESTIMENTI PROGRAMMATI, per garantire le partite correnti (stipendi); Mancanza di economie di scala: dall organizzazione, alle tecnologie, agli acquisti (gli accordi sono un aspetto positivo, ma non risolutivo), alla visione del problema (Servizio Idrico Integrato); SISTEMA DI RICAVI DETERMINATO SOLO DALLE TARIFFE
5 Quali aggregazioni La dimensione provinciale, come dimensione minima, di azienda del territorio (non si potrebbe compiere lo stesso ragionamento per altri settori come l energia, il gas, ecc); L Ente Regolatore va rafforzato nei suoi compiti di controllo (anche con presenza dei consumatori/utenti); La missiondeve essere «l azienda per la gestione dell ambiente», quindi : SII e IGIENE URBANA. Possibilità di sviluppare business fuori dalla tariffa; La dotazione patrimoniale deve poter usufruire con cessione gratuita da parte degli EELL, dei cespiti utili alla mission(infrastrutture) L apertura della dotazione patrimoniali ad altri soggetti. Penso in particolare a: fondi pensionistici, quote di TFR, azionariato fra gli utenti risparmiatori. VA DA SE CHE E ESIZIALE FUORIUSCIRE DAL MODELLO «IN HOUSE»
6 Quale ipotesi industriale Rivedere il piano degli investimenti alla luce delle stesse emergenze prodotte dai mutamenti climatici. Ovviamente in crescita rispetto a quanto previsto dagli AATO; Centro di eccellenza tecnologica e della R&D delle tecnologie e metodiche ambientali e dell acqua; Rete con i centri di eccellenza industriale (Imprese), dell Università, dei laboratori che il territorio ha già generato Un modello di Governance basato sul ruolo degli azionisti (certamente per lungo periodo a maggioranza pubblici), con specificità di ruolo dei fondi, dei lavoratori, degli utenti; sistema duale (semplificato) istituzionalizzando le presenze dei lavoratori; Modello manageriale: trasparenza e rilevanza dei codici etici (incompatibilità e conflitti di interesse, rinomina fino a tempi definiti, efficienza e produttività come paradigma gestionale, e sistemi di misurazione, trasparenza degli atti e delle tariffe; Relazioni industriali basati sul modello della codeterminazione CON QUESTE PREMESSE, E REALISTICO UN RADDOPPIO DEGLI INVESTIMENTI, TOTALMENTE AUTOFINANZIATO, SENZA INCIDERE SULLA FINANZA PUBBLICA
7 (si) lo sviluppo Perché significa dare una solidità ad una politica di investimenti (si può ipotizzare circa 2 Kmlfino al 2030); Perché un azienda fortemente territorializzata può diventare un modello di riferimento (crescere vuol dire vincere), basata sul ruolo di strumenti finanziari innovativi con una relazione diretta fra risparmio locale ed investimento; Perché si creano opportunità di lavoro qualificato per giovani laureati, per ricercatori, per lavoro manuale qualificato; Perché si consegna agli utenti un potere nuovo che, a partire dalla conoscenza, è in grado di esercitare il controllo e la stessa proposizione (governance) CONDIZIONE INDISPENSABILE: OCCORRE CAMBIARE PARADIGMA DEL PESNIORE E DELLA VISIONE. ANCHE VICENZA (PROVINCIA) E UN AREA METROLPOLITANA DI QUASI UN MILIONE DI ABITANTI ED OCCORRE LAVORARE A QUESTA AGGREGAZIONE
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