I mezzi di Osteosintesi
|
|
|
- Erica Longo
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 I mezzi di Osteosintesi
2 Osteosintesi Osteosintesi Composizione ossea
3 Struttura delle ossa L osso è un tessuto connettivo; esso è costituito da cellule viventi (osteociti) e da una sostanza intercellulare che risulta impregnata di sali minerali, tra i quali prevale il fosfato di calcio; questa conferisce all osso la durezza che lo contraddistingue come l unico tessuto connettivo rigido. Incluse nella matrice calcificata vi sono numerose fibrille costituite da collagene. L unità fondamentale dell osso è l osteone, un cilindretto di tessuto osseo attraversato da un canale centrale, detto di Havers, in cui entrano due vasi sanguigni ed un nervo. Intorno al canale di Havers la sostanza fondamentale del tessuto osseo è disposta a formare molteplici lamelle concentriche Le cellule ossee occupano piccoli spazi chiamati lacune che si trovano fra le lamelle. Canali microscopici (canalicoli) si irradiano in tutte le direzioni, partendo dalle lacune, per connetterle ai canali di Havers dando la possibilità ai liquidi interstiziali di raggiungere le cellule ossee.
4 Struttura delle ossa L unità fondamentale dell osso è l osteone
5 Struttura delle ossa Del tessuto osseo esistono due varianti riconoscibili dal diverso arrangiamento lamellare: il tessuto osseo compatto (corticale) ed il tessuto osseo spugnoso (spongioso). Nell osso compatto i sistemi haversiani sono fittamente addensati l uno all altro ed i piccoli spazi interposti sono riempiti da lamelle interstiziali. Nell osso spugnoso invece, vi sono parecchi spazi vuoti compresi tra esili processi ossei (trabecole) che sono uniti gli uni gli altri quasi come le travi di una impalcatura
6 Proprietà meccaniche Segmento Osseo Spongiosa Corticale Modulo di Young Femore Umano 11.4 GPa 19.1 GPa Femore Bovino 10.9 GPa - Cresta Iliaca Umana 3.81 GPa 4.89 GPa Vertebra Umana 13.4 GPa 25.8 GPa Tibia Umana 10.4 GPa 18.6 GPa Valore medio di riferimento per il modulo elastico longitudinale dell osso corticale 17.4 GPa (cfr. Cowin Bone Mechanics, 1987)
7 Classificazione delle fratture Le fratture rappresentano interruzioni della continuità ossea e sono usualmente classificate in Complete od incomplete (interruzione continuità ossea totale o meno) Composte o scomposte (solo due monconi oppure più segmenti) Chiuse o esposte (esposte quando l osso lacera la cute)
8 Fratture complete Transverse Oblique Spiral Butterfly
9 Esempi radiografici
10 In funzione del livello scheletrico della lesione Diafisarie Metafisarie Epifisarie
11 Osteosintesi vs. conservativo Nella maggior parte dei casi, le fratture sono trattate con un approccio di tipo conservativo che prevede l immobilizzazione mediante bendaggio gessato Tuttavia, in alcune circostanze è necessario stabilizzare i segmenti scheletrici impiegando dispositivi meccanici, applicati a seguito di un intervento chirurgico e in questo caso si parla di OSTEOSINTESI Si definisce Osteosintesi una metodica di terapia delle fratture ossee che, contrariamente al trattamento conservativo (il tradizionale gesso ) prevede l esecuzione di un intervento chirurgico e l installazione di dispositivi (generalmente metallici) di ausilio alla stabilizzazione del segmento scheletrico patologico L Osteosintesi si applica: Ogniqualvolta si abbia la certezza di ottenere un risultato non soddisfacente con un metodo conservativo Quando la frattura è complicata da una lesione che richiede l immediata correzione chirurgica (lesione vascolare maggiore o importante danno delle parti molli) Quando i tempi di guarigione con il trattamento gessato si prospettino lunghi e si preveda il blocco di una o più articolazioni per un periodo eccessivo che potrebbe causare degenerazione (specialmente nell anziano) Quando l apparecchio gessato dovrebbe assumere dimensioni tali da limitare l assistenza o l autogestione del paziente
12 Osteosintesi vs.conservativo In sostanza, la scelta tra trattamento conservativo ed osteosintesi viene fatta a favore di quest ultima quando esiste la ragionevole certezza di ottenere un buon risultato per il paziente in tempi più brevi e senza rischi, rischi che sono legati da un lato alla prolungata immobilizzazione (gesso) e dall altro al trattamento chirurgico-anestesiologico
13 Osteosintesi Gli obiettivi di un trattamento di osteosintesi sono Generali: stabilizzazione del segmento osseo fratturato rapida guarigione precoce mobilizzazione ripristino della piena funzionalità Specifici Per gli arti inferiori la stabilità (soprattutto in relazione alla loro funzione di sopportazione dei carichi) è di interesse primario Per gli arti superiori è importante ripristinare la funzionalità di braccia e mani (autosufficienza) Nelle fratture diafisiarie tutto ciò che si richiede è la corretta stabilizzazione dei due monconi, mentre nel caso di articolazioni la complessità del sistema richiede un più accurato intervento con ripristino delle congruità articolari ecc.
14 Osteosintesi Il volume del callo osseo diminuisce in funzione del tipo di trattamento della frattura (più rigida, meno callo osseo)
15 Osteosintesi La fissazione delle fratture mediante osteosintesi si classifica usualmente in Interna (quando gli elementi di stabilizzazione sono impiantati totalmente all interno del corpo es: fili, chiodi, viti, placche ecc.) Esterna (quando la maggior parte dell impianto è esterna all organismo, es. fissatori esterni di Ilizarov, Hoffman ecc.) Flessibile (quando il mezzo di osteosintesi consente movimenti interframmentari apprezzabili sotto l azione di carichi esterni fisiologici) Rigida (quando nessun movimento è consentito)
16 Sistemi a placche e viti I sistemi che impiegano placche e viti stabilizzano i segmenti ossei mediante servendosi di due elementi accoppiati Placche neutre sono quelle che hanno come scopo principale, quello di mantenere in posizione i segmenti ossei (caso delle fratture scomposte) Placche di compressione sono impiantate in modo tale che esercitino una forza di compressione costante alle rime di frattura dei due monconi Nei sistemi a compressione dinamica, la placca possiede rigidezze differenti nelle zone in prossimità dei fori e in quelle distanti da essi.
17 Placche neutre La funzione principale è quella di sostegno ed irrigidimento Il carico è supportato in parte dalla placca ed in parte dall osso
18 Compressione dinamica Placche progettate per esercitare una forza di compressione Le viti si accoppiano con fori dal design particolare (eccentrici) A mano a mano che la vite viene stretta, la placca esercita una forza tale da comprimere i monconi nella posizione corretta
19 Sistemi a placche e viti
20 Sistemi a placche e viti La capacità portante di una vite è funzione del prodotto del diametro esterno della filettatura per la lunghezza di ancoraggio all interno dell osso. Fattori che influenzano la capacità portante della vite: Intrinseci diametro esterno configurazione della filettatura lunghezza della filettatura Estrinseci qualità dell osso tipo e angolo di inserimento della vite coppia torcente
21 Sistemi a placche e viti Le viti, costruite con lunghezze e diametri tali da poter essere inserite in ogni tipo di segmento scheletrico, sono essenzialmente di 2 tipi: da corticale o da spongiosa. Le viti da corticale sono caratterizzate da un filetto stretto e profondo, diametri superiori rispetto a quelle da spongiosa e estremità appuntite. Quando vengono impiegate per fissare placche su ossa lunghe, esse sono generalmente filettate su tutta la lunghezza per assicurare la massima stabilità. Le viti da spongiosa (che possono essere parzialmente o totalmente filettate) sono comunemente impiegate nelle epifisi delle ossa lunghe dove la spongiosa è abbondante. A causa della bassa densità della materia attraversata, in pratica questo tipo di vite è da considerarsi alla stregua di un autofilettante Corticale Spongiosa
22 Sistemi a placche e viti Corticale Spongiosa
23 Sistemi a placche e viti La coppia di serraggio determina la forza con la quale i frammenti d osso sono tenuti insieme. Tale forza genera l attrito necessario ad impedire il moto relativo. Il controllo della coppia di serraggio (attuato mediante una chiave dinamometrica) è importante per impedire la spanatura dell osso o il collasso della testa della vite per eccessiva torsione. Anche la qualità dell osso influenza la capacità portante della vite; l osso corticale è circa 10 volte più resistente di quello spugnoso. Lo spessore della corteccia e la densità ossea sono fattori critici per la resistenza della fissazione e condizionano il numero di viti richiesto per ottenete una stabilità adeguata.
24 Sistemi a placche e viti Si è notato che dopo la rimozione di viti i fori permangono nell osso per molti mesi. In base ai processi naturali di rimaneggiamento dell'osso tali fori si riempiono dapprima di tessuto fibroso privo di tenuta meccanica e nei mesi successivi tale tessuto fibroso viene sostituito da tessuto osseo meccanicamente valido. normalmente tra i 6 ed i 9 mesi i fori sono pressoche' totalmente riempiti da tessuto osseo. Un foro di vite nell osso causa effetti di concentrazione di sforzo e rende l osso più debole, particolarmente in flessione e torsione. Non è quindi improbabile che nel corso dei primi mesi dopo la rimozione delle viti le ossa possano fratturarsi in corrispondenza delle sezioni di uno dei fori Gli effetti della concentrazione di sforzo possono esser ridotti da una buona rifinitura della superficie e evitando fori non necessari o altre variazioni di forma brusche nella struttura.
25 Sistemi a placche e viti Le placche, usualmente realizzate in acciaio inossidabile o titanio, possiedono una sezione caratterizzata da una leggera curvatura, la quale si rivela utile a migliorare l adattamento sulla superficie ossea. Nel senso longitudinale tipicamente le placche sono rettilinee, ma esistono appositi strumenti (piega-placche) che possono conferire la miglior forma in relazione al segmento osseo da trattare Lo spessore è anch esso variabile in funzione dell applicazione (le placche da femore sono più spesse rispetto alle altre) solitamente tra 1.5 e 4 mm
26 Sistemi a placche e viti La sistemazione delle placche deve tenere conto del tipo di sollecitazione alla quale è sottoposto l osso nel punto di frattura. Il fissaggio della placca nella zona sottoposta a trazione è sempre consigliabile per evitare che i monconi tendano a separarsi. Altro aspetto è relativo al posizionamento delle viti: è bene ridurre la distanza tra le viti in prossimità della frattura per ridurre gli effetti flessionali.
27 Sistemi a placche e viti Le placche funzionano meglio se condividono il carico con l osso
28 Rimozione impianti È consigliata la rimozione dell impianto una volta che questo abbia conseguito i suoi obiettivi, tuttavia in pratica molto spesso ciò non accade Costo Intervento chirurgico Rischio Anestesia Convalescenza post-operatoria Ci sono tuttavia casi per i quali la rimozione è obbligatoria (interferenza con le funzioni fisiologiche, rotture o mobilizzazioni dell impianto, infezioni, reazioni avverse dell organismo ecc.) In ogni caso la rimozione deve essere preceduta da una serie di accertamenti (primo fra tutti quello radiologico) che verifichino, oltre alla corretta guarigione della frattura, l assenza di altre possibili complicazioni e seguita da un adeguato periodo di riposo per evitare possibili ricadute.
29 L inchiodamento endomidollare La stabilizzazione delle fratture delle ossa lunghe può essere ottenuta introducendo nel canale midollare uno o più chiodi fino ad ottenerne un buon riempimento con contatto sulla corticale interna e con il tessuto spongioso epifisario Sebbene i primi tentativi in questo senso risalgano al 1841, occorre attendere fino agli anni 30 per disporre di una significativa casistica Di fondamentale importanza sono gli studi di Kuntscher che propose, nel 1940, la tecnica di inchiodamento endomidollare con chiodo a sezione aperta a forma di trifoglio. Il chiodo di Kuntscher ha permesso, da allora, la precoce mobilizzazione di un gran numero di fratture diafisarie (inizialmente solo di femore) La forma del chiodo permette, dopo adeguata alesatura del canale midollare, buona aderenza interna garantendo ottima stabilità in flessione, discreta in rotazione e modesta in asse.
30 L inchiodamento endomidollare La tecnica proposta negli anni 40 e 50 dai tedeschi Kuntscher ed Herzog rivoluziona l approccio alla sintesi delle fratture ossee. La sintesi esterna con viti e placche, viene sostituita sfruttando la presenza del canale midollare per applicare un chiodo capace di stabilizzare efficacemente il segmento osseo L inchiodamento endomidollare garantisce alcuni vantaggi significativi quali: Strumentario limitato ed economico Costo relativamente basso Tecnica di esecuzione semplice Accesso chirurgico limitato Possibilità di esecuzione a cielo chiuso Intervento chirurgico breve Rimozione agevole e poco invasiva In generale si tende a proporre questa tecnica per la stabilizzazione di fratture di segmenti scheletrici lunghi
31 L inchiodamento endomidollare Per contro occorre tenere in considerazione quali: Ostacolo alla vascolarizzazione midollare Mobilizzazione/migrazione del chiodo Frequente necessità di fissazione ausiliaria (cerchiaggi, viti ecc.) Il chiodo contrasta le azioni di flessione ma mal sopporta scivolamento, compressione e torsione Un chiodo stabile e di calibro adeguato consente comunque lo sviluppo di una nuova circolazione endomidollare
32 Classificazione delle tecniche di inchiodamento Nel caso delle fratture medio-diafisiarie di femore e tibia si distinguono trattamenti A cielo chiuso quando il chiodo viene impiantato attraverso un accesso prossimale, senza esporre il focolaio di frattura; questa scelta prevede una preventiva riduzione (o quantomeno un buon allineamento) A cielo aperto quando il chiodo viene impiantato con accesso prossimale ma la riduzione e preventiva stabilizzazione della frattura vengono effettuate accedendo chirurgicamente al focolaio di frattura Con alesaggio del canale midollare, vale a dire che questo viene preventivamente allargato in modo uniforme mediante strumento alesatore e la scelta del chiodo viene ovviamente fatta in base al calibro del canale così realizzato Senza alesaggio, ossia senza preventiva preparazione del canale midollare (caso delle fratture esposte onde evitare diffusione di carica batterica lungo il canale)
33 Inserimento del chiodo Normogrado (cielo chiuso o aperto) Retrogrado (cielo aperto, dal focolaio di frattura)
34 Chiodo di Kuntscher È rigido ed in sezione assiale è conformato a trifoglio o a v In caso di riassorbimento osseo la sua particolare forma ne consente un parziale allargamento Può presentare estremità diritte o ricurve (inclinazione 20 ) Una delle estremità è appuntita per facilitare l inserimento nel canale midollare, mentre la coda è dotata di un foro utile a facilitare l estrazione Richiede alesatura del canale midollare Si impianta mediante apposito martello
35 Chiodo di Kuntscher Alesamento progressivo del canale midollare (0.5 mm per volta) Inserimento con martello e ribattitore
36 L inchiodamento endomidollare L indicazione all uso del chiodo di Kuntscher viene limitata dalla sede di frattura, che deve trovarsi in area di canale midollare pressochè cilindrico e con morfologia tale da permettere un certo ingranamento ed un appoggio che impedisca lo scorrimento assiale dei monconi sul chiodo (telescopage) L inchiodamento endomidollare è una tecnica ampiamente diffusa ma se impiegata in fratture non selezionate o applicata in modo non corretto presenta un elevata percentuale di complicanze Una importante variante è relativa all impiego dei chiodi endomidollari bloccati, nei quali ad una delle estremità (o ad entrambe) sono fissate trasversalmente delle viti Infatti mentre l azione del chiodo contrasta essenzialmente le sole azioni flettenti, la presenza delle viti consente un aumentata resistenza a compressione, torsione e scivolamento del chiodo.
37 Altri tipi di chiodi Ender Ancora Zickel
38 Osteosintesi esterna: i fissatori Il fissatore esterno è uno strumento capace di contenere e stabilizzare una frattura mediante viti, chiodi o fili inseriti per via transcutanea nei monconi del segmento scheletrico fratturato. In generale, dunque, il fissatore si compone di una struttura composta da una o più barre metalliche, morsetti e anelli disposti in un corpo unico o articolato. L impiego del fissatore esterno è di regola suggerito nei casi di fratture plurime esposte con massiva perdita di tessuti molli, ma nel tempo il suo utilizzo si è andato via estendendo quale alternativa all osteosintesi interna soprattutto in forza della sua scarsa invasività I Fissatori si classificano in: Circolari Bilaterali Monolaterali Ibridi
39 Osteosintesi esterna: i fissatori
40 Obiettivi del fissatore Stabilizzare i frammenti ossei mediante la connessione e il sostegno degli elementi impiantabili, ma mantenendo un comportamento biomeccanico simile a quello dell osso naturale In questo modo l apparecchio stimola l ambiente biologico circostante in modo fisiologico Ciò si può ottenere grazie alla possibilità di variare le caratteristiche geometriche e di rigidezza in ogni momento Tuttavia esistono problemi legati ai fenomeni di stress shielding nell eventualità in cui il fissatore assorba troppo la sollecitazione applicata alla zona di frattura Viceversa se troppa sollecitazione è trasmessa all impianto si possono originare rotture dell osso in guarigione oppure mancate unioni
41 Fattori critici Il diametro dei pin Numero dei pin Localizzazione (più vicino possibile alla frattura, lontano dalle ferite se possibile, ben distribuiti su tutti i segmenti interessati) Multiplanarità
42 Tipi di fissatore MONOLATERALE È costituito da una singola struttura portante connessa all osso tramite viti monolaterali infisse nell osso E necessario controllare in modo accurato l allineamento sottocarico data l asimmetria della struttura
43 Tipi di fissatore BILATERALE È costituito da viti trapassanti connesse con due strutture portanti regolabili, collegate o meno tra loro
44 Tipi di fissatore CIRCOLARE È costituito da una serie di fili trapassanti, connessi con anelli o semianelli collegati tra loro mediante barre regolabili (di solito tre). FATTORI CRITICI: Materiale (l acciaio attualmente impiegato, con spessore di 6 millimetri, è da considerarsi l'ideale per rapporto leggerezza-rigidità-costo) Diametro anelli (il diametro degli anelli è inversamente proporzionale alla rigidità della struttura. In generale sono da favorire i diametri minori, tenendo però presente l'esigenza di avere, sempre, una distanza minima tra parti molli e apparecchio di almeno 2 cm., aumentati a 3 ove si supponga l'evenienza di formazione di edema) Connessione dell apparato con l osso (il diametro dei fili è direttamente proporzionale alla stabilità del montaggio, ovvero, maggiore diametro, corrisponde a maggiore stabilità. Normalmente, nelle persone adulte i fili sono del diametro di 1,8 mm., mentre nei bambini o negli avambracci di adulti, tale valore può scendere fino a 1.5
45 Tipi di fissatore CIRCOLARE MONOLATERALE
46 Tipi di fissatore IBRIDO È costituito da viti monolaterali e fili connessi con una struttura circolare regolabile. L interfaccia con l osso dipende dal tipo di vincolo esterno Fissatore circolare fili trapassanti, viti Fissatore bilaterale viti trapassanti Fissatore monolaterale viti monolaterali Fissatore ibrido viti monolaterali+ fili trapassanti La rigidità del sistema dipende: Dal modulo elastico Dal momento di inerzia Dalle pretensioni Dalla forma dei singoli componenti e dal lorosistema di connessione.
47 Materiali Acciai austenitici al cromo-nichel-molibdeno ecc. (tipo AISI 303, AISI 304, AISI 316, AISI 630, AISI 455) ISO/DIN 7153/1, ASTM F Titanio puro o in lega con alluminio e vanadio (tipo Ti Gr.5 ELIASTM B348 ) Leghe di Al (UNI 9007/2, 9006/4...) Compositi (Ultem, Pom C, Nylon, Peek,...+ fibre) Materiale Peso [Mg/m 3 ] Modulo Young [GPa] Lavorabilità [Ore/lavoro] Costo [Euro/ Kg] Acciaio AISI 316L Titanio Ti Gr Alluminio UNI 9007/ Composito PEEK
48 Sviluppi futuri Fissatori attivi automatizzati che, mediante micromovimenti preprogrammati dallo specialista, stimolino la crescita del callo osseo Costruzione in materiale radiotrasparente per facilitare il controllo della stabilizzazione della frattura in itinere
TESSUTO OSSEO. CARATTERISTICHE: Denso Compatto Solido Leggero Elastico Basso peso specifico
CARATTERISTICHE: Denso Compatto Solido Leggero Elastico Basso peso specifico TESSUTO OSSEO Resistente alle azioni meccaniche (trazione, compressione, torsione e flessione) OSSO (tessuto connettivo) matrice
Tessuto osseo. L osso è al contempo resistente e leggero
Tessuto osseo Forma specializzata di connettivo caratterizzata dalla mineralizzazione della matrice extracellulare che conferisce al tessuto una notevole resistenza e durezza L osso è al contempo resistente
Premessa: Conoscenze del sistema muscolo-scheletrico: Anatomia Fisiologia Biomeccanica
Malattie delle ossa Premessa: Conoscenze del sistema muscolo-scheletrico: Anatomia Fisiologia Biomeccanica Eziopatogenesi: Per FRATTURA si intende una interruzione di continuità di un segmento scheletrico.ma
TRAUMATOLOGIA. Generalità sulle fratture
TRAUMATOLOGIA Generalità sulle fratture TRAUMATOLOGIA Frattura: soluzione di continuità completa o incompleta di un segmento osseo FATTORI CAUSALI Forza traumatica diretta: Forza isolata Schiacciamento
Dr. Alessandro Lorusso Fisioterapista. Docente di: Patologia ortopedica
Dr. Alessandro Lorusso Fisioterapista Docente di: Patologia ortopedica Patologia Ortopedica: Fratture Ossee Frattura e Contusione TRAUMA: Forza diretta o indiretta applicata ad un determinato segmento
IL SISTEMA MULTIFIX NELLA TRAUMATOLOGIA DELL ARTO SUPERIORE
IL SISTEMA MULTIFIX NELLA TRAUMATOLOGIA DELL ARTO SUPERIORE G. GOZZI, B. ZEPPILLI, M. RIZZO, A.M. MATALONI RELATORE DOTT. BRUNO ZEPPILLI OSPEDALE GENERALE PROVINCIALE C.e G. MAZZONI ASCOLI PICENO UNITA
evento meccanico che provoca la lesione (danno anatomico) di uno o più tessuti o organi
Le fratture trauma evento meccanico che provoca la lesione (danno anatomico) di uno o più tessuti o organi trauma componenti del sistema muscolo-scheletrico trauma osso articolazioni tessuti molli (cute,
PRINCIPI DI TRATTAMENTO DELLE FRATTURE
PRINCIPI DI TRATTAMENTO DELLE FRATTURE DOTT. FABIO MASSIMO DE SESSA U.O. Ortopedia e Traumatologia Osp. S. Carlo Genova -Voltri Ospedale Evangelico Internazionale Dott F. De Sessa 1 FRATTURA DELL OSSO
IL SISTEMA SCHELETRICO: GENERALITA
IL SISTEMA SCHELETRICO: GENERALITA Lo scheletro è formato dalle ossa,, dalle parti cartilaginee che ne rivestono le estremità e dalle connessioni articolari che si stabiliscono tra esse Le ossa sono di
Ruolo dell osteosintesi interna nelle fratture del radio distale
Ruolo dell osteosintesi interna nelle fratture del radio distale Giulio Rossi S.C. ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA ASL 4 CHIAVARESE Direttore: P. L. Desirello Vantaggi dell osteosintesi con placca Ripristino
Traumatologia. sesta lezione. a) fratture dell omero
Traumatologia sesta lezione a) fratture dell omero Fratture 9 Casistica: età e sesso 8 7 6 5 4 3 2 1 0 11-20 21-30 31-40 41-50 51-60 61-70 71-80 femmine maschi Tipologia delle fratture 70 60 50 40 30 20
LOTTI DI PLACCHE E VITI IN LEGA DI TITANIO
Le ditte aggiudicatarie dovranno fornire in comodato d uso gratuito i sistemi dedicati all inserimento degli impianti nonché la manutenzione e la sostituzione dei materiali deteriorati. Le ditte dovranno
PROCEDURA APERTA TELEMATICA PER LA FORNITURA IN ACCORDO QUADRO DI MEZZI DI OSTEOSINTESI IN FABBISOGNO ALLE AZIENDE SANITARIE DELLA REGIONE DEL VENETO
Allegato 5 al disciplinare di gara R E G I O N E V E N E T O Area Sanità e Sociale Unità Organizzativa Acquisti Centralizzati SSR - CRAV PROCEDURA APERTA TELEMATICA PER LA FORNITURA IN ACCORDO QUADRO DI
TESSUTO OSSEO ELEMENTI CELLULARI: CELLULE OSTEOPROGENITRICI OSTEOBLASTI OSTEOCITI OSTEOCLASTI COMPONENTE FIBROSA: COLLAGENE
TESSUTO OSSEO ELEMENTI CELLULARI: CELLULE OSTEOPROGENITRICI OSTEOBLASTI OSTEOCITI OSTEOCLASTI COMPONENTE FIBROSA: COLLAGENE COMPONENTE AMORFA: GAG, PROTEOGLICANI GLICOPROTEINE LEGANTI IL CALCIO SALI DI
Le immobilizzazioni permanenti
Le immobilizzazioni permanenti E un metodo di immobilizzazione del sistema muscolo scheletrico che essenzialmente deve comprendere le articolazioni a monte e a valle rispetto al focolaio di frattura. GESSI
SEZIONE A CAPITOLATO TECNICO. Procedura aperta per la. Fornitura di materiali per Osteosintesi - Distretto Collo/Femore
SEZIONE A CAPITOLATO TECNICO 1 Procedura aperta per la Fornitura di materiali per Osteosintesi - Distretto Collo/Femore occorrenti alle AA.SS.LL., EE.OO. e I.R.CC.S. della Regione Liguria N. gara 4307622
DESCRIZIONE GENERALE DEL PRODOTTO Sistema K-NAIL
0045_P021_01a General Description Pagina 1 di 6 Rev 1 del 12/01/2015 DESCRIZIONE GENERALE DEL PRODOTTO Sistema K-Nail è un sistema progettato al fine di portare a una corretta guarigione le fratture delle
L Apparato Scheletrico e Articolare
L Apparato Scheletrico e Articolare Istologia Funzione Morfologia Modificazioni del Tessuto Osseo: accrescimento e riassorbimento Colonna Vertebrale Istologia Il tessuto osseo è costituito da una componente
Pseudoartrosi - Considerazioni generali (M.A. Catagni)
Pseudoartrosi - Considerazioni generali (M.A. Catagni) - Pseudoartrosi senza perdita di sostanza Una frattura ossea può trasformarsi in pseudoartrosi quando, nel trattamento, vengono a mancare STABILITA',
ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA Ascoli Piceno S. Giovanni-Roma Dir. G. Gozzi Dir. U. Minniti Dr. Mario Tangari IL SISTEMA MULTIFIX : CONSIDERAZIONI SULL USO DI FILI METALLICI PERCUTANEI IN TRAUMATOLOGIA TRATTAMENTO
OSPEDALE GENERALE PROVINCIALE C. e G. MAZZONI - ASCOLI PICENO
OSPEDALE GENERALE PROVINCIALE C. e G. MAZZONI - ASCOLI PICENO UNITA OPERATIVA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA Direttore : Dott. Gianfranco Gozzi F. RAMINI, B. ZEPPILLI, V. MAZZONE, G. GOZZI IL SISTEMA MULTIFIX
LCP DF e PLT. Sistema di placche per tibia laterale prossimale e femore distale.
LCP DF e PLT. Sistema di placche per tibia laterale prossimale e femore distale. Ampia scelta di placche anatomicamente premodellate Fori combinati LCP Stabilità angolare Sommario Introduzione LCP DF
FRATTURE dell OMERO e POLSO nell ANZIANO. Unità Operativa Semplice di Chirurgia della Mano Responsabile dr Gianluigi Da Campo
FRATTURE dell OMERO e POLSO nell ANZIANO Unità Operativa Semplice di Chirurgia della Mano Responsabile dr Gianluigi Da Campo FRATTURE dell OMERO e POLSO nell ANZIANO GRAVEMENTE OSTEOPOROTICO OSTEOPOROTICO
Organizzazione del Corpo Umano
Organizzazione del Corpo Umano Cellula Unità fondamentale della vita, in grado di compiere attività di base come la riproduzione Gruppi di cellule con caratteristiche uguali Tessuto Tessuto Epiteliare
Osteogenesi formativa diretta o intramembranosa
Osteogenesi formativa diretta o intramembranosa Dal tessuto connettivo Cellule mesenchimali > osteoblasti Produzione di matrice mucoproteica e fibre collagene Sostanza osteoide Deposizione d idrossiapatite
DIF - Dynamic Internal Fixator
DIF - Dynamic Internal Fixator Serie 5 DIF DYNAMIC INTERNAL FIXATOR Il fissaggio a ponte con placche a stabilità angolare, è il metodo più utilizzato nel trattamento delle fratture metadiafisarie e periarticolari
OMERO DISTALE - OLECRANO
OMERO DISTALE - OLECRANO Serie 2,5-3,5 OMERO DISTALE BENEFICI E VANTAGGI Le complesse caratteristiche anatomiche dell omero distale e dell articolazione del gomito richiedono supporti evoluti e morfologicamente
Frattura dei metacarpi e falangi; trattamento conservativo e post-op. FT Paolo Boccolari SS di Riabilitazione della Mano
Frattura dei metacarpi e falangi; trattamento conservativo e post-op FT Paolo Boccolari SS di Riabilitazione della Mano Da conoscere 1. Localizzazione della frattura (base, diafisi, collo,testa) 2. Geometria
DISPOSITIVI PER OSTEOSINTESI, PER ARTROSCOPIA E ALTRI MATERIALI PER ORTOPEDIA
DISPOSITIVI PER OSTEOSINTESI, PER ARTROSCOPIA E ALTRI MATERIALI PER ORTOPEDIA DESCRIZIONE PRODOTTO Valore biennale Cauzione Provvisoria Numero CIG CHIODO ENDOMIDOLLARE PER IL TRATTAMENTO DELLE 26 FRATTURE
OSPEDALE GENERALE PROVINCIALE C.e G. MAZZONI ASCOLI PICENO
OSPEDALE GENERALE PROVINCIALE C.e G. MAZZONI ASCOLI PICENO UNITA OPERATIVA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA DIRETTORE DOTT. GIANFRANCO GOZZI LE FRATTURE DELL ESTREMO PROSSIMALE DI OMERO, TRATTAMENTO CON UN
Università degli Studi di Teramo
Università degli Studi di Teramo CORSO di LAUREA in BIOTECNOLOGIE Corso Integrato di CITOLOGIA e ISTOLOGIA Modulo LABORATORIO TECNICHE CITOLOGICHE ED ISTOLOGICHE Dr.ssa A. MAURO Tessuti connettivi specializzati
Fratture dello scafoide carpale
Fratture dello scafoide carpale Rappresentano il 90% delle fratture carpali Avvengono, generalmente, per una caduta a polso esteso a 95-100 e deviato radialmente (impatto scafoide-margine dorsale del radio)
APPARATO SCHELETRICO -INTRODUZIONE-
APPARATO SCHELETRICO -INTRODUZIONE- Funzioni dell osso 1. Sostegno: costituisce l impalcatura del corpo 2. Protezione di molti organi (cervello, midollo spinale e tanti organi interni) 3. Leve per attacco
Universitas Studiorum Insubriae Facoltà Medicina Varese Italia. Dipartimento di Scienze Ortopediche e Traumatologiche M. Boni
Universitas Studiorum Insubriae Facoltà Medicina Varese Italia Dipartimento di Scienze Ortopediche e Traumatologiche M. Boni Direttore Prof. PAOLO CHERUBINO Artrodesi tibio-talo-calcaneale con chiodo retrogrado
Montaggio e tecnica chirurgica. Mini-fissatore esterno.
Montaggio e tecnica chirurgica Mini-fissatore esterno. Mini-fissatore esterno Sommario Componenti e configurazioni 2 Indicazioni 3 Montaggio con barra singola 4 Montaggio con barra doppia 6 Rimozione
DISPOSITIVO PER L ARTODESI INTERFALANGEA DISTALE DELLE DITA. ipfix. Tecnica chirurgica
DISPOSITIVO PER L ARTODESI INTERFALANGEA DISTALE DELLE DITA ipfix Tecnica chirurgica Prodotto da : Transystème - France Distribuito da : Medical Due S.r.l. - Via Trento, 43 37014 Castelnuovo del Garda
GUIDA RAPIDA. Artrodiatasi. Distrazione articolare INNOVAZIONE CONTINUA
4 Artrodiatasi Distrazione articolare INNOVAZIONE CONTINUA ARTRODIATASI DELL ANCA Per preparare il fissatore rimuovere la parte femmina del corpo e sostituirla con il morsetto articolato ProCallus per
Gestione della Frattura di femore Nursing Perioperatorio: la Nostra Esperienza con Chiodi Endomidollari
Gestione della Frattura di femore Nursing Perioperatorio: la Nostra Esperienza con Chiodi Endomidollari Stefania Laici - Coordinatrice Francesco Paniccià Strumentista Riccardo Finucci Strumentista Asur
Il Trattamento delle Fratture e delle Deformità nelle Ossa Piccole. Il Minifissatore Pennig. A cura di: Prof. Dr. D. Pennig GUIDA RAPIDA
9 Il Trattamento delle Fratture e delle Deformità nelle Ossa Piccole Il Minifissatore Pennig A cura di: Prof. Dr. D. Pennig INNOVAZIONE CONTINUA FRATTURE METACARPALI Fratture diafisarie del quinto metacarpo
14/10 Tessuti fondamentali, struttura degli organi.
14/10 Tessuti fondamentali, struttura degli organi. Tessuti connettivi (propriamente detti, liquidi o a funzione trofica, di sostegno) Tessuti muscolari (striato scheletrico e cardiaco, liscio) Tessuto
GUIDA RAPIDA. Minifissatori a Slitta. Parte A: Applicazioni nella Mano. A cura di: L. Cugola, Dr. A. Atzei
GUIDA RAPIDA 14 Minifissatori a Slitta Parte A: Applicazioni nella Mano A cura di: L. Cugola, Dr. A. Atzei USO DEL MINIFISSATORE M 103 PER L ALLUNGAMENTO DEL PRIMO METACARPO Inserire una vite ossea con
GUIDA RAPIDA. Artrodesi. Fusione Articolare. A cura di: Dr. S. Agostini e Dr. F. Lavini INNOVAZIONE CONTINUA
GUIDA RAPIDA 5 Artrodesi Fusione Articolare A cura di: Dr. S. Agostini e Dr. F. Lavini INNOVAZIONE CONTINUA GUIDA RAPIDA ARTRODESI DELL ANCA Applicare il fissatore ProCallus sulla superficie laterale della
LEZIONI N 20 E 21 SISTEMI DI COLLEGAMENTO
LEZIONI N 20 E 21 SISTEMI DI COLLEGAMENTO Nelle costruzioni metalliche si pone, in generale, il problema di collegare fra di loro i profilati e le lamiere per realizzare sistemi portanti più complessi:
Patologia acuta e cronica dello scafoide carpale. Sinestesia: C6+ - D. Collarini
Patologia acuta e cronica dello scafoide carpale Sinestesia: C6+ - D. Collarini Generalità sulle fratture 1. Malattia da frattura (disturbi circolatori, infiammazione e dolore): accompagna la guarigione
GUIDA RAPIDA IL FISSATORE XCALIBER ARTICOLATO PER TIBIOTARSICA
GUIDA RAPIDA 18 IL FISSATORE XCALIBER ARTICOLATO PER TIBIOTARSICA 1 GUIDA RAPIDA CARATTERISTICHE GENERALI Il fissatore XCaliber articolato per tibiotarsica è realizzato con materiale radiotrasparente;
APPARATO LOCOMOTORE. Insieme di organi che producono spostamenti in massa del corpo o di singole parti di esso
APPARATO LOCOMOTORE APPARATO LOCOMOTORE Insieme di organi che producono spostamenti in massa del corpo o di singole parti di esso OSSA, ARTICOLAZIONI, MUSCOLI Scheletro: insieme di ossa collegate fra loro
EMERGENZE TRAUMATOLOGICHE TRAUMI DELLO SCHELETRO
EMERGENZE TRAUMATOLOGICHE TRAUMI DELLO SCHELETRO TRAUMA DIRETTO CONTUSIONE FRATTURA DISTORSIONE TRAUMA INDIRETTO LUSSAZIONE FRATTURA FRATTURA- LUSSAZIONE I traumi dello scheletro sono molto frequenti soprattutto
Lo scheletro ha origine dal mesoderma, pertanto, segue linee differenziative di tipo mesenchimale.
Lo scheletro ha origine dal mesoderma, pertanto, segue linee differenziative di tipo mesenchimale. www.fisiokinesiterapia.biz Linee differenziative della cellula mesenchimale a cellula mesenchimale Le
Cartilagine. Funzione: sostegno scheletro embrionale allungamento delle ossa (piastra metafisaria) movimento dei capi articolari.
Funzione: Cartilagine sostegno scheletro embrionale allungamento delle ossa (piastra metafisaria) movimento dei capi articolari Caratteristiche: resistente, elastica, deformabile MATRICE fibre sostanza
Tecnica chirurgica. Placche LCP per metafisi. Per fratture extra-articolari.
Tecnica chirurgica Placche LCP per metafisi. Per fratture extra-articolari. Placche LCP per metafisi. Per fratture extra-articolari. Funzioni e vantaggi Combinazioni senza compromessi con fori combinati
Tecnica chirurgica. LCP Small Fragment System
Placca LCP per tibia distale mediale senza supporto malleolare. Il sistema di fissazione anatomica a basso profilo con stabilità angolare e orientamento ottimale delle viti. Tecnica chirurgica LCP Small
APPARATO LOCOMOTORE. Insieme di organi che producono spostamenti in massa del corpo o di singole parti di esso OSSA, ARTICOLAZIONI, MUSCOLI
APPARATO LOCOMOTORE APPARATO LOCOMOTORE Insieme di organi che producono spostamenti in massa del corpo o di singole parti di esso OSSA, ARTICOLAZIONI, MUSCOLI Scheletro: insieme di ossa collegate fra loro
Applicatori di spongiosa ossea
ART 51 2. 06/2015-IT Applicatori di spongiosa ossea Per riempire i difetti ossei Applicatori di spongiosa ossea In numerosi interventi artroscopici è necessario correggere i difetti ossei mediante riempimento.
SATURNO SISTEMA DI FISSAZIONE ESTERNA HOFFMAN ORTHOPAEDICS
SISTEMA DI FISSAZIONE ESTERNA HOFFMAN ORTHOPAEDICS per il trattamento di fratture complete da polso meta-diafisarie e articolari dei vari arti scegli tra SATURNO NETTUNO PLUTONE Dispositivi Medici Ortopedici
L apparato locomotore comprende: Ossa; Articolazioni (con legamenti e capsule); I muscoli striati; I legamenti. Questo apparato ha funzione di
L apparato locomotore comprende: Ossa; Articolazioni (con legamenti e capsule); I muscoli striati; I legamenti. Questo apparato ha funzione di sostegno e protezione degli organi interni, e permette grazie
Fratture periprotesiche nell artroprotesi di spalla
Fratture periprotesiche nell artroprotesi di spalla Il progressivo aumento del numero di impianti protesici di spalla eseguiti ha reso meno infrequenti le fratture periprotesiche L incidenza di queste
Ossa piatte. Ossa piatte del cranio si sviluppano con modalità diverse dalle lunghe
Ossa piatte Ossa piatte del cranio si sviluppano con modalità diverse dalle lunghe Tavolato interno e Tavolato esterno di osso compatto, racchiudono uno strato di osso spugnoso centrale, Diploe Pericranio
Tessuto Osseo. L osso è al contempo resistente e leggero
Tessuto Osseo Tess connettivo di sostegno caratterizzato dalla mineralizzazione della matrice extracellulare che conferisce al tessuto una notevole resistenza e durezza L osso è al contempo resistente
Synicem Coated Nail. Chiodo endomidollare temporaneo con antibiotico
Descrizione Synicem Coated Nail Pagina 1 di 10 Chiodo endomidollare temporaneo con antibiotico Il chiodo endomidollare rivestito con cemento antibiotato è un impianto temporaneo la cui funzione principale
EFFETTI DEGLI INCIDENTI CON ELEMENTI DI PRIMO
Manuale Operativo SEPES Capitolo 4 EFFETTI DEGLI INCIDENTI CON ELEMENTI DI PRIMO SOCCORSO II PARTE 4.7 TRAUMI ORTOPEDICI Dott.ssa Carla Debbia CONTUSIONI DISTORSIONI LUSSAZIONI PRONAZIONE DOLOROSA DEL
Istruzioni per l utilizzo. Strumenti ortopedici per il piede. Strumenti dedicati alla chirurgia del piede.
Istruzioni per l utilizzo Strumenti ortopedici per il piede. Strumenti dedicati alla chirurgia del piede. Sommario Introduzione Strumenti ortopedici per il piede 2 Indicazioni 4 Tecnica d uso Set dispositivo
1DIF - Dynamic Internal Fixator DIF
1DIF - Dynamic Internal Fixator DIF DIF DYNAMIC INTERNAL FIXATOR Il fissaggio a ponte con placche a stabilità angolare, è il metodo più utilizzato nel trattamento delle fratture metadiafisarie e periarticolari
Patologia apparato locomotore
Patologia apparato locomotore Anca normale Le travate ossee (trabecole) rendono solido il collo del femore Cenni di anatomia Cenni di anatomia Capsula articolare Fratture mediali fratture laterali Circolazione
Costruire sul successo. Sistema di placche VA-LCP per gomito.
Costruire sul successo. Sistema di placche VA-LCP per gomito. Costruire sul successo... Basato sui principi consolidati della tecnologia LCP di Synthes e sulla prima generazione di placche per gomito,
Cause che richiedono il reimpianto
Cause che richiedono il reimpianto MOBILIZZAZIONE ASETTICA DELLA PROTESI Le cause possono essere meccaniche per mancanza di osteointegrazione tra osso ospite e protesi o biologiche per l usura di una componente
Sistema LCP ad angolo variabile per avampiede/mesopiede 2.4/2.7. Placche specifiche per osteotomie, artrodesi e fratture del piede.
Sistema LCP ad angolo variabile per avampiede/mesopiede 2.4/2.7. Placche specifiche per osteotomie, artrodesi e fratture del piede. Tecnica di compressione Tecnica con bloccaggio ad angolo variabile Impianti
LEZIONI PER IL CORSO DI MECCATRONICA TIPI DI COLLEGAMENTO - 02
LEZIONI PER IL CORSO DI MECCATRONICA TIPI DI COLLEGAMENTO - 02 PROF. FEDERICO GRUBISSA ITT ENRICO FERMI VENEZIA TIPI DI COLLEGAMENTO 2 MODI DI IMPIEGO Contenimento degli ingombri: testa svasata o cilindrica
IL FISSATORE DINAMICO PENNIG PER POLSO
GUIDA RAPIDA 10 IL FISSATORE DINAMICO PENNIG PER POLSO parte a: applicazione articolare A cura di: Prof. Dr. D. Pennig 2 GUIDA RAPIDA B1 B2 B3 III IV APPLICAZIONE ARTICOLARE Le fratture che possono essere
Le fratture del femore
Le fratture del femore anatomia del femore prossimale testa collo massiccio trocanterico (grande e piccolo trocantere) anatomia del femore prossimale epifisi metafisi diafisi anatomia del femore prossimale
DI CENTRAGGIO DISTALE
SISTEMA CENTRONAIL SISTEMA DI CENTRAGGIO DISTALE Centronail è un sistema completo di chiodi intramidollari SISTEMA DI INCHIODAMENTO CENTRONAIL La famiglia Centronail utilizza un sistema di targeting distale
INTERVENTO PER FRATTURE MINORI DELLA MANO
INTERVENTO PER FRATTURE MINORI DELLA MANO 2 Le fratture delle ossa della mano possono essere sintetizzate con viti in compressione o con placche e viti Nella chirurgia minore entrano esclusivamente le
OSTEOGENESI. OSSIFICAZIONE DIRETTA (intramembranosa) Formazione di tessuto osseo su una preesistente, pericondrio, osso)
OSSIFICAZIONE DIRETTA (intramembranosa) Formazione di tessuto osseo su una preesistente matrice connettivale (mesenchima,(, pericondrio, osso) (dove? ossa del cranio, mandibola, clavicola) OSSIFICAZIONE
Il Fissatore Dinamico Pennig per Polso. Parte B: Applicazione Extrarticolare. con il Morsetto Radiotrasparente per Polso
10 Il Fissatore Dinamico Pennig per Polso Parte B: Applicazione Extrarticolare con il Morsetto Radiotrasparente per Polso A cura di: Prof. Dr. D. Pennig A 2.2 A 3.2 I II Le fratture che possono essere
ALBERI DI TRASMISSIONE
DEFINIZIONI ALBERO : Organo meccanico atto alla trasmissione di coppie (motrici o resistenti) ASSE : Organo meccanico atto al mantenimento in posizione degli organi meccanici ad esso collegati È soggetto
FRATTURA, INTERRUZIONE DELLA CONTINUITA EMATOMA, OPACO, TALORA VISIBILE IN RX;
TRAUMATOLOGIA FRATTURA, INTERRUZIONE DELLA CONTINUITA EVOLUZIONE: EMATOMA, OPACO, TALORA VISIBILE IN RX; RAREFAZIONE (POROSIZZAZIONE SPONGIOSA, SPONGIOSIZZAZIONE CORTICALE) E RIASSORBIMENTO OSSEO (FRATTURASFUMATA,
TRAUMA NELL APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO. Modulo 3 Lezione E Croce Rossa Italiana Emilia Romagna
TRAUMA NELL APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO Modulo 3 Lezione E Croce Rossa Italiana Emilia Romagna OBIETTIVI Garantire un corretto trattamento delle lesioni muscolo scheletriche identificare la tipologia
All you need. With us. Periprotesiche
All you need. With us. Periprotesiche Periprotesiche I mezzi di sintesi impiantati nell osso periprotesico hanno spesso un elevata incidenza di mobilizzazione causata da molteplici fattori; tra i più frequenti
Il tessuto cartilagineo
Il tessuto cartilagineo CARTILAGINE Tessuto connettivo di sostegno costituito da cellule: Condroblasti, Condrociti, Condroclasti (che derivano dai monociti del sangue) La ECM è compatta e contiene: fibre,
Sistema di osteosintesi grandi frammenti con placche standard in titanio
ALLEGATO A Sistema di osteosintesi grandi frammenti con placche standard in titanio LOTTO 1: riduzione, homann, divaricatori ecc. ), placche e viti da corticale, spongiosa Placche rette in titanio a basso
SUPPORTI VOLARI SERIE MINI
SUPPORTI VOLARI SERIE MINI WRISTAR I supporti Wristar per radio distale volare sono studiati per il trattamento delle fratture intraed extra-articolari e osteotomie Grazie al sistema brevettato di bloccaggio
ALLEGATO A ELENCO LOTTI. (descrizione tecnica dei lotti)
ALLEGATO A ELENCO LOTTI (descrizione tecnica dei lotti) PRINCIPIO DI EQUIVALENZA FUNZIONALE Relativamente alle caratteristiche indicate per i singoli lotti, si precisa che trattasi di specifiche rappresentative
Pallotta F. - Cianfanelli M. Rossetti F.R. Bianco U. Lamponi F. *
Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini Divisione di Ortopedia e Traumatologia Primario: Prof. Sandro Rossetti Unità Operativa di Ortogeriatria d Urgenza Responsabile: Dr. F. Pallotta Pallotta F. - Cianfanelli
Lo scheletro umano è composto da 205 ossa, ha delle funzioni importanti per il nostro corpo,perché sostiene il nostro corpo,ci permette di muoverlo e
Lo scheletro umano è composto da 205 ossa, ha delle funzioni importanti per il nostro corpo,perché sostiene il nostro corpo,ci permette di muoverlo e protegge i nostri organi,sopratutto quelli delicati
Capitolo 3 La torsione Sollecitazioni semplici: la torsione
Capitolo 3 La torsione Sollecitazioni semplici: la torsione Definizione Un elemento strutturale è soggetto a sollecitazione di torsione quando su di esso agiscono due momenti uguali ed opposti giacenti
