Progetto Le vie della Resistenza ( )
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- Agnella Pisani
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1 Brigata Partigiana Ugo Muccini, via (Comune di Sarzana, SP) a cura di Maria Cristina Mirabello La Brigata garibaldina "U.Muccini" prende il nome da Ugo Muccini, antifascista arcolano e si costituisce formalmente a fine estate Ugo Muccini, nato ad Arcola (SP) nel 1910, è dirigente di zona a soli 23 anni, con lo pseudonimo di Omero, della Federazione Giovanile Comunista clandestina. Diventato responsabile nel 1934 dell'organizzazione in tutta la provincia, viene individuato dall'o.v.r.a. nel Guada allora il fiume Magra e si rifugia nella zona di Sarzana rimanendo nascosto per alcuni mesi presso il comunista Dario Montaresi. Nel 1936 Anelito Barontini, anche lui esponente del Partito Comunista clandestino, riesce a far espatriare Ugo Muccini, e con lui l'arcolano Bruno Rolla, cui dà accanitamente la caccia la polizia politica fascista. I due arrivano a Fiume e, aiutati da un finanziere di Arcola, Eugenio Vignale, lì in servizio, passano in Yugoslavia, da dove vanno in Austria ed infine giungono a Parigi, al Centro estero del Partito Comunista. Scoppiata la guerra civile in Spagna, Ugo Muccini si arruola subito nelle Brigate Internazionali e combatte per circa due anni nella Centuria "Gastone Sozzi". Ferito sul fronte di Madrid, dopo la convalescenza, chiede di tornare al fronte per combattere l'ultima battaglia, quella dell'ebro, nel corso della quale muore eroicamente, il 13 settembre 1938, a Sierra Caballs. (Le notizie su Ugo Muccini sono tratte da Neri Giorgio (a cura), Comune di Arcola-A.N.P.I. di Arcola, Percorsi partigiani, Edizioni Giacché, 2005)
2 Preistoria Le vicende di tale Brigata sono assai articolate e, per dipanarle, occorre risalire ad origini più lontane, cioè all'attività dei nuclei di ispirazione comunista che, formatisi all'indomani dell'8 settembre 1943 in Bassa Val di Magra (dove Anelito Barontini ha ristabilito subito i contatti con il centro genovese del Partito Comunista) compiono le loro prime azioni nella zona di Caprigliola, con Primo Battistini "Tullio" e alle Prade di Falcinello con i sarzanesi Paolino Ranieri "Andrea", Dario Montarese "Brichè", Emilio Baccinelli. Poiché però alla fine del 1943 la possibilità di rappresaglie operate sul territorio dalla G.N.R. e dalla Xa Flottiglia M.A.S. si fanno più pesanti, viene deciso il trasferimento dei nuclei di "ribelli" operanti fra i Succisi di Caprigliola, Ponzano e Falcinello, in località più sicura, al Trambacco di Tresana, sul confine fra i Comuni di Podenzana (MS) e Bolano (SP). Tuttavia, dopo poco tempo, verso la metà gennaio 1944, le condizioni di vita in zona spingono un gruppo di vecchi antifascisti sarzanesi, come Ranieri, Podestà, Vesco, Montarese e Luciani a trasferirsi a Zerla (Albareto-PR). Anche da lì però i "ribelli" devono venire via in quanto sulle loro tracce sono i fascisti. Proprio perciò i partigiani varcano la catena del Gottero e raggiungono Popetto di Tresana (MS) che è nel febbraio-marzo il punto geografico di riferimento dei resistenti sarzanesi. Fra i "ribelli" del Trambacco, prima citato, c'è anche una decina di uomini che, raccolti intorno a Primo Battistini, preferiscono andare verso l'alto, alle Prede Bianche, fra Val di Vara e Val di Magra, dove il 30 gennaio 1944 vengono sorpresi e sopraffatti (v. scheda via Angelo Castellini nello Stradario del Comune di Arcola). I superstiti, e fra essi lo stesso Battistini, si recano dapprima a Fontanedo, poi a Rovano ed infine a Mariano nel Comune di Valmozzola (PR). In quest'ultima località, dove agisce la "Banda Betti" affluiscono molti antifascisti arcolani (fra cui Luigi Valentini, Luciano Picedi, Ezio Bassano). Primo Battistini "Tullio", subentra nel marzo '44 al comandante Betti, morto alla testa dei suoi uomini nell'attacco di Valmozzola (v. nello Stradario del Comune della Spezia la voce via Cheirasco Ubaldo), ma, dopo qualche tempo, viene messo in minoranza nel raggruppamento partigiano, a causa dei metodi di conduzione dei "ribelli" (v. nello Stradario del Comune della Spezia la voce via Bertone Flavio, "Walter"). È a quel punto che Battistini si sposta, con alcuni uomini a lui più legati, nello Zerasco (Adelano, Coloretta, Patigno) dando vita, ex novo, al raggruppamento "Signanini", poi, da fine luglio 44, Brigata d'assalto "M.Vanni" (v. nello Stradario del Comune di Zignago via Battaglione "Vanni") e a lui subentra Flavio Bertone "Walter. Quest'ultimo, fra i primi resistenti sarzanesi, è stato fino all'aprile 1944 nelle zone più alte delle colline fra Fosdinovo, Canepari e Giucano e passa nel Parmense proprio nel quadro delle vicende legate alla sostituzione di Battistini. In tale sostituzione gioca un ruolo di primo piano Paolino Ranieri: egli, recatosi
3 infatti in precedenza, su richiesta del C.L.N. spezzino e del P.C.I. nel Parmense, dove sono più attivi i gruppi di "ribelli" e dove, fra le bande organizzate, c'è quella comandata da Mario Betti, composta da circa quaranta uomini, originari quasi tutti della provincia spezzina, svolge una funzione di collegamento con il territorio spezzino. Poiché durante l'assalto al treno alla stazione di Valmozzola operato dalla banda di Betti, quest'ultimo, come già detto, muore, e poiché si origina una forte divisione fra i partigiani del gruppo, i quali non accettano il modo con cui il nuovo comandante (già vice), "Tullio" Battistini, si è posto a capo di essi e li guida, proprio Ranieri, nel frattempo rientrato nello Spezzino con l'intenzione di portare con sé "Walter" e un gruppo di uomini (obiettivo che riesce a conseguire conducendoli appunto nel Parmense), trovata al ritorno la banda pericolosamente scissa in due tronconi, cerca di porre rimedio alla pericolosa situazione. Dopo una nottata assai tesa, caratterizzata da aspre discussioni, viene eletto all'unanimità comandante, per le doti che gli vengono riconosciute e per la stima di cui gode, Flavio Bertone (commissario è Ranieri). L'acquisizione del nome "U.Muccini" e il ritorno dal Territorio Parmense allo Spezzino Proprio la banda dei partigiani di "Walter" (che nel frattempo si è denominata "Ugo Muccini", anche se non tutti sono d'accordo su questa datazione, collocandola alcuni temporalmente prima ed altri dopo) riceve così dalla Brigata Garibaldi "Parma" l'impegnativo compito di liberare il paese di Bardi, operazione da cui nasce l'importante esperienza di una delle repubbliche partigiane, quella del Ceno (che terminerà alla fine di luglio). Dopo l'arrivo a Roma degli Alleati, il C.L.N. della Spezia, verso il 10 luglio 1944, chiede però che il gruppo di "Walter" rientri nella zona di Sarzana, posizionandosi alla Nuda di Falcinello. Qui arriva anche, a seguito di varie vicissitudini, ai primi di agosto, un altro gruppo di partigiani, comandato da Piero Galantini "Federico", anche lui sarzanese, proveniente da una vecchia famiglia antifascista. "Federico", già ufficiale di complemento dell'esercito, renitente alla chiamata della R.S.I., andato ai monti nelle zone interne dell'alta Lunigiana dove, dopo il ferimento di Ernesto Parducci "Giovanni", ha assunto le funzioni di comando della 37 B, a seguito della distruzione della stessa 37 B, annientata dal terribile rastrellamento dei primi di luglio, si è messo a capo del distaccamento "Bottero". Poiché con la fine di luglio aumenta nel Sarzanese l'affluenza di partigiani, si pone la questione di dare maggiore organicità ai 14 distaccamenti, per oltre 800 uomini, articolati da Ortonovo ad Aulla.
4 Costituzione formale della Brigata "U.Muccini" Proprio per corrispondere alla evidente necessità di una più efficace organizzazione, i comandanti dei vari gruppi si riuniscono il 19 settembre 1944 nel bosco di Faeta, dando vita alla Brigata d'assalto garibaldina "Ugo Muccini", con Galantini comandante, "Walter" vice (non viene indicato come tale formalmente ma lo è di fatto) e Dario Montarese "Briché" commissario. Paolino Ranieri, dapprima commissario, viene infatti delegato dal Partito Comunista all'importante compito di Ispettore delle Brigate garibaldine. La Brigata "Muccini" risulta formata da nove distaccamenti "Baccinelli": comandante Flavio Bertone e commissario Guglielmo Vesco; "Bottero": guidato ancora per qualche tempo da Piero Galantini, commissario Guido Bottiglioni; "Gerini": comandante Giorgio Cargioli e commissario Bruno Caleo; "Righi": comandante Renato Caprioni e commissario Mario Portonato (a Caprioni subentra di lì a poco Ezio Bassano); "Orti"(che prende il nome "Cheirasco"): comandante Lido Galletto e commissario Vilmo Cargioli; "Garbusi": comandante Socrate Benacci e commissario Nunzio Badiale; "Signanini": comandante Vincenzo Montani e commissario Angelo Tasso; "Spadoni": comandante Primo Battistini
5 "Tullio"2 e commissario Gaetano Ferrario; "Bertoni": comandante Vitaliano Gambarotta e commissario Luigi Cibei. 2 Nella Brigata "Muccini" confluisce dunque il già ricordato Primo Battistini "Tullio": composti da uomini a lui legati risultano tre distaccamenti della "Muccini", cioè il "Signanini", "Spadoni" e "Bertoni", cui però Battistini vorrebbe dare la fisionomia di battaglione autonomo. Occorre qui ricordare brevemente quanto segue: Battistini, figura di riferimento per molti santostefanesi, già a capo della "Vanni", implicato nel luglio 1944 nella drammatica vicenda tutta interna al movimento partigiano di ispirazione comunista inerente il processo e uccisione del comandante partigiano Dante Castellucci Facio, dopo il terribile rastrellamento dell'inizio agosto 1944, era stato estromesso, per la condotta tenuta nel corso di esso ma anche per un giudizio complessivamente negativo già emerso su di lui in seno al Partito Comunista, dal comando della Vanni (v. voce via Battaglione Vanni nello Stradario del Comune di Zignago e voce identica per il Comune di Rocchetta Vara, SP ). Egli aveva allora strutturato un altro Battaglione, denominandolo "Signanini" (per la denominazione Signanini v. nota specifica nella Scheda via Battaglione Vanni del Comune di Zignago, e voce identica per il Comune di Rocchetta Vara, SP), stanziandolo sulle balze di Monte Grosso. Ma, al momento della costituzione della "Muccini", sempre Battistini confluisce, nonostante un diniego alla sua riabilitazione da parte del Comando Ia Divisione Liguria e parecchi dubbi provenienti da più parti, compresi quelli di alcuni importanti esponenti del Partito Comunista, in tale Brigata. Autore il 24 settembre 1944 dell'azione in cui viene ucciso un tedesco a Ressora di Arcola mentre altri due vengono fatti prigionieri (a seguito di ciò i nazifascisti attueranno una terribile rappresaglia fucilando sempre a Ressora dieci patrioti: v. Scheda di via Fausto Perroni nello Stradario del Comune di Arcola e di via Renato Grifoglio nello Stradario del Comune della Spezia) cerca peraltro sempre di ottenere autonomia rispetto alla "Muccini", causando problemi non da poco, come si evince da documenti consultabili (cfr, pochi giorni prima del drammatico rastrellamento del 29 novembre 1944 la lettera di P.Galantini, in Serie Brigata Muccini, Archivio Storico I.S.R. La Spezia, busta 172). Non a caso i rapporti dello stesso Battistini con la "Muccini" (ma anche in genere con alcuni dirigenti del Partito Comunista, con il C.L.N. e soprattutto con il Comando IV Zona) saranno caratterizzate da relazioni tese e burrascose. In questo quadro, assai articolato e non sempre facile da decifrare e descrivere, Battistini individua ad un certo punto come interlocutori privilegiati gli Angloamericani, tanto che, dopo il rastrellamento del 29 novembre 1944, egli confermerà tale atteggiamento e formerà, essendo andato oltre le linee, un gruppo direttamente dipendente, secondo quanto egli afferma, dal comando Alleato, tanto da far comparire nei suoi carteggi la dicitura "Comando gruppo sabotatori Tullio- Special Force", sebbene anche i suoi rapporti con gli Alleati non risultino sempre positivi. Il gruppo "Tullio", del tutto sganciato ormai da ogni etichetta politica, rientrato poi da oltre le linee, vivrà operando numerosi sabotaggi ai margini della IV Zona Operativa, suscitando e coltivando numerosi occasioni di scontro con il colonnello Fontana, con il Battaglione G.L. "Val di Vara", di nuovo con la "Muccini", fino ad essere invitato formalmente (16 aprile 1945) ancora una volta dal Comando IV Zona Operativa a lasciare tale Zona. Al momento della Liberazione Primo Battistini e i suoi uomini agiscono fondamentalmente nella zona di Podenzana (MS). Avvertenza: per questa nota si è tenuto soprattutto conto dei seguenti testi, compresi i documenti di Archivio in essi indicati: Ricci, Giulivo, Storia della Brigata Garibaldina "U.Muccini, I.S.R. La Spezia, 1978 ( Cap.XII "Il battaglione Signanini e la Resistenza santostefanese", cap.xiv "La Brigata Muccini tra la fine di settembre e l'ottobre 1944", cap. XV "Attività della Brigata Muccini nel novembre 1944", cap. XVIII "La ricostituzione della Brigata d'assalto U.Muccini" e cap. XIX "La Brigata Ugo Muccini di linea"); Neri, Giorgio, Arcola nel movimento partigiano della Bassa Val di Magra-La strage di Ressora, in Comune di Arcola-Comitato Unitario della Resistenza, Arcola tra storia e ricordo , Centrostampa, Arcola, 1996, pp. 53, 54, 55, 56, 57, p.59n.20, e nn.22, 23, 24; Gimelli, Giorgio, La Resistenza in Liguria- Cronache militari e documenti, Carocci, 2005 ( ripercorrendo l'indice analitico di Battistini Primo pp. 38, 75, 96, 167 e n, 173, 175 n, 189, 531n, 532 -
6 Il Comando di Brigata si insedia a Canepari. Frequenti, importanti e spesso clamorose sono le azioni della "Muccini: ad essa aderisce anche un capitano tedesco, Rudolph Jacobs, che nel settembre diserta con il suo attendente, morendo poi il 3 novembre 1944 nel corso di un eroico e sfortunato attacco, da lui stesso organizzato, alla caserma fascista sita nell'albergo "Laurina" a Sarzana. Nell'ambito di tali azioni va ricordato quando fra 25 e 26 settembre 1944 cinquanta partigiani entrano senza colpo ferire in Sarzana per liberare degli ostaggi che nel frattempo però sono stati trasferiti altrove, bloccando completamente la città nella notte successiva; fra 5 e 6 ottobre un gruppo del "Baccinelli" disarma inoltre alcuni soldati tedeschi e i militi della stazione ferroviaria, recuperando armi e munizioni. Tutto ciò è particolarmente insidioso per i nazi-fascisti che attaccano la Brigata il 29 novembre 1944, nel corso di un durissimo rastrellamento (operazione Barbara), previsto dal Comando tedesco sull'arco temporale 27 novembre- 2 dicembre, al fine di ripulire dai ribelli tutto il retrofronte apuanolunigianese. Stretta nella morsa di circa 10 mila nazi-fascisti, cannoneggiata dalla Palmaria, da Punta Bianca e da altre postazioni, la "Muccini" affronta furiosi combattimenti fino alla sera, quando si contano 15 morti e 19 feriti. Si distinguono in particolare i distaccamenti Baccinelli, Gerini e Cheirasco, rimarchevole è anche la condotta dello Spadoni e del Baruzzo. I sopravvissuti si danno appuntamento a Giucano, a mezzanotte, per decidere come procedere. In tale incontro si concorda che il grosso della Brigata si diriga, sotto la guida di Piero Galantini, verso le Alpi Apuane (essa diventerà la così detta Brigata "U.Muccini" di linea)3, mentre Bertone e Ranieri, rientrato da tempo sulla Brigata in qualità di Commissario, sarebbero rimasti nascosti nei boschi della zona per occuparsi dei feriti. Proprio mentre Ranieri sta cercando i medicinali necessari a tale scopo, il 14 dicembre 1944, cade in un'imboscata, viene ferito, arrestato ed incarcerato al XXI fanteria della Spezia (v. nello Stradario, Comune della Spezia, la scheda dedicata a XXI Reggimento, via), dove rimarrà prigioniero, nonostante i numerosi tentativi esperiti per liberarlo, fino al 23 aprile In tali drammatiche circostanze Bertone, affiancato da Dario Montarese "Briché" in qualità di 533, 639 e n., 640, 832 n.); Fiorillo, Maurizio, Tesi di dottorato Uomini alla macchia, Partigiani, sbandati, renitenti, banditi e popolazione nella Lunigiana storica , anno 2005, cap. La questione Tullio, pp (reperibile presso I.S.R. La Spezia); Gimelli, Franco; Battifora, Paolo, (a cura di), Dizionario della Resistenza in Liguria, Genova, De Ferrari, [2008?], voce Primo Battistini pp Per le vicende di Primo Battistini legate al processo e uccisione di Dante Castellucci Facio v. Scheda via Battaglione Vanni, Comune di Zignago, Sp, e Scheda via Battaglione Vanni, Comune di Rocchetta Vara, Sp (nota specifica) 3 Gli appartenenti alla "Muccini", che dopo il rastrellamento del 29 novembre 1944 passano le linee (con una decisione che suscita numerose riserve nel Partito Comunista), lo fanno in modo sparso, e tuttavia sulla base della decisione comune presa a seguito del rastrellamento stesso. Guidano i gruppi che valicano le linee Piero Galantini, Ezio Bassano, Bruno Caleo, Guglielmo Vesco e Carlo Ferrari. Questi uomini oltrepassano il monte Altissimo, arrivano a Pietrasanta, e quindi a Viareggio. Concentrati poi a Pescia, hanno difficoltosi rapporti con gli Alleati e ottengono di essere impegnati al fronte solo il 5 aprile Aggregati al 332 Reggimento di Fanteria americano, partecipano a pieno titolo alla fase finale della lotta, operando in avanguardia fra Carrara, Castelnuovo e Caniparola, precedendo in genere gli Alleati (e lasciando sul campo cinque morti).
7 Commissario, a sua volta catturato ma poi liberato tramite uno scambio nel mese di marzo, riesce a tenere uniti gli uomini rimasti, ricostituendo formalmente il 16 dicembre 1944 la "Muccini", che al 30 gennaio 1945 risulta articolata nei seguenti distaccamenti: "Baccinelli", "Righi", "Picedi", "Gerini", "Baruzzo" e "Spadoni" per un totale di 103 uomini. E sarà proprio "Walter", con la Brigata "U.Muccini", a liberare Sarzana, prima dell'arrivo degli Alleati, il 23 aprile In tale frangente ci sarà sulla piazza di Sarzana l'abbraccio fra Bertone e Galantini, che rientra alla testa della Brigata Muccini di linea, insieme alle truppe americane. Partigiani della Muccini : il terzo da sinistra è Giovanni Venturini, il quinto Flavio Bertone Walter (Comandante della Brigata dopo il drammatico rastrellamento del 29 Novembre 1944), l ottavo è Piero Venturini, il primo in basso a sinistra è Primo Bacchini.
8 Piero Galantini Federico, Comandante della Brigata U.Muccini al momento della sua costituzione il 19 settembre 1944 e poi comandante, dopo il rastrellamento del 29 novembre 1944, della così detta Muccini di linea. Paolino Ranieri Andrea, Ispettore delle Brigate Garibaldi e in alcune fasi Commissario politico della Brigata U.Muccini (fotografia tratta da: (la fotografia ritrae P.Galantini a guerra finita mentre tiene un discorso in piazza Garibaldi ad Arcola ed è tta/cultura/storia/antifascismo_r tratta da Comune di Arcola-Comitato Unitario della esistenza/ranieri_paolino.htm ) Resistenza, Arcola tra storia e ricordo , Centrostampa, Arcola, 1996, p.152) La fotografia del gruppo di partigiani della Brigata Muccini è ripresacompreso il riconoscimento dei singoli in essa- da La Provincia della Spezia, Medaglia d oro della Resistenza, edizioni Giacché, 1997, p. 30
9 Fonti Serie Brigata U.Muccini, Archivio Storico, I.S.R. La Spezia Galantini Piero, La Brigata Garibaldi Ugo Muccini- Vicende e aspetti della resistenza armata sarzanese, in La Spezia, Rivista del comune, n.4-6, 1955 Galantini Piero, Ricordo del partigiano tedesco Rudolph Jacobs, in La Resistenza nello Spezzino e nella Lunigiana, I.S.R. La Spezia, 1973 Ricci, Giulivo, Avvento del Fascismo Resistenza e Lotta di Liberazione in Val di Magra, I.S.R., La Spezia, 1975 Ricci, Giulivo, Storia della Brigata Garibaldina "U.Muccini, I.S.R. La Spezia, 1978 Galletto, Lido, La lunga estate, Ceccotti Editore, 1995 (Cap. La costituzione della Brigata d'assalto Garibaldi U. Muccini Sarzanese, pp ) Neri, Giorgio, Arcola nel movimento partigiano della Bassa Val di Magra-La strage di Ressora, in Comune di Arcola-Comitato Unitario della Resistenza, Arcola tra storia e ricordo , Centrostampa, Arcola, 1996, pp.4560 Neri, Giorgio, Di alcune testimonianze (Giovanni Gattoronchieri, partigiano della Brigata U.Muccini, Michele Bacchini Giuseppe e Luciano partigiano della Brigata Ugo Muccini, Danilo Zappa Boero partigiano della Brigata Ugo Muccini ) in Arcola tra storia e ricordo, cit. Bertone, Flavio, Ezio Bassano l uomo e il partigiano, in Arcola tra storia e ricordo, cit. Comitato Provinciale Unitario della Resistenza della Spezia, Walter, Un uomo della Resistenza, Edizioni Giacché, 2000, con particolare riferimento a Estratti dalle interviste rilasciate da F.Bertone a Teleliguria Sud (L'altra faccia del personaggio, a cura di E.Colombo nel 1998) e all'archivio storico della regione Liguria nel 1994, pp.15-29; Testimonianza rilasciata da Paolino Ranieri pp ; Testimonianza rilasciata da Piero Galantini pp Neri Giorgio (a cura), Comune di Arcola-A.N.P.I. di Arcola Percorsi partigiani, Edizioni Giacché, 2005 (Cippo di Enzo Fosella, Lapide a ricordo di Ezio Bassano, Cippo ai caduti del rastrellamento del 29 Novembre, Cippo di Valentini Luigi, Cippo di Ivano Franciosi Gimelli,Franco; Battiflora, Paolo, (a cura di), Dizionario della Resistenza in Liguria, Genova, De Ferrari, [2008?]. In tale testo so0no ritrovabili i seguenti nomi di partigiani, utili per capire anche le vicende della Muccini : Barontini Anelito pp , Bertone Flavio p.56, Galantini Piero p. 159, Montaresi Dario p.240, Ranieri Paolino pp Devoto, Angelo; Manfredi, Jolanda, Vitozzi, lo scugnizzo, Storia di un bambino partigiano, Edizioni Giacché, 2012, cap Gori, Vega, "Ivana"- Mirabello, Maria Cristina, "Ivana" racconta la sua Resistenza- Una ragazza nel cuore della rete clandestina, Edizioni Giacché, 2013, cap. 25 aprile 1945, pp za/brigata_partigiana_ugo_muccini.htm option=com_content&task=view&id=59&itemid=84
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