L Ambito Territoriale distretto di Olgiate Comasco:

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2 L Ambito Territoriale distretto di Olgiate Comasco: Alla preparazione e predisposizione del Piano di Zona hanno partecipato a vario titolo L Assemblea dei Sindaci del Distretto membri del Consorzio Con funzione di orientamento, controllo, approvazione Il Consorzio dei Servizi Sociali Con funzione di management, pianificazione, gestione, verifica sostegno, sviluppo Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Con funzione di indirizzo, di valutazione e di responsabilità decisionale operativa I Responsabili di Area/Ufficio di Piano Con funzione tecnico-organizzativa e di gestione dei lavori nei Tavoli tematici Il servizio sociale di base con Gli Assistenti Sociali dei Comuni Con funzione di partecipazione attiva alla fase di verifica della programmazione L Ente Provincia di Como Con funzione di coordinamento esterno, di estensore della parte comune ai Piani di Zona provinciali Gli Enti diversi e le Associazioni: Tavoli del Terzo settore Con funzione di consultazione, costruzione partecipata della nuova programmazione Il distretto A.S.L. di Olgiate l Azienda Ospedaliera S.Anna di Como Per le funzioni di loro competenza Il seguente Piano di Zona implementa e consolida il percorso realizzato dal 2006 al 2008 e successivamente dal 2009 al La programmazione dei servizi sociali territoriali ha sviluppato l obiettivo di rafforzare i servizi territoriali a gestione consortile, consolidare gli strumenti economici a disposizione, predisporre una struttura di governance con funzioni differenziate su più livelli. Grazie a queste premesse, questo lavoro rappresenta il frutto di numerose sinergie e collaborazioni che si sono consolidate nel tempo e che hanno permesso di adottare un unico e uniforme metodo di lavoro per la verifica, la condivisione delle valutazioni, la nuova proposta programmatoria. Il presente lavoro si è trovato a confrontarsi con condizioni di contesto significativamente mutate in una prospettiva di crescente incertezza sociale, precarietà economica, contrazione delle risorse disponibili. La sfida, la difficoltà, ma anche l opportunità è dare luogo ad una programmazione di transizione, all interno di una realtà fortemente dinamica. L attenzione va posta, in particolare, sulla sostenibilità dei progetti. Sostenibilità nel tempo, nella persistenza sul territorio. Sostenibilità economica. Sostenibilità nel coinvolgimento di attori diversi. Si tratta di operare con creatività, con partecipazione attiva, sviluppando nuove e più significative sinergie e consolidando le esistenti. Il miglioramento del seguente Piano sta nell aver realizzato un prodotto autenticamente discusso, partecipato, sostenuto da tutti i soggetti, coinvolti a vario titolo, che permette di affermare senza alcun dubbio di aver predisposto uno strumento di pianificazione territoriale che, in premessa, possiede tutti gli elementi per una realizzazione efficace di interventi nella logica della corresponsabilità sociale condivisa per una sempre maggiore attenzione e vicinanza ai cittadini e ai loro bisogni. 1

3 Infine il ringraziamento a tutti e a ciascuno per la collaborazione e la partecipazione dimostrate nel corso dell iter che ha portato all elaborazione di questo Piano di Zona Possiamo veramente dire che questo è il nostro prodotto, perché ciascuno ha messo del proprio. IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CONSORZIO SERVIZI SOCIALI DELL OLGIATESE 2

4 INDICE 1 IL PIANO DI ZONA : TRASFORMAZIONE NELLA CONTINUITÀ 1.1 IL CONTESTO SOCIALE 1.2 IL RUOLO DEL CONSORZIO 1.3IL PIANO DI ZONA 2012/ LE IPOTESI DI LAVORO IL METODO DI LAVORO 1.4 LA GOVERNANCE 1.5 APPENDICE. LA SCHEDA DI LAVORO 2 DATI STATISTICI 2.1 L ASPETTO DEMOGRAFICO 2.2 L AREA LAVORO IN TEMPO DI CRISI 3 AREA DISABILITA 3.1 INTRODUZIONE 3.2 RAPPORTO CON IL TERZO SETTORE E IL SEGRETARIATO SOCIALE 3.3 SERVIZI/INTERVENTI AREA DISABILITÀ SCHEDE DESCRITTIVE 3.4 RAPPORTI CON ASL E UONPIA 4 FRAGILITÀ SOCIALI 4.1 AREA LAVORO SCHEDE DESCRITTIVE 4.2 AREA FRAGILITA ADULTI SCHEDE DESCRITTIVE 4.3 AREA NON AUTOSUFFICIENZA SCHEDE DESCRITTIVE 5 AREA ANZIANI 5.1 SERVIZI E INIZIATIVE AREA ANZIANI 5.2 VISIONI FUTURE: L ESEMPIO DEL PROGETTO IL FARO DELLA FONDAZIONE BELLARIA ONLUS 5.3 RESIDENZE SANITARIO ASSISTENZIALI ACCREDITATE 5.4 VERSO AZIONI INNOVATIVE: LA LINEA TRACCIATA DALL ASL 6 AREA SALUTE MENTALE 6.1 INTRODUZIONE 3

5 6.2 IL CONSOLIDAMENTO DI UN'AREA INNOVATIVA 6.3 LE ESIGENZE 6.4 I SERVIZI ESISTENTI SCHEDE DESCRITTIVE 6.5 SCHEDA PROGETTO UTENTI AREA SALUTE MENTALE 6.6 ALLEGATO:PRASSI OPERATIVE AREA SALUTE MENTALE 7 AREA MINORI E FAMIGLIE 7.1 INTRODUZIONE 7.2SCHEMA RIASSUNTIVO AREA MINORI E FAMIGLIE 7.3 INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA 7.4 I SERVIZI/INTERVENTI AREA MINORI E FAMIGLIE - SCHEDE 8 IL FONDO SOCIALE REGIONALE (EX CIRCOLARE 4) E IL SOSTEGNO ALLE UNITA D OFFERTA DEL TERRITORIO ALLEGATO N. 1. TEMATICHE TRASVERSALI A VALENZA PROVINCIALE E PROPOSTA DI INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA ALLEGATO N. 2 ESTRATTO MATERIALI REGIONALI STUDIO CERGAS BOCCONI ALLEGATO N. 3 PROPOSTA DI BILANCIO ACCORDO DI PROGRAMMA 4

6 1 Il piano di zona : trasformazione nella continuità La quarta stesura del piano di zona (2012/2014) coincide con una situazione sociale, economica, politica estremamente incerta e per certi aspetti inaspettata ed imprevedibile. Antiche certezze, strategie e strutture consolidate, si stanno progressivamente trasformando in un processo di revisione e ridefinizione dai contorni e dagli esiti assolutamente nuovi. Tutto questo può risultare fortemente disorientante: improvvisamente gli strumenti di interpretazione e confronto sembrano essere inadeguati, apparentemente obsoleti ed inefficaci ad affrontare un quadro sociale ed economico così mutato. Gli scenari internazionali sembrano sovrastare il livello locale rendendolo inefficace, inutile, infinitamente piccolo ed impotente. D altro canto però trasformazioni così radicali ci sfidano a uscire da logiche consolidate, ripetitive. Il welfare sta mutando radicalmente: nelle sue proporzioni, nei suoi assetti, nei suoi equilibri. Questo impone di ridefinire anche la logica delle sue scelte ed il ruolo dei suoi attori. Ci eravamo sin qui abituati a considerare come consolidata la dinamica tra portatori di bisogni che si contrappongono ad erogatori di servizi e risorse che, in un flusso unidirezionale vanno a rispondere a questi bisogni. Questi assetti vanno profondamente ripensati all interno di un processo di integrazione e scambio nel quale il flusso domanda/risposta non è così assoluto ed unidirezionale. In particolare la contrazione delle risorse disponibili a tutti i livelli, impone strategie di governo e distribuzione che si spostano dalla gestione di flussi economici, a quella delle conoscenze delle idee, dei progetti. Si tratta di coordinare, accogliere, mettere in rete, ottimizzare. Conoscenza del territorio, radicamento sullo stesso, gestione associata delle risorse, sono concetti chiave che andranno ulteriormente e costantemente affrontati, sperimentati, sviluppati. Saranno certamente privilegiati quegli enti, quegli attori, che si sono mossi in questa direzione nel corso della loro storia passata. In particolare il Consorzio dei Servizi Sociali dell Olgiatese ha, sin dalla sua costituzione e nel corso della sua storia, privilegiato strategie di rete e di governo di flussi di idee e di sperimentazioni, nell ambito di un confronto autorevole ed attento con le realtà che a vario titolo operavano nell ambito del sociale. Sulla scorta della legge regionale 3/2008 sul Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio-sanitario nella quale si sottolineava la necessità di regolare servizi che provvedessero a promuovere condizioni di benessere e inclusione sociale della persona, della 5

7 famiglia e della comunità, e di prevenire, rimuovere o ridurre situazioni di disagio dovute a condizioni economiche, psico-fisiche o sociali (art.1). Si affermava in questo modo la necessità di coinvolgimento dei soggetti della società civile del territorio, ed il loro fondamentale ruolo, non solo e non tanto nella gestione dei servizi ma anche nella fase di programmazione e progettazione di questa rete. Si affermava pertanto la centralità dello strumento del Piano di Zona non solo per la approvazione della programmazione territoriale ma per la costruzione di un terreno di partecipazione nel quale strutturare realmente la possibilità di attuare i principi di sussidiarietà e solidarietà dichiarati dalla legge. Nuovi riferimenti normativi sono andati a corroborare ed integrare una visione di questo tipo, in particolare: il Piano Regionale di Sviluppo per la IX legislatura che all Obiettivo specifico 9.1 Sviluppo dell integrazione nel sistema di welfare, individua fra gli obiettivi operativi quello di rispondere ai bisogni in modo integrato e trasversale da perseguire anche attraverso la revisione delle linee di programmazione territoriale in funzione dell integrazione sociale e sociosanitaria. Ridare centralità alla persona e alla sua responsabilità è una strategia che vede complessivamente coinvolta la Giunta di Regione Lombardia in questa IX Legislatura e proprio in questa prospettiva sono orientati i processi di riforma che dovranno complessivamente condurre alla riforma del welfare lombardo e tutti i provvedimenti e gli interventi adottati o messi in atto in questo primo periodo dalla Giunta regionale, con il concorso del sistema regionale e della società civile. Programmare un Welfare così orientato vuol dire innanzitutto porre al centro la persona e la famiglia, riconoscendo l unitarietà della persona prima che la differenziazione dei bisogni. Si sottolinea inoltre opportunità di spostare il baricentro del Welfare dall Offerta alla Domanda e disegnare e coordinare attorno alla famiglia, in una prospettiva sussidiaria, politiche integrate politiche di istruzione formazione e lavoro, della casa, dei trasporti, della salute, giovanili e familiari che promuovano lo sviluppo di opportunità con il concorso di una pluralità di soggetti e attori sociali, in primo luogo la stessa famiglia, valorizzandone al tempo stesso capacità e risorse. In particolare, il Programma Regionale di Sviluppo richiama la necessità di concepire politiche di welfare che: realizzino in forma compiuta un sistema di rete territoriale in grado di incontrare la famiglia, coglierne le esigenze e rispondervi in tempi brevi, in modo trasversale ed integrato; diversifichino e incrementino la gamma dei servizi fornendo ai cittadini risposte sempre più personalizzate e sempre meno indistinte; 6

8 razionalizzino e ottimizzino l impiego delle risorse disponibili, perseguendo modelli di gestione associata dei servizi e l integrazione degli strumenti tecnici e dei criteri di implementazione delle policy; superino le logiche organizzative settoriali, la frammentazione e la duplicazione di interventi favorendo una presa in carico unitaria e semplificando l informazione e le procedure di accesso ai servizi. In particolare si evidenzia il ruolo centrale degli uffici di piano, laddove essi siano in grado di strutturare una rete degli attori a livello locale. Tale rete si propone di Mettere in connessione competenze e conoscenze degli attori sul territorio. Integrare le risorse che gli enti locali mettono a disposizione, favorendo economie di scala. Sviluppare la relazione con le ASL, favorendo l integrazione tra l ambito sociale e l ambito sociosanitario. Promuovere l integrazione tra ambiti diversi di intervento e policy. Si tratta di immaginare e provare a sviluppare un nuovo assetto ed un nuovo ruolo per gli enti locali nella loro forma singola od associata. La contrazione delle risorse disponibili rende indispensabili processi di questo tipo. In particolare rispetto al ruolo dei Piani di Zona. Essi di fatto gestiscono solo il 6.5 % delle risorse economiche disponibili. Ne consegue l esigenza di rivestire un ruolo diverso legato alle competenze di gestione, di sviluppo di sinergie, di ottimizzazione delle risorse, anche sulla base delle esperienze sin qui accumulate. In particolare si ipotizza lo sviluppo di un ruolo di imprenditori sociali, laddove per imprenditore si definisce colui che, sulla base del riconoscimento di un bisogno e sulla scorta di un idea e di un obiettivo, non si limita a coordinare e gestire l esistente, ma genera nuove risposte al bisogno, anche creando ex novo, oppure valorizzando sperimentazioni ed idee che provengono da soggetti altri, pubblici o privati. L imprenditore sostiene e contribuisce allo sviluppo di quelle reti che si dimostrano più rispondenti ai vari bisogni, più economiche in termini di impegno delle risorse disponibili, più sostenibili, in termini di durata nel tempo e di stabilità, più eque in termini di partecipazione ed accesso e di riconoscimento del valore degli attori a tale costruzione. Si tratta di un processo radicale di trasformazione che non può prescindere da un analisi del contesto sociale che ci circonda. 7

9 1.1 Il contesto sociale Stiamo assistendo ad una significativa trasformazione del contesto della società nella nostra regione in particolare rispetto ad alcune tendenze. L invecchiamento della popolazione: i dati ci rappresentano uno scenario di crescita dell età media della popolazione residente. Si tratta di un dato che a partire da 2010 vede una previsione di progressione che assume contorni clamorosi. In particolare si evidenzia come, in Lombardia, sia diventato prevalente il numero di famiglie (33%) che hanno almeno un componente di età superiore ai 65 anni, rispetto a quelle che hanno almeno un componente minore (27,1%) Presenza di care-givers informali retribuiti. Direttamente correlato al fenomeno dell invecchiamento è l aumento di importanza, sia in termini meramente numerici, sia in termini di impatto sociale del numero di persone che a vario titolo, e con vario livello di competenza e di formazione, svolgono attività di cura alla persona all interno dei nuclei familiari. Crescita del numero degli migranti. Anche questo aspetto è in stretta correlazione con i precedenti. Cresce significativamente il numero degli immigrati, che contribuiscono all aumento della popolazione lombarda,altrimenti statica o in diminuzione. E significativo evidenziare come, per quanto riguarda le donne immigrate, la professione prevalente sia quella di badante o domestica. Progressivo impoverimento delle famiglie. E un dato strettamente correlato alla crisi economica che attanaglia il nostro paese ed ha contorni preoccupanti e sempre più evidenti. Ci sono indicatori rilevati dall ISTAT estremamente significativi, quali l aumento degli sfratti per morosità e l aumento del numero di famiglie deprivate, ove per deprivazione si intende la presenza di condizioni di svantaggio economico quali, tra le altre, il non poter far fronte a spese impreviste, il non poter riscaldare adeguatamente l abitazione, l incapacità di pagare con regolarità rate del mutuo, bollette, finanziamenti. Si tratta di tendenze che, come vediamo, si correlano tra di loro e disegnano uno scenario di emergenza di nuovi bisogni, l affacciarsi di nuove povertà, il delinearsi di nuovi assetti che piuttosto confusamente cercano di affermarsi. Nell ambito di queste tendenze la scelta regionale è quella di passare da una logica nella quale il governo si manifesta attraverso la definizione delle aree di intervento e delle regole di funzionamento, la gestione normativa, il controllo e la valutazione dell uso delle risorse, ad una logica di governo attraverso l integrazione, la negoziazione con gli attori della programmazione, il riconoscimento e la valorizzazione delle risorse delle persone e dei soggetti sociali nel concorrere a costruire risposte alle esigenze. 8

10 Si rivede drasticamente il concetto che la società sia portatrice di bisogni e che il welfare sia il depositario delle risorse che a tali bisogni devono rispondere. Questo modello non è più sostenibile e non è più realistico. Ci affacciamo invece ad un periodo nel quale verranno privilegiate le sperimentazioni che avranno come obiettivo quello di integrare le risorse esistenti. Come vedremo nel capitolo dedicato ai dati statistici che riguardano più specificamente il nostro territorio, queste tendenze si confermano anche per quanto riguarda la nostra area di riferimento. Quale ruolo e quale spazio di intervento rimane per il livello locale all interno di uno scenario così ridefinito? 1.2 Il ruolo del Consorzio Il, ha da sempre individuato e privilegiato alcune funzioni che ha ritenuto proprie e costitutive: Porsi come riferimento chiaro ed autorevole rispetto ai Servizi Sociali di base e rispetto alle varie realtà territoriali, in termini di accompagnamento e sostegno nell affrontare i bisogni che progressivamente venivano intercettati. Rappresentare un regolatore dell offerta, nella prospettiva di una corretta gestione delle risorse e razionalizzazione Essere sostenitore di servizi innovativi che il privato sociale andava a sviluppare, anche in termini creativi rispetto al passato Diventare incubatore di nuove forme di risposta integrata, attraverso la creazione delle aree e l individuazione dei loro responsabili, in modo da fornire un quadro di riferimento chiaro e un contenimento adeguato rispetto a possibili forme integrate ed associate di confronto. Queste funzioni rimangono e si affermano come necessarie rispetto ai nuovi piani di sviluppo. Rimangono fondamentali alcuni punti di forza che rimangono cruciali in un momento così precario ed incerto. Forza del Distretto continua ad essere la Visione Consortile. Da essa discendono: Obiettivi politici comuni, che superano le posizioni politiche distinte e sviluppano piani di movimento condivisi. Economie di scala. Evidenti nella gestione associata di servizi e strutture (pensiamo a CDD, CSE, tutela minori tra gli altri) 9

11 Economie di competenza. Attraverso l individuazione di figure professionali e di aree di applicazione specifica di esse (ricordiamo l area disabili, la tutela minori, il SIL, la salute mentale). Maggiore incidenza delle posizioni e delle istanze. In particolare nel rapporto con enti terzi di particolare peso politico ed istituzionale (citiamo ad esempio ASL) Maggiore pianificazione e qualità nel rapporto con Cooperative Sociali ed erogatori privati. L uniformità delle posizioni, la presenza di una visione comune d insieme a più livelli ed in aree distinte. Minore conflitto con erogatori e utenti. Sempre in virtù di una visione comune e condivisa che contribuisce a fornire un immagine più forte ed unitaria, anche dei singoli servizi. Strategie condivise ed unitarie. Sia in termini di accoglienza e gestione della domanda, sia in termini di elaborazione delle risposte. Politiche sociali e non solo interventi ad hoc. Discende da tutto quello che abbiamo detto la convinzione radicata e organica al nostro Consorzio di sviluppare politiche sociali che trascendano il bisogno specifico, l emergenza, ma si pongano come riferimento non solo interno. La sfida che da sempre il Consorzio si è posta, a maggior ragione in un momento come questo, sta nel concepire visioni e strumenti che si adattino al mutare delle esigenze, contribuendo a dare risposte ai cittadini ed alle istituzioni attraverso un lavoro comune. Questo avviene attraverso una gestione comune delle risorse, una comune programmazione, una sostanziale uniformità di gestione, una pianificazione condivisa. In particolare il periodo che ci attende sarà caratterizzato come abbiamo visto da maggiore incertezza, maggiore conflittualità, maggiore complessità, maggiore dinamismo cui si contrapporranno minori risorse disponibili, minore capacità del tessuto sociale di rispondere autonomamente ai propri bisogni. Per tutti questi motivi l Assemblea del Consorzio, in previsione del prossimo Piano di Zona ha scelto di rinforzare proprio l aspetto della condivisione, individuando in questa direzione alcuni aree di sviluppo: Riconoscere di non essere un punto di riferimento esclusivo, proprio nella direzione della valorizzazione di esperienze e punti di vista diversi ed alternativi. Includere nella programmazione visioni diverse, strategie diverse e soluzioni diverse. Separare il ruolo di programmatori da quello di gestori. Dare evidenza al valore e al costo Stimolare confronto e competizione 10

12 Dare spazio a modalità innovative e sperimentali. Intervenire nei casi indispensabili poi in quelli necessari e poi utili Si tratta di un Piano di transizione che si propone di mantenere e consolidare l esistente in direzione di un welfare che ancora non esiste ma del quale possiamo porre le basi. Alcune riflessioni orientano una scelta orientata ad una programmazione di visione. Tra le altre la considerazione della pluralità. Pluralità di bisogni, pluralità di soggetti potenzialmente interessati a dare una risposta, pluralità delle posizioni istituzionali, ideologiche, personali. Questo fa sorgere una serie di questioni: per esempio come determinare una scala dei bisogni, come individuare quelli che sono indispensabili e da garantire assolutamente, quelli che sono necessari, quelli che sono utili. Quali sono gli attori che devono rispondere a tali bisogni ed in che forma. Quanto la percezione del bisogno è influenzata dal contesto di appartenenza e quanto le priorità sono determinate dalle nostre sensibilità e dalle possibili risposte già disponibili, quanto può essere sostenibile un sistema che prende risorse dalla popolazione attiva per spostarle su quella inattiva. Come è possibile integrare nel proprio ambito nuove risorse, ridelineando l evoluzione del sistema sociale ed il ruolo che al suo interno occupano i cittadini, le famiglie, i Servizi, i Comuni. Il piano regionale parla espressamente di ricomposizione finanziaria degli interventi, delle decisioni e delle linee di programmazione e allo stesso tempo di liberazione delle energie degli attori locali, di semplificazione del quadro degli adempimenti, di armonizzazione delle linee di finanziamento regionali e sostanzialmente di convergenza delle risorse regionali tradizionalmente destinate ai Piani di Zona verso sperimentazioni locali di un Welfare promozionale e ricompositivo. Uscendo dalla prosa un poco ostica e burocratica del sociale si tratta di mettere al centro del sistema la persona ed i suoi bisogni e provare a strutturare forme di intervento che integrino risorse pubbliche e private, che si caratterizzino come innovative e sperimentali, che siano trasferibili ed accessibili. Come configurare pertanto la proposta per il triennio a venire? 11

13 1.3 Il Piano di Zona 2012/ Le ipotesi di lavoro Come abbiamo visto la Regione lascia ampia libertà di scelta e sperimentazione nell ambito dello scenario che abbiamo cercato di delineare sopra. A fronte di una riduzione sensibile delle risorse disponibili, peraltro già ridotte, l ipotesi è quella di confrontarsi con la mutata realtà senza ridurre la qualità dei Servizi, senza contrarre le aree di intervento, lavorando piuttosto su queste direttive: Valorizzare le economie di scala e di competenza. Valorizzare il ruolo di ciascuno degli attori. Costruire rapporti credibili, stabili, autorevoli con i destinatari dei Servizi e con gli altri soggetti coinvolti, pubblici e provati, anche in termini di responsabilizzazione. Affinare le capacità di percezione dei bisogni riconducendoli alla loro essenza, sottraendoli quanto più è possibile al filtro della percezione ed alle sue distorsioni. Costruire ipotesi di lavoro non ancora sondate, anche sperimentali ed innovative, purché realistiche e sostenibili. Allargare il numero dei soggetti coinvolti, (Scuola, sindacato, Impresa, associazioni di categoria, volontariato, ecc.) Mantenere ed incrementare strumenti comuni che contribuiscano ad evidenziare il rapporto positivo valore/costo dei servizi, anche proseguendo nel percorso evidenziato in sede di accreditamento sociale che, avviato nella passata gestione, ha permesso un confronto sanamente competitivo e di reciproca conoscenza Il metodo di lavoro La scelta è stata di integrare ed aggiornare il lavoro sviluppato per il Piano di Zona 2009/2011, aggiornando i bisogni al mutato contesto ed ai servizi rilevati. Questa scelta riflette la considerazione positiva rispetto al metodo ed agli strumenti adottati, la sua flessibilità e rispondenza rispetto alla descrizione dell esistente, anche in prospettiva. A tale riguardo si è mantenuta anche la modalità degli incontri avviati in sede di accreditamento sociale, perseguendo l obiettivo di una stretta condivisione a livello di tavoli tematici con i vari interlocutori significativi e di valorizzazione di punti di vista complementari ed alternativi, oltre che di lettura del bisogno. 12

14 Si è ritenuto di individuare per ogni area e settore un programma sostenibile e realistico secondo i criteri sopra menzionati in questa fase di transizione. Si è ipotizzato inoltre di proseguire nel lavoro di confronto e condivisione con tutti gli attori significativi a livello locale rispetto ai servizi erogati, alla qualità degli interventi e ai bisogni evidenziati. Lo schema di lavoro è rimasto quello per aree, mantenendo lo strumento della scheda di presentazione, approfondimento e valutazione dei servizi, della quale accludiamo il modello al termine del capitolo. Essa è stata parzialmente modificata per meglio descrivere lo scenario che si propone di rappresentare. Tra le aree di approfondimento come si potrà notare, manca l area Migranti. Si tratta di una scelta di metodo e di interpretazione: essere migrante non rappresenta di per sé un bisogno. Ci sono piuttosto aspetti della condizione di migrante che riconducono alle tematiche delle varie aree e che pertanto ad esse riconducono. A titolo di esempio essere un minore migrante con difficoltà di inserimento scolastico, oppure donna migrante con problemi di integrazione linguistica. 1.4 La Governance Assemblea e Consiglio di Amministrazione del Consorzio dei Servizi Sociali: ruolo e collegamenti. Assemblea Composta da un rappresentante per ogni Comune anche esterno al Consiglio Comunale (art. 2 dello statuto del Consorzio). Elegge al proprio interno un Presidente e un Vicepresidente che mantengono i rapporti con gli enti consorziati e con gli altri enti territoriali. Competenze: Approvazione del Bilancio Preventivo e del Conto Consuntivo Approvazione di nuovi investimenti per il potenziamento dei servizi Approvazione degli obiettivi indirizzati ad assicurare adeguati livelli dei servizi Approvazione dei livelli di compartecipazione alla spesa dei soggetti consorziati Accoglimento delle richieste di adesione di nuovi Comuni al Consorzio Accoglimento eventuali donazioni 13

15 Consiglio di Amministrazione È Composto dal Presidente e quattro membri, dotato di autonomia gestionale dura in carica cinque anni (art. 13 dello statuto del Consorzio). Il Consiglio di Amministrazione è l organo di indirizzo politico-gestionale ed ha il compito di definire le modalità gestionali e le forme organizzative più idonee per il funzionamento del Consorzio: Stabilire forme e strategie di collaborazione con l Azienda Sanitaria Locale finalizzate all integrazione socio sanitaria Predisposizione bilancio preventivo e conto consuntivo Assicurare l efficienza e l efficacia delle attività e dei servizi erogati Garantire la qualità delle prestazioni socio assistenziali, il rispetto e la valorizzazione delle capacità e della dignità delle persone a cui sono erogati i servizi Garantire la collaborazione con gli organismi del Consorzio e con le Istituzioni preposte sul territorio Garantire sotto il profilo amministrativo una gestione che consegua nel rapporto costi-benefici, compresi i trasferimenti, il pareggio di bilancio, assicurare il rispetto delle norme Statutarie. I collegamenti Nello svolgimento delle sue attività istituzionali, e in vista dell adozione del presente Piano di Zona, il Consiglio di Amministrazione si è costantemente confrontato con l Ufficio di Piano e il Direttore del Consorzio nel concertare, valutare ed infine approvare le linee di indirizzo nonché le stesse modalità tecnico - operative degli interventi da inserire nella programmazione del presente Piano di Zona. Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione sono, a volte, intervenuti anche vari attori sociali operanti sul territorio (rappresentati di Coop. Sociali, sindacati ecc.), per far presenti le proprie esigenze e proposte relativamente alle più emergenti tematiche sociali, in attuazione della più ampia partecipazione così come indicato dalla legge regionale 3/2008. Nelle funzioni relative alla programmazione ed al Piano di Zona in particolare il Consiglio di Amministrazione svolge approfondimenti e proposte operative che sono poi presentate in Assemblea. 14

16 Il Direttore del Consorzio: ruolo e collegamenti Il ruolo del Direttore Coordina e presiede l Ufficio di Piano per una programmazione omogenea e condivisa a livello di territorio della rete dei servizi sociali. In particolare, Formulare proposte e predisporre relazioni tecniche sulle problematiche organizzative dei servizi e delle strutture assegnate in gestione al consorzio Redigere il bilancio preventivo annuale e pluriennale, il conto consuntivo e le relazioni di accompagnamento Partecipare e redigere i verbali delle riunioni di Consiglio di Amministrazione Dirigere e sovrintendere il personale Presiedere le commissioni di gara e di concorso Stipulare contratti e convenzioni nell interesse del consorzio Adottare gli atti di gestione di propria competenza Partecipare all assemblea, redigerne i verbali e trasmetterli ai soggetti consorziati Tenere il libro dei verbali delle assemblee Collaborare con il Presidente per il disbrigo della corrispondenza Il Direttore, tra l altro, cura i rapporti e le relazioni tra gli organi del Consorzio e tra questi e gli attori sociali pubblici e privati che partecipano alle attività di concertazione e programmazione; cura con l Ufficio di Piano la redazione della proposta del Piano di Zona, attraverso la raccolta e la gestione di dati informativi raccolti sul territorio e sulla base delle indicazioni emerse negli incontri con il terzo settore; promuove, in sede di Consiglio di Amministrazione del Consorzio iniziative e interventi da realizzare a livello di territorio; svolge infine attività di monitoraggio sullo stato di realizzazione del Piano di Zona, segnalando agli organi del Consorzio anche le eventuali difficoltà tecnico - organizzative incontrate. Nello svolgimento della sua attività, il Direttore è coadiuvato da uno staff tecnico, composto da un collaboratore amministrativo e un assistente sociale entrambi part- time. 15

17 I collegamenti Il Direttore, oltre ai continui e costanti rapporti con l Ufficio di Piano e con il Consiglio di Amministrazione, suoi normali interlocutori nel processo di costruzione del Piano di Zona, e al coinvolgimento dell Assemblea dei Sindaci del Consorzio, ha attivato una fitta rete di relazioni e scambi informativi con associazioni, gruppi di volontariato, enti di promozione sociale, R.S.A., Sindacati, A.S.L., Centro per l Impiego, e Assistenti sociali che operano sul territorio. In qualità di garante della più ampia partecipazione attiva di tutte le varie realtà sociali, il Direttore si è fatto, quindi, portavoce delle loro esigenze e priorità in sede di Consiglio di Amministrazione, esigenze e priorità cui il Piano di Zona è chiamato a dare delle risposte concrete, nell orizzonte delle risorse a disposizione e delle reali disponibilità degli attori sociali del territorio. Responsabili di Area: ruolo e collegamenti La composizione Il consorzio ha strutturato la sua attività individuando un referente tecnico per ciascun ambito di attività. Attualmente sono 4 i responsabili di Area del territorio in riferimento ai seguenti ambiti: Salute Mentale, Disabilità, Minori e famiglia, Anziani e Fragilità Sociali. Il ruolo I Responsabili di Area rappresentano il punto di riferimento del territorio, del servizio sociale di base e del Consorzio in fase valutazione delle domande, dei bisogni, delle richieste di ciascun ambito, per le singole persone, le associazioni e gli enti, i servizi sociali territoriali di base. Hanno una funzione prioritaria di coordinamento e coadiuvare il Direttore nel gestire il settore di riferimento. Sono figure stabili all interno dell organizzazione del consorzio. I collegamenti I Responsabili di Area tengono contatti costanti con il Direttore, con gli Enti del territorio, le singole persone, le famiglie. 16

18 L Ufficio di Piano: ruolo e collegamenti La composizione È costituito dai Responsabili di Area e dall operatore del S.I.L., oltre al Direttore del Consorzio. Il ruolo L Ufficio di Piano rappresenta l unità di natura tecnico operativa del Consorzio in fase di stesura ed elaborazione del Piano di Zona ed ha la funzione prioritaria di supportare e coadiuvare il Direttore nel programmare i diversi settori di intervento sociale. Le funzioni dell ufficio di piano sono garantite nella gestione del triennio dall ufficio del Consorzio e dal Direttore stesso. Nella sua qualità di organo di natura tecnica, l Ufficio di Piano attende alla predisposizione e l elaborazione dei percorsi da inserire nel Piano di Zona, ne cura la fase attuativa - gestionale, predispone appositi strumenti per la verifica e il monitoraggio dell attuazione degli stessi. I collegamenti L Ufficio di Piano è, con il Direttore, l interlocutore del Consiglio di Amministrazione nella pianificazione congiunta delle politiche sociali; i primi, in veste di organo tecnico amministrativo, propongono ed elaborano gli interventi e i progetti, il secondo, organo di natura politica, li valuta e li approva formalmente. L Ufficio di Piano convoca i tavoli tematici e elabora con loro le proposte da sottoporre al Consiglio di Amministrazione per facilitarne il compito di Titolare della Programmazione territoriale. Le proposte condivise dal Consiglio di Amministrazione sono approvate dalla assemblea dei Sindaci, titolare delle funzioni programmatorie. Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci ASL Al fine di garantire uniformità nell attuazione degli indirizzi regionali e nell accesso ai servizi da parte dei cittadini, si evidenzia, così come previsto dalla normativa regionale, il ruolo di indirizzo e di governo dell Azienda Sanitaria Locale e del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, per la sottoscrizione di accordi e protocolli interistituzionali che riguardino l intero territorio provinciale. Assemblea distrettuale dei Sindaci Composta da tutti i Sindaci facenti parte del territorio del distretto ASL (L.R. 31/97). 17

19 I Comuni, attraverso l Assemblea dei Sindaci del distretto, formulano proposte e pareri alla Conferenza dei Sindaci ASL in ordine alle linee di indirizzo e di programmazione dei servizi socio sanitari ed esprimono il proprio parere sulla finalizzazione e sulla distribuzione territoriale delle risorse finanziarie. 18

20 1.5 Appendice. La scheda di lavoro Nome Servizio/intervento: Ente gestore: Responsabile: bisogno Interventi strumenti economiche Risorse: umane Prodotto: Indicatori di processo 19

21 strategia di sviluppo: 20

22 2 DATI STATISTICI La conoscenza del territorio e dell esistente rappresenta sempre il punto di ripartenza di una corretta programmazione, dove per corretta si intende capace di individuare ed ottimizzare le risorse umane ed economiche presenti sul territorio e con possibilità di sviluppo, soprattutto in un momento storico caratterizzato dalla scarsità, se non assenza, di risorse provenienti da finanziamenti pubblici. Da qui si comprende la necessità della costruzione di mappe di facile fruizione, che siano concepite come strumenti necessari di lavoro, strumenti che contribuiscano ad una più attenta riflessione sui trend definiti dalle politiche finora attuate e che traccino la nuova via da percorrere ora e nel prossimo triennio. La scelta è quella di riportare alcuni dati su aree specifiche di intervento e di bisogno emergente, dedicando ampio spazio al lavoro di analisi e sviluppo delle singole aree tematiche. L attenzione ai dati risulta particolarmente importante per la definizione dell agenda delle priorità della programmazione del prossimo triennio, che si differenzia dalla precedente per il focus di attenzione che si sposta dal merito al metodo. 2.1 L aspetto demografico Le tavole sugli aspetti demografici sociali principali del distretto sono reperiti dall Osservatorio provinciale e rielaborati e sono aggiornati al 1 gennaio I dati invece relativi al settore lavoro derivano da rielaborazioni su fonte ISTAT e Camera di Commercio di Como, sono riferiti al territorio provinciale e sono aggiornati a fine 2010/1 trimestre È sembrato importante osservare i trends di alcune caratteristiche della popolazione (invecchiamento, immigrazione, carico sociale, occupazione) poiché è anche attraverso tale andamento che si possono costruire modelli previsionali per migliorare la programmazione sociale. La lettura dei dati sulle caratteristiche della comunità non viene intesa esclusivamente come analisi dei bisogni, a cui poi dovrà seguire la programmazione di interventi e servizi adeguati, ma anche come un momento fondamentale di un processo di cambiamento, che porta necessariamente a definire la costruzione di metodi di risposta adeguati alle caratteristiche di complessità, dinamicità, incertezza e conflittualità del contesto in cui oggi viviamo. 21

23 In questo senso è fondamentale il processo di presa di coscienza da parte dei soggetti, protagonisti della comunità, delle loro condizioni, necessità, potenzialità, risorse, dei loro limiti, valori e desideri. Non è la lettura in sé, ma la lettura collettiva del contesto, la possibilità di confrontarsi, di comunicare e di socializzare le conoscenze, di mettere in comune i diversi punti di vista che porta a definire insieme i percorsi di collaborazione e costruzione di rete efficaci ed efficienti. Non sono solo i dati che sono importanti, ma è il significato che i diversi attori sociali, attraverso un processo di negoziazione collettiva, attribuiscono ai dati che è determinante ai fini del cambiamento partecipato. Principali caratteristiche dei comuni per composizione e distribuzione della popolazione al Popolazione %M %F Migranti % migranti Minori % minori over 85 % over 85 Albiolo ,67% 49,33% 100 3,80% ,57% 32 1,22% Appiano Gentile ,47% 51,53% 310 4,09% ,92% 219 2,89% Beregazzo con ,84% 51,16% 123 4,85% ,75% 62 2,44% Figliaro Binago ,25% 49,75% 244 5,12% ,00% 83 1,74% Bizzarone ,97% 50,03% 110 7,13% ,20% 28 1,81% Bulgarogr asso ,90% 49,10% 210 5,46% ,94% 52 1,35% Cagno ,41% 50,59% 55 2,70% ,47% 35 1,72% Castelnuo vo ,29% 49,71% 19 2,22% ,34% 20 2,33% Bozzente Drezzo ,38% 49,62% 43 3,63% ,08% 26 2,20% Faloppio ,11% 49,89% 120 2,93% ,82% 73 1,78% Gironico ,67% 51,33% 171 7,57% ,55% 44 1,95% Guanzate ,54% 50,46% 377 6,68% ,72% 84 1,49% Lurate Caccivio ,92% 51,08% 680 6,75% ,14% 226 2,24% Olgiate Comasco ,27% 51,73% 629 5,58% ,75% 264 2,34% Oltrona di San ,16% 50,84% 124 5,47% ,86% 39 1,72% Mamette Pare' ,47% 51,53% 76 4,30% ,44% 39 2,21% Rodero ,92% 51,08% 64 5,32% ,47% 30 2,50% Ronago ,40% 49,60% 53 3,02% ,39% 41 2,33% Solbiate ,96% 51,04% 82 3,21% ,68% 64 2,50% 22

24 Uggiate- Trevano ,89% 51,11% 153 3,53% ,18% 103 2,38% Valmorea ,88% 51,12% 105 3,90% ,78% 55 2,04% Veniano ,39% 49,61% 121 4,27% ,78% 41 1,45% Villa Guardia ,87% 51,13% 466 6,15% ,37% 165 2,18% AT 49,23 50,77 Olgiate % % Comasco ,08% ,18% ,09% Provincia ,94% 51,06% ,40% ,85% ,44% Fonte: elaborazione dell Osservatorio provinciale su dati ISTAT I dati più evidenti riguardano un aumento della popolazione residente, rispetto alla rilevazione dati del Piano di Zona precedente, che si aggiorna a presenze nel È cresciuto anche il numero di migranti residenti, che sul distretto di Olgiate Comasco rappresentano il 5,8% di tutta la popolazione. Distribuzione delle presenze dei minori (0-17) nei comuni ed andamento nel quadriennio 2007/2010 Comune di cui di cui di cui di cui migranti migranti migranti migranti Albiolo Appiano Gentile Beregazzo con Figliaro Binago Bizzarone Bulgarograsso Cagno Castelnuovo Bozzente Drezzo Faloppio Gironico Guanzate Lurate Caccivio Olgiate Comasco Oltrona di San Mamette Pare'

25 Rodero Ronago Solbiate Uggiate- Trevano Valmorea Veniano Villa Guardia AT Olgiate Comasco Provincia Lombardia Fonte: ISTAT e Osservatorio Provinciale Il grafico mette in luce come la tendenza sui minori sia in leggera crescita. Esso sottolinea inoltre come la proporzione di minori migranti su minori autoctoni sia molto meno importante di quanto venga percepito. Ciò fa riflettere su come spesso media nazionali e locali creino delle incongruità percettive nella lettura dei fenomeni sociali, producendo falsi allarmi e tensioni su realtà, come quella migratoria, che appaiono, dati alla mano, assolutamente normalizzate, dopo un effettivo incremento nel flusso nello scorso decennio. La filiazione delle famiglie migranti segue un trend naturale, più o meno parificabile a quello delle famiglie italiane nel quadriennio 2007/

26 Distribuzione delle presenze delle persone anziane (da 65 anni) nei comuni ed andamento nel quadriennio 2007/2010 Comune % 2009 % 2010 % Albiolo ,00% 392 3,98% 392 0,00% Appiano Gentile ,30% ,76% ,25% Beregazzo con Figliaro ,17% 456 5,56% 468 2,63% Binago ,99% 733 2,09% 752 2,59% Bizzarone ,84% 238-1,24% 248 4,20% Bulgarograsso ,25% 536 4,08% 554 3,36% Cagno ,81% 348 2,96% 342-1,72% Castelnuovo Bozzente ,32% 146-2,01% 146 0,00% Drezzo ,54% 187 1,08% 198 5,88% Faloppio ,11% 670-1,03% 688 2,69% Gironico ,31% 337 3,37% 347 2,97% Guanzate ,38% 892 3,72% 919 3,03% Lurate Caccivio ,70% ,10% ,18% Olgiate Comasco ,58% ,33% ,22% Oltrona di San Mamette ,92% 341-1,16% 341 0,00% Pare' ,70% 287 1,77% 292 1,74% Rodero ,71% 180 1,12% 179-0,56% Ronago ,14% 269 3,46% 271 0,74% Solbiate ,44% 456-0,22% 459 0,66% Uggiate- Trevano ,78% 800 3,09% 815 1,88% Valmorea ,38% 482-1,63% 497 3,11% Veniano ,45% 401-0,74% 415 3,49% Villa Guardia ,34% ,43% ,92% AT Olgiate Comasco ,07% ,47% ,96% Provincia ,93% ,48% ,48% Lombardia ,82% ,49% ,43% Italia ,30% ,17% ,00% Fonte: ISTAT e Osservatorio Provinciale 25

27 Insieme al costante ma contenuto aumento relativo alla presenza di minori si registra un contemporaneo graduale aumento degli anziani. L indice di vecchiaia si attesta a circa il 18% (dato dell Osservatorio provinciale). Basta guardare i numeri per osservare che la crescita della popolazione anziana è più marcata rispetto a quella dei minori (che cresce di circa 200 unità all anno contro le 300 unità degli anziani) e ciò conferma il dato di un lento invecchiamento della popolazione già osservato nella rilevazione dati della pianificazione precedente. Distribuzione delle presenze dei migranti comuni ed andamento nel quadriennio 2007/2010 Comune % 2009 % 2010 % Albiolo ,79% 97 16,87% 100 3,09% Appiano Gentile ,31% ,40% 310 6,90% Beregazzo con Figliaro ,40% 119 2,59% 123 3,36% Binago ,84% ,36% 244 9,42% Bizzarone ,53% ,00% 110 0,00% Bulgarograsso ,00% 212 8,72% 210-0,94% Cagno ,00% 57 14,00% 55-3,51% Castelnuovo Bozzente ,38% 19 26,67% 19 0,00% Drezzo ,33% 48 14,29% 43-10,42% Faloppio ,10% ,14% ,11% Gironico ,30% ,14% ,32% Guanzate ,65% 346 0,29% 377 8,96% Lurate Caccivio ,68% 655 7,03% 680 3,82% Olgiate Comasco ,56% ,75% ,20% 26

28 Oltrona di San Mamette ,77% ,98% 124 0,00% Pare' ,18% 82 3,80% 76-7,32% Rodero ,92% 56 9,80% 64 14,29% Ronago ,47% 49 13,95% 53 8,16% Solbiate ,65% 71 18,33% 82 15,49% Uggiate- Trevano ,10% ,39% 153 1,32% Valmorea ,83% 110-0,90% 105-4,55% Veniano ,53% 109 3,81% ,01% Villa Guardia ,87% 434-2,03% 466 7,37% AT Olgiate Comasco ,41% ,45% ,33% Provincia ,40% ,26% ,76% Lombardia ,90% ,97% ,56% Italia ,80% ,36% ,83% Fonte: ISTAT e Osservatorio Provinciale Come si può notare dal grafico la presenza dei migranti sul territorio è in lento aumento, anche se la tabella dei dati disegna una situazione non omogenea tra Comuni, non necessariamente legata alla dimensione quanto alla presenza di comunità e famiglie già presenti. I dati descrivono una situazione di stabilizzazione delle famiglie immigrate sul territorio e una loro crescita naturale in linea con il dato della popolazione totale. Il tasso di immigrazione nell ambito al 2011 è infatti pari allo 0,05% (dato dell Osservatorio provinciale). 27

29 Indice carico sociale[(pop.0-15 anni+pop.>65 anni)/pop anni] x100 Comune Albiolo 50,97% 51,38% 52,57% 51,79% Appiano Gentile 52,36% 52,41% 52,46% 52,89% Beregazzo con Figliaro 47,86% 48,19% 49,79% 50,12% Binago 49,82% 49,48% 49,81% 49,14% Bizzarone 43,68% 43,56% 42,50% 44,07% Bulgarograsso 44,17% 44,84% 45,92% 45,91% Cagno 49,41% 48,19% 49,63% 50,48% Castelnuovo Bozzente 50,72% 51,28% 46,46% 45,25% Drezzo 45,37% 45,80% 46,81% 46,77% Faloppio 48,91% 49,42% 47,15% 48,17% Gironico 49,69% 49,49% 50,00% 50,84% Guanzate 47,47% 47,93% 48,78% 50,12% Lurate Caccivio 53,22% 54,18% 55,06% 55,20% Olgiate Comasco 52,23% 52,89% 53,32% 53,79% Oltrona di San Mamette 44,66% 44,48% 46,00% 45,57% Pare' 47,81% 48,17% 47,85% 48,15% Rodero 44,60% 43,91% 44,12% 43,44% Ronago 49,10% 48,56% 49,48% 50,47% Solbiate 50,90% 50,99% 50,21% 50,86% Uggiate- Trevano 53,65% 54,94% 55,96% 56,50% Valmorea 55,87% 56,44% 56,98% 57,59% Veniano 44,33% 44,74% 44,09% 44,52% Villa Guardia 53,86% 54,77% 54,22% 55,22% AT Olgiate Comasco 50,38% 50,78% 51,05% 51,46% Provincia 51,93% 52,39% 52,73% 53,19% Lombardia 52,32% 52,94% 53,42% 54,00% Italia 53,87% 54,00% 54,14% 54,37% Fonte: Osservatorio Provinciale L indice di carico sociale, detto anche di dipendenza, considera il rapporto tra popolazione non autonoma, dipendente appunto, e popolazione che, essendo in attività, dovrebbe provvedere al suo sostentamento. 28

30 Nell ambito di Olgiate Comasco il dato si attesta intorno al 50% (rimanendo leggermente inferiore rispetto ai dati nazionali), testimoniando un (apparente) equilibro tra le due popolazioni; in realtà il leggero aumento che si registra ogni anno conferma, insieme all invecchiamento della popolazione, il configurarsi di una situazione in cui la popolazione anziana peserà sempre di più su quella attiva con significative conseguenze sulle future politiche di welfare. Inoltre l indice di carico sociale così quantificato non considera il tasso di disoccupazione che si registra nella fascia d età anni, che va a modificare ancora il dato verso un indice di carico di fatto maggiore. 2.2 L area Lavoro in tempo di crisi Vista la peculiarità del periodo storico che stiamo vivendo, caratterizzato da una strutturale crisi economica e produttiva, è sembrato doveroso concentrare parte dell indagine statistica sul panorama lavorativo nel nostro distretto e più in generale nella Provincia, pur partendo dalla consapevolezza che su quest area di bisogno sono necessarie azioni macroscopiche ben al di sopra del livello territoriale. Distribuzione della popolazione per settore produttivo prevalente del Comune di residenza al Comune Agricoltura Commercio Costruzioni Industria Terziario Albiolo Appiano Gentile Beregazzo con Figliaro Binago Bizzarone Bulgarograsso Cagno Castelnuovo Bozzente 857 Drezzo Faloppio Gironico Guanzate Lurate Caccivio Olgiate Comasco Oltrona di San Mamette Pare'

31 Rodero Ronago Solbiate Uggiate- Trevano Valmorea Veniano Villa Guardia Totale Fonte: elaborazione dell'osservatorio provinciale Il settore produttivo prevalente nell Ambito territoriale dell Olgiatese è quello industriale, tale è la ragione per cui con la crisi del comparto e la chiusura di molte aziende si è registrato oltre che un aumento della disoccupazione, una scarsa possibilità di reinserimento lavorativo, soprattutto per la fascia d età precedente alla pensione, come confermano i dati ( ) reperiti da ISTAT e dalla Camera di Commercio di Como. La rilevazione che segue sulla cassa integrazione e lo stato di occupazione sono riferiti alla Provincia di Como, ma l ambito di Olgiate Comasco si inserisce pienamente nelle tendenze registrate, data la concentrazione della forza lavoro nel settore industriale. La Cassa Integrazione Guadagni per la gestione ordinaria ha autorizzato, nel corso del secondo trimestre 2011, 1,5 milioni di ore, in sensibile rallentamento rispetto all analogo periodo dell anno precedente (2,4 milioni di ore). Come di consueto, quasi la metà del monte ore autorizzato al settore manifatturiero è stato assorbito dal comparto tessile (676 mila ore), segue, con una quota del 14%, il comparto metalmeccanico (200 mila ore). Cig Ordinaria - Ore Autorizzate 2 trim

32 La gestione straordinaria ha autorizzato 3,6 milioni di ore, in leggera flessione rispetto al 2010, ma in sensibile aumento nel raffronto con il trimestre precedente. Il monte ore autorizzato è stato a carico del comparto meccanico (43% delle autorizzazioni) e del comparto tessile (40%). Andamento cassa integrazione ordinaria e straordinaria quadriennio 2008/2011 Dopo il picco della crisi economica, avvenuto nel 2009, che ha interessato tutto il Paese, con chiari effetti sul nostro territorio, si registra un calo delle ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Ciò farebbe ben sperare in un miglioramento della situazione, ma è più probabile che la flessione sia legata ad una chiusura delle aziende, e quindi celerebbe un quadro assai più drammatico. 31

33 Tasso di disoccupazione provincia di Como per sesso Tasso di occupazione per provincia, Classe di età e Tempo e frequenza - tasso di occupazione - valori percentuali Da una lettura negativa del grafico, emerge una situazione preoccupante relativamente alla disoccupazione nella fascia d età anni. Essa sembra attestarsi intorno al 70%, insieme a quella della fascia 15-24, comportando una perdita di risorse per il territorio. 32

34 In essa, anche se qui non viene riportato, sono presenti senza dubbio una parte di inattivi, ovvero persone che non lavorano per scelta, come le casalinghe o gli studenti, o perché troppo anziani e quindi ritirati dal lavoro, ma ciò non rende comunque meno preoccupante la realtà qui rappresentata. 33

35 3 AREA DISABILITA INDICE INTRODUZIONE SOCIALE RAPPORTO CON IL 3 SETTORE E IL SEGRETARIATO SCHEDE descrittive SERVIZI/INTERVENTI area disabilità: - Centro Diurno Disabili (Cdd) - Centro Socio Educativo (Cse) - Servizio Smaaart - Consulenza specialistica per adulti disabili - I Sabati di respiro - Centri terapeutici Occupazionali (Cot) RAPPORTO CON ASL E UONPIA 34

36 3.1 INTRODUZIONE I precedenti piani di zona si sono posti come obiettivo principale la promozione dell integrazione sociale e di una migliore qualità della vita dei soggetti in situazione di disabilità affinché quest ultima diventi realmente un esistenza piena e di qualità. Lo sforzo maggiore nell attuazione di questi obiettivi ha riguardato il coinvolgimento attivo, consapevole e diretto dei singoli, delle famiglie e di tutte le Istituzioni, pubbliche e private, in tutte quelle iniziative e interventi finalizzati a valorizzare la persona disabile in quanto tale, superando la vecchia logica assistenzialista. Tutti gli interventi hanno evidenziato come importante la difesa della persona con la propria dignità, che ha diritto a rimanere nella propria comunità, a contatto con le proprie reti familiari e sociali. Mettere la persona al centro significa che non solo è oggetto del sistema di prestazioni e risposte, ma anche soggetto che collabora, partecipa e sceglie. 3.2 RAPPORTO CON IL TERZO SETTORE E IL SEGRETARIATO SOCIALE Negli ultimi tre anni il piano di Zona si è concentrato soprattutto sul rafforzamento e coordinamento del sistema dei servizi presenti nel territorio del distretto e di conseguenza sulla valorizzazione del disabile come risorsa (integrazione sociale attraverso l inserimento lavorativo, diffusione della cosiddetta cultura della normalità, abbattimento delle barriere architettoniche e culturali). Il territorio dell olgiatese presenta una grossa ricchezza e varietà di risposte ai bisogni dei soggetti diversamente abili e il CdA ha quindi voluto creare una realtà di secondo livello (servizio di consulenza specialistica) sia per i minori sia per adulti disabili, che in collaborazione con i servizi sociali di base dei comuni, tentasse di costruire una rete dove ogni soggetto potesse trovare il proprio posto e la propria dimensione. Ciò ha dato la possibilità ad ogni persona disabile di avere un progetto personalizzato, collegato ad una casa ed a una dimensione familiare, naturalmente adeguato ai bisogni connessi con la propria disabilità ed integrato nella società. E fondamentale pertanto continuare in questa direzione, ossia nel rafforzare la possibilità di una attenta valutazione della persona disabile, in particolare nella fase di costruzione di progetti personalizzati che possano dare indicazioni su quali soluzioni scegliere, non solo misurate per l efficacia gestionale, ma anche con gli indicatori della qualità della vita adulta e di relazione. 35

37 E perciò indispensabile che il territorio promuova sempre più efficacemente lo sviluppo di percorsi personalizzati per ogni utente e di conseguenza, ne curi anche il monitoraggio al fine di evitare situazioni di stasi e di parcheggio. La tabella sottostante evidenzia quindi l ampio panorama di offerte presenti nell olgiatese. Territorio dell olgiatese - tab.1 Bisogni Sviluppo autonomie e risorse per disabili lievi e medio -lievi Mantenimento e sviluppo capacità per disabili gravi Individuazione progettualità-invii adeguaticoordinamento interventi Alleggerimento e sollievo alle famiglie Addestramento lavorativo e accompagnamento al mondo del lavoro Accoglienza utenti con patologie riconducibili al sistema socio sanitario spesso unite a disturbi psichiatrici Servizio attivato Cse Cdd Servizio Consulenze Week -end di sollievi Sabati di respiro Cot Servizio inserimenti lavorativi Css Consorzio, Cooperativa o associazione Utenti territo rio - I tigli - Consorzio servizi sociali dell olgiatese - Lo smeraldo - Coop. il Mosaico - CSE- coop. L Ancora - Il ponte - Consorzio servizi sociali dell olgiatese - Sim-patia - Area disabili - Consorzio servizi sociali dell olgiatese - Smaaart_ Consorzio servizi sociali dell olgiatese -Casa Enrico - coop. L agorà -Casa Di Gabri - coop L Agorà -Sabati di respiro-consorzio servizio sociali dell olgiatese -Simpatia e Oasi mosaico in convenzione con Consorzio servizi sociali dell olgiatese -Sil - Consorzio servizi sociali dell olgiatese -Il sole coop. Centro progetti educativi -La Corniola- coop. Il Mosaico -Casa Enrico - coop L Agorà - Casa di Miro- coop. L Agorà - Casa di Gabri- coop L Agorà Utenti fuori territo rio Posti liberi Lista d attes a Residenze per soggetti con disabilità lievi, richiedenti un basso livello di assistenza Cah -Stella polare- coop. L Arca 88 -L arcobaleno- coop. L Arca

38 Residenzialità per soggetti gravemente compromessi Percorsi di vita indipendente per disabilità lievi Percorsi per lo sviluppo psicomotorio o della manualità, del linguaggio, per l espressività, per i disturbi dell apprendimento Organizzazione di gite, vacanze e eventi del tempo libero Spazio ludico per disabili minori Rsd Sim-patia Appartamenti protetti Laboratori, corsi specifici, riabilitazione equestre, logopedia Associazione per il tempo libero Sabati di respiro -L arca 88 -Centro progetti educativi -L Agorà 97 -Il mosaico -Simpatia L arca 88 Lu.po.re Consorzio servizio sociali dell olgiatese Associazione L Alveare Consorzio servizi sociali dell olgiatese A fronte di tali risposte il ha ritenuto opportuno, nell ultimo triennio, ampliare il monitoraggio e la valorizzazione dei progetti già in essere, ha voluto proseguire nella gestione diretta del centro diurno disabili (CDD- VEDI TAB. 2) e del centro socio educativo (CSE VEDI TAB. 3). 3.3 SERVIZI/INTERVENTI area disabilità SCHEDE DESCRITTIVE Area disabili tab. 2 Nome Servizio/intervento: CENTRO DIURNO DISABILI Ente gestore: Consorzio servizi sociali dell olgiatese Responsabile: dott.ssa Francesca Telve bisogno Il C.D.D. si propone di mantenere e potenziare le abilità di soggetti adulti con disabilità medio grave e gravissima - individuazione e sviluppo di progetti educativi o assistenziali individualizzati; Interventi - supporto psicologico-educativo al soggetto e ai suoi familiari - supporto psicologico ai familiari - accompagnamento ai week-end di sollievo - proposta del soggiorno estivo - consulenza fisioterapica 37

39 strumenti economiche Risorse: umane Prodotto: Indicatori di processo strategia di sviluppo: Colloqui Riabilitazione equestre Laboratori - cucina; - didattica e PC - sound beam - artistici per la produzione di semplici manufatti (tappeti, cestini); - stimolazione motorie, fisioterapia e psicomotricità; - stimolazioni sensoriali e danzaterapia; Idrostimolazione Piscina Assistenza alla persona nelle basilari operazioni di vita quotidiana (pranzo,toilette) Buoni sociali e voucher per week-end di sollievo e soggiorni climatici; Finanziamento annuale da parte del servizio Sanitario regionale; Retta a carico delle famiglie; Contributi comunali; Equipe multidisciplinare composta da: - educatori con competenze specialistiche diversificate (psicomotricisti, specialisti nella riabilitazione equestre, danzaterapeuta) - ausiliari socio assistenziali; - psicologa e coordinatrice della struttura; - assistente sociale - specialisti: fisioterapisti, infermiera professionale Attualmente il centro è arrivato ad ospitare 30 UTENTI ed è a capienza piena. Per realizzare i progetti personalizzati è stato necessario attivare delle convenzioni e collaborazioni con alcuni partner del territorio: - Convenzione con il SIM-PATIA per l utilizzo della piscina attrezzata per disabili gravi, per la consulenza fisioterapica e informatica; - Convenzione con le C.R.I. di Uggiate Trevano e Lurate Caccivio per il Servizio dei trasporti - Convenzione con la piscina di Via del Doss (Como) - Convenzione con la palestra comunale di Villa Guardia Gli invii hanno avuto risposta in tempi adeguati ai bisogni. La gradualità dell inserimento permette una fase di assestamento non destrutturante per il soggetto e il gruppo. Non si è risposto ai bisogni e ai desideri solo nelle situazioni in cui le caratteristiche del soggetto richiedente non erano corrispondenti alla tipologia dell ospite del CDD. I questionari di gradimento compilato dai familiari e dagli operatori hanno dato risultati buoni. Costruzione nuovo centro Reperimento volontari Gruppi di mutuo aiuto per i familiari Progetti integrati per pazienti con bisogni complessi 38

40 Area disabili - tab.3 Nome Servizio/intervento: CENTRO SOCIO EDUCATIVO Ente gestore: Consorzio servizi sociali dell olgiatese Responsabile: Corrado Giacomelli bisogno Il C.S.E. si propone di mantenere e potenziare le abilità e le autonomie dei soggetti maggiorenni con disabilità medio lieve o lieve. - individuazione e sviluppo di progetti educativi individualizzati; Interventi - costruzione di requisiti per l avviamento al lavoro - supporto psicologico-educativo al soggetto - supporto psicologico ai familiari - gruppo di sostegno alla genitorialità - proposta del soggiorno estivo - consulenza fisioterapica Colloqui strumenti Laboratori: - artistici per la produzione di semplici manufatti (bomboniere, portafoto, portachiavi ); - giardinaggio e falegnameria - psicomotricità; - sound beam - didattici Attività sportive: piscina, basket e riabilitazione equestre Attività propedeutiche alla vita autonoma e lavorativa economiche Buoni sociali e voucher per week-end di sollievo e soggiorni climatici; Retta a carico delle famiglie; Contributi comunali; Risorse: umane Equipe multidisciplinare composta da: - educatori con competenze specialistiche diversificate (psicomotricisti, specialisti nella riabilitazione equestre) - psicologa - assistente sociale Attualmente il centro è arrivato ad ospitare 28 UTENTI Prodotto: Indicatori di processo Per realizzare i progetti personalizzati è stato necessario attivare delle convenzioni e collaborazioni con alcuni partner del territorio: - Convenzione con il SIM-PATIA per la consulenza fisioterapica e informatica; - convenzione con il comune di Lurate Caccivio per l utilizzo della palestra - convenzione con piscina di Olgiate Comasco per l utilizzo degli spazi - Convenzione con le C.R.I. di Uggiate Trevano e Lurate Caccivio per il Servizio dei trasporti Gli invii hanno avuto risposta in tempi adeguati ai bisogni. La gradualità dell inserimento permette una fase di assestamento non destrutturante per il soggetto e il gruppo. Non si è risposto ai bisogni e ai desideri solo nelle situazioni in cui le caratteristiche del soggetto richiedente non erano corrispondenti alla tipologia dell ospite del Cse. 39

41 strategia di sviluppo: Costruzione nuovo centro Costruzione di appartamenti per percorsi di training per la vita indipendente Reperimento volontari Implemento dei gruppi di mutuo aiuto per i familiari Percorsi mirati all inserimento lavorativo In tal modo, l equipe multidisciplinare di queste realtà si è delineata sempre di più come un polo di riferimento per la disabilità, al punto da aver spinto alla creazione di un nuovo servizio di consulenza specialistica per minori disabili (SMAAART TAB. 4) da affiancare a quello già in essere per adulti.( TAB. 5). Area disabili - tab. 4 Nome Servizio/intervento: SMAAART Ente gestore: Consorzio servizi sociali dell olgiatese Responsabile: Telve Francesca e Tiepolo Elisabetta bisogno Il servizio intende offrirsi come un punto di riferimento territoriale per i minori con disabilità e le loro famiglie al fine di sviluppare un appropriato progetto di vita. Si rivolge a bambini/adolescenti da 0 a 18 anni con diagnosi di: - autismo - disturbi specifici dell apprendimento (DSA; dislessia, discalculia, disgrafia, disortrografia) - disturbo da deficit di attenzione-iperattività (ADHD) - deficit sensoriali - disabilità intellettiva (in sindrome di Down, epilessia, cerebropatia, paralisi cerebrali infantili ecc ) - Attivazione delle risorse territoriali Interventi o NPI o Laboratori espressivi, musicoterapia, danza-movimento terapia o Psicomotricità o Riabilitazione equestre o Ausili tecnologici - Accompagnamento della famiglia al PROGETTO DI VITA - Coordinamento degli interventi che interessano il minore disabile (assistente educatore scolastico e domiciliare, insegnante di sostegno, fisioterapista, logopedista ecc ) - Colloqui con famiglie e insegnanti strumenti - Osservazione del minore disabile - Riunioni con assistenti sociali per definire le azioni e il case management - Scheda di segnalazione e monitoraggio dell intervento - Incontri con i diversi interlocutori coinvolti nel progetto economiche Contributi comunali Risorse: 40

42 umane Prodotto: Indicatori di processo strategia di sviluppo: Due psicologhe Assistente sociale Collaborazioni con Istituti scolastici di vario grado del territorio dell olgiatese e con scuole secondarie di secondo grado, in particolare con Enaip. Partecipazione al tavolo tecnico del CTRH di Appiano Gentile. Collaborazione stretta con il servizio di riabilitazione equestre del Consorzio servizi sociali dell olgiatese presso l azienda agricola Taiana Collaborazione con UONPIA di Olgiate Comasco. Momenti di confronto con il servizio psicopedagogico dell area minori e famiglia del Consorzio servizi sociali dell olgiatese. Collaborazioni con l associazione La Nostra famiglia di Castiglione O. e Vedano. La difficoltà del servizio di consulenza è quello di aggiornarsi frequentemente sulle offerte territoriali in modo da poter garantire il miglior invio possibile per ogni soggetto. Un ulteriore nodo critico si evidenzia nel rapporto con gli enti riabilitativi e l uonpia dove i contatti sono difficoltosi e i tempi di risposta lunghi. Creazione di uno strumento che rilevi gli interventi condivisi con asl e uonpia Incontri periodici di aggiornamento con servizi sociali di base per meglio condividere le azioni. Maggiore visibilità del servizio all interno delle scuole del territorio. Il servizio di consulenza è a disposizione di tutti i Comuni per integrare la presa in carico del segretariato sociale di base e costituire uno strumento operativo e specialistico a disposizione dello stesso. Area disabili tab. 5 Nome Servizio/intervento: CONSULENZA SPECIALISTICA PER ADULTI DISABILI Ente gestore: Consorzio servizi sociali dell olgiatese Responsabile: Elisabetta Tiepolo bisogno Il servizio di consulenza si propone di rilevare bisogni e risorse del soggetto disabile al fine di sviluppare il più appropriato progetto di intervento.. -individuazione e progettazione del miglior percorso di vita del disabile in Interventi collaborazione con il Servizio Sociale del Comune; -conoscenza delle diverse realtà che si occupano di disabilità e gestione delle informazioni acquisite; -creazione di collaborazioni utili a costruire una rete territoriale; - individuazione e sviluppo di progetti educativi o assistenziali individualizzati; - consulenza alle famiglie con problematiche di disabilità -supporto a gruppi o associazioni di genitori -organizzazione di serate o eventi di sensibilizzazione su tematiche relative la disabilità: -formazione a docenti, educatori, operatori sociali e volontari - Colloqui e riunioni con assistenti sociali ed elaborazione di strumenti condivisi (es. strumenti schede di segnalazione e modulistica) 41

43 - incontri di conoscenza e approfondimenti con le diverse realtà territoriali; - riunioni con gruppi di genitori; - incontri di formazione con i diversi attori sociali; - compilazione di schede per archiviazione dati relative i bisogni dei disabili del territorio; - attivazione di periodi di valutazione ed osservazione presso CSE di Lurate - collaborazione con i colleghi del servizio inserimenti lavorativi qualora vi fossero requisiti per l avviamento al lavoro; economiche Risorse: umane Prodotto: Indicatori di processo strategia di sviluppo: Contributi comunali; Patrocini amministrazioni provinciali e comunali; Psicologa responsabile di area èquipe multidisciplinare composta da: educatori e operatori con competenze specialistiche diversificate assistente sociale Il servizio offre consulenza a circa 60 situazione l anno diversificate nei vari interventi elencati precedentemente Collaborazioni con Istituti scolastici del territorio in particolare con Enaip, Liceo scientifico Olgiate Comasco, Ripamonti. Collaborazioni con le diverse realtà territoriali che si occupano di disabilità, in particolare con Cooperativa Il Mosaico, l Arca 88 e L Agorà 97. Collaborazioni con oratorio di Appiano Gentile e l associazione Oltre lo sguardo di Lurate Caccivio. Collaborazione stretta con il servizio di riabilitazione equestre del Consorzio servizi sociali dell olgiatese presso l azienda agricola Taiana Collaborazione con CPS di Appiano Gentile e con responsabile dell area salute mentale del consorzio. Collaborazioni con l associazione La Nostra famiglia di Castiglione O. e Bosisio P. Le uniche collaborazioni con soggetti che si occupano di disabilità che non hanno dato buoni risultati sono state quelle il cui scopo era di rispondere al solo interesse economico e non basate su una reale preoccupazione di rispondere ad un bisogno del territorio. La difficoltà del servizio di consulenza è quello di aggiornarsi frequentemente sulle offerte territoriali in modo da poter garantire il miglior invio possibile per ogni soggetto. Un ulteriore nodo critico si evidenzia nel rapporto con gli enti riabilitativi e il cps dove i contatti sono difficoltosi e i tempi di risposta lunghi. Creazione di uno strumento che rilevi gli interventi condivisi con Asl e CPS Incontri periodici di aggiornamento con servizi sociali di base per meglio condividere le azioni. Programmazione di tavoli tecnici con le varie realtà della disabilità per favorire il lavoro di rete Coinvolgimento nei progetti di associazioni di volontariato e di nuove agenzie sociali (studenti universitari, pensionati..) 42

44 In linea con quanto evidenziato nel piano di zona precedente, si è rafforzato l intervento soprattutto a favore dei minori disabili nell ambito del sostegno scolastico e nella costruzione di progetti di vita più mirati. Si è proposto inoltre un servizio con due aperture mensili chiamato I SABATI DI RESPIRO rivolto a bambini con gravi disabilità dai 3 ai 10 anni. (TAB. 6) Tale offerta permette al bambino di trascorrere una giornata al di fuori del contesto familiare, inserito in un piccolo gruppo di bambini e con la presenza costante di educatori specializzati. Il servizio consente al contempo alle famiglie di recuperare momenti di vita quotidiana da dedicare se stessi e alle richieste affettive degli altri figli. Area disabili - tab.6 Nome Servizio/intervento: SABATI DI RESPIRO Ente gestore: Consorzio servizi sociali dell olgiatese Responsabile: Telve Francesca bisogno Il servizio risponde al bisogno delle famiglie di bambini con disabilità medio-gravi di recuperare momenti della vita quotidiana da dedicare a se stessi e alle richieste affettive degli altri figli; offre inoltre ai bambini disabili l opportunità di trascorrere una giornata al di fuori del contesto familiare, inseriti in un piccolo gruppo di bambini e con la presenza costante di educatori specializzati e volontari. Attività ludiche e ricreative personalizzate in base alle esigenze di ogni singolo Interventi bambino, con particolare attenzione all ambito delle autonomie personali e delle competenze relazionali. Gruppi di confronto per genitori. Colloqui con genitori strumenti Schede personali contenenti le informazioni essenziali di ogni utente Schede di aggiornamento per i Servizi Sociali Scheda di abbonamento per l accesso al servizio economiche Risorse: umane Prodotto: Contributi comunali; Fondo regionale per la promozione di interventi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; retta contenuta a carico delle famiglie; organizzazione raccolta fondi con lotterie e feste psicologa 2 educatrici 1 asa Tirocinanti psicologi ed educatori 10 volontari (pionieri della CRI di Lurate C ) 8 bambini Collaborazione con i Pionieri della CRI di Lurate C. 43

45 Indicatori di processo strategia di sviluppo: Le aperture mensili sono diventate due in risposta al crescente bisogno delle famiglie. I familiari si sono resi parte attiva nel reclutamento di fondi e partecipando alle serate a tema. Aumento delle aperture mensili. Creazione di una associazione di genitori che si rendano attivi nel fornire informazioni e nel fare cultura sulla disabilità. Reclutamento continuo di volontari. Tale offerta è in linea con il tentativo di rispondere ad un altra necessità del territorio, ovvero l alleggerimento delle famiglie, per le quali sono possibili anche week end di sollievo appoggiandosi ad alcune delle case alloggio (vedi tab.1) disponibili ad aprirsi a questo servizio. Un altra risposta a tale criticità è la promozione sul territorio della nascita di percorsi volti al raggiungimento di una vita indipendente, con la progettazione di appartamenti protetti dove ogni soggetto disabile adulto possa sperimentarsi in una realtà al di fuori del contesto familiare e incrementare le proprie abilità nelle diverse operazioni della vita quotidiana. Varie realtà del terzo settore (vedasi tab. 1) hanno già avviato alcune esperienze in tal senso ed anche il consorzio ha iniziato la costruzione di un nuovo centro, al cui piano superiore prevederà l apertura di due appartamenti da adibire al training per la vita autonoma. L altra grande sfida per l intero sistema è il problema dell inserimento lavorativo e il Consorzio, attraverso una convenzione con cooperative del privato sociale del territorio, ha iniziato a promuovere i COT (centri occupazionali terapeutici, vedi tab.7) dove, dopo un attenta valutazione della persona e un adeguato training professionalizzante, il soggetto disabile può accedere al mondo del lavoro, in una situazione più protetta ed adeguata ai propri bisogni. Area disabili - tab.7 Nome Servizio/intervento: CENTRI TERAPEUTICI OCCUPAZIONALI Ente gestore: Consorzio servizi sociali dell olgiatese Responsabile: Enrico Galli bisogno L idea dei Centri occupazionali terapeutici (COT), nasce dall esigenza di accogliere quella fascia di utenti disabili che pur possedendo capacità ed autonomie superiori a quelle richieste per l accesso ai CSE non è in grado di avvicinarsi, allo stato attuale, all esperienza lavorativa, neppure nell ambito di una realtà protetta quale potrebbe 44

46 Interventi strumenti economiche essere ad esempio una Cooperativo Sociale di tipo B. Si tratta di soggetti adulti (18/65 anni), in possesso di certificazione di invalidità che, provenienti da esperienze educative, formative e/o lavorative diverse, non trarrebbero beneficio da un inserimento in un Centro socio educativo o in uno SFA, ma per i quali è opportuno strutturare percorsi alternativi e specifici L accesso ai centri occupazionali terapeutici (COT) è riservato a soggetti adulti (18/65 anni) in possesso di certificazione di invalidità ed avviene attraverso richiesta e valutazione da parte del Servizio disabili congiuntamente al Servizio di inserimento lavorativo. Per la domanda di accoglienza, l utente o un suo familiare deve rivolgersi ai Servizi Sociali del proprio comune di residenza che provvederà a fare richiesta sempre al Servizio disabili che lo valuta in collaborazione con il Servizio Inserimenti Lavorativi. L esito della valutazione determina, qualora ne ricorrano le condizioni, la proposta di inserimento della persona nel centro più adeguato. Il progetto di inserimento personale viene definito in collaborazione con il centro che lo accoglierà e viene poi autorizzato dall equipe di valutazione competente composta dai responsabili del Servizio Disabili, del SIL e dell Assistente Sociale del Comune di residenza del potenziale utente. Ogni Cot si struttura nell ambito e parallelamente ad una struttura lavorativa già esistente ed operativa cooperativa Sociale di tipo B: (Cooperative cioè che si pongono come obiettivo l inserimento lavorativo di persone svantaggiate attraverso lo svolgimento di attività diverse), attraverso l inserimento dell utente in una cooperativa di tipo A, o anche azienda che costituisca al suo interno uno spazio adeguato. Ogni progetto di inserimento comporta l elaborazione e l aggiornamento periodico di un Piano di Integrazione ed Autonomia Personalizzato che identifica obiettivi, tempi e strumenti. Colloqui e riunioni con assistenti sociali ed elaborazione di strumenti condivisi (es. schede di segnalazione e modulistica) Colloqui individuali di approfondimento e valutazione Piano di Integrazione ed Autonomia Personalizzato Schede di Monitoraggio e valutazione Fondi comunali Risorse: umane Prodotto: Assistenti sociali Responsabile Area Disabili Responsabile SIL del Consorzio Risorse messe a disposizione dalla struttura di destinazione (Maestri di lavoro ed educatori) Si tratta di un servizio ancora in fase sperimentale che ha però già suscitato notevole interesse. Si sono già costituiti spazi destinati all accoglienza degli utenti presso alcune Cooperative (Oasi Mosaico / Sim-patia Lavoro). Si è strutturato il Cot interno ai Servizi del Consorzio (CSE), nell area delle pulizie e della manutenzione del verde. 45

47 Indicatori di processo strategia di sviluppo: L area critica riguarda la difficoltà di immaginare spazio che siano alternativi ed intermedi, posti tra la dimensione educativa e quella lavorativa. Soprattutto per gli operatori Incrementare il numero degli inserimenti. Sviluppare realtà sempre più autosufficienti e strutturate. Appare più che mai evidente dunque che, in un momento di forti restrizioni delle risorse economiche, si debbano percorrere strade innovative per il sociale che prevedano: - la promozione massiccia e continua del lavoro di rete in modo da poter cogliere i vari bisogni dei cittadini disabili ed individuarne la miglior risposta possibile in tempi rispettosi della dignità della persona - l attivazione di gruppi di acquisto su generi di consumo come guanti, traversine o per materiali didattici e di laboratorio. - lo scambio di servizi fra cooperative, come il giardinaggio, la manutenzione ordinaria o la mensa - il coinvolgimento sempre più ampio e mirato del volontariato (associazioni pensionati, oratori, studenti ) con la proposta di una formazione di base comune fra le varie realtà. - lo sviluppo di collaborazioni con realtà nuove e diverse al di fuori di quelle specifiche dedicate alla disabilità (università, scuole, aziende agricole ). 3.4 RAPPORTI CON ASL E UONPIA Nei prossimi anni, oltre ad ottimizzare la collaborazione con il terzo settore e rafforzare il rapporto con i servizi sociali di base, il territorio ed in particolare l area disabili del consorzio intende promuovere una più intensa partnership con il distretto Asl e l UONPIA. A tale proposito si ritiene opportuno favorire la disponibilità da parte degli operatori dell area disabili a partecipare a tavoli tecnici multidisciplinari, in cui poter condividere progettualità e metodologie al fine di facilitare l accesso e la razionalizzazione dei servizi e delle opportunità per i cittadini disabili. In quest ottica pertanto si ritiene fondamentale l adozione e sottoscrizione di protocolli interistituzionali per macro aree. Una proposta già in essere in questa direzione è per esempio la partecipazione del responsabile dell area disabili al tavolo tecnico del CTRH di Appiano Gentile con la disponibilità a presenziare, presso lo stesso, allo sportello di consulenza per le famiglie di alunni disabili e al corpo docenti per progettare azioni volte all integrazione sociale. 46

48 Un ulteriore strategia utile al superamento della frammentarietà degli interventi, soprattutto nei casi di minori disabili, è la definizione di strumenti di lavoro che diano evidenza agli interventi. A tale proposito questo ufficio di piano predisporrà uno strumento utile a mostrare gli interventi effettuati, gli attori, le collaborazioni, la facilità dei contatti fra i diversi operatori e i dati che emergeranno verranno restituiti attraverso un report annuale alla direzione sociale e al distretto. L ufficio di piano provvederà inoltre al completamento dei dati anagrafici con l aggiunta di elementi utili alla comprensione e lettura delle varie situazioni di disabilità presenti sul territorio, nel tentativo di migliorare e velocizzare la risposta al bisogno da parte sia degli operatori del CeAD sia degli operatori dei diversi servizi. Ad una anagrafe delle persone con disabilità di tipo quantitativo si è scelto di prediligerne una di tipo qualitativo, costruita a partire da dati provenienti da canali molteplici, anche di natura informale (scuole, servizi sociali di base, attori del terzo settore ecc ). Il Consorzio Servizi Sociali dell Olgiatese effettuerà una sintesi delle informazioni raccolte dalle varie fonti utile all analisi dei bisogni emergenti sul territorio e alla riprogettazione di nuove risposte e servizi per le persone disabili e le loro famiglie. In continuità con le azioni svolte dal CeAD l area disabili ha promosso interventi a favore di pazienti complessi sia ampliando l assistenza fisioterapica all interno del CDD sia attraverso l introduzione di servizi domiciliari al fine di migliorare la qualità di vita dell intero nucleo familiare e posticipare l eventuale ricovero in strutture residenziali. Per quanto riguarda inoltre la promozione di azioni volte alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, si è sentita la necessità di creare l occasione ai genitori, ed in particolare alle madri di minori disabili, di recuperare energie e momenti di vita quotidiana da dedicare a sé e alle richieste affettive e concrete degli altri membri del nucleo familiare attraverso il servizio dei Sabati di respiro (tab.6). Quest azione è affiancata inoltre dall opportunità data alle famiglie del centro diurno di richiedere al proprio domicilio la presenza di un operatore che vada a sostituirli in situazioni di emergenza o particolare difficoltà, evitando anche in tal caso le richieste di ricoveri presso strutture. La problematica della protezione giuridica è stata invece affrontata condividendo riflessioni ed azioni con l area fragilità, a cui si rimanda per averne una spiegazione dettagliata. 47

49 4 FRAGILITÀ SOCIALI INDICE INTRODUZIONE AREA LAVORO - SIL - Sportello Lavoro AREA FRAGILITA ADULTI - Servizio Integrazione migranti adulti - Servizio di sensibilizzazione e consulenza circa il rimpatrio rete nazionale NIRVA - Un sostegno concreto: la distribuzione dei pacchi alimentari - L inclusione sociale delle persone sottoposte a procedimenti penali AREA NON AUTOSUFFICIENZE - Un luogo per l integrazione sociosanitaria: il CeAD - Allargare la rete: il progetto AdS Como 48

50 INTRODUZIONE Il crescere dell incertezza nella società attuale sta mettendo in discussione la cultura dell aiuto e dell assistenza per come è stata concepita finora e sta rendendo sempre più evidente la difficoltà della società ad affrontare le aree di maggiore fragilità. Le trasformazioni avvenute negli ultimi decenni nell ambito economico, produttivo e sociale se da un lato hanno contribuito ad un generale miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, dall altro hanno determinato l alterazione di alcuni consolidati equilibri, causando forme di emarginazione, di povertà e di disagio sociale sempre più diffuse, accentuate anche dalla grave crisi economica che il Paese sta affrontando. Il momento attuale presenta fortemente l emergenza di bisogni primari quali il lavoro e la casa, in un contesto in cui il sistema industriale è arrivato ad un punto di collasso per cui la ripresa sarà lenta e faticosa. Nel frattempo gli sfratti per morosità impennano e la disoccupazione incalza. Inoltre la tradizionale organizzazione dei valori e del sistema delle relazioni sociali e familiari è andata gradualmente in crisi, determinando sempre più frequentemente l insorgere di nuove fragilità psicologiche che possono finire per sfociare in patologie di diversa natura e in comportamenti antisociali, oltre che in una maggiore difficoltà dei servizi e delle famiglie nella cura della fascia di popolazione non autosufficiente al di là del ricorso a servizi residenziali. Risulta quindi necessaria l adozione di attività di prevenzione atte a contrastare il disagio e l esclusione sociale, ma anche la costruzione di percorsi di aiuto partecipati da parte della comunità intera e sostenibili nel tempo, capaci di sviluppare risorse finora inesplorate o sottovalutate. Oggi, che l età media dell uomo si è allungata e che il precedente sistema pensionistico ha consentito alla gran parte dell attuale popolazione anziana di uscire dal mondo del lavoro in età ancora relativamente giovane, l anziano si trova ad avere davanti un periodo ancora piuttosto lungo della propria vita. I cambiamenti nelle condizioni di vita degli anziani, di natura qualitativa e quantitativa, esigono quindi nuove strategie di intervento finalizzate non solo a tutelare l anziano prevenendo le situazioni di bisogno e contrastando l emarginazione, ma anche, e soprattutto, valorizzando gli anziani con iniziative che possono coinvolgerli fattivamente e renderli parte attiva della società. Analogamente per quanto riguarda la popolazione proveniente da diversi Paesi, i dati parlano di una effettiva stabilizzazione sul territorio, che farebbe pensare all avviarsi di un percorso di inclusione concreta nella società già attivo peraltro anche attraverso la presenza di diverse realtà di Terzo Settore nate dai migranti stessi per la promozione della cittadinanza attiva. 49

51 Fondamentale diventa allora attivare e sostenere sul territorio strategie che soddisfino tutte queste esigenze di vita buona, intesa come libertà dal bisogno e difesa della qualità della vita. 4.1 AREA LAVORO SIL Il Servizio Inserimenti Lavorativi è un servizio di secondo livello che, su segnalazione e mandato dei Servizi Sociali dei Comuni aderenti al ed in stretta integrazione con essi, sviluppa percorsi di inserimento professionale destinati ad utenti dei Servizi stessi appartenenti alle cosiddette fasce deboli, ovvero quelle persone che per motivazioni oggettive o soggettive si trovano in una condizione di svantaggio e disagio sensibile e non transitoria nel mercato del lavoro. Nome Servizio/intervento: Servizio Inserimenti Lavorativi (SIL) a che bisogno risponde? Interventi: Risorse: Il S.I.L. è un servizio che si rivolge a persone in condizione di disabilità e/o svantaggio sociale, nonché alle fasce deboli della popolazione che necessitano di accompagnamento nella ricerca o nel mantenimento del lavoro. Essendo un servizio di secondo livello, l accesso è subordinato ad una segnalazione che viene effettuata dal Servizio Sociale comunale. L Assistente Sociale effettua una prima valutazione rispetto al bisogno dell utente ed alla compatibilità dello stesso con le finalità del servizio. Se si ritiene necessario è possibile effettuare la segnalazione al SIl, il quale prende in carico la situazione mediante un primo colloquio di valutazione ed eventuali altri di approfondimento che possono portare alla predisposizione di un progetto orientativo individualizzato Sviluppato attraverso colloqui di orientamento, bilancio di competenze, borse lavoro, accompagnamento attivo nella ricerca del lavoro. Risorse economiche: fondi regionali e provinciali erogati dal Centro per l impiego o dalla Provincia; fondi comunali erogati dai Comuni consorziati necessari al finanziamento di Borse Lavoro e Tirocini Formativi. Risorse strumentali/di sistema: ilo servizio ha sede presso il Consorzio Servizi Sociali dell Olgiatese. Risorse umane: Dott. Enrico Galli, con funzioni di coordinatore che mantiene i contatti con le aziende e gli altri partner della rete e di orientatore professionale; sociale Il servizio sviluppa dei percorsi di inserimento professionale. Si tratta di interventi estremamente personalizzati che hanno modalità e tempi di realizzazione diversi in relazione alla condizione dell utente. 50

52 Prodotto: strategia di sviluppo: Per l anno 2009sono pervenute al servizio 49 segnalazioni: tra queste sono state realizzate 19 Borse Lavoro e 12 inserimenti lavorativi. Sviluppo di percorsi individuali sempre più personalizzati. Ottimizzazione delle risorse disponibili e raccordo rispetto ai fondi messi a bando per un ottimizzazione di potenziali finanziamenti. Creazione di una rete SIL territoriale direttamente legata ai CPI provinciali ed in particolare all ufficio provinciale del Collocamento Obbligatorio. SPORTELLO LAVORO Lo Sportello Lavoro, è un servizio gratuito gestito dagli operatori della Fondazione ENAIP Lombardia rivolto a coloro i quali si trovano in stato di disoccupazione o mobilità, oppure a chi è in cerca di prima occupazione o intende cercare altre proposte di lavoro pur essendo già occupato. Lo Sportello Lavoro, con le sue attività, persegue i seguenti obiettivi: accoglienza di adulti in difficoltà occupazionale fare un analisi e favorire l incontro tra domanda/offerta di lavoro servizio di supporto al reimpiego (informazioni, orientamento, accompagnamento) Nome Servizio/intervento: SPORTELLO LAVORO a che bisogno risponde? Interventi: Risorse: Lo Sportello Lavoro opera principalmente nell incontro tra domanda e offerta di lavoro (matching), rispondendo ai bisogni dei cittadini alla ricerca di re-inserimento lavorativo o, più in generale, alla ricerca di occupazione; risponde inoltre alle richieste delle aziende insite nel territorio che sono alla ricerca di personale, al bisogno spesso non esplicito di orientamento lavorativo e, in alcuni casi, fornisce le informazioni utili per sviluppare un percorso formativo. Accoglienza ascolto del bisogno espresso dell utente Raccolta dati biografia formativa e professionale utente Orientamento prefigurazione e valutazione possibilità di inserimento lavorativo Informazione fornire tutte le informazioni utili per il raggiungimento del re-inserimento Matching - incontro domanda e offerta lavoro Counselling orientativo suggerimenti, consigli, supporto nell identificazione del percorso di reinserimento Accompagnamento - sostegno alla ricerca attiva del lavoro Il servizio, condotto e gestito da Fondazione Enaip Lombardia, si avvale delle seguenti risorse umane: - Coordinatore del progetto Tutor - orientatori (Servizio di Sportello lavoro e attività individuali di orientamento) 51

53 Prodotto: strategia di sviluppo: - Formatori di orientamento (attività di gruppo di orientamento) - Segreteria (inserimento dati e incontro domanda e offerta di lavoro) Alla data del , si sono presentati agli Sportelli della zona 298 nuovi utenti, che sono stati inseriti in banca dati. A ciò occorre aggiungere circa 400 utenti che si sono presentati allo Sportello per rinnovare l iscrizione (formalità richiesta trimestralmente) e circa passaggi di utenti per la consultazione delle offerte di lavoro. Il servizio è aperto al pubblico nelle quattro sedi di Appiano Gentile, Olgiate Comasco, Villa Guardia, Uggiate Trevano, sedi che permettono la copertura ottimale del territorio, per complessive 20 ore settimanali. A ciò occorre aggiungere 4 ore settimanali dedicate ad attività individuali (previo appuntamento) o di gruppo di accompagnamento al lavoro. Dal 2007 è attiva la Convenzione con Provincia di Como (Rete degli Sportelli) che permette: a) fruizione del servizio matching provinciale; b) utilizzo del software c) ampliamento delle possibilità occupazionali per gli utenti d) maggiore interscambio di informazioni/servizi per gli utenti del nostro Sportello 4.2 AREA FRAGILITA ADULTI SERVIZIO INTEGRAZIONE Come anticipato in premessa, coerentemente con il processo di revisione avviato dal Consorzio circa l integrazione e l inclusione dei migranti, volto ad implementare l efficienza dei servizi, valorizzando le risorse territoriali esistenti in un logica di sistema, e ad orientare i servizi di integrazione verso una logica di promozione delle competenze, di sostenibilità dei progetti e di responsabilizzazione condivisa dell intera comunità, migranti compresi, circa il tema dell accoglienza, nasce nel 2011 il Servizio Integrazione, sintetizzato come nelle seguenti tabelle. Nome Servizio/intervento: Servizio integrazione migranti adulti a che bisogno risponde? Il servizio promuove la circolazione delle informazioni necessarie al fine di favorire l'inclusione nei territori di migranti e di promuovere competenze di accoglienza nella cittadinanza. La scelta di interrompete l'esperienza del cosiddetto sportello stranieri è dovuta al cambiamento delle esigenze dei migranti stessi e dei servizi a cui afferiscono, alla necessità di non promuovere, anche nella logica della sostenibilità, ma soprattutto della promozione delle competenze e delle responsabilità comuni, servizi di delega, all'ottimizzazione e valorizzazione delle risorse territoriali e dunque alla non sovrapposizione delle proposte. 52

54 Interventi: Risorse: Si propongono: 1. processi di concertazione delle collaborazioni sul territorio; 2. processi di sensibilizzazione tramite le seconde generazioni di migranti; 3. diffusione di informazioni utili all'accesso ai servizi territoriali; 4. occasioni formative rivolte a migranti disoccupati; 5. occasioni di partecipazione ai processi di inclusione attraverso percorsi di peer mediation con adulti 6. opportunità di apprendimento della lingua italiana per adulti migranti, in particolare donne. 1 psicologo esperto in mediazione 1 assistente sociale 6 mediatori Collaborazione con tre associazioni di migranti, un'associazione nazionale di promozione dell'intercultura, due associazioni assistenziali. per il 2012 Prodotto: Convenzione con patronati del territorio (si veda allegato), promossa a tutti i patronati esistenti, al Cav, alla Caritas, ad Anolf, a tre associazioni di migranti. La convenzione metterà in campo risorse e competenze dei diversi servizi ed enti (per lo svolgimento delle pratiche burocratico amministrative, per la ricerca del lavoro, per la tutela della famiglie, ecc.). Promozione del servizio Nirva, per il rimpatrio assistito (si veda scheda) Promozione di percorsi di apprendimento della lingua italiana e di orientamento in collaborazione con agenzie formative del territorio Promozione di un percorso di riqualificazione e di inserimento lavorativo in quanto e mediators, rivolto a giovani donne afferenti a circuiti socio assistenziali (in parte già finanziato con Fondazione Comasca) Diffusione di materiale tradotto in diverse lingue, ottimizzando e mettendo in circolazione quanto già esiste. Per il 2013 la convenzione verrà estesa ad Azienda socio sanitaria ed Asl. strategia di sviluppo: Verrà consolidato il lavoro con i peer mediation e la formazione, anche al fine di promuovere organizzazioni di impresa autonome. 53

55 Nome Servizio/intervento: Servizio di sensibilizzazione e consulenza circa il rimpatrio assistito rete nazionale NIRVA a che bisogno risponde? Il servizio risponde alle esigenze di adulti e famiglie di promuovere un percorso di ritorno presso il proprio paese d'origine. Interventi: Si propongono sia attività di sensibilizzazione che azioni di consulenza (in particolare a servizi sociali di base) per l'espletamento delle pratiche ed il sostegno dei nuclei famigliari. 1 psicologo esperto in mediazione 1 assistente sociale dedicata Risorse: Servizio di sensibilizzazione e consulenza Prodotto: Diffondere la conoscenza dell'opportunità presso i servizi sociali di base strategia di sviluppo: UN SOSTEGNO CONCRETO: LA DISTRIBUZIONE DEI PACCHI ALIMENTARI Sul territorio dei 23 Comuni dell Olgiatese sono numerose e diverse le realtà di volontariato che da anni si sono attivate per un sostegno concreto alla risposta a bisogni primari con un servizio, che nel momento attuale più che mai, si può definire indispensabile: la distribuzione del pacco alimentare a individui e famiglie in situazione di grave disagio socio-economico. Con modalità e tempi diversi le Caritas parrocchiali, la Croce Rossa Italiana, l Associazione San Vincenzo, per fare alcuni esempi, distribuiscono centinaia di pacchi ogni mese sostenendo i più disagiati nella fornitura di alimenti di primaria necessità. Sul territorio sono diverse le modalità di attivazione della fornitura del pacco alimentare e i servizi sociali territoriali sono più o meno coinvolti del processo di presa in carico delle situazioni. La necessità di sviluppare questo tipo di aiuto molto concreto con la fornitura di alimenti maggiormente differenziati e che vada oltre la distribuzione di prodotti a lunga conservazione, sta portando alla costruzione di una stretta collaborazione con le catene di distribuzione, con l obiettivo 54

56 di migliorare la qualità e la quantità degli aiuti e limitare anche lo spreco di prodotti che, vicini alla scadenza ma ancora integri, vengono eliminati dall esposizione dei supermercati senza una successiva destinazione. Il intende sostenere questa iniziativa inserendosi nella rete di attori in grado di aggiungere valore agli interventi con risorse economiche e umane atte a costruire una rete coesa delle realtà attive su questa partita, dando visibilità ai rapporti di collaborazione di fatto già in atto e in prospettiva di sviluppo e sostenibilità con modalità da costruire insieme nei prossimi mesi. L INCLUSIONE SOCIALE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A PROCEDIMENTI PENALI L esperienza sviluppata nel triennio precedente dall ASL con il Piano di intervento territoriale, realizzato da un équipe interistituzionale, ha portato alla co-progettazione di interventi nell area adulti e in quella minori inseriti nel circuito penale, affidandone la realizzazione a reti di parternariato di enti pubblici e soggetti del privato sociale. Obiettivi posti dall ASL per la pianificazione 2012/2014 sono: - il consolidamento della Rete territoriale di servizi e di interventi a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell Autorità Giudiziaria e delle loro famiglie attraverso il coinvolgimento delle comunità territoriali e il rafforzamento dei ruoli dell Istituto penitenziario e dei Servizi ministeriali, del Terzo Settore e degli Enti locali - l integrazione nel Piano territoriale con altre progettazioni d area e con le buone prassi sperimentate e consolidate, favorendo la crescita delle sinergie già presenti nei Servizi pubblici e privati per l assistenza e l inclusione sociale delle persone entrate nel circuito penale e delle loro famiglie. Confermando la linea di indirizzo che il Consorzio intende percorrere nei prossimi anni e la disponibilità alla collaborazione già dimostrata in passato, per esempio attraverso l attivazione di interventi da parte del Servizio Inserimenti Lavorativi, il percorso per l inclusione delle persone sottoposte a procedimenti penali fa parte senza dubbio del ventaglio di azioni che potranno vedere uno sviluppo concreto con la partecipazione attiva della comunità e delle realtà di terzo settore già operanti in questa particolare area. 55

57 4.3 AREA NON AUTOSUFFICIENZA UN LUOGO PER L INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA: IL CEAD Il CeAD (Centro per l Assistenza Domiciliare) nasce dalla collaborazione fra servizi sanitari (ASL) e servizi sociali (Comuni e Ufficio di Piano): costituisce un punto di riferimento per la persona non autosufficiente e la sua famiglia perché possa essere assistita al domicilio attraverso un piano di assistenza personalizzato. In linea con le indicazioni regionali in merito all integrazione socio-sanitaria dei servizi, nel territorio dell Olgiatese il percorso di sviluppo del CeAD ha portato alla possibilità per il cittadino di ottenere da un unico interlocutore informazioni su tutte le risorse disponibili nel proprio ambito territoriale e una valutazione dei bisogni congiunta (sanitaria e sociale) che consente una presa in carico mirata e personalizzata da parte servizi territoriali. Nome Servizio/intervento: Centro per l Assistenza Domiciliare (CeAD) a che bisogno risponde? Interventi: Il CeAD risponde al bisogno di informazione e supporto delle persone che si trovano temporaneamente o permanentemente in stato di non autosufficienza parziale o totale e ai loro familiari, attraverso l offerta di interventi e consulenze atti a favorire il più possibile la permanenza al domicilio. - Informazione completa e accompagnamento all accesso ai servizi sociali, socio-sanitari e sanitari del territorio; - Orientamento rispetto alle strutture e ai servizi accreditati in ambito provinciale; - Consulenza sulle agevolazioni previste dalle leggi nazionali e regionali; - Informazioni su progetti specifici, quali l ospedalizzazione a domicilio per malati terminali o telefonia sociale per anziani; - Attivazione di ricoveri di sollievo a favore di anziani presso RSA; inserimenti temporanei o definitivi in RSA con deroga di età; inserimenti temporanei o definitivi a favore di persone che vivono in condizione di grave disabilità; assistenza domiciliare integrata; piani assistenziali individualizzati integrati; progetti a favore di pazienti complessi; - Consulenza e accompagnamento per l attivazione di servizi non direttamente erogabili quali la fornitura di protesi e ausili, il riconoscimento dell invalidità civile, i trasporti, l abbattimento delle barriere architettoniche; - Informazione e consulenza sull istituto dell Amministrazione di Sostegno. - Operatori presenti allo sportello di I livello: operatori dell uff. Segreteria dell ASL distrettuale, Assistente Sociale ASL distrettuale - Operatori presenti allo sportello di II livello: Assistente Sociale Consorzio 56

58 Risorse: Prodotto: strategia di sviluppo: Servizi Sociali dell Olgiatese, Assistente Sociale ASL distrettuale, Infermiera ASL distrettuale - Operatori reperibili al bisogno: Medico servizio ADI dell ASL distrettuale - Servizi Sociali comunali - Servizi ASL (uff. Protesi e Ausili, uff. Invalidi civili, uff. Igiene, uff. Scelta e Revoca, ecc.) - Patronati - Realtà di Terzo Settore Al sono stati registrati n. 271 contatti CeAD, prevalentemente per informazioni ed accompagnamento all attivazione del Servizio di Assistenza Domiciliare, consulenze relative all invalidità civile e alle agevolazioni della L. 104/92, all orientamento sui servizi sociali, socio-sanitari e sanitari e attivazione di ricoveri di sollievo. Gli utenti presi in carico dal servizio nell anno 2011 sono stati 82. Sono stati inoltre attivati n. 10 Piani Assistenziali Individualizzati Integrati. Nel primo bimestre 2012 sono stati n. 109 i contatti. Suddivisione delle competenze CeAD: - I livello (informazioni, consulenze sulla rete dei servizi, presa in carico di pazienti fragili, pazienti ADI, pazienti complessi domiciliari e nelle strutture) - II livello (presa in carico integrata servizi ASL/servizi sociali territoriali, valutazioni multidimensionali integrate, PAI integrati). I CeAD, nelle attività di II livello, sono intesi come momento di coordinamento e approfondimento dell integrazione socio sanitaria, rispetto ai PAI integrati da elaborare, alla valutazione congiunta dei bisogni dei pazienti complessi, allo scambio di informazioni su iniziative, procedure, protocolli e opportunità che devono essere conosciute e pubblicizzate sul territorio e che devono fare parte delle informazioni da mettere a disposizione dell utenza (progetti, opportunità per pazienti complessi, progetti OCNPI, iniziative del terzo settore, etc.). Rafforzamento del grado di integrazione dei servizi sociali con il distretto ASL attraverso: - Promozione e incremento della gestione associata dei servizi e/o semplificazione e omogeneizzazione dei regolamenti e condizioni di accesso; - Uso sistematico dello strumento informatico in rete con l ASL ai fini di una costante integrazione delle informazioni sulla casistica e sui progetti in atto; - Condivisione delle informazioni sulle criticità e sui bisogni emergenti che esigono risposte tempestive, con particolare riguardo alla casistica con bisogni complessi, alle informazioni sulla rete formale e informale dei servizi attiva territorialmente, alle iniziative sperimentali e alle opportunità che offre il terzo settore; - Coordinamento e integrazione di servizi eventualmente offerti sia sul versante sociale sia sul socio-sanitario, come i ricoveri di sollievo (per la parte riferita alla accessibilità al servizio ) in RSA o in strutture per disabili. 57

59 Processo: Linea intervento azioni strumenti indicatori Mantenimento della collaborazione con ASL distrettuale nello sviluppo concreto dell integrazione sociosanitaria e nell accompagnamento dell utenza all accesso ai servizi. - presenza Assistente Sociale del Consorzio per n. 4 ore settimanali presso lo sportello di II livello del CeAD - partecipazione attiva dell Assistente Sociale del Consorzio a momenti programmati di valutazione multidimensionale per progetti a favore di pazienti complessi - programma informatico ADIWEB per condivisione dati e integrazione servizi; - pubblicizzazione servizio attraverso supporti cartacei e contatti diretti con soggetti diversi (ospedale, patronati, associazioni); - modulistica per attivazione diretta servizi; - materiale informativo - questionario di soddisfazione dell utente - n. contatti CeAD fruitori servizio - n. contatti CeAD operatori del territorio - tipologia contatti (motivo delle richieste) - invii al CeAD - invii del CeAD verso altri servizi - grado di soddisfazione dell utente in merito a competenza e affidabilità degli operatori, tempi di risposta del centro e attenzione ai bisogni. ALLARGARE LA RETE: IL PROGETTO ADS COMO Sulla base delle indicazioni legislative in merito di Protezione Giuridica e sulla linea definita sul tema dall ASL per la programmazione del prossimo triennio, risulta opportuno approfondire quanto già in essere sul territorio in merito alla promozione dell istituto dell Amministrazione di Sostegno. Un esempio di iniziativa implementata e alimentata da risorse di volontariato che si affianca ai servizi sociali e sociosanitari è proprio il Progetto Amministratore di Sostegno per la provincia di Como. Operativo dal mese di ottobre 2010, è emanazione del progetto Amministratore di Sostegno Regionale promosso da Fondazione Cariplo, Co.Ge, Coordinamento Regionale Centro Servizi Volontariato, con la collaborazione di Ledha e Associazione Oltre Noi la Vita e il partenariato di Regione Lombardia. 24 associazioni della provincia di Como partecipano attivamente all iniziativa. 58

60 Nome Servizio/intervento: PROGETTO ADS COMO a che bisogno risponde? Il progetto vuole sensibilizzare e diffondere la figura dell'amministratore di sostegno, per dare aiuto e risposte concrete ai bisogni del territorio in materia di tutela giuridica. Interventi: Risorse: Prodotto: Il progetto ha come obiettivo la costruzione di una rete sociale di prossimità stabile che si occupi dell approccio alle persone con fragilità e alle famiglie, viste come risorse, per: - dare loro informazioni sull esistenza della legge sull AdS e supporto per il suo utilizzo; - informazione e formazione necessarie a garantire supporto in itinere, oltre che alle famiglie e alle persone con fragilità, anche ai volontari, agli AdS nominati e agli operatori; - attività di sensibilizzazione per individuare e formare AdS volontari da inserire nell Elenco provinciale degli Amministratori di Sostegno; - creazione di una rete collaborativa con i soggetti pubblici e privati coinvolti. - Risorse fondanti del progetto sono i 45 volontari attivi presso i punti informativi territoriali e il referente operativo presente presso lo sportello centrale. - E stato stipulato un protocollo d intesa provinciale tra ASL Como, Provincia di Como, Uffici di Piano della provincia di Como; - Si stanno stipulando protocolli operativi con ASL, UdP, DSM per definire le linee di collaborazione territoriale; - E stato firmato un protocollo d intesa con il Tribunale di Como, che prevede attività di collaborazione e l apertura di un punto informativo presso il Tribunale stesso; - Forte anche l interesse e l impegno degli ordini professionali (avvocati, notai, commercialisti, ecc.) e della società civile; - Ufficio di Protezione Giuridica dell ASL, che collabora concretamente nella consulenza sull istituto La rete provinciale dei 24 partner associativi ha generato 8 microreti locali operanti nei diversi ambiti territoriali della provincia. Più di 100 volontari hanno partecipato attivamente all attività di formazione, di questi 45 si sono dichiarati disponibili a lavorare presso i punti informativi. Grazie a loro, è attivo dal mese di ottobre 2011 il sistema provinciale dei punti informativi, collegati allo Sportello Centrale del Progetto AdS, in rete con l Ufficio Protezione Giuridica di Como ed in collaborazione con tutti gli Uffici di Piano della provincia, con la Provincia di Como, assessorato ai Servizi Sociali e gli altri Enti pubblici e privati interessati e disponibili. I punti informativi sono operativi in Como città e negli altri ambiti territoriali della provincia, nei comuni di Cantù, Dongo, Erba, Lomazzo, Lurago d Erba, Menaggio, Olgiate Comasco. In Lombardia il Progetto Ads si sta rapidamente estendendo, radicandosi nelle province, acquisendo sempre maggiore spessore e significato. Al 1 bimestre 2012 sono stati avviati nelle province lombarde 15 progetti AdS da 59

61 strategia di sviluppo: 306 realtà associative direttamente aderenti a livello regionale, con 33 tra sportelli e punti informativi aperti; è stata costituita una Comunità regionale degli addetti e aperto il confronto con Regione Lombardia sul Piano di Lavoro per il dopo Progetto (termine ). Processo: Linea intervento azioni strumenti indicatori Mantenimento della rete di volontari disponibili all affiancamento dei beneficiari e delle famiglie nel percorso di nomina e sostegno dell AdS e proseguimento della formazione per i volontari. Sviluppo della rete di collaborazione con i servizi sociali e sociosanitari attraverso la stipula di un protocollo operativo con l UdP e la costruzione di modalità di intervento sostenibili anche a fine progetto. - Firma protocollo operativo Rete Comasca Disabilità/Consorzio Servizi Sociali dell Olgiatese; - Contatti diretti volontari/operatori sociali del territorio/operatori CeAD - Monitoraggio contatti del punto informativo territoriale - Pubblicizzazione, sensibilizzazione, formazione - Protocollo operativo - colloqui di monitoraggio - supporti CeAD - volantini su supporto cartaceo - materiale informativo sul progetto - seminari di formazione - n. contatti punto informativo territoriale e sportello centrale - tipologia delle consulenze - invii e segnalazioni da parte dei servizi sociali del territorio al punto informativo - invii e segnalazioni del punto informativo ai servizi sociali - n. eventi formativi e informativi 60

62 5 AREA ANZIANI INDICE INTRODUZIONE SERVIZI E INIZIATIVE AREA ANZIANI - La forza degli anziani: il servizio di telefonia sociale Filo d Argento AUSER - Visioni future: l esempio del progetto Il Faro della Fondazione Bellaria ONLUS - Residenze Sanitarie Assistenziali accreditate VERSO AZIONI INNOVATIVE: LA LINEA TRACCIATA DALL ASL INTRODUZIONE A livello nazionale, e i dati sulla popolazione dell ambito di Olgiate Comasco non smentiscono la tendenza, il numero degli anziani sta aumentando gradualmente e, viste le manovre relative alle pensioni degli ultimi anni e i dati sulla disoccupazione della fascia d età avanzata (50-64 anni), sembra inevitabile la prefigurazione di una popolazione anziana sempre più povera. Eppure i dati sulle risorse per gli interventi sociali, sociosanitari e sanitari in Regione Lombardia, che analizzano la totalità delle fonti di finanziamento (INPS, Regione, Comuni, Utenti, Piani di Zona) disegnano uno sbilanciamento delle risorse evidentemente favorevole al sostentamento della fascia di popolazione non autosufficiente (sia economicamente sia per condizioni di salute), con oltre il 60% della contribuzione alla spesa sociale e sociosanitaria derivante dall INPS per indennità di accompagnamento, pensioni e assegni di invalidità, pensioni sociali, integrazioni al minimo. Altro dato non secondario: l avanzare dell età anziana (nel nostro territorio la popolazione oltre gli 85 anni si attesta intorno al 2% in aumento di anno in anno) si accompagna alla significativa 61

63 incidenza di multipatologie croniche e di disabilità che ne condizionano fortemente i livelli di autosufficienza; e mentre l anziano chiede di continuare a vivere nella propria abitazione, i nuclei familiari sempre meno numerosi e soli nell affrontare una condizione di presa in carico incalzante, sono in forte difficoltà. Le ricadute in termini di condizioni economiche e sociali della popolazione e in termini di sviluppo e di adeguamento dei servizi sociosanitari integrati sono evidenti. La Regione Lombardia ha risposto con il finanziamento di un alto numero di posti letto presso le RSA e con la costituzione di fondi specifici dedicati al sostegno alla domiciliarità (attualmente azzerati) e della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, per aiutare le famiglie nel loro ruolo di care giver. Come far fronte alla situazione che si sta delineando in assenza di risorse economiche? Certamente le risposte tradizionali al bisogno di sostegno economico delle fasce di popolazione più fragili non sono più sostenibili. Anche il raggio d azione dei servizi cambia sensibilmente: da interventi che in modalità diverse raggiungono un ampia fascia di fragilità sociale, si è costretti a pensare ad una programmazione dei servizi che intervengano al bisogno, che definiscano un agenda precisa di priorità (sempre più verso servizi indispensabili), con azioni mirate, personalizzate e che prevedano anche la partecipazione attiva dell utente e della sua famiglia. Sempre più si chiederà infatti agli utenti e alle famiglie di utilizzare le proprie entrate e il proprio patrimonio per la cura e l assistenza. La visione delle risorse, inoltre, si estende necessariamente oltre il contesto del sociale strettamente inteso per far emergere e liberare risorse presenti sul territorio, in grado di integrare l offerta di servizi pubblici con iniziative innovative e sostenibili e soprattutto in grado di liberare a loro volta altre risorse da convogliare sulla risposta ai bisogni essenziali. Nel territorio dell Olgiatese sono già in attivo diverse iniziative interessanti che seguono la linea che il Consorzio sta tracciando per il prossimo futuro che fungono da esempio per lo sviluppo di nuove azioni di rete: volontà del Consorzio, condivisa con le realtà attive sul territorio, è infatti quella di ottimizzare le risorse presenti facilitando le connessioni e valorizzando l esistente in prospettiva di sviluppo e sostenibilità. 62

64 5.1 SERVIZI E INIZIATIVE AREA ANZIANI LA FORZA DEGLI ANZIANI: IL SERVIZIO DI TELEFONIA SOCIALE FILO D ARGENTO AUSER In uno scenario come quello descritto dai dati sulla popolazione anziana, il rischio di emarginazione e solitudine è grande. L Associazione AUSER da diversi anni è attiva in particolare nel Comune di Olgiate Comasco (che ha firmato una convenzione) con il servizio di telefonia sociale e vari servizi di accompagnamento delle persone anziane definite nel progetto Filo d Argento. In generale l attività dell Associazione è diffusa su tutto il territorio dell Olgiatese e questa collaborazione verrà presto formalizzata, come previsto dal DDG della Regione Lombardia n del , su tutto il territorio regionale attraverso accordi con ASL e UdP. Attraverso i suoi volontari, l associazione è impegnata ad aiutare le persone anziane sole attraverso una rete di relazioni che sostiene la domiciliarità e consente all anziano di continuare a vivere nella propria casa, di garantire aiuto e sostegno nella vita di ogni giorno, fornire amicizia, ascolto e opportunità di partecipazione. Nome Servizio/intervento: SERVIZIO DI TELEFONIA SOCIALE FILO D ARGENTO - AUSER Il Filo d Argento è il servizio di telefonia sociale dell AUSER impegnato a a che bisogno contrastare solitudine ed emarginazione degli anziani. risponde? Interventi: Risorse: - Compagnia telefonica; - Trasporto protetto per visite e controlli medici; - Aiuto per piccoli interventi domiciliari; - Consegna della spesa o dei farmaci; - Accompagnamento alla posta o dal medico; - Informazioni sui servizi attivi nella propria città e sulle opportunità di svago e intrattenimento offerte dall associazione; - Formazione volontari sull ascolto attivo - Servizio di vigilanza alunni entrata e uscita dalle scuole elementari e ore pasti presso le mense scolastiche Sul territorio dell Olgiatese: - n. 19 volontari AUSER - n. 1 volontario del Servizio Civile Nazionale - Convenzione con Amministrazione Comunale di Olgiate Comasco - Numero Verde - Attivazione di Intesa con ASL e conseguente finanziamento della Regione Lombardia (DDG n /2011) 63

65 Prodotto: strategia di sviluppo: - Sede sportello telefonico ad Olgiate Comasco (PC, telefoni, fax, materiale d ufficio) - Autovettura in comodato gratuito MGG per trasporti anziani/disabili - n. 2 auto dell Associazione - n. 8 auto private dei volontari - Rete dei servizi sociali territoriali/cead - Formatori Nel 2011 sono stati svolti n servizi di cui - n. 92 servizi spesa, acquisto farmaci, ritiro esami - n. 142 interventi di compagnia domiciliare - n. 613 accompagnamenti e trasporti per visite, disbrigo pratiche, ecc. per un totale di Km. - n. 370 contatti per compagnia telefonica Per un totale di ore impiegate dai volontari - n. 67 servizi di vigilanza alunni per un totale di n. 114 ore di volontariato - Consolidamento della rete dei volontari attraverso la sensibilizzazione e la formazione - Stipula accordo con ASL provinciale e con UdP come previsto dal DDG Regione Lombardia n del per sviluppo del servizio di telefonia sociale su tutto il territorio del Consorzio. Processo: Linea intervento azioni strumenti indicatori - Ampliamento rete di collaborazioni tra associazione e servizi sociali territoriali per la messa a regime del servizio di telefonia sociale sul territorio, attraverso la stipula di specifico accordo con gli UdP - Messa in rete delle risorse di volontariato anche esterne all Associazione AUSER - Definizione accordo con UdP - sviluppo servizio di telefonia sociale attraverso l attivazione di nuovi volontari e del Servizio Civile Nazionale - sensibilizzazione e pubblicizzazione - Accordo con UdP - Punto di Ascolto di Olgiate Comasco - colloqui di monitoraggio - supporti CeAD - materiale informativo sul progetto - n. volontari attivi al Punto di Ascolto e/o per accompagnamenti e/o servizi scuola - n. servizi effettuati (telefonate, trasporti, servizi vari, compagnia domiciliare) - tipologia delle richieste - Km. effettuati - ore dedicate dai volontari 5.2 VISIONI FUTURE: L ESEMPIO DEL PROGETTO IL FARO DELLA FONDAZIONE BELLARIA ONLUS La Fondazione Bellaria ONLUS è una delle realtà attive sul territorio dell Olgiatese da diversi anni nell assistenza agli anziani, con la sua struttura residenziale, il servizio di assistenza domiciliare, i centri diurno e notturno. 64

66 In occasione della pubblicazione del Bando Cariplo 2011 Potenziare le risposte ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie per sostenere l autonomia e domiciliarità delle persone anziane in condizioni di disabilità, la fondazione ha presentato il progetto Il Faro, che si propone di sostenere quali-quantitativamente le condizioni di vita non solo dell'anziano ma di tutta la sua famiglia coinvolgendo tutti i soggetti che operano sul territorio. Questo progetto descrive un evoluzione del servizio di assistenza domiciliare di fatto già in atto, con un attenzione particolare allo sviluppo di competenze, verso la costruzione di un servizio domiciliare non sostitutivo ma propedeutico all apprendimento organizzativo da parte dei care giver familiari, in modo da poter mettere in campo le competenze acquisite e quindi non chiedere l intervento dei servizi o chiedere solo un intervento mirato di tipo assistenziale o di sollievo. Nome Servizio/intervento: PROGETTO IL FARO a che bisogno risponde? Interventi: Risorse: Supporto alle famiglie che si trovano a dover riorganizzare la loro vita con un anziano che rapidamente diventa non autosufficiente. Le famiglie oggi hanno la necessità di acquisire strumenti, che le mettano in condizione di prendersi cura dei propri anziani, attraverso percorsi di accompagnamento operativo sia nella situazione specifica che in quelle future. - Tutoraggio famiglie - Ricerca, selezione, formazione volontari - Attività domiciliari non professionali svolte dai volontari ( es. accompagnamento al mercato, riordino dell'alloggio, visite specialistiche, accompagnamento al cimitero, ecc.) - Integrazione dei servizi domiciliari esistenti con prestazioni professionali serali e nei giorni festivi - intervento strutturato alle famiglie con anziani affetti da demenza ( es. interventi domestici che stimolano il mantenimento di alcune capacità cognitive attraverso la catalogazione di oggetti) - Incontri formativo -informativi alle famiglie al fine di sensibilizzare la diffusione del servizio domiciliare e offrire uno spazio per confrontare le esperienze - Accordi di partenariato con alcuni Comuni e con l Associazione Un sorriso in più - 4 Ausiliari socio assistenziale - Un coordinatore con la qualifica di infermiere - Un Operatore socio sanitario - Assistenti sociali del territorio - 30 volontari - Un educatore professionale - personale amministrativo di supporto - Uno psicologo - formatori per i volontari - formatori per le famiglie - CeAD I risultati attesi sono: 65

67 Prodotto: strategia di sviluppo: - Incontri di supervisione per 50 operatori del servizio domiciliare e volontari - Quattro incontri informativo/formativi da svolgere in quattro diverse sedi - Ricerca, selezione, formazione 30 volontari - Servizio integrativo da parte dei volontari per 30 famiglie - Intervento dell'infermiera responsabile del servizio di accompagnamento e sostegno delle famiglie nelle scelte di assistenza e di cura più appropriate nell'evolversi delle condizioni dell'utente per 43 nuclei - Servizio rivolto alle famiglie con anziani affetti da demenza: intervento degli operatori ASA e OSS con attività di facilitazione orientamento ambientale e di semplice stimolazione cognitiva e servizio serale e festivo di supporto alle azioni della vita quotidiana in sostituzione della famiglia per 8 famiglie - Su segnalazione dei Comuni e dei CEAD si potrà attivare l intervento finalizzato al supporto e al così detto tutoraggio famiglie che è rivolto ai residenti nei 42 Comuni del Distretto dell ASL. Il servizio sarà offerto e strutturato in modo diversificato a seconda delle risorse familiari e alla prognosi di poter rendere le famiglie indipendenti per necessità future - Nell ambito dei Piani di assistenza gli operatori sociali potranno anche richiedere alla Fondazione l intervento dei volontari selezionati e formati per gli interventi di accompagnamento e supporto domestico. Gli interventi potranno essere sia di tipo continuativo a cadenza settimanale che saltuario. - Gli interventi formativo/informativi potranno essere rivolti a gruppi di 30 persone e ripetuti in quattro territori diversi raggiungendo 120 persone nel complesso. Tra gli argomenti previsti: L'invecchiamento nell'anziano; L'alimentazione nell'anziano; La relazione con l'anziano; La casa come luogo di vita. Processo: Linea intervento azioni strumenti indicatori Sviluppo qualitativo e - interventi domiciliari - professionalità Dati quantitativi: quantitativo del - formazione e operatori del progetto - numero di anziani Servizio di Assistenza informazione - accordi/protocolli coinvolti nel progetto Domiciliare con la - pubblicizzazione con i partner - numero di ore di finalità della crescita di - monitoraggio - supervisione prestazione erogate competenze da parte - questionari di - numero di ore di dei care giver familiari e soddisfazione intervento festivo della sostenibilità degli - griglie di valutazione - numero di ore di interventi di - supporti intervento serale mantenimento della amministrativi - numero di famiglie domiciliarità - seminari/convegni coinvolte nel progetto dell anziano non di supporto e autosufficiente. formazione - numero di famiglie che hanno acquisito una competenza tale da permettere la gestione di un anziano in autonomia o in parziale autonomia 66

68 - numero di volontari selezionati e formati - numero di interventi effettuati da volontari. Dati qualitativi: - il grado di apprendimento acquisito dalle famiglie sulla gestione di un anziano a domicilio - la sensazione di benessere delle famiglie e la possibilità di continuare ad accudire l'anziano a domicilio - il livello di adeguatezza dell'intervento dei volontari - il livello di soddisfazione dei volontari - il livello di integrazione dei servizi. 5.3 RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI ACCREDITATE Il quadro regionale relativo alla presenza di posti letto accreditati nelle strutture sociosanitarie, mostra come la scelta lombarda sia caduta finora chiaramente su un offerta di RSA ampia e di qualità. Nel 2006, infatti su posti erano accreditati in RSA (fonte: ISTAT). Sul piano quantitativo la spesa sociosanitaria dedicata alla residenzialità per anziani risulta nella nostra Regione nettamente superiore alla media nazionale: al 2007 la spesa annua per Lea sociosanitari per anziano dedicata all assistenza residenziale era pari a 426,9 euro (81% della spesa socio-sanitaria totale) contro i 75 euro per l Assistenza Domiciliare Integrata (Fonte: a cura di Cristiano Gori Come cambia il welfare lombardo, Maggioli editore, 2011). Date queste premesse analizziamo la situazione del nostro territorio. Le RSA operative al momento sul territorio olgiatese sono 8 e tutte dispongono di posti letto accreditati. 67

69 NOME POSTI LETTO POSTI LETTO STRUTTURA INDIRIZZO COMUNE ACCREDITATI AUTORIZZATI Via M. Carmelo, Appiano Bellaria 22 Gentile Casa di Riposo Vallardi Via A. Pozzone, 2 Appiano Gentile Carducci Via Mazzini, 10 Guanzate Foscolo Via San Lorenzo, 10 Guanzate Casa di Riposo per Anziani Viale Michelangelo, 6 Olgiate C S. Carlo Borromeo F.B.F. Via Como, 2 Solbiate Cons. C. di R. Persone anziane Via Somazzo, 7 Uggiate Trevano S. Giulio Via Ronchetto Beregazzo con F Attualmente quasi tutte le strutture sono a capienza piena con un totale di 334 persone in lista d attesa. Per quanto riguarda invece i servizi semiresidenziali osserviamo come solo due strutture del nostro territorio offrano un servizio di Centro Diurno Integrato e di Centro Notturno. I Centri Diurni Integrati offrono un supporto di carattere sociale ed assistenziale integrato dall erogazione contestuale di prestazioni sanitarie e/o riabilitative. Essi offrono supporto alle famiglie che, per impegni lavorativi o di altra natura, non riescono a garantire l assistenza adeguata al loro famigliare lungo corso della giornata. I Centri Notturni costituiscono un altro servizio che alcune Residenze Sanitarie Assistenziali offrono ad anziani che necessitano di assistenza sanitaria e alla persona durante la notte. 68

70 NOME STRUTTURA Centro Diurno Integrato e Centro Notturno c/o RSA Fondazione Bellaria Onlus INDIRIZZO COMUNE POSTI TRASPORTO ORARIO Via Monte Carmelo, 22 Appiano Gentile 18 C.D.I. 5 C.N. Servizio gestito in convenzione con SOS di Appiano. Il servizio è effettuato anche da alcuni Comuni singolarmente o in convenzione con associazioni. dalle 7.30 alle per 6 giorni a settimana Centro Diurno Integrato c/o RSA Casa Anziani Intercomunale Via Somazzo, 7 Uggiate Trevano 30 Servizio gestito dal CDI per i residenti nei comuni consorziati, dai familiari per i non residenti. dalle ore 8.30 alle per 6 giorni a settimana. Domeniche e festivi esclusi. Il modello privilegiato dal legislatore lombardo è stato quello di un centro diurno appunto integrato entro i confini di una RSA, funzionale a un impostazione che vede in quest ultima, e non in altri servizi o strutture, il centro della rete dei servizi sociosanitari. L integrazione auspicata, in questo caso, non riguarda tanto la messa in comune d interventi sociali e sanitari ma, piuttosto, la condivisione funzionale di spazi, servizi e operatori fra due modelli visti come complementari. L organizzazione di questi servizi impone a gestori e operatori conoscenze e attenzioni specifiche, oltre che l adozione di criteri originali nella selezione dei casi e nella progettazione dei piani di assistenza. 69

71 5.4 VERSO AZIONI INNOVATIVE: LA LINEA TRACCIATA DALL ASL I progetti citati costituiscono gli esempi maggiormente strutturati di un più ampio movimento attivo da tempo tra le realtà di Terzo Settore verso la concretizzazione del principio di sussidiarietà già auspicato dalla L. 328/2000 e ribadito dalla L.R. 3/2008. Anche l ASL nelle proprie indicazioni su ciò che i territori dovranno implementare nel prossimo triennio sottolinea, per esempio, la necessità di continuare a sostenere gli anziani e le loro famiglie con azioni innovative che vadano verso la sperimentazione, da parte degli UdP in collaborazione con l ASL, di iniziative volte alla formazione e gestione qualificata di gruppi di mutuo aiuto attraverso operatori del terzo settore, oltre che alla promozione di attività di formazione ai caregiver, finalizzate all addestramento e informazione dei familiari di anziani non autosufficienti. Il Consorzio, sostenendo il progetto della Fondazione Bellaria come gli altri progetti nominati, ha aderito formalmente alla concretizzazione di questi obiettivi di sviluppo e ribadisce la volontà di avere parte attiva nella rete di supporto a questo tipo di azioni, rafforzando anche la collaborazione già fattiva ed efficace con l ASL. 70

72 6 AREA SALUTE MENTALE INDICE INTRODUZIONE IL CONSOLIDAMENTO DI UN AREA INNOVATIVA LE ESIGENZE I SERVIZI ESISTENTI - Centro d incontro - Progetto di definizione delle prassi di collaborazione e di definizione dei progetti individuali tra Servizio Sanitario e Servizi Sociali - Progetto di costruzione della cartella socio sanitaria integrata informatizzata - Progetti individuali - La scheda progetto -Allegato: Prassi operative 71

73 6.1 INTRODUZIONE La tutela della salute mentale ha assunto differenti approcci e subito profondi cambiamenti nel corso degli anni. Si vuole inserire il costrutto salute mentale in un più ampio ragionamento territoriale di promozione della salute ; con ciò si vuole intendere un processo attraverso il quale, ed è questo il compito del versante sociale della salute mentale, si lavori per costruire interazioni e modi di interagire utili alla risocializzazione, il reinserimento nella propria comunità di appartenenza, la reinclusione, anche di persone che afferiscono ai servizi psichiatrici territoriali. Con la promozione della salute tutti si concorre, con la propria responsabilità, alla costruzione di un'interazione sostenibile. Ciò ha determinato la consapevolezza che nella salute mentale solo l azione congiunta di più attori, quali, la famiglia, la scuola, il mondo del lavoro, gli enti locali, la comunità, l azienda ospedaliera sono indispensabili per il reinserimento e l integrazione del soggetto affetto da disturbi psichici. Gli enunciati della L. 180/78, il Progetto Obiettivo della salute mentale, la legislazione regionale in materia, gli esiti degli studi condotti sul campo negli ultimi anni, hanno dimostrato che soltanto attraverso un intervento integrato tra sfera sociale e sfera sanitaria, e soprattutto, attraverso iniziative di prevenzione in collaborazione con le figure significative della vita sociale del soggetto a rischio, è possibile garantire l efficacia degli interventi. Ciò impone un cambiamento radicale nella programmazione dei servizi. Solo con interventi di sensibilizzazione sul territorio rivolti alla popolazione in generale, (domicilio, scuola, luoghi di lavoro, ecc.), in collaborazione con i medici di medicina generale, con gli altri servizi sanitari e sociali, soprattutto nell età evolutiva, è possibile ridurre i pregiudizi e diffondere atteggiamenti di maggiore solidarietà. I soggetti che stanno terminando o hanno concluso un percorso riabilitativo appoggiandosi per la quasi totalità di questa percorso sui servizi sanitari, necessitano di consolidare tale processo mediante lo svolgimento di un attività (anche lavorativa) che consenta loro una concreta autonomia ed integrazione nel tessuto sociale e per questo devono appoggiarsi necessariamente alle reti relazionali, là dove ci sono, ma soprattutto ai servizi sociali che svolgono un ruolo importante, non trascurabile, ma soprattutto non separabile e di certo non inferiore a quello svolto dal servizio sanitario di riferimento. L avvio di un attività (lavorativa), seppure inizialmente in un ambiente protetto, determina per questi soggetti l occasione per un reinserimento più generale nel contesto sociale e costituisce un elemento importante per la crescita e lo sviluppo della loro personalità. 72

74 Spesso, essendo stati inseriti senza una specifica qualifica all interno di un tessuto produttivo, non riescono a controllare situazioni critiche perché non in possesso del sostegno necessario a fronteggiare quegli stati emotivi che hanno causato il drop-out (abbandono dei programmi terapeutici e riabilitativi). Gli inseriti in borsa lavoro incontrano delle difficoltà nel mantenere impegni lavorativi: Fatica a mantenere gli impegni assunti; Timore di non essere accettati; La paura di fallire di nuovo; Senso di inadeguatezza al lavoro; Difficoltà logistiche (mancanza della patente di guida da parte dell utente, scarsi collegamenti con i mezzi pubblici); Intempestività dell inserimento lavorativo; Modalità non personalizzata; Ipo-iperstimolazione al lavoro; Aspettative negative dei familiari e/o degli operatori; Scarsa collaborazione e alleanza terapeutica con i familiari; Scarso coordinamento e inadeguato coinvolgimento della rete sociale; Scarso sostegno nella fase iniziale dell inserimento lavorativo (tutoraggio assente o inadeguato); Difficoltà a collocare stabilmente un utente nel mondo del lavoro per la mancanza di una specifica professionalità. Da qui l esigenza di seguire in modo più puntuale i percorsi terapeutico riabilitativi facendo così uscire i soggetti dalla circuitazione, e talvolta tipizzazione, dei servizi socio-sanitari e soddisfacendo il loro bisogno di riconoscimento e integrazione sociale, promuovendo percorsi di responsabilizzazione e di autonomia. Va quindi sviluppato un sistema di connessioni tra il mondo del lavoro, la formazione professionale, le Cooperazione sociale, il mondo del volontariato, gli Enti locali, e l Azienda Ospedaliera per promuovere attività che incoraggino il reinserimento nel mondo del lavoro e nel tessuto sociale. La prospettiva che ora ci pone il nuovo Piano di Zona è quella di incrementare occasioni di condivisione di obiettivi progettuali, superando la mera logica di costruzione di reti, e 73

75 consolidando punti di incontro circa i progetti, ai quali tendere in modo condiviso, anche se afferenti a servizi diversi. L importanza di tale prospettiva, poi, viene anche dal fatto che la salute mentale è un tema trasversale che riguarda tutta la vita (in ogni sua fase), ma soprattutto deve riguardare la vita di tutti coloro che ne sono in qualche modo coinvolti, ossia riguarda, non tanto, non solo, la persona destinataria di un trattamento dell'ordine medico clinico, ma l'intera comunità ove la persona si colloca (parenti, vicini, servizi, ecc.). 74

76 6.2 Il CONSOLIDAMENTO DI UN'AREA INNOVATIVA Area Salute Mentale La sperimentazione territoriale avviata nel piano di zona ha permesso di consolidare rapporti professionali tra area sociale ed area sanitaria. Nell area salute mentale si articolano servizi e progetti che vanno a rispondere all esigenza generale di favorire il reinserimento sociale di soggetti afferenti all area, in particolare sviluppando procedure di collaborazione tra il sistema socio sanitario, il servizio sociale ed il terzo settore e promuovendo le competenze necessarie. Ad oggi le organizzazioni coinvolte, sia nella fase di avviamento, che in quella di consolidamento, che nella fase di rilevazione delle esigenze utili allo sviluppo dell area stessa sono: Consorzio Servizi Sociali dell Olgiatese, Azienda Ospedaliera di Como (in particolare Centro Psico Sociale di Appiano Gentile), Cooperativa Sociale San Giuseppe di Como, Associazioni di famigliari e volontari per l aiuto di malati psichici. Dal lavoro di rilevazione con i diversi soggetti coinvolti si evidenziano i seguenti bisogni: collocazione lavorativa, soluzione abitativa, percorsi di socialità e ricreativi (tempo libero), promozione di progetti di inclusione efficaci, promozione di una cultura dell integrazione e della rottura del pregiudizio, prassi nella gestione delle emergenze. 6.3 LE ESIGENZE 1. Emerge come, di fatto, il bisogno richiesta di lavoro e di soluzione abitativa, rispondano a due esigenze in particolare: l alleggerimento ed il supporto del contesto (che sia la famiglia, la comunità, ecc.) e il bisogno di autonomia, di valorizzazione del se e delle proprie competenze nel paziente psichiatrico. Pertanto la questione non è sul piano dell entrata economica, non sempre ma sul versante dell autonomia, del rapporto con la comunità in cui si è inseriti, del rafforzamento delle proprie competenze. 2. Il bisogno di promozione di una cultura dell integrazione e della rottura del pregiudizio, consolidamento di prassi di collaborazione tra sistema sanitario e servizi sociali e la definizione di prassi nella gestione delle emergenze, dicono di un esigenza legata alla definizione dei ruoli (professionali e non), al rafforzamento delle competenze della comunità al fine di co partecipare, in quanto comunità, alla soluzione del problema, evitando vissuti di isolamento, frustrazione, impotenza nell operatore professionista (l assistente sociale, lo psichiatra, ma anche il medico o il vigile) o nell operatore spontaneo (il vicino di casa, il famigliare ecc.). 75

77 6.4 I SERVIZI ESISTENTI Attualmente sono attivi i seguenti servizi/progetti: promossi dal Consorzio 1. Servizio Centro d incontro 2. Progetto di definizione delle prassi di collaborazione e di definizione dei progetti individuali tra Servizio Sanitario e Servizi Sociali 3. Progetto di costruzione della cartella socio sanitaria integrata informatizzata 4. Progetti individuali di reinclusione sociale Si evidenziano inoltre i servizi promossi dal servizio sanitario: Servizio Unità Operativa di Neuropsichiatria dell Infanzia e dell Adolescenza; Centro Psico Sociale, Centro diurno, centro residenziale di terapia psichiatriche Si evidenziano inoltre i servizi promossi da numerosi enti del terzo settore: progetti di trattamento rivolti a minori e giovani, progetti di housing sociale, progetti residenziali. Descrizione: Centro d incontro Bisogni Risocializzazione attraverso attività ricreative, creative e lavorative Intercettazione di soggetti non ancora gravitanti nel circuito del SSN ma già conosciuti dai servizi sociali territoriali o da interlocutori della comunità (medici di base, parroci, ecc.) Descrizione generale Azioni: viene svolta attività di accoglienza e di risocializzazione, gite, laboratori, ecc. Si vuole favorire l autostima dei soggetti e la valorizzazione delle competenze. Si articola in alcune sottoazioni: Centro d incontro, a cura della Cooperativa Sociale San Giuseppe, Cart a cura del Cps di Appiano Gentile, sportello di ascolto, a cura di Asvap 8. Risorse: finanziamento del Consorzio, immobile del comune di Olgiate, volontariato (Asvap8), risorse del SSN (Cart); è in corso lo sviluppo di un progetto di accreditamento in quanto struttura diurna convenzionata con il SSN. 76

78 Apertura: cinque mezze giornate la settimana. Responsabile della struttura: Mario Cairoli. Responsabile della sottoazione centro d incontro: Mario Cairoli. Responsabile del Cart: Ada Spreafico. Attualmente sono coinvolti 29 soggetti del territorio, residenti in 16 comuni dell Olgiatese. Progetto di definizione delle prassi di collaborazione e di definizione dei progetti individuali tra Servizio Sanitario e Servizi Sociali Bisogni Definire prassi condivise al fine di costruire progetti individuali sostenibili rivolti all utenza ed al fine di valorizzare diversi ruoli e competenze della comunità Ottimizzare efficienza ed efficacia degli interventi Descrizione generale Azioni: elaborazione di una scheda socio sanitario di definizione del progetto individuale, definizione di prassi di collaborazione. Gli incontri vengono definiti sul caso situazione ed hanno un geometria variabile a seconda del bisogno. Sono poi definiti incontri periodici tra responsabili. Sono coinvolti e CPS di Appiano Gentile Risorse: finanziamento del Consorzio e risorse del SSN Responsabile del progetto per il Consorzio: Luca Rumi. Progetto di costruzione della cartella socio sanitaria integrata informatizzata Bisogni Supportare con strumenti informatici le prassi condivise di costruzione di progetti di reinserimento sociale individuali Descrizione generale Azioni: elaborazione di una scheda socio sanitario informatizzata, che sarà in uso sia ad operatori del SSN che dei servizi sociali. Lo sviluppo della scheda è affidato alla cooperativa sociale Simpatia Risorse: finanziamento del Consorzio e risorse del SSN Responsabile del progetto per il Consorzio: Luca Rumi. Responsabile dello sviluppo della cartella informatica: ing. Walter Moscatelli 77

79 Progetti individuali di reinclusione sociale Bisogni Definire percorso di reinserimento sul territorio che abbiano una tenuta nel tempo e che siano sostenibili per la persona e per la comunità di appartenenza. Descrizione generale Azioni: elaborazione di un progetto operativo condiviso tra area sanitaria ed area sociale, definizione di obiettivi e strategie comuni. Risorse: finanziamento del Consorzio Responsabile del progetto per il Consorzio: Luca Rumi. Di seguito la traccia della scheda progetto: Nome e cognome Età 6.5 SCHEDA PROGETTO UTENTI AREA SALUTE MENTALE Comune di residenza Dati Anagrafici Esigenze rilevate Proposta progettuale A titolo esemplificativo: difficoltà di integrazione, tipizzazione del caso, risposte della comunità locale di appartenenza uguali a se stesse. Obiettivo condiviso: punto di mira del progetto A titolo esemplificativo: restituire competenza al soggetto nel gestirsi i rapporti con i vicini Strategie individuate: come operiamo nella direzione del punto di mira A titolo esemplificativo: - Coaching - Sensibilizzazione del contesto - Elaborazione criticità 78

80 Azioni, ruoli e tempi previsti: attraverso cosa operiamo, chi se ne occupa, entro quando Azione Ruolo coinvolto Tempi A titolo esemplificativo: - Tutor aziendale per x giorni - Incontri con colleghi di lavoro - Studio con X di una strategia per gestire i momenti di svago - Incontri periodici con psicologo Ipotesi di sviluppo A seguito della rilevazione di esigenze e delle verifiche svolte in relativamente ai progetti in corso si individuano le seguenti ipotesi di sviluppo: Sperimentazione di soluzioni che permettano l'accesso al mondo del lavoro Accreditamento al SSN del punto di incontro di Olgiate Promozione delle competenze di gestione, da parte degli operatori dei servizi e della comunità intera, di progetti di reinclusione sociale e territoriale 79

81 6.6 ALLEGATO: PRASSI OPERATIVE AREA SALUTE MENTALE 80

82 7 AREA MINORI e FAMIGLIE INDICE INTRODUZIONE PROGETTI TERZO SETTORE INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA SCHEDE descrittive SERVIZI/INTERVENTI area minori e famiglie: -Servizio Fondo Natalità -Centro Adozioni -Servizio Affidi e Gruppo stabile famiglie -Servizio Tutela Minori ed equipe ADM -Servizio Psicopedagogico Territoriale Interventi Integrazione minori migranti e intercultura Equipe MultiDisciplinare (EMD) interistituzionale Interventi di formazione Scuole infanzia Gruppi incontro Genitori Interventi contrasto Uso/abuso sostanze in collab.con Dip.Dipendenze-ASL -Interventi contrasto maltrattamento/violenza sulle donne TAVOLI TEMATICI con Terzo Settore 81

83 7.1 INTRODUZIONE L Area Minori e Famiglie si configura come un sistema integrato di servizi e interventi finalizzati a: intervenire nella gestione e nel trattamento delle situazioni problematiche ove siano coinvolti minori e famiglie in difficoltà promuovere e sostenere il lavoro di rete sviluppare sul territorio una capillare e efficace azione di prevenzione/riduzione del danno e di promozione del benessere. L Area Minori e famiglie rappresenta inoltre uno spazio di raccordo/programmazione per sviluppare strategie condivise di intervento, al fine di: OTTIMIZZARE l UTILIZZO delle RISORSE SVILUPPARE IL CAPITALE SOCIALE territoriale (risorse di rete) valorizzando le risorse della comunità locale Stimolare processi di valutazione della QUALITA degli interventi, in ordine a UTILITA /APPROPRIATEZZA, INDISPENSABILITA, SOSTENIBILITA Promuovere nella comunità COMPETENZE/AUTONOMIE nella gestione delle situazioni critiche. Nel triennio l area minori e famiglie si è articolata su i seguenti interventi/servizi: Servizio Tutela Minori Equipe ADM (assistenza domiciliare minori) Percorso accreditamento strutture Servizio Affidi e Adozioni Gruppo famiglie stabile Servizio Psicopedagogico Territoriale Equipe Multi-Disciplinare Consulenze psicopedagogiche territoriali Interventi integrazione-intercultura 82

84 Interventi di contrasto uso-abuso sostanze in collaborazione con Dip. dipendenze ASL di Como Interventi di Prevenzione e Sostegno Area Minori e famiglie -Settore prima infanzia (gravidanza-0-3 anni): Servizio Fondo Natalità -Settore minori e famiglie stranieri: interventi di promozione del processo di integrazione, facilitazione linguistica,mediazione cult,consulenza nelle scuole e sul territorio sviluppando connessioni con le risorse di prossimità presenti -Settore rischio abuso sostanze e disagio giovanile: interventi nelle scuole e sul territorio in collaborazione col Dip. Dipendenze ASL di Como, interventi nelle scuole di educazione alla legalità, laboratori, incontri tematici, gruppi genitori -Contrasto Violenza e maltrattamenti sulle donne -settore formazione: Interventi formazione insegnanti scuole materne; Interventi formazione Dirigenti scolastici - Forze dell ordine - allenatori associazioni sportive - operatori oratori Progetti Terzo Settore/Partners Esterni per il nostro territorio: Risorsa famiglia e reti informali ( carovana per la famiglia - Associazione nazionale famiglie numerose/acli; AGE Villa Guardia; AGE Uggiate T. Associazione Non solo genitori; AGE Lurate Caccivio; A corte aperta - coop La Grande Casa; diamoci una mano - coop La Grande Casa; Il faro - Associazione Famiglie in cammino Appiano Gentile; La casa sulla roccia Associazione Cometa) Promozione legalità (percorsi nelle scuole Associazione Valeria/Rotary) Politiche giovanili/orientamento ( Generazione di vincenti - coop Synthesis; Gener-azioni - Consorzio Sol.co; Il futuro sulle mie spalle - coop. synthesis) Spazi doposcuola/socializzazione ( Non uno di meno - Ass. Non pioverà per sempre; Non lasciamoli soli - Ass. Non pioverà per sempre; Cammin facendo Villa Guardia - coop Questa Generazione; Intrecci Lurate Caccivio - Coop la Grande Casa; Spazio studio - Coop Nuova Umanità) Interventi di prevenzione prima infanzia e promozione benessere ( Fare rete e dare tutela e sostegno alla maternità - Insieme per l aiuto alla famiglia ed il sostegno alla genitorialità: la rete è più della somma delle singole parti - ASL Provincia di Como; Ri-parto/mamme al via - coop. Questa Generazione; Non a caso mamma - coop. Questa Generazione; Nati per leggere sistema sudovest biblioteche/comune di Solbiate. 83

85 Dispersione scolastica ( Studenti in rete per il successo formativo territorio Olgiatese - Coop Questa Generazione; gruppo giovani in progetto - Oratorio S. Giovanni Bosco di Villa Guardia). Area intercultura ( Progetto in rete, le seconde generazioni - coop. Questa Generazione/Amm.ne Provinciale ; Orizzonti possibili - coop. Questa Generazione/Regione Lombardia; Nel mio paese nessuno è straniero territorio Olgiatese - coop. Questa Generazione; Così vicine così lontane territorio Olgiatese - coop. Questa Generazione; Prima della pioggia territorio Olgiatese coop. Questa Generazione ACLI Affido famigliare/spazio neutro ( A corte aperta coop La Grande Casa; Tessere la tela - coop La Grande Casa; promuovere l accoglienza Associazione Cometa; Coop Rugiada. spazi di ascolto ( Spazio Girasole - Centro Progetti Educativi; Nuove parole coop. Questa Generazione; spazio per la famiglia Associazione Cometa) Scuola genitori ( Affrontare, crescere, genitori in ascolto - Ass. Non pioverà per sempre; Educare stare bene, stare bene educando - coop Sirio) Disagio giovanile/abuso sostanze ( Alcool parliamone insieme - coop Arca di Como; Scuola, luogo di prevenzione dipartimento dipendenze ASL). Housing sociale/accoglienza madri-figli (coop il Mosaico; coop Intrecci; CAV; Coop Progetto sociale) 84

86 7.2 SCHEMA Riassuntivo AREA MINORI E FAMIGLIE Settore Prima infanzia Servizio Fondo Natalità (0 3 anni) Settore età evolutiva Settore formazione Serv.PsicopedagogicoTerritoriale -Educatori territoriali e psicologi -lavoro di rete -consulenza Eq.Multidisciplinare a scuola,operatori Interventi Integrazione -facilitazione linguistica, mediazione -consulenza transculturale -percorsi con insegnanti scuole materne -percorsi con Dirigenti Scolastici -percorsi tematici con operatori territoriali -percorsi educatori informali -percorsi educatori informali Sett.disagio giovanile/ abuso sostanze Interventi: -formazione insegnanti elementari ** -formazione insegnanti medie ** -formazione forze ordine** -gruppi di incontro famiglie, educatori, educ.informali (allenatori, oratori) formazione insegnanti superiori** (**in collaboraz.con Asl COMO - Dipart.dipendenze) Settore Tutela Servizio Tutela Minori -indagini/prese in carico psicosociali (monitoraggio o sostegno), incontri protetti, regolamentaz.rapporti, adm, messa in protezione in struttura, prog.affido,rapp.tm/to/enti est. Equipe ADM e Spazio neutro Resp. Area Minori e Famiglie: -Consulenza al territorio - raccordo e coordinam. di rete -raccordo terzo settore -gestione razionale risorse disponibili e coordinamento interventi -programmazione e verifica progettuale -accreditamento strutture Serv. Affidi-centro adozioni -formazione,sensibilizzazione; valutazione coppie; gruppo stabile/accompagnamenti 85 Progetti sostenuti: -contrasto violenza sulle donne -reti informali -donne e nuclei migranti -appartamenti protetti -prevenzione abuso sostanze -interv. su famiglie origine -spazio neutro -sostegno maternità -orientamento format/ lavorativo -contrasto dispersione scolastica -legalità

87 7.3 INTEGRAZIONE SOCIO- SANITARIA Nell olgiatese si è andata sviluppando una collaborazione concreta ed efficace tra Consorzio e Asl di Como /Azienda Ospedaliera, che insieme hanno condiviso una strategia di prevenzione/intervento fondata sul lavoro di rete e sulla valorizzazione delle diverse competenze specialistiche.con particolare riferimento agli interventi del Servizio Fondo Natalità (vedi scheda relativa) e del tavolo interisituzionale Equipe MultiDisciplinare (EMD), si è creato uno spazio di confronto/collaborazione, che coinvolge tutti i soggetti istituzionali significativi del territorio in tema di minori e famiglie, e che si conferma negli anni come luogo di consolidamento della rete di relazioni fra Enti Locali, ASL, Az. Ospedaliere, Tribunali, Scuola e terzo settore nonché quale luogo di raccordo -programmazione di strategie condivise di intervento per le famiglie. L obiettivo è quello di garantire all interno di una rete territoriale di servizi sociali e sociosanitari, interventi per la famiglia (in particolare per i nuclei fragili ) con un approccio multidisciplinare integrato, onde poter ottimizzare l utilizzo delle risorse ed evitare prese in carico frammentate e parziali (in linea con il DGR 937 del suppl.straordinario n.50). CONSORZIO SERVIZI SOCIALI OLGIATESE Area minori e famiglie -Raccordo e lavoro di rete -Razionalizzazione utilizzo risorse -Prevenzione -interventi ad integrazione socio sanitaria Interventi contrasto usoabuso sostanze Fondo Natalità Centro adozioni Tavoli tecnici interistituzionali (Equipe Multi Disciplinare + Interventi contrasto violenza sulle donne con terzo settore e amm. Provinciale) ASL PROV.COMO Consult.familiare OlgiateC. Dipart.Dipendenze-Sert- Noa AZIENDA OSPEDALIERA S.ANNA- NPI/CPS/U.O.PSI 86

88 Prosegue in particolare la fattiva collaborazione tra Consorzio e Dip. dipendenze dell Asl di Como (vedi scheda relativa nel presente PdZ) in tema di prevenzione dell uso e abuso di sostanze, che dal 2011 prevede anche la partecipazione del nostro Consorzio nella definizione del piano locale di prevenzione coordinato dall Asl per la Regione Lombardia, spazio che vede la collaborazione di tutti i riferimenti istituzionali maggiormente significativi per concertare una efficace azione sinergica di intervento, evitare sovrapposizioni o investimenti poco produttivi. Secondo questa logica e sempre in collaborazione col Dip. Dipendenze, quest anno sono proseguiti diversi percorsi di prevenzione nelle scuole e per l anno prossimo ne abbiamo in programmazione di nuovi, sperimentali, anche nelle scuole medie e superiori. Nello specifico, si sta costituendo un gruppo di lavoro all interno di un istituto superiore del territorio (in via sperimentale si partirà con il Liceo Terragni), per co-costruire con gli insegnanti un percorso mirato di prevenzione anche rivolto ai ragazzi più grandi. E a nostro avviso poi da valorizzare anche il percorso avviato con le Forze dell Ordine territoriali che, al fine di dotare la comunità educante di strumenti sempre più competenti nella gestione di un tema così difficile e amplificare quel potenziale educativo che si può avere nelle varie occasioni di contatto fra ragazzi e forze dell ordine territoriali, ha visto l organizzazione di un ciclo di incontri formativi. Tale percorso, (molto apprezzato dai partecipanti secondo i questionari di gradimento e la risposta nelle presenze), ha consentito inoltre di iniziare a costruire uno spazio di contatto-comunicazione più strutturato fra operatori e Forze dell ordine che andrà a sicuro beneficio della comunità. Hanno avuto inizio anche i percorsi formativi in tema di uso sostanze-disagio giovanile anche per i cosiddetti educatori informali (negli oratori, associazioni sportive ecc) che entrano in relazione con i nostri ragazzi e che spesso si trovano a gestire situazioni critiche di difficoltà esistenziale. Ci sembra importante sottolineare come negli anni si stia consolidando lo spazio di collaborazione con gli specialisti del Dip. dipendenze dell Asl di Como, come occasione di confronto sui bisogni, di co-progettazione e di integrazione fra professionalità diverse nell attuazione degli interventi. Al fine di dar seguito alle indicazioni del protocollo provinciale per il contrasto della violenza sulle donne (vedi scheda intervento relativa nel presente PdZ) si è avviato anche un percorso con gli Enti del distretto che, a titolo diverso, possono entrare in contatto con situazioni di violenza e di maltrattamento: servizi sociali territoriali, tutela minori, carabinieri, polizia locale, consultorio familiare ASL,azienda ospedaliera, associazioni di volontariato (Caritas, CAV, CRI ). Tale percorso interistituzionale è finalizzato, in particolare, a: 87

89 - implementare le procedure previste dal protocollo provinciale, declinandole territorialmente - identificare un linguaggio comune e modalità operative condivise nell accoglienza e nella costruzione di percorsi di sostegno alle donne maltrattate - migliorare la conoscenza, la collaborazione e l integrazione fra i diversi enti e servizi del territorio che possono entrare in contatto con donne che subiscono maltrattamenti e violenze. Proseguono infine, le attività integrate del Centro Adozioni (vedi scheda Servizio relativa nel presente PdZ). Nella presa in carico dei minori sottoposti a provvedimento dell Autorità giudiziaria, inoltre è in atto una articolata collaborazione socio-sanitaria fra Servizio tutela minori (STM) e i servizi di Neuropsichiatria, CPS, Sert e Noa di riferimento territoriale, sia per quanto concerne le fasi di indagine, sia nella attivazione degli interventi disposti nell ambito del progetto di tutela, qualora il giudice preveda il coinvolgimento dei servizi specialistici. 7.4 I SERVIZI/INTERVENTI Area Minori e famiglie - schede: Nome Servizio/intervento: FONDO NATALITA a che bisogno risponde? Obiettivo di sostenere i numerosi nuclei familiari in difficoltà con figli piccoli presenti sul territorio (nuclei fragili), sviluppando un azione di prevenzione precoce e stimolando processi di gestione autonoma delle situazioni critiche. A livello territoriale è stata avviata un efficace strategia finalizzata a: razionalizzare utilizzo risorse mediante una programmazione territoriale; Assicurare una presa in carico globale integrata nella rete dei servizi sociali territoriali (sociali e sanitari); Mettere in campo e valorizzare interventi/competenze/servizi diversi; Interventi: Interventi socio sanitari integrati in rete dal Comune/Consorzio : Sostegno economico-beni primaria necessità Assistenza domiciliare Accompagnamento ricerca lavoro (sil) Consulenze intercultura dal Consultorio: raccordo con progetti L. 23 negli interventi di rete a supporto della famiglia e della maternità consulenze famigliari e sostegno alla genitorialità consulenze ostetrico/ ginecologiche e visite 88

90 Risorse: Gestione amministrativo logistica del CONSORZIO 1 psicologo Consorzio 1 assistente sociale Serv. Sociali di base dei Comuni 1 assistente sociale Consultorio familiare Progetti finanziati da Regione, Provincia,Terzo settore Cav-Caritas Vestiario e giocattoli da Associaz. nazionale ex Carabinieri Villa Guardia casistica anno 2011 Prodotto: Nuclei familiari italiani Nuclei familiari stranieri 7 22 Nuclei famigliari segnalati 29 Consulenze 32 Sostegni economici beni primaria necessità 12 Accesso al SIL 2 Interv. Ostetrica-ginecologa 25 Consulenza familiare 5 Angolo Peter Pan 16 Integrazione con altri progetti ASL (L. 23)e terzo 14 settore strategia di sviluppo : -individuazione di strategie e risorse alternative -revisione delle modalità organizzative del servizio per ottimizzare la gestione delle risorse e dei tempi dedicati dagli operatori (rinforzo delle azioni del consorzio di primo filtro delle segnalazioni; raccordo di coordinamento in equipe solo su situazioni con presa in carico consultoriale; rinforzo comunicazioni telematiche fra operatori) -creazione nell olgiatese di magazzini/centri di raccolta-distribuzione di beni primaria necessità -ampliare/integrare le azioni e le risorse del Fondo Natalità implementando l accesso coordinato dall equipe F.N. a progetti a sostegno già finanziati all ASL o al terzo settore -sviluppo collaborazioni con organizzazioni territoriali di volontariato (cav.,caritas,cri, banco alimentare ecc) -promozione/creazione di spazi di auto-mutuo aiuto tra famiglie Nome Servizio/intervento: CENTRO ADOZIONI 89

91 a che bisogno risponde? Interventi: Il Centro Adozioni collabora con l Autorità Giudiziaria Minorile nella valutazione di risorse familiari idonee all adozione di minori, anche relativamente all Adozione speciale (art. 44) e nel sostegno alle coppie che accolgono in adozione un minore italiano o straniero, secondo quanto previsto dalla Legge 149/2001 ( Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori ). Inoltre risponde alle necessità informative della cittadinanza circa le funzioni, le modalità, i percorsi, le proposte formative e i servizi che si occupano di adozione di minori. Il Centro Adozioni di Olgiate C., che ha pertinenza su tutto il territorio consortile, si occupa della fase valutativa delle coppie aspiranti all adozione e dei percorsi di vigilanza/supporto dell adozione e post-adozione. L intervento, sia nella fase valutativa che nei percorsi di vigilanza, si avvale della collaborazione sinergica di operatori sanitari dell Asl provinciale (psicologi) e di un operatore sociale del Consorzio Servizi Sociali dell Olgiatese (Assistente sociale). Il percorso valutativo, richiesto dal Tribunale per i Minorenni di Milano nella forma dell indagine psicosociale con invio di relazione psicosociale congiunta, è finalizzato alla raccolta di elementi personali, di coppia e di famiglia utili a valutare l attitudine adottiva dei richiedenti e viene effettuato secondo la tempistica richiesta dal Tribunale Minorenni e dall Asl locale (120 giorni). Il percorso di vigilanza/sostegno alla coppia adottiva, una volta avvenuto l inserimento del minore, monitora l andamento dell inserimento, verifica e sostiene le competenze genitoriali e invia al termine del 1 anno di adozione o di affidamento preadottivo, relazione conclusiva psicosociale al Tribunale per i Minorenni, all Ente tutore (per l Adozione nazionale) e, per l adozione internazionale, all Ente autorizzato che ha realizzato l abbinamento. Il Centro Adozioni, inoltre, redige relazioni di osservazione sulla relazione instauratasi tra genitori adottivi e minore e sull andamento dell inserimento eventualmente richieste dall Ente tutore a seguito di supplementari indagini generate da ricorsi ad autorità giudiziaria superiore (Corte d Appello). Durante il percorso di vigilanza/sostegno, qualora la situazione d inserimento richieda interventi specialistici e/o educativi, l Assistente sociale si raccorderà con il Servizio sociale territoriale, con il Servizio specialistico territoriale (NPI o altro Centro specialistico), con il Servizio Integrazione del Consorzio e con gli operatori scolastici per la progettazione e il monitoraggio dei relativi interventi. Relativamente ai bisogni informativi della popolazione, il Centro adozioni offre spazi consulenziali sia telefonici che su appuntamento per la cittadinanza, gli operatori sociali territoriali e le associazioni che lo richiedano. Risorse: RISORSE UMANE Il Centro Adozioni (secondo quanto finora previsto dalla normativa regionale di riferimento, DGR 2002/2000) utilizza una equipe 90

92 multidisciplinare stabile (assistente sociale e psicologo) suddividendo le funzioni sanitarie a carico dell Asl di Olgiate C. e le funzioni socioassistenziali a carico del Consorzio S.S. Olgiatese. L Assistente sociale incaricata dispone di un monte ore pari a 12 h settimanali. STRUTTURA e ACCESSIBILITA La sede del Centro Adozioni di Olgiate C. è ubicata presso la Sede del Consultorio Asl di Olgiate Comasco, via Roma 59, dove s i svolgono i colloqui e sono custodite le cartelle relative ai procedimenti di valutazione e di vigilanza/supporto. Gli operatori del Centro sono raggiungibili attraverso il recapito telefonico del Consultorio Asl il mercoledì. L assistente sociale è anche contattabile attraverso un cellulare di servizio. Le eventuali richieste informative avvengono previo appuntamento. Prodotto: Nell ultimo anno (2011) sono stati effettuati i seguenti interventi : n. 13 percorsi di valutazione per coppie disponibili all adozione n. 10 percorsi di sostegno/vigilanza di minori adottati (n. 7 già attivi, n. 3 nuovi) n. 3 follow up sociali oltre il 1 anno n. minori in carico 17 n. 8 colloqui informativi n. 8 incontri di raccordo con operatori scolastici n. 2 incontri di raccordo con Servizio Integrazione n. 1 incontro con Servizio Psicopedagogico Territoriale n. 1 incontro presso il Tribunale per i Minorenni (collocamento provvisorio) strategia di sviluppo : Per il prossimo triennio il Centro Adozioni intende: Implementare l offerta di uno spazio informativo sull adozione rivolto alla cittadinanza in raccordo con i Servizi Sociali territoriali per la diffusione attraverso i siti internet comunali Mantenere la tempistica del percorso di valutazione entro i termini previsti dal TM Consolidare i raccordi con la rete dei servizi territoriali, specialistici e non ( Servizio Comunale, NPI, Servizio Integrazione, Servizio Psicopedagogico, Istituti scolastici ) Implementare la collaborazione con gli Enti autorizzati per l adozione internazionale 91

93 Nome Servizio/intervento: SERVIZIO AFFIDI a che bisogno risponde? Interventi: Il Servizio Affidi è l organismo atto a rispondere e dare attuazione al dettato legislativo (l. 149/2001) ove si prevede che Il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti ( ), è affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l educazione, l istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno. Ove non sia possibile l affidamento nei termini di cui al comma 1, è consentito l inserimento del minore in una comunità di tipo familiare. Il progetto di affidamento può essere disposto dall Autorità Giudiziaria (affido giudiziario)o dal Servizio Territoriale (affido consensuale). E un intervento promosso e progettato su richiesta e con la co-progettazione del Servizio Tutela Minori territoriale che ha in carico la tutela del minore e il trattamento di recuperabilità genitoriale della famiglia d origine. Il bisogno di cure ed accudimento, temporaneamente al di fuori dalla famiglia, di minori presenti sul territorio è in continua crescita ed esige anche formule e proposte diversificate che tengano conto di esigenze di appoggio e sostegno anche parziali (affido part time, appoggio, affido vacanze, affido week end). Inoltre lo strumento dell affido familiare risponde all esigenza, per la sua natura di intervento temporalmente definito, di mantenere e coltivare il legame del minore con la propria famiglia d origine, con l obiettivo, a breve o medio termine, di rientrare nel nucleo familiare originario, una volta che quest ultimo abbia superato le condizioni di rischio e fragilità che avevano condotto all allontanamento. Il Servizio Affidi si occupa di: lavorare sul territorio e con la comunità locale al fine di promuovere, sensibilizzare, informare e formare la popolazione in relazione alla solidarietà interfamiliare, all apertura e all affido familiare; offrire uno spazio informativo individualizzato ai cittadini che richiedono notizie e ragguagli sull affidamento familiare ; proporre un percorso di valutazione alle persone/singoli che offrono la propria disponibilità all affido; vagliare le richieste di affido di minori provenienti dal Servizio Tutela Minori territoriale, procedere all individuazione di una risorsa familiare adeguata, proporre la risorsa al STM, accompagnare il percorso di abbinamento minore /famiglia affidataria; assicurare un intervento multidisciplinare integrato di sostegno al progetto di affido, alla coppia affidataria e alla intera famiglia accogliente; monitorare, accompagnare e animare gli incontri di gruppo delle famiglie affidatarie (solo affidatari e coppie in attesa) e le giornate familiari (famiglie affidatarie con figli affidati e figli naturali e famiglie in attesa) RISORSE UMANE 92

94 Risorse: Il Servizio Affidi si avvale dell intervento tecnico di un equipe multidisciplinare formata da Assistente sociale (4h settimanali), psicologo (4 h settimanali), pedagogista (6 ore settimanali) per 11 mesi all anno. RISORSE STRUMENTALI L Azienda Speciale Consortile stipula con la famiglia d origine, il Servizio Tutela Minori e la famiglia affidataria un contratto di affido, attraverso cui vengono sottoscritti gli impegni e i doveri relativi a ciascun attore coinvolto. Attraverso questo strumento viene riconosciuto formalmente un contributo mensile alla famiglia affidataria oltre che una polizza assicurativa a tutela del minore e degli affidatari. STRUTTURA e ACCESSIBILITA La sede del Servizio Affidi è situata a Guanzate, via Sessa 4 (Centro Civico). Gli operatori sono raggiungibili attraverso due recapiti telefonici sempre attivi e l accesso, anche per informazioni, può avvenire per appuntamento. Responsabile dell'intervento del Servizio Affidi i è l'azienda Speciale Consortile, che è il principale gestore degli interventi e si avvale della collaborazione della Coop. Sociale La Grande Casa ONLUS per l'attivazione di alcuni interventi. Il Servizio propone iniziative di sensibilizzazione sulla tematica dell accoglienza e pubblicizzazione del Servizio. Inoltre presenta percorsi info-formativi sulle tematiche e le peculiarità dell affido familiare che si articola in formati da due a tre serate. Il Servizio Affidi dal 2005 partecipa attivamente (nella figura dell assistente sociale referente ) agli incontri mensili della Commissione Provinciale Affidi della Provincia di Como, organismo che propone a livello provinciale approfondimenti sugli strumenti lavorativi, tematiche e problematiche connesse all affido, rielaborazione delle esperienze in atto e della metodologia di lavoro, raccolto e confronto sull andamento qualitativo e quantitativo degli affidi in provincia. Prodotto: Attualmente sono attivi 25 affidi (11 intrafamiliari 14 eterofamiliari), tutti a tempo pieno, giudiziali, di cui 6 fuori distretto ). Nel 2011 sono stati attivati 2 affidi e se ne sono conclusi 2. Vi sono in attesa di abbinamento n. 4 coppie già valutate. Le 2 richieste di abbinamento per affido a tempo pieno sono state soddisfatte; 1 richiesta di abbinamento per sostegno pomeridiano non è stata accolta per mancanza di risorse familiari adeguate alla richiesta part time. Le coppie accompagnate da una presa in carico di sostegno del Servizio Affidi sono 9. L'equipe del Servizio sostiene, monitora e coordina gli incontri mensili del gruppo della Rete delle Famiglie cui partecipano mediamente 15 famiglie (comprendenti coppie con affidi in corso, coppie in attesa di abbinamento e coppie che hanno concluso esperienze di affido): obiettivo dell incontro di gruppo è confrontarsi e sostenersi rispetto alle diverse problematiche e difficoltà relative alla gestione della relazione con i minori, con i servizi e con le famiglie d origine. Il Servizio organizza anche giornate familiari (2 / 3 all anno) destinate alle intere famiglie affidatarie (con figli naturali e affidati) e alle coppie in attesa, finalizzate alla condivisione conviviale e al rafforzamento delle relazioni 93

95 interfamiliari. Le famiglie partecipanti ai percorsi formativi sono state 14. Le richieste di colloqui informativi sono state 10. Nell anno 2011, a seguito di un Finanziamento biennale ricevuto dalla Fondazione Cariplo e in partnership con la Coop. La Grande Casa, si è potuto attivare è un intervento di gruppo per i genitori naturali dei minori in affido al quale hanno aderito alcuni genitori (5). L intervento aveva la finalità di motivare e sostenere i genitori naturali nell adesione al progetto di affido dei loro figli. strategia di sviluppo : Per il prossimo triennio il Servizio Affidi intende: -individuazione di strategie e risorse innovative -revisione delle modalità organizzative del servizio per ottimizzare la gestione delle risorse e dei tempi dedicati dagli operatori -proseguire il lavoro di sensibilizzazione territoriale e implementare l offerta di risorse familiari per forme di affido leggero, l affido diurno (tutti i pomeriggi) e l appoggio diurno (alcuni pomeriggi), secondo quanto emerso come bisogno emergente dal STM e dal territorio, famiglie tutor -proseguire/ ampliare/innovare gli interventi di sostegno alle coppie affidatarie e perfezionare le modalità di coprogettazione e raccordo con il STM, al fine di -accompagnare la Rete delle Famiglie verso il consolidamento delle competenze e autonomie di gruppo (possibilità della costituzione di una realtà associativa propria) -consolidare la presenza di una nuova sede come polo territoriale di attività sul tema della famiglia aperta nome Servizio/intervento: SERVIZIO TUTELA MINORI a che bisogno risponde? Interventi: La finalità è quella di rispondere al diritto di tutela del minore, ovvero al diritto del bambino ad essere protetto e a crescere in un contesto attento e adeguato ai suoi bisogni. I valori di riferimento principali sono dunque la centralità del minore e l attenzione alle relazioni affettive famigliari quale luogo privilegiato per la crescita. Sul territorio Olgiatese sono numerosi i nuclei famigliari in difficoltà intercettati dagli operatori (assistenti sociali, insegnanti, operatori spt/stm ecc.) Il servizio opera su mandato istituzionale e in ottemperanza della normativa vigente;prende in carico tutte le situazioni di minori interessati da un provvedimento dell Autorità Giudiziaria residenti nei 23 comuni dell Olgiatese. Il servizio si occupa di: espletare indagini psicosociali sul nucleo famigliare e valutazione del danno sul minore e delle competenze genitoriali; approntare progetti di intervento (che si possono declinare in interventi di assistenza domiciliare, in collocamenti in affido familiare o eterofamiliare, allontanamenti del minore in comunità o inserimenti semiresidenziali, progetti di inserimento madre/figli in struttura protetta); approntare incontri protetti e osservati fra genitori/figli nonché di regolamentarne gli incontri 94

96 nelle situazioni di conflittualità; effettuare prese in carico di sostegno e monitoraggio psicosociale; espletare un costante lavoro di rete con servizi/istituzioni territoriali; offrire una consulenza specializzata ai servizi sociali di base, all Equipe multidisciplinare dell Area Minori e al territorio. Risorse: Prodotto: Gli interventi e la gestione del Servizio tutela minori sono finanziati dal fondo nazionale politiche sociali, nonché dal fondo di solidarietà costituito dai contributi -proporzionati al numero di abitanti- dei comuni aderenti al consorzio). L equipe si compone di: 4 psicologi part-time, 2 assistenti sociali tempo pieno e 1 assistente sociale part-time. Un team di operatori qualificati espletano gli interventi di ADM. Consulenza legale Il Servizio tutela minori non è ad accesso diretto, riceve l utenza su appuntamento, è aperto da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 17.30, ma spesso è richiesta una flessibilità che comporta un adattamento dell orario di lavoro ( ad esempio diversi incontri protetti, colloqui o visite domiciliari si spostano oltre le 17,00 per andare incontro alle necessità degli utenti). Utenza: -cartelle aperte dal 2003 al 2011 : n.507 -totale situazioni aperte nel 2010 ( al netto dei casi chiusi e delle dimissioni) : n.308 -nuovi minori in carico 2010: n.71 ( età 00-5: : : 39 In Prosieguo: 1) -situazioni/progetti TM 2010: 35 -situazioni/progetti TO 2010: 8 -nuovi nuclei fam. coinvolti 2010: n.55 -penali minorili 2010: n. 19 -n. cartelle nuove aperte nel 2011: 51 -Servizi/enti coinvolti: T.M. (Milano, Brescia, Bologna, Parma, Palermo, Venezia) T.O. (Como, Milano, Biella) Ministero grazia e giustizia (Como, Milano, Napoli) Servizi sociali di base (tutti quelli territoriali, più tutti quelli extraterritorio coinvolti sui casi) Servizi tutela minori altri territori (Milano, Como, Lomazzo, Malnate, Rovello P., Parma, Legnano, lago e valli) SPT ns consorzio Servizio intercultura ns. consorzio 95

97 Sil ns consorzio Area Salute mentale ns. consorzio Area Disabili/Smart ns consorzio Scuole infanzia, primarie e secondarie (26 infanzia, 12 ist. comprensivi, 6 secondarie di II grado) Comunità accoglienza residenziale 40 Diurnati 3 Centri doposcuola 4 Parrocchie/oratori(Appiano, Olgiate C., Binago, Uggiate T., Gironico, Cagno, Lurate C., Guanzate) Case di riposo (nei progetti di messa alla prova: 2) Cooperative/terzo settore/associazioni( QG., Cometa, La Grande Casa, Caritas, Age varie, Telefono Donna, Cav, Syntesis) ASL (consultori e sert/noa) Aziende Ospedaliere (NPI, CPS,CRT,SPDC,UOP,pediatrie) Carabinieri 5 stazioni Questura 1 Polizie locali 16 Croce rossa e SOS I tempi di realizzazione degli interventi variano a seconda del tipo di progetto attivato e del mandato avuto dall Autorità Giudiziaria. Le indagini vengono espletate in un tempo medio di tre mesi. strategia di sviluppo : al fine di migliorare qualità/appropriatezza/sostenibilità interventi, affinare metodologia verifiche (costruzione ex ante indicatori e nuovi strumenti),ottimizzare utilizzo risorse: - Sviluppo delle attività dell equipe ASSISTENZA DOMICILIARE MINORI (adm), istituita dal 2011 al fine di ottimizzare/razionalizzare interventi educativi -sviluppo/affinamento del percorso accreditamento strutture per minori, avviato nel ricerca/formazione in raccordo con il Serv. psicoped. territoriale di risorse nuove,informali di affiancamento -interventi formativi/informativi in tema di Tutela Minori nelle scuole/serv. territoriali -promozione-sviluppo spazi di presa in carico leggera -costruzione di spazi di confronto con avvocati/a.g. -integrazione con risorse/progetti già finanziati Processo: La responsabile del Servizio tutela minori è la dott.ssa Liana Paleari su incarico del Consorzio Servizi Sociali dell'olgiatese - la responsabile coordina l equipe Servizio tutela minori e informa il consorzio. Gli interventi vengono gestiti dall equipe tutela minori del Consorzio Servizi Sociali dell'olgiatese. 96

98 linea intervento azioni strumenti Indagini psicosociali obiettivo: analisi della situazione per impostare -acquisizione mandato A.G. -programmazione Interventi -raccolta informazioni sul un adeguata azione progettuale caso dal Attuazione progetto di presa in carico sostegno o monitoraggio psicosociale, adm, collocamenti in affido o in struttura,regolamentazione incontri genitori-figli, incontri protetti in luogo neutro) (obiettivo: innescare cambiamenti evolutivi nel nucleo familiare o garantire una sufficiente protezione o riduzione del danno territorio(segnalanti) -ripartizione ruoli operativi -convocazioni - inizio indagini psicosociali -raccolta elementi di approfondimento con rete servizi e soggetti Esterni (scuole, asl, az. Osp.,ecc) -sintesi di equipe: definizione ipotesi di progetto -stesura relazioni per A.G./invio -informazione al comune di residenza Conferma o acquisizione di nuovo mandato -ripartizione/conferma ruoli operativi -avvio degli interventi -programmazione e attuazione momenti di verifica/aggiornamento -sintesi di aggiornamento all A.G e al Comune di residenza. - decreto/mandato di indagine - cartella archivio - riunione equipe - contatti telefonici e incontri -lettera -colloquio psicosociale - colloquio sociale - colloquio psicologico - osservazione nucleo famigliare -visita domiciliare -contatti telefonici. e incontri -riunione equipe. -relazione -relazione o incontro - decreto Autorità Giudiziaria - riunione equipe - lettera - contatti telefonici - colloqui - osservazione - visite domiciliari -incontri -riunione operatori sul caso -relazione Connessione con rete territoriale (obiettivo: -elevare qualità interventi utilizzando tutte le risorse esterne disponibili -sviluppare la cultura del lavoro di rete) - consulenza agli operatori territoriali (A.S Comuni, operatori territoriali, scuole ecc.) - attivazione risorse territoriali esterne da integrare sul progetto di presa in carico -richiesta di consulenze esterne su aree tematiche particolari (es. migranti) - rapporti con soggetti istituzionali esterni, terzo 97 -incontri -scheda di registrazione consulenza al territorio -contatti telefonici -incontro -lettera -riunione -incontro

99 settore e risorse informali - partecipazione all Equipe Multi Disciplinare dell Area Minori -convenzioni con terzi - lettera - riunione Nome Servizio/intervento: SERVIZIO PSICOPEDAGOGICO TERRITORIALE a che bisogno risponde? Interventi: Dell utenza: Aumento dei casi di minori multi-problematici ( disagio relazionale e familiare, difficoltà di comportamento e di rendimento scolastico) Difficoltà dei genitori e degli insegnanti nella gestione delle situazioni critiche Necessità di promuovere nella comunità educante atteggiamenti di maggior responsabilizzazione/attivazione autonoma nella gestione delle situazioni critiche, sviluppando processi di inclusione/integrazione sociale di TUTTI i minori Evitare dispersione risorse e patologizzazioni precoci con l avvio di prese in carico improprie Della rete: Difficoltà di connessione/comunicazione tra servizi (ciò spesso rende inefficaci gli interventi) Frammentazione degli interventi rivolti ai minori Carenza di offerta per la diagnosi e la cura di minori con problemi (liste di attesa Uonpia e La Nostra Famiglia lunghissime che in taluni casi producono delle richieste improprie al SPT) Consulenze psicopedagogiche a genitori, insegnanti ed educatori Attivazione percorsi di integrazione minori migranti (vedasi scheda) Tavoli di presidio territoriale tra operatori SPT (psicologo ed educatore)e assistenti sociali comunali per la precoce intercettazione situazioni a rischio, per la programmazione interventi Collaborazione con servizi sociali di base nell attivazione/monitoraggio interventi educativi Raccordo servizi sociali-scuole Decodifica della domanda e se necessario, invio accompagnato ad altri servizi Promozione spazi di incontro/informazione/formazione/raccordo per agenzie educative territoriali (Comune, Scuole, Parrocchia, Associazioni sportive e di volontariato,age) Osservazioni di minori a rischio disagio per individuare percorsi personalizzati di sostegno e aiuto concreto Laboratori per le classi in collaborazione con docenti delle scuole Spazi di ascolto adulti (genitori, insegnanti, educatori) Spazi di ascolto per pre-adolescenti (11-14 anni) Percorsi di formazione insegnanti (s. infanzia, s. primarie, s. secondarie) Serate a tema genitori ( anche in collaborazione con altri enti del territorio) 98

100 Risorse: Prodotto: Percorsi di formazione/informazione/programmazione per Dirigenti scolastici Equipe Multi-Disciplinare per raccordo con servizi specialistici (Uonpia, Consultorio ASL, STM) Gruppi di incontro per genitori Promozione della collaborazione con enti diversi (3 settore, servizi ASL) Attivazione di interventi in sinergia con altri enti (con Dip. Dipendenze: Percorsi per insegnati/famiglie e per FF.O. sull uso e abuso di sostanze; con Ass. Valeria: Percorso legalità nelle scuole) 4 psicologi 1 consul. pedagogista 2 educatori 1 Psicologo referente per l integrazione dei minori stranieri Mediatori/facilitatori linguistici Collaborazione Anolf/ patronati /Università/associazioni 2 tirocinanti Rispetto all utenza: dati annualità precedente: Colloqui con genitori: 300 Colloqui con insegnanti: 270 Colloqui con ragazzi: 220 Percorsi con Servizio integrazione su n. 8 situazioni Consulenze a consigli di classe delle sc. secondarie: 50 Supervisione team di sc. primaria: 20 Osservazione nelle classi (ore): 100 Laboratori nelle classi su difficoltà di relazione/ bullismo, corporeità ed emozioni, rimotivazione scolastica, ascolto e regole, competenze relazionali (ore): 100 Famiglie partecipanti ai gruppi di incontro: 15 Adesione percorso FF.O.: 80% delle Caserme e Comandi presenti su territorio Adesione percorsi formazione Dip Dipendenze: 100% delle scuole primarie Adesione percorso formazione Ass. Valeria: 100% classi IV sc. Primarie Percorsi laboratoriali attivati autonomamente dalle insegnanti a seguito Rispetto a lavoro di rete: Incontri con Amministratori: 15 Incontri con Assistenti Sociali: 40 Incontri con Dirigenti Scolastici: 20 Incontri con Parroci: 15 Incontri con FF.O. (polizia locale, carabinieri): 10 Incontri con responsabili ed educatori doposcuola: 10 Incontri con altri professionisti incaricati dalle scuole (psicologi, pedagogisti): 10 Incontri con medici di base, pediatri: 5 99

101 strategia di sviluppo : Incontri con allenatori sportivi: 10 Raccordo con Neuropsichiatria Infantile (A.O. S. Anna, La Nostra Famiglia di Vedano, Via del Doss, Don Gnocchi): 40 Incontri di raccordo con Associazione Valeria/Dip. Dipendenze/ecc.: 8 Collaborazioni con Servizio Tutela Minori su n. 10 casi Incontri Equipe Multi-Disciplinare: 7 -individuazione di strategie e risorse innovative ad integrazione dei finanziamenti pubblici -Consolidamento rapporti associazionismo territorio -Creazione di reti di auto e mutuo aiuto tra famiglie -Formazione educatori informali/volontari a supporto interventi -promozione nella comunità educante atteggiamenti di maggior responsabilizzazione/attivazione autonoma nella gestione delle situazioni critiche -convenzioni con Scuole/ corsi di studi universitari per lo sviluppo di nuove collaborazioni nella gestione dei tirocini/stage -promozione/creazione di spazi doposcuola leggeri organizzati con figure informali/volontarie/tirocinanti formate e coordinate dal SPT -creazione di nuovo spazio territoriale di consulenza psicologica, pedagogica e presa in carico convenzionato -proposta di percorsi formativi su temi specifici per il territorio (genitori, scuola ecc) con finanziamento partecipato dall utenza -sviluppo della collaborazione con ASL di Como-Dipart.Dipendenze e Consultorio -messa a punto di metodi di rilevazione/valutazione/monitoraggio flussi casistica inviata dal territorio ai servizi specialistici territoriali (tempi di attesapresa in carico) Processo: Condivisione degli obiettivi strategici con Servizi Sociali. Organizzazione e presidio di tavoli di coordinamento alla presenza dei soggetti che si occupano dei minori. Agli operatori del progetto è demandato il compito della consulenza, della lettura dei bisogni/rilettura domanda e della programmazione degli interventi. E possibile un coinvolgimento diretto dei servizi specialistici del territorio. Nome Servizio/intervento: Servizio integrazione minori migranti e intercultura 100

102 a che bisogno risponde? Interventi: Il servizio si si inserisce nell ambito delle azioni del Servizio psicopedagogico territoriale. Si propone come obiettivo quello di promuovere competenze, nella scuola, nei servizi, nei migranti stessi, di integrazione e di intercultura al fine di facilitare i processi di inclusione e di costruzione di una realtà interculturale. Si propongono filoni di intervento inerenti la gestione del proprio ruolo (di insegnante, di studente, di cittadino, ecc.), attraverso azioni quali: 7. interventi psicopedagogici utili a gestire situazioni critiche; 8. interventi utili a gestire neo arrivi; 9. interventi di mediazione utili a favorire i processi di inclusione. Risorse: 1 psicologo esperto in mediazione 2 educatori part time 6 mediatori Collaborazione con tre associazioni di migranti, un'associazione nazionale di promozione dell'intercultura, due associazioni assistenziali. Risorse impiegate (in ore): 250 ore psicologo esperto in mediazione 330 ore educatori 234 ore mediatori Prodotto: strategia di sviluppo: per il n. 69 richieste di intervento -n. 58 consulenze erogate -n. 58 progetti di integrazione costruiti -n. 11 richieste improprie (ossia per le quali non si è rilevata un'esigenza coerente con gli obiettivi del progetto) -n. 48 interventi di traduzione /mediazioni -n. 48 supporti educativi di gestione e promozione delle competenze dedicati Gli interventi futuri saranno orientati alla promozione di strategie sostenibili e permanenti nel tempo attraverso un trasferimento continuo di competenze di gestione e di intercultura. A tal proposito si individuano come prioritari: il coaching e la formazione, promossa con metodologia di e learinng, rivolto ad insegnanti, a tecnici, ecc., circa la promozione di competenze interculturali; la mediazione, intesa come opportunità di generazione di occasioni di condivisione dei obiettivi comuni; la peer mediation, ossia la strategia elettiva di promozione di competenze di accoglienza e di costruzione di competenze di 101

103 interazione tra migranti e non, giovani ed adulti, risorse istituzionali ed informali; coinvolgimento attivo delle comunità, anche di migranti, e delle cosiddette seconde generazioni; formazione, circa le competenze di accoglienza e di promozione interculturale, di giovani, tipicamente afferenti a circuiti assistenziali, al fine di promuoverne il protagonismo ed il coinvolgimento in processi di accoglienza. Sono in corso in tal senso contatti con Ismu Milano, tre università, varie associazioni e cooperative sociali, un'associazione nazionale di migranti, un'associazione internazionale di mediazione. Nome intervento: EQUIPE MULTIDISCIPLINARE a che bisogno risponde? Raccordo e confronto strategico territoriale individuazione di ambiti di integrazione tra servizi specialistici rivolti a minori raccolta/messa a fuoco bisogni territoriali valutazione multidisciplinare di casi complessi casi portati da scuole/assistenti sociali/associazioni, presentati dagli operatori del SPT coordinamento interventi sia sulle situazioni specifiche che sul sistema (rete) ottimizzazione/razionalizzazione dell utilizzo delle risorse (evitando prese in carico improprie e inutili) I Interventi: Incontri mensili di Valutazione condivisa di situazioni a rischio o di disagio conclamato relative a minori e famiglie segnalate dai servizi territoriali, dalle scuole o dalle associazioni Filtro o Accompagnamento razionale verso i servizi preposti(riduzione tempi presa in carico) Elaborazione di percorsi personalizzati e integrati Evitamento di interventi che rappresentino dispersione di risorse o l inutile attivazione di prese in carico da parte di servizi specialistici (NPI, Consultorio, CPS) Condivisione di prassi di lavoro comuni, nell ottica dell integrazione fra servizi e di elevare la qualità della presa in carico E composta da: Coordinatore del Servizio Psicopedagogico Territoriale 102

104 Risorse: Prodotto: strategia di sviluppo: Responsabile del Servizio Tutela Minori Responsabile dell Uonpia di Olgiate (A.O. S. Anna ) Responsabile del Consultorio Familiare di Olgiate (A.S.L. di Como) Referenti dei Servizi sociali dei Comuni Referenti delle Scuole Referenti delle Associazioni dati relativi al : Collaborazioni con Servizio Tutela Minori su n. 10 casi Incontri Equipe Multi-Disciplinare: 7 Raccordo con Neuropsichiatria Infantile (A.O. S. Anna, La Nostra Famiglia di Vedano, Via del Doss, Don Gnocchi): 40 Rafforzamento collaborazione SPT-NPI al fine di evitare il disperdersi di risorse Condivisione di innovativi obiettivi strategici dei servizi Ampliamento percorsi di formazione sul territorio in collaborazione con servizi socio-sanitari messa a punto di un metodo di rilevazione/monitoraggio flussi casistica(tempi di attesa-presa in carico) inviata dal SPT/ territorio ai servizi specialistici territoriali Nome intervento: FORMAZIONE INSEGNANTI SCUOLE DELL INFANZIA a che bisogno risponde? incrementare nelle insegnanti le competenze necessarie nella gestione in autonomia di casi complessi attraverso il potenziamento di abilità relazionali, comunicative e di lettura degli eventi. Obiettivi Le tematiche specifiche che verranno affrontate durante gli incontri saranno concordate con i partecipanti durante gli incontri di programmazione previsti. In generale, il percorso intende offrire alle insegnanti conoscenze teoriche e strumenti per: - sviluppare la capacità di ascolto e di osservazione dei bambini; - sviluppare la capacità di ascolto e di osservazione del proprio mondo interno; - stimolare la riflessione su ciò che avviene nei bambini all interno delle relazioni; - individuare strategie per rendere la comunicazione più efficace; - migliorare la relazione con gli alunni difficili e con le loro famiglie; - stimolare negli alunni condotte prosociali che portino il gruppo a vivere con maggior profondità le relazioni interpersonali; - aumentare la capacità di affrontare in autonomia le situazioni critiche 103

105 e gli inevitabili conflitti. Interventi: Risorse: Prodotto: strategia di sviluppo: Organizzazione di due percorsi di formazione. Ogni percorso sarà articolato in cinque incontri di ca. tre ore ciascuno con la conduzione di un operatore. Sarà inoltre possibile un lavoro di raccordo con gli operatori del Servizio Psicopedagogico Territoriale. referente psicologo SPT operatori SPT nel 2011: Partecipazione di oltre 50 insegnanti delle sc. dell Infanzia dell olgiatese Scuole aderenti al percorso: n 13 rafforzamento collaborazione attraverso riproposizione momenti di formazione promozione spazi inter-visione supervisione casi Nome intervento: GRUPPI DI INCONTRO PER GENITORI a che bisogno risponde? Interventi: Risorse: Prodotto: strategia di sviluppo: fornire un luogo stabile di incontro e confronto per genitori alla presenza di uno psicologo, avente la funzione di facilitatore, al fine di sostenere l azione educativa promuovere maggiori competenze educative, possibilità di condivisione e aiuto reciproco fra genitori Incontri di Presentazione territoriali GDI Colloqui con la famiglia Incontri di gruppo a cadenza mensile Psicologo SPT Tirocinante psicologa Operatori volontari Partecipazione costante di 15 famiglie Attivazione di reti di mutuo aiuto e collaborazione, con particolare riguardo a una situazione familiare di disagio socio-economico grave sviluppare l Attivazione/formazione sul territorio olgiatese di gruppi di auto-mutuo aiuto all interno di contesti di incontro informali già costituiti (gruppi genitori oratoriali, associazioni famiglia ecc) 104

106 Nome intervento: INTERVENTI DI PREVENZIONE DELL USO E ABUSO DI SOSTANZE in collaborazione con l ASL di Como-Dipartimento Dipendenze a che bisogno risponde? Interventi: Risorse: Prodotto: Aumento uso e abuso sostanze legali e illegali (alcol, tabacco, droghe). Abbassamento dell età media per il primo uso delle sostanze. Poliuso e policonsumo Necessità di moltiplicare l azione preventiva -partecipazione alla definizione del Piano Locale Prevenzione con Dip. Dipendenze ASL di Como -programmazione congiunta Consorzio-ASL degli interventi, in sinergia e coerenza con le attività del Piano Locale Prevenzione e con la programmazione sociale di Zona. -Realizzazione di percorsi formativi a supporto dei cittadini quali moltiplicatori dell azione preventiva promuovendo una comunità educante -Realizzazione di percorsi di prevenzione / formativi nelle scuole primarie, promossi e attivati dal Servizio Psicopedagogico Territoriale in collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze ASL a supporto dei docenti quali moltiplicatori dell azione preventiva -Realizzazione di programmi di prevenzione delle dipendenze promossi dal Servizio Psicopedagogico Territoriale in collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze rivolti ai docenti, studenti e genitori in particolare della scuola secondaria di primo e secondo grado secondo le Linee Guida Regionali -Realizzazione di interventi informativi- formativi alle Forze dell Ordine secondo le Linee Guida Regionali -Realizzazione di percorsi formativi a supporto degli allenatori sportivi/operatori oratori quali moltiplicatori dell azione preventiva in particolare in merito allo sviluppo di competenze (life skills) promuovendo anche lo sviluppo delle reti sociali per la prevenzione Operatori Servizio Psicopedagogico Territoriale (psicologi ed educatrici) Operatori del Dipartimento Dipendenze dell ASL(Medico,psicologo,educatori) Adesione percorso FF.OO.: 80% delle Caserme e Comandi presenti su territorio Incontri con FF.O. (polizia locale, carabinieri): 10 Adesione percorsi prevenzione Dip Dipendenze: 100% delle scuole primarie dell Olgiatese (7 istit. Comprensivi e 2 direz. Didattiche) Percorso formativo e di programmazione interventi con insegnanti scuole superiori: (Liceo Scientifico Olgiate) Incontri con allenatori sportivi: 36 partecipanti in rappresentanza di 11 associazioni del territorio (con oltre 1000 minori iscritti nelle squadre dai 5 ai 18 anni) 105

107 strategia di sviluppo: consolidamento /sviluppo collaborazioni con Dip. Dipendenze ASL nella co-programmazione nuove azioni -prosecuzione percorsi di prevenzione avviati nelle scuole -prosecuzione percorsi di prevenzione avviati con gli educatori informali del territorio al fine di aumentare consapevolezza del loro ruolo educativo preventivo, e nell individuare precocemente situazioni a rischio disagio -Potenziamento della collaborazione con associazioni/territorio -sviluppare spazi di connessione/integrazione con Forze dell Ordine Nome Servizio/intervento: RETE INTERISTITUZIONALE DISTRETTUALE PER LA PROMOZIONE DI AZIONI INTEGRATE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE (Coordinata dal Servizio Tutela Minori del Consorzio, in collaborazione con l associazione Telefono Donna, nell ambito di un progetto della Provincia di Como) a che bisogno risponde? Implementare il Protocollo provinciale di intesa per la promozione di strategie condivise e di azioni integrate, in particolare rendendo operative le procedure previste dalle linee guida, adattandole alle specificità territoriali; identificare un linguaggio comune e modalità operative condivise nell accoglienza e nella costruzione di percorsi di sostegno alle donne maltrattate; migliorare la conoscenza, la collaborazione e l integrazione fra i diversi enti e servizi del territorio che possono entrare in contatto con donne che subiscono maltrattamenti e violenze; sensibilizzare la comunità locale rispetto al fenomeno della violenza sulle donne, favorendone così la sua emersione. Interventi: Un incontro con gli amministratori e i consiglieri comunali per presentare e condividere il progetto provinciale che prevedeva la costituzione di una rete distrettuale interistituzionale; Incontri di programmazione e di verifica con l UdP/Consorzio; Incontri della rete interistituzionale con tutti i soggetti del territorio che possono entrare in contatto con situazioni di violenza e maltrattamento: Tutela Minori del Consorzio, servizi sociali di base, forze dell ordine (Carabinieri e Polizia Locale), consultorio, CPS, SERT, enti del terzo settore (Caritas, cooperative sociali e Telefono Donna); Incontri di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza organizzati in collaborazione con singoli enti locali e/o associazioni del territorio. 106

108 Risorse: La rete è stata promossa e sostenuta nell ambito del progetto Rete di coordinamento provinciale per la promozione di azioni integrate contro la violenza sulle donne, finanziato dalla Provincia di Como e dal Ministero delle Pari Opportunità. La sua realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione fra Provincia, AREA MINORI E FAMIFLIE del Consorzio Servizi Sociali dell Olgiatese ed un ente del III Settore (Telefono Donna Como) e alla partecipazione attiva dei vari enti del territorio ( accanto alla Tutela Minori e al SPT del Consorzio, servizi sociali di base, forze dell ordine (Carabinieri e Polizia Locale), consultorio ASL, medici di base, CPS, SERT, enti del terzo settore (Caritas, cooperative sociali e Telefono Donna); Prodotto: 1 incontro con gli amministratori e i consiglieri comunali degli enti locali dell ambito 5 incontri della rete interistituzionale distrettuale 6 incontri di sensibilizzazione per la cittadinanza In termini di risultati ottenuti, si rileva: - Partecipazione numericamente e qualitativamente significativa dei soggetti territoriali agli incontri di rete; - Implementazione del Protocollo provinciale di intesa per la promozione di strategie condivise e di azioni integrate; - Rafforzamento delle competenze nell affrontare le situazioni di maltrattamento; - Rafforzamento della conoscenza e della collaborazione fra i diversi soggetti. strategia di sviluppo: 1. Prosecuzione e rafforzamento della rete interistituzionale distrettuale; 2. Collaborazione nell avvio e nella realizzazione di un servizio di Pronto Intervento provinciale; 3. Prosecuzione delle attività di sensibilizzazione della cittadinanza finalizzate all emersione del fenomeno. Processo: Metodologia propria del lavoro di rete Linea intervento azioni strumenti indicatori 1. Prosecuzione e rafforzamento della rete interistituzionale distrettuale; Realizzazione di incontri interistituzionali di rete Incontri N di incontri N di partecipanti N di enti coinvolti Eterogeneità degli enti 2. Collaborazione nell avvio e nella Individuazione di eventuali referenti locali e di procedure Procedure Intervento nel rispetto dei tempi e delle modalità previste dalle 107

109 realizzazione di un servizio di Pronto Intervento provinciale; specifiche territoriali di attivazione. Diffusione delle modalità di accesso e di fruizione del servizio. procedure 3. Prosecuzione delle attività di sensibilizzazione della cittadinanza finalizzate all emersione del fenomeno. Organizzazione di incontri aperti alla cittadinanza Incontri N di incontri N di partecipanti TAVOLI TEMATICI area Minori e Famiglie CON III SETTORE: Al fine di consolidare il lavoro di confronto e collaborazione avviati con i soggetti del terzo settore, vengono convocati dal Consorzio, momenti di incontro in tema di minori e famiglie. Nello specifico, sono stati avviati processi di interazione finalizzati : -a condividere la visione strategica territoriale -ad attuare una costante revisione critica delle azioni attivate (in termini di criticità e punti di forza) -a mantenere uno spazio di raccordo e aggiornamento in merito agli interventi attuati sul nostro territorio -al confronto in termini di valutazione della qualità /valore degli interventi -al confronto su priorità e bisogni del territorio -al confronto in tema di strategie innovative di intervento e sostenibilità delle azioni. In occasione della stesura del PdZ , al fine di mantenere un orientamento generale coerente con la visione territoriale, sono stati convocati tutti i soggetti del terzo settore che lavorano sull olgiatese, sia quelli con sede nell olgiatese, sia quelli coinvolti su interventi o progetti attuati sul nostro territorio. I tavoli tematici sono stati dunque coordinati dalla responsabile dell area minori e famiglie del Consorzio, alla presenza di una rappresentanza delle Assistenti Sociali dei comuni, e hanno visto la partecipazione concreta di: Coop La grande Casa, coop Synthesis, Centro Progetti Educativi, Agorà, Cometa, Opera Don Guanella, Associazione Irma Meda, Associazione Telefono Donna, coop Progetto Sociale, PLOCRS-Annunciata, CAV, coop la Rugiada, coop Intrecci. Il lavoro si è centrato dunque su un aggiornamento e un analisi dei servizi/interventi attualmente esistenti sull olgiatese, all interno della situazione di realtà contingente (tagli dei finanziamenti), condividendone criticità e opportunità e sviluppando riflessioni di prospettiva sul prossimo triennio. Lo schema sottostante, sintetizza i contenuti del lavoro di riflessione prodotto. 108

110 PDZ Area minori e famiglie OBIETTIVI di SISTEMA: OTTIMIZZA RE UTILIZZO RISORSE SVILUPPARE IL CAPITALE SOCIALE (risorse di rete/comunità locale) VALUTARE: UTILITA /appropriatez za INDISPENSABILITA SOSTENIBILITA -accesso a progetti già finanziati? -ricerca nuove Fonti di finanziamento? (AZIENDE?) Cercare SOLUZIONI NUOVE: RISORSE INFORMALI e DI PROSSIMITA? Costruire PRESE IN CARICO LEGGERE? Sviluppare: COLLABORAZIONI di RETE fra SERVIZI e ORGANIZZAZIONI, REALTA territoriali? verso ALTRO? DOPOSCUOL A LEGGERI? AFFIDI DIURNI? PROGETTI TUTELA SOSTENIBILI? SPAZI di CONSULENZA PSICOLOGICA PEDAGOGICA CONVENZIONA TI? FORMAZIONE RISORSE INFORMALI: -VOLONTARI/STUDENTI? -FAMIGLIE TUTOR (Ita e stran)? -GRUPPI AUTO-MUTUO AIUTO? Spazi di raccordo di rete territoriali SPAZIO NEUTRO? DIURNATI LEGGERI? SPAZI famiglia di AUTO MUTUO AIUTO? BLOG? ATTORI COINVOLTI: Con il Consorzio: -A.S. COMUNI - SCUOLE/UNIVERSI TA -3 SETTORE - FAMIGLIE/ASSOCI AZ. -terza età -parrocchie -COMUNITA per minori -ORD.AVVOCATI -A.G.(Giudici) -ASL (CONSULT ORIO e DIPENDENZE) -NPI

111 8. IL FONDO SOCIALE REGIONALE (EX CIRCOLARE 4) E IL SOSTEGNO ALLE UNITA D OFFERTA DEL TERRITORIO Con deliberazione dell Assemblea Consortile n. 10 del il Consorzio ha esaminato la valenza strategica della compartecipazione alla spesa per i servizi sociali del territorio. In particolare l utilizzo dei trasferimenti del Fondo Sociale regionale e degli obiettivi territoriali che con questo fondo si vogliono sostenere. Il Territorio dell Olgiatese presenta una sufficiente rete di unità di offerta sia relativamente alla tipologia di utenza a cui si rivolgono che alla possibilità di scelta del cittadino. Non appare più congrua quindi una impostazione del riparto del fondo che abbia come obiettivo il sostegno dell offerta di servizi e dal 2008 si è lavorato per trasformare progressivamente l intervento economico in un finanziamento della domanda. Il FSR è destinato a sostenere servizi per minori, disabili e assistenza domiciliare. In aderenza alle indicazioni regionali non è stata tralasciata alcuna area storica di finanziamento. Si è invece provveduto ad adottare un criterio che consideri, in modo progressivo e crescente, la residenza dei destinatari dei servizi e non esclusivamente la spesa complessiva rendicontata. L assemblea del ha approvato i criteri di assegnazione del Fondo Sociale Regionale in base alle indicazioni di Regione Lombardia definite nella D.G.R del , in merito al passaggio ad una assegnazione per quota capitaria dei contributi, e non più in base alla sola spesa storica dei servizi, a sostegno delle unità d offerta del territorio. Il primo anno è stato adottato un criterio misto (50% spesa storica 50% residenza) con la costituzione di un fondo compensativo per le strutture maggiormente penalizzate da tale criterio. La possibilità di attuare questo meccanismo infatti presuppone che anche i distretti limitrofi adottino criteri su base capitaria affinchè ciascuno, in funzione della residenza, riceva un adeguato trasferimento. Purtroppo non tutti gli ambiti distrettuali della provincia di Como procedono uniformemente nell applicare le disposizioni regionali e in questo modo il criterio adottato rischia di mettere in difficoltà gli operatori del territorio che potrebbero non essere finanziati dai territori di provenienza dei loro ospiti. Gli amministratori dei 23 Comuni del Consorzio sono concordi sull opportunità di procedere al passaggio a quota capitaria in tempi brevi, sia per migliorare la gestione delle risorse sia per ottimizzare i contributi. Nella discussione tra gli amministratori è emersa anche con chiarezza la necessità di 109

112 procedere parallelamente al contesto provinciale. Se infatti le scelte del nostro territorio mettono in eccessiva difficoltà il privato sociale otterremmo un effetto contrario a quello ricercato. Nel corso del 2010 è iniziato il percorso di accreditamento delle unità d offerta per minori e disabili che ha segnato la prima tappa fondamentale nel 2011 giungendo all accreditamento di varie strutture. Tale tema è strettamente legato all assegnazione del Fondo Sociale Regionale in funzione del quale è stato introdotto e formalizzato un percorso di certificazione della qualità dei servizi e di analisi del rapporto qualità/prezzo, spingendo tutte le realtà del privato sociale e i servizi pubblici a ragionare sull allocazione delle risorse in termini di costi/benefici, aumentando il livello di competizione sul mercato, dove il Consorzio è peraltro presente come gestore diretto del Centro Diurno Disabili / Centro Socio Educativo di Lurate Caccivio. In un percorso di trasparenza circa le identità delle singole organizzazioni, della loro offerta e del relativo costo si sviluppa una sana e stimolante competizione che non mira a far vincere qualcuno ma a stimolare l intero distretto ad un miglior manto costante della qualità e dell efficienza dei servizi. Il percorso degli accreditamenti, la gestione delle risorse economico finanziarie, ma soprattutto la possibilità di indirizzare una parte di esse in una direzione piuttosto che in un altra, in questi anni stanno permettendo sempre più al Consorzio di assumere un ruolo di regolatore delle unità di offerta e dei servizi del territorio nell ottica di una consapevole corretta gestione delle risorse e dello sviluppo di servizi legati alle reali esigenze territoriali. Le realtà del privato sociale, seppure destinatarie di scelte che le hanno costrette a mettersi in discussione e a confrontarsi con altri, hanno dimostrato una straordinaria capacità di risposta e di mobilitazione. E risultato molto proficuo e interessante stimolare il confronto tra le organizzazioni del privato sociale che possono prendere consapevolezza dei propri punti di forza ma anche di debolezza e costruire strategia di miglior manto anche confrontandosi con le altre realtà. Sicuramente anche nel prossimo triennio proseguiremo con l accreditamento e la valutazione delle unità d offerta e coordinando con questo percorso il riparto del Fondo Sociali Regionale. 110

113 ALLEGATO N. 1 TEMATICHE TRASVERSALI A VALENZA PROVINCIALE La complessità del governo del sistema, lo sviluppo di attività nelle diverse aree di intervento sperimentate nelle scorse triennalità, il raggiungimento dell efficacia dei servizi erogati determinano la definizione di strategie programmatorie condivise per migliorare la qualità degli interventi e per l ottimizzazione delle risorse economico finanziarie. Il lavoro di rete ha consentito di costruire condizioni di collaborazione, scambio, condivisione di processi e di metodologie, di focalizzare le priorità del territorio provinciale e di individuare una linea comune di sviluppo delle risposte al cittadino. Il Coordinamento Provinciale degli Uffici di Piano si pone come obiettivo prioritario di questa triennalità la definizione di protocolli procedurali condivisi tra gli ambiti distrettuali e con enti e organismi sovradistrettuali soprattutto in tema di integrazione socio-sanitaria, inclusione sociale, abitativa e del lavoro. Il Coordinamento partecipa a tavoli e gruppi di lavoro provinciali attraverso la designazione di propri rappresentanti. La Provincia di Como ha svolto un ruolo di servizio agli Ambiti Territoriali per azioni di supporto a progetti innovativi, sperimentali e ad iniziative trasversali, sulle quali si è ritenuto necessario individuare nuovi modelli operativi per risposte sempre più adeguate ai bisogni emergenti al fine di garantire l accesso alla rete dei servizi soprattutto per i soggetti più deboli e fragili e per sostenere l identità sociale e culturale del territorio provinciale. Ha inoltre garantito la segreteria tecnica del Coordinamento Provinciale degli Uffici di Piano. Anche in questo triennio si ritiene di notevole importanza una programmazione sovra distrettuale su aree di intervento trasversali: 1) MINORI e FAMIGLIA 2) IMMIGRAZIONE 3) INSERIMENTI LAVORATIVI DI SOGGETTI IN FRAGILITA SOCIALE 4) MALTRATTAMENTI, ABUSI VIOLENZA 5) POLITICHE GIOVANILI Nell ultimo triennio si sono costituiti presso la Provincia di Como dei gruppi di lavoro, ai quali partecipano i referenti degli Ambiti Territoriali, in tema di tutela minori, affidi, inserimenti lavorativi,maltrattamenti e violenza. 111

114 Gli obiettivi di tali gruppi sono quelli di: - incrementare la conoscenza dei fenomeni - individuare buone prassi - definire azioni condivise - sperimentare modelli integrati L obiettivo del triennio è di mantenere e sviluppare le sinergie che si sono create in quanto hanno prodotto linee guida, l avvio di attività sperimentali, l utilizzo di modulistica condivisa e la definizione di procedure comuni. Per quanto riguarda il tema della Formazione e aggiornamento professionale la Provincia di Como intende consolidare in questo nuovo triennio il ruolo assegnato dalla L.328/00 e dalla L.r. 3/08 attraverso la funzione di supporto tecnico e formativo agli operatori in rapporto agli obiettivi che ciascun Piano di Zona declinerà nel triennio 2012/2014. Infine la Provincia di Como proseguirà nell implementazione del Sistema Informativo dei Servizi Sociali per una compiuta conoscenza dei bisogni, della spesa sociale del territorio, del sistema integrato degli interventi e dei servizi al fine di disporre tempestivamente di dati e informazioni utili ai soggetti deputati alla programmazione. La Provincia di Como allocherà risorse economiche sia direttamente agli Ambiti Territoriali sia indirettamente mettendo a disposizione competenze professionali. 112

115 PROPOSTA DI INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA Nell ambito dell integrazione socio-sanitaria, anche in linea con le linee regionali di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale , si evidenziano i seguenti obiettivi ed azioni da condividere nelle diverse aree tematiche. 1. FAMIGLIA Premessa ex Dgr 2633 del 06 dicembre 2011 Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l'esercizio 2012 I consultori familiari pubblici e privati accreditati costituiscono il nodo fondamentale della complessiva rete di servizi ed interventi a favore della famiglia nel suo ruolo generativo e di cura e, pertanto, devono essere in grado di raccoglierne le richieste e i bisogni offrendo soluzioni in tempo reale. In questo senso, nel secondo semestre 2011, si è avviata in consultori familiari, pubblici e privati accreditati, la sperimentazione della funzione di ascolto, orientamento e supporto psicopedagogico alle famiglie.. Parole chiave: centralità del consultorio familiare/rete di servizi e interventi a favore della famiglia Per il triennio in argomento, nell ottica dell attualizzazione della risposta territoriale ai bisogni della famiglia, si ritiene opportuno perseguire le seguenti finalità: coordinamento funzionale a cura dell ASL delle progettazioni/interventi di natura sociosanitaria concernenti la sensibilizzazione, l ascolto, l orientamento e supporto al singolo e al nucleo familiare nonché delle iniziative di natura educativo/preventivo/psicopedagogica in ambito familiare e adolescenziale/giovanile (in capo ai diversi soggetti territoriali) al fine di razionalizzare risorse e interventi, sviluppare sinergie, evitare duplicazioni, chiarire e circoscrivere ambiti e settori di competenza tra le aree preventivo/educativa, socio assistenziale e socio-sanitaria; consolidamento degli interventi di rete a supporto della famiglia e della maternità, con particolare riguardo ai nuclei fragili (v. progetti sperimentali e innovativi ed in particolare lo sviluppo delle sinergie pubblico/privato/terzo settore, già attivate nell ambito delle specifiche progettualità cofinanziate nel periodo da R.L. ai sensi della L. 23/99 Politiche regionali per la famiglia ) anche in prospettiva della necessità di individuare strategie e risorse alternative in caso di assenza di finanziamenti regionali specifici; perfezionamento del percorso già avviato sulla attività integrata in materia di adozioni, da perfezionare mediante la sottoscrizione dei protocolli territoriali ASL/EE.LL; contrasto al fenomeno della violenza e dei maltrattamenti nei confronti delle donne (prosecuzione dell operatività dei tavoli territoriali coordinati a livello locale dagli Uffici di Piano - in stretta collaborazione con l Associazione Telefono Donna) 113

116 2. FRAGILITA A) CeAD Estensione degli orari di apertura CeAD lungo tutta la settimana: I livello (informazioni, consulenze sulla rete dei servizi, presa in carico di pazienti fragili, pazienti ADI, pazienti complessi domiciliari e nelle strutture) II livello (presa in carico integrata con i servizi e gli operatori degli Uffici di Piano, valutazioni multidimensionali integrate, PAI integrati) I CeAD, nelle attività di II livello, devono essere intesi come momento di coordinamento e approfondimento dell integrazione socio sanitaria, rispetto ai PAI integrati da elaborare, alla valutazione congiunta dei bisogni dei pazienti complessi, allo scambio di informazioni su iniziative, procedure, protocolli e opportunità che devono essere conosciute e pubblicizzate sul territorio e che devono fare parte delle informazioni da mettere a disposizione dell utenza (Progetti FNA, opportunità per pazienti complessi, progetti OCNPI, iniziative del terzo settore, etc.). Tenendo conto del nuovo modello organizzativo dei CeAD proposto dalla ASL, operativo già dal 2012, con la presenza di operatori e competenze professionali distrettuali attinenti la fragilità (medico, infermiere, assistente sociale), è necessario che si rafforzi il grado di integrazione dei servizi sociali UdP con il distretto ASL proprio attraverso il CeAD. Questo può trovare realizzazione attraverso: Promozione e incremento della gestione associata dei servizi, che, in caso di frammentazione, riflettono una faticosa integrazione con il distretto nonchè condizioni di accesso disomogenee per l utenza o conseguente copertura solo parziale dei bisogni del territorio. Laddove non sia possibile prevedere la gestione associata dei servizi, semplificare e rendere più omogenei i regolamenti e le condizioni di accesso. Ulteriore razionalizzazione ed omogeneizzazione della modulistica e delle condizioni di accesso alle opportunità di aiuto e assistenza alle famiglie. Si prospetta la produzione di una Scheda Unica di Accesso omogenea su tutta la provincia. Uso sistematico dello strumento informatico messo a disposizione degli UdP, ai fini di una costante integrazione delle informazioni sulla casistica e sui progetti in atto, nel rispetto delle procedure elaborate congiuntamente sulla elaborazione e gestione del PAI integrato. Condivisione, attraverso momenti di coordinamento cadenzati e programmati congiuntamente (UdP e Distretto), delle informazioni sulle criticità e sui bisogni emergenti che esigono risposte tempestive, con particolare riguardo alla casistica con bisogni complessi, alle informazioni sulla rete 114

117 formale e informale dei servizi attiva territorialmente, alle iniziative sperimentali e alle opportunità che offre il terzo settore. Coordinamento e integrazione di servizi eventualmente offerti sia sul versante sociale sia sul socio-sanitario, come i ricoveri di sollievo (per la parte riferita alla accessibilità al servizio ) in RSA o in strutture per disabili. B) Disabilità Alla luce del Piano d azione regionale sulla disabilità (dgr 983 del ), si ritengono strategiche le seguenti azioni: Adozione e sottoscrizione di protocolli interistituzionali per macro aree (coincidenti almeno con i Distretti Asl) volti alla facilitazione dell accesso e razionalizzazione dei servizi e delle opportunità offerte alle persone con disabilità. Implementazione, da parte degli UdP, di una anagrafe delle persone con disabilità attraverso lo strumento informatico messo a disposizione per le funzionalità dei CeAD. Rafforzamento delle funzioni di case management negli UdP; Attuazione più incisiva del Protocollo per la presa in carico integrata dei minori disabili, con particolare riguardo per il superamento della frammentarietà degli interventi da parte degli erogatori di prestazioni specialistiche (UONPIA ospedaliera) e riabilitative (Enti erogatori accreditati) e per una maggiore coerenza fra gli approcci dei servizi socio educativi (UdP e Comuni), l approccio clinico e riabilitativo specialistico e gli obiettivi di integrazione scolastica. C) Anziani: azioni innovative 1. Sperimentazione e implementazione, da parte degli UdP in collaborazione con l ASL, di iniziative volte alla gestione qualificata di gruppi di mutuo aiuto attraverso operatori del terzo settore: gruppi di sostegno reciproco e scambio di informazioni fra famiglie che hanno al loro interno persone malate di Alzheimer, Parkinson, SLA, Sclerosi multipla o altre patologie degenerative che presuppongono un carico assistenziale importante e richiedono competenze assistenziali e informazioni approfondite sulle opportunità offerte dalla rete di assistenza al caregiver e alla famiglia. 2. Promozione di attività di formazione ai caregiver, finalizzate all addestramento e informazione dei familiari di anziani non autosufficienti. Le iniziative, sostenute dagli UdP, possono essere realizzate con il contributo degli operatori Asl per quanto riguarda le competenze sanitarie (medico e infermiere) e di operatori di RSA, (fisioterapisti, OSS). 3. DIPENDENZE Prevenzione Programmazione e realizzazione degli interventi progettuali contenuti nel Piano Locale 115

118 Prevenzione Dipendenze di competenza degli specifici ambiti territoriali definiti e condivisi nell ambito del tavolo del Comitato Rete Territoriale Prevenzione, in collaborazione con il Dipartimento Dipendenze ASL e gli altri enti del territorio provinciale. Programmazione e realizzazione di interventi di prevenzione universale delle dipendenze per il biennio nei diversi ambiti territoriali coerenti con le Linee guida regionali in materia nonché condivise e coordinate in rete nell ambito del Comitato Rete Territoriale Prevenzione del Dipartimento Dipendenze ASL. Reinserimento sociale Integrazione tra gli ambiti ed i servizi di cura Sert nel contesto dei programmi di reinserimento sociale lavorativo/abitativo per soggetti tossicodipendenti/alcol dipendenti in carico e/o in applicazione di misure alternative alla detenzione anche attraverso la definizione di protocolli operativi o in collaborazione nel contesto di specifiche progettazioni. 4. INCLUSIONE SOCIALE: interventi territoriali per l inclusione sociale delle persone sottoposte a procedimenti penali Il Piano di intervento territoriale, coordinato dall A.S.L. e realizzato dall équipe interistituzionale preposta nel triennio 2009/2011, ha co-progettato interventi nell area adulti e in quella minori e ne ha affidata la realizzazione a reti di parternariato di enti pubblici e soggetti del privato sociale. Nel triennio 2012/2014 occorre consolidare la Rete territoriale di servizi e di interventi a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell Autorità Giudiziaria e delle loro famiglie mediante: il processo di coinvolgimento delle comunità territoriali rafforzando in tutte le fasi del processo il ruolo dell Istituto penitenziario e dei Servizi ministeriali, del Terzo Settore e degli Enti locali, come anche le sinergie operative a livello locale, nella fase di realizzazione degli interventi (inserimento lavorativo esterno e interno al carcere, progetti personalizzati e dedicati alle categorie maggiormente critiche: giovani, donne e immigrati, di giustizia riparativa e mediazione interculturale). Integrazione nel Piano territoriale delle altre progettazioni d area e delle buone prassi sperimentate e consolidate, sviluppando le sinergie già presenti nel complesso delle progettazioni dell area dei Servizi pubblici e privati per l assistenza e l inclusione sociale delle persone entrate nel circuito penale e delle loro famiglie. 5. PROTEZIONE GIURIDICA: interventi territoriali integrati per la promozione di strumenti di tutela e di sostegno per persone con necessità di protezione giuridica L Ufficio di protezione giuridica, attivato presso l A.S.L. nel luglio 2008 in accordo con la Conferenza dei Sindaci, è stato istituito con L.R. 12 marzo 2008 n. 3. Nel triennio 2012/2014 è necessario: 116

119 Consolidare la funzione di promozione del complesso delle azioni territoriali in materia di protezione giuridica, di concerto con il Tribunale di Como, gli Uffici di Piano, gli Enti Locali, i Servizi socio-sanitari, gli organismi del Terzo Settore e del Volontariato (informazione, consulenza e assistenza ai Servizi sanitari e sociali del territorio, ai singoli e alle famiglie, anche per il corretto esercizio delle funzioni di tutela; formazione per gli Operatori dei Servizi territoriali e delle Unità d Offerta dell area anziani e disabili) anche attraverso l utilizzo delle progettazioni e dei protocolli di intesa già in atto. 6. CONCILIAZIONE TEMPI DI VITA E TEMPI DI LAVORO Proseguo dei lavori previsti nel Piano Territoriale approvato dai promotori dell Accordo territoriale sulla conciliazione sottoscritto in data 26/6/ ai sensi della DGR 381 del 5/08/ per la conciliazione famiglia-lavoro, tramite la promozione e il sostegno delle funzioni familiari nelle diverse fasi del ciclo di vita dei propri membri. Nello specifico il Piano territoriale sopra citato prevede quali obiettivi: - promuovere azioni, concertate da tutti i soggetti coinvolti per rendere il territorio capace di rispondere ai bisogni, declinando progetti, interventi e servizi che siano congrui agli stessi bisogni, garantiscano accessibilità, fruibilità e supporto a carenze e criticità; - promuovere e sostenere le buone prassi esistenti nell organizzazione del lavoro, che costituiscono un valore aggiunto per le aziende favorendo la competitività del sistema economico stesso e il benessere della comunità, e che permettano di ottimizzare le risorse umane e le loro potenzialità nel rispetto delle singole esigenze e specificità; - promuovere e favorire, a livello locale, reti di Imprese per una riflessione comune sulla tematica della conciliazione; - comunicare sul territorio l insieme e le singole misure adottate per favorire la conciliazione, sia interna agli enti e alle organizzazioni che esterna, al fine di aumentare la comprensione dei problemi di conciliazione, di garantire la diffusione di buone prassie sollecitare la realizzazione di momenti di confronto. 117

120 ACCORDO DI PROGRAMMA Tra le amministrazioni comunali di Albiolo, Appiano Gentile, Beregazzo con Figliaro, Binago, Bulgarograsso, Cagno, Castelnuovo Bozzente, Drezzo, Gironico, Guanzate, Lurate Caccivio, Olgiate Comasco, Oltrona di San Mamette, Parè, Rodero, Solbiate, Valmorea, Veniano, Villa Guardia, l Unione di Comuni Terre di Frontiera, il e l Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Como Per L ATTUAZIONE DEL PIANO DI ZONA RICHIAMATI - Il D.Lgs. 267/2000 testo unico sull ordinamento degli enti locali che attribuisce ai Comuni la titolarità delle competenze amministrative nel settore dei servizi alla persona e alla comunità, prevedendo la gestione dei medesimi anche in forma associata; - La Legge 328/2000 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali ; - Il D.P.R. 3 maggio 2001 Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali emanato ai sensi della legge 328/2000; - La Legge Regionale 11 luglio 1997, n.31 Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali ; - La Legge Regionale 5 gennaio 2000, n.1 Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del d.lgs. 31 marzo 1998 n.112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle regioni ed agli enti locali in attuazione del Capo 1 della legge 15 marzo 1997, n.59) che prevede l esercizio da parte dei Comuni di tutte le funzioni progettuali e gestionali dei servizi sociali, svolte adottando a livello territoriale gli assetti più funzionali alla gestione, anche tramite associazioni intercomunali; - La Legge Regionale n.3 del 12 Marzo 2008 Governo della rete e degli interventi e servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario - La Delibera della Giunta Regionale n.2505 del 16 novembre 2011 ad oggetto Approvazione documento Un welfare della sostenibilità e della conoscenza linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale La deliberazione della Assemblea Consortile n. 8 del 11 novembre 2011 ad oggetto Esame ed approvazione Bilancio Preventivo anno 2012 ; 118

121 - Lo Statuto del sottoscritto innanzi al Notaio Andrea Bellini il 3 febbraio 2004; Richiamato esplicitamente l art.1 dello Statuto citato che evidenzia le finalità del Consorzio e precisamente: a. la gestione del Centro Socio-Educativo ubicato in Lurate Caccivio in Via Monte Rotondo; b. servizi ai minori disadattati e/o marginalizzati che si rendessero necessari nell ambito dei rispettivi territori o coordinati tra più comuni; c. servizi per i soggetti portatori di handicap necessari nell ambito dei rispettivi territori o coordinati tra più comuni; d. servizi e/o strutture di risocializzazione, assistenza domiciliare, educazione fisica nell ambito dei rispettivi territori o coordinati tra più comuni; e. servizi, centri o iniziative di aggregazione giovanile; f. ogni altro servizio che possa essere gestito in forma associata negli ambiti previsti dalla legge 8 novembre 2000 n.328 e da altre Leggi vigenti in materia; PREMESSO Che la Legge 328/ all art.6 stabilisce che i Comuni sono titolari delle funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali svolti a livello locale e che concorrono alla programmazione regionale, adottando sul piano territoriale gli assetti più funzionali alla gestione, alla spesa ed al rapporto con i cittadini, secondo le modalità stabilite dal D. Lgs. 18 agosto 2000, n.267; - all art.19 statuisce che i Comuni, a tutela dei diritti della popolazione, d intesa con le Aziende Sanitarie Locali, provvedono, nell ambito delle risorse disponibili per gli interventi sociali e socio-sanitari, a definire il Piano di Zona; Che la Legge Regionale n. 3/08 - Agli art. 13 e 14 evidenzia il ruolo dei Comuni e della ASL - All art.18 stabilisce che Il Piano di Zona è lo strumento di programmazione in ambito locale della rete di offerta sociale. CONSIDERATO - che i Comuni firmatari del presente accordo di programma hanno attivato le iniziative più idonee per l elaborazione del Piano di Zona, atte a consentire anche il concorso dei soggetti non istituzionali presenti sul territorio; 119

122 - che il presente accordo di programma disciplina i modi e le procedure di gestione delle azioni previste dal Piano di Zona, nonché il ruolo e le modalità di partecipazione di ciascun Ente firmatario; TUTTO CIO PREMESSO Tra gli Enti sottoscrittori del presente accordo di programma SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE Il presente accordo recepisce integralmente la deliberazione della Assemblea Distrettuale dei Sindaci n.8 dell 11 novembre 2011; Gli Enti firmatari del presente Accordo, approvate le linee di indirizzo del Piano di Zona dalla Assemblea del l 11 novembre 2011 successivamente visionato dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio in data 16 marzo 2012, prodotto anche nell ambito delle iniziative di consultazione con i soggetti di cui al IV comma art.1 della L.328/2000, si propongono i seguenti obiettivi prioritari nell ambito locale, da porre alla base del presente Accordo di programma, attraverso l integrazione delle rispettive competenze: 1. Attuazione di finalità, obiettivi e contenuti stabiliti dal piano di zona che è parte integrante e sostanziale del presente accordo di programma approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 8 del 16 marzo 2012 e successivamente approvato in Assemblea del Consorzio con delibera n. 1 del 2 aprile 2012; Il presente accordo di programma è finalizzato altresì a delegare al Consorzio Servizi Sociali dell Olgiatese tutte le incombenze derivanti dalla attuazione dello stesso. Sono altresì delegate al tutte le attività derivanti dal riordino del sistema dei servizi sociali attuato dalla Regione Lombardia come previsto nell articolo 1 dello Statuto del Consorzio. Si rinvia al testo del Piano di Zona allegato, che è sinteticamente strutturato come segue: Metodologia della costruzione del Piano di Zona La Governance Lo Strumento di lavoro e le procedure attivate Dati statistici Area Disabilità Area Fragilità Sociale 120

123 Area Anziani Area Salute Mentale Area Minori e Famiglie Il Fondo Sociale Regionale Allegati Accordo di Programma Soggetti Partecipanti I soggetti dell accordo sono: il che assume il ruolo di Ente Capofila e a cui sono delegate tutte le iniziative necessarie alla realizzazione del Piano di Zona. Alla Assemblea dei Sindaci del sono delegate tutte le funzioni della Assemblea dei Sindaci del Piano di Zona poiché composta dagli stessi Comuni, fatto salvo gli adempimenti per i quali Regione Lombardia prevede l approvazione da parte dell Assemblea dei Sindaci Distrettuale ai sensi della L.R. 31/97. All accordo partecipano i Comuni di Albiolo, Appiano Gentile, Beregazzo con Figliaro, Binago, Bulgarograsso, Cagno, Castelnuovo Bozzente, Drezzo, Gironico, Guanzate, Lurate Caccivio, Olgiate Comasco, Oltrona di San Mamette, Parè, Rodero, Solbiate, Valmorea, Veniano, Villa Guardia e l Unione di Comuni Terre di Frontiera peraltro come già specificato aderenti al e alla Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Como. Gli enti firmatari concorrono sinergicamente e in maniera integrata all attuazione del piano di zona implementando le priorità di intervento, provvedono alla realizzazione del programma annuale e ne garantiscono la verifica. I Comuni sottoscrittori si impegnano a: - partecipare alla realizzazione dei servizi e interventi definiti nel piano di zona rispettando i tempi e le modalità di attuazione descritti; - provvedere, per le parti di competenza, alla destinazione delle risorse assegnate dal fondo sociale, conformemente agli obiettivi definiti nel piano di zona; - attivare tutte le collaborazioni e connessioni a livello di ambito finalizzate alla gestione efficace degli interventi previsti dal piano; - attuare gli interventi di loro competenza in materia di servizi sociali; - provvedere ad assicurare l attività di gestione amministrativa e contabile degli interventi attivati; 121

124 - provvedere ad assicurare l attività di rendicontazione della spesa sostenuta, nei termini definiti dalla Regione Lombardia nonché dalle necessità endogene di valutazione definite nel piano; - assicurare il supporto tecnico logistico e informativo necessario all ente capofila per l esercizio delle attività amministrative, contabili e di gestione. I soggetti non istituzionali e in particolare quelli del terzo settore che hanno manifestato la loro adesione agli obiettivi e ai contenuti del piano di zona, dichiarano la loro volontà di concorrere alla realizzazione degli obiettivi. Possono partecipare al presente Accordo di Programma, anche in momenti successivi, i soggetti pubblici e privati ricompresi all art.9, comma 3) della legge 328/2000 solo relativamente a quanto previsto nelle linee programmatiche del Piano di Zona. La durata del presente accordo di programma è di durata pari a quella del Piano in approvazione [2012/2014], demandando alla Assemblea del Consorzio le competenze di cui sopra e fatta salva la possibilità di aggiornamento nelle forme concordate dai sottoscrittori nello Statuto del Consorzio. Per tutto quanto non specificato direttamente nel presente Accordo di Programma si rinvia allo statuto del e alle deliberazioni della Assemblea Consortile. Le risorse finanziarie da impegnare sono puntualmente dettagliate nel piano finanziario. Il mancato o ridotto finanziamento proveniente dal fondo nazionale per le politiche sociali di cui al presente accordo, dal fondo regionale o da altri fondi che concorrono al finanziamento dei servizi dei comuni dell ambito, comporterà la necessaria ridefinizione del piano finanziario previsto. La vigilanza sull esecuzione dell accordo, ai sensi dell art.34 comma 7 del D. Lgs n.267, è svolta dal Consiglio di Amministrazione del. L ente capofila si impegna a pubblicare sul bollettino ufficiale della Regione Lombardia il presente accordo di programma per estratto, e a tenere a disposizione tutta la documentazione per gli enti sottoscrittori dell accordo e per gli altri soggetti aventi diritto ai sensi della vigente normativa. 122

125 Albiolo Appiano Gentile Beregazzo con Figliaro Binago Bulgarograsso Cagno Castelnuovo Bozzente Drezzo Gironico Guanzate Lurate Caccivio Olgiate Comasco Oltrona di San Mamette Parè Rodero Solbiate Valmorea Veniano Villa Guardia Unione di Comuni Terre di Frontiera 123

126 L Azienda Sanitaria della Provincia di Como Olgiate Comasco lì Aderiscono al Piano di Zona le seguenti Organizzazioni territoriali RAGIONE SOCIALE Rappresentata da Firma 124

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