SEZIONE 2 IPOTESI INCIDENTALI
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- Bartolommeo Grassi
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1 Sez 2/pag.1 SEZIONE 2 IPOTESI INCIDENTALI Le zone di pianificazione Per l individuazione delle zone cui deve essere estesa la pianificazione dell emergenza, si prendono in generale in considerazione i cerchi di danno relativi agli scenari incidentali ritenuti credibili dal gestore e validati dal Comitato Tecnico Regionale di cui all art. 19 del D.Lgs. 334/99, nel corso dei vari procedimenti istruttori che, nel caso specifico, si sono già conclusi. Le conseguenze prevedibili di un evento incidentale si possono determinare in termini di effetti nocivi per le persone o le cose, con riferimento a determinati valori soglia corrispondenti a fenomenologie a carattere tossicologico o energetico. Per utilizzare definizioni e parametri standard, si fa riferimento al documento citato nell'introduzione Pianificazione dell'emergenza Esterna degli stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante Linee Guida messo a punto ed emanato con D.P.C.M. 25 Febbraio 2005 dal Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel quale sono anche stabiliti i criteri per l individuazione delle aree coinvolte da eventuali incidenti sulle quali effettuare interventi di Protezione Civile. Tale documento individua tre zone di pianificazione: - Prima zona Zona di sicuro impatto. E la zona, in genere limitata alle immediate vicinanze dello stabilimento, nella quale debbono attendersi effetti sanitari che comportano un elevata probabilità di letalità (12.5 kw/m 2 in caso di irraggiamento). - Seconda zona Zona di danno. E la zona, esterna alla prima, in cui possiamo aspettarci effetti gravi ed irreversibili per le persone che non adottano le misure di autoprotezione consigliate ed effetti letali per soggetti particolarmente vulnerabili, quali anziani, bambini, malati (5 kw/m 2 in caso di irraggiamento e 200 kj/ m 2 in caso di BLEVE/fireball). - Terza zona Zona di attenzione. Questa zona, la più esterna, riguarda le aree in cui sono possibili danni non gravi per soggetti particolarmente vulnerabili (non è indicato un valore di riferimento: si provvede caso per caso a identificare un'area nella quale vi siano centri di particolare vulnerabilità). Scenari incidentali di riferimento Per l elaborazione del presente Piano di Emergenza Esterno gli scenari incidentali, identificati e ipotizzati dal gestore nel Rapporto di Sicurezza e valutati dal Comitato Tecnico Regionale in sede di istruttoria tecnica, sono stati accorpati in termini di tipologia di effetti e gravità delle conseguenze attraverso l utilizzo di codici semplici e predefiniti cui sono associate specifiche procedure di comunicazione ed intervento. L area presa in considerazione per la definizione delle operazioni da svolgersi in emergenza (Area di interesse per la pianificazione dell'intervento), che è costituita dall area riportata nella planimetria di cui all Allegato 1, non rappresenta tuttavia l inviluppo delle aree di danno associate ai suddetti scenari (riportate in Allegato 3), ma tiene conto sia delle necessità operative e funzionali del piano sia, da un punto di vista precauzionale, di distanze maggiori in relazione alla variabilità delle ipotesi e dell evoluzione spazio-temporale dei fenomeni.
2 Sez 2/pag.2 CODIFICAZIONE DELLA TIPOLOGIA DI EFFETTI DEGLI SCENARI INCIDENTALI Scenario T Rilascio di sostanza tossica Scenario E Rilascio di energia: barica (ESPLOSIONE) termica stazionaria (INCENDIO) termica variabile (BLEVE) termica istantanea (FLASH-FIRE) Scenario N Rilascio di sostanza tossica per l ambiente CODIFICAZIONE DELLA GRAVITÀ DEGLI SCENARI INCIDENTALI O DEI LIVELLI DI PERICOLO Sulla base delle conseguenze previste dagli scenari incidentali ipotizzati, si può distinguere una scala graduata di livelli di pericolo cui devono riferirsi le procedure di allertamento e le conseguenti azioni di intervento e soccorso di ciascuno dei soggetti coinvolti. Ai fini del presente piano si fa pertanto riferimento alle seguenti codifiche: CODICE GIALLO: (Attenzione) CODICE ARANCIONE: (Preallarme) CODICE ROSSO: (Allarme) eventi che, seppur privi di qualsiasi ripercussione all'esterno dello stabilimento, possono essere avvertiti dalla popolazione dando luogo ad allarmismi o preoccupazioni; eventi di limitata estensione: riferibili ad incidenti causati da rilasci tossici e/o energetici aventi un impatto contenuto all interno dell area di stabilimento; eventi estesi: eventi riferibili ad incidenti causati da rilasci tossici e/o energetici aventi un potenziale impatto all esterno dell area dello stabilimento. La situazione di "Attenzione" comporta la necessità di attivare una procedura informativa da parte del gestore nei confronti dei soggetti individuati nell'apposito schema dell'allegato 6, ma non attiva il Piano di Emergenza Esterno. I successivi livelli di allerta, viceversa, attivano il Piano secondo le procedure stabilite. Ad esempio, in generale, Codice arancione scenario E corrisponderà ad un evento di natura energetica che non provoca conseguenze all esterno dello stabilimento, ma che richiede l intervento operativo di alcuni enti esterni di soccorso (es. Vigili del Fuoco); Codice rosso scenario T corrisponderà ad un evento di natura tossicologica, con potenziale impatto all esterno dello stabilimento e che richiede l intervento di tutti gli enti coinvolti nella gestione dell emergenza. Viene riportata nel seguito la codifica degli scenari incidentali individuati per ciascuno stabilimento oggetto del presente Piano di Emergenza Esterno.
3 Sez 2/pag.3 Scenari stabilimento ENI S.p.A. TOP EVENT 4 Rilascio /incendio area stoccaggio o travaso UVCE area travaso ferrocisterne o BLEVE autobotte o bombola Rilascio sul suolo o in acque superficiali di prodotti petroliferi o altre sostanze pericolose per l ambiente Le sostanze interessate possono essere GPL, benzina, gasolio, cherosene o vari additivi classificati pericolosi per l ambiente e sono indicate dal gestore nella scheda di diramazione SOS riportata in Allegato 5. - E, T TOP EVENT 4 N (su suolo) N (in acque superficiali)
4 Sez 2/pag.4 Scenari stabilimento AUTOGAS NORD S.p.A. Rilascio / incendio area stoccaggio o travaso BLEVE (autobotte o bombola) La sostanza interessata è GPL ed è indicata dal gestore nella scheda di diramazione SOS riportata in Allegato 5. - E
5 Sez 2/pag.5 Scenari stabilimento BUTANGAS S.p.A. Rilascio /incendio area stoccaggio o travaso BLEVE (autobotte o bombola) La sostanza interessata è GPL ed è indicata dal gestore nella scheda di diramazione SOS riportata in Allegato 5. - E
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