Consiglieri Indipendenti
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- Lorenza Pace
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1 Principali differenze tra le prassi di corporate governance seguite dalle società statunitensi in base agli standard del NYSE e quelle seguite da Eni (Section 303A.11 of the NYSE Manual) STANDARD NYSE Consiglieri Indipendenti In base agli standard del NYSE, gli emittenti statunitensi devono avere una maggioranza di Consiglieri indipendenti. Un Consigliere è qualificato indipendente quando il Consiglio attesta che lo stesso non ha, direttamente o indirettamente, con la società quotata (e le sue controllate) una relazione significativa. In particolare, un Consigliere non può essere considerato indipendente se lo stesso o un suo stretto familiare ha una relazione particolare con l emittente, i suoi revisori o società che hanno una significativa relazione commerciale con l emittente (ad esempio, nel caso sia un dipendente dell emittente o un socio della società di revisione). Inoltre, un Consigliere non può essere considerato indipendente nei tre anni successivi alla cessazione della relazione che ha compromesso la sua indipendenza. In Italia, il Testo Unico della Finanza stabilisce che almeno un componente, ovvero due, se il Consiglio è composto da più di sette membri, devono possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci delle società quotate. In particolare, un Consigliere non può essere considerato indipendente se, direttamente o tramite stretti familiari, intrattiene con l'emittente, i suoi Consiglieri o le altre società del gruppo, relazioni che possano influenzarne l'autonomia di giudizio. Lo Statuto di Eni prevede che almeno un Consigliere, se il Consiglio è composto di un numero di membri non superiore a cinque, ovvero almeno tre Consiglieri se il Consiglio è composto da più di cinque membri devono possedere i requisiti di indipendenza. Il Codice di Autodisciplina delle società quotate prevede ulteriori requisiti di indipendenza, raccomandando che il Consiglio di Amministrazione sia composto da un numero adeguato di Consiglieri non esecutivi indipendenti. In particolare, negli emittenti appartenenti all indice FTSE-Mib di Borsa Italiana, come Eni, il Codice di Autodisciplina raccomanda che almeno un terzo dei componenti del Consiglio di Amministrazione sia costituito da Amministratori indipendenti. In ogni caso gli Amministratori indipendenti non devono essere meno di due. L indipendenza è definita nel senso che un Consigliere non intrattiene, né di recente ha intrattenuto, direttamente o indirettamente, con l emittente o con soggetti legali all emittente, relazioni tali da condizionarne l autonomia di giudizio. Dopo la nomina di un Amministratore che si qualifica indipendente e successivamente, al ricorrere di circostanze rilevanti ai fini dell indipendenza e comunque almeno una volta all anno, il Consiglio di Amministrazione ne valuta l'indipendenza. Il Collegio Sindacale verifica la corretta applicazione dei criteri e delle procedure adottate dal Consiglio per valutare l'indipendenza dei propri membri. L esito delle valutazioni del Consiglio è reso noto, dopo la nomina, mediante un comunicato diffuso al mercato e, successivamente, nell'ambito della relazione annuale sul governo societario. Ai sensi dello Statuto di eni, nel caso in cui in capo ad un Amministratore non sussistano 1
2 Riunioni Consiglieri Non Esecutivi o vengano meno i requisiti di indipendenza dichiarati e normativamente prescritti o venga meno il numero minimo di Amministratori previsto dallo Statuto, il Consiglio dichiara la decadenza dalla carica e provvede alla loro sostituzione. I Consiglieri devono comunicare alla Società l'eventuale perdita dei citati requisiti di indipendenza e onorabilità o la sopravvenienza di cause di ineleggibilità o incompatibilità. I Consiglieri non esecutivi, inclusi quelli non indipendenti, devono riunirsi regolarmente, in assenza degli Amministratori esecutivi. Inoltre, se il gruppo dei Consiglieri non esecutivi include Consiglieri non indipendenti, i Consiglieri indipendenti devono riunirsi separatamente almeno una volta l'anno. Il Codice di Autodisciplina delle società quotate raccomanda che gli Amministratori indipendenti si riuniscano almeno una volta all'anno in assenza degli altri Amministratori. Nel corso del 2015, gli Amministratori indipendenti di Eni hanno avuto numerose occasioni di incontro, riunendosi anche informalmente, per scambi di riflessioni e confronti. Comitato Nomine e Corporate Governance Gli emittenti statunitensi devono avere un Comitato per le Nomine e la Corporate Governance (o organo equivalente), composto esclusivamente da Amministratori indipendenti, con le funzioni, tra l'altro, di selezionare candidati qualificati alla carica di Consigliere da sottoporre all'assemblea degli Azionisti e di raccomandare principi e norme di corporate governance al Consiglio di Amministrazione. Questa previsione non è obbligatoria per gli emittenti esteri. Il Codice di Autodisciplina delle società quotate raccomanda che il Consiglio di Amministrazione costituisca al proprio interno un Comitato per le Nomine, composto, in maggioranza, da Amministratori indipendenti. In linea con le raccomandazioni del Codice di Autodisciplina, il Regolamento del Comitato per le Nomine prevede che lo stesso sia composto da tre a quattro Amministratori, in maggioranza indipendenti. Il 9 maggio 2014 il Consiglio di Amministrazione ha costituito il Comitato per le Nomine, presieduto da Andrea Gemma (Amministratore Indipendente) e composto da Diva Moriani (Amministratore Indipendente), Fabrizio Pagani (Amministratore non esecutivo) e Luigi Zingales (Amministratore Indipendente). Il 17 settembre 2015 il Consiglio di Amministrazione ha nominato il Consigliere Alessandro Profumo (Amministratore Indipendente) quale componente del Comitato in sostituzione di Luigi Zingales dimessosi dal Consiglio di Amministrazione il 2 luglio Per maggiori dettagli sull attuale composizione del Comitato per le Nomine e suo funzionamento si veda la pagina dedicata al Comitato per le Nomine. Compensation Committee 2
3 Gli emittenti statunitensi devono avere un Compensation Committee composto esclusivamente da Amministratori indipendenti che devono possedere i requisiti previsti per i suoi componenti. Il Compensation Committee deve avere un regolamento scritto che stabilisce lo scopo e le responsabilità del Comitato entro i limiti stabiliti dalla normativa statunitense per la quotazione. Il Compensation Committee può, a sua esclusiva discrezione, avvalersi o ottenere il supporto di un consulente in materia di remunerazione, di un legale indipendente o di un altro consulente ed è direttamente responsabile della sua designazione, remunerazione e supervisione del lavoro di consulenza svolto o richiesto al legale indipendente o altro consulente. Queste previsioni non sono obbligatorie per gli emittenti stranieri. In linea con il Codice di Autodisciplina delle società quotate, il Consiglio di Amministrazione istituisce un Compensation Committee, composto da quattro Amministratori non esecutivi, tutti indipendenti o, in alternativa, la maggioranza dei quali indipendenti; in tale ultimo caso il Presidente del Comitato è scelto tra gli Amministratori indipendenti. Almeno un componente del Comitato possiede adeguata conoscenza ed esperienza in materia finanziaria o di politiche retributive, da valutarsi dal Consiglio di Amministrazione al momento della nomina. Costituito per la prima volta dal Consiglio di Amministrazione nel 1996 il Compensation Committee è attualmente presieduto dal Consigliere Pietro A. Guindani. Gli altri componenti sono: Karina A. Litvack, Alessandro Lorenzi e Diva Moriani. Per maggiori dettagli sull attuale composizione del Compensation Committee e suo funzionamento si veda la pagina dedicata al Compensation Committee. Audit Committee Gli emittenti statunitensi devono istituire un Audit Committee che soddisfi i requisiti previsti dalla Rule 10A-3 del Securities Exchange Act del 1934 e rispetti le ulteriori previsioni del Sarbanes-Oxley Act e della Section 303.A.07 del NYSE Listed Company Manual. Nella riunione del 22 marzo 2005, il Consiglio di Amministrazione di Eni, applicando l'esenzione prevista dalla normativa SEC per gli emittenti esteri quotati sui mercati statunitensi, ha attribuito al Collegio Sindacale, a partire dal 1 giugno 2005, ed entro i limiti previsti dalla normativa italiana, le funzioni e responsabilità previste dal Sarbanes-Oxley Act e dalla normativa SEC per gli audit committee degli emittenti esteri. In base alle norme della Section 303A.07 del NYSE Listed Company Manual, gli Audit Committee delle società statunitensi tuttavia svolgono ulteriori funzioni non obbligatorie per gli emittenti esteri. Per maggiori approfondimenti sulle attuale composizione del Collegio Sindacale e suo Regolamento si veda la pagina dedicata al Collegio Sindacale. Codice "Business Conduct and Ethics" Gli standard per la quotazione previsti dal NYSE richiedono ad ogni società quotata, l'adozione di un Codice di Condotta ed Etico per consiglieri, dirigenti e dipendenti, nonché di rendere tempestivamente nota ogni esenzione prevista a favore dei consiglieri e dei dirigenti con responsabilità esecutive. Nelle riunioni del 15 dicembre 2003 e del 28 gennaio 2004, il Consiglio di Amministrazione di Eni ha adottato un modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 (di seguito Modello 231) ed ha istituito il relativo Organismo di Vigilanza. Inoltre, il 14 marzo 2008 il Consiglio di Amministrazione ha approvato la complessiva revisione del Modello 231 per 3
4 adeguarlo alle successive modifiche intervenute in materia e nella struttura organizzativa della Società e ha adottato il Codice Etico di Eni, in sostituzione della precedente versione del Codice di Condotta Eni del Nella riunione del 25 febbraio 2016, Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha ratificato l aggiornamento del Modello 231 per includere alcune modifiche nell organizzazione aziendale di Eni e alcune modifiche normative in materia di autoriciclaggio e reati societari rilevanti per la Società ai sensi del D.lgs 231/2001. Il compito di disporre l aggiornamento del Modello 231 è attribuito all Amministratore Delegato, già incaricato della sua attuazione. In tale attività, l Amministratore Delegato è supportato dal Comitato Tecnico 231, da unità della struttura del Chief Legal & Regulatory Affairs e delle Direzioni Risorse Umane e Organizzazione e Internal Audit. Il Codice Etico di Eni, che è parte integrante del Modello 231, rappresenta una chiara definizione del sistema di valori riconosciuto, applicato e sostenuto da Eni, nonché delle responsabilità che Eni assume, internamente ed all'esterno, per assicurare che tutte le attività operative siano condotte in conformità con la normativa, in un contesto di leale competizione, con onestà, integrità, correttezza ed in buona fede, salvaguardando i legittimi interessi di tutti gli stakeholders con i quali Eni si relaziona costantemente che includono azionisti, dipendenti, fornitori, clienti, partner commerciali e finanziari, e le comunità locali ed istituzioni dei Paesi in cui Eni opera. Tutte le persone che lavorano per Eni, senza eccezioni o distinzioni, a cominciare dai Consiglieri, dal management e dai membri degli organi sociali, come anche richiesto dalla normativa SEC e dal Sarbanes-Oxley Act, sono tenuti ad osservare ed applicare i principi del Codice Etico nell'ambito delle loro funzioni e responsabilità. Le sinergie tra il Codice Etico e il Modello 231 sono sottolineate dall assegnazione all Organismo di Vigilanza, istituito dal "Modello 231", delle funzioni di Garante del Codice Etico. Il Garante del Codice Etico ha il compito di assicurare la protezione e la promozione dei menzionati principi ed ogni sei mesi presenta un rapporto sull'attuazione del Codice al Comitato Controllo e Rischi, al Collegio Sindacale, alla Presidente ed all'amministratore Delegato, che ne riferisce al Consiglio di Amministrazione. L Organismo di Vigilanza è composto da 3 componenti 4
5 esterni, uno dei quali nominato Presidente dell Organismo, e 3 componenti interni: il Chief Legal & Regulatory Affairs, il Responsabile Legislazione e Contenzioso del Lavoro e il Direttore Internal Audit. Il Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Collegio Sindacale, ha nominato gli attuali componenti dell Organismo di Vigilanza il 28 maggio Per maggiori dettagli sull attuale composizione dell Organismo di Vigilanza di eni e suo funzionamento si veda la pagina dedicata Modello Organismo di Vigilanza. 5
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