Ncopp o ponte e Grazzanise
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- Lidia Belloni
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2 TURILLO PARENTE Ncopp o ponte e Grazzanise FOTOVERSI 2
3 Ai miei genitori per il dono della vita A mia figlia per l occasione di viverla secondo volontà di Dio Al volontariato per la possibilità di interpretarla autenticamente 3
4 PRESENTAZIONE S ono felice di presentare l ultima fatica del prof. Turillo Parente, che già ha collaborato con la mia azione pastorale, offrendo per una causa benefica la produzione del calendario Grazzanise Quest opera, il cui ricavato servirà a finanziare un iniziativa della nostra comunità parrocchiale, rappresenta un tentativo di ricondurre ad una visione unitaria l identità della comunità locale. In questo libro, infatti, sia nella sezione legata al territorio che nelle altre tre sezioni, la gente di Grazzanise può ritrovare una parte di se stessa (come del resto io stesso mi sono ritrovato!) e le ragioni del proprio modo di essere. In questo senso non posso che apprezzare l iniziativa alla quale - voglio sperare - ne potranno seguire altre. Padre Francesco Monticelli Parroco dell Annunziata 4
5 D INTRODUZIONE opo la pubblicazione del Canzoniere grazzanisano e del Calendario Grazzanise 2000, giunge alle stampe, questa raccolta di poesie dal titolo Ncopp o ponte e Grazzanise, di Turillo Parente, coautore del calendario e ispiratore della pubblicazione del Canzoniere. Si tratta di una raccolta di versi elaborati dal 1998 ad oggi, ai quali sicuramente ne seguiranno altri, vista le vena tuttora prolifica dell autore. Per favorire una lettura più disinvolta si è pensato di raggruppare le poesie in quattro sezioni. Una prima è dedicata a temi, storie e riflessioni legate in qualche modo alla realtà di Grazzanise. In esse, spesso senza veli, vengono fotografate d impeto alcune situazioni ed eventi che in qualche modo hanno caratterizzato e caratterizzano la vicenda di Grazzanise e della comunità locale. In realtà l autore in prima battuta aveva pensato di titolare l opera con Fotoversi proprio per sottolineare che l ispirazione gli è giunta da situazioni concrete e reali. In questo modo è riuscito a impressionare la realtà, consegnando alla storia, con il consueto spirito caustico e mordace, dei ritratti di vita comuni e una riflessione su alcuni problemi emergenti. La seconda sezione è titolata saggezza e sentimenti. In essa l autore svolge, attingendo ad un esperienza antica, mutuata dal contesto sociale e culturale del territorio, una riflessione, talora disincantata, sul caleidoscopio di emozioni e sentimenti che spesso scuotono il cuore di tutti e di ciascuno. Una ulteriore sezione è dedicata al tema ironia satira. In essa, quasi attingendo a piene mani dalla tradizione poetica più salace e sarcastica, Parente prende di mira vizi pubblici e privati, atteggiamenti spesso incoerenti e le fratture tra l enunciazione di principi e la vita vissuta che spesso caratterizzano tante persone. E particolarmente importante capire che, anche in questa elaborazione sarcastica, senza veli, senza sconti, guardando in faccia alla realtà, l autore cerca di trarre insegnamenti e una morale condivisibile da proporre ai suoi lettori. Infine vi è una sezione dedicata all impegno sociale dell autore, alle passioni e alla fede, anche nelle sue forme tradizionali e folcloristiche. Impegnato da alcuni anni nella problematica della prevenzione e recupero delle tossicodipendenze, Parente si sofferma ripetutamente su queste esperienze di marginalità e di sofferenza, lasciando però sempre intravedere la speranza, che dal fondo di ogni vicenda umana riesce ancora a fare capolino Per la parte relativa all amore, tenta di sfatare taluni luoghi comuni, di guardare a questo sentimento senza le consuete visioni edulcorate, facendo anche trapelare il senso della sofferenza, dell alienazione, della tensione, dell ipocrisia, spesso presenti all interno della vita di coppia. Infine, sulla fede, l autore prende di 5
6 mira, con il consueto sarcasmo, taluni luoghi comuni della tradizione religiosa locale, spesso distante anni luce dalla fede come esperienza del Cristo risorto. La suddivisione in quattro sezioni è puramente semplificativa in quanto spesso le composizioni si ritrovano a cavallo di più sezioni, raggruppando in sé, ad esempio, il valore dei sentimenti, quello dell amore e della saggezza.. Si può, inoltre, affermare che è una sottile filigrana che regge l impalcatura di tutta l opera, E quella di una ricerca progressiva e costante di una forma lirica appropriata. E facile vedere come l evolversi cronologico porti lentamente ad una maturazione poetica. La produzione appare sempre più matura, il ritmo più cadenzato, l espressione più sicura. Rimane la questione del dialetto. L autore ha scritto servendosi del dialetto propriamente locale che mutua solamente una parte di quello napoletano. Talune espressioni sono diverse rispetto all idioma partenopeo. Attinge unicamente alla tradizione locale, spesso arricchita da inserimenti di altre culture e lingue, non ultimo dell italiano corrente. La finalità dell opera è quella di offrire ancora una volta a Grazzanise uno spaccato della vita di questi anni e di porre su di un piano puramente lirico quella tempesta di sentimenti, di contraddizioni, di vita vissuta di cui l autore è testimone in prima persona. In questo senso la platea più direttamente coinvolta è quella grazzanisana, cui l autore si rivolge in un ennesimo gesto di solidarietà e d amore, come peraltro già testimoniato in occasione del Calendario. Infine un riferimento al titolo. Il Ponte per Grazzanise rappresenta il luogo di incontro, di confronto, talora di scontro e di pettegolezzo. E la piazza grande di Grazzanise, quella che nella tradizione greca, era l agorà. E il posto dove si può parlare di sport, di politica, di cultura, della vita di tutti i giorni. Insomma si tratta di un momento di incontro che può scandire continuamente la vita di tutti i giorni. G. A. 6
7 PREFAZIONE C erano una volta i cantastorie. L autore di questa raccolta pare volersi ritagliare un posto in tale compagnia, Si badi, qui non si tratta di passioni forti e di grandi temi civili, bensì di piccoli episodi di vita e folclore locali, utilizzati per dare sfogo a una vena poetica subitamente manifestatasi che l autore stesso dice-promette di voler chiudere con questa esperienza. Chi si accinge a leggere questi componimenti, sgorgati in modo assolutamente spontaneo e composti senza alcuna preoccupazione tecnico-stilistica,è avvertito: non vi troverà Sonetti dalla perfetta struttura, né Liriche altamente musicali, né Odi trascinanti, ma facili versi e pillole di saggezza popolare, domande irriverenti e osservazioni pungenti, piccoli quadretti di vita sociale, molto familiari al lettore per essere i temi delle conversazioni pubbliche. Un piccolo episodio, un fatto di cronaca, un disservizio, diventano oggetti dello sguardo di Turillo Parente, occasione per liberare la sua verve creativa. Anche quando sembra voler fare il censore, la sua ironia prende il sopravvento, si impadronisce del tema e smorza i toni duri, così che anche chi la pensa diversamente si trova coinvolto dalla facilità del suo verseggiare. Dall insieme si ricava l impressione di una società che a volte gira secondo ingranaggi che sfuggono al buon senso. L autore, che si fa interprete e portavoce degli interrogativi della gente, rimane perplesso di fronte ad una realtà sociale che egli vorrebbe diversa. Tuttavia, il rischio di una denuncia qualunquistica delle cose che non vanno, viene schivato dalla giovialità con la quale egli vede fatti e personaggi. In ultima analisi, è proprio il senso dell ironia l asse portante di queste poesie, il tema unificatore di soggetti tanto vari e diversi. L autore si diverte e vuol farci divertire, trascinandoci lungo percorsi che non avremmo mai immaginato. Un piccolo sorriso di compiacimento comparirà senza dubbio sul volto di ogni lettore. Sarà, tutto sommato, una lettura gradevole. Franco Tessitore 7
8 U quadernetto U tutto è nato da nu quadernetto, aggiu araputo e pagine e aggiu letto. Nu quadernetto niro e malandato a uttantanne scurdato e abbandunato. A còppa steve scritto..per memoria, comme a na spinta verso a poesia. E chelle ccose me songo annammurato e stuorto o ntuorto aggiu accuminciato. Parole che parevano magia m'annu sfrenato tutt a fantasia. O nonno m'ha ammiscata a malatia e mmò avita suppurtà chesta mania. 8
9 Me sfezejo Ie me sfezejo a scrivere strunzate o ffaccio cu piacere e m addecreje, si chesto a quaccùno nun l aggrate o chiude o libro oppure s ammurbeje. Ma quacche vvote esce a cosa seria e si a quaccheduno cheste fa piacere, pensanne che putesse passà pe poesia, le dico grazie, senza cchiù pretennere. 9
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11 In anteprima E chello che sta scritto dint a sta collezione me tocca in anteprima dà na spiegazione: ca data che ce stà se po verificà che chello che sta scritto è tutta realtà. L'augurio che me faccio è che passanne o tiempo e ccose se cagnassero e ghiessero a bontiempo. E quanno fra cient'anni se leggene sti ccose a mè me fa piacere si sò cagnate e ccose sì o tiempo cagne e ccose pe me è felicità, chello che scrivo mò è tutta realtà. 11
12 Ncopp o ponte e Razzanise Ncopp o ponte e Razzanise u pensiero sfarnecheja, si nce stai cchiù e nu mese chille proprio trafaneja. Si nun vvuò che si sparlata te conviene a cagnà strada, che si a tiro si nquadrata fanno male cchiù e na spada. Settembre
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14 A banca e Razzanise Dint' a banca e Grazzanise puorte e sorde a miliuni, è 'na banca del senese e ce fotte a nuje cugliuni. Quanne i capi vanno o Palio stanno bbuono in colonnina, ma pè nuje nnanze o patìo nun ce sta manco a panchina. Quanne faje 'o versamento chille 'a rete te curregge! Te cuntrolla ogni mumento ce staje stritto comme 'o gregge. Nce bastasse 'o nummariello p'aspettà in serenità, l'usa pure 'o solachianiello e na linea a limità. Nu custasse sorde assaje, n'hanno colpa gli impiegati, ma i capi nun vonno maje e nuje simme mal ripagati. Dint a posta è tale e quale stanno e ffile fino a fore, i vicchiarielli stanno male p a stanchezza ce se more. Chist è o sud maltrattato, nonostante daje miliuni, semp o stesso è bistrattato tanto so bbuone guagliuni! Agosto
15 A fila a banca S è aggiurnato u Paschi e Siena mo a miso tre panchine, llà c iarrupusamme a schiena nun ce vene u mmale e rrine. Ma ca fila nun ce simme sempe n ora ammà spettà, fino a quanno cià facimme nun o riesco a immagginà. Mo tu suonno nu display pe nun ffa a gomitate, e sapè si u turno è o tuoje o invece sarà e chillate. Agosto
16 A machinetta (autovelox) Ncopp o ponte e Razzanise nu semaforo ce sta può passà pure co russo, maje nu vigile ce sta, e si quacche vota o vide nun te mporta fa lo stesso, sempe e spalle a parluttà, nun te vede lo stesso. Quacche vvota frisc'appriesso, segna pure ncòpp a carta, ma stavota nnave colpa si quaccuno le fa a parta. Mò è arrivato o commissario stu problema vo risolvere annascuso, mmiez e piante, sotto o specchio e telecamere. Sì o sistema è da carogne, legalmente se ppò ffa', moralmente nun va' buono; piglia i soldi e vv a pagà. Pe l'utente è deprimente, sape sule e punizione mentre jesse tutte buono sì ce fosse prevenzione. Settembre
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18 A Maronna e ll Arco Aggiu pregato tutt i Santi nciele l'aggiu stracciato a cuollo tutt'i vele, e juorno e notte nu m'allentavo maje p'avè na razia che n'arrivava maje. Na notte me scetaje a dint o suonno e comme a chillo che nun se mette scuorno, c arraggia e na jastemma ce pregaje: chi Cristo o chi Maronna me po fà sta razje. Allora asciste tu, Maronna e ll'arco e me tirasti nsalvo ncòpp a ll'arco. O cielo tuttu quanto alluminasti e sotto o manto tuoje me piazzasti. Maronna e ll'arco bella e stì battienti spazzasti via o mmale comm o viento. Allora na prumessa te facietto... perciò i porto chesta fascia mpietto. Aprile
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20 A Maronna e Padre Pio Ie so ddevote da Madonna e ll Arco pecchè ma ddate segni de putenza, l aggiu pregata e maje so stato stanco a Razja che ma fatte è na grandezza. Se so avverate cose strabiliante che me so state ditte dint o suonno ma si ce penze so tante frasturnante e nun so certe frutto e chistu munno. Ncape a cappella steve Padre Pio a braccia aperte cu na gran risata e me diceva: si tu aje fede in Dio statte tranqillo doppe sta nuttata. Tutto s è avverato puntualmente c aiuto da Madonna e Padre Pio, manco l immaginavo dint a mente mò s è verificate grazje a Ddio. Aprile
21 Annanze o bar 1 Alluccano comm pazzi dint a notte ca birra annanze assieme o mazzo e carte, e nun s'avverano ch'è passata a mezanotte a gente dorme, ma chesto è ccosa a parte.. Ie ce purtasse sotto a casa lloro sultanto na mez'ora, a fa schiamazzo, e pe vedè si quaccheduno e lloro nun ce fujesse e corsa nanze a mazza... So tre o quatte ca vocia chiù pesante, alluccano pecchè so meglio e l'ate, O sbaglio nun'è possibile ignorante, si no ce ponno correre e mazzate! luglio Un antica tradizione locale, retaggio dell antica cultura agreste e della cantina, viene presa di mira dall autore per essersi ridotta solo a motivazione di schiamazzo. O tuocco è divenuta un occasione non tanto di commensalità e di cordialità, quanto di liti frequenti e di disturbo della pace notturna, E contro questa pessima abitudine, trasferita in alcuni bar per la scomparsa della cantine, che l autore interviene auspicando, sarcasticamente, che prima o poi siano, per una sorta di contrappasso, i familiari stessi degli autori di tale usanza a subire le conseguenza di un frastuono notturno con relativa perdita di quiete e di sonno. 21
22 A munnezza Tutt'attuorne è munnezzare, accussì nce se sta male, stà inquinato terra e mare Grazzanise è tale e quale. Mmieze e strade sta a munnezza, quanta cane vanno a spasso, 'a stessa cosa è pure a Brezza e te sbarrano pure 'o passo. I marciapiedi chine e erba, mai nisciune leve e carte, cca ce stà sule malerba e nisciune ne piglia parte. Maggio
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24 A Padre Pio Ce a voglio dedicà cu tutto o core mio a n'omme che avuto e piaghe comm a Cristo. O Santo e chistu seculo se chiamme Padre Pio pe ogni pizzo e munno Isso è stato visto. Pe tutti sti paisi, na statua l'annu fatto, mmo pure a Grazzanise o vonno venerà. O populo compatto ca culletta che a fatto na bella statua e bbronzo ce a piazzata ccà. Speramme che stu Santo prutegga a tutti quanti e nce dunasse gioia, pace e serenità. E chello che cercammo po bbene e tutti quanti nun sule e Grazzanise, ma pe l'umanità! Marzo
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26 A prucessione da Madonna Ie nunn i veco mai pe n anno sane o jorno da Madonna pare nu sciame, arrivano da vicine e da luntane in bella mostra e diceno: ccà stamme! Fanne a cazzotte pe sta in prima fila, hann acquisito o posto pe diritto, e pure si ce vanno a cientemila nunn e spuoste a llà manch e nu dito. Se fanne i ciente metri bene in vista chille appen asciute a dint a cchiesa, e comme gire l uocchie i pierde e vista e po t accuorge ch è già arrivata a resa. E po nunn i vide cchiù pe tutte l anne pe salutà nce vò a prucessione, chella che se fa a mò a nat anne tanto è n optional messa e comunione. Settembre
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29 A vita 1 Ce simme riuscite nata vota, che bella cosa farlo, ogni vvota. C'iammu mannate già tanti guagliuni speranne che ce cacciano i cugliuni! Chello che vvoglio dì è nu mullate, si no turnate ancora merce e ll'ate. Pe vvuje mò s'accummincia a vita pecchè dint a stu mumente site nate. Vat a mparà ancora a camminà perciò, guagliù, state in Comunità! Chilli che ce stanne le fà onore e ancora tanti c iannarà st onore. Pure che ce sò state sti sbandate u fatto che ce avite ripensate, dimostra che quaccòsa ate capite, che a cosa chiù importante è sule a vita! 1 L autore apre, con un filo di malinconia e di speranza, la finestra su un mondo nuovo per la nostra realtà locale, figlio dei tempi nuovi e della mancanza di punti di riferimento: il mondo delle tossicodipendenze. Per porre argine al fenomeno e aiutare i giovani che vivono il problema, da qualche anno opera in S.Maria la Fossa un centro di ascolto per recupero di tossicodipendenti, collocato presso la Chiesa parrocchiale. In una breve pennellata esprime il dramma di questi giovani ma anche la soddisfazione che nasce dal fatto che in molti di essi possono, se vogliono, venire fuori dal giro, attraverso l ingresso e la permanenza nelle comunità terapuetiche. L autore che opera con altri volontari nel suddetto centro, non nasconde le difficoltà e la fatica della vita in comunità, ma sottolinea quella strada per un percorso di recupero efficace. 29
30 Settembre 1998 Comme se passa o tiempo Tu vuò sapè che se fà a Grazzanise: o ponte, o bar e abbascia a Cchiesa! O ponte ca vocca risolvone i probleme, ma quacche vvote pure se tremme. O Bar ce se passane e jurnate, vevenne birra tra nu tuocco e l'ate. Abbascia a Cchiesa ce se fanne e passiate, camminanne pe vie do paese malandate. E ce s arrive fino a Chiesa Rann, pe turnà o ponte o bar, o solito tran tran... Agosto
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32 Chillo che cumanne Ce sta sempe chi vo stà ogni vvota mmiez o mazzo, vonno sule cumannà e nun farse maje o mazzo. Se vuleva organizzare dint o paese i Boy Scaut, è arrivato nu Signore... " Mo, facc'io o Capo Scaut." Ce va bbuono pure a nuje, ma!.. e figgliete ce mmanne? Che pazziamme, nun sia maje, io so chillo che cumanne! Aprile
33 Ciccio Pantani A picculi passetti, lemme lemme cu nu bastone o lato a mano destra pare che se fa o giro e Betlemme e saluta tutt a gente a manco e destra. Quatte giri a matina e quatte o juorno uttantaquatt anni turzo fiero e tuosto senza mancà nu giro maje e nu juorno gira e rigira sempe po stesse posto. Tene pe nome Ciccio e po Pantani oramaje è addeventato nu personaggio nun và certo e corza comm a Pantani anzi o cuntrario se ne và adagio adagio. Agosto
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35 Compa Ciccio Compa Ciccio Tessitore è stato gran scrittore tra francese e dialetto s è mustrato intenditore, tanta memorie remote a saputo accuppià jenne mmiezo a tutta a gente pe scavà a verità. È stato bravo o prufessore che a tenuta sta pacienza spiccicanne tutte e carte cu bravura e competenza. Po a nzippato dint o computer e a miso a faticà, e nnè sciuto che nnè sciuto tutti quanti ammà pprezzà. E i che songo lu nipote e Parente Salvatore mo propongo a tutti quanti un applauso o prufessore. Gennaio
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37 Ce hanno misse dint o bacino O bacino è un autorità nunn è o retro da signurina, cchiù na casa nun se fà l operaio dorme a matina! Chesta zona è bistrattata nsanno manco addò se trova, l hannu date nata batosta l aeroporto è nata prova! Chesto è o colmo da scalogna pecchè l acqua è latitante, chesto è proprio na vergogna chi a fatto è nu gnurante! Giugno
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39 E marciappiedi A via Cesare Battisti hannu fatto e marciappiedi e ce stato nu via vaje e ngigneri e cuntrullori. Chilli poveri operai a cient uocchi bbersagliate chi sa dint a chella capa che jastemme hannu menate. So nu poco appuzzuttati sia di nome che di fatto ma cchiù belli ce parimme cu parcheggio sistimato, C è vuluta un aspra lotta pe levà e stacciunate però certe chiù tranquille mò se fanne e passijate Marzo
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41 E porte e bbronzo A chiesa d Annunziata s abbellisce e porte mò ce facimme e bbronzo, a gente che collette se sbelisce però stavota a suppurtato o sforzo. Che si se caccia o sorde e se fa a porta u sforzo che se fa è suppurtato, si po t accuorge che niente se ne mporta quaccosa nun ce quadra e s è mbrugliato. So sule quatte i pannelli interessati i fatti cchiù importante e chesta fede, a vvote parimme tanti disperati. ma tutto se risolve quanne se crede. Do Paraviso vulimme àrapì e porte e a ricordo e chist anno Giubilare, pe simbolo ce mettimme e porte chi fatti invece damme tant amore. Novembre
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43 E vutazione So sempe sule chiacchere e maje fatti, a còpp o bancariello ciabbuffano e prumesse, avimme assistite sule a malefatti, a nnuje ce annu fatto sempe tutti quanti fesse. Stu povero paese triste e maltrattato mo va cercanne A SVOLTA pa salvezza, comme a nu pezzente abbandunato che cerca e se n ascì a sta tristezza. Marzo
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45 L acqua a Grazzanise E' arrivata na bbulletta dint a cassetta aggiu truvata, nsaccio manco e che se tratta 'o pustine m ha purtata. Stammatine è chella e l'acqua maje a tiene e sempe a paghe, pure si nze maje annacqua caccia e sorde a coppe e paghe. Pe tà bbevere nne ccosa sempe o bar lle' accattà, o chè latte o altra cosa tè sprecà pà raccattà. Pa purtà o primme piano a currente e cunsumà, o si nò manco na mano ce riesce a te lavà! Quanne trase e quanne jesce ogni vvota lè pagà, a bulletta trase, a lira jesce, sule l'acqua nun ce stà!.. Marzo
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47 Nu paese malandato Chisto è nu paese malandato che pure o Pataterno s à scurdato. Simme rimaste ancora o setteciento ma e tasse che pagamme so cchiù e ciento. Che ce sta o sinneco, oppure o commissario, e ccose stanno scritte sultanto int o diario. Na villa e na panchina t a suonne tutte e matine addò nu vicchiariello s arrupusasse e rrine. I ggiuvane ce stanno tutti quante male pecchè nun ce stà manco nu circolo sociale. E comme tanta vote chest'organizzazione l avrai che prumesse de vvutazione. Gennaio
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49 Duje belli personaggi Vò ricurdate a zi Giuvanni o spuzzino nu bello personaggio e Razzanise, che nsieme a zi Peppe Berolino facevano a gente divertì ca rise. Ca rise e facile battute, cu l'acqua e cu bontiempo e barzellette pronte a purtata e tutte, facevano capì comme se passe o tiempo. E quanne quacche vvota verenneme abbattuto, Isso s'avvicinava c'amore e prepotenza, capenne che ce steve quacche tuorte avuto guardanneme diceva, pigliateve nu pìnulo, chille e strafuttenza!." Gennaio
50 O curredo a Grazzanise 1 Chistu è nu messaggio a giuventù ie nce spero tanto e me spiegà che chesta cosa mò nun serve cchiù perciò si loro vonne annà cagnà. Sorde sprecate e sacrifici e morte pa gente che nun po ma s adda fà sta cosa che se chiamme a dote a parte e coppa mò chiù nun se fà Panne a vinte, a trenta o a quaranta cu cheste certe nun s accatte ammore, doppe quatt anne a taglia è de cinquanta tutto te và cchiù stritte pure int o core Pe dinte a cascia sta tutto o curredo ancora da bisnonna ammerlettato si vuje nunn o sfatate chistu credo o matrimonio è sempe chiù ricattato. In quantità e sprechi nce ne stanno sciuri e video-foto cchiù e ciento che vanne in abbandono doppe n anno ma quanne e faje vedè sò nu turmiento A dote facitevella dare o stesse spennitavelle a gusto comme piace cu sti sprechi nun ve facite fa fesse o curredo date a sorde arreca pace Ie ve pozze sule cunsigliare e spennere sultanto o necessario pe curredo purtateve l ammore a dote vera è quanne arriva o figlio. Aprile La dote, retaggio del passato, continua a pesare sulla nuove coppie, anche di fronte a problemi rilevanti, come la mancanza di risorse. Per l autore è un inutile spreco ed una tradizione da cancellare o da riformare. Meglio limitare la dote allo stretto necessario e spostare le risorse in altri ambiti della famiglia. 50
51 O Ponte e Razzanise Quatte o cinque amici, ma so proprio veri amici? Ncòpp o ponte e Razzanise, stanno sempe, jorni e mise.!.. M'ata credere, senza nomme, ncòpp a parola e omme. Stanno sempe, tutto l'anno, primme e nate nun se ne vanno. Nun se spostano nu jorno, i che bella faccia e cuorno! A parlà di fatti e l'ati, songhe bravi tutti quanti. I problemi che risolvono a parola nun se contano. Loro stanno fermi là, a parlà tra uno e nate aspettanne che i fatti anna fà sempe chill'ate. Ma u cchiù bello o ssaje qual'è'? Che mmai bbuono u fatto è! Agosto
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53 O ponte e zi Paulo 1 Chi tene nu defunto a ccumpagnà o ponte e zi Paulo nu pò chiù salutà. Doppe mill'anni e pure e cchiù chesto a mò, nunn'è possibile chiù. O mese e giugno du nuvantanove è sciuta n'ordinanza, siente a nova: dint a nu colpe, sparisce a tradizione senza truvà manco nu poco e opposizione. Mo tutto s'è cagnato, pure a tradizione u tutto a beneficio d a circolazione, che si pe nu minuto se fermava o ttutto nu succedeva niente pe rispettà o llutto. Giugno Il 28/5/1999 la Commissione straordinaria, che governa il Comune di Grazzanise, emana l ordinanza 17, con la quale impone che i cortei funebri si sciolgano in via Annunciata. Contro questa ordinanza, che muta la civile tradizione di accompagnare i feretri fino al vecchio limitare dell abitato ( o ponte e zi Paulo) l autore reagisce, in forma sarcastica e amara, lamentando come una tradizione antica venga d un botto cambiata da amministratori che, peraltro, non appartengono neppure a Grazzanise. Forse è un tributo che si deve ai tempi moderni e al traffico veicolare, ma per l autore è una motivazione secondaria rispetto al senso di partecipazione e di solidarietà per un lutto. 53
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55 O rilogio do campanaro O miereco ma ditto: tu e durmì, si nò co tiempo vaje in esaurimento. Ma comme pozzo fa si sto accussì si chistu tic toc è nu turmiento, Si quanne tutto tace dint a notte e cu pensiero cirche e arrupusà, pe t assurbìre da jurnata e botte che te riserva a vita e vvuò scurdà. T arriva puntuale comme a morta ogni quarto e ora nu rintocco che serve sule a ffa spaccà l aorta p allucche che ce daje a ogni tocco. Quanne po ce avvicenamme e ll una e staje a piglià suonno pa stanchezza t arriva a scarica e na quinnecina e sti rintocchi che sò scrianzatezza. E nun se scassa maje chist orologio è a cosa che funziona cchiù assaje quanne se rompe corre l aggiustaggio o rieste invece nun s acconcia maje. Dicembre
56 Padre Francesco Monaco sgorbutico e acculturato a purtato tante belle nuvità, nunn avimme maje pagato vive u culto e povertà. E nu monaco pugliese capitato a chesti pparte, tene a capa e calabrese nunn o firme quanne parte. Putesse ancora migliorà si tenesse cchiù pacienza, si se pònesse in carità ne beneficiasse l adunanza. Tanta gente a aiutato che collette che a fatto, a soccorso u malandato chisto è nu dato e fatto. S è criato u movimiento da dduje anni a chesta parte, è nato pure o Rinnovamento e n a pigliato pure parte. Cheste ccose positive tanta gente l apprezzate, sule quacche recidive tira ancora mazzulate. Ottobre
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58 Pe putè manifestà Passianne a cinque all'ora cu na penna e nu blocchetto, assettate dinte a macchina ca sigaretta mmano, ciento targhe nce signamme, accussì po mi bacchetto, chistu popolo s'ammerita pecchè avizata a mano, pe putè manifestà cu diritto e civiltà. S'è permesso e reclamà chesto nunn'aveva fà, cu sistemi democratici mo ti faccio rientrà dint a fogna addò anna stà, senza maje protestà. Dint o sfogo d a prutesta, a parola c'è scappata ma pe nuje concittadini c'interessa a soluzione, quacche cosa è stata fatta, sotto o segno "ispettorato" tante cose nce aspettamme, ma cu meno confusione. Ottobre
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60 Piazza ziè Teresina L' accordo nun ce stà dint a Commissione, o nomme a chesta piazza è proprio complicate, 'a gente è frasturnata da tutte sti miliune che addà pagà che tasse pa cosa già donata. Addò na vota steve l'orfanotrofio e Fatima, nu belle municipio mò ce stanno a ffà, ma si quaccuno se ricorda da buon anima l'accordo ncòpp o nomme nun se riesce a ffà. Forse ce sta quaccune che chesto s'arricorda, che chillu bellu luogo co core fu donato, perciò in commissione le fa tirà a corda e o nomme fino a mò n'è stato concordato. Sì dipendesse a me, int a piazza ce mettesse ogni sette metre na comoda panchina, e quasi certamente tutto se risulvesse, e o nomme ascesse sulo Piazza Ziè Teresina. Settembre
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62 Sinneco e vigili O sinneco ha ditte e fà o servizio ma pe risposta so arrivate e multe che tènene o sapore e fatte a sfizio a tipo blitz pe aizzà o stolte. So arrivate lettere e denunce so intervenute pure i sindacati, è stato ditte chillo vo fa o duce pecchè i vo vedè cchiù appiedati. E state chieste cchiù prevenzione e molta cchiù presenza e visibilità, senza ricorrere sempe a contravenzione senza girà a tre o quatte assieme pa città. Luglio
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64 U millennio e Grazzanise 1 a scalinata E' passato nu millennio, Razzanise nn è cagnato sò aumentate quatte case,tutt o riesto è malandato. Si se guarda dint o passato, quasi niente è migliorato, pare proprio fatto apposta, ma Quaccuno!..S ha scurdato pur a mente e l abbitanti è prigioniera dò squallido passato mò speramme pe sti giuvene in un duemila cchiù emancipato. Ottobre Questi versi vengono composti e stampati volutamente con un struttura crescente, quasi fosse una scala. L autore esprime il significato di tale scelta compositiva del testo laddove parla di un paese, la sua Grazzanise, che non riesce a risalire la china dell abbandono e dell arretratezza, consolidata nel corso di decenni. E quasi un grido soffocato, comunque sommesso, per chiedere una speranza per Grazzanise, affinchè, riposti i luoghi comuni e il carico di povertà, il paese possa mettere le ali e volare verso traguardi di progresso e di rinnovata umanità. 64
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66 U paese che nun vvò truvà l amore "Eri un ragazzo di un paese che non sa dove andare perchè tra quello che cerca non vuole trovare l'amore " Avevi una vita, un lavoro, un amore, una casa, ma si è spezzato tutto come una lama taglia una rosa. Cu cheste parole accumincia a canzone e Federico* dedicata a tragedia crudele di un amico. Songhe parole vere, crude e senza velo che si rifliette, te fanno avizà u sguardo o cielo. Purtroppo e stu paese è a cruda verità e cu sti ccose stammo all'avanguardia da società. Pe mmieze a nuje serpeggia egoismo e cattiveria e cu sti problemi arricchimme a miseria. Chistu paese che nun vvò truvà l'ammore è destinato a vivere a cultura du terrore. Speramme che a generazione del duemila n'avesse fa pur'essa sta squallida trafila. Novembre 1999 * Figlio dell autore 66
67 O malcuntento Ce stanne malcuntenti contro o sinneco da Svolta è nu gruppo e minoranza e nu poco e maggiuranza sembra strana chesta cosa ma a politica è stravolta sempe a cerchio a parluttà a prutesta sempe avanza. Songhe cose stupidelle ca co tiempo fanne male sott o fuoco si se sciosce prima o poi fà a lampata cunsiglieri a pierdetiempo nun ce servono, è normale, là ce vonne gente attiva nòn chi passa a matinata. Quacche incarico sbagliato certo pure è stato dato, ma ce dico a stu gruppetto e agì speditamente si quaccosa nun ce quadra le levassero o mandato, o facessero al più presto ma u tutto legalmente. Si se stà pe mmiez a via a sparlà pe juorne e mise senza agì speditamente, ma che prove dint e mmane, e nun s esce allo scoperto, se fa o mmale e Razzanise attaccate si è overo e facitelo cadè, o si nò levate mane. Ottobre
68 U parlà bene Mia moglie a ditte sempe." parla bene, tu nun' me pare maje nu prufessore..." però so stato sempe uno perbene, e maje me sò sentuto nu dottore. So stato sempe appriesse a nu pallone e nzieme a me è sciurute a giuventù, me so pigliato e meglio suddisfazione, facenne sempe quacche ccosa e cchiù. U parlà bene serve poco o niente, si e giuvene nun ce saje dà u ttu, serve sultante a mpapucchià a gente mentre into munno s addà dà e cchiù. Dicembre
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70 U puitiello 1 Oggi haggiu visto l ultimo puitiello; e quatte si rimmasto sule tu. vicino a casa e Feluccio Mattiello pe testimonià o tiempo che nun torna cchiù. A gguardia du passato staje e picchetto e poco cchù luntane sta a funtane. Staje llà comme a nu monumento i cinque posti comme so luntane. E comme sò luntane chilli tiempi, quanne se pazziava e cinque posti. E vvero! Chille erano brutti tiempi, però nun ce stevano manco i brutti posti. Dicembre Quattro piccoli poggi a un incrocio ritornano alla mente dell autore come un luogo nel quale ci si incontrava con i coetanei per giocare e intrattenersi. Il posto era nei pressi della Chiesa di Montevergine, nell attuale Piazza del Monumento o piazza Diaz. E lì che si trascorrevano intere giornate, a giocare semplicemente e ad intrattenersi. Tra i giochi cui i ragazzi davano vita vi era quello dei cinque posti in cui uno di essi tentava di conquistare un poggio mentre gli altri quattro scambiavano di posto. Grande la valenza evocativa riposta nei versi e il ricordo dei tempi, sebbene non fossero tra i più felici per la dilagante povertà, seguente alla guerra, nei quali non v erano brutti posti. 70
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72 SAGGEZZA E SENTIMENTO 72
73 A delusione Stavota è troppo forte a delusione che a capa se n è juta in confusione. Me giro attuorno, stongo comme o scemo tanto che manco a morte cchiù ce temo. Stavota nce perduto proprio a faccia si gghiuto sanu sanu sotto a feccia. 73
74 A facciata Che bella facciata che nuje ce tenimme pe chi ce vede pure invidia ce n'avimme, ma sulo o Pataterno o po sapè chello che ce sta chiuso dint a mè. Parlanne che gente è tutto troppe bello pò quanne staje o stritto è nu sfraciello, e comme passene e juorne e i misi sane senza che tte n'accuorge pe semmane. Senza parlà e maje avè nu sguarde pecchè e ccose vere nunn e guarde. E quanta sofferenza dint a chesta stanza che me ce vene u schiattamiento e panza. Nisciuno sape niente, è tutto belle, pure si e vvote ce rimitte a pelle. Ma comme è bello stu palazzo argiente pa gente che ce vede ma nun sape niente!... 74
75 A felicità E mmò me sente comme a nu Rre, e mmò nisciune è chiù felice e me. Chistu mumento tanto aggiu sperato, e doppe tantu tiempo è arrivato. Voglio cantà, voglio abballà, pe ciente juorne ancora festeggià. Ancora nsaccio dicere che provo doppe tant'anne che a murì stevo. Spero sultanto che chesto dure si nò ca capa sbatto nfaccia o mure. 75
76 A miseria umana Mo s è chiuso pure chistatu filone chesta è l ultima prova che ce faccio me sento vuoto comm a nu bidone ispezionato a fondo da nu setaccio. A dinto tengo sule nu gran vuoto pensanne a chesta vita tutta strana, me sento comm a nu pallone sgunfiato quanne m accorgo da miseria umana. 76
77 A morte A morte mpruvvisamente vène manco luntanamente nce se penza, te s agghiacciasse o sango dint e vvéne si tu sapisse ll ora da partenza. 77
78 A palma ipocrita A dummenica de Palme è na farsata, è fatta tutta quanta e ipocrisia, mille surrise a vocca spalancata a Palma nce se scagna mmieze a via. Ma tutto chesto sule cu l amico, t abbracce te ce vase e sò carezze, ma comme vide chillo ch è nnemico tu gire e spalle e chesto fa ribbrezze. 78
79 A paranoia Voglio assettarme a rete a scrivania voglio girà o munno ca fantasia. O voglio sezionà a fette a fette senz avè bisogne e l'internet. O voglio guardà cu l'uocchio dell'ammore e putè fa bene a ll'ate cu tutt o core. Chistu viaggio me dà tanta gioia che int a na bbotta me passa a paranoia! 79
80 A poesia Ma che è a poesia? Sensazione e melodia, ammore arravugliate dint a sentimiento, parole che s inseguone dint a sta memoria, gliuommero e pensieri che creano turmiento. Pe mmiezo a chesti ccose te nasce a poesia, attimi che acchiappe pe dint a chesta mente che ce rifliette a còppe cu tanta fantasia, pare che dice tutto ma po nun dice niente. 80
81 A ragiona Porte sfunnate, macchine sfasciate, finestre rotte, vetri sfrantummati. A vita riserva sempe sti mazzate, si nze ragiona chisti so i risultati. Ma che te ncazze a ffà, tanto nnu cagna niente. Cu chi t a vuò piglià si nun ragiona a mente. 81
82 A salute Che bella cosa è essere pezzente senza tenè problemi dint a mente. Basta tenè i sordi pè campà senza bisogno maje e arrubbà. Sta smania de dinare nun me piace, pecchè pe sempe ce se perde a pace. A vita è bella sule ca salute, che quanne tiene chella tiene tutte. E comme nce diceve o detto antico:.. " basta nu tuozzo e pane e nu muojo e frisco!." 82
83 Bonasera Bonasera!.. Bonasera a tutti quanti vuje, comme vulesse stà nu poco assieme a vuje! Senza tenè pa capa sti pensieri, senza suffrì pur'oggi comme a ieri. Vulesse stà nu poco rilassato scurdanneme nu poco do passato, assapurà a gioia e chesta vita cu tutta a mia famiglia riunita. 83
84 Comme a n auciello Comme a n'auciello vulesse vulà, vulesse girà pe mare e pe muntagne; ncòpp a na frasca me vulesse appusà, sentì e suspiri e pure e lagne da gente e stu munno che nun se ferme maje; vulesse girà pe mare cielo e terra, nun me vulesse arrupusane maje pe me gudè sta vita bella ncòpp a terra. Sentì e fesserie de nnammurate che ammore se prumettono in eterno, e pò vedè che vanno nsieme all'ate a faccia de prumesse dell' eterno. Me vulesse addivertire veramente, si n'auciello putesse addiventare; passanno da pianta a pianta allegramente dicenne a tutt a gente: " V ate amare! " 84
85 Damme e sorde E cchillo se ne vene!.. Damme e sorde, nu sape che a sta recchia simme surde.. Ie te putevo dà na bbona mana ma tu vulivi sulamente a luna. Se vede che i cunti nunn i saje fà, si no nun ce venivi a parte e ccà. Si ognuno dint a cervella e nate riuscesse a penetrà dint e nuttate, veresse nu cerviello arruventate pe fa quadrà e ccose sistemate. 85
86 Dint o pensiero Si ognuno dint a cervella e nato riuscesse a ce trasì pe nu mumento, n'infarto le venesse sull'istante, scuprenne che le passe dint a mente. E' meglio lassà e ccose comme stanno, si ancora vulimme campà corcat'anno;. pecchè si s'arrivasse a leggere int a capa, ogni persona a ll'ate cià tagliasse a capa. 86
87 E capa soja je penso ad alta voce e me dispero e nummere ce dongo natu poco. Ie parlo sule, ma sempe ce spero che chillo se convince a poco a poco!... Si pò fà sempe e capa soja che ce sbattesse pure contro o scoglio. Isso è padrone da vita soja, lassasse vivere a mia comme voglio 87
88 E genitori Me porto dinto all animo o rammarico e. maje cucculà i genitori in vita, o ddico sule a tte mio caro amico fallo tu che ancora e ttiene in vita. Quann era o tiempo, sti ccose nné pensavo, invece de vasà le prucuravo pene, e mmaje nu poco me ce suffermavo pe ddicere na vota Ve voglio bbene. Pure che internamente mmo sentevo nunn haggiu fatto mai sfacciatamente, sempe internamente mmo tenevo senza maje abbracciarli fortemente. 88
89 E stelle Guard e stelle dint a notte quant è gruoss o firmamento, stu pensiero fa mille rotte nun se ferma nu mumento. Chesta mente pensa a tutto, mentre guarda a naso in su, po se perde appriesso o tutto e nun s arraccapezza chiù. 89
90 Guardanne o mare Guardanne o mare che nun se ferma maje me pare a capa mia chiena e guaje. L'onda do mare s'allonga ncòpp a sabbia ie cu sta capa ogni mumento smania. L'onda do mare co riflusso fruscia comm o pensiero che int a mente scioscia. E comme o pescatore into mare pesca o pesce pescanne dint o pensiero a vita mia cresce. 90
91 L attesa da nascita Sò attimi d attese sò attimi e speranza, mumente a sciàto appise cunturcimiente e panza. L attesa e stu mumente fa vivere o passato, scunvolge tutt a mente!.. U future è già arrivato. 91
92 L attimo Vivi l attimo fuggente o presente è già passato resta sule dint a mente ma nunn è maje turnato. O ricorde è permanente e chist attimo vissuto è state buono o malamente nunn è maje tutte perduto. 92
93 Ma ommo! Ma ommo, o ssaje chi è? Chi tene e palle; no certamente tu, che nun tiene orgoglio, a cierte ccose tu ce fatte o calle, e palle ttoje mo' so sule coglie. Nun t'è rimasto manco a dignità, di onestà nun parlamme proprio; si stato sulo bbuono a sottostà senza capì nu cazzo, Santu Ddio! 93
94 Na nennella Fernimmela na vota, ma pe ssempe: sta storia nun me piace a troppe tiempe! Ie t'aggiu ditte sempe nunn è ccosa, ma tu testardamente nce vaje a casa!. Tenive na nennella, ha chiante tante annascunnuta aréte a cchelli piante. Tu chella sera aje preferite a n ata che i chiante a fatte fà nun sule all'ata, mò e ccose sò cagnate: o tiempe è triste, mo mittete int e mmane e Gesù Cristo. 94
95 Nisciuno te pensa Può parlà, può alluccà, ce può pure contestà!.. E quaccuno.. viene a ccà, te fà pure protestà. Tanto a storia nun se cagne, gira e vota è sempe a stessa. Comm a giri e comm a cagne, a pagà sò ssempe e fessi. 95
96 Nunn ammurbà Si o core chiagne, a vocca falla ridere nunn'ammurbà a gente che stà attuorno. Nu ponno o dulore tuoje fà scumparire perciò tu è inutile che ddaje catuorno. Si tiene nu dulore è sulo o tuoje a gente attuorno a tte aggrogne e spalle. Chello che ttiene a dinte tu sule o ssaje è inutile che ce pubbliche o giurnale. 96
97 Obbedienza Quanne ta liegge chesta poesia e quacche vota vaje a tirà o cunto, t accuorge quante soffre l anima mia quanne tu dice fa chesto e chello, punto. Ie te distruggo parola mia d onore,punto! Chisto è l'ammore tuoje mai gentilezza, a vita assieme a te è obbedienza, punto! Maje na parola dolce,sule rozzezza. Il grande amore oppure ti denuncio a tipo zero sette cu tante forzature ie spero che fernesse cu st'annuncio si nò sta capa a sbatto contro o mure 97
98 O pensiero Ncòpp a rena guardo o mare stu pensiero s alluntane, pò ritorna quanne pare ncòpp a riva ce se spanne. Pò ritorna in alto mare se trastulla ncòppe all onna, fino a che riesce a stare senza maje pensà a na donna. Comme chesta se fà strada nfunno o mare lu ricaccia, llà se ncontra o pesce spada buca o core e po o straccia. 98
99 O percorso Quanne staje sule ce avissa pensà o percorso ch e fatto int a vita, quanta cose ce vulisse cagnà ma ormaje l occasione è svanita. I segreti ti puorte dint o core ogni ccosa sta chiusa cu ttè, la ce stanno gioia e dolore a che serve parlarne e pecchè? 99
100 O sconforto Addò t'addà venì e fà quaccòsa, si dinte o core tiene nu dulore. A vita me pareva tutta rosa, e invece tanta vote ce se more. 100
101 O suonno Maronna mia, si fosse sempe ovère, si nun ce turnasse cchiù, che piacere!.. Ie tenghe na paura e me scetà a chistu bellu suonno che stò a ffà. Ce tremme tuttu quanto ca paura e me truvà ancora a vocca amara. Mo c'haggiu assapurato chestu ddoce, doppo tant'anne e purtamiente e Croce, ie ce ringrazio tutti i Santi ncielo che a nanze all'uocchie s è levate o velo. 101
102 Pare mill anne Pare mill'anne che passe chist'anne!. o ssiente sempe e dicere a tant'anne. O ddice o viecchio e u giovane a troppo tiempo, po quanne arriva o juorno nun c'è cchiù tiempo. Pare mill'anne che passe chist'anno!. o ddice pure chi tene nu malanno. Sta cantilena dura a tantu tiempo, che a vote pare che s'è fermate o tiempo. E dicenne sempe cheste pe tant'anne, dicenne sempe che pare mill'anne, ammu fernuto n atu calendario che s è purtato appriésso n'anno millenario
103 Parole d ammore Ponn'essere belle,ponn'essere brutte, si e ssiente cu core, si pienze che vonne so sempe parole che danno nu frutto si 'acciette c'amore, aiuto e conforto sicuro te danne. So tutti suspiri ammiscati a cunsigli, assieme a parole che toccane u core, che nu genitore pò bbene de figli, s'abbraccia na croce cu tutto l'ammore 103
104 Pecchè chesto Ritirate nu poco cu te stesso, guardate a dinte cu serenità, tutti chist'anni passati cu essa nunn e avute maje felicità... E si te s'addimmanne: pecchè chesto?" Tu subbito rispunne è colpa e l'ate!... Essa te dice sempe cu mme resta si nò io nce more suicidata. O saccio, ie so sicuro, nun me sbaglio, tu si nu fauzone cu te stesso, tu tanta vote pienze ch e fatto u sbaglio, però te si fissato sule cu essa. Siccome si guaglione chine e core ce tuorne sempe sule pe pietà, quanno te dice: "Ie mò, ce more.." ca lacrima a cumanne te se fa!
105 Sacrifici je l'aggiu dato istruzione e posizione, facenne sacrifici a còppe a pelle, in cambio aggiu avuto delusione e mò me guardo ncielo tutte e stelle... A vote me ce vene forte a nustalgia e ce turnà arète e nun fa cchiù niente, pecchè si po' me piglia a pucundria me sento scuraggiato e perdo a mente. 105
106 Si chiude ll uocchje Si chiude ll'uocchje veco tanta cose cu ll'uocchje apierti ie nun veco niente. Si e tengo chiusi chiaro songo e ccose si e tengo apierti vanno comme o viento. Si chiude ll'uocchje veco o munno sano, riesco a penetrà dint o profondo. Ce veco tutta a gente che ce stanno ncòpp a stu pizzo e munno ca è rotondo. E gira e gira e nun se ferma maje, ce vaco co pensiero ncapa a gente, che pensa a vita e nun s'arrenne maje luttanne contro o munno allegramente. 106
107 Sto sule Mò so rimasto sulo comm a nu turzo, si nun me stongo attiento m arravoglio. Co tiempo esco sicuramente pazzo e chesto è a cosa che cchiù nun voglio. Se songo alluntanati tutti quanti pecchè songo arrivato ncopp a feccia. Primme era a prucessione e Santi mò invece chiù cu nisciuno se ntreccia. 107
108 Te ringrazio Si n'esistisse tu comme facesse: t'avessame nventà ca fantasia. Ie senza e te sperduto me sentesse, comme a nu cane sule mmieze a via. Ie te ringrazio pa forza che me daje, pe tirà nnanze e affruntà e ccose. Chello che provo ie tu nunn o ssaje, a quanne nce staje tu so tutte rose. 108
109 U consulente Me ce vò nu consulente tutto sule nun saccio fà, nce vò uno che me sente mentre cerco e orchestrà. Chi se pensa che sule isse sape fà da sule e ccose, certamente tene e fisse e se tira sule e ppose. Nu cunsiglio è sempe buone, specialmente si to dà, quacche amico cu passione che maje chiede e sule dà. 109
110 IRONIA E SATIRA 110
111 A vocca è nu strumento A vocca è nu strumento che tutte i canti fà, o te dà tanta turmiento o te fa addicreà. Nce può avè nu favo e miele si te vonne strunzià, o si nò nu sacco e fiele si te vonne arravuglià. 111
112 A fata Dint a sera guarde e stelle, tu ce pienze sule a chelle. Te pareva na pupata era bella comm a fata. Quanne po t arretenate int a na botta s'è cagnate. Nunn'è cchiù a bella fata, mo na strega è addiventata
113 A femmena mbastucchiata Quant'è brutta a femmena mbastucchiata: se pitta co penniello e c a matita; a faccia a tene chiena e na pumata; o smalto nce se mette ncòpp e ddita. E tutto chesto pe ffa fesse a nnuje! Poveri scieme, carimme dint o trucco! Dint a rete ce carimme a dduje a dduje e quann'esce a vera faccia stamme e stucco! 113
114 A femmena Pe dint a capa tene tante ccose tu guaje si vai a dicere quaccòsa Tu te sta zitto e maje può parlà pecchè tu parle ma a deciso già. A femmena è fetente, che ne saje, è bbone sule a ffa passà i guaje!... A primma fesseria che tu e fatto è stato e ce cadè o primmo impatto. Comm'era bella e cara, che pupata, ma scesa dall altare è già cagnata!.. Da casa è a regina e a principessa ma ogni quanne vò, te ce fa fesso!
115 A fenestrella Fenestrella affaccia a via quanta cose può cuntà! Si ce stesse na bucia nun putesse assai durà. Tu staje sempe e sentinella notte e juorno a osservà, che succede dint a stradella e maje niente faje scappà! Guarda a chisto, guarda a chillo po ce appizze pure e rrecchie, e si a bella vasa o bellillo tu strumbazze comme e ppecchie. 115
116 A mbambulata A mbambulata è bella comm a fata pa fà cadè nce basta na guardata, se guard attuorno pare na mbranata, quanno le parle risponne ca risata. Pe ncòppa e sciure chella ce sfarfalla, e comm è bella chella pupatella pe chi a vede le pare santarella, senza sapè che è tutta pagliaccella!
117 A pernacchia Chiù e ddoje ore a mezanotte siente o squillo, chi sarà? Na pernacchia dint a notte nun te pò fa arrupusà. Chi sarà! Saranne amici che se vonno sfizià, si ce pienze fino e dieci na risposta nun ce stà. Addimmanne o jorne appriesse nè Pascà, si stato tu? Accussì vai sempe appriesse, è stato isso o pure tu? Sarà chisto, sarà chillo, sarà stato nu merdillo, sarà stato nu strunzillo, certamente è nu cachillo! 117
118 A rota e scorta O sango tuoje è addiventato acqua ormaje è liquido senza chiù sustanza, chi sentimenti tuoje chella se sciacqua si n ommo pèrzo senza chiù speranza. O sango che tenive è scumparuto nun c è rimasto manco chiù o culore, mò che staje confuso e nzallanuto si arridotto a n ommo senza onore. Te tene dinte a morza dell attesa, e mentre che prumesse te se porta cu dduje nnammuràti se fa a spesa e tu si addiventato a rota e scorta. 118
119 A vacanza Si nun ce staje ca capa che vaje a ffa in vacanza? Quanno staje bbuono e capa può sta pure int a stanza. Pure si vaje alle Hawai nun serve proprio a niente, che si ce stanne e guai maje s arreposa a mente. 119
120 Comme vene Piglia a vita comme vene nte fissà ncòpp e problemi, soffre pure chi te vò bbene si le crije chisti patémi. Statte calmo nun suffrì o sinò ce mitte e penne; chesta vita và accussì o suppuorte o pagh e pene. Ogni ccosa vene o tiempo e sapè sule aspettà; S impotente e pierde tiempo tu e voglia a spreggiurà!! 120
121 Cu l uòcchi Si putesse sparàne cu l uòcchi quante palle vulesse menà, e menasse nte palle e l uòcchi a chi sempe ma fatte penà. Cu pensiero e ca forza da mente o bersaglio nun putesse mancà, tutte e ccose che venene a mente nun mme fanno pe niente esità. 121
122 E fregature A primma fesseria e chesta vita, ie si tò ddico certo nun me cride, è chelle e te spusà ca fede o dite pure si chillu juorne sempe ride. Te pare c haje acchiappate o ciele mmane tuttu cuntiente si gghiuto sull'altare, senza sapè che e firmato na cundanne e sta sempe suggetto a tutte ll'ore. A siconda fesseria e chesta vita, è chella e costrui' na casa a sola, stai sempe a faticà pe tutta a vita e t'arriduce chi buchi dint a sòla. Pe tutta a vita tu le ricercate pa' fine t'addimmanne:.."ma a che vale? "... e mò che cheste ccose le truvate staje comme a chi a firmate na cambiale. 122
123 Fio Fisso Fio Fisso fessu fesse se futtette tutt'allesse, po guardava int o pignate pe truvarne ancora ll'ate, a dint' a pentule du lardo se futtutte lu mallardo. Se dicette pa campagna Fio Fisso ve se magne!.. Fio Fisso che era u fesso chianu chianu ve fa fesso. E Fio Fisso ncòpp o munno ce ne stanne nu zuffunno e si nun ve state attiente ve se fottene int a niente 123
124 I giurnalisti Ancora n'aggiu letto n'articule pungente, so tutti adulatori e buoni a ncurnicià, e pure tanta cose ce passano pa' mente ca e putesse scrivere pè ffà sollecità. Ma cheste nu conviene si no ce vaje contro invece è meglio a stà da parte e chi sta ncòppe, e nun ce mporte manco che a vutate contro, tanto so tutte cose che e dice sempe doppe... Invece a me piacesse n'articulo pungente che a verità dicesse si s'addà merità, ma si invece no, s'addà tenè a mente, e l'articolo che avuto e corz' addà straccià! 124
125 I Parrucchiani Cu chesta poesia me voglio divertì, vedimme si Quaccune ce sape intervenì!.. I Parrucchiani e cierti paisi, chille assettate ncòpp e scanne, si mo se fanno a risa, quanno moreno ce se dannene. L'offerta è volontaria, semp a còpp o tariffario: battesimo e comunione, cresima e matrimonio; vicino a sacrestia, in bell'esposizione, sta scritto quanto paghe, cu tanta devozione. L'offerta speciale è sule pe defunti, ce pensano i parienti a fà quadrà i cunti. Si po dint a busta è poco, te piglie na partaccia e niente se ne fregano che ce se perde a faccia Esimio Quaccune, si o Sacramento sadda' rà, addò sta scritto che sadd à paga? Cari zì Parrucchiani, quanno jate all'aldilà, pe trasì int o Paraviso u tariffario nun ce stà! Tutt' i soldi fatti cca, a llà nun se ponno usà, a busta a purtà llà, è sulo amore e carità!
126 L appuzzuttata Me sò fatto na guagliona songhe proprio affurtunato, tutti dicene ch è bbòna me sò proprio già scucciato Quanne a guardo da vicino quacche cosa nun me quadra, forse stò mbriacato e vino ma quaccosa è fuori squadra. Tène o labbro tutt abbuttato sott o seno sta nu taglio, guardo o naso è addirizzato tène l uocchi a spicchio e aglio. Chiù nna voglio sta guagliona comme a me è capitata, sa pigliassero sta bbòna chesta è tutta appuzzuttata. 126
127 Male e bbene Male e bbene da femmena vene! Maje detto fu tantu azzeccato, chi tò ricorda è pecchè te vò bene tienele a mmente e si mieze salvato. Chella è strisciante comme o serpente comme all aquila è na rapace, se fa credere quanne te mente te votte a mmare si nun vò pace. 127
128 Mo nun sierve cchiù Pover ommo, nel senso e povero uomo, ce si carute a dinto tomo tomo. E mmo te suppurtà pure a lagnanza, che pe te è tutto schiattamiento e panza. Quann'era o tiempo che le facive comodo, te se trattava bbene e ssempe a mmodo. Mo che nun sierve chiù te dà disprezzo, si addiventato uno senza prezzo. Te siente e dicere ogn'ora e ogni mumento, in modo che le tenè bbuono a mmente.. Ma che ce staje a ffà ncòpp à sta terra, sierve sultanto a spurcà ppe terra. 128
129 Nunn è tutt oro Nun'è tutt'oro chelle che lluce, e vvote nun me pare manco ottone. Guardanne meglio sotto o raggio e luce t'accuorge che e pigliato nu bidone. Tu te pensave...mo tengo o munno mmano... pe paricchi anni e fatto o scendiletto, mo te si accorto che è stato tutto vano, chella nunn è bbona manco dint o lietto. 129
130 O Spitàle Sti Spitàli fanno schifo è na cosa vergognosa, o problema nunn è o tifo ma a gente che stà nascusa. Quanno arriva nu malato stanno sempe cchiù e trè, comme maje fosse arrivato se cuntinua a ffà u cafè. O nfermiero fa o dottore nze capisce proprio niente, u dottore o bbarrelliere u parente è u mmalamente. Ce stà troppa cunfusione è na barca alla deriva, ce vulesse u mazziatone pi purtà nu poco a riva. 130
131 O cellulare Te si fatto o cellulare mò me pare nu giullare. Mentre parle vaje a spasso ma o nervoso nun te passa. Quanno chiamme pare n'omme ma risponne a Telecomme. O cliente che ttu vuò ce pruvane chiùmma mò. E po chiamme nata vota e si risponne chesta vota, nnanze e arète vaje a spasso e o scatto fuje e passa. Già tre schede e cunsumate pe parlà ca nnammurata. Quann è a fine de parlate po t accuorge che vò a nate. 131
132 O lotto Sò sule mazzate, nun pigli maje niente nce vai a jucà e pierde cuntiente. Ddoje vote a semmana me parene troppo e botte so assaje e vvene l'intoppo!.. Nce resta sultanto a speranza e nu terno ma cheste so ccose che aspiette in eterno. 132
133 O purucchiuso Nu purucchiuso tirchio e chino e sorde na notte se scetaje a dinte o suonno verenne int a penombra appeso e corde nu sacco gonfio e tunno comme o munno. Zumpave ncòppo o lietto spaventato leggenne a scritta che ce steve ncòppe, tutti i sorde tuoje mme sò pigliato stu sacco mo te lasso chino e toppe. Nu zumpo ce facette chiù e tre metri tutti i cassetti attuorno arruvutave, cu l'uocchi apierti chine e tanta spettri dinto e cassetti niente cchiù truvave. E quanno rinvenette du spavento, na voce le dicette; nnu fa niente, vicino a isso steve u cchiù pezzente e mmano ce teneve pane e niente. 133
134 O specchio O spirito rimane sempe giovane l involucro se fa sempe cchiù viecchio, te passeno pe cuollo e corza l anne e sì rimasto senza cchiù o cupierchio. Te si curvato ncoppe a nu bastone e cirche aiuto a vocca e a fantasia, pe tte sentì ancora nu guaglione ma o specchio te fa passà a frenesia. 134
135 Ogni capa nu tribunale. Addò stanne cchiù persone nun ce sponta maje juorno, tutti quanti hanne ragione e se fanne o llargo attuorne. Ogni capa è nu tribunale può parlà fino a dimane sule o ssuoje sempe vale tutt o rieste è fissazione. Chi a vò cotta e chi a vò crude tu aje voglia e sbrevesià nun e mitte maje d accorde stanne sempe a sentenzià. 135
136 S. Valentino O quattordice e febbraio è S. Valentino, tu vaje a festeggià ca nnammurata, è meglio che te faje nu fiasco e vino si vuò passà tranquillo sta jurnata. Febbraio è u mese de nnammurate, tantu tiempe fa e chisti juorni purtaveme a tutt e donne e serenate senza però piglià tutti sti cuorni. Mò cu stu lasse e piglia forsennato me pare na partita e ping pong, si stato a malapena presentato e chella già se chiede: mò ci a dong?.. 136
137 Se ne strafotte Chillo magna, beve, dorme e fotte, e chello che le gira attuorno se ne strafotte. Stà a casa affitto, nun paga manco l'ici e tutto o jorno va giranne in bici. Annanze o bar stà assettate sempe però sinceramente nun te rompe
138 Fosse! Si fosse..! Ma si nun fosse! E si po fosse, e si po nun fosse! E si avère fosse chi sà comme fosse! E si proprio fosse, a me pare che fosse! Ma è maje pussibile essere accussì fesso! E chisto avère è fesso, chisto è proprio cesso! Chistu nun è chiù o stesso, chisto a perze l Esso. * Giochi di parole dell autore che vuole dare forma geometrica ai suoi versi. 138
139 Sorde e salute Ca salute se fanne e sorde chi sorde nun se fa a salute. A salute te fa godè i sorde senz a salute si già fernute. Si me tuccasse scegliere tra una e l altra istanza, nun ce perdesse l essere pensasse sule a panza. 139
140 T o ddice nfaccia T o ddice nfaccia nfaccia senza scuorno proprio cu na bella faccia e cuorno. Tu si sapisse e vvote comme t odio!.. mmo ddice dint a faccia Santu Ddio. Chi sà che m aspettave a chesta vita Quann essa me diceve t amo pa vita. A mmano a mmano che ce passa o tiempo se fa sempe cchiù pesante o maletiempo 140
141 U lietto Vìate chi a nventato u lietto, o bbenerico sempe ogni mumento, e tutte e vvote che a coppe me ce jetto penze che senza o lietto è nu turmiento. U lietto è chella cosa orizzontale e ddice u detto che se chiamma Rosa, è stretta cu divano a parentela e ppure si nun duorme ce s arriposa. E quanti ccose sapeno sti lietti, pensieri che te rodono o cerviello, parole sussurrate a dienti stritti che dint a mente so peggio do martiello. Segreti cunfessati dint a penombra pensanne che nisciuno sente niente, ma pure si ce stà tutta chest ombra è u posto addò ce vaje cchiù cuntiente. 141
142 U pireto Nu pireto mmiez a via fà rummore te pare che sule tu ce staje a chell'ore, se sente tale e qquale a ccomme o faje pure si stanne ciente persone a cuntà guaje. Nu pireto nun o firme manco a fforza quanne se mette n'cape e ascì dò mazzo, e si o vuò fermà nun te conviene si no passa a cacata e nnà mantiene. Allora te consiglio da fà chesta sparata, che ppò te siente nati tanto sollevato!.. 142
143 Vota Vota a chisto, vota a chillo, comm è chillo è pure chisto. Comm è chisto è pure chillo ma tu vuote sempe a chisto. Sbrevesije t allammiente però vuote sempe a chisto. Pure sì nun fà maje niente invece e chillo vuote a chisto. 143
144 SOCIALE AMORE - FEDE 144
145 A fede nnu more Ce trase dinto o duemila a Chiesa è sempe chiena, pure si ce vaje o tremila a Chiesa è sempe chiena. Ma certamente è chiena ce vanno a cientemila, cu tutto u male e schiena e fanno pure a fila. Pure si guardo a rète è sempe chiena a Chiesa, a miliuni sa pigliati a morte ma è sempe chiena a Chiesa. Ma sì a gente more comm è ch è sempe chiena? E a Fede che nnu more perciò è sempe chiena. 145
146 A malafemmena Puttana, tu te pienze è chella nera che aspetta o cliente mmieze a via, te pozzo assicurà che chella vera te sape mpapucchià cu na bucia. Chella che ha bisogno nnè puttana o ffà pecchè custretta mmalamente, puttana è chi durante a sittimana e corna mette e suoje nascostamente. E pò difronte a gente è santarella e sparla pure male de puttane, invece aviza sempe a suttanella restanne a casa ca curona mmane. 146
147 A brutta cosa Aggiu scuperto doppe cchiù e tant'anni che a strada mia mo cagne, è nata cosa; me songo avventurato dinte e malanni aggiu scuperto ch è na brutta cosa. Guagliuni che parevano gioielli ce sò caruti a dinte comm e fessi, a piccule i purtavame a modelli mò, so cagnati, nun so cchiù i stessi. Verenne sti guagliuni chine e core che dint a sta storia stanno fino all'uocchi, me vene na tristezza dint o core sapenne che nun vonne arapì chill'uocchi. 147
148 A censura O sfizio da poesia tu nun mo può levà ie guardo, osservo e a core mmano parle, che si ce scrive ncòppe p'onore e verità chelle che veco scrivo, pure si faccio male!... Te le tenè int a panza e nun le censurà si nò nun serve a niente parlà de cose ad arte e ccose s anna dicere cu tutta l'onestà pure si e vvote costa saperle a nata parte!
149 A frunnulella Ce stà na frunnulella ncòpp a pianta e tutta quanta a sballutteja o viento, cu l uocchi a sbirciulejo ogni tanto me pare o core mio in sentimento. Mò ce sò nati pure tanta sciuri na lapa si sbaciucchia tutti quanti, comme facesse i pure cu st ammuri e ce ne desse e cchiù, e ancora tanti! 149
150 A signora e lusso Te fatto na villetta a faccia a via e tutti i juorni ie passo pe sta via. Ie m'arricordo quanne piccirillo nce deveme na mano e nu ditillo. Passaveme e jurnate a pazzià senza penzà maje e ce lassà. Po sò crisciuto e sò partuto, o ssaje... tu me diciste: " I nun te scordo maje." E mmò ch'è passato tantu tiempo a tanne io so' turnate ma tu nun si cchiù Marianne. Si addiventate na signora e lusso e stai tutto o jorno a pittà u musso. Che passo cchiù a ffà pe chesta via si mò nun ce stà cchiù l'anima mia. All estero sò stato a ffaticà notte e juorno e mò ce torno là senza pigliarme scuorno. 150
151 A sofferenza Comme soffre na mamma a rète e vetri mentre aspett a nu figlio e quatte a notte, pe dinte a capa girene mille e mille spettri e cu tanti mali pensieri fa tremende lotte. E fino a che nun sente e sbattere o canciello gira comme a na scema pe tutt appartamento, piglia o telefono o posa prega e guarda ncielo e nun se stanca e ringrazià Dio pe nu mumemto. 151
152 Cape e chiuovo Che brutta cosa sta guerra dint o Kosovo, chesto pe l'umanità è offensivo. A soglia do duemila niente e nuovo so sempe guerre, i che cape e chiuovo. Povera gente fuje sotto e bombe fra poco vanno tutti dint e tombe. E comme nun bastasse o terremoto o trent'aprile a fatto pure o moto. 152
153 Dint o core Dint a stu core tengo sule a te o posto nun ce stà pe nisciunata, gghiorne e notte penso sule a te chi te sostituisce ancora è nnata. Dint e pensieri mije stai sule tu pure si stongo mmieze a tanta gente; attuorno a me n esiste niente cchù e sempe sule tu staje dinte a mente. 153
154 Natale 2000 È Natale!.. Natale del duemila! Comm è viecchio stu Bambino, cu pensiero già o tremila tutta a gente va in cammino. Quant è viecchio stu Bambino! Tène già tutti chist anni ma me pare comme o vino, se fa bbuono cu cchiù anni. E p a gente che tene fede nunn è maje nu vicchiariello, ppe stu munno che ce crede resta sempe U Bambiniello. È turnato pure chist anno pe salvà l umanità, e ce torna ogni anno sempe pronto a purdunà! 154
155 Gesù, Gesù!. Gesù! Gesù! Gesù! Mittece e mmane! Sti ccose sò cchiù forte e nuje; ie tu ripete sempe oggi e ddimane si tu o fai guarì, quant alleluje! Ie maje ce voglio credere a sta cosa pecchè a fede mia è troppe grossa, si tu ce mitte e mmane è nata cosa, si no u guaje sarà sempe cchiù gruosso. 155
156 L arruolamento Mò s è arruolato natu bbuone amico ce a mise a firma ppe l eternità, comme è triste e cieco chistu vico na vota che ce trase llà e restà. L unico sbocco è sule verso o cielo ma quante ce ne vanno nell eterno, mille e cchiù a juorno senza velo ce vanno pe stà nzieme o Pataterno. Spero che nu juorno ce ncuntramme e jamme tutti quanti o stesso posto, si nò st arruolamento che facimme è nàta fregatura comme o posto. 156
157 L estate Mò vene l'estate, vanno tutte o mare corrono tutti sotto o sole ardente, se fanno a gita ca barca in altomare tornano a riva ncòpp a sabbia ardente. Dint a serata a capa è frasturnata ma soddisfatti e chello che annu fatto, pure si a pelle è tutta bruciacchiata nun mporta niente, ce corre dint o patto 157
158 Maggio Chisto è o mese de rose e da Maronna stavota sò rose senza spine pe sta vita mia. Ce voglio dì nu grazie a cchiù e na donna a chella bella Maronna e a mamma mia. Pe l aria sento nu prufumme e rose e tutt attuorno se respira ammore. Pe dint a mente penze a tante ccose pe tutta l aria, ìh che bell addore. 158
159 Mitte o punto Te pare na strunzata chesta vita, te pare che se perde sule o tiempo. Ma pò te pare bella pure a vita, quanne t'accuorge che te manca o tiempo. Ma quanne si arrivato mitte o punto, chelle che è fatto, è fatto! E inutile che puorte ancora o cunto, che cu sti ccose nun se fa o patto. E quanne nu stai chiù ncòpp a sta terra, sule o ricorde a poca gente resta. Cu tte te puorte tutto sotto terra, e manco sta strunzata fa chiù testo. 159
160 O diavule Ancora nun ce credo a stu miracule è stato o Pataterno che a vuluto. Avuto tanta botte chillu diavule che mmò se scorda chiù chillu curnuto. A miso sempe a coda a ogni ccosa, era arrivato avè l irreparabile ma s è verificato quacche ccosa che nun se po spiegà cu naturale 160
161 O miracule Nu miracule è sempe possibbile, o si nò che miracule è? Ogni ccosa addiventa fattibile si ce stà o Signore cu ttè. Ie ce spero, ce crede pe ssempe, cu sta Fede che tengo into core, ogni ccosa s'acconcia co tiempe pecchè chiste sò frutte d' Ammore. 161
162 O munno a verità "E mmò che staje o munno a verità, e dint a notte n'suonno si vvenuto! Famme sentì: a lla comme se stà? E overo o no che tutto s è fernuto? Famme sentì, amico mio fraterno, si avive tuorto oppure era vero! Esiste o nunn' esiste o Pataterno, che tu sempe dicive nunn'è overo. " - "Esiste!..Esiste, eccomme fratu mio! Sule che mme' negato dò guardà int a faccia, e mmò che io ce credo dint a Ddio, o veco sule e spalle e maje e faccia. " 162
163 O munno è na commedia O munno, è na cummedia generale, che pe l'eternità se rappresente, e chesta sceneggiata bene o male l'attori simme nuje, umanamente. Nun ce sta niente a fà, se và. Se parte!. Chesta cummedia è appena accuminciata, ognuno ormai a recitata a parte, e poco mporta si ancora nza mparata. Ncòppa a terra ce sta chi lassa o nomme pecchè a vissuto in modo troppo degno. Oppure in altro modo, pover 'omme pecchè a vissuto in modo troppo indegno. 163
164 O Pataterno O Pataterno te vulesse accuntentà, ma dimme nu poco comme adda fa?... Si tu le dice sta cosa mme le fà, arriva nate e le dice lassa stà!... Isso sta llà e sente i fatti tuoje, arriva l'ate parte e dice i suoje! Tu vuò ch e ccose vanno a uso tuoje, chill'ate vo' che vanno a uso suoje! Chillu povero Cristo ncòpp a croce, u state mettenne nata vota ncroce. Si ancora cuntinuate e chisto passo, chillo mo' scenne e se ne và a spasso!
165 O peccatore A dint o suonno veco tutta a gente che corre, corre e nun tene a mmente che primm'ò doppe nciele ce saglimme da luntane o da vicino che venimme. Pecchè nun ce ne jamme chianu chiane pensanne sultanto a oggi ppe dimane, facenne ogni tanto nu poco e bbene che sicuramente all'anima fa bbene. Ie songo peccatore e primma scelta, ma ogni tanto ce a facesse a scelta, e ce pregà cu forza o Pataterno pe me salvà chest'anima in eterno. 165
166 Pasqua (giusta via) Pasqua è resurrezione pe stu core è a vita che accumincia nata vota, ognune e nuje tene nu dulore e aspetta che co tiempe gira a rota. E Pasqua, quanne se ritrove l allegria si dinte o dulore atroce nun s affoga. E Pasqua si nce ritruove a giusta via si riesce ascireterne a dint a droga. 166
167 Povero Cristo Se sente sule, mmieze a tanta gente ch e vvote ce se perde cu la mente. Che sofferenza addà tenè int o core! È tanto forte che a dinte ce se more. Povero Cristo, mò nunn'esiste cchiù, cammina, parla,e nunn'accocchia cchiù. Nu padre nun ce a fa a suppurtà o strazio e nu figlio che se fà. Se gire, guard'attuorne e nun ce crede, e si o quaglia ncòpp o fatto nunn è ovère! Pe quanno se ravvede è troppo tarde u figlio già s è perso mmieze e strade. E nun ce reste sule che sperà che piglia a decisione e se salvà. 167
168 Preghiera a Padre Pio E mmè venuto nzuonno Padre Pio, m ha ditto con amore: prega Ddio! A grazia che tu cirche certe avraje, ma e pregà nun te allentane maje. 168
169 Ricordo d ammore Si me vide distratto nu me dicere niente sò cose pesante, stonghe a chiagnere a dinto, chesta storia me dà sulamente turmiente pecchè tengo int o core nu dulore tremendo. Occasione perdute che me tornano a mmente e pa capa me passano mille cose o sicondo, dint a panza ce brucia comme all'acqua vullente o ricordo e n'ammore veramente profondo. 169
170 Ricuordacelle tu Tu si sagliuta ncielo dint a sti jorne mentre cca n terra o core sta penanne. Ce stà levanne a vita e stà straccianne o core e nnuje stamme murenne pe ll'ammore. Parlece ca Maronna e tutti i Santi facce capì che songhe serje i fatti!.. Si pò ce può parlà cu Pataterno ricuordacelle tu e chistu terno! 170
171 Ritmo infernale A capa s'è mballata, mò nu capisco niente, attuorno a me ce gira o munno prepotente, me pare forsennate stu ritmo infernale ma tutta chesta prèssa porta sule a male. Si jesseme cchiù chiano e nfaccia ce guardasseme forse cchiù bene tutti sicuro ce vulesseme. 171
172 Sensazioni Sensazioni strane m'attanagliano a mente, vulesse ascì pe n'attimo a stu turmiento, e ccose attuorno a mme sò mmalamente pure si cerco sempe e sta cuntiento. Me giro attuorno, osservo e stongo male, benessere, miseria, droga e delinquenza, dint a sta società tutto è normale ce simme abituati a convivenza. Che bellu passo a fatto stu progresso! Ce stanno buone, malamente e menefreghisti, chillo che paga e pene è sulo o fesso, pecchè è na società di egoisti. 172
173 Te voglio vedè Ie te voglio sule vedè nun te voglio manco tuccà. Voglio stà na mez'ora cu tte m'accuntento sultanto e guardà. 173
174 Te vulesse parlà Ie me sento na pena into core ie vulesse parlarne cu tte. E parole so sempe cchiù d'ore nun e saccio maje dicere a te. Ie te penso ogn'ora e mumente, e te stongo pe sempe a cercà. Ie te tengo pe sempe inta mente, ma maje cchiù te riesco a truvà. 174
175 U sciore Mentre camminavo pa campagna ca capa nciampecaje dint a nu sciore, comm era bella e auta sta muntagna che ie vedevo in tutto lu splendore. Chella muntagna era tosta da scalare ma era troppo bello chillu sciore, appena asciute a dinte allu stupore u sciore raccugliette comm ammore. 175
176 U sguarde Te parle cu l uocchje quante te guarde dint o pensiero te leggo a risposte sempe forte d ammore è chistu sguarde ma so sempe costretto ad agì e nascoste. Ah! Comme vulesse ascì o scupierte a tutt o munno alluccà chist ammore ma tu nun vuò chistu libro araputo e chesto a mmè me da tanto dolore. 176
177 E fernute o libro Mò sò fernute e pagine e stu libro ie cà me fermo e chiù nun scrivo niente, dà chistu punto mò ce mett o timbro e chiù nisciuno sforzo chiedo a mente. Ringrazio chi s a letto fino in fondo chi avuto stu curaggio e sta pacienza, chisà che l è scattato dint o profondo pe nun jettà u tutto dint a munnezza. 177
178 Copertina 1 Titolo 2 Dedica 3 Presentazione 4 Introduzione 1 5 Introduzione 2 6 Prefazione 7 U quadernetto 8 Me sfezejo 9 LOCALI 10 In anteprima 11 Ncopp o ponte e Razzanise 12 Foto 13 A banca e Razzanise 14 A fila a banca 15 A macchinetta ( autovelox ) 16 Foto 17 A Maronna e ll arco 18 Foto 19 A Maronna e Padre Pio 20 Annanze o bar 21 A munnezza 22 Foto 23 A Padre Pio 24 Foto 25 A prucessione da Madonna 26 Foto 27 Art, giornale 28 A vita 29 Comme se passa o tiempo 30 Foto 31 Chillo che cumanne 32 Ciccio Pantani 33 Foto 34 Compa Ciccio 35 Art, giornale 36 Ce hanno mise dint o bacino 37 Foto 38 E marciapiedi 39 Foto 40 E porte e bronzo 41 Art,giornale 42 E vutazione 43 Art,giornale 44 L acqua a Grazzanise 45 Art. giornale 46 Nu paese malandato 47 Art,giornale 48 Duje belli personaggi 49 O curredo a Grazzanise
179 O ponte e Razzanise 51 Ordinanza commissari 52 O ponte e zi Paulo 53 Foto 54 O rilogio do campanaro 55 Padre Francesco 56 Foto 57 Pe putè manifestà 58 Foto 59 Piazza ziè Teresina 60 Art,giornale 61 Sinneco e vigili 62 Art,giornale 63 U millennio e Grazzanise 64 Art,calendario 65 U paese che nun vvò truvà l amore 66 O malcontento 67 U parlà bene 68 Foto 69 U puitiello 70 Foto 71 SAGGEZZA E SENTIMENTO 72 A delusione 73 A facciata 74 A felicità 75 A miseria umana 76 A morta 77 A palma ipocrita 78 A paranoia 79 A poesia 80 A ragiona 81 A saluta 82 Bonasera 83 Comme a n auciello 84 Damme e sorde 85 Dint o pensiero 86 E capa nostra 87 E genitori 88 E stelle 89 Guardanne o mare 90 L attesa da nascita 91 L attimo 92 Ma ommo! Na nennella 94 Nisciuno te pensa 95 Nunn ammurbà 96 Obbedienza 97 O pensiero 98 O percorso 99 O sconforto
180 O suonno 101 Pare mill anne 102 Parole d ammore 103 Pecchè chesto 104 Sacrifici 105 Si chiude l uocchje 106 Sto sule 107 Te ringrazio 108 U cunsulente 109 IRONIA E SATIRA 110 A vocca è nu strumento 111 A fata 112 A femmena mbastucchiata 113 A femmena 114 A fenestella 115 A mbambulata 116 A pernacchia 117 A rota e scorta 118 A vacanza 119 Comme vene 120 Cu l uòcchi 121 E fregature 122 Fio fisso 123 I giornalisti 124 I parrucchiani 125 L appuzzuttata 126 Male e bene 127 Mo nun sierve cchiù 128 Nunn è tutt oro 129 O spitale 130 O cellulare 131 O lotto 132 Opurucchiuso 133 O specchio 134 Ogni capa nu tribunale 135 S. Valentino 136 Se ne strafotte 137 Fosse 138 Sorde e salute 139 T o ddice nfaccia 140 U lietto 141 U pireto 142 Vota 143 SOCIALE-AMORE-FEDE 144 A fede nnu more 145 A malafemmena 146 A brutta cosa 147 A censura 148 A frunnulella 149 A signora e lusso
181 A sofferenza 151 Cape e chiuovo 152 Dint o core 153 Natale Gesù.! Gesù..! 155 L arruolamento 156 L estate 157 Maggio 158 Mitte o punto 159 O diavole 160 O miracule 161 O munno a verità 162 O munno è na cummedia 163 O Pataterno 164 O peccatore 165 Pasqua ( giusta via ) 166 Povero cristo 167 Preghiera a padre Pio 168 Ricordo d ammore 169 Ricuordacelle tu 170 Ritmo infernale 171 Sensazioni 172 Te voglio vedè 173 Te vulesse parlà 174 U sciore 175 U sguarde 176 E fernuto o libro 177 Indice 178 Cenni biografici
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